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Mondo Di Vino
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[08/06/2008, 09:09] Firenze deserta ma da Gastone un salto si può fare (se vi piacciono i biodinamici poi?)
Visto che sabato finiscono le mie ferie fiorentine (ovvero al lavoro ma con famiglia al mare lontana 1400 km e casa libera e serate a spasso) e cominciano le ferie “vere“, in questi giorni cerco di sfruttare ogni occasione per rimettermi in pari con le aperture di locali sulla scena cittadina. Da quasi ultimo (già Leonardo [...]
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[06/04/2008, 01:04] Una semplice torta di mele

Sul nostro blog, maisazi.com, pubblichiamo tanto ricette, spesso proponendo dolci e creme. Noi ci diamo da fare per inventare nuove proposte, ma alla fine scopriamo che le persone vogliono qualcosa di semplice, come la torta di mele di Gioi e quella di copertina75, sempre alle mele.

Queste due ricette, da poco pubblicate, sono tra le pagine più visitate del nostro blog, assieme alla Torta Caprese, che ha la palma di pagina più letta in assoluto. Segnale evidente di come si orientino i gusti dei nostri utenti e monito per chi sta ai fornelli.

Giusto sperimentare, quindi, ma ricordiamoci anche delle tradizioni e dei ricordi che abbiamo della nostra fanciullezza. A volte una torta è importante non in quanto buona, ma perché si porta dietro un ricordo importante, un momento felice, un giorno di festa, un traguardo giovanile raggiunto.

In questo caso, poi, la semplicità è massima. Le due torte di mele proposte da Gioi e copertina75 sono ai limiti del minimalismo, ma piacciono sempre. Io non sto a ripetervi le ricette, dato che potete facilmente leggerle sul blog alle pagine che vi ho indicato.

Se avete voglia, preparatele con qualche variante, comunicandoci poi il risultato. In particolare, provate ad aggiungere qualche ingrediente che estenda i profumi, che in un dolce non sono mai troppi. Potreste anche pensare a qualche altro ingrediente corollario che completi la mela o faccia contrasto con essa. Non scostatevi troppo dalla ricetta, però, perché la snaturereste.

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[01/01/1970, 01:00] Consumi a tavola: crescita zero nei primi sei mesi 2008
Il caro prezzi ha determinato una crescita pari allo zero degli acquisti di prodotti alimentari nel primo semestre del 2008 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, svolta sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen, in occasione della diffusione dei dati Istat sull'inflazione, che registra a luglio un forte aumento per gli alimentari (+6,4%). Se complessivamente rimangono invariate le quantità acquistate ...
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[07/28/2008, 09:56] VG-TV Master Chef @ Puntata #09 - Ristorante La Palta - Borgonovo V.T. Fraz. Bilegno (PC) - Chef Isa Mazzocchi

Nona puntata di "Master Chef" il format di VG-TV , naturale evoluzione dei nostri abituali reportage fotografici, (una sorta di REAL-TV) che vi racconta la cronaca di un pranzo con l'interazione dello Chef ed esaustivi backstage live dalla cucina a visionare preparazioni dei vari piatti, lavoro della brigata , per poi concludere con una visita in cantina accompagnati dal Sommelier...

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[08/03/2008, 16:58] News

Canaiolo BiancoNews: tenete in evidenza Mangiaeabbina sull'Espresso Blog dell'autore. Reduce da una visita in un locale veneziano dove [c'ero pure io] una coppia di curiosi clienti ha dato prova di cosa significa cafonaggine. A voi la lettura su Mangiaeabbina. Su Taccuini Storici - rivista multimediale di Storia dell'alimentazione, interessante il pezzo ''Continua il dilemma tra il pane e la brioche''. In verità sono delle pesanti considerazioni su come il cibo possa esser classista e ambasciatore di iniquità sociale. Ricordo che questa rivista è diretta dal Prof. Sorini dell'Università di Siena. In attesa del nuovo Vinit che si candida ad esser il portale più innovativo dedicato al vino, potete leggere Edamus ed Edamus libri sempre all'indirizzo www.vinit.net. Buso è membro della redazione di Vinit da diversi anni, e in questo contenitore che raccoglie decine di migliaia di abbonati, ha intervistato il meglio dell'enogastronomia e comunicazione mondiale: Carlo Petrini, Ferran Adrià, Carlo Cracco, Roberta Schira, Malisa Longo, Alfredo Russo, Nicola Batavia, Simonetta Doni, Paolo Massobrio, Roberto Burdese e diversi altri personaggi. In attesa della nuova piattaforma in versione BETA mettete Edamus tra i vostri preferiti. Altro magazine da tenere d'occhio è Internet Gourmet del bravo Angelo Peretti. A giorni un pezzo sulle tendenze della cucina estiva. Tour massacrante a Londra dove Stefano Buso ha dato promozione e sviluppo a diverse realtà enoristorative del triveneto. Chi volesse informazioni su Cucina&abbina lezioni a tutto gusto è pregato di scrivermi un'e-mail. Queste lezioni tecnico pratiche avranno poi un naturale sviluppo presso L'Uniper, dove Buso è docente lecturer. Scrivetemi pure per le brochure Uniper, per campionature, promozioni, interventi e consulenze da parte dell'autore. M/S

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[07/24/2008, 09:27] VG-TV Master Chef @ Puntata #08 - Ristorante Le Robinie - Montescano (PV) - Chef Enrico Bartolini

Ottava puntata di "Master Chef" il format di VG-TV , naturale evoluzione dei nostri abituali reportage fotografici, (una sorta di REAL-TV) che vi racconta la cronaca di un pranzo con l'interazione dello Chef ed esaustivi backstage live dalla cucina a visionare preparazioni dei vari piatti, lavoro della brigata , per poi concludere con una visita in cantina accompagnati dal Sommelier...

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[06/17/2008, 18:16] Premio Veronelli 2008: nomination per il Long Lever

Canaiolo Bianco

Premio Veronelli terza edizione: mercoledì 18 giugno al Teatro Angelicum di Milano alle 16.30 verranno svelati i nomi dei vincitori di quest'anno delle ben 16 categorie.

I riconoscimenti sono destinati ai migliori Operatori internazionali - Comunicatori e Tecnici - dell'enogastronomia: ma più dei premi conta l'intenzione, quella di onorare la memoria di Luigi Veronelli, scrittore/giornalista e critico, grande uomo di "cultura materiale", ma non solo: io l'ho conosciuto e ho lavorato con lui, e so che era capace di grandi slanci verso le persone come verso le cose, i prodotti, i paesaggi, le opere d'ingegno.

