TagCloud:


Link to us:



  Blogs & Sites:



 






Mondo Di Vino
Mondo Di Vino





[01/01/1970, 02:00] Produttori: Villa Dora
La doc Lacryma Christi, nonostante il nome evocativo e la diffusa notorietà su cui i suoi vini hanno, storicamente, potuto contare sia in Italia che all'estero, è stata sempre piuttosto avara di etichette significative in grado di competere con l'eccellenza qualitativa insistentemente perseguita e raggiunta...
TrackBack
[07/29/2008, 15:00] Vini buoni d?Italia 2009 TCI: l?Umbria di Aldo Fiordelli e gli esiti delle finali, due Sagrantino a Corona
Aumento del peso specifico per l’Umbria nella guida 2009 del Touring Club ai Vini Autoctoni Italiani con ben 20 schede previste. Crescita grande anche qualitativa anche se con difficoltà per il Sagrantino 2005 che risente di piogge in vendemmia che hanno colpito le aziende in maniera poco uniforme con maggiori problemi nella parte alta (Montefalco) e [...]
Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero
Canaiolo Nero
TrackBack
[08/04/2008, 17:07] inebriamenti...
Canaiolo Nero

I complimenti di Villa Petriolo a Roberto Bellini, autore di "Inebriamenti", racconto segnalato per "I giorni del vino e delle rose".

Roberto Bellini è nato a Marradi (FI) nel 1953 e risiede a Pontelungo (PT). Consulente enogastronomico e del gusto, collabora con le riviste del settore enologico De Vinis (rivista nazionale Associazione Italiana Sommelier), rivista regionale Toscana A.I.S., Bibenda e Accademia dei Vini (AIS Japan). Dal 2005 è Ambassadeur du Champagne Italie C.I.V.C.


racconto

"INEBRIAMENTI"

