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Mondo Di Vino
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[06/07/2007, 19:43] Vino dei Blogger #7: Tabula Rasa - Molinelli
Neretta Cuneese

Avrete capito leggendomi che ho una particolare predisposizione per i vini dei Colli Piacentini.
Perchè le mie radici affondano in quella terra, che non è più Lombardia ma non è ancora Emilia piena, terra di mezzo per eccellenza. Un non luogo geografico, potrei dire, terra di confine da sempre un po' combattuta tra l'essere di "qua" o di "la". E come tutte le terre di confine, foriera di eccellenze in tutti i campi. Nelle persone, nel cibo (Piacenza è l'unica provincia Italiana ad avere tre DOP nei salumi: pancetta, salame e coppa) e nel vino.

Perchè il terroir dei Colli Piacentini non ha nulla da invidiare ad altre zone. Il substrato è bene o male lo stesso che dalle Langhe scende giù verso i colli Tortonesi, attraversa l'Oltrepo', percorre la provincia di Piacenza e si butta verso Parma e Bologna. Terreni di marne argillose e calcaree, del periodo tortioniano e elveziano, fondi marini emersi (e lo si può capire camminando nelle campagne intorno a Castell'Arquato, dove si trovano più conchiglie che a Rimini) dove solo questioni storico-culturali e climatologiche hanno "sviluppato diversamente" la viticultura rispetto a zone più blasonate.

Se a questa predisposizione naturale aggiungiamo anche un attento lavoro sia sui vitigni tradizionali -i due del taglio piacentino in primis e la malvasia- che su quelli meno conosciuti, raggiungiamo punte di eccellenza.

E' il caso del vino in questione, il Tabula Rasa dell'azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, che va oltre all'essere autoctono. E' di fatto l'uva di famiglia. Vitigno riscoperto in maniera casuale nei vigneti di famiglia negli anni '60, è stato fatto analizzare da varie università alla ricerca delle sue origini ampelografiche, senza risultato. Si è quindi provveduto a stilare una nuova scheda, a cura del Prof. Fregoni dell'Università di Piacenza, "brevettando" così una nuova tipologia, l'uva Molinelli, appunto, forse frutto di un incrocio tra Sauvignon e uva americana, e coltivata franca di piede.

Imbottigliato come Vino da Tavola per ovvie ragioni, il vino si presenta con un colore giallo paglierino tendente al dorato, molto acceso e vicino a quello di alcuni Riesling alsaziani. Il naso di prima battuta è un po' monocorde ed eccessivamente piacione, ma con un po' di pazienza esce la complessità del vino fatta di note fumée, di mostarda e di ghiaia bagnata ma non eccessive e austere, anzi, al naso persiste una rotondità sorprendente, quasi da vino con un certo residuo zuccherino. In bocca una sopresa, lama di acidità a tenerlo vivo, sparisce il dolce apparente che si avvertiva al sostituito da una grande sapidità, quasi salina. Finale sauvignoneggiante, forse un po' amaro e non lunghissimo, ma penso di più non si possa proprio chiedere a questo campione anche nel rapporto qualità prezzo. E il 2006, assaggiato dalla botte, è ancora più strutturato e sorprendente. Lasciamolo in cantina qualche anno, e vediamo cosa ne viene fuori.

E se avete tempo, fate un giro in cantina: l'incontro con Ginetto Molinelli, una forza d'uomo con un'energia e una determinazione che hanno in pochi, vale da solo il viaggio!
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[05/28/2008, 00:11] Quando le strade (del vino e non solo) fanno scuola
"Sulle strade per assaporare il mondo - Laboratorio itinerante, scuola e territorio, sul turismo enogastonomico" così è presentato l'evento che avrà luogo a Soave il prossimo 31 marzo. La locale sezione dell' Istituto Professionale Alberghiero di Stato "Berti" vuole proporre...
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[01/01/1970, 02:00] Fine
No, non è paura e neppure viltà. È stanchezza. Mi sono stancato. E chiudo. Chiudo questo blog (senza cancellare nulla, ci mancherebbe!) Come dice il mio amico Nick Tambone chi scrive su un blog lo fa per passione, senza...
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[06/19/2008, 15:01] 
La colazione del campione I

Sbirciando qua e là la blogosfera, ho notato con piacere che impazzano i post con ricette per la colazione. Con piacere perchè io A-D-O-R-O fare colazione: per me è un momento sacro, un rito che rispetto anche a costo di alzarmi in anticipo.

Le basi della mia colazione sono una moka da 3 persone di caffè nero, bollente, che mi dà la carica già con il suo profumo, ed il giornale (ma in caso d'emergenza va bene anche una rivista, un volantino, qualsiasi cosa basta che io possa leggerla!).

