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Mondo Di Vino
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[06/14/2008, 10:45] Enchiladas

L’enchilada è un tipico piatto della cucina messicana e tex-mex.

Enchilada significa “in chili”. Ed infatti, ingrediente fondamentale è una salsa (chiamata, guarda un po’, salsa enchilada) che può essere preparata in modi leggermente differenti. In sostanza, è comunque una salsa fatta con peperoncino secco macinato e salsa di pomodoro (oltre che altri ingredienti come aglio, cipolle etc).

Vediamo velocemente una ricetta per la salsa enchilada che useremo poi per un paio di varianti di enchiladas.

Pelare e tritare finemente due piccole cipolle e due spicchi d’aglio.
In un apposito contenitore, unire 250 gr di polpa di pomodoro, due cucchiai di farina bianca, 20 gr di paprica dolce macinata, 1 cucchiaino di cumino macinato, un po’ di pepe nero e frullare fino ad ottenere una salsa omogenea.
In una casseruola, scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, unire il trito di cipolla e aglio e fare rosolare. Aggiungere poi il composto freullato, aggiungere un litro di brodo di pollo e cuocere a fuoco lento per circa tre quarti d’ora.

Preparata la salsa, vediamo come usarla partendo dalle enchiladas de queso (ovvero, con il formaggio).

Preparare le tortillas di mais. In una ciotola mescolare 200 gr di formaggio fresco (a vostra scelta) con 50 gr di formaggio tipo edamer.
Pulire 4 cipollotti e tagliarli finemente. Unirli al formaggio e condire con sale e pepe.
Accendere il forno a 180 gradi. Intanto scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva in una padella e passarci velocemente le tortillas da entrambi i lati.
Prendere le tortillas, spalmarci sopra la salsa enchilada e cospargere con metà del formaggio aromatizzato in precedenza. Arrotolare le tortillas e sistemarle in una teglia unta d’olio. Ricoprire con salsa enchilada e il resto del formaggio.
Cuocere in forno per circa venti minuti, finché il formaggio non sarà ben fuso e facendo attenzione che le enchiladas non si secchino troppo.

Vediamo infine una variante famosa: le enchiladas con pollo.
Lessare due petti di pollo e tagliarli molto finemente. Tritare due cipollotti ed unirli al pollo. Condire con sale, pepe e coriandolo tritato. Riempire le tortillas con il ripieno ed arrotolarle. Coprire poi con salsa enchilada e con formaggi tipo edamer tagliato a fettine. Mettere in forno per circa venti minuti.

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[05/02/2008, 12:35] Serata carne al Wine Enoteca di Lonigo

Il 15 maggio 2008 al Wine Enoteca di Lonigo ci saranno i cuochi di maisazi.com per una serata basata sulla carne.

Questo il menu proposto ai clienti:

Filetto di maiale alla frutta - alcune delicate fette al profumo di frutta e mosto al cioccolato.

Tagliata di controfiletto all’estratto di fichi - strisce di manzo scottate e legate da un denso e gustoso estratto di fichi artigianale.

Filetto di manzo nello stagno - un pregiato tournedos cotto in Aperol e Ginger, impreziosito da un pomodorino alla griglia con Sale di Cipro.

Scamone con riduzione di Aceto Balsamico - un medaglione di manzo arabescato da un filo di dolce Aceto Balsamico ridotto e Sale dell’Himalaya.

Il Wine Enoteca è in via Garibaldi 25 a Lonigo. Per prenotarvi, se siete in zona, telefonate al +39 0444-834856.

P.S.
Estratto di fichi e mosto selvatico sono stati acquistati su www.inari.it (che qui conosciamo bene) Trebbiano di Soave

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[06/17/2008, 14:22] London: vodka distillata 15 volte e lo Cheval Blanc by the glass, come si vendono 25.000 euro di vino in mezz?ora
Londra e i suoi alberghi non valgono come connettivita’ Amsterdam, quindi le mie segnalazioni sono un pochino piu’ sporadiche e, fino a stasera, pure senza foto ma vi assicuro che nella capitale mondiale della ristorazione le cose non stanno ferme due secondi. Sbarco alle 12 a Stansted in mezzo al glorioso nulla della periferia Londinese [...]
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[06/23/2008, 09:44] Il Chiaretto delle Fraghe su Un Buon Bicchiere
Trebbiano di SoaveIl blog si chiama Un Buon Bicchiere. L'autore è Stefano Buso, che è stato candidato nella cetegoria degli "emergenti" al Premio Luigi Veronelli 2008.
Stefano non nasconde la sua passione per i Chiaretti bardolinisti. Tempo fa ha recensito quello di Albino Piona. Ora eccolo di nuovo in argomento con il Bardolino Chiaretto Ròdon dell'azienda agricola Le Fraghe.
"Questa tipologia di vino - scrive Buso - mi entusiasma e non poco. Il Chiaretto è un vino giovane, acerbo, e specie in questo periodo di tepori estivi, esprime al meglio le sue particolari caratteristiche".
Adesso, ecco la descrizione del Ròdon: "Il colore rosato, brillante; il profumo particolare, intenso, a tratti floreale e per questo seducente creano un momento che magnifica l'assaggio. Il tenore alcolico è di 12%. Abbinamento ideale è con i primi piatti, con formaggi, salumi e anche da solo, come aperitivo, dove l'effetto vino-calice offrirà tutta la bellezza e bontà del Bardolino Chiaretto doc Le Fraghe".
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[05/21/2008, 16:57] 
Ecco, si rimette a piovere...E oggi glielo voglio consentire. Anche domani.
Voglio essere magnanima: anche venerdì.

