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[10/11/2019, 07:57] Mandarin Oriental, Lago di Como e Ristorante L?Aria ? Blevio (CO) ? Chef Vincenzo Guarino

Qualsiasi introduzione riguardante ambientazione, location, splendide cornici e varie amenit? risultano superflue. Siamo in uno degli angoli pi? suggestivi del mondo dove Mandarin Oriental ha da poco inaugurato il suo pi? recente resort. Ve ne mostreremo ogni dettaglio con la solita dovizia di particolari, ma siamo qui soprattutto per il nuovissimo ristorante L’Aria, affidato all’esperienza di Vincenzo Guarino: nativo di Vico Equense e stellato in quel di Gaiole in Chianti, chef dall’inesorabile tocco Mediterraneo ma con mano versatile, in grado di declinare tutte le sue influenze in un percorso personale e riconoscibile. Assaggiando gli Gnudi di ricotta con?crema di fiori di zucca e mascarpone, la Toscana si affaccia su Nerano, il lago incontra la costiera. Riesce perfettamente nell’ambizioso intento che si pone, con una sontuosa bouillabaisse e un paio di rinforzi nipponici. In cucina come nel resort, il Lago di Como ? al centro del mondo.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff dell’hotel

General Manager: Samuel Porreca

Lo staff di cucina

Chef: Vincenzo Guarino
Sous Chef: Giuseppe Romano
Pastry Chef: Ettore Beligni

Lo staff di sala

Restaurant Manager: Davide Maio
Sommelier: Thomas Marongiu

La vista meravigliosa sul Lago di Como

Situato sulle sponde del pi? famoso lago d?Italia, Mandarin Oriental, Lago di Como ? un resort a 5 stelle immerso in un lussureggiante giardino botanico.?Gli ospiti avranno ampia scelta tra sentieri panoramici, rustiche citt? lombarde, meravigliosi giardini botanici, e dinamici sport acquatici. Un team di concierge dedicato ? disponibile 24 ore su 24 per organizzare esperienze su misura per tutti gli ospiti del resort e rendere unico il loro soggiorno.

Il fiore all?occhiello del resort ? Villa Roccabruna, ex residenza della cantante lirica italiana Giuditta Pasta, costruita nel 1799. Oggi, Villa Roccabruna ospita dieci bellissime suite con grandi finestre da cui ammirare la vista sul giardino e sul lago, oltre ad alcuni servizi dedicati agli ospiti.

Villa Roccabruna ospita anche il CO.MO Bar & Bistrot, la Sala Mandarin, dove gli ospiti possono rilassarsi ammirando lo splendido panorama dalle ampie finestre, e la Spa del Mandarin Oriental, Lago di Como.

Il resort dispone di una piscina galleggiante e del suo ampio solarium. Gli ospiti possono rilassarsi sui lettini e gustare bevande rinfrescanti e snack al Pool Bar da met? mattina fino al tramonto.

L?ambientazione romantica del lago, le maestose colline e gli splendidi giardini sono la scenografia ideale per matrimoni, feste ed eventi privati. La struttura ? dotata anche di una Greenhouse, di un romantico Anfiteatro sulle rive del lago e di quattro sale versatili che si possono trasformare in un unico salone di 315 m?. In alternativa, gli ospiti possono optare per il Prato, con la storica Villa Roccabruna a fare da sfondo a splendidi eventi.

Gli interni

Aperitivo al CO.MO Bar & Bistrot

La preparazione dei nostri cocktail

A sinistra: Negroni

A destra: Improved aviation #2

La suite di VG

Il salottino

Il panorama dalla camera di VG

Courtesy kit

La sala da bagno

La doccia

Amenities

Il benvenuto dell’hotel

Il mini bar

Camere

Disposto su 9 ville separate, Mandarin Oriental, Lago di Como offre 21 camere, 52 suite e due spettacolari ville private.

Tariffe delle camere: a partire da ? 595. Le camere sono dotate di tutti i comfort moderni, tra cui smart TV HD, adattatori multipresa, Wi-Fi e entrate HDMI per collegare altri dispositivi.

La Residenza

la Residenza ? un appartamento privato di 90 m? con due camere da letto che pu? ospitare fino a quattro persone. La grande terrazza privata e il giardino regalano viste mozzafiato sul lago, rendendo l’appartamento il luogo ideale per il relax e il divertimento.

Penthouse Suite

Situata nella storica Villa Roccabruna, con i suoi 97 m?, la Penthouse Suite offre la vista pi? romantica del Lago di Como.

Presidential Suite

Situata in Villa delle Palme e immersa nel parco botanico, la Presidential Suite dispone di una terrazza particolarmente ampia con solarium e piscina privata affacciata sul lago, con una vista impareggiabile.

Villa della Rocca

Distribuita su due piani e 102 m?, questa intima villa ? un perfetto rifugio romantico sul Lago di Como.

Villa del Lago

Villa del Lago dispone di tre camere da letto, un ampio giardino, una terrazza con vasca idromassaggio all’aperto e un piccolo molo privato. Distribuita su 343 m? e quattro piani, questa villa privata ? ideale per bambini e adulti, grazie a una sala intrattenimento con un’area cinema, calcio balilla e bar privato.

SPA

La Spa del Mandarin Oriental, Lago di Como ? una destinazione di benessere in s?. Ispirata alle acque del lago, offre una scelta unica di percorsi termali con un approccio olistico al benessere. La struttura comprende due spa suite e due cabine trattamenti, un beauty studio e un centro fitness completamente attrezzato con le ultime tecnologie Technogym?.

Su consultazione: tariffe dei trattamenti.

Centro Fitness

Il centro fitness ? dotato di attrezzature Technogym di ultima generazione, con tapis roulant e attrezzature cardiovascolari che garantiscono un allenamento perfetto. Le Spa Concierge sono a disposizione degli ospiti per organizzare allenamenti, programmare sessioni di jogging o escursioni con personal trainer.

Aperitivo in terrazza

A sinistra: That branch

A destra: MI-TO

Tipologia degli stuzzichini: bign? al nero di seppia e mousse di tonno; spugna di barbabietola, caprino agli agrumi; pane tostato, burro e alici; tartelletta con mozzarella di bufala, pomodoro confit e polvere di basilico; chips di tapioca allo zafferano, polvere di gamberi.

Ci spostiamo al nostro tavolo per la cena

Mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

L’Aria ? 140

Lo Scampo, il foie gras, la quaglia, mela e arancia
Carne & Carne: carpaccio e battuta di manzo, tuorlo d?uovo marinato, maionese alla senape, verdure novelle cotte e crude, mousse di caprino e salsa tonnata
Fusilloni: cotto e crudo di gamberi rossi, mozzarella di bufala, polvere di olive nere e basilico
Bottoni farciti con patate dolci, porri e basilico, brunoise di verdure con il suo estratto
Spigola alla plancha con spuma di zucchine alla scapece, zucchine trombetta marinate, crema di zucchine
Omaggio ad Auguste Escoffier? La pesca Melba: tarte tatin di pesca, ganache al cioccolato, sorbetto al Bellini, pudding alla pesca, vin brul?

Abbinamento vini ? 90

RI.CO.RDO ? 115

Trota marinata in zuppa di mandorle amare, tapenade di acciughe, clorofilla di basilico, limone, erbe
Oro verde: risotto mantecato con crema di crescione, anguilla affumicata, gel?e di limone e polvere di peperone crusco
Pechino – Anatra – Blevio: petto d’anatra laccato al miele, 5 pepi orientali, flan di mele Pink Lady e pak choi
Ops come ? cambiata la Miascia: tarte tatin di mele, cialda croccante, sorbetto al Nero di Como

Abbinamento vini ? 70

Verde 3.0 ? 100

Il risveglio dell?orto: insalatina di campo, verdure e germogli di stagione, cremoso alla robiola di Roccaverano, caviale Calvisius e crema di zucchine
Risotto in variazione di zucchine alla Nerano, provola e germogli di basilico
Come si fa a non mangiare la Par-mi-gia-na di melanzane
Tranquilli ? senza glutine!: insalata di frutta e verdura marinata, spuma al mango e sorbetto ai lamponi

Abbinamento vini ? 50

La carta

Antipasti

Il risveglio dell?orto: insalatina di campo, verdure e germogli di stagione, cremoso alla robiola di Roccaverano, caviale Calvisius e crema di zucchine ? 34
Green me five: insalata ai cinque pomodori, melanzane, spugna di basilico e polvere di capperi ? 25
Lo scampo, il foie gras, la quaglia, mela e arancia ? 44
Trota marinata in zuppa di mandorle amare, tapenade di acciughe, clorofilla di basilico, limone, erbe ? 32
Carne & Carne: carpaccio e battuta di manzo, tuorlo d?uovo marinato, maionese alla senape, verdure novelle cotte e crude, mousse di caprino e salsa tonnata ? 32

Primi

Oro verde: risotto mantecato con crema di crescione, anguilla affumicata, gel?e di limone e polvere di peperone crusco ? 38
Nunnar?: spaghetti al pomodoro, espressione contemporanea ? 28
Acqua e farina: fettucce di pasta fresca all’alga nori, scampo profumato al limone, tenerone di vitello e asparagi di mare ? 36
Fusilloni: cotto e crudo di gamberi rossi, mozzarella di bufala, polvere di olive nere e basilico ? 40
Bottoni farciti con patate dolci, porri e basilico, brunoise di verdure con il suo estratto ? 28

Acqua

Spigola alla plancha con spuma di zucchine alla scapece, zucchine trombetta marinate, crema di zucchine ? 42
Astice blu: insalatina di campo, spuma di olandese e cialda croccante al wasabi ? 52
Storione e panzanella: storione marinato nell’acqua di pomodoro, panzanella scomposta e spuma di pane ? 44

Terra

Wagyu: controfiletto alla brace, brunoise di pesca gialla, patate al rafano e spinaci ? 50
Pechino – Anatra – Blevio: petto d’anatra laccato al miele, 5 pepi orientali, tarte tatin di mele Pink Lady e pak choi ? 40
Agnello? Si pu? fare la scarpetta!: lombo d’agnello fondente con cubo di parmigiana alle tre melanzane ? 38

Dolci

Enigma: mousse leggera alla gianduia, ganache flessibile al fondente, cremoso al manjari, namelaka alla vaniglia, cabossa con salsa ai lamponi ? 15
Ops come ? cambiata la Miascia: cremoso di torta di mele con la sua composta, ovis mollis, sorbetto al Nero di Como ? 15
Ricotta e Pera? sempre nei miei viaggi: mousse di ricotta, sorbetto di pera e zenzero, croccante di mandorle, pere caramellate e spugna alla nocciola ? 15
Guardo il mondo dall?Obl?: cremoso al pistacchio, ganache montata allo yogurt di bufala, limone confit, sorbetto allo yuzu spugna croccante al cioccolato ? 15
Tranquilli ? senza glutine!: tartelletta alle mandorle con cremoso di riso allo zafferano, vegetali precanditi, sorbetto alla ciliegia e spirale al mango ? 15

Selezione di formaggi di Andrea de Maggi ? 35

Con confetture e pane con frutta secca fatti in casa

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Belle Epoque 2012 Champagne Brut – Perrier Jou?t

Pane

Tipologia di pane: pagnotta di semola; grissini bianchi e ai semi di Chia e farina di farro; taralli alle mandorle; carta musica.

L’olio in abbinamento

Amuse bouche: polpo grigliato, spuma di patate, chips di pane croccante

Riesling Trocken 2017 – Dr. Pauly Bergweiler

Tecum Pinot Bianco Alto Adige – Castelfeder

Piattooo!

Uovo biologico cotto a 65 gradi, spuma di risotto allo zafferano, polvere di ossobuco, tapioca al prezzemolo

Il risveglio dell’orto

Crema di piselli, selezione di verdure di stagione, robiola e caviale Calvisius.

Baccal? e ceci?con salsa pil-pil, maionese di pomodoro e soffiato di baccal?

Cinqueterre Doc 2011 – Campogrande

Gnudi di ricotta con?crema di fiori di zucca e mascarpone

Un ultimo tocco

Il lago incontra la costiera

Fagottini di pasta ripieni di melanzane affumicate, coregone marinato in salsa di miso e salsa ponzu, chips di pane, salsa bouillabaisse.

Risotto?mantecato al pomodorino giallo, latte cotto, gambero crudo, polvere di basilico

L?on Beyer 2017 Alsace Gew?rztraminer

Immaginando Jackson Pollock

Spigola in olio cottura, spuma di fagioli, spinaci baby, velo di seppia.

Cuore di manzo selezione Fracassi

Cuore di manzo con pak choi, cannolo di parmigiana di melanzane, salsa BBQ.

Pre dessert: Mousse leggera al mascarpone, spuma al caff?, sorbetto all’arancia, confit di pesche, stroisel e gelato al pistacchio di Bronte

Ninive vino da uve stramature – Ermes Pavese

Tranquilli… ? senza glutine!

Sorbetto alla ciliegia, spuma allo zafferano, crumble matcha, frutta fresca e verdure.

I miei viaggi

Mousse di ricotta, frolla alla mandorla, pera in osmosi, spugna al cioccolato, sorbetto di pera e zenzero.

Guardo il mondo da un obl?

Cremoso al pistacchio, spugna alla nocciola, sorbetto allo yuzu, namelaka allo yogurt.

Ops come ? cambiata la Miascia

Tatin di mele, gelato al Nero di Como, cremoso di torta di mele.

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Illy Classic Roast.

Tipologia piccola pasticceria: biscotto morbido alle mandorle; Madeleine; tartufino cioccolato 70%; p?t? di frutta mela e zenzero; mousse alla vaniglia e frutti esotici.

Al risveglio, colazione in camera

Approfittiamo della bella giornata per fare colazione all’aperto

Il buffet

Dolce…

… e salato

Colazione orientale

Cucina

A fuoco sui prodotti, ricca di sfumature e dettagli aromatici, sempre comprensibile e golosa: la cucina di Vincenzo Guarino ha lo sguardo al mondo, piedi nel lago e cuore nella penisola sorrentina.

Servizio e accoglienza

La struttura richiede stile impeccabile e mestiere da vendere, e ne abbiamo trovati in abbondanza, insieme a grande tecnica nel servizio del vino.

Conclusioni

Il Mandarin Oriental Lago di Como punta evidentemente a imporsi come struttura top di una delle zone turistiche pi? riconoscibili del mondo: i mezzi e la professionalit? non mancano, e il ristorante gourmet L’Aria supporta alla grande queste ambizioni.

Viaggiatore Gourmet

Mandarin Oriental, Lago di Como e Ristorante L’Aria
22020 Blevio (CO)
Via Caronti, 69
Tel. (+39) 031 32 511
Aperto sempre a cena, domenica anche a pranzo
E-mail: mocmo-reservations@mohg.com
Sito internet: www.mandarinoriental.it

 

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[10/10/2019, 08:31] Cartoline dal 914mo Meeting VG @ La Gallina di Villa Sparina Resort ? Gavi (AL) ? Chef Thomas Papa?

Il Piemonte ? una delle regioni d?Italia pi? apprezzate dagli amanti dell?enogastronomia, dove il sogno di pasteggiare tra i profumi e i colori delle vigne diventa reale. Oggi Viaggiatore Gourmet vi porta alla scoperta dell?area di Gavi, una terra ancora poco contaminata, sebbene turistica, dove prende vita (e nome) uno dei vini bianchi pi? famosi d’ Italia. ?a va san dir che per VG il buon vino sia il miglior accompagnatore del buon cibo ed ? proprio per questo che abbiamo portato i nostri associati da La Gallina di Villa Sparina. Il resort della famiglia Moccagatta che trasforma lo stile rustico in elegante. La sala del ristorante ricavata in un antico fienile con grandi vetrate offre una vista unica sugli splendidi vigneti che circondano il resort, cambiando veste a seconda delle stagioni, mentre la cantina vinicola tra le grandi botti di legno e i lunghi corridoi ospita gli insaccati in affinamento. Di seguito l?esperienza che la famiglia ha preparato per noi.

Archivio storico reportage (gli articoli si riferiscono agli chef precedenti):

->?Reportage del 21 Aprile 2010
->?Meeting del 20 Aprile 2013
->?Reportage del 18 Luglio 2015
->?Meeting del 2 Luglio 2016
->?Meeting del 20 Ottobre 2018

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Thomas Papa?
Sous chef: Pier Lorenzo Minini?
Pastry chef: Maddalena Sessa?

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Alfonso Coli?
Barman: Raffaele Cond??

L’insegna di Villa Sparina Resort

Il patron Stefano Moccagatta ci d? il suo benvenuto

La visita alla cantina

Proseguiamo il nostro tour nelle vigne

Aperitivo

Lo chef Thomas Papa all’opera

Tipologia degli stuzzichini: salame al coltello; lardo stagionato 36 mesi; pane e focaccia.

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini?
In questo meeting abbiamo utilizzato i vini messi a disposizione da?Villa Sparina, proprietaria del Monterotondo Resort e nostro storico partner.

Gavi Docg Magnum ??Villa Sparina

Ottosoldi 2014 Blanc de Blanc Brut Gavi ? Villa Sparina

Tipologia degli stuzzichini: vitello tonnato; mini burger con maionese alla senape e insalatina dell’orto; pane, burro e acciughe.

Piattooo!

Cavolfiore, acciuga, limone, briciole di bruschetta

Metodo Classico?Brut ??Villa Sparina

Lingua, patate, salsa verde e mostarda

L’avvinamento della prossima etichetta che andremo a degustare

Monterotondo Gavi di Gavi Cru ? Villa Sparina

Bottoni di Parmigiano, bietole e aceto di mele

Gavi di Gavi Riserva Monterotondo Magnum???Villa Sparina

Lo chef e la sua squadra servono il prossimo piatto in pentola d’oro Agnelli

Et voil?!

Risotto al Gavi, robiola di Roccaverano

Il servizio della prossima bottiglia

Rivalta Barbera del Monferrato Superiore Docg – Villa Sparina

Costine di maiale, “ricordo di una grigliata”

Ci prepariamo per il prossimo delizioso piatto

La portata successiva ? ultimata in sala e servita

Tutta la settimana, “il pollo della Domenica”

Acino Nobile ??Villa Sparina

Pre dessert: Sorbetto al fico del nostro orto

Fichi, noci, gelato alla ricotta di capra, limone

Coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: uva cortese; cannoncini alla crema pasticcera; focaccia burro e marmellata di albicocca di loro produzione.

