TagCloud:


Link to us:



  Blogs & Sites:



 






Mondo Di Vino
Mondo Di Vino





[07/22/2008, 20:15] Oca (ciuca) d?estate, a Vigevano si può

Spumante

Sono a dieta ferrea, lo sapete. Ma purtroppo le guide reclamano le recensioni, quindi ogni tanto mi devo sacrificare, pur cercando di essere parsimonioso. Oggi quindi, soprattutto per fare la recensione ma anche per consolarmi dopo una delusione dovuta a un impegno andato male questa mattina sul presto, ho deciso di uscire da Milano e di andare a pranzare all’Oca Ciuca di Vigevano (Pavia). Attenzione: il sito web giusto è quello che ho linkato io, col dominio *.com. Ve lo dico perché persiste ancora il vecchio sito, con dominio *it: anzi, questo sito appare come primo risultato digitando “Oca Ciuca” su google. E fin lì non ci sarebbe nulla di male, se non che nel vecchio sito c’è anche il vecchio indirizzo del ristorante: una cascina alle porte di Vigevano, ove le cucine sono rimaste fino (credo) a marzo. A parer mio, converrebbe dismettere totalmente il vecchio dominio, per evitare che i clienti si confondano e vadano in corso Milano anziché in via XX settembre, nuova location. O che, addirittura, pensino a due ristoranti diversi.
A parte questo suggerimento “manageriale”, mi sento di fare i complimenti allo staff per l’abilità d’accoglienza e di cucina. Il cuoco riesce nella non facile impresa di ammaestrare l’oca, facendone una pietanza per tutte le stagioni. L’oca, il maiale a due zampe che della grassezza ha fatto vanto, è più facile mangiarla d’inverno, e non solo da queste parti, ov’è particolarmente diffusa e tradizionale. Ebbene, lo chef dell’Oca Ciuca ne fa un peso piuma, godibile pure in luglio, senza farle perdere in alcun modo la riconoscibile personalità.
Sedetevi dunque in questo budellino dall’arredamento moderniccio ma non male, e assaporate le tradizioni di Lomellina e gli schizzi inventivi di questa affidabile cucina. Si parte con la terrina di foie gras. Solita roba, direte. Invece no. Ci sono le cipolle rosse, ma non sono le solite di Tropea: sono quelle splendide, semisconosciute che si coltivano a Breme, ed erano un tempo rinomate per la dolcezza. La terrina stessa è perfetta, leggera, lievemente speziata, non ammazzata dal frigorifero. Ottimo inizio. In carta si legge di un tagliere di ghiotti salami d’oca, o di quello monografico dedicato alla famiglia Spigaroli, e ci si ingolosisce.
Di primo, ravioli ripieni d’oca al burro versato e nocciole tostate. Altra sintesi di leggerezza e sapore. Vien da ridere, pensando a certi ravioli “di magro” tramutati in mappazze unte e ben poco penitenti; questi ravioli, che a rigore sarebbero “di grasso” (hanno la carne nel ripieno), li battono ampiamente in levità. Di primo comunque c’è anche altro, tipo un risotto allo spumante, crescenza e tartufo nero che vi invito a scoprire da soli.
Di secondo, ecco la sorpresa, l’illuminazione: coscia d’oca cotta per 12 ore a bassa temperatura. Fuori luogo a luglio? Non proprio. Lo chef ne fa una cosa croccantissima, ma di una morbidezza e tenerezza incantevoli. La cottura non violenta la personalità dell’oca, ma anzi l’esalta.
Dolce? Gradevole il parfait di pistacchio di Bronte con gianduia fuso.
Vino? Ampia scelta, e c’è pure qualcosina a bicchiere. Servizio? Femminile e disinvolto, senza sbavature, perfetto anche col cliente rompiscatole che arriva prestino.
Dimenticavo: il conto. Circa 50 euro a testa, se volete quattro portate.
Direi che ci potete anche andare, è approvato.