di Roberto Bellini



Io che non vivo senza te ?, dello chansonnier Pino Donaggio, usciva, con un suono striminzito e ranocchieggiante da un Radiomarelli avvolto in uno chasseuil in legno, che dava un colpetto chicheggiante ad una cucina agreste. Mio zio lasciava, come al solito, una scia fumosa di schietto sigaro toscano triturato e alloggiato nella pipa consunta; il fumo usciva filtrato dai suoi baffi con una soavità così aerea che sembrava immobile. Per la verità non mi pareva che quel fumo fosse puro tabacco, ho sempre pensato ad un mix plasmato anche dai vapori del vino Sangiovese e dell?Albana, di cui ricordo ancora un colore rossiccio, come il manto della volpe e tante bottiglie a sonnecchiare, immerse nella sabbia, nella parte più bassa e buia di una umida e malsana cantina. Anche quell?anno, era il 1965, stavo trascorrendo gli ultimi giorni delle vacanze scolastiche in Romagna; i miei genitori pensavano che una sana attività contadina, dopo un periodo balneare, mi ritemprasse in quello spirito vagabondeggiante che mi ha accompagnato nell?allevamento esistenziale e poi s?è trasferito in un pensiero meno acerbo.
In quegli anni, noi marmocchi, indossavamo i pantaloni corti e le gambe erano così secche che i miei stinchi assomigliavano alle canne che sostenevano i tralci delle viti. Ogni mattina il profumo della ruralità mi svegliava senza rumori metallici; coniglio o pollo in umido alle erbette selvatiche, con fette di pane a scarpettare il piatto, era la consueta colazione, fatta prestissimo, a combinar la fioca luce con il riverbero di un sole che non avrebbe illuminato il casolare fino alle dieci. E poi vino, e non caffellatte, semmai un caffè preparato nella napoletana, al fuoco delle braci del camino. Purtroppo a me era consentito bere solo acqua: troppo giovane per l?alcool; ma i germi di una immaginaria rivoluzione con le enologiche rose nei cannoni stavano già ansimando nei miei titubanti pizzicori.
Come ogni mattina, era la prima decade di ottobre, cominciava il rito della vendemmia. In quell?epoca non c?erano le macchine a camminare le vigne, si andava nella stalla, si addobbavano due vacche, bianche e ornate da lucidi cunei cornuti, si agganciavano al carro riempito di lunghe casse di legno a forma rettangolare, nerastre nel colore, nette a tal punto da irrorarsi in riverberi di guscio di cozza. Era una viticoltura vaccina e a braccia. Non comprendevo allora perché si spargesse tanta frenesia ed energia nella giornata, la mia curiosa indolenza mi impediva di resistere a lungo nel taglio dei grappoli, preferivo la parte dell?accoglienza in cantina, dove non regnava la pigia diraspatrice e la pressatura era soffice perché prodotta dal peso di altri bimbetti come me.
E? in quell?anno che iniziai ad odorare le essenze della vinosità, dell?inebriante vapore del ?sanzves? e del colore che macchiava la pelle delle gambe, disegnando rivoli dalla tinta petalo di rossa rosa, per profumarsi in un floreale infinito, quando il sapone di Marsiglia scivolava sui pori per illimpidire la cute.
Il ritorno degli zingari vendemmianti era una vera festa, incontaminati sorrisi sbocciavano come rose di maggio sui volti accaldati di uomini e donne. Io credevo di vivere in un favola, immaginavo quei signori della vendemmia come masnadieri o pirati, che si rifugiavano nella tana dopo aver predato i campi invasi da pancate di filari, che si spartivano frizzi e cibi e sbevazzavano fino a notte tarda, raccontandosi l?un l?altro dei particolari di vita degni di un gossip d?altri tempi: la tivvù non c?era e l?intermezzo pubblicitario era il brindisi nei francesini, direttamente dal fiasco impagliato e più volte riciclato. Non so? che qualità avesse quel vino, so? ch?era bianco, quello della veglia (véggia in dialetto) vendemmiale, di certo una Albana rossiccia, che entrava e usciva dallo stesso fiasco per giorni e giorni, tanto che mi chiedevo che fosse un fiasco senza fine, o un infinito fiasco. La curiosità di quel fiasco fu presto esaudita da un?indagine dal facile epilogo: direttamente dalla botte si spillava, alla bisogna, nel solito fiasco, la quantità di vino per riempirlo.
Il fatto di non dover bere quei vini mi riempiva di istinti sovversivi, a frenarmi era l?odore dei loro aliti, da me inteso come acetoso e asprigno.
I giorni passarono e il tino cresceva di volume e di calore; il primo stanco sobbollimento lasciò il passo a un brusio più rumoreggiante, tutt?intorno si spandeva un aroma di triturati acini, dolcissimi nell?odor, come lo sciroppo di rose. La mia curiosità su ciò che accadeva in quel largo tino troncoconico prosperava, niente volli chiedere ai villici; é sì, pensavo in quel tempo che vivere in città significasse essere superiore: beh, cacchiate molto puerili.
Poi venne finalmente il giorno del sangue di fragola e di rosa, dell?inviolettato e dolcissimo profumo fermentatosi dalla natura, di un qualcosa che poi compresi come ?atto a divenire?, e più tardi ancora ?fatto per il divenire?. Quel succo che sembrava uno sciroppo di more selvatiche diluito, poi scoprì chiamarsi mosto, attirava la mia immaginifica invasione di una realtà che ancora non comprendevo e decisi, non visto, di sorbir quel succo. Dolcissimo mi parve, come marmellata spalmata sul pane, inebriante il ritorno di sapore, illuminante in tutti gli attimi in cui stordiva le mie orecchie, con un ronzio delicato e insistente e si impossessava della mia volontà di essere partecipe di ciò che mi stava accadendo. Assaggio dopo assaggio mi ritrovai non più in grado di decidere delle mie immaginazioni, non riuscivo più a abbinare la favola alla realtà, avevo perso l?idea della sovversione, della fierezza di aver disubbidito a qualcuno; i lunghi lanciafiamme del tramonto aranciato e violaceo si impossessarono delle mie pupille e posero fine ai miei barcollamenti labirintitici.