Per quanto riguarda il cibo, seguo l'andamento delle stagioni e la voglia estemporanea del momento, perciò vario piuttosto spesso. L'unica colazione che davvero non mi dà soddisfazione (lo so, sono un'italiana degenere) è l'intramontabile e noiosissima abbinata latte+biscotti. Non me ne vogliate... ;-)

Vi propongo una ricetta deliziosa, da riservare magari alle mattine festive, in cui ci si può prendere qualche minuto in più.


Pain perdu con le fragole del mio orto

Neretta Cuneese

per 4 persone vi serviranno:


- 4 fette di pan brioche
- 2 uova
- 2 dl di latte freddo
- cannella
- 30 gr di zucchero di canna
- 300 gr. di fragole...se non potete usare quelle del mio orto, potete tranquillamente comprarle ;-)
- una noce di burro

Sbattete le uova con zucchero, cannella a piacere e latte. Lavate ed asciugate le fragole, poi tagliatele a pezzetti (se amate i sapori dolci, zuccheratele un pochino).
Passate le fette nelle uove, sgocciolandole in un piatto; poi cuocetele in padella nel burro spumeggiante per un minuto, girandole a metà cottura. Devono essere ben dorate, mi raccomando. Asciugate eventualmente il burro in eccesso con della carta assorbente.
Infine servitele ricoperte di fragole, spolverizzando, se volete, con dello zucchero a velo.

La colazione del campione è servita.
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[05/28/2008, 14:48] 
Signore e signori, è andata. Inaspettatamente il tempo ci ha graziati, regalandoci una bella giornata di clima mite.
A voler essere proprio puntigliosi, nel primo pomeriggio ha piovuto per un'oretta, ma senza fare danni e consentendoci anzi di mangiucchiare uno pseudo-pranzo! ;-)


Neretta Cuneese

"Cartolina" di Soave dalla cantina, alle ore 8 di Domenica 25 Maggio: nessuna nube all'orizzonte!


Anche quest'anno Cantine Aperte mi ha dato buone soddisfazioni, sia per quantità di persone (quasi 500!) che per qualità; è sempre un piacere incontrare gente appassionata, che viene a scoprire realtà decisamente di nicchia come la nostra. Significa che c'è ancora chi non beve solo "con l'etichetta", ma con il proprio gusto e il proprio cervello.

Tra l'altro sono venuti moltissimi giovani, a spanne direi che più del 50% apparteneva sicuramente alla fascia 20-30 anni. Un segnale positivo di interesse verso il mondo del vino, alla faccia dei nauseabondi intrugli (che è un delitto chiamare cocktails) propinati in tanti locali notturni.

Due fugaci scatti delle mostre che avevamo allestito nella barricaia sotterranea, a partire dalle etichette create per l'occasione da Federico Paris, uno degli artisti scelti da Lucia Bosè per il Museo de Los Angeles di Segovia. Un artista estremamente professionale e disponibile, instancabile sperimentatore.

Un ringraziamento anche alla giovanissima Yari Grifalconi, pittrice veronese esordiente, che ha impreziosito con le sue tele le nostre sale di degustazione.
Neretta Cuneese
Neretta Cuneese
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[05/30/2008, 11:06] Vino e recessione nel Regno Unito
Da un’indagine svolta nel Regno Unito prendendo un campione di 1000 persone che consumano regolarmente vino, è emerso che la recessione non intaccherà il consumo di vino. All’interno del paniere del consumatore tipo saranno al contrario penalizzati prodotti come birra, dolci/caramelle e bibite gassate. L’indagine, svolta da Wine Intelligence, offre dei risultati particolarmente confortanti tenendo [...]
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[04/26/2008, 16:46] borsetta porta-vino
Neretta Cuneese

Questa pratica e bella borsetta è un portabottiglia di feltro fatta a mano.
Un bell' oggetto intelligente, sempre poposto da Branch il sito del design sostenibile.
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[06/20/2008, 11:57] l'anima delle cose...
Neretta Cuneese

Bloggerrando, scovo questo delizioso post su Soffio di maggio. Non resisto e ve lo riporto.

A voi non è mai capitato di dare un'anima alle cose..? A volte mi succede di pensare ai vini che riposano a lungo nella barriccaia di Villa Petriolo...come mi piacerebbe leggere di vini che parlano tra di loro in qualche racconto del nostro concorso letterario....




Eulalia e il supermercato dell' anima

Una prugna secca appassisce, come stanco e oscuro fiore, in un barattolo sullo scaffale.
Tra le corsie del supermercato, ormai vicino all? ora di chiusura, risuona una musica insipida, che nessuno ascolta.

