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Mondo Di Vino
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[08/13/2017, 22:05] Hotel La Palma Capri e Ristorante Relais La Palma Capri ? Capri ? GM Giacomo Sarnataro, Chef Pasquale Cattolico

L?Hotel La Palma di Capri è una delle strutture più antiche dell?Isola: prima del turismo d?élite, prima delle mode, prima dell?arrivo di VIP e magnati russi, le sue pareti bianche e i pavimenti con le piastrelle in maiolica, dai caldi colori campani, erano già parte del paesaggio per chi, sbarcato al porto, si concedeva una passeggiata tra le viuzze della città. Se un tempo le sue belle camere affacciate sul mare erano appannaggio di artisti, attori e uomini di cultura, oggi l?hotel e il suo ristorante gourmet, il Relais, sono ambiti anche da personalità di spicco del mondo dell?imprenditoria e della politica. Un esempio recente? La terzogenita del  neoeletto presidente USA, Tiffany Trump, a conferma che nel tempo a cambiare sono i personaggi, ma non certo la qualità e la fama di questa struttura. Tra i servizi offerti non va poi dimenticata la disponibilità di diversi spazi che costituiscono La Palma Congress Center, ideali per meeting, conferenze stampa, ma anche matrimoni, esposizioni e vernissage.

Lo staff dell?hotel

General Manager: Giacomo Sarnataro; Event & Group Manager: Cristina Rizzo; Capo Ricevimento: Vittorio Lembo; Housekeeping: Lucia De Monti; Concierge: Antonino De Angelis; Booking Manager: Fabiola Vacca; Web Marketing: Chiara Comparozzi

La squadra

Chef: Pasquale Cattolico; Sous chef: Felice Salierno; Chef de partie ai primi: Carlo Esposito; Chef de partie agli antipasti: Marco Evangelista; Pastry chef: Aniello Noto; Aiuto: Piergiuseppe Falanga; Restaurant Manager: Francesco Liccardo; Maître: Nunzia Esposito; Barman: Maurizio Piro; Guest Relation: Marianna Di Donna; Chef De Rang: Gaetano Merlino, Andrea Migliaccio, Luigi Montella, Adele Attianese; Commis De Rang: Irene Severino, Maria Rosaria Manzo, Antonio Battista, Nunzia Parisi

Ingresso

VG con il GM Giacomo Sarnataro, il Capo Ricevimento Vittorio Lembo e l’Event & Group Manager Cristina Rizzo 

La Lounge

Corridoi ai piani

La sala meeting

Le camere

Sono 70 le camere e suite che l?hotel mette a disposizione dei propri ospiti, ciascuna caratterizzata da un arredo particolare, che la rende unica, a partire dalle tonalità delle maioliche di Vietri che ne decorano pavimenti e pareti. La più prestigiosa è la Prestige Jacuzzi, dove VG ha soggiornato in occasione della sua visita. Uno spazio interamente dedicato allo stile architettonico isolano, dove l?elegante salotto si affaccia su un?ampia terrazza privata, dotata di sdraio e Jacuzzi, da cui si gode di una splendida vista sul mare di Capri.

Le tariffe delle camere variano da ? 230,00 in bassa stagione a ? 750,00 in alta stagione.

La camera Deluxe

La suite Prestige Jacuzzi di VG

La vista dalla terrazza privata

L’idromassaggio

La camera da letto

Il benvenuto dell’hotel

 

Il mini bar

La sala da bagno

Le amenities

Aperitivo al Bar

Il barman Maurizio Piro ci prepara una specialità

Spritz caprese: limoncello caprese, spumante falanghina, decorato con pomodoro e limone disidratato, ramoscello di rosmarino

Tipologie di stuzzichini: salmone fresco marinato al sale e zucchero di canna con spezie e poi affumicato; ricciola marinata al sale con agrumi, patate viola, cipolla rossa in agrodolce; polpettine di melanzane; fiori di zucca con mousse di pistacchi.

La musica dal vivo

Cena al ristorante

VG viene accolto dalla Guest Relation Marianna Di Donna

Sala e mise en place

Dietro le quinte… lo chef Pasquale Cattolico

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Degustazione ? 55,00

Piccolo entrée dello chef: salmone affumicato e marinato
Le chicche di melanzane in salsa all?origano e basilico
I nostri tagliolini artigianali con aragostella e pomodorini pachino
Filetto di orata Re Nettuno con frutti di mare e chips di zucchine alla mentuccia
Degustazione di dessert caprese, babà, semifreddo, bavarese e sorbetto

La carta

Antipasti

La caprese di mare con capesante, pomodori confit e carbone morbido al basilico ? 25,00
Salmone marinato e affumicato con legno di ciliegio ? 24,00
Conchiglia re Nettuno ai profumi capresi ? 25,00
Sauté di frutti di mare leggermente piccanti ? 23,00
Alici marinate ai profumi capresi ? 18,00
Carpaccio di branzino con caviale di melone cantalupo ? 24,00
Gamberetti di paranza sale e pepe ? 24,00
Bocconcini di bufala rucola, pomodorini e basilico ? 18,00
Chicche di melanzane in salsa all?origano ? 18,00
Carpaccio di Angus marinato al lime con sale rosa ? 23,00

Zuppe, Risotti e Primi

Cianfotta di stagione con crostini all?aglio ? 15,00
Lenticchie di Castelluccio con crostini all?aglio ? 15,00
La paella alla moda caprese con frutti di mare, polpo, seppia, calamari e limone (x 2) ? 30,00 p.p.
Spaghettoni trafilati al bronzo con vongole veraci ? 26,00
Paccheri con chiara di zucchine, i suoi fiori e rosa di salmone ? 20,00
Pennette con melanzane provola e basilico ? 16,00

Pasta fresca fatta in casa

I ravioli capresi con pomodori San Marzano e basilico ? 18,00
Le classiche fettuccine Alfredo ? 16,00
Tagliolini dello chef con aragostelle e pomodorini pachino ? 28,00
Scialatielli fatti in casa con totani e rosmarino ? 24,00

Secondi di mare

Filetto di orata con vellutata di zucchine con scarole farcite ? 25,00
Il gran fritto di paranza (gamberoni, alici, pescato del giorno, calamari, verdurine) ? 33,00
Bocconcini di baccalà con olive, capperi, pomodorini e cuori di carciofi stufato ? 23,00
I ??purpitielli?? affogati con aglio, prezzemolo, pomodoro, peperoncino e crostini ? 23,00
Il pescato del giorno ? 90.00/kg

Secondi di terra

Costolette di agnello cotte a bassa temperatura con timo e rosmarino, servito con caponatina di peperoni arrostiti ? 24,00
Polletto al mattone con salsa Ariosto ? 19,00
Lombatina di vitello con panatura ai cereali, patate fritte ? 26,00
Scrigno di filetto di Angus con provolone del monaco e olio al rosmarino ? 28,00
Chateaubriand servito con verdure e patate fritte (x 2) ? 35,00 p.p.
Tagliata di entrecôte con rucola e pomodorini pachino ? 25,00

Contorni

Scarola farcita alla napoletana ? 8,00
Varietà di verdure alla griglia ? 8,00
Chips di Zucchine con salsa alla scapece ? 8,00
Caponatina di peperoni arrostiti, con olive capperi e aglio ? 8.00
Patate fritte ? 8,00
Pomodoro Cuore di bue con basilico ? 8.00
Insalata mista ? 8.00
Pomodoro e rucola ? 8.00

Dessert

Barchetta di frolla con crema all?arancia e bombon di cantalupo ? 12,00
Cheesecake alle pesche con salsa alla mela verde ? 12,00
Semifreddo la Palma con mandorle croccanti e scaglie di cioccolato ? 12,00
Millefoglie di meringhe con crema chantilly e fragole ? 12,00
La torta caprese con gelato vaniglia e salsa al cioccolato ? 12,00
Il babà al rum con carpaccio di ananas ? 12,00
Coppa di fragole con yogurt ? 10,00
Tagliata di frutta fresca ? 12,00
Coppa di gelati assortiti ? 8,00
Degustazione di dessert ? 14,00

Selezione di formaggi ? 14,00

Provolone del monaco, caciotta di pecora con noci e Grana

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il calore dell’accoglienza campana

Cena in compagnia del GM Giacomo Sarnataro

Pane

Tipologie di pane: con olive nere, con noci, di grano tenero, casatiello napoletano.

Il casatiello napoletano

Lo chef Pasquale Cattolico ci raggiunge al tavolo

Piattooo!

La caprese di mare con capesante, pomodori confit e carbone morbido al basilico

Terra d?Uva Greco di Tufo docg ? Benito Ferrara

Bocconcini di baccalà con olive, capperi, pomodorini e cuori di carciofi stufato

I??purpitielli?? affogati con aglio, prezzemolo, pomodoro, peperoncino e crostini

La paella alla moda caprese con frutti di mare, polpo, seppia, calamari e limone  

Fiorduva Furore Bianco Costa d?Amalfi ? Marisa Cuomo

La pezzogna in camicia di zucchine con scarola farcita

Un must tutto partenopeo: la pizza!

La Margherita

Pizza La Palma con bufala, prosciutto crudo e funghi

I bocconcini di bufala

Maria Cristina Falanghina Spumante Brut ? Cantina Solopaca

Babà con crema chantilly al limoncello

La Degustazione

Torta caprese, semifreddo La Palma, barchetta di frolla con cantalupo e crema, salsa alla vaniglia, cheesecake alla pesca.

Caffè

Il caffè napoletano preparato con la cuccuma

Caffè Kimbo Eletto 100% Arabica

Coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: biscotti di pasta frolla al limone, cioccolato, cocco, nocciola, fragola fresca, cocco al fondente, ciliegie con copertura al latte.

VG con la squadra del Relais al gran completo

Colazione in terrazza

I lievitati dolci

Le sfogliatelle

La sala colazioni

L’isola del caffè Kimbo

Bevande e cereali

Il buffet dolce

Cucina

Parla caprese la cucina dello chef Pasquale Cattolico, che nelle strutture più prestigiose dell?isola ha costruito gran parte della sua carriera professionale. Colori e sapori raccontano la ricchezza del patrimonio isolano, sposando però impiattamenti eleganti e preparazioni talvolta inconsuete, ispirate a tecniche e ricette internazionali. Non a caso, uno dei piatti più cari allo chef, e anche all?affezionata clientela del ristorante Relais, è la sua rivisitazione di un classico valenciano, la paella, che Cattolico abbina al pescato tipico del Golfo di Napoli e ai limoni emblema della Costiera.

Servizio e accoglienza

Giacomo Sarnataro, GM dell?hotel, in Campania ci è nato e, dopo esperienze di alto livello in alcune delle migliori strutture alberghiere italiane, è approdato qui, dove dirige una squadra affiatata, dinamica e ben preparata. Come sempre la sua regia si vede, anche se è arrivato da pochi mesi. A colpire, aldilà della professionalità del servizio, è la cordialità dei membri dello staff, sempre pronti ad assistere gli ospiti con garbo e un bel sorriso.

Conclusioni

Niente da dire, a La Palma di Capri si respira la dolce vita di felliniana memoria, un?atmosfera solare e godereccia, del tutto priva dell?inquietudine di sottofondo del Mastroianni protagonista del film, ma al contrario autentica e intensa.

Viaggiatore Gourmet

Hotel La Palma Capri
80073 Capri (NA)
Via Vittorio Emanuele 39
Tel. 081 837 0133
E-mail: info@lapalma-capri.com
Sito internet: www.lapalma-capri.com

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[08/10/2017, 22:05] Cartoline dal 678mo Meeting VG @ Piccolo Lago ? Mergozzo (VB) ? Chef/Patron Marco Sacco

Pranzo in famiglia quello degli Amici Gourmet nella casa di Marco Sacco, lo chef due stelle Michelin del Piccolo Lago di Mergozzo, nonché cugino di VG. Buon sangue non mente e non potremmo esserne più lieti dal momento che l?appuntamento al ristorante di Marco Sacco ci dà l?occasione di pranzare in una delle location a nostro parere più affascinanti e suggestive d?Italia. Da sempre lo chef è paladino a livello internazionale dei prodotti del lago e negli ultimi anni sono moltissime le iniziative di cui si è fatto promotore per valorizzare questo ricchissimo patrimonio. L?ultima, quest?anno, è stata la fondazione di Gente di Lago, un movimento che chiama all?appello chef, ricercatori e appassionati per difendere e diffondere la cultura lacustre, pesce di lago in primis. Così nella nostra degustazione abbiamo trovato trota marmorata, carpa e misultin ? che la mano di Sacco ha saputo mettere in risalto in modo da farcene scoprire il ?vero? sapore ? senza dimenticare però alcun dei suoi cavalli di battaglia. Perché in una tappa al Piccolo Lago ci sono chicche che non posso mancare, come la carbonara au koque, la schiacciatina con il prosciutto 42 della Val Vigezzo e il Flan di Bettelmatt. Sapori autentici e rassicuranti, come quelli che si ama ritrovare durante un pranzo in famiglia.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 24 giugno 2006
-> Reportage del 14 ottobre 2006
-> Reportage del 31 luglio 2008
-> Reportage del 10 dicembre 2010
-> Meeting del 4 maggio 2011
-> Meeting del 7 dicembre 2011
-> Meeting del 23 maggio 2012 
-> Meeting del 5 dicembre 2012 
-> Meeting dell?8 maggio 2013 
-> Meeting del 4 dicembre 2013 
-> Meeting del 13 giugno 2015
-> Reportage del 24 marzo 2016
-> Meeting del 25 giugno 2016

La squadra

Lo staff di cucina

Chef e Patron: Marco Sacco
Sous chef: Marco Rispo
Sous chef: Silvestro Zanella

Staff di sala

Patron: Raffaella Marchetti
General manager: Monica Colla
Maître: Marco Franzese
Sommelier: Alessandro Mantovani, Sayaka Anzai

L’arrivo al ristorante

 

Il parco con vista sul Lago di Mergozzo

Ad accoglierci troviamo lo chef patron Marco Sacco

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro menù personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Franciacorta Pas Dosé s. a. ? Mosnel

Il benvenuto della cucina

Tipologie di stuzzichini: tagliatella di pomodoro e basilico, olive e portulaca; mini airbag di pane soffiato, caciotta Kremina Inalpi e rapanello; conetto di formaggino Inalpi, granella di noci e gel di Calamassi.

La tradizionale schiacciatina con Prosciutto 42 della Val Vigezzo

Un brindisi tutti insieme

Prossima bollicina in abbinamento

Franciacorta Pas Dosé Rosé Parosé 2009 ? Mosnel

Pane

Tipologie di pane: di segale a lievitazione naturale, grissini all?olio, cracker alla brace con olio alle erbe e fiocchi di sale.

Piattooo!

Missultin e sarde

Il Coniglio e la Carota

Flan di Bettelmatt, leggera mostarda di pere, salsa di mirtilli di montagna speziati

Franciacorta EBB 2008 ? Mosnel

Lingotto del Mergozzo: trota Marmorata affumicata, pane all?aceto balsamico, aceto di lamponi e fiori di campo

Cuore e Cervello

Lo chef ci raggiunge in sala con la Pentola d?Oro Baldassarre Agnelli in cui ha preparato il prossimo piatto

Rigatone dei Sibillini, fiocco vaccino e caviale Volzhenka con burro di panna fresca Inalpi

Roero Arneis 2012 ? Matteo Correggia

Servizio della prossima portata da parte della brigata al completo

Riso ?Crusco?, persico, cipolle acidule e capperi secchi

Tortello… ricordo di una festa d?estate

Pinot grigio Veneto Igt 2010 ? Terre di San Rocco

Andrea Valle completa al tavolo la prossima portata

Trota marmorata, prato di crescione e salsa al ribes

La Carpa, laccatura di more, mirtilli e raperonzolo

Virtus Langhe Doc 2005 ? Marchesi di Grèsy

Anguilla: dal fuoco al Roner, salsa agli agrumi, patata al limone e polvere di peperone, caramella al lime

Griglia come si cucinava una volta

Acqui Passito di Brachettoo 2015 ? Vini Passiti Bragagnolo

Pre-dessert

Barbabietola

Era… glaciale

Chiudiamo con l’ultima bollicina di giornata

Franciacorta Brut 2010 Teatro della Scala Magnum ? Bellavista

Veniamo tentati da un’immagine…

Lo chef ci accontenta e iniziano i preparativi per una merenda defaticante

Il piatto è quasi pronto

Carbonara au Koque

Coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: torta di castagne, diamantini al cacao, ricciarielli, lollipop alla nocciola e vari cioccolati, macaron al pistacchio, gelatina ai frutti esotici e menta, cioccolatini (lampone, fava tonka e pera, caramello salato).

Caffé

Caffé Nespresso.

Prima di salutarci vengono distribuiti ai nostri associati i prodotti omaggiati dal nostro main partner Inalpi

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 678esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Piccolo Lago
28924 Verbania (VB)
Via Filippo Turati, 87
Tel. +39 0323 586792
Aperto tutte le sere da martedi a domenica, sabato e domenica anche a pranzo
E-mail: info@piccololago.it
Sito internet: www.piccololago.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 8 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 294 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i più prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[08/09/2017, 22:05] Serata Pizza Gourmet e Dom Pérignon @Da Vittorio ? Brusaporto (BG) ? Fam. Cerea, Guest chef Renato Bosco

Continuano anche nel 2017 le serate dedicate alla pizza gourmet e agli Champagne organizzate dalla Famiglia Cerea negli splendidi spazi esterni della Cantalupa a Brusaporto (BG). Una formula vincente, che per l’appunto hanno deciso di non cambiare: anche quest’anno hanno coinvolto i migliori maestri pizzaioli d’Italia e più conosciute Maison, per un abbinamento pizza gourmet-champagne attualissimo e di grande piacevolezza. Noi abbiamo partecipato alla serata dedicata al maestro pizzaiolo Renato Bosco di Saporè, che da poco tra l’altro ha aperto sempre a Verona Stand Up e Downtown, e allo Champagne Vintage 2006 di Dom Pérignon. Prima della degustazione di pizze, la Famiglia Cerea ha allietato i palati degli ospiti con delle golosità salate, mentre al termine della stessa non potevano mancare i dolci di Da Vittorio, un must a cui non sappiamo mai rinunciare.

