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Mondo Di Vino
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[07/13/2008, 10:45] Un triste compleanno
BarDocLunedì questo blog compirà un anno: il primo post l'ho pubblicato il 14 luglio del 2007.
Da allora, questo è il post numero 242, e non mi pare poca cosa.
Avevo pensato di festeggiare: una bicchierata, ovviamente bardolinista, con gli amici.
Ma non potrò far festa.
Perché lunedì è un giorno triste.
Perché lunedì accompagnerò nell'ultimo viaggio un maestro, un amico: Sergio Zenato.
La malattia l'ha vinto.
Non cerco parole retoriche, di circostanza: Sergio sappiamo bene tutti quali genio del vino fosse.
Non se n'offenda nessuno, ma il Lugana non sarebbe il vino di successo che è senza la sua capacità di guardare avanti.
Per me è stata una figura importante: il primo in assoluto a darmi fiducia, tanti anni fa, nel mondo del vino.
Non potrò festeggiare, è evidente.
Ma vi invito comunque a levare il calice per lui, lunedì.
Col vino che vorrete, col vino che più amate.
Credo che Sergio avrebbe voluto essere salutato così.
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[07/10/2008, 21:23] Franco Ziliani incontra i bardolinisti il 15 luglio
BarDocVisita di un collega, amico e blogger di tutto rispetto in terra bardolinista martedì 15 luglio: arriva Franco Ziliani, alias Vino al Vino, uno che di peli sulla lingua non ne ha proprio nessuno.
Assaggerà la produzione bardolinista e chiarettista.
Magari non avrà di fronte l'impressionante numero di bicchieri che si vedono nella foto qui accanto, che lo ritrae in degustazione (l'ho "rubata" dal suo blog), ma credo che comunque avrà una bella batteria di bottiglie da affrontare.
Poi verso sera, alle 18.30, incontrerà i soci del Consorzio del Bardolino presso l'azienda agricola Monte del Frà, a Custoza. Per una chiacchierata.
Sarà l'occasione per sentire come vede presente e futuro della denominazione uno dei colleghi che in questi anni hanno scritto parecchio del Bardolino (soprattutto in versione rosè: Franco ama i rosati).
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[07/10/2008, 21:16] C'è spazio per il Bardolino: lo dice Jamie Goode
BarDoc?C?è spazio per questo genere di vini?: coi tempi che corrono, coi consumi in calo e la concorrenza globale, un?affermazione del genere è di quelle che tirano su il morale. Soprattutto se a farla è un giornalista inglese di notevole autorevolezza e se il vino in questione è il Bardolino.
Con ordine: il collega in questione è Jamie Goode e del Bardolino ha parlato ieri sul suo blog The Wine Anorak. Racconta di un viaggio aereo di ritorno dal Portogallo, di un terribile pasto a bordo e di un vino che...
Chi vuol leggere il testo in originale in inglese può cliccare qui, altrimenti qui sotto c?è la mia traduzione.
?Sto provando un Bardolino stasera, dopo essere tornato dal Portogallo. Il catering di bordo della Tap non brilla mai molto, ma di recente hanno rimpiazzato il sandwich tiepido semiedibile di prosciutto e formaggio con una grottesca alternativa riempita con una carne grigio chiara senza alcun sapore e dalla consistenza di un cartoncino bagnato. Così sto cercando di salvare il mio palato con del vino.
È un Bardolino, e non lo definirei propriamente un vino rosso, perché pare piuttosto un rosè carico. Credo che lo potreste chiamare un ibrido fra rosso e rosè. Pensate a un Beaujolais italiano e non sarete lontani dal vero. Ma non è affatto una frivola bevanda alcolica: è anzi quasi un vino ?gastronomico?, con una buona acidità e un pelo di presenza tannica sul finale.