Nel banco frigo, le carote invendute parlano con le zucchine del tempo, della famiglia, e della prossima vacanza, mentre un cespo d?insalata si suicida per noia, lanciandosi nel sacco nero.
Il riso thailandese racconta i propri viaggi, le amicizie esotiche, la miseria dei campi; intanto le ali di pollo si lamentano della separazione dal resto del corpo: mal comune nel reparto macelleria.

Frattaglie sparse cantano in coro la canzone della vaschetta di polietilene: ogni salsiccia la conosce a memoria, e le braciole intonano, a turno, splendidi assoli in falsetto.

E? bello vedere la panna liquida ondeggiare voluttuosa nel tetrapak: sembra una ballerina col tutu? bianco, e i frollini fanno la fila per un giro di valzer con lei.
Panini, pagnotte e grissini fanno la corsa nei sacchi, e i salumi improvvisano un albero della cuccagna pieno di mortadelle, prosciutti e insaccati gustosi.

Liquori e bevande gassate brindano tra loro, e il pecorino sardo canta una nenia piena di malinconia.
La nostalgia attanaglia anche le caciotte toscane e il parmigiano, che vorrebbero tornare a casa.
Eulalia, in ritardo sulla tabella di marcia, compra dei ravanelli particolarmente allegri e si fa contagiare dal buonumore delle focaccine.

Paga il conto, esce, e non si avvede di un pacchetto di patatine che piange, da solo, in un angolo.
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[01/01/1970, 02:00] Colpo di scena a Montalcino: il ministro Zaia nomina il Comitato di garanzia e il Consorzio è fuori
Non ci pensa due volte. Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia, come anticipato pochi giorni fa, ha nominato il Comitato di garanzia che dovrà coordinare e provvedere alle attività di controllo sulla produzione del vino Brunello di Montalcino.Il decreto, che è il primo effettuato sulle relazioni fra Ministero e Consorzi di tutela, vede il nuovo Comitato così composto: Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, la Federazione che associa tutti i consorzi di tutela del vino, Vasco Boatto, docente di Economia agraria all'Università di Padova e direttore del corso di Enologia presso lo stesso ateneo, nella sede di Conegliano Veneto, Fulvio Mattivi, responsabile del laboratorio di analisi dell'Istituto di San Michele all'Adige, in provincia di Trento, ai quali il Ministro Zaia ha affidato il compito di verificare la piena rispondenza tra Piano dei Controlli e immissione del prodotto al consumo. Il Consorzio è, quindi, esonerato dal suo ruolo, e sarà il nuovo Comitato a dover proporre al Ministro e alle autorità competenti interventi straordinari per assicurare il pieno rispetto delle regole, nel caso dovesse individuare non rispondenze o problemi specifici legati al prodotto.Un intervento che ha come obiettivo primario, è lecito immaginarlo, quello di riportare alto il livello di fiducia nei consumatori e mercati di tutto il mondo, affinché il Brunello di Montalcino non abbia a risentire ulteriormente di un momento indubbiamente difficile e profondamente complesso. Resta comunque il fatto che per il Consorzio del Brunello di Montalcino, per il suo presidente Marone-Cinzano e per tutto lo staff, questo è un messaggio chiaro che, se si vuole uscire dalla crisi e dare un'immagine decisa e affidabile della situazione, soprattutto agli occhi di coloro che hanno posto un chiaro veto alle importazioni, è necessario prendere il controllo in modo chiaro e inequivocabile.Certamente, almeno in questo caso, l'erga omnes, ovvero il ruolo di verifica di tutto il processo produttivo da parte di un Consorzio di Tutela, non ha avuto buon esito. Speriamo almeno che sia motivo di riflessione per tutti.
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[04/22/2008, 22:10] Veline, Veleni e Vinitaly parte prima

Vediamo di analizzare tutto quello che è saltato fuori dall’ultimo Vinitaly. Cominciamo con le cose brutte, ovvero l’operazione “Vendemmia Sicura”, Brunellopoli e Velenitaly.