Gelato Carpigiani ’82 e isuoi divertimenti

Il patron ci raggiunge al tavolo per un saluto

CUCINA

Sobria e di grande equilibrio. ? cos? che definiremmo la cucina dell?executive chef Massimo Mentasti, che riesce a trasformare poche materie prime di grande qualit? in piatti ricercati e sofisticati, esaltando ogni sapore con creativit?.

SERVIZIO

Il personale rispecchia la professionalit? che ci si aspetterebbe in una location simile. Sorridenti, attenti e preparati. Ecco come si presentano i ragazzi della sala disponibili a soddisfare tutti i desideri dei propri ospiti.?

CONCLUSIONI

Le colline costellate dalle vigne regalano un panorama incapace di stancare, soprattutto quando si sfumano di giallo e vinaccia. Con la giusta compagnia, piatti di tradizione reinterpretati in chiave moderna e buon vino, non puo? non rimanere nel cuore qualche nota di questa esperienza accuratamente organizzata, che ha immediatamente creato in noi tutti il desiderio di tornare.

 

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 914esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante La Gallina del Villa Sparina Resort
15006 Gavi (AL)
Frazione Monterotondo, 56
Tel. +39 0143 685 132
Fax +39 0143 607 811
E-mail:?info@la-gallina.it
Sito internet:?www.la-gallina.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 10?tre stelle, dei 39?due stelle e da una buona parte dei 318 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[10/08/2019, 08:37] Cartoline dal 915mo Meeting VG @ Agli Amici ? Udine frazione Godia (UD) ? Chef Emanuele Scarello

Oggi?Viaggiatore Gourmet?ha?aggiunto un nuovo meeting alla collezione, puntando con i suoi associati la?prua?verso il Veneto, una regione che abbraccia mare e montagna. Siamo a Udine, dove lo chef/patron?Emanuele Scarello?ci ha accolti al ristorante?Agli Amici?che,?dal 1887 non desidera stupire l?ospite, ma farlo sentire come?a casa,?proponendo piatti semplici e complessi che uniscono antichi e moderni sapori. Semplicit? ed eleganza sono i pilastri della cucina di Scarello che, tra materie prime eccellenti e sapienza tecnica riesce a dar vita a piatti con l?aspetto di opere d?arte e un gusto profondo, in grado di strimpellare le corde della nostra memoria. Di seguito le foto di questa meravigliosa giornata.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 26 Maggio 2011
->?Meeting del 14 Aprile 2012
->?Meeting del 26 Aprile 2013
->?Meeting del 10 Maggio 2014
->?Reportage del 28 Marzo 2015
->?Meeting del 16 Aprile 2016
->?Meeting del 15 Luglio 2017
->?Meeting del 19 Maggio 2018

La squadra

Patron: Famiglia Scarello

Lo staff di cucina

Executive chef: Emanuele Scarello
Chef: Raffaello Mazzolini
Sous chef: Lorenzo Lai

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Michela Scarello, Ana Danciu, Francesco Cavicchioli

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo nel dehors

Comte de Montaigne,?Premium Partner del nostro?Roadshow

Blanc de Blancs Grande R?serve Champagne Brut ??Comte de Montaigne

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante, Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Stuzzichini in arrivo

Chips di patate, di amaranto e di fagioli

Bollicine!

Vintage Collection Franciacorta Brut 2013 – Ca’ Del Bosco

Pane e prosciutto San Daniele 30 mesi

Tipologia degli stuzzichini:? Pan brioche e burro alle alghe; pane con carota e aceto; uovo di quaglia ?in funghetto? con pomodoro confit e prezzemolo.

Tipologia degli stuzzichini: tartelletta di parmigiana di melanzane; pralina di impepata di cozze.

Mandorla al lime e sale

Lo chef Emanuele Scarello ci accoglie con un bel sorriso

Ci spostiamo nella sala interna, dove ? servita la prima portata

Piattooo!

Piarciolade

Pane

Tipologia di pane: con farina di semola rimacinata; integrale con miele di castagno (tutti a base di lievito madre); ciabatta alle olive; focaccia di manitoba e di grano monococco con patate e rosmarino; grissini con farina di mais. In accompagnamento, ricotta vaccina con erba cipollina.

Il San Lorenzo 2002 Marche Bianco ? Fattoria San Lorenzo

Il tocco finale

Sotto il mare, sotto la terra

Langhe Bianco Doc 2016 – Ca’ D’Gal

Et voil?!

Centrofolo viola candito alle rose e brodo al rabarbaro

Sogliola salmistrata con riduzione al latte di kren

Spaghetti di patate, burro e ostriche

Franciacorta Ros? Monique – Lo Sparviere

Lo chef ci serve il piatto successivo

Tortelli alle spezie, busara di scampi e zucca

Gewurztraminer Alto Adige 2017 – Weingut Steinhaus

Diamo un’occhiata dietro le quinte

VG insieme a Emanuele e alla sua squadra presentano il piatto in pentola d’oro Agnelli

Risotto Carnaroli Riserva San Massimo mantecato all’acqua di pomodoro, melanzane e semifreddo al basilico

Il piatto ? ultimato al tavolo

Scorfano con scapece di pomodorini, pane e mandorle

Wagyu in saor con lamponi, alghe e rapa rossa

Barolo Docg 2015 – Prunotto

La portata successiva ? preparata in sala

Tartufo al sale

? il momento dei formaggi!

Lo chef prepara il tagliere

La nostra selezione di formaggi

Il pane in accompagnamento

Polentina abbrustolita

Confetture

Anche lo chef Raffaello Mazzolini ci raggiunge in sala

Matterhorn Sidro di mela – Maley

Cicoria e limone, biscotto al rosmarino e gelato alla santoreggia

Acqui 2008 Passito Docg – Vini Passiti Bragagnolo

Cremoso di burrata, basilico e pesche allo zafferano

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Nespresso India, Kenya.

Tipologia piccola pasticceria: mini stecco gelato alla menta e cioccolato fondente; cremoso al caramello e frollino al mais tostato; lollipop all?ibisco con mandorla e fragola; macaron alla menta e piselli; bonet alla rapa rossa.

Erbario dolce?

Foglioline essiccate e candite di salvia, menta, cetriolo e finocchio.

Cioccolato

? ora della merenda!

Lucky Shoes Birra Ambrata – Cittavecchia

?Panino con pljeskavica e ajvar?

Anche gli chef non possono rinunciare a questa delizia!

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 915esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Agli Amici ? a Udine dal 1887
33100 Udine Fraz. Godia
Via Liguria, 250
Tel +39 0432 565411
Chiuso il luned?. Aperto marted? e mercoled? a cena, gioved?, venerd? e sabato pranzo e cena, domenica a pranzo.
E-mail:?info@agliamici.it
Sito internet:?www.agliamici.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 10?tre stelle, dei 39?due stelle e da una buona parte dei 318 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[10/07/2019, 04:59] Are Wine Ambassadors Worth the Time and Money?
{This one is}
Is the role of the wine ambassador in the era of social media an experiment that has yet to see its star rise or has that sun already set? With wholesale consolidation approaching event horizon and with sales force automation becoming more prevalent, how do you get the drum beat, the cheerleader, when historically that was left to the distributor?s sales force?

This commentary is directed primarily towards companies (importers, wholesale distributors, wine regions and consortiums, and well-financed wineries) but if you are a wine ambassador or are considering to become one, there are some relevant points here for you as well.



The role of the ambassador has been expanding in the last 10 years. They range from full-time jobs with all the employee benefits to part-time (gig) with no employee status (or benefits), essentially an independent gun-for-hire. But does the ambassador concept work? Let?s take a look.

If hired full-time, an ambassador affords a company the opportunity to capture all the time and the attention of the ambassador. It benefits the ambassador, too, because he or she has the advantage of full-time employment and can give their all to the project.

Needs dictate what a company can afford, and often they are just looking for someone to ?jump start? a project. While it might seem more economical for a company to hire on a part-time or seasonal basis, there are some pitfalls to this.


Full disclosure ? when I left my full-time position (in distribution) in March of 2018, I was contacted by an importer on behalf of a winery that hired me as their ambassador. I did not work for any other company, although I still wrote some articles for my local paper (Dallas Morning News) and kept my blog going. But I did not write about the winery or even the category of the wine during that time. That, I felt (as did the importer) was off-limits and would not appear on the up-and-up.

I discovered a couple of things about ?ambassadoring.? Mainly, that the goal is to increase exposure, and sales, of the product(s). That was the bottom line. It wasn?t to grow my social media presence, to increase my status as an ?influencer? or to get free junkets to other places in the world of wine. In fact, the winery I ambassadored for (Ruggeri in Valdobbiadene) was pretty hands-off about my movements. I went to the winery once, when I was already in Italy. But I didn?t spend harvest there or take people from distributors, or bloggers, to visit the winery. My role was to cover America and try and help make the winery into a more recognizable name. And, to make the name better known by increasing distribution (thereby, exposure) in fine retail shops and restaurants. It was a road-warrior position, for sure. And it worked for all of us, although I will say, there are other iterations of ?ambassadorship? that also have validity.


What doesn?t work? What doesn?t work is when an ambassador sees the position as one of a handful of income streams that satisfy their need for a particular level of income. If one gets three or four of these gigs in a year, they can earn anywhere from $50,000-$150,000. But it takes a special person to have three or four masters and still maintain integrity.

It?s hard enough doing a good job for one project. It?s near impossible to do it for a handful of companies. Now, I?m talking about ambassadorships. Not someone who does p.r., writes blogs and goes about their daily business making sure the world knows about their clients. That?s more of a ballyhoo, and if done well, it?s plenty hard work. But I?m not talking about those folks.


No, I?m talking about someone who is the front-person for the company. In a full-time role, that?s much easier, because there is structure. In a part-time ?ad hoc? role, there are subtle gradations. One, is to know what to do, on a regular basis and to commit oneself to those activities to achieve a certain goal. There are no ethical codes for this, except as comes from the moral backbone of individuals. It?s not like working for a newspaper and knowing one cannot take a junket. And it?s not like working for a corporation which has an HR department and guidelines (for example, a wine ambassador for Importer W could never, should never, take a trip to visit a winery from Importer X, Y or Z). That is unethical.

It can get tricky. Let?s say you are an ambassador for a consortium of producers of Napa Valley Cabernet. And let?s say you are invited, all expenses paid, to visit a consortium of Sonoma Valley Cabernet producers. On the surface, it looks ok, even beneficial. But, in reality, the two groups are competing, often for the same consumer dollars. In my view, it would be wrong to take a trip. Here?s why.

You might reason as long as the Napa Valley folks don?t mind, who gets hurt by it? Let me tell you who: You. Your reputation that would be tainted by the appearance of conflict. A black mark.


But people have different parameters in the new world of social media, you say. Influencers have leeway, because they are so influential. You might be an influencer today, but who knows about tomorrow? The wine world is a small community = if you screw up your reputation, people don?t forget.

When it?s all said and done, it gets down to how effective you can be ? the metrics. It is about sales, no matter which lofty minded dreamer is out there say, ?No, it?s not about sales, it?s about the wine, man.? Ok, keep dreaming. It?s about revenue and growing the brand awareness.


If you are a winery, a consortium or an importer, and an ambassador is something you are considering, here?s a little homework before the handshake:

1) Ask or check to see if your future ambassador has previous commitments that might be in conflict with your products.

2) Before hiring someone, get all the ground rules laid out, e.g. avoidance of conflict of interest, amount of time that will be devoted to your enterprise, junkets to wine country that might appear to rival your project.

3) Lay out what exactly needs to be done, whether it is in the sales end, the education side or the cheerleader department, and make sure you are clear about how much time the future ambassador should devote to each area. The last thing you need is for someone to sit at their screen tweeting all day ? that?s so 2006.

4) Give a timeline and a goal (such as, improve the sales of the brand in 12 months by 15%, etc.). Without a goal, why are you even considering such a role?

5) Never, ever, do something because your competitor is doing it. Never, ever, do something for the sake of ?status? or because it appears to be the thing to do. If you have that much money lying around, invest it in a brand manager, full-time and get 100% of their time and attention.


All that said, being an ambassador - having an ambassador ? is cool. And many ambassadors I have talked to are genuinely excited and motivated about their products. Yes, there are the few just looking to cash in on the latest trend, the next phase, and they move from project to project. It?s a cash grab for them (and also there?s the element of prestige). Don?t throw away your money on someone just looking to make a name for themselves at your expense. They don?t own the land; they haven?t taken the risk to start a company and make that dream come true. But an ambassador can be a great value, as long as they share the values, the vision and the work ethic of the business owner who dares to dream big.



wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[10/04/2019, 08:55] Furnirussi Tenuta e Ristorante Il Ficheto ? Serrano di Carpignano Salentino (LE) ? GM Luigi De Santis, Chef Angelo Motolese

Come sappiamo VG ??amante del buono, del bello e del nuovo ed ha questa volta deciso di approfondire le sue conoscenze della Puglia; pi? precisamente del Salento, dove ha scoperto la tenuta Furnirussi, dove il km0 diventa di lusso. L?albergo nel cuore della Grecia Salentina ? circondato da 20 ettari di ficheto biologico, il pi? grande d?Europa da cui ha preso il nome il ristorante della struttura. Tra i servizi che offre ai suoi ospiti ? presente un?azienda agricola che coltiva frutta e ortaggi biologici a km0 da proporre sia per la colazione che nel men? del ristorante. La cucina ? infatti il perfetto riflesso di una tradizione profondamente radicata che cerca espressione attraverso prodotti e persone uniche.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 18 Marzo 2016

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff dell’hotel

General Manager, F&B, Sales & Marketing Director: Luigi De Santis?
Capo Ricevimento: Mattia Montinaro
SPA Manager: Cinzia Marzo
Housekeeping Manager: Stefania Mangia

Lo staff di cucina

F&B Manager: Luigi De Santis?
Executive Chef: Angelo Motolese
Chef de partie: Jennifer Bianchi, Christian Del Priore, Franco Proietti
Chef de rang: Gabriele Scrimieri, Graziano Guerrazzi
Commis: Alberta Qualtieri, Maristella Contestabile, Silvia De Vitto

Lo staff di sala

F&B Manager: Luigi De Santis?
Chef de rang: Gabriele Scrimieri, Graziano Guerrazzi?
Commis: Alberta Qualtieri, Maristella Contestabile, Silvia De Vitto

Arrivati a destinazione!

L’ingresso

La Tenuta dispone dei seguenti servizi: Restaurant; Pool Restaurant; 1000 mq bio design pool; SPA; Fitness centre; Conference Room; 24 h Concierge.

Gli interni

Dettagli…

La suite di VG

Il salottino

La sala da bagno

La vasca…

… e la doccia

Amenities

Il mini bar

Il balconcino

La vista meravigliosa sulla piscina all’aperto dalla camera di VG

Camere

Tariffe delle camere: Jr Suite Classic da ? 209 a ? 409; Jr Suite Deluxe da ? 289 a ? 469; Suite Executive da ? 459 a ? 649; Presidential Suite da ? 519 a ? 749.

SPA

Su consultazione: brochure SPA

Fitness centre

La piscina all’aperto

Il bancone del bar

Aperitivo in giardino

Il GM Luigi De Santis ci d? il suo benvenuto

A destra: Negroni
A sinistra: Gin tonic

Gamberi!

Ci accomodiamo al nostro tavolo per proseguire la degustazione

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? alla carta.

La carta

Antipasti

Frisa e Sashimi! ? 15
Mare Nostrum ? 25
Semplicemente Burrata ? 12
Parmigiana di Melanzane our way ? 12
Cozze belle! ? 12
Tartara ? 15

Pasta e risotti

Spaghettone Furnirussi ? 18
Raviolone our way! ? 15
Riso(tto) Patate e Cozze! ? 15
Pasta e ceci ? 12
Benedetto goes to the sea! ? 18

Pesce

Branzino nell?orto ? 20
Baccal? alla Salentina ? 22
Una frittura… delicatissima ? 18
Calamaro semplice semplice ? 15
Scampi e gamberoni ? 40
Pescato del giorno ? 80 al kg
Aragosta e astice blu ? 120 al kg

Carne

Tagliata di manzo e Parmigiano Reggiano a scaglie ? 18
Agnello, patate e carciofi ? 18

Contorni

Insalata dell?orto ? 10
Rucola, pomodoro datterino e cipolla rossa ? 10
Verdura grigliata, al vapore o ripassata ? 8
Patate al forno e rosmarino ? 8

Dessert e gelati

Gelati e sorbetti fatti in casa ? 8
Tiramis? ? 8
Torta Pasticciotto ? 8
Cassata Salentina ? 8
Fruttone ? 8

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Cardellino Chardonnay Alto Adige – Elena Walch

Piattooo!

Burratina

Burrata di Andria, pomodoro datterino e basilico fresco.

Cozze gratin

Cozze Portonovo gratinate con pane, pecorino sardo, pomodoro secco, prezzemolo e aglio, accompagnate da una marmellata di pomodoro secco.

Frisa Sashimi

Frisa scomposta, pomodoro datterino bio, cicoria bio, capperi, tonno sottolio, cipolla rossa di Tropea, tonno sashimi.

Spaghetto aglio, olio, peperoncino e scampi saltati

Trucioli ceci di Spello e cozze sgusciate di Portonovo

Baccal? alla Salentina

Filetto di baccal? cotto a bassa temperatura, rag? di pancia di baccal?, pomodoro datterino, olive celline e patate lesse.

Patate di Nard? arrosto

Polpo grigliato, purea di fave e insalata di cicoria cruda

Verdure grigliate del nostro orto

Insalata Furnirussi

Cicoria, capperi, cipolla di Tropea.

Al risveglio, colazione in terrazzo!

Dolce…

… e salato

Colazione a buffet

La scelta di VG

VG insieme al GM Luigi De Santis

Cucina

Non indifferente ? l?attenzione che l?executive chef Angelo Motolese pone nel ricreare la sua tradizione in ogni piatto. Le materie prime eccellenti (di cui molte coltivate in loco) sono protagoniste del men?. Fresche, colorate e profumate sono le proposte della cucina che non stravolge le forme, ma dedica maestria e tecnica alla rievocazione dei sapori autentici.