Ma domenica NO, per favore.

Il bello di Cantine Aperte è anche godersi la giornata primaverile seduti in mezzo al verde, sorseggiando un bel vino...e magari fare una passeggiata nei vigneti che circondano la cantina (così magari si "smaltiscono" gli assaggi, eh eh!).
Il bello non è anche poter lasciar scorrazzare i marmocchi senza pericoli, liberi di giocare e godersi la campagna?

Dunque, se repetita iuvant, domenica NO, per favore!!!
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[03/21/2008, 12:42] Terroir Vino e qualche dritta
E' stata resa nota la lista (quasi) definitiva dei partecipanti al prossimo meeting di Tigulliovino, che si terrà il 16 giugno a Genova, nello splendido scenario del Palazzo Ducale, e che avrà come tema conduttore il binomio terroir-vino.
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[06/16/2008, 16:53] 
Alla conquista del grande Nord

Dopo una settimana dal ritmo decisamente sostenuto, sono di nuovo nella mia piccola e tranquilla cantina, a tirare le fila di questo tour promozionale e cercare possibilmente di concretizzare qualcosa. I contatti sono importanti, ma se non restano solo contatti è decisamente meglio. ;-)


Durante la 1a tappa ad Helsinki il tempo libero è stato davvero poco, ma ho cercato di fare la stakanovista (naturalmente ci sono pure portata e poi le ore di luce lassù sono moltissime adesso...) e vedere il più possibile di questa città pulita, ordinata, interessante.


Ecco la cattedrale bianca di Helsinki, che rispecchia il lindore della capitale finlandese.


Trebbiano di Soave
Stoccolma mi è sembrata ancora più bella della volta precedente; sicuramente il fascino maggiore va imputato anche al fatto che la visita precedente risaliva a febbraio, quando il freddo è davvero pungente e la neve non manca mai. D'estate è invece una città vivacissima, piena di giovani, con tanti bei locali in cui bere qualcosa all'aperto; è cosmopolita ma allo stesso tempo sicura e pulita, in soldoni un posto in cui vivere.


Il nostro workshop si è svolto nelle opulente, scenografiche e quasi claustrofobiche sale del Grand Hotel, ma vi assicuro che in generale l'impronta è decisamente più minimalista...


Trebbiano di Soave


Non lontano dal mio hotel, ho scovato un curioso mercato coperto, in cui avrei letteralmente saccheggiato ogni banco; pesce freschissimo, tra cui l'immancabile salmone preparato in svariate fogge, dolci speziati, fiori...un paradiso di profumi e sapori.


Trebbiano di Soave


Infine, Oslo. Che francamente mi ha sorpreso per la scarsa pulizia, il disordine, la quantità di personaggi dubbi che mi hanno fatto sentire a disagio e di sera perfino insicura. La mia immagine di Norvegia era distante anni luce da ciò che ho trovato.


Tuttavia, meritano una nota ampiamente positiva il fiordo, con le celebri casette colorate ed il porto, in cui si concentra la movida, brulicante di gente ad ogni ora del giorno.

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[11/23/2007, 08:57] NELLA CULLA DELLA VITICOLTURA PRIMORDIALE, NELL'OMBELICO DEL MAR NERO. LA CRIMEA, I SUOI VIGNETI ED I SUOI VINI SUADENTI.
C'è un mare, che dell'elemento mediterraneo rappresenta l'ideale e sostanziale prosecuzione verso l'oriente. Uno strano bacino, che agli osservatori poco avvezzi alle discipline geografiche da l'impressione di un grande lago. Trebbiano di SoaveMa solo un disattento e colpevole sguardo può travisare la vera natura del Mar Nero. Un anomalo limes climatico, geografico e culturale, nel quale i fenomeni marini, meteorici ed antropici si intrecciano, si combattono e dialogano, come nell'ideale preludio ai limitrofi orizzonti caucasici.