Eccoci arrivati

Il nostro tavolo a bordo piscina

Cominciano ad arrivare gli ospiti

Gli altri tavoli

Il menù dell’evento

Lo staff del Ristorante capitanato da Enrico Cerea è pronto per il servizio

Lo chef con una giacca firmata Viaggiatore Gourmet

A darci il benvenuto la signora Bruna Cerea, patron del ristorante

Ci accomodiamo

Champagne Brut Vintage 2006 – Dom Pérignon

Piattooo!!!

Golosità

Pane burro e acciughe

Baccalà mantecato e polenta abbrustolita

Battuta di fassona con crema al cognac

Pettola di mozzarella, lattuga, crudo di Parma e olive taggiasche

Melanzane candite all’ aceto e miele

Fiori di zucchina croccanti con ricotta di bufala e mentuccia, maionese al pomodoro

Iniziamo la degustazione delle pizze

Mozzarella di pane e salsa di pomodoro Da Vittorio

Pizza DoppioCrunch mortadella e pistacchio

Intanto al forno si lavora ininterrottamente 

Francesco Cerea con l’ultima generazione della Famiglia

Come sempre bellissima atmosfera

Anche gli Amici Gourmet non hanno saputo resistere al richiamo di questa grande serata

Pizza senza lieviti aggiunti alla parmigiana

VG con Francesco e Bruna Cerea

Bagel pizza aglio nero, olio, peperoncino e scampo

Pane – pasta madre viva – e cioccolato

Cannoncini alla crema pasticcera

Sorbetto al mojito e granita di lamponi

Chiudiamo la serata con Bobo e Rossella Cerea

Viaggiatore Gourmet 

Ristorante Da Vittorio
24060 Brusaporto (BG)
Via Cantalupa, 17
Chiuso mercoledì a pranzo
Tel. (+39) 035 581024
Sito internet: www.davittorio.com

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[08/08/2017, 22:05] VIU Hotel Milan, Ristorante Morelli e Bulk Mixology Food Bar ? Milano ? GM Diego Novarino, Chef/Patron Giancarlo Morelli

Design, architettura, arte, cultura? c?è poco da dire, ormai è cosa nota che per capire davvero dove va il mondo e conoscere l?avanguardia la città dove andare è Milano. È la realtà dinamica e in continuo fermento del quartiere di Porta Volta la cornice scelta da Antonio e Tommaso Viscardi per dare vita al loro VIU Hotel Milan, probabilmente la nuova apertura milanese più chiacchierata e attesa del 2017. Pareti a vetrata e tanto verde all’esterno, legno e arredi firmati Molteni &C Contract Division all’interno, il 5 stelle luxury guidato dal GM Diego Novarino ha subito saputo distinguersi dagli altri punti di riferimento dell?accoglienza d?alta gamma in città grazie a una connotazione del tutto originale, quella di bleisure hotel. Un neologismo programmatico, fusione dei termini business e leisure, adatto a un mondo sempre più interconnesso, in cui il confine tra vita privata e lavoro è spesso labile e difficile da tracciare. Per questo, al VIU Hotel Milan tecnologia e funzionalità sono combinati a eleganza, gusto e benessere. Tutti i clienti dell?hotel hanno libero accesso a palestra e SPA, così come alla spettacolare piscina sulla terrazza, all’ultimo piano, con vista a 360° sullo skyline della città. L?offerta ristorativa si pone sulla stessa linea con una proposta gourmet, più elegante e formale, con il signature restaurant di Giancarlo Morelli e una, più giovane e di tendenza, rappresentata dal Bulk Mixology Food Bar.

Il borsino delle guide cartacee 2017 – apertura marzo 2017
Michelin non segnala
Espresso non segnala
Gambero Rosso non segnala

Lo staff

General Manager: Diego Novarino; Director of F&B: Francesca Fecchio; Front House Manager: Massimiliano Lubelli; Chef (colazioni): Paola Spagnuolo; Guest Relation: Marco Senatin; Room Division Manager: Luca Cellamare; Director of Sales & Marketing: Samantha Williams; Executive Housekeeper: Loretta Ferrara

La squadra al ristorante Morelli e al Bulk Mixology Food Bar

Executive chef/patron: Giancarlo Morelli; F&B Manager: Luca Casalin; Operation Manager: Simone Bellasio; Chef de cuisine: Livio Pedroncelli; Sous Chef: René Casagranda, Francesco Manzi; Restaurant Manager: Alessandro Colombo; Sommelier: Simone Marelli; Bar Manager: Mattia Pastori; Pastry chef: Gianluca Fusto; Sous Pastry chef: Luca Franceschin

Ingresso

La reception

La Lounge

Le camere

124 camere e suite, incorniciate dal giardino verticale studiato appositamente per l?hotel dallo studio milanese AG&P Greenscape. All?interno, le tonalità morbide di pareti ed arredi si armonizzano con quelle più scure dei pavimenti in parquet di quercia, creando un?atmosfera distesa, rilassata, di puro benessere. Il vero tratto distintivo delle stanze del VIU Hotel Milan sono però le vetrate, grandi tutta la parete creano un senso di continuità tra interno ed esterno, amplificata dalla presenza di terrazze private per ogni singola camera o suite.

Le tariffe delle camere partono da ? 230 in bassa stagione.

La Twin Deluxe Room

L’Executive Suite 

La Balcony Suite

L’Executive Junior Suite

La VIU Suite riservata in esclusiva per VG

Il salotto

Il benvenuto dell’hotel

Caffè e gourmandise

Gli snack salati

Il frigo bar

La terrazza privata

La camera da letto

La cabina armadio

Il kit per la lavanderia

La sala da bagno

Le amenities firmate MALIN+GOETZ

Courtesy Kit

Colazione in camera

Pranzo al Bulk Mixology Food Bar

Il bancone dei cocktail

Sala e mise en place

Lo staff all’opera nella cucina a vista

Il menù

Lo chef Giancarlo Morelli ci raggiunge al tavolo

Pane e bollicine per cominciare

Tipologie di pane: bianco a lievitazione naturale, alle noci con farina integrale a lievitazione naturale, focaccia.

Trento Doc Perlé 2010 – Cantine Ferrari

Piattoooo!

Salmone marinato creme fraîche e blinis

Arancini di riso

Chips di polenta e salsa guacamole

Club Sandwich Inside-out by Giancarlo Morelli 

Pane a tre strati, prosciutto crudo stagionato 18 e 24 mesi, cipolla rossa di Tropea, burro d?alpeggio, cuore di lattuga, pomodoro, ventresca di tonno, uovo di quaglia e gelato al Parmigiano.

Croque monsieur

Pane casereccio, prosciutto cotto, formaggio e uovo al tegamino.

Gamberi scottati su passatina di ceci al curry e cialda al nero di seppia

Millefoglie di melanzane viola, pesto leggero di basilico, burrata e pomodoro fresco

Morone alla plancia con insalata di farro e salsa di yogurt e finocchi

Spaghetto al pomodoro pachino, mozzarella di bufala e basilico

Panna cotta al dulce de leche salsa al mango e mandorle

Creme brûlée alla vaniglia con composta di lamponi

Caffè e coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: canestrelli e sablé al cioccolato.

Caffè Illy miscela classica

Aperitivo alla VIU Terrace

Mediterranean (Gin mare, succo di lime, sciroppo di basilico, sciroppo orzata, frullato di ananas), Spicy Loce (vodka, drambuie, cramberry juice, sciroppo di miele, crusta peperoncino)

Tipologie di stuzzichini: finger con pomodoro e mozzarella; tartina di crema di formaggio alla curcuma; pinzimonio; tramezzino di tacchino, maionese e insalata; grissini di sfoglia croccante; patatine al sale e pepe; olive; mandorle salate.

Smokers Mary (Bloody Mary rivisitato con base Mezcal, carbone vegetale, guacamole, liquida servita con sedano croccante e polvere di mozzarella), Purple is the new black (Calvados, liquore alla violetta, spremuta di pompelmo rosa, Metodo Classico Rosé, Italicus rosolio di bergamotto)

In chiusura… il cocktail dedicato allo chef e patron Giancarlo Morelli!

Gian Tonic: (G Vine Floraison, premium Schweppes Tonic, scorza di lime, bacche ginepro, bergamotto)

Uovo poché con salmone marinato, spinacino e salsa olandese

Cena al Ristorante Morelli

Sala e mise en place

Il tavolo in cucina

Menu

Riportiamo, come sempre, i menu degustazione.

La Tradizione ? 95

Cappasanta farcita al tartufo nero, salsa all?aglio dolce
Riso selezione Carnaroli ai pistilli di zafferano, midollo e riduzione al vino rosso
La nostra cotoletta alla milanese
Gelato alla crema antica, zabaione e frutti di bosco

Esperienza Sensoriale ? 120

Panzanella di merluzzo, sorbetto alla cipolla rossa e acqua di pomodoro nasturzio
Bottoni di pasta fresca alle melanzane viola alla brace, spuma di mandorla e origano
Rombo alla vaniglia, verbena e patate fondenti
Maialino croccante, maionese di levistico, mela e avena soffiata, salsa alla birra e cardamomo
Macedonia scomposta: frutta marinata, gel al bergamotto, sorbetto all?acetosella

Lo chef sceglie per voi ? 140

Percorso a sorpresa in 7 portate

Carta

Antipasti

Battuto di vitello, uova di lumaca, prezzemolo e crème brûlée all?aglio dolce ? 26,00
Tuorlo d?uovo à la coque, rabarbaro, zucchine trombetta alla brace, carpione di ciliegia ? 24,00
Zuppetta di pomodoro datterino e il suo sorbetto, crudo d?ombrina, burrata e basilica ? 28,00
Carpaccio di lingua di vitello tiepida, crema di scalogno ed estrazione di salvia all?ananas ? 24,00
Panzanella di merluzzo, sorbetto alla cipolla rossa, e acqua di pomodoro nasturzio ? 26,00

Primi

Bottoni di pasta fresca alle melanzane viola alla brace, spuma di mandorla e origano ? 24,00
Tagliolini al fieno maggengo, animelle glassate e patate soffiate ? 24,00
Risotto mantecato al crudo d?uovo, carpaccio di Fassona e aglio novello alla brace ? 26,00
Casoncelli alla farina di polenta rossa, ripieni di coniglio, bietoline novelle e salsa alla nocciola ? 24,00
Ravioli aglio, olio e peperoncino, fonduta di provolone, scarola e alici marinate ? 24,00

Pesci

Spatola farcita alle erbe, acqua di mozzarella e sorbetto al pomodoro giallo e limone ? 36,00
Triglia farcita con pomodoro candito, fili di calamari al lemon grass e fumetto montato al latte di cocco ? 38,00
Rombo alla vaniglia, verbena e patate fondenti ? 38,00

Carne

Controfiletto di manzo in crosta di camomilla, scalogni al sale e salsa all?aceto invecchiato ? 35,00
Maialino croccante, maionese di levistico, mela e avena soffiata, salsa alla birra e cardamomo ? 34,00
Quaglia caramellata, purea di carote al miso, ciliegie all?aceto e crescione ? 34,00

Dessert ? 16,00

Fragola in tre consistenze, sfere di panna, crema al limone, basilico, gelato al fior di latte
Albicocche, vellutata di mandorle e sorbetto al rosmarino
Pesca melba, lamponi e gelato al timo limone
Macedonia scomposta: frutta marinata, gel al bergamotto sorbetto all?acetosella
Cremoso leggero di cioccolato Kalapia, crumble di olive nere liguri cialde di pane e gelato di olio extravergine d?oliva Bertarello

The Heritage Dishes

Antipasti

Crema di foie gras con uovo pochè e tartufo ? 30,00
Capasanta farcita al tartufo nero, salsa all?aglio dolce ? 30,00

Primi

Riso selezione Carnaroli ai pistilli di zafferano, midollo e riduzione al vino rosso ? 25,00
Riso selezione Carnaroli mantecato alla ricotta di bufala leggermente affumicata con tartare di gamberi rossi e tartufo nero,colatura di alici ? 27,00
Casoncelli alla bergamasca di mamma Rosa con burro pancetta e salvia ? 25,00

Secondi

La nostra cotoletta alla Milanese ? 38,00
Coniglio con polenta, pancetta croccante e salvia ? 32,00

Heritage dessert

Il nostro tiramisù ? 16,00
Gelato alla crema antica, zabaione e frutti di bosco ? 16,00

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Pane

Tipologie di pane: semi integrale bianco con lievito naturale; integrale con lievito naturale; grissino alla farina di mais tirato a mano; focaccia tipo genovese; focaccina al pomodoro; cracker all?olio di oliva Bertarello e sale Maldon. Servito con olio di accompagnamento extra vergine di oliva Bertarello e burro d?Echiré.

Piattooo!

Capasanta farcita al tartufo nero e salsa all?aglio dolce

Sauvignon 2014 – Falkestein

Tuorlo d?uovo alla coque rabarbaro zucchine alla brace e carpione di ciliegie

Roero Arneis Costa delle Rose – Tenuta Ca’ du Russ

Bottoni di pasta fresca ripiena di melanzane viola alla brace, spuma di mandorla e origano

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Balciana – Sartarelli

Riso selezione Carnaroli, ricotta di bufala affumicata crudo di gamberi rossi, tartufo nero e colatura di alici

Rombo alla vaniglia verbena e patate e cipollotto alla brace

Salina Rosso – Hauner

Aguglia imperiale caponata di verdure e salsa al passion fruit

Quaglia caramellata purea di carote al miso, ciliegie all’aceto e crescione con spinacini novelli

Il tocco finale

Panzanella di merluzzo, sorbetto alla cipolla rossa e acqua di pomodoro, nasturzio

Cremoso leggero di cioccolato Kalapia, crumble di olive nere liguri, cialde di pane e gelato all?olio extravergine Bertarello

Macedonia scomposta: frutta marinata gela al bergamotto e sorbetto all?acetosella

Caffè e coccole finali

Caffè Illy miscela di caffè sudamericani (arabica 100%) scelti personalmente dallo Chef e prodotti in esclusiva per il Ristorante Morelli.

Tipologie di piccola pasticceria: mini meringa con crema di mandorla di Noto, lampone ripieno della sua salsa e germogli di basilico; finanziere alla nocciola cremoso al cioccolato Jivara e noci pecan; piccolo bignè croccante con crema allo zabaione.

Un ultimo drink per concludere la serata

Canchanchara: Havana 3 anni, sciroppo di miele, succo di lime; Summer sip: Monkey 47 Sloe gin, passion fruit, cedrata, sciroppo di miele e Peyckaud Bitter (tumbler alto).

Colazione alla VIU Terrace

La vista

La sala allestita per la colazione

Il buffet

Ci accomodiamo alla VIU Terrace per una colazione internazionale

I lievitati

Bagel al salmone, formaggio spalmabile e lattuga

Uova alla Benedectine con salmone marinato 

Meeting con lo staff

La F&B Director Francesca Fecchio

Ci raggiunge la Sales&Marketing Director Samantha Williams, qui con VG

La squadra al completo con  il GM Diego Novarino, il Director of Revenue Antonio Mugno, Francesca Fecchio e Massimiliano Lubelli, Front House Manager

Cucina

Per la sua nuova esperienza milanese lo chef Giancarlo Morelli ha messo a punto un?offerta gastronomica versatile, capace di dare la giusta risposta alle tante e diverse esigenze della variegata clientela dell?hotel e dei frequentatori più assidui del quartiere di Porta Volta. Al Bulk Mixology Food Bar la carta è più semplice e grintosa – burger, panini, insalate e qualche piatto espresso ? adatta all?atmosfera più distesa ed informale del locale. Al Ristorante Morelli invece la proposta si fa più sofisticata: se da un lato lo chef non rinuncia alla sua vena più originale e creativa, dall?altro preserva una selezione di piatti più tradizionali, inseriti nella carta Heritage, più vicini alle esigenze di una clientela più internazionale.

Servizio e accoglienza

Se il dichiarato proposito del VIU Hotel Milan è quello di lo unire le dimensioni apparentemente inconciliabili di business e leisure, il suo staff è una componente cruciale nel trasformare l?ambizioso proposito in realtà. La presenza di Mattia Pastori dietro al bancone del Bulk Mixology Food Bar è forse il fiore all?occhiello della struttura: un professionista indiscusso nella sempre più popolare arte della Mixology, riconosciuto a livello internazionale.

Conclusioni

Un nuovo palazzo si aggiunge allo skyline della città della Madonnina, una struttura progettata a tavolino in ogni suo dettaglio, scrupolosamente e, possiamo dirlo, i risultati se vedono, eccome! Se è vero che la ricchezza di pensiero di un popolo è data dalla ricchezza di parole del suo vocabolario, altrettanto si può dire del rapporto che lega l?architettura e il design allo sviluppo urbano. Il VIU Hotel Milan è l?affascinante simbolo di una città in continua trasformazione, capace di tenere il ritmo delle grandi metropoli internazionali.

