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Mondo Di Vino
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[01/11/2019, 09:57] Cartoline dal 837mo Meeting VG @ Ristorante Acanto ? Hotel Principe di Savoia ? Milano ? Restaurant Manager Alessandra Veronesi ? Chef Alessandro Buffolino

Il Principe di Savoia ?, fuor di dubbio, l?hotel che ha scritto la storia dell?accoglienza di lusso di Milano. E storico ? anche il suo ristorante, Acanto, oggi guidato dallo chef Alessandro Buffolino. Il riferimento alla pianta spontanea, i cui fiori sbocciano a grappoli lungo una spiga lunga ed elegante, ben si adatta a questa insegna classica, nei suoi interni dorati, che proprio per il suo essere intramontabile vanta con gli Amici Gourmet una conoscenza da lunga data. Molti i fuori men? che hanno ingolosito la nostra degustazione, dove non ? certo mancato l?effetto a sorpresa, come nel caso del raffinato Oro + Oro, ombrina Boccadoro all?acquapazza ricoperta da foglia d?oro e servita al tavolo direttamente nella Pentola d’oro Agnelli?dallo chef in persona.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 27 Febbraio 2017

La squadra

Lo staff in cucina

Chef: Alessandro Buffolino
Sous chef: Agostino Posillico
Pastry chef: Baniamino Passannante

Lo staff in sala

Restaurant Manager: Alessandra Veronesi
Ma?tre:?Enrico Rizzo
Sommelier: Mara Vicelli
Chef de rang:?Jampier Espinoza

Il tavolo Amici Gourmet sul soppalco

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Sosta Tre Santi Etna Doc Brut Metodo Classico ??Nicosia

Tipologia degli stuzzichini: Formaggino Bio Inalpi in carrozza; montanara con Toma Piemontese Dop Inalpi.

Riserva Lunelli 2007 Trento Doc Metodo Classico – Ferrari

Lo chef presenta i prossimi stuzzichini al tavolo

Tipologia degli stuzzichini:?salmone affumicato con formaggio fresco; Bra Tenero Dop Inalpi con tartare di fassona piemontese; Bra Duro D’Alpeggio Dop Inalpi con prosciutto crudo di Parma S. Ilario e menta.

Sfogliatella napoletana salata ripiena di Raschera DOP Inalpi

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Pane

Tipologia di pane:?bianco prodotto dal pastry chef?Baniamino Passannante utilizzando farina Petra Molino Quaglia e servito con burro piemontese Inalpi.

Animalucente 2015 Etna Doc ? Contrada Santo Spirito di Passopisciaro

Piattooo!

Il tocco finale

Crudo di gamberi rossi con estratto di cetriolo, mango e zenzero

Capasanta scottata, zucca mantovana e perle di tartufo nero

Lo chef Alessandro Buffolino?

Risotto “Gran Riserva 2016” con frutti di mare, plancton marino e polvere di pomodoro

Spaghettone quadrato aglio, olio, peperoncino e polpo

Etna Rosso Doc Riserva 2012 ??Nicosia

Tortelli ripieni al Bra Duro D’Alpeggio Dop Inalpi, rag? di vitello allo?zafferano e cacao salato

Lo chef presenta il prossimo piatto in pentola d’oro Agnelli

VG insieme allo chef?

Oro + oro: ombrina in crosta d’oro

Branzino con indivia caramellata, salsa champagne, patata dauphine e caviale Traditional Calvisius

Alba 1971 Barolo Doc – Franco Fiorina

Sandwich di galletto da grano con tartufo nero, patate e finferli?

Per la preparazione del piatto ? stato utilizzato il burro piemontese Inalpi

Ricordo di un viaggio a Cuba: crema al?mojito

Sultana Passito –?Feudo Maccari

Sinfonia di cioccolato

Souffl? al lampone e gelato al pistacchio salato

Caff? e coccole finali

Tipologia del caff?: Lavazza Top Class

Tipologia piccola pasticceria:?macaron al caff?; cioccolatino alla nocciola e caramello: perla al cioccolato bianco e cocco: tartelletta al pistacchio e fave di cacao.

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 837esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Acanto dell?Hotel Principe di Savoia
20124 Milano
Piazza della Repubblica 17
Tel. +39 02 62301
E-mail : reservations@hotelprincipedisavoia.com
Sito internet: ?www.hotelprincipedisavoia.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[01/10/2019, 10:17] Cartoline dal 835mo Meeting VG @ Ristorante La Gallina di Villa Sparina Resort ? Gavi (AL) ? Famiglia Moccagatta, Chef Matteo Monfrinotti

Per gli amanti del vino, il Piemonte ? un territorio che d? grandi soddisfazioni: le sue colline, morbido intermezzo tra la pianura Padana e le Alpi, hanno dato vita ad alcune delle denominazioni pi? pregiate della nostra Penisola e proprio nel cuore di una di esse, quella del Gavi, in una casa colonica settecentesca, la famiglia Moccagatta ha dato vita alla splendida realt? del?Villa Sparina Resort. Dopo una visita approfondita della cantina vinicola, tra botti di legno e lunghi corridoi sotterranei dove salumi e insaccati stagionano insieme ai vini in affinamento, con gli Amici Gourmet abbiamo ceduto al fascino degli eleganti ambienti del parco de L?Ostelliere, il resort 4 stelle lusso della struttura, per poi approdare al tavolo allestito per noi nel ristorante gourmet La Gallina. Dall?anno scorso in cucina ? arrivato Matteo Monfrinotti, che affiancato dall?amico Andrea Sbrizzo in sala, ci ha permesso di vivere a pieno la realt? creata dalla famiglia Moccagatta, grazie a una raffinata degustazione in cui portate di terra e di mare sono state accompagnate dalle migliori etichette della cantina.

La squadra

Patron:?Famiglia Moccagatta

Lo staff in cucina

Chef:?Matteo Monfrinotti
Sous chef:?Thomas Papa
Junior sous chef:?Luca Piccinelli

Lo staff in sala

Ma?tre:?Andrea Sbrizzo
Sommelier:?Alfonso Coli

La splendida location di Villa Sparina

Inizia il nostro tour della struttura

Gli spazi esterni

Passiamo alla visita della cantina

Il grande fascino di una cantina perfettamente mantenuta nel tempo

Salumi in affinamento

Le botti

L’area di affinamento delle bottiglie

Gli interni del Resort

Eccoci arrivati a La Gallina

Dettagli…

Il tavolo Amici Gourmet

Abbinamento Vini?
In questo meeting abbiamo utilizzato i vini messi a disposizione da?Villa Sparina, proprietaria del Monterotondo Resort e nostro storico partner.

Aperitivo presso il bar del Resort

La preparazione del cocktail di benvenuto?

Rivisitazione dell’americano classico con Etna Bitter:?Vermouth Del Professore, soda al limone home made, scorza di pompelmo

Arrivano gli stuzzichini

Battuta di Fassona Piemontese La Granda, cipolla rossa e Bra tenero Dop Inalpi

Un brindisi prima di iniziare il pranzo

Zucca in agrodolce Raschera Dop Inalpi

Salami stagionati nelle loro cantine storiche e?focaccia con lievito madre

Funghi porcini alla milanese

Topinambur, castagne, spuma di Toma piemontese Dop Inalpi

Burro piemontese?Inalpi servito naturale e montato

Pane

Tipologia di pane:?a lunga lievitazione con lievito madre, semola, crusca e grani antichi.

Blanc de Blanc Brut Ottosoldi Gavi 2010 ??Villa Sparina

Il brindisi

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Piattooo!

Il tocco finale

Salsiccia di Bra, consomm? di gallina, rafano

Il patron Stefano Moccagatta

Gavi Docg Magnum ??Villa Sparina

Biete, rapa, nocciole

Finanziera, biete, cozze

Gavi Ottosoldi –??Villa Sparina

Una grattata di tartufo e il piatto ? pronto

Funghi porcini, limone salato, nocciola gentile piemontese, tartufo

Anguilla laccata al Gavi

Monterotondo Gavi di Gavi 2015 Cru –?Villa Sparina

Tortelli di zucca, amaretti, mostarda

Agnolotti alle tre carni secondo tradizione e al tovagliolo

Lo chef Matteo Monfrinotti ci raggiunge al tavolo per un saluto

Gavi di Gavi Riserva Monterotondo 2008 Magnum ??Villa Sparina

Per la portata successiva lo chef utilizza la pentola d’oro Agnelli

VG e lo chef presentano il piatto

Bottoni al Bra tenero Dop Inalpi, timo, prugne

Gavi La Villa 1996 –?Villa Sparina

Carnaroli ai funghi

Per la preparazione del piatto ? stato utilizzato il burro piemontese Inalpi.

Patata, tuorlo d’uovo, pepe

Faraona, gentile piemontese, foie gras

Zucca al forno

Metodo Classico?Brut ??Villa Sparina

Reinterpretazione di un’insalata mista?

Cotechino, Vermouth, pur? di patate

Gavi La Villa Doc 1994 –?Villa Sparina

Ricciola

Acino Nobile –?Villa Sparina

Sorbetto alla mela del loro frutteto?

Bacio di dama

Il prossimo golosissimo dolce

Gelato d’autore Carpigiani ’82, zabaione all’Acino Nobile, uva spina al Vermouth, marmellata di fichi

Tutta la frutta ? di loro produzione.

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria:?bacio di dama; soffice al limone; pralina ai funghi porcini; cannel?s.

Un grande GRAZIE a tutti!

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Partner della 835esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante La Gallina del Villa Sparina Resort
15006 Gavi (AL)
Frazione Monterotondo, 56
Tel. +39 0143 685 132
Fax +39 0143 607 811
E-mail:?info@la-gallina.it
Sito internet:?www.la-gallina.it

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[01/09/2019, 11:16] Cartoline dal 836mo Meeting VG @ La Ciau del Tornavento ? Treiso (CN) ? Chef/Patron Maurilio Garola, Patron Nadia Benech, Chef Marco Lombardo

Ci sono luoghi che rimangono nel cuore, luoghi cui si ? legati per una serie infinita di ragioni: la storia che ci lega ad essi, i volti delle persone che ogni volta vi incontriamo, i bei ricordi di ogni momento vissuto l?? La Ciau del Tornavento di Treiso (CN) ? uno di questi. Tra gli indirizzi preferiti di Viaggiatore Gourmet, uno dei primi ad ospitare l?allora neonata comitiva degli Amici Gourmet, al ristorante di Maurilio Garola?e Nadia Benech siamo ormai di casa. E ogni nostro ritorno ha il sapore autentico e familiare della cucina dello chef Marco Lombardo e dell?atmosfera che con cura in questi anni hanno saputo costruire nel loro ristorante i due patron.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 31 Ottobre 2008
-> Meeting dell?11 Novembre 2008
-> Meeting del 28 Aprile 2012
-> Meeting del 20 Novembre 2013
-> Meeting del 6 Dicembre 2014
-> Meeting del 5 Dicembre 2015
-> Reportage del 5 Dicembre 2016
-> Meeting del 27 Novembre 2017

L’ingresso del ristorante?

Sala e mise en place

Tartufi!

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Ci spostiamo sulla splendida terrazza del ristorante per l’aperitivo

Franciacorta EBB 2010 – Mosnel

Arrivano gli stuzzichini!

Panzerotto con crema di Raschera Dop Inalpi affumicato al fieno

Tipologia degli stuzzichini: frollino al nero di seppia, tartare di salmone affumicato, panna acida e Bra tenero Dop?Inalpi;?cialda di miele e arancia, Bra duro d’Alpeggio Dop Inalpi e germogli di barbabietola.

Tartelletta al cacao, mousse di Toma piemontese Dop??Inalpi, mandorle tostate e germogli di sakura

Crostino con burro piemontese Inalpi montato all?acciuga, polvere di acciuga, tartufo nero

Gamberi di Sanremo impanati nella tonda gentile

Pane e burro

Il blocco da 10 kg di burro piemontese Inalpi

Tipologia di pane:?bianco lievito naturale;?al pepe lievito naturale; panini di?farina di farro, lardo e rosmarino;?focaccine liguri;?grissini e schiacciatine di Enkir.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente Frizzante,?Delicatamente Frizzante e?Naturalmente Naturale

Piattooo!

Zuppetta tiepida di piselli e menta, pomodoro e fragole, ostriche

Franciacorta Paros? Pas Dos? Ros? 2009 ? Mosnel

Ceviche di dentice, gel di lime, cipolla di Tropea caramellata, il suo sorbetto

VG insieme al sommelier e a Fabio Grimaldi, patron dell’azienda?Cascina Lodola

Finalmente 2017 Moscato secco ??Cascina Lodola

Crema di foie gras, uovo di quaglia, pan brioche, gel?e al Porto e cassis

Gnocchi di baccal?, crema di topinambur, filetti di triglia

Pinot Grigio Veneto Igt 2011 ? Terre di San Rocco

La portata successiva ? servita in pentola d’oro Agnelli

Il tocco finale

VG presenta il piatto insieme al patron Maurilio Garola?e allo staff di cucina?

Mini plin di gallina, creste di gallo e foie gras, sfumati al Marsala

Barolo Docg Riserva 2010 – Marchesi di Barolo

Scamone, funghi, fonduta di Toma Piemontese Inalpi

Sorbetto di melagrana?

Mandragola Amaro Fortemente Digestivo ??Riserva Carlo Alberto?? Distribuito da?Compagnia dei Caraibi

Cupola di caramello salato, pain d’?pices e gelato al caff?

Ritorniamo in terrazza per il caff? e le coccole finali

Tipologia piccola pasticceria:?meringhe e panna; tartelletta con fragola e crema al limone; cannolo con crema pasticcera;?bign? con crema chantilly; gianduiotto.

Un grande GRAZIE a tutti!

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Partner della 836esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante La Ciau del Tornavento
12050 Treiso (CN)
Piazza Baracco, 7
Tel. 0173 638333
Chiuso mercoled? e gioved? a pranzo e a cena.
E-mail: info@laciaudeltornavento.it
Sito internet: www.laciaudeltornavento.it

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[01/07/2019, 15:02] Ristorante Del Lago ? Loc. Acquapartita, Bagno di Romanga (FC) ? Chef/Patron Catia Bartolini e Paolo Bravaccini

Nel verde rigoglioso dei boschi della Valle del Savio, a due passi dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Montefalterona e Campigna, nel lontano 1971 i coniugi Catia Bartolini e Paolo Bravaccini inaugurarono il Ristorante Del Lago. Il lago ? quello di Acquapartita, uno specchio d?acqua di 4 ettari oggi ricco di trote, lucci e cavedani, il cui nome ebbe origine nel Settecento, quando in un?estate particolarmente calda e secca si prosciug? completamente, per poi essere ripristinato a fine Ottocento.
Il confine con la Toscana ? vicino, ma siamo ancora in Emilia, a meno di 10 chilometri dal comune di Bagno di Romagna. In questa zona, le insegne che offrono una buona cucina tradizionale abbondano, ma il ristorante della famiglia Bravaccini ? qualcosa di speciale. Da decenni segnalato sulle guide enogastronomiche pi? prestigiose, da un po? di anni a questa parte a Catia e Paolo si sono affiancati i figli Simone e Andrea, rispettivamente in cucina e in sala, portando grandi cambiamenti nell’attivit? di famiglia.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e due coperti
Espresso assegna un cappello (nel 2018 solo segnalato)
Gambero Rosso assegna 77 – cucina 46

La squadra

Lo staff in cucina

Patron e chef: Catia Bartolini, Paolo Bravaccini
Sous chef: Raggini Alessandro, Cavacini Andrea
Chef de partie: Spignoli Roberto, Simone Bravaccini, Domenico Moretti, Rossi Chiara

Lo staff in sala

Head sommelier e direttore: Andrea Bravaccini
Maitre e sommelier: Alessandro Monti
Aiuto Sommelier: Elisa Guerrini
Commis: Letizia Bragagni, Nicola Bernabini
Chef de rang: Roberto Ulivi

Insegna

Ingresso

Ci accoglie il sommelier Andrea Bravaccini

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, i menu degustazione e quello alla carta.

