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Mondo Di Vino
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[04/11/2018, 08:11] Cartoline dal 754mo Meeting VG @ Ristorante Seta del Mandarin Oriental ? Milano ? Executive Chef Antonio Guida

Sin alla sua attesissima apertura, anteprima assoluta per l?Italia della prestigiosa compagnia dell?hotellerie di lusso, il Mandarin Oriental si ? affermato come uno degli hotel pi? di tendenza della citt?, ricavandosi un posto di prim?ordine tra i 5 stelle luxury di Milano grazie a un?identit? ben precisa e a uno staff di professionisti di altissimo livello. A partire dal ristorante, quella meravigliosa creatura guidata da Antonio Guida, indiscusso fuoriclasse. Due stelle Michelin, guadagnate in soli due anni dall?apertura, il Seta brucia le tappe con la disinvoltura dell?atleta professionista. Qualche perplessit? sull?adesione degli Amici Gourmet al nostro abituale appuntamento al ristorante? Un?occhiata al reportage che segue fugher? ogni dubbio.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 26 Ottobre 2015?
->?Meeting del 4 Novembre 2015
->?Meeting del 2 Novembre 2016
->?Reportage Bar&Bistrot del 10 Novembre 2016
->?Meeting del 13 Settembre 2017

La squadra

Lo staff di cucina

Executive Chef: Antonio Guida
Executive Sous Chef: Federico Dell?Omarino
Pastry Chef: Nicola Di Lena

Lo staff di sala

Restaurant Manager: Manuel Tempesta
Assistant Restaurant Manager: Luis Diaz, Gianluca De Marco

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

I nostri Premium Partner di giornata

Cadeau Leg? per i nostri associati

Monica Neri, patron di Leg?, con lo chef Antonio Guida

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Franciacorta Brut Vintage Collection 2011 MagnumCa’ del Bosco

Brindisi di benvenuto

Stuzzichini

Qui presentati su piattino?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale

Tipologie di stuzzichini:?sabl? con Caciotta Kremina Inalpi e tuille alla curcuma; uovo di quaglia croccante con trio di maionesi; tartelletta con funghi, sedano rapa e acqua di tartufo.

Cannolo con crema alla carbonara, uova d?aringa affumicata e fettalpine Inalpi

Snack?Leg? con crema di formaggini Inalpi

Cracker alla nocciola e chips d?amaranto e riso

Pane

Tipologie di pane: fatto in casa con farina d?Altamura, grissini stirati a mano all?olio extra vergine d?oliva, burro Bordier dolce e salato alle alghe con burro alpino piemontese Inalpi.

Piattooo!

Gelato ai ricci di mare, sgombro marinato, succo di cozze e salicornia

Ostriche con patate, peperoni friggitelli e salsa allo Champagne

Langhe Sauvignon 2013 – Marchesi di Gr?sy

Ecco la prossima portata

Cavolfiore con salsa al latte di mandorla, succo di yuzu e frutti di mare

VG e Ilario Perrot presentano la prossima bottiglia

Bianco Isola dei Nuraghi Igt 2016 ??Tenute Santa Maria

Lumache con crema di cavolo nero, caprino, nocciola e funghi

Campania Bianco Igt 2015 Dall’Isola ??Joaquin

Risotto mantecato al burro di panna fresca Inalpi, anice stellato, scorzonera e riduzione al vino rosso

Capisme-e Langhe Doc Nebbiolo 2011 ? Domenico Clerico

Bottoni farciti con cassoeula ed ostriche

Il Restaurant Manager Manuel Tempesta completa il piatto al tavolo

Fusilloro con cozze, carpaccio di calamari e salsa al nero di seppie

Ilario serve la prossima etichetta della nostra degustazione

Qui con VG presentano il vino

Barolo Riserva Sarmassa 2006 – Marchesi di Barolo

Prossimo piatto presentato da VG e?Monica Neri, patron di Leg?

Anguilla laccata al vino rosso, salsa al rosmarino e pacchero Leg?

Ci raggiunge al tavolo lo chef

Brindisi con lo chef

San Pietro con tartare di calamari, zucchine, salsa ai peperoni e pastina agli anemoni

Prossima portata presentata al tavolo in pentola d’oro Baldassarre Agnelli?e impiattata dallo staff di sala?

VG con lo chef e la pentola d’oro Baldassarre Agnelli

Qui con loro Pierantonio Invernizzi, direzione commerciale di Inalpi

Maialino con guacamole, friggitelli, gamberi e salsa al tamarillo

Moscato d’Asti 2014 Vite VecchiaCa’ d’Gal

Predessert: gelato alla mandorla, ricotta e salsa agli agrumi

Ananas fondente con nocciola, tapioca al frutto della passione, gelato allo zenzero e pepe

Coccole finali

Tipologie della piccola pasticceria:?financier al pistacchio e lampone; bon bon alla tarte tatin; bab? al bergamotto e crema esotica; tartelletta al caff?; bign? al cioccolato.

Caff? e coccole finali

Caff??Haiti *****. Torrefazione Lady Caff?.

Ci spostiamo al bar per il gran finale

L’Head Mixologist del Mandarin Matteo Rizzolo ci presenta una sua creazione

VG con Matteo e Pierantonio Invernizzi

Fiamma (Hennessy VS, Glenmorangie 10y, Riduzione di Malbec, acqua di pepe nero, cristalli di tabacco Kentucky)

Cadeau Inalpi per gli Amici Gourmet

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 754esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Seta del Mandarin Oriental, Milan
20121 Milano
Via Andegari, 9
Tel. +39 02 8731 8897
E-mail:?momln-info@mohg.com
Sito internet:?www.mandarinoriental.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[04/10/2018, 08:56] Ristorante All?Oro @The H?All Tailor Suite ? Roma ? Patron Ramona Anello, Chef/Patron Riccardo Di Giacinto

Il ristorante All?Oro ha riaperto i battenti, prestigioso ospite di un altrettanto prestigioso hotel a 5 stelle. Stavolta per? non si tratta del The First Hotel, ma del The H?All Tailor Suite, di propriet? di Riccardo Di Giacinto,?della moglie Ramona Anello e del socio Renzo?Valeriani. Un bel passo per Di Giacinto, che diventa una cos? chef e patron, tanto del ristorante quanto dell?intera struttura. Dopo avervi raccontato la nostra esperienza all?hotel, di seguito diamo spazio al dettagliato reportage sulla nostra degustazione al ristorante.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 23 Maggio 2011 (nella prima location)

Il borsino delle guide cartacee 2018
Michelin lo segnala come novit? e gli assegna una stella e due coperti
Espresso non segnala
Gambero Rosso assegna 84 – cucina 50

La squadra

Lo staff in cucina

Chef/Patron: Riccardo Di Giacinto
Sous chef: Adriano Magnoli
Pastry chef: Antonella Mascolo, Lesmer Oquendo

Lo staff in sala

Patron: Ramona Anello
Responsabili sala: Mirko Lecca, Achille Grande
Responsabile sala colazioni: Enzo Conte
Sommelier: Ramona Anello, Patrizio Pizzi
Chef de Rang: Paolo Carrara, Arianna Gentileschi

Il nostro arrivo in hotel

Le insegne e i riconoscimenti all’ingresso

Ad accoglierci lo chef e patron Riccardo Di Giacinto

Ci dirigiamo verso il ristorante All’Oro per il nostro pranzo

Una delle opere di design della collezione dell’hotel

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

All?Origine I classici di All?Oro ? 120

Tiramis? di patate e baccal? con lardo di cinta senese (2008)
Riassunto di carbonara (2011)
Raviolini di mascarpone con ragout di anatra e riduzione di vino rosso (2009)
Rocher di coda alla vaccinara con gel?e di sedano (2007)
Prima del dolce
Tiramis? All?Oro (2010)

Il vostro All?Oro? Lo scegliete voi!!! ? 98

L?aperitivo di benvenuto, un antipasto, un primo, un secondo, prima del dolce e il dessert, tutto a scelta del cliente

L?Oro di All?Oro ? 150

9 portate nel mondo di All?Oro, scelte e create dallo chef Riccardo Di Giacinto

All?erbiv?Oro Vegan Gourmet ? 88

4 portate create dallo chef

La carta

Antipasti

Gambero rosso, alghe, avocado e zenzero ? 30
Dolly sour: consomm? di pecora con arrosticino di seppia e bun di pecora alla callara ? 29
Raffaello di foie gras ? 34
Riassunto di carbonara ? 19
Susci di manzo Fassona, tartufo, parmigiano e aceto balsamico ? 34
Tiramis? di patate e baccal? con lardo di cinta senese ? 28
Rocher di coda alla vaccinara con gel?e di sedano ? 28

Primi

Gricia All?Oro ? 26
Solo lasagna! ? 29
Cappelletti in brodo asciutto con Parmigiano, zafferano e limone ? 30
Raviolini di mascarpone con ragout d?anatra e riduzione di vino rosso ? 30
Bottoncino pollo ai peperoni, cocco e curcuma ? 29

Secondi

Cappesante alla brace con millefoglie di patate e speck ? 42
Pollo alla cacciatora ? 40
Quaglia: petto farcito al ciauscolo, coscia laccata ed il suo contorno ? 39
Ossobuco: ossobuco di sedano rapa alla milanese con guanciola cremolata e misticanza alla romana ? 42
Vitello alla piemontese: grissini torinesi, giardiniera, salsa tonnata, terra di prezzemolo e caviale ? 45
Spuntatura di maiale con polenta e pecorino ? 42

Dessert?

Cocco, sesamo e cioccolato (celiaco) ? 24
Cappelletti in brodo, zucca, pere e pepe (vegano) ? 24
Tiramis? All?Oro (possibilit? di realizzarlo celiaco) ? 22
Selezione di formaggi e confetture fatte in casa All?Oro home gourmet ? 24
Tagliata di frutta fresca ? 20<p

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo in terrazza in compagnia dello chef Riccardo Di Giacinto e della moglie e patron Ramona Anello

Continuiamo all’interno, accomodandoci al tavolo

Riserva JRE N4 Franciacorta 2008 – Berlucchi

Il servizio degli stuzzichini

Tipologie di stuzzichini:?marshmallow Parmigiano e tartufo; maritozz?oro broccoli, salsiccia e pecorino; rivisitazione dell?amatriciana (biscotto al pomodoro, panna cotta al pecorino e guanciale).

Macaron ceci e sesamo

Cucciolone burro e alici

Tacos al guacamole

Ananas alla pi?acolada e curry

Pane

Tipologie di pane: bianco, integrale con semi di girasole, grissini alla torinese stirati a mano con sale e pepe. Il pane servito ? a lievitazione naturale, fatto con grano macinato a pietra.

Piattooo!

Riassunto di carbonara;?spuma di riso, patate arrosto e rosmarino;?panzanella liquida alla romana

Fa? 7 Riesling Sp?tlese Ayler Kupp 2015 – Peter Lauer

Tiramis? di patate e baccal? con lardo croccante di cinta senese

Gambero rosso, alga nori, zenzero e gelato all?avocado

Bourgogne Chardonnay 2015 – Fran?ois Mikulski

Spaghetto Mario Monti

Spaghetto aglio, canocchie, peperoncino e peperone crusco

?Capasanta alla brace, purea di patate, asparagi e foglie di capperi

Capasanta alla brace con millefoglie di patate e speck

Rolat Friulano Collio doc 2015 – Raccaro

Bruschetta al pomodoro, bufala e acciuga affumicata

Genziana – Cantina Tallo

Dolly Sour

Panino al vapore con stracotto di pecora e sour di consomm? di pecora, pepe nero, genziana e arrosticini di seppia.

Dietro le quinte…

La pasta fresca, protagonista delle portate successive

Cappelletti in ?brodo asciutto? con Parmigiano, zafferano e limone

Mezcal N?1 – Bruxo

Mezzaluna di burrata, acciughe e pomodori confit

Ognostro 2009 – Marco Tinessa

Tonno All?Oro style?

Tonno scottato, panzanella alla romana, aceto balsamico, zabaione al limone.

Pollo alla cacciatora

Montiano Lazio Dop 2012 – Falesco

Ossobuco vegetariano?

Sedano rapa, spuma di riso e zafferano, misticanza alla romana e liquirizia.

Vitello alla piemontese

Panure di grissini torinesi, giardiniera, salsa tonnata, terra di prezzemolo, uovo di quaglia e caviale.

Passito di Pantelleria Dop 2008 – Ferrandes

Predessert: mela di Biancaneve

Rivisitazione dello strudel di mele.

Il servizio del primo dessert

Una grattugiata di… parmigiano di mandorla

Cappelletti in brodo, zucca, pere e pepe

Dolce vegano a base di pere alla salvia, brodo al pepe, ciambelle di tapioca, parmigiano di mandorla.

Cocco, sesamo e cioccolato?

Cioccolato, marshmallow al cocco, soffice al cocco, gelato al sesamo, terra al cacao.

In accompagnamento, uno shot di t? verde freddo e mezcal

Tiramis? All?Oro

Bruschetta pomodoro e basilico?

Bruschetta al pomodoro confit con gelato al basilico e salsa ajoli.

Caff? e coccole finali

Caff? Blue Montain. Il ristorante offre anche la variet? etiope Kafa (100% arabica) e la Miscela Pellegrino Artusi.

Tipologie di piccola pasticceria: marshmallow al caff?; macaron cioccolato bianco limone e vaniglia; gelatina all?arancia; cioccolatino bianco al lampone.

La selezione di sughi firmati dallo chef

Cucina

Di Giacinto non dimentica il passato e in carta non mancano i piatti che gli sono valsi la stella della Rossa, insieme al plauso degli ospiti che, divenuti clienti abituali, lo hanno seguito anche nella nuova sede. Una romanit? raffinata, studiata, che conserva integra tutta la sua travolgente immediatezza e, a tratti, la sua ironia. Questo ? quanto emerge da ogni piatto, dall?iconico Riassunto di Carbonara al pi? attuale Spaghetto Mario Monti.

Servizio e accoglienza

Una sala molto presente, senza risultare invasiva: i coperti del ristorante sono, volutamente, limitati, ma Ramona e Riccardo volevano un locale sartoriale, che desse a ogni cliente l?impressione di essere davvero atteso e coccolato. Tra i tavoli, ad accertarsi che tutto vada bene e a guidare gli ospiti pi? indecisi nella scelta dei vini c?? Ramona Anello, nei duplici panni di padrona di casa e sommelier.

Conclusioni

Non potevano scegliere location migliore Ramona e Riccardo per dare avvio al progetto che insieme hanno pensato e desiderato per anni. A circa 50 metri da Piazza del Popolo, il ?nuovo? All?Oro e il lussuoso boutique hotel che lo ospita sono nel pieno centro di Roma, nella piazza in cui convergono tre delle pi? rinomate e frequentate arterie cittadine. Il bello per? ? che, grazie alla posizione strategicamente defilata, tanto il ristorante quanto l?hotel sono preservati dal caos vociante dei turisti, permettendo agli ospiti di godersi a pieno la propria esperienza.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante All’Oro del The H’All Tailor Suite
00196 Roma
Via Giuseppe Pisanelli 23/25
Tel. (+39) 06 32110128/06 97996907
Chiuso
a pranzo da luned? a venerd?
E-mail: info@thehallroma.com
Sito internet: www.thehallroma.com

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[04/09/2018, 14:38] The H?All Tailor Suite ? Roma ? Patron Ramona Anello e Riccardo Di Giacinto

Per Riccardo Di Giacinto e Ramona Anello l?apertura di The H?All Tailor Suite rappresenta davvero l?investimento di una vita: dopo la fine dell?esperienza di All?Oro presso il 5 stelle di via del Vantaggio e l?inaugurazione di Madre all?interno del Roma Luxus Hotel, Monti, la coppia ha superato l’impasse burocratica che bloccava l’apertura ed ? finalmente riuscita ad inaugurare la nuova struttura, coronando un sogno, che per quanto riguarda l’hotel ha condiviso con l’amico e socio?Renzo Valeriani, proprietario della ditta di costruzioni responsabile dei lavori. Un hotel legato a doppio filo con il ristorante gourmet All?Oro, che qui riapre con una veste completamente nuova nel design e negli arredi, ma del tutto fedele all?originale nella proposta gastronomica, grazie alla cucina di Riccardo.

Lo staff dell?hotel

Patron: Riccardo Di Giacinto, Ramona Anello; Hotel Manager: Sara Rossi; Front Office Manager: Francesca Romeo; Housekeeping: Annamaria Milani; F&B Manager: Adriano Magnoli, Achille Grande

L’hotel

Ingresso

Il concierge

Il corridoio al piano della suite di VG

Le camere

Cinque tipologie di camere e suite per un totale di 14 stanze, che spaziano dalle categorie Classic e Superior arredate in stile neoclassico, alle lussuose Junior Suite e Suite, senza dimenticare la Family Suite, con doppi servizi e una metratura di circa 60mq. Pavimenti in parquet, letto king size e, nella sala da bagno, la raffinatezza del vetro di Murano satinato alle pareti della doccia e l?avvolgenza di vasche idromassaggio in marmo con cromoterapia.
Tenendo fede al nome dell?hotel, Riccardo e Ramona hanno voluto coccolare i propri ospiti con tutti i comfort. A loro disposizione infatti ci sono una carta dei cuscini Tailor Sleep e una dei sigari, per trascorrere al meglio tanto i momenti di riposo quanto quelli di relax e ?meditazione?. Per i bimbi pi? piccoli, un set di amenities a loro dedicate, un?attenzione davvero rara da trovare che denota la grande attenzione dei patron verso ogni minimo dettaglio. Per concludere, ogni camera ? dotata di una macchina per espresso firmata Lavazza, perch? il caff? ? una cosa seria, soprattutto per gli ospiti italiani.

In base all?occupazione e alla stagionalit?, le tariffe di camere e suite variano da ? 300 a ? 600.

Classico Room

Superior Room

Junior Suite

Le amenities su misura? per i pi? piccoli

La Suite

La suite di VG

Il benventuto dell’hotel

Il frigobar

Le carte dei servizi a disposizione del cliente

La sala da bagno

Colazione

Il servizio delle prime gourmandise

La nostra tavola imbandita

Tagliata di frutta fresca

I dolci

Il salato

I salumi sono affettati al momento

Immancabile scelta ? la carte di VG… La gricia!

Franciacorta Cuv?e Prestige Brut – Ca’ del Bosco

Lo chef Riccardo Di Giacinto raggiunge Paola e VG per un brindisi

Cucina

Alla nostra degustazione presso il ristorante All?Oro abbiamo voluto dedicare un intero articolo, ma l?esperienza enogastronomica per chi soggiorna presso The H?All Tailor Suite non si limita certo al ristorante, sebbene la sua sola presenza valga il viaggio. Riccardo Di Giacinto e la sua brigata infatti firmano anche la spettacolare colazione gourmet allestita ogni mattina con cura e abbondanza, cui ? sempre a diposizione degli ospiti anche la carta dei grandi classici dello chef, preparati in esclusiva per chi ne fa richiesta. E al momento di partire, per lenire la malinconia dell?addio, una serie di prodotti della linea All?Oro Home Gourmet, nati dalla collaborazione tra lo chef e l’Azienda Agricola Fortunato, produttore biologico alle porte di Roma.

