TagCloud:


Link to us:



  Blogs & Sites:



 






Mondo Di Vino
Mondo Di Vino





[07/14/2008, 10:38] Rapporti sul profilo antocianidinico del Brunello sequestrati all?Isvea

vino24 tv blogSul forum del sito Internet del Gambero rosso, un nuovo tema di discussione propone questo interrogativo: Brunello 2003: com?? finita?
Poche, per ora, e caute le risposte, anche quella del direttore del Gambero Daniele Cernilli che annota ?ma neanche per idea. Le indagini continuano, finalmente con un po’ pi? di tranquillit? e senza fughe di notizie. Il Pian delle Vigne di Antinori ? stato dichiarato “conforme al disciplinare”, e questa ? l’unica notizia ufficiale per il momento?.
Io stesso sono intervenuto sul forum annotando: ?
finita la vicenda del Brunello? Ma nient’affatto! io terrei d’occhio questa notizia e mi chiederei cosa abbiano trovato in quell’”archivio dei rapporti concernenti la prova del profilo antocianidinico? che la Procura di Siena ha provveduto a sequestrare presso un noto e accreditato laboratorio d’analisi di Poggibonsi… Secondo me, in base a quel figurava in quel rapporto, e che le analisi del laboratorio hanno accertato, ne vedremo delle “belle”, si fa per dire, perch? temo che quanto emerger? sar? tutt’altro che confortante”…
Sono persuaso, insomma, che parecchi produttori il ricorso alle analisi, che vale, eccome se vale, visto che ? valso il dissequestro cautelativo del Pian delle Vigne 2003 della Marchesi Antinori, l?avrebbero evitato molto volentieri?

TrackBack
[06/12/2008, 13:07] Leone de Castris, Five Roses IGT

Leggendo l’articolo precedente di Max, mi ? venuto in mente questo che ? uno dei miei vini rosati preferiti scoperto durante il corso dell’ONAV: il Five Roses IGT di Leone de Castris.

Oltre alle qualit? proprie di questo vino, mi ha affascinato la storia della sua nascita che risale al 1943. Fu, infatti, sul finire dell?ultima guerra che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate e, dal 1942 al 1943, governatore dello stato di New York, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano si, ma dal nome rigorosamente americano.

Perch? proprio Five Roses? Non lo so con esattezza, ma pi? concause sembrano portare a questa scelta:

  • Nome di una contrada nel feudo di Salice Salentino, ?Cinque Rose? appunto;
  • Per caso o per tradizione, la maggior parte dei conti Leone de Castris ha avuto cinque figli;
  • Il nome ricorda molto un prodotto tipico e dal nome rigorosamente americano come il bourbon Four Roses… Ammetto che questa ? pi? una mia congettura, ma per il mio gusto personale credo sia comunque meglio averne cinque di rose invece che quattro… Che poi son pari e non va bene!

Se avete altre informazioni in merito aspetto curioso, come sempre per le storie che girano intorno al vino, i vostri commenti.

TrackBack
[10/03/2007, 11:53] Pi? vini mandi...
vino24 tv blog...pi? premi si vincono (e il viaggio ? gratis).
Forte la strategia di marketing del Wine Masters Challenge, concorso enologico internazionale che si terr? nel 2008 a Estoril, Portogallo.

Considerata la penuria di partecipanti dall'estero (nel 2007 su 43 medaglie d'oro, solo 10 erano straniere) cosa si sono inventati gli organizzatori?

Una raccolta punti su stile piramidale! Se invii 10 vini differenti da mettere in concorso (al costo di 125 ? per vino=1.250 ?) ti viene regalato un viaggio A/R per Estoril da ogni parte del mondo, vitto&alloggio, trasferimenti e divertimenti vari. E se convinci un amico produttore a inviare i campioni a sua volta, guadagni punti. Con 10 punti guadagnati, puoi portare aggratis un amico. E lo stesso lo pu? fare il produttore che inviti, proprio in stile multi level marketing.
Fino a qui, quasi nulla di sospetto. Se non fosse che, insieme alle gratuit?, ti offrono anche un bel posto nel panel di degustazione. A quel punto, paghi, degusti, giudichi. Alla faccia della professionalit? tout court. Col leggero sospetto che, pi? vini mandi, pi? contributi dai, pi? si avvicina una medaglietta...

Grazie a Max per la segnalazione!
TrackBack
[10/15/2023, 10:28] Ristorante I Carracci Head Chef Guglielmo Araldi ? Grand Hotel Majestic ?gi? Baglioni? Bologna (BO)

vino24 tv blogvino24 tv blog

I Carracci ? il ristorante principale del Grand Hotel Majestic “gi? Baglioni” di Bologna, l?unico 5 stelle lusso della citt? emiliana, parte di ?The Leading Hotels of The World? dal 1990, che trova dimora in uno storico e prestigioso palazzo risalente al XVIII secolo. Il ristorante, che ha anche un ingresso dedicato alla clientela esterna, ? ospitato all?interno di un magnifico salone del ?500 il cui soffitto ? interamente decorato da meravigliosi affreschi della scuola dei fratelli Carracci, da cui il nome del locale, una tra le pi? alte espressioni della pittura cinquecentesca.?La sala ? elegante e molto curata, particolarmente adatta per pranzi e cene dalla calda e intima atmosfera.

Accanto al salone principale troviamo il Caf? Marinetti dove, in un ambiente dall?atmosfera retr? che riporta ai primi decenni del XX secolo, ? possibile gustare un drink o un aperitivo cos? come consumare un pranzo veloce scegliendo i piatti da una carta Bistrot dedicata. Il ristorante dispone inoltre di una storica cantina che, oltre a vantare circa 300 etichette provenienti da tutto il mondo, diventa anche ?L?Enoteca Morandi?, una esclusiva location dove vengono organizzate degustazioni di vini e cene con men? creati ad hoc per esaltare le antiche ricette della cucina tradizionale.

L’Executive Chef Guglielmo Araldi, coadiuvato dal Pastry Chef Vincenzo Digifico e dall’intera brigata, propone una cucina contemporanea e di ricerca che per? non perde mai di vista la tradizione gastronomica italiana, ed in particolare quella emiliana. Uno dei 3 men? degustazione disponibili nel servizio serale, intitolato ?La Dotta, la Grassa, la Rossa? ? appunto un omaggio a Bologna con piatti che reinterpretano in maniera creativa la tradizione del capoluogo emiliano. Accanto a questo ? possibile scegliere tra altri due percorsi, uno creativo ed uno vegetariano, chiamati rispettivamente ?Intrecci? e ?Ispirazione Vegetale?, oltre che attingere da un men? alla carta di impronta fine-dining; per il pranzo sono proposti una carta ed un degustazione con preparazioni pi? classiche. Molto interessante la selezione di olii extra-vergine di oliva proposti in degustazione e in abbinamento ai piatti, che ? anche possibile acquistare. ? ?

La Squadra

In Sala

Restaurant Manager: Alessio Arlotti

Ma?tre: Giordano De Lellis

Secondo Ma?tre: Alessio Campaniello

Sommelier: Daniele Montuori

Chef de rang: Stefano Gadducci e Suellen Santos

In Cucina

Head Chef: Guglielmo Araldi??

Sous Chef: Agostino Schettino

Pastry Chef: Vincenzo Digifico

 

La nostra suite in stile art dec?