Classici ? 52,00

Stuzzichino di benvenuto
Petto d’ anatra marinato e susine selvatiche
Flan di zucca gratinato in forno, erborinato di capra con prosciutto d’ oca e mandorle tostate
Raviolo doppio: patate, caprino, cipolla fondente e timo fresco
Raviolo farcito di erbe di campo al sugo di agnello
Filetto di maialino alla brace, il suo fondo e crumble ai porcini
Versione moderna di un millefoglie: fragole cotte nel moscato d’ Asti, mascarpone fatto in spuma, lime e liquerizia
Pasticceria

Contemporaneo ? 54,00

Stuzzichino di benvenuto
Carpaccio di trota, maionese alle arance e rape marinate
Uovo di quaglia prima cotto a bassa temperatura poi fritto su una crema di topinambur, nocciole e infusione di salvia e rosmarino
Lombetto di coniglio marinato come una porchetta su una crema di rape e polvere di lamponi
Flan di zucca gratinato in forno, erborinato di capra con prosciutto d’ oca e mandorle tostate
Ravioli ripieni di “carbonara liquida” al rag? bianco di carote
Pancetta di maialino marinata e cotta un giorno su una riduzione di mele, pere e uvetta
Cheese cake: gel d’ uva fragola, crema ed essenza al limone, crumble di mandorle e gelato ala robiola
Pasticceria

Stagione ? 53,00

Stuzzichino di benvenuto
Carpaccio di cervo, misticanza e frutti rossi
Panino: petto d’ anatra alla brace, il suo fondo e maionese alla senape
Cappelletti, crema di affioramento di parmigiano e riduzione di brodo
Gnocchi di zucca ripieni di salsiccia e ricotta, crema e crumble ai porcini
Pernice in due cotture: coscio e ali arrosto, petto alla brace col suo ristretto
Parfait di nocciole, riduzione di mirtilli, crema alle castagne e sorbetto soffiato alla cagnina
Pasticceria

La carta

Antipasti

Carpaccio di cervo, misticanza, frutti rossi e germogli ? 8,50
Uovo di quaglia: prima cotte a bassa temperatura poi fritte su una crema di topinambur, nocciole e infusione di salvia e rosmarino ? 8,50
Flan di zucca gratinato in forno, erborinato di capra, prosciutto d’ oca e mandorle ? 12,00
Degustazione di salumi del casentino: il prosciutto di “Grigio del casentino” stagionato 30 mesi, la coppa e la finocchiona da allevamento brado ? 11,50
Degustazione di formaggi: una selezione di prodotti prevalentemente Italiani di diversi pascoli e provenienze. Da ? 13,50 ad ? 25,00

Primi

Raviolo doppio: patate, caprino, cipolla fondente timo e pepe ? 12,50
Ravioli erbe di campo e rag? d’ agnello ? 12,50
Ravioli ripieni di carbonara liquida al rag? bianco di carote ? 13,00
Passatelli asciutti con i nostri porcini ? 12,50
Ravioli di crosta lavata, crema al mais e porcini ?12,50
Ravioli ripieni di porri brasati al rag? bianco di caccia ?13,00

Secondi

Quaglia in due cotture: coscio e ali arrosto, petto affumicato alla brace con crema di burrata e pesto ? 15,50
Pancetta di maialino marinata e cotta un giorno su un ristretto di mele, pere e uvetta ?18,00
Piccione in due cotture: coscio e ali arrosto e petto disossato cotto rosa ?23,00
Lombo di capriolo alla brace, il suo fondo e mele alla cannella ?18,00
Agnello ai ferri ?18,00
Tagliata dalla costata rosmarino e sale di Cervia ?4,50/l’etto

Dolci

Tiramis? 2018: parfait al caff?, spugna di mandorle al caff? e gelato al Marsala ? 9,00
Millefoglie: mascarpone in spuma, frutti rossi cotti nel moscato d’ Asti, lime e liquerizia ?9,00
Autunno: caramello salato alle per, crumble di mandorle e caff?, crema di nocciole e per e gelato ai fichi ?9,00
Cheese cake: coulis di frutti di bosco, gelato alla robiola, crema e zeste di limone, briciole disidratate di lamponi ?9,00

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice. La carta dei vini ? consultabile a questo link.

Lo chef e patron Paolo Bravaccini ci raggiunge al tavolo

Aperitivo

Horizon Champagne Blanc de Blancs ? Pascal Doquet

In arrivo gli stuzzichini

Tipologie di stuzzichini: muffin con crema e farina di porcini; baci di dama salati noccioline, paprika e caprino; spugna di patate, crema al Parmigiano e cenere di cipolle; rocher di fegatini alle mandorle, riduzione di aceto balsamico e frutti rossi; gallette di castagne, crema di raviggiolo e briciole di pancetta; bon bon di cervo fritti, cialda di pistacchi e spuma di mortadella.

Pane

Tipologie di pane: toscano e ai cereali, grissini. Servito con olio extravergine d?oliva Luxury Olive Oil.

Selvabianca Vernaccia di San Gimignano 2017 doc ? Il Colombaio di Santa Chiara

Piattooo!

Insalatina di porcini freschi e Parmigiano

Sua Maest? il tartufo

Le Oche Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Doc 2016 ? San Lorenzo

Carpaccio di trota, maionese alle arance e rape marinate

Carpaccio di cervo, misticanza e frutti rossi

Chardonnay Bourgogne Doc 2016 ? Philippe Colin

Uovo di quaglia cotto a bassa temperatura, poi fritto, crema di topinambur, le sue chips, nocciole, infusione di salvia e rosmarino, tartufo bianco

Codronchio Albana Secco Docg ? Fattoria Monticino Rosso

Ravioli di erbe di campo al rag? bianco d’ agnello

H?rzu Langhe Bianco Doc 2007 ? Germano Ettore

Ravioli ripieni di “carbonara liquida” al? rag? bianco di carote

CiFRA Cabernet Franc Costa Toscana Igp 2016 ? Duemani

Lombetto di capriolo a bassa temperatura, finito alla brace, riduzione del suo fondo di cottura e mele alla cannella

Pertinello Extra Brut Sangiovese 2004 ? Tenuta Pertinello

Pancetta di maialino marinata e cotta un giorno su una riduzione di mele, pere, uvetta e gel ai lamponi

VG tra gli uomini di sala

Ch?teau La Rame Sainte Croix Du Mont doc Grand Vin de Bordeaux 2015 ? Y. Armand & Fils; Banyuls 5 Ans D??ge Baillaury Cave de l?Abb? Rous – Banyuls sur Mer

Il carrello dei formaggi

Il servizio

Le nostre scelte

Le salse d’accompagnamento

Pre dessert: gel di mandarino, sorbetto alle arance amare e spuma al latte di mandorle

Moscato Rosa 2017 ? Franz Haas

Millefoglie scomposta: mascarpone fatto in spuma, frutti rossi cotti nel Moscato, lime e liquirizia

Cheesecake: gel di frutti rossi, crema ed essenza al limone, crumble di mandorla e gelato alla robiola

Don PX Gran Reserva 1987 Sherry Bodegas Toro Albal? Aguillar de la Frontera ? Pedro Ximenez

Autunno 2018: crema di pere e nocciole, spugna di mandorle, gelato ai fichi, gallette al cioccolato

Caff? e coccole finali

Caff? Hausbrant Trieste

Tipologie di piccola pasticceria: cr?me br?l?e al miele di castagno, cioccolatini ripieni al frutto della passione, biscotti al cacao e crema alle nocciole, amaretti morbidi croccante e parfait ai pistacchi.

Una puntata in cantina per vedere i “pezzi da collezione”

Alteni di Brassica Sauvignon Blanc Barbaresco 2008 – Gaja

Amarone Classico SUperiore Recioto della Valpolicella doc 1963 – Bertani

Case Basse Brunello di Montalcino Riserva doc 2006 – Soldera

Cucina

L?incontro tra un passato solido, dall?identit? forte e radicata nel territorio in cui si ? formata, e un presente vivace e dinamico, affascinato dai contrasti, dagli abbinamenti insoliti, capace di osare spingendosi oltre le colonne d?Ercole della tradizione. Questa ? la sintesi della cucina al Ristorante Del Lago. Accanto alle proposte ? la carte, le degustazioni sono tre, tre percorsi che indirizzano lo sguardo e le papille degli ospiti del ristorante verso il passato, con i piatti storici che hanno reso grande il locale, il presente, vera e propria celebrazione dei prodotti di stagione, e il futuro, in cui emerge chiaro l?apporto di Simone Bravaccini e la sua attenzione alla ?contemporaneit?? dello scenario enogastronomico odierno. Il carrello dei formaggi vale di per s? una visita.

Servizio e accoglienza

Semplicit?, cortesia e competenza: l?accoglienza che la famiglia Bravaccinici riserva agli ospiti del Ristorante Del Lago ben si sposa con l?atmosfera serena e rilassata che si respira nelle sale interne, tra tovagliati candidi e pareti dalle tinte calde inframezzate dai mattoncini a vista. Direttore di sala ? Andrea Bravaccini, che ci ha accolti sin dall?ingresso per accompagnarci durante l?intera degustazione curando la proposta di abbinamenti al calice alle varie portate. Grazie a lui, la cantina del locale ha oltrepassato le 1.300 etichette: una collezione curata nel minimo dettaglio e costruita con pazienza e perizia certosina negli ultimi 10 anni, insieme all?amico, ma?tre e sommelier Alessandro Monti.

Conclusioni

L?apporto delle nuove generazioni a questo bell?indirizzo dell’Appennino emiliano merita fuor di dubbio un giudizio positivo: se il punto di partenza era di per s? eccellente, l?entusiasmo di Simone e Andrea, il loro sguardo giovane e la loro mente ricca di idee hanno dato avvio a un nuovo capitolo della storia del ristorante. In cantiere per il 2019 grandiosi progetti, che includono il completo rifacimento della cucina e la creazione di una cantina visitabile e aperta al pubblico, dove ospitare eventi speciali e degustazioni.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Albergo Del Lago
47020 Bagno di Romanga (FC)
Localit? Acquapartita, 147
Tel. (+39) 0543 903406
Chiuso

E-mail: info@albergoristorantedellago.it
Sito internet:
www.ristorantedellagoacquapartita.it

 

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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[12/20/2018, 22:15] Io Bevo Cos? ? La pi? esclusiva degustazione di vini naturali e di terra nel cuore di Milano ? Excelsior Hotel Gallia ? 14 Gennaio 2019

Luned? 14 Gennaio presso l’Excelsior Hotel Gallia, il prestigioso 5 stelle del gruppo Luxury Collection, si terr? la sesta edizione di Io Bevo Cos?, la pi? esclusiva manifestazione dedicata ai vini naturali e di terra riservata agli operatori e alla stampa del settore Ho.Re.Ca. Visto lo straordinario successo dello scorso anno, con la partecipazione di oltre 400 attivit? commerciali tra ristoranti, enoteche e winebar e quasi 100 testate specializzate, gli ideatori della kermesse, Andrea Sala e Andrea Pesce, hanno raddoppiato le aree della manifestazione, cos? da permettere l’accesso a un maggior numero di visitatori, garantire i giusti spazi per degustare i vini e allo stesso tempo incrementare il numero delle aziende espositrici.

Dalla prima edizione del 2014, Io Bevo Cos? ? cresciuta anno dopo anno, grazie anche alle numerose aziende che hanno seguito e sostenuto il percorso intrapreso dagli organizzatori condividendo con loro l’obiettivo di far conoscere e apprezzare i vini naturali e di terra a un pubblico sempre pi? ampio. Cos? nelle stupende sale dell’Excelsior Hotel Gallia, Andrea Sala e Andrea Pesce presenteranno a una platea selezionata e qualificata circa 120 produttori, molti dei quali alla prima partecipazione, provenienti da Italia, Francia, Grecia, Spagna, Austria e Slovacchia, con oltre 800 vini in degustazione.?L?evento ? dedicato esclusivamente ai professionisti del settore HO.RE.CA. proprietari, chef o sommelier di strutture commerciali, enotecari, distributori di vini e alla stampa di settore.

Domenica 13 Gennaio si terr?, sempre presso l’Excelsior Hotel Gallia, la cena di gala della manifestazione, un appuntamento ormai consolidato negli anni, volto a rimarcare il fil rouge che lega Io Bevo Cos? al mondo dell’alta ristorazione. I protagonisti della cena saranno gli chef resident del Gallia, Vincenzo e Antonio Lebano, lo chef Eugenio Boer che da qualche mese ? tornato sulla scena milanese con un progetto tutto suo [bu:r], lo chef Salvatore Giuliano dello storico Ristorante Mim? alla Ferrovia di Napoli, lo chef Alberto Gipponi del Ristorante Dina di Cussago (BS), lo chef Cristiano Gramegna del Ristorante Rosso di Sera di Castelletto Ticino (NO) e Alberto Sparacino, chef del del Cum Quibus a San Gimignano (SI). Il dessert sar? preparato dallo chef Riccardo Escalante, che gestisce con il fratello Gabriele il Flora Ristorante di Busto Arsizio (VA). Il servizio sar? curato dallo staff dell’Excelsior Hotel Gallia, che pu? vantare la rinomata consulenza dei Fratelli Cerea del Ristorante Da Vittorio di Brusaporto (BG), 3 stelle Michelin. I vini naturalmente saranno selezionati dagli organizzatori tra le aziende che parteciperanno alla degustazione del giorno successivo. La cena ? aperta a tutti e viene proposta al pubblico al costo di 90 euro. La prenotazione ? obbligatoria.

Riferimenti evento

Data cena (su prenotazione): Domenica 13 Gennaio ? Dalle 20
Data degustazione: Luned? 14 Gennaio ? Dalle ore 11 alle ore 18:30
Location: Hotel Excelsior Gallia – Piazza Duca D’Aosta, 9 – Milano 20124 (di fianco alla Stazione Centrale)
Sito Web ufficiale?della manifestazione: www.iobevocosi.it
Hashtag ufficiale rassegna #iobevocosi
Ingresso: un evento gratuito dedicato esclusivamente alla stampa di settore e ai professionisti del settore HORECA, proprietari, chef o sommelier di strutture commerciali, enotecari e distributori di vini.

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Contatti:?3470549129 –??info@iobevocosi.it

I protagonisti dell’evento

Per scoprire la lista degli esporitori presenti in alta risoluzione clicca QUI.

La location dell’evento: Excelsior Hotel Gallia

A due passi dalla Stazione Centrale, nel cuore di Milano

Domenica 13 Gennaio ore 20: La cena di Gala di Io Bevo Cos?

