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| [08/04/2008, 08:24] | Bandiere abbrunate per la morte di Alexander Isaevich Solgenitsin |  | Bandiere abbrunate oggi per rendere omaggio ad uno dei più grandi protagonisti del nostro tempo e del secolo appena trascorso, lo scrittore russo Alexander Isaevich Solgenitsin, scomparso ieri sera a Mosca all?età di 89 anni. Premio Nobel per la letteratura nel 1970, grazie a romanzi quali Una giornata di Ivan Denissovic o Divisione cancro, Solgenitsin non è stato solo un grandissimo scrittore, ma uno degli uomini che con la propria coraggiosa e instancabile testimonianza ha smascherato e raccontato gli orrori del sistema concentrazionario dell’Unione sovietica, in capolavori assoluti quali i tre volumi dell?Arcipelago Gulag, e dimostrato la natura diabolica, il costante essere contro l?uomo, la congenita malvagità di quello che giustamente l?ex presidente americano Ronald Reagan ha definito ?the evil empire”, l’impero del male, il sistema politico comunista. E? anche grazie ai suoi scritti, alla sua instancabile opera di denuncia, alla sua voce di dissidente, se un sistema fondato sulla menzogna, sulla soppressione della libertà e dei diritti umani, sulla miseria, è stato progressivamente sconfitto e consegnato agli archivi della storia. Il critico letterario Antonio D’Orrico a proposito di Solgenitsin e sul suo ruolo nel Novecento ha scritto: “L’importanza (ma la parola è inadeguata) di Solzenicyn, non per la storia della letteratura ma per quella del mondo, è immensa. Spesso si dice, e con qualche ragione, che è stato Karol Wojtyla a far cadere il Muro di Berlino. Con molte ragioni in più va detto che è stato lo scrittore russo ad abbattere quasi da solo il socialismo reale e, addirittura, la filosofia da cui traeva ispirazione. Un’impresa titanica. Vi sarete chiesti in qualche momento della vostra vita a che serve la letteratura. Ecco, la letteratura in alcune occasioni può servire a questo, ad abbattere un regime, piegare un impero. E non è un’esagerazione. Basta pensare alla vita di Solzenicyn, prima ancora che leggere la sua opera, basta guardare i suoi libri, messi su un tavolo come i modelli per una natura morta, per capire quello che semplicemente è successo. Solzenicyn è una forza (come si dice in fisica ma anche nei film di fantascienza di Lucas). Ricordate il ragazzo di Tienanmen davanti al carro armato? Solzenicyn è un po’ come lui, con l’aggiunta che il carro armato l’ha smontato a mani nude (ci sono mani più nude di quelle di uno scrittore?)“. Dedico un pensiero commosso e grato a questo indomabile figlio della Grande Madre Russia per la sua indimenticabile lezione di libertà? | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/17/2008, 19:02] | Via, via (vieni via di qui) |  | [Il post non c'entra alcunche' con la canzone, ma mi piaceva il titolo]
Cose da fare a bottega quando sei morto (di noia): pigli l'auto e scappi in Langa. Cosi', per andare a vedere un paio di cantine di riferimento, per far rifornimento, per fare allenamento, per farti un po' contento. Oggi e' andata cosi'. Tra l'altro, per consueto amore del paradosso, in Langa cercavo un bianco, avevo voglia di assaggiare e comprare un bianco, ma comunque non un bianco ovvio e prevedibile; le declinazioni dello Chardonnay e dalla barrique sono infinite ed infatti in agenda avevo un Riesling, solo acciaio, di un barolista stranoto, Vajra - anzi, googlando un po' sul suo Langhe Bianco tra i primi risultati c'e' Franco Ziliani, manco a dirlo. Avevo assaggiato per caso un'annata risalente di quel Riesling, che nella maturita' esprime una potenza complessa e stratificata da grandezza; la vendemmia disponibile, 2007, non regala ancora le mineralita' goduriose che promette (in una decina d'anni, secondo Milena Vajra); ora stordisce con un bel cazzottone acido, bilanciato dall'alcol morbido. Eppure e' gia' una delizia. A listino e' sui 28 euri, quindi vino non piccolo, ma che merita d'essere dimenticato in cantina, per chi sa aspettare. Il resto della produzione riflette uno stile encomiabile, con l'austerita' tradizionalista che e' temperata, in ogni release aziendale, da sovrana eleganza.