L’Oca Ciuca
Via XX Settembre, 35
Vigevano (Pavia)
Tel. 0381348091
Chiuso mercoledì

TrackBack
[07/14/2008, 22:51] Verona Wine Top 2008: i Bardolino premiati
SpumanteSono 15 i vini bardolinisti premiati nell'edizione 2008 di Verona Wine Top, il concorso enologico voluto dalla Camera di Commercio di Verona.
In tutto, la giuria ha premiato con l'eccellenza 107 etichette veronesi.
La "Guida ai 100 migliori vini di Verona", completa delle analisi sensoriali di tutti i vini premiati curate da Richard Baudains, corrispondente della rivista "Decanter", sarà disponibile a partire dal mese di settembre e può già essere prenotata scrivendo a winetop@vr.camcom.it, inserendo come oggetto "Richiesta Guida Verona Wine Top 2008" e specificando l'indirizzo postale a cui spedire il materiale. Il materiale verrà spedito a titolo gratuito.
Di seguito i top del panorama bardolinista.
Bardolino Chiaretto spumante brut 2007 - Vigneti Villabella
Bardolino Chiaretto Classico 2007 - Meneghello
Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2007 - Zeni
Bardolino Chiaretto 2007 - Villa Medici
Bardolino Classico 2007 - Cantina Caorsa
Bardolino Classico 2007 - Lenotti
Bardolino Classico Val dei Molini 2007 - Cantina di Custoza
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 - Vigneti Villabella
Bardolino 2007 - Ronca
Bardolino Rubens 2007 - Cantina di Castelnuovo del Garda
Bardolino Classico Vigneti di Ca' Nova 2006 - Sartori
Bardolino Superiore 2006 - Villa Medici
Bardolino Superiore Colline di Colà 2006 - Bergamini
Bardolino Superiore Classico 2006 - D'Aulerio Nicoletta
Bardolino Superiore Classico 2005 - Cantina Caorsa
TrackBack
[06/14/2008, 00:35] Vespaiolona, la Notte Bianca BiancoRossa di Breganze.

Tra sabato 21 e domenica 22 Giugno si terrà a Breganze (VI), la prima edizione di Vespaiolona, la notte bianca tra le cantine della Strada del Torcolato.

La festa inizia alle 20 in Piazza Mazzini con “Il Ristorante in Piazza”, tradizionale cena collettiva ovviamente a base di Torresano (il Piccione di Breganze) e annaffiato dai splendidi vini della zona.
Dalle ore 22 inizia il Vespaiolona, giro notturno per le cantine aderenti, con visite e degustazione dei loro prodotti per tutta la fascia Pedemontana della DOC Breganze: la Notte Bianca è stata definita BiancoRossa in quanto a la Doc Breganze si compone di diverse tipologie di vini bianchi e rossi, oltre agli ultimi arrivati Vespaiolo Spumante, Breganze Tai e Breganze Merlot, e senza ovviamente dimenticare Sua Maestà il Torcolato, vero vanto dell’Enologia Italiana e Mondiale.
Dalle 22 alle 2 del mattino sarà attivo un servizio di bus navetta che, partendo dalla stazione delle autocorriere in piazzetta delle Poste, condurrà i partecipanti a visitare le Cantine Socie del Consorzio di Tutela e della Strada del Torcolato: Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, Cantina Maculan, Cantina Angelo Scaroni, Azienda Agricola Ca’ Biasi, Azienda Agricola Firmino Miotti, Cantina Col Dovigo, Azienda Agricola Vitacchio Guerrino e, fuori dal territorio comunale, Azienda Agricola La Costa a Fara Vicentino, Tenuta Bastia a Montecchio Precalcino e Azienda Agricola Villa Magna a Sandrigo. Per la partecipazione è richiesto un contributo di dieci euro, comprensivo di trasporto in pullman, bicchiere da degustazione e portabicchiere a tracolla oltre naturalmente a quattro assaggi di vino. Informazioni e prenotazioni: 0445300595, 3483028340.
Domenica 22 giugno dalle 17 spazio alla II° edizione del Palio delle Botti: una spettacolare gara di spinta di barriques tra le vie del centro, disfida fra equipaggi delle diverse cantine. Nell’edizione del 2007, a trionfare è stata l’azienda agricola Ca’ Biasi di Innocente Dalla Valle. La manifestazione, che inizierà alle 17, si concluderà con un brindisi da primato a base di uno dei vini simbolo della Pedemontana vicentina: il Vespaiolo.
Ulteriori informazioni al sito Strada del Torcolato di Breganze.