Tutti gli chef e i piatti che saranno presentati durante la serata

Costo della cena: 90? – prenotazione obbligatoria – La cena ? aperta al pubblico

Per info e prenotazioni:?3470549129 –??info@iobevocosi.it

Alcune immagini della scorsa edizione di Io Bevo Cos?

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Media partner: Viaggiatore Gourmet

Ufficio stampa: Luxury Bureau

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iobevocosi@luxurybureau.com

Riferimenti Ufficio Stampa:

LUXURY BUREAU – Via Torino, 2 – 20123 (MI)

Nicola Di Maso – nicola.dimaso@luxurybureau.com – Telefono Diretto: +39.348.2911188

Viaggiatore Gourmet Media Partner Ufficiale della Manifestazione

Location Manifestazione:

Excelsior Hotel Gallia
20124 Milano
Piazza Duca D’Aosta, 9
Tel.(+39) 02 67851
Sito internet: www.excelsiorhotelgallia.com

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[12/20/2018, 22:11] Sabato 29 Dicembre 2018 dalle 20:30 La FESTAdelleFESTE2018 (Winter Edition) @ Villa Necchi alla Portalupa ? Gambol? (PV)

Save The Date! La nostra abituale Festa delle Feste – Vi aspettiamo?TUTTI per festeggiare insieme Sabato 29?Dicembre 2018?dalle 20.30 a Villa Necchi alla Portalupa?di Gambol??(PV) con una memorabile serata: isole aperitivi con la degustazione dei prodotti dei nostri partner e sfiziosit? preparate dagli chef artigiani; cena itinerante preparata dal nostro dream team?di chef a sorpresa; le isole dei?dessert dei?pastry chef, i gelati artigianali e tante altre dolcezze; Open Bar by Compagnia dei Caraibi;?brindisi con panettone artigianale; spaghettata di mezzanotte; disco lounge e tanto altro… Mi raccomando?VG e tutto il suo Staff vi aspettano!? Info e prenotazioni: eventi@altissimoceto.it – Linea Diretta: 348.2911188

Quota individuale partecipazione:

130? p.p. per i titolari VG Card (richiesta Scadenza nel 2018) Amici Gourmet e per loro accompagnatori (un titolare estende il suo privilegio a?un solo accompagnatore non tesserato)

Per i NON titolari la possibilit? per ogni coppia di tesserarsi e di acquistare una VG Green Card allo special price di 50? anzich? 85?.?Il costo comprende la consegna di una Amici Gourmet Green Card Membership annuale valida dal 29/12/2018 al 28/12/2019 (sconto del 35% sulla card standard rate 85?)?NB La promozione?per l’acquisto della card ? riservata esclusivamente ai nuovi associati alla prima iscrizione e a coloro che hanno la scadenza della propria card quel giorno.

La location della Festa delle Feste

?

Una raffinata villa ottocentesca immersa nel suggestivo paesaggio del Parco del Ticino, un resort di campagna, elegante e riservato, dove trascorrere un soggiorno all’insegna del relax, passeggiando per il curato parco della tenuta o approfittando dei trattamenti personalizzati della SPA, tutto questo ? Villa Necchi alla Portalupa.

Il Ristorante?Villa Necchi

Programma

– ore 20:30 Apriamo la serata con un golosissimo aperitivo

Degustazione di Caviale Calvisius by Agroittica

Berlucchi

L’isola con i prodotti del Salumificio Squisito

Salmone?Upstream

Olmo Antico

Degustazioni di formaggi di Guffanti

Focaccia di Recco by?La Manuelina

Isola aperitivi a cura del Grotto La dispenda con Roberta Mirarchi e Carlo Sacco

Torraccia del Piantavigna

Pizza by Romualdo Rizzuti by?Le follie di Romualdo?di Firenze?

Petra

L?isola con i salumi dell?Antica Corte Pallavicina?della famiglia Spigaroli

Chips?Patatas Nana

I prodotti?Inalpi, Premium Partner VG

Bellavista

Degustazioni birre del Birrificio Hordeum

L’acqua sar? a cura di Filette

Musica live con Alessandra Peretti, che animer? la nostra serata

– ore 21:30 Si parte con la?cena itinerante

Cena in piedi con chef a sorpresa, ovviamente lo chef? resident?Antonio Danise di Villa Necchi alla Portalupa, far? gli onori di casa preparando un suo personalissimo men?

Durante la cena saranno utilizzate le selezionatissime materie prime di Longino&Cardenal

Il riso della Riserva San Massimo

Una novit?: la pasta di Gragnano griffata?Mulino Marino

Nel corso della serata ci sar? la premiazione dei 10 nuovi Senatori Amici Gourmet?2019, che riceveranno dei prodotti personalizzati Mepra

A seguire…

L’isola dei dessert a cura del pastry chef Davide Marcelli dell’omonima pasticceria di Oleggio (NO)

Degustazione del gelato con cui Massimiliano Scotti della Vero Latte di Vigevano

I pinguini Pepino

Gelato della?Gelateria Cool

Degustazione dei vini passiti Bragagnolo

Le praline e i cioccolatini?Bodrato

Caff??La Cafferia El Miguel

Grappe Distillerie Francoli

Ore 23:00

Kick-Off CELEBRATION PARTY Festa delle Feste con il taglio del Panettone Loison

Brindisi Esclusivo con Balthazar Cuv?e ’61 Berlucchi – 12 LITRI

A seguire

Open Bar By Compagnia dei Caraibi

Ore 24:00

Show Cooking liveFelicetti di mezzanotte

Coccole continue durante tutta la serata

UNTIL THE MORNING…

Via alle Danze!

Disco Lounge

Condizioni di partecipazione: solo 100 posti! Numero chiuso!

Quota individuale partecipazione:

130? p.p. per i titolari VG Card (richiesta Scadenza nel 2018) Amici Gourmet e per loro accompagnatori (un titolare estende il suo privilegio a?un solo accompagnatore non tesserato)

Per i NON titolari la possibilit? per ogni coppia di tesserarsi e di acquistare una VG Green Card allo special price di 50? anzich? 85?.?Il costo comprende la consegna di una Amici Gourmet Green Card Membership annuale valida dal 29/12/2018 al 28/12/2019 (sconto del 35% sulla card standard rate 85?)?NB La promozione?per l’acquisto della card ? riservata esclusivamente ai nuovi associati alla prima iscrizione e a coloro che hanno la scadenza della propria card quel giorno.

N.B. La prenotazione ? obbligatoria. Numero CHIUSO a 100 partecipanti.?Per prenotarsi bisogna obbligatoriamente acquistare la partecipazione all’evento sul nostro shop (dopo essersi registrati). Per maggiori informazioni chiama o invia subito una mail ai riferimenti che seguono:

Linea Diretta: 348.2911188 – e-mail: eventi@altissimoceto.it

Prevista in chiusura di serata, abituale e RICCA distribuzione di prodotti e omaggi dei nostri Partner a TUTTI i partecipanti

Eccezionalmente per la nostra Festa delle feste, Villa Necchi metter? a disposizione dei nostri associati le proprie camere a delle tariffe promozionali:

Matrimoniale Uso Singolo??100?
Matrimoniale??120
Deluxe??140?
Suite??180

Per prenotazioni contattare direttamente Villa Necchi all’indirizzo mail?info@villanecchi.it?oppure al numero?0381 092601

Condizioni di partecipazione: solo 100 posti! Numero chiuso!

Quota individuale partecipazione:

130? p.p. per i titolari VG Card (richiesta Scadenza nel 2018) Amici Gourmet e per loro accompagnatori (un titolare estende il suo privilegio a?un solo accompagnatore non tesserato)

Per i NON titolari la possibilit? per ogni coppia di tesserarsi e di acquistare una VG Green Card allo special price di 50? anzich? 85?.?Il costo comprende la consegna di una Amici Gourmet Green Card Membership annuale valida dal 29/12/2018 al 28/12/2019 (sconto del 35% sulla card standard rate 85?)?NB La promozione?per l’acquisto della card ? riservata esclusivamente ai nuovi associati alla prima iscrizione e a coloro che hanno la scadenza della propria card quel giorno.

N.B. La prenotazione ? obbligatoria. Numero CHIUSO a 100 partecipanti. Per maggiori informazioni chiama o invia subito una mail ai riferimenti che seguono:

Linea Diretta: 348.2911188 – e-mail: eventi@altissimoceto.it

N.B. La prenotazione anticipata ? obbligatoria. Per prenotarsi ? obbligatorio acquistare la partecipazione all’evento sul nostro shop.

Vi aspettiamo!

Viaggiatore Gourmet

Location Partner della Festa delle Feste by Altissimo Ceto

Ristorante e Resort Villa Necchi alla Portalupa
Fraz. Molino d?Isella ? 27025 Gambol? (PV)
Via Cavalier Vittorio Necchi 2-4
Sito internet: www.villanecchi.it

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[12/20/2018, 15:48] Cartoline dal 833 Meeting VG @ Cantina Ca? Del Bosco ? Erbusco (BS) ? Patron Maurizio Zanella, Chef dell?evento Alberto Gipponi

In esclusiva assoluta per i Senatori, lo zoccolo duro del club degli Amici Gourmet che da anni segue il Viaggiatore nel suo peregrinare tra le migliori espressioni della ristorazione italiana ed europea, abbiamo organizzato una giornata presso la cantina per eccellenza simbolo della Franciacorta: Ca? del Bosco. Nata dall?intuizione di Maurizio Zanella e dall?incontro tra la sua mente geniale e le colline che circondano Erbusco, l?azienda ha aperto le sue porte alla nostra comitiva che?ha esplorato la tenuta, spingendosi fino al cuore della cantina, tra celle di raffreddamento e i corridoi sotterranei che conducono alla cupola di pietra dove avviene l?affinamento. La degustazione delle migliori etichette ? avvenuta per? attorno a un tavolo, nel corso del pranzo preparato per noi da una delle pi? belle e premiate scoperte del panorama gastronomico italiano del 2018: Alberto Gipponi, chef del ristorante Dina di Gussago.

Benvenuti in Ca’ del Bosco!

La mappa dei vigneti e delle colline circostanti

Inizia il nostro tour

L’opera Eroi di Luce di Igod Mitoraj

Ha inizio la visita della cantina, ma prima l’opera?Egg Concept di Spirito Costa

Uno stravagante dettaglio incuriosisce i visitatori

?Il peso del tempo sospeso?, un rinoceronte a grandezza naturale sospeso al soffitto dell’artista bresciano Stefano Bombardieri

Tutta la cantina ? costellata di opere d’arte

Water In Dripping, l’opera del 2016 dell’artista Zheng Lu

Le botti

Qui sono custodite le bottiglie pi? preziose dell’azienda

La cupola, considerato il cuore del Franciacorta Ca’ del Bosco

Lo stemma

Passiamo alla zona in cui viene spiegato il remuage

L’opera Testimone di Mimmo Paladino

Proseguiamo la visita con un curioso aperitivo preparato anch’esso dallo chef Alberto Gipponi

Dentro ai sacchetti: Casoncello crudo ma cotto

Casoncello di carne apparentemente crudo, ma in realt? cotto grazie a una particolarissima tecnica, presentato in un sacchetto del pane. Lo chef unisce il tema della memoria a quello del gioco: la riproposizione del gesto di un bambino che ruba di nascosto un raviolo ancora crudo, ricordo della spontaneit? dell’infanzia.

Cuv?e Annamaria Clementi 2008 Magnum ? Ca? del Bosco

Proseguiamo il tour visitanto la zona d’imbottigliamento

La fotografia di Annamaria Clementi

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro menu presentato dallo chef Alberto Gipponi

La degustazione di vini che ci attende

Ci raggiunge al tavolo Dante Bonacina, direttore commerciale della cantina

Pane

Franciacorta Sat?n 2011 Vintage Collection – Ca’ del Bosco

Piattooo!

Brodo di casa: brodo di verdure torbido, volutamente non chiarificato

Cuv?e Annamaria Clementi 2008 ? Ca? del Bosco

Il brindisi

Caso mai venisse a pranzo Davide Oldani:?sfoglia, spuma di Grana Padano 43 mesi, crema di cipolle di Tropea e gelato di cipolle di Tropea in carpione

Corte del Lupo 2017 Curtefranca Bianco Doc ? Ca? del Bosco

Tutto ci passa attraverso e ci cambia:?crema di cozze, pomodoro confit, aria di limone, erbe aromatiche e tartare di fungo

Cuv?e Annamaria Clementi 2008 Franciacorta Ros? –?Ca? del Bosco

Vi rode il fegato:?fegato di fassona appena scottato, salsa bordolese, noci, estratto di mela, riduzione di mela alla curcuma e noci

Bertagn? del venerd?:?baccal? al pepe di Timut, cipolla acida, maionese alle olive taggiasche, spuma di foie gras

Corte del Lupo 2017 Curtefranca Rosso Doc ? Ca? del Bosco

Lo chef descrive la prossima portata

Divina: spaghetto con mosto, incenso, mandorle e noci

Pin?ro 2013 Pinot nero –?Ca? del Bosco

Arrosto salvo: arrosto di verdure con crema al coriandolo, alla zucca e yogurt e menta

Uno, nessuno, centomila: cappelletti di pollo, burro d’arachidi, Coca-Cola, brodo d’alghe, salicornia, riduzione di China, Coca-Cola e e genziana. A Parte un ribes ghiacciato

Carmenero Sebino Rosso Carm?n?re Igt 2008 –?Ca? del Bosco

Sveliamo il prossimo piatto

L’agnello nella bocca del lupo versione kebab?

Agnello marinato nella melissa (la bocca di lupo) servito in un cartoccio di pane carasau, maionese alla curcuma, cumino, coriandolo, zenzero, crema yogurt e menta, cetrioli acidi, germogli di abete e genziana.

Franciacorta Brut Millesimato 2013 Vintage Collection –?Ca? del Bosco

La presentazione scenografica della prossima portata ? un gioco di percezione dei sensi e di introspezione

I commensali sono invitati a indossare le cuffie per ascoltare la musica che accompagner? la degustazione del piatto

In ogni cosa c’? una crepa, ma ? da essa che nasce la luce

Animella di cuore, salsa Borscht (rapa rossa acida), indivia saltata nel miele, una grattata di sarda di lago, crema di radici amare e pepe, crema di spinaci e Grana Padano.

Risotto? Ma non doveva essere pane, burro e marmellata?

Risotto al rosmarino, arancia e pinoli.

Cuv?e Prestige Franciacorta Brut –?Ca? del Bosco

Come pasta frolla: gelato al limone, olio d?oliva e menta?

Ma che cavolo!

Spuma di cavolfiore e vaniglia, crumble alla nocciola, gelato al wasabi e bergamotto

C’? qualcosa che non… quaglia

Quaglia al miele, crumble al cacao e wiskey, crema di pinoli, caramello e mou alla salvia e gel?e al whiskey accompagnato da un brodo di quaglia e spezie

Avete detto merenda?

Ne vorrei un bidet: casoncelli tradizionali

Per chi opta per una merenda dolce…

Come una volta: tiramis??

Come l’artista cela le sue opere per aumentare il desiderio del bello, cos? lo chef cela la nostra storia gastronomica degli ultimi 50 anni proponendo sotto un velo un tiramisu in testa meno dolce, meno goloso, ma pi? equilibrato.

Coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: tartufi al caramello salato; arancia candita; macaron al rosmarino; madeleine al miele di castagno.

Un ultimo brindisi di VG insieme allo chef e allo staff?

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

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Partner della 833esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ca’ Del Bosco
25030 Erbusco (BS)
Via Albano Zanella, 13 (ingresso da Via Lovera)
Tel. +39 030 7766111
E-mail: cadelbosco@cadelbosco.com
Sito internet:?www.cadelbosco.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[12/18/2018, 22:05] Ristorante Il Moro ? Monza ? Patron Salvatore, Vincenzo e Antonella Buttic?, Chef Salvatore Buttic

Vincenzo, Salvatore e Antonella Buttic? sono tre fratelli, giunti dalla Sicilia con furore nella citt? della Monaca di manzoniana memoria dieci anni orsono. Alle spalle, una carriera da imprenditori della ristorazione con un percorso che li ha visti partire dalla piccola azienda agricola di famiglia a Raffadali per poi partire alla volta della Penisola, passando da Napoli alla Versilia, dal Piemonte alla Valle d?Aosta, una puntata in Sardegna e infine Monza. Qui, sempre uniti come i tre moschettieri, hanno aperto il ristorante Il Moro, un indirizzo che consigliamo di appuntare a tutti gli amanti di pesci e crostacei.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala
Espresso assegna il cappello
Gambero Rosso assegna 77 – cucina 46 (nel 2018 76)

La squadra

Lo staff in cucina

Chef/pastry chef: Salvatore Buttic?
Garde manger: Tony di Maggio
Chef de partie primi: Raphael Ramirez
Chef de partie secondi: Alessio Difabbio
Responsabile riassetto e qualit? igienica: Napoleon Gonzalez
Apprendista pastry chef: Lara Mariani, Francesca Pagani
Stagiaire: Valerio Catucci

Lo staff in sala

Restaurant manager: Vincenzo Buttic?
Ma?tre/ sommelier: Antonella Buttic?
Chef de rang: Giulia Ravasi
Commis: Lucia Iaccino
Assistente (cantina e sommelier): Denis Zocchi
Apprendista commis: Stefano Lento, Salvatore Tarallo

Ingresso

Insegna

Sala e mise en place

VG con i fratelli Buttic?: Salvatore, Antonella e Vincenzo

Menu

Riportiamo, come sempre, i menu degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Viaggio in Sicilia ? 75,00

All?inizio erano uccelli
Le sarde beccafico e il finocchietto
Piacevoli contraddizioni
Uovo, calamaro spillo di Sicilia, caviale di tartufo nero e pane al burro
Tutte le strade della Sicilia portano al mare
Riso carnaroli Riserva San Massimo, tartufo e gamberi rossi di Sicilia
I Bottoni e la norma
Se fosse arte: il Rinascimento
Guazzetto di ricciola e molluschi
Coi piedi tra le nuvole?
Maialino nero dei Nebrodi, la verza, il mais, i ceci neri e carciofi

La tradizione ? 62,00

La rana pescatrice, la cipolla di Giarratana, melograno e guanciale di suino nero dei Nebrodi
Polpo, scarola e bufala
Crema di zucca mantovana, mandorla di Raffadali e frutti di mare
Paccheri dei Monti Sibillini, pistacchio di Raffadali e gamberi
Pesce del giorno olive Nocellara del Belice, San Marzano, patate

Sentieri d?autunno ? 66,00

Le ostriche e le mandorle di Raffadali
Il pesce spada, la ricotta di pecora, la pera e il passion fruit
Assoluto di gambero di Mazara del Vallo
Fusilli di Tumminia e rag? di scorfano
Petto d?anatra, cioccolato bianco, arancia e mela cotogna

La mano libera, combinazioni immediate

3 portate ? 57,00
4 portate ? 65,00
5 portate ? 70,00

La carta

Piatti d?ingresso

Le ostriche e le mandorle di Raffadali ? 16,00
Assoluto di Gambero di Mazara del Vallo ? 18,00
La tartare di spada, ricotta, passion fruit e pera ? 18,00
La grande degustazione di crudo, ostriche, fasolari, cannelli, tartufi di mare, gamberi e scampi di Mazara del Vallo e carpacci ? 70,00
Uovo di Parisi, calamaro spillo Sicilia e caviale di tartufo ? 16,00
La rana pescatrice, la cipolla, il melograno e la pancetta di maialino Nero dei Nebrodi ? 16,00
L?insalata di mare ? 16,00
Polpo, scarola e bufala ? 18,00

Primi

Crema di zucca mantovana, mandorla di Raffadali e frutti di mare ? 16,00
Riso carnaroli riserva San Massimo, tartufo e gamberi rossi di Sicilia ? 18,00
I Bottoni e la norma ? 16,00
Spaghetti ?Gentile? aglio, olio extra Vergine d?oliva, peperoncino e tartare di orata ? 16,00
Paccheri dei Monti Sibillini, Pistacchio di Raffadali e gamberi ? 16,00

Secondi

Aragosta rosa o Astice blu (sdm) alla catalana ? 50,00
Pesce del giorno min. per due ? 8,00 hg
Filetto di pesce del giorno olive Nocellara del Belice, San Marzano, patate ? 28,00
Frittura, filetti, molluschi, crostacei e verdura ? 30,00
Guazzetto di Ricciola e molluschi ? 32,00
Petto d?anatra, cioccolato bianco e arancia ? 32,00
Maialino Nero dei Nebrodi, la verza, il mais, i ceci neri e carciofi ? 29,00

Dessert

Dedica alla nostra terra: il pistacchio e il loto ? 8,50
Il Panettone ? 7,00
La pera Martin Sech, il cioccolato di Colzani e ricotta di pecora ? 10,00
La cassata, dal latino caseus e dall?arabo quas?at ? 8,00 ?
I cannoli siciliani ? 7,00

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Vincenzo Buttic? illusta a VG le carte

Aperitivo

Champagne Brut ? Henri de Verlaine

Tipologie di stuzzichini: cracker salato, burro di alpeggio e mango; sfincione; soffiate di mais e riso.

Pane

Tipologia di ?pane: calore del cuore (selezione di grani antichi siciliani: tumminia, russello e perciasacchi), con grano antico brianzolo; grissini al mais; cracker all?olio extra vergine.

Piattooo!

Entr?e: fusillo, caviale, pistacchio e panna acida

Franciacorta Extra Brut Ros? Docg ? Camossi

Era il cocktail: gamberi di Mazara del Vallo, la loro maionese e la lattuga romana

Le ostriche fine de clairs e la mandorla pizzutella di Raffadali

Le Voglie Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Doc 2016 ? Stefano Antonucci Santa Barbara

Il polpo, la scarola e la bufala

La rana pescatrice, la cipolla di Giarratana, melograno e guanciale di suino nero dei Nebrodi

Carjcanti 2015 ? Gulfi

La zucca mantovana, i frutti di mare e la corteccia di mandorla

Carnaroli Riserva San Massimo, gamberi di Mazara e tartufo

Ad?nzia Bianco Sicilia doc 2017 ? Baglio del Cristo di Campobello

I paccheri dei Montisibillini, pistacchio di Raffadali e gamberi

Sicilia in bocca: la norma nel bottone, il ciliegino, basilico, origano e crema di ricotta salata

Vorberg Pinot Bianco Riserba Doc 2015 ? Terlano

Se fosse arte Il Rinascimento: la ricciola in guazzetto

Il filetto di orata, patate, pomodoro e olive

Antonella avvina il calice dove sar? servito il vino successivo

Faro Doc 2011 ? Palari

Uovo di Parisi, calamaretto spillo e perle di tartufo

L?anatra, il cioccolato e la mela cotogna

Sciuscia Nero d?Avola Vendemmia Tardiva ? CVA Canicatti

Il predessert: spugna di cioccolato, arancia, uva fragola e patata

Il taglio del panettone

Il panettone

Ben Ry? Passito di Pantelleria Doc 2016 – Donnafugata

Gli abbinamenti: la zucca, il pistacchio e il mascarpone

Il cannolo: rimandi classici

Caff? e coccole finali

Caff? Mokalba 80% arabica

Tipologia di piccola pasticceria: canel?, torrone, macaron cioccolato e mandorla, leccornie al mandarino.

Ar?nciu Amaro all?Arancia ? Magiantosa

VG con tutta la brigata di cucina

Cucina

Una cucina di pesce raffinata e moderna, in cui i ricordi d?infanzia e la memoria del vissuto siciliano di Salvatore Buttic? emergono con forza, imprimendo anima e carattere alle portate in men?. La scelta ? la carte varia ogni 40 giorni, per dare il giusto spazio alla stagionalit?, anche se alcune portate, i capisaldi dell Moro, restano costanti durante tutto l?anno. Le degustazioni invece sembrano seguire le tappe fondamentali del percorso dei fratelli Buttic?: dall?infanzia con il men? Viaggio in Sicilia, all?esperienza acquisita alla guida dei loro ristoranti con Tradizione, per proseguire con la variante stagionale e concludere con un rimando al presente, la scelta pi? audace, con la degustazione a mano libera dello chef.

Servizio e accoglienza

La sala ? il regno di Vincenzo e Antonella Buttic?, il primo nel ruolo di manager, responsabile principale del bel clima che si respira al ristorante, dove tutto scorre piacevolmente grazie alla sua gestione attenta e accurata, la seconda invece ? ma?tre e sommelier. Dolce padrona di casa e appassionata cultrice del nettare di Bacco, ad Antonella spetta anche il compito di occuparsi della cantina del ristorante, mansione che svolge con piacere viaggiando per l?Italia e Oltralpe. Oggi la carta dei vini de Il Moro conta ben 600 etichette, con referenze che provengono anche da Spagna, Francia, Germania e Grecia.

Conclusioni

I recenti lavori di rinnovo hanno dato un nuovo volto al ristorante, creando un ambiente dall?eleganza discreta, dove le tonalit? chiare scelte per arredi e pareti mettono in risalto le opere di Domenico Mancuso, esposte temporaneamente in questi mesi. Dettaglio di classe sono invece i pannelli fonoassorbenti che riprendono i disegni di Gillo Dorfles e che risultano cos? belli da vedere oltre che utili. Davvero una bella realt? famigliare, quella che i fratelli Buttic? hanno saputo costruire a Il Moro di Monza, una storia di cui ogni giorno scrivono un nuovo capitolo.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Il Moro
20900 Monza
Via Parravicini, 44
Tel. (+39) 039 327899
Chiuso
luned?
E-mail: info@ilmororistorante.it?
Sito internet:
www.ilmororistorante.it

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[12/18/2018, 09:43] Cartoline da 832mo Meeting VG @Lido 84 ? Gardone Riviera (BS) ? Chef Riccardo Camanini

Quanto ci piacciono i fratelli Camanini! Riccardo, pi? timido e riservato, e Giancarlo, solare e capace, il padrone di casa ideale e la figura che, a ogni incontro degli Amici Gourmet, viene ad accoglierci all?ingresso del ristorante. Al Lido 84 stiamo sempre benissimo, merito della squadra giovane e affiatata messa insieme dai Camanini in questi anni e alla cucina di Riccardo, tra il poetico e il geniale, come la meravigliosa e ormai immancabile cacio e pepe in vescica, vero e proprio must dei nostri pranzi da alcuni anni a questa parte.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 3 Aprile 2013
->?Meeting del 12 Aprile 2015
->?Meeting del 14 Maggio 2016
->?Meeting del 25 Marzo 2017
->?Reportage del 9 Novembre 2017
-> Meeting del 9 Aprile 2018

Sala e mise en place

I fratelli Camanini accolgono VG

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Aperitivo in giardino a bordo lago

Secolo Novo 2010 Franciacorta Brut Millesimato ??Le Marchesine

Salumi e affettati Al Berlinghetto

Pancetta stufata

Culatello del Berlighetto

Culatello cotto

Salame del Berlighetto

Cialda di semi tostati

Ci accomodiamo al nostro tavolo

Pane

Tipologie di pane:?al lievito madre, con grani antichi Gentilrosso, segale, patate; grissini fatti in casa con lievito madre.

Perl? Ros? Metodo Classico Trento Doc 2009 ??Ferrari

Il brindisi

Piattooo!

Zucca e arancia

Brodo di pesce azzurro e olio extra vergine d’oliva

Seppia e funghi porcini

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale

Persico trippato, miele al mandarino verde e bergamotto

Chardonnay Elijo 2013 – Villa Parens

Riso verdino

La prossima gustosa portata ? servita in pentola d’oro Agnelli

Un grande classico del Lido84

VG e il patron Giancarlo Camanini presentano il piatto

Rigatoni cacio e pepe in vescica

Ruch? di Castagnole Monferrato 2013 Laccento Magnum ??Montalbera

Lingua alla pechinese e senisese

Barolo Vigna Bricco Gattera 2001 – Cordero di Montezemolo

Trombetta dalla morte: Marsala, melograno e fegato di seppia

Vermouth Classico – Casa Martelletti

Lo chef prepara il prossimo dessert

Gelato al latte di montagna mantecato al momento

Torta di rose

Cannoncino king size

Torta paradiso

Lo chef descrive i dessert ai commensali

Torrone

Tartufo

Pongo

Castagne

Chiacchiere finali con lo chef?Riccardo Camanini

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 832esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Lido 84
25083 Gardone Riviera (BS)
Corso Zanardelli, 196
Tel. (+39) 0365 20019
Chiuso marted? e?mercoled?
E-mail: info@ristorantelido84.com
Sito internet: www.ristorantelido84.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[12/17/2018, 14:15] Antica Trattoria Alle Rose ? Sal? (BS) ? Chef Marco Cozza e Andrea De Carli

Lo abbiamo imparato a suon di forchetta e le nostre frequenti ?escursioni gastronomiche? sulle sponde del Lago di Garda ne sono la conferma: sar? l?aria buona che soffia dalle Alpi, poco distanti, sar? perch? la bellezza placida e maestosa del Lago ? fonte di costante ispirazione, di fatto la costellazione di borghi che tra Lombardia, Veneto e Trentino costeggiano il bacino lacustre custodiscono delle vere perle enogastronomiche. In questo caso, vi raccontiamo un?insegna diversa dalle ?solite note?, un?attivit? giovane, come giovani, giovanissimi, sono i suoi proprietari, Marco Cozza e Andrea De Carli. Nelle immagini che seguono, il racconto di un bello spaccato di ristorazione giovanile italiana, dove si ha ancora il coraggio di mettersi alla prova e di sognare in grande.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala
Espresso non segnala
Gambero Rosso assegna 80 – cucina 49 (nel 2018 77-48)

La squadra

Lo staff in cucina

Chef/patron /sommelier: Marco Cozza
Chef/patron: Andrea De Carli
Chef de partie antipasti: Elisa Zanelli
Pastry chef: Francesco Di Maggio

Lo staff in sala

Responsabile sala e vini: Sandra Sanna

Ingresso

Insegna

Dettagli all’ingresso

Sala e mise en place

Dettagli della mise en place

La cantina

La cucina

Menu

Riportiamo, come sempre, i menu degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Terra ? 54

#MANZO manzo | porcini | porro
#LUCCIO luccio | topinambur | castagne
#RISO riso | zafferano | midollo
#QUAGLIA quaglia | verze | tartufo nero
#MELA mele | mou | caramello