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[07/15/2008, 12:31] Le difficoltà di una trentenne con 20 interessi di troppo?
Ormai è davvero troppo tempo che non riesco ad aggiornare questo blog con sistematicità. A volte ci penso e mi vengono i brividi. Passati i tempi in cui scrivevo anche 5 post a settimana. Ora invece l’unico contatto diretto col blog ce l’ho grazie a quei lettori che mi scrivono per chiedermi se va tutto [...]
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[07/31/2008, 13:26] Pegasos (Soldera) vola alto sopra le miserie di Montalcino e del suo Brunello

Canaiolo BiancoFacciano pure quello che vogliano a Montalcino - dove amici (pochi e veri me ne sono rimasti, gli altri evidentemente non lo erano…) mi segnalano che sono apparsi comici manifesti di ?militanti leghisti? ilcinesi recanti questa scritta ?Brunello: crisi risolta. Grazie Lega. Grazie ministro Zaia? ? sequestrino vini, li dissequestrino, facciano i pesci in barile, continuino a presentare chi crede nel vero Brunello (forse più di loro) come un ?nemico?.
Oppure non trovino il modo, e mi riferisco ai ?puristi del Brunello?, la rete di piccole e medie aziende (quante siano non si sa bene) che hanno rispettato le leggi e vorrebbero un Brunello adamantino e incontaminato, di fare gruppo, di comunicare insieme, di farsi sentire, di reagire a questa situazione a metà tra Kafka e il vaudeville ed il tran tran da piccola provincia toscana, dove tutti sanno tutto di tutti e un’immaginario (ma non troppo) Grande Fratello politico-sindacale-economico-finanziario-bancario controlla ogni movimento e unifica il pensiero…
Da questa sporca vicenda usciranno a testa alta solo le persone per bene, le aziende dotate di un marchio forte, di una credibilità incrollabile agli occhi dei consumatori e degli appassionati di tutto il mondo.
Tra queste, dalla più seria e prestigiosa, per esiti qualitativi non solo al di sopra di ogni possibile sospetto, ma ben al di sopra della qualità media raggiunta dagli altri, arriva un?iniziativa chiara e forte che farà discutere. Gianfranco Soldera, alias Case Basse, alias IL Brunello di Montalcino, con una lettera indirizzata agli amici comunica ?un?importante novità?, la prossima uscita in commercio, con consegna a partire dal primo settembre 2008, di un?IGT Toscana rosso 2005, denominato Pegasos.
Oddio, cosa è successo a Soldera, gli ha dato di volta il cervello da indurlo, anche lui, a proporre, dalle sacre vigne ilcinesi, l?ennesimo Super Tuscan dove l?uva canonica du pays, il Sangiovese, viene imbastardita dai soliti banalissimi Merlot, Cabernet, Syrah?
Niente paura! Con altri questi ?sbandamenti?, magari dovuti al caldo o a incertezze più commerciali che ?filosofiche?, sarebbero possibili o da non escludere a priori.
Con Gianfranco assolutamente no, perché per lui, ?custode del Sangiovese? in quel di Montalcino, cultore della sua possibilità di grandezza (che altri non capiscono o fanno finta di non capire?), il Sangiovese continua ad essere l?alfa e l?omega, il paradigma saldissimo di ogni possible operare vinicolo in quel territorio magico.
Ecco perché la sua decisione, le cui motivazioni affido direttamente alle sue parole, al testo della comunicazione giunta agli amici (quorum ego), non fa una grinza ed é perfettamente coerente e dotata di una precisa logica. 
?Caro amico, della vendemmia 2005, caratterizzata da un particolare andamento climatico estivo, ho selezionato parte delle uve 100% Sangiovese dell?Azienda che hanno fermentato naturalmente in un grande tino grazie a lieviti autoctoni.
Questo vino, ottenuto mantenendo le basse rese produttive che ci contraddistinguono, senza pressature né filtrazioni, ha raggiunto la piena maturazione dopo 32 mesi di affinamento in una grande botte di Rovere di Slavonia.
L?ambiente particolarmente vocato, l?eccellente ecosistema, la coltivazione naturale di uva Sangiovese sana e matura prodotta in quantità contenuta, la vinificazione naturale e le grandi botti di rovere di Slavonia, gli studi e i controlli delle Università, sono il patrimonio distintivo del marchio Soldera che oggi presenta Pegasos 100% Sangiovese. Siamo lieti di unire qui la nuova etichetta, disegnata ancora da Pietro Leddi, che riprende la figura mitologica del cavallo alato Pegaso, che già ci ha contraddistinto nel passato.
Data la limitata produzione di 10.000 bottiglie, Vi invitiamo ad inviarci quanto prima il Vs. cortese ordine. Vi informiamo che la consegna sarà a partire dall?1 settembre p.v. e che, come tutti i vini Soldera, anche questa Igt Toscana Rosso è certificata 100% Sangiovese?.
Questa la presentazione del Pegasos da parte di Gianfranco: per chi volesse saperne di più non resta che visitare il sito Internet aziendale o inviare una mail a questo indirizzo di posta elettronica.
Il prezzo del vino è di 390 euro + Iva per sei bottiglie, ovvero un totale di 468 euro per un costo unitario a bottiglia di 78 euro.
Un prezzo ?solderiano? anche per questa Igt che, ne sono certo, sarà all?altezza del blasone di Case Basse e decisamente più brunellesca, anche senza riportare il nome Brunello in etichetta, di tanti ?Brunello di Montalcino? o presunti tali.
Mi piace sottolineare la scelta, sicuramente simbolica, del nome, quello del più celebre dei cavalli alati, che dopo essere stato utilizzato da Zeus per trasportare le folgori sino all?Olimpo e una volta terminate le proprie imprese, ?prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione?.
Forza Pegasos, vola alto sopra le miserie di Montalcino e la sua ordinaria, provinciale, mesta e grigia quotidianità!

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[08/03/2008, 17:54] Giornali della domenica: la classifica del Financial Times
Poniamo che voi facciate le vostre vacanze nei 27 paesi dell'Unione Europea scegliendo in base alle tabelle dei prezzi che il Financial Times ha redatto. Bene, non scegliereste certo l'Italia per il dormire, è la più cara, 200 euro una...
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[01/01/1970, 02:00] Produttori: I Fabbri
Dal recente viaggio fatto con il collega Alessandro Franceschini a Lamole, una piccola frazione di Greve in Chianti, in occasione della settima edizione de "I profumi di Lamole", ho avuto modo di conoscere Susanna Grassi, dell'azienda I Fabbri, che con la sorella Maddalena...
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[06/20/2008, 09:22] vino e designer, anche per il packaging
Canaiolo Bianco

Non è la prima volta che mi capita di parlare di Salaparuta, uno dei punti di riferimanto dell'enologia siciliana.
Esemplare sicuramente il modo in cui hanno gestito la comunicazione ed il marketing.