Viaggiatore Gourmet

Hotel VIU Milan
20154 Milano
Via Aristotile Fioravanti, 6
Tel. (+39) 02 80010910

E-mail: info@hotelviumilan.com
Sito internet: www.hotelviumilan.com

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[08/07/2017, 22:05] Dry Milano ? Viale Vittorio Veneto 28 ? Restaurant Manager Elisa Nanni/Chef Tymur Isayev e Simone Lombardi

Che hanno in comune un friulano e un lombardo, anzi, un milanese doc? Nel caso di Andrea Berton la risposta è semplice: lo spirito imprenditoriale e un fiuto infallibile per gli affari. Dallo chef stellato dell?omonimo ristorante nel complesso di Porta Nuova Varesine è nata infatti, qualche anno fa, insieme ai soci Giovanni Fiorin, Tiziano Vudafieri e Diego Rigatti, l?avventura di Dry: pizzeria gourmet e cocktail bar al tempo stesso, una sfida e una scommessa vinta quasi ancor prima di cominciare. Per questo, forte del bel risultato del locale in via Solferino, la squadra del Dry ha deciso di fare il bis replicando in via Vittorio Veneto. Format vincente non cambia, e nel caso del Dry è talmente vero che il nuovo locale della casa madre conserva anche il nome. Diversa, per ovvie ragioni, la brigata in sala e, in parte, anche in cucina: il pizzaiolo Simone Lombardi ha lasciato le redini del vecchio Dry al suo sous chef per seguire questo nuovo progetto. A dirigere l?orchestra è invece Elisa Nanni. Diversi anche gli orari di apertura, infatti il nuovo Dry è aperto anche a pranzo.

La squadra

Chef Pizzaioli: Tymur Isayev e Simone Lombardi
Direzione: Elisa Nanni

Sala e mise en place

La squadra del Dry, sempre sorridente

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Insalate di pizza al contrario ?9

Foglie Verdi, Polvere di Ceci -Finocchi, ravanelli in agrodolce, crema di tofu e carote
Verdure
Scarola, uvetta, pinoli -Crema di acciughe, scorza di limone, olive al forno, provola affumicata
Patate novelle, merluzzo – Fagiolini, salsa di soja, rucola
Crema di bufala, pomodoro, grana padano croccante, olio al basilico, origano

Le Pizze dello Chef

Calzone Cipolle stufate, scarola, uvetta, pinoli, sarde e provola affumicate ? 14
Salsa al Pomodoro Pecorino Romano ? 12
Scalogno al Sale Pomodorino arrosto, provola affumicata ? 12
Pancetta Arrosto Pepe di Sarawak, fior di latte ? 12
Lardo Stagionato Basilico, Grana Padano, pepe di Sarawak ? 12

Le Classiche

Marinara ? 5
Margherita ? 8
Margherita con bufala ? 9
Bianca con mozzarella fior di latte ? 8

Condimenti

Prosciutto Crudo Dolce d?Osvaldo ? 6
Prosciutto cotto arrosto ? 6
Cipolla Bianca stufata all?Acciuga ? 3
Buzzonaglia di Tonno del Mediterraneo ? 6
Olive Denocciolate Cotte al Forno ? 5
Acciughe del Mar Cantabrico ? 9
Porchetta dei Monti Iblei ? 6
Capperi di Salina ? 4

Cubotti (Cubi di focaccia semi-integrale farciti) ? 6

Tapenade di olive leccino, guacamole, caprino

Le Focacce small/regular

Prosciutto cotto, asiago mezzano, salsa rosa ? 8 /14
Stracciatella e crudo dolce d?Osvaldo ? 8 /14
Vitello tonnato con polvere di capperi ? 8 / 14
Rosmarino e cristalli di sale ? 6 / 10
Porchetta dei Monti Iblei, rafano fresco ? 8 / 14
Squacquerone, rucola, olio al basilico ? 8 / 14
Yogurt salato, vinappeso ? 12 /20
Merluzzo all?olio, olive al forno, cipolla brasata all?acciuga e polvere di pomodori ? 8 /14

I Piatti small/regular

Lattughino croccante, crema di nocciole, ricotta di bufala, mele verdi ? 7 /12
Crema fredda di patate e porri, portulaca e yogurt; uova di quaglia poché e bottarga di caviale ? 9 /16
Pisarei, fagioli, ceci e cozze ? 6 /10
Verdure ? 7 /12
Gazpacho di pomodori e mela con sedano, pane e burrata affumicata ? 6 /10
Bresaola, pesche al basilico e crescione. Crema di Grana Padano e sesamo ? 7 /12
Vinappeso ? 14 /25

Frutta

Pesche e Sangria ? 6
Pesche e Sciroppo al Rabarbaro ? 6
Insalata di frutta ? 6

Dolci

Tiramisù Berton ? 9
Profiterol ? 8
Bombolone con gelato al pistacchio ? 8

Gelati ? 2,5/ pallina

Fiordilatte, Pistacchio

Sorbetti ? 2,5/pallina

Cacao, Frutta

Coppe gelato

Fiordilatte, cacao, erbe aromatiche, limone semicandito, panna montata ? 8
Pistacchio, pesca, passion fruit, granella di pistacchio, panna montata ? 8

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo preparato dal barman Nicolò Cavaliere

A good start (shrub ai frutti rossi, cherry heering, ginger beer); Colver Club (Tanquerat London Dry Gin, pepe Sichuan, lamponi, basilico, limone, bianco d’uovo)

Pane

Chips di pane alla pizzaiola e olive taggiasche.

Dietro le quinte…

Piattooo!

Cominciamo con un classico… la Margherita!

Le nouveau Carré (Zacapa 23yo, Carpano Antica Formula, Courvoisier VS, Dom Benedectin, Fragranza Spray al caffè)

Cubi di focaccia semi integrale con olive, guacamole e caprino fresco

Le focacce

Focaccia con yogurt salato e vinappeso

Focaccia con porchetta dei Monti Iblei e rafano fresco

Pizza con scalogno al sale e provola affumicata

Pisarei, fagioli, ceci e cozze

Lattughino croccante, crema di nocciole, ricotta di bufala, mele verdi

Gazpacho di pomodori e mela con sedano, pane e burrata affumicata

Pronti per la batteria dei dessert

Bombolone con gelato al pistacchio

Pistacchio, pesca, passion fruit, granella di pistacchio, panna montata

Profiterol

Tiramisù Berton

Caffè

Torrefazione Giamaica Caffè Arabica Monorigine Indian Nugget

Cucina

La pizza gourmet ? realizzata secondo il ?brevetto? di Simone Lombardi ? resta il piatto forte del locale, ma l?offerta gastronomica del nuovo Dry è molto più ampia: colazioni, pranzi veloci, snack? Il lievitato farcito più amato del mondo è affiancato da insalate d?autore di bertoniana memoria, taglieri di salumi e formaggi e qualche proposta à la carte. Altra novità la pasticceria, che a differenza del ?vecchio? Dry è gestita internamente, accrescendo il fermento dietro le pareti della cucina a vista.

Servizio e accoglienza

Al Dry però non si viene solo per mangiare: la fama dei suoi cocktail d?autore va di pari passo a quella della pizza e per il nuovo locale il bar manager Guglielmo Miriello ha messo a punto con il barman Nicolò Cavaliere una nuova lista di Fragrance Cocktail, concentrata sull?impatto olfattivo di ogni proposta, oltre a una selezione di Signature drink, vera chicca del Dry di Via Vittorio Veneto, a base di vino e shrub, prodotto ?in casa? con la frutta fermentata.

Conclusioni

220 coperti all?interno e 40 nel dehors, la prima cosa che salta all?occhio nel nuovo Dry è lo spazio, qui ce n?è molto di più. Passato lo stupore iniziale per la taglia ?extra large? però l?attenzione viene subito calamitata dalla grande cocktail station, proprio davanti all?ingresso. Un?isola aperta sui quattro lati dove i mixologist preparano i loro signature cocktail di fronte agli ospiti, a ribadire l?attenzione all?autenticità e alla convivialità che caratterizzano lo stile del ?format Dry?. Un format indubbiamente vincente, un bell?esempio tutto italiano di fare impresa e cultura, intercettando le nuove tendenze della ristorazione contemporanea e i desideri del consumatore.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante/Pizzeria Dry 2
20124 Milano
Via Vittorio Veneto, 28
Tel. (+39) 02 63471564
Chiuso
domenica, sabato a pranzo
E-mail: hello.vv@drymilano.it
Sito internet: www.drymilano.it

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[08/06/2017, 22:05] Cartoline del 677Meeting VG @ Piazza Duomo ? Alba (CN) ? Chef Enrico Crippa

È bello sapere che ci sono posti in cui le (altissime) aspettative non vengono mai disattese, anzi. In effetti, basta conoscere Enrico Crippa e la sua storia per capire che da un fuoriclasse del suo calibro non ci si potrebbe aspettare nulla di meno che il meglio. Un esordio alla scuola di Gualtiero Marchesi e una carriera in rapida ascesa che in tempo record gli è valso il riconoscimento più ambito nel mondo dell?alta ristorazione, le tre stelle Michelin. Il tradizionale pranzo degli Amici Gourmet al Ristorante Piazza Duomo ad Alba (CN) è uno dei momenti più attesi durante l?anno da noi e dai nostri associati, vogliosi di degustare le nuove creazioni dello chef e restare ogni volta a bocca aperta per il risultato. La squadra di professionisti che segue il servizio di sala, perfettamente diretti da Vincenzo Donatiello, prende il proprio mestiere sul serio, con una precisione e una preparazione che non possono non stupire guardando alla giovane età dei suoi componenti. Esperienza irrinunciabile sotto ogni punto di vista, il livello è eccelso e ogni anno migliora. Chapeau!

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 7 ottobre 2006
-> Reportage del 18 gennaio 2010
-> Meeting del 16 marzo 2011
-> Meeting del 29 febbraio 2012
-> Meeting del 13 dicembre 2012
-> Meeting del 26 giugno 2013
-> Meeting del 4 giugno 2014
-> Meeting del 24 giugno 2015
-> Meeting del 22 giugno 2016

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Enrico Crippa
Sous Chef: Antonio Zaccardi

Brigata di cucina: Omar Saba, Davide Boglioli, Luca Politano, Stefano Scarso, Enrico Carloni, Antonino d?Alessio, Stefano Nava, Eros Capitanucci, Simone Testa, Laura Stabile, Simone Bonanese, Andrea Rota, Matteo Broccoli, Maud Gaudin, Khanh Vong, Eduardo Ledezma Nieto, Andrea Borroni

Lo staff di sala

Restaurant Manager & Wine Director: Vincenzo Donatiello
Chef de rang: Elisa Giachino, Andrea Brusaschetto
Sommelier: Gianluca Sanso
Commis sommelier: Salvatore Moschetta
Commis di sala: Valentina Gaggero
Commis di sala: Michael Costa
Stagisti: Chiara Dogliani, Alessandro Marchetto

Head Receptionist: Alice Bella

L’ingresso del ristorante

Sala e mise en place

Piccolo briefing dello staff prima del servizio

Il tavolo Amici Gourmet nella saletta privata

Il nostro menù personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

VG e il Restaurant Manager e Wine Director Vincenzo Donatiello presentano la prima bollicina di giornata

Vittorio Moretti Riserva 2008 Magnum ? Bellavista

Un brindisi tutti insieme! Cin cin!

Arriva il primo benvenuto della cucina

Sorbetto allo shiso e mela verde, amaretto e umeboshi, tacos di mais e maionese alle erbe

Finte olive verdi ripiene di tartare di vitello e nere ripiene di scampi con sorbetto alla mela verde

Cannolo alle olive nere con ricotta e sgombro e chips patate e acciughe

Come sempre ogni boccone è perfetto qui al Piazza Duomo

Gingerino Recoaro e foie gras

Spugna di bietola, salsa tonnata, germogli di rucola e polvere di cappero

Antipasto all’italiana

Zucchina al brusco; funghetti all?agro; cialda di patate e paté di fegatini (con la variante vegetariana alla crema di fave); cavolo ghiacciato; sugherello marinato; pak choi e furikake; caponet magro; codino di maiale e lattuga.

Langhe Doc Bric Amel 2015 ? Marchesi di Barolo

Piattooo!!!

Tramezzino

Cialde morbide di ceci, Parmigiano, uovo marinato, insalate. Succo di pomodoro, arancia e bitter

Pane

Tipologie di pane: bianco, ai cereali, panini alla nocciola.

Servizio della prossima portata

Insalata russa

Verdurine in giardiniera, maionese di soia, gel di dashi.

Bianco Dall?Isola Campania 2015 ? Joaquin

Uovo in carpione

Tuorlo morbido e zucchine cotte in carpione, salvia, albume cotto in forno.

Capriccio

Gelatina di acqua di pomodoro, salsa di pecorino, carpaccio di riccio di mare ghiacciato, olio profumato alla brace di verdure.

A parte è stata servita una bruschetta di pane nero, calamaro alla plancha, maionese al calamaro e ai ricci di mare

Servizio della prossima portata

Latte di cetriolo

Cetriolo, mandorla e germogli; emulsione di yogurt, maionese, curry, cetriolo e cipolle; gambero bianco crudo.

Lalùci Grillo 2015 ? Baglio del Cristo di Campobello

Il Restaurant Manager e Wine Director Vincenzo Donatiello completa al tavolo la portata successiva

Zuppa di olio di semi di vinacciolo

Verdure alla griglia, emulsione di olio di semi di vinacciolo  e peperone bruciato.

Tocco finale per uno dei classici dello chef

Gambero e ciliegia

Bouillabaisse di triglia

Gelatina di bouillabaisse di triglia allo zafferano, triglia alla plancha e miglio soffiato, brodo di triglia e zafferano.

Les Bruandieres – Domaine Patrick Baudouin

Riso caviale e lentisco 

Riso carnaroli, polvere di nero di seppia, caviale fresco e pressato, olio di lentisco.

The invisible man Rioja Doc 2013 ? Casa Rojo

Insalata di spaghetti al pomodoro

Spaghetti (al pomodoro) tiepidi, gel di pomodoro, burrata, basilici e origano.

Barolo 1988 Enrico VI Magnum ? Cordero di Montezemolo

Calamaro, bietole e piselli

Calamaro cotto a vapore e farcito con purea di patate e ragout di calamaro, bietoline e piselli, cialdina di calamaro.

Ultimo tocco ed il piatto è servito

Anatra glassata alle spezie

Dolce fortuna

De Miranda Asti Spumante 2013 ? Contratto

Ricotta, bietole e pistacchi 

Cannolo croccante di bietola farcito con ricotta e pistacchi, salsa all?arancia.

Sorbetto di acacia

Enrico Crippa ci raggiunge in sala

Coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: frutta fresca; cialde di cocco; latte; dacquoise di mandorle con panna montata e menta; biscotto al caffè; frutto della passione e crema di arachidi; bon bon di miglio soffiato; cioccolato bianco e the verde Matcha; torta di nocciola al cioccolato; tartelletta di vaniglia; fragola e pistacchi; dragées di nocciola e cioccolato.

Foto ricordo con lo chef!

Latte +

Caffè

Prima dei saluti finali ringraziamo lo chef Enrico Crippa e il Manager e Wine Director Vincenzo Donatiello per l’impeccabile ospitalità

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 677esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Piazza Duomo
12051 Alba (CN)
Piazza Risorgimento, 4
Tel. (+39) 017 3366167
Chiuso lunedì e domenica sera, aperto solo la sera e a pranzo su prenotazione
E-mail: info@piazzaduomoalba.it
Sito internet: www.piazzaduomoalba.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 8 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 294 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i più prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[08/06/2017, 17:43] Reflections on (almost) turning 50 ? it?s the little things
Festina Lente
Steadfast upon this sweltering little orb in the universe, moving at 1,000 miles per hour, rotating around a sun at 67,000 miles per hour, in a solar system that is moving at 500,000 miles per hour, and in a galaxy that is barreling at 1.3 million miles per hour, one can't help but wonder what's the big dust-up over turning 50. 50 years is infinitely less in magnitude than a quark or an elementary boson. But it seems significant to humans here on an Earth propelled with an unthinkable velocity from the Big-Bang, billions and billions of years ago.

And so it was, one cool evening in the Pacific Northwest in July, surrounded by towering fir trees and observed by a family of Cooper?s Hawks, that we celebrated the almost 50-year-old?s life and death.


My own personal recall of 50 years ago is stashed inside a memory trove of photos, eight-track tapes, American cars, and driving around the beaches of Orange County in a summer listening to the Doors, Bob Dylan, Jimi Hendrix and The Association. All with the backdrop of a war in Vietnam, LBJ in his last days, riots in Detroit, and the Summer of Love in San Francisco. For my part, I?d just gotten my driver?s license, I had a dependable car (1961 Pontiac Tempest), my sister had a place for me to sleep near Newport Beach, and I had a childhood sweetheart who lived in Huntington Beach. I was good to go. Summer of Love it would be for me, the Southern California version.

At the same time, that almost 50-year-old ? whose life we celebrated ? was but a gleam in someone?s selezione massale, a million light years away in the Langhe. In a place where there were no fast cars, in fact hardly a paved road. But there was Nebbiolo - Michet, Lampia and Rosé.

The wine - 1969 Giuseppe Mascarello Barolo. I did not prepare by reading up. But Signore Galloni praised this wine and one can understand his passion for it. You can read his notes here, and you should. I don?t know many people who are as erudite as he is.

My perspective takes a different path. There were many Instagram-worthy tasting experiences, when I first jumped into the wine trade, on an almost daily basis. Now I get them occasionally. And that is just fine with me. I?ve touched the sun, many times.

Rather, something else happened when the ?69 glided down my gullet that night, seated, among friends, relaxing with a cool breeze and under the watchful hawk?s gaze. And off the clock ? not working.

And there is something about that not working business. Tasting wine and trying to ferret out the little elements is often like trying to figure out which direction we are actually moving in space, what with all the different forces pulling on us. And when one tastes a wine, do they not bring their own forces into the experience as well? Is this just something for us to determine ? to lay it all out on a grid? Fruit? Earth? Wood? Is that all there is?

Ok, fine if that is your path. But wine takes you somewhere. And this wine took me to a place I hadn't been in a long time..