Botanica ? 48

#PORRO porro | fichi | tartufo nero
#SPAGHETTO makaira d?orzo | broccoli | prugne
#ZUCCA zucca | zucca | zucca
#PERA pera | vino | tamarindo

Lake Tour ? 78

#MISSOLTINO missoltino | agone | polenta | salsa verde
#CARNE SALADA carne salada | melassa | copa – fam
#RISO IN CAGNONE riso | salvia | aglio| parmigiano | persico
#PANADA pane | alloro | uova | brodo | bottarga
#OSSOBUCO manzo | midollo | gremolada
#BERTAGN? baccal? | pomodoro | cipolle
#RUSUMADA vino | uovo | zucchero
#CHISOL chisol | agrumi canditi | ricotta

#MEN?SPIEDO ? 35 (su prenotazione)

Salumi tipici | pane sfogliato e burro | minestrina sporca | spiedo

La carta

Antipasti

#CERVO cervo | mele | tombea | ginepro ? 16
#MUSETTO musetto di maiale | peperone | barbabietola | cipolle in saor ? 14
#MANZO frisona | sedano | tartufo nero | porcini sott?olio ? 16
#LUCCIO luccio | topinambur | castagne | pioppini ? 14
#CAPASANTA capasanta | rabarbaro | mandorle amare | pepe ? 18
#SCAMPI scampi | origano | pomodori confit | provolone ? 18

Primi

#GNOCCHI gnocchi | castagne | carne salada | salvia ? 14
#SPAGHETTO makaira d?orzo | broccoli | prugne | foie ? gras ? 16
#RISO riso vialone nano | porcini | gamberi rossi | polveri ? 20
#RAVIOLO ravioli di mascarpone | agoni | limone | caviale ? 18
#APERTO raviolo aperto | zucca | persico | mugnaia ? 16
#PANADA pane alle spezie | alloro | brodo | bottarga ? 14

Secondi

#VITELLO vitello | indivia | nocciole ? 22
#MAIALINO maialino | fagioli copa – fam | giuggiole | crescione ?18
#PERNICE pernice | pera | tartufo nero | erbe di campo ? 27
#BOLLITO biancostato | cappello del prete | lingua | testina | cotechino| mortadella di fegato | gallina ? 25
#TROTA trota di lago | civet | polenta | foie – gras ? 20
#ZUPPA tinca | luccio | trota | persico | br? brus? ?18
#BRANZINO branzino | zafferano | cavolfiori | trombette ? 24
#RANA PESCATRICE rana pescatrice | fichi | radici | patate dolci ? 24

Dolci

#ROSE torta di rose | zabaione | cedro ? 8
#MELE torta di mele | mou | gelato al caramello ? 8
#MERINGATA semifreddo all?olio del Garda | capperi | limoni ? 10
#POPCIOK cioccolato | lampone | popcorn ? 10
#CASTAGNE souffl? alle castagne | crema inglese | gelato all?alloro ? 12

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Leonia Pomino Brut ? Frescobaldi

Tipologie di stuzzichini: bon bon di Parmigiano con maionese all’arancia e tagete; farfalle alla paprika dolce, maionese al dragoncello e ruta; cannolo di polenta, formaggio vaccino e cipolla bruciata.

Pane

Tipologie di pane: di farina integrale fatto con lievito madre, grissini classici con farina bianca e grissini integrali; servito con olio extra vergine d’oliva (az. La casa del tempo perduto di Gaino, BS).

Piattooo!

Entr?e: insalata di erbe spontanee alla griglia e spremuta di cedro

Zero Infinito Biologico ? Pojer e Sandri

Entr?e: finti calamari fritti e agrodolce

M?ller Thurgau Alto Adige Doc ? Laimburg

Porri gratinati al tartufo nero e fichi

Cavolfiore giallo alla griglia, nocciole, pinoli, uvetta e saor

Il tocco finale

Capesante, marmellata al pepe, rabarbaro e mandorle amare

Manzo marinato, senape rossa, tartufo nero e salsa rosa

Monticol?Pinot Nero Riserva 2014 ? Terlano

Animella fritta, vin cotto alle prugne e acetosella

Broccolo e arancia?

Ruberpan Valpolicella Suepriore 2015 – Pieropan

Ravioli di mascarpone, agone, limone e caviale

Raviolo aperto, zucca e persico

Riso in cagnone

Riso allo zafferano, i suoi fiori e midollo di bue

Cacio e pepe in alta quota

La portata successiva ? finita al tavolo

Panada: pane alle spezie, alloro, brodo, bottarga

Molmenti Ros? Purtroppo Unico Valtenesi 2013 ? Costaripa

Bertagni –?Trippa di merluzzo fritta e salsa alla bresciana

Trota in civet:?trota di lago, civet, polenta e foie gras

Maialino da latte, fagioli copa fam, giuggiole e crescione

?Zucca, zucca e zucca

Zucca cotta al cartoccio, ristretto di zucca e cialda ai semi di zucca.

Voil?

?Zuppa di lago, verdura di stagione e brodo bruciato

La portata successiva

Taco lago

Tacos ripieno di luccio, pomodori, cipolle confit e salsa barbeque al cioccolato.

L’impazienza:?ossobuco di manzo crudo, midollo e le sue verdure

Rossella – Birra Felice

Pre dessert: meringa e tarassaco al vapore

Delle Lucciole – Birra Felice

Impiattamento

L’olio servito in abbinamento al dessert

Pre dessert: mela cotta al sale issopo e olio extra vergine

I Capitelli 2015 ? Anselmi

Souffl? alle castagne, crema inglese e gelato all’alloro

Torta di rose e zabaione al cedro????????????

SottoSopra Vino Turbolento – Tenute del Garda

Finta radice di liquirizia: radice di pastinaca, polvere di liquirizia e brodo di lampone

Melanzana, cioccolato e rapunzia

Gli chef ci raggiungono al tavolo

Caff? e coccole finali

Caff? Torrefazione La Torre di Manerba del Garda, miscela arabica e robusta (America Meridionale, India e Africa).

Tipologie di piccola pasticceria: gelatine all’acqua di tutto cedro dell’azienda Tassoni di Sal?, con vermouth dell’azienda Lacerba, con Amaro di Brescia; torrone con mandorle e nocciole; macaron alla taneda; marshmallow agli agrumi.

VG con gli chef? Marco Cozza e Andrea De Carli

Cucina

I due soci fondatori, Marco Cozza e Andrea De Carli, sono anche gli chef del ristorante. Entrambi del ?91, entrambi entusiasti del proprio lavoro, i due si dedicano anima e corpo al proprio progetto dando forma a un men? interessante e davvero ben bilanciato. L?obiettivo non ? stupire a tutti i costi, perch? i due amici sanno bene che anche Picasso, prima di fondare il Cubismo, studi? i classici del Louvre: non c?? innovazione senza coscienza del passato. Cos?, nei loro piatti si trova molto della cucina tradizionale del Garda bresciano, cui i due hanno apportato variazioni e aggiunte, di certo pi? moderne, ma mai sovrabbondanti: ogni portata ha al massimo 4 ingredienti principali, gli stessi che vengono utilizzati per definire la pietanza ? la carte. Perch? al Rose di Sal? la fantasia si usa in cucina, non certo per scrivere il men?, che ? invece schietto e cristallino.

Servizio e accoglienza

La responsabile di sala e cantina ? Sandra Sanna (classe ?93!) ma il grande appassionato di vino al ristorante Rose di Sal? ? Marco Cozza, che oltre a cucinare si occupa insieme a Sandra della scelta delle etichette che andranno ad arricchire la cantina del suo locale. Giovani, appassionati e dalla mente aperta non potevano che nutrire entusiasmo per le ultime novit? in tema di enologia e viticoltura, selezionando tante referenze biologiche e biodinamiche, oltre a una discreta collezione di birre artigianali.

Conclusioni

Antica Trattoria Alle Rose Sal?, recita l?insegna all?esterno, e, guardandolo da fuori, il locale sembrerebbe una copia conforme delle tante insegne tradizionali, come se ne trovano tante nei paesini del Garda. E invece, basta un?occhiata alla carta esposta all?esterno per lasciarsi stuzzicare la curiosit?, oltrepassare la porta d?ingresso e ritrovarsi in un ambiente decisamente moderno e giovanile, con tavoli in legno illuminati da lampade di design bordate di rosso, come rossi sono anche i bicchieri per l?acqua al tavolo. L?insieme ? piacevole ed equilibrato, i toni morbidi del legno smorzano l?eccentrica vivacit? del rosso, proprio come la memoria della tradizione fornisce il giusto contrappunto agli spunti contemporanei degli chef.

Viaggiatore Gourmet

Antica Trattoria Alle Rose
25087 Sal? (BS)
Via Gasparo da Sal?, 33
Tel. (+39) 0365 43220
Chiuso
mercoled?
E-mail: info@trattoriaallerose.it
Sito internet:
www.trattoriaallerose.it

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[12/09/2018, 20:19] Les vins naturels ? 2 new releases ? one from France and one from Italy
Two new wines that have recently graced the dinner table. Both made with biodynamic practices and are Vin Demeter.


The French wine ? 2015 Chateau Peybonnehomme-les-Tours ?Energies? is a Blaye C?tes de Bordeaux AC from Famille Hubert Vignerons. The wine (SRP $25, sample) has an Italian connection. From the first impression (a Bordeaux wine in a Burgundy bottle) I got the idea that this wine was not going to be your grandfather?s Bordeaux. 60% Merlot, 30% Malbec and 10% Cabernet Sauvignon from a vineyard in the village of Cars near Blaye. The Gironde River is nearby and the vines are around 40 years of age.

Completely Demeter agriculture biodynamique since the beginning of this millennium.

Opening the wine, it was tight. After about ten minutes it opened up. The thing I noticed, right off, was the granularity of the wine. It had this texture that softly sanded away on the palate. Not abrasive as much as stimulating. Good balance, dry, bone dry. An hour or so into the wine (we had it with a soup of chicken, mushrooms and potatoes) it really hit its stride. The rose aromas starting blossoming in the nose, along with a tiny bit of inkiness, and a walnuttiness, very pleasant combination. With the soup, which is often difficult to pair a wine with, it was perfect. Quite an enjoyable wine and moreover, a wine that had a sense of itself, an identity and it was a pleasant one. I would buy this wine in a heartbeat, really a great diversion from the ?tried and true? of what we have come to know (and love) about traditional red Bordeaux wines. Another new face in the clubhouse, looking a little different than the others, but in the end, still part of the family.

Oh, and the Italian connection? After fermentation in concrete, it was aged for 12 months in Italian terra cotta amphorae.

The Italian wine ? 2013 Coste di moro Montepulciano d?Abruzzo from the Orsogna winery, their ?Lunaria? line of organic wines. This wine ($15 retail, purchased) comes in an attractive long Bordeaux shaped bottle. It?s very brown bag hip looking, very upscale in a low impact way. Also biodynamic (Demeter certified).

The initial aromas in this wine were dark chocolate, rich plum, but a little closed in, still napping. After it awoke, the wine opened up. The texture of this wine also had a graininess to it, which gave the wine volume to dance with the sumptuous fruit. A bit grapey in the beginning, which leveled out during the night. What I liked about this wine was its versatility. We had the wine with stove-top smoked Piedmontese rib eye steaks, and also a salad with a quasi-Caesar- like dressing (olive oil, lemon juice, Worcestershire, Dijon mustard, anchovy puree, garlic, pepper) and a small Yukon gold potato with a yogurt dressing (in place of butter or sour cream). So, lots of different spices, textures and flavors. And the Montepulciano fit right in, in fact, fit in so well that it was seamless and ultimately delicious.

This wine is a great value from the perspective of provenance and accessibility.


There you go - two natural wines that you should put on your dinner table soon.




wine blog +  Italian wine blog + Italy W

Thanks to Vins de Bordeaux for the French wine sample.
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[12/09/2018, 17:43] La fille Am?ricaine in France, making wine (naturally) in Italy - Pt I
Anne Marie was from a new generation of global citizens. Born in America in the late 1980?s, from parents who immigrated from Europe, her mother was from France, father from Italy, and they met among the vast plains of West Texas. Both looking for space, for freedom from convention, for a patch of blue sky they could claim. Along the way they found each other, fell in love, settled down and gave birth to Anne Marie and her twin brothers.

Neither were farmers, the father was an engineer, the mother was a doctor. Both their families had roots in the farm and in grape growing. But that was a long time ago in an entirely different world. This was America and The Dream was still alive.


Anne Marie showed an inclination towards the French culture early on, learning to speak French fluently by 4, and attending the Dallas International School Mission La?que Fran?aise. Anne Marie was smart, precocious and dearly loved by her mother, her doting father and her twin brothers. When they spent summers in France and Italy, she showed interest in the culture, the food and the farms of her French and Italian families.

And then she became a teenager in Texas, and for a brief time went into another world. Music, technology, peer groups, all intersected in this budding young human. And the future, when one is 13, seems so much further off than one?s best friend down the street. Anne Marie was ?ma fille Am?ricaine,? as her mother loved to say.

So, Anne Marie lived in the moment, and grew into an adult, heading off to college in the West Texas Panhandle town of Lubbock, Texas Tech.

If you?ve never been to Lubbock, Texas, I will only say this. You have to have a reason to go there. It is flat, often bitterly cold in the winter and blindingly hot in the summer. There is little or no water, no beaches, and the High Plains (or Llano Estacado) stand downwind to their Rocky Mountain cousins to the north. The wind blows so much that the place is a veritable center of the universe for windmills. And the ancient red, fine sand, ashes of ancient mountains when they were as tall as Everest and much older, now pulverized by millions of years and eons of wind, gets in everything. It may look romantic in the old Western films, but it isn?t.

One of Anne Marie?s college friends came from a nearby cotton farm, and with the global shift of cotton farming to countries that could produce the fabric much cheaper, the family looked to diversify their crops. Someone told them to start growing grapes and so they planted Chenin Blanc and Sangiovese. To Anne Maire it was a clarion call. She enrolled in winemaking classes at Texas Tech the next semester, changed her major and set upon a path to learn all she could about winemaking.

When she graduated, she secured a spot in the Loire Valley, nearby where her mom?s family lived, and became an apprentice at a small winery. There she saw Chenin Blanc in all its many forms before it was made into wine. She tasted, walked the many vineyards, learned what was being done right, and also learned about the many missteps farmers made in France, thanks to Cr?dit Agricole?s influence among their many loan holders. She would see one vineyard bright and green and alive right next to another one, which was brown and burnt and fallow. And she would taste wine from the different plots, noting how different the wines tasted. It was here she got religion and committed to winemaking in the most natural way she could, when the time comes.

One August, she decided to visit her Italian family on the Umbria-Tuscany border. They grew grapes, Montepulciano and Sangiovese. Her uncle Emilio would walk with her among the vines showing her the differences in the grapes, the rows, the topography. This was an area in Italy where natural practices were strongest, no herbicides, no pesticides, no Cr?dit Agricole. Here the green bank was the earth, and the locals saved wisely. Here Anne Marie would come to find a full circle for her life, from the wind-swept plains of Lubbock to the enchanted valleys of the Loire, to the green heart of Italy.