Servizio e accoglienza

Dalla ricezione all?azienda agricola i servizi sono meticolosamente curati a 360?. ? chiaro che per la Tenuta Furnirussi non esiste il caso. Preparazione, ricerca e attenzione sono alla base del loro lavoro ogni giorno.

Conclusioni

Come essere ospiti in un sogno. Sar? che la tenuta mantiene uno stile da ?fine-home?, sar? che i prodotti offerti sono ?homemade?, ma atmosfera, cibo e persone richiamano quella sensazione di casa?che ognuno di noi cerca quando intraprende un viaggio, sebbene si tratti di una location estremamente rinomata.

 

Viaggiatore Gourmet

Furnirussi Tenuta e Ristorante Il Ficheto
73020 Serrano di Carpignano Salentino (LE)
Strada Comunale Scine, 29
Tel. (+39) 0836 1975150
E-mail: info@furnirussi.com
Sito internet: www.furnirussi.it

 

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[10/03/2019, 11:56] Ristorante Lume ? Milano ? Chef Luigi Taglienti

VG?? tornato a incontrare Luigi Taglienti, patron del Lume?a Milano, da cui nessuna esperienza ? lasciata al caso. L?atmosfera quasi candida ton sur ton?del locale ? il palcoscenico perfetto per i piatti ideati dallo chef, i cui colori spiccano ancora prima di arrivare al tavolo. L?offerta gioca tra richiami della tradizione italiana e contaminazioni internazionali che fanno parte di questo straordinario regista gastronomico; dall?eleganza classica francese al coraggio nordico, per giungere infine a sapori al contempo essenziali e complessi che volgono lo sguardo al futuro.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 04 Agosto 2016
->?Meeting del 05 Ottobre 2016
->?Meeting del 19 Settembre 2017
->?Meeting del 27 Settembre 2018

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna 1 stella e 3 coperti
Espresso assegna 4 cappelli (nel 2018 assegnava 3 cappelli)
Gambero Rosso?assegna 89, cucina 54 (nel 2018 assegnava 89, cucina 53)

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Luigi Taglienti

Lo staff di sala

Ma?tre: Federico Recrosio
Sommelier: Ilario Perrot

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Taglienti racconta il vegetale

Acqua, olio, limone e liquirizia – Elisir iniziale
Garcinia ed erbe, sfumature iodate – Pixel gustativo
Carota agrumata – Toujours le soleil
Risotto alla curcuma – Ottimismo culinario
Zucchina trombetta – Profumi di Liguria
Patata lessa – Oro nero
Gran dessert (selezione di 5 assaggi)

Selezione 2 portate ? 60
Selezione 3 portate ? 90
Selezione 7 portate ? 130

Taglienti racconta Taglienti ? 150

Acqua, olio, limone e liquirizia
Bianco e nero di seppia
Saltimbocca alla romana
Fegato grasso d?oca di Mortara in sfoglia di verza al vapore, crema tiepida di ostrica e salsa cass?ula
Lasagna tradizionale alla Bolognese
Frittura di pesce, morone al salmoriglio
Quintessenza di un Tocco Genovese
Torta di fichi
Cappuccino di funghi con budino di fegati chiari

Frutto di un momento ? 170

Sedano e yuzu
Garcinia e erbe
Ostrica strapazzata
Ricci e pompelmo
Trippa e caviale
Bottarga e maracuja
Morone al limone
Rognone e anguilla
Piccione e caff?
6 piccoli assaggi di pasticceria

La carta

Antipasti

Scampi, millefoglie ai ricci di mare, pomodoro, basilico ? 60
Gamberi viola, pesca di Albenga, caviale Kaluga Amour ? 65
Musetto di vitello, crema d?ostrica, mostarda di frutta, ceci e portulaca ? 45
Quaglia, cappuccino di fegati, fichi farciti e amarena ? 48

Primi

Risotto al pesto, erbe, lumache, sugo di tamarindo ? 40
Ravioli di faraona, mazzancolle, paysanne di verdure, salsa ricca ? 42
Pansotti, borragine, calamaretti spillo, salsa di noci ? 40
Spaghetto, salsa champagne ros?, astice, tartufo nero estivo ? 65
Lasagna, pesto, mela verde, profumo di cardamomo ? 38

Pesce

Rombo chiodato, sedano di Verona, mono Arabica Illy personal blend, infuso di vodka ? 55
Triglia di scoglio, zucchina ligure e fiore di zucchina farcito ? 55
Sogliola, champignon di Parigi, lumache di mare alla diavola, salsa ma?tre d?hotel (per 2 persone) ? 140

Carne

Costoletta di vitello, bietole, salsa whisky e tartufo nero estivo ? 60
Coniglio grigio, gamberi viola, borragine, olive di Taggia, salsa ligure ? 48
Agnello, cicoria, cipolline al pompelmo rosa e astice ? 50
Filetto Rossini, salsa P?rigueux (per 2 persone) ? 140

Dolci

Vegetale inusuale ? 28
Meringata ? Omelette surprise ? 28
Biscotto soffiato ? Grand cru di cioccolati ??32
Bab? rum e vaniglia del Madagascar ? 35

Gran dessert Luigi Taglienti ? 70

Ibisco, pompelmo rosa al dragoncello e barbabietola
Olio e sambuco
Pastinaca e latte di cocco
Minestra di cioccolato bianco e ricci di mare
Latte e menta
Pesca e cappuccino di funghi
Torta di fichi
Souffl? al cioccolato con gelato al cioccolato
Crosta terrestre, profumo di caff?
Gelato alla vaniglia del Madagascar

Una selezione di 5 dessert a vostra scelta ? 55

Selezione di 6 formaggi al piatto ? 25

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Lo chef Luigi Taglienti ci d? il suo benvenuto

Aperitivo

Secolo Novo 2011 Franciacorta Brut Millesimato – Le Marchesine

Tipologia degli stuzzichini: zucchina trombetta, estratto a freddo di chinotto e crumble di nocciola; tegola croccante al minestrone di verdure alla genovese; parmigiana di melanzane cremosa; doppio pomodoro; susina in osmosi di sambuco, timo e arancia; cedro alla cedrata; sfoglia di farina di ceci e rosmarino.

Lampascione sott?olio

Barbagiuan

Sfoglia di farina di riso, composte di agrumi, zafferano e passion fruit

Mortadella al pistacchio

Pane

Tipologia di pane: integrale; bianco e olive taggiasche; focaccia ligure; sfoglia alle erbe aromatiche.

Bussiador 2014 anghe Doc – Poderi Aldo Conterno

Piattooo!

Sedano e yuzu

Garcinia ed erbe

Pansotti, borragine, calamaretti spillo e salsa di noci

Zucchina trombetta, more di gelso, curcuma e chinotto

Il piatto ? servito in porzioni separate

Rombo chiodato, sedano di Verona, mono Arabica Illy personal blend, infuso di vodka

Morone al salmoriglio

Gamberi viola, pesca di Albenga, caviale Kaluga Amur

Rognone e anguilla

Latte dolce fritto

Vegetale inusuale?

Sfoglia croccante al miele di acacia, fragole di bosco alla maniera di Ezio Santin, fragole e vegetali di latte di cocco e erbe, sorbetto ai frutti rossi.

Bab?, rum e vaniglia del Madagascar

Bab? affogato al Ron Santiago de Cuba 8 anni, soffice – croccante gelato alla vaniglia, zabaione tiepido, rum e vaniglia.

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Illy, personal blend Luigi Taglienti.

Tipologia piccola pasticceria: canel? bordolese al caff? con cioccolato Caramelia; tartelletta di pasta frolla con pera e bavarese alla nocciola; cannoncino classico con crema alla vaniglia.

VG insieme allo staff del ristorante

Cucina

Luigi Taglienti ? il protagonista indiscusso del Lume, abilissimo inoltre a guidare la brigata attraverso quella che ? la sua visione di cucina con preparazioni essenziali e precise che si concentrano su pochi elementi che creano giochi di sapori e consistenze inimitabili.

Servizio e accoglienza

Uno staff giovane e appassionato, capace a trattare il cliente comprendendone i gusti per poterlo guidare al meglio attraverso la scelta del percorso gastronomico.

Conclusioni

Impossibile saziarsi del Lume e della sua cucina, della potenza espressa da pochi semplici ingredienti nel piatto e della pacatezza con cui questi vengono raccontati. Sensazioni estreme, perfettamente in equilibrio che non fanno altro che accrescere, una volta finita l?esperienza, il desiderio di compierla di nuovo.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Lume
20143?Milano
Via G.Watt, 37
Tel. (+39) 02 80888624
Chiuso domenica a cena, luned? tutto il giorno
E-mail: restaurant@lumemilano.com
Sito internet: www.lumemilano.com

 

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[10/02/2019, 10:24] Cascina Malingamba Ristorante ? Origgio (VA) ? Chef Manuele Sposari

Siamo a pochissimi kilometri da Milano, ma la metropoli sembra lontana anni luce. L’atmosfera quieta che si respira trasmette la storia secolare di questa cascina, storicamente luogo di ristoro per i viandanti dell’epoca e ironicamente intitolata all’incedere traballante dell’oste dell’epoca: “Malingamba”, appunto. Qui Manuele Sposari propone una cucina golosa e concreta, non certo pensata per stupire ma per riflettere nell’esperienza gastronomica la pace e il benessere della struttura. Grandi classici della cucina italiana, esemplare il Vitello cotto a bassa temperatura con salsa tonnata, abbinamenti accomodanti come nei vivaci?Ravioli alla Caprese, e un occhio di riguardo per risotti sontuosi. Ecco, piatto per piatto, la nostra degustazione.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Direttore di sala: Rocco Incarbone
Chef: Manuele Sposari

Giunti a destinazione

Gli interni

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? alla carta.

La carta

Antipasti

Tartare di manzo piemontese, funghi e sedano ? 16
Animelle di vitello, topinambur e salsa agrodolce ? 16
Foie gras al torcione, frutta secca e fichi al Porto ? 20
Cavolfiore gratinato, fonduta alla fontina e tartufo nero ? 16
Carpaccio di pesce spada, frutto della passione, agave e peperoncino ? 18
Crocchette di pesce nere e maionese ? 16

Primi

Ravioli integrali alla faraona, il suo sugo, Parmigiano e cavolo nero ? 18
Pacchero di Gragnano alla vaccinara ? 18
Gnocchetti di carote, Taleggio e noci ? 16
Risotto Carnaroli, king crab, finferli e rucola ? 22
Tagliolino fatto in casa, calamari spillo, puntarelle e bottarga ? 18

Secondi

Agnello fondente, paprica, crocchetta di patate e sedano rapa ? 27
Petto d?anatra, cavolo nero e salsa dolce forte al profumo di lavanda ? 28
Filetto di vitello, porcini e salsa al Pinot nero ? 30
Calamaro grigliato alla Luciana ? 28
Dentice, hummus di ceci e ristretto di crostacei ? 26
Fiorentina cotta nel camino con contorni ? 6 all’etto
Tomahawk cotto nel camino con contorni ? 7 all’etto

Signature

Uovo di montagna, cavolo nero, acciughe e bottarga di muggine ? 18
Linguina di Gragnano al pomodoro fresco ? 16
Risotto Carnaroli, cacio, pepe, lime e bottarga ? 22
Il piccione a modo nostro ? 32

Dolci

Panna cotta e frutti di bosco ? 9
Tarte tatin con gelato alla cannella ? 8
Bab?, crema al mascarpone e more ? 8
Profiterole al cioccolato e gelato al profumo di moka ? 8
Cannolo siciliano con gelato all?arancia amara ? 9
Gelati e sorbetti artigianali ? 7

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Decidiamo di pranzare nel dehors

Ci accomodiamo al nostro tavolo

Pane

Tipologia di pane: a lievitazione naturale; al pomodoro secco; alle olive; grissini.

Aperitivo

Franciacorta Sat?n – Majolini

Biscotto salato con mela, sedano, zola e marmellata di gelso

Paninetto al vapore con lardo di colonnata e marmellata di cipolle rosse

Pomodorino caramellato all?aceto e sesamo

Lo chef Manuele Sposari in arrivo con altri stuzzichini!

Sfere di salmone al carbone vegetale con maionese al peperone

Bris?e, piselli e tartufo

Piattooo!

Salmone marinato alla barbabietola con maionese verde, asparagi di mare, cipolle e barbabietola in osmosi

Vitello cotto a bassa temperatura con salsa tonnata

Il direttore di sala Rocco Incarbone ci serve la prossima etichetta che andremo a degustare

Sanct Valentin 2016 Chardonnay S?dtirol Alto Adige Doc – St Michael-Eppan

Uovo di montagna cotto a 63 gradi, cavolo nero, spuma di patate, acciughe del Cantabrico, bottarga di muggine e crumble di pane integrale

Petto di quaglia alla brace, coscia a bom bom fritta, erbette e salsa dolce forte

Le Vaglie 2018 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico – Santa Barbara

Ravioli alla caprese

Ravioli di astice, fumetto allo zafferano e salsa nera

Risotto al nero, carpaccio di seppia e lamponi

Risotto al pecorino di fossa, scaloppa di foie gras e rabarbaro al Passito

Polpo alla galiziana?

Polpo scottato, spuma di patate e paprica affumicata.

Polletto disossato, patata schiacciata, spinacino e salsa orientale

Rana pescatrice al curry, cime di rapa, crema di pane di segale e cozze

Lucente 2015 – Tenuta Luce

Il tocco finale

Dentice, hummus di ceci e ristretto di crostacei

Biancospino 2018 Moscato D’Asti – La Spinetta

Pesca in diverse consistenze?

Pesca sciroppata, tartare di pesca al bergamotto, caviale di pesca, gel di pesca e sorbetto alla pesca.

Torta di carote, aria di carote, gelato all?arancia, carota sciroppata e yogurt

Sfere di anguria alla Sambuca e di melone al Porto

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: gelatine di frutta, biscotti.

Crostatina al limone e meringa

Cioccolatini di loro produzione

Gin tonic con Beefeater

Dopo la nostra degustazione, proseguiamo con la visita della cantina

VG insieme a tutto lo staff del ristorante

Cucina

Impossibile non apprezzare una cucina cos? golosa, in cui si palesa comunque tecnica adeguata anche se mai ostentata, e leggerezza moderna. Il tutto esaltato da materie prime ricercate e gusto preciso nell’uso e assemblaggio delle salse.

Servizio e accoglienza

Rocco Incarbone dimostra sinergia stretta e automatismi rodati con la cucina, e gestisce una cantina davvero notevole.

Conclusioni

Una sorprendente oasi di gusto e tranquillit?, davvero da non perdere per chi cerca ristoro da fiere, metropoli e rutilanti ritmi cittadini.

Viaggiatore Gourmet

Cascina Malingamba
21040 Origgio (VA)
Via per Lainate, 33
Tel. (+39) 02 94383789
Chiuso domenica a cena
E-mail: info@cascinamalingamba.com
Sito internet: www.cascinamalingamba.it

 

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[10/01/2019, 09:24] La Veranda del Four Seasons Hotel ? Milano ? Chef Fabrizio Borraccino

Posto nel quadrilatero della moda milanese, il Four Season ? ormai un?icona del settore alberghiero al cui nome si associa subito l?idea di eleganza. Viaggiatore Gourmet oggi ha deciso di raccontare non solo dell?altissimo livello della struttura, ma anche delle eccellenze culinarie che si possono degustare al suo interno, nel ristorante La Veranda sotto la guida dell?executive chef Fabrizio Borraccino. L?albergo ricavato in un convento del XV secolo, fonde perfettamente gli elementi architettonici storici con l?eleganza essenziale del design moderno. Il cuore pulsante della struttura ? per? il cortile interno, oasi di pace estremamente rara da trovare nel centro della citt?. Il ristorante, dove gli ospiti possono consumare anche la prima colazione, ? illuminato da grandi pareti a vetrata che affacciano direttamente sul cortile e propone una cucina italiana autentica, realizzata con prodotti di stagione.

Archivio storico reportage:

->?Meeting del 9 Settembre 2015
->?Meeting del 26 Settembre 2017

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e 3 coperti
Espresso segnala l’hotel
Gambero Rosso segnala il ristorante

La squadra

GM: Andrea Obertello

Lo staff di cucina

Executive Chef: Fabrizio Borraccino
Executive Sous Chef: Silvano Prada
Sous Chef: Michele Stanghellini, Alessandro Pietropaoli, Matteo Omarini, Sharon Bolamperti

Lo staff di sala

Restaurant Manager: Simone Gottardi
Assistenti: Paolo Arosio, Filippo Grisotti
Supervisor: Marco di Meglio, Francesco Gucciardi
Sommelier: Lorenza Panzera, Antonio Fontana

Lo chef Fabrizio Borraccino ci d? il suo benvenuto

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? lunch alla carta.

La carta

Antipasti

Crudo di mare con avocado, ostrica e il suo dressing ? 39
Stracciatella di bufala, misticanza selvatica con dressing alle verdure, indivia belga e avocado ? 26
Insalata di avena biologica, zucchine trombetta, barbabietola, avocado, feta e dressing alle lenticchie fermentate ? 26
Caesar Salad, Parmigiano Reggiano DOP, crostini di pane ? 22
Caesar Salad con pollo ? 26
Caesar Salad con gamberi ? 28
Tartare di manzo selezione Macelleria Damini, datterini confit, Capperi di Pantelleria IGP e Parmigiano Reggiano DOP ? 29
Filetto di vitello tonnato, olive taggiasche, crema di peperoni e capperi croccanti ? 29
Prosciutto di Parma 24 mesi selezione Spigaroli con fichi e Parmigiano Reggiano DOP ? 29
Asparagi e seppie, condimento allo zenzero e curcuma, crema di Parmigiano Reggiano DOP, uovo di quaglia ? 33
Calamari e gamberi alla griglia, aglio, prezzemolo, peperoncino, patate schiacciate ? 33
Fiori di zucca farciti, salsa di pomodoro e crema al Parmigiano Reggiano DOP ? 38

Primi

Gazpacho con perle di cetriolo, melone, stracciatella di bufala e crostini di pane ? 25
Risotto alla milanese con pistilli di zafferano ? 24
Tagliolini al pomodoro Azienda Agricola Petrilli, Parmigiano Reggiano DOP 24 mesi e basilico ? 26
Fusilloni Pastificio Gentile con rag? di verdure e Pecorino Gran Riserva ? 26
Ravioli di ricotta e spinaci al burro, salvia e limone ? 26
Minestrone di verdure fresche ? 24
Fettuccine all?astice, zenzero e zucchine ? 44
Linguine Benedetto Cavalieri ai frutti di mare profumate al limone ? 33

Secondi

Tonno Mediterraneo, zucchine trombetta, uova di quaglia, pomodori, olive e patate ? 52
Salmone alla griglia Upstream delle Isole F?r ?er, bietola, ravanelli e limone ? 44
Branzino di lenza con guazzetto di datterino, melanzane, capperi e spinaci crudi ? 52
Tagliata di pollo alla griglia con verdure grigliate e aceto balsamico ? 38
Filetto di vitello con r?sti di patate e salsa bernese ? 44
Costoletta alla Milanese con rucola e pomodori ? 52

Dolci

Tiramis? ?Four Seasons Hotel Milano style? ? 16
Carpaccio di ananas con sorbetto al mango ? 16
Tartelletta con crema pasticcera e frutta fresca ? 16
Bab? agli agrumi con crema al limone e salsa al lampone ? 16
Latte alla portoghese ? 16
Mousse cioccolato, caramello e gianduia ? 16
I nostri gelati ??14

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Pane

Tipologia di pane: semi integrale con semi a lievito madre; con semola rimacinata ?a lievito madre; grissini; sfogliatina all’olio; mini baguette.