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Vista dalla camera da letto principale.

vino24 tv blog

Il Bagno padronale.

vino24 tv blog

Il Benvenuto personalizzato.

vino24 tv blog

Un cocktail ?ready to drink? ci d? il benvenuto in camera?

vino24 tv blog

? insieme a della frutta fresca, spremuta d?arancia e un angolo bar ben fornito.

vino24 tv blog

Che terrazza CLAMOROSA!

vino24 tv blog

La spaziosa terrazza con vista sui tetti di Bologna.

vino24 tv blog

Puntuale Couverture serale.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Scendiamo al ?Caf? Marinetti? per l?aperitivo

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Mitico Domenico!

vino24 tv blog

Il barman ci prepara un cocktail per accompagnare gli stuzzichini.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Ci trasferiamo nella suggestiva sala del ristorante

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Crescentina fritta bolognese con salame rosa e squacquerone di Romagna

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

L?elegante mise en place.

vino24 tv blog

Per iniziare ci vengono serviti alcuni invitanti amouse bouche:

  • Finto peperoncino di pappa al pomodoro;
  • Tuile di Friggione Bolognese, accompagnata da gel di cipolla e gel di pomodoro;
  • Tartelletta,?gel di ibisco, mandorla e perlage di rapa rossa;
  • Estratto di lattuga romana con sfere di passion fruit;
  • Pomodorino ghiacciato e marinato con sorbetto al pomodoro?e?fragola?con caviale di?aceto balsamico.

vino24 tv blog

Un assaggio di alcuni degli olii extra-vergine di oliva disponibili in carta ??

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Le Battistelle ? Battistelle Soave Classico DOC

vino24 tv blog

Ci viene servita un?etichetta di una piccola azienda a conduzione familiare situata a Brognoligo, nel cuore della zona di produzione del Soave Classico, e vocata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni tradizionali. Le uve Garganega utilizzate per la produzione di questo Soave provengono da un vigneto, il Battistelle, impiantato su terreni di struttura basaltico-tufacea ricchi di micro-elementi, coltivati su ripidi terrazzamenti a pergola semplice; proprio per le sue caratteristiche peculiari di pendenza e di difficolt? di conduzione viene definito, anche in etichetta, un vigneto estremo, che regala per? un vino di grande piacevolezza, espressione del territorio in cui matura, con note minerali che accompagnano quelle di erbe aromatiche, fiori bianchi e agrumi tipiche invece del vitigno. ??

vino24 tv blog

Assortimento di panificati fatti in casa:

  • Grissini stirati a mano con origano e sale Maldon;
  • Pane con farine?integrali locali al lievito madre;
  • Focaccia con pomodorini;

accompagnati da burro salato di Normandia.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Gambero rosso, passion fruit, mango, caviale

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Iniziamo la degustazione con un fresco antipasto pensato per valorizzare il pregiato protagonista del piatto, il gambero rosso che viene servito crudo e al naturale accompagnato, in una bellissima composizione estetica, da un gel di passion fruit, mango marinato e caviale Asetra.?

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Quasi Caprese?

vino24 tv blog

A seguire una reinterpretazione dell?iconica insalata tricolore di pomodoro, mozzarella e basilico. Il piatto ? composto da ricotta montata, gelatina di pomodoro, neve di mozzarella, pomodorini marinati, mozzarella di bufala a cubetti e crumble croccante; il tutto viene coperto da una cialda di pane con polvere di pomodoro e basilico e accompagnato da un gazpacho di pomodoro servito a parte.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Federico Aldrovandi – Alto Vanto Bianco, 2002

Proseguiamo la degustazione al calice con un Pignoletto dei Colli Bolognesi, prodotto da una piccola cantina situata a Monteveglio, sulle colline a pochi chilometri da Bologna. Dal colore giallo paglierino, al naso ha note floreali ed agrumate, con sentori di pesca; al palato ? delicato, con una vena fresca e sapida.

vino24 tv blog

Quaglia, mirtilli, soia e lattughino arrosto

vino24 tv blog

Il successivo antipasto ? composto da una quaglia marinata alla soia e arrostita, accompagnata da lattughino arrosto, salsa di prezzemolo, gel di soia e crudit? di filetto. In una ciotola a parte viene servito un gyoza ripieno di stracotto di coscia di quaglia e brodo aromatizzato al tosazu, una tipica salsa giapponese composta da salsa di soia, mirin e aceto di riso. Piatto molto interessante, in cui le varie parti del piccolo volatile vengono presentate in preparazioni diverse con contaminazioni di ispirazione orientale. ??

vino24 tv blog

Risotto ?Riserva San Massimo? mantecato al burro di bufala, emulsione di ricci di mare e pomodoro secco

vino24 tv blog

Passiamo ai primi piatti con un risotto mantecato al burro di bufala, maionese ai ricci di mare e ricci di mare freschi, limone candito, su una base realizzata con un?battuto di pomodori secchi.

vino24 tv blog

Tenuta delle Terre Nere Etna Rosso, 2021

vino24 tv blog

Passiamo ad un rosso siciliano realizzato sulle pendici dell?Etna. Le uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio che compongono questo vino provengono dai vigneti di propriet? della Tenuta delle Terre Nere che possono vantare, accanto a impianti molto giovani, la presenza di viti antichissime, di et? dai 50 ai 140 anni, piantate quindi a piede franco. Le piante sono radicate su terreni vulcanici e sono allevate ad alberello, come vuole la tradizione del luogo. Si presenta di color rubino con un profumo fruttato e dolce, con i sentori di frutta matura e note speziate. Al palato risulta equilibrato e fine, piacevolmente intenso e fresco.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Spaghetto ?Pastificio dei Campi?, ristretto di moscardino, plancton, olive taggiasche e basilico

vino24 tv blog

Proseguiamo la nostra cena con degli spaghetti del ?Pastificio dei Campi?, azienda di Gragnano nota per l?impegno nell?implementazione di una filiera completamente italiana e tracciabile al 100%, che vengono mantecati con un ristretto di moscardini e completati con crumble di olive taggiasche, polvere di plancton e gel al basilico.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Bottone di faraona, spuma di peperone arrosto, Castelmagno e fondo alla Rossini

vino24 tv blog

A seguire una pasta ripiena, un bottone di sfoglia all?uovo farcito con stracotto di faraona, tartufo nero, spuma di peperone e Castelmagno. Il piatto viene finito con un fondo alla Rossini, preparato con jus di faraona, foie gras sfumato al Sandeman e tartufo, e guarnito con lamelle di tartufo nero e striscioline di peperone.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Tenuta Santa Lucia ? Albana di Romagna ?Albarara Cru Artigianale? 2019

Il vino seguente ? prodotto dalla Tenuta Santa Lucia, un?azienda vinicola che ha sede a Mercato Saraceno, in provincia di Forli Cesena, ed ha come obiettivo quello di creare vini di qualit??, ottenuti secondo metodi naturali e in sintonia col territorio dove nascono. Per questo coltiva esclusivamente vitigni autoctoni – albana, famoso, centesimino e sangiovese ? seguendo i metodi biologico e biodinamico. Noi abbiamo assaggiato un Albana in purezza, le cui uve provengono dal vigneto ?Roversano?, posto a circa 400 metri sul livello del mare con un?ottima esposizione a sud-est che garantisce perfetta e completa maturazione dei grappoli. Di colore giallo paglierino con decisi riflessi dorati e ottima brillantezza, all?olfatto ? fine e molto intenso, con note fruttate, floreali e speziate. Il sapore ? ampio, rotondo e morbido, decisamente caldo con lunga persistenza e finale leggermente minerale.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Spigola, Bouillabaisse alla Paprika dolce, prezzemolo

vino24 tv blog

Passando ai secondi, ci viene servito un trancio di spigola, servito con una salsa alla Bouillabaisse con paprika dolce, prezzemolo e aglio nero. La spigola viene infine coperta di fiori eduli, erbe aromatiche e finger lime, di cui ci viene servita un?altra piccola porzione in accompagnamento.

vino24 tv blog

Melanzana, pomodoro e basilico

vino24 tv blog

Un secondo tutto vegetale con la melanzana cotta nel ?Big Green Egg?, il barbeque in ceramica ispirato agli antichi forni asiatici in creta utilizzati gi? 3.000 anni fa e noti come kamado, affumicata e servita con salsa al basilico e ristretto di pomodoro e melanzane. Un piatto ricco e complesso che non fa certamente rimpiangere l?assenza di ingredienti di origine animale!

vino24 tv blog

Agnello, variazione di scorzonera e cipolla rossa di Tropea

Terminiamo i piatti salati con un filetto di agnello cotto al rosa accompagnato da una variazione di scorzonera, cipolla rossa di Tropea marinata e in gel, polvere d?olio al rosmarino e scorzonera, bon bon di coscia di agnello fritto.