Guerrieri Rizzardi Bardolino Classico 2007 Veneto, Italia
Rosso leggero nel colore, è più un rosè molto scuro che non un rosso. Una dolce, brillante ciliegia domina al naso e al palato. È abbastanza rotondo, con una ricca tessitura, un accenno di sapidità e giusto un pizzico di tannino speziato sul finale. Gioioso e piuttosto bevibile, funzionerebbe bene anche con un buon numero di piatti. C?è spazio per questo genere di vini?.
Poi il punteggio: 87/100. Niente male davvero.
A proposito: ringrazio Franco Ziliani per avermi segnalato il post di Jamie Goode.
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[07/09/2008, 23:01] Peperosso, il Moscal e il Bardolino
BarDocWow! Mi ritrovo citato come "autorevole" in un pezzo pubblicato su PepeRosso 2.0, credo per la cortesia di Mario Stramazzo.
L'articolo in questione (lo potete leggere per intero cliccando qui) è una recensione di una locanda-trattoria di Affi: il Moscal.
Il testo comincia così: "Passando sull?autostrada che porta ai monti del trentino e dell?alto Adige o che da li scende in pianura, Affi è un cartello che indica un?uscita autostradale che spesso scivola via oppure viene scelta per i centri commerciali della zona. In realtà, e gli amanti del buon vivere e del bere meglio lo sanno bene, uscire dall?autostrada ad Affi, significa entrare nelle terre del Bardolino con la B maiuscola. Quella terra, per intenderci, tanto cara all?autorevole Angelo Peretti e ai molti altri giornalisti enogastronomi che, prima di parlare di vino, hanno preso l?uscita autostradale di Affi".
Grazie!
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[07/09/2008, 22:46] Bernardo Pasquali e il Chiaretto in Stelvin
BarDocSabato scorso Matilde Poggi ha fatto un esperimento: ha stappato in contemporanea le bottiglie del suo Chiaretto imbottigliato dalla medesima vasca in parte con tappo in sughero e in parte con tappo a vite di nuova generazione (lo Stelvin).
Dell'imbottigliamento sperimentale in Stelvin avevo dato notizia in un mio post.
Della comparazione fra i due imbottigliamenti scrive invece Bernardo Pasquali sul suo web site L'Acino Parlante, con un lungo e circostanziato intervento che vi invito ad andare a leggere integralmente cliccando qui.
Cito solo una parte del testo di Bernardo.
Ordunque, il testo comincia ricordando che "l'azienda Le Fraghe ha organizzato una bellissima serata in cui ha messo a confronto il proprio Chiaretto Bardolino DOC Rodon, nella versione con tappo di sughero classico e con il tappo a vite". E spiega così com'è andata: "All'inizio, dopo che il vino è stato versato nel bicchiere, il campione proveniente da bottiglia tappata con sughero, ha manifestato la sua intensità olfattiva e la sua complessità. L'altro campione proveniente da tappo Stelvin invece sembrava come chiuso, bloccato nella espressività dei profumi. Dopo qualche istante ecco la magia... Meglio ancora, la fisica! Il Chiaretto da tappo a vite raggiunge il suo equilibrio di tensione superficiale e le molecoline di profumo cominciano leggermente ma continuamente, a librarsi nella porzione di spazio racchiusa nel bicchiere fino a raggiungere il nostro naso. È come se lentamente quel vino stesse rinascendo, alzandosi dopo un lungo riposo. Ma cosa succede invece nell'altro campione proveniente dal sughero? I profumi impattanti iniziali si stanno lentamente scaricando lasciando spazio a fenomeni di incupimento delle sensazioni olfattive. Comincia a sentirsi un frutto più evoluto e tendente all'amarognolo. Non più integro e leggermente decadente. Insomma il vino si sta lentamente spegnendo nel bicchiere".