This is the normal place for a tasting note to appear ? sorry to disappoint you (If you came here for that, once again, I refer you to Galloni?s notes ? he?s much, much better at that than I will ever wish to be).

Ah, but that night as we journeyed on Spaceship Earth, this wine transmitted. Or rather, it mind-melded. It was a Hubble mirror over the past 50 years. And it was all there, the whole universe, the vines, the beach, the dirt roads, the Southern California freeways, the butterfly in the stomach from the first love, and the fog (of both Newport Beach and the Langhe).

It was a darker wine than some of the other ancient Barolo wines I have had. But not singular in its appearance, for some older wines I have had, have been darker than one would initially suspect. Some enthusiasts venture to speculate that in those days there was Barbera, if not added into the blend, than possibly situated in the vineyards, perhaps ala coltivazione promiscua? 1969 was a light year, wet, not great. Nebbiolo at half a century with a bit of a tan. Those who know better than I, say otherwise - 100% Nebbiolo. Still, I wonder.

The parent hawks, above, veered into the nest, cramming food into the maw of their little ones, which were outgrowing the tree-topped aerie. There would be no Nebbiolo for them with their carne cruda. Unlike their bipedal brothers down below. Some get wine with their meat, some get to fly. Which would you rather have?

I?m sure flying is its own reward, but we mortals have our ways of traversing the dimensions. And this wine sent me soaring through space and time. Jim Morrison was bellowing ?break on through,? Dylan was braying, ?how does it feel?? and Jimi (local boy makes good) whispered, ?Who in your measly little world are trying to prove that .You're made out of gold.? And then along came Mary, with the wind in my face, driving down PCH in my old ?61, with the heady fragrance of my once-upon-a-time first love?s perfume, elusive all these 50 years past, filling the glass.

Yeah, all that in a lone bottle of old Barolo. As country music legend Sonny James crooned all those years ago, ?It?s the little things.?



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[08/03/2017, 22:05] Cartoline dal 676mo Meeting VG @ La Siriola dell?Hotel Ciasa Salares ? San Cassiano (BZ) ? Patron Stefan Wieser, Chef Matteo Metullio

D?estate il Ciasa Salares, immerso tra le Dolomiti nell?Armentarola, è il rifugio sicuro degli Amici Gourmet. L?aria di montagna, si sa, mette appetito, e quando a ospitarci è la ?casa? della famiglia Wieser non ci sono buoni propositi che tengano. L?aperitivo lo abbiamo gustato al fresco della cantina, circondati dalle chicche d?annata custodite dalle spesse pareti in muratura, per poi spostarci nella sala privata a noi riservata nel ristorante vero e proprio, La Siriola. Per la stagione 2017 lo chef Matteo Metullio ha voluto accanto a sé una brigata di giovanissimi, dove il più anziano ? si fa per dire ? è il sous chef Davide De Pra, al fianco di Matteo sin dal suo esordio alla guida del locale, poco più di quattro anni fa. Questa volta Matteo ci ha stupiti con una batteria di primi davvero eccezionali: pasta fresca ripiena, spaghetti e riso Gigante Vercelli di Ideariso, un valido tributo alla cultura dei ?grandi primi? che ha fatto celebre l?Italia, in linea con la filosofia del ?Chilometro vero? sposata, anzi coniata, dallo chef triestino.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 17 novembre 2011
-> Reportage del 21 gennaio 2016
-> Meeting del 9 luglio 2016

La squadra

Lo staff di cucina

Chef di cucina: Matteo Metullio
Sous-chef: Davide De Pra
Chef patisier: Gianluca Furlan
Chef de partie Antipasti: Alessandro Buffa
Chef de partie, Primi: Maurizio Labella
Chef de partie, Entrée: Christian Sainato

Lo staff di sala

Patron: Stefan Wieser
Sommelier: Jan Clemens Wieser
Maitre: Paolo Casti
Chef de rang: Stefano Diviccaro
Chef de rang: Francesca Chiacchiari

L’hotel Ciasa Salares

Il Wine Bar

L’ingresso del ristorante

La brigata di cucina è pronta per il servizio

Il tavolo Amici Gourmet

Ultimi dettagli…

Il nostro menù personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Ci spostiamo in cantina per l’aperitivo

Un brindisi tutti insieme!

Franciacorta Brut Vintage Collection 2010 Magnum ? Ca? del Bosco

Stuzzichini in arrivo

Finta melanzana

Consommé di soia per prepararci al pranzo

Insalata di seppia e il suo nero, mandorle e spuma di patate allo zafferano

Pane

Tipologie di pane: sfogliato al pomodoro, ciabatta a lunga lievitazione, focaccia integrale, carta musica. In accompagnamento burro Inalpi e olio Garda Dop, Le Creve.

Piattooo!!!

Terrina di cavolfiore e mela verde, carpaccio di cervo, uova di quaglia, puccia croccante

Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro 2010 Magnum ? Ca? del Bosco

Un brindisi e che il pranzo abbia inizio!

Lo chef completa al tavolo la prima portata con l’aroma di aneto

Toast di scampi e faraona, maionese agli agrumi, sensazione di aneto

Dettagli… Il ricordo impresso sulla pelle della conquista della stella Michelin

Per la preparazione è stata utilizzata la Pentola d?Oro Baldassarre Agnelli

Lo chef introduce il piatto

Lo spaghetto freddo a km 4925

Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 2006 Magnum ? Ca? del Bosco

Tortelli uovo, speck e patate

Grésy Chardonnay Langhe 2011 Doc ? Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

VG e lo chef presentano il prossimo piatto realizzato con il riso Gigante Vercelli Ideariso

Risotto al curry verde, aglio dolce, prezzemolo, lumache

Scoglio: frisella all?acqua di pomodoro e plancton, ricci di mare, triglia, gamberi rossi e cozze

Spalla di vitello BBQ, sedano rapa, verdure in agrodolce

Brunello di Montalcino 2005 Magnum ? Tenute Silvio Nardi

Ecco il secondo passaggio dedicato al vitello

Testina di vitello, tartar di vitello, acciughe del Mar Cantabrico, limone, pomodori secchi e foglie di cappero

Pre-dessert: limone ++ (sorbetto limone e vaniglia con granita alla Lemonsoda)

Passione Moscato Passito di Strevi 2008 ? Vini Passiti Bragagnolo

Yogurt, albicocche, sorbetto menta e sambuco

Lo chef Metullio ci presenta la sua brigata a cui spetta un meritato applauso

Ci spostiamo nella chocolate room per la degustazione di cioccolato

La selezione di cioccolatini

Gelati ricoperti di cioccolato al momento nella fontana

Quale abbinamento migliore di un ottimo rum

Diplomatico Rum Reserva Exclusiva – distribuito da Compagnia dei Caraibi

Prima di salutarci consegniamo ai nostri Amici Gourmet i cadeau del nostro main Partner Inalpi

Coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: macaron al pistacchio di Bronte e zafferano, tartelletta con mousse al cioccolato bianco e pesca, lampone frizzante in nuvola di zucchero, cheese cake mango e frutto della passione.

Caffè

Torrefazione Giamaica di Gianni Frasi Verona (VR) caffè AfriBon.

Dopo il pranzo ci godiamo un po’ di relax presso il Ciasa Salares che ospita il ristorante

Dettagli dell’interno

La piscina

La camera di VG

La splendida vista sulla montagna

La sala da bagno

Amenities

Courtesy Kit

Raggiungiamo il wine bar per un piccolo aperitivo

Pane

Pizza fritta 3ML: burratina stracciata, acciughe del Cantabrico, pomodori confit e olive taggiasche e Pizza fritta 3ML: ricotta di bufala, culatta di Langhirano e fichi

Degustazione di formaggi

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 676esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante La Siriola dell?Hotel Ciasa Salares
39036 San Cassiano (BZ)
Loc. Armentaola, Strada Prè de Vì, 31
Tel. (+39) 0471 849445
Chiuso il lunedì e tutti i giorni a pranzo
E-mail: info@ciasasalares.it
Sito internet: www.ciasasalares.it/

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 8 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 294 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i più prestigiosi e rappresentativi.

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[08/02/2017, 22:05] Ristorante San Giorgio ? Cervo (IM) ? Chef/Patron Caterina Lanteri Cravet

La storia del Ristorante San Giorgio comincia nel 1961, e come in tutte le storie che si rispettino, per lo meno in Italia, comincia con una famiglia, quella dell?attuale chef e patron Caterina Lanteri Cravet. Ai tempi lei era solo una ragazzina e, insieme alle due sorelle, cominciò ad affiancare ai fornelli la madre Tina, cui si deve l?idea di aprire il ristorante. Una passione che sa di vocazione quella della giovane Caterina che al San Giorgio diventa grande e apprende dalla madre quelli che oggi costituiscono i punti fermi della sua cucina. Dal 1975 è lei alla guida del locale, prima insieme al marito e, oggi, insieme al figlio Alessandro, cui è affidato il servizio in sala e il continuo approvvigionamento della cantina del San Giorgio che, con lui, è diventato anche enoteca, ospitata nel frantoio trecentesco sottostante il ristorante.

Il borsino delle guide cartacee 2017
Michelin assegna una stella e due coperti
Espresso assegna un cappello (nel 2016 altro sistema di valutazione)
Gambero Rosso non segnala

La squadra

Lo staff in cucina

Patron/chef: Caterina Lanteri Cravet
Chef de cuisine: Eraldo Kapaj, Patrizia Capponi, Alex Missipipi, Bakul Sarder

Lo staff in sala

Sommelier/maître: Alessandro Barla
Chef de rang: Michelangelo Latino, Diaz Osmel

Eccoci arrivati a Cervo

Le indicazioni

Ingresso

Sala e mise en place

Alcuni spazi della cucina

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Ricco e goloso ? 60

Un percorso di mare pensato dallo chef
3 antipasti, 1 primo, 1 secondo, pre dessert, dolce

Lunch menù (escluso sabato e tutti i festivi) ? 35

Aperitivo con entratina, 1 primo, 1 secondo

La carta

Antipasti

Gamberi crudi, zenzero, mentuccia, marmellata di agrumi e caviale Prunier ? 40
Acciughe fresche in agrodolce con pomodorini confit, basilico, origano e olive taggiasche ?20
Caviale Prunier (20 gr.) servito con burro, crostini e mimosa di tuorlo d’uovo e cipollino ? 50
Cozze gratinate e crostini ? 20
Catalana di gamberi con cetriolo, peperone e cipolla rossa ? 45
Capesante su vellutata di patate, fegato grasso, composta di cipolla rossa e pistacchio di Bronte ? 35
Battuta di Fassone al coltello con reggiano, piccola misticanza e senape in grani ? 23

Primi

Gnocchi di patata in guazzetto di gamberi, pomodoro fresco, Parmigiano Reggiano e peperoncino ? 24
Tagliolini ai 30 tuorli con vongole veraci, patata, aglio, olio, peperoncino e basilico ? 24
Ravioli di borragine e carne, pomodoro, maggiorana, tartare di gamberetti, zenzero e mozzarella di bufala ? 25
Risotto con seppia, il suo nero, pomodoro e Parmigiano Reggiano ? 23
Mandilli de sea (maltagliati) con il pesto di Caterina ? 18

Pietanze

Scaloppa di pesce al sale con purea di patata, all’extravergine, trombette, peperone scottato al forno, salsa d’acciuga e pistacchio di Bronte ? 30
Crema di trombette, calamari spadellati al rosmarino, balsamico, olive taggiasche disidratate e briciole di pane croccante ? 30
Triglia dorata in padella, trevisana, scaloppa di fegato grasso, salsa di acciuga, marmellata di cipolla e aceto balsamico ? 40
Acciughe e verdure fritte, maionese leggera e zeste di limone ? 25
Scampi e gamberi al vapore di aglio e peperoncino con schiacciata di patate all’extravergine ? 60
Gamberi di san remo grigliati serviti con misticanza ? 55

Carne

Filetto di manzo grigliato con purea di patata e verdure naturali ? 35
Scaloppa di fegato grasso con frutta, marmellata di cipolla e ristretto al marsala ? 35

Le dolcezze di Caterina?

Mousse al cioccolato, coulis di lamponi, soffice di crema e yogurt, croccante e mandorle tostate ?13
Torta di pinoli e uvetta con salsa zabaione e gelato alla crema ? 13
Crema di gelato con zabaione, crumble ed evanescenza di zabaione ? 13
Sorbetto al pompelmo rosa con bitter Campari o naturale ? 12

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

La chef e patron Caterina Lanteri Cravet

Qui con VG

Aperitivo

Champagne Brut Blanc de Noirs ? Alain Couvreur

Ci facciamo ingolosire subito

Tipologie di stuzzichini: fritto; focaccia con stracchino e prosciutto cotto; frittelline al cipollino.

Pane

Tipologia pane: pagnotta con farina di Altamura; baguette alle olive. Servito con olio extravergine Ars Olea.

Piattooo!

Frittata di zucchine trombette

Carpaccio di nasello, salsa tonnata, capperini e petali di cipolla in agrodolce

Gamberi crudi di Sanremo, marmellata di agrumi, zenzero caramellato e caviale Prunier

Riesling 2014 – Tenuta San Leonardo

Crema di zucchine trombette con calamari spadellati al rosmarino, balsamico e briciole di pane croccante

Scampi e gamberi di Sanremo al vapore di aglio, peperoncino e rosmarino

Il tocco finale al nostro sorbetto

Piccolo sorbetto al pompelmo rosa, zeste di limone e Bitter Campari

Maximo Sauvignon Marche Bianco Igt 2014 – Umani Ronchi

Ciliegie cotte al vino rosso con spuma allo yogurt e mandorle tostate

Gelato alla crema, salsa ed evanescenza allo zabaione, crumble alla nocciola

Caffè e coccole finali

Caffè arabica Torrefazione il Chicco

Tipologie di piccola pasticceria: biscotti di frolla con finocchietto; baci di dama; baci di cervo con nocciole tostate e cacao; torta di uvetta e pinoli.

Cucina

Grande materia prima e semplicità non significano certo povertà di contenuto. Anzi, tutt?altro, viene da pensare scorrendo la carta del ristorante: gamberi di Sanremo e di Oneglia, pescato freschissimo ?solo in mare aperto?,  zucchine trombette, fagioli bianchi del Conio, basilico, maggiorana e, immancabile, olio extravergine d?oliva, taggiasca, manco a dirlo. Per Caterina Lanteri Cravet la qualità della materia prima è una questione di etica: la sua continua ricerca equivale a un vero e proprio culto del prodotto, che diventa la base per piatti semplici, ma di gran gusto.

Servizio e accoglienza

Serio e paziente, Caterina definisce con questi termini lo staff di collaboratori che ogni giorni la affianca nella gestione del locale, un compito che la chef vive quasi come una missione. Grazie al figlio Alessandro, che, contagiato dal sacro fuoco della passione materna, dopo il diploma superiore è entrato nelle fila del ristorante come sommelier. A lui si deve la selezione di etichette della fornitissima cantina del ristorante, oltre 500, tra cui si contano eccellenze locali e chicche d?Oltralpe.

Conclusioni

Vale davvero la pena risalire i tornanti che portano a San Bartolomeo a Mare, piccola frazione di Cervo, in provincia di Imperia. Se si sceglie la bella stagione certo bisognerà lottare per trovare parcheggio, ma una volta seduti tavola le fatiche del viaggio saranno ripagate dalla cucina semplice e genuina di Caterina, orgogliosa paladina dei sapori più autentici della sua Liguria.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante San Giorgio
18010 Cervo (IM)
Via Volta, 19
Tel. (+39) 0183 400175
Chiuso
a cena lunedì e martedì tra ottobre e Pasqua; a pranzo martedì in luglio e agosto
E-mail: info@ristorantesangiorgio.net
Sito internet: www.ristorantesangiorgio.net

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[08/01/2017, 22:05] Cartoline da Sushi B Milano ? Il nuovo menù Kaiseki incontra le bollicine di Ferrari ? Chef Nobuya Niimori

Sushi B, moderno locale giapponese nel cuore di Brera, ha presentato il nuovo menù Kaiseki, ovvero 9 portate di tipica cucina giapponese, in grado di esaltare e raccontare la grande tradizione gastronomica del Sol Levante, fatta di pulizia e rigore, di accostamenti millimetrici e di materie prime, senza dimenticare l’estetica e i significati più profondi del cibo. Questa non vuole essere un’esperienza culinaria fine a se stessa, il Sushi B racconta un Paese, attraverso la sua cucina e i suoi costumi: il menù viene servito al bancone del sushi al piano inferiore, che ogni sera viene riservato solo per pochi fortunati, che hanno la possibilità di vedere all’opera due maestri del taglio come Tetsuaki Maruyoshi e Takashi Shimazu, che davanti a loro realizzano tutte le preparazioni fino all’impiattamento nelle ceramiche tradizionali. Il tutto viene impreziosito dall’ottimo servizio del sommelier Mototsugu Hayashi e da uno staff preparato e cortese, che indossa abiti giapponesi. Per questa presentazione per quattro giorni i piatti del menù kaiseki sono stati abbinati alle bollicine delle Cantine Ferrari. Un piacevolissima novità che molto presto sarà protagonista di uno dei nostri eventi esclusivi.

Archivio storico reportage:

-> Meeting del 10 settembre 2014
-> Meeting del 9 luglio 2015
-> Meeting del 21 gennaio 2016
-> Meeting del 24 febbraio 2016
-> Meeting del 6 aprile 2016

Eccoci arrivati

L’accoglienza

Lo chef Nobuya Niimori viene ad accoglierci

I tavoli nel dehors

Il cocktail bar

Le bollicine delle Cantine Ferrari protagoniste della serata

Ci accomodiamo

Il sommelier Mototsugu Hayashi con lo chef. Una gran coppia di professionisti al Sushi B

Il bancone del sushi

Il  menù che andremo a degustare

Iniziamo con un sake

Sake Rice Omachi – Isojiman

Passiamo alle bollicine

Trento Doc 2009 Perlé Nero – Cantine Ferrari

Piattoooo!!!