[Update: pure Max scrive del biancone di Vajra qui. La fotina che correda non rende merito alla signora Milena, che e' di molto piu' graziosa] | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/05/2008, 09:00] | Steinerism at work |  | | I think the philosophy, if that's what it is, of Rudolf Steiner is, as they say hereabouts, is meshuganah. But how you explain the excellent results of one of Steiner's most ardent and incomprehensible disciples, Nicolas Joly? Joly, as purloined from Wine & Spirits. I think he's saying, "Alors, mon gosse, I can't deal with an Aries." I don't. I shan't pretend to. I am not up to the task. I am, in fact, unworthy. Yet I am indebted to the king of chiming tasting notes, Fredric Koeppel, for leaving... | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/15/2008, 20:31] | Il lonzino sovversivo di Flavio Calabria, norcino della Valtenesi |  |  Qua sopra, per gentile concessione di Claudio Sacco, c’è la faccia del primo Sovversivo del gusto di cui voglio parlare: Flavio Calabria, da Muscoline (Brescia), a uno sputo da Gavardo. Com’è facilmente intuibile, Flavio è un norcino. Un norcino vero, che parte direttamente dai maiali piccoli per realizzare salumi e insaccati di delizia suprema. La base di partenza di Flavio sono maialini piccoli, da 20 kg. Maialini che Flavio segue personalmente lungo tutto l’iter della crescita, fintanto che non si trasformino in maialoni pesanti perfetti per la macellazione e l’elaborazione. Da materia prima ultracontrollata e di gran qualità, Flavio Calabria trae prodotti sorprendenti. Così sorprendenti che, pur conoscendoli già da un annetto, al riassaggio di domenica mi hanno lasciato basito. Da tempo non provavo salumi così buoni e, soprattutto, originali, riconoscibili nel gusto, non scambiabili con altri. Partiamo dalla gioia di casa, la coppa. La coppa uno la collega alle colline piacentine, a Castell’Arquato, non certo alla Valtenesi. Eppure la coppa di Flavio è mirabile per aromaticità genuina, e per il sapore senza il minimo turbamento di conservanti o additivi invasivi. Magari potrebbe stagionarla un po’ di più, ma già così è buona, e davvero non è la norma. Poi, il lonzino. Il lonzino affumicato con cotenna, da affettarsi non troppo finemente, è un perfetto, stuzzicante antipasto estivo pieno di grinta e di compostezza. D’eccellenza è però anche il lonzino con la bagna di vino rosso, che tradisce la sua ubriacatura con un sapore più complesso, più persistente, più ombreggiato nell’aroma robusto e contadino. Indi, i salami. Il salame crudo al naturale vanta il taglio a grana molto grossa, tipico della tradizione norcina bresciana. E’ spontaneo e virile. Più avvincente ancora è il salame in bagna di vino rosso, di più grosso diametro e di più corposo impatto. Si può anche citare un pezzo pregiatissimo, la bresaola di asinello, o magari alcune cose che quest’anno non sono state fatte provare, come le pancette e i lardi. Ma alla fine voglio chiudere con una curiosità: il salame alle lumache. Appena giunto al bancone, ho addochiato subito questo salame grosso grosso, con evidenti macchie grigie nell’impasto rosso e bianco. A domanda precisa, Flavio ha confessato: sono lumache. Chiaramente chi non ama questi molluschi deve tenersi alla larga. Tanto meglio: ne rimane di più per noi, che abbiamo apprezzato questo bel tentativo. In conclusione: un norcino sconosciuto, che però può squadernare una scelta da vera boutique del gusto per palati fini. Fategli una visita (magari chiamandolo prima, giusto per farsi spiegare la strada). Gue. Cal. di Flavio Calabria Via Burago, 6 Muscoline (Brescia) Tel. 0365373668 Cell. 3384018852 | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/30/2008, 16:02] | Tenuta Valdipiatta - Adotta una barrique |  | | Lo scorso