Il servizio della prima portata

Piattooo!

Pinzimonio di verdure miste di stagione, dressing alle verdure e olio extra vergine d’oliva monocultivar Nocellara Incuso

Vintage Collection Franciacorta Sat?n 2014 – Ca’ Del Bosco

Asparagi e seppie, condimento allo zenzero e curcuma, crema di Parmigiano Reggiano Dop, uovo di quaglia

Calamari e gamberi alla griglia, aglio, prezzemolo, peperoncino, patate schiacciate

Laf?a 2017 Sauvignon S?dtirol Alto Adige Doc – Colterenzio

Tonno mediterraneo, zucchine trombetta, uova di quaglia, pomodori, olive e patate

Sotto Campo Rosato – Prime Alture

Tartare di manzo selezione macelleria Damini, datterino confit, capperi di Pantelleria Igp e Parmigiano Reggiano Dop

Torre di Giano Vigna Il Pino 2017 Bianco di Torgiano Doc- Lungarotti

Fiori di zucca farciti, salsa di pomodoro

Filetto di vitello tonnato, olive taggiasche, crema di peperoni e capperi croccanti

Cuv?e Fr?d?ric Emile Riesling – Trimbach

Spaghetti Pastificio Gentile con uova di rombo appena pescato, cozze, finocchio marino e pane croccante

Arfena – Picchioni

Ravioli di ricotta e spinaci al burro, salvia e limone

Pin?ro Pinot Nero 1998 – Ca’ Del Bosco

Un classico intramontabile

Un ultimo tocco e il piatto ? servito!

Tagliolino al pomodoro Petrilli, Parmigiano Reggiano Dop 24 mesi e basilico

Saint Pierre 2017 Chablis – Albert Pic

Branzino di lenza con guazzetto di datterino, melanzane, capperi e spinaci crudi

Salmone alla griglia Upstream delle Isole F?r ?er, bietola, ravanelli e limone

Passito Bianco – Bellaveder

Carpaccio di ananas con sorbetto al mango

Bab? agli agrumi con crema al limone e salsa al lampone

Latte alla portoghese

Mousse al cioccolato e caramello

La preparazione del caff? in sala

Caff? e cioccolato

Tipologia caff?: Coffee Experience Milano, Vergano 1882. Miscela personalizzata secondo i gusti dell’ospite: Arabica Brasile, Colombia, Guatemala, Ethiopia, India, Turkish, Jamaica Blue Montain.

China Clementi per terminare il nostro pranzo

Dopo una pausa, ci spostiamo nel dehors dove siamo pronti per proseguire la nostra degustazione a cena?

Mise en place

Lo chef ci raggiunge per un saluto

Aperitivo

A sinistra: Milano Fashion Mule

A destra: Milano-Firenze

Tipologia degli stuzzichini: melanzane marinate alla soia; bon bon di carbonara con guanciale; cannolo di rapa rossa con mortadella e tartufo; mini caprese croccante.

Pane

Tipologia di pane: semi integrale con ?lievito madre; grissini al sesamo; cracker alla nocciola e rosmarino; focaccia con pomodoro. In accompagnamento, burro di Normandia.

Palazzo Lana Franciacorta Brut – Berlucchi

Piattooo!

Verdure di stagione con radici e fiori

Granciporro e scampi con mela verde, zenzero e pompelmo

Uovo in camicia e tartufo, cicoria selvatica, crema di porri e patate

Animella di vitello, crema di pomodoro verde, papavero in foglie, briciole di pane e caviale Calvisius

Bat?r 2016 Toscana Igt – Querciabella

Risotto Carnaroli con robiola di capra, piselli, limone candito e capperi

Spaghetto Pastificio Gentile con granchio, scorfano e salicornia

Garganelli di solina con ricci di mare, gambero e crema di erbe

Omaggio alla Toscana: pici al lampredotto, peperone friggitello, pecorino e rigatino croccante

Gewurztraminer – Trimbach?

Rombo alla mugnaia, alghe, patate e cannolicchi

Riserva Campore Taurasi Docg – Torredora

Piccione con cannellone farcito della sua coscia, pesto di ortica e salsa al coriandolo

San Pietro con zucchine in scapece, cozze, fagiolini e salsa allo zafferano

Agnello Igp del Centro Italia, lattuga romana brasata, caprino e aglio confit

Passito Bianco – Bellaveder

Moscato di Scanzo 2012 – Biava

Tatin di pesca con mango e gelato alla vaniglia salata

Delizia al cioccolato al 70% con lampone ghiacciato

Cocktail Acquerello

Gin infuso al Blue Pea, lime, limoncello, zucchero, albume e una goccia di olio di lavanda in bicchiere. Top soda a il cocktail ? servito!

Il prossimo dessert ? ultimato al tavolo?

Il tocco finale

Souffle al frutto della passione, la sua salsa e sorbetto al cocco

Rabarbaro, semifreddo alla mandorla e sorbetto all’aceto di mele

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Coffee Experience Milano, Vergano 1882. Miscela personalizzata secondo i gusti dell’ospite: Arabica Brasile, Colombia, Guatemala, Ethiopia, India, Turkish, Jamaica Blue Montain.

Tipologia piccola pasticceria: sfera di mango e passion fruit; velo al lampone con ricotta e menta; pralina arachidi e caramello salato; gelatina di ciliegia; cioccolato con uva sultatina; mashmallow al frutto della passione.

Chiudiamo in bellezza con China Clementi e rum Foursquare

VG insieme allo chef

Cucina

Eleganti e sofisticati, come la struttura che li ospita, sono i piatti che escono dalla cucina secondo il ritmo scandito dallo chef. Il men?, scandito dalle stagioni che dettano legge sulla reperibilit? delle materie prime, offre ricette tradizionali rielaborate a regola d?arte.

Servizio e accoglienza

Il personale estremamente efficiente segue gli ospiti a 360?. Potete anche provare a mettere lo staff in difficolt? con qualche richiesta insolita, ma ogni desiderio verr? piacevolmente soddisfatto con estrema scioltezza e professionalit?.

Conclusioni

Far trascorrere un piacevole weekend in citt? non ? facile come in campagna, soprattutto conoscendo la bellezza dei paesaggi italiani, ma il Four Season ? la struttura che pi? ? all?altezza del compito. Grazie all?eleganza indiscussa dell?edificio, ai suoi servizi e alle attenzioni che ogni membro dello staff dedica ai suoi ospiti, non sembrer? di essere nel cuore pulsante di Milano, ma in un?oasi piacevolmente sorprendente.

Viaggiatore Gourmet

La Veranda del Four Seasons Hotel
20121 Milano (MI)
Via Ges?, 6/8
Tel. (+39) 02 77088
E-mail:?milano@fourseasons.com
Sito internet:?www.fourseasons.com/it/milan

 

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[09/30/2019, 12:47] Ristorante Lounge Bar Autem ? Langhirano (PR) ? Chef Luca Natalini

Siamo in piena Strada del Prosciutto nel parmense, a Langhirano, terra di tradizioni e di stretta osservanza. Zona notoriamente difficile per proporre cucina creativa, ma Luca Natalini -classe 1989 e gi? tanta esperienza internazionale e televisiva- ha le idee chiare: una linea gastronomica d’impatto ma sempre riconoscibile, classicit? affrontata senza dogmatismi ma sostenuta da continua ricerca, concetti autoriali e approcciabilit? pop. La famiglia Galloni gli ha affidato la terrazza direttamente sopra il loro storico prosciuttificio, un affaccio privilegiato sui colli circostanti e un punto d’incontro strategico con la parmigianit?. Ci sono tutti i presupposti per fare di Autem una felice eccezione, un presidio di modernit? e legame col territorio, dalla golosit? trasversale.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Luca Natalini?
Pastry chef/sous chef: Jennifer Bellini?
Chef de partie: Federico Palo, Vittorio Gatti, Jacopo Sarto?

Lo staff di sala

Ma?tre: Andrea Forti?
Chef de rang: Marianna Sibillano, Claudia Biagini
Runner: Gabriele Natalini?

Giunti a destinazione

L’insegna del ristorante

Lo chef Luca Natalini ci d? il suo benvenuto

La squadra all’opera in cucina

Sala

L’affettatrice

Mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Carne ? 39

Snack
Pane, grissini, olio e burro
Lingua di vitello alla brace, salsa verde e cardoncelli
Minestra di ceci e pecorino, carne cruda tiepida condita con jus di manzo
Petto di pollo arrostito alla brace e salse di peperonata all?italiana
Rinfrescante
Dolce

Pesce ? 39

Snack
Pane, grissini, olio e burro
Dripping di insalata russa e trota al beurre blanc
Spaghetto in bianco, crema di mandorla e battuta di seppia
Branzino al vino bianco all?italiana
Rinfrescante
Dolce

Vegetariano ? 39

Snack
Pane, grissini e olio
Finocchio gratinato, coriandolo e kefir
Risotto come se fosse un erbazzone
Hummus di ceci, formaggio fresco di capra e veli di mela verde
Dolce

A mano libera ? 59

Natalini…
non chi comincia, ma quel che persevera

La carta

Antipasti

Battuta di cavallo, cipolla borettana in saor e maionese allo scalogno arrostito ? 13
Lingua di vitello alla brace, salsa verde e cardoncelli?? 16
Tarte tatin di acciughe, caprino all?erba cipollina ? 14
Insalata russa liquida e trota al beurre blanc ? 14
Uovo alla coque, crema di Parmigiano e radicchio brasato alla brace ? 12
Finocchio gratinato, coriandolo e kefir ? 12

Primi

Agnolotto di gallina alla brace e rag? di cortile ? 13
Minestra di ceci e pecorino, carne cruda tiepida condita con jus di manzo ? 13
Spaghetto in bianco, crema di mandorla e battuta di seppia ? 16
Bavetta in salsa di vongole e battuta di scampi ? 16
Risotto come se fosse un erbazzone ? 12
Rigatone con crema di finocchio e finocchietto selvatico ? 12

Secondi

Maialino da latte morbido e croccante, lenticchie e crema di patate ? 16
Petto di pollo arrostito alla brace e salse di peperonata all?italiana ? 16
Omaggio alla vecchia-nuova maniera toscana, baccal? alla livornese ? 19
Branzino al vino bianco ? 19
Hummus di ceci, formaggio fresco di capra e veli di mela verde ? 14
Ricotta infornata, melone bianco, topinambur e pane croccante ? 14

Dolci?? 6,90

Sbrisolona con zabaione al marsala leggero e mostarda
Torta Maria Luigia o quasi…
Tarte tatin di mela Granny Smith, confettura di mela campanina e cr?me fra?che
Duchessa

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Il Mattaglio Spumante Brut – Cantina della Volta

La preparazione degli stuzzichini

Tipologia degli stuzzichini: tartelletta pomodoro riccio di Parma e ricotta vaccina Saliceto.

Burro dolce e tagete?

Ricordo di pane e prosciutto?

Pane burro e acciuga?

Paccasassi marinato?

Cannoncino di caprino e erba cipollina?

Prosciutto crudo 30 mesi riserva oro Galloni

Pomme croquette di baccal? mantecato – Parmigiano 25 mesi riserva Saliceto

Sandwich di foglia cappero e pomodoro secco

Pane

Tipologia di pane: semi integrale lievito madre, grissino torinese. In accompgnamento, olio Nocellara del Belice Coppini.

Il ma?tre Andrea Forti ci serve il prossimo vino che andremo a degustare

Cr?mant du Jura Brut –?Domaine Pignier

Piattooo!

Seppia alla brace, calamaretti spillo e salsa verde all?italiana?

Cavallo e ostrica

Il tocco finale

Insalata d?anguilla affumicata e condimento al tosatsu

Les Rosiers Jasmi?res – Domaine de Bellivi?re

Capasanta ever green, maybe

Gaiospino Verdicchio – Fattoria Coroncino

Lo chef ci descrive il piatto

Spaghetto in concentrato di mare

Pasta in bianco?

La portata ? ultimata in sala

? scappato il tortello ma ? rimasta l?erbetta?

Le Mole Malvasia Emilia Igp – Quarticello

Lo chef compone la portata al tavolo

Riso pomodoro bruciato e cipolla dorata di Parma?

Stein Pinot Noir 2017 Alsace – Pierre Frick

Omaggio alla stagione?

Et voil?!

Pancia di maialino razza mora romagnola e tagete?

Baccal? alla livornese?

Pinot Nero 2016 – Podere della Civettaja

Lo chef ci serve il piatto successivo

Piccione e salsa al gin?

Pre dessert: uva fragola, concentrato d?anguria, anguria?

Gewurztraminer 2011 Vin D’Alsace Vendemmia Tardiva – Florian Beck-Hartweg

Saluta

La pastry chef Jennifer Bellini ci descrive il dessert che andremo a degustare

Botero

Latte Bruciato?

Zucchella

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: torrefazione Lady Caf?.

Tipologia piccola pasticceria: gel?e di Lambrusco; patata al cioccolato bianco e rosa; biscottino.

Conclusa la nostra degustazione, proseguiamo con la visita al prosciuttificio

Cucina

L’idea di una cucina golosa, moderna e pop ? espressa con chiarezza sia nei men? d’ingresso a ? 39 che nel pi? ardito mano libera, grazie a un’intelligente scelta delle materie prime e alla grande consapevolezza con cui vengono gestiti sapidit?, acidit? e note amare.

Servizio e accoglienza

Andrea Forti gestisce la sala con mestiere ed empatia, e ha creato una proposta di vini in equilibrio tra carattere, naturalit? e la necessit? della sinergia con la cucina.

Conclusioni

Un locale poliedrico, in cui sia il gourmet navigato che il neofita troveranno motivi per ritornare.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Lounge Bar Autem
43013 Langhirano (PR)
Via Enrico Berlinguer,
Tel. (+39) 0521 354299
Chiuso luned? e marted?
E-mail: autembylucanatalini@gmail.com
Sito internet: www.autembylucanatalini.it

 

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[09/29/2019, 20:32] Wine writers and their most faithful followers
For those perched inside the balloon of the wine world, a self-contained orb, there?s little to worry about an expanding universe. The problems of string theory or quantum mechanics matter not, to those vying for their spot on the head of the pin, placed strategically in the middle of the balloon. Little concern there is, as well, for any possibility that the sharp end of that needle might pierce their tiny world and all will be lost. Wine writers live in an alternate cosmos. There aren?t the normal repercussions that normal writers must face. The book writer, and hopeful publisher, gnash about in the trendy nosh parlors of Shoreditch, swirling their Manzanilla, while cobbling their strategy to sell 1,000 books. It?s perfect. It must be the alcohol, which casts that euphoric fog.


It seems the gold rush these days is for followers, to find people one can exert influence over, to point them to a journey where they too can hope to drink Chambolle-Musigny from Roumier. ?'tis a consummation. Devoutly to be wish'd.?

The revelation came to me during a victory nap. I dozed off while Instagram needles pierced my eye - all those significant bottles held up by all those brilliant iPhone curators. ?To sleep ? perchance to dream.?

And then, I had the dream.

It?s like this, when you have one foot in that world and one in another (perhaps the grave?). The vision, though, was one from my early days in the wine trade. Sales were growing, the deep funk of the 1980?s was receding like a Venezuelan glacier. People were getting over their petrol-panic in places like Houston and Midland, Texas, and they wanted to drink again.

And over time, buoyed by numerical scoring based on the 100-point scale, wine took off. Pre-internet, pre-Instagram. Pre-influencers. Just a handful of wine writers, and their tasting notes. And their scores.

Wine writers like to think that readers are influenced by them. But what really moves the needle? If a powerful critic makes an impression on their 50,000 readers, or their 500,000 subscribers, is that really the ultimate measure of their influence? For years I analyzed the metrics in my role in the wholesale end of things. And this is what I found out.

Five salespeople, properly motivated and tuned into these things, can sell more wine than 50,000 readers (and potential consumers). Not to downplay the effect of a good write-up in a large newspaper or one of the reigning modern-day wine publications. They sell wine, especially the 95-100 pointers. But those 87-94 wines - the ones that the trophy hunters cannot and will not spare any room in their cellars for, as they?re obsessed with filling them up with the likes of Sine Qua Non and Le Pin - what happens to them? So, the question is, for a wine writer, do you keep writing about those wines, and if you decide to do so, how does this help affect some upward mobility for those wines in the wine world?

Consumers do account for a ton of response (and action), but who?s really doing the heavy lifting? Those five salespeople? In five cities, in five states, in five countries? I think we don?t realize just how much wine they sell, because those metrics are not made available to industry outsiders. That is considered proprietary information by the distributor, if that information is even gathered. I know it can be, because I did so for many years. It was an amazing look into the world of sales. Yes, the writers strike the match, but the salespeople walk around the barn with a handful of straw ablaze setting it on fire.