Vendemmia Sicura
L’operazione “Vendemmia Sicura”, è sicuramente quella che ha fatto più scalpore, anche perché giocata sull’enfasi data dalla tristissima vicenda del Vino al Metanolo degli anni ‘80, ma trattasi, fortunatamente, di altra cosa.
Le indagini sono ancora in corso, ma sembra, e sottolineo sembra, si tratti solo di “vino corretto”, ovvero bevanda ottenuta con l’aggiunta di vari zuccheri vegetali e altre sostanze: ovvero nulla di pericoloso per la salute, ma solo il classico “vino fatto col bastone”, per dirla alla Veronese.
Insomma, sembrerebbe l’ennesimo caso di truffa alimentare in cui si vende un prodotto per un altro: succede più spesso di quanto si creda anche in altri settori dell’agroalimentare, e le nostre leggi sono abbastanza lasche e carenti in materia, anche se qualcosa sta cambiando.
L’importante però è che non ci sono pericoli per la salute, per dirne una, in molti paesi europei lo zuccheraggio dei vini è legale, così come i vari liqueur de tirage e d’expedition, che sono ingredienti necessari nella preparazione di Vini Spumanti nonché croce vanto e delizia degli appassionati di bollicine, sono sempre sciroppi ad alto contenuto di zucchero.
Comunque maggiori notizie dal Dinamico Duo Lizzy-Giampiero, che sui rispettivi siti Vinopigro e Aristide hanno fatto ottime indagini sull’argomento, nell’attesa di ulteriori sviluppi e risultati delle varie inchieste.

Brunellopoli
Qui si tratta di un altro paio di maniche, perchè non si parla di vini a basso costo come in Vendemmia Sicura, ma di uno dei vini più famosi e cari al mondo.
Un mio piccolo e personale omaggio al Brunello l’ho fatto in questo articolo, e avrei poco da aggiungere: ma purtroppo sono cose che non fanno piacere.
Trattasi della deplorevole omertà e del voler insabbiare a tutti i costi la vicenda da parte del Consorzio Stesso del Brunello di Montalcino, ovvero colui che è stato per primo “truffato” in realta fà orecchie da mercante: sul sito istituzionale nemmeno un accenno alla vicenda, e come riportato in varie occasioni negli ultimi quindici giorni da Franco Ziliani sul suo sito, a Montalcino non si muove foglia.
Forse sarà per il fatto che le aziende sospettate sono le più potenti e che da sole commercializzano gran parte del Brunello, e che una loro caduta trascinerebbe nel gorgo anche le aziende serie di Montalcino, forse sarà il fatto che i Supertuscan a base di vitigni internazionali non hanno più il fascino e le vendite di una volta, e allora bisogna appellarsi ad un nome toscano famoso, forse perchè nel 2007 il vino dell’anno di una famosissima rivista americana è stato un Brunello ma poco Brunello, rispetto al classico, ma dalle caratteristiche molto vicine ai gusti dei curatori di detta rivista, forse chissa quali altri motivi, ma questi silenzi non mi dicono nulla di buono.
Magari i produttori seri sono talmente Signori da non voler sporcarsi la bocca commentando  simili abominii, e rispetto questa scelta (vedi il commento del Sig. Carlo Vittori dell’azienda Molino di Sant’Antimo nel mio articolo precedente), ma credo che la maggior parte degli appassionati avrebe gradito una presa di posizione ufficiale a favore delle persone serie.
Concludo per adesso l’argomento Brunello consigliando i miei fedeli lettori di fidarsi solo dei propri sensi quando si ha a che fare con il Brunello, sapendo che non è un Vino facile, spesso è Scontroso, Maschio e Burbero, ma è buono e famoso apposta per queste sue caratteristiche, e se invece se volete un Dandy Metrosexual Leccatino e Firmatino che certe “Sirene d’Oltreoceano” e i beoti seguaci italiani vogliono imporci , sappiate che questo ibrido MAI potrà chiamarsi Brunello.

Velenitaly
Noi Italiani siamo sempre come Tafazzi, il mitico wrestler che si martella i cosidetti con una bottiglia.
Vedi il caso Velenitaly, ovvero la copertina e gli pseudoscoop della rivista l’Espresso, inerenti i due argomenti citati sopra e uscito proprio il giorno del Vinitaly.
Il ridicolo è che per fare il botto, la rivista in questione ha corso troppo e ha dato notizie poco veritiere o con poco fondamento: perchè dico questo, lo dico per il semplice fatto che lo stesso gruppo editoriale pubblica anche una delle guide vinicole più importanti, I Vini d’Italia.
Il direttore della rivista avrebbe potuto almeno informarsi presso i curatori della guida per avere notizie più precise, essendo essi ben introdotti nell’ambiente, o almeno fatto loro correggere le bozze degli articoli incriminati, invece niente di tutto ciò.
Sembra che il sig. Vizzari, direttore della suddetta guida sia caduto dalle nuvole, e che molte aziende, dopo Velenitaly, non spediranno i loro vini a I Vini d’Italia.
Continuiamo a fare come Tafazzi e alla prossima puntata.
Max Pigiamino Perbellini

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[02/01/2008, 15:00] L?importanza di internet per il vino