Servizio e accoglienza

Davvero ottimo il servizio di questo gioiellino nel centro della Citt? Eterna. Dalle mille attenzioni nella scelta della dotazione delle camere ai tanti servizi pensati per viziare il cliente e rendere speciale ogni momento del suo soggiorno presso la struttura. Si parte di prima mattinata con la Colazione Gourmet All?Oro, per proseguire con il pic nic e concludere con l?All?Oro Home Gourmet Gift. Gli amanti di SPA e centri benessere non avranno rimpianti, grazie alla presenza di una Massage Therapist e di un?intera lista di Hair Stylist, sempre a disposizione per offrire loro un trattamento professionale senza dover abbandonare il comfort e l?intimit? della loro camera.

Conclusioni

La lunga attesa che ha preceduto l?apertura ha dato a Riccardo e Ramona il tempo di mettere a punto ogni dettaglio del loro progetto, rendendo davvero il loro hotel di propriet? una boutique raccolta e di grande lusso. Non a caso, accanto al gioco di parole che lega la Hall dell?hotel alle iniziali di All?Oro, i patron hanno scelto il termine inglese tailor suite, a rimarcare il fatto che tutto, nella loro nuova casa, ? pensato e studiato in funzione dell?ospite. Su misura appunto. Cucito addosso come un abito nuovo, per questo ci si sta cos? bene.

Viaggiatore Gourmet

The H’All Tailor Suite
00196 Roma
Via Giuseppe Pisanelli 23/25
Tel. (+39) 06 32110128

E-mail: info@thehallroma.com
Sito internet: www.thehallroma.com

Crediti foto: le foto che non hanno il nostro watermark sono di Andrea Di Lorenzo

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[04/06/2018, 08:07] Cartoline dal 753mo Meeting VG @ Ristorante Pizzeria La Piedigrotta ? Varese ? Patron Daniela Castriotta, Chef/Patron Antonello Cioffi

La Piedigritta di Varese ? molto pi? che una semplice pizzeria napoletana. Certo, l?insegna del locale potrebbe essere fuorviante, con un sorridente Pulcinella che omaggia le origini campane di Gaetano Cioffi, il mastro pizzaiolo che nel 1974 fond? il ristorante eppure la Piedigrotta ? molto di pi?. Lo sanno bene gli Amici Gourmet che insieme a noi sono venuti a bearsi delle originali proposte di Antonello, dal 2003 alla guida del locale insieme alla moglie Daniela, che accanto alla carta tradizionale ne propone una decisamente speciale, non a caso ribattezzata Men? Experience, disponibile solo su prenotazione e –? ?a va sans dire ? per noi in anteprima esclusiva in abbinamento- a una selezione di champagne.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 24 Gennaio 2018

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Lo staff ? gi? all’opera per il nostro aperitivo

Aperitivo

Champagne Grand Cru Royal – Pommery

Pizza al ?Parmigiano di bufala? 36 mesi?con burro di panna fresca Inalpi,?acciughe del Mar Cantabrico e maionese di pomodoro

Julienne di calamari massaggiati di Manfredonia alla brace vaporizzata su fondo di spinaci biodinamici croccanti, scaglie di mandorle di Sorrento tostate e salsa di yogurt profumata al limone di Sorrento

Cotoletta di pizza alla mozzarella saltata in burro chiarificato Inalpi

Toast di pizza con Fettalpine Inalpi

Ultimi ritocchi alla prima “pizza” della nostra degustazione

Il patron, Antonello Cioffi, ci presenta il piatto

Piattooo!

Tris di sushi di pizza –?3 pizze in crosta di semi di papavero che avvolgono il fiordilatte del Gargano

Faeto – Salsa di burrata, crudo di maialino di Faeto,?noci di Sorrento e cacao

Margherita – Fondo di salsa di pomodoro fresco emulsionata con olio evo, pomodorino tombolino disidratato a bassa temperatura

Classico – Tonno crudo, mela, salsa di pistacchi di Bronte

Parmigiana di Polpo: polpa di melanzana affumicata nel forno a legna su letto di pomodoro San Marzano e burrata, polpo alla piastra e basilico Thai

Intanto lo staff continua a infornare

Giardino Fiorito – Prima parte

I primi due assaggi del Giardino Fiorito: il dolce e lo speziato si incontrano per dare vita a una pizza con zucchine, pinoli, grana di bufala riserva gratinato, uvetta e finocchietto, contrasto di gelato al Mojito e tartare di tonno; sotto una margherita in versione scomposta con pomodoro frantumato a mano biologico, mozzarelline di Andria nel loro latte.

Champagne Vintage 2004 – Pommery

Champagne Vintage 2000 – Pommery

In arrivo la seconda parte del Giardino Fiorito

Giardino fiorito – Seconda parte

Gli ultimi due assaggi del giardino Fiorito: il terzo spicchio ? con salsa di pomodoro giallo del Salento, pomodorini tombolini del Salento essiccati a bassa temperatura e bicchiere di stracciatella di Andria. Infine va degustata la margherita con mozzarella di bufala affumicata cruda, su base di salsa basilico da accompagnare con la salsa di pomodorini freschi emulsionati con olio evo.

Tagliatelle sensazione di Carbonara –?special edition ?Altissimo Ceto?

Tagliatelle di pizza in pomodoro giallo,?cipolla di Tropea caramellata, guanciale di maiale nero di Faeto e fonduta di Caciotta Kremina Inalpi.

Antonello rifinisce la portata al tavolo

Wine For Fans Da Uve Moscato ??Bragagnolo Vini Passiti

Margherita Dolce –?Pizza con marmellata di pomodoro,?basilico e contrasto di gelato

Caff? Experience

Birretta: crema Chantilly profumata al frutto della passione e mousse di cocco.

Crostatina di pizza disidratata e pomodoro candito

Macaron di pizza pomodoro e mozzarella;?Pizza disidratata e ricomposta, pomodorino candito e spuma di mozzarella e cioccolato bianco

Cheese cake mantecata con ricotta di bufala di San Giovanni su fondo di pizza disidratata; Tiramis? classico

Caff? La Cafferia El Miguel

Arriva una sorpresa che ci viene presentata in Pentola d’oro Baldassarre Agnelli

Pizzacchero –?Pizzoccheri di pizza impastata con farina di tipo 2 con grano saraceno su fondo di mousse di patate con cime di rapa saltate, stracciatella di Andria e burro di panna fresca Inalpi

Cadeau Inalpi per i nostri associati

VG con lo staff e la famiglia di Antonello

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 753esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Pizzeria?La Piedigrotta
21000 Varese
Via Gian Domenico Romagnosi, 9
Tel. (+39) 0332 287983
Chiuso domenica a pranzo
E-mail: lapiedigrotta@gmail.com
Sito internet: www.piedigrottavarese.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

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[04/05/2018, 09:18] Ristorante Alice ? Eataly Smeraldo Milano ? Chef Viviana Varese

I lettori del nostro sito si saranno accorti che ultimamente da Alice siamo tornati spesso. Merito alla formidabile accoppiata?Viviana VareseSandra Ciciriello, complici nell?aver fatto del ristorante all?ultimo piano di Eataly Smeraldo un posto estremamente piacevole e che, in un certo senso, crea dipendenza. L?occasione della nostra visita ? stata quella di scoprire la nuova proposta della chef, che da gennaio ha ?cambiato impostazione? scegliendo di dar spazio accanto al pesce, che continua a farla da padrone, anche ad ortaggi, erbe e radici, una scelta etica, buona nelle intenzioni quanto nella riuscita.

Archivio storico reportage:

->?Meeting del 9 Aprile 2014
->?Meeting dell?8 Aprile 2015
->?Reportage del 17 Febbraio 2017
-> Meeting del 5 Luglio 2017

Il borsino delle guide cartacee 2018
Michelin assegna una stella e tre coperti
Espresso assegna due cappelli (nel 2017 un cappello)
Gambero Rosso assegna 81 – cucina 49 (nel 2017 79 – 49)

La squadra

Lo staff in cucina

Chef: Viviana Varese
Sous Chef/Pastry chef: Ida Brenna
Chef de partie antipasti: Javier Barrachina
Chef de partie primi: Emiliano Neri
Chef de partie secondi: Minori Mourauka

Lo staff in sala

Maitre e sommelier: Sandra Ciciriello
Sommelier: Simona Pera
Assistente sommelier: Jessica Rocchi

L’insegna

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Sandrina ? 120,00

Ceviche – Ricciola, passatina di pomodoro rossa e gialla, peperoni rossi, peperoncino Rocoto, cipolla di tropea e lime
Mr crab – Granchio con corallo di granchio, zuppa concentrata di granchio, salsa di plancton, sfera di cocco, zenzero e lime
Super – Superspaghettino con brodo affumicato, julienne di calamaro, vongole, polvere di tarallo e limone
L?amo reale – Cappelletti delicati all?acciuga, crema di cavolfiore, colatura di alici di Cetara e burro, alici marinate all?aceto, caviale Beluga
Polpo, sedano rapa e mela verde – Polpo scottato, crema di sedano rapa e mela verde, salsa di mela verde
Ecciuuuuuu – Macedonia di agrumi con crema all?arancia, meringa con soffice di yuzu, finocchio e kiwi
Gia? rotta – Meringa con spuma di zabaglione, vellutata di mandorla, mandorle croccanti di noto (presidio slow food), sorbetto al caffe?, cioccolato Oriado e pepe Timut

Viviana ? 150,00

Avere cura… La nostra lista della spesa

Cavolfiore e caviale – Crema di cavolfiore delicata e caviale
Carciofo spina sardo – Cuore di carciofo con olive liguri e prezzemolo
Patata – Gnocco di patata semiliquido con stracchino Valli Orobiche (presidio Slow Food), brodo di funghi porcini e pioppini caramellati
Fagiolo – Zuppetta di fagiolo di pigna (presidio Slow Food) con crema di pinolo, cipolla giarratana (presidio Slow Food) e crema di miso
Zucca – Zucca al barbecue con gelato all?alloro e olio di zucca
Cima di rapa – Fettuccelle alla cima di rapa, acciughe e peperoncino con spuma ghiacciata di caciocavallo podolico del Gargano (presidio Slow Food) ed estratto di cima di rapa
Mais e calamaro – Polenta morbida di mais biancoperla (presidio Slow Food), calamaro appena scottato con il suo nero e brodo di foglie di mais
Carciofo romanesco – Carciofo alla giud?a con menta, liquirizia, cioccolato e aglio
Verza – Verza croccante, mousse di cioccolato bianco e avocado, aceto balsamico invecchiato, profumo di limone e cioccolato extra fondente
Limone – Flan al limone sfusato di Amalfi (presidio Slow Food) fatto al momento, ganache di cioccolato fondente Arriba Domori al limone, croccanti al cacao e cioccolato al latte Domori

La carta

Crudi

Crudo misto di Alice – Tartare di pescato del giorno con frutti di mare abbinati a frutta e verdura ? 44,00
Ceviche – Ricciola, passatina di pomodoro rossa e gialla, peperoni rossi, peperoncino Rocoto, cipolla di Tropea e lime ? 30,00

Antipasti

Mr crab – Granchio con corallo di granchio, zuppa concentrata di granchio, salsa di plancton, sfera di cocco, zenzero e lime ? 38,00
Cercami – Sgombro marinato, scarola alla piastra, insalata liquida, alga nori croccante e caviale
Fagiolo – Zuppetta di fagiolo di pigna (presidio Slow Food) con crema di pinolo, carota di Polignano, cipolla giarratana (presidio Slow Food), crema di miso e pepe nero Giamaica ? 35,00
Radici – Tartare di carne di Fassona piemontese (presidio Slow Food), uovo marinato alla soia antica, spuma di sedano rapa, radici e insalatine ? 28,00
1492 – Amaranto risottato con crema di broccoli, cima di rapa saltata, chips di amaranto, cima fritta e fiori eduli ? 28,00
C?era una volta… ? 25,00
Pizza fritta con mozzarella di bufala, pomodorini con tiff, basilico, bavarese di pomodoro e limone ? 22,00

Primi

Super – Superspaghettino con brodo affumicato, julienne di calamaro, vongole, polvere di tarallo e limone ? 34,00
Brezza del porto – Fregola risottata con zuppa di pesce del mediterraneo concentrata, medaglioni di pescato del giorno e salsa al prezzemolo ? 35,00
L?amo reale – Cappelletti delicati all?acciuga, crema di cavolfiore, colatura di alici di Cetara e burro, alici marinate all?aceto, caviale Beluga ? 35,00
Puglia on the road- Fettuccelle alla cima di rapa, acciughe e peperoncino con spuma ghiacciata di caciocavallo podolico del Gargano (presidio Slow Food) ed estratto di cima di rapa ? 30,00
7: la rinascita – Risotto al cacio e 7 pepi (Pondicherry, Pimento, Muntoc, Sechuan, Sarawak, Timut, Pippali) con limone sfusato fermentato di Amalfi (presidio Slow Food) ? 30,00
Zafferano – Risotto con zafferano dell?Aquila, crema di Parmigiano Reggiano Vacche Rosse e midollo alla piastra ? 38,00

Secondi

Al di l? del Ghetto – Carciofo alla giud?a con menta, liquirizia, cioccolato e aglio ? 29,00
?Polpo? – Polpo scottato, crema di sedano rapa e mela verde, salsa di mela verde ? 35,00
Terra e mare – Polenta morbida di mais biancoperla (presidio Slow Food), calamaro appena scottato con il suo nero e brodo di foglie di mais ? 35,00
Vuole ballare il liscio, signorina? – Maiale mora romagnola (presidio Slow Food), belga arrostita, robiola di Roccaverano (presidio Slow Food) e fondo di maiale ? 35,00
Non togliere l?osso a Mario – Ossobuco al barbecue con diaframma scottato tartare di Fassona piemontese (presidio Slow Food), cipollotto, maionese di senape e neve all?aceto ? 30,00
Bella con l?anima – Animella di Fassona piemontese croccante (presidio Slow Food), crema di barbabietola leggermente piccante, yogurt e gelato di barbabietola ? 32,00

Formaggi creativi

Altopiano – Crostatina di zucca e sedano rapa con fondente di cipolla, formaggio Reblo Alpino della Val di Susa fuso e panna acida ? 16,00
Paradiso – Caciocavallo podolico (presidio Slow Food) con sfere di verdure, miele Paradiso Thun, mostarda di agrumi e pane croccante ? 16,00

Dolci

Ecciuuuuuu – Macedonia di agrumi con crema all?arancia, meringa con sof ce di yuzu, finocchio e kiwi ? 15,00
Pronti partenza via – Variazione di cioccolato Manjari, Guanaja, Orizaba, gelato al cioccolato bianco, spugna al cacao e caramello ? 18,00
Cocco bello – Mousse di cocco, copertura al cioccolato, macedonia e sorbetto all?ananas, mandorle croccanti, granita di cocco e gelatina di rhum ? 15,00
Nero limone – Flan al limone sfusato di Amafi (presidio Slow Food) fatto al momento, ganache di cioccolato fondente Arriba Domori al limone, croccanti al cacao e cioccolato al latte Domori ? 20,00
Gi? rotta – Meringa con spuma di zabaglione, vellutata di mandorla, mandorle croccanti di Noto (presidio Slow Food), sorbetto al caffe? e cioccolato amaro e pepe Timut – ? 15,00
?A me la mela non me piace? cit. – Crostatina ripiena di mela Pink Lady, cremoso e sfoglia di mela e vaniglia del Madagascar – ? 18,00

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

La carta dei cocktail

La scelta di VG

Palo Santo by Monica Berg (Boigin Gin, Italicus, Tio Pepe, Lillet e sciroppo di Paolo Santo) e Non Proprio Americano?(Bitter Rinomato, Vermouth Amaranto Mancino, rabarbaro Zucca e soda)

Bourgogne 2015 – Domaine Fourrier

Gli stuzzichini

Tipologie di stuzzichini: focaccia con stracciatella, cipolla stufata, pomodoro arrostito e salsa al basilico; patata baby al forno con pancetta e burro su salsa di rosmarino e terra di olive; bon bon di salmone marinato con erba cipollina, uova di salmone e finocchietto; brioche alla barbabietola cotta al vapore con mousse di gorgonzola e barbabietola marinata.

Pane

Tipologie di pane: pugliese e taralli di grano arso del forno Sammarco; grissini fatti in casa. Servito con burro montato leggermente salato.

Piattooo!

Entr?e: la pizza fritta di Viviana Varese

Cominciamo con un grande classico: crudo misto Alice!

Gambero di Santa Margherita con salsa di granchio; ostrica in brodo orientale con spuma di Vermouth rosso; carpaccio di ricciola e spuma ghiacciata di pomodoro.

Tartare di ombrina, crema di avocado e burrata

Trancetto di gallinella con uova di salmone, pelle croccante di gallinella e ricotta

Tartare di seppia e quenelle di crema di cocco

Panzanella di verdure con tartare di ricciola

La chef ci raggiunge al tavolo

Super –?Superspaghettino con brodo affumicato, julienne di calamaro, vongole, polvere di tarallo e limone

Rombo scottato con asparago in tre maniere (in crema, fritto e crudo) e pompelmo rosa

Terra e mare –?Polenta morbida di mais Biancoperla (Presidio Slow Food), calamaro appena scottato con il suo nero e brodo di foglie di mais

Polpo arrostito con zucca e spuma di kefir di capra

Ecchuuu –?Cremoso e salsa di arancio con variazione di agrumi, finocchi, meringa e spuma di yuzu

Verza –?Verza croccante, mousse di cioccolato bianco e avocado, aceto balsamico invecchiato, profumo di limone e cioccolato extra fondente

Nero limone –?Flan al limone sfusato di Amalfi (Presidio Slow Food), ganache di cioccolato fondente Arriba Domori al limone, croccanti al cacao e cioccolato al latte Domori

??A me la mela non me piace? cit. –?Crostatina ripiena di mela Pink Lady, cremoso e sfoglia di mela e vaniglia del Madagascar

Caff? con Il Circo di Alice

Tipologia di piccola pasticceria: raviolo di barbabietola marinata con cremoso di caprino e vaniglia; scorza di arancio candito; financier alle nocciole con panna cotta al lime; tarteletta con cremoso di ricotta e pera; frizzi pazzi: cioccolatino peta zeta; sfera di cioccolato, aceto balsamico e lamponi; frolla alle mandorle con gananche di guanaya e caff? e meringa al cappuccino.

Caff? Lavazza miscela arabica 100% Ethiopia (Kafa Forest Coffee)

Cucina

Dopo aver appagato la voglia di assaggiare il leggendario crudo di mare di Alice, sempre diverso e sempre eccezionale, ci siamo dedicati all?esplorazione delle portate della nuova carta, spaziando tra la degustazione di ?Sandrina? e quella di Viviana. Incredibile come i piatti proposti riescano a tradurre in un?impressione che ? in primo luogo visiva, poi olfattiva e gustativa, la personalit? delle due patron: tradizionale, concreta e mediterranea la prima, complessa, estrosa ed esploratrice la seconda.