A dispetto del suo aspetto lacustre era molto temuto dai navigatori dei secoli passati, che avevano come riferimento il faro della città anatolica di Trebisonda. Nelle notti buie e burrascose, "perdere la Trebisonda" poteva significare il trovarsi dispersi in un mare insidioso ed inospitale solcato dalle gelide ed indomite correnti provenienti dalla pianura ucraina, abili a rendere le sue acque fredde e scure. Il nome stesso (Mar Nero) pare che sia stato attribuito dai turchi sopraggiunti nell'area per distinguerlo dal meridionale e caldo Mediterraneo, da loro chiamato "Mar Bianco". Con lo stesso criterio, secondo alcuni, pare che siano stati attribuiti anche molti altri topònimi (Nilo Azzurro e Nilo Bianco, la Bielorussia, il Montenegro e l'Albania).

Il clima di questo bacino è in alcuni casi temperato, in altre zone più freddo. Ma in particolari situazioni, dove le catene montuose frenano i gelidi venti del nord, il clima si fa decisamente mediterraneo, con caratteristiche temperate e gradevoli, ideali alla viticoltura di qualità. E pare che alcuni dei ceppi originari della vite abbiano proprio avuto origine nelle regioni costiere della Georgia e della Crimea.

La Crimea, il cui nome ci evoca guerre antiche e cariche avvincenti. La cui terra si rivela sorprendentemente prodiga di vini dolci e pregiati.

I vini di queste terre assumono prerogative antiche, con tendenze diverse da quanto è oramai consolidato nelle enologie occidentali. Difatti, diversamente da quanto avviene per la nostra produzione, la gran parte dei volumi di vini prodotti nell'area è costituita da vini ad alto contenuto zuccherino residuo, ottenuti anche con l'impiego delle anfore nelle fasi di vinificazione ed affinamento.

In occasione del vino dei blogger#12, proposto da Marco Cenci, ho pensato di parlare del pinot grigio 2002 dolce (?i?? ??i) prodotto dall'azienda Massandra (????????), situata nell'omonima località ucraina. Ho cercato, con molte peripezie, di ottenere alcune bottiglie prodotte da queste azienda, il cui nome suscita molte suggestioni nel cuore di ogni amante del mondo enologico. Quando, finalmente, mi sono arrivati questi oggetti da noi pressoché introvabili non ho potuto resistere da un assaggio.



Il fascino del retroterra storico, geografico e culturale che questo vino ha estrinsecato all'assaggio, hanno pienamente ricompensato il disagio di una lunga attesa, ripagandomi con una pienezza di gusto e di aromi di grande eleganza.

Questo splendido vino viene ottenuto con uve della cultivar pinot grigio raccolte in vendemmia tardiva, sottoposte aTrebbiano di Soave leggero appassimento ed avviate alla vinificazione in anfora. Successivamente, la prelibata bevanda, subisce un periodo di invecchiamento in legno di due anni dopo di che viene destinato all'imbottigliamento ed all'affinamento in bottiglia. Il grado alcolico finale è pari al 13% del volume (senza ricorso alla pratica dell'arricchimento). Il colore è rosso granato, molto caratteristico. Il profumo è molto piacevole e ricorda il miele ed i fiori degli agrumi. Il gusto è pieno e raffinato, molto dolce, bilanciato da una gradevole nota acida, in un connubio tale da renderlo molto adatto come compagno di un pomeriggio di lettura. Ottimo anche abbinato al consumo di dolci a base di frutta. In Ucraina si usa, ad esempio, degustarlo insieme ad uno strudel di prugne (???????? ?? ???????). La prova da me fatta mi ha dato soddisfazioni davvero notevoli.

Il prezzo??? In Italia non ho parametri economici precisi ma, in Ucraina, viene venduto ad un prezzo di circa 12 euri. Un costo davvero contenuto per un autentico capolavoro.

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: VEDUTA DELLA FORTEZZA GENOVESE DI BALACLAVA, ALCUNE BOTTIGLIE PRODOTTE DALLA CASA VINICOLA "MASSANDRA".
NEL VIDEO: ALCUNE IMMAGINI GIRATE NELLA STESSA CASA VINICOLA (VIDEO TROVATO IN RETE).