TrackBack
[05/07/2008, 21:44] Vini di Moda, Vini Sempreverdi, Fascette e Biodinamica

Si è svolto il 2 maggio, con l’organizzazione a cura della Festa dei Vini Classici della Valpolicella di Pedemonte (VR) e del Palio del Recioto di Negrar (VR), il convegno dal titolo “Vini Trendy, Vini Evergreen: quando il trionfo di oggi diventa un successo senza tempo”.
Molta la carne al fuoco, compreso una riunione del Consorzio della Valpolicella, con una novità abbastanza importante: quindi vedremo di parlarne e commentare.

Biodinamica e Champagne:anche Poiana Maggiore era Biodinamico?

Il primo intervento della serata è stato dell’enologo Hervè Jestin, della Maison Fleury Père et Fils Champagne (il sito): oltre a rappresentare il vero Sempreverde e sempre di Moda Champagne, la Maison da circa 10 anni pratica la viticoltura biodinamica, e nel settore in Francia è una delle voci più autorevoli, seconda forse al solo Nicholas Joly della Coulèe de Serrant.
Non starò a tediarvi con la viticoltura biodinamica, perché la conosco poco, e quindi la castroneria è in agguato, al limite guardatevi il sito italiano di Rudolf Steiner, colui che codificò la biodinamica, per avere notizie precise: se credete all’influenza delle varie forze naturali e cosmiche sulla vita animale e vegetale, allora qui c’è da divertirsi.
Monsieur Jestin, con l’ausilio di prove ed esperienze, dice che la viticoltura biodinamica dà grandi risultati, mentre per la vinificazione e tecniche di cantina la sperimentazione è ancora aperta, in quanto lo Steiner non fece in tempo a dedicarcisi, e quindi si opera rispettando i suoi principi.
Alla fine comunque l’esortazione ai presenti è di provare la Viticoltura Biodinamica: alla Fleury i risultati sono ottimi Champagne.
Una cosa soltanto: ho ricordi del nonno e di molti vecchi contadini che non muovevano foglia nei campi se Luna e Sole non erano “come si deve”o se non era Consigliato dal ” Lunario di Pojana Maggiore”, leggendario Astrologo-Contadino veneto, che tramite il suo lunario, appeso in ogni stalla e deposito agricolo, scandiva la vita contadina e le sue attività secondo la Luna ed altri astri.
Vuoi vedere che i nostri nonni ascoltando Pojana Maggiore praticavano l’Agricoltura Biodinamica senza saperlo?

L’Egoismo Solidale della Franciacorta
Con questo semplice concetto, Mattia Vezzola, enologo gardesano della Bellavista, una delle maggiori aziende della Franciacorta, ha superbamente riassunto uno dei motivi che hanno reso questa zona vinicola come un nuovo classico, nell’attesa di diventare sempreverde, dello spumante in Italia, anche se giustamente si arrabbiano quando si chiama spumante un Franciacorta: questa denominazione, assieme a Champagne e la spagnola Cava, può escludere dall’etichetta la dicitura vino spumante e il metodo di produzione, Franciacorta vuol dire Franciacorta e basta, e lo stesso vale, ovviamente anche per Champagne e Cava.
L’Egoismo Solidale che ha portato a questo risultato, dovrebbe fare scuola anche nelle altre regioni vinicole, ma i classici interessi del quartierino tipici dell’Italietta Vinicola fanno in modo che l’insegnamento bresciano resti quasi una parola al vento, anche se fortunatamente non sempre è così: abbiamo l’esempio della DOC Breganze e della DOCG Montefalco Sagrantino che si stanno muovendo allo stesso modo, con una sola differenza, che i Bresciani lo fanno meglio.