Oh, I know it?s unpopular to consider the role of those ?minor players? in the three-tier world. After all, aren?t we all influencers now, in our own special way? Anyone with an Instagram feed and 5,000 followers thinks so. They?ll tell you; you don?t have to even ask. But ask them to back it up with metrics and you get a fist full of hash tags and fustian tropes. There?s no needle. There?s no vinyl. And there?s no there-there.


Part of the problem is that wine critics might not even have a complete understanding of the industry. I hear often, ?that?s the commercial side. We?re on the editorial side.? As if there?s a wall that separates them. And in journalistic realms, rightfully so. One of the commandments, ?There shall be no pay-to-play,? is engrained within the ethical structure of such institutions. The mightier and more independent wine critics can choose to adopt that stance, or muddy it with the flaps of their Range Rovers as they run over it in the sodden streets of Sheung Wan.

Ironically, the salesperson doesn?t discriminate. Right or wrong, 92 points is 92 points. And if it?s a Brunello that one can sell 50 cases of to a restaurant or retailer for $25.00, they aren?t going to give a hang ?who? writes about it ? as long as it?s one of the ?BIG? types doing the typing. Yes, that?s the seamy downside to this business. And by the way, the wineries are on board with this in an even bigger way. They think nothing to plunk down $10-20,000 to pour their ?97? point-er at an event in the clouds. They move that needle. And their importers and distributors down-line comply. Because everyone wants to sell and make money and have a successful career. I?ve seen it up front, on the windshield, all splattery and sometimes not so pretty.

So, what am I getting at? I think there?s a strategy that wine writers neglect to consider when they take the leap, in the crowded field of wine criticism, where there?s not a lot of money lying around and every nickel-and-dime blogger is vying for their corner of online presence (and FAME!). And that is to take into account - when you write a piece - who will read it and what kind of measurable effect will it have. "Ay, there?s the rub."


I know there are the purists and naturalistas out there who say, ?It?s not about sales.? And for every one of you out there who thinks that, you have either minimized the impact in that area or you haven?t gotten into it deeply enough to know the Zen of it. It?s there, it?s real and if you don?t believe me, well, there?s a chap in Maryland who got there first and he channeled into the mindset of the salesperson. And they got behind him and were his most faithful followers. And they moved the needle off the Richter.


?Tis a consummation devoutly to be wished.?









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[09/27/2019, 09:08] Il Ristorante di Paolo ? Menaggio (CO) ? Patron Paolo Cagliani, Chef Aurelio Della Torre

Menaggio?? una delle perle del lago di Como, la cui costa ospita scorci colorati su case e ville mozzafiato. Proprio qui, al Ristorante Di Paolo?ci ha condotti la costante caccia?alle eccellenze di VG. ?Sono i sapori che devono stupire, non solo le forme? ? il mantra alla base del locale che mira a raccontare un territorio attraverso l?autenticit? dei suoi prodotti in abbinamento a tecniche moderne. La sala del locale fonde stili di epoche diverse tendenti all?eleganza e all?equilibrio, mentre il dehors esterno offre nella sua essenzialit? la possibilit? di consumare il pasto godendosi la vista sul lago.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Patron: Paolo Cagliani

Lo staff di cucina

Chef: Aurelio Della Torre
Cucina: Molteni Alessia, Andrea Magni e Vasil Ormankov

Lo staff di cucina

Sala e accoglienza: Andrea Conti
Barman: Guido Manzoni
Sommelier: Silvio Pallini
Chef de rang: Raminda Perera

Sala e mise en place

Decidiamo di pranzare nel dehors

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazione

Fiducia e libert? (minimo 2 persone)???80

Men? a sorpresa composto da 7 portate?scelte e cucinate dal nostro Chef Aurelio

(acqua, caff? e friandise inclusi)

Abbinamento vini ? 25

La carta

Antipasti

Baccal? cotto a bassa temperatura, topinambur, bottarga fresca di mugginee gocce di yuzu ? 16
Prosciutto, melone e? scampi: zuppetta di melone, cialda di prosciutto e scampi spadellati al timo ? 21
Lingotto di salmone selvaggio marinato, sedano rapa e zenzero candito ? 18
Caprese liquida: gazpacho di pomodoro, burrata e crumble di pane ? 14
Manzo scottato al cannello, mousse di Stilton e verdure croccanti ? 16

Primi

Spaghetti al germe di grano, pesto di missoltino del Lario, crumble di pane? 15
Ravioli fatti in casa, ripieni di zucchine e pane con vongole veraci e limone ? 16
Riso selezione?Acquerello cucinato espresso, mantecato al basilico e?dadolata di capesante crude marinate ? 18
Fazzoletti di pasta fresca all?astice? 22
Pacchero di Gragnano su crema di melanzane viola, basilico,mozzarella di bufala a freddo e pomodorini confit ? 15

Secondi di pesce

Ossobuco di mare:turbante di sogliola al forno?con midollo di vitello e gamberi rossi crudi, patata schiacciata? 26
Guazzetto di pesce San Pietro con cozze, polvere di capperi e olive taggiasche ? 24
Branzino all’olio extra vergine, verdure in due consistenze (cruda e crema)? 24

Secondi di carne

Carr? di agnello al forno in crosta di pistacchio con patata schiacciata ? 25
Filetto di manzo con crema al tartufo nero, jus de viande e legumi ? 28
Filetto di vitello arricchito con midollo in abbraccio di crudo di Parma 24 mesi,?rosti dello chef e verdura di stagione ? 26

Assortimento di formaggi e le sue guarnizioni ? 15

Dolci

Dolce di latte con fragoline di bosco ? 10
Spumaal mascarpone, salsa al cioccolato e caff?? 10
Tartelette al limone e lamponi ? 10
Pesca sciroppata con gelato alla crema e coulis di frutti rossi ? 10
Zuppetta tiepida di ciliege con gelato al pepe di Sichuan ? 10
Gelati freschi e sorbetti della casa ? 7.50

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il patron Paolo Cagliani ci accoglie dandoci il suo benvenuto

Aperitivo

Cuv?e n.7 Franciacorta Docg – Lo Sparviere

Baccal? mantecato, pomodorino confit, croccante di riso

Carbonara rivista

Cialda di pasta fritta, cremoso al Parmigiano e pepe nero, crumble di pancetta.

Sveliamo cosa si cela sotto la cloche

Salmone selvaggio, le sue uova e sedano rapa

Gelatina fredda di pomodoro San Marzano e ricotta di bufala campana

Labyrinthe Chardonnay Colli Aprutini Igt – Orlandi Contucci Ponno

Piattooo!

Asparagi bianchi di Bassano, gamberi rossi di Porto Santo Spirito, gocce di burrata, olandese e caviale Baikal

Salmerino alpino affumicato a freddo in legno di faggio, sedano rapa e zenzero candito

Foie gras d’oca marinato allo Zibibbo, pesche cotte, croccante di bisciola e riduzione al Porto rosso

Manzo bruciato al cannello, crema allo Stilton e verdure croccanti

Il tocco finale

Ravioli ripieni con piselli freschi in guazzetto di vongole neo zelandesi e limone

Spaghetto al germe di grano pastificio Morelli al pesto di missultin del Lago di Como

Fazzoletti di pasta fresca all’uovo, astice e pomodorino datterino confit

Risotto selezione Acquerello mantecato all’aglio nero, gamberi rossi e burrata

Trancio di rombo 50? leggermente bruciato al cannello, uova (salsa olandese)

Notre-Dame de Bonne Esp?rance Bourgogne – Dubreuil-Fontaine

Prima Pietra 2016 Toscana Igt – Tenuta Prima Pietra

In arrivo la prossima portata

Filetto di vitello farcito al midollo, timo e limone, avvolto nel prosciutto di Parma

Il piatto ? ultimato al tavolo

Turbante di sogliola cotto a bassa temperatura nel burro, piselli e acqua di scamorza affumicata

Piccione in due cotture

Petto al rosa in cr?pinette con foie gras d’oca, coscia farcita con animella di vitello.

Baccadoro Passito Bianco Terre Siciliane Igt – Fondo Antico

Pesca nettarina cotta farcita con gelato, doppia panna e coulis di lamponi

Dolce di latte ristretto, fragoline di bosco e corteccia di cioccolato bianco Valrhona

Namelaka al mango, crumble e germogli di stevia Honny? Cress

Una golosissima colata di cioccolato a completare il dessert

Tiramis? 3.0 con spuma al mascarpone, sorbetto al caff? e salsa al cioccolato al latte e caff?

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Hardy miscela Europa composta da un blend di caff? provenienti da Honduras, Brasile, Vietnam, Costa d’avorio e Camerun.

Tipologia piccola pasticceria: biscotti di frolla misti.

VG insieme a tutto lo staff

Cucina

Freschezza, qualit? e professionalit? sono i tre pilastri alla base del men? che prevede l?unione della tradizione locale alla creativit? della brigata guidata dallo chef Aurelio. Le materie prime selezionate spaziano dai sapori forti della terra a quelli pi? delicati sia di mare sia di lago, abbinate e valorizzate con consapevolezza.

Servizio e accoglienza

?Come a casa?. ? proprio cos? infatti che lo staff di sala ? in grado di far sentire gli ospiti non appena varcano la soglia d?ingresso, ma senza mai tralasciare l?aspetto professionale.

Conclusioni

I paesini che costellano le coste del lago di Como ? difficile che non piacciano. Tra Menaggio, Bellagio e Laglio ? quasi difficile scegliere, ma possiamo affermare che il ristorante Di Paolo ? un?ottima scusa per fare tappa nel primo e godersi una mattinata alla scoperta dei sapori autentici della zona.

Viaggiatore Gourmet

Il Ristorante di Paolo
22017 Menaggio (CO)
Largo Cavour, 5
Tel. (+39) 0344 32133
Chiuso il?marted?
E-mail: ilristorantedipaolo@gmail.com

 

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[09/25/2019, 06:53] Ristorante Angelo Sabatelli ? Putignano (BA) ? Chef Angelo Sabatelli

La Puglia, oltre ad avere un clima ed un paesaggio da sogno, ? una regione ricchissima di eccellenze gastronomiche che solo in pochi sanno valorizzare nel profondo e raccontare. Come ambasciatore di qualit? questa volta Viaggiatore Gourmet?ha scelto Angelo Sabatelli,?chef/patron da cui prende il nome il ristorante che da poco si ? spostato a Putignano, dove tra gli archi di pietra e gli arredi moderni prende vita un?atmosfera al contempo rustica ed elegante, che preannuncia pietanze altrettanto speciali.

Archivio storico reportage (gli articoli si riferiscono alla sede precedente):

->?Reportage del 4 Giugno 2014
->?Reportage del 7 Giugno 2016
->?Meeting del 6 Novembre 2016

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna 1 stella e 3 coperti
Espresso assegna 3 cappelli
Gambero Rosso assegna 86, cucina 53

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/Patron: Angelo Sabatelli?
Sous chef: Riccardo Losappio?
Chef de partie: Francesco Carriello?
Pastry chef: Giulia Bargagni?
Commis: Romano Uva, Aldo Selmanhasko?

Lo staff di sala

Ma?tre/Patron: Laura Giannuzzi?
Sommelier: Giuseppe Caragnano?
Chef de rang: Angelo Lippolis, Giovanna Custode, Daniele Sabatelli?

L’ingresso e l’insegna del ristorante

La reception?

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

I classici ? 100

Seppia, allievo, mandorla e limone
Mazzancolle, peperone alla griglia, crema di fagioli al miso
Melanzana arrosto… limited edition!
Gnocchi di ricotta, sugo di zuppa di canocchia, piselli, verbena
Riso, Caciocavallo podolico, albicocche e caff?
Maialino, pepe fresco, tartufo
Piccola selezione di formaggi pugliesi
3, 6, 9, 12 di cioccolato, amarena, frutto della passione

Abbinamento vino al calice ? 60

Emozioni extra-territoriali ? 130

Sfoglie di riso, pesto di tom yum, corallo di gamberi rossi
Gelato di patate arrosto, caviale, latticello
Capesante, asparagi, yuzu, farinella di ceci
Melanzana arrosto, foie gras al vapore, umeboshi
Gnocchi di ricotta, sugo di zuppa di canocchia, piselli, verbena
Riso, canestrato, porri, lumache opercolate, tamarindo
Moro oceanico, mais al cocco, insalata di basilico, curry rosso
Agnello murgiano, essenza di peperoni alla griglia
Piccola selezione di formaggi pugliesi
Limone, acciughe e capperi, caramello acido piccante, caviale di pomelo
Bon bon al cioccolato, lampascioni canditi, liquore al carciofo

Abbinamento vino al calice ? 80

La carta

Antipasti

?Torta? frolla di pomodorini canditi, ricotta forte, pesto ? 26
Crudo di gamberi violetti, verdure di stagione, agrumi, alghe ? 26
?Pancotto? alle verdure, crema di fagioli al miso ? 24
Capasanta cotta e cruda???tre servizi? ? 26
Declinazioni sul foie gras: caldo, marinato, terrina ? 30

Primi

Troccolino con verdure di stagione, scalogno, calamaretti spillo, sugo di zuppa di canocchia ? 26
Gnocchi di ricotta, colatura di pomodoro, piselli, verbena ? 26
Tortelli di carciofo, marsala, foie gras ? 26
Riso, Caciocavallo podolico, albicocche e caff? ? 25
Orecchiette con rag? + 30, fonduta di canestrato ? 25

Secondi

Sogliola, leggera salsa olandese, bottarga di muggine, piselli ? 32
Spigola al vapore, caviale, salsa di cozze e prezzemolo, brodo di capperi ? 35
Pancetta di maialino, sponsali glassati, vin cotto ? 32
Piccione arrosto, pepe verde fresco, tartufo ? 32
Vitello, limone bruciato, rosmarino ? 34

Selezione di formaggi pugliesi ? 18

Dolci

Pane, lamponi, cioccolato bianco ? 15
Limone, acciughe e capperi, caramello acido piccante, caviale di pomelo ? 15
Mirtilli o olive?… Panna cotta al latte di mandorla ? 15
Topinambur, caff? e mascarpone ? 15
3, 6, 9, 12 di cioccolato, amarena, frutto della passione ? 15

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Lo chef Angelo Sabatelli ci d? il suo benvenuto

Acqua Orsini

Grissini pepe nero e caff?

Aperitivo?

Pas Dos? 2012 – Masseria nel Sole

Stuzzichini in arrivo!

Tipologia degli stuzzichini: fiori di zucchina al canestrato.

Datterino pane e pomodoro

Trasparenza di anatra alla pechinese “vegetariana”

Carta tarallo al cumino

Pelle di sogliola soffiata con maionese agli agrumi

Lampascione fritto, farinella di ceci e vin cotto di fichi?

Ravanello in agrodolce, miso e tonno secco?

Perla di Caciocavallo su crema di limone al profumo di cannella?

Meringa al rosmarino e farinella di ceci?

Tartelletta di ricotta con acciuga e tuorlo d’uovo marinato?

Il servizio dell’olio

Pane ai cereali

Muscadet S?vre et Maine 2016 – Michel Laurent

Piattooo!

Sfoglie di riso, pesto di tom yum, corallo di gamberi rossi servito con crudo di gamberi rossi?

Gelato di patate arrosto, caviale, latticello

Friulano 2015 – Sirch

Et voil?!

Capesante, asparagi, yuzu, farinella di ceci

Cozze pelose, piselli e tapioca al tosatsu

Surli? Malvasia Bianco Puglia Igt – Azienda Agricola Mazzone

Ostrica Gillardeau in pastella di farinella, fagiolini, pomodoro e agrumi. A parte, ostrica cruda in brodo di tamarindo e zenzero

Melanzana arrosto… limited edition!

Estrosa 2017 ? Pietraventosa

Il tocco finale

Gnocchi di ricotta, sugo di zuppa di canocchie, fave novelle

Riso, cicoria, Primitivo e uovo

Mastals? 2015 Sangiovese di Romagna –?Tenuta Santodeno

Tortelli di carciofo, Marsala, foie gras

Moro oceanico, mais al cocco, insalata di basilico, curry rosso?

Agnello murgiano, essenza di peperoni alla griglia

Vermouth Antica Torino

Piccola selezione di formaggi pugliesi con composte di frutta e noci

Monbazillac 2015 – Ch?teau le Thibaut?

Limone, acciughe e capperi, caramello acido piccante, caviale di pomelo

Mirtilli o olive?… Panna cotta al latte di mandorla

Bon bon al cioccolato, lampascioni canditi, liquore al carciofo?

La preparazione del drink che andremo a degustare

Moscow mule?

Laura Giannuzzi alle prese con le ciliegie?

Caff? Illy e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: fichi fioroni; vin cotto e cannella; bab? alla grappa; marshmallow al lampone; gelatina al frutto della passione; cioccolatino fondente menta e olio extravergine di oliva; ciliegia in conserva.

Lo chef insieme alla sua squadra

Cucina

L?estro dello chef Sabatelli emerge senza difficolt? in una cucina apparentemente semplice, ma ben bilanciata. I dettagli e le lavorazioni sono realizzate a regola d?arte dalla brigata senza mai negare il giusto spazio al colpo d?occhio.

Servizio e accoglienza

Lo staff all?altezza del locale accoglie gli ospiti con i sorrisi sinceri che caratterizzano una regione solare. Laura, moglie dello chef guida attentamente i suoi ragazzi per raggiungere l?eccellenza giorno dopo giorno.

Conclusioni

Materie prime meticolosamente selezionate e location offrono uno scorcio raffinato e ricco su una Puglia che merita di essere scoperta. Qualit? e professionalit? sono all?ordine del giorno per regalare ad ogni visitatore un?esperienza unica nel suo genere.

 

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Angelo Sabatelli
70017 Putignano (BA)
Via Santa Chiara, 1
Tel. (+39)?080 4052733
Chiuso luned? e marted? (da Ottobre a Maggio), luned? (da Giugno a Settembre)
E-mail: info@angelosabatelliristorante.com
Sito internet: www.angelosabatelliristorante.com

 

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[09/22/2019, 19:50] Oh, The People You?ll Meet! (at a wine media luncheon)
Since decamping from the day job, I?ve had more than my fair share of invites to wine media luncheons. For the most part these have been pleasurable social events. If lucky, we actually received information and inspiration. I?ve come to recognize some of the archetypal characters that populate these events. Here are a few that have stood out along the way.