Fu la mia prima scuffia enologica, beata e incontrollata, la mia mente favoleggiava in giardini immaginari, come roseti, aleggiava in una situazione razionale priva di gravità e uno dei timori più grandi che mi attanagliò, fu quello di perdere la facoltà di sognare ad occhi aperti, perché rubatami dall?incontrollato che mi pervadeva.
Quel senso della meraviglia non conosciuta, l?abbinai più avanti ad altre scoperte esistenziali, tipo il godere del sesso e l?eccitazione per la vittoria.
Ricordai che il ?Doppio Rhum? dei fumetti beveva caffè nero per smaltir l?eccesso, così accadde anche a me, con quel liquido nero e amaro, che allora aborrivo, e il solo pensiero di bere mi procurava un senso di fastidio. Il passaggio dal paradiso artificiale di baudleriana memoria, alla realtà riluttante nei conati, generò in me un senso di rigetto e di opposizione, un elasticizzato fastidio che attanagliò il mio allontanamento dal vino per molti anni.
Quel sangue di fragole e rose lasciò però una traccia indelebile nella corteccia della mia memoria, un ricordo che procurava un batticuore, identico all?atto di accostare le labbra su quelle di una donna molto desiderata.
Fu come allontanarsi dalla prima cotta giovanile, e far promesse di non volersi innamorare più, poi ti ritrovi a comprar rose rosse e presentarle alla desiderata con un celato senso di sconvolgimento interiore, perché ti vedi esposto a offrir te stesso e temere i dinieghi. Infine, eccomi spensierato a riappropriami di quelle incertezze, sfogliare i petali di molte rose intellettuali, distillare le gioie delle emozioni regalando brindisi e sorrisi, odorando il vino come vitale assenzio e non temendo il suo confronto birichinamente alcolico. La maturità può presentarsi anche con un ipocrita auto controllo, ma il controllo spesso impensierisce i sorrisi, e il vino e le rose non son raccolti per meditare l?introverso, ma per eternizzare l?esuberanza e la rigogliosità della vita. E i canti campestri di quell?anno non sono ancora usciti dai nastri della mia memoria, tanto che potrei cantare: ?io che non vino senza te?.
TrackBack
[08/05/2008, 09:00] Due sorsate da Francesco Annibali (e scusa il ritardo?)
Tra gli omaggi alla memoria di Gianni Masciarelli uno dei più toccanti è stato di sicuro l’abbinamento con Chagall proposto dal collega Francesco Annibali. Approfitto di questo, e del fatto che è diventato distributore di The World Of Fine Wine (la rivista di culto per gli appassionati inglesi e non solo di vino) e quindi conviene [...]
Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero
Canaiolo Nero
TrackBack
[01/01/1970, 02:00] Don Oreste Benzi
Don Oreste Benzi è morto. Non lo frequentavo più da tanti, tantissimi anni, ma una persona che se ne va riapre sempre dei pezzi di vita. In passato ho molto apprezzato del suo lavoro, il suo stare con i...
TrackBack
[07/13/2008, 11:45] Un triste compleanno
Canaiolo NeroLunedì questo blog compirà un anno: il primo post l'ho pubblicato il 14 luglio del 2007.
Da allora, questo è il post numero 242, e non mi pare poca cosa.
Avevo pensato di festeggiare: una bicchierata, ovviamente bardolinista, con gli amici.
Ma non potrò far festa.
Perché lunedì è un giorno triste.
Perché lunedì accompagnerò nell'ultimo viaggio un maestro, un amico: Sergio Zenato.
La malattia l'ha vinto.
Non cerco parole retoriche, di circostanza: Sergio sappiamo bene tutti quali genio del vino fosse.
Non se n'offenda nessuno, ma il Lugana non sarebbe il vino di successo che è senza la sua capacità di guardare avanti.
Per me è stata una figura importante: il primo in assoluto a darmi fiducia, tanti anni fa, nel mondo del vino.
Non potrò festeggiare, è evidente.
Ma vi invito comunque a levare il calice per lui, lunedì.
Col vino che vorrete, col vino che più amate.
Credo che Sergio avrebbe voluto essere salutato così.
TrackBack
[07/30/2007, 23:34] Vino dei blogger n° 9 - Ricordo ed Emozione
Era l'estate del 1996. A fine cena, il mio caro ospite tirò fuori una piccola bottiglia di vino cotto. Era del 1947, l'anno della sua nascita. Dalle mie parti, infatti, era tradizione accantonare una piccola botte di vin cotto per il primo figlio (possibilmente maschio !...). Non saprei ora farvi una descrizione di ciò che ho bevuto, ma vi posso assicurare che era qualcosa di meraviglioso !... Un vino cotto bianco di Pollutri, un paesino in provincia di Chieti. Non so, non ricordo il nome del contadino che lo fece, ricordo solo l'anno di produzione e il paese. E limpido è il ricordo di tutte le sensazioni che quel nettare mi diede. Tra i tanti momenti intensi vissuti assieme a qualche buona bottiglia, voglio consegnarvi il "ricordo e l'emozione" di quel magico vino cotto, senza nome ma vincitore del tempo.
TrackBack
[06/08/2008, 16:33] Appello in difesa dell'identità del vino italiano, raccolta firme a Terroir Vino