vino24 tv blog

In abbinamento un calice di ?Pinot Nero Fortuni? dell?azienda toscana Podere Fortuni, che ha sede nel Mugello, sull?Appennino Tosco-emiliano, e si ? prodigata fin dalla sua fondazione, nel 2001, alla produzione di Pinot Nero, un vitigno prestigioso ma di produzione complicata, che trova in questo territorio il microclima ideale per la sua maturazione, grazie specialmente all?importante escursione termica giorno-notte che si verifica durante il periodo estivo. Noi abbiamo assaggiato il vino proveniente dal vigneto Fortuni, uno dei due che l?azienda dedica a questo vitigno; di colore rosso rubino intenso con riflessi brillanti, sprigiona profumi di frutti bosco con note balsamiche; al palato si rivela elegante con sentori fruttati e buona persistenza finale.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Come pre-dessert gustiamo una rinfrescante gelatina allo zenzero con granita alle caramelle Fisherman?s e spuma di finocchio e sambuca, che pulisce il palato e ci prepara a degustare i dolci che seguono.

vino24 tv blog

Cantina di Termeno – Gew?rztraminer Terminum Vendemmia Tardiva 2015

Assaggiamo un calice di Gew?rztraminer Terminum Vendemmia Tardiva 2015 della Cantina di Termeno. ? ottenuto interamente da uve Gew?rztraminer, raccolte a mano alla fine di dicembre, dopo che i grappoli sono stati attaccati dalla “muffa nobile” Botrytis Cinerea, e poi riposte in piccoli contenitori. Dopo una macerazione di 12 ore e una leggera pressatura, la fermentazione avviene lenta in barriques per 6-9 mesi, dopo i quali il vino continua l?affinamento in barrique per altri 7 -10 mesi e poi in bottiglia per un minimo di 3 mesi. Di colore giallo dorato carico ha profumi intensi di pesca, albicocca, litchi, mango, buccia d? arancia, miele, giglio; al palato offre un gusto intenso di frutta gialla matura e burro caramellato, bilanciato da note fresche e minerali.

vino24 tv blog

Timo limonato, bergamotto, basilico e lime

Cremoso al cioccolato bianco e lime, crema di avocado, gel al basilico e lime, yogurt greco, biscuit al timo, mela in osmosi al Saint-Germain, mousse ghiacciata al bergamotto, sorbetto di lemongrass e zenzero e obulato di vodka, limone e fiori eduli.

vino24 tv blog

Ancora un vino da dessert, il Torcolato 2018 Maculan, proveniente dal Veneto ed in particolare da Breganze, un piccolo paese ai piedi dell?altopiano di Asiago. ?I grappoli accuratamente selezionati di uva vespaiola vengono appassiti nel fruttaio per 4 mesi prima di essere pressati; dopo la fermentazione l?affinamento continua in barriques di rovere francese per 1/3 nuove e per 2/3 di secondo passaggio. Giallo dorato brillante, al naso esprime un bouquet intenso, con note di miele, fiori e vaniglia. Al palato ? dolce e pieno, ma equilibrato tra acidit? e zuccheri, perfetto per accompagnare dolci e piccola pasticceria ma anche formaggi stagionati o erborinati.

vino24 tv blog

Cremoso Moscovado e liquirizia

vino24 tv blog

Ed infine gelato alla vaniglia, accompagnato da riduzione al Jack Daniel?s, cremoso al cioccolato biondo Orelys (un cioccolato prodotto dalla celebre azienda francesca Valrhona con note cremose di liquirizia e biscotto, realizzato con zucchero moscovado), crema montata al caramello salato, biscuit al cioccolato cotto a vapore, pralinato di nocciola e mandorle, crumble di cioccolato e sale, meringhette alla liquirizia, gelato alla vaniglia e moscovado, toffee al Jack Daniel?s. Un insieme di sapori e consistenze che chiude con dolce freschezza la nostra cena.

vino24 tv blog

Caff? Segafredo Zanetti tostato in grani?

In accompagnamento al caff? viene servita una composizione di piccola pasticceria ispirata al quadro di Salvador Dal? ??Il viso di Mae West? (Il tuo viso ? un sogno che trasformer? in un soggiorno).

Il viso di Mae West ? il quadro simbolo del surrealismo di Dal?; grazie alla sua fantasia d? forma all?immagine di una stanza abitabile, con tanto di divano a forma di labbra e altri elementi d?arredo che, nell?insieme, ne riproducono il volto stesso (1935).

Nel piatto troviamo:

  • L?occhio, una mousse di Yuzu e lime;
  • Il naso, una mousse al cioccolato;
  • La bocca, una mousse ai frutti di bosco.

vino24 tv blog

Uno scatto con il sous chef? Agostino Schettino, il ma?tre Alessio Campaniello?e il sommelier Daniele Montuori.

vino24 tv blog

Rientriamo in camera.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

La terrazza in notturna

vino24 tv blog

Al mattino ci attende una ricca colazione allestita sulla splendida terrazza.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Uova al piatto, insieme ad una vasta selezione di dolci, viennoiseries, pane e confetture, frutta fresca; da bere spremute fresche e cappuccino.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Merenda ?! vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Cucina

Un connubio di arte, storia ed alta cucina accoglie gli ospiti del ristorante ?I Carracci? dove l?Executive Chef Guglielmo Araldi, con una solida esperienza maturata in prestigiose cucine dello stivale, propone una cucina creativa e di ricerca in cui le tradizioni gastronomiche emiliane si arricchiscono e rinnovano attraverso l?introduzione di ingredienti e sapori mediterranei, compresi molti vegetali, e l?utilizzo di tecniche e strumenti moderni. A completare sia i percorsi degustazione che la carta, le originali dolci creazioni del pasticciere Vincenzo Digifico anch?egli approdato nella cucina del Carracci dopo svariate esperienze di rilievo, menzione speciale per il Sous Chef Agostino Schettino che ha condotto il nostro servizio. ? ?

Servizio e accoglienza

In una sala raffinata, sia negli arredi che nella mise en place, si respira un?atmosfera intima e raccolta garantita dalla presenza di un numero limitato di tavoli. Gli ospiti sono accolti da un team di sala, guidato dal Ma?tre Giordano De Lellis, preparato e attento a soddisfare le richieste con garbo e discrezione. ? ??

Conclusioni

Aperto sia agli ospiti dell?Hotel Majestic che ai clienti esterni, il ristorante ?I Carracci? offre una proposta gastronomica in grado di soddisfare pienamente le esigenze di numerose categorie di visitatori, da coloro che ricercano un?esperienza di fine-dining a chi pranza per lavoro ma non rinuncia alla cucina di classe, senza dimenticare n? gli amanti della tradizione emiliana e dei suoi piatti caratteristici n? chi invece predilige una cucina vegetariana. ???

 

Ristorante I Carracci – ?Grand Hotel Majestic “gi? Baglioni”

The Leading Hotels of the World

Via Manzoni 2, 40121 Bologna

Tel. (+39) 051 225445

E-mail. ristorazionecarracci@duetorrihotels.com

Sito Web. https://grandhotelmajestic.duetorrihotels.com

Orari. Aperto tutti i giorni 12:30 ? 14:30 / 19:30 ? 22:30

L'articolo Ristorante I Carracci Head Chef Guglielmo Araldi – Grand Hotel Majestic “gi? Baglioni” Bologna (BO) proviene da ViaggiatoreGourmet alias AltissimoCeto!.

TrackBack
[04/23/2008, 15:25] L?importanza delle innovazioni di prodotto
Rientro da dieci giorni londinesi e prendo un altro paio di giorni di tempo segnalando il mio ultimo articolo apparso su Tigulliovino. A breve riemerger? con nuovi post! [INCIPIT]In primavera, quando le fiere del vino si avvicendano con maggiore frequenza, emerge l’importanza delle innovazioni di prodotto. Gli importatori che visitano gli stand delle aziende le inseriscono [...]
TrackBack
[06/22/2007, 20:41] Banzai Sandra!