The Journalist - Not a run-of-the-mill, bona fide member of the press. This person is the one who, when you are introduced, they hand you their business card. And right under their name is the title ?journalist.? Not freelancer, blogger, not even writer. Journalist. And they?re damn proud of it.

When you ask them which publications they have written for, they mention online aggregate sites that ?let? people contribute for free, lending them the aura of being on a team, a bunch of reporters sitting in the newspaper office grinding out reports from their ?beat.?

Forget that they hardly know the difference between its and it?s, let alone knowing when to use that and when to use which (let?s not even bring up the then vs. than conundrum they are often faced with).

They?re a harmless type, usually they just want to be part of something bigger than the life that?s been handed to them. But they get a bit tripped up on the word ?journalist.? They might be a blogger, or they might have a feed on Twitter or maybe even Redditt. But longform isn?t something they strive to create on a regular basis. They might even have a press pass to something like Prowein or Slow Wine. But they do not earn a penny writing. Heck, it?s hard enough for a dedicated freelancer to make enough dough to pay all the monthly bills.

The Drunk ? He?s always ready for a ?nuncheon.? It?s 12:30, lunch hasn?t even started, but this character has already downed three cups of P?t-Nat, claiming he forgot to take his daily dose of probiotics and he?s just priming the pump. TMI. Over the course of the 3-hour luncheon (promised initially to be no longer than 90 minutes, ?in and out?) with a plethora of wines poured (12 at last count and we?re still only on the first main course dish, with two more ?mains? coming), our table drunk starts to slur his words. He even fell asleep once and woke himself up snoring. The good news is he is relatively quiet, as if there is any air left in the room, between the ?journalist? and our next guest. 

The Influencer ? Usually never on time, we?re often kept waiting for this person before the host starts talking, because he just wants to say it once (we only have 90 minutes, after all). So, we wait, and we sip, and the drunk over there, he gets more inebriated (his edible has also just kicked in), and we wait some more. And then she shows up.

It?s as if the event had no energy until this one showed up. ?I?m soooo sorry, but I was on a conference call with Toddy and Mariel B.? We?re supposed to know they are uber-influencers in the world of canned ros? wine. In any case, she lives a #VeryImportantLife, and a life filled with #VeryImportantThings to do, of which she is most often the fulcrum, the centerpiece, the raison d'?tre for this (or any other) gathering.

The thing you notice about this person is the use of simple, easy to understand words. Words like ?I? ?me? and ?my? peppered in her short staccato Twitter-length phrases, usually describing something #Great about herself. She?s a one-woman P.R. machine, and you will know how many Twitter followers she has (15K) how many Instagram followers (18K) and that she doesn?t have any room left for followers on Facebook because she?s surpassed the limit. But Facebook is #So2009 anyway, nobody goes there anymore.

Oh, and she is a master of selfie photography and that?s pretty much all you see on her social media feed. But she is very, very #Influential. Dontcha know?
Our next guest is The Name-Dropper. He?s been everywhere, drunk everything. ?47 Haut-Brion? In magnums. ?31 Quinta do Noval Nacional? Multiple times. ?71 Giuseppe Mascarello Barolo Pugnane? He simply adores the ros? clone of Nebbiolo! He a walking encyclopedia of unicorn wines, and if the recent sarde in saor course hasn?t caused a minor upheaval in your digestive system, The Name-Dropper and his constant tink-tink-tink of names will eventually cause your personal house of cards to fold and fly away on the fairy-dust he?s been spreading around the table.

The Name-Dropper, you see, wants to be part of the secret society of wine connoisseurs, that virtual Illuminati of wine experts that are just beyond the reach of all us abecedarians sitting around the table. And he?ll let you know that you are not part of his clandestine cult. You can bet on it.

Seated next to the Name-dropper is The Naturalista. She just discovered natural wines; about the same time, she became a vegan. Right after she divorced her husband of 20 years, when he ran away with their daughter?s best friend. Now, she has a part time job, working for a professor, who, in his spare time, is attempting to get his Master Sommelier pin as well as passing the grueling Master of Wine exam. He was too busy to come, so he sent her in his place.

She?s actually quite pleasant, although she sometimes conflates her ardor for ?those lovely little natty ones? with her lifestyle. Yes, she has the "flowing peasant dress" attire down pat. And the sandals, the Birkenstocks. She?s constantly pulling out disinfecting wipes (bleach free!) and cleaning her hands. A germophobe? As well, her hair color is Pantone Orange 021 C (supposably to seasonally match her Pantone Black C nails, perfectly mani-curated for the season), neither of which look like any hair color Mother Nature ever came up with. Especially in a person whose roots have been ?graying? for the last few years. But she?s enthusiastic and not overly contentious, though she definitely has her opinions. If only she could get a word in edgewise between Mr. Name-Dropper and Ms. Influencer.

And finally, there?s The Nicest Person at the table. Thank God. She usually has another job, one where she makes plenty of money and has a modicum of authority. But her natural character is one of being kind and generous and compassionate. She?s the one passing the butter plate, while all the rest are too busy being glued to their devices and letting their social media followers in on what a #fantastic, #unbelievable and #epic event they?re ?reporting? on. She listens, she asks questions that aren?t intended to make her appear to be the smartest person in the room (there are plenty of those here already). And she really, truly cares about the person pouring the wine, and the wine too. She?s influential, but you?ll never hear it from her. She?ll write it up on her blog, which has scores and scores of followers, who'll go out and buy the wines she writes about. Why? Because she transmits the joy and the passion and the happiness of all the good things about the wine business and because she is The Nicest Person. And we always are grateful for one like her at the table.


Press luncheons can be a hit-or-miss kind of thing. But one must taste, taste, taste regularly. So, if the price of admission is to sit at a table where you aren?t the smartest person in the room, or the most influential, or with the greatest experience in tasting the ?old wines,? you won?t be alone. Pass the #butter, please.







written by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
[Illustrations by Ben Shahn]
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[09/18/2019, 17:01] The Scandal that has Shaken the Universe of the Masters of ?ophisticated ?annabis
Dateline: April 20, 2049
It?s been nearly a year since 420 anxious Cannabis Sommeliers amassed at the Hotel Zig-Zag in Portland, Oregon. The purpose? To accept a challenge to pass the most rigorous testing to become one of a handful (now standing at 1937) of Masters of ?ophisticated ?annabis (M??) in the world ? fewer than have traveled to Mars.


The multi-part test included a natur' section, in which the candidate must determine the quality of the herb, and how to determine a better species or type of product versus a lower or inferior type. The second test determines proficiency in rolling, decanting tinctures and setting up pipettes/hookahs for the guests. The third and hardest part of the test involves identifying the various aromas, or ?Interpening,? whereby one can identify the strain and the quality, as well as the level of psychotropic strength, and overall quality level (on a scale of 1-10). This is where most of the candidates stumble.

Amazingly, all 420 candidates passed, an unprecedented success for the governing body, the Cloister of ?annabis Connoisseurs(C?C). Cloister Chairperson, Brownie Harrelson, stated at the celebratory f?te, ?This has been a watershed moment in our history. There?s no going back now!?

Two days later a leaked comm-wave revealed that a ci-devant Master of ?ophisticated ?annabis (M??) had 'virtual neural-coached? several of the candidates who passed. This caused concern in the upper echelons of the (C?C) organization, who submitted this brief statement:

?We have hired the auditing firm of Stuckey, Frost and Wilson to conduct a thorough and exhaustive investigation, and to determine any improprieties that may have occurred, consciously or otherwise. We are dealing with neural pathways, and the technology to map the routes are often convoluted and shielded by normal procedures. We at the C?C have given Ms. Stuckey, Ms. Frost and Ms. Wilson full access to our organization and communication channels and we are confident this trio of talented investigators will arrive to an objective and fair conclusion.?

The Cortico-?og world has had mixed reviews.

Josey Roberts, of ?One-Weed? - Dude!? had this to say:
?I think it?s high time the Cloister got to the bottom of this scandal. Good on Brownie for finally calling in the super trio of women who will clean this mess up, hopefully. For too long, the C?C has been run like a Chicken Ranch in Marfa.?

Stephanie Heimh?? an AI-cortico-?ogger from Alameda, chimed in from her perch, the notoriously cynical site, ?The Homecoming.? Her brief comments below:
?Well, she?s done it again: embarrassed America abroad. Her (Arabella Trump?s) performance at the G2 was, in a word, horrible. It?s obvious the European leader loathe her and all she stands for. The reports have suggested that the leader didn?t want to directly bash her (even though personally they want to), so they put discretion before valor and were basically nice to her.?
[Ed. Note: We tried to determine if Stephanie was responding to our story or if she was stuck in an endless loop against the Trump dynasty. She was, however, too high to give us a proper reply.]

Geffreda Siegal, the billionairess behind ?The Weed Curmudgeon,? noted:
?Maybe this will finally lay bare the discrepancies between the world of everyday weed and the trend toward ultra -premiumization, as witnessed by the explosive growth of Masters of ?ophisticated ?annabis. The outerworlds need and deserve a good under-$10 joint!?

Sidney Yarrow, granddaughter of Alder who bequeathed Vinography to her in his will (along with his collection of Nabokov?s butterflies), on her crypto-newsletter, ?Weedography,? dropped this yoctogram:
?Seeing as we got rid of most of the men by 2036, we have no one to blame but ourselves. The quantum-push by the Cloister (C?C) to turn as many budtenders into Masters of ?ophisticated ?annabis (M??) in the shortest of timelines was bound to have a reaction. It was like trying to fit a quadrillion bag of bones into a virtual canister designed for a billion. Critical mass ? boom ? game over!?

Meanwhile, the investigation is pending. The independent weed news site, FourTwenty Daily has also launched an independent inquiry, headed up by the most renowned hempistolarian, Bianca Asimobley. We shall wait and see.




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[09/15/2019, 14:49] Asprinio - a Ramble, a Recollection, a Revelation
?Summer will end soon enough, and childhood as well.? ? George R.R. Martin

In my den, on an oak table, bottles of wine are lined up to be tasted. Wine from Sicily, from Chile, from Napa Valley, waiting. I should open them, taste them, make notes and find a way to tell readers what they?re like. But a newly aroused narrative has jumped the queue, an anamnesis, long ago filed and forgotten. And cadaver-like, it pops up, resurfaces, and appeals for its story to be told, before it is consigned once again to oblivion on the battlefield of memory.


I?m in Naples, walking, heading towards the water on Viale Antonio Gramsci. It runs into Via Mergellina runs into the Via Antonio Gramsci and turns into the Galleria Laziale. I get my first up close view of Vesuvius.

Walking on the Galleria, it turns into Via Diocleziano and then Via Bagnoli, where it turns and runs into Via Pozzuoli. Heading towards the town of Pozzuoli it name changes again to Via Napoli and then to Lungomare Pertini. This is before GPS. I am walking. It is a long walk, blistering hot. And it is lunchtime. I find a little osteria/pizzeria and sit down. The soles on my desert boots are hot. My jeans, worn such that they need patches, are steady. I?ve been marching through Italy and I am hungry. I order a simple pizza with tomato, garlic and oregano. It was 600 lire. A few minutes later the lady brings out the pizza and asks me what I want to drink with it. ?Vino rosso,? I answer. She looks at me like I?ve gone mad, and instead brings me ?una foglietta? of white wine and a glass. It was 80 lire.

It was the perfect foil for tired feet, a perspiration-soaked army surplus shirt and a 20-year old in search of Italy. The lady in the pizzeria sounded like my grandmother, their dialects similar. And even though I didn?t understand the exact words, I grasped her intention. She wanted me to enjoy the pizza with the correct wine for the time.


Years later I?d sit at a trendy wine bar in Tribeca and the barman would pour me a glass of Asprinio. ?It?s the latest hot wine from Italy, and it?s totally, 100% natural.? Hot wine, indeed. A wine needed for the heat. And rounding-off with the creamy lusciousness of fresh mozzarella, the pungent balm of garlic and the bracing nip of oregano, a memory is seared.

Now, there is a wall between the natural wine believers and the non-believers. The believers say the wall is white and brilliant, and the non-believers claim it is unconstrained in its dim blackness, roiling the wind, the water and the earth with their dogmatic harrows, as if to plow on is to be righteous and precise. A drone from above sees that the wall is indeed white on one side and black on the other, but the two camps cannot see the differences in shading. So, they argue, they cajole one another, they form social circles of concurrence, and keep each other agitated while they wait out the bleak winter days in the concrete caves.

It was the lack of precision that made this half liter of Asprinio so vital, that day long ago in August of 1971. It dueled with the heat, and won. It tangoed, waltzed and two-stepped with the mozzarella, garlic and oregano, and everyone went home, tired but elated. It made an impression, once filed away, now bobbing back up to the surface. It was a natural wine from almost 50 years ago.

In 1971, Italy was merely a generation removed from a devastating war, poverty and monumental struggles. When I walked among those crowded streets with the Neapolitans looking at the tall, gangling ?Americano? who was strolling among them, I sensed a place much different from where I grew up in sunny Southern California. But I also sensed a familiarity with the place, and the people. And the food and wine. I loved it then and I love it now. I?m not at all interested in the black vs. white wall quarrel. I don?t have time for it. I barely have time to taste and enjoy all the wine that is available in this Golden Age of wine for Italy.




with thanks to Luigi Veronelli and Ian D'Agata for jolting my memory

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[09/09/2019, 15:27] Ricomincio da Montalcino (un posto a caso)

Settembre, andiamo. ? tempo di... poi non mi ricordo come fa. Si ricomincia, insomma, ? settembre, e questa ? la non-notizia. Questo settembre per me arriva dopo un lungo periodo un po' particolare, convalescenza post-operatoria, e vi risparmio i dettagli - ma sono quelle vicende del tipo "il dottore dice che devi stare a riposo ALMENO un mese". E sono quei momenti in cui volevi essere davvero un dipendente del parastato, ma ? andata come ? andata, sei enotecaro. Quindi con qualche ritardo alziamo la serranda, e davvero si ricomincia.

Alla fine della lunga pausa riesco a fare una fuga veloce a Montalcino (un posto a caso). Bravo me, me lo dico da solo. Cos'? quella? Una breve vacanza? Una trasferta di lavoro? Tutte e due le cose assieme. E alla fine se devo prendermi un periodo pure breve per, boh, rimettermi assieme, scelgo di camminare le vigne di Montalcino. A 'sti punti il wine blogger pubblica qualche foto da paesaggio meraviglioso e settembrino come solo da quelle parti pare di trovare, e risolve la questione narrativa.



Long story short, al ritorno da laggi? ho appena scaricato una cosa di Montalcino che mi piace assai. Fattoria del Pino, cos? si chiama la new entry in enoteca, ? una produzione manco a dirlo piccola e bella, in stile con la casa (la mia, di casa, intendo) perch? qui si selezionano cose di quel genere. Poi ? emergente, ? nuova, ? fuori dai giri. Lavora in naturale, niente interventismi, pura espressione del sangiovese di quel territorio. L'azienda presenta tre etichette che elenco in ordine di peso, importanza, prezzo.



Vin Val? 2016 ? un Rosso di Toscana IGT, e proviene da un vigneto di impianto recente. Ha la grazia del frutto e la veemenza del sangiovese, un piccolo passaggio in legno (solo grande, in azienda) lascia alle note ancora fresche e fruttate uno spazio maggiore, a renderlo una piccola delizia. Sta sui 15 euro.

Rosso di Montalcino 2015 esce da un'annata abbastanza benedetta. Ci sarebbe da dire, ora, su questo vino, quella formula abbastanza abusata e nemmeno simpaticissima, "? un piccolo Brunello". Ci ho pensato un po' a come evitarla questa formula, ma si vede che non ci ho pensato abbastanza. Veramente un assaggio del tipo "comprare subito". In enoteca costa un po', sui 22 euro. Li vale tutti. E per me vale pure di pi?.

Brunello di Montalcino 2014, scelto apposta dalla famigerata annata poco fortunata. La produttrice in quella vendemmia ha ridotto le rese in misura drastica, e l'effetto ? quello che mi piace tanto: ? nelle annate difficili che esce fuori la classe dell'azienda. Questo Brunello '14 ? un capolavoro. E con lui ho una panoramica di tre annate, quanto basta per cominciare a conoscersi. E fare amicizia. Costa euri 59.



E siccome ci piace tanto, Fattoria del Pino entra a far parte delle aziende che vendo anche in rappresentanza, quindi i colleghi operatori si fanno un nodo al fazzoletto - e presto qui si apre qualcosa da assaggiare, sempre per quella cosa "bello parlare di vino, ma assaggiarlo ? meglio".
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[09/08/2019, 21:14] Fury, Indignation, Outrage ? Seeking Asylum from the Blitz Against Bliss
?and the wine we?ve been opening up lately, on the island.

Three years ago, I came up with this scenario that, quite possibly, the earth passed through a field of cosmic dust of unknown elements that caused a large part of the population to have experienced a mind-altering state, and not necessarily in a good way. Not a mass hypnosis (which doesn?t exist), maybe just a slight shift in the collective consciousness? Or maybe, mass psychosis? But if that possibly happened, to those who weren?t affected by the dust storm, it seems all kind of crazy was unleashed. But this is about wine, and Italian wine, so let?s get after it.



Coco craves copper

Podere Palazzo Ramato della Fiamma is a white wine (not copper colored, by the way) from a winery in the province of Forli-Cesena, in east Emilia-Romagna. The wine, a 2017, weighed in at 14.5% alcohol. A restaurateur friend poured it last week at lunch. Seeing as it was 100 ?F here in North Texas, a cool white wine seemed like a good idea.

This is a big wine, though. A red wine in white wine clothing? A cool-weather white? A slick black cat of a wine? Not for everybody, but for those who like black cats and wines like this, it could fill that bill nicely. Coco agrees with me.

I was in an email interchange with Ian D?Agata, who told me about the grape. ?I?d say it is most likely a biotype of Trebbiano Romagnolo, which is also known as Trebbiano della Fiamma, as it can turn reddish-gold when ripe. Given where the estate is located, and that the wine says Rubicone, I think that is most likely a correct assumption; and I see on the website of the estate that they refer to a ?Trebbiano variety.??

It bears a slight resemblance to some of the other coastal whites from the Adriatic side, from Verdicchio to Trebbiano, even slightly to Pecorino. What this wine reminded me of was a blend made years ago, by Illuminati, called Ciafr?, which had a good proportion of Trebbiano in the blend.