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[01/01/1970, 02:00] Laghi DiVini: festival di vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani
Quale migliore occasione, con l'approssimarsi dell'estate (che speriamo non ci dia le stesse delusioni della primavera), di una bella puntata al lago di Bracciano, dove potrete divertirvi a noleggiare una piccola imbarcazione se siete appassionati di vela, oppure godervi semplicemente la tintarella, o ancora andare a visitare lo splendido Castello Orsini del comune omonimo?Ma c'è una ragione in più per andare a meno di 60 km a nord di Roma, l'evento LAGHIDIVINI, Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani, che si svolgerà nello splendido Complesso conventuale di Santa Maria Novella dal 20 al 22 giugno.La manifestazione è ideata da Epulae Bracciano, un'associazione culturale con finalità di promozione della cultura enogastronomica, che si propone di valorizzare i vini prodotti nei territori lacustri, favorendone la conoscenza e l'apprezzamento, ma anche per divulgare e valorizzare un patrimonio di grande valore: i laghi. Sono infatti coinvolte ben 15 località, dall'Alto Adige alla Sicilia, e più di cinquanta aziende vitivinicole le cui produzioni insistono nelle vicinanze dei territori lacustri. Banchi d'assaggio, conferenze, seminari, mostre, concorsi, concerti, proiezioni di film e filmati, cene, degustazioni guidate e laboratori in tema.le degustazioni si svolgeranno nell'apposito banco d'assaggio suddiviso in settori, uno per ogni lago, presso il cinquecentesco Chiostro degli Agostiniani. Non mancheranno, ovviamente, cene con menu a base di pesce di acqua dolce, laboratori e degustazioni guidate di prodotti enogastronomici di eccellenza e, inoltre, proiezioni di film e filmati, seminari, conferenze, mostre, concorsi e concerti in tema.L'ingresso alla manifestazione è libero. Per partecipare alle attività di degustazione è richiesto un contributo di 5 euro, che dà diritto a un bicchiere da degustazione, tracollina, brochure ed alla possibilità di partecipare a tutte le degustazioni ed eventi in programma nella giornata.Per ulteriori informazioni sul programma e su come raggiungere la località laziale:http://www.laghidivini.it/
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[06/03/2008, 17:55] Crêpes salate

Trovo che il bello delle crêpes sia il fatto che ci si può sbizzarrire in un numero impressionante di ricette (come con la pizza, per intenderci). Per questo motivo, voglio proporre una serie di spunti per farcire le crêpes, fermo restando che l’unico limite è la fantasia (suvvia, un altro ce lo imponiamo: oggi parliamo solo di crêpes salate).

Per seguire questi suggerimenti, tengo sempre presente questa ricetta per fare le crêpes, ma quando ci sono ingredienti che devono avere il tempo di fondere è necessario assicurarsi di cuocere per bene la crêpe su un lato, e appena viene girata sull’altro lato va disposto l’ingrediente.

Crêpes con cotto e scamorza affumicata
Questo abbinamento è davvero tanto banale quanto delizioso. Assicuratevi di tagliare la scamorza in fettine molto sottili e disponetele sul lato della crêpe appena la girate sull’altro lato. Prima di piegare la crêpe in due, aggiungete anche il prosciutto cotto.

Crêpes con speck, gorgonzola e rucola
Il gorgonzola si ammorbidisce abbastanza velocemente. Siccome speck e rucola non vanno cotti, aggiungete gli ingredienti quando manca poco alla fine della preparazione. In alternativa, potete anche preparare le crêpe completamente e, dopo averle riempite con gorgonzola, speck e rucola, disporle in una pirofila e scaldarle in forno, con un po’ di burro fuso sopra.

Crêpes con prosciutto crudo e mozzarella
Il prosciutto crudo deve restare crudo e la mozzarella deve avere il tempo di fondere, quindi o tagliate la mozzarella in fette molto sottili o addirittura la sminuzzate/sbriciolate.

Crêpes ricotta e spinaci
Per questo abbinamento, ovviamente gli spinaci vanno prima lessati e poi ben mischiati con la ricotta.

Crêpes ai formaggi
Qui sbizzarritevi con un bel mix di formaggi come fontina, gorgonzola, emmentaler. Ma dato che il formaggio deve avere il tempo di fondere per bene, anche qui è preferibile passare in forno le crêpes disposte in una pirofila.

Altre idee per crêpes salate?

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[04/28/2008, 12:17] Mashable e Vinix
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[06/06/2008, 02:27] Mutamenti del clima? Nihil sub sole... e ci salverà la tecnica
C'è sempre da imparare quando a parlare di vigne e vini sono persone di grande esperienza, come l'enologo Gianni Menotti e l'esperto comunicatore Angelo Peretti e il tema è quello un po' modaiolo dei mutamenti climatici. C'eravamo a Gambellara e...
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[05/22/2008, 01:07] Planeta for life
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[04/26/2008, 16:46] borsetta porta-vino
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Questa pratica e bella borsetta è un portabottiglia di feltro fatta a mano.
Un bell' oggetto intelligente, sempre poposto da Branch il sito del design sostenibile.
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[06/08/2008, 15:33] Appello in difesa dell'identità del vino italiano, raccolta firme a Terroir Vino

Anche a Terroir Vino a Genova, sarà possibile sottoscrivere l'appello per la salvaguardia dell'identità del vino italiano promosso da Porthos e già condiviso da numerosi protagonisti dell'informazione sul vino.