Banzai è una parola giapponese che significa "diecimila anni (di vita)", lunga vita, e Sandra è la mitica Untoccodizenzero che ormai oltre ad essere food-blogger sta...

Leggi ancora | Pubblicato da rusvitt | Commenti (1)

Tags: amici, ristoranti, vini italia, grandi cuochi, vini triplaa/vini veri

vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog


TrackBack
[01/01/1970, 00:00] Secondo Incontro Circolo VEGA a Mombarone(Asti)
vino24 tv blog

Ancora un grande successo per il secondo appuntamento del Circolo ?Vega?. Questa volta il ritrovo è stato venerdì 11 aprile a Mombarone, in provincia di Asti.
Siamo stati ospitati dall?Osteria ai Binari e la gentilissima Mara, padrona di casa, ci ha seguito in maniera davvero splendida e di questo la ringraziamo di cuore.
Lo spirito del Circolo raccoglie sempre più consensi e a Mombarone eravamo in 40, sempre più numerosi e sempre più con la voglia di divertirsi.
Da appassionato per me è entusiasmante vedere così tanti produttori rilassati e allegri. Il piacere di stare insieme si sente nell?aria e così si dà una bella visione di come sono davvero i nostri ?maestri di vino?.
E? un segnale forte che rappresenta la vera essenza dell?enologia italiana. Per tutti gli appassionati di vino sono sicuro può rappresentare un punto di riferimento che crea e fa nascere la vera passione per il vino. Senza passione nella vita non si va avanti e senza la conoscenza non si può credere veramente nelle cose.
In questo circolo sono presenti tutte queste caratteristiche e in noi c?è la speranza di suscitare il ?vero? interesse per il mondo della cultura che noi abbiamo legato tra il vino e le stelle.
Ancora i barolisti in numero maggiore Domenico Clerico, Flavio Saglietti, Cascina Ballarin, Cantine Stroppiana, Silvio Grasso, Mario Gagliasso, ma anche il Barbaresco non si tira indietro con il nostro presidente Ernesto ?Rizzi? Dellapiana e Cà del Baio. Dal Roero massiccia presenza con Deltetto e Taliano. La mia cara terra dell?Alto Piemonte era rappresentata dal Ghemme di Tiziano Mazzoni.
Ospiti fuori dal Piemonte per questo raduno: Giordano Fasoli da Soave, Danilo dalla Liguria con il Pigato del produttore Claudio Vio, due professori in medicina americani dall?Oregon cari amici del nostro buon segretario prof. Enzo Zappalà, il suo medico Gilberto con la signora, Pamela Guerra responsabile delle comunicazioni di PR&Press, il metereologo Massimo Volante ed il fisico Galeotti.
Tutti accumunati dallo stesso spirito, dalle stesse idee e dallo stesso modo di vedere il mondo del vino.
Ringraziamo anche Marco Capitoni di Pienza, il quale ci ha fatto pervenire due bottiglie del suo nuovissimo Sangiovese.
Alcune immagini della serata le potete vedere nella Galleria Fotografica del circolo.
Ringraziamo il nostro segretario per la spiegazione di quanto veloce noi ci spostiamo anche se pensiamo di essere fermi?.ecco come si può fare il giro del mondo in 40 secondi?meditate gente! Non chiedete niente a me, ma il nostro Enzo è a disposizione di tutti quello che vogliono saperi i dettagli.
Un grande abbraccio e un ringraziamento di cuore và a Mara che con la sua magnifica Osteria Vineria ai Binari ci ha accolto in maniera meravigliosa, entrando nel pieno spirito del Circolo?grazie!!
Grazie a tutti e vi aspettiamo numerosi per le prossime manifestazioni. Di sicuro ce ne sarà una spettacolare a Belgirate il 7 giugno prossimo. Ma ne parleremo ancora.
Viva il Circolo e soprattutto viva lo spirito e la passione dei partecipanti, ricordate che le iniziative fatte con il cuore hanno sempre una marcia in più!
TrackBack
[06/07/2007, 16:43] Vino dei Blogger #7: Tabula Rasa - Molinelli
vino24 tv blog

Avrete capito leggendomi che ho una particolare predisposizione per i vini dei Colli Piacentini.
Perch? le mie radici affondano in quella terra, che non ? pi? Lombardia ma non ? ancora Emilia piena, terra di mezzo per eccellenza. Un non luogo geografico, potrei dire, terra di confine da sempre un po' combattuta tra l'essere di "qua" o di "la". E come tutte le terre di confine, foriera di eccellenze in tutti i campi. Nelle persone, nel cibo (Piacenza ? l'unica provincia Italiana ad avere tre DOP nei salumi: pancetta, salame e coppa) e nel vino.

Perch? il terroir dei Colli Piacentini non ha nulla da invidiare ad altre zone. Il substrato ? bene o male lo stesso che dalle Langhe scende gi? verso i colli Tortonesi, attraversa l'Oltrepo', percorre la provincia di Piacenza e si butta verso Parma e Bologna. Terreni di marne argillose e calcaree, del periodo tortioniano e elveziano, fondi marini emersi (e lo si pu? capire camminando nelle campagne intorno a Castell'Arquato, dove si trovano pi? conchiglie che a Rimini) dove solo questioni storico-culturali e climatologiche hanno "sviluppato diversamente" la viticultura rispetto a zone pi? blasonate.

Se a questa predisposizione naturale aggiungiamo anche un attento lavoro sia sui vitigni tradizionali -i due del taglio piacentino in primis e la malvasia- che su quelli meno conosciuti, raggiungiamo punte di eccellenza.

E' il caso del vino in questione, il Tabula Rasa dell'azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, che va oltre all'essere autoctono. E' di fatto l'uva di famiglia. Vitigno riscoperto in maniera casuale nei vigneti di famiglia negli anni '60, ? stato fatto analizzare da varie universit? alla ricerca delle sue origini ampelografiche, senza risultato. Si ? quindi provveduto a stilare una nuova scheda, a cura del Prof. Fregoni dell'Universit? di Piacenza, "brevettando" cos? una nuova tipologia, l'uva Molinelli, appunto, forse frutto di un incrocio tra Sauvignon e uva americana, e coltivata franca di piede.

Imbottigliato come Vino da Tavola per ovvie ragioni, il vino si presenta con un colore giallo paglierino tendente al dorato, molto acceso e vicino a quello di alcuni Riesling alsaziani. Il naso di prima battuta ? un po' monocorde ed eccessivamente piacione, ma con un po' di pazienza esce la complessit? del vino fatta di note fum?e, di mostarda e di ghiaia bagnata ma non eccessive e austere, anzi, al naso persiste una rotondit? sorprendente, quasi da vino con un certo residuo zuccherino. In bocca una sopresa, lama di acidit? a tenerlo vivo, sparisce il dolce apparente che si avvertiva al sostituito da una grande sapidit?, quasi salina. Finale sauvignoneggiante, forse un po' amaro e non lunghissimo, ma penso di pi? non si possa proprio chiedere a questo campione anche nel rapporto qualit? prezzo. E il 2006, assaggiato dalla botte, ? ancora pi? strutturato e sorprendente. Lasciamolo in cantina qualche anno, e vediamo cosa ne viene fuori.