All'interno del sito aziendale hanno costruito una sezione riservata al packaging ed agli acessori firmati DUCA di Salaparuta...ma la cosa che ho notato, e che ho trovato veramente meritevole di segnalazione, è che su ogni prodotto dell'azienda viene citato il DESIGNER che l'ha progettato.....vi sembra una cosa tanto usuale e diffusa in Italia ?
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[07/27/2008, 23:30] The Festival of Malvasia
Canaiolo BiancoThis is the ideal time of summer; lying out in the pool, on my isola, thinking about the little sounds and sights and smells that make up the perfect day in July.

As I take a little nap, under the sun, above the body of water that occupies my isola, I have a dream. We are back in Southern Italy, walking. Somewhere off the distance there is a masserie; they are waiting for us, with wine and lunch. We are just a few minutes late, but we parked the car when the road would take us no further. There is music and the sound of drums coming from the distant winery. They are celebrating the Festa della Malvasia.
Canaiolo BiancoThis is a yearly event, bringing dancers, artists, musicians, actors, clowns and jesters to this one place in the country, to celebrate the casks and the wine and the middle of the summer. Large women are seen carrying these gigantic platters for the fire; today they are feeding the artistic community and we have been invited by the winemaker.

My friend, Carlo the clown, is already there. We have a psychic communication, he is wondering where we are. But he?s fine, he?s playing with the monkey. My musician friend from California has called me; he is bringing a philosopher friend from Paestum, so he is behind us.

Canaiolo BiancoThe invitation was only sent a few days before. To get all the players together was a major feat, but this is a dream, all things are possible. The invitation went like this:

Please, all who come, bring a little piece of your past to share, and take home a piece of your future. We have cooks from Naples, so no one should go home hungry. The wine is neither the old, dirty wine nor the new, lifeless wine. We are cracking open the barrels of real Italy; please bring a demijohn to take some home with you. Bring your mother, bring your sister, bring your sons and daughters and lovers. Or bring the priest, for we will all need him eventually. Come as you are, not as you wish to be. The party will last three days. We will not sleep, you?ll see. Do not RSVP. Just arrive when you can. Don?t be late.


Canaiolo BiancoI thought it a little strange when I got closer and started hearing all kind of animal sounds. A tent by the side of the building was pitched, a circus had stopped by. The smell of fresh seafood and garlic, mixed with the exotic aroma of capers, saffron and rosemary, filled the air.

Once inside the building we were greeted by an older woman with grayish to white hair, long and gathered in the back. She had a handful of young children surrounding her and her eyes where bright green. She handed us goblets. One of the young children took us to a room where there were pitchers. We were poured some cool, white wine.

Across the hall was a large open room, with tables and music and tiellas of rice and mussels, steaming and aromatic. Jugglers were practicing with tomatoes and squash, packs of trained dogs followed their every move. There seemed to be an order to all of this, although it didn?t seem to make any sense, nor like this could ever happen in real life. And then we sipped the wine.

Canaiolo BiancoThis was the wine we had been searching for. It wasn?t some baked, tired, brown mass of lifeless juice with an alcohol base. And it wasn?t a mass of vanilla and butter, seamless and uniform, as if it could have come from anywhere in the New World Order of Winemaking. It was perfect. Crisp and juicy, an acidic marmelata to relieve the rice and the mussels of their responsibility to be the sole nurturing force. It was golden, it was sunshine, the tan on the arms of a young woman working in the fields, the little hairs on the small of the back of the newborn baby, the strength of the pizzaiolo, gathered after all those years in front of a hot oven, working his life away for his art.

Canaiolo BiancoThe food, the circus performers, the exotic animals, they all retreated to the edges of the dream. All that was left was a pitcher in the late afternoon sun by the edge of the water and the sublime silence of a hot summer day; the synchronization of a life searching for that perfect moment, found by accident, over a festival for an ancient grape.

Canaiolo Bianco




Punchinello Drawings by Giovanni Domenico Tiepolo
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[08/04/2008, 13:35] salmastro, abrasivo, strepitoso
Canaiolo Bianco
"Salmastro" di Domenico Guarino è tra i racconti segnalati da Villa Petriolo nel concorso "I giorni del vino e delle rose". I nostri complimenti all'autore.

Domenico Guarino è nato a Battipaglia (SA) nel 1968 e risiede a Firenze. Laureato in Storia medioevale, lavora come giornalista a Controradio/Popolare Network. Nel 2006 ha vinto il premio letterario "Raccontare le periferie" del Gabinetto Viesseux e, nel 2007, il premio "Tiziano Terzani - un racconto per la pace". Nel 2008 si è aggiudicato il premio "Cronista dell'anno" dell'UNCI (Unione Nazionale Cronisti Italiani).



racconto

"SALMASTRO"

di Domenico Guarino



'Salmastro... e ... abrasivo!'
'Ma dai! Elegante... fruttato... e... corposo?
'No ti dico: salmastro, abrasivo...E anche... strepitoso. Si, senza dubbio: strepitoso! 'Sì... e poi...'

E poi, come sempre, eri tu a pretendere l?ultima parola, e a me non rimaneva che guardarti.
Ridere, spogliarti, o assaporare con sensuale accondiscendenza tutto quello che ti apparecchiavo davanti. In quel piatto di ceramica bianco bordato di rosso e di fiori, che avevi voluto acquistare per forza in quella bottega di Lucca che avevamo trovato insolitamente aperta il Primo di Maggio. Quando tutti se ne stanno a festeggiare la Festa dei lavoratori.
E a me sembrava un?offesa solo per quello!
Perché, magari a te non te ne fregava niente, ma io a certe cose ci tenevo.
Perché ero cresciuto col mito della classe operaia. Delle bandiere rosse svolazzanti nell?azzurropalstico di un cielo infinito e sorridente.
'Il futuro era nostro' pensavo. Lo sarebbe stato, senza ombra di dubbio.
In famiglia la pensavamo tutti così.
Nonostante la mamma ed il papà andassero regolarmente in chiesa, e a me era toccato pure il chirichetto; che quello dalle mie parti non te lo leva nessuno.
Carletto: ecco, lui era stato l'unico. Ma lui era uno Stromilli, e per tutti in paese gli Stromilli erano 'gli eretici'.
Miscredenti, bestemmiatori, atei. Gente massiccia, baffuta, con lo sguardo sguincio ed altero. Gente di quel sentore Risorgimentale, che si mantiene inalterato negli anni. Nonostante tutto.
Come il vino buono.