The Ramato della Fiamma is a rich wine, with some perfume, but a bit closed in. The meat of this wine is in the body. It doesn?t come off as heavy, but very well-balanced, dry and really a surprise. It has a little less acidity than its counterpart further down south, a little fattier flavor. Even though the wine spent 24 months in new French oak (300 liters) I didn?t sense any over-oakiness. I think a grilled veal chop would be smashing. I don?t have exact pricing, but it appears the wine will retail in the US for under $30, which puts it at a premium price point. So, not a wine for everyday drinking, but a well-made, interesting wine for a Sunday lobster and crab boil.

Buttercup loves Pecorino (cheese, that is)
From a small farm in Bucchianico in Abruzzo, where a main product is saffron, Azienda Vinicola CantinArte released this 2016 Pecorino ?Colori.? Here is where a lot of folks get tripped up. A lot of names. Long names. Let?s break it down. Bucchianico is in the province of Chieti, which is in the middle of the region of Abruzzo, but nearer to the Adriatic than inland. The winery, CantinArte, makes a white wine from the Pecorino grape and gives it the name ?Colori.?

The wine is a deeper color than clear, slightly yellow. Or, as we like to say around here, Buttercup, but on the light side. Pecorino was reincarnated in Abruzzo and Marche at the end of the last century. There is a lot of seafood in these regions, so the demand for a variety of white wines is strong. As well, a robust tourism industry on the coast fuels that need. The ?Colori? Pecorino is a soft white wine, not overly acidic (which more often is the rule in that area). For that reason, it makes this wine a suitable foil for folks who like wine on the dry, but mellow side.

I?m not going to go into the aromas. Recently a perfume expert has pretty much blown up my ideas about writing about aromas and smells (which is offering me a needed moment of education). I can say this wine went really well with several different kinds of foods. Khao Soi is a curried ?soup? of chicken and egg noodles from Myanmar, Laos and Thailand and it went really well. I also had the wine with a fresh peach and raspberry cobbler (which I made) and tried, as an experiment, to see how it would match. It matched well enough for me to remember it and note it here. Total surprise. But I?d really love to see it with a big hot plate of grilled langosto as I remember fondly from San Benedetto del Tronto. This one in the US will cost about $25, but remember it?s a fairly small production from a farming family.

Luigi loves everything!
Le Pianelle Al Posto dei Fiori ? Coste della Sesia 2018 rosato ? Le Pianelle is the winery, Al Posto dei Fiori is the name of the wine, rosato is the color and Coste della Sesia is the DOC (appellation). This is a darker, or well-tanned ros?, which I am drawn to more than the lighter colored wines. A Nebbiolo ( @90% with 5% Croatina and 5% Vespolina) based wine. One of my favorite ros? wines this season, I loved everything about this wine, from the crisp, mineral-like flavor to the delicate, rose-bloom bouquet. The body held up well to summer food here in Texas- barbecue, tamales, grilled eggplant, hickory-smoked culotte steak. If there is one drawback it is that the wine will retail in the US for right under $30, which puts it in competition with the slimmer, blonder ros?s from France. Even if the marketing rules of ros? seem contrived to us true believers, this is a hand-sell to folks who have the money and the desire to drink a delicious, authentic wine, regardless of color. I unabashedly love this wine. So, apparently, does Luigi.

The final wine came from the wine closet, a 2002 Il Borro. It?s a grizzled old lion of a wine, lying there in the closet all these years waiting for its moment. Grilling Wagyu ribeye steaks was that occasion.

Il Borro is one of those places that famous people go, to be in Italy, but to be under their own cover. It?s safe, in a sense. But there are wild things, too. Just not free-ranging wild. Wagyu-wild.

The Ferragamo family fear little, if nothing. A large family, some of them looked outside the clothing business to make room for their dreams. In a little corner near Arezzo, they found such a place. A little borgo, put together like a jig saw puzzle, every piece gold-leafed into place. Young Salvatore Ferragamo has resources that many of us don?t have, but with that comes pressures, from within and from the larger world. When we trip, it?s no big deal, When he does, it?s newsworthy. So, he is a bit imprisoned by the expectation the world and his family have for him and his wines. I like Salvatore, a lot.

I kept this wine for about thirteen years. When opened, it was like a home birth. Lots of stuff rushing out of the bottle all at once, and nary a midwife in sight. It kicked, it screamed, it was a bloody mess (some of the wine actually ?jumped? out of the bottle onto a white linen table cloth). This was a wine that announced, ?I?m here, what?ve you got for me?? A big juicy, charred piece of meat, for one. And a very patient wine-closet custodian, with his newly organized and catalogued collection of ?wines to drink before we die.? It'll cost you about $90 today, if you can find it.

The wine itself was meaty, and mature. Not tired, but not youthful. Vigorous, yes, able to do 100 push-ups in one set, by all means. But no triathlon afterwards. A sit-down meal with a sharp knife and a big crystal goblet (with my inner Yakut calling the shots on the stemware).

What I loved about the wine was that the different grapes (50% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon, 10% Syrah and Petit Verdot) had fully integrated among themselves. Looking into my files, I noted that this wine, the 2002, was one of the most exciting wines I tasted at Vinitaly in 2007.

So, for this old warrior, it was a good day for the Il Borro to be born and resurrected. And there are more from the pride in the closet, waiting for their day.


And that?s all she wrote. I?ve got other things on the burner, but figured we all have enough drama in our lives these days. A celebratory post isn?t such a bad thing is it?


written and photographed (except for the old lion shot) by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[09/01/2019, 17:57]  Burning Man At 50 - Five Gen ?? Women Who Are Changing Wine and the World
Reporting from Black Rock City, August 31, 2036...


This is Leia Rippley; I am now 85. And as they say, 85 is the new 30, thanks to nano-extenders and the little solar generator that keeps my heart pumping. With global warming, there is plenty of sun, and Black Rock City, with its average temperature, this time of the year, at 125?F, my heart has another 40-50 years. That is if Terra does. Fortunately, I also had a vortex personal cooling rib-cage installed in 2025, and have only had to rebuild it three times. But, it?s all good, I?m cool.


First, I must report that we have succeeded in reducing greatly the number of men in the world. Women now outnumber men 15,000-to-1. With a world population of 15 billion, there are 1 million men left. They are used mainly for their semen. But we are showing great advances in the production of synth-sperm, and within a generation we?ll have no need for men for that purpose. Of course, they are now a vanishing species, having endangered most of the living world for the 30,000 years in which they were dominant. We women have evolved, and no longer have the emotional need for males. We supply one another with greater warmth and comforts, and surely our more intimate acts have a better balance, in which both (or more) involved in the act enjoy satisfaction over a period of time lasting longer than 5 minutes.

But enough about me. I?m at Burning Man 50, and this year we are actually going to burn a real man. Dick. He was found to be genetically deficient in empathy and way below the intelligence quotient that is needed in order to support the resources to keep him alive. Fortunately, he died in his sleep and his will stipulated that he be cremated. How retro! So, we?re going to light him up! 1 down, 999,999 to go!

I?m interviewing the new generation, Gen ??, about current wine preferences and practices. There is no longer a wine industry, the 3-tier distribution syndicate having been purged along with the 5,000,000 or so men who worked (or wrote) in the wine trade. As well, p.r. folks are long gone, having been replaced (and improved) by the recent generation of AI, known as AI-?. They know who to send notes to, they no longer ?curate? anything and have eliminated wine reviews, wine scores, bloggers and anyone who ever wrote about wine using the words ?blown away? or ?p?t-nat.? Unfortunately, a few women were accidentally eradicated in the extirpation, but the scrubs were able to gather enough zDNA and they will be reconstituted in the future.

At Black Rock, Burning Man has taken on a new dimension in its maturity. No longer are there outdoor seminars with people droning on endlessly about rock music, conceptual art or the glories of grenache. How boring! Instagram is long gone, cell phones are long obsolete, having been replaced with comm-imbeds. It is now impossible to take a ?selfie.? Well, there is one way around and that is to stare in a mirror and blink one?s eyes in proper sequence to ?record? an image. Oh, yes, cameras are long gone too. It?s a great time to be alive. And thank Bacco, the body still craves alcohol.

Five women who are changing wine and the world:

?I?m the winemaker in the Femaly. This year, after The Burn, me and my team are heading to Sardinia to work with robot jellyfish where we will make a retro version of late-harvest Ansonica by taking the harvested grapes down underwater 20 feet and letting them dehydrate. It will be great fun to take grapes underwater to dry them out, yes? Well, after last year, when we made Petit-Syrah ?booch, which reminded one of the elders of something they used to call ros?, we had to ?notch it up. It was very fragrant, and at 15% very low in alcohol. My team makes all the wine for our FEM-clutch, which is 35 strong. We are all here at camp, providing liquid refreshment and mind-healing. I like wine, but I don?t love wine. Consumerism (and the last gap of Boomer-Gen) in the early 21st century all but destroyed the world. We like a light touch with the world, and with our wine. We constantly come in for our red wines at under 18%, and source mainly from the Okanagan and the Tongass AVA?s. We get a lot of low yield (7-10 tons per acre) grapes that consistently come in at low brix of 45-50. Of course, it?s a little trick with the late harvest grapes in early August, if we have a stuck fermentation, some of us cannot come to Black Rock. But in a year or so, we?ll leave a couple of the Male-bots to ?man? the AI community and make sure their batteries don?t get too low. Then we can all come to Burning Man, which is our big yearly holiday. And also, when we show the new releases of vin-?booch.? ? Oktavia Legwynn


?I?m a performer and my energy is attuned to the Jovian lunar microwave transmissions. For that reason, I?m a proponent of the Fierce Jovian Primal-Flo. I don?t know if one would call it wine as older Genz might know it, historically, but it?s a natural extension of the flo-mentation process, via microwave transmission through space. We?ve come up with some great vintages, and we are really excited about piercing the space-time continuum to gather similar transmissions from other galaxies millions of light years away. Imagine having a ?wine? that was made 35 million years ago?? ? Enola Euporie


?Now that Black Rock City is one of the coolest places on earth, we conkokted a vineyard, out from the Playa, near the hills below Granite Peak. An old Gen-X-er, who made a wallop of money on cryptocurrency in 2019 gave us access to the land, and we quantum-grafted rare and ancient Cabernet Sauvignon grapes onto the local bramble bushes. It?s been an interesting union between the native and the endangered. We opted for a protracted abridgement for the fermentation stage, so we could have the wine ready for Burning Man. In the lab back in Alameda, we congenitally interweaved in the requisite oak aging gene, which gave us a wine that had sexual fluidity - young but ready, mature but without the need for time. As most of us already know, here on Terra, time isn?t something we have a lot of faith in having. The future is dead, but that doesn?t mean we have to drink that crappy chenin plonk the masses mix with their aloe-gels. Man, those people don?t know how to drink. Cabernet, the endangered wine, is my favorite drink as we watch the asteroids hit the playa.? -Kalima ?ndringer


?When we went to France, we had no idea that we would be making wine with cannabis. After all, that phase passed pretty fast in the 2020-2024 period of dRrevolution. People were more interested in getting a home than getting high. They wanted stability. They eventually shuttled most of the politicians to Mars. And brought back the farmers. Yes, we all suffered during those years and marijuana went the way of tattoos and twitter, into the dustbin of history.

?But one in our klatsch remembered something his mother had told him, that it was good for the pains of childbirth. So, we decided to try an experi-ferment. We were in the Montrachet vineyards when an ancient woman came from her cave and offered us food and drink. Mixing a little of the goo we had from our klatsch-mate into the white wine, it was an X-ALT-ation. And that was how Chanvr?-Montrachet came into being. It is being served at the Flying French Nun?s Enkampm?nt, have you tried it yet?? - Lyra-Mae Temp?te


?I was born with male genitalia, but my zDNA revealed I was meant to be a woman. My mothers were very understanding, and I?m glad they didn?t kill me before the 3-week trial period passed. Eventually, through Femtotechnology, the useless appendage decorticated.

?What my two mothers didn?t tell me, until I was old enough, was that their families were large landowners (and winemakers) in California, near Modesto Beach. From what I can tell, by culling through quantum-fiche files, my family made most of the wine for the then-United States. They also made a lot of money and eventually moved to Mars, where they started the largest distillation factory off-world. The winery was since converted to a desalinization plant, and the family quintupled their fortune, now worth over ?8 quadrillion TaoTao (1/5 of all the human wealth on earth).

?I have this project with my six life-partners that we call ?Seveneves? (all of us have different zDNA profiles, reflecting the widest degree of cultural diversity that is possible on Terra). When people wanted to get wine 25 years ago, they went to a store to buy it. The store got it from a larger warehouse, who got it from a large wine company. It made the product ridiculously expensive, and it made people like my family enormously wealthy. Me and my mates now aim to make sure everyone, from Luna base to Mars to Eos, can have wine with a wide range of cultural zDNAversity, and for a fair price. Tonight, we are sponsoring the Big Burn (Sayonara, Dick!), and everyone goes away from the Playa, when Burning Man is finished, with a 7-pack of the iconic and rare Seveneves Black Rock Barefoot. It?s our little way of giving back.? - Archer Gallo




From Black Rock and Alph-Om epicenter -Good Night and a Good Burn to all! - Leia Rippley





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[08/25/2019, 23:19] Regarding Wine, Writing and ?Influencers?
With time comes reflection. What makes a life? What are the influences, positive and negative? What shapes one?s thoughts, preferences, aspirations? What gives one greater fear, or the occasional gloomy feeling? What offers greater clarity and purpose? How does this little microcosm relate to the larger, more immediate world of the everyday? What is it about wine and writing about wine that fills one?s butterfly net?

The bubble of the wine world and the words that swirl about in that rarified atmosphere are but a metaphor for life?s greater meaning. This is my view. It, and the role of the influencer, are the basis of this personal essay.

It began as a casual conversation with a fellow wine writer. Among the thoughts exchanged were a remonstration that we both found many of the wine writers we've followed over the years, of late, made us feel worse at the end of their articles and posts. ?Why do wine writers, acknowledged influencers, make me feel crummy when I read them?? I have often been left with a depleted feeling, as if the writer was talking above me, to a more enlightened, more illuminated crowd. What an awful feeling, for a wine writer to make a wine lover feel bad about wine. But it is happening more and more on a regular basis. That is, if one continues to read those writers. It?s a bit like being in a traffic jam on a highway and creeping along slowly, only to find a wrecked car on the side of the road. Looking closer, as most of us do, thanking our lucky stars that we weren?t the unfortunate ones in the car. But with a closer look you see that indeed, you are the one slumped over in the driver?s seat, airbags deployed, with a bloody head and a set of crushed ribs. Yes, that?s the feeling 95% of wine writing, lately, conveys to me.

Of course, one can choose to not read wine writing anymore. Wine blogs are not le dernier mot they once were thought to be. My fellow wine writer friend says sticky eyes have turned to aggregator websites.

With shortened attention spans, too much information, not enough time and other subjects vying for attention in our screenshot world, from where, and from whom, does one draw their influence?

As already mentioned, influence can be both positive and negative. I?m forgoing the negative ones, although they can inspire one to often go in the opposite direction. I think that has been part of the problem with natural wine writing. Growing up in Southern California, I witnessed (and experienced) the harmful effects of those who were the ?in crowd.? If you weren?t just like them, they?d torch you, emotionally, day after day. And with natural wine, like wine in general, there are good and not-so-good examples. Honest and reliable natural wine journalists will be up-front with you. Ones in it to be part of the ?cool kid?s club,? drink the Kool-Aid, will serve it up to you, and expect you to go along. When it comes to something you don?t know much about but want to know more, and to learn from an expert, find someone who has a wide range of experience in wine, so they can give you a context.

One wine writer who I look to for direction regarding natural wine is Eric Asimov. I don?t consider him a natural wine apostle, but one of many in the wine world who enjoy beverages (and life in general) with a little less intervention. In other words, he has gained my trust when it comes to wine, period.

Eric loves wine. And when he writes, it feels like a conversation. I know what he likes, and some of what he doesn?t like. And often enough, our tastes line up. So, if he touts a particular wine that?s not necessarily in my wheelhouse, I pay attention. Whether it is sherry or xinomavro, I learn something. I?m influenced. And even though Eric isn?t a designated natural wine writer, he understands the category well enough and can provide a frame of reference within the greater world of wine.

Ian D?Agata has had as big of an influence on my Italian wine life as, say, Burton Anderson did to me, un cera volta. Burton lit the match. Ian keeps throwing logs on the fire. And Italian wine is a very large (and unruly) bonfire. His information is encyclopedic, he has one of those minds that just knows a lot of things. And he?s opened me up to a more diverse gathering of Italian wines made from grapes we never talked about 30 years ago. But they were there, just waiting for someone to love. And someone to tell us about them. Yeah, Ian, he?s the one. The Italian grapes "love cat."

Antonio Galloni understands wine in such a way that I get wobbly-kneed when I read his stuff. I?m not discouraged by what he writes, even though I have to constantly stretch and reach up. But he does not condescend, which I find all too much in English language wine writing. Antonio is a great teacher, a leader, and definitely a major influencer for me.

Neal Martin - Wow, I just love what he writes about. And here?s the deal. When he writes about wines that I will never, ever taste again, in this life on earth, he doesn?t make me feel bad about it. Because he tells a story, and tells the history and weaves a normal guy (like himself) into the story, so that we can almost be there. But even if we aren?t (or will never be) it?s still a great story. And if by chance one day we get to taste the wines that Neal does, I?ll be more prepared because of his writing about them.

Now, that said, I?m perfectly happy to drink Vino Nobile or Langhe Nebbiolo, Verdicchio or Greco di Tufo, for the rest of my life and never, ever, sip another sip of Sassicaia, Biondi-Santi, Leroy or Domaine d?Auvenay. But I won?t turn them down (I didn?t when they were offered to me).

Michael Broadbent ? I wore out two copies of ?The New Great Vintage Wine Book,? when I was working with wines from that milieu in my daily work. And when I was lucky enough to taste with him (once) it was a master class. Not those master classes touted in trade tastings and large group wine trade gatherings. A mano-a-mano master class. And one which I never forgot. It was so seamless, so humble, almost apologetic. And it stuck.