Lo scorso 20 gennaio è apparso un articolo su The Napa Valley Register a proposito del consumo di vino in America. La parte che vorrei segnalarvi è quella relativa al vino e al web. Vi presento un sunto in tre punti preso da Serious About Wine:

1. Internet continuerà a giocare un ruolo importante nella vendita di vino. Il 18% dei bevitori regolari e il 9% di quelli occasionali ha comprato vino su internet. Di questi il 64% ha comprato direttamente dalla cantina mentre il 35% dai venditori online. Sebbene questi numeri possano sembrare piccoli, il trend è molto più ampio di quel che si pensi: nel 2003 solo il 6% dei bevitori regolari acquistava via internet (adesso siamo al 18%)

2. Il 23% dei millennial ha comprato vino via internet. Ha fatto lo stesso il 16% dei gen-Xers (generazione internet) e il 21% dei boomers

3. Oltre la metà dei millennial è andata su internet per ottenere informazioni sul vino: il 65% degli intervistati è andato direttamente sui siti delle cantine, il 40% su Wine Spectator e il 26% sui wine blog

Per chi avesse ancora dei dubbi sull’importanza di internet per il futuro del wine business …

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[05/31/2008, 02:54] Vinattieri Ticinesi e Castello Luigi-Ligornetto-Canton Ticino (CH)
VIDEO VG-TV. Azienda visitata il 26 Febbraio ed il 14 Aprile 2008. Raccontare solo la storia di queste due prestigiose cantine ticinesi sarebbe un po' superfluo e riduttivo, perchè qui stiamo per parlare prima di tutto della vita dell'uomo che le ha create. Due cantine che brillano molto per la verve e la personalità del suo proprietario e che quindi ruotano a 360° gradi intorno a quella figura carismatica che risponde al nome di Luigi Zanini... Clicca QUI per proseguire nella lettura dell?articolo >>
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[05/03/2007, 20:02] Vino dei Blogger #6: Five Roses Leone de Castris
Neretta CuneeseIniziamo con due puntualizzazioni (che puzzano di scusa...). La prima è che questo blog potrebbe cambiare... denominazione.
Da Imbottigliato all'Origine a Vino dei Blogger Blog. Per vari motivi (soprattutto di lavoro ma anche di pigrizia, sono io il vero Vinopigro!) lo aggiorno molto di rado, praticamente solo quando esce il VdB. Chiedo venia, in questo momento trovo più rapido (per il poco tempo che ho) farneticare su un paio di forum.
La seconda è che non ho fatto un volo di fantasia nello scegliere il mio rosato. Sono andato sul sicuro degustando per voi quello che è, di fatto, la storia dei rosati Italiani: il Five Roses di Leone de Castris, nel millesimo '05.
Cosa mi ha fatto scegliere questo vino? Prima di tutto la regione di provenienza, la Puglia, culla insieme alla Calabria dei migliori rosè sulla piazza (ok, anche i Cerasuoli abruzzesi non sono male!). In seconda battuta il ruolo che questo vino ha nella tipologia. Prima annata di produzione, il 1943, quando in Italia per la maggior parte della popolazione era difficile bere qualcosa di diverso dall'acqua (si era in piena guerra). Curiosa la storia del nome anglofono: deriva dalla contrada Cinque Rose, a Salice Salentino, chiamata così perchè ogni de Castris per generazioni aveva avuto cinque figli, appunto cinque rose. Il generale Charles Poletti, che era il responsabile degli approvigionamenti per le forze alleate, sul finire della guerra si innamorò di questo vino, e chiese all'azienda un grosso numero di bottiglie. Ma il nome così "italiano" non andava bene, e lo cambiò in Five Roses. Ecco spiegata l'origine del nome, primo caso di globalizzazione casus belli. Poi venne anche Were dreams, now it is just wine, ma questa è un altra storia...

Venendo al vino, finalmente, ci si trova davanti a un buon prodotto. 90% Negroamaro con un saldo di Malvasia Nera, una decina di ore di macerazione pellicolare per ottenere il suo colore caratteristico. Un cerasuolo bellissimo, molto intenso, brillante e accattivante. Al naso la fragola, i lamponi e in generale i piccoli frutti rossi ci danno dentro alla grande, inseguiti da belle nuance di rosa canina. Naso piacevole e complesso, nulla da dire. In bocca il vino ha corpo, i tannini leggeri ma presenti, la bocca si riempie per bene facendo capire che dietro c'è un vitigno importante e molto buon lavoro. Peccato per il finale, che è a mio avviso un po' amaro e non lunghissimo, ma di più non si può pretendere proprio. Diciamo che gli 80 punti se li porta via in scioltezza.
E devo confessare che ho peccato, molto. Dopo averlo assaggiato a 13 gradi, l'ho ficcato in frigo e me lo sono sparato a 7.
Una vera goduria!
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[06/08/2008, 07:17] Hot child in the city
All right, I'm no child. But it was mad hot in the city today, the first real summer's day. Spring came late and rainy this year, and we've fast-forwarded to summer. People bitch about the heat and the cost of running the AC, which is absolutely needed when your small apartment has no cross-ventilation and a western exposure. It was extreme today, but I don't feel thoroughly disgusted with the heat. Still, you need a respite from it. As that respite, we went out to New Jersey, in the area...
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[06/10/2008, 20:26] Montalcino, li perdi di vista due giorni e guarda cosa ti combinano!