Anche a Terroir Vino a Genova, sarà possibile sottoscrivere l'appello per la salvaguardia dell'identità del vino italiano promosso da Porthos e già condiviso da numerosi protagonisti dell'informazione sul vino.

In seguito allo scandalo del Brunello e ai conseguenti attacchi sferrati all'identità del vino italiano da cantine industriali, enologi e critici enoliberisti, la "parte resistente" dell'enologia nazionale si riunisce per la prima volta in un appello per la tutela del nostro vino, contro ogni progetto di omologazione ai modelli imposti dal mercato globalizzato e a favore di una viticoltura più rispettosa delle regole e del territorio. Vignaioli ed enologi naturali, giornalisti indipendenti e commercianti illuminati contro un establishment che antepone le necessità del marketing al valore sociale, economico e culturale del vino.

Sarà possibile firmare l'appello direttamente anche all'ingresso di Terroir Vino 2008, la manifestazione organizzata da TigullioVino.it lunedì 16 Giugno a Palazzo Ducale, Genova dove abbiamo previsto uno spazio apposito per Porthos.

Per il testo completo dell'appello, clicca qui
Per sottoscrivere l'appello online, clicca qui

TrackBack
[07/09/2008, 23:46] Bernardo Pasquali e il Chiaretto in Stelvin
Canaiolo NeroSabato scorso Matilde Poggi ha fatto un esperimento: ha stappato in contemporanea le bottiglie del suo Chiaretto imbottigliato dalla medesima vasca in parte con tappo in sughero e in parte con tappo a vite di nuova generazione (lo Stelvin).
Dell'imbottigliamento sperimentale in Stelvin avevo dato notizia in un mio post.
Della comparazione fra i due imbottigliamenti scrive invece Bernardo Pasquali sul suo web site L'Acino Parlante, con un lungo e circostanziato intervento che vi invito ad andare a leggere integralmente cliccando qui.
Cito solo una parte del testo di Bernardo.
Ordunque, il testo comincia ricordando che "l'azienda Le Fraghe ha organizzato una bellissima serata in cui ha messo a confronto il proprio Chiaretto Bardolino DOC Rodon, nella versione con tappo di sughero classico e con il tappo a vite". E spiega così com'è andata: "All'inizio, dopo che il vino è stato versato nel bicchiere, il campione proveniente da bottiglia tappata con sughero, ha manifestato la sua intensità olfattiva e la sua complessità. L'altro campione proveniente da tappo Stelvin invece sembrava come chiuso, bloccato nella espressività dei profumi. Dopo qualche istante ecco la magia... Meglio ancora, la fisica! Il Chiaretto da tappo a vite raggiunge il suo equilibrio di tensione superficiale e le molecoline di profumo cominciano leggermente ma continuamente, a librarsi nella porzione di spazio racchiusa nel bicchiere fino a raggiungere il nostro naso. È come se lentamente quel vino stesse rinascendo, alzandosi dopo un lungo riposo. Ma cosa succede invece nell'altro campione proveniente dal sughero? I profumi impattanti iniziali si stanno lentamente scaricando lasciando spazio a fenomeni di incupimento delle sensazioni olfattive. Comincia a sentirsi un frutto più evoluto e tendente all'amarognolo. Non più integro e leggermente decadente. Insomma il vino si sta lentamente spegnendo nel bicchiere".
TrackBack
[11/23/2007, 09:57] NELLA CULLA DELLA VITICOLTURA PRIMORDIALE, NELL'OMBELICO DEL MAR NERO. LA CRIMEA, I SUOI VIGNETI ED I SUOI VINI SUADENTI.
C'è un mare, che dell'elemento mediterraneo rappresenta l'ideale e sostanziale prosecuzione verso l'oriente. Uno strano bacino, che agli osservatori poco avvezzi alle discipline geografiche da l'impressione di un grande lago. Canaiolo NeroMa solo un disattento e colpevole sguardo può travisare la vera natura del Mar Nero. Un anomalo limes climatico, geografico e culturale, nel quale i fenomeni marini, meteorici ed antropici si intrecciano, si combattono e dialogano, come nell'ideale preludio ai limitrofi orizzonti caucasici.

A dispetto del suo aspetto lacustre era molto temuto dai navigatori dei secoli passati, che avevano come riferimento il faro della città anatolica di Trebisonda. Nelle notti buie e burrascose, "perdere la Trebisonda" poteva significare il trovarsi dispersi in un mare insidioso ed inospitale solcato dalle gelide ed indomite correnti provenienti dalla pianura ucraina, abili a rendere le sue acque fredde e scure. Il nome stesso (Mar Nero) pare che sia stato attribuito dai turchi sopraggiunti nell'area per distinguerlo dal meridionale e caldo Mediterraneo, da loro chiamato "Mar Bianco". Con lo stesso criterio, secondo alcuni, pare che siano stati attribuiti anche molti altri topònimi (Nilo Azzurro e Nilo Bianco, la Bielorussia, il Montenegro e l'Albania).

Il clima di questo bacino è in alcuni casi temperato, in altre zone più freddo. Ma in particolari situazioni, dove le catene montuose frenano i gelidi venti del nord, il clima si fa decisamente mediterraneo, con caratteristiche temperate e gradevoli, ideali alla viticoltura di qualità. E pare che alcuni dei ceppi originari della vite abbiano proprio avuto origine nelle regioni costiere della Georgia e della Crimea.

La Crimea, il cui nome ci evoca guerre antiche e cariche avvincenti. La cui terra si rivela sorprendentemente prodiga di vini dolci e pregiati.

I vini di queste terre assumono prerogative antiche, con tendenze diverse da quanto è oramai consolidato nelle enologie occidentali. Difatti, diversamente da quanto avviene per la nostra produzione, la gran parte dei volumi di vini prodotti nell'area è costituita da vini ad alto contenuto zuccherino residuo, ottenuti anche con l'impiego delle anfore nelle fasi di vinificazione ed affinamento.

In occasione del vino dei blogger#12, proposto da Marco Cenci, ho pensato di parlare del pinot grigio 2002 dolce (?i?? ??i) prodotto dall'azienda Massandra (????????), situata nell'omonima località ucraina. Ho cercato, con molte peripezie, di ottenere alcune bottiglie prodotte da queste azienda, il cui nome suscita molte suggestioni nel cuore di ogni amante del mondo enologico. Quando, finalmente, mi sono arrivati questi oggetti da noi pressoché introvabili non ho potuto resistere da un assaggio.



Il fascino del retroterra storico, geografico e culturale che questo vino ha estrinsecato all'assaggio, hanno pienamente ricompensato il disagio di una lunga attesa, ripagandomi con una pienezza di gusto e di aromi di grande eleganza.

Questo splendido vino viene ottenuto con uve della cultivar pinot grigio raccolte in vendemmia tardiva, sottoposte aCanaiolo Nero leggero appassimento ed avviate alla vinificazione in anfora. Successivamente, la prelibata bevanda, subisce un periodo di invecchiamento in legno di due anni dopo di che viene destinato all'imbottigliamento ed all'affinamento in bottiglia. Il grado alcolico finale è pari al 13% del volume (senza ricorso alla pratica dell'arricchimento). Il colore è rosso granato, molto caratteristico. Il profumo è molto piacevole e ricorda il miele ed i fiori degli agrumi. Il gusto è pieno e raffinato, molto dolce, bilanciato da una gradevole nota acida, in un connubio tale da renderlo molto adatto come compagno di un pomeriggio di lettura. Ottimo anche abbinato al consumo di dolci a base di frutta. In Ucraina si usa, ad esempio, degustarlo insieme ad uno strudel di prugne (???????? ?? ???????). La prova da me fatta mi ha dato soddisfazioni davvero notevoli.