?In futuro pensi di rimanere ancora qui o hai deciso di averne abbastanza?? ti chiesi all'improvviso.
Girasti lo sguardo verso la finestra, lentamente.
Nella penombra della stanza il verde dei campi si stagliava con evidenza translucida.
In sottofondo le cicale sacrificavano al sole la propria indolenza componendo in musica tutto il peso della canicola asfissiante. Come fossimo all?Opera, assorti nella contemplazione di un'overture maestosa ed ondeggiante.
Alzasti il calice, ed esclamasti con foga caricaturale: ?il mio trono è saldo, signore! Non fuggirò da questa terra che ho conquistato a suon di battaglie e stragi sanguinarie. Rosse e vellutate come questo nettare divino che assaporo con gioia!?
E poi di nuovo scoppiasti a ridere.
Facevi scorrere il vino sul palmo della mano. Qualche goccia. Abbastanza per formare un piccola pozza. E poi lo leccavi. Come si fa con la nutella.
'Ma non è così che si beve! Lo rovini...'
All'improvviso la tua espressione si fece seria. 'Nessuno, nessuno può insegnarti come sia giusto godere delle cose che ami! Nessuno! Capito? Non lo permettere mai'.
Mi strappasti di mano la bottiglia e tirasti giù un sorso più deciso.
Pian piano, con piacere quasi tangibile - un piacere che quasi sentivo vibrare nel respiro della pelle- lo vidi transitare attraverso la tua lingua e poi in gola.
I tuoi occhi brillavano tutta la sensuale pienezza di quell'approdo. Il riflesso profondo, insistente, di un attimo che non voleva scorrere.
?Non ho mai capito cosa ci trovi davvero in me? ti dissi.
E fu allora, esattamente allora, che compresi quanto inutile sia cercare una ragione nelle cose che accadono.
Mi accarezzasti la guancia con il palmo della mano ?Ma tu sei come questo vino! Salmastro, abrasivo, strepitoso. Come avrei potuto fare a meno di te!?
Scoppiammo a ridere entrambi.
Poi ricordo solo il freddo delle mattonelle di cotto e la tua schiena bianca che mi sfuggiva, fluttuando attraverso i muri grigi e possenti che mi ricordavano quanto fossi smaccatamente felice.



Camminare non mi è mai pesato. Affatto.
Mi è sempre piaciuto sentire il movimento dei muscoli, il lento fluire dei passi. Le lievi frustate dei nervi e quella sottilissima patina di sudore che inumidisce la pelle dopo un po'.
Sento scricchiolare la terra sotto i passi. Un crepitare vivace che mi rassicura.
In prospettiva vedo la regolare armonia dei filari adagiati come spade fiorite sul crinale dei colli bassi e dolci. Rotondi, come se qualcuno li avesse disegnati con l'ovatta, disponendo i batuffoli ad uno ad uno.
Il risultato di un'applicazione millenaria e solerte. Natura e lavoro che si fondono in un intreccio commuovente.
Camminare è' uno dei piaceri che ancora mi concedo. Ogni volta che posso.
E a pensarci bene anche questo sembra essere diventato un lusso: casamacchinaufficiomacchinacinemamacchinavacanzamacchinaletto.
Variante: scooter.
O, per i più fortunati: motocicletta.
Tu dicevi sempre che il segreto stava nel fare con gusto le cose che si fanno.
Cioè: lavorare con gusto, mangiare con gusto, fare l'amore con gusto, ballare con gusto, dormire con gusto.
E io che invece avevo dimenticato quanto fosse bello respirare! Che non sapevo più nemmeno baciare una donna.
Avevo perso la capacità di sorprendermi. L'avevo smarrita nei rivoli di un'abitudine malvagia e spossante che mi aveva reso tutto conforme alla noia.
Eppure non si trattava di ripetizione. No!
Non solo di quello almeno. Ciò che veramente mi aveva avvelenato l'anima portava un nome preciso. Si chiamava -si chiama- vigliaccheria.
Sì: ero diventato codardo. Sordo.
Non avevo più il coraggio di mettermi in gioco. Di rischiare. Non sapevo più affrontare le cose con la giusta generosità, con affetto.
Me le facevo scorrere addosso come se nulla fosse. Le sentivo scivolare sulla pelle senza lasciare traccia. Senza affondare i colpi.
Tutto molto più facile.
Nessuna complicazione, un'apparente imperturbabilità. La sensazione di essere padrone delle cose. Di essere sempre in ordine. Sempre al posto giusto, nella maniera giusta.
Non cedere.
Non farsi coinvolgere più di tanto.
Che cretino!
Mi bastò vederti in un pomeriggio qualunque, in un posto qualunque, in un attimo qualunque per rivoltare come un sacco la presunzione della mia autosufficienza.
Mi bastò quel battito di ciglia, quelle labbra che sapevano di ciliegia solo a respirarle, quel bagliore setoso ed affilato con cui mi trapassasti assolata e limpida.
Mi bastò questo.
In un attimo.
Aspettavi l'autobus alla fermata della Fornace, di fronte alla vecchia pompa di benzina.
La maglietta bianca, la vita stretta, i capelli corti appoggiati vezzosamente sul lato. I fianchi larghi da donna.
Quei fianchi che solo le femmine possono avere.
Forti, ampi, morbidi. Fianchi che ci avresti dormito un secolo intero sognando le terre dove il fuoco accompagna i tramonti più dolci... Eri una calamita.
Attraversai la strada solo per passarti accanto e respirare il tuoi profumo. Fu il primo passo: recuperare l'olfatto!
Sapevi di rose.


Raspi, acini, pigne, tannino, sulfiti, fermentare, rovere: il suono forte e l'inconsuetudine elegante delle parole che hanno a che fare con il vino.
Suoni antichi. Lenti. Che richiedono attenzione.
Ci sono parole che hanno il dono di meravigliare.
Come 'stropicciato'
La adoravi, quella parola.
'E' dolce e spigolosa insieme. Sa di neonati addormentati in lenzuola di lino' dicevi.
E come sempre accompagnavi le frasi con il movimento delle mani.
Quelle mani bianche affusolate e scarne con cui accarezzavi i miei sospiri quando i nostri corpi si stringevano nell'aria frizzante di una sera di maggio.
Quella sessa aria che ora respiro aspettando che tu torni.
Con te ho imparato il gusto dell'attesa. Sentirsi aggrappato agli attimi che scorrono, mentre il tempo passa.

'Arrivo: le sette e quarantatrè di martedì sera': solo un sms. Scarno essenziale, defintivo. Come le cose veramente preziose.
Semplice. Come un calice di cristallo. Come tutte le cose che ti appartenevano.
Fermo sulla soglia mi godo la brezza ed il rigoglioso sbocciare degli umori.
Le viti sonnecchiano in lontananza. Gli ulivi ondeggiano di brezza leggera.
Sarà il sole a render loro giustizia. Con calma.
Spietato e dolce: lavorerà a lungo perché l'autunno possa godere dei frutti migliori.
I grappoli a quel punto saranno carichi e noi potremmo mangiarne, e berne. E potremmo farceli scorrere addosso gustando il loro lieve solletico tiepido. Fino a mordere i chicchi ad uno ad uno.
Assaporando lentamente il pretenzioso elastico della buccia, la vorace e papillosa frescura della polpa, e l'amaretto docile dei semi tra i denti.
Sarà il tempo a regalarci tutto questo.
Basterà saper aspettare.
Con calma.
Con la dovuta calma.
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[05/02/2008, 12:35] Serata carne al Wine Enoteca di Lonigo

Il 15 maggio 2008 al Wine Enoteca di Lonigo ci saranno i cuochi di maisazi.com per una serata basata sulla carne.