Vinitaly ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Sara Passeri che si sta occupando per Tenuta Valdipiatta del progetto “Adotta una barrique“. Si tratta a mio avviso di un progetto interessante dal punto di vista del marketing sia per quanto riguarda la fidelizzazione del cliente - che sappiamo, nel caso del [...] | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/16/2008, 15:39] | Il Gorgonzola con la cravatta firmata |  |  Cos’hanno in comune Fausto Bertinotti, George W. Bush, Tommaso Farina (cioè io) e Daniele Segala, grande selezionatore di golosità di Prevalle (Brescia), qui fotografato dall’ottimo Marco Salzotto? Le cravatte che usano. Daniele Segala, Sovversivo del gusto, è un bottegaio della migliore tradizione, sullo stile di Guido Porrati: eppure, dietro il suo bancone è sempre elegantissimo, con il suo aspetto asburgico (occhi azzurri, barba bionda), i grembiuli personalizzati e, soprattutto, le cravatte. Tutte cravatte di Luca Roda, uno dei simboli del cosiddetto made in Italy, artefice di articoli di moda stupendi, da me (e dai due vipponi citati) apprezzatissimi. Un preambolo per far capire come Daniele abbia a cuore il suo mestiere di selezionatore di cose buone nella sua Fucina dei Sapori, che prende il nome dalla tradizione delle fucine del suo paese. Alla giornata dei Sovversivi Daniele era presente, ovviamente coi suoi prodotti. Anzitutto il Gorgonzola al cucchiaio. Daniele va a prendere le forme di Gorgonzola dolce da un ottimo produttore novarese, che se volete vi svelo; poi, le stagiona da par suo. Il risultato è una cremosità potente, che va gustata solo con un cucchiaino. Un grande Gorgonzola, davvero espressivo dello spirito lombardo (Novara, ricordiamolo, ne è solo la patria adottiva) che questo formaggio deve veicolare. Altro prodotto stupendo è il formaggio di capra morbido, più potente e fondente sotto la crosta, tratto da una piccola produzione di capre camosciate delle Alpi. Poi, il Taleggio a latte crudo, tanto buono, piccantino e diverso dalle produzioni industriali imperanti. Infine, il Fatulì, famoso cacio camuno affumicato dai gusti ancestrali e rustici. Ma Daniele, nel suo negozio, vende pure vini, salumi, sfiziosità assortite. Vien voglia di andarci, specie se si considera che l’artefice di tutto quanto ne sarebbe certamente contento. La Fucina dei Sapori Via Fucine, 13 Prevalle (Brescia) Tel. 0306801251 Cell. 3332464295 - 3477989694 | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/13/2008, 11:45] | Un triste compleanno |  | Lunedì questo blog compirà un anno: il primo post l'ho pubblicato il 14 luglio del 2007. Da allora, questo è il post numero 242, e non mi pare poca cosa. Avevo pensato di festeggiare: una bicchierata, ovviamente bardolinista, con gli amici. Ma non potrò far festa. Perché lunedì è un giorno triste. Perché lunedì accompagnerò nell'ultimo viaggio un maestro, un amico: Sergio Zenato. La malattia l'ha vinto. Non cerco parole retoriche, di circostanza: Sergio sappiamo bene tutti quali genio del vino fosse. Non se n'offenda nessuno, ma il Lugana non sarebbe il vino di successo che è senza la sua capacità di guardare avanti. Per me è stata una figura importante: il primo in assoluto a darmi fiducia, tanti anni fa, nel mondo del vino. Non potrò festeggiare, è evidente. Ma vi invito comunque a levare il calice per lui, lunedì. Col vino che vorrete, col vino che più amate. Credo che Sergio avrebbe voluto essere salutato così. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/15/2008, 12:23] | Siore e siori, questo e' il 2008 |  | Stamattina, mentre performavo la vendita di un magnum Ruinart blanc de blancs, ho utilizzato uno dei miei argomenti di vendita preferiti. Lo immetto in condivisione, si sa mai che possa tornare utile a qualche collega.