Servizio e accoglienza

Una sala femminile composta da una squadra di tre donne e guidata da Sandra Ciciriello con garbo e fermezza. Una grande maestra davvero per le sue dipendenti, che danno prova di un servizio davvero di alto livello, mostrandosi a proprio agio tanto quando coinvolte per la scelta delle pietanze da ordinare quanto per quella delle etichette da abbinarvi.

Conclusioni

Il blu ? il colore del cielo e del mare, secondo la cromoterapia questo colore primario, che nelle sue mille tonalit? caratterizza gli arredi e gli spazi del ristorante, ha propriet? rilassanti e distensive. Da Alice, il richiamo all?acqua, che sia quella di un lago, del mare o dell?oceano, ? quasi un?emanazione cromatica del men? e dell?ingrediente, il pesce, che da sempre lo caratterizza. Ma anche l?atmosfera ha la sua importanza e quella che si percepisce al ristorante conserva la leggerezza della brezza di mare e la calma profonda del suo respiro, scandito dalle onde.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Alice
Eataly Smeraldo Milano
20121 Milano (MI)
Piazza 25 Aprile, 10
Tel. (+39) 02 4949 7340
Chiuso la domenica
E-mail:?info@aliceristorante.it
Sito internet:?www.aliceristorante.it

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[04/04/2018, 09:43] Cartoline dal 752mo Meeting VG @Ristorante Al Gambero ? Calvisano (BS) ? Famiglia Gavazzi

A quanto pare a Calvisano si respira aria buona, un?aria che stimola i pensieri, acuisce i sensi e affina il palato. Non potremmo spiegarci altrimenti come in questo minuscolo paesino della campagna bresciana, tutto raccolto attorno alla sola strada principale che lo attraversa da capo a fondo, siano potute nascere due realt? d?eccellenza come Agroittica e il suo famoso caviale Calvisius e il ristorante Il Gambero della famiglia Gavazzi. Nomi arcinoti per gli Amici Gourmet, che conoscono bene entrambi, il primo per ritrovarlo puntualmente nelle carte dei ristoranti del nostro Roadshow itinerante, il secondo per farne parte, un grande classico ormai divenuto tappa annuale.

Archivio storico reportage:

-> Degustazione dei prodotti Agroittica Lombarda del 20 Luglio 2011
-> Meeting del 23 Novembre 2012
-> Meeting del 4 Febbraio 2013
-> Meeting dell?8 Febbraio 2014
-> Meeting del 21 Febbraio 2015
-> Meeting del 23 Gennaio 2016
-> Meeting del 23 Gennaio 2016
-> Meeting dell’11 Marzo 2017

L’ingresso del ristorante

Dettagli del locale

Il tavolo Amici Gourmet

I VG Premium Partner di giornata?

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

In cucina ? quasi tutto pronto per l’aperitivo

Aperitivo

Franciacorta Cuv?e ?61 Nature 2009 ??Berlucchi

In arrivo gli stuzzichini dalla cucina

Fonduta di Caciotta Kremina Inalpi

Toast con salmone e Fettalpine Inalpi

Crostini, burro di malga, caviale e storione affumicato

Pane

Tipologie di pane: ciabatta, crackers e grissini. In accompagnamento Burro alpino piemontese Inalpi.

Un brindisi alla degustazione che ci aspetta

Piattooo!

Coppa Martini, mazzancolle poch?, crema di patate, caviale Calvisius fresco ed essicato

Chardonnay Gr?sy 2012 – Marchesi di Gr?sy

Capasanta Mari e Monti

Trippa di rana pescatrice alla parmigiana, mousse e caviale Calvisius

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Caviale servito a parte

In arrivo un piatto storico del ristorante

Culaccia, culatello di Zibello, spalla cruda di Palascione con giardiniera e sfoglie calde

Ribolla Gialla Ruttars 2013 – Villa Parens

Il famosissimo risotto del Gambero presentato in sala nella pentola d’oro Baldassarre Agnelli

VG presenta il piatto con lo staff di sala

Risotto con punte d’asparagi alla crema di caciotta Kremina e burro alpino piemontese Inalpi

Sbirciatina in cucina

Ultimo dettaglio al passe

Centrofolo blu, disco di patata affumicata e maionese all’acciuga

Terre siciliane rosso C’D’C’ – Baglio del Cristo di Campobello

Trancio di baccal? in padella, salsa acida e fonduta dolce di cipolle

Langhe Ornati 2003 – Tenuta Rocca

VG e Giovanni Gavazzi ci presentano il prossimo piatto

Spalla di vitello, soffice di patate, tartufo nero

Wine For Fans Da Uve Moscato ??Bragagnolo Vini Passiti

Pera al vino rosso, gelato alla cannella e mandorle salate

Coccole finali

Tipologie della piccola pasticceria:?cannoncino gratinato, panna cotta con gel?e al caff?, mousse aspra alle fragole e chantilly al cioccolato bianco.

Caff?

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 752esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Al Gambero
Via Roma, 11
25012 Calvisano (BS)
Tel. 030.968009

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[04/03/2018, 08:54] Borgo San Jacopo @ Lungarno Hotel ? Firenze ? Chef Peter Brunel

Quando nel 1914 Salvatore Ferragamo lasci? il paesino campano di Benito per raggiungere il fratello, impiegato in un grande calzaturificio di Boston, gli ci volle poco per capire che la standardizzazione imposta dall?industria non era cosa per lui. Cresciuto nella bottega di un calzolaio, per il futuro fondatore della celebre maison la personalizzazione era un elemento imprescindibile. Cos?, raccolti i soldi necessari si trasfer? al sole della California e nel 1923, con il suo Hollywood Boot Shop, godeva gi? della nomea di Calzolaio delle stelle. Non ? un caso che a oltre un secolo di distanza, a gestire il ristorante gourmet all?interno del Lungarno Hotel di Firenze di propriet? della famiglia Ferragamo, sia stato scelto proprio Peter Brunel. Nella cucina di Borgo San Jacopo lo chef trentino, infatti, traduce nei suoi piatti lo stesso principio che fece la fortuna di Salvatore, scelta che gli ? valsa il riconoscimento della stella Michelin.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 5 Settembre 2011 (chef precedente)

Il borsino delle guide cartacee 2018
Michelin assegna una stella e tre coperti
Espresso assegna due cappelli
Gambero Rosso assegna 85 – cucina 51

La squadra

Lo staff in cucina

Chef: Peter Brunel
Sous chef: Luca Colombo, Marco Bianchini
Pastry chef: Loretta Fanella

Lo staff in sala

Ma?tre: Claudia Rosati
Sommelier: Salvatore Biscotti

La vista sull’Arno

Ingresso

La Lounge

Il ristorante

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Experience ? 140

Ricordo di Lofoten – Alici marinate, acqua di mare, peperone piquillo, foglie d?ostrica e grissino al finocchio
Patata soffiata, uovo e uova – Spuma di patate, tuorlo all?olio, uova di trota e perle di tartufo
Riso al carbone, seppia e caviale – Riso mantecato al carbone, sfoglia di seppia e caviale Tradition
Maialino e scampo – Gelatina al vermut, asparagi verdi, spugnole e pralina di patata
Patata sotto zero – Gelato di patata viola, yogurt greco, caviale, cocco e mango
Patata al cioccolato – Pralina di patata e cioccolato alle spezie

La mia Toscana ? 125

Nero di Chianina – Nero di Chianina in pralina speziata, spuma di suino grigio del casentino con frutta secca, polenta soffiata
Battuta di manzo al coltello – Macaron al peperone, salsa di lattuga, albume, tuorlo, capperi, cipolla e tartufo
Pici al cinghiale – Pici, rag? liquido di cinghiale con briciole di pane toscano e nocciole
La ribollita – Ribollita classica in pentola di rame e in polvere
Piccione al mattone con cipolla – Petto di piccione al latte e vino rosso, cipolla rossa, foie gras, asparagi verdi
?Maledetto Toscano?, terre di Toscana – Infusione al sigaro toscano, con grappa metodo solera Segnana
La dama Fiorentina – Praline dolci e salate di cioccolato bianco e fondente

Le famiglie di ortaggi ? 115

Radici – Ceviche di carota, rapa, ravanello, trota e coriandolo
Bulbo – Fondente di cipolla, caviale di tartufo
Tubero – Spaghetto di patata, pomodoro e parmigiano reggiano
Foglia – Ricordo di una nizzarda
Fiore – Broccolo, pasta di pane, pinoli, acciughe e manzo
Stelo – Terra d?asparagi
Frutto – Gelatina di verdura

La carta

Antipasti

Ortaggi in primavera – Verdure crude e cotte con quinoa, barbabietola, prezzemolo e zafferano ? 30
Crostacei, mozzarella, pomodoro e capperi – Scampi, gamberi rossi, spuma di mozzarella, pomodoro e capperi croccanti ? 32
Patata soffiata con uovo e uova – Spuma di patate, tuorlo all?olio, uova di trota e perle di tartufo ? 28
Battuta di manzo al coltello – Macaron al peperone, salsa di lattuga, albume, tuorlo, capperi, cipolla e tartufo ? 34

Primi

Riso cavolo, pecorino e tartufo – Riso con H2O di cavolo cappuccio, salsa di pecorino e perle di tartufo ? 32
Gnocchi di patate al blu di Bagnoli – Fonduta di blu al burro acido, tapioca, schiuma di barbabietola e chips di tartufo ? 30
Il cinghiale in cinta – Bottoni di cinghiale in fondo di cinta senese e pane croccante ? 28
Lumache e asparagi – Crema di sedano rapa, cipollotto e prezzemolo ? 27

Secondi

Seppie & broccoli, capesante & barbabietola – Capesante infuse alla barbabietola, seppia arrostita, broccoli e infuso di rosa canina ? 45
Gallo di Bresse e polpo – Pastinaca, lumache, cipolle borettane e salsa acida allo zafferano ? 48
Agnello bagnato in H2O di mare – Carote e cavoli stufati al burro salato e whisky 46?
Ortaggi da seme e legumi – Crema di piselli e soia, ceci, taccole, arachidi e chips di tartufo ? 42

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Orpale Champagne Blanc de Blancs Gran Cru 2002 – De Saint Gall

Pane

Tipologie di pane: alla farina di Matera (trancio), focaccia al vino rosso e barbabietola, grissini ?in stile torinese?; servito con olio toscano Santa Tea.

Lo chef Peter Brunel ci raggiunge al tavolo

? sempre il momento di un Negroni!

Mini negroni con peschiole e ghiaccio all?arancia e chips Campari

Patate infuse al bitter Campari, fritte.

Piattooo!

Entr?e

Patata pietrificata, maionese alla barbabietola e levistico, con germogli di shiso rosso e prezzemolo

Ortaggi da bulbo; scalogno, Parmigiano, gelato al carciofo e caviale Tradition

Ricordo di Lofoten

Alici marinate, grissini al finocchio, acqua di mare, caviale Siberian, peperone piquillo e foglia d?ostrica.

Spuma di patata bianca, uova di trota e polvere di paprika dolce affumicata e spuma di patata soffiata, uova di gallina all?odio toscano e tartufo autunnale

Il tocco finale

Gnocchi di patata, tapioca, salsa acida allo zafferano, funghi Enoki e chips di tartufo

Lo chef finisce il piatto al tavolo

Bottoni di cinghiale Il cinghiale in cinta?

Bottoni con stracotto di cinghiale, chips di pane toscano, caprino e germogli di barbabietola.

Ribollita classica e croccante?

Ribollita classica, servita al naturale con olio toscano. Nella versione croccante, impanata in polvere di pane al carbone vegetale e cavolo nero.

Pronti a scoperire a portata successiva

Risotto in H2O di cavolo cappuccio e mela, uova di trota e caviale di tartufo?

Riso, servito con una gelatina di H2O di cavolo, germogli di prezzemolo e fiori di gelsomino.

Giochi di consistenza, maialino, gamberi rossi al lime, vermut, spugnole e crema di patata gialla

Ortaggi da foglia

?Pizza? con crema di cavolfiore, bufaline, polpo, pomodori confit e capperi al cucchiaio.

Abbracci di cachi, mandorle e caff?

Gelatina e sorbetto di cachi, gelatina al caff?, mousse di mandorla e biscotto all?amaretto.

Meringata sfogliata tropicale

Cremoso al mango, gelato allo yogurt e meringa al frutto della passione.

L?inverno che gira

Cremoso, panna cotta alla liquirizia, bavarese alla pera, budino di cioccolato e sorbetto di pere.

Margherita di pompelmo rosa e pistacchio

Mousse di pompelmo rosa, cremino di pistacchio e pasta frolla alla verbena.

Correva l?anno 1904… banana split by chef Peter Brunel

Gelato alla vaniglia, cioccolato, fragole, panna montata e sciroppo d?acero.

Sottozero by chef Peter Brunel

Gelato di patata viola, yogurt greco, cocco, mango e caviale Tradition.

Terre di toscana by chef Peter Brunel

Mousse di cioccolato infusa al sigaro, grappa Segnana metodo Solera, e cake sbriciolati di banana, cioccolato, pistacchi, caff? e briciole di olive.

Coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: praline di patate e cioccolato speziato, La dama Fiorentina praline di cioccolato bianco e fondente, orsetti al pan di spezie Elogio al Natale.

VG con lo staff al gran completo

Cucina

Oltre alle degustazioni, dove non manca quella dedicata alla Toscana e alla sua tradizione, lo chef Peter Brunel organizza le proposte ? la carte attorno a pochi ingredienti, che, soli, diventano protagonisti di un men? a se stante. Il men? patata salta subito all?occhio: cos?avr? mai da offrire il tubero pi? povero e popolare del mondo? Ma, da vero cultore della materia quale ?, Brunel sa bene che quest?ortaggio ? anche incredibilmente versatile e si diverte a proporlo abbinato a ingredienti preziosi quali il caviale, il tartufo o le uova di trota. Una menzione particolare va alla carta dei dessert dove, salvo una piccola proposta dello chef, sono elencate le creazioni di Loretta Fanella, uno dei volti della pasticceria italiana pi? apprezzati.

Servizio e accoglienza

L?atmosfera ai tavoli di Borgo San Jacopo ? romantica e raccolta, specialmente la sera, quando dalle vietate del ristorante le luci della citt? si riflettono sulle acque dell?Arno e i palazzi di Firenze ritrovano il fasto e lo splendore di quando vennero costruiti. Un?atmosfera da occasioni speciali, insomma, cui un servizio cortese e sorridente aggiunge il respiro e la scioltezza che rendono l?esperienza complessiva al ristorante piacevole e rilassante.

Conclusioni

Fresco di un?accurata ristrutturazione durata 6 mesi, il Lungarno Hotel ha riaperto i battenti l?estate scorsa con una veste nuova e decisamente convincente. Blu, bianco e cuoio, colori tenui e intensi che abbiamo ritrovato anche all?interno del ristorante, una vera vetrina sull?Arno e sul Ponte Vecchio, centro nevralgico della vita cittadina. Le basi erano eccellenti, ma indubbiamente Michele?B?nan,?che a seguito il restauro, sa il fatto suo, cos? come lo chef che, con la sua cucina, dona un?anima a questo ?involucro? raffinato e lussuoso.

Viaggiatore Gourmet

Hotel Lungarno ? Ristorante Borgo San Jacopo
50125 Firenze (FI)
Borgo San Jacopo, 14
Tel. (+39) 055 281661
Chiuso a pranzo
E-mail del ristorante: bsj@lungarnohotels.com
Sito internet: www.lungarnocollection.com

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[03/30/2018, 08:41] Le Petit Restaurant, Brasserie du Bon Bec e Bar ? Fromage @Bellevue Hotel & SPA ? Cogne (AO) ? Patron Famiglia Jeantet-Roullet, Chef Fabio Iacovone

? possibile coniugare il lusso di un hotel a 5 stelle, l?esclusivit? di un pasto gourmet e l?autenticit? del ?fatto in casa?? Difficile, forse, ma non impossibile. ? stata la scelta della famiglia Jeantet Roullet che per il Bellevue Hotel & SPA ha voluto improntare l?intera offerta enogastronomica all?artigianalit?, senza per questo rinunciare allo stile. Certo, non tutti possono permetterselo, ma essere al centro del Parco del Gran Paradiso rende le cose decisamente pi? semplici. Come non approfittare dell?aria buona di montagna per creare il proprio orto, dove coltivare verdure e piante aromatiche? Lo stesso si pu? dire del latte dei pascoli d?alpeggio, usati per produrre i formaggi affinati direttamente in hotel, all?interno di una cantina dai soffitti a volta proprio sotto al Bar ? Fromage, dove diventano protagonisti di taglieri e piatti caldi. Per chi volesse invece calarsi nella vita di montagna, nel centro della piazza di Cogne la Brasserie du Bon Bec ? pronta ad accogliere i propri ospiti con una proposta semplice e accattivante. Si prosegue, nel corpo centrale dell?hotel, con l?elegante ristorante Gourmet per poi raggiungere la vetta con lo stellato Le Petit Restaurant, guidato dallo chef Fabio Iacovone.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 26 Febbraio 2014
-> Reportage Hotel del 28 Marzo 2018

Il borsino delle guide cartacee 2018 di?Le Petit Restaurant
Michelin assegna una stella e tre coperti
Espresso assegna un cappello
Gambero Rosso assegna 83 – cucina 48

La squadra

Lo staff in cucina

Chef: Fabio Iacovone
Sous chef: Mauro Iacovone; Pastry chef: Chiara Barbabietola

Lo staff in sala

Ma?tre: Alessandro Moglia
Sommelier: Rino Billia; Chef de rang: Valerio Fini

Cominciamo il nostro tour enogastronomico tra i ristoranti dell’hotel

Aperitivo al Bar ? Fromage

Ingresso

Lo spettacolare carrello dei formaggi

Sala e mise en place

Il men? del Bar ? Fromage ? disponibile qui.

Il tavolo di VG

Pane

Tipologie di pane: integrale e bianco; grissini al rosmarino.

Il servizio dell’aperitivo

Trota salmonata di Lillaz marinata in casa con aneto, zenzero e pepe rosa, accompagnata da insalata di finocchio

Verdure croccanti con salsa delicata di acciuga

Birra Scura d’Abbazia – Leffe

Crostino al rosmarino con lardo e castagne, carpaccio di carne mesada e sedano

Napea Lagher chiara non pastorizzata – Les Bi?res du Gran Saint Bernard

Crostino di pane ai 7 cereali fatto in casa e boudin noir, merluzzo con polenta

Balance Lagher ambrata non pastorizzata – Les Bi?res du Grand Saint Bernard

Piccola fonduta maison

Pranzo a Le Petit Restaurant

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Il menu di re Vittorio Emanuele II ? 75

Quando il re Vittorio Emanuele II cacciava lo stambecco nella sua riserva, ora diventata Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Bellevue H?tel & Spa non esisteva ancora. Non ? possibile, quindi, affermare che il Padre della patria italiana amasse questo menu, ma lo chef e la brigata del ristorante sono certi che lo avrebbe gradito.