In seguito allo scandalo del Brunello e ai conseguenti attacchi sferrati all'identità del vino italiano da cantine industriali, enologi e critici enoliberisti, la "parte resistente" dell'enologia nazionale si riunisce per la prima volta in un appello per la tutela del nostro vino, contro ogni progetto di omologazione ai modelli imposti dal mercato globalizzato e a favore di una viticoltura più rispettosa delle regole e del territorio. Vignaioli ed enologi naturali, giornalisti indipendenti e commercianti illuminati contro un establishment che antepone le necessità del marketing al valore sociale, economico e culturale del vino.

Sarà possibile firmare l'appello direttamente anche all'ingresso di Terroir Vino 2008, la manifestazione organizzata da TigullioVino.it lunedì 16 Giugno a Palazzo Ducale, Genova dove abbiamo previsto uno spazio apposito per Porthos.

Per il testo completo dell'appello, clicca qui
Per sottoscrivere l'appello online, clicca qui

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[10/14/2007, 10:53] Trasferimento!

Cari amici e amiche,
 Tirebouchon si trasferisce causa la troppa spam che riceve sui commenti e che Splinder non riesce a contrastare, ma non solo, sono cambiato, il mio lavoro è...

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[06/24/2008, 22:27] Sulla difesa dei marchi veronesi

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"I vini veronesi non sono solo un semplice prodotto, chi in giro per il mondo copia in maniera fraudolenta i nostri vini ruba anche le nostre radici".

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[05/29/2008, 14:00] Il Soave: 40 anni di DOC
Correva l'anno 1968 e anche tra i vigneti di Soave arrivava la rivoluzione! Nasceva la DOC SOAVE, secondo le norme contenute nel D.P.R. 930/63. E' trascorso un quarantennio: fatiche, progetti, scommesse e ottimi risultati , ottenuti grazie al lavoro prezioso...
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[06/11/2008, 19:41] Modesta proposta al cavalier Rivella: un confronto pubblico sul tema Brunello

Trebbiano di SoaveCavalier Rivella, visto che lei non perde occasione di rilanciare e di sostenere, con grande sicurezza ed evidentemente convinto di aver ragione, la tesi che il disciplinare di produzione del Brunello è da cambiare, che occorre rompere la formula del Sangiovese in purezza, che é necessario innovare per andare incontro alle esigenze dei mercati, liberarsi della camicia di forza rappresentata dai ?famigerati disciplinari rigidissimi?, voglio lanciarle una modesta proposta.
Anche da parte degli amici che hanno lanciato l?appello in difesa dell?identità del vino italiano le chiedo di rendersi disponibile a partecipare ad un pubblico confronto, con sede da scegliere insieme, meglio se Montalcino, dove mettere a confronto civilmente le tesi di chi sostiene che il Brunello debba rimanere così com?è, rigidamente a base di Sangiovese di Montalcino e basta, e di chi invece, come lei, vorrebbe cambiare le cose, come con grande chiarezza e assumendosi le proprie responsabilità lei ha più volte proposto.
Tre sostenitori del Brunello così com?è oggi, che potranno essere un giornalista, un produttore, un enologo e dall?altra parte tre sostenitori della necessità di cambiare le regole, lei e altri due amici e sodali a sua scelta, che potrà scegliere secondo i criteri che preferisce.
Non crede che un confronto del genere fornirebbe un importante contributo a quella chiarezza, a quella presentazione e comprensione delle rispettive ragioni, che è nell?interesse di tutti? Noi siamo disponibili a sostenere questo pubblico contraddittorio, a lei, se lo riterrà opportuno, rispondere e palesare analoga disponibilità.
Può contattarmi a questo indirizzo di posta elettronica oppure credo che non avrà problemi a procurarsi un mio recapito telefonico per farsi sentire.
Mi auguro che accetti la sfida e non si sottragga al confronto…

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[04/04/2007, 14:12] VINITALY 2007. UNA FIERA DI SVOLTA.


Anche io sono tra i tanti reduci della grande fiera, vetrina dell'enologia italiana e mondiale, termometro delle tendenze dei produttori e dei consumi.Le impressioni sono state tante ed in alcuni casi contrastanti ma, per alcuni fenomeni, mi sembra di avere notato delle tendenze abbastanza chiare ed univoche.

La prima osservazione la posso fare sulla distribuzione dei visitatori all'interno dei padiglioni nei quali erano suddivisi i produttori delle varie regioni e dei vari stati. Fatta salva una maggiore presenza nei padiglioni centrali posti nelle immediate vicinanze degli ingressi principali (San Zeno e Cangrande), meglio raggiungibili e che fungevano anche da punto di passaggio verso i settori periferici della fiera, ho notato un interesse, da parte del pubblico, molto accentuato nei confronti delle regioni meno blasonate. Gli operatori ed i wine-lovers stanno manifestando una buona attrazione nei confronti di aree geografiche un tempo semisconosciute (dal punto di vista enologico), come il Molise, la Basilicata, la Calabria e la Valle d'Aosta.