Questo il menu proposto ai clienti:

Filetto di maiale alla frutta - alcune delicate fette al profumo di frutta e mosto al cioccolato.

Tagliata di controfiletto all’estratto di fichi - strisce di manzo scottate e legate da un denso e gustoso estratto di fichi artigianale.

Filetto di manzo nello stagno - un pregiato tournedos cotto in Aperol e Ginger, impreziosito da un pomodorino alla griglia con Sale di Cipro.

Scamone con riduzione di Aceto Balsamico - un medaglione di manzo arabescato da un filo di dolce Aceto Balsamico ridotto e Sale dell’Himalaya.

Il Wine Enoteca è in via Garibaldi 25 a Lonigo. Per prenotarvi, se siete in zona, telefonate al +39 0444-834856.

P.S.
Estratto di fichi e mosto selvatico sono stati acquistati su www.inari.it (che qui conosciamo bene) Canaiolo Bianco

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[07/07/2008, 06:20] Once Upon a July
Canaiolo BiancoIt?s my month, definitely my month. This is the period when I take a breather from the daily grind, crank back, calm down and tan up. Often there is some beach time on the Adriatic. But this year, it?s all done as a remote viewer. There?s too much going on here. The wine trail in Italy must wait. And maybe my month as well might need to be put on the back burner.

I went looking for signs of economic life in America, in the restaurants, in the markets, in the liquor stores, in the lakeside dancing spots, looking for hope that the America I grew up in was still there. Maybe a little dented, bruised, but not down for the count.

Canaiolo BiancoThe thing is, it looks like all across the globe, except for the extremely wealthy, we are in a pinch. Italy is in a crunch, things there are expensive. Across America, East Coast, West Coast, flyover country, there are signs not only that things are slowing down but the people don?t seem be able to recognize what we?re in. My 94 year old mother commented to me today, that she thinks this could be worse than the Depression she went through as a young American. My mother, who is paying almost $5 for a gallon of gas.

And folks at farmers markets, selling their organic berries, still think Barack Obama is a foreigner or a Muslim? We are standing in the square at High Noon and this is one noir moment in our history.

Canaiolo BiancoAnd what is the Italian response? From Italy, it seems that silence is what they are serving back. I am astonished that they think this would be an appropriate response. Like the cat that sits in the corner and pretends to not see you, thinking if they don?t look at you, you will think there aren?t there. Invisible. Not culpable. Unbelievable.

I have been reviewing wine lists across my region and am amazed that no one has thought to re-adjust their mark up so that folks could actually be persuaded to get in their SUV?s and go out to dinner and possibly order a bottle of wine. Salespeople all across my region are telling me, in places both reasonably priced and high end, things have slowed down, body count is down. Except in Afghanistan.

Canaiolo BiancoListen, you buy a bottle of wine for $25, you charge $90. Wrong. You charge $60, maybe, and give the diners a break. They are already taking it in their tanks; find a way to bring them back in. Because if you don?t, you might not be able to get them back in, even if you charge only $50. It?s heading that way, faster than a brushfire in Southern California.

Here?s a sign of the times. We have 700-800 cases from a winery in Puglia, the wine just showed up. Suits on Stockton Street decide to move the wine over to another house. Happens all the time. This here now is fresh wine, retails for $11-12. Although a year or so ago the same wine could be found for $9-10. Anyway, I get to offering this wine for $5 for the whole lot, way below cost. Don?t know why, maybe to slow it down in its next life cycle, maybe to give a friendly account a deal. Now here?s the shocker. I run it by a couple of accounts across the state and the wind-up is, they can?t take it all. Yes, it?s a good deal, they admit, but cash flow or body count is low. So, no deal.

Canaiolo BiancoThat, my friends, is not a good indication. For any of us. Not for the bio-dynamic, free-range, sulfite-free crowd and not for the let?s go get some K-J at Cost-Co crowd. I have been talking about this for a while now and folks are just trading down, not one or two price points, but more. Hey, Rumsfeld and the Pentagon tried it, and didn?t that work out real well for all of us? Now we have a whole country looking for something from somewhere cheaper than China? Good luck.

Is it all doom and gloom, sky is falling, badder than bad? Of course not, but the signs are all there.

Canaiolo BiancoA bunch of Italian working men go into a club at then end of their shift, have a beer or a whisky. Talk about their lives, their family, their women, their goomadas. At the end they all go home, where their kids and their wives are waiting for them, water boiling on the stove, a pot of sauce simmering, some pork riblets in it to thicken the sauce and supply some meager protein. The same story across the country for two, three generations. And then, no more, it?s gone. They?re gone, the people, the traditions, the hopes the sauce, the boiling water. The goomadas. La commedia è finita.

Forty years later we stare into screens, looking for meaning, searching for our simmering sense of belonging to something on a Sunday night in the middle of the desert on a hot night in July.

Yep, definitely my month.

Canaiolo Bianco



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[04/23/2008, 12:43] Barilla chiama i blogger per Alixir

Canaiolo Bianco

Il 29 marzo scorso sono stato al temporary store di Alixir a Roma. Alixir è una nuova linea di prodotti lanciata di recente da Barilla per la quale rimando al mio post scritto qui.

L’occasione è stato un invito ricevuto da Alex e Mirko di Ninjamarketing. Una bella occasione per conoscere personalmente diversi blogger con i quali si è avuto modo di sentirsi su internet: Caterina Di Iorgi di Blogosfere, Lele Dainesi, Luca Conti di Pandemia, Stefano e Marco di Due Spaghi, Tommaso Maggio de Lospremiagrumi.com, Simone Sbarbati di Frizzifrizzi.it, Federico Quaranta e Tinto di Decanter su Radio2

Non è abituale incontrare tanti blogger e personalità del web 2.0 italiano che discutono insieme di un argomento, per cui qualche parola è di dovere. L’incontro è stato un esempio lampante di come le cose stanno cambiando: Barilla, una delle maggiori aziende del food italiano, incontrata i blogger per presentare la nuova linea di prodotti, ma soprattutto per avere un feedback su diversi aspetti: packaging, comunicazione, punti di forza e di debolezza, …

Non farò il punto sulla comunicazione di Alixir nella blogosfera che, per certi aspetti, ha avuto dei risvolti non proprio ottimi, bensì proprio sul fatto del cambiamento in atto, cambiamento che nel mondo del vino appare un pò più lento.

