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| [01/01/1970, 02:00] | www.michelemarziani.org |  | | Appuntatevi l'indirizzo del mio nuovo diario on line, da oggi ufficialmente operativo: www.michelemarziani.org Vi aspetto!... | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/17/2008, 21:00] | Dati di produzione 2004-2006 delle DOC e DOCG del Veneto |  | [English translation at the end of the document] Fonte: Federdoc Il Veneto e? stata nel 2006 la regione con la produzione DOC e DOCG piu? elevate in Italia, raggiungendo 2.5m/hl, di gran lunga davanti al Piemonte (2.1m/hl). Siamo quindi oggi a parlare della struttura delle DOC venete, con i dati Federdoc. Nel 2006 sono stati prodotti 2.5m/hl di vino DOC-DOCG, con una crescita del 9.5% rispetto al 2005 (molto meglio della media italiana di +3.5%). Il Veneto rappresenta quindi circa 19% di tutta la produzione DOC Italiana. Come vedete dal primo grafico, la spina dorsale delle DOC regionali e? fatto da 5 denominazioni, che coprono il 68% delle superfici dichiarate nel 2006: Soave (19%), Valpolicella (18%), Conegliano Valdobbiadene (14%), Bardolino (10%) e Piave (7%). Le ?altre? sono 23 denominazioni (22 producono qualcosa, 1 no), delle quali solo tre superano la soglia dei 1000 ettari nel 2006 (Bianco di Custoza, Colli Berici e Lison Pramaggiore).  (more…) 
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| [06/04/2008, 16:03] | |  | Ladies and gentleman...Picasso. A Soave! Sono davvero contenta di annunciare l'imminente inaugurazione della mostra "Tauromaquia", che porterà l'arte immortale di Picasso all'interno delle nostre mura medievali. Non male per un paesino di provincia eh?! ;-) "Tauromaquia: Picasso & Dominguin" sarà visitabile dal 6 giugno al 10 luglio presso la Sala delle Feste di Soave e dall'11 luglio al 3 agosto presso il Palazzo Vescovile di Monteforte d'Alpone (5 km da Soave). L'inaugurazione sarà questo venerdì, dalle 19 in poi; saranno con noi Lucia Bosè e Federico Stragà, che dalle 21:30 proporrà un omaggio a Frank Sinatra. Nel mio piccolo, ovviamente non mancherò di essere presente, anche per offrire la degustazione del mio Soave Classico 2007. Ed il giorno dopo, Nellabottepiccola andrà in trasferta nei paesi nordici: Finlandia, Svezia e Norvegia mi attendono per un tour de force promozionale... | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/03/2007, 20:02] | Vino dei Blogger #6: Five Roses Leone de Castris |  | Iniziamo con due puntualizzazioni (che puzzano di scusa...). La prima è che questo blog potrebbe cambiare... denominazione. Da Imbottigliato all'Origine a Vino dei Blogger Blog. Per vari motivi (soprattutto di lavoro ma anche di pigrizia, sono io il vero Vinopigro!) lo aggiorno molto di rado, praticamente solo quando esce il VdB. Chiedo venia, in questo momento trovo più rapido (per il poco tempo che ho) farneticare su un paio di forum. La seconda è che non ho fatto un volo di fantasia nello scegliere il mio rosato. Sono andato sul sicuro degustando per voi quello che è, di fatto, la storia dei rosati Italiani: il Five Roses di Leone de Castris, nel millesimo '05. Cosa mi ha fatto scegliere questo vino? Prima di tutto la regione di provenienza, la Puglia, culla insieme alla Calabria dei migliori rosè sulla piazza (ok, anche i Cerasuoli abruzzesi non sono male!). In seconda battuta il ruolo che questo vino ha nella tipologia. Prima annata di produzione, il 1943, quando in Italia per la maggior parte della popolazione era difficile bere qualcosa di diverso dall'acqua (si era in piena guerra). Curiosa la storia del nome anglofono: deriva dalla contrada Cinque Rose, a Salice Salentino, chiamata così perchè ogni de Castris per generazioni aveva avuto cinque figli, appunto cinque rose. Il generale Charles Poletti, che era il responsabile degli approvigionamenti per le forze alleate, sul finire della guerra si innamorò di questo vino, e chiese all'azienda un grosso numero di bottiglie. Ma il nome così "italiano" non andava bene, e lo cambiò in Five Roses. Ecco spiegata l'origine del nome, primo caso di globalizzazione casus belli. Poi venne anche Were dreams, now it is just wine, ma questa è un altra storia...