E se avete tempo, fate un giro in cantina: l'incontro con Ginetto Molinelli, una forza d'uomo con un'energia e una determinazione che hanno in pochi, vale da solo il viaggio!
TrackBack
[04/09/2008, 08:31] Un megainceneritore a due passi da Roma, nel cuore dei Castelli Romani
Mi riaggancio alla segnalazione fatta un paio di giorni fa dalla mia carissima amica Veronica e al post impeccabile di Roberto che ha spiegato davvero tutto, perch? ? bene segnalare anche qui una notizia a dir poco agghiacciante. Di un caso simile se n’era parlato gi? a suo tempo, quando volevano mettere un gigantesco [...]
TrackBack
[06/25/2008, 17:20] Nebraska!
TrackBack
[01/01/1970, 00:00] Mondovino: La C?tes du Rh?ne
Passata la mondana Costa Azzurra, con i suoi sfarzi e con i suoi affezionatissimi milionari e superstar, si apre, andando verso ovest, una delle aree vinicole Francesi pi? interessanti, sicuramente la pi? importante del sud della Francia, stiamo parlando dell'area del fiume Rh?ne, che taglia verticalmente questa bellissima valle...
TrackBack
[03/02/2013, 09:00] Chardonnay Toscana IGT 2010 Capannelle

Difficile parlare di uno Chardonnay toscano importante e costoso come questo senza farsi influenzare dalla retorica del momento che vede variet? come questa, perdipi? affinate in legno, come il male assoluto. Se invece si riesce a bere senza paraocchi ? un vero godimento fatto di note tropicali agrumate e di frutta gialla piene decise ma mai surmature il tutto bilanciato sia al naso che al palato da note sapide, minerali e ferrose classiche del territorio chiantigiano. Un vino completo, equlibrato e bevibilissimo che si trova a suo agio su tante preparazioni e salumi. Da noi ? un must sulla ribollita profumata e intensa di stagione ma anche su carne bianca al forno sa dir la sua eccome.

 

TrackBack
[01/01/1970, 00:00] Autunno in Boca, fra le vigne di una delle doc pi? interessanti del Piemonte
Segnatevi questa data: domenica 21 settembre 2008. Non rappresenta solo l?ingresso dell?autunno (che pare abbia deciso di arrivare con una settimana di anticipo?) ma, cosa ben pi? interessante, almeno per gli enogastrofili, ? il giorno in cui Boca (NO) si riveler? in tutto il suo fascino, proponendo i vini...
TrackBack
[05/24/2008, 18:26] VinoClic a Terroir Vino
vino24 tv blog Invitiamo tutti gli editori, gli inserzionisti e le agenzie media a partecipare a Terroir Vino, la quarta edizione del meeting nazionale organizzato da TigullioVino.it, momento d'incontro tra operatori e appassionati del vino e mondo della comunicazione online nel settore wine & food. L'appuntamento ? per luned? 16 giugno a Palazzo Ducale a Genova e in tale occasione VinoClic avr? un proprio spazio espositivo tramite il quale sar? possibile approfondire le attivit? del network. Chiunque desiderasse fissare un appuntamento tra le ore 11.00 e le ore 22.00 di luned? 16 giugno, potr? farlo scrivendo a : info@vinoclic.it o telefonando al 347 2119450.
TrackBack
[07/16/2008, 18:00] La classifica della competitivita? per nazione nel mondo del vino - dati Viniflhor

[English translation at the end of the document]
Fonte: Viniflhor
Viniflhor pubblica una specie di classifica della competitivita? del prodotto vino per nazione. Lo fa praticamente dando un voto a ciascuna nazione misurandola su sei parametri, con un peso diverso, che portano a un giudizio espresso i millesimi. Il risultato lo vedete nel primo grafico. La Spagna, l?Italia e la Francia sono i tre mercati che eccellono nel panorama mondiale, seguiti dagli USA (a una certa distanza). In cosa eccelliamo? Secondo lo studio i nostri due punti forti sono la struttura molto diversificata delle esportazioni (coadiuvata dal mercato interno comunque molto grande), per cui siamo al primo posto, e la struttura del vigneto, ivi comprese le condizioni climatiche e ambientali.


vino24 tv blog
(more…)

vino24 tv blog

vino24 tv blog
TrackBack
[07/04/2008, 10:35] Maledetta Peonina
(Clicca per ingrandire) Credo che la figura qui sopra spieghi qualche cosa riguardo al ?peccato? originale dell?enologia italiana, nonch? riguardo alle ultime tristi vicende legate allo scandalo noto come ?Brunellopoli?. Sono infatti rappresentati i ?profili antocianici? di vari vini ottenuti da vitigni coltivati in Italia, ovvero il contenuto percentuale dei 5 antociani responsabili del colore del vino rosso, e delle loro forme esterificate (altri). Fra i suddetti antociani la Malvina d? colorazioni intense tendenti al blu ed ? ritenuta da sempre la molecola pi? stabile e resistente all?ossidazione. Al contrario la Peonina tende maggiormente al rosso, e si ossida pi? facilmente verso tonalit? granata e mattone. Vi dice qualche cosa?
TrackBack
[07/15/2008, 22:34] Ottant?anni e non dimostrarli: grandi Ch?teau bordolesi in degustazione

vino24 tv blogAcciperbacco che straordinaria emozione degustare grandi Ch?teau bordolesi anni Venti, vini di annate memorabili come 1923, 1924, 1926 e 1928, che ho avuto modo di ?intercettare? in occasione del WineDay che i fratelli Balan hanno ideato e organizzato magistralmente il 9 giugno a Mogliano Veneto vicino Treviso nell?accogliente cornice di Villa Braida! Sto parlando di roba fine come il Saint-Emilion Ch?teau Cap de Mourlin 1928, il Margaux 1928 Ch?teau Siran, quindi due 1926, il Pauillac Ch?teau Pichon Longueville Comtesse de Lalande ed il Saint-Julien Ch?teau Lagrange, e poi il Saint-Julien Ch?teau Gruaud Larose 1923 ed infine il Sauternes Ch?teau Doisy Da?ne annata 1924.
Bene, il fascino speciale di questi vini che hanno il magico potere di bloccare il tempo, di essere quasi ?eterni? e di durare, se ben conservati in condizioni ottimali in cantina per decenni per poi presentarsi alla prova assaggio in condizioni smaglianti, lo racconto in questo ampio articolo, dove spero di aver reso l?emozione di un?esperienza indimenticabile, pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell?A.I.S. Buona lettura!

TrackBack
[04/08/2008, 20:41] Invecchiare
C'? un cambiamento climatico in atto, una tendenza all'aumento della temperatura media. Tutti lo sostengono oramai, con dosi pi? o meno elevate di allarmismo. Non si sa ancora esattamente se il fenomeno abbia origine antropica (effetto serra) o dipenda da altri fenomeni geolocici ciclici. Questa cosa devo dire che mi turba; forse sar? che soffro il caldo! Dal punto di vista enologico sono ancora pi? turbato. Se un milesimo come il 2003 diventasse la normalit? e non l'eccezione, cosa occorerrebbe fare per evitare di ripetere i disastrosi risultati espressi dai pi? blasonati vini italiani? Che tipo di gestione della vigna occorrer? mettere in pratica? A queste domande sta pensando un sacco di gente. Nuovi indici pedologici aiuteranno a selezionare nuovi terroir (di questo parleremo pi? avanti); pratiche come la sfogliatura intorno ai grappoli andranno in pensione; le esposizioni dei filari andranno ripensate; anche i vitigni subiranno la loro bella rivoluzione, ed inevitabilmente tutto ci? avr? un riflesso sui disciplinari di produzione. E in cantina cosa occorrer? fare per preservare aromi e fragranze? Esattamente su questo tema ho letto alcuni scritti del Prof. Mario Fregoni pubblicati da VQ, da cui mi sono permesso di estrarre alcune frasi, che riporto letteralmente.
TrackBack
[05/02/2007, 10:40] Un Cuore di ristorante


Fine aprile di allegria e gita a Roma, città di eterna bellezza e fascino ammalliatore, a trovare due grandi amici: Giuseppe (nella foto mentre si gusta un Habana autentico...), ricercatore...