Sakizuke – Tonno scottato con karashisumiso e caviale Calvisius

Zenzai

Kobujime di calamari con acciughe del Cantabrico, bottarga greca e uovo di quaglia (nella porcellana rossa)

Filetto di ricciola fritto con salsa Ponzu

Uzaku, anguilla, wakame, finocchio e salsa Syosagu

Al bancone le preparazioni procedono

La bravissima e sempre sorridente Taeko Kato in abiti tradizionali giapponesi

Riserva Lunelli Trento Doc 2008 – Cantine Ferrari

Mukouzuke – Otsukuri

Sashimi di branzino, scampi, polvere di ricci di mare e basilico giapponese.

Trento Doc Perlé rosé 2010 Magnum – Cantine Ferrari

Yakimono – Saikyo Yari di black cod

Agemono – Toujiage di triglia

Prosegue la degustazione di bollicine

Giulio Ferrari Riserva della Famiglia 2005 – Cantine Ferrari

Mototsugu ci presenta la bottiglia con VG

Inizia una degustazione nella degustazione 

Sushi – Nigiri

Ricciola australiana; branzino marinato con alghe; salmone scozzese e frutta tropicale; tonno rosso; ventresca di tonno; mazzancolle; gamberi rossi; anguilla di Chioggia cotta alla brace; Sushi di uovo.

Tomewan – Akadashi

Kishu Umeshu Beninanko Plum Wine

Dessert 

Fantastica degustazione, perfettamente accompagnata dalla bollicine delle Cantine Ferrari. Esperienza piacevolissima!

Viaggiatore Gourmet

Sushi B
20121 Milano
Via Fiori Chiari, 1 a
Tel. (+39) 02 8909 2640
Chiuso domenica e lunedì
Sito internet: www.sushi-b.it

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[07/31/2017, 22:05] Ristorante Kitchen dello Sheraton Lake Como Hotel ? Como ? Patron Fausto Fontana, Chef Francesco Soletti

Francesco Soletti allo Sheraton di Como ci è arrivato da soli 5 mesi, chiamato dalla proprietà per guidare il ristorante di punta della struttura, Kitchen. Giovanissimo ? solo 26 anni ? le ossa se le è fatte ?in casa?, alla scuola di due grandi della cucina campana come Ernesto Iaccarino e Nino Di Costanzo.  Il canto delle sirene però per un Francesco poco più che ventenne parlava francese, così, fatte le valige alla volta di Parigi, ha collezionato esperienze in diversi ristoranti di Ducasse, dal Jules Verne al Plaza Athenée, fino al Louis XV di Monaco. Al ritorno in Italia, il battesimo della sua prima esperienza ?in solitario? si è celebrato sotto i migliori auspici in una struttura come lo Sheraton Lake Como Hotel. Nel mezzo del parco di 11.000 m2 che circonda la struttura, il Kitchen riprende la scelta stilistica che caratterizza il resto dell?hotel, con un arredo essenziale e un ambiente che privilegia la luce naturale e lo spettacolare paesaggio lacustre, incorniciato dalle pareti a vetrata.

Il borsino delle guide cartacee 2017 (lo chef è arrivato soltanto da pochi mesi)
Michelin assegna quattro casette all’hotel
Espresso non segnala
Gambero Rosso non segnala

La squadra del Ristorante Kitchen

Lo staff in cucina

Chef: Francesco Soletti
Chef de partie primi: Carmine Vecchione
Chef de partie antipasti: Nicholas Figliomeni
Pastry chef: Marta Lipari

Lo staff in sala

Patron/Maître: Fausto Fontana
Chef de rang: Sara Infante

Ingresso

L’insegna

La piscina

La Hall

Ristorante Gusto

Lo Sheraton Fitness Club

Aperitivo al Fresco Bar

Tipologie di stuzzichini: bresaola della Valtellina con salme gentile e crudo del prosciuttificio Marco D’Oggiono con vele di pane guttiau; babaganoush e miglio con verdurine croccanti salmone marinato  e roast-beef di Garronese.

Pranzo al  Ristorante Kincho

Oltre al Ristorante Kitchen, l?offerta gastronomica dello Sheraton Lake Como Hotel è corredata da altre due proposte, modulate per assecondare preferenze dei clienti e occasioni di consumo Al Ristorante Gusto, lo chef executive Carlo Molon racconta alla clientela internazionale dell?hotel la cucina più classica, che ha fatto grande l?Italia in tutto il mondo, mentre nella carta del Kincho a farla da padrone è la carne, preparata al momento sulla griglia che domina il grande gazebo di legno, a bordo piscina, dove sorge il ristorante.

Lo chef e mastro Pizzaiolo Carlo Molon

Qui con VG

Ci accomodiamo al tavolo dove apriamo il nostro pranzo con un grande classico

La Margherita

Il pane

Lo chef ci raggiuge al tavolo

Polpo arrostito su crema di hummus

Champagne Brut Cuvée Privilège ? G.H. Mumm

Molon all’opera

Gamberi  marinati in olio evo e basilico scottati all’ofyr su crema di fave con crudo di persico marinato al succo di agrumi e punte di asparago

Tagliolini home made con crema di piselli e seppie con il suo nero con zeste di limone di Amalfi candite

Ananas caramellato zucchero e cannella con fragoline di bosco al limone

Caffè e coccole finali

Caffè Lavazza intenso 100% arabica

Tipologie di stuzzichini: piccoli biscotti di pasta frollla al cocco, al cioccolato, con gocce di cioccolato.

Aperitivo a bordo piscina al Kincho Bar

Bloody Mary e Moscow Mule

Tipologie di stuzzichini: friggitello con spiedino di filetto; focaccia al rosmarino con kebab di pollo al curry; marmellata di peperoncino con coda di gambero marinata al lime.

Cena al ristorante Kitchen

Il dehors

Lo chef Francesco Soletti viene ad accoglierci

Qui con VG

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Menù degustazione 5 portate ? 70,00 / 7 portate ? 90,00

Cannoncini di manzo piemontese crudo, ripieni di cremino al Parmigiano, pesto di rucola e tartufo estivo
Tartare di ricciola marinata al lime, mandorle, asparagi di mare e gazpacho verde estivo
Tempura di fiori di zucchine ripieni di ricotta di bufala, borragine e prescinseua
Tortellini ripieni di pesto al pistacchio di Bronte, salsa di mozzarella di bufala campana, alici di lampara affumicate e croccante di pane mediterraneo
Rombo, amaranto soffiato e caviale di melanzane
Vitello da latte alla milanese, panato in quinoa allo zafferano su spuma di spinaci e il suo jus
Granita di zenzero e lime, mandorle e sorbetto alle ciliegie

La carta

Antipasti

Cannoncini di manzo piemontese crudo, ripieni di cremino al Parmigiano, pesto di rucola e tartufo estivo ? 26
Astice al lemongrass con variazione di pomodori multicolore ? 34
Tartare di ricciola marinata al lime, mandorle, asparagi di mare e gazpacho verde estivo ? 32
Tonnetto mediterraneo marinato allo zenzero su crema di piselli, ravanelli in carpione, patata viola e caffè ? 28
Legumi e frutta estivi su guacamole di avocado al peperoncino ? 22
Culatello di Zibello Gran Riserva ? 28

Primi

Spaghetti di Gragnano ai tre pomodori campani (Piennolo estratto, San Marzano confit, Corbarino petali) e basilico ? 22
Mezze maniche con astice, estratto di pomodoro giallo del Vesuvio, capperi di Pantelleria, olive taggiasche e maggiorana ? 24
Insalata di linguine integrali Bio di Gragnano, bottarga di muggine, tartufi di mare, vongole veraci e alga lattuga ? 28
Tortellini ripieni di pesto al pistacchio, salsa di mozzarella di bufala campana, alici di lampara affumicate e croccante di pane mediterraneo ? 24
Risotto con crudo di gamberi rosa marinati, yuzu e timo, marmellata piccante di limoni di Sorrento e fiori di zucchini ? 28

Secondi

Black cod su ragù di peperoni, acqua di pomodoro e crosta di olive taggiasche ? 36
Controfiletto di manzo piemontese, cicoria, finferli, chips di taro e maionese ai lamponi ? 34
Rombo chiodato pescato, zucchini, rabarbaro marinato e calamari ? 36
Medaglioni di agnello da latte, caviale di melanzane e petali di scalogno in carpione ? 29
Spigola pescata all?acqua pazza my way ? 34

Dolci

Tiramisù contemporaneo Kitchen ? 12
Consistenza di fragola e gelato al tè Matcha ? 18
Gelatina di albicocca, pistacchio, crema inglese e sorbetto alla pesca e verbena ? 12
Cheesecake di lamponi con sorbetto al frutto della passione ? 12
Selezione di formaggi italiani accompagnata da miele di castagno e marmellata di mela annurca ? 18

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Carte Blanche Champagne à Avize ? Veuve J. Lanaud

Tipologie di stuzzichini: chips di riso zafferano e liquirizia, polentina al tartufo estivo, cannoncino caprese, macaron al wasabi.

Pane

Tipologie di pane: bianco, ai tre cereali, grissini all?olio di oliva, focaccia rosmarino.

Piattooo!

Amuse bouche: tacos avocado, salmone e lime

Bera Brut Alta Langa docg – Bera

Tartare di Fassona piemontese, gelée al balsamico e sfoglie di rapa rossa

Noci di capasanta al pepe rosa su crema di topinambur e coulis di fragole

Vigna di Gabri Sicilia Bianco doc 2015 – Donnafugata

Tonnetto mediterraneo su crema di piselli e menta, ravanelli in carpione e caffè

Anterisio Roer Arneis docg 2015 ? Cascina Chicco

Tortellini ripieni di pesto al pistacchio, salsa burrata, alici di Lampara affumicate e pane mediterraneo

Colli di Luni Vermentino doc – Lunae

Rombo primaverile

Curtefranca Rosso doc ? Ca? del Bosco

Black cod su spuma di cannellini e crosta di erbe di campo primaverili

Vitello panato alla milanese con quinoa allo zafferano su spuma di spinaci e il suo jus

Moscato d?Asti Doc 2014 – Bera

Consistenza di fragole e gelato al tè Matcha

Caffè e coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: gelatina zenzero e lime, tartufini al rum e cookies cioccolato e cannella.

Caffè Lavazza intenso 100% arabica

Il dehors by night

La Suite di VG

La camera da letto

Il benvenuto dell’hotel

La sala da bagno

La colazione

La sala

Caffè, tè e tisane

La frutta

Il buffet dei dolci

Il buffet salato

Cucina

Pulizia ed essenzialità non caratterizzano solo gli arredi: Francesco Soletti è di scuola francese e si vede, parlano per lui i suoi impiattamenti dalla precisione rigorosa, in cui il lato estetico della composizione del piatto non viene mai trascurato. I suoi piatti però ?tradiscono? anche la sua anima campana, che emerge con prepotenza nella predilezione di Francesco per il pesce e per le verdure, che ha imparato ad apprezzare sin da piccolo, grazie alla cucina contadina dei nonni con cui è cresciuto.

Servizio e accoglienza

Per occuparsi dell?accoglienza del Kitchen la direzione dello Sheraton Lake Como Hotel ha giocato in casa, chiamando un grande professionista della sala come Fausto Fontana, storico patron di un?insegna ? chiusa nel 2015 ? che ha fatto la storia della ristorazione di qualità sulle sponde del lago, nota e apprezzata da tutte le celebrities in vacanza nei dintorni, il Gatto Nero. In sala, Fausto ha un savoir faire d?altri tempi, vero maestro nel coccolare il cliente circondandolo di attenzioni senza risultare pedante, guida il servizio con garbata leggerezza.

Conclusioni

Bella novità davvero l?arrivo di Francesco Soletti al Kitchen dello Sheraton Lake Como Hotel. Un cambiamento che rilancia il ristorante gourmand della struttura, portando quella marcia in più che il locale aveva forse un po? perduto dopo l?addio di Lopriore, due anni fa. La serietà e l?impegno di Soletti sono indubbiamente da ammirare e con la sua presenza il Kitchen ha di nuovo tutte le carte in regola per affermarsi sulla scena gastronomica comasca.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Kitchen al Sheraton Lake Como Hotel
22100 Como
Via Cernobbio 41/A
Tel. (+39) 031 516460
Chiuso lunedì, martedì a pranzo

E-mail: info@kitchencomo.com
Sito internet: www.kitchencomo.com

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[07/30/2017, 15:22] An Encounter in the Bardo - The Mentor and the Longtimer
Ex ante

Walking along a hiking path, on the edge of the continent and from the neighboring country to the south, the longtimer came upon a narrow valley. The temperature was a cool 66° F. The breeze blowing from the straits that separated the two countries was refreshing but brisk. The glen offered a perfect lull from the rigors of hiking and the possibility of a little, stolen nap. After all, the old hand had worked many years and this was kind of a vacation. It would also be a point of reckoning.

Once ensconced upon a picnic blanket, and after a light meal and a sip of fresh rosé wine, he slumbered. And the dream came. And inside the dream the messenger appeared. And as with all messengers, there was a dispatch. It was meant to review the old timer?s working life, this life in wine, and deeper inside the world of Italian wine than all the other wines. And as it was a dream, there would be no escape, until all the material had been transmitted. It was more like a Grand Jury.

The courier took the form of a mentor, long gone, but one who had a similar trajectory, only the generation before. So, while it was meant to be unfiltered, it wasn?t unkind. But it was frank, this review of one?s life in work.


?So you had quite the career,? the envoy began. ?Your love affair with Italy and her wines lasted quite a long time. In those years, you saw Italian wine go from tired, uninspired reds and bleak, lifeless whites, to a range of wines that any country might be proud to call their own, perhaps even France.? The mentor was of French (and Italian) background, but the French influence was stronger.

The old hand was silent; this was not the time for words from him. It was best to lie there and be quiet, passive and accepting of whatever verdict that was being handed out for a life?s work.

?And from where you stood, in the middle of the country, did you think you were doing the Lord?s work? After all, in Texas, doesn?t everyone think that? Bigger than life, your Texas is, eh? (The mentor was from Louisiana). Ah yes, you were going to change the world. Let?s look at a few places you thought you?d change.

?That little gourmet supermarket in 1985, wasn?t that a run! People told you that the rich neighbors would never drink Brunello, let alone Montepulciano. But you showed them didn?t you? You crammed the shelves and displays with anything you could from Italy. And guess what? It sold. But it didn?t last. The market was sold, torn down and rebuilt into a super-newer-market. Now you can find Moscato and Prosecco and Pinot Grigio and Chianti. And that?s about it. You really showed them, over time, didn?t you?

?And how about that Italian restaurant, where all the wealthy people showed up and drank Trebbiano and Gavi and Gattinara and Amarone? And the owner, who was so proud of his shrine to Italian wine and food. And all the wine you sold through places like that. And where are they now? All gone, all those tears, all those dreams, vanished. I?d be surprised if they even let you in those places now.

?Sure, it paid the bills, you raised your little family - you even managed to save some money for your retirement. But your legacy? Pshaw?it was your job, not your life.

?That?s the trouble with all of us when we?re young. We don?t know the things we will know. And before then, we fight and scrape and defend our position as if it meant something. They?re like all those bottles that have been opened on a Saturday night in a restaurant. They?re empty and in the dumpster outside, waiting for a new use, another purpose. But before that, we?re waging war for control.

?Hey, you?re not the only generation. Ours did it. And the next after you will as well. In fact, they look at you like they would me - you?re all but dead to them. Only you?re not dead to you. But you have to know where to direct your remaining energy. It?s not on the front lines anymore ? they don?t want you there ? you?re in the way.

?Look, you had a larger opinion of your place than you should. Hey, it?s like most of us; we?re the center of our universe, and that?s what takes our attention. Tending to our universe. But look around you; you?re dozing on the edge of the continent, with this cool breeze, looking over a body of water back at your native country. What do you see? Is it any longer the center of anything that you are part of?

?And when you are back home, what do they call it, flyover country? Or what did that master sommelier call it, a state full of third-tier markets? (Yes, he did.) And this was what occupied your whole life? As if getting a wine buyer to buy in to your vision was the reason you were put on this earth? Did you really aim that low??

I?m still trapped in this dream and unable to answer a word, but somehow it did not matter. The evidence was all in; there would be no defending a life of work that had seen most of its days in the rear view mirror. It was a fruitless exercise to redeem or reclaim or redefine.

?So, now what? What do you think you can do, at this late hour? You?ve had your time at bat, you swung a few times, hit a few homers, struck out a bit. Sometimes your team won, sometimes they lost. And sometimes you were on better teams than other times. That?s pretty much the way it goes for most of us. Don?t expect much more. It?s almost October for you. No more World Series. No more All Star nominations. You?ve grown old. Like it happened to me. And like it will happen to the young Turks, although they think, as we did, that they are going to beat the rap. They won?t. In 15 minutes, it?ll be their turn for someone else to have this conversation with them. They don?t think it will ever happen. But it will.

?Is there something you are missing? Do you have all the respect you deserve? Or fame? Or fortune? When you get to where I am, you?ll see all that stuff is pretty much a bunch of hooey. Who cares? Let them flail in their Super Tuscan swim hole. Let them buy low and sell high. Let them desert you and ignore you. It doesn?t matter. You?ve done all you can do. Time to let it go.?

This, coming from my mentor, from a bardo of indeterminate destination, as I napped in a vale, on the edge of the continent, within shouting distance of my native country. I felt compelled to accept his verdict, if only to ease the release of the mentor from his bardo ? so that he might move on ? so that we all might move forward?


Mors est quasi quaedam migr?ti?.