L'obiezione canonica, quando vendi Champagne che non rientri nel numero della banda dei quattro (Mumm, Veuve, Moet, Pommery) e' sostanzialmente: come faccio a regalare uno Champagne ignoto, se chi lo riceve non lo conosce, non lo apprezza, e via dicendo. Questo genere di argomento si smonta abbastanza validamente annunciando: caro signore, questo e' il 2008, non il 1975. C'e' stato un tempo nel quale, certamente, il consumatore aveva bisogno di far riferimento alla griffe per affidare la sua scelta; oggi le cose stanno diversamente. Quanti tra di noi consumano qualsiasi prodotto, si affidano anche e soprattutto a Google; cosi', quando ci troviamo tra le mani una qualsiasi griffe ignota, qualunque sia l'oggetto del nostro consumo, inserendola nel motore di ricerca otteniamo un quadro parecchio piu' chiaro del suo valore. Questo, appunto, non e' il 1975, e' il 2008. Quindi, prescindendo dal livello di conoscenza in tema Champagne (non e' obbligatorio essere enofili, alle solite) se immetti "Selosse Rosè" in google leggi i peana - mentre un po' meno gloriose sono le letture relative a veuv clicò.
Il consumatore ha l'opportunita' di fare un uso approfondito della rete per procedere nella conoscenza, pure tra le difficolta' del caso; un certo tipo di approccio "arcaico" al consumo, attraverso griffe peraltro parecchio svuotate di contenuto, rappresenta il passato. Naturalmente sta a noi (operatori) decidere se voler tenere un piede nel passato, oppure riconoscere le dinamiche del presente; nel caso, comunicando le stesse ai nostri clienti. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/22/2008, 17:03] | Lorenzo Gammieri, il gioielliere del tartufo |  |  La parata dei Sovversivi del Gusto è ben lungi dall’esaurirsi. Come non dedicare una citazione a Lorenzo Gammieri, di Larino (Campobasso) come Travaglini, mentore dell’azienda Perle del Molise? Le perle, se qualcuno fosse curioso, sono i tartufi. Lorenzo è un tartufaro, un vero cercatore di tartufi, eccezionale conoscitore della materia. E non solo: è il primo tartufaro con un blog, anzi un diario web. Di solito, i cercatori di tartufo sono gelosissimi, reticenti sul “segreto professionale”. Lorenzo invece no, ed è una miniera di informazioni su scorzoni, bianchetti, Tuber magnatum e via dicendo. Nella foto di Marco Salzotto brandisce un bellissimo, grosso tartufo scorzone del Molise: uno scorzone che la sera del 13 luglio ha impreziosito un risotto buonissimo. La sua azienda, è facile intuirlo, manipola i tartufi, combinandoli con altri funghi e con olio extravergine fatto in casa. Si parla di una mirabolante salsa di porcini e tartufo bianco, d’una delicatezza impareggiabile; dei tartufi neri interi o in “brecce”, perfetti in cucina (il tartufo nero, a differenza del bianco, dà il meglio se usato in cottura); il miele al tartufo, che non ho provato. E si tratta solo di una piccola parte dell’assortimento. Come potete vedere, niente olio al tartufo. E capire il perché è facile: un olio al tartufo è un prodotto che non c’entra con un cercatore di tartufi, perché di tartufo di solito non ce n’è un grammo. C’è un aroma di sintesi, il bismetiltiometano, che arriva direttamente da idrocarburi trattati dalle mani di capaci chimici. Se n’è parlato anche il 13. Comunque provate i prodotti, meritano davvero. Perle del Molise Via Santa Chiara, 11 Larino (Campobasso) Tel. 3482537628 | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/05/2008, 01:46] | Io amo firenze mini blog party?noi c?eravamo! e adesso cosa succede? |  | Il post è apparso obbiettivamente non così presto ma ciònonostante chi era online questo pomeriggio ha recepito il messaggio al volo…quante possibilità avete altrimenti per conoscere Elena, una delle blog star della scena fiorentina che Leonardo