Come Montefalco Sagrantino è diventato un classico
L’intervento di Marco Caprai, dell’omonima azienda, con un breve excursus, ha spiegato come pochi ma volenterosi viticoltori di Montefalco, abbiano recuperato il vitigno Sagrantino, e nonostante i pareri contrari dei “soloni” locali, siano riusciti, cavalcando il concetto di vino di nicchia di qualità e di produzione inferiore alla domanda, a creare un nuovo classico.

Amarone: le nuove fascette ne faranno un classico?
Su quanto detto al convegno sull’Amarone non posso riportarvi alcunché, essendomi perso gli interventi di Severino Barzan della Bottega del Vino, tempio del vino in Verona e nel mondo, e di Emilio Pedron, AD dell Gruppo Italiano Vini e fino a poco fa, presidente del Consorzio Vini della Valpolicella, se non che di sicuro è trendy e tira, vedi anche il mio articolo, e che a Villa Quaranta giocava in casa.
Quello che invece è interessante, invece, è l’assemblea del Consorzio Vini della Valpolicella, che nello stesso pomeriggio ha deliberato l’ormai mitica e più volte annunciata fascetta di stato per i vini della Valpolicella ottenuti da uve appassite, ovvero Recioto e Amarone, e atta a garantirne la tipicità e la qualità.
Ma quello che mi chiedo: a cosa serve la nuova fascetta?
Non è quella della di una volta della DOC, e nemmeno quella DOCG, e Dio ce ne scampi, visto che in Veneto la DOCG porta sfortuna, e vedi il caso Brunello, non salvaguarda nulla.
Poi col discutibile disciplinare della Valpolicella, che permette l’imbottigliamento dei suoi vini anche fuori zona DOC, non salvaguarda nemmeno gli ignari consumatori stranieri, visto che mi sembra di capire che la fascetta sia solo per i vini venduti in Italia.
Poi la fascettatura sarà obbligatoria non da una determinata vendemmia, ma per gli imbottigliamenti fatti dal 1 luglio 2008, e non è chiara la posizione delle bottiglie di quelle aziende che hanno già imbottigliato Amarone e Recioto, che lo stanno giustamente affinando in bottiglia prima di etichettarlo e commercializzarlo e che corrono il rischio di  ritrovarsi con Amarone e Recioto di “serie B” perché senza fascetta.
Sempre il disciplinare che dal 2003, ovvero dai vini in commercio dallo scorso anno, permette l’uso dei soliti vitigni gramigna cabernetmerlotsirah nella stessa percentuale dei veri vitigni veronesi come molinara e oseleta, che tipicità garantisce ai consumatori, quando storicamente i vini della Valpolicella sono sempre stati a base di uve corvina, rondinella, molinara e altre varietà realmente autoctone?
Insomma, forse sono ignorante nel senso che ignoro lo scopo della fascetta, che non è ne DOC ne DOCG, visto che nei punti citati non vedo alcuna salvaguardia per il consumatore straniero, che si vede spesso e volentieri proporre Amaroni al prezzo di un Valpolicella Superiore, ovvero casi simili al Parmesan, alla Mozzarella della Campana o della Pommarola cinese, e quanto all’italiano sa benissimo leggere l’etichetta.
E le tipologie Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso sono figlie di nessuno, visto che la “garanzia” è rivolta principalmente all’ Amarone e al Recioto?
Insomma, questa fascetta qualcuno me la spieghi.

Detto questo per adesso vi saluto.

Max Pigiamino Perbellini

TrackBack
[06/10/2007, 19:03] VINO DEI BLOGGER#7-GLI AUTOBIANCHI DEL REFRIGERIO. IL RIEPILOGO DI UNA BELLA GIORNATA.
Come era successo per l'edizione numero 6 promossa da Aristide, anche per questa è stata d'ispirazione l'imminenza della stagione calda. Ed i risultati sono stati analoghi. Difatti, come era accaduto lo scorso mese, anche il nostro giovedì è stato funestato da piogge di tipo monsonico. Nel mio caso ho addirittura pubblicato il post durante una poetica grandinata!!!