A professor in university class once advised me to seek out eminent people in my field. ?If they are truly great people, they will make time for you. And if they aren?t, you don?t need them. They?re phonies.? I took his advice and he was spot-on. Michael Broadbent has been one of those great influences, for which I?m indebted.

Walter Speller ? Reading his writing is like looking at a very calm sea after a huge storm. You know there is a lot going on there, for when the storm was raging, our boat almost sank and we were almost lost at sea. But who would know it now?

Walter is a deep current. He has learned to convey peace and calmness, but he knows things. Life isn?t neat. And his writing ferries one across depths. When I read about a wine that I think I know very well, when Walter writes about it, it?s like I?d never tasted the wine before. And he makes me want to open a bottle right away, to see what he sees, feel what he feels. He?s a fabulous influence on me in my wine life.

Darrell Corti ? I cannot really say much about Darrell that hasn?t already been said by people greater and wiser than me. His life, thankfully, has been celebrated by many in the wine trade. He has brought a lot of joy to people in this world. He is an extremely complicated and intelligent man. I?m a zygote next to his towering being and accomplishments. But I have never been made to feel less of a person in his presence. He is the teacher and I am the student. I only wish I had more time, more open synapses and well, more time. Darrell?s Xanadu was built for the ages. It is the stuff of greatness. I?m so grateful to have lived in the same period as him and been exposed to his intelligence and, more so, his humanity.

Gerald Asher ? For years, whenever I read a column in Gourmet, it was as if I was reading about life on another planet. I was the alien, I was the stranger in a strange land, and Gerald was telling me about wine on earth, here and now. History, romance, emotion! Strong, visceral writing that rejuvenates my interest and love for wine and the culture which surrounds it. For as long as I could remember, I imagined Gerald Asher as having the best wine in the wine business. I still believe that. He is a great influence on me, not for any particular wine but for stirring up my emotions, and to be open to love the wine sitting right there in front of me.

Pick your influencers with care. Make them count. Forget about how many ?followers? or ?likes? they have. Use your power of discernment, for those whom you follow will lead, for better or worse. You decide, not Instagram or Twitter. Not the influencer. It?s up to you.And up is where we want to be.


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Much thanks to Terroirist, Wine Industry Insight and Wine Business.com for recommending this article to their readers.
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[08/18/2019, 14:19] Knowing Your Place
from the archives...The social hierarchy of vines

Among the many hundreds of Italian vines there is a pecking order. Some are more important than others. Often, the ones in power don?t shy away from letting the subjacent ones know who is on top.

In Italy, Nebbiolo and Sangiovese are the Chairman and the CEO. But not just any Nebbiolo or Sangiovese. The Nebbiolo must come from the Langhe, preferably Barolo or Barbaresco. And Sangiovese, while prolific, must be from the right neighborhood, Montalcino. Everywhere else is the other side of the tracks.

If you are Montepulciano or Nero d?Avola, what are the chances you?ll make it to the ruling class? You might have breeding and pedigree, but location is paramount. You have to come from the right place. And knowing one?s place in Italy?s viticultural society is vital to one?s status.



Let?s look at the ladder of dominance, from the perspective of a common grape, Trebbiano. Known for its ubiquity over its rarity, this grape was written off years ago for being light and thin and acidic, possessing little character. Yes, there are a few producers in Abruzzo who have been able to coerce nobility out of their plantings, like Pepe and Valentini. They?ll make it to Baron or Count, but never to King or Queen.

?It?s the way of the world,? a cellar master in Abruzzo once told me. ?You are born where you are born and you live the life you were meant to live. Kings and millionaires don?t always have the greatest life.? The cellar master was a humble man, a peasant, who rose up in his village to commandeer the cellar of a small estate. But he never forgot who was in charge of the land. ?We don?t own these vines, those belong to the wealthy land owners,? he once remarked as we were walking the vineyards. ?They are down at the beach, eating fresh seafood and playing bocce ball in their swim shorts. They take long naps; they put on three or four kilos in the month of August. And when they come back for harvest they are sluggish from their leisure. Just like their crus, the important wines we make for them in their small French barrels.? It took me years to understand what he was driving at. Now it is very clear.

Even if you have the blood of royalty in your grape line, like Sangiovese or Nebbiolo, this isn?t an automatic shoo in to the board of directors. That is the realm of executive platinum class, the Barolos, the Brunellos. And all the rest fall in place after, like a seating or an org-chart.

What about a wine like Vino Nobile (di Montepulciano)? Isn?t it almost as great as a Brunello? To some yes, but to those who set (the rules of) the table, they don?t get a place at it.


So even if you come to the areas regarded as the highest level of status in regards to producing wines from grapes, one still might not have access to the executive dining room. Piero Antinori said in an interview with Charlie Arturaola at Vinitaly, ?My family in the 14th century started to produce wine.? In 26 generations one can get a leg up on the latecomers, not only in their embrace of the land and the vines, but also in the upper stratum of the society. A cowherd from Ragusa has many generations of uphill struggle to arrive at a point even remotely near a family with that track record.

And so it goes with the hundreds of lesser players, from Barbera to Canaiolo, Vermentino to Grillo and Cococciola to Nero d?Avola.


My last trip to Sicily was a revelation in the class structure of grapes, wine and men. Even in the contradas around Etna there was a pecking order that I didn't know existed. A winegrower I was with, as we passed a winery would say, ?He?s from Tuscany, he?s not from here.? If a winemaker was from 90 minutes away in Central Sicily, he was also considered an ?outsider.? If the class structure has drilled down to the contrada level, one can only imagine the dramas being played out in Barolo and Montalcino.

Back in Abruzzo, with the cellar master, after we had picked and eaten some fresh figs on the property, he remarked to me, ?They think they?re going to live forever. If they own 200 hectares in Abruzzo or the top vineyard in Piedmont, they all will have the same fate as you and me. This they cannot buy their way out of.?


As he led me to a table outside, near his beloved vines, the breeze from the sea cooled as it rolled up the hill. His wife had set a table with fresh vegetables, and a bottle of fresh white, a Trebbiano from Abruzzo, was opened.

?What they have obtained in this world is great, but what they can never buy is health, humility, simplicity, happiness. Yes, their beds are softer and their pillows have more feathers in them, but that won?t assure them of restful dreams, or that they will even wake up in the morning.?

What I have learned over the years from the cellar master, my guru from Abruzzo, is to know your place, in the vineyard, at the table and in the universe.


My old pal the cellar master, he knows his place. And I will gladly sit at his table and take my place. Anytime.



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[08/11/2019, 20:27] The Emotional Roller-Coaster Life of a Wine
...from the archives

I?ve been sitting in his wine closet for close to 20 years now. In the dark. Freezing. Once in a while he comes in, turns the light on and picks another one. The other, always the other. What must I do to get out of here?

I have spent the best years of my life in this small, dark room, with the others. Sometimes for weeks, he doesn?t come in; we don?t know if he has abandoned us totally. And then all of a sudden, he opens the door, turns on the light and squeezes in a few more of the others. This is sheer torment. When will I get out of here?


For a wine they say I am middle-aged. My youthful hue is gone, and I must come to grips with the fact that I?ll never be any younger. When I was younger I was so full of alcohol and hope. Now my tannins are drying out, my fruit is getting vapid and my color is dropping. Am I really better off now than I was 20 years ago? I sometimes think it would have been better to have gone out early, like so many of the ones in this room who came from California. But here I am, an Italian from a famous region, a great grape and from a wonderful home, the estate I was born on. But I wonder, when will he take me? Have I peaked? How much longer do I have to live?


When I left where I was born, when I was a mere baby, and made the trip over the water on the big ship, I came straight to this place. Within weeks, I found myself in his care. He put me on my side, kept me in the dark, did all the right things, according to the book. But all these years I have had to sit here in the dark and think about what my life is all about, sometimes I get on this emotional rollercoaster. It is then that I can feel the tannins rise and shuffle and my head feels dizzy. And then the fruit swirls around them and tries to calm them down. Then the oak influence rises up and it seems like I am in the middle of an enological cyclone, it is so confusing, and I am so far from where I was born. It causes me to have anxiety and apprehension.

Am I having an existential crisis? Why won?t he invite over some friends and open me up and get it over with? When will I be ready? When will I be released? What on earth is happening to me?



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[05/21/2019, 14:08] Mare&Mosto, ma anche diavolo&acqua santa
Si va a Sestri Levante, a girare per i tavoli di Mare&Mosto, per quella cosa che chiamiamo location, che pure in due giornate grigie e di pioggia merita abbondantemente il viaggetto. La Baia del Silenzio, la spiaggia, le barche a riva, con l'effetto mare d'inverno di questo memorabile (in quanto invernale) maggio 2019 sono tutti elementi di grande bellezza che hey, quasi ti potrebbero distrarre dagli assaggi. Fortuna che piove quindi si sta dentro al Convento dell'Annunziata, belli concentrati.

Siccome serve sempre un filo rosso che connetta la rassegna e le dia un'identit?, qui si assaggia solo Liguria. E accade un fatto insolito, vista lo schieramento tra filosofie produttive che ormai s'? determinato: da una parte le fiere di vini naturali, dall'altra tutto quanto il resto - qualunque cosa sia, e pure la prima categoria non ? facilissima da definire. Qui invece li troviamo tutti e due, i produttori: i naturali un po' radical e i convenzionali che boh, ti dicono: eh, s?, ci sono anche io.

Il diavolo e l'acqua santa assieme. E siccome a me le categorie, soprattutto quando sono schieramenti, finiscono per sembrare respingenti, mi piace saltare, qui a Mare&Mosto, di palo in frasca. Quindi assaggio serenamente Possa e Bosoni, che, vi assicuro, sono un po' come il giorno e la notte. Quale ti piace? Quale ti dispiace? Per me funziona (alle solite) nello stesso modo: dipende da che c'? nel bicchiere. Per esempio: Possa ha schierato, di nuovo, uno Sciacchetr? encomiabile. Bosoni aveva il Vermentino Etichetta Nera che (giuro) profumava di pesto. Ma mica solo basilico, eh. C'era tutta la ricetta, i pinoli il pecorino l'olio di oliva. Insomma una cosa mai vista e un bel po' spiazzante. Mi ? piaciuto? Beh, s?.

In generale di questa rassegna potrei segnalare le produzioni che vendo, come fossi un auto-influencer. Quindi meraviglioso il Cinqueterre 2018 Perci? di Cheo. Altrettando il Rossese 2018 di Terre Bianche. Ma siccome non ce la faccio, devo dire strabene di quelli che non vendo e che berrei e riberrei un giorno s? e uno no. I Rossese (tutti) di Giovanna Maccario. Quello di Ka' Mancin?. Tra l'altro ? stata una rassegna interessante per i rossi, che insomma identifichiamo un po' meno con la liguritudine, e invece sui miei appunti ci sono punteggi altissimi per Pulin 17 di Bruna (granaccia e un po' di syrah e barbera), Shalok 16 di Poggio Gorleri (granaccia). Sui bianchi per me trionfano sempre, alle solite, Maria Donata Bianchi (vermentino) e Laura Aschero (pigato). Sul fronte che definiamo naturale, ma sappiamo che la definizione sfugge tra le dita come la sabbia fine della Baia del Silenzio, per me c'e' Daniele Parma e Casa del Diavolo - con tutta la produzione.

Il fatto ? che non so risolvermi nella scelta tra i due stili. Non ne ho proprio alcuna voglia.
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[03/16/2019, 09:48] Genova Wine Festival visto da qui
Di l?, cio? su Intravino, ho dedicato al Genova Wine Festival tre post. Pure troppi, verrebbe da dire - ma comunque eccoli:

Qui racconto la genesi di tutto quanto: ? stata una vicenda a lungo pensata, e desiderata.
Qui promettevo cosa avremmo fatto, in sostanza - e abbiamo mantenuto le promesse, si pu? dire.
Qui spiego com'? andata alla fine: in modo parecchio soddisfacente.

E allora, c'? bisogno di un altro post che parli di Genova Wine Festival? S? e no: non esiste una cosa come bisogno di un altro post, a meno che questo non sia un blog personale nel quale chi scrive riversa il suo flusso di coscienza. Indovina un po', Diario enotecario ? anche quella roba l?.

Cos? mentre Intravino alla fine ? la blogzine istituzionale nella quale in un certo senso era necessario parlare di GWF, qui non c'? nessuna necessit?, nessuna istituzionalit?. Quindi uno pu? lasciarsi andare a considerazioni traverse, che magari non infilerebbe in un comunicato stampa o in un ambito istituzionale dove i discorsi si impostano.

Gi?, cosa ci ? successo nel frattempo? Siamo diventati pi? adulti? Mettere mano a GWF ? stato anche quello, fare una cosa da adulti. Ora che ? passato, per?, a me lascia quella sensazione un po' straniante, come dopo un esame scolastico. Ora che ho passato questo test, penso al prossimo. E s?, appunto, ? straniante. Poi mi pare di averne parlato in tutti i modi, ma i modi erano quelli istituzionali. Che ci ? successo, che mi ? successo? Eravamo quelli cazzari, e adesso ci escono di bocca cose come signore e signori, benvenuti nella splendida cornice.

Per questo uno tiene un blog personale, per dire: caro Diario, GWF ? stato anche altro, per me.

Per esempio, ricordo domenica sera quando tutto era finito, e le ultime cose erano state smontate. Quella sera, quando era molto tardi ed ero in uno dei miei soliti posti a bere, mi prende una grande, profonda, improvvisa tristezza. Al punto che ero arrabbiato con me stesso, e mi dicevo: ma che diavolo ti prende? E niente, era pi? forte di me, era arrivata una botta improvvisa, come se i nervi avessero ceduto - e immagino sia stato qualcosa del genere. Mesi e mesi a pensare a un progetto, e ora era tutto passato.

Il fatto ? che davvero, tutto quanto, ? cominciato molto tempo fa. Ero a Vinitaly 2018 e gi? ne parlavo, con alcuni produttori. Le aziende che hanno partecipato a GWF sono state scelte, tutte, una per una, contattandole personalmente. Ad ogni produttore abbiamo spiegato il nostro progetto, ma parlavamo di qualcosa che esisteva solo nella nostra mente, fino ad allora. Li abbiamo dovuti convincere, a volte, e a volte come ? normale non ci siamo riusciti: qualcuno non poteva partecipare, qualcuno aveva terminato il vino disponibile, qualcuno, legittimamente, potr? aver pensato: ma chi sono, questi qua? Sia come sia, ? stato un lavoro lungo, passato per infiniti contatti telefonici e di persona. Alla fine lo scopo era mettere assieme una specie di dream team di produttori che ci piacevano. Adesso che vedo la bolletta telefonica, vedo anche quanto a lungo sono stato al telefono. Insomma, ci abbiamo infilato una quantit? di energia pazzesca, in questo progetto. Mi piacerebbe adesso ringraziare, uno per uno, tutti i produttori che ci hanno creduto, e ci hanno detto di s?.

Per me poi questo lungo lavoro ? stato un fatto nuovo: lavorare con un gruppo di persone abbastanza numeroso, una squadra, e mi riferisco ai ragazzi di Papille Clandestine che hanno reso possibile concretamente tutto quanto. Io che sono un solitario, una ditta individuale e anche abbastanza individualista, ho cercato di lavorare in squadra, ho cercato di capire come ci si muove in una realt? complessa come quella - e mentre per qualcuno il lavoro di squadra ? pane quotidiano, per me era una novit? ed anche una sfida. Spero di aver fatto quel che ci si aspettava da me, ma adesso che sono nella fase dei ringraziamenti, dico grazie ai papilli che mi hanno voluto, assieme a Pietro, nel gruppo operativo di organizzatori, visto che GWF ? stato appunto una joint venture tra loro e il settore genovese di Intravino.

E siccome la rete non dimentica, e alla fine questo ? un quartierino ristretto, in questo post del 2010 (duemiladieci, ehm) scoprivo pi? o meno l'esistenza dei papilli. Ragazzi, ne ? passato di tempo, eh?

Adesso per? per non esagerare coi sentimentalismi, facciamo i buoni propositi. Si avvicina il prossimo Vinitaly, e gi? so che contatter? alcune aziende che sono nella nostra wish list, per il prossimo Genova Wine Festival. Perch? s?, pensiamo gi? all'edizione 2020.
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[01/22/2019, 08:48] Nuovi orari in enoteca (ed altri cambiamenti)
Caro diario, le cose cambiano. Potrei scriverlo sulle reti sociali, potrei scriverlo su Linkedin dato che parlo di cambiamenti lavorativi - e lo far?. Ma adesso lo scrivo qui: cambiano alcune cose intorno al mio lavoro.

Sto cominciando una nuova attivit?. Faccio il rappresentante, il venditore - di vini, ovviamente, resto con la bevanda odorosa. Sto esaminando proposte, qualcuna l'ho gi? accettata, solo non avevo ancora detto ufficialmente che all change.

E siccome il cambiamento riguarda anche l'enoteca, l'enoteca rimane, ma ad un regime di apertura ridotto. Cambia l'orario, rester? aperta solo nel pomeriggio, dalle 16 alle 19,30.

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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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[10/25/2018, 09:33] Smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer
Leggo solo oggi questo vecchio pezzo di The Guardian, che parla di vini naturali - quasi fosse un wine blog, per attirare click. No vabbe' dai, sto scherzando, si capiva, s?? Guardian scrive di vini naturali a modo suo, e cio? in modo assai rilevante e quindi questa lunga, lunga lettura la mettiamo da parte, perch? ? un ritratto molto esauriente. Prendetevi il tempo per leggere tutto, se ancora vi mancava.

Guardian riesce anche a dire alla veloce cosa sia un vino naturale, e per questo l'ho adoperato per titolare il mio post: "they tend to be smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer to the actual taste of grape than traditional wines". Notevole anche l'immagine, che riciclo - una cosa a met? tra lo steampunk e il disaster movie.
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[10/20/2018, 07:05] Cose da fare a Genova (questo fine settimana)
Anzich? spiegare tanto, ecco che annuncia il Tg3 Liguria: ? di nuovo tempo di Genova Beer Festival, la meglio rassegna birraria della regione, ma che dico, del mondo - dove peraltro il quipresente vostro si accinge ad abbinare sigari (sul genere toscano) a birre, come da foto, nel laboratorio di domenica sera. Insomma, che aspetti, ci si vede l?, sabato sera e domenica all day long.

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