Venendo al vino, finalmente, ci si trova davanti a un buon prodotto. 90% Negroamaro con un saldo di Malvasia Nera, una decina di ore di macerazione pellicolare per ottenere il suo colore caratteristico. Un cerasuolo bellissimo, molto intenso, brillante e accattivante. Al naso la fragola, i lamponi e in generale i piccoli frutti rossi ci danno dentro alla grande, inseguiti da belle nuance di rosa canina. Naso piacevole e complesso, nulla da dire. In bocca il vino ha corpo, i tannini leggeri ma presenti, la bocca si riempie per bene facendo capire che dietro c'è un vitigno importante e molto buon lavoro. Peccato per il finale, che è a mio avviso un po' amaro e non lunghissimo, ma di più non si può pretendere proprio. Diciamo che gli 80 punti se li porta via in scioltezza. E devo confessare che ho peccato, molto. Dopo averlo assaggiato a 13 gradi, l'ho ficcato in frigo e me lo sono sparato a 7. Una vera goduria! | | TrackBack> |  |  |  |
| [03/18/2008, 23:32] | Off Topic |  | | Off Topic, cioè fuori tema. Infatti in questo blog vinoso voglio parlare di birre, e di come in qualche modo esse possano essere, come il vino, espressione di un territorio. Le birre in questione sono quelle del Birrificio Scarampola (Via Apollo Sanguinetti 18, 17014 Cairo Montenotte, (Sv), Tel 019/500196, Fax 019/520156). | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/02/2008, 11:00] | Microfiche: Wunderlich Villány Pinot Noir 2004 |  | | Produttore: Wunderlich Pincészet - fondata a Villány da Alajos Wunderlich, enologo e vignaiolo auto-didatta. Vino: Villány Pinot Noir 2004 Denominazione: Villány (Ungheria) AOC Prezzo: ?18,00 in enoteca Ottimo colore e profumi, molto tipici e in linea con i migliori Pinot... | | TrackBack> |  |  |  |
| [10/28/2007, 19:43] | Delle meraviglie di un'etichetta |  | 
"Dopo il dì di Sant' Urbano, più non gelano tralci e grano"
La prima volta che vidi quest'etichetta rimasi inorridito, anzi, se ricordo bene, la mia prima esclamazione fu qualcosa simile a "ma cos'è quest'orrore kitsch?" Poi, come spesso succede con le cose estreme -musica, arte, design, persone- inizi ad esserne incuriosito, poi attratto, poi affascinato per finire ad esserne il primo supporter, cercando di far capire agli altri, quelli che come te, all'inizio, storcevano la bocca, che questa è arte allo stato puro. Forse, anzi no, sicuramente la più bella etichetta mai vista su una bottiglia di vino. Grazie, Sant'Urbano, per esserti fatto martirizzare in una vigna nel II secolo. Grazie, Weingut Knoll, per aver pescato nella tradizione e per aver disegnato un'etichetta così deliziosamente kitsch! | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/12/2008, 21:00] | Il mercato del vino in Australia - dati 1990-2007 |  | [English translation at the end of the document] Fonte: WineAustralia.com Dopo aver analizzato nelle scorse settimane la vendemmia e le esportazioni australiane, affrontiamo oggi l?argomento del consumo di vino