Uncle Emilio said to her one afternoon, while they were sipping on a red from the demijohn, ?Anne Marie why not join us for harvest? With your education, and your love for wine and your influence from your mother?s country, your father?s country might benefit from all of this. We?d love to have you with us to help. Think about it, for I know you are already committed to harvest this year in France. But next year? I have a special parcel of old Sangiovese, it can be yours to do with as you see fit. Just don?t wait too long, the vines and I are not getting any younger.?



To be continued?






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[12/02/2018, 20:24] The State of Natural Wine in Flyover Country
New series: "Au Naturel "       

While researching an upcoming article for the Dallas Morning News, I?ve had the opportunity to experience, first-hand, the state of natural wine here in flyover country. In a surprising turnabout from the often-contentious atmosphere found over the internet, what I?ve experienced has been a refreshingly open-minded and clear-eyed take on wine made in the various manners of what we have come to regard as natural. Without going into some of the information I will cover in the article (and really not the intention of this post), I want to explore how we got here, those of us in the middle of the country, who are often cast aside from the more seemingly progressive and undeniably trendy west and east coasts. And just for good measure, this is not an us vs. them piece. It is simply a snapshot of what I see and have observed over the past few months while working on the newspaper piece.


First a little personal background information, for new or first-time readers. Growing up in California, and often somewhere near a vineyard, I came to think of grapevines as part of Greater Nature of which California is imbued. As a young child, living in the desert, I spent many hours outside, often staring at the great Mt. San Jacinto, before me. I hiked the canyons and the mountains as a juvenile and later when I moved to Altadena, above Pasadena, I continued to hike regularly in the canyons and trails of the San Gabriel mountains there. I spent a lot of time outside. And when domestic duties called, such as shopping for groceries or cooking for and with my young family, we sought after produce and other food stuffs that were as unadulterated as possible. In the 1970?s this was much easier to do in California than it was in Texas or even New York. But it took a search at times. Organic produce, fertile eggs, raw milk and cheeses were the staples of our diet. And occasionally wine, when I budgeted for it.

Likewise, the lifestyle called for a commitment to not use or consume more than we needed. To recycle whatever we could and to compost when possible. Much easier now in America then in 1975. But not impossible in California.

So, when I moved to Texas in 1978, it was kind of like moving to Mars in that regard. Raw milk or cheese were as illegal as marijuana. Farmers markets in the truest sense were nonexistent. And recycling was limited to one or two places that took glass (usually only clear, not green), and no place for plastic recycling then. My garage filled up with wine bottles (also from my job, samples, returns, etc.) and once a month I?d load up my station wagon and haul them across town to drop them off. So, that was where I was at.

Over the past 40 years, a lot has changed. Now we have access to organic produce and raw cheeses (raw milk if you go to nearby farms, both cow and goat) and even the meat offerings range from organic to free range to grass fed and on. Living in Texas has vastly improved for the person in search of a simpler, closer-to-nature lifestyle.

Which leads us to wine. In my meandering across the wine shops and wine bars in my (now) hometown of Dallas, Texas, there are plenty of choices to find. Sometimes I find myself drinking a wine and not even knowing it has a more natural aspect to it. Like the 2016 Chateau de Caraguilhes Corbieres Blanc, which has the certified organic mark on it. Is it a natural wine in the ?natty? sense, with some funkifiedness? No, it is not. But it was a simple, clean quaff, and it dovetailed quite nicely with our simple repasts.

There is a full bandwidth of choices under the natural wine banner available these days. And Italy, like France, has many choices within that spectrum. One needn?t cast shade on folks who like those kinds of wine, when most of them are made in a simple and delicious manner. Sure, there are those wines (and winemakers) that go out to the edge, pushing our idea of what natural wine can or even should be. You find that in art, in religion, in music, so why not in wine? And so, if you don?t like some of the hairy armpit versions of natural wine, don?t go there! But also, don?t paint the whole sky one color of blue. It?s a big world, and wine can be expressed in many ways. And they aren?t always successful, or even if they are, they might be in a stage of their life where they are cumbersome, awkward, pimply and stringbeanish. But they are someone?s child, if even children from a vat of fermented must. Love them or not. But don?t shun them. Just move on.

I've gone into local shops here and had the most wonderful experiences talking to the people in the shop about which wines to take home. I spent many years in the trade, presenting what was in my portfolio. And often wines chosen from a boss or superior who might not have had the same esthetic sensitivities as I did and still do. I don?t have those restrictions now, I am free from the workforce and supply chains that once bound me. And once again my world has opened up. And with that, the world of natural wines has been this amazing garden of roses and herbs and all manner of plants (metaphorically) that I can now wander, again, free as a bird, to savor with unrelenting joy.

For the part of the path I trod these days is closer to the way it was when I was a kid. It is slower, I spend more time with other species, hanging out, thinking, napping, and yes, playing. The business of wine was (and still is) so goddamm serious. And now they?re trying to make natural even more serious, which is just plain silly. Let ?er be. Don?t like it? Open up another bottle, it won?t kill ya. Move on if you?re not happy. Life is short. And yes, winter is coming, drink up.

To be continued?




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[11/25/2018, 18:45] Who do we think we are?
After almost thirteen years writing this blog, observing the wine trade, from within and without, and folding those impressions into the culture-at-large, I have to say I have begun to wonder, who are we? What follows are composite, fictionalized characters, who have components of people I?ve encountered of late, as I explore mastery and the paths to it.


Glenda worked at a local bistro, got bit by the wine bug and started taking classes. She made certified sommelier pretty easily, and, living in a vibrant urban setting, was encouraged to go ?all the way.? After six years, she made it to master sommelier. She quit the restaurant, her labor of love for seven years, and went to work for a local distributor as an education specialist. Missing the floor action, she moved into a sales management position. She traveled extensively. The corporate job allowed her to keep one foot in the business and the other foot in the society of sommeliers that she?d beelined to. She was nearing forty. She made good money, but not as good as the male ms in the company. He had two children and was there first.

Still, she endured. She was smart, rose in the company and in the sommelier community, but wasn?t really happy. She had a hole in her middle.

?That was when I realized that I missed the thing I got this damn pin for, to be a sommelier, not a check on a box of some corporate H.R.?s promo- piece on how progressive their mega-large corporation is! And the club I was in, fewer and fewer, at the top, were on the floor. Yeah, there was Robby, always hitting it. But more and more were shedding the apron and donning the three-piece. I just didn?t feel it. I needed to get back to where I was, before I was certified as a master. I wanted the path back, I want to be masterful at something, not because a bunch of men in suits and ties told me I have ?passed,? into their world.?

And there we leave her, at an outpost, somewhere, selling wine, one bottle at a time, to her guests. Happy as a clam. On her way, ever so slowly, to mastery.

Zeke is a brilliant writer. And teacher. One of the most intelligent and sensitive souls in the wine trade. And a really nice person. How did he get here? And how will he remain sensitive and kind, while climbing the ladder of wine?

?I live in the city. It?s noisy and impersonal. I dislike riding the subway, but it?s quicker and I can get work done, down there. Above ground, there are too many distractions. I can actually fast-track my career down below.? Well, alright. When I was young and living in that city, I?d sooner freeze my ass off walking to work, from Chelsea to the Lower East Side. And I often did. But I?m a Westerner, not a city guy.

?They way I see it, I love words. And I love teaching. And I am young and healthy. I figure I can do this for ten years and see what comes of it. It?s not a bad gig. And I have plenty of free time in the summer and during holidays for ?research.? But I really don?t know what tribe I belong to. Am I a teacher, a writer, a wine guy, a pet lover? Look at my Instagram feed and you see all that. But what does it really tell me, about me? Who am I doing this for? Master of what?? I ask myself that a lot, buddy. I do not know.

Cathy is an expat. Has herself a man, and land, and proximity to a great city, but not inside it. She left her native land, some of the sweetest beaches in the world. Sweet meat. Wine, to her, is a part of a larger assemblage.

?Look, don?t get me wrong. I love a lot of folks in the world of wine. And there is an almost equal amount now, who think they need to be in that game. They are transplants and it takes time for their grafting to complete.?

Fully committed to western ranch life, where one must pay attention to the soil, the wind, the light, the rain, and the many other elements at play. ?I love nothing more than a rich, fat juicy chicken sausage on the fire, that we raised and butchered (humanely). That, along with a crisp fresh glass of Altesse. Especially if the sausage is on a hard roll.?

Yeah, my kind of wine description. Food, farm, family. Not enough points to reward. A masterful lunge within her domain. And envy-worthy by many of us.


The wine business is changing. Everything before now has been built on the goal of global distribution. And those old models are in major disruption, not just in the US, but all over the world. It isn?t something a new and groovy web-site can fix, nor can a following of 20K on Instagram. That can?t hurt - but do we really need another pocket sized backpack? But econ-world is clenching down, cutting costs, predatory regs, you name it. They aren?t coming to get you. The gates have been raised. Hope you have a good home base of clients. And hope your world domination plan still allows you to travel there, regularly and relatively cost-effectively. The name of the game is ?skin in the game.? Good luck!

And for the rest of us schlubs. Again, this is from the eddy. If you are going after something because you need a club, or a tribe, or a place to belong, and you want to be a leader, a maker, and you aren?t afraid to risk a lot, you know the magic combination. As for who is a master and who tells who can be a master, well that is a whole ?nother box o?apples. Mastery is a tricky scenario.


I think the bigger questions are, who are you and how do you frame mastery?








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[11/19/2018, 00:32] Are the French more interested in Italian wine than Italians?
My French cousins seem to be on a roll. They stand up to political bullies, they smoke when and where they want and they appear to be more curious about Italian wine than their Italian cousins. At least, that?s how it appears over here on the wine trail in Italy.

For years I have tracked who comes here and from where. And though this is an English language blog, and while most of the readers live in America, it comes as a bit of a happy surprise that my second largest readership comes from France. In fact, over the life of this blog, going on thirteen years now, French readers exceed Italians by double. Maybe the French just have more time to mull things over, even if it is in this crazy English language. Or maybe some of my English friends, living in France are also driving this? For whatever reason, this is intriguing. Who loves wine more ? the French or the Italians?


No doubt they both love food and wine more than most countries ? it?s just a matter of the fact that good stuff grows in both places and the natives support the local produce, be it liquid or solid.

And I too, love both wine and food from France and Italy. I find, these days, when I peek into my cooler and look for a bottle of wine for the night?s meal, that lately it is just as likely to be French as Italian.


Maybe the sensibilities aren?t that different. I don?t know. I just somehow feel that the French mentality is often more curious about things. Gosh, that sounds like a gross generalization. But the numbers don?t lie.

Maybe the French come to the wine trail in Italy for information with a little inspiration. I know my English-speaking readers often tell me they come here not so much for a wine review as for a wine recharge. They don?t want me to tell them what flowers are swimming in their glass. They want someone to dance a tango or a waltz with. They want a partner, not a wine-splainer.


Oh, I can get stuck in my ?splain? mode. Or my ?inside baseball? mode. I hope that most of you come here because I don?t talk about wine like the magazine reviewers do. Usually there is some kind of connection, hopefully a visceral one. I can always add some ?woo-woo? icing to the cake when I feel the calling. Lately I feel it more, having been unshackled from the bonds of ?career.?

Career. Work. Livelihood. All these things, which, when you?re in them, feel like community, your tribe ? your identity. Well, that was an illusion that has now been rendered. Yes, we work with others. And sometimes we make friendships, sometime lasting ones. But the reality is, when you?re gone ? you?re gone. Out of sight ? out of mind.

And that?s probably as it should be. My younger, once-upon-a-time colleagues still have to raise kids, earn a living, climb the ladder of their career, make more money, save for college, split the assets for a divorce, and so on. Meanwhile my French cousins are reading this old chap?s musings and they throw me a lifeline.


What I thought I would find in my wine friends, in this time, well, as I said, out of sight? And though I miss some of the interactions with them, I realize I?m in another world now, on the side of the stream, maybe in an inner tube floating on an eddy, thinking I?m in the river with them. But they?re in the moving part of the water, and my moving days, well, they move a little slower?It?s the cycle of life?

To those of you who are still in the hyper-kinetic part of your life, working, searching, rushing about, someday you might need someone to throw you a lifeline. Don?t forget there are those that have been there, just like those before me, and those who are glad to pull you on over into the still water, if and when you?re ready.

In the meantime, I?m cooking up these deep-water thoughts on the side of this river, thanking my French, and Italian and American and English and German and Scandinavian and Asian, and Australian, and all the kind folks who come visit the wine trail in Italy once a week or once in a while. This is where you?ll find me. I?ve pretty much given up the Instagram world. It?s nothing but mirrors to this observer. And I try and stay away from those shiny reflections. The old-school bloggy-blog world, that?s my comfort zone. And it so seems, as well, for my Gallic cousins.


Now where did I put that bottle of Ch?teauneuf-du-Pape? Or was it a Barbaresco, mon Dieu!






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[11/11/2018, 18:30] Restoring the "Master Class" for the Wine Trade
It is very fashionable these days to call something a master class. Do a search and you will find any number of master classes, with famous folks like Martin Scorsese, Dan Brown and Oprah Winfrey presenting a path to mastery. But what really is entailed in a master class about wine? Who is qualified to lead such a class, and how should those classes be structured? These are some of the questions I have been pondering of late, in my search for the paths to mastery.


In today?s hyper-aggrandized environment for aspiring wine professionals, where certification is all the rage, one would think that someone like a master sommelier or master of wine could be more than capable of teaching such a class. And many are. Likewise, I?ve been in master classes led by master sommeliers who had me squirming in my seat for their lack of preparation and dissemination of faulty and incomplete material. After all, they too, are only human. But there is an expectation around an event like a master class, that one who attends such a seminar comes away having greater knowledge of the subject than what he or she had before such an experience. It isn?t necessary that such a class be taught by a master, but it should be handled by someone who has mastery of the subject and is fully capable of communicating the necessary information.

With that in mind, I?ve come up with an outline of pertinent features I?d like to see in the next master class I attend (or give). And hopefully, those readers who are looking for such continuing education will benefit from this outline. And if, by chance, there are those who engage in teaching master classes, this might also help inform them for future reference, myself included.

The Subject ? If one is teaching a master class in, let?s say, Sangiovese in Italy, the subject matter should reflect the many iterations of Sangiovese in Italy. It should cover the basic kind of Sangioveses produced in Italy, from Chianti to Rosso di Montalcino and Rosso di Montepulciano in Tuscany, to the various entry level Toscana IGT that are Sangiovese-based. As well, such a class should cover the higher expressions of Sangiovese based wines, such as Brunello di Montalcino, Nobile (once called Vino Nobile di Montepulciano), the various higher expressions of Chianti, such as Chianti Classico, in the normale, the riserva and the Gran Selezione examples. And there are those Chianti?s that are not in the Classico zone, from Montespertoli to Rufina, etc. Most of these wines should ideally be 100% Sangiovese based, so when tasting them the attendees will not get confused by the flavors of Merlot or Cabernet Sauvignon, or even Canaiolo or Colorino, or any of the other once traditional blending grapes. I know this might be difficult for wines like Nobile or Chianti Classico (or Carmignano or Torgiano, etc.), but wherever possible, for the purpose of more greatly understanding the nature of Sangiovese, 100% Sangiovese wines should be sought out.