Romanelli ha messo insieme nell’ormai famoso articolo sul giornalefondatodaantoniogramsci? Di questa stagione, che a Firenze offre davvero poco, vi assicuro [...] | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 01:00] | Colle Rotondella 2007 Piedirosso dei Campi Flegrei doc |  | | CANTINE ASTRONI Uva: piedirossoFascia di prezzo: da 5 a 10 euroFermentazione e maturazione: acciaio Bene, bene. Il Piedirosso 2007 continua a stupirmi per la sua piacevolezza, la capacità di entrare immediatamente nelle corde del momento, difficile per i consumi e di ritrazione psicologica provocata dalla crisi ormai sempre più evidente nel quotidiano. Gerardo Vernazzaro ha usato per questa selezione le uve dei Camaldoli, una vigna di famiglia di circa dieci anni ... | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/21/2008, 01:50] | Parte la campagna Parmacotto "Perfecto" su VinoClic |  | E' partita da alcuni giorni la nuova campagna pubblicitaria per il lancio di "Perfecto", la nuova linea di prodotti "Parmacotto" a basso contenuto di sodio. La campagna, ad impression nelle posizioni migliori del network, sarà online fino alla fine di luglio 2008. | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/16/2008, 15:34] | Sangria |  | La sangria è una bevanda alcolica a base di vino e frutta di origine spagnola e portoghese. Inoltre, va servita fredda. Per il resto, non esiste una ricetta unica. La sangria è un drink che viene fatto molto con l’ispirazione, mettendo un po’ di questo e un po’ di quello. Una versione base (che quindi lascia ampio spazio all’improvvisazione) può essere quella che segue. Ingredienti: - 1 bottiglia di vino rosso (di qualità, se volete una sangria all’altezza delle aspettative!) - 2 arance - 2 limoni - 2 pesche - 1 cucchiaino di zucchero - soda (o gassosa), circa 25 cl Procedimento: spremete una arancia ed un limone e versate il succo in una grossa coppa o un’ampia caraffa. Tagliate invece a fettine sottili l’altra arancia e l’altro limone. Mettete anche queste fettine nella coppa. Tagliate le pesche a pezzetti e mettete anche questi nella coppa. Versate anche il vino e aggiungete lo zucchero. A questo punto, mescolate un po’ il tutto e mettete in frigo per diverse ore (la sangria deve essere fredda!). Prima di servire, aggiungete la soda e del ghiaccio. Come detto, questa è una versione base (molto base) della sangria. Spesso nella sangria si trovano anche altri ingredienti, come chiodi di garofano, cannella, vaniglia, qualche superalcolico (gin, cointreau, rhum, brandy, vodka, etc…), altra frutta (mele, pere, etc.). Inoltre, in alcune zone della Spagna esiste anche una versione fatta con vino bianco anziché rosso e prende il nome di sangria blanca. Non esistendo una ricetta ufficiale, è chiaro che un ingrediente chiave diventa l’ispirazione del momento. L’unica cosa davvero importante da tenere a mente è che tutti gli ingredienti (a partire dal vino, ovviamente) devono essere di qualità. Con questo non dico che vada usato del Barolo, ovviamente. Però evitate vini da 1€ al litro, ecco In particolare, vi consiglio un rosso abbastanza corposo: aglianico, cannonau, primitivo, etc. | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/18/2008, 11:52] | Torta di riso? Finita! |  | | Perché a Genova è così difficile trovare un posto dove mangiare ed essere trattati bene, magari un po' coccolati, ad un prezzo non dico basso, ma corretto? Il meeting di Tigulliovino è appena finito, con una bella scia di persone venute da mezza Italia che domenica 15 Giugno avranno trovato di sera quasi tutti i locali chiusi. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/09/2008, 16:40] | |  | Slow Non so voi, ma io sono mentalmente in clima vacanziero; il brutto è che manca giusto giusto un mese alle ferie...