Neretta CuneeseMi assento per due giorni per andare nel profondo nord est per due giorni di degustazioni e dimenticare letteralmente Internet non collegandomi nemmeno un minuto e guarda a Montalcino cosa ti succede!
E? accaduto quello che avevo anticipato, tra le righe, venerdì 6 in questo post sul ministro Zaia e in questo post ? fantasticheria E se domani, ovvero che il consiglio del Consorzio del Brunello ha indotto il presidente Marone Cinzano, per la serie non è mai troppo tardi, a rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente e da consigliere del Consorzio (e gli altri cosa aspettano a fare altrettanto???) mentre il ministro delle Politiche Agricole Zaia ha deciso ?
di azzerare tutto e avocare al ministero la tutela? del Brunello di Montalcino mediante ?un Comitato di Garanzia? atto a ?coordinare e provvedere alle attività di controllo sulla produzione del vino Brunello da Montalcino?.
Il tutto contenuto in un decreto (leggi qui il testo
Decreto Brunello ) che nomina membri del Comitato di Garanzia il dottor Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, la Federazione che associa tutti i Consorzi di tutela del vino, il professor Vasco Boatto, docente di Economia agraria all?Università di Padova e direttore del corso di Enologia presso lo stesso ateneo, nella sede di Conegliano Veneto e il dottor Fulvio Mattivi, , responsabile del laboratorio di analisi dell?Istituto di San Michele all?Adige, in provincia di Trento. A questi tre esperti, il Ministro Zaia ha affidato il compito di verificare la piena rispondenza tra Piano dei Controlli e immissione del prodotto al consumo.
Queste, in pillole, le novità salienti, oltre alla naturale delega ad interim ad uno dei tre vice presidenti vicari, l?ottimo Patrizio Cencioni dell?azienda Capanna.
Circolano voci che il consiglio di amministrazione del Consorzio potrebbe riunirsi il 12 giugno per nominare un nuovo presidente, che potrebbe essere Ferruccio Ricci dell?azienda agricola Tenimenti Ricci di Sant?Angelo in Colle (uno dei tre vice presidenti con Cencioni e Riccardo Talenti).
Con tutto il rispetto per il signor Ricci, che è sicuramente una brava persona, anche se poco nota, e sul cui sito Internet si legge che ?
i vigneti hanno una superficie di circa 12 ettari prevalentemente a Sangiovese? anche se sempre dal sito risulta produrre solo Brunello e Rosso di Montalcino credo che in questa fase il Consorzio avrebbe bisogno, come presidente, di una persona di maggiore notorietà non solo a Montalcino e dintorni, ma nel resto del mondo, e di riconosciuto prestigio e autorevolezza (come si pensava potesse essere il conte Cinzano) e pertanto credo quell?interventista del ministro Zaia, pur rispettando l?autonomia del Consiglio del Consorzio, potrebbe anche intervenire in questa delicata e cruciale fase della nomina del nuovo presidente e invitare anche il resto del Consiglio (dove continuano inopinatamente ad esserci rappresentanti di aziende indagate) a dare le dimissioni.
Perché non si può ripartire, nell?ottica di chiarezza, di nuove regole e controlli e di garanzie nei confronti dei consumatori di tutto il mondo che acquistano Brunello di Montalcino, con un nuovo Presidente del Consorzio eletto da questo Consiglio.
Si azzeri tutto e si rifacciano le elezioni per un nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio e poi si pensi ad eleggere il presidente più adatto!
Facendo invece come intendono fare, a Montalcino, sarebbe solo un grande pasticcio. Ministro Zaia mi raccomando, si faccia sentire dai simpatici produttori di Montalcino!