Continua imperterrito anche il fascino dei vini siciliani, favoriti anche dall'ottima organizzazione che supporta i produttori di questa grande isola del Mediterraneo. Nel campo delle conferme continua il buon successo dei produttori del Veneto, del Piemonte e della Toscana. Nel padiglione riservato a quest'ultima regione (il numero 8) ho notato però un diverso bilancio nazionale, rilevando una preponderanza di visitatori provenienti dagli Stati Uniti. Buoni riscontri arrivano (nonostante la posizione decentrata del padiglione 11) anche per i produttori della regione Abruzzo, per i quali sta sempre di più pagando la forte scelta legata alla qualità, congiunta in maniera stretta alla riscoperta dei vitigni autoctoni ed al mantenimento di prezzi interessanti.

Altro interessante fenomeno che ho riscontrato è l'attenzione dedicata dai visitatori nei confronti dei vini esteri. Ma la cosa più degna di nota è ilTrebbiano di Soave cambiamento della propensione dei presenti, maggiormente interessati nei confronti dei vini provenienti dall'Europa Centrale ed Orientale.
Gli stand dei produttori austriaci, sloveni, tedeschi ed ungheresi hanno conosciuto un flusso continuo di persone interessate verso i vini di questi Paesi, sempre più inclini a farsi conoscere dai consumatori italiani. Questa opportunità è considerata in maniera sempre più ragguardevole, tanto che nella giornata di domenica è stata segnalata a Verona la presenza del Ministro dell'Agricoltura della Repubblica Ungherese.

Questa è la conferma di alcune delle tesi che da molti anni tento di avvalorare, in merito ai vini di molti Paesi europei. Sono sempre più convinto che il Burgenland, la Slovenia, l'Ungheria, la Slavonia, la Vojvodina, la Slovacchia e la Repubblica Ceca costituiscano un'area al tempo stesso omogenea e ricca di grandi diversità. Una macro-regione che ci rallegrerà molte serate, animate dalla volontà di assaggiare prodotti eccellenti, anche se diversi dai nostri.

Ho potuto rilevare anche una notevole ed importante riflessione sull'uso dei vasi vinari in legno di piccola capacità (barriques). Molte aziende e molti enologi stanno finalmente ripensando l'utilizzo spregiudicato che di tali contenitori è stato fatto nelle fasi di invecchiamento, nella speranza di ottenere vini dal gusto internazionale. I produttori italiani stanno finalmente comprendendo che un vino, per essere buono, non deve per forza sapere di California.

Un'ulterioTrebbiano di Soavere tendenza degna di nota è quella dell'aggregazione dei piccoli produttori, il cui esempio maggiormente significativo è quello costituito dal "Consorzio Langa Style", nel quale confluiscono otto piccoli produttori dell'area delle Langhe, accomunati dall'amore per la loro terra e dalla volontà di farsi conoscere con prodotti dalla qualità alta e dai prezzi concorrenziali. Auguro a questi nuovi attori della scena enologica italiana un ottimo successo e degli ottimi riscontri di mercato.

Per concludere, tanti buoni segnali, da incoraggiare ed implementare.

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: LO STAND DI UN PRODUTTORE SLOVENO IN UN PADIGLIONE DEL VINITALY 2007, IL LOGO DEL CONSORZIO "LANGA STYLE".


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[01/01/1970, 01:00] L'appello in difesa dell'identità del vino italiano: fanatismo enoico secondo Focuswine
E' passato ormai un mese da quando è partito l'Appello in difesa del vino italiano (al momento quasi 1000 firmatari) scritto e pubblicato sulla versione online di Porthos, il cui testo è frutto dell'impegno di Marco Arturi e Sandro Sangiorgi. Un appello il cui testo chiarisce in modo inequivocabile quale pensiero ne abbia determinato l'esigenza...
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[04/03/2008, 11:50] Vino semantico? I-Vinix
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[05/21/2008, 18:15] Vellutata tiepida al bardolino e spezie


Trebbiano di SoaveEcco una vellutata semplice nella preparazione e ingredienti. Tuttavia, semplicità non vuol dire penalizzare gusto e bontà, caratteristiche salienti di questa portata. Si procede facendo fondere il burro con qualche foglia di rosmarino e, una volta che si è insaporito si filtra il tutto e si aggiunge la farina 00 passata [prima al setaccio] [la proporzione è di 100/100]. Si deve formare il caratteristico roux, che in questo caso non dovrà prendere colore. A fuoco basso mescolare il composto bene, con un mestolo. Unire quindi un bicchiere di Bardolino Albino Piona mescolando la vellutata. In seguito aggiungere un paio di mestoli di brodo caldo prima schiumato e filtrato, cercando di formare una crema né troppo densa né troppo liquida. Il consiglio è quello di aggiungere poco brodo osservando il risultato. Far sobbollire per circa 3 minuti, quindi aggiustare di sale, pepe bianco e poca noce moscata. Il colore della vellutata sarà di un rosso tenue, molto particolare. Servire la vellutata su singolo piatto, con un filo di olio evo, prezzemolo trito e pepe. A lato potrebbe andar bene un saporito crostone passato e dorato al burro. Abbinamento con il Bardolino Piona, naturalmente.