Il prezzo??? In Italia non ho parametri economici precisi ma, in Ucraina, viene venduto ad un prezzo di circa 12 euri. Un costo davvero contenuto per un autentico capolavoro.

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: VEDUTA DELLA FORTEZZA GENOVESE DI BALACLAVA, ALCUNE BOTTIGLIE PRODOTTE DALLA CASA VINICOLA "MASSANDRA".
NEL VIDEO: ALCUNE IMMAGINI GIRATE NELLA STESSA CASA VINICOLA (VIDEO TROVATO IN RETE).


TrackBack
[04/18/2008, 16:19] Vinexpo apre un blog

Canaiolo Nero

La mania del blog sta contagiando anche anche il nostro settore del vino, persino Vinexpo, la fiera del vino internazionale che si tiene a Bordeaux, che ha da poco aperto il Vinexpo Blog. Perchè dico mania? Perchè c’è modo e modo di aprire un blog. Vediamo cosa dice la stessa fiera:

Vinexpo is the internazional wine and spirits exhibition, which is also the venue for people to meet and exchange ideas. It constitutes a focus point where all knowledge and expertise in the sector converges. We seek to use this international recognition that has been built up over the years here for your benefit. We have created the Vinexpo blog to share information on this constantly evolving world with you.

Le premesse sembrano buone, ma: è davvero un blog quello di Vinexpo? Per avere un’idea di blog vi rimando qui. Se si va alla homepage del sito istituzionale della fiera noterete il grande spazio destinato al blog.

Canaiolo Nero

Tuttavia, come sottotitolo riporta: news about wines & spirit business. Non a caso il blog è il luogo in cui vengono pubblicate notizie categorizzate in cinque aree:
- market developments
- business news
- new products and market trends
- responsible drinking issues
- news about the exhibition, naturalmente

L’aggiornamento sembra essere costante, lo sto monitorando da diverse settimane e negli ultimi giorni sembra stia aumentando il numero di notizie pubblicate. Ci si può abbonare via RSS o via Newsletter, il che è positivo. Inoltre, è disponibile sia in lingua francese che in lingua inglese.

Ma, a mio avviso, ci sono dei punti per i quali il blog non potrebbe essere chiamato con questo nome: manca la possibilità di lasciare commenti e, soprattutto, non crea nessuna discussione ne condivisione di idee nonostante il suo intento. Infatti, i post non sono altro che agenzie prese da altri o di Vinexpo, agenzie pubblicate senza alcuna interperetazione nè possibilità di conversazione.

The blog today resembles a logbook chronicling events and is already a useful monitoring tool for market trends and industry news, but this is only a first step towards what Vinexpo intends it to become ? a fully fledged industry forum.

Vedremo se per il momento si tratta di una fase beta di test, aspettiamo i prossimi mesi per vedere gli sviluppi futuri. Ciò che è significativo è come ormai il termine blog abbia fatto breccia ovunque.

ShareThis

TrackBack
[07/16/2008, 12:30] Screwcap per il Chiaretto (e la Garganega) di Matilde Poggi: verso il futuro
Bell'incontro, lo scorso 5 luglio, presso l'Azienda Le Fraghe di Matilde Poggi a Cavaion Veronese. Una ventina tra giornalisti, addetti ai lavori e appassionati hanno avuto l'onore di partecipare a "Tappi a confronto: la sfida del Chiaretto". Il Bardolino Chiaretto...
TrackBack
[06/24/2008, 22:27] Sulla difesa dei marchi veronesi

Canaiolo Nero

"I vini veronesi non sono solo un semplice prodotto, chi in giro per il mondo copia in maniera fraudolenta i nostri vini ruba anche le nostre radici".

TrackBack
[07/20/2008, 17:11] The Stake Behind the Sizzle
Canaiolo NeroDriving along the scuttled roads of urban Austin, I finally found a parking place, after 10 minutes of searching. By some twist of fate, I managed to find a place in front of a building that once sheltered one of the most wonderful Italian spots in Texas. It was long gone now, replaced by serial restaurateurs with cash and concepts. The place was called Speranza?s, run by a young couple, Michael and Hallie Speranza, and it was a Mecca for anyone trying to show offbeat Italian wines in those days. The era was the early 1980?s and in those 25 years or so, many places have come and gone, and come again, professing to hold high the banner for all things Italian.

Canaiolo NeroAustin is a place that defies categorization. So I won?t. But I am not sure the place is ready for the real deal, this time again. Italy isn't a fashion, not a flash-in-a-pan kind of thing.

Back to Speranza?s. Hallie was in the kitchen, and Michael would guard the door for interlopers. I remember him once telling me that people would come in looking for spaghetti and meatballs, or lasagna, and he would escort them out the door and show them to the nearby Spaghetti Warehouse, send them on their merry way. Speranza?s wasn?t a spaghetti and meatballs kind of place. Though if you wanted a really authentic Bolognese, you hit the jackpot.