Questo è l'elenco dei partecipanti ed i loro post.
  • Maria Grazia Melegari di Soavemente ha realizzato, "tradendo" la vocazione veneta del suo blog, un post davvero interessante avente come oggetto l'Ansonica Costa dell'Argentario della Fattoria La Parrina 2006. Parla con passione della sorpresa ricevuta da un bianco prodotto in una terra di grandi rossi come è la Toscana. E lo fa con una lodevole dovizia di particolari, mettendo in risalto la notevole freschezza del prodotto, le cui caratteristiche rendono piacevolmente armonico l'insieme, nonostante l'importante tasso alcolico. Le note floreali tipiche dell'ansonica hanno fatto il resto. Complimenti all'amica Maria Grazia.
  • Giacinto Chrichella di Maiale Ubriaco ha postato un articolo molto bello sul Cilento Bianco DOC 2004 di Carmine Botti. Giacinto parla di un rischioso esperimento andato fortunatamente a buon fine, facendo invecchiare questo vino genuinamente cilentano vinificato in acciaio. L'affinamento in bottiglia ha esaltato la naturale complessità del Fiano, dimostrando l'eccezionale longevità di questo prodotto, rendendolo degno compagno anche degli ottimi prodotti caseari che la Campania offre. Complimenti a Giacinto.
  • Marco Grossi di Imbottigliato all'Origine ha realizzato un post che descrive un'autentica svolta nel campo enologico, descrivendo il Tabula Rasa dell'Azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, nell'area dei Colli Piacentini. Il suo racconto mi rimanda alle lezioni dell'anziano ed orgoglioso preside dell'Istituto Agrario nel quale mi sono diplomato (I.T.A.S. "P.Cuppari" di Alanno-PE) quando, parlando della catastrofe epocale della fillossera, definiva le strategie degli anni seguenti, che comprendevano, in alternativa alle barbatelle con piede americano tollerante, lo sviluppo di ibridi produttori diretti da poter mettere direttamente a dimora per talea. Strategia che non ha avuto sviluppo, in quanto l'ibridazione mendeliana con la vite americana portava spesso a snaturare la tipicità delle uve. Ma in alcuni contesti sono rimaste delle piccole realtà produttive, spesso bistrattate. Marco ha invece portato il caso molto interessante della famiglia Molinelli che ha creduto in un vitigno figlio di quell'epoca (ottenuto dall'incrocio tra il Sauvignon ed uva americana), facendone stilare la scheda ampelografica da un luminare dell'Università di Piacenza e brevettandolo come vitigno di famiglia. Un vitigno di confine sotto molti aspetti, sia concettuali che geografici. Un vitigno che, alla vinificazione, può presentare molte gradite sorprese dalle intensità pari o forse superiori allo stupore che ho provato leggendo questo bellissimo post. Complimenti Marco.
  • Luca Risso di TheWineBlog.net ha invece descritto un prodotto meno stravagante ma non per questo meno interessante: la Malvasia Novae 2005 della Cantina Cerveteri. La particolare tecnica di vinificazione tendente a salvaguardare la composizione qualitativa dell'acidità fissa rende questo vino ricco in freschezza e piacevolezza. Il complesso aromatico tipico delle malvasie (e quindi di questa bella malvasia laziale) chiudono il quadro di un perfetto vino estivo. Complimenti Luca.