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[07/23/2017, 18:49] Insights into Life and Wine ~ While Hiking Among the Old Growths
There?s a bit of the old Zen when walking among the ancient living ones on our continent in the Pacific Northwest. One is that we humans, as old as we can get, aren?t always the oldest ones in the room. Something has lived longer, experienced more of life, and even though they might not be able to out-and-out talk to us, they speak. Oh, do they speak.


I don?t know where my reverence for elders stems from. Like most of us in my generation, I was taught to respect my seniors. But I don?t remember being told to listen to them. In fact, there was that period in the 60?s (and 70?s) when we didn?t. And we changed the world. And that world will never be the same.

Now, anyone who is 60, is undetected by the fidgeting masses of millennials, aching to post every victory, every heartache, hell, every fart, which comes out of their wriggling frames. It?s like so many millions of Truman Shows we are being exposed to; every new drink, every flirtation, every grain of sand on that oh, so perfect beach. Every inch of Big Sur. Every painful inch. As if we had never seen it in our 60+ years on this goofy little orb. But how would they know? We are invisible. And they are new! new!! new!!!

Plodding along like a Nepalese Sherpa, up and down a pine needle path, among those older, taller, and quieter, than what we usually are around, provides a stark contrast to the typical urban dwellers day. And a continuing education. To gather in the silent steps, in this environment. Something to take back in one?s heart, home.

Or so that has been my path this past week. It?s a renewal of sorts, but also a reaffirmation, that the path one set upon so many years ago is still there. It hasn?t eroded on a hillside, fallen down a crevice, disappeared into the past. It?s right there, right in front of me. If you just keep plodding along. One small step in front of the next ? avanti.

And that?s the secret of learning about Italian wine too. You?re not going to conquer Everest in one fell swoop. Oh, you can try ? and die. But fortunately with regards to Italian wine, you won?t die ? but you could burn out.

Or anything wine for that matter. Wine is a small part of life. Yes, to some of us, it might be the whole thing. But really? Look around you. Gaze upwards . See those tree limbs swinging up there at 200-300 feet? Or beyond the trees, see those lights in the sky? Those stars, galaxies, and universes upon universes? There?s more than wine. And there is a good experience in all of this to apply to the wine world, Italian or otherwise.

And it isn?t the newest found star, or the brightest little comet that?s streaming, out of range, and causing so much stir down below. It?s the everyday stars, the ones that shine even in the midday sun. The good, wholesome, honest, dependable accompaniments to the meal ? the cheese, the salumi, the roasted eggplant, the poached fish, the grilled steak. Part of life ? not the whole of life ? a slice . But to some of us, an important part.

Yes, the old trees told me this. Yes, it?s mighty to think all of this parading in front of us is important. But somewhere in the forest, anther parade is taking place ? millions, billions of them. They?re the little dramas within every tide pool ? those hermit crabs wrestling for their spot under the sun (and sea), the mollusks and creatures so small they can hardly be seen by the naked eye. The confrontations between the bald eagle and the ravens, played out daily as tragedy or comedy in the Grand Theatre of Life.

Experiences ? that?s what we are being given, from the moment the cord is cut to the moment the lights are turned out, and who knows, beyond perhaps?

So the next time someone puts a bottle of Gattinara in front of you, the next time a bottle of Soave appears before your eyes, swooping down on the table like an eagle, be still. Be calm. Put your phone away. And just enjoy the experience.



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[07/16/2017, 12:54] Gone Fission...


Going off the grid for a week. Nothing's wrong, just need to step away from the world and dip my pole in cooler waters - the rods have heated up and we're approaching critical mass.

...on vacation - back soon



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[07/09/2017, 16:13] Back to the Basics in Basilicata
Americans still want to go to Italy ? in fact more of them are going than ever before. And so I have been getting more than my share of queries from fellow travelers about what to see when they go to Italy. In most cases they are making the grand circle ? Rome, Venice, Florence, maybe with Pisa thrown in, and if they are really packing every moment of their week (yes, 7 days!) with non-stop tourism, even the Amalfi Coast. Try as I do to encourage the hopeful visitors to pare down their stop to two (or one) I am usually not so successful. So, please feel free to cram it all in, with 90°+ F weather, and with all of the thousands of other folks, walking the hot, humid, streets of Rome, traversing the steamy, crowded alleys of Venice and enduring the long lines of Florence. After all, when you are finished, you will be rewarded with a hair-raising bus ride along the Amalfi Coast and deposited in an overpriced hotel room next to a window overlooking a fetid dumpster. You think it doesn?t happen? You just haven?t made all the mistakes I?ve made in my 50+ trips to Italy. But go ahead, don?t believe me ? find out for yourself. Or?


?when you land in Rome, get yourself a car and drive to Basilicata. There will be tourists, but not so many. The weather in July (the warmest month), in Melfi, on average is 77° F. Sounding better? Sure, there is no expanse of seaside (plan on Puglia afterwards, if you need to). But if you want a taste of the Italy that hasn?t gone away, think about Basilicata. I can?t get enough of the place ? for me, it ties into the sense of ancient and stays tethered to the continuum of time that many of us in the civilized world yearn to rediscover in our life.

Let?s talk about the wine. When wine lovers start talking about Italian wine, invariably someone brings up the subject of all the many different grapes and wines that come out of Italy. And often the subject veers into the chasm of confusion regarding those grapes and wines which bedevil so many people. And while I find those many wines to be interesting, even fun, like so many mountains to climb, I know it is a reason for why many people just give up and order the Pinot Grigio. Well, Basilicata has made it simple. Aglianico. That?s it. Red or rosé. You want a white wine? Of course, there are choices, from Fiano to Greco to Malvasia and even some unexpected grapes like Müller-Thurgau and Gewürztraminer. But 80% of wine in Basilicata is red. So, learn to love Aglianico.

Which is fine with me. I already do. Should you? Well, do you like Sangiovese? Nebbiolo? Nerello Mascalese? Pinot Noir? Cabernet Sauvignon? Syrah? Oh, you do? Then you must like red wine. Good, then you will like Aglianico. Simple, eh? Back to the basics, non e vero?

There are different styles, and as the younger generation is taking the lead in the climb to bring Basilicata and Aglianico back into recognition, the styles are evolving. Twenty years ago, oak and extraction were de rigueur. No one went to Basilicata; no one wrote about their wines, save for a few old diehards intent upon casting a light upon this isolated and remote region. A few winemakers sent up flares with their amped up Aglianicoa in hope of getting attention. Around 2000 the critics starting giving some of them high marks. Wineries like Cantine del Notaio, Elena Fucci, Feudi di San Gregorio, Paternoster, Tenuta La Querce and Terre degli Svevi.

Right about now, I know you?re trembling with anticipation that I might break out into a good old fashioned paragraph or two of wine reviews. Sorry to disappoint you. If you?d like those sorts of things, I?d refer you to Ian D?Agata, who produces brilliant notes about the wines of Basilicata, with pathos. Ian has the historian?s sense of time and perspective; it is my sense we share a similar crush for Basilicata. So mosey on over to Vinous and fill up your canteen.

I am climbing a different mountain, the one in my mind?s eye. There are volcanoes, there are hardships. It is cold, at times, brutally cold. And the wind blows mercilessly. And the snow flurries all but extinguish the flame in my heart for Aglianico. But they don?t. I keep trudging up the mountain, in my own time, searching for my Golden Fleece of a wine. I know it?s there, I?ve seen it.

But my interest isn?t just about the wine. And as time passes, wine is becoming more integrated ( and less singularly important) within a larger portrait of the world which draws me closer to it. It?s the stories.

I?m in one of those cities on the top of a hill, with caverns and grottoes. Ten minutes from the Basilicata border, so technically in Puglia. But, like nearby Matera, effectively Lucania (the ancient name for Basilicata). In one of the town squares, four older gentlemen sit, talking. It?s market day and farmers are bringing their fresh herbs and vegetables. For some reason, my impoverished Italian language skills get ?better? in the south of Italy. I cannot resist going over to these four men and finding out what their story is. It?s a scene I saw and heard when I first came to Italy almost half a century ago. Then, the end of World War II was much nearer to the people in their memory. And the many bombed out towns were in the process of rebuilding. But the endless bureaucracy of Rome and the leaky coffers of Southern Italy, often saw the money go to other places. Bridges to nowhere. Or lavish palaces on some rocky promontory overlooking the Tyrrhenian Sea.

All this to say, while some problems haven?t been totally solved and some things, in the political arena, never seem to change, time does take all of us up (or down) the mountain. And these four fellows, in their late 80?s and 90?s, had seen Italy during an historic epoch that rivals the Renaissance or Imperial Rome - The Modern Age. Many observers fear the Modern Age, with ultra-communications and ease of movement, has caused a landslide in the rural, ancient, rustic, traditional parts of Italy. I often hear, ?The internet has destroyed the particularity of Italy.? I don?t think so. Like a stone that has been etched over and over again, the impressions commix, but the tabula rasa is there, intact. A few iPhones cannot destroy it in ten years.

The old men, they were brilliant. Old, yes. But also very young at heart, like men who had been liberated from the bonds of testosterone and machismo. And they were. Fundamental. Basic. And for this outsider, they gave me hope that what makes Italy great has not disappeared. It might be wearing a few more tattoos or tighter pants, but that is ephemeral.

I want to go back to Basilicata. And when you get tired of clawing your way through Rome and Venice and Florence and want to see the timeless and immovable mountain that Italy is, join me.





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[07/02/2017, 16:50] The Angry White Man?s Guide to Italian Wine
Un po' pasquinata, per piacere

God, Guns and BBQ - That's what makes America Great!
The lawn chairs are gathered, the Roman candles have been foraged from the local fireworks store (just outside the city limits). The AR-15 is all ammo?d up and the P938 is locked and loaded, safely holstered and at the ready. We?re coming up on the Big One ? Yessir ? Independence Day ? and aside from Beer and Bourbon, you might need to get ?liquored up? with a little bit of Vino. And that Italian immigrant family who just moved into your gated community - you want to show the refugees some of that good ?ol American hospitality? Offer them up a nice bottle of Chianti or Prosecco or ? STOP!

Forget what they want ? let?s show them what they need ? and what you need to be a better balanced man, when it comes to Italian wine. Here?s your Million Dollar Primer ? your screaming eagle guide - to the most important, best Bang! for your Buck!! wines from Italy. That is, until they get religion and switch over to ?America First!? wines.


First off ? None of those sissy white wines! Forget Pinot Grigio or Moscato or Prosecco. In fact the only white thing should be the person drinking the stuff. But like our blood (and our meat!), let it be red and let it bleed! Do you hear me? Red wine is what Jesus made and if it?s good enough for HIM, then it?s good enough for the rest of US.

Lesson One - Any true-blooded American (aside from those castaways we found, living off the land, when we discovered the place) needs a mouthful. Find it in Big Red Country - First stop is Super Tuscany. They got it right with American grapes, Cabernet and Syrah in small, tight barrels, rich and oozing of affluence and power. Hey, you may be angry, but you like the finer things in life. Yeah! This is the Talladega Superspeedway of wine. And bring your money, lots of it. Because everyone knows cheap wine ain?t worth the money you waste on it. It?s also got to be Super Expensive. While you?re at it, don?t just buy one of those little bottles ? little bottles are for the little people ? belly up to the bar and buy you a Magnum, just like that little thing hanging by your side, there. (Hey, that is supposed to be a concealed weapon, friend).

And while you?re at it ? Do not ? I repeat ? DO NOT - buy anything that got less than 95 points in the Wine Spectator- the only authoritative American-owned wine rag ? it?s like The Bible to the A.W.M community.

And stick to the Superior Super Tuscans with Cabernet or Syrah ? no 100% Sangiovese, like those sell-outs in Montalcino, peddling their French (!) oak-aged ?Sangiovese Grosso in purezza.? Gross! They?re just Super Tuscan wannabee crybabies. Let the sommeliers fight over them. Stick to your guns!

Another crucial reminder ? ONLY buy vintages that come from what we call ?American Vintages.? Those would be wines from hot, sunny seasons. And forget anyone telling you it?s because of some ginned-up hippie mantra about global warming ? we all know THAT is because of ?the ocean waters and this environment that we live in." And we know that because our once-and-always Great Texas governor Rick Perry told us so. So, get on the horse and go git you some of those 98 pointers out under the Tuscan Cowboy Sun. And the more expensive the better ? End of Lesson One!

Lesson Two - nothing sweet ? sweet is for babies and iced tea. Dry, dry, dry ? that?s the stuff! Something like an Amarone, yeah that?s it. Nothing better on the 4th of July in America than hot dogs, hamburgers, BBQ brisket and a Big Gulp full of Amarone from a ?5 STAR GENERAL? vintage like 1983 ? the year our dear old ?Best President of all time? - Ronald Reagan - sent our troops to Lebanon. Yeah, I?ll Drink To That! It?s the kind of wine Oliver North would go into the blazing oven of battle for. Amarone ? something big ? like, well, you know who I?m talking about ? I don?t need to name names now, do I? This is, after all, America! Amarone in America ? has a nice Golden Ring to it! (or if you prefer, ???????? ???????)

Lesson Three ? forget about all that volcanic wine nonsense ? Etna, hell, just a bunch of pot-besotted hippies and commies at the end of their rope ? making light, sissified wines. Like the true Italian immigrant Tony Soprano said, ?Fuhgettaboutit.? And while you?re at it ? fuhgettabout any rosé wines, light or dark ? and sell off your wife?s Volvo SUV and get some religion, will you ? get that new Escalade ? after all, you?ve got to have something to drive when you buy all that fancy wine at your Big Box store ? you know, the one where you get your ammo up all real cheap?

So, to recap ? no volcano wine from anywhere ? not from Sissy Sicily, not from those other failing mountains, Vesuvius, or Vulture (although that last one does have a good ring to it) or that stupid sissy Soave ? get it out of your head! You don?t buy wine from Washington?s Mount St. Helens ? it?s all burnt up ? don?t do it from Italy either.

America's Venice is greater than Italy's Venice
PSA (Public Service Announcement, that is) - All Italian wine is American. Huh, more fake news? No, really it?s true ? Because we Americans saved the vineyards in Italy (and all over the world!) when their root stock was too weak to fend off some little nothing like a root louse called phylloxera. And we ? A.M.E.R.I.C.A. - sent over our powerful and manly root stock. And now everything that grows in Italy, except for those hippie commie volcano wines ? come through our American Roots. Forget about Est! Est!! Est!! ? It?s USA! USA!! USA!!! All the Way!!!!

Lesson Four ? Everest Wines ? We should call them McKinley wines, until some jackass changed the name to Denali ? so let?s just go with what we know ? Everest, it is! So what are they?

They?re big ? Really Big! ? and hard to get and hefty and expensive ? Yeah, no Barbaresco on this list, amigo ? we?re going straight for the jugular ? Barolo.

Funny name, Barolo. I like Brlo better, it?s more economical, and sharper, edgier - makes me feel all clean and ready for the Big Boy Chest thumping contest that July 4th is to us real Americans. Hey, Barolo is a stretch. After all, it?s a thin skinned grape (Sad! Not like us Meat Eating Americans!) and it?s grown up there awfully close to France, and even closer to those Swiss neutral-gender folks. You want a man?s man of a wine ? I get it ? But Barolo is Big! And Fancy! And hard to get! And Expensive! And that means ?Very Prestigious!?

Which means you will impress your Italian refugee family So! Very!! Much!!! when they sit out on your boat deck and witness their first ?rockets' red glare, the bombs bursting in air? 4th of July Fireworks Extravaganza ? paid for by your very own All American H.O.A. - Go for it ? it?s time to Splurge ? not Scrooge ? remember we?re making America great again!





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[06/25/2017, 16:57] Do old Italian-American restaurants hate new Italian wine?
For those whose families emigrated from Italy over 100 years ago, it is a secure bet that we still identify with our roots. In the U.S., we?re Italian-Americans, although many of us prefer to be seen first, as Americans, with Italian heritage. If anyone doubts that, all one would need to do is get on a plane, go back to one of their family towns and see what they call you. Here comes the ?Americano,? they would call. And that?s if you were born there and had only been gone for five years, let alone 100.

When one delves into the complicated mesh of food, especially from Italy, there are snags. First of all, where you came from. If from Trento or Alba, you will have your specific traditions and foods. And if you came from south of Rome, you will have another. And, seeing as many of the Italians that came to America 100+ years ago came from the south, their influence on how we perceive Italian food, historically, has been overarching.


One of the most mystifying things I have had to reckon with is the Southerner who opens up an Italian restaurant and calls it ?Northern Italian cuisine.? To explain this would take a book. And when I open up a menu in a place like that and see Veal Marsala, I become cross-eyed and confused, wishing I had opted instead for an Indian restaurant and Chicken Tikka Masala.

Oh, to seek solace and refuge in one of those old Italian-American eateries that dot the East and West Coasts, for a simple plate of spaghetti and meat balls, with a never-ending basket of garlic bread and a bottle of Chianti, the one in the quaint bottle wrapped in straw. Ah, comfort?

I had my places growing up in California, like Petrillo?s in San Gabriel, with their flat pizza covered in tomato sauce and anchovies. Or Green Valley Restaurant in San Francisco?s North Beach neighborhood, where I supped as a cash-strapped student, craving a little ?down home? cooking.

Nowadays, the old Italian-American restaurant is an endangered species, even in places like New York, where rents have threatened places that have passed from generation to generation. But there are some standouts. Pete Wells recently reviewed Don Peppe in Queens, and looking at the pictures and reading about it had me wanting to book a flight to NY just for lunch. Wells briefly mentioned wine at Don Peppe, ?A person who knows of Don Peppe only as a scheme of Turtle?s in an 'Entourage' subplot may ask to see the wine list. Everybody at Don Peppe drinks the house white or the house red. Both come in bottles with no cork and no label. Both are well chilled. Both have the carefree good cheer of the very young.?

Chilled red wine ? we?ve come so far, in such a short time. I still want to go to Don Peppe, though.