Le attività in cantina diminuiscono, così come gli eventi, le degustazioni, le visite; qui in campagna il ritmo si fa davvero lento, ai limiti della noia per una piccola stakanov iperattiva come me. ;-)
Abbiamo imbottigliato le nostre selezioni di Soave Classico, il Vigneto Sengialta e il Lunalonga, ed anch'esse dormono in cantina, a temperatura controllata fortunate loro, per maturare in santa pace.
Se guardo fuori dalla finestra, nell'immobilità totale della calura pomeridiana, potrei pensare di essere nell'entroterra messicano all'ora della siesta... | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/06/2008, 01:41] | La chef svedese di Roma |  | | Ce la farà Asa a diventare una chef di successo a Roma? Asa è una ragazza svedese di 28 anni, alta, bella, simpatica, cocciuta e timida. E' una cuoca, lei dice sempre chef, e vuole sfondare in questo mestiere di... | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/01/2008, 09:17] | WineWebNews: aspettando Winot? |  | Ho volutamente scelto questa immagine, tratta dal Wine Camp blog dell?ottimo Craig Camp, che ritrae i cerchi dei carri formati dai cow boys in attesa dell?assalto dei pellerossa per illustrare l?uscita di oggi di WineWebNews, la rassegna stampa delle notizie più interessanti su vino ed enologia apparse negli ultimi sette giorni sul Web (siti Internet e wine blog) che realizzo per il sito Internet dell?A.I.S. Mi è piaciuta tantissimo questa metafora dei tavoli in cerchio o a U paragonati alla posizione di difesa usata nel Vecchio West usata per descrivere la particolare atmosfera che si respira in occasione di grandi degustazioni dove ?il format è sempre lo stesso, una grande sala di un hotel con tavoli sistemati come i cerchi dei carri formati dai cow boys in attesa dell?assalto dei pellerossa? e una terribile ressa di gente che t?impedisce di degustare seriamente ed ?è difficile pensare ad una situazione peggiore per giudicare un vino?, perché ?una degustazione seria non è in programma ed è inutile aspettarsela?. Si tratta, invece, solo di ?un party anche se in fondo non c?è nulla di male a concedersi un po? di tempo in compagnia di buoni vini?. Un clima a metà tra il saloon, il Deserto dei Tartari di buzzatiana memoria, magistrale esempio della rappresentazione della vita come attesa di un grande ?evento? che non si sa mai se si manifesterà e se sarà davvero tale, e le metafisiche attese di Godot del Waiting for Godot o En attendant Godot di Samuel Beckett, dove spesso non accade niente e quel che accade, con il clima di divertita kermesse e niente più, non ci piace particolarmente? C?è però molto altro in questa puntata che vi invito ad andare a leggere, la tentazione di Michele Marziani (e un po? mia) di ripartire nientemeno che da Frosinone e da una belle guida dei vini frusinati, il nostro viaggio nel vino italiano, la segnalazione di una bella intervista video al grande Bruno Giacosa, la cronaca di una visita a Maria Teresa Mascarello, un interrogativo malizioso, ma il vino era meglio quando si faceva peggio?, sorta davanti ad una bottiglia di Chianti Classico riserva del 1974, ?i vigneti che fanno la differenza? e la grandezza del vino di Langa, secondo un articolo del Chicago Tribune, le scelte di Tyler Colman, alias Dr. Vino sui vini più adatti a simboleggiare una American way to wine, scorci di Sonoma Valley sbattuti in etichetta e la nascita della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di cui parlerò dettagliatamente in un apposito post. Beh, se volete leggere, qui, credo che le cose divertenti-stimolanti-interessanti non manchino proprio? | | TrackBack> |  |  |  |
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