  • Luciano Pignataro ci ha invece riportati in Campania, facendoci respirare le atmosfere della Costiera Amalfitana, con la famosa colatura di alici di Cetara ed i cartocci di pesce fritto (in Campania chiamati "cuoppi", con vari significati) che rappresentano la tradizione di tutte le coste del Mediterraneo. Luciano, in questo idillio, ci ha sorpresi con un bel post sul Selim 2006 Spumante capsula nera dei Viticoltori De Conciliis di Prignano Cilento. Luciano descrive con attenzione questo spumante (ottenuto con uve delle cultivar Fiano ed Aglianico) in grado di mettere in discussione molti pregiudizi sugli spumanti campani e meridionali, ponendo il lettore nella predisposizione e nell'attesa di trovarsi in riva al mare con un cuoppo (il cartoccio di pesce fritto, non la donna o l'uomo spregevole!!!!) ed un bel calice di Selim. Nel rosso sfondo di un tramonto di mezza estate. Complimenti Luciano.
  • Mirco Mariotti di Blog&Wine ha iniziato il suo post facendo una panoramica sulle numerose cultivar di bianchi autoctoni dell'Emilia Romagna, andando a focalizzare la sua attenzione per un vitigno che per me rappresenta un mito, l'Albana, regina della Romagna. La scelta di Mirco è ricaduta sull'Albana secca DOCG "Compadrona" 2005 dell'Azienda Poderi delle Rocche. La descrizione di questo bravo blogger si sofferma sulle peculiarità del vitigno, le cui bucce sono molto ricche in polifenoli, tanto da rendere necessarie alcune accortezze nei processi di vinificazione, in modo da rendere le caratteristiche della cultivar dei veri punti di forza. I profumi e la ricchezza in glicerina dei mosti dell'Albana fanno il resto, rendendo possibile l'ottenimento di un vino piacevole e longevo, ottimo compagno di una buona piadina imolese. L'attenzione al territorio ed alle tradizioni rendono questo blogger molto interessante. Complimenti Mirco ed in bocca al lupo!!!
  • Jomar Brustolin di QVinho, direttamente dal Brasile, ha descritto nel suo post il Lurton Torrontes 2005, prodotto in Argentina. Il suo articolo è scritto interamente in portoghese, lingua della quale non ho purtroppo dimestichezza. Ringrazio comunque l'amico Jomar che, con la sua partecipazione, ha dimostrato ancora una volta il carattere universalista e paritario della rete ed ha sancito il profilo internazionale del vino dei blogger. Complimenti Jomar. E grazie.
  • Massimiliano (Max) Cochetti di Wino, ovvero Marketing di Vino, ha invece parlato, nel suo post, di un vitigno simbolo della freschezza più (meritatamente) blasonata espressa dall'enologia italiana: il Prosecco. Quello descritto da Max è il Borgo Fur di Sorelle Bronca, Colbertaldo di Vidor (TV), chiuso con la classica legatura a spago. Max parla con completezza dei profumi di questo Prosecco e del suo gusto che ben si armonizza con il clima caldo che tutti si aspettano per l'estate. Complimenti Massimiliano.
  • Terence Hughes di Mondosapore è assente giustificato.
  • Pierluigi Salvatore di Vini dal Mondo ha realizzato un post sul Bogdanu?a prodotto dalla Vinarija Plan?i? di Svir?e (Isola di Hvar, Croazia). Il Bogdanu?a è un vitigno autoctono della Dalmazia, il cui nome significa "dono del Signore". Scusatemi se, come usa fare Maradona, mi sono appena citato in terza persona!!!
Questa edizione è stata caratterizzata dalla presenza di molti vitigni interessanti, alcuni molto blasonati ed altri poco conosciuti, portati alla ribalta dalle descrizioni appassionate dei blogger di questa settima edizione. Due i vini spumanti menzionati.