Years earlier, I drove from New Orleans to Houma to do a wine dinner. Along the way, we stopped at Mosca?s, another Italian-American shrine to eating. One of my Italian colleagues lived in the seaside town where the owners came from, and it was one of those nights under the umbrella of an Italian-American dining experience that I will never forget. The wine list, though - even though it tried (and still tries) to cover most of the bases - it?s as if there are irreconcilable differences between (classic) Italian-American taste and the current state of Italian wine. The wine list appeared more as an archeological artifact, evidence of the state of Italian wine at the beginning of the third millennium. Thankfully, they allow outside bottles to be brought in ($20 corkage per bottle ? two bottle maximum ? no checks- no credit cards).

In an alternate universe, gone are the straw covered bottles of cheap and cheerful Chianti. Gone is Bolla Soave (or was it Soave Bolla?). And more currently, gone is heavy, testosterone-laden Brunello. The scandal at the beginning of the century changed that course. Didn?t the Italian-American restaurateurs get the memo? Oak is out, fruit (and acid) is back in. And natural, the more the merrier, is making inroads. And the millennials are calling the shots. That?s what Donatella Versace is saying. So, why this disconnect?

Recently I was in a restaurant with an Italian motif. The front-man was born in Italy, although he probably needs to go back for a refresher course. I ordered the salmon, knowing, that even though it?s probably farm-raised, it will be predictable, and not over wrought with sauce or garlic.

While there, a group of elderly white gents were sitting at a table. They were in the concrete business; rumor had it they were investors in the place. As a sign of good will and respect, we sent over a couple of bottles of relatively good wine that we were trying out with a client. I noticed over at their table they were sipping on Ruffino Ducale. Nothing wrong with that, after all wasn?t it the favorite wine of Tony Soprano?

On leaving, one at our table who knew several of the gents, stopped by to say good-bye. Asking if they liked the wines, one of the Silverbacks at the table remarked, ?Yeah, thanks, but next time, bring some of the good stuff!?

And therein lays the crux of the issue. Everyone wants more. More sauce, more garlic, more cheese, more good, more of anything. An old guy is looking down the barrel of time, sensing (but maybe not wanting to admit it) that there is less and less of the one thing he cannot acquire ? time. So, let?s have a really ?big? wine. And so, here comes the Sassicaia, the Ornellaia, the Any-aia as long as it is ?huge.? Subtlety is lost on a man who is losing a race.

Now, the many folks who go into the many venerable Italian-American spots like Don Peppe and Mosca?s are not all in that boat. But let?s face it, that boat landed many moons ago. And people get ?set? in their preferences. Look, I?m kind of glad that Ruffino Ducale is still doing well. It?s one of the few selling missions I?ve been on in my career that is still a ?thing.? So many windmills those of us in the trade have tilted at over the years, and what do we have to show for it? A preponderance of Chianti, Pinot Grigio, Moscato and Prosecco. Meanwhile, over in little ?ol Ittly, they keep making up new wines from old grapes, hoping to sell them to their Italian-American counterparts here in the good ?ol USofA.

Well, we aren?t going to change the folks at Don Peppe or Mosca?s. I don?t believe old Italian-American restaurants hate new Italian wine. I just think, for many of them, they?re not anywhere near to being on their radar. But there are those chefs, like Mario Carbone, who along with his partners, get the new Italian wine with the old Italian-American food thing. And there are more and more coming, so this isn?t a hopeless rant.

It?s more of a 7th inning stretch. We?ve come a long way. We?re not there yet. And we?ve gone through a couple of pitchers. But relief is on the way.

I have to believe that. And so do all those hopeful producers, holding their wines up to those on the big steam ship, eager for someone, anyone, to grab up one of their babies and take them to that brave new world called America.



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[06/18/2017, 23:09] Puglia's Rosé Conundrum - Through a Glass Darker
How is it a trait that a place is known for, even famous, shuns the quality in favor of fashion? It happens all the time - take a walk through Times Square and feast your eyes upon all that which is desirable. In the case of Puglia, today, the place has an identity crisis. And it centers around the color of their rosé wines.

Rosé wine is all the fashion today. And this is cause for celebration from those of us who never thought we?d see this day. From every nook and cranny of the wine producing universe, someone is bringing out another rosé. Germany, Spain, California, France, Texas, Argentina, Australia, Lebanon, yes Lebanon! Rosé wine is no longer this impossible dream of wine lovers, that someday we might find ourselves in a world where the pale red isn?t shunned.

I couldn?t be happier. But I also am concerned. I like deeply colored rosé wines and some of my favorite wines are starting to look pale and anemic.

?You are trying to be Brigitte Bardot when you are Claudia Cardinale!?


That is the mid-century mantra that roils my reverie. Negroamaro, Primitivo, Aglianico, Nero di Troia and Susumaniello, among others in Puglia, are deep red wines. This isn?t Sangiovese or Nebbiolo we?re dealing with. ?the strong sunshine, in addition to, in some parts, the heavy soil, produces strong, coarse wines,? so waxed Cyril Ray more than 50 years ago in his then groundbreaking tome, The Wines of Italy. Puglia winemaking has come a long way from that time when Ray indicted them as ?course wines, the reds used for blending and the whites as a base for vermouth.? Indeed, this could be a whole book, breaking things down to reds, whites, sparkling dessert and rosé wines.

When rosé wine first began to be exported from Puglia to the rest of the world (or at least, America) in the 1950?s, the producer Leone de Castris blazed that trail. A deep rosé at the time, called Five Roses, it carved out a niche in the American market in southern Italian eateries in New York, Chicago, Boston and San Francisco. But even now the wine has lightened up, as Ian D?Agata noted recently in Vinous, ?Bright pink; this is much lighter in color than previous vintages. Cedar graphite and fresh apple on the nose, then more complex on the palate with similar flavors to the aromas, but also hints of pear and blood orange. Very fresh and long on the finish.?

During the week I was in Puglia this month for Radici2017, we tasted through many rosé wines, and I noticed the trend towards lightening. How funny, the Italians pride themselves on getting out to the beach (or the pool) to bronze their bodies, but their wines they lighten up, as if a darker color is an embarrassment of sorts. I just don?t get it.

Actually I do. It?s the Provence envy thing. People see how Provence rosé sales are exploding and they want a piece of the pie. But there are rosé drinkers and there are rosé lovers. I?ll explain.

For the most part, there are folks who would just as soon drink a glass of Pinot Grigio or Chardonnay (or Moscato or White Zinfandel) than rosé. But these pale, onion skin rosés (ala Brigitte Bardot) are trending and fashionable. So they go with that. And producers ramp up production in order to catch that wave. But those of us who have been in this game for more than eight innings know those people follow the styles. Today it?s Provence rosé, yesterday it was Chardonnay. Tomorrow, who knows?

But there are those wine (and rosé) lovers for whom a delicate yet richly colored rosé wine is part of the flavor palette of those who value any number of wines ? from Bordeaux to Barolo to Verdicchio to Aligoté. And for that reason, some of us still long for a Negroamaro rosato that has a good summer tan (ala Claudia Cardinale). And that goes for Primitivo, Aglianico, Nero di Troia, Susumaniello along with most Italian rosatos (sans Bardolino Chiaretto). Why? Because that is part of their nature ? and aren?t we all a little in love with the natural these days? Or at the very least, that which is authentic?

In that way, when I see a bleached out (in color but also smelling a little of it as well) rosé from Aglianico, I?m disappointed. Just as I was when I sipped on a lighter-than-it-should?ve-been Cerasuolo of Montepulciano recently in the wine bar at Roma Termini.

Perfect example: I?m in an Adriatic seaside town, ordering lunch with a friend. They bring Orecchiette all'Arrabbiata. It?s 35°C outside in the noonday sun, and we?re seated inside, in a bright room, which although somewhat cool, is slightly balmy. A red wine won?t do; a white wine would if it was the only option. But a chilled bottle of deeply colored (and flavored) rosato is (and was) the perfect companion. You need the body and the color backs up that proposition that the wine have some ?stuff? to it ? not just filler for a trend-deprived diner looking to be seen as cool.

No, it?s more than ?being seen? as cool. In the Mediterranean, one actually needs a vehicle to cool the body down, but again, not as a pale rider. Some of us like the heft, the power and the punch that a darker rosé conveys.

So please, dear producers in Puglia ( and Basilicata, Sicily, Calabria, Campania, Sardegna, Abruzzo and so on..), please get over your Provence envy in regard to the color of your rosé and keep making what it is you became famous for. Follow not the trends. Never,ever, relinquish your bona fide path, on the wine trail in Italy.






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[06/11/2017, 12:11] 40 Years - On the Wine Trail in Puglia
What a difference 14,520 days makes

It seems to be unimaginable for someone young today to digest a span of time like 40 years. And when older people, for whom time has stretched farther than one might like to admit, relate a long-past thing, for those who did not live in that time, in today?s Instagram-gratification culture, it?s insufferable. ?I didn?t live it, old, man. It doesn?t affect me.? Yeah, I get that. But it does - the wine we tasted then and the wine you are now enjoying - they are universes apart. And it is important to know what happened, and how we got here, so that you can better enjoy your Nero di Troia, or your Negroamaro Bianco or your Susumaniello rosato.


September 8, 1977 ? My first encounter with Puglia. The summer season was over, people were returning to the cities, abandoning the beaches. Puglia was a deserted island of a place. It was still warm - the mosquitoes had not left - they were still munching from the all-day buffet of those who had remained behind to work the vineyard and olive orchards. Or for those few tourists, who were walking along the road from Fasano to Locorotondo.

Puglia wasn?t pristine, but it was unspoiled by commercial tourism. You could go anywhere, without crowds, without danger of getting hit by people driving while talking on their cellphones. Alberobello was a quiet, little sleepy town with funny buildings, not a huckster?s dreamscape. It was a safer place. And it was a more innocent time. But the wines? They were simple if not a bit feral.


A stop on the outskirts of Locorotondo, where a small winery, a Cantine Sociale, would fill up a liter bottle for the equivalent of $.50 a bottle. Good enough, serviceable, definitely wine, if it lacked for pizazz. But it was cheap and cheerful enough. Touring Italy on $17.00 a day, all expenses, it was a bargain.

Later, when I returned to the U.S. and immersed myself in the wine trade, the wines from Puglia started coming into our little warehouse. One I remember, a 1979 Salice Salentino from Barone Malfatti, was a large, lumbering bear of a wine. Unfiltered, it possessed a sort of animale nature, one that naturalistas today would love, for it was grapes into wine with nothing in between. And it aged well enough for 5-10 years, before it bricked out and lost its deep, dark tan.

Really my love with Puglia came in the early 1980?s, when I worked with Nicola Savino, who was a young chef from Conversano, and he had come to Dallas to cook in an Italian restaurant, La Tosca. Nicola was (and still is) an amazing palate. He first showed me how the food of Puglia dovetailed with the wines. And then subsequent trips, too many to remember, continued to reinforce that notion.


Ah, so it was about the food? If you haven?t been to Puglia, then you have only to step onto this land and become born again with the conviction that wine is food, which in Puglia is to orbit around a marvelous microcosm.

It was really up to the winemakers in Puglia to catch up to the food. Cracking the code in Puglia is not something one can do in a week. This is a large (and long) region. It is, for me, one of the most mystifying in Italy, because one might want to think, at first blush, that one ?gets? Puglia. Hey, it?s all there, the sun, the sea, the forests, the fields, the produce, the seafood, the pasta, the meat, the oil, ah yes, the oil. But that is not only what Puglia is.

This region is an island by virtue of its size. Not an island like Sicily, or Sardegna, but a landlocked landmass that admits not just anyone. Oh yes, you can arrive to there, and walk and drive and swim and sleep and eat and love your experience. But to enter the deep caverns, to discover what lies under the surface, that is not for the weekend wanderer. This is just arriving to me, after 40 years, an inkling of what Puglia really represents to Italy. It is not a heel; it is a cultural anchor, a mooring, a support, to keep the peninsula in balance with the world that swirls all around it.


This is a revelation to me. That Puglia is the reliable relative, one you can go to for clarity, for understanding, for reassurance. Here, there will always be the prima materia that we look to Italy for.

After I left Puglia, this time, I flew to Rome to catch my flight back to America. A day in Rome. Walking, camera in hand, looking for that place where I first was dropped into this minestrone that I have been guzzling all my adult life. I didn?t want to go, didn't want to leave Puglia. My friend Nicola Savino told me one of the reasons he came back to Puglia and Conversano, was because he ?missed the smell of the place.? A chef, leaving behind a career, fame, money ? in America ? because he longed for the macchia of his motherland. That?s a chef to follow and flock to, people. That?s someone who gets Puglia. I can only aspire to hear and breathe and see that wavelength.

So there I?ve gone and heaved all over this page with nary a word about the wines and how many giant steps they have taken in those 40 years. Yes, with not one tasting note, not a crumb. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.


It will just have to linger for that inescapable occasion?.





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[06/04/2017, 04:49] 

...on vacation - back soon

from the archives: How Puglia saved my life


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[05/16/2017, 07:17] La Casetta a Salino. Per la serie i vini sentimentali del lunedì

Salino, entroterra di Sestri Levante, sulla strada per Varese Ligure. È un borgo di tre case che si trova facilmente solo sulle mappe militari, e vederlo dal vivo fa un effetto del tipo "qui finisce la civiltà". La Casetta è un'azienda (e azienda suona già esagerato) che produce da un ettaro di vigna meno di tremila bottiglie tra rosso e bianco, e sta esattamente in questo posto sospeso sotto le nuvole. Per me è una vecchia conoscenza, ormai.

I fatti sentimentali si mettono di traverso, quando assaggi. Quelle strade, quella parte di Appennino, sono i luoghi della mia infanzia, quindi va a finire che il giudizio non è sereno. In questi casi moltiplico lo stress test a cercare difetti e imperfezioni: e niente, in questi vini non ne trovo, e a un certo punto accetto il fatto.


Il Bianco Liguria di Levante Igt 2016 è morbido, con frutta già matura, insospettabilmente pronto: magari non sarà longevo, ma ora è perfetto, col giusto equilibrio sale/frutta. Essenzialmente uva albarola, con un 10% di sauvignon che accenna solo vagamente il tono aromatico.


Spezie e ciliegie nel Rosso Liguria di Levante Igt 2015, scattante e finto-facile. Tra l'altro ha un aspetto che io amo ritrovare, ha capacità di evolvere nel bicchiere: parte riottoso ma dopo pochi minuti diventa confidenziale e infine si apre, concedendosi. Carattere ligure, potrei dire. Curioso mix di uve "c'è quel che c'è", dal syrah al dolcetto al pinot nero al cabernet (a un certo punto ho smesso di scrivere, tanto ce n'erano troppe da segnare). Un anno di barrique molto usata, che quindi non segna con note legnose. Nella foto in alto, la barricaia (si fa per dire).


Ci sarebbe, poi, il mito della produzione ridottissima, semi introvabile. La foto sotto dice qualcosa del marketing aziendale.


Alle solite quello, da solo, non è un valore, ma è comunque un aspetto che aggiunge fascino, perché alla fine conta quel che c'è nel bicchiere, cercando di mettere da parte i sentimenti (ma che fatica). In mezzo a quei punti vendita oggi ci si aggiunge il mio: prezzi in enoteca sugli undici euri, al netto dello sconto simpatia.
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[04/21/2017, 08:34] Vinitaly edizione 2017. Mi si nota di più se

Fammi dire due cose pure a me su Vinitaly edizione 2017, altrimenti pare che non sono abbastanza mediattivista. Per prima cosa ovviamente gli assaggi, che sono stati (facile da indovinare) una cifra iperbolica. Nel consueto mood "ricicliamo il lavoro già fatto altrove" quindi segnalo:
«Barolo 2011 di Giorgio Scarzello. Perché va bene la profondità, le spezie, la complessità e insomma la barolitudine austera, tutte componenti che qui ci sono con abbondanza. Però poi c?è quel bum di bontà in bocca, un po? indicibile in quanto spiazzante, cioè quasi intimorisce la perfezione bilanciata di questo nebbiolo, che si infila dritto e inamovibile tra i vini che non si dimenticano. Intorno ai 35 euro in enoteca, secondo me l?affare del millennio. Poi di seguito, c?è il Pinot Bianco Flowers 2015 di Von Blumen, un altoatesino che passa 8/10 mesi in botte grande e se ne esce bel bello ad esibire sontuosità e lunghezza, importante ma non lo fa pesare, con un finale da pasticceria che lo rende simpy. Per coerenza è importante pure il prezzo, sui 20».

In quel minireport, è inevitabile, resta fuori moltissimo, e al ritorno uno consulta gli appunti allungando un'ideale lista della spesa. Per esempio ci sarebbe il Raboso di Casa Belfi, assaggiato a Villa Favorita. Belfi poi fa un prosecco sur lie altrettanto glorioso ma quel rosso brillante con bollicina era micidiale per delizia di beva. Il classico vino che induce ammirazione nei confronti del vignaiolo. Per esempio (2) ci sarebbe un solito noto di Liguria, Terre Bianche, che non contento di fare Rossese di Dolceacqua grandiosi ha infilato due bianchi 2016, Vermentino e Pigato (Riviera di Ponente) solo spettacolari: pure un po' pirazinici/minerali, e sappiamo che minerale non si dice ma ecco, l'ho ridetto. Pazienza dai.

(Cosa vuol dire pirazinico/minerale, spiegato: immagina una cosa che ricorda vagamente l'odore dell'acqua di mare quando l'onda evapora veloce sui sassi roventi della spiaggia. Forse ci sono riuscito, o perlomeno ti sarà venuta voglia di vacanze).