L?uovo di re Vittorio
Il risotto ai carciofi, maialino croccante, riduzione di aceto d?uva e miele alpino
Il filetto di manzetta cucinato nel sale grosso e fieno di Cogne, salsa al vino Torrette Sup?rieur
Il carrello dei formaggi italiani: bovini, ovini e caprini selezionati, stagionati e presentati da Roberto
I dessert preparati dai pastry chef del ristorante

La degustazione ? 90

La trota di Lillaz affumicata in casa, guazzetto di ananas e cipolla di Tropea
La scaloppa di foie gras ai semi tostati, arancia e pan brioche
I fagottini ripieni di coniglio, crema di cavolfiore e ristretto di cottura
Il branzino di Bretagna ai semi di finocchio, zuppa di pesce, frisella e broccoli selvatici
Il carrello dei formaggi italiani: bovini, ovini e caprini selezionati, stagionati e presentati da Roberto
I dessert preparati dai pastry chef del ristorante

La carta

Per iniziare

L?uovo di re Vittorio ? 28
Baccalando ? 30
La tavolozza di foie gras ? 35
La trota di Lillaz affumicata in casa, guazzetto di ananas e cipolla di Tropea ? 26
I carciofi canditi ai profumi mediterranei ? 25

I primi piatti

La crema di topinambur, anguilla affumicata, castagne e tartufo nero ? 24
Il risotto ai carciofi, maialino croccante, riduzione di aceto d?uva e miele alpino ? 26
I fagottini ripieni di coniglio, crema di cavolfiore e ristretto di cottura ? 26
Gli gnocchi di patate, cime di rapa e bottarga, intingolo d?astice e bisque profumata all?arancia ? 28
I paccheri alla parmigiana di melanzane ? 24

A seguire

Il filetto di manzetta cucinato nel sale grosso e fieno di Cogne, salsa al vino Torrette Sup?rieur ? 35
La terrina di vitello al profumo di cardamomo, spuma di patate alla noce moscata ? 32
Il carr? d?agnello in crosta di taralli, cavolo rosso, zucca e melograno ? 32
Il branzino di Bretagna ai semi di finocchio, zuppa di pesce, frisella e broccoli selvatici ? 35
La composizione di verdure ? 26

Il carrello dei formaggi

Formaggi bovini, ovini e caprini italiani selezionati, stagionati e presentati da Roberto ? 12/? 24

Infine

Le tentazioni del giorno preparate dai pastry chef del ristorante ? 8/? 14

l menu dei bimbi

Il prosciutto crudo di Bosses o il prosciutto cotto senza polifosfati ? 12
La bresaola della Valtellina ? 12
Il pomodoro e la mozzarella ? 10
La pasta del giorno: al pomodoro fresco o alla bolognese ? 10
Il risotto al Parmigiano Reggiano ? 10
L?omelette ? 12
Il passato di verdure ? 12
Il filetto di manzo alla griglia e le patatine fritte ? 20
La milanese di pollo e le patatine fritte ? 16
La paillard di vitello e le patatine fritte ? 18
Il filetto di pesce alla griglia ? 20
I dessert del giorno ? 8/? 14

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Mise en place

Aperitivo

Franciacorta Pas Oper? 2008 – Bellavista

Pane

Tipologie di pane: sfogliato, lardo e rosmarino, integrale, grissini.

Piattooo!

Guancetta di pescatrice gratinata alle noci e rosmarino con purea al topinambur e spinacini saltati

Millefoglie di patate, mocetta e fontina, cubo di lingua salmistrata arrostita e spuma di lardo

Vintage Tunina Vino Bianco Friuli Venezia Giulia 2014 – Jermann

Trota salmonata di Lillaz, affumicata in casa, guazzetto di ananas e cipolla di Tropea, marinata al lime

Vermouth Belle Epoque – Spertino

Tarte tatin di foie gras, pain d’?pices, mele renette caramellate e caramello al rosmarino

Maley Sidro Mont Blanc ? Cristallier

L’uovo di Re Vittorio

Riesling Val Venosta S?dtirol 2013 ? Falkenstein

Gnocchi di patate, cime di rapa e bottarga con gamberi rossi scottati, bisque e crema di broccoli

Torrette Superieur Valle d’Aosta dop – Ottin

Fagottini ripieni di coniglio stufato, riduzione di cottura, crema di cavolfiore e costolette di coniglio arrostite

Gew?rztraminer Altenberg Vin d?Alsace doc 2010 ? Domaine Weinbach

La composizione di verdure

Rubesco Vigna Monticchio Riserva? Torgiano Rosso docg 2008 ? Lungarotti

Carr? d’agnello in crosta di taralli, purea di zucca, melograno e cavolo rosso marinato

Unatantum Vino Rosso Dolce ? Le Coste

Il carrello dei formaggi

La scelta di VG

Arline vino da uve stramature – Anselmet

La selezione di miele per addolcire la tisana che precede i dessert

Tisana ai frutti rossi

Chips di polenta dolce, Reblec maison e lamponi in tre consistenze

Sauternes Gran Cru Bordeaux 2004 – Ch?teau de Malle

Pere martin sec cotte nel Torrette Sup?rieur e nel Muscat speziati, ganache al cioccolato e ginepro, gelato alla cannella

Moscato Passito – Viola

Caff? e coccole finali

Caff? Illy tostato in grani (tostatura Sud)

Una sosta al coktail bar

Scegliamo un grande classico: Gin & Tonic!

Cucina

La valli e i boschi del Parco Nazionale del Gran Paradiso sono i grandi protagonisti sulle tavole dei ristoranti del Bellevue Hotel & SPA. Formaggi, selvaggina, miele, fieno ed erbe aromatiche sono un richiamo irresistibile. Lo sapeva bene re Vittorio Emanuele II, che in questo parco veniva a cacciare e che, a quanto si dice, era un grande estimatore della gastronomia locale. Lo sa bene anche Fabio Iacovone, che al sovrano sabaudo ha dedicato uno dei men? degustazione di Le Petit Restaurant.

Servizio e accoglienza

Una spettacolare cantina, che vi abbiamo gi? mostrato qui, custodisce le oltre 2.000 etichette, tra cui i sommelier dei ristoranti del Bellevue Hotel & SPA si destreggiano con perizia, selezionando per gli ospiti della struttura degli abbinamenti al calice interessanti e ben calibrati. In carta, molte referenze locali e vitigni autoctoni, in linea con la scelta gastronomica dell?hotel e dello chef. Calorosa e familiare l?accoglienza al Bar ? Fromage, dove ci si sente a casa, pi? formale, ma comunque piacevole quella al Petit Restaurant, che con i suoi 16 posti permette un servizio davvero ?su misura?.

Conclusioni

I ristoranti del Bellevue Hotel & SPA sono un inno alla Valle d?Aosta: un canto polifonico, declinato sulle tante anime di questa piccola regione, un vero concentrato di tradizione, prodotto e creativit?, stimolata da un ambiente spettacolare, ma per nulla semplice da ?addomesticare?. A ricordarlo, memento tanto per gli ospiti quanto per lo staff, la meravigliosa imponenza del Gran Paradiso, di cui dall?hotel si gode di una vista privilegiata. Bello e indomabile, emblema dell?anima complessa di questo territorio, con cui lo chef Fabio Iacovone ? riuscito a ricreare una perfetta simbiosi.

Viaggiatore Gourmet

Le Petit Restaurant del Bellevue Hotel & SPA
11012 Cogne (AO)
Rue Grand Paradis, 22
Tel. (+39) 0165 74825

E-mail: info@hotelbellevue.it
Sito internet: www.hotelbellevue.it

La Brasserie du Bon Bec
Tel. (+39) 0165 749288

Bar ? Fromage
Tel. (+39) 0165 749696

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[03/29/2018, 08:43] Cartoline dal 751mo Meeting VG @ Wicky?s Wicuisine Seafood ? Milano ? Chef Wicky Priyan

Oggi, complici gli innumerevoli polizieschi e crime fiction made in USA che insieme ai programmi di cucina si contendono l?audience del pubblico medio nazionale, abbiamo una certa familiarit? con termini quali squadra speciale, procuratore generale o referto autoptico. Oggi, pi? che in passato, tutti pi? o meno abbiamo un?idea ? o perlomeno crediamo di averla ? di cosa sia un criminologo: ce lo si immagina acuto e meticoloso, silenzioso osservatore, fine analista. E in effetti, stereotipo o meno, Wicky Priyan ? tutto questo: dalla cucina del suo ristorante, il Wicky?s di Milano per l?appunto, escono solo piatti che ogni volta ci colpiscono, quando lo andiamo a trovare con gli Amici Gourmet, perch? al perfetto equilibrio estetico e sensoriale uniscono qualcosa in pi?, un quid che ? geniale intuizione. Insomma i suoi piatti hanno un?anima e ci fanno ringraziare che Wicky, che il criminologo avrebbe dovuto farlo davvero, abbia invece scelto di esprimere la sua particolare sensibilit? attraverso un?arte del tutto diversa e decisamente pi? gustosa. Quest’anno poi la nostra esperienza ? stata ancora pi? esclusiva perch? abbiamo riservato il bancone di Wicky, cos? da aver avere la possibilit? di vedere lui e il suo staff lavorare e poter gustare il suo men? Omakase Chef Table, dando carta bianca totale allo chef, come piace a noi.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 3 aprile 2014 (nella vecchia sede)
-> Meeting del 29 Aprile 2015
-> Meeting del 18 Maggio 2016
-> Meeting del 29 Marzo 2017

Lo staff

Chef/patron: Priyan Wicky
Ma?tre e Sommelier: Paolo Arensi

Il nostro arrivo

Sala e mise en place

Lo chef e il suo staff sono gi? all’opera nella postazione dietro il bancone

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Ci accomodiamo nell’esclusiva postazione al bancone, solo 8 posti

Aperitivo

Champagne Qualite Extra brut – Ellner

Pane integrale e alla curcuma

Proseguiamo la degustazione al calice

Franciacorta Paros? Pas dos? ros? 2009 – Mosnel

Un brindisi di benvenuto

Piattooo!

Giardino di mare

Gamberi rossi di Mazara serviti con emulsione di pomodoro datterino, tartare di tonno con daikon e caviale.

Lo staff procede con le preparazioni

Storia di Wicky’s

Tris di carpacci: ricciola giapponese con yuzu, soia, indivia belga marinata, bottarga e pesto di olive e capperi; tonno triangolo – filetto di tonno siciliano scottato in salsa di senape giapponese e pepe indiano; carpaccio 5 continenti: tonno del Mediterraneo e salmone canadese servito con salsa 5 continenti a base di soia lemongrass e spezie da tutte le parti del mondo.

L’esperienza al bancone permette di seguire la preparazione di tutte le portate

Kyushu – Calabria

Sgobro giapponese marinato in aceto di riso accompagnato da un cipollotto di Tropea saltato, polvere di yuzu e olio di oliva.

Burger

Mini burgher al salmone canadese marinato in soia e zenzero servito con una polpetta di cime di rapa e panna acida allo yuzu.

Umami: Tempura di merluzzo nero e brodo dashi con funghi shitake e katsuobushi

Julienne di calamaro condito con salsa di soia mirin, capperi di Pantelleria e uovo di quaglia cotto a bassa temperatura

Brindisi con lo chef

Maki??s b??s

Maki di riso giallo con granchio reale, verdure in tempura, ossobuco alla milanese e chips di Parmigiano e patate viola.

Shabu shabu

Carpaccio di kobe con sesamo tradizionale e consomm? di cipolla e scalogno.

Preparazione del sushi kan

Sushi Kan

8 aburi nigiri:?angus salsa al rosmarino e lamelle di tartufo nero;?salmone, zenzero, menta e cipollotto; gambero siciliano e salsa al pomodoro datterino; capasanta giapponese, olio di oliva leccino, sale e yuzu sauce; ricciola giapponese, Wicky?s Sauce e caviale di salmone; tonno Wicky?s sauce; baccal?, pomodoro datterino e bottarga di muggine; mazzancolla pugliese con pesto di capperi di Pantelleria.

Salmone Yuan Yaki

Salmone canadese con 2 marinature la prima in soia e Shochu (distillato giapponese), la seconda in miso dolce e successivamente grigliato accompagnato da pak choi al vapore.

Lo chef ci mostra alcuni nuovi piatti

Wikakuni Kyoto

Maialino tipico della tradizione giapponese lessato per 16 ore secondo la tecnica del Ryoutei Kaneki,?ovvero una bassa temperatura non costante, servito con mela caramellata e senape.

In abbinamento al dessert…

Anche lo chef brinda con noi

Liquore al t? T+ The new tea spirit ??Distilleria Le Due Torri

Miquit

Biscotto morbido al cioccolato fondente extra amaro 67%, mousse di cioccolato fondente e perle croccanti.

Tisana e coccola finale

In accompagnamento alla tisana biscotti cioccolato e mandorle.

KI NO BI Kyoto Dry Gin –?The Kyoto Distillery

Gin tonic defaticante

La consegna del men? al termine dell’evento

Lo chef ce lo mostra…

… e li autografa

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 751esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Wicky?s
20122 Milano
Corso Italia, 6
Tel. (+39) 02 89093781
Chiuso domenica tutto il giorno, sabato e luned? a pranzo
E-mail: reservation@wicuisine.it
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I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

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[03/28/2018, 15:39] Bellevue Hotel & SPA ? Cogne (AO) ? Patron Fam. Jeantet-Roullet, GM Laura Roullet

Quasi 100 anni di storia alle spalle possono rappresentare un fardello o un?immensa ricchezza: nel caso del Bellevue Hotel & SPA a prevalere ? decisamente la seconda alternativa. Dal 1925, quando il capostipite della famigla Jeantet ? Roullet costru? l?antenato della struttura odierna, quest?hotel non ha mai cessato di trasformarsi per restare ai vertici dell?accoglienza di lusso, attraversando trionfalmente cambiamenti culturali, scoperte tecnologiche e nuove tendenze. Oggi al corpo centrale, nel cuore del Parco del Gran Paradiso, si sono aggiunti alti edifici dove hanno trovato posto nuove camere e suite, 4 ristoranti, il March? aux Puces, boutique dove trovare pezzi unici di artigianato locale e una SPA a dir poco regale.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 26 Febbraio 2014

Lo staff dell?hotel

Propriet?: Fam. Jeantet-Roullet; General Manager: Laura Roullet; F&B: Alessandro Moglia; Bar Manager: Alessandro Imbimbo; Capo Ricevimento: Michelle Berard; Chef Concierge: Domenico Imbimbo; Spa Manager: Elisabetta Mulas; Sales & Marketing Manager: Giulia Lab?; Housekeeping: Antonella Massi; Responsabile risorse umane: Marcel Jeantet; Executive Chef: Fabio Iacovone

L’hotel

La pista da sci innevata di fronte all’hotel

Abiti tipici in esposizione all’ingresso

La conciergerie

La Lounge

La SPA Le Sorgenti del Gran Paradiso

1.200 mq dove trovare saune e piscine, bagni di vapore e grotte saline, docce sensoriali e vasche idromassaggio? La SPA del Bellvue Hotel lascia davvero poco spazio all?immaginazione: quanto si desidererebbe trovare nell?area benessere di un 5 stelle super lusso gi? c??, insieme a un?altra ampia serie di agi e servizi di cui forse nemmeno si immaginava l?esistenza, ma di cui, una volta scoperti, non si riesce proprio a fare a meno.?

Il listino dei trattamenti ? scaricabile qui.

Ingresso

L’area relax

Un esempio delle tisane e bevande a disposizione degli ospiti

La grotta polare

Il bagno di Cleopatra

Ci dirigiamo al piano superiore per accedere alla palestra

L’area fitness

La vista sulla piscina

Visita alla cantina

Ci accoglie il responsabile della cantina, per guidarci alla scoperta delle etichette pi? prestigiose

VG in esplorazione

Le camere

30 camere e suite nel corpo principale della struttura cui negli anni, in seguito ad ampliamenti e nuove acquisizioni, si sono aggiunte sei suite, tre stanze con camino all?interno di un caratteristico chalet e, pi? recente e decisamente di grande impatto, la suite Nido degli Angeli. Interamente in cristallo, vetrate panoramiche sul Gran Paradiso, un letto a baldacchino Seicentesco e una vasca da bagno che esce a sbalzo all?esterno, questa suite ? il ?pezzo unico? di cui la famiglia Roullet va orgogliosa. Lussuosa e confortevole, con i suoi 80 metri quadri di superficie, questa suite ? stata la residenza di VG durante il suo reportage.

Le tariffe delle camere doppie vanno da ? 190 a ? 400 a notte, quelle delle suite variano da ? 360 a ? 1.250 a notte.

Il corridoio al piano

La suite panoramica Nido degli angeli, riservata per VG

La camera da letto

La sala da bagno

Il courtesy kit

Colazione in camera

La sala delle colazioni

La frutta

Lievitati dolci e pasticceria

Yogurt e muesli

Il buffet salato

Cucina

La ?proposta enogastronomica? del Bellevue Hotel & SPA ? tanto ricca e varia da meritare un post a stante. Basti ricordare che i ristoranti sono quattro, dal gourmet all?osteria tipica, che i formaggi sono affinati in una sala con arco a volta e che nella cantina dell?hotel sono conservate oltre duemila, prestigiose etichette. E per beneficiare al meglio dell?aria salubre di queste alte quote, accanto all?hotel ? coltivato un orto che provvede in parte a rifornire i ristoranti della struttura.

Servizio e accoglienza

Ristorazione, accoglienza, benessere: per ciascuno di questi ambiti la dotazione eccellente va a pari passo con un servizio altamente qualificato, che negli anni ? valso all?hotel una pioggia di prestigiosi riconoscimenti, dalle quattro casette sulla Guida rossa Michelin ? cui si aggiunge la stella del Petit Restaurant ? al Welcome Trophy Relais&Chateaux 2017. Un primato che, insolitamente, vede concordare critica e grande pubblico, che ha premiato la struttura come Top Travellers Choice 2017 per l?Italia.

Conclusioni

Una struttura che nulla ha da invidiare alle pi? importanti catene di h?tellerie internazionali, ma dove la figura del Generale Manager ? in realt? sostituita da quella di ma?tre ? maison, il padrone di casa, che in questo caso veste i panni femminili di Laura Roullet, quarta generazione della famiglia che nel 1925 apr? questo gioiello dell?accoglienza valdostana nel cuore del Parco del Gran Paradiso. Servizi e dotazione da fuoriclasse, ma il piacere di ritrovare il calore di un?ospitalit? famigliare, dove a contare sono ancora i volti delle persone e il rapporto umano che riescono a creare.

Viaggiatore Gourmet

Bellevue Hotel & SPA
11012 Cogne (AO)
Rue Grand Paradis, 22
Tel. (+39) 0165 74825

E-mail: info@hotelbellevue.it
Sito internet: www.hotelbellevue.it

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[03/20/2018, 11:45] Do You Need Massage Therapy?

Going for massage therapy is the best way to relax. If you have been working very hard, then you need to look for a way to relieve the stress and tension. When going for massage therapy, it is important to look for a skilled and experienced therapist.