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[07/09/2008, 22:18] Franco Ziliani e il Chiaretto
BarDocPrezioso intervento di Franco Ziliani, alias Vino al Vino, sul sito internet delll'Associazione italiana Sommelier a proposito di Italia in Rosa e dei vini rosati, Chiaretto incluso (e dei rosè Franco è sempre stato un fan, occorre dargliene atto).
Non mi soffermo qui su tutte le varie considerazioni espresse da Franco (chi volesse leggere integralmente l'articolo - e ne vale la pena - può cliccare qui), ma mi limito alle citazioni bardoliniste, giacché questo è un blog dedicato esclusivamente al Bardolino.
Orbene Franco dice di aver apprezzato, tra i tanti vini in assaggio, "la precisione e la misura del Bardolino Chiaretto Rodon delle Fraghe e del 21.10 di Ronca".
Poi più avanti annota che nella manifestazione erano "tanti, intriganti, divertenti, a volte sorprendenti e contraddittori i possibili percorsi d?assaggio, con passaggi arditi dai vini fermi - con una prevalenza, in ambito gardesano, dei veneti sui bresciani, con un Bardolino chiaretto più definito di tanti un po? troppo pallidi e fragili Chiaretto del Garda (con due eccezioni in particolare, il Rosamara di Costaripa ed il San Giovanni di Pasini)".
Ancora oltre, citando alcuni interventi del talk show, Ziliani ricorda cheMatilde Poggi "ci ha tratteggiato la sua idea di 'vino goloso, profumato, fruttato, concepito per l?estate' del rosato". Fin qui i temi bardolinisti: il resto lo potete (e lo consiglio davvero) leggere qui.
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[07/06/2008, 23:18] Roberto Gatti e i chiarettisti
BarDocSul suo web magazine WineTaste l'amico e collega Roberto Gatti dedica un ampio servizio a Italia in Rosa, la rassegna sui rosati italiani svoltasi a Moniga del Garda.
Si sofferma sia sul talk show di apertura dell'evento, sia sui vini degustati.
Del talk show riporta, in particolare, citazioni relative a tutti i vari interventi.
Fra i relatori c'erano due produttori di Bardolino Chiaretto: Giuseppe Rizzardi (Guerrieri Rizzardi) e Matilde Poggi (Le Fraghe): ecco qui di seguito il loro pensiero come l'ha sintetizzato Roberto Gatti.
"Giuseppe Rizzardi, dell?omonima cantina, ha spiegato come nella sponda veronese del Garda, vengano usate uve Corvina e Rondinella ( le stesse usate per l? amarone ) nella misura almeno dell?80%, e le caratteristiche che la sua azienda ricerca in un chiaretto sono: leggera speziatura, fruttato e sapidità".
"Matilde Poggi dell?az. Le Fraghe, concepisce il Chiaretto come vino molto fresco, fruttato ed intenso, da consumare entro pochi mesi, da bere solo d?estate. Ha iniziato ad imbottigliare con il tappo a vite ed ha riscontrato che, su questo vino i risultati sono molto interessanti, i profumi infatti rimangono tali e quali all?imbottigliamento".
Roberto dedica qualche riga anche al mio intervento, e non posso che ringraziarlo per le belle parole che spende: "Angelo Peretti, con la sua classica eleganza e facilità di esposizione, ci ha ben spiegato i suoi abbinamenti del ? cuore ? con i vini rosati : un vino complesso che richiede piatti complessi, come ad esempio anche una ? apparentemente semplice ? caprese, oppure prosciutto e melone, o tartufo nero estivo ? lo scorzone ?. Bene si sposano i rosati ai piatti della cucina orientale, ma anche con il carpione lessato ( un pesce di lago ). Un vino a tutti gli effetti e non una mediazione tra il bianco ed il rosso, come molto spesso si sente affermare in giro per l? Italia vinicola".
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[07/06/2008, 21:09] Bernardo Pasquali e il Chiaretto
BarDocInteressante ed ampio intervento di Bernardo Pasquali su L'Acino Parlante a proposito del Bardolino Chiaretto.