Leggi ancora | Pubblicato da rusvitt | Commenti (1)

vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog     vino24 tv blog


TrackBack
[01/01/1970, 00:00] L'appello in difesa dell'identit? del vino italiano: fanatismo enoico secondo Focuswine
E' passato ormai un mese da quando ? partito l'Appello in difesa del vino italiano (al momento quasi 1000 firmatari) scritto e pubblicato sulla versione online di Porthos, il cui testo ? frutto dell'impegno di Marco Arturi e Sandro Sangiorgi. Un appello il cui testo chiarisce in modo inequivocabile quale pensiero ne abbia determinato l'esigenza, e che invito a leggere per esteso tutti coloro che ancora non lo hanno fatto e a firmare se ne condividono gli intenti.Trattandosi di una rivista a pagamento, vi riporto un estratto dell'articolo di Mancini:"La vicenda Brunello, con il suo lungo strascico, non solo sta causando danni economici e d'immagine ma ha generato un livore da barricate tra comunicatori ammantando l'intero comparto di un'atmosfera cupa. Nei momenti di difficolt? si dovrebbero innescare solidariet?, coesione, riflessione costruttiva, ma cos? non ?. Ancora una volta si rischia di gettare al vento l'opportunit?, sia pure sofferta per come si ? determinata, di un ampio confronto tra addetti ai lavori per giungere a un chiarimento onesto che spinga il settore fuori dalle sabbie mobili nelle quali sta sprofondando. Ma i puristi, lancia in resta, tornano all'assalto armati fino ai denti di micidiali autoctoni."E' evidente che Mancini si riferisce alla questione del disciplinare del Brunello di Montalcino e a quel benedetto 100% di sangiovese previsto. Ma che i "puristi" si siano fissati sul sangiovese per un forte amore per l'autoctono ? cosa assai ridicola oltre che riduttiva.Le motivazioni sono altre e ben pi? profonde e si inseriscono in un discorso pi? ampio che coinvolge l'intero comparto vitivinicolo e, ancora di pi?, il modus operandi e la filosofia del mondo commerciale.Se Mancini vuole fare finta di non aver capito ? suo diritto, ma farebbe bene a concentrarsi sui reali contenuti del pensiero di chi non ? d'accordo con questa linea che segue pedissequamente l'andamento di un mercato che non ha alcun interesse verso la qualit? e la diversit? di ciascun territorio.Il concetto ? molto ben espresso proprio nel testo di presentazione dell'appello:"I disciplinari di produzione sono stati creati allo scopo di salvaguardare e garantire l'identit? e l'integrit? dei vini italiani. Negli ultimi quarant'anni, con la complicit? e la disattenzione delle autorit? di controllo, alcuni dei territori pi? significativi sono stati trattati come dei contenitori da riempire, occupare o allargare a dismisura. In numerosi luoghi la vite si ? trasformata da coltura specializzata a coltivazione dominante, togliendo variet? e respiro al paesaggio. S? ? assistito a un'invasione di vitigni alloctoni con l'obiettivo di "migliorare" le specialit? italiane e realizzare prodotti pi? facili da consumare, senza badare allo svuotamento di contenuti a cui molti vini sarebbero andati incontro. L'establishment continua a modificare i disciplinari senza alcuna progettualit?, ma fotografando di volta in volta il cambiamento proposto dal marketing. Tutto ci? in nome di un riscontro economico immediato e seguendo i capricci del mercato. Un grave errore dal punto di vista etico ma anche sotto il profilo economico: la standardizzazione dei nostri vini ha come diretta conseguenza, nel medio-lungo periodo, un calo delle vendite e dell'attrattiva turistica esercitata dalle zone di produzione."E' proprio questo il punto focale. Ogni giorno si scopre che in una zona a denominazione, qualcuno non ha rispettato le regole del disciplinare, disciplinare che ? stato creato dai produttori stessi. Come dire: "Vi dimostriamo che siamo seri stabilendo delle regole da rispettare", per poi scoprire che da un numero variabile di aziende questi stessi disciplinari non vengono rispettati. Allora qual ? la proposta dei "non puristi", di quelli che, come Mancini stesso propone, sono per il "parliamone"? Visto che molti non rispettano i disciplinari, visto che per il consumatore quello che conta ? che il vino sia buono e non costi molto, perch? non adeguare i disciplinari alle esigenze del mercato?E visto che ad essere sotto inchiesta a Montalcino sono le aziende pi? grosse e importanti, cio? coloro (e Biondi Santi non conta nulla?) che hanno reso famoso il Brunello nel mondo, perch? non dargli una mano rendendo legale ci? che oggi non ??E' questo il modo di affrontare i problemi? A quanto pare non ? un tema caro solo a certi nostri politicanti, ma l'idea di modificare le regole in base alle proprie esigenze appare un fenomeno sempre pi? di massa.Continua Mancini: "Anche dinnanzi a fatti oggettivi gravidi di conseguenze si persevera a inneggiare istericamente alla tradizione dall'alto della propria torre d'avorio, con un atteggiamento intriso di snobismo drammaticamente distante da ci? che realmente chiede il consumatore. Cio? un vino buono e dal prezzo accessibile al di l? della purezza di razza vegetale."Dunque secondo Mancini il consumatore se ne frega delle regole, se ne frega delle tradizioni e della cultura da cui nasce il vino, peccato che oggi pi? che mai si stia avvicinando con grande interesse ai cosiddetti "vini veri" o "vini naturali", espressione certamente colorita e non proprio corrispondente, ma ? un fatto che non sono tutti dei semplici "compratori". La cultura, la conoscenza, la semplice curiosit?, le miriadi di corsi a cui un sempre pi? vasto numero di persone partecipano, sono la dimostrazione lampante che la gente non ? tutta uguale e che chi si informa, chi capisce come vanno le cose, di certo non condivide una politica basata solo su interessi economici totalmente privi di qualsiasi etica.E l'articolo prosegue: "Altro elemento pesante come un macigno, continuamente rimosso e sempre rotolato a valle, come la pena eterna di Sisifo, ? quello dei controlli. Cos? come congegnati evidentemente non funzionano, ne abbiamo gi? le prove ma certamente altre ne arriveranno. Parliamone!" Giusto, peccato che poi prosegue: "Certi disciplinari di produzione galleggiano sospesi in galassie poste a distanza siderale dal mercato, quindi dai consumatori; senza addentrarci in filosofiche acrobazie attorno al concetto di tipicit? e tradizione, forse ? il caso di intervenire con qualche ritocco. E il problema non riguarda soltanto il Brunello. Parliamone!" E ricadiamo nello stesso furbesco tema, modificare i disciplinari perch? vecchi, obsoleti ecc., dimenticando che il parametro con cui si vorrebbe considerarli vetusti non ha nulla a che vedere con la qualit? e la grandezza dei vini prodotti. Nel caso del Brunello di Montalcino, sono forse "vecchi" i vini di Soldera, Palmucci, Salvioni, Le Potazzine, Salicutti per citare i primi che mi vengono in mente?Infine Mancini conclude: "L'immobilismo al pari del puro discettare sono molto pericolosi come sta dimostrando l'esperienza. Ecco perch? faccio molta fatica a comprendere l'appello dei colleghi di Porthos dai toni cos? esasperati, estremi rivolto contro un mostruoso nemico: l'establishment", "...Ma il riscontro economico non ? alla base di qualsiasi attivit? imprenditoriale? E saper interpretare la domanda del mercato non ? una sana quanto necessaria abilit?? Ma di cosa stiamo parlando, di un'attivit? economica, sia pure dalla straordinaria ricchezza storico-culturale, oppure di un gingillo da vetrina per feticisti? Su questo tema provo un naturale feeling per molti colleghi, mentre altri, pur stimandoli come professionisti, non riesco a comprenderli e tra questi proprio i firmatari dell'appello. Forse, riconoscendone l'onest? intellettuale, il loro peccato ? l'eccesso d'amore. E troppo amore pu? anche soffocare, essere fatale e scatenare fanatismi. Il vino ha bisogno s? di passione ma soprattutto di lucidit? e visioni strategiche di mercato, altrimenti gli amici di Porthos non potranno pi? godere del loro "Nutrimento dello spirito"."Senza troppi giri di parole, il concetto ? e rimane di una banalit? sconcertante, ovvero solo adeguando costantemente i disciplinari all'andamento del mercato si pu? rimanere competitivi", errore madornale che non tiene conto minimamente dell'inevitabile appiattimento, in parte gi? ben visibile in molte denominazioni, a cui si andrebbe incontro, della mancanza totale di progetti a medio e lungo termine, dell'enorme rischio di perdere definitivamente proprio ci? che pi? ci rende unici e inimitabili, che fa del nostro vino una ricchezza fondamentale, il nostro patrimonio ampelografico, culturale e territoriale.Patrimonio che viene soffocato da pratiche sempre pi? spinte, e sulle quali i nostri "vecchi" disciplinari sono gi? molto "larghi". Ma allora perch? non essere del tutto onesti? Togliamoli del tutto, i disciplinari, che senso ha mantenerli se vanno bene solo se modificati ogni volta che cambia il vento?Come dice bene il testo dell'appello: "In questo momento le aziende vinicole possono utilizzare prodotti sistemici che, progressivamente, tolgono vita alla terra e ai vigneti; nella realizzazione del vino non lesinano lieviti, batteri ed enzimi selezionati dalla biotecnologia; inoltre, sono autorizzate sostanze, giustificate da una supposta origine enologica, che dovrebbero aggiustare il liquido. Tutte queste azioni rendono vano il concetto di territorialit?". E aggiungo che sono il sintomo di una politica dissennata, volta esclusivamente a compiacere un mercato viziato ma anche senza strumenti per potersi evolvere verso una cultura del vino, pressato a sua volta da un concetto produttivo massificante, dove la ragione non deve entrare, perch? il denaro ? l'unica regola e l'unica ragione. Il vino ridotto a puro fenomeno industriale, di business, non pu? che impoverirci tutti, la terra e gli uomini, perseguendo un fine autodistruttivo e autolesionistico, come sta avvenendo in modo a quanto pare inarrestabile in tutti i settori. Consumare meno e meglio ? un bello slogan, peccato che finch? le regole le detteranno le grandi industrie non potr? essere mai realizzato.
TrackBack
[05/20/2008, 11:40] La noce moscata