Molto piacevole, a mio avviso, anche il profilo dei produttori oggetto dei post, tutti poco conosciuti dal grande pubblico. Questi viticoltori sono quindi stati menzionati non in relazione alla loro "influenza politica" ma in base alla passione per il loro lavoro concretizzata negli ottimi prodotti espressi. Un vero successo del blogging indipendente.

L'aspetto geografico è stato davvero interessante, con un sostanziale equilibrio tra il nord ed il sud della penisola e tra i bacini tirrenico ed adriatico. I vini descritti sono stati prodotti nei seguenti territori: Campania (2), Emilia Romagna (2), Toscana (1), Veneto (1), Lazio (1), Argentina (1) e Croazia (1). Tre vini del nord Italia, due del centro, due del sud, quattro del versante tirrenico, quattro del bacino adriatico. Ed uno dal continente americano. Davvero un bel mosaico di profumi!!!

Voglio infine ringraziare i protagonisti di questa bella giornata per la passione dimostrata nella divulgazione enologica corretta e senza condizionamenti, passando il testimone al bravo Mirco Mariotti di Blog&Wine, al quale spetta ora l'onere e l'onore di organizzare la prossima edizione del vino dei blogger. La numero 8!!!

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.


TrackBack
[03/30/2007, 02:03] A PROPOSITO DEL XV CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE VINITALY 2007


In questo mio post non parlerò in modo esclusivoSpumante di una sola tipologia di vino ma, coerentemente con le intenzioni "mondialiste" del mio blog, voglio soffermarmi sui risultati del concorso enologico internazionale svolto in concomitanza con la manifestazione Vinitaly 2007.

I risultati sono da me condivisi e mi hanno riempito di gioia.

Ho avuto occasione, in passato, di degustare molti dei vini risultati vincitori ed ho sempre ritenuto che questi fossero degni di grandi encomi. Trovare una fonte autorevole che concorda con le mie opinioni mi riempie di orgoglio.

Sono lieto, inoltre, di aver menzionato nei miei post alcune delle aziende che oggi troviamo nel palmares dei grandi vini mondiali. Cantina Tollo , da me già descritta in occasione del mio post sul Cagiòlo, ha incassato ben quattro medaglie d'argento, una delle quali con lo stesso Cagiòlo dell'annata 2000.
Cantina di Soave (da me menzionata nel mio post sul "Recioto di Soave Spumante D.O.C.G."), grande ed importante realtà dell'enologia italiana, ha meritatamente ottenute due "gran medaglia d'oro". Il "Castel Cerino" e l'"Amarone Rocca Sveva" avevano più volte deliziato le mie serate....

Sono inoltre molto felice (e chiedo a tutti i lettori la loro indulgenza per il mio momentaneo campanilismo) per l'ottima performance della mia regione, l'Abruzzo. I produttori della bella landa tra gli Appennini e l'Adriatico hanno ottenuto, nell'ambito di questo concorso internazionale, ben 14 medaglie su un totale di 101 assegnate. Sicuramente un successo, del quale andare fieri. Un risultato che parla di una enologia svolta nelle vigne e nelle cantine e non negli eventi mondani ed hollywoodiani!!

Tale responso, sicuramente brillante, è dovuto in particolare ai vini rosati, che nel "Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo D.O.C." trovano in queste terre la loro massima espressione. Il risultato di una sana ed antica tradizione produttiva che si esprime da sempre nella nostra regione, quella che permette all'Abruzzo di essere da sempre la culla dei vini rosati di eccellenza. Ed in questa ottica non posso non menzionare, per la continuità ed il prestigio dei risultati, l'ottimo lavoro svolto dalla Azienda Vitivinicola Italo Pietrantonj, una realtà a conduzione famigliare che da sempre esprime dei cerasuoli di qualità superiore e che ha ottenuto, anche in questa edizione del Vinitaly, l'importante riconoscimento della medaglia d'argento.

Molto Spumanteimportanti, ma non nuove, sono le conferme della Sicilia e del Portogallo nel gruppo dei Vini Liquorosi, del Canada (nei Vini Dolci Naturali) e della Franciacorta nelle categorie riguardanti i Vini Spumanti.

Degne di nota sono anche le affermazioni dei produttori della Repubblica Ceca e della Slovenia. Il mio amore per i vini sloveni è da sempre accompagnato da una mia certezza. Quella di un luminoso futuro di qualità. Una qualità derivata da territori molto interessanti e dalla grande dedizione dei vitivinicoltori di questo piccolo e dinamico Paese.

Auguro a tutti i visitatori del Vinitaly una proficua ed interessante esperienza, con l'auspicio di vedere rinnovato e rinvigorito l'impegno di tutti verso la tutela della qualità, dell'ambiente agrario e delle tipicità.

Allora cosa dire??? Buona Salute a tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: VEDUTA DI PIAZZA DELLE ERBE (VERONA), IMMAGINE TIPICA DEL VINITALY.


TrackBack
Tecnorati