And not to restrict oneself to just Tuscany. There should be some discussion of Sangiovese from Emilia Romagna. After all, it is a very important grape for the region.
From there, one should mention Sangiovese in other regions such as Marche, Abruzzo, Veneto, Molise, Umbria, Sicily, etc., but note that the majority of those wines made are blends.

Finally, there should be a tasting that encompasses many of the wines that represent Sangiovese in full blown 100% expressions.

This would be easier to do with a Nebbiolo master class. And likewise, with Nebbiolo, one should seek out those wines from the great appellations, not just Barolo and Barbaresco, so one could come away from a seminar better understanding a particular grape variety.

What about wine from places where the identity of the wine is not so exclusively driven by one particular grape? Let?s say, Etna Rosso? While Nerello Mascalese is somewhat of a dominant grape for the wine in question, there might be other determinants. Such as, the other grapes (known and unknown) that go into the making of Etna Rosso as we know it. As well, there are the weather factors, the geological factors and the socio-economic factors that have created a particular area which has become (or is becoming) famous for their wine. This isn?t just restricted to something like Etna Rosso. Those factors also are important in a master class in Sangiovese or Nebbiolo. Or Aglianico or Verdicchio. All this to say, one who teaches a master class needs to be super prepared. There is a responsibility to represent what mastery of a subject means. And, stepping back just a bit, the reality that one can never really impart 100% of the knowledge or information necessary in a master class. It is the first step of many. But these should be solid steps that won?t lead the seminar attendee astray. This is no place for moonbeams and butterflies. And while it shouldn?t be droll and clinical, it should be authentic and well presented. Passion will follow. But information must be straightforward and truthful.

A master class is no place to bullshit or promote an agenda or a particular product. I?ve witnessed more of those than I care to, seminars promoted as master classes, in well-regarded conferences, that were an embarrassment to those who came to truly learn. If only the person who led the master class had taken the time to research the subject and didn?t rely on their effusive personality to carry the session. Hopeful attendees are not well served by something proposed as a master class that is a waste of time. OK, enough of that.

There is an expectation, these days, that the term master will be magical if it is used in relation to some goal we want to achieve. But here in the 3rd (or maybe 4th) quarter of my game of life, I?ve come to know that experience, maturity and humility play a great part in the mastering of a subject or a skill. One might graduate from Julliard but still not be able to play Rachmaninoff?s Piano Concerto No.3 in D Minor, Op. 30. And even when the pianist finally gets down to completing the piece, they may be years from mastering it. And as the artist matures, so does his or her idea of life change, and the interpretation of something (like the Rach 3) evolves. Mastery is not static. It is not a place. It is not an ultimate destination. It is a goal, a path, an aim. And likewise, the aim of a master class should be to solidly put the participants on a steady path forward.




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[11/04/2018, 23:19] Aging vs. Evolution (In Old Wine and Young Humans)
In a recent article for Antonio Galloni?s Vinous, Ian D?Agata made a case for age worthiness in regards to a white Italian wine, Verdicchio. Being a lover of Verdicchio I devoured the article (link here, subscription required). While digesting the piece over the last week, I?ve put my mind to the concept of wine as it ages. Along with that, there is, in my mind at least, an inevitable comparison of those factors of ageing in wine with those human beings face as well. The grape and the hominid have closely trod the same path for eons. And while that journey is far from over, for both of us, hopefully, we do share some of the same challenges and opportunities in our stages of life.


Stages
? Prenatal development ? where did it grow? How did it grow? How well was it fed? How healthy was the place in which it grew?
? Birth ? what kind of harvest was it? Were there chemicals used to induce labor? Hand harvested or machine (or forceps)?
? Early days ? how well was the young being, or wine, nurtured and kept? Exposure to toxic or damaging influences? Tranquility or constant agitation?
? The idea of what a wine, or a being, will become, based on the influences they had early on. Education ? home schooled or via a larger institution? Expectations? Some wines and children are raised up naturally. Some are brought up in a stricter, more aseptic environment. How that affects the future prospects of that wine, being.
? Maturation date ? the big ?if? for many wines. With humans there is the aspect of emotional maturity, with wines the notion of what kind of ?stuff? it has to go whatever distance is intended. Evolution is also a consideration, in that there will be a route, a progression, an arc in which both we humans and our silent partners, wine travel. More on this later.
? The prime of one?s life.
? What comes after the mountaintop.

Observations
One thing I notice in the US with regards to things with age on them ? it seems aged wine is more revered than aged humans. In America, youth (in humans) is the default setting for exaltation. With wine, it is a bit more fluid. But there are many out there who worship aged wine just because it is old. Even if it is flawed. With humans, if they are flawed and old, they?re pretty much done for by society-at-large, at least here.

We should consider the source. If it is someone who is young in the game and they?ve just tried their first 1971 Barolo, it might be a stunning revelation to them. If you are a Michael Broadbent, while it might stir you, it is one of a number of experiences that has been had with regards to older wine, and there is a different context. It might be noteworthy, but it might not be exceptional. Point in case. Somewhere around 1985, I remember my boss asked me to go pick up some BBQ from a local place for our lunch. When I got back he?d opened up a magnum of 1911 Ch?teau Lafite Rothschild. While it was an interesting old wine, it had dried up and was a bit feeble (may be bottle variation). We moved on to another wine.

A few months later, I?m in Chicago at a Christie?s auction and tasting a 1959 Ch?teau Mouton Rothschild, with Mr. Broadbent. The wine was vibrant, rich, and delicious. Tasting with him gave it even greater context, for this wasn?t the first time he?d had this wine. Was it ready to drink? It was then. And it might very well have been later on (I have not had the fortune to return to the wine to see how it has faired in the past 30+ years). This was a wine that was 48 years younger than the 1911. And while it wasn?t young, it wasn?t really an old wine. But it was definitely a more memorable experience, and in my estimation, a greater wine.

Now, admittedly, I?m refencing some of the top-quality wines from the world of wine. What about other places? Like the Verdicchios that Ian D?Agata notes.

I?ve had my share of older Verdicchio and have noted those occasions more than once on this blog. I remember one experience, opening a 1983 La Monacesca Verdicchio di Matelica, around 1998. People weren?t really talking about older white wine from Italy 20 years ago, but at the time, it was a revelation. The wine exhibited notes of freshly ground coffee (which I loved) and had this briny, brightness to it. It had a good acidic backbone, a trace of mineral, and still a healthy dollop of fruit. The wine was balanced and, obviously, memorable. And it was fifteen years old, fairly aged for a white Italian wine in that era.

But I have had less-than-memorable experiences as well. The 1991 La Monacesca was spotty, tasted over the years. Sometimes lovely and ready, and sometimes a mess of age and fatigue. The 1992 as well, once a bright sunrise of a wine, and once a tired wet, rainy, muddy sunset behind the clouds. One really never knows.

So, when I read someone tasting an older wine or older wines, I often wonder just how much that person projects onto the wine something from their own interior life? If it?s a fifty-year old who maybe has the emotional maturity of a teenager, that?s a different take on life than a 20-year-old who?s had to spend the last five years of her life tending to a dying mother. Again, context.

And then there is this reverence for an older thing because of what it represents. Often, wine seems to have to edge on the person, in that we give more weight to, let?s say a 1947 Cheval Blanc, than is given to someone born in that year. Oddly that was the year Robert Parker was born. Perhaps not a good example, for both the Cheval Blanc and Parker are legends in their own right. And possibly they?ve both reached the zenith of their existence prior to this present moment? Still, what they both represent. And still, how forgiving we tend to be of wine, lesser so with humans, Parker included. That troubles me.


Which brings into the conversation the aspect of evolution. In time, there are all kinds of timelines for evolution. Owls are evolving at a different pace than possums. Wines, too, evolve differently. So just because some thing is old doesn?t make it age worthy. How many old people do you know who don?t seem to keep up with the times? The worship of something just because it is old, rather than for its relevance or the context, to me is simply too easy. And then, there?s luck. A bottle of wine, stored miserably in the bottom of a counter for years, when opened, is glorious and breathtaking. A wine taken out of a pristine cellar, with impeccable provenance, when opened, is flat, muddy and dead tired.

I know there are some wines in my petite armoire that have aged. Some maybe even to the point of senility. I?ll know sometime soon, when I pull them all out and take a proper inventory of them. I know I don?t mind drinker younger wines as much as I used to. Winemaking in these days has had a hand in that, making wines with more suppleness in youth, not so unbearably tannic as they once were.

We humans seem to always want what we had or what we can l no longer get. Youth, aged wines, love, privacy, adulation, time. I for one, am happy if I have drunk up all my old wines. Yesterday I was at a cattle ranch in Texas and at lunch we had this beautiful young red from Angiolino Maule, a Merlot and Cabernet Sauvignon blend from the Veneto region. It was very young, 2015 vintage. What a gorgeous youthful wine it was. I am easily consoled by the pleasures of youthful wine like that, and don?t care what age they or I am, from this point on.







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[10/31/2018, 14:09] Zombies and VR, supermarket bargains and wine shop $100 gems ? what I?m writing, off the wine trail in Italy
While this site is primarily my web log of thoughts, emotions and observations from the wine trail (mainly in Italy), since I have ?retired? I?ve written a few pieces for the Dallas Morning News. If you missed them, here they are. I?m doing more of these and enjoy the creative process. Currently working on a piece about natural wine. And no, it isn?t controversial. But it will be informative and will offer helpful guides along the way. Look for it, in the future, in the Dallas Morning News. Thanks for reading.



Wine treasure hunt: How we found some of the best $100 deals in Dallas
https://www.dallasnews.com/life/wine-spirits/2018/10/25/wine-treasure-hunt-found-best-100-deals-dallas




Dallas wine expert says these are the best bottles to buy at the grocery store
https://www.dallasnews.com/life/wine-spirits/2018/08/30/dallas-wine-expert-says-best-bottles-buy-grocery-store


Zombies in the grocery aisle? New app brings wine labels to life
https://www.dallasnews.com/life/wine-spirits/2018/05/15/zombies-grocery-aisle-new-app-makes-wine-labels-come-life


(* Note: The Dallas Morning News is a subscription site, but the first few articles can be read for free. If you have an ad-blocker on, turn it off. and if you get a pop-up telling you to subscribe because your free articles have already been read, go into your tools/options/privacy & security area and clear out your dallas news cookies, and you should be able to browse the articles.)


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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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[10/28/2018, 18:11] The Fate of Italian Wine in a Strange, New America
All across Italy there is an army of souls standing over fermenting tanks, hoses running everywhere, with the ubiquitous sweet-sour scent of fermentation, laboring long hours in the annual miracle of grapes into wine. And thousands of miles away, their largest market, America, is shattering day by day, self-destructing in a miasma of fear and rancor. To the farmer and the winemaker, it is like being a chef on a luxury liner that is heading towards an iceberg, preparing dinner for a room full of people who might never see dessert. And still they hover over the barrels in ancient chambers, in the dark, hoping to husband this fermenting mess of must into something miraculous and wonderful. And for whom? For these new American barbarians? While this is nothing new to the Italian culture which has often been between Scylla and Charybdis, this does nevertheless present a present-day dilemma, which has concrete, material implications. But it also advances a metaphysical plight. How does one expect to nurture and grow their business among their largest audience when that audience is undergoing a societal seppuku?

As a long time member of the wine trade in America, now sitting more on the sidelines, writing about wine and occasionally consulting with Italian wineries, I am in a quandary. What do I tell my friends and colleagues in Italy? How do I convey to them that sense of hope in the American dream which still burns bright inside me, in such a time of tumult and upheaval?

I?m, frankly, not shocked by any of what I see in America. The carnage, the destruction, the unfiltered hate that spews out of every possible outlet there is. Alvin Toffler clued me into this in 1970 with his book, Future Shock. Much of what I am seeing before my very eyes, is this overall inability by Americans-at-large to assimilate the information that is being thrown at them in such a voluminous and haphazard manner. We are a country in present shock. We have become a zombie nation. I?m not sure we believe in a collective future for those unborn souls.

So, how do I tell the Soave producer to keep on plugging away, we will turn a corner soon? What do I do to convince the Sangiovese farmer in Montalcino to keep the faith? In which way should I counsel the Prosecco producer, or the Barolo winemaker or the small vigneron on Mt. Etna, that this is a temporary moment in time and space and it will pass ? go ahead and borrow that ?5 million to buy that parcel to expand your production? I mean, really? What do I say? What do we do?

In our house, we now talk of an impending event of violence, that we very well could experience. It could be at our Kroger, or at our workout space, or in a public place like an open park, a concert, a gas station. Or a synagogue, for God?s sake, where one cannot even celebrate a new life, naturally in America, without avoiding senseless slaughter? Thoughts and prayers, my ass!

It has happened, countless times, and we as a country are inured by the endless and senseless killings and violence. It is as if we have come to expect it, all the while hoping it won?t touch us personally. But it has pierced us as a culture. We are wounded, and slowly bleeding out as a country. Hope is draining out of America, worse than it was in 1968. Now, the war isn?t in Vietnam. it?s in Pittsburgh, in Miami, in Las Vegas, in San Bernardino, in Louisville, Kentucky. It is everywhere, we are in a war. Call it a civil war, call it a cultural war. Call it a fringe war. But we are at war.

Oh yes, we can still make reservations for dinner and go have blue fin tuna sashimi flown in from Tokyo?s famous Tsukiji fish market. And we can go to out local steak house and have 120-day aged wagyu steaks. And we can go to our cool kid?s wine bar and drink grower Champagne or orange wine or 1st growth Bordeaux or Gaja Barbaresco and leave our Tesla at the valet stand while we amble up a marble staircase where all pleasure will await us. So, it doesn?t seem like we are at war when we can divert our attention from the carnage on a screen to a sous-vide on our plate with a sharp Laguiole steak knife by our side and a Zalto wine glass filled with Screaming Eagle. After all, it?s not in our back yard.

Alas, in the last four months of traveling across this United States, I did see otherwise. Everywhere, including in our nations capital, homeless people, everywhere. Soldiers who went to Iraq and Afghanistan, now on the streets, mothers and their children darting out of dumpsters, peering behind fences, waiting for the cars to pass so they can find some thing of nourishment. It?s all there, in America. So, how do we reconcile with an uncertain fate for Italian wine in this strange, new America? What do I tell them, tell you, who is reading from Poggibonsi, from Ancona, from Randazzo? Go somewhere else? Seek your future in China? In Russia? In Kazakhstan?

I do not know what to tell you in Italy. I think about WWII and what everyone had to go through then. And they did, and they came out of it and rebuilt their lives. But it took generations to do that. And we have been steadily climbing out of that pile of rubble for 70 years. How much fight does one need to have in them? How many rounds must one go?

I am not a pessimistic person by nature. But I don?t know what to say. I don?t know where to run, to move to, to escape this endless death spiral this country seems to be in the grip of. Worry not, this isn?t being penned by someone who is depressed. On the contrary, I am a resilient being. Mind you, this is coming from one whose wife died in my arms when we were in our 40?s, an incessant procession to the end, an incurable illness, while she (and we) were in the peak of our life. I?m not afraid of death. But I am stumped here. I have not a clue out of the fog this country is in, and which appears to be putting the whole world at risk. So, really, which Chianti Classico or Rosso Piceno one chooses to have in the dining room of the luxury liner isn?t on my highest priority list. What wine is trending on Instagram is of little concern to me. What an errant master sommelier did to change the life of one (or 23) young aspirant pales in comparison to the bigger issues facing us. What over-the-top Halloween costume party where everyone had a great time at the prestigious winery in wine country in California seems trite and meaningless in these troubled times. Rome is burning!