A Massage therapist in Glasgow will help you in achieving the full benefits of the therapy. When choosing a massage spa, make sure that you look for factors like hygiene and also the massage methods that they use. Here are signs that you need to go to massage therapy:

You are tired

Massage therapy is very important in helping you relieve fatigue. Working six days a week can be very tiring. You need to take one day to work and go for a massage. The therapy will help you in relieving fatigue.

When we work in many ways, our body builds up tension in various parts of the body like the neck, shoulders, back and also limps. It is important to look for a way to get rid of this tension so that you can relieve fatigue. When you relieve fatigue through massage, you will increase productivity at work.

You are in pain

If you are dealing with pain from an injury or ailment, then massage therapy will help you. Going to therapy will help you in healing the affected areas. This is better than taking painkillers that might be detrimental in the long run.

The massage therapy will encourage the flow of blood to different parts of the body. With a proper flow of blood in the body, it will be easy to relieve pain.

You have poor posture

It is possible to improve your posture just by going to the gym. Improving your posture is the best way to live a healthy lifestyle. If you have a desk job, then you might be having problems with your posture.

The good news is that you can improve your posture by going for a massage. The massage therapist will work on your back muscles and help you in restoring your posture.

You need to relax

Living a high-stress life is not good for your health. You need to make sure that you live a stress-free life. The only way to relax is to go for a massage once in a while.

Going for massage will help you to relax and avoid tension that comes with stressful activities. Living a stress-free life means that you will live a healthy life.…

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[03/15/2018, 09:37] Tips For Enhancing Your Sleep

Did you know that not having enough sleep can have a lot of health implications to your body? Well, not many people who seem to realize that. If you have not been getting enough sleep, then you are risking developing several health complications obesity included. Now that you seem to have understood the many benefits associated with enough sleep you should work towards ensuring that you sleep well. The following tips can prove to be of great help before you go for?using CBD for sleep.

Limit your alcohol intake

If you are among those people, who depend on alcohol in almost everything that they do, then you need to understand that you are killing yourself more than you can believe. Some people believe that taking a glass of alcohol can help them get enough sleep. That is a misconception that you need to disregard by all means possible. Limiting the amount of alcohol that you take can help you to eliminate the stress of not having enough sleep. This is because anytime that the level of alcohol drops in your body, the body becomes restless, and this means that you can never sleep peacefully.

Eat lightly

Most people are used to eating heavy meals before they go to bed. That is a bad practice, and it is known to interfere with the quality of sleep. In fact, eating heavy meals just before you go to bed is not only bad for your sleep, but also for your health. It is good therefore to make both your lunch and breakfast heavy but ensure that your dinner is light as possible. This way, you will never have problems with your sleep.

Avoid naps

If you never get enough sleep, there are chances that you will be tempted to get a quick nap during the day. Doing that will be compromising the quality of your sleep during the night. Naps are generally not good if you want quality sleep, However, if you find it impossible to totally avoid them, you should ensure that you make them as short as possible.

Exercises

Regular exercises are something that you cannot avoid if you want to lead a quality life. First, regular exercises will ensure that you are healthy. This is important because some of the things like stress and depression which might interfere with the quality of sleep will be eliminated. Research has shown that people who exercise regularly have good high chances of getting quality sleep. So if you have not been practicing it, then it is high time you give it a try.…

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[03/14/2018, 08:57] A Ovada ? in corso una rivoluzione, alquanto pacifica
Riprendo qui, di nuovo, un passaggio dall'ultima newsletter. Riguarda un'azienda che ? entrata di recente a listino in enoteca. A Ovada in effetti ? in corso una vera e propria rivoluzione, i produttori nuovi, e determinati a riconquistare quote di mercato, usano volentieri l'hashtag #ovadarevolution. Ma ? una rivoluzione molto pacifica, e chi ha, come me, legami un po' personali con quel territorio, ? ben felice di assistere. E di assaggiare le loro cose, anche.

Il terroir ovadese ? da tempo al centro di una rinascenza esaltante. Da quelle parti il dolcetto, un'uva da vini quotidiani, ma pieni di carattere, dopo un periodo un po' opaco sta ricominciando a esprimere cose in grado di sorprendere - grazie ad aziende che sono decise a produrre vini definitivamente convincenti, avendo come vicini-concorrenti aree gi? affermate (pensiamo a Dogliani, o all'albese). In una configurazione del genere, cio? quando produci un vino dove altri hanno gi? dimostrato di essere molto bravi, hai una sola via di uscita: o ti danni l'anima a fare vini rilevanti, o semplicemente sei morto. A Ovada sta succedendo la numero uno che ho detto.

A questo si aggiungono elementi di ordine personale: l'ovadese ? una zona che conosco abbastanza bene, una delle prime dove ho camminato le vigne (la perifrasi l'ho presa a prestito da Veronelli). ? inoltre un'area storica di fornitura di vini rossi a Genova - siamo a 50 minuti d'auto dalle vigne, per dire: Ovada ? ormai periferia di Genova, ? un satellite, una propaggine, ai tempi della repubblica genovese sarebbe stata roba nostra insomma.

Ce n'? abbastanza per avermi fatto sposare un progetto nuovo: distribuisco, come grossista, i vini di Rossi Contini, che dell'ovadese abita le terre bianche della storicissima collina di San Lorenzo. E inoltre quei vini stanno in vendita disponibili per tutti voi, quindi accorrete numerosi, perch? un rosso formidabile come quel dolcetto annata 2016 si aggira sui dieci euro, e dopo direte: mai pi? senza. 
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[03/12/2018, 12:57] How to Choose the Right Dentist

Your teeth are very important, taking care of the teeth is beyond brushing and eating the required diet. For complete health teeth caring you need to see a professional dentist for the check up. You need to do this for at least once in every three to six months. The dentist will do a professional cleaning to your teeth to make them last longer in a healthy condition.

However, the problem comes up when you are deciding the dentist you want to visit. Currently, there are many dentists available, choosing the right dentist such as the dentist bronx, will require you to spend much time.

Location

Choose a dentist that you can access easily, near your home or place of work. This will help you save time when you want to check your teeth. It is important for the case where you may have dental emergencies; the dentist will access your place easily.

If you are the doctor?s client, it will be easy to visit you and check on your healing process. You should also choose a dentist whose working hours does not match with your working hours. The doctor should not have a tight schedule. You should have to invest precious time with your dentist.

Cost

The doctor you choose should not be too expensive for you to afford. In cases where you need to spend a lot of money on your check up, you need to know if the dentist accepts your insurance. The dentist should also accept multiple methods of payment such as credit cards or personal checks.

The cost varies with the practice of the dentist. Make sure the charges are reasonable. The dentist you choose should not be overcharging you. Agree on the cost of the operation before you allow the doctor to check your teeth.

Personal comfort

This another crucial factor you need to consider when searching for a dentist to check your teeth. You must find a dentist that you can talk to comfortably. When you are explaining your problem, the dentist should be concerned and willing to help.

Ensure that the doctor you choose is humble and concerned with your problem. He or she should help in making you courageous in asking whatever question you have in case you do not understand some terms.

Professional qualifications

The dentist you choose should be willing to give you a history of his or her qualifications when you need them. Do not assume that the dentist is qualified if you have not confirmed. If you feel uncomfortable with the answer the dentist is giving to your questions, you need to find a different dentist. You can also check the information of the dentist at the medical board where you find out the kind of training the dentist has gone through.

Emergency care

Can the dentist you choose attend immediately to any of your emergency? Find out the contact lines of the dentist if they are working all the time. Also, check out for a doctor who can attend to you even out of working hours to attend your emergency.…

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[03/04/2018, 16:32] In Search of the Untamed - Is it Too Late for Italy?
In a lifetime quest to uncover every inch of Italy, what I have been looking for lately has been a return to something I found very early and didn?t know just how important it was. And that is the secret life of the wild, the feral, the untamed. Sure, fifty years ago, it was easy to walk down a street in Pozzuoli and see an Italy that was pretty much characteristic at the time ? chaotic, noisy, bustling with life, kids running after the tall, lanky Americano in patched jeans and a funky t-shirt, back packing across his ancestor?s lands with a camera. It was everywhere. But is it still there, somewhere?


It came to me last year as I was walking around the central piazza of Gravina in Puglia. There were four older men sitting on a bench and I went over to them and started talking to them about everything under the sun. Mind you, my Italian is conversant and rudimentary, although the farther south I go, the better my Italian seems to get. But it was very much like the kinds of conversations I have been having ever since I stepped into Italy. It was all about connection. Is that odd, to have a feral connection? What is this vein running through us that smart phones and internets and all the modern conveniences just cannot delete?

My mission has been to observe and be on the lookout for those signs of wildness. And curiously, there are signs everywhere, even in the big cities.


I am also looking for that in the wines of Italy, although I don?t quite want to get back to the down and dirty wines of the 1970?s. But there are plenty of places in Italy where one can find that sense of wildness in wines without stepping on a, well, you know what I mean.

Some of the places I have found this timelessness are:
  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Colli Euganei
  • Sicily and Mt. Etna
  • Valdobbiadene
  • Valle d?Aoste
  • Valtellina

Abruzzo ? This is so easy. The traditions in this region are strong, and even though everyone has a car and a washing machine and a cell phone, there is an invisible bond to something that is stronger than dirt. They still like their rose wines darker, not all dolled up and whitewashed like some anemic Provençal wannabee. You can still find rustic whites and reds, too. Food is a major function of this continued link with one?s antecedents. A hearty plate of pasta in a mountainside trattoria just feels good with a rich, fruity, glass of Montepulciano. It fits. And it feels not only right, but timeless.

Basilicata ? This might be, for me, one of the great strongholds of an appurtenance of the feral. Maybe it is the isolation, although one could argue that for Sardegna as easily. But in today?s world, everywhere is easily reachable. It?s not the ?getting to there? that is the barrier. It?s the ?getting it,? the act of making time and putting down the hold of modern day civilization and just looking into the soul of the place. Basilicata, for me is one of those transmitting stations. Get off the well-trod path and the wines loom, over the hill.

Calabria ? I?ve worn you all out with my paeans to Calabria. It?s all there, in the hills. It?s not going anywhere. And again, the wines play into this, in confluence with the food, the music, the culture, and yes, the donkeys.

Colli Euganei ? So close to so much refined civilization, and yet, hidden among the volcanic pyramids are these pockets of imperishable patterns. There is so much latent timelessness in this area, so ready to open up to anyone who will veer off the road from Verona to Venice and spend a moment going through a time tunnel.

Sicily and Mt. Etna ? Maybe it?s the lava? Again, a place formed by the violent outcroppings of Mother Earth. At once a harsh environment, but also a cradle, if you have the will and the patience to let down your guard of civilization (and your technological devices). Look, it?s all around you. and not just on La Mutagna, although that?s a great place to start.

Valdobbiadene ? One might think I?ve lost my mind with this heading. But do you know the way to Valdobbiadene? Sure, success can (and has) spoiled some folks. The BMW hybrids are trying to take over for the donkey-led carts.. This is a place that has a deep undercurrent of resistance to the progress of progress. And I say that with the utmost respect for the land. Ambition and lust for gold and marble, well that?s for the short-timers, the earthlings who ignore history. The land, it remembers. And so do the donkeys. And that?s what I?m betting on, in the long-haul.

Valle d?Aoste ? Who goes there? How many of you have even thought about it? Oh yeah, it?s rife with hipster unicorn wines, but have you stood on the steppes of the vigne de Torrette and looked down over the Valle? It?s wild, it?s unruly. It?s not dirty. But it is funky. And time has tricked some of us into thinking that things there haven?t changed all that much, in terms of the tamelessness.

Valtellina ? Go there in the dead of winter, when the sun sinks low early in the day, and the valley goes dark and savage. Cellphones won?t work, thankfully. And the vines that cling for dear life, hang on, and wait for the sun and the Spring. An endless cycle. Repeated for ages. You think a silly 100 years of industrial and technological evolution is going to wipe away the wild? Think again. Better, yet, take off your thinking cap and book a ticket, and behold for yourself.

And in the future, where will I look further for signs of the timeless past? For one, Sardegna. In all my travels, I have never yet stepped on that island. I plan to do so. Closer to home, or rather, Rome, is the undiscovered (at least for me) land of Castelli Romani Lazio. There?s amazing feral wildness less than an hour from the chaos of Rome. And if you think Piedmont and Tuscany are wrapped up in a Gold Gucci bow, you haven?t been looking deeply enough. I have my wild places there, under deep cover, away from the tourist trails.

Look - that?s all you need to do. And slow it down a bit. Italy is a hot mess, but underneath the magma flow is a current of imperishability that even a Berlusconi cannot obliterate. It?s not too late. If you are fortunate enough to have the time and the inclination, it is all there - waiting for you.




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[02/25/2018, 16:52] Wine for the Rest of Your Life
?As wine ages, sometimes it goes into this period, let?s call it a hiccup, in which it is not this robust, vibrant, hunk of a wine.? - I wrote in my notes, years ago, about a California wine, (It was a 1976 Jordan Cabernet). The ?76 was Jordan?s debut wine, and at the time, it caused a stir in the marketplace, for it was juicy and bold and sexy and drinkable. In those days, a premium Cabernet from California was rough and tannic, a built-for-the-road kind of wine. Not necessarily an early-drinker, which is now all the rage (and a PR?s person?s catnip). Jordan went on to make many vintages (still does) and their style evolved, morphed, changed with the times. But that ?76, when I had tasted it and written it up in my log, was in a valley, trapped in the fog of its winter.

The wine came out of that fog and further evolved. In fact, the last bottle I had, must have been 20 years ago, was mature, velvety, and still delicious. The crocus bloomed.


At the time, the Jordan style was a stroke of genius. It was the Golden Age of Reagan, and conspicuous consumption was on the rise. A few years earlier, winemakers from California stunned the oenosphere in Paris, providing evidence that they were making wine to compete with the great wines from the Old World. Wealthy people in America were getting wealthier (aren?t they always?) and new fortunes were cropping up like oil wells in the Permian Basin (often intertwined, at least in the Lone Star state). They had a thirst for the finer America things in life. Wines like Jordan, Silver Oak, Caymus, Duckhorn, Stags Leap, Chateau Montelena, Clos du Val and Robert Mondavi (and many others) were part of that surge. A middle-class person on the rise, a yuppie, could, for a pittance, get a ringside seat. And the race was on. There were a lot of crashes along the way, but it has been a good ride for wine.

One can only hope to age as well as some of the wines we collect, drink and cherish. I know I probably have way too many wines in my petite armoire, and recently came to the realization that at this point in my life (at least in my home) I will probably be drinking wines that are aged (as I appear to be). I know there will be wines in a funky stage, from time to time, as I can be (at least physically). I hope I have chosen wines that share with me their affinity for resilience (thanks to my dear mom sharing her Blue Zone traits with her offspring).

I?m sitting here with my broken foot propped up, a cat trying to convince me to replace this laptop with her warm, furry-ness, purring like a freight train, and just wanting the healing to take its course. My little bellwether feline, there will be plenty of time for that today. But the story must be told, first.

For starters, I will never have enough white (or rosé) wine at any time. I constantly seem to scrape around for those wines. I must find a way to overcome that deficit. One possible solution in the future, will be to make myself 100 bottles a year of something like a Chenin Blanc or Trebbiano from the High Plains of Texas. Before you laugh, well, OK laugh all you want. But that, indeed, is a contingency plan. I love Chenin Blanc and Trebbiano and there are some nice, mature and low-yield vineyards up there.

I?m not talking about wines for storing long periods. While not predisposed to the lighter Provence style of rosé, I like my rosé wines with a little more tan on them. Seeing as those darker wines sell slower, and often pile up in the warehouses of distributors, I reckon I can have a supply of good value rosé wines for a while. And that will satisfy my immediate needs for wines served chilled. Living in Texas, that is a factor.

Red wines- While I am sure I have more than enough long-time agers in the closet, I probably would bring more in, if only for the heirs to figure out what to do with them. I am excited about the wines from this decade ( 2011-16) and have more than exhausted how I feel about it in previous posts. The established Italian wine critics that I track - Speller, Galloni, Suckling, Larner, Sanderson and O?Keefe ? open and taste much more wine than most of us. I consider their views, often weigh them, and then make decisions from that weighed analysis. I know if Walter Speller gives a wine a 18/20 and Antonio Galloni gives the same wine a 93/100, Monica Larner gives it a 94/100, Bruce Sanderson gives it a 95/100, Kerin O?Keefe rates it 96/100 and James Suckling gives it a 97/100, chances are the wine is worth looking at. There?s some ?there? there. Or I could just go to Dan Petroski?s Instagram feed and save myself a whole lot of time!

I have more than exhausted my views on these points through various blog posts. One of my other projects, in the not-so-distant-future, might be to compile these essays in book form and save you all the time looking (for free) in my archives. Something to look forward to?

One thing I know I will keep doing, and that will be to keep my curiosity about wine, from anywhere. The other night I was thinking about a wine for a meal. Italian is the default in my home, but in this instance, Tegan Passalacqua?s 2014 Sandlands Carignane called to me. It was a perfect example of something with a few years on it, ready to go, and immensely enjoyable. Wines like this will keep me in the hunt, much like looking for the next ?decisive moment? that photographers are constantly on the prowl for.


I started this essay out with the example of an aged wine in a temporary but funky state, a wine that was envisioned to be enjoyable in its youth. Now I am in that stage of life where many of the wines in my petite armoire are ready to drink, but they are not your everyday wines. The point ? while I like special wines, everyday isn?t an occasion for them ? we still need to bring home ones that aren?t meant for the long haul, or for special occasions. Not every day is a Sunday, or an Easter, or a birthday. Life cannot be sustained by a constant dose of peak experiences. Whether we amass wines for a lifetime or for the weekend, this is something anyone, at any stage of their life, can adopt. Wines for the rest of your life can be for a week or for 50 years. Hopefully, for most of us, it will be the latter. In any case, I am fully prepared for the next 50 years, though I do have some work ahead of me getting ready for next week. Now where did I hide that last bottle of Soave?




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[02/20/2018, 09:36] La mia idea di corso di degustazione
Questa cosa qua sotto l'ho scritta nell'ultima newsletter, quindi chi l'ha ricevuta gi? sa di che si parla - peraltro, non hai ancora sottoscritto la newsletter della mia bottega? Suvvia, do it now.

Comunque. Serve per raccontare il mood del corso di degustazione prossimo venturo, e l'ho descritto in questi termini. Mi piaceva ribadire qui il concetto: il corso che andiamo a presentare ? fatto cos?:

1. Si bene molto bene. Se vedete la lista dei vini della scorsa edizione vi fate un'idea, ma se non conoscete (ancora) etichette a quei livelli potete stare certi che con noi non si bevono vini didattici - nel senso di tristi e utili solo a fissare i parametri in basso. La nostra idea di assaggio ? bere cose elevate, per soffrire c'? sempre tempo.

2. Non ci si annoia. Va bene l'enologia, la scienza, la rava e la fava, ma insomma vino ? convivialit?, piacere, sorrisi e risate e cose belle. E allora narriamo storie e storielle, e rivelazioni, pettegolezzi, segreti inconfessabili, ma davvero: cerchiamo di non addormentarvi.