Canaiolo NeroWine wise, we would bring in Dolcetto?s and Nebbiolo?s, Montepulciano d?Abruzzo?s and Tocai?s and they would be welcomed into this crazy little vortex of tipicita?. For a few brief moments, you were in a little trattoria in the Langhe or of some little side road in the Chianti zone. And then it went away. The Speranza?s shuttered their wonderful gem of a restaurant. It was like a death of a friend.

These days Hallie has rekindled her love for things Italian by offering to cater for private parties. And here we have the crux of the dilemma. Why does something as wonderful as the real Italian thing have to resurface on the side street of an emerging culture? Is it that the culture of Austin is so dominating there isn?t room for another ?real? experience? Is the importance and coolness of Austin so restrictive that there isn?t any air in the room for poor little Italian culture to breathe? Is the heat from a Neapolitan kitchen just a little too hot for the cool culture? I find that really hard to believe.

Canaiolo NeroDon?t get me wrong, there are some wonderful experiences that have sprung up. There is the casual and laid back Asti, which is always fun to see the convergence of things Italian in the spirit of Austin. There is Siena, which is this lifelike reproduction of an Italian Castello, complete with the smells of the open hearth. And there is Vespaio, with its frenetic, Italian-with-a-nod-to-Nice fare. Good times. And there is Damian Mandola?s Trattoria Lisina in Driftwood, which gets so close you can almost smell it. But the real deal, without compromise, hasn?t been back since the Speranza?s shut the door on their little place.

I was talking with my Italian friend Daniela, a wonderful lady from Naples, who runs an Italian-styled place in Austin. I believe if she had the proper finances behind her, she would bring not only la cucina Italiana, but even better, la cucina povera, from the alleys and backstreets of Naples and Pozzuoli. That would be a dream worth hatching. With all respect to the hipness of Austin, to bring the ancient soul of Naples to the streets of Austin, complete with the proper, unspoofulated wines of Campania; a full-out love-fest from the Mezzagiorno.

Canaiolo NeroI?m not talking about some Dellionaire who has a place in Tuscany and wants to impress their friends back in Austin with their manipulation of millions to appear to be Italian. I?m talking sweat, warts, octopus, Margherita pizza without Parmigiano, real, real, real. No compromises.

The Spaghetti Warehouse that Michael Speranza used to shuttle wayward clients off to is still there. OK, fine.

Canaiolo NeroBut for one moment, to just dream of gnocchi like Aunt Jena makes, to have an insalata di mare like one can only hope to find in Naples, or Ischia, or Mondello, or Austin? That is madness beyond anything imaginable, no?

Or maybe Austin will be remembered for its shrines to Tacos and Tex-Mex, and Bar-B-Que beyond belief, maybe that is really the channel for this lifestyle center. I?m OK with that, too.

But what if we could give someone like Daniela the means to fly her kite high and bring to Austin the thousands of years of imbedded love and lust and sweat and inspiration from Campania? Would that this were also a sweet dream of someone out there reading this, with a few extra dollars and would love to see, with those of us who know it is possible.

Then maybe we could feel the heat from an authentic Southern Italian sizzle.

Canaiolo Nero



TrackBack
[05/27/2008, 18:38] Scatta e scopri la bottiglia
Navigando in internet per una ricerca - perchè sì, malgrado il mio silenzio mi sto continuando a occupare dell’argomento di questo blog, ho trovato questa nuova iniziativa dell’azienda abruzzese San Lorenzo Vini. Si tratta di Scatta e scopri la bottiglia che riprende i progetti di tracciabilità via sms di cui ho già parlato a suo [...]
TrackBack
[07/30/2008, 20:28] L'Atto - Cantine del Notaio

Canaiolo NeroL'Atto delle Cantine del Notaio è un vino rosso ottenuto prettamente da uve di Aglianico. I miei veri lettori sanno quanto io elogi e magnifichi questo vino. Se c'è un vino emblematico e degno vessillo della nostra realtà, questo è proprio l'Aglianico. Sui tufi vulcanici del Monte Vulture, nelle contrade più rinomate sono coltivate con rispetto e devozione le vigne che danno linfa vitale a questo vino. Ne deriva un vino eccellente, di accesa personalità che matura poi in piccoli carati di rovere nelle suggestive grotte di tufo del 1600. Il colore rosso dell'Atto esprime bellezza e purezza e con i suoi 14,5% di tenore alcolico è vino destinato a dar piacere. Tralascio la rituale descrizione del sentore, profumo et similia, per spendere due parole [decisamente poco tecniche] ma forse più emozionali. Dell'Aglianico scrissi che è vino evocativo. Aggiungo che racchiude altresì gioia, calore e anche molto sacrificio. Se il lavoro e la volontà sono tali per ottenere un regalo così intenso, significa che il buon vino, quello fatto con dedizione e con il cuore, esiste!  Ne ero certo per questo e tanti altri vini, ma ora sorseggio ed esalto L'Atto. Et sigillum meum apposui.

TrackBack
[03/07/2008, 21:00] Che cosa è l?Enterprise 2.0? Quale la tecnologia?