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[05/28/2008, 14:48] 
Signore e signori, è andata. Inaspettatamente il tempo ci ha graziati, regalandoci una bella giornata di clima mite.
A voler essere proprio puntigliosi, nel primo pomeriggio ha piovuto per un'oretta, ma senza fare danni e consentendoci anzi di mangiucchiare uno pseudo-pranzo! ;-)


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"Cartolina" di Soave dalla cantina, alle ore 8 di Domenica 25 Maggio: nessuna nube all'orizzonte!


Anche quest'anno Cantine Aperte mi ha dato buone soddisfazioni, sia per quantità di persone (quasi 500!) che per qualità; è sempre un piacere incontrare gente appassionata, che viene a scoprire realtà decisamente di nicchia come la nostra. Significa che c'è ancora chi non beve solo "con l'etichetta", ma con il proprio gusto e il proprio cervello.

Tra l'altro sono venuti moltissimi giovani, a spanne direi che più del 50% apparteneva sicuramente alla fascia 20-30 anni. Un segnale positivo di interesse verso il mondo del vino, alla faccia dei nauseabondi intrugli (che è un delitto chiamare cocktails) propinati in tanti locali notturni.

Due fugaci scatti delle mostre che avevamo allestito nella barricaia sotterranea, a partire dalle etichette create per l'occasione da Federico Paris, uno degli artisti scelti da Lucia Bosè per il Museo de Los Angeles di Segovia. Un artista estremamente professionale e disponibile, instancabile sperimentatore.

Un ringraziamento anche alla giovanissima Yari Grifalconi, pittrice veronese esordiente, che ha impreziosito con le sue tele le nostre sale di degustazione.
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[06/20/2008, 17:19] Pitti Uomo e il Glamour del cibo e del vino
Ogni anno Firenze si anima un paio di volte ALMENO, per le feste e la settimana di Pitti. Tra Londra e lavoro in trattoria (per fortuna un pò di clienti vengono pure nella remota periferia per pranzi e cene di lavoro…) contrariamente alla mia natura modaiola e trendy mi sono perso circa una decina di [...]
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Trebbiano di Soave
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[01/01/1970, 01:00] Donna Lidia 2007 Rosato Basilicata igt
MARTINOUva: aglianicoFascia di prezzo: da 5 a 10 euroFermentazione e maturazione: acciaioMentre il Vulture sembra un momento in fase di ripiegamento dal punto di vista generale, per misteriosi e calcarei motivi si è presentato, come ho già scritto ieri, con una voglia strepitosa di rosato. Chissà: forse dopo tanto legno e vinoni concentrati improvvisamente la frutta rievoca la sua centralità. del resto con un'annata come la 2007 per non ...
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[06/12/2008, 01:50] Soloni, due di coppe con briscola a bastoni e tromboni sfiatati