3. Si impara ad assaggiare. Sul serio, eh: ogni sera almeno 4 vini in degustazione cieca, come fanno quelli bravi - perch? quello diventerete, enofili bravi. Critici, attenti, e nemmeno del genere stracciaballe.

4. Vi diciamo quello che gli altri non vi dicono. Per esempio, i vini naturali: ma che roba ? quella? Esistono? Sono bevibili? Come si assaggiano? Ed altre domande esistenziali.

5. ? un corso a due voci. E a quattro mani: io e Pietro ogni sera ci dividiamo i compiti e gli argomenti (lui le cose serie, vabbe'), quindi un corso abbastanza inedito, e completo, pure sotto questo aspetto. Qui ci starebbe la battuta sui due gusti is meglio che uan.

Le iscrizioni sono aperte, e il costo del corso ? di 250 euro.

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[02/18/2018, 16:19] Snapshot of a Twenty-Something ? the Somm in the Sky
?my very own walk in the clouds

This week, many of the great palates (tongue and minds) of wine descended from their perches to land in Dallas, to judge at the Texsom International Wine Awards (TIWA). There are not enough reasons to make Dallas a destination, in the wine world, save for the commerce. But twice a year, master sommeliers and masters of wine, along with some of us mere mortals, convene together to plow through an amazing array of wines from around the world.

I?ve been judging at this event for more than 20 years, having first been invited by Rebecca Murphy, when she ran it as the Dallas Morning News Wine Competition. As the world of wine has expanded, so has TIWA evolved into a larger, more international event. And with the plethora of talent that has been attracted to Texas, twice a year, because of events like Texsom, it feels like myriads of Muhammads come to the mountain (or mound) of Dallas.

Actually, to Grapevine, Texas. Yes, Grapevine.


The men and women who are motivated highly enough to pursue advanced certification are varied in their levels of intellectual inquisitiveness. And that makes for an interesting bunch. Throw in a handful of souls with (non-certified) skills, and it is an intensely concentrated time to sharpen one?s dexterity in tasting and thinking about wine.

What it did, though, was to draw to mind one of my early experiences as a sommelier, back when the crust of the earth was cooling. 1979, to be exact.

I was new to Dallas, and the place abounded with energy and potential. And isn?t that just the place you want to be when you are under 30? A yoga teacher, back then, told me that Dallas was a chakra for the earth, insofar as there is energy emanating from this place. I felt it then, and I feel it now, even with so many cranes and concrete. Dallas is a place that gets rapped for being commercial and glitzy, so to perceive it in another vein, was, and is, for me, a helpful remainder that what we think and perceive isn?t always what it ?is.?

In 1979, it was a harbor for opportunity. The country had just emerged from a bloody and pointless war in Southeast Asia. Scandals in Washington D.C. laid bare the lapses of good judgment by human beings in power. And the economy was in the tank. College graduates were waiting tables. Vets, laden with PTSD, were living on the streets, and nobody seemed to care.

But Dallas seemed to cast a light on the future and on the possibility, that a young American could see his or her way through the fog and the darkness. And wine, for this young American, looked like a way out of that fog.

Standing at 560 feet in the air, the Hyatt Reunion Tower houses a full geodesic dome, and looked like a dandelion from a distance. I saw that as a sign, for my brief encounter with Bucky Fuller (who was the mind behind the design of the dome) along with a subsequent study of him (assigned by my architect teacher in university), led me to think this was a visionary design from someone who I would later consider to be the Leonardo da Vinci of the 20th century. And at the top, inside the dome, they had a restaurant. And they needed a sommelier.

So, I applied for the job and got it. I was issued a brown suit, and told to report to work on the following afternoon.

I?d been around sommeliers, and you can read about that in my archives. There were few young somms around then to talk to, let alone study with. The older men were the staid and stuffy, nose in the air, ?the only good wine is a French wine? type. And the two female somms that I knew were busy with their families and work and proving to patriarchalis mundi that they were as good, or better (at reduced wages) than the good ?ol boys. Inotherwords, I was pretty much on my own.

I was busy too. A single dad, a twenty-something and in need of making the rent. And there was no internet. I knew nothing about the various wine educational groups. The Court of Master Sommeliers was in its infancy and The Institute of Masters of Wine was far, far away, in England. But there were books, and libraries in which to check them out.

What I really needed to learn, when I first started, was where the table went, the table who just ordered the bottle of wine from me. You see, I worked in a rotating restaurant. So, by the time I found the bottle of wine, the restaurant had turned (it still does, to this day). I eventually acclimated to the perpetual motion, but on a busy Friday or Saturday night, it initially would befuddle me.

The restaurant wasn?t a ?fine dining? spot, as I would eventually move on to. It was a restaurant in the air, like I said, that rotated and had a view of Dallas and on a clear night, all the way to Ft. Worth. Inotherwords, it was a tourist attraction. Why the hotel decided they needed a sommelier, in 1979, is still something I wonder about. Beer was a big thing in Texas (it still is) and whisky and vodka had their grip on diners too. Dallas was a bit macho it its tastes and wine wasn?t cool with the gun-toting crowd that jammed the few steakhouses in the city at the time. And there were the tourists, the looky-loos. Prom night was a bust as well.

I had to struggle with how I was going to sell wine to this crowd. And if I did get a live one, how could I sell them something other than White Zinfandel, Liebfraumilch or Lancers?

In today?s world, we grapple over Col Fondo Prosecco being better wine (as long as it is organic) than the (commercial) garden variety. We wax lugubriously over our choice of Chinon and our preference for Pinot from the Sonoma Coast over Carneros. We encourage young sommeliers to seek out negramoll from Tenerife or list√°n negro from Lanzarote, as casually as if they were choosing a new pair of yoga pants or running shoes. This is where we have arrived, only 40 years hence.

I, for one, am relieved. And pleased that we have so many more choices today. It means the sommeliers in the past generation, and the wine drinking public, have raised the bar. Forty years ago, we had limited choices in wine, and we had to work with a wary and reluctant public, led kicking and screaming from their Coors and their Dewar?s into the world of wine. Now, I can go into my (suburban) neighborhood grill and get Stolpman Syrah on tap. On tap! And if I want to, I can drink Vietti Nebbiolo with my pastured beef burger. In Dallas, in the burbs! Yes, you can bet on it - progress has been made in the past 40 years ? and we?re not done, not even close to done.

The universe I inhabit has risen well beyond those 560 feet, to a world of choice and diversity and just plain fun. And, just quite possibly, you might even be able to thank a sommelier, or the army of sommeliers, male, female, many of them (still) twenty-somethings, for this bright new world of wine.






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[02/11/2018, 17:25] Is Calabria the New Etna?
Bucita, Calabria - 1977 - A Member of the Family
When, in the course of talking about Italy and Italian wine with those around me, in the wine trade, in shops, at wine dinners and among the Italians, we often come around to the latest "hot spot" in Italian wine. Right now, Etna is the darling. And for good reason, many of which I and those better than myself have already elucidated upon. But once you put your boat on that river, where else can it take you, what can you discover, what is waiting for you to conquer? Because after all, isn?t this whole wine thing about what Joseph Conrad whispers in Heart of Darkness? ?Come and find out.?

Many of the Italians I have talked to have not visited Calabria. There are all kinds of rationales presented. ?It is so dangerous down there.? ?It is not an easy place to get to.? ?The 'Ndràngheta makes it impossible to travel safely.? ?They don?t speak an Italian I can understand.? ?Saudi Calabria? No way!?


Family wine cellar, Bucita, Calabria - 1977
As if a few miles across the Straits of Messina, the language, the presence of organized crime and the access is all that different. In fact, one could paddle their boat across those straits and arrive to Calabria, and there one would find a whole new world of wine. This is an odd thing, for it really isn?t new, it?s older than dirt. But maybe it?s not ?cool.? Yeah, maybe.

Admittedly, Calabria is a challenge. But no more than getting to Phuket Beach or the Maldives or Angkor Wat, which I see many young Italians heading to, and Italians in the wine trade. Winemakers, export managers, enologists. But for some reason, their Land Rover Evoques, or even their vintage Defenders, are hard pressed to find a way, via the autostradas, superstradas and strade provinciali, into Italy?s very own heart of darkness. Calabria isn?t Saudi, it is more like a forest deep inside the Amazon basin. In fact, it is far from a desert. It is teeming with profuse fecundity. So why do so many Italians shun Calabria? Is there some deep-seated prejudice there? Are the Calabrese so violent and primitive and dark that they scare away their northern cousins?

Those are questions for each and every one (who is interested) to answer on their own. For my part, I can see why this idea of inserting oneself inside Calabria can be intimidating. But once you cross over, it?s really not that at all.


Not to be a denier of the dangers within Calabria, with regards to crime. But one needs not to look too far, to experience that kind of darkness, within Italy, and the world. I feel safer in Calabria than I do in some American cities, including some places in my own (Dallas, Texas) where I live. To live in fear is a terrible affliction, for which there is only one cure ? and that is to overcome the fear.

Ok ? enough of the background. You come here for wine, wine, wine, all the time, n'est-ce pas? To find out why (and if) Calabria is the New Etna. Why not? We have the New California, and the New France, let?s burn the town down and go for the New Etna! Or is it the Next Etna?

New, next, whatever. Just catchy marketing words to grab eyeballs. The question is, is there anything compelling about Calabria and her wines that would attract the attention of those who feel inspired and drawn to travel down that river into deep Calabria? In a word, yes.

For one, the place, although far from untouched, has a link to a world that has a lot of roots and beginning for Italian wine culture. And I mean this first and foremost in an historical sense. It is a place where latency mingles with potency. Not always beneath the surface, Calabria reminds me a bit like New Zealand in 1992, which was on its way to florescence. And while New Zealand is, for many people, far away, a destination and a potential paradise, Calabria is hidden in plain sight, A little to the west of the E90, down the SP7. Yes, best to take the Defender, leave the Evoque in the garage in Florence. That is, if you want to find the (not so dark) heart of Calabria.

Oh, you want to know about the wines? What do they taste like? Please, a tasting note or two? Go away. Far away. Go there yourself. Taste them on site. That is what will give you your ?Aha!? moment. After all, isn?t this all about you? And you discovering the new Etna? Then you must go there, not via Instagram, not on You Tube. In person. And when you do, places like Piedmont and Burgundy will seem like baby steps, compared to this deep chasm of enological vitality.

Calabria's "Time Capsule Library Vineyard" for indigenous grape varieties
It?s the primal slime. It is scary, when you stare down into the Grand Canyon of wine in a place which is one of the sources for all wine as we know it. Yes, I said it. and I mean it. you cannot believe me by just reading these words. But I know what I am saying and I know it is, for me, the truth. This is an origin place for the history of wine.

Of course, it might just be my DNA playing tricks on me, forcing these words out. But this has not arisen out of any undue cruciations. It flows, like the river.

There are more unknown grapes waiting to be reanimated. Not just Gaglioppo, Magliocco and Montonico. Some of them find their ways into bottles and into places like America and Denmark. But that?s not why you came here. I am just handing you the matches. You must go into the forest and make the campfire for yourself.

I promise you this ? if you do, you will eat better, sleep better and drink amazing wine, wine which will engrain upon your synapses an indelible memory of something wonderful and different. And it is all there, waiting for you ? YOU ? to discover.



Goodbye, Columbus ? Happy rowing.


other Calabria links from this site: HERE





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[02/04/2018, 18:55] Prosecco?s Epic Fail in the New Italian Hotspots in America
What has happened to Prosecco in America? Has it become but a mere commodity, aimed for a populist demographic, with the lowest price now being the main goal? How is it some of the most expensive real estate in the world (Cartizze), with generations of dedicated farmers and landholders, and in a time of the highest degree of popularity a wine has had (Prosecco), that some of the finest producers and winemakers cannot get their wines listed on the up-and-coming Italian wine lists in America? How is it that sparkling wines from Franciacorta, or Trentino, or Emilia Romagna can get those spots, but Prosecco has been relegated to the lower shelves of chain grocery stores? Has success spoiled Prosecco?


This latest round of hang-wringing was precipitated by a call from a journalist in New York, who wanted some info for an article she was doing on Prosecco. Along the way, she mentioned that Del Posto in New York, with a wine list that brings the Italophile to his (or her) knees, has no Prosecco on it. ?How could that be?? I asked her. And I proceeded to look it up. Sure enough, according to the list online, there was no Prosecco. Not even the Bastianich house brand, Flor, by the glass. Niente. Nada. No way, Joe says?

So, I started trawling the internets, looking at wine lists around the country. and what I found bewildered me. It was as if not having a Prosecco on the wine list (or by the glass) was a badge of honor, in some of the hottest Italian spots in America.

Oh yeah, there was plenty of Franciacorta, and some Trentino sparklers. And even a nod or two to Emilia Romagna. And a whole lot of attention to Champagne. Del Posto, for example, has 15 (out of 181) pages of their wine list devoted to the classic French sparklers. I like Champagne as much as the Italians (who are reputed to be France?s second best customer) and this is in no way an indictment against Del Posto and the fine folks there, such as Jeff Porter, who have a huge passion for all things Italian.

But the Prosecco thing, who?s dropping the ball here? Does it fall on the Millennial wine hipsters, who follow all things trendy on the Delectable/Instagram platforms? Is it the wholesale/distribution channel, who have more daily fire drills and priorities than the average human can sort out? Is it the importers, who are constantly looking for new items, cheaper items, more profitable items, to build their portfolios into the powerhouse that large distributors salivate over? Or?.is it closer to home? Does it start back in the Veneto, in Prosecco-land? Is the fault, dear Brutus, not in our stars, but in ourselves?

In a smattering of samples, I?ve looked in Atlanta, in Austin, in San Francisco, LA, NY, Chicago, Boulder, Philadelphia, Dallas, Portland and Seattle. And while this is in no way a comprehensive survey, it does indicate the trend for Prosecco, in the vanguard Italian dining halls of America, is foundering.

I surfed Eater, which looks for the hot, the trendy, the cutting-edge places (*) that are on the scene or on the rise. Some of the spots Eater touts are:
Bocca Al Lupo

Somewhere along the line, the story of Prosecco has been lost. The high-end wines are not being talked about, like Cartizze, even the Valdobbiadene DOCG. Oh yeah, there is a little chatter about col fondo, from producers like Bel Casel and Ca dei Zago. But something?s missing. This would never happen to Dom Perignon or Roederer Cristal, to Krug or Salon. Again, this is not an indictment against any of the folks who fashioned these lists, but an observation of a drift in a different direction.

Are the wines just not any good? Is a Cartizze from Bisol or Bortolomiol a bygone from another time, like vintage Port or Sauternes? Is that all there is? It?s over before it even started?

I sense there is a lull in the momentum of Prosecco at the higher levels, especially when it comes down to cost. I saw on one of those lists that had so many Champagnes, an offering from a large Champagne cooperative. Surely there are producers of Prosecco who are making wine at a higher level. But are they not getting their foot in the door? Hey, we live in an upside-down world these days, and this is not a big issue in relation to world events. But someone has fumbled. Or, does the market for Prosecco, like Cava, have its limits?

In fairness, there are places in America, like Marea in NY (page 3 and 6) and Acquerello in SF (page 1 and 6), that offer good Prosecco, both by the glass and by the bottle, in accompaniment to their other offerings (Franciacorta, Champagne, even unconventional sparklers from Campania and Val d'Aosta). And places like Mille Lire, a brand sparkling new place in Dallas, showcases, with their Prosecco Bar, the different ways to utilize the Veneto sparkler in their dining experience.

Franciacorta has taken some of the fizzle away from Prosecco, and it?s not Franciacorta?s fault. But it seems Prosecco, in general, has become tired of its success. There doesn?t seem to be a will to strive for a higher plateau. It?s as if a ?base camp is just fine? mentality has robbed the category, taken all the oxygen out of the tent. And that?s a shame.

Anyone who has gone to Valdobbiadene, and Cartizze, knows that this is a veritable Paradise on earth. The people that live here are living in one of the most beautiful places in the world. The food, the weather, the geography. The ?access? to culture. It?s a best kept secret in Italy.

And with all the success of Prosecco in the world, the benchmark for the product is not their greatest benefit? Where in the pantheon of all things Italian is this the criterion? In fashion? In shoes? In cars? In art? In food? Like I said, this is an upside-down phenomenon.

Has Prosecco pimped itself out for the sake of the almighty dollar? Every day, another celebrity comes out with a new Prosecco, or a private label shows up on the shelves of the big box stores. Every day the prices go lower, now $11.99, now $9.99, now $7.99. How low will it go ? until they bump into the moribund Cava? Meanwhile the stories, the people, the land, back in Valdobbiadene and Cartizze, they wait for their knights in shining armor, their ambassadors, to tell the real story about Prosecco. But will the world be listening, when they finally get around to it? Will they care? Or will they have just moved on to the next bright and shiny thing in the corner?


(*note: wine lists and by the glass offerings were pulled from the internet and may or may not reflect an accurate rendering of their offerings in real time)

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[02/02/2018, 16:16] Un altro corso ? possibile, il ritorno: arriva la seconda edizione
Fermate le rotative: sta succedendo davvero. Il vostro quipresente enotecario, e Pietro Stara - la colonna genovese di Intravino, cio? - stanno preparando la riedizione del corso di assaggio a Genova, uguale a quello andato gi? in scena lo scorso autunno. Stiamo tornando: idealmente si pensava di replicare dopo l'estate, ma abbiamo gi? richieste (e iscritti!) al nuovo "un altro corso ? possibile" edizione 2018, quindi segnatevi le date:

- marted? 13, 20, 27 marzo
- marted? 03, 10, 24 aprile

Location solita, ore 20,30, Soul Note Caf? in via Cesarea a Genova, (si stava comodi l?). E questa ? solo un'anteprima, presto arriveranno i dettagli. Per? adesso sapete, e sapete che fare: accorri numeroso.

Iscrizioni e tutto quanto serve: fiorenzosartore@gmail.com
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[01/29/2018, 00:32] Italy?s Unsung Heroes Series ? Giuliano No√©
An influencer behind the influencers

The story I am about to tell you doesn?t have anything to do with words or language. Which is odd, because here I am, using words and language. Well, let?s just say this story cannot be limited by words or language, that they are a jumping off ground. An attempt to explain the unexplainable.

I was sitting at a table last fall, in Piedmont, for a symposium on Barbera d?Asti, commemorating the 30th anniversary of Vinchio - Vaglio Serra?s flagship wine, Vigne Vecchie, a Barbera d?Asti DOCG. This last sentence might not mean much to you, dear reader, but to the thousands of souls who have put their life?s work into their soil, and to have it produce, with the help of God, grapes that have been destined to go into such a wine, a Barbera, it is the apotheosis of what almost every winemaker in Italy has been striving for since the end of World War II. I don?t say that lightly.


It all hit me sitting at that table, glasses of the Vigne Vecchie Barbera lined across my place setting, stretching back to 1987. Barbera, not Barolo, nor Barbaresco. Not a Nebbiolo wine, a Barbera.

And so, when I saw at a nearby table, an older gentleman, sitting in front of his array of glasses, as if he were preparing for Sunday Communion, it all hit me, right then.