1. Una grande azienda si apre
2. Obiettivo: avere un feedback, capire, ma anche veicolare il proprio nome tra gli influenti

Mi è rimasta impressa una frase che riporta anche Mauro Lupi nel suo blog: alla domanda “perché non aprite un blog?”, il padrone di casa Eugenio Perrier di Barilla ha risposto

Semplicemente perché non lo sappiamo fare

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[01/01/1970, 02:00] Evoluzione delle pubbliche relazioni
Canaiolo Bianco

Nell'ambito delle strategie di comunicazione dell'impresa, le pubbliche relazioni risultano uno strumento molto efficace a disposizione del management per raggiungere nello stesso tempo una pluralità di scopi e un pubblico molto ampio e variegato.
Col termine di relazioni pubbliche, si intende il lavoro di ?ponte? tra l?azienda e gli interlocutori più qualificati (in particolare giornalisti, ma anche più in generale gli opinion leader del settore) utili alla conoscenza della qualità dei prodotti, dell?azienda stessa e delle persone che la formano. Si prende cura dell'immagine aziendale, ovvero dell'immagine che si vuole trasmettere ma anche e soprattutto dell'immagine percepita dagli interlocutori. Il suo intervento va armonizzato, in primis con gli obiettivi dell?azienda e di conseguenza con i responsabili dei settori commerciale e produttivo perchè gli obiettivi di mercato ed i prodotti per raggiungerli, vanno definiti insieme affinchè il lavoro di responsabile delle relazioni pubbliche, ne sia supporto e complemento. In sintesi, si occupa di promozione, ufficio stampa, pubbliche relazioni, supporto alla scelta di indirizzi qualitativi, supporto alla scelta di mercati, campagne pubblicitarie, etc
Le pubbliche relazioni lavorano prevalentemente sulla notorietà , sulla credibilità e sulla reputazione dell'azienda e hanno anche un elevato impatto nella costruzione da parte dell'azienda della Customer Social Responsability (CSR), contribuendo a creare una immagine che risulti duratura nel tempo e che identifica e valorizza la mission o visione dell'azienda.



Le pubbliche relazioni on line

L'obiettivo principale della PR online è massimizzare i commenti positivi sulla propria azienda, marca, prodotto o sito web nei siti web di terzi che possono essere visitati con più probabilità dal proprio target audience. Internet offre la possibilità di fruire di un interazione ?a due vie? (interazione), per comunicare con opinion leader e giornalisti, clienti e di rafforzare la marca o immagine di impresa.
Favorendo l'aumento del numero di utenti qualificati ad un determinato sito web, dei contatti;e conseguentemente amplificando le possibilità dell'aumento delle vendite; la ricerca di potenziali nuovi clienti; l'offrire informazioni a persone che stanno completando il loro processo d'acquisto; l'affermazione del brand.
E? importante quindi monitorare le varie sfere della rete, con particolare riferimento ai blog, ai forum, ad usenet, per conoscere la reale percezione che il mondo esterno (addetti ai lavori e consumatori ) ha della azienda, quale sia la percezione del marchio e del prodotto e se questa percezione sia o non sia in linea con quella che vorremmo effettivamente trasmettere. Tra le attività delle Pubbliche Relazioni online ricordiamo: Comunicazione con i media (giornalisti), scambio links o ottenimento di links, redazione di materiale editoriale, partecipazione a Comunità e networks, analisi della conversazione in rete sui brand, servizio di monitoraggio e alert.
Gli obiettivi, in sintesi, della programmazione di una attività on line: fornire informazioni a opinion leaders e al consumatore:
_aumentare
_popularity
_aumentare sentiment
_aumentare fidelizzazione
_ottenere feedback dagli utenti finali
_consolidare immagine
_azienda/prodotto

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[07/31/2008, 19:00] Il vino durante i pasti

Canaiolo BiancoParecchie le persone che preferiscono consumare il vino ai pasti. Meno, invece, quelle che lo fanno lontano dal pranzo e cena. Tranne tuttavia quando l'occasione lo richiede. Relativamente alla tipologia, si preferisce un vino di bassa gradazione e rosso. Il vino bianco è tuttavia molto apprezzato con i primi piatti, con i piatti di pesce e i freddi. Abbastanza gettonati sono i bianchi frizzanti. Altra considerazione che merita interesse è che spesso il consumo di vino è proprio associato al momento del pasto, ben lontani dall'evocare il vino quale momento di piacere o meditazione. Per dirla tutta, tranne che in alcune realtà, non sempre si entra in un bar e si chiede del vino sfuso o in bottiglia. Bisogna tener presente che è saggio - lontano dai pasti principali - consumare vino bianco o rosso sempre a stomaco piano e in modeste quantità. Buona regola [che non vale solo per il vino] è bere poco, ma bene! Decenni or sono sia per mentalità che per il tipo di lavoro e di vita c'era la tendenza a bere di più durante i pasti. La media pro capite attualmente è circa un bicchiere scarso di vino, certo che è tutto estremamente soggettivo e le medie hanno la loro valenza statistica. Negli ultimi anni è pur vero che molte cose sono cambiate: la vita, soprattutto, dal punto di vista qualitativo è migliorata con maggior disponibilità economica. C'è stata quindi più opportunità nel scegliere altre bevande per pasteggiare, come la birra, un tipo avulsa completamente dal momento pasto e ora molto apprezzata! È innegabile che un bicchiere di buon vino magnifica ed esalta anche il più semplice dei cibi, e il consumo del vino ai pasti si presenta come una bella opportunità per stare bene?senza esagerare, però!

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[07/29/2008, 15:00] Vini buoni d?Italia 2009 TCI: l?Umbria di Aldo Fiordelli e gli esiti delle finali, due Sagrantino a Corona
Aumento del peso specifico per l’Umbria nella guida 2009 del Touring Club ai Vini Autoctoni Italiani con ben 20 schede previste. Crescita grande anche qualitativa anche se con difficoltà per il Sagrantino 2005 che risente di piogge in vendemmia che hanno colpito le aziende in maniera poco uniforme con maggiori problemi nella parte alta (Montefalco) e [...]
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[07/29/2008, 17:38] Cos'è un blog?
Il professor Marino Niola, Ordinario di Antropologia Culturale, sulla Repubblica di oggi, scrive una pagina intera per spiegarcelo. Allora da bravo blogger vado su google e digito il suo nome e mi viene come prima opzione il sito del professore,...
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[08/01/2008, 13:06] luca 6-13
Canaiolo Bianco
Labirinto di Leonardo





Continua su Divinando la pubblicazione dei racconti segnalati per il Concorso letterario di Villa Petriolo, edizione 2008.