Trebbiano di SoaveNon avrei nemmeno degnato di una risposta il ?signore?, direttore responsabile ed editore della rivista Il mio vino che nell?editoriale del numero di giugno del suo mensile, intitolato ?Il Brunello della discordia?, mi definisce ?solone di turno? affermando che ?per fortuna di tutti noi nel mondo del vino conta come il due di coppe con la briscola a bastoni?.
Io che a differenza sua di giochi di carte, da nessun punto di vista, non mi intendo, mi sono dovuto fare spiegare che questa sua amabile definizione significa che praticamente non conterei nulla. Questo perché in un mio articolo pubblicato qualche tempo fa ? vedi - e relativo all?editoriale di maggio della stessa rivista, avevo criticato il tipo, che aveva definito ?talebana? la difesa, sacrosanta!, del disciplinare di produzione vigente che ha come trave portante la monovarietalità, l?essere il Brunello prodotto solo con uve Sangiovese, di Montalcino ovviamente?.
Non gli avrei risposto, perché certi personaggi, che ti attaccano ma non hanno la correttezza di riportare il nome del blog dove avevo pubblicato la mia critica, ma esclusivamente il mio indirizzo di posta elettronica, non meritano alcuna risposta, visto che reputo un onore e un titolo di merito professionale ricevere da parte di quel signore simili attenzioni. Lo stile di questo giudizio qualifica l’uomo e mi sembra in linea con un operato che ho già criticato, in maniera circostanziata, nell’articolo già citato.
Ma poiché notizia di questo attacco, che vorrebbe essere cattivo e a piedi uniti, dandomi in pratica del minus habens o del “carneade” che non ha voce in capitolo, é apparsa già su un paio di blog, su Enoblog, e su Studio Cru, mi corre obbligo, anche perché qualche lettore me l?ha espressamente chiesto (uno dei quali, simpaticamente scrivendomi ?caro “Due di Coppe con briscola bastoni”, (questo il tuo soprannome secondo colui che non nominiamo), ti ricatto: se non gli rispondi a dovere perderai un affezionato lettore?), dedicherò qualche riga a questo personaggio.
Questo anche perché nel suo editoriale fa capire chiaramente da che parte stia chiedendosi retoricamente ?conviene davvero continuare sulla strada di un disciplinare che ho definito talebano o non vale piuttosto la pena stare a sentire chi si misura ogni giorno con la sfida dei mercati mondiali e su quei mercati miete successi straordinari??, che è la giustificazione che adducono i rivelliani e le grosse aziende indagate per chiedere una misura che salvi i loro interessi e cambi, in corso d?opera, le regole del gioco.
E riportando lo stravagante punto di vista di un noto ristoratore italiano all’estero che alla faccia dell?identità del Brunello rivellianamente spara ?Brunello al cento per cento? La maggior parte dei clienti se ne frega: chiede se il vino è buono o no??
Non ricorrerò in questa sede o altrove, a rivendicazioni del mio curriculum professionale, delle mie collaborazioni presenti e passate (anche una, brevissima, alla rivista in oggetto, durata l?espace d?un article perché non poteva esserci feeling tra noi) che suonerebbero come un patetico e gradasso “lei non sa chi sono io!“.
Quale sia il valore di quel che scrivo, la mia credibilità, la mia eventuale autorevolezza, il mio fare opinione con quel che, in totale indipendenza, da giornalista free lance senza paracadute, scrivo ormai da molti anni, lascio che siano a stabilirlo i miei lettori, quelli delle riviste italiane ed estere cui collaboro, gli editori che mi danno fiducia e mi consentono di esprimermi in libertà, nonché i lettori del mio wine blog Vino al Vino, che, dicono, sia piuttosto seguito. Questo anche se il direttore responsabile ed editore de Il mio vino non lo cita e fa finta che non esista.
Una cosa é certa: io a differenza da quel “signore” non ho bisogno di pubblicità di aziende o consorzi per continuare a poter pubblicare la mia rivista. Io faccio solo il giornalista e non devo rendere conto a nessuno, solo alla mia coscienza e ai miei lettori…
Io non mi sognerei mai di proclamare ?cantina dell?anno?, come ha fatto il ?signor? Gaetano Manti (questa la sua mail che figura in calce alla sua firma) la gigantesca cantina cooperativa trentina che invece l?editore della rivista definisce, ?assieme alle altre due grandi realtà cooperative del Nord Est, Cavit e LaVis, fulgido esempio di come migliaia di piccoli coltivatori, proprietari di poco più di un ettaro di vigna a testa, possano mettere insieme le loro forze e dar vita a realtà industriali che tutto il mondo ci invidia?.
Io di questa ?invidia? non me ne sono mai accorto, ma reputo legittimo che Manti difenda le sue convinzioni, anche se poi le corrobora, per rafforzare le proprie argomentazioni, con due pagine dedicate ad un vino di casa Cavit, una pagina di pubblicità di LaVis, una pagina di pubblicità della linea di vini oggetto dell?articolo dedicato a Cavit, tanto per citare quel che appare sul numero di giugno dove mi si dà del ?solone di turno?.
Numero dove lo stesso personaggio, per la serie ?excusatio non petita?, ci ricorda che ?il nostro compito è quello di far sapere ai nostri lettori chi fa grandi vini, rispettando le regole e praticando prezzi ragionevoli. Lo abbiamo sempre fatto a prescindere dai soldi che le aziende spendono per fare pubblicità sulla nostra rivista?.
Sarà anche vero, come dice, che ?i numeri parlano da soli: da sette anni a questa parte la stragrande maggioranza dei vini di cui abbiamo parlato bene sono prodotti da aziende che non ci hanno dato mai un euro di pubblicità e forse non ce lo daranno mai?, ma le lodi ai colossi trentini sostenute da paginate di pubblicità le ha decise lui e non sono certo il massimo dell?eleganza, anche se è chiaro a tutti che ?pecunia non olet?…
Ad ogni caso é un vero onore essere definito dal ?signor? Manti
?solone di turno?, che ?per fortuna di tutti noi nel mondo del vino conta come il due di coppe con la briscola a bastoni?, perché se ?contare? equivale a seguire i sistemi del direttore de Il mio vino, sono felicissimo di non contare nulla.
Io di quel regime, che vive di sinergie e di interessi comuni tra stampa specializzata e aziende, soprattutto se di grosse dimensioni, io non farò mai parte e ne sono orgoglioso?

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