Ce lo spiegano Mariano Corso, docente di Organizzazione Aziendale presso il Politecnico di Milano e Stefano Mainetti, docente di Sistemi Informativi, sempre al Politecnico.

Un video di quattro minuti che ci porta all’interno del nuovo modo di pensare e fare impresa con i nuovi concetti di:
- Collaborazione
- Social Network
- Conoscenza in rete
- Processi e sistemi attorno agli individui
- Global mobility

Il tutto grazie agli sviluppi tecnologici in corso. Nel frattempo vi segnalo l’articolo Cos’è l’Enterprise 2.0 e il blog da cui è tratto dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico.

Il prossimo 12 marzo sarò al convegno Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web (Politecnico di Milano, Aula Rogers, via Ampere 2, Milano. Osservatorio: Enterprise 2.0). Vi aggiornerò.

ShareThis

TrackBack
[07/22/2008, 14:00] Vendemmia 2008 - previsioni di produzione di vino - Italia e Francia

Fonte: ISMEA/Agreste
Stravolgo un pochino il calendario del blog per dare la precedenza alle prime previsione relative alla vendemmia 2008 che sono state emesse questa mattina da ISMEA-UIV e qualche giorno fa da Agreste in Francia. Diciamo subito che sono stime soggette a forti revisioni (la stima dello scorso anno di Agreste aveva sbagliato di un buon 4-5m/hl), ma che danno la sensazione di una vendemmia in recupero sul 2007 (soprattutto in Italia), ma comunque sotto le medie degli ultimi 5 anni.
I am shifting the calendar of blog post to promptly report the first estimates of 2008 wine production in Italy and France, issued today by ISMEA-UIV (for Italy) and a couple of weeks ago for France by Agreste. These are very rough forecasts, with a potentially large forecasting error (last year Agreste in July was overestimating by 4-5m/hl the actual level of production), but they give a first flavour of what might happen: both expects are slight recovery (mainly in Italy), but production will anyway fall below the average of the last 5 years.


Canaiolo Nero

Passiamo ai numeri brutali: (1) 46.8m/hl in Italia, il 10% sopra il 2007 e il 3% sotto la media quinquennale; (2) 47.1m/hl in Francia, 1% sopra lo scorso anno ma 8% sotto la media quinquennale. Per farla breve, sembrerebbe una vendemmia piu’ positiva in Italia che in Francia, per quanto nel 2007 si era verificato esattamente l’opposto.
(1) 46.8m/hl production seen in Italy, +10% vs. 2007 and about 3% below the historical level; (2) 47.1m/hl seen in France, 1% better than in 2007 but 8% below the 5-year average. Shortly said, it seems a better vintage in Italy than in France in terms of volumes, although in 2007 the exact contrary was happening.


Canaiolo Nero
(more…)

Canaiolo Nero

Canaiolo Nero
TrackBack
[01/01/1970, 02:00] "Terroir Vino" live!
TrackBack
[01/01/1970, 02:00] Il ministro Zaia "sale" a Montalcino per chiudere la questione Brunello
Il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia si incontrerà giovedì 3 luglio con l'ambasciatore USA Ronald Spogli (nella foto) e la stampa. Ordine del giorno "il decreto che ci consentirà di superare una volta per tutte il problema del paventato blocco delle importazioni negli Stati Uniti e di rilanciare l'immagine di questo straordinario prodotto del nostro territorio. Si tratterà di soluzioni assolutamente innovative, che probabilmente saranno assunte come format per il futuro".L'appuntamento con i giornalisti è fissato per le ore 11.45 presso l'azienda Costanti, Colle al Matrichese, Montalcino.Si aprirà un dibattito con la stampa, durante il quale il ministro e l'ambasciatore illustreranno le loro posizioni e soluzioni su questo tema che ha, ovviamente, non poco impensierito i produttori ilcinesi, che destinano gran parte del loro Brunello proprio agli Stati Uniti.Difficile valutare quali saranno le soluzioni a breve e lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la più volte annunciata disponibilità a rivedere il disciplinare del Brunello di Montalcino, ipotesi avvalorata anche dal recente intervento di Piero Antinori, che ha appena ricevuto l'ok per riprendere la vendita del suo Brunello Pian delle Vigne 2003 in quanto dalle analisi risulta assolutamente in regola. Antinori afferma che, al fine di evitare possibili problemi in futuro, inerenti alla presenza o meno di altre uve oltre al sangiovese nel Brunello di Montalcino, sarebbe auspicabile una tolleranza dal 3 al 5%, massimo 7% (allora perché non dire subito dal 3 al 7?), che è il margine d'errore previsto nel regolamento dei vivaisti. Il noto produttore toscano ha comunque puntualizzato che toccare il disciplinare ora sarebbe una mossa del tutto fuori luogo.E' un fatto che ci sono molti, troppi interessi da parte delle più importanti (quantitativamente) aziende produttrici di Montalcino, cosa che non lascia certo ben sperare in una soluzione che miri a tutelare l'immagine di questo grande vino, garantendo semmai l'assoluto rispetto delle regole e un miglioramento delle stesse al fine di evitare possibili furberie.
TrackBack
[06/17/2008, 18:16] Premio Veronelli 2008: nomination per il Long Lever

Canaiolo Nero

Premio Veronelli terza edizione: mercoledì 18 giugno al Teatro Angelicum di Milano alle 16.30 verranno svelati i nomi dei vincitori di quest'anno delle ben 16 categorie.