Bernardo è reduce dalle degustazioni gardesane per la guida Vini Buoni d'Italia. "Di Chiaretti - scrive Pasquali - ne ho degustati una quarantina. Sono aumentate le aziende che si cimentano in questo prodotto ma, la cosa più importante, sono migliorati eccome!"
Aggiunge poi l'articolo: "Ho trovato molta pulizia nei prodotti, freschezza e identità di vitigno. Lamponi e ciliegie marasche con sensazioni di spezia pepata leggera e intrigante. La Corvina rende molto anche in rosa! In alcuni poi una bella sapidità che avvolge e amplifica l'intensità aromatica al palato donando una bella persistenza ai prodotti".
Cito un altro passaggio: "L'annata 2007 per il Chiaretto rappresenta una svolta nel segno della qualità. Ecco perché confermo che bere bene a dei prezzi straordinariamente competitivi si può, e in estate vale la pena sorseggiare il rosa!"
Ovviamente, sono numerose altre le considerazioni contenute nel pezzo, che vi invito a leggere per intero cliccando qui.
A proposito: nel servizio c'è anche l'elenco dei Chiaretti che hanno superato la soglia degli 85 centesimi, che non riporto, perché preferisco andiate a vedere direttamente l'originale.
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[07/06/2008, 20:52] Le prime Miss Chiaretto
BarDocÈ partito il Festival del Garda, lo spettacolo itinerante estivo del territorio gardesano, alla tredicesima edizione.
Come ho già avuto modo di dire, quest'anno il Festival prevede anche l'assegnazione di una fascia di Miss Chiaretto, in onore ai vini rosati gardesani.
Già svolte le prime due serate: a Bussolengo e a Lazise, entrambe in terra veronese, e dunque con fascia sponsorizzata dal Bardolino Chiaretto.
Nella prima tappa, il titolo di Miss Chiaretto è andato a Greta Cattelan. sedicenne di Zugliano, in provincia di Vicenza. Al secondo appuntamento, fascia chiarettista a Maria De Matos, ventunenne di Castelnuovo del Garda.
Peccato non avere le foto delle miss: chissà se Stefano Joppi, addetto stampa del Festival, me le può inviare...
Prossimo appuntamento mercoledì 9 luglio a Sirmione, in territorio lombardo: lì la fascia è quella del Chiaretto del Garda Classico.
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[06/30/2008, 23:13] I numeri del Chiaretto su L'Arena
BarDocDomenica sulle pagine dell'economia del quotidiano veronese L'Arena è uscito un pezzo siglato S.J. (Stefano Joppi) dedicato a Italia in Rosa, la manifestazione sui rosè svoltasi a Moniga del Garda, e al Chiaretto.
E sono stati pubblicati alcuni interessanti dati sul trend chiarettista.
"Il Bardolino Chiaretto - si legge - si sta avviando a superare la soglia record di otto milioni di bottiglie, con un trend di incremento delle vendite da due anni superiore al 20%. Se nel 2006 si sono vendute poco meno di 6,2 milioni di bottiglie di Bardolino Chiaretto, il 2007 ha visto un'impennata a 7,4 milioni, con un + 21%. I primi cinque mesi del 2008 segnalano un'ulteriore crescita: rispetto allo stesso periodo del 2007, il Chiaretto di Bardolino sta viaggiando con ritmi di sviluppo del 17%. Giorgio Tommasi, presidente del Consorzio di tutela del Bardolino e leader della Cantina sociale di Castelnuovo del Garda, è sicuro che ci sarà un?accelerazione: «Le proiezioni per giugno sono estremamente positive. Alla Cantina di Castelnuovo solo in giugno abbiamo collocato 2000 ettolitri di Chiaretto». A fine maggio erano già a 4 milioni le bottiglie di Bardolino Chiaretto vendute, contro i 3,3 milioni dei primi cinque mesi del 2007".
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