I complimenti di Villa Petriolo ad Andrea Ciresola, autore del racconto "Luca 6-13".


Andrea Ciresola, nato a Verona nel 1961, vive la sua vita a Monteforte d'Alpone (VR) con la moglie Gabriella e i figli Alice e Alberto. Si occupa di restauro e conservazione delle opere d'arte dal 1982, anno in cui diventa artigiano. Da sempre coltiva la passione del comunicare, realizza infatti opere di arte visiva, teatro e scrittura. Ha messo in scena la commedia "Buono da morire", pubblicato il romanzo "Una fragola per capello" (Perosini editore) e il racconto "Vangog" (edizione ETS/Perosini editore).
Nel 2007 ha vinto il premio letterario Villa Petriolo "I paesaggi del vino" ed è stato fra i vincitori del XXV Premio Firenze.


racconto

"LUCA 6-13"

di Andrea Ciresola



« Chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici,
ai quali diede il nome di apostoli »


Si fa presto a dire Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Ultima cena, Vangelo, in nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, amen! Per quanto mi riguarda la storia dei Dodici Apostoli segnò tutta la mia vita e non per eventi di fede. Tutt?altro.
La vicenda ebbe inizio molti anni fa, in un pomeriggio passato a Sotheby?s dove all?asta vennero battuti alcuni dipinti del Seicento italiano. Londra ama il Seicento italiano.
Anch?io.

La Direzione di M.me Tussaud?s, il museo delle cere, si risentì di quella mia ennesima assenza, tuttavia lasciai il laboratorio di restauro di cui ero il responsabile, per uscire dal portone secondario e dileguarmi tra la gente a passeggio. L?asta più appassionante quel pomeriggio fu per un dipinto, scuola di Annibale Carracci, 76x85 olio su tela, dove vi era rappresentato un curioso labirinto di vigne, tralci e grappoli d?uva. L?immagine del vigneto, notturna e dominata dal candore della luna, riportava nel cielo nuvole aggrovigliate, ora in luce ora confuse con la notte. Forme riconoscibili di donne, abbracci, amori saffici.
?Centonovantamila uno, centonovantamila due, centonovantamila tre! Il labirinto, olio su tela di scuola italiana è aggiudicato al signore là in fondo, con i capelli bianchi per centonovantamila euro. Grazie!?
Il signore là in fondo con i capelli bianchi rispondeva al nome di Giorgio Antelami e quando mi avvicinai per congratularmi con lui, la mia vita cambiò. Ad un primo sguardo, l?avevo definito, come tutti quelli che lo avevano conosciuto, un uomo d?altri tempi.
La famiglia Antelami vantava un albero genealogico piantato in terra ben ottocentosedici anni prima da Antelamo Antelami e Isadora di Altavilla e da allora la stirpe aveva fatto storia con personaggi di eccellenza..
Nonostante lo stile antico Giorgio Antelami fu uomo invece che seppe coniugare tradizione e modernità attraverso l?uso moderato di genio e sregolatezza. In questo non si smentì nemmeno nella sua uscita da questo mondo.
?Collezionista d?arte?? chiesi quel pomeriggio a Sotheby?s.
?Produco vino! Italia.? rispose secco, ma in quel dare la mano e ritrarla, proferire parole e accenti, qualcosa, non so cosa , fra di noi accadde.
Lo servii per ben ventidue anni.
Il primo maggio di un anno qualsiasi l?uomo fu trovato riverso sulla scrivania preferita con a fianco un bicchiere di vino rosso decantato da una bottiglia del 2004. Una vendemmia memorabile che le Cantine Antelami avevano interpretato con un Chianti leggendario.
Davanti alla bara in legno di ulivo, nella camera ardente c?era il foglio con le sue ultime volontà e la gente sfilò davanti alla salma e al testamento con uguale rispetto e commozione. Le onoranze funebri avevano lavorato in modo perfetto, utilizzando gli stessi abiti dell?ultimo giorno come previsto dal signor Giorgio. La salma sembrava una statua. Per arrivare alla villa, i mezzadri delle sue terre, quelli degli altri proprietari, le autorità, le amanti e le mogli, gli amici, insomma tutti avevano percorso a piedi un sentiero che scriveva le iniziali del suo nome sulle colline nei pressi di Firenze.
G. A.

Anche oggi tutto mi riporta a quel pomeriggio londinese quando, in men che non si dica, mi convinse a trasferirmi a casa Antelami nel cuore dell?Italia per realizzare un vigneto con la forma di quel labirinto. Ci vollero un paio d?anni e non fu nemmeno difficile. Altra cosa, invece, fu realizzare il progetto che il Marchese aveva espresso nel testamento: bisognava, dopo la sua morte, convincere i dodici proprietari confinanti con le terre delle Cantine Antelami a percorrere il labirinto per scoprirne il segreto. Una volta usciti dal vigneto e carpito l?arcano avrebbero potuto acquisire quella parte di terre confinanti con la proprietà dell?Antelami. Se non ci fossero riusciti avrebbero dovuto affidarsi al destino che la sorte (e il viaggio nel labirinto?) avrebbe scelto per loro e il pegno di consegnare i vigneti alle Cantine Antelami.
Il signor Giorgio Antelami nel testamento fece assumere ai dodici confinanti il nome degli apostoli e questi accettarono la sfida.
Cosa nascondeva il labirinto?
Di forma rettangolare, duecentodieci metri per duecentonovantasette, il labirinto di viti occupa tutt?ora il lato est del grande brolo della villa e arriva fino al giardino all?italiana, dove una tauromachia di roseti racconta storie di toreri e belle donne. Un?invenzione rinascimentale con varietà di rosa che inebriano i sensi fin dentro le stanze della villa e, ovviamente, nei meandri del labirinto.
I filari di vigna sono disposti con misteriosa geometria e da un ingresso si accede, se si riesce a scoprire la strada, nel cuore del labirinto dove si trova una torre senza finestre, costruita in blocchi di marmo Carrara. Un solo ingresso; da una scala esterna si accede sul tetto della torre ad un terrazzino utile per individuare la via d?uscita. Un labirinto di Sangioveto, Canaiolo, Malvasia con qualche pianta di Trebbiano, disposta qua e là secondo le storiche indicazioni del Barone Bettino Ricasoli descritte in un documento della metà dell?Ottocento di proprietà del signor Giorgio. Piante disposte ad arte, discusse, scelte, amate. Pensate.
Gli apostoli entrarono, uno alla volta, uno per anno nella stagione dell?uva matura, a metà settembre, andando incontro al loro destino, pieni di speranza. Sicuri della vittoria.
Per nessuno di loro fu così.
Dopo che Pietro fu entrato, alle 14 del nove settembre e dopo che tutto il mondo l?aveva visto in religioso silenzio prima sul terrazzo, poi nella torre e aveva atteso la sua uscita fino a notte tarda tanto da azzittire le cicale prima e grilli poi? dopo tutto questo, la gente se ne tornò a casa rinchiusa nei suoi pensieri, ma sicura che l?Apostolo Pietro non sarebbe più tornato. Gli stessi pensieri ebbero per Andrea, Matteo e Giacomo e poi per tutti gli altri.
E quelli furono giorni di silenzio per le cicale e i grilli.
Pur sapendo quale rischio potevo correre, ma con un inconfessabile segreto che mi ero portato nel cuore per ben dodici anni, il tredicesimo settembre di quell?incredibile serie, fu il mese del mio ingresso nella selva di Sangioveto e Canaiolo e Malvasia. Trebbiano qua e là.
Piante di rose damascene, della rara varietà purpurea, modellavano i corpi dei toreri e la chioma di Lucia Bosè. Nell?arena spettatori in visibilio. Settembre.
Entrai.