I am sick of what my America is projecting to the world right now. How can I tell my Italian friends and colleagues in wine anything that sounds remotely hopeful, if we don?t fix this monstrous mess of a country?



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[10/25/2018, 09:33] Smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer
Leggo solo oggi questo vecchio pezzo di The Guardian, che parla di vini naturali - quasi fosse un wine blog, per attirare click. No vabbe' dai, sto scherzando, si capiva, s?? Guardian scrive di vini naturali a modo suo, e cio? in modo assai rilevante e quindi questa lunga, lunga lettura la mettiamo da parte, perch? ? un ritratto molto esauriente. Prendetevi il tempo per leggere tutto, se ancora vi mancava.

Guardian riesce anche a dire alla veloce cosa sia un vino naturale, e per questo l'ho adoperato per titolare il mio post: "they tend to be smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer to the actual taste of grape than traditional wines". Notevole anche l'immagine, che riciclo - una cosa a met? tra lo steampunk e il disaster movie.
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[10/21/2018, 23:05] Tocai Friulano - For every funeral there is a second line (and a silver lining)
From the Native & Indigenous Italian Grapes Series

It was April of 2007, in Verona. Colleague and dear friend, Andrea Fassone, called out. ?Come outside, there is a procession at Vinitaly. They are giving a funeral for Tocai!?

Sure enough, there was a line of horns, bellowing out a dirge for a wine which was losing its name, a victim of EU regulations. Tocai from Friuli was no longer to be called Tocai, in deference to Hungarian Tokaji. From that day forward in Italy it would now be known as Friulano. Period. The end.


This sprung hope that it would give the wine a second life. In America we were still waiting for the first one.

Flash back to the early 1980?s. Before anyone was touting native and indigenous Italian grapes. We were just trying to get people to drink anything from Italy, other than the shittiest Chiantis that had been flooding the market for years. Forget about white wines. And Tocai? Wasn?t that a wine the bums drank in hip flask bottles down on skid row? It was pretty much the same story for every white wine from Italy. But Tocai wasn?t on anyone?s radar. No one traveled there. There were no major cities nearby. Trieste? Yeah, a few pilgrims making the trek to see the dive bars where Italo Svevo and James Joyce had to be scraped off the floor at the end of the night. Other than that, nothing. No demand.

From the Arwood H. Stowe fine wine catalog, ca.1983
And then the wines start coming into our little fine wine warehouse in Dallas. Refosco, Pinot Grigio, Merlot, Picolit, Pinot Noir. And Tocai. From Colli Orientali. Good provenance at least.

A few made it on to the lists at the time. Alessio Franceschetti had them on his list (at Alessio's) in Dallas. So did Tony Rao and Charles Petronella, Nash D?Amico and Damian Mandola at D?Amico?s in Houston. Hallie and Michael Speranza took them in Austin for their eponymous trattoria. And chef Carlo Croci bought them for his Bella Italia in Ft. Worth. Texas took the plunge. And at a time when you couldn?t find Tocai from Friulano in San Francisco or Williamsburg. But it was short lived. The recession of the 1980?s, along with the petroleum-funk Texas found itself in, gave everyone pause. Oh, and California fighting Chardonnay was all the rage, in the Ronald Reagan "Let's Make America Great Again" period. Back to the drawing board.

Many candles were burned during those long, dark nights. It wasn?t for want of trying. But there was the issue of value. White wine from Friuli has long been more expensive than their counterparts from the Veneto, Tuscany, Lazio and Marche. And Venice, Florence and Rome provided those wines with a base and a jumping off point, for when the American tourists went back home, they knew Pinot Grigio, Vernaccia, Frascati and Verdicchio.

1988 - Myself and Abbazia di Rosazzo winemaker Sandro Facca
Touring in Friuli, one could find an inexpensive frico and a glass of Tocai, and it was pure bliss. And over time, more importers were going to places like Udine, Pordenone, Buttrio, Gorizia, Grado and Cividale. Then sommeliers (like Bobby Stuckey) started ?discovering? the area 20 or so years ago. But it was still slow going. And then the name changed.

I wasn?t all that concerned about the name going from Tocai to Friulano. In fact, it was a bit of a relief. No longer would we have to explain, ?No, this is the dry one.? Or ?No, this isn?t the one the winos drink.?

And the wine. When you consider it in the abstract, without all the baggage, and as a wine, in a glass, with no idea of where it comes from, there?s where it comes in focus for me.

With a lovely texture, almost a (material-like) felt thickness, but not heavy or cloying. An herbal quality that reminds one of a forest, with exotic notes and almost discernable flavors. I say that because the wine is indeed different from almost any other white wine I have ever tasted, although it is right on the edge of recognizability. And then it shapeshifts and takes you down a rabbit hole. Heaven forbid you get it in a blind tasting, where some certification or reward for identifying it lies at the end of that rainbow. It?s a chameleon of a wine, and it is beautiful. But it is subtle. The acidity doesn?t rock you like a flinty Sauvignon Blanc from the Loire. It doesn?t charm the pants off you like a Puligny Montrachet from the C?te-d'Or. But is in the same league as the French cousins. It just takes a little more time to solve this Rubik?s Cube of a wine. When you do, then the price seems like a deal. Which it is. But in a world of wine where the p.r. wonks yell out loud and often, vying for internet hits, the quiet wine in the corner with a new name (and an old name that the locals still use), makes it confusing to the world which wants to know what they need to know, now, and usually from an anonymous peer on Instagram or Pinterest. That?s no way to get to know Tocai, or Friulano. One must go to the river and dip their whole being into the world of Friuli. Eat the frico. Drink the Friulano. Sleep in Buttrio. Immerse oneself in the world where the wine comes from.

And that, while it sounds romantic, is inconvenient.

Do this. Find you a basic Friulano Bianco from the handful of producers that have made it to your sunny shores, be it America, Denmark or Australia. Or anywhere. Rome, for God?s sake. And sit awhile with it. Don?t expect fireworks, or moonbeams, heart palpitations or pre-orgasmic rumblings from deep within your gut. Listen. Be still. Let the sound of the river running through you come into your consciousness.

Sound a little to ?California corny?? Well, maybe this wine isn?t for everyone. They don?t make that much of it anyway, so it?s not like they have to win everyone?s heart. But wouldn?t it be wonderful if your heart was one of those ones it did win?

We?ve had the funeral. Now we hope to experience an ascension of sorts. Friulano deserves a chance. It?s older than dirt, its roots are deep and it is an original. And it has a personality that, although it is Italian, it isn?t Italian like anything you can pre-conceive of. It is. And isn?t it time to take another long look at this underappreciated white wine from Italy?







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[10/20/2018, 07:05] Cose da fare a Genova (questo fine settimana)
Anzich? spiegare tanto, ecco che annuncia il Tg3 Liguria: ? di nuovo tempo di Genova Beer Festival, la meglio rassegna birraria della regione, ma che dico, del mondo - dove peraltro il quipresente vostro si accinge ad abbinare sigari (sul genere toscano) a birre, come da foto, nel laboratorio di domenica sera. Insomma, che aspetti, ci si vede l?, sabato sera e domenica all day long.

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[09/04/2018, 07:01] Guide for Choosing a Good Dentist

If you have dental issues or complications, it is necessary that you find a good dentist who will take care of your needs. However, the issue is, there are many dentists the market today and settling for the best may be tricky. For this reason, you need to take time and find the?best dentist in Miami who will offer the type of services you require. Dentists have various types of services they offer. There are those who have specialized in a particular field while some are general dentists who deal with almost all dental issues. If you are looking for a dentist, here are quick factors that you can consider looking at so that you get the best dentist.

Check on Experience

First, when searching for a dentist to offer dental services to you, we recommend that you try checking out the experience of your prospective dentist. This is a crucial aspect to check on because the longer the experience, the more quality services the dentist will offer. A dentist who has been offering dental services for years will be well placed to handle your dental needs than one who has just started practicing. This is applicable because past experiences will help the dentist be in a position to handle and manage any dental complications.

Check on Specialization

Secondly, when you want to settle on the best dentist, it is essential that you first understand the kind of dental service you need. This will help you know the kind of dentist you need. Dentists have various services that they offer. Some offer specialized dental services, and that means you need to know exactly what you are seeking for.

Check on Training

With the increased need for dental services, some individuals will want to take advantage of that and start offering dental services but they are not qualified. Therefore, to avoid falling prey for such fake dentists, it?s essential that when searching for a dentist, you should check to know if the dentist is trained. The dentist should declare his or her qualifications and show you the documents which give evidence for that. This way, you will get dental services from dentists who have undergone proper training in dental health.

Consider the Reputation

When searching for a good dentist, it is also advisable that you consider knowing the reputation of your prospective dentist. You need to know how many successful cases of dental procedures the dentist has offered. Similarly, you need to know what people feel about the services that the dentist offers. This way, you will understand if the dentist will be suitable to offer dental services that you may need.…

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[08/26/2018, 05:19] Six Hints to Choose the Best Drug Rehab Nj

Addiction to the drug can ruin your life. It reaches a point where you want to get rid of the addiction, but you cant that easily. If you are at this juncture, you should visit a respected and reliable drug rehab NJ. An excellent drug rehab center will help you to stay away from drug or alcohol addiction. The hints as discussed below will help you to decide the best drug rehab NJ for your recovery.

Licensing

Perhaps, this is the first issue that you should reconsider before determining a drug rehabilitation center. Facilities that don’t have valid licenses might not help you to recover fully. Lack of a valid license means that the facility that you are visiting is not recognized by the authorities and might be operating against the law. Stay away from rehabs without licenses as they will only rob you of your hard earned money.
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Treatment Procedures

The treatment protocols used at a facility might raise or reduce your chances of recovery. For instance, you should find out whether your chosen facility provides detox together with other therapies and counseling. When you come across a drug rehab NJ that offers such treatment, then you will be on the right path to quick recovery. High-end facilities also offer yoga when they think its necessary.

Highly Qualified Staff

The level of experience of the employees working at the rehab center that you choose might impact negatively or positively on your recovery. If you decide to go for an inpatient facility make sure that that the staff are available around the clock. You should also check whether the staff are registered by the relevant authorities to confirm that they have the necessary experience.

High Patient Staff Ration

If you get admitted to a rehab center with few staffs, then you might not get the attention that you want. Rehab centers that have more doctors and nurses will give you the care that you need for quick recovery.

Aftercare Treatment

Once you are done with your rehabilitation program, it’s essential that you are closely monitored to reduce your odds of succumbing to drug abuse again. The aftercare you require varies depending on your requirements as well as the degree of addiction. However, it’s suggested that you see your doctor weekly or once in a fortnight after leaving the rehab center to chat about your progress and the difficulties that you might be encountering.

Pricing and Insurance

Most people don’t know that rehabilitation therapies can cost you a fortune. For this cause, you should find out how much the treatment will cost in advance to avoid nasty surprises. In most cases, expensive rehabilitation centers offer the best care. If you have a valid medical insurance policy, you should discover whether your chosen facility accepts it and how much it can cover.

If you are having an uphill task trying to get away from drugs, it’s better to get treatment sooner than later. You will come across a number of drug rehab NJ centers to pick from online and to make a sound decision keep the hints as explained above in mind.…

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[08/23/2018, 14:03] Coming up With a Weekly Meal Plan

Healthy eating is essential for your general well-being. The type of food you eat plays a critical role in determining the health status of your body. Most health or diet experts advice one to take in a balanced diet to keep their bodies in the perfect shape. The Dad Quarters have some of the best reviews and health advice that can help keep you in good shape. Your food should be made up of proteins, vitamin, carbs, and irons.

There are a number of food deficiency illnesses you can contract if you fail to consume a balanced diet. The most common ones include malnutrition, rickets, and scurvy. Most of these conditions are usually common among kids. Failure to take in a balanced diet can also weaken your body?s defense system.

Your body will not be able to fight certain conditions, and this will leave you weak or falling sick most of the time. Proteins play an essential role in the growth and development of your body. They do help increase muscle mass. Carbohydrates help provide your body with energy to carry out some activities. They act as fuel to your body.

Vitamins boost your immune system and improve your body functions. You can find all these nutrients in different foods. One thing you can do to make sure you consume a balanced diet is come up with your own menu that has all types of meals. This might be a difficult task for many. Here is how you can come up with a weekly meal plan that is made up of a balanced diet.

Look for Recipes

The first thing you should do when coming up with your home menu is to look for recipes. Look for recipes used in making different types of meals. Make sure the different types of meals make up a balanced diet. Getting different recipes will help make your job more comfortable when it comes to creating a weekly meal plan.

Sort your Recipes

The next thing you should do is sort out the different recipes according to the nutrients contained in them. One that is used for cooking a protein-rich meal should be separated from one that is used to prepare a meal with any other type of nutrient. Make sure that each day you have a meal rich in a specific type of nutrient.

Stock your Kitchen

You can now stock your kitchen with the different types of foods so that you can have easy access to them. Failing to do so may see you change your meal plan because you are not able to reach the type of meal for that particular day. Do not overstock because some of them may go bad quickly. Cook the perishables first.…

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[08/22/2018, 16:17] Facts About Provillus

This is one of the hair supplement used in preventing hair loss. Hair loss is common in both men and women. This condition is associated with family history, hormonal changes, and certain medical conditions. It is also caused by scalp infections such ringworms. Drugs uses in treating cancer, arthritis, heart problems and blood pressure are the ones that cause hair loss. The other causes of this issue include emotional shock, excessive weight loss, a high fever, and radiation therapy. Provillus is purely natural and it can be used by both women and men. Apart from preventing hair loss, this product is effective in promoting regret of the lost hair. Again, it has complex ingredients that prevent hair loss.

Ingredients of Provillus

It contains natural ingredients such as pumpkin seeds, zinc, propylene glycol, nettle root, water biotin, and vitamin B6. These components are beneficial for hair growth and for the hair follicles? health. Again, they are well combined to bring the desired results. Provillus works by providing vital elements and necessary?nutrients needed by the hair.

Vitamin 6 is one of the essential vitamins for maintaining a healthy hair. Its natural character is helpful for reducing side effects and allergic reactions. It should be used regularly to restore weak hair, prevent hair loss and make hair thicker. Individuals who take this supplement regularly can enjoy their hair coverage after three months. You can get many customers testimonials in the internet.

 

Advantages of Provillus

  • It is effective in promoting hair growth in bald spots and other hair thinning areas
  • Its active ingredients have potent hair regrowth properties
  • It shows positive results after a few months or weeks
  • It has become very popular due to its many positive reviews and effectiveness.
  • It contains essential vitamins, and minerals making it easy for use.

Negative Effects of Provillus

  • You will be required to use this product continuously for you to enjoy its benefits
  • It can cause some side effects when used in higher amounts than indicated. It can lead to a feeling of?light-headedness or dizziness, and swelling of tongue and lips. Individuals who experience these side effects are advised to consult a doctor.

How is Provillus Used?

You should take one capsule every day. It should be taken with food such as breakfast. It is very hard to get it for the local drugstores. It can be purchased from its official website.…

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