Vinitaly inoltre consente quegli assaggi che hanno già fatto tutti i tuoi amici da anni, e un po' per caso e un po' per sfortuna tu hai sempre saltato. Per questo dire che Damiano Ciolli in Lazio fa cose sensazionali (Silene 2015, Cirsium 2013) non mi procurerà gloria, ma ci tenevo lo stesso a partecipare: rossi raffinati, speziati, morbidi. Considerando che a tutti e due ho dato punteggi prossimi ai 90/100, ora la domanda è solo una: perché diavolo ho aspettato tanto.

Ci sarebbe da dire, poi, qualcosa sulla annosa vicenda dell'organizzazione carente della fiera. Il fatto è che quest'anno, pare, non c'è quasi niente da dire. Personalmente non ho notato grossi problemi, anzi tutto filava liscio, lo stesso mi ha fatto notare più di un amico, e quindi insomma qui abbiamo un problema: abbiamo poco da lagnarci. Una funzione della blogghitudine viene meno.

Oppure, potremmo fare i ganassa e immaginare, anche, che le vecchie lagnazioni siano servite a dare un contributo. Ma no, pare troppo autoreferenziale.

Per me vale l'eterna idea che ho di questa fiera. Quindi ritorna il mood "ricicliamo il lavoro già fatto altrove":
«mi piace l'aria da grande mercato di paese che si respira. Questo probabilmente perché molta parte di chi espone appartiene, comunque, ad un certo mondo contadino che si sta estinguendo (evolvendo, diciamo) e che mi ricorda l'infanzia; alla Fiera ritorno un po' alle radici, e le suggestioni dettate dai ricordi di mio padre che trattava con i contadini (fornitori, si deve dire oggi) ha un peso non piccolo: stringere quelle mani e guardarsi negli occhi parlando di vendemmie e lavori in cantina fa scordare ogni ressa o coda».
Sarà che ormai ho superato le venti edizioni visitate (non ho tenuto il conto preciso, accidenti).

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[03/31/2017, 09:53] Appunti per il prossimo Vinitaly

La fiera veronese si avvicina, e possiamo cominciare a fare la lista della spesa. Per esempio un ripasso di questo nebbiolo alternativo:
La storia è più o meno sempre la stessa: assaggi molte cose, una sola ti resta in mente. Puoi usare i descrittori più fantasiosi e anche dare punteggi, ma c'è questa cosa dell'elemento affettivo, quella che ti fa ripensare a un assaggio anche giorni dopo, che vale ogni primato. Così adesso salto la fase degli assaggi totali durante Barolo Barbaresco & Friends (organizzato a Genova da GoWine) e mi dedico alla faccenda veloce: the winner is.
Il resto del post continua da questa parte.
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[03/10/2017, 09:30] Vecchio Samperi, il destino di un vino bizzarro (si parla di Marsala)

Qualche settimana fa ho assaggiato il Vecchio Samperi di De Bartoli, grazie al giovane De Bartoli che mi ha fatto visita a bottega. Questa per inciso è una parte del mio lavoro che amo particolarmente, quando un produttore dura la fatica di scarpinare fino da me e mi fa assaggiare le sue cose. In più c'era il prestigio storico dell'azienda e tanti ricordi personali legati a quel nome, insomma ero molto contento. E quel Vecchio Samperi era un'altra ragione di contentezza.

Il fatto è che quel vino era, è, pazzescamente buono. Si potrebbe definire un Marsala, ma vecchio stile, pre-english come dice De Bartoli, senza aggiunta d'alcol cioè prodotto nello stile ossidativo precedente alla colonizzazione commerciale fatta dagli inglesi, per quell'area. È un non-Marsala perché trascende il profilo noto di quel vino, riuscendo a superarlo, e diventando altro. E tecnicamente non è un Marsala quanto a denominazione, si chiama vino, e basta.

Già, il Marsala, si diceva. Un vino bizzarro, che ha un destino incredibile (lo dico sommessamente, facciamo finta che nessuno di Marsala stia leggendo) se pensiamo che nella sua denominazione contiene il descrittore di un difetto. Perché sì, non l'hai mai sentito dire, marsalato, di un vino che non è più buono? "È marsalato, puoi buttarlo". Cose così.

Ma allora, chi vorrà mai bere Marsala?

Comunque, avendo questo mezzodito di Vecchio Samperi, mi sono tenuto lì il bicchiere in enoteca per un paio di giorni. Ogni tanto ci mettevo il naso dentro, ne bevevo un goccio per farlo durare. Più ci stavo assieme più mi piaceva. Poi lo facevo annusare ai clienti di passaggio - "ma che cos'è??" - e ogni volta spiegavo.

Quando è finito ho continuato a parlarne con un certo trasporto mistico a tutti quelli che incontravo. Qualcuno ha cominciato a chiedere: sì va be' ma lo vendi? Dov'è? Quanto costa? Vedere?

Il fatto è che non lo avevo comprato. Nemmeno io so perché, parlavo in continuazione di un vino che non avevo in vendita. Perché anche io, da qualche parte, avevo in testa la vocina che chiedeva "chi vorrà mai bere Marsala?" - solo che io continuavo a pensare a quel vino con struggimento. Insomma ora l'ho comprato.

Non costa poco (49 euro la bottiglia da 75) e per quello lo terrò aperto, per farlo assaggiare. E probabilmente lo faccio anche per me, visto che ho una certa nostalgia di riaverlo nel bicchiere.

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[03/03/2017, 10:12] E adesso anche la mia newsletter

Dopo circa un milione di anni mi decido, oggi, a settare la newsletter dell'enoteca, che, in un impeto di creatività, si chiama Notiziario enotecario. Chi desidera sottoscriverla può usare questo form:




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Non so bene spiegare perché ci ho messo appunto un milione di anni, ma probabilmente ha a che fare con letture recenti, come questa: "Facebook Users Becoming Less Satisfied And Using The Service Less", uno dei molti (ormai) articoli che criticano l'effettiva utilità di altre forme di comunicazione social.

Quindi faccio qualcosa che mi viene familiare, si torna all'antico cioè alle newsletter, che sono una forma di comunicazione/racconto molto meno invasiva e (diciamolo) stressante rispetto a quel che consente, per esempio, Facebook. Comunque sia, la mia newsletter servirà a informarvi su qualsiasi evento/iniziativa/enochiacchiera che avviene a bottega, e perché no, offerte, corsi, ricchi premi eccetera.
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[02/08/2017, 08:35] Un arretrato e un note to self
Ci sarebbero queste due vicende, un arretrato e un appunto per future produzioni letterarie inestimabili.

Un post scritto per Intra che per una volta non parla di produttori, di prodotti né di terroir o cose simili, ma parla di quelli come me: quelli che vendono il vino. E di come quelli come me siano (oppure no) il tramite adeguato alla diffusione di prodotti che provengono da un ambito anche etico, cioè schierato per esempio secondo il criterio di sostenibilità ecologica dell'azienda.

In ogni post c'è un testo e c'è un sotto-testo: stavolta il sottotesto era fondamentalmente questo (e non pare piacevole): ci sono commercianti migliori di altri perché si pongono il problema. Indovinate chi sono io? Quello che si pone il problema. Ve l'avevo detto che il sottotesto era spiacevole, nel senso di scomodo. Il produttore, dal suo punto di vista, non si interroga più di tanto perché probabilmente noi nella filiera siamo un fatto slegato ed individualista, non siamo parte del sistema. E poi 'sto vino bisogna pur venderlo e, come nello spot dello shampo, io guardo al risultato, avrà pensato qualcuno. Quindi qualsiasi Coop-sei-tu va benissimo, non c'è differenza sostanziale nei canali di vendita. A 'sti punti potrei dire evabbè, pace, ma invece no, non mi rappacifico.

Parliamo invece di un altro fatto divertente: giorni fa ero in giro per i miei consueti tour per territori selvaggi (Castagnole Lanze, nell'estremo Monferrato, quasi Langa) ad assaggiare cose prodotte da Gianni Doglia.

Dall'azienda ho avuto solo (solo si fa per dire, non è poco) belle conferme, e pure una sorpresa: assaggio un rosso a base merlot, due anni di botte piccola - un vino in controtendenza, potremmo dire, rispetto al culto del territorio e dell'autoctono. Ebbene, grande assaggio: vino assolutamente monferrino, perché assieme alla confortevole posa orizzontale del merlot associava la spinta verticale che non so imputare ad altro se non all'area di provenienza. Insomma il territorio che domina comunque l'uva non territoriale. Orizzontale e verticale, 'mazza che bella 'sta descrizione, ma quanto mi piace? (Chiaramente comprato al volo. In enoteca sta sotto i trenta euri, prezzo importante ma vino prodotto in 600, dicasi seicento, bottiglie).

Ripensando all'assaggio del merlottone orizzontale+verticale ricordo un descrittore olfattivo facile facile: tartufo. Caspita, dico, che nuance di tarfufo che esce dal bicchiere.

Ecco il note to self: prima o poi bisognerà dire che le descrizioni dei vini non possono essere per forza "mi piace-non mi piace", come ogni tanto qualcuno esce fuori a reclamare, provocando il mio sgomento. La semplificazione delle cose complesse, che è così rassicurante, ogni volta si rivela una discreta fregatura. Note to self: elencare le metafore collegate con l'apparente semplificazione, il gentismo, il populismo, l'uscita dall'Euro e i rettiliani.


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[12/16/2016, 08:19] Segnali natalizi laterali

La GDO ci tiene ad informarci del Natale imminente. Così stamattina fuori dalla bottega qualcuno ha abbandonato una risma cospicua di volantini per terra, tra le auto parcheggiate. Il gran vento ha fatto il resto, tappezzando festosamente la strada di carta. Io dopo un po' mi sono scocciato di vedere 'sto scempio e ho raccolto pazientemente (quasi) tutto, rincorrendo i fogli volanti per consegnarli all'apposito cassonetto. E ribadendo in questo modo un'antica funzione nota a qualsiasi bottegaio old economy: tenere pulite le strade fuori dal negozio. Comincia un altro giorno.

Addendum. Qui ci vuole il disclaimer legalese: Il minimarket locale non ha nessuna colpa, se chi si incarica del volantinaggio a un certo punto preferisce buttare per terra quel che invece doveva lietamente inserire nelle cassette della posta.
Addendum bis, io sarei anche cliente, del minimarket locale.
Addendum ter. Per quanto io abbia raccolto, continua ad uscire carta sotto ogni auto, l'impresa pare incompleta.


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[12/01/2016, 08:29] Post un po' natalizio, un po' autocelebrativo, ma del resto uno che blogga a fare?
Dovessi spiegare cos'è la mia enoteca, in questa fase del millennio, ormai finirei per dire che è la mia cantina personale. Quel che vendo è quel che mi piace, e tratto gli scaffali della mia enoteca come fossero appunto la mia cantina, la mia riserva personale - solo che poi, in aggiunta, vendo quel che c'è dentro. 

Non ho obblighi o legami con l'industria enologica, né sento la necessità di vendere vini da un euro e novantanove: ci sono già i supermercati, per quella roba. Quindi appunto mi piace quel che vendo e vendo quel che mi piace. Raramente in cantina può esserci qualcosa meno performante (come dicono quelli bravi) e i motivi possono essere numerosi. Quel vino per esempio sta passando una fase riduttiva, oppure è troppo giovane, quindi non è pronto. In quei casi mi limito a sconsigliarlo al cliente: "lascia perdere questo [segue motivazione], piuttosto vedi quest'altro..."

Solitamente fanno una faccia strana a quel punto. A volte gli attacco la spiega che leggete adesso, altre volte no, e permangono in un divertito spiazzamento.

Gestire un'enoteca come fosse una cantina personale a volte provoca conseguenze curiose. Per esempio quando una referenza sta per finire, quando vedo la pila di casse scendere, rallento progressivamente la proposta di quell'etichetta ai miei clienti.

Cioè, un po' mi spiace che stia finendo, ecco.

A volte un certo vino finisce davvero. E allora in attesa dell'arrivo dell'annata successiva (ammesso anche che mi sia piaciuta, ve l'avevo detto che qui è un po' strana la faccenda) lascio lo spazio vuoto sullo scaffale. C'è un buco. Il cliente a volte mi chiede: e come mai lì non c'è niente? Quello è il posto del vino di [nome del produttore] - rispondo io. Adesso non c'è, ma tornerà. Quello è il posto suo, che aspetta.

Altre volte riesco a rallentare la vendita quanto basta, in attesa dell'arrivo successivo. In questo caso capita un fatto altrettanto divertente: riesco ad avere quello che si chiama profondità della carta, cioè varie annate a ritroso di una certa etichetta. Quindi propongo, in alcune confezioni regalo, vere e proprie verticali di annate per alcuni vini. A Natale è il genere di omaggio che appassiona molto l'enofilo, ma anche solo il curioso: percorrere l'evoluzione di un vino attraverso tre o quattro vendemmie è una delle robe più simili al viaggio nel tempo che ci siano concesse, allo stato attuale della scienza.

Ma a proposito di tempo, di Natale e 25 Dicembre. Questo Natale sarà il venticinquesimo che passo nella mia cantina. Sono 25 anni ormai, e ragazzi, che dire? Mi sembra ieri che ho alzato la saracinesca la prima volta.

Nell'immagine: quattro annate disponibili del Feld di Kobler, supremo traminer aromatico altoatesino. La vendemmia 2015 sta finalmente arrivando. Così capite anche perché negli ultimi tempi non vi proponevo più le residue bottiglie del 2014: stavo temporeggiando.

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[10/07/2016, 08:24] Punteggi, guide, ed altre elucubrazioni laterali di un assaggiatore
Nel frattempo di là, su Intravino, riparlo del concetto di valutazione di un vino. Dalle cose che leggo, e dall'esperienza fatta finora, posso dare una riposta alla domanda: "quando dai un giudizio sul vino, vale per sempre o per il momento dell'assaggio?" - la risposta (naturalmente) è: "vale per il momento dell'assaggio".

Questa sistemazione del concetto è almeno due volte utile, in questi giorni si presenta la terza edizione della Guida essenziale ai Vini d'Italia, alla quale ho collaborato per la parte della Liguria. Le mie valutazioni si riferiscono al momento dell'assaggio, e con questo cercano di fornire (anche) un quadro generale sul livello stilistico del prodotto, e del produttore: se un certo Pigato (per esempio) ha ottenuto 90/100, puoi stare certo che non berrai male. (Si cerca, anche, di fornire un giudizio di previsione sulle capacità evolutive di quel vino, ma questo è un esercizio molto meno agevole).

Come dice Robert Parker, si assegna un voto alto quando un vino, all'assaggio, colpisce per motivi di tipo emozionale: "il vino deve evocare emozione ? proprio come l?arte, la musica, la bellezza, deve esserci una reazione emotiva, e i grandi vini devono essere emozionali".

Poi può accadere, ad un secondo assaggio distante nel tempo, di modificare quel giudizio, che si ricorda e si riconosce dato in ragione di un sentimento legato al primo "vecchio" assaggio: "quante volte tornando indietro ad assaggiare un vino da 100 punti io confermo il punteggio? Probabilmente nel 50% dei casi", dice Parker.

Nei commenti Daniele Cernilli aggiunge: "due degustazioni in diversi momenti, su due bottiglie diverse, che sono dei microcosmi a livello microbiologico, hanno di per sé una serie di variabili elevatissima. Potremmo dire, con Eraclito, che non si assaggia mai lo stesso vino. Anche perché noi siamo diversi, evolviamo, invecchiamo, conosciamo sempre di più. Perciò, anche per sfatare un po' i punteggi, che io uso da sempre per esigenze di sintesi, come si fa per i voti a scuola, guardacaso facevo l'insegnante, impariamo a relativizzare e a contestualizzare".

L'essenza del prodotto-vino, che diviene (si trasforma nel tempo) come un'entità vivente, ci porta inevitabilmente a questa conclusione. Ma io dico sempre ai miei clienti che, nonostante tutto, tale fenomeno è parte del divertimento legato alla fruizione della bevanda odorosa.

Per chi riesce ad essere presente, e ha voglia di divertirsi con un po' di assaggi, la guida verrà presentata a Milano il prossimo sabato 8 ottobre e a Roma domenica 23 ottobre.
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[09/16/2016, 14:55] Breve storia (non) triste. Ripensandoci, non è nemmeno breve
Ai primi di agosto avevo un po' dello Chablis 2014 di Garnier aperto, qui a bottega, sempre nell'ambito di quel noto programma comunicativo intitolato "parlare di vino è divertente, ma berlo lo è di più". E infatti Garnier ha fatto la sua bella figura coi miei clientes, tutti quelli che lo assaggiavano hanno mostrato entusiasmo. E posso capire: sventaglia frutta bianca, fiori, erbe, praticamente è un ripasso del corso per assaggiatori - capitolo riconoscimenti olfattivi. E sì, siccome qui non mi vede nessuno vi dico: è anche minerale.

Com'è, come non è, l'ultima bottiglia semivuota resta in frigo, chiusa col vacu-vin (un ordigno che adopero per togliere l'aria dalle bottiglie smezzate) e lì, in frigo, me lo dimentico. Poi chiudo per le meritatissime ferie di ferragosto. Al ritorno faccio ordine, sono i primi di settembre e aprendo il frigo, toulì, mi sono dimenticato una bottiglia di Chablis in frigo. La guardo, la giro, ce ne sono ancora almeno quattro dita sul fondo, ma nel frattempo avevo altre robe da sistemare quindi richiudo il frigo e lo ri-dimentico per un paio di altre settimane. Evabbe', quando uno è stordito.

Oggi lo ritrovo. Penso: facciamo spazio, questo si butta nel lavandino. Quale vino regge tutto sto tempo al freddo, in una bottiglia quasi vuota, pure se col vacuvin? La domanda ha avuto la seguente risposta: lo Chablis 2014 di Garnier. Che oggi ha finito gloriosamente la sua esistenza abbinato agli gnocchi al pesto, nello splendore del mio tinello. Presentava un unico difetto: era troppo poco.

Morale della favola eno: it ain't over 'til it's over.
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