Canaiolo Bianco
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[06/27/2008, 20:26] Dal M. Thurgau ai Rosati d'Italia

Canaiolo Bianco

Nei giorni scorsi si è svolto a Cembra il 5° Concorso Internazionale del Müller Thurgau, nell'ambito della XXI Rassegna dei Müller Thurgau dell'Arco Alpino.

La mostra è in programma dal 2 al 6 luglio prossimi ma, come detto, le degustazioni degli oltre 90 campioni presentati si sono già tenute.

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[07/23/2008, 08:22] A Sea of Affluence
Canaiolo BiancoOver the past year a little thread has been drifting past me. I hear a story about a couple going to Italy to spend time on a large yacht, another story about a fellow who travels to Italy with a concierge-in-waiting. A trend, or something that has always been there? It seems there is a whole 'nother Italy for a group of people who travel. I call it Italy-in-a-bubble.

Canaiolo BiancoFor Americans who don?t travel much outside of their comfort zone, which in the last eight years there seems to have been a surge, there is the experience of getting on a very comfortable plane and going to the Italian peninsula. Once the craft touches ground, it seems everything is done to make sure this elite group of travelers never touches their feet on true Italian soil. Usually some kind of driver is waiting there to pick these affluent souls up out of the squalor in which the natives squat, and then there are whisked to some 5 or 6 or 7 star resort, the ones with the 800 count sheets and the white-goose-only down pillows. Or better yet, whisked straight to a port, like Naples or Ostia, where an offshore vessel awaits, private chef, staff and ambience included.

In the last month I have had a handful of people tell me they were ?going to Italy? and described something similar to what I just laid out. Then they asked me where they should go once they got to Italy.

Canaiolo BiancoMy first answer? How about going off the reservation? Dump the boat, get on land, get your Cole Haan?s dirty, and step outside of your protective cover. Inotherwords, go to Italy.

First of all, you are not a high ranking government official who needs security. What you need is some oxygen. Dress down; you can ?do a Google? to help you find out how to do that. And get out of the hands of your handlers.

I understand it is difficult to go into a strange land where the language is different and the food comes from a garden instead of a freezer. Or that you might have to try the fresh Swordfish when you?d really rather have Chicken Parmesan.

Canaiolo BiancoChi mangia solo crepa solo.

So you travel halfway across the world in your private jet or in business class with the headphones and the champagne and the lay-down seat. And you get to the airport where someone is waiting for you. And you are whisked away to a private resort on some secluded hilltop town that has been remade for the travel-elite, so you can rest from your journey. Then what? Is there a plan B, someway to escape the Stalag?

Canaiolo BiancoA million years ago I was in Naples for the first time. I was traveling alone, with a backpack and a couple of cameras. I decided to walk west from the Marina, see what I could see. It was August. About 10 miles later I end up in a little place called Pozzuoli. In those days there were lots of cork products, shoes made of cork, you name it. I didn?t have a lot of money, but I wasn?t too broke to buy a groovy pair of cork-soled sandals. I was surely not traveling the elite route, but it was the real Italy.

Along the way I met scads of children who were amazed at this tall, Italian-looking, jean-wearing alien. I spoke even less Italian than now. But you know what? That day was one of the great memories of travel for me, ever.

Canaiolo BiancoSure I was out of my element. And I was walking alone in a poor part of Italy, that only 25 years earlier had seen war and destruction and famine. Starvation. Poverty. Got the picture? The children, many of whom are now the folks running the place, what were they going to do to me, rob my soul? Let?s say someone took a roll of film or even a camera, or a pair of jeans, so what? But it didn?t happen. Old women sitting on the outside of their homes greeted me as if I were a grandson. Some invited me in for a bowl of pasta, a glass of wine. That wonderfully real Campanian stuff. Kids wanted me to take pictures of them and kick the soccer ball around with them. Merchants wanted me to take things home for a pittance (this was the era when the dollar was worth 600 lire, and you could buy a meal for about 1100 lire).

Canaiolo BiancoI didn?t have a place to go back to. The super yacht wasn?t waiting off the coast for me to finish my day with the natives. There wasn?t a concierge in a Mercedes waiting up the street, car running, air conditioner conditioning. And guess what, I survived. Not only that, but with memories more golden than the sunset from that isolated cruiser that was never there waiting for me. And for those souls on those super-yachts who think they got a taste of the real Italy, or real anything, I am sorry for them. Because they got the freezer. For those who take that step outside of their Italy-in-a-bubble, they get the garden.

Canaiolo BiancoSo who is basking in affluence, in the end? Is it the wealthy trophy wife who got off for an hour to go shopping at the boutiques in Capri? Or the young student with a backpack and a dream? I know which road I took, and will continue to take, as long as the real Italy will be there for me. And the deeper you go, the more gold you will find. And that is something that can never be taken from you, never pick-pocketed, never, ever goes away. Because it is the stuff of memories. And memories are the elite treasures of travel.

Canaiolo Bianco




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[06/07/2007, 19:43] Vino dei Blogger #7: Tabula Rasa - Molinelli
Canaiolo Bianco

Avrete capito leggendomi che ho una particolare predisposizione per i vini dei Colli Piacentini.
Perchè le mie radici affondano in quella terra, che non è più Lombardia ma non è ancora Emilia piena, terra di mezzo per eccellenza. Un non luogo geografico, potrei dire, terra di confine da sempre un po' combattuta tra l'essere di "qua" o di "la". E come tutte le terre di confine, foriera di eccellenze in tutti i campi. Nelle persone, nel cibo (Piacenza è l'unica provincia Italiana ad avere tre DOP nei salumi: pancetta, salame e coppa) e nel vino.

Perchè il terroir dei Colli Piacentini non ha nulla da invidiare ad altre zone. Il substrato è bene o male lo stesso che dalle Langhe scende giù