vino24 tv blogQuanti di voi usano la noce moscata? Io spesso, o almeno ogni volta penso possa starci bene. Questa adorabile spezia mi sembra che spesso sia utilizzata solo nelle solite ricette: quando si fa la besciamella, in alcuni dolci oppure quando si fanno le polpette o i tortellini.

Questa spezia originaria dell’Indonesia, con il suo inebriante profumo dovuto alla presenza di un olio aromatico, può donare ai cibi delle note veramente particolari.

Una ricettina veloce, in cui la noce moscata dà un notevole contributo in termini di esperienza olfattiva è il mango nello stagno. Si taglia il mango a pezzi non troppo piccoli, lo si mette in una ciotola e gli si versa sopra una parte di aperol, una di ginger ed infine si grattuccia a piacere (io tendo ad abbondare) la noce moscata.

Se mentre preparate questa simpatica e voloce, oltre che gustosissima, ricetta avete degli amici con voi, farete una magnifica figura se macinerete la noce moscata con un macinino professionale molto carino. Penseranno che siete dei veri cuochi :p Provare per credere!

Sto parlando del macina noce moscata della Ad Hoc, che potete acquistare su Granshop.it.

vino24 tv blog vino24 tv blog vino24 tv blog
TrackBack
[06/10/2008, 12:04] Il consumatore del vino nel 2008
Uno dei motivi per cui a mio avviso bisogna essere felici che esistano anche nel mondo del vino i grandi gruppi, ? che questi hanno, a differenza delle piccole e medie aziende, capitali a sufficienza per poter investire anche in vere ricerche di mercato. Due anni fa, ad esempio Constellation Brands aveva condotto il [...]
TrackBack
[04/10/2012, 14:23] Cantine d'Italia 2012
Balestri Valda premiata con le 2 impronte della guida "Cantine d'Italia 2012". Sono solamente 81 le cantine premiate, su 660 recensite!

vino24 tv blog
TrackBack
[07/21/2008, 18:00] Esportazioni di vino italiano - aggiornamento aprile 2008

Fonte: ISTAT
I numeri resi pubblici da ISTAT un paio di giorni fa sulle esportazioni sono sorprendentemente buoni anche per il mondo del vino, probabilmente con qualche relazione all?impatto della Pasqua (che nel 2008 cadeva a Marzo e nel 2007 cadeva ad Aprile). In particolare, mentre continuano a vedersi alcuni segnali positivi (principalmente il miglioramento del prezzo-mix, soprattutto per i vini sfusi), Aprile e? stato un mese in cui tutte le categorie si sono mosse in modo positivo ed omogeneo ed in cui i volumi non sono stati inferiori all?anno scorso (+2% a 1.6m/hl): si tratta della primo mese positivo dopo una serie ininterrotta di segni negativi cominciata ad Agosto 2007. Il primo grafico mostra proprio questo: la linea rossa vi dice che il massimo volume annuo esportato e? stato raggiunto a luglio del 2007, dopo di che la linea e? sempre scesa; nel 2008 la linea riprende di colore giallo da gennaio e come potete notare in corrispondenza del numero 4 (aprile) la discesa si ferma: siamo a 18.4m/hl misurato sui 12 mesi rispetto a 19.2m/hl del medesimo periodo misurato ad aprile 2007 e ai 16.6m/hl del 2006


vino24 tv blog
(more…)

vino24 tv blog

vino24 tv blog
TrackBack
[08/22/2007, 20:51] Bello !
vino24 tv blog

Ho da poco fato le ultime analisi. La media dei Montepulciano che ho esaminato si attesta sui 17 Babo, certo ancora poco, ma testimoniano un anticipo, rispetto allo scorso anno, di circa 10-15 giorni. Sono convinto per? che questo anticipo alla fine andr? a ridursi, concretizzandosi ad una settimana per le uve migliori. Mentre valutavo le uve di quest'annata, ho travasato dai tonneaux il Montepulciano Nuvole e Pane 2006, un p? ridotto ma ... bello ! Lo vedete qui nel bicchiere e sullo sfondo le vigne, le madri di tutti i sogni di un viticoltore !...
TrackBack
[10/11/2023, 16:11] Ristorante Tre Olivi Chef Giovanni Solofra ? Savoy Beach Hotel Paestum (SA)

Ci troviamo a Paestum, al centro della Piana del Sele, nel ristorante Tre Olivi, il salotto gourmet all’interno del Savoy Beach Hotel. Lo stile ? mediterraneo, con un’eleganza senza tempo e dalla bellezza sospesa tra mille pagine di storia. Ci troviamo, infatti, nella patria di Parmenide e Zenone, dove ? nato il pensiero filosofico occidentale, basato anche sull?importanza del mangiar bene per stare bene, mentalmente e fisicamente. In cucina troviamo l’executive chef Giovanni Solofra, con l’obiettivo di offrire ai commensali un?esperienza immersiva all?interno dei colori e profumi del Mediterraneo, che si iniziano a vivere gi? a partire dagli arredi, realizzati interamente in legno d?ulivo, l?albero simbolo della dieta Mediterranea. Tre Olivi nasce come tributo al Cilento, un luogo unico per i cultori dell?eccellenza culinaria, in cui la tecnica viene messa in pratica con estremo rigore, per esaltare ingredienti di prossimit?, con a volte l’aggiunta di preziose materie prime provenienti da terre lontane.

La squadra

Executive Chef Giovanni Solofra?
Head chef e sous chef Roberta Merolli?
Junior Sous Chef Alessandro Sardelli
Direttore di Sala Giuseppe di Franca

Ci accomodiamo al tavolo, mise en place essenziale ed elegante

vino24 tv blog

Iniziamo con i famosi stuzzichini iniziali Canape: 5 bocconi che raccontano la storia agricola della piana del Sele.