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[01/01/1970, 01:00] Produttori: Cantina del Tufaio
E' sempre un piacere incontrare Claudio Loreti, vignaiolo da generazioni ma soprattutto per passione, costantemente alla cura dei suoi vigneti e della sua cantina. Una passeggiata scambiando quattro chiacchiere tra i filari dei vigneti siti...
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[06/24/2008, 09:34] Spammer of the year
Neretta Cuneese
Nell'inbox, stamattina.
Elementi che concorrono ad attribuirgli il premio di spammarolo dell'anno:
  • Sito in flash non skippabile, con ipnotica musichetta, ma vidimato W3c (qui custodiet ipsos custodes?)
  • Inquietante fotina in home, con tanto di indimenticato politico locale, ed altri non individuabili ma in stile Goodfellas.
  • Perfetto equilibrio tra tono da "un favore ti chiedo, che non me lo puoi rifiutare" (visitate il sito attentamente) e tono amicale (vi augura un mondo di bene).
  • Assoluta territorialita': ammirevole la sicilianitudine della cirlocuzione "che lo trovate in fondo alla pagina del sito".
Grazie, e complimenti vivissimi. In attesa di visitarvi al prossimo Vinitaly.
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[06/04/2008, 00:22] Cartoline dal Premio Internazionale del Vino 2008 - San Patrignano - Rimini
Neretta Cuneese

Per la prima volta a San Patrignano, approda la cerimonia di consegna del Premio Internazionale del Vino. Splendida kermesse ideata dal vulcanico Franco Maria Ricci, direttore di Bibenda e Duemilavini. Evento che non potevamo perderci visto che tra le varie nominations, c'era anche posto per il nostro Ivano Antonini alias EnoCentrico... Clicca QUI per proseguire nella lettura dell?articolo >>

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[08/09/2007, 22:20] A terra !
Neretta Cuneese
Eliminare una parte dei grappoli è il modo naturale per avere un vino più ricco e concentrato.
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[06/08/2008, 23:58] Major new Italian wine label
This one will really break through the clutter of cluttered and really boring Italian wine labels. It was sent to me by Alfonso Cevola, the Italian Wine Guy always on the Italian Wine Trail whose job, astonishingly enough, is to sell a lot of Italian wine out there in flyover country. He'd put this on his site, but I suspect he is prevented from doing so by his unerring good taste. I, of course, have no such scruples. Take a good look
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[01/01/1970, 02:00] Montalcino: incontro fra il Consorzio del Brunello e i funzionari americani del TTB
Ieri pomeriggio ha preso il via una serie di incontri fra il Consorzio del Brunello di Montalcino e i funzionari dell'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB), del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Questi incontri avranno come scopo di trovare le possibili soluzioni per evitare il blocco delle esportazioni di Brunello minacciato dagli Usa, a partire dal 23 giugno, a causa dell'inchiesta della magistratura sulle possibili violazioni del disciplinare di produzione.I temi caldi, non potrebbe essere altrimenti, saranno la richiesta dei nomi delle aziende coinvolte e una precisa indicazione delle ipotesi di reato su cui la magistratura sta indagando, ma anche la garanzia sulle analisi dei prodotti destinati al mercato Usa, con relativa rietichettatura. Infine, sarà con tutta probabilità percorsa la strada di una soluzione politica, ovvero un accordo governativo tra Roma e Washington.La posta in gioco è molto alta e non è escluso che, se non a breve, prima o poi il disciplinare del Brunello verrà rivisto, a scapito della stragrande maggioranza dei produttori che hanno lavorato seriamente nel rispetto delle regole della docg, ma soprattutto che nella forza e unicità del sangiovese grosso, detto appunto "brunello", hanno sempre creduto.Interessante e indicativo di quali possano essere le future strade del Brunello di Montalcino, l'articolo de La Nazione di Siena che riporta i commenti del ministro Zaia durante il Vinitaly Russia 2008:"Noi siamo pronti alla mediazione. Se serve un disciplinare nuovo, i produttori lo preparino in tempi brevi e, come ministero, siamo pronti a confrontarci in tempi altrettanto brevi".E ancora: "Il problema va risolto anche per la nostra credibilità internazionale. Non si tratta di una questione di sicurezza alimentare. Il fatto è che da noi, magari, il grande pubblico non sa neppure che il Brunello è fatto con il Sangiovese, ma sui mercati noi siamo produttori leader e ci viene perdonato molto meno che ad altri. Questo per noi deve restare un caso isolato. E' come trovarci di fronte ad un malato eccellente: dobbiamo curarlo subito e bene per evitare di dover intervenire in modo drastico, poi, in sala operatoria".A buon intenditor...
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[05/14/2008, 13:10] Nuova grafica per Aristide
Piccoli cambiamenti in casa Aristide. Debutta oggi una nuova testata, che potete osservare da subito qui sopra. E il logo del marchio "Aristide" si trasforma in quello riprodotto qui a fianco. Dopo 1.214 giorni di vita (tre anni, 4 mesi,...
Neretta Cuneese Neretta Cuneese Neretta Cuneese
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[06/15/2008, 14:57] Featured Father ~ Albert Moulin
Neretta CuneeseHe's already been gone half a year, this son of New Orleans, father and mentor to so many of us. Al was one of the forefathers of wine in America. He was there at the beginning, right after World War II, when the budding wine industry got its start. A great story teller, a proud grandfather, a lover of women, a classic New Orleans chef, and a slave to the wine god, in the very best sense.