Because I am a visual person, we exchanged nary more than a sentence or two of polite pleasantries, in Italian, right to the polar limits of my verbal skills. And as I have said, more than once on these virtual pages, there is so much more to communication than mere words. So, I observed him.

He was one of the pilgrims that were sent from the past, to bring Italian wine into the future. The man behind the curtain, the one who influences the influencers.

Simple as that. No words needed, with or without vowels. No translation needed either. It emanated from him like the aurora borealis. I had to know this man?s story, as it was likely emblematic of the story of Italian wine. Over the next day or so I continued to observe, taste and look at the way people around him regarded him. He was a mage, one of those souls that have been around for aeons. He didn?t make a splash as he jumped from the high dive.

All the time, while I?m wondering, one of the most defining elements of his life?s work was standing there, right in front of me, waiting for me to shut down the squawking little monkeys in my brain, the answer was right in front of me. The Barbera.

And not only the Barbera, but the history of wine in the last 70 years. Going from a liquid that many used to supplement their diet, perhaps a bit rough around the edges, but wine. Alcohol, fruit, and whatever else goes into it. Water, of course. Sustenance in times of lean and sublime in times of plenty. Complex, but not complicated.

Old magazines tell stories about Italian (men) in the 1950?s and 1960?s who drank, on average, 1.5 liters of wine a day. Barbera was a workhorse wine. And like so many things in Italy in those days, people just didn?t give thought to elevating everyday things. They were struggling to just find enough everyday things to get through the day. Giuliano was a young man in the 1950?s (born in 1935), had seen the hardship of war, had some of his childhood taken by it, and entered adulthood in an Italy that had been destroyed by war.

As I observed him at the table, I saw a man of resilience. Not just a survivor, but with a soul that didn?t forget his childlike curiosity. And also, a man with a purpose, a mission.

Again, words fail me. How many times I have seen men and women, who have had this ?idea,? this notion of something that didn?t yet exist. An inspiration to create something, something better.

His life intersected with people like Giacomo Bologna and Bruno Giacosa. It was Giacosa who met Dante Scaglione in Noé?s enology lab. Scaglione went on to become Giacosa?s assistant and winemaker, making some of the greatest wines in Italy.

But it was always this Barbera that he kept coming back to. How to make the world take notice? Giacomo Bologna was getting the world?s attention, and wineries like Bersano were investing heavily in uplifting the image of Barbera. And Noé started working with the large collective of growers, Vinchio-Vaglio Serra, with his sights set on making the flood of Barbera coming online more than just a consumable. A wine that people can enjoy every day, but not an everyday wine. Does that make sense?

Noé isn?t a Tachis. He wasn?t shooting for the sun. He is another kind of hero ? one with his feet on the ground. Yes, they call him the father of Barbera, one who makes the Mother of all Barberas. Ok, let?s give that to him. How many people can say they have done something that important for Italy, for wine, for humanity? But I don?t think the man himself while he might be honored, it wasn?t why he took that first step, some 60+ years ago, to this point.

What I saw, and felt, and imagined, was that this was a man who at the beginning of his life wanted to explore his instinctive inquisitiveness and apply it scientifically, to leave a better world than the one he found himself in. I think he did. And because of it, Italy and the world, is better off.



Want to know more about Giuliano Noé? - In his own words

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[01/27/2018, 08:49] E anche questo VinNatur Genova 2018 ce lo siamo messo via
Lo dice laggente, e chi sono io per dire il contrario? Anzi, io veramente l'avevo detto dal primo giorno: VinNatur Genova, 2018 edition, ? andato decisamente molto bene. Nel senso di meglio del precedente, quanto a livelli generali dei vini assaggiati. Laggente che incontravo, tutti insomma, dicevano uguale. Quindi s?, siamo contenti. Tralascio ogni dettaglio sulla location siccome io sono local ma soprattutto localista, qualunque fatto che avviene nelle struggenti stanze retr? dei palazzi antichi genovesi per me vale, da solo, il prezzo del biglietto. Quindi bando alle ciance da orgoglio della Repubblica Genovese, e parliamo di vino.


La misura facile della piacevolezza di un vino, per me che sono un bieco commerciante, coincide con un dato di ordine finanziario: se lo compro, vuol dire che mi ? piaciuto proprio. Cio? se un vino ? in grado di farmi separare dai miei amati euri, vuol dire che il sentimento ? serio. Per questo comincio con un'azienda che entra da subito nel listino - perch? hey, questo ? un wine blog ma ? anche corporate, che suona bene per dire che racconto fatti molto aziendali.

Elvira (San Germano dei Berici, Vicenza). Terra di garganega. Quest'uva bianca viene declinata in un luccicante rifermentato col-fondo a nome Garganella (il genio, cos'?), col rigoroso tappo a corona, e genera una bollicina in grado di estinguere ogni sete: note di pera sparatissime, poi generosi agrumi in bocca, insomma mai pi? senza. Sotto i nove euro la bottiglia. Poi un like va anche al Merlot 2013 con affinamento in legno piccolo, che parrebbe una cosa modernista e invece, taac, non lo ?: fruttini rossi alquanto attraenti, pi? un soffio di inchiostro che fa internazionale ma con garbo. Circa 12 euro. Stesse considerazioni e se possibile maggiore godimento sul Carmenere 2013, solo ad un prezzo un po' pi? alto, oh nessuno ? perfetto del resto.


Altri assaggi rientrano nel genere "non li ho comprati ma li comprerei alla prima occasione", quindi semmai tenete conto.

Io sono particolarmente felice quando mi capita l'inaspettato: per esempio, per la seconda volta in un periodo breve bevo cose di Oltrep? Pavese che mi fanno gioire - forza Oltrep?, hai una gran bella materia, faccela vedere al resto del mondo eno. Tipo Pietro Torti che ha presentato una serie di vini tutti da medaglia, dallo spumante metodo Charmat (o Martonotti, vabb?) che strizza l'occhio sulla morbidezza - e io chiaramente appena sei un po' dolce con me, ci casco. Ottime cose anche sui metodo classico, su prezzi certo un po' pi? tesi ma vedi sopra. Molto bene la Bonarda '16 della casa, che sta in equilibrio sulla dolcezza del frutto rosso. Questa dovrebbe costare circa otto euro in enoteca.

Texier aveva la solita batteria di vini da applauso. Segnalo la versione 2015 di Chat Fou, del quale potrei dire solo: non vedo l'ora di berlo di nuovo. Ma veramente, ora alzo il telefono e lo ordino, ma che sto aspettando? Intorno ai 17 euro, ma tutti meritati fino all'ultimo cent. Ma quanto sei bravo, Texier? Se leggi questo, ciao, sono un tuo ammiratore.

Reyter, Alto Adige: Rahm 2013 ? un lagrein teso, tannico, dove la durezza contrasta elegantemente le spinte sul frutto maturo, scuro, molto scuro, oh ma chi ha spento la luce? No ma vabb?, buono assai. Sopra i 20 euro in enoteca.

Con Furlani (Trentino) si chiacchiera amabilmente del senso del rifermentato in bottiglia come fosse un metodo classico incompiuto (dico io). Una delle sue spumantizzazioni si chiama "metodo interrotto". Ah ma allora vedi, ci intendiamo. La cosa che mi piacer? di pi?, in quegli assaggi, ? la sua rifermentazione naturale di Muller, 2016. Menzione per il Bianco Alpino, un macerato sulle bucce senza annata, un po' ispido ma ugualmente attrattivo. In etichetta reca la cospicua descrizione "affinamento in damigiana". Ecco, questa ancora mi mancava. In damigiana? Troppo avanti.


Domaine de Courbissac, Languedoc, nel sud della Francia tira fuori robe mirabolanti. Uno su tutti, facendo un'ingiustizia agli altri: Roc du Piere 2016 ? un rosso che fonde sale-e-pepe e spezie varie, in bocca ha allungo e finezza memorabile. In enoteca dovrebbe stare a 25 euro.

Conferme che passo a bere solo per il piacere di ri-berlo: Grillo Verde 2016 di Dos Tierras (o Badalucco, che dovrebbe essere il vero nome aziendale) ? una joint venture di uve, grillo siciliano (come il vigneron) e verdejo, spagnolo come la moglie del vigneron. Italia-Spagna, un bel pareggio. Fresco al naso sulla frutta bianca, in bocca mi entusiasma. Poco sopra i venti euro in enoteca.

Collecapretta (Umbria) ha fatto il solito figurone. Se dovessi scegliere, ecco io direi i rossi (ma insomma ? una scelta difficile). Primo della lista Le Cese 2015, denso di amarene e frutti rossi, intenso e godurioso. Ad un'incollatura il Merlot 2015 che spicca per verve tannica sul frutto altrettanto vivido.

Impossibile ovviamente riportare tutto il contenuto dei miei appunti, del resto sei arrivato fin qui senza addormentarti quindi non sfidiamo la sorte. Per giunta 'sto post non ? ancora finito, avevo da dire un'altra cosa ancora, eccola che arriva:

Questa fiera, qui, ha svariati meriti, e uno tra molti ? quello di aver animato, con giorni di anticipo sulle due date della rassegna, la vita enoica della mia citt?: ? stato bello girare la notte per il centro e trovare continuamente iniziative legate a VinNatur in molti locali dove si versa vino, a Genova. Ed ? stato bello rivedere amici arrivati un po' da dovunque, che hanno reso l'atmosfera tipo Verona durante Vinitaly. E insomma, come si dice in modo supergiovane, #bravitutti.
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[01/21/2018, 18:51] I Left My Heart in Barbaresco
High on a hill, it calls to me

What is it about a place that marks one?s soul? When a place seems more than recognizable the first time one walks in that place, although one had never been there? And that the spirit of the place infuses upon that soul and being, a sense of belonging, of an intimacy that transcends mere time and place? Such is the effect Barbaresco has had upon me for the greater part of my adult life. And it surprised no one more than myself, this attachment, this passion, for a place and its wine.


My first contact was in an Italian restaurant, Il Sorrento on Turtle Creek Boulevard in Dallas. One of the local distributor bigwigs, Pinky Parrish, was a barrel-chested bourbon loving extrovert. He?d take up a whole dining section with his infectious fervor for food and wine. And he was entertaining a party in my section when he ordered a bottle of wine he?d sold the sommelier, a 1969 Calissano Barbaresco Riserva Speciale.

?Take a taste,? he prompted this shy 28-year-old waiter. ?You need to know about wine like this.? I couldn?t at the time, as the owner forbid drinking (even tasting) on the job. But he got me a sample later and I tried it at home. It was unlike anything I?d had growing up in California. And it was the start of a long journey, and a love affair, with a wine that I?m still smitten over.

After I moved on to run a wine bar, I remembered that wine and wanted to put it on the list. the Calissano Barbaresco was no longer available, but their 1970 Barolo Riserva was and I put it on my list, for $12.00. I located another Barbaresco, a 1969 Prunotto Riserva and listed it, for the unbelievable price of $20.00.

What I didn?t know, at the time, was that these were two Barolo producers making Barbaresco. I didn?t know the difference between the two places, Italian wine being a complex study. But I was intrigued with Nebbiolo, and Barbaresco.

After I left the restaurant business I came into contact with the wines of Angelo Gaja. I was newly settled in a position, working for a wholesale distributor in Dallas, Texas. Estrada?s was a small, ramshackle kind of operation, based out of Galveston. Run by two brothers and a sister, George, Al and Pilar, they had impeccable taste in wine. And incredibly bad luck in business. Their portfolio was, at the time, in 1981, worthy of envy. Now, as well. DRC, Heitz, Schramsberg, Vega Sicilia, Dr. Pauly (this was before Thiese and Wiest) and any number of desirable wines from France, Germany, Spain, California and Italy. And we represented Gaja.

At the time, Gaja was relatively unknown. Because of my Italian origins, one of the Estrada?s asked if I would work up a reorder on the Telex machine to Gaja. What followed was an education in negotiation and in wine. For I was clueless as to the status of Gaja and Barbaresco. In truth, we all were. What Angelo was planning was none less than daring and almost inconceivable. And that was to make his wine, Gaja Barbaresco, synonymous in global stature (and value) to the great wines of the world at the time ? Lafite, Romanée-Conti, Bernkasteler Doktor, Vega Sicilia.

What struck me, at the time, was how Gaja valued his wine. His Barbera was as expensive as many of the Nebbiolo wines coming out of Piedmont at the time. I didn?t have a great selection at the time, but the standard Barolo (we had Scanavino, which was a low to mid-tier product then) sold for less than his Barbera D?Alba. When I took a look at the price-list for his 1976 Barbaresco (the current offering at the time, which was about $7 a bottle, ex cellars) I was shocked. I didn?t have a base of clients for those wines in Dallas, Texas, in 1981. But we bought them, and we found homes for them. Sometimes we?d have to discount a bit more than we wanted to. Restaurateurs, at the time, were the most intractable. They wanted the cheapest Barolo, Amarone and Chianti they could find. And Barbaresco wasn?t even on their radar.

Gaja was from Barbaresco. Barbaresco was the wine from his village. Yes, he made Barolo. But to him, Barbaresco was the wine that equalized this place (Barbaresco) with some of the great places in Bordeaux and Burgundy. Gaja was very much a champion of égalité for Italian wine ? his wines being first and foremost. It was a hard sell, at the time. Now, the wines of Gaja, like the wines of DRC, are all but unobtainable to the unwashed masses. His crusade got him to the mountain top.

As I moved on to another small company, Arwood H. Stowe, to run the Italian wine business for them, the wines of Gaja followed. Dallas in 1982 was flowering into a full-blown love fest with all things shiny and bright. It was a Golden Age for pageantry. And the new wave of Italian restaurateurs, arriving from Milan, Florence, New York and Miami were looking for ?Il meglio del meglio.? I got in touch with people like Louis Bonaccolta of Trebon Wine in Flushing, NY, and Dominic Nocerino of Vinifera Imports in Wheaton, Illinois, looking for the best of the best. As well, our company had hooked up with a Florentine Barone, Armando de Rham, who had an Enoteca as well as an import brokerage business.

From Trebon we secured Gaja wine. It was the 1979 Barbaresco at the unheard-of price (then) of $100 ? per case (of 12). My boss questioned me about it. ?Look, we?re offering 1964 Salon and 1966 Margaux, 1935 Taylor Port, and 1889 Tokaji Essencia and 1959 Lafite. By comparison, Gaja is a bargain!? I know Angelo Gaja would have rebuked me for using that word, it was so against the grain of his ego. But I was in the trenches in Dallas, not New York, and I had to find an angle to keep bringing his wines into my city.

As well, from Dominic Nocerino, we had the wines of Bruno Giacosa with Barbaresco offerings from 1971 (Santo Stefano Riserva), 1979 (Gallina di Neive Riserva) and 1978 (Santo Stefano Riserva). These were comparably priced with Gaja. And equally world-class.

From Armando de Rham, we had the wines of Pietro Berutti, La Spinona. His 1975 Barbaresco, Bricco Faset Riserva, we could sell for considerably less than what we bought the Gaja or the Giacosa for. I thought of them as entry-level for the hard-liners, who still hadn?t bought into the égalité mantra. And we had older vintages, including magnums of the 1971 Riserva, that we could sell to the trade for $50! Mind you, I had yet to step on soil in Piedmont. But I was getting the fever, real fast.

When I did go, in the Spring of 1984, it was unlike anything I had ever seen in my earlier trip to Italy. Yes, I?d been to Tuscany and spent a bit of time there, as well as Rome and southern Italy. But there was something familiar about this place, Barbaresco, as if I had a memory of the place. Even though I hadn?t ever been there until 1984.

So here I was, on a little road that leads into the town, surrounded by localities and vineyards with names like Asili, Moccagatta and Rabaja. I was hooked. I remember taking a walk into town, needing to stretch my legs after a long lunch. I walked into the center of the town and saw the tower, the church and a winery, Produttori del Barbaresco. I walked inside where there was a counter and what looked like a provisional tasting setup. Most of the folks were home at lunch, or napping, and my cohort, an Italian, indicated that we could taste on our own, that the folks here wouldn?t mind. That was Barbaresco in 1984 - sleepy, without pretension, innocent. Wonderful. I still dream about that day.

And my love affair with Barbaresco blossomed.

I came home and proceeded over the years to represent any number of producers. But those four ? Gaja, Giacosa, La Spinona and Produttori ? set my heart in the direction of this little village. Barbaresco is my Mecca. I am unabashedly as head over heels about the place, the people and the wines, as I was when I first walked into it in 1984. I still recognize the place from my youth. Who can say that about one?s home town, or any number of places on the wine trail? Napa? The Napa Valley I first met in the early 1970?s only exists in my memories. Bordeaux? Have you been there lately? It?s all grown up. But there?s something about Barbaresco that still retains that small-town feeling, that feeling that the world, while it has changed hasn?t gone inexorably off the cliff, like so many places on earth seem, these days.

And the wines.

Since those early days, I?ve developed business and personal relationships with wineries like Produttori del Barbaresco, Giuseppe Cortese,  Marchesi di Gr√©sy, La Ca Nova, Ceretto, Bruno Rocca and Carlo Boffa. I?m nowhere near the expert on the subject. But Barbaresco has a lifelong grip on me. I have an almost embarrassing overabundance of Barbaresco in my personal stockpile, to the detriment of other Italian wines, and without regards to maintaining a proper balance in such matters. But in affairs of the heart, whenever has balance been the key factor?

One thing is certain ? I?ll always know where I left my heart ? if ever I should wonder.



In memory of Bruno Giacosa -  Buon Anima


Further reading listening - Aldo Vacca on Barbaresco [Highly Recommended]


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[01/14/2018, 18:48] Everything I know about Italian wine I learned from the French
Well, almost?

"My favorite" - Jacopo Bacci @ Four Seasons Hotel - Hong Kong."
Bordeaux ? I?m [virtually] in the modern center of the business of wine ? for the world. Not New York. Not Hong Kong. Not Rome. Bordeaux. Right now, wine experts, critics and influencers, are migrating to this epicenter for wine, to taste wines that are, at this time, undrinkable, and will only be released three years later to the public, before which they will have already been bought and paid for. These wines, the 2017?s, will follow two highly hyped and sought after vintages (the 2015 and 2016), and which was a vintage (2017) that was challenging, at best. Frost, hail, drought, extreme heat, another potential dystopian vintage of the decade. They will sell. And they will be unaffordable to 98% of us. Yeah, the Italians have something else to learn from their French cousins.


from the website of the Union des Grands Crus de Bordeaux
The Italians, historically, have undervalued (and undersold) their wines, their culture and their artistry. Too often, the artist, the craftsman (and woman) and the wine maker (and merchant) have taken a ?hat in hand? approach to representing their wares. Too often, Italian wine had to be lower in price (but not in quality). Too many times the Italians apologized for not making their wine bright enough, oaky enough, powerful enough, long-lasting enough, while their French cousins didn?t go there. They knew (and still know) their wine is great. Period. That?s all anyone needs to know. Through their collective and persistent efforts over many, many years, they are seen, by many, as the top of the wine pyramid.

Look, I love wine. And I love French wine. I collect it, store it, drink it, enjoy it. So, there?s not going to be any ?but? to this. Just to say, their Italian cousins have been looking at what they do and they are catching on. Starting with global marketing in the 21st century.