I riconoscimenti sono destinati ai migliori Operatori internazionali - Comunicatori e Tecnici - dell'enogastronomia: ma più dei premi conta l'intenzione, quella di onorare la memoria di Luigi Veronelli, scrittore/giornalista e critico, grande uomo di "cultura materiale", ma non solo: io l'ho conosciuto e ho lavorato con lui, e so che era capace di grandi slanci verso le persone come verso le cose, i prodotti, i paesaggi, le opere d'ingegno.

TrackBack
[04/23/2008, 18:25] L?importanza delle innovazioni di prodotto
Rientro da dieci giorni londinesi e prendo un altro paio di giorni di tempo segnalando il mio ultimo articolo apparso su Tigulliovino. A breve riemergerò con nuovi post! [INCIPIT]In primavera, quando le fiere del vino si avvicendano con maggiore frequenza, emerge l’importanza delle innovazioni di prodotto. Gli importatori che visitano gli stand delle aziende le inseriscono [...]
TrackBack
[06/16/2008, 14:34] Sangria

La sangria è una bevanda alcolica a base di vino e frutta di origine spagnola e portoghese. Inoltre, va servita fredda. Per il resto, non esiste una ricetta unica. La sangria è un drink che viene fatto molto con l’ispirazione, mettendo un po’ di questo e un po’ di quello.

Una versione base (che quindi lascia ampio spazio all’improvvisazione) può essere quella che segue.

Ingredienti:
- 1 bottiglia di vino rosso (di qualità, se volete una sangria all’altezza delle aspettative!)
- 2 arance
- 2 limoni
- 2 pesche
- 1 cucchiaino di zucchero
- soda (o gassosa), circa 25 cl

Procedimento:
spremete una arancia ed un limone e versate il succo in una grossa coppa o un’ampia caraffa. Tagliate invece a fettine sottili l’altra arancia e l’altro limone. Mettete anche queste fettine nella coppa. Tagliate le pesche a pezzetti e mettete anche questi nella coppa. Versate anche il vino e aggiungete lo zucchero. A questo punto, mescolate un po’ il tutto e mettete in frigo per diverse ore (la sangria deve essere fredda!).
Prima di servire, aggiungete la soda e del ghiaccio.

Come detto, questa è una versione base (molto base) della sangria. Spesso nella sangria si trovano anche altri ingredienti, come chiodi di garofano, cannella, vaniglia, qualche superalcolico (gin, cointreau, rhum, brandy, vodka, etc…), altra frutta (mele, pere, etc.).

Inoltre, in alcune zone della Spagna esiste anche una versione fatta con vino bianco anziché rosso e prende il nome di sangria blanca.

Non esistendo una ricetta ufficiale, è chiaro che un ingrediente chiave diventa l’ispirazione del momento. L’unica cosa davvero importante da tenere a mente è che tutti gli ingredienti (a partire dal vino, ovviamente) devono essere di qualità. Con questo non dico che vada usato del Barolo, ovviamente. Però evitate vini da 1€ al litro, ecco Canaiolo Nero

In particolare, vi consiglio un rosso abbastanza corposo: aglianico, cannonau, primitivo, etc.

Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero
TrackBack
[08/01/2008, 10:57] L?anno del Marsala? intanto forse abbiamo il Marsala dell?anno?
Tre coincidenze non sono mai da sottovalutare specie se convergono così nettamente come in questi giorni. Il mercato pare un pò stanco dei vini dolci siciliani “classici” stile Passiti e Moscati di Pantelleria (o per lo meno il mercato italiano, ad Amsterdam il Ben Rye va via come l’acqua nonostante non costi esattamente poco) [...]
Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero
Canaiolo Nero
TrackBack
[05/22/2008, 01:10] Tartare di tonno con mela, cetriolo e lime

Canaiolo Nero
Una ricettina semplice, molto fresca e nel contempo raffinata.
Il tonno, che è l’ingrediente essenziale, deve essere freschissimo.

Ingredienti

  • 2 fette di tonno rosso siciliano freschissimo
  • 1 Mela verde Granny Smith
  • 1 Cetriolo
  • 10 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 2 lime
  • Fior di Sale di Pirano
  • Pepe di Sechuan

Preparazione

Sbucciamo il cetriolo a dadini, priviamo la mela dei semi e tagliamo entrambi a dadini molto piccoli.
Con un coltello da chef battiamo il tonno, riducendolo a tartare.
In un bicchiere facciamo una citronette con l’olio, il succo dei lime, il sale e il pepe.
In una terrina, mischiamo tutti gli ingredienti e, con l’aiuto di un coppapasta, impiattiamo la tartare, decorandola con due scorzette di lime arricciate.
I vini che più si prestano sono quelli lievemente acidi con bouquet floreale. Un’ottima opzione è l’Etna Bianco (carricante) oppure anche un Fiano di Avellino.

Canaiolo Nero Canaiolo Nero Canaiolo Nero
TrackBack
Tecnorati