This isn?t an easy post to write, because we are all still smarting from his absence. Two years ago, on Fathers Day, we slipped some Champagne and appetizers into his room at the home he was temporarily staying. He couldn?t live alone at the time and he bemoaned the dismal vittles. So we rustled in some tasty contraband.

He always had the New York Times Food section open somewhere near his reach, along with the op-ed section. Well read, an active mind, an engaged soul, who loved passionately and deeply. Sometimes too much.

Neretta CuneeseI still remember his home phone number, but he?s not there. When I was in New Orleans last month, I had a dream about him. He?s dancing in Galatoire?s, making mischief in Commander?s Palace, lifting tablecloths in Brennan?s. He belongs to the Ancients now.

Al had an encyclopedic knowledge of classic food and wine, but he was always interested in what was coming around the corner. I met him when I was just starting out in the wine business; he was still on the streets. We both called on a wine store owned by a South African gent, and Al was in there pitching wine from Chile. This was in 1981!

He had a collection of menus from New Orleans and all over the country. He had stories about the wine business, some which were archetypal. They were, for me, instructional from the point of view that they indicated markers along the career track that would later come across my path. I learned survival skills from Al, who mentored me for a generation. Like other mentors who influenced my trail, they are life lessons that I use often. Those who knew Al, or who have had that kind of guidance, know how extraordinarily lucky one can be to have that exposure.

Neretta CuneeseAl loved women; he had an invisible pheromone that attracted young and beautiful women to him all his life. Maybe it was his famous Café Brulot or his Coquilles St. Jacques. Anytime I walked into his home there would be something cooking. And there was often a beautiful lass by his side, learning his technique. He was a gentleman, and he loved the ladies.

Neretta CuneeseFew people know that Al first brought American wines into the White House. It was his second tour of duty, the first being World War II. Al loved this country and being a true son of New Orleans, was a national treasure to me, much like the Crescent City is, to many of us in our country.

From French and Italian heritage he loved butter and olive with equality. And wine? We talked about wine all the time, his library of food and wine books was a research center for me. Whenever I had a question about something that I could not find, I?d call Al and he?d get back to me with the answer. Often he would have several versions.

Our conversations burned through cords and cords of wood, over the years. He was a happy man and a role model for me, not just about the successes, but also for the failures. When he was afflicted with a stroke, some years ago, he reinvented himself, embraced physical therapy and found a new interest in physical therapists, especially when they were young and pretty.

Later, when my wife was struck down by M.S., Al was there to listen to me, to share a glass of Chianti or Cognac, to be my friend and my wine dad.

Neretta CuneeseLife for Al was never half empty. It was neither half full. For Al, pardon the cliché, but his cup always runneth over. And he was more than happy to invite friend and stranger alike to the party, to share his table, his love and his joy for life.

Happy Fathers Day Al, we?ll raise a flute in your honor today, though I know our Champagne will pale in comparison to the cuvee you will toasting with Tim Russert and all your gang.

Neretta Cuneese


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[06/13/2008, 09:00] Blog: pro e contro ma in ogni caso vai Buffon uno di noi!
Titolo delirante per segnalare velocemente tre post metablogghettari ovvero: Iniziativa Europea “contro” i blog (via Pandemia) Da seguire di sicuro e prepariamoci al peggio. Bloggare fa bene alla salute: forse più mentale che fisica ma almeno ho qualcosa con cui difendermi dalle accuse di passarci troppo tempo (via Geekissimo). Mi devo considerare in terapia? I Metallica contro i [...]
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[01/01/1970, 01:00] Barolo 2004: una splendida comunione fra presente e futuro (II parte: La Morra, Verduno, Monforte e Serralunga)
La Morra Come avevo già premesso, questo comune non ha offerto complessivamente grandi risultati, vuoi anche per un'interpretazione del Barolo da parte di alcuni produttori che risente ancora di quella scuola modernista che non ha avuto sempre esiti esaltanti, soprattutto perché ha spinto in una direzione che ha finito con l'uniformare questi vini...
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[09/11/2007, 23:55] Devi aspettare !
Neretta Cuneese

Le bottiglie sono il grembo materno del buon vino: quanti vini nascono prematuri, posti sullo scaffale troppo tempo prima che siano ben formati !...
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