Young Italians, right now, are touring through Morocco, or Cortina D?Ampezzo. This advancing generation is taking a different look at the world. They have taken a page out of their French cousin?s playbook. The young Italians are, more and more, reaching out to the world with their wines. No longer hand in hat. Now the arm that holds out the hat is adorned with tattoos and jewelry. That is their new calling card. ?We?re on it, anywhere you want to go, we can take you.? And with their wines, they can. No apologies.

@ Anantara Layan Phuket Resort.
Seeing not a single market ? seeing the world. The young and mobile Italians have taken those words literally. Phuket. Vancouver. Oslo. Paris. And the world is loving what they are seeing.

So am I. This has been a long time in the making, but it has taken getting to this time, and this emerging generation, to take all that their predecessors have done in terms of laying a firm foundation of solid, high quality wine, to take it to the next level.

Which is, to place their wines on the tables, and in the cellars, traditionally (and exclusively) reserved for French wine.

Let me step back, for just a moment. When one wants to get an idea of the greatness of a wine producing region, one of the go-to ways to measure it is in the depth of expression a wine region has by its ageability. Its ability to weather time. Emerging young wine professionals love to time-travel, tasting wine made before they were alive. We all do. Imagine drinking a wine, 50 years old, where most of the people who had their hands in the making of the wine have passed on. It embarks a bit of immortality to those souls and as well, it bridges their life, their experience and their philosophy, their ?time,? with those of us who have arrived from the ?future.? It?s a wonderful juxtaposition when a wine arrives from the past into the future, and if it is sound (or sound enough), it transcends time and space, a Golden Fleece, of sorts, something that cannot be had by all, or many. It amplifies a wine region and their prominence. The French wine community have been aware of this, saving the works of their predecessors, in caves, in vaults, in collections, over hundreds of years, giving their wine an aura of permanence, of timelessness. What is it we all are fighting to overcome? The impermanence of life. The end of our time on earth. If a wine can defy that, if just for 100 or so years, does it not give hope that we too, can break our mortal bonds, if only during the time it takes to open, drink and enjoy such a bottle of wine?

The Italians did not do such a good job of conserving their liquid legacy. Sure, you can find the occasional bottle of Barolo from 80 years ago, or a bottle of Marsala from the 1800?s. But these are the exceptions, not the rule. Even then, if one were to drink a slew of older Italian wines at one sitting, as I have a time or two, one would know that this is something that was started later than the French cousins took steps to preserve their early efforts. But 100 years from now? It?ll be a whole ?nother story.

Valentina Abbona of Marchese di Barolo and Jacopo Bacci of Castello Bossi -
Four Seasons Hotel Hong Kong.
You see it on the wine trail, and in New York, Hong Kong and San Francisco. After the Italians put away their skis and their sunblock (depending on if they went to Monte Bianco or Mombasa), the winter holiday over, the siren calls. Work. Time to show the next vintage, the new release, make room for the upcoming harvest, which is still lying dormant under the snow, or the Mistral winds.

As we speak, right now, the French are in place, corralling their clients, their critics and the influential buyers into their caves and paddocks, and warm hotel meeting rooms in Bordeaux. Muhammed to the mountain.

Meanwhile the Italians have come off their mountains and are taking it to Muhammed. Yes, the early bird gets the worm. But the race goes to the fastest swimmer.

And so, the cycle begins. The Italians are learning from their French cousins, maybe not everything they need to know about Italian wine, but a just little more. Game on.

@ Miami Beach, Florida.
And for wine lovers, it?s a win-win.






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[01/10/2018, 09:17] Corsi (e ri-corsi). 4 serate di assaggi naturali alla Forchetta Curiosa
Dunque ? tutto pronto, o quasi: dal 29 gennaio prossimo, per quattro luned? di fila, in combutta (o in collaborazione, va be') con La Forchetta Curiosa, tengo un minicorso di assaggi di vini rigorosamente naturali. L'idea ? in realt? cercare di capire, tutti assieme, se esiste un protocollo di tecnica di assaggio difforme, quando parliamo di vini naturali (spoiler: io dico di s?). E siccome parlare di vini naturali determina inevitabilmente distinguo e chiacchiere accessorie, avremo un bel po' di cose da dire. Per fortuna tutto questo avviene con i vini nel bicchiere, e soprattutto abbinando qualcosa ai vini, essendo io allievo di quelli che dicono che il vino ? ministro della tavola.

Assieme a quattro vini, ogni sera, ci saranno quindi anche alcune preparazioni dalla cucina, a vedere come e cosa si abbina meglio a quei vini. E ci saranno, anche, alcuni produttori con cui parlare. Direi che potremmo divertirci, ecco.

Qui c'? la pagina-evento relativa, su Facebook. Per tutto il resto, info e iscrizioni, fate capo direttamente a Ristorante Osteria La Forchetta Curiosa. Piazza Negri, 5 R (di fronte al Teatro della Tosse) Genova - telefono 010/25.11.289 - mail: info@laforchettacuriosa.com
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[01/07/2018, 14:45] So, You Want to be an Italian Wine Expert?
from the "notes to myself" dept.

We Americans spend a lot of time alone. In the car, in front of a computer, and if one is lucky, taking long walks (or runs or bike rides) in the neighborhoods, in the country or deeper in nature. The monkey mind that is constantly chattering is set aside, and peace, and eventually clarity, arises.

Over the years, my inner Carl Jung has been giving this chat to me, in order to focus my purpose in this livelihood I have been given in the wine trade. It has been an epiphany, of sorts, for me. It is raw and unexpurgated. Proceed with caution ? it is not for poseurs.

So, you want to be an Italian wine expert?

Here are a few tips:
1) Spelling. learn how to spell the names.

2) Pronunciation. Italians are very proud of their names. Learn how to pronounce them.

3) Classification. Italians are also very proud of where they come from. If you?re a Sicilian wine, you don?t want to be categorized as a Sardinian wine. And vice versa.

4) The traditional wine community. Learn to embrace them even if you don?t know as much as them or necessarily like those wines. There?s a reason why these wines have been successful over the last few years. (3-4,000 years, that is). And that?s because they have timeless appeal. Whether you like them or not isn?t always the most important thing. I know it is to you, but it isn?t. A more important consideration is "balance." There is no shame in offering some of the best properties and wines from long established regions.

5) Getting hung up on certain wines. If you?re new, especially new to tasting, you might be more prone to fruit-forward high-alcoholic wines. Italians make those, but that?s not all they make. Your customers might really love those Super Tuscans and those big Brunellos, and those modern Barolos, but they also might really enjoy a nice Rossese di Dolceacqua, a Morellino di Scansano or a lovely little red wine from Puglia.


6) Italian wines aren?t only red. They are white. Learn to love them because you find a wide array of styles and expressions. From Verdicchio to Vermentino, from Etna Bianco to Pinot Bianco from Alto Adige. You?ve got to be open. Italy did not make their reputation on selling Soave and Pinot Grigio. Yes, there are some lovely Soaves and Pinot Grigios.

7) Orange wine - Learn to crawl before you run. Then learn to walk, before that. Orange wine is not for the crawlers. It?s not for the runners either. It?s an eddy on the stream. Sure, there are some interesting experimentation going on there, and it?s a good laboratory, workshop for other expressions, but it isn?t the be-all and the end-all. Don?t get hung up on that stuff. Period.

8) Franciacorta is the new God. Oh, so you don?t love Prosecco? Great. You are only going to push things that people won?t recognize, so that if they had something that they would recognize, i.e. be in their comfort zone, they might actually buy it? So you are forcing them to buy something they don?t like? Great. Franciacorta should be the whipping boy on this? For God?s sake, have a decent Prosecco to show. There?s nothing wrong with it. There are a lot of really good producers there. They are doing the best they can with what they?ve been given (in terms of the popularity). Yeah, there?s a lot of really crappy Prosecco out there. Just like there's a lot of crappy everything. But find the best of the best. Don?t get hung up on Franciacorta being the only sparkling wine from Italy. There are also sparkling wines from the Alta Langa, from Trentino. There are also producers all over the place, from Mt. Etna to Abruzzo to Tuscany, that are producing really good quality grower's sparkling wine, if you will. Yeah, you like that term, grower, don?t you?

9) While we?re on the subject of Etna, everybody?s jumping on the Etna bandwagon. That?s great. have you ever been there? Do you know how small that region is, in terms of production? And it?s only producing about 10% of what it used to produce, in its heyday. In fact, there?s not a lot to go around.

Part two of that is: Travel. Go around to other parts of Sicily (and Italy) as well. Go to Vittoria (just stay away from the hospital there). Go to Avola. Go to Noto. Look around Trapani, look at the wines from the islands that ring Sicily. Lipari, Salina, Pantelleria, Mozia. There?s that small-batch Grillo made on that island that was first settled by the Phoenicians. Get into this stuff. Yes, Etna is wonderful. We love it! Etna, again, is not the be-all and the end-all. It is one expression, that?s very exciting right now. And it?s a very small star to hitch your wagon to. You?ll be disappointed, because there?s not enough to go around.

10) Let?s talk about Chianti.

Oh yeah, it?s really fashionable now to pooh-pooh Chianti. And you know they put themselves in their own position. They make about 1/10 of the wine that Bordeaux does, and Bordeaux doesn?t even get anywhere near close to having the identity problems that Chianti does. Now Bordeaux does have problems, but not like Chianti does. Chianti, they shot themselves in the foot. So what are you going to do? You?re going to kick somebody in a foot that?s already got a gunshot wound? Stop it, be an adult. Grow up! Find some great producers. There are great producers. Whether it?s Rampolla, Badia a Coltibuono, or Volpaia or Felsina or Fontodi or Castello di Ama, or you name it. And that?s Classico.

While we?re at it, Chianti isn?t just Classico. If you talk to the people in Montespertoli, they?ll tell you, ?this is where Chianti was born.? Well, maybe it?s true, maybe it?s their point of view. Consider it. One thing for sure, they?ve all been making wine longer then the US of A has been around. Same thing with Rufina and Montalbano. Great producers out there. Some of the nicest expressions of Chianti. This is the kind of stuff that will get people interested in this category again. Not putting some silly old Sangiovese in a wicker bottle and claiming this is the latest ?must have? hipster wine.

11) Get out of your monkey mind occasionally. Your head is filled with chatter and noise, assumptions and presuppositions. And all kinds of traps that will prevent you from experiencing Italian wine as it is. Yes, you like wines of a certain style, that?s great. Congratulations, we all do! We all have preferences. But if you?re going to be an Italian wine expert, it?s incumbent on becoming an Italian wine expert to know a little about a lot of different things, whether you like them or not. Did historians like what happened during WWII? They still delved into it, to discover all the different subtleties and ironies and nuances of that epoch of history. Same thing with Italian wine. Keeping yourself closed off to something will close you off to your greater expertise. You never know what you?re going to see, or find, or taste, or love, that you didn?t know that you loved before.

Oh, you want to know more about Italian wines? You want to be adroit in Italian wines? Learn about other wines of the world, whether they are from Germany or France or California or New Zealand or South Africa or Portugal or Spain. Balance. Perspective. A world point of view. Experience. This is what makes you an expert. If you are able to know why this particular Italian wine tasted like this in relationship to why a particular French or Spanish wine tastes, it gives you a better way to express your expertise. And ? Taste. Taste. Taste. (Make notes, you'll never "remember" it all) .

And lastly ? Italy (and America) is filled with experts. Approach expertise (and mastery) with humility. It will serve you well ? and you will serve better. For, as Bob Dylan sings, "you're gonna have to serve somebody."




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[01/05/2018, 08:27] Steps for Initiating Meditation in Young Children

Mediation is one of the effective methods for calming soul and mind especially in individuals who are faced with tension and stress. It has been in use since time immemorial. In the modern days, there has been a drastic change in children?s behavioural traits.

The changing trends mean that these children need meditation to relieve tension and pressure. Most of this pressure results when they compete with their peers. Most children are immature, and they cannot understand the befit of this process. In reality, meditation is beneficial and fun to young children. This article is going to highlight the effective methods of initiating meditation in children.

Sitting in a quiet and comfortable position

A comfortable and quiet place has a soothing ambiance that is ideal for engaging your kids in meditation. This environment can be created by playing soft music. This is the best method of adding to the mood and preventing them from falling asleep. This music is also helpful in relaxing their mind and keeping them active. Sometimes you might be forced to lure them with gifts or talk to them especially when they are not interested in sitting with you.

Ensuring that they are comfortable

Sometimes young children might find it difficult to sit with their legs crossed like adults. It is, therefore, your responsibility to ensure that they are sited comfortably. For instance, they can sit on a char or sit with the legs stretched. Ideally, you should give them a chance of finding the right position that is comfortable with them. This will ensure that they remain concentrated throughout the whole process.

Performing the art with them

Instructing them on what to do is not a good idea. They can grasp what you are conveying to them easily if you perform with them. By so doing they will be capable of performing these actions and replicate what you are doing.

Guide them through the breathing process

They should be guided on how to breathe slowly and deeply. You should also make them understand why they are required to breathe that way. They should also be instructed on how to maintain a regular breathing pattern. Breathing is known for keeping the mind calm. This will, in turn, improve their behaviour.

Starting the process slowly

Most of the young children are not patient. It is impossible for them to spend more than thirty minutes sited and mediating. They should start with short sessions and then adjust gradually with time.…

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[01/02/2018, 07:33] Metti anche tu un vinaio nel tuo presepe
Appello di Bagnasco per i piccoli negozi: ?Salvano dalla piovra dell?anonimato?. L'ultimo che arriva a soccorrere i "piccoli negozi" qui a Genova ? l'arcivescovo. Non basta ancora. Ci vorrebbe qualcosa di pi? grosso, che so, lo spirito santo in persona. Oppure gli alieni.

Nella narrazione relativa agli scenari della societ? contemporanea (scusate la supercazzola, volevo darmi un tono) ci sono alcuni argomenti ideali e ricorrenti, che vengono usati a turno da tutti quanti: la famiglia, per esempio ("bisogna difendere la famiglia, bisogna legiferare in favore della famiglia") oppure la piccola impresa, i negozi di quartiere, che fa tanto bel tempo andato e soprattutto a Natale ricorda vagamente il presepe.

Avete presente il presepe? Dentro c'? il fabbro, il mugnaio, tutti quei bei lavori che rimandano ad un passato idealizzato (pi? che ideale), bucolico, che fa molto arcadia e quelle cose l?. La verit? ? un'altra, ovviamente: al diavolo il fabbro e il mugnaio, il loro posto, se va bene, ? dentro al presepe.

Adesso uno potrebbe chiedere: ma che problema c'?, se pure l'arcivescovo arriva in tuo soccorso? Beh, il problema ? solo uno: contrariamente alla narrazione del mondo ideale descritto (stavolta) dall'arcivescovo, la pratica ? un'altra, e non ha niente a che fare con quel che si dice. Cio? non esiste, a nessun livello e in nessun modo concreto, un qualsiasi tipo di volont? che faccia seguire, alle dichiarazioni, i comportamenti. Al punto che vale il contrario, ormai ogni volta che leggo "appello per i piccoli negozi" io faccio gesti scaramantici, perch? dieci minuti dopo mi arriva un F24 con qualche tassa lunare su servizi inesistenti.

La verit? ? che i piccoli commercianti di quartiere hanno un unico posto a disposizione, e sta nel presepe, ci vedremo tutti l?. Anzi ora che ci penso l'anno prossimo non faccio l'albero di Natale, faccio il presepe, e ci metto il vinaio, dentro. Sarebbe perfetto.

(Avevo iniziato questo post con "tre vini interessanti assaggiati a Natale" poi ho letto il Secolo XIX e m'? uscito fuori 'sto post qui, i tre vini li rimando alla prossima volta).
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[12/28/2017, 11:56] On the Wine Trail in Italy - The Terrible Teens
Or, 12 going on 17...

In a world that pulses on a 24-hour news cycle, where we don?t remember on Thursday what happened on Monday, here we are at the birth day. For better or worse, on the wine trail in Italy turns 12 today, and heads into its thirteenth year, not officially a teen yet, but feeling like 12 going on 17.

I should have seen it coming. When O.T.W.T.I.I. was a baby she was cute and cuddly. Her toddler years, her all-about-diaper-training, her first steps, her two year-old rebellion years, and as a proud papa, I (or rather, we) weathered it all. As she grew up and became a little gangly (e.g. wordy), my friends and family remarked on what a precocious one she was. But I persevered. And now she is a teenager, and I am prepared for her to hate me in a few years.


All kidding aside, this has been a good ride, thanks in large part to you, dear reader, and to all the fine farmers, winemakers and folks who along with yours truly, are, slaves to the wine god.

2017 has been an interesting year. Fortunately, not as ?interesting? as 2016, but there have been some good times and there have been some challenging ones. But looking back over the year, I?m damn proud of what I saw accomplished in 2017.

I returned to Vinitaly after an absence, and found it to be improved, much improved. I?m sure my attitude improved as well, but when you take thousands of souls (and emotions) and sequester them inside a dozen mega football stadium sized pavilions, well, let?s just say it?s a minor miracle.

The work of selling Italian wine in America, my beat, saw 2017 as one of the best years in my career. We lost a few friends along the way, as life goes. But the wines have never been better. And more diverse. You can get anything you want at the Italian wine restaurant, or so the song goes. Well, actually it?s not so easy to find everything you want at any Italian restaurant (which is a blog post for later in 2018), but from the standpoint of sourcing, Italy has it all. And it has got me thinking. And I will elaborate. But just not yet.

In terms of readership, after the United states, who comes here? Over time, my largest readership (after America) is France. And then Russia (probably bots) and then Italy. Why is that. Why France? I think I know why. And that, dear reader, will also be a blog post for another day in the new year.

I was going to follow the lead of several publications who have put out their worst blunders, their failed pieces. And then I got to looking at the stats. And realized it was one kick-ass year (self-congratulations, it?s all the rage in America these days). Really, folks, who wants another bummer report? The good news is, everything is going pretty well. For a blog. And a wine blog at that. And we all know wine blogs are dead. No, really, they are. D.E.A.D.

But still, I persist. When I look over the eno-blogosphere, I see so many corpses strewn across what was once a vibrant and fast-moving landscape. Yeah, we?ve migrated some of our stuff over to Instagram, and some of us have moved into other media, printed and inline. And that is all part of the evolution. Imagine you?re Eric Asimov, working for the Gray Lady, being told to pursue more of an online presence (as all print newspaper journalists are being told). Here, one of the last of the wine journalist Mohicans, sitting in in his wine closet-cum-office, knocking out is latest point of light, only to have to be mindful of traffic, hits, replays, stats, and so on. I feel for you, dawg. It?s your job, your livelihood and your passion.

And we need people like Eric. The world of the influencers is a shape-shifting arena, and one which is being hotly debated, as to just who are the influencers. I want to know this, though: who influences the influencers? Who is the Wiz? Again, this will have to wait for 2-0-1-8. I have some ideas.

All this to say, Happy Birthday to my terrible teen, O.T.W.T.I.I. and Happy New Year to all y?all.

And yes, it?s spelled y?all, y?all.





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