Pannocchia: tacos di mais, mais abbrustolito, burro di mais, tartare di tonno, ceviche e cipolla in carpione.

vino24 tv blog

Che accompagnamo con un calice di Champagne Blanc de Blancs Brut – Tsarine

Di colore oro pallido, dall’effervescenza fine e delicata. Al naso ? estremamente fine con aromi di fiori di tiglio e biancospino accompagnati da note pi? vivaci di limone candito. Il palato ? fedele al naso ed ? vivace e setoso con aromi di ananas, pera e agrumi canditi. Il finale ? leggermente speziato e salato.

vino24 tv blog

  • La nostra bufala: (Fake) mozzarellina di mandorla affumicata al tabacco e latte di mandorla.
  • Ultima IGP: rucola, tartar di manzo e crumble di grana, come una tagliata rucola e grana.
  • Cirio: datterino rosso e giallo, pomodorino confit, concasse, succo di pomodoro e meringa di acqua di pomodoro ghiacciato, omaggio alla produzione di pomodoro.

vino24 tv blog

Fior di Fragola: fragola nature, granita di fragole, gel di limone, limone azotato, menta e mix di pepi,
omaggio alla produzione di fragole destinate alla produzione di gelati.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Arriva in sala il carrello del pane, che nasce da una stretta collaborazione con Monte Frumentario, il mulino della cooperativa sociale Terra di Resilienza che ogni giorno rifornisce il ristorante di farine macinate a pietra da grani autoctoni cilentani.
La cooperativa ha il merito di aver portato alla luce le antiche variet? di grani del Cilento e le relative tecniche di coltivazione, riuscendo anche a creare un inizio di rivoluzione culturale che risponde a logiche di sostenibilit? sociale. L?incontro tra queste farine e la sapienza panificatrice di Roberta Merolli ha portato alla nascita di pani dai profumi dimenticati, cos? autentici e veri che rimandano a ricordi ed esperienze che non esistono pi?.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Trovare dei pani di questa fattura, con l?utilizzo di farine antiche, ? davvero difficile. La ferratella, tipica cialda dolce abruzzese, viene lavorata con farina monococco, pomodoro e origano. Taralli e grissini, preparati con un misto di grani cilentani, ricordano quelli napoletani. La baguette ? preparata con farine integrali. La focaccia con acqua di pomodoro, ed ha il sapore della pizza. La ciabatta con farina di semola. La pagnottella a lievitazione naturale. La brioche con il tuppo con impasto semi dolce, ? fantastica. In accompagnamento tre intingoli, con una menzione speciale per la melanzana e melograno e l?humus di ceci.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Iniziamo ad addentrarci nel menu con il primo piatto: Le Tre Olive

  • Nera: insalata mediterranea incamiciata in nero di seppia.
  • Grigia: peperoni croccanti e olive, incamiciati in burro di cacao.
  • Verde: essenza di oliva verde.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

A Pan e Puparuole: Foie gras in tutte le sue declinazioni, torcione, mousse, polvere di grasso,
riduzione al rotavapor di salsa di peperoni.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Belle ?e ?ammere! Scarola riccia p? ?a ?nzalata: gambero gobbetto, ricci di mare, insalata di fiori e
scarola, perle di gazpacho bianco, e scarola liquida.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Passiamo ora allo Champagne Cuv?e Orium – Tsarine

Di colore oro ramato, con bollicine fini e delicate. Si esprime al naso con fiori bianchi e frutti carnosi, una tavolozza aromatica ricca e varia, il sorso ? rotondo in perfetto equilibrio tra finezza e ricchezza. Il finale ? persistente e tonico.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

In abbinamento con ? A capa d??o purpo! Il te dei Napoletani, il brodo di polpo che viene venduto al mercato di Napoli. Spaghetti di farro monococco, spaghetti vegetali, tentacoli di moscardino, uovo di quaglia poch? e brodo di polpo aromatizzato allo zenzero.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

?A pizza cu ?alice! Risotto mantecato con acqua di pomodoro, aglio, origano, colatura di alici di Menaica, alici di Menaica marinate ?cornicione gusto pizza?.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Ci stupiamo e divertiamo ora con il sorbetto al limone: spuma di patate, calamaretti spillo.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

? Al pepe verde: fungo cardoncello della piana del Sele, crema di mandorla, fondo vegetale, mix di
pepi, l?illusione di mangiare un filetto al pepe verde vegetariano.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Stappiamo Alphonse Mellot Chardonnay 2017 – Les P?nitents?

Di colore giallo intenso con riflessi dorati, al naso risulta espressivo con bella intensit? aromatica con sentori di agrumi e frutta esotica. Il sorso ? fine ed equilibrato con note di limone e un finale delizioso e lungo.

vino24 tv blog

Che accompagna molto bene i sapori della prossima portata: Na bona Marenna!: Agnello di Laticauda ?Irpinia? maionese di salsiccia e friarielli, fondo bruno, agnello cotto in wrap di pasta brick e friarielli, omaggio alla colazione napoletana, pane, salsiccia e friarielli.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Ci spostiamo nel dehor.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Per sorseggiare Passione Strevi 2009 – Bragagnolo Vini Passiti

Di colore ramato, ? un vino che?risulta piacevolmente denso e strutturato, al naso gli aromi sono molteplici e ricordano sempre fiori e frutta gialla sciroppata, il sorso esalta come dolcezza ed acidit? risultino ben bilanciate.

vino24 tv blog

Presentosa: mousse di liquirizia, fico bianco del Cilento, sorbetto al limone di Sorrento, cialda allo zafferano. Un gioiello della tradizione abruzzese ? l?ispirazione per un dessert che utilizza gemme di zafferano, l?oro rosso di Abruzzo. Cialda allo zafferano su cremoso alla liquirizia, purea di fichi bianchi del Cilento e sorbetto al limone.

vino24 tv blog

Lat(T)e Future: l? evoluzione del primo ricordo legato alla colazione, quando per la prima volta viene concessa una goccia di caffe nel latte e il pane abbrustolito viene inzuppato come un biscotto. Meringa di latte, spuma di latte, biscotto al pane, spugna di pane bruciato, gelato all? infuso di caffe e caffe espresso.

vino24 tv blog

Momento gin tonic! Con Gin Engine & FeverTree

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Arriva il carrello dolci con: ferratelle abbruzzesi, torta Caprese alle nocciole di Giffoni, e Bab??servite con crema pasticcera e marmellata d? uva Home Made.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Torroni:

  • Gianduia al latte e Mandorla d? Avola
  • Gianduia fondente e Nocciole di Giffoni
  • Cioccolato soffiato allo Yuzu

vino24 tv blog

Ed ora si gioca con i Petit Four: Mashmellow Pastiera, Gelatina di Fichi e Limone, Fette biscottate con Nutella, Torta di Mele scomposta, Violetta cristallizzata, Macaron alla Nocciola di Giffoni, tre sorbettini: Limone, Ciliegia e Lampone.

vino24 tv blog

vino24 tv blog

vino24 tv blog

Uno scatto con Giovanni e Roberta!

vino24 tv blog

Un grande grazie a tutti e…alla prossima!

Cucina

Giovanni Solofra e sua moglie e collega Roberta Merolli dimostrano la voglia di riscrivere una storia gastronomica di un territorio estremamente legato alle proprie tradizioni. Lo fanno con eleganza, senza scadere nel folklore, usando grande tecnica e buona ironia. Usando ingredienti locali di altissima qualit?, servono i piatti con uno storytelling avvincente e puntano sulla leggerezza e sulla bont?, vincendo a mani basse.

Servizio e accoglienza

Tre Olivi ? un luogo da vivere e frequentare, dove incontrarsi, condividere, parlare e mangiare. L?ambiente gioca un ruolo da protagonista, permette di entrare in un’atmosfera di relax e di vivere a pieno l’esperienza a tavola. Il servizio ? cordiale e puntuale, non ti faranno mancare nulla!

Conclusione

Il Tre Olivi a Paestum ? un?idea prima di essere un ristorante. Un connubio ideale tra il concetto di perfezione espresso dal numero tre e l?ulivo, la pianta considerata sacra da gli antichi greci. E’ un luogo in cui si respira Mediterraneo a partire dalla scelta degli arredi, realizzati interamente in legno d?ulivo, ai piatti serviti, al gioco di luci e all’atmosfera. Un ristorante in cui vivere emozionanti esperienze di gusto, da ripetere e da raccontare agli altri.

 

vino24 tv blogViaggiatore Gourmet

Tre Olivi

Via Poseidonia 41, Paestum
Tel: +39 0828 720023
Giorni di chiusura: luned? e marted?

L'articolo Ristorante Tre Olivi Chef Giovanni Solofra – Savoy Beach Hotel Paestum (SA) proviene da ViaggiatoreGourmet alias AltissimoCeto!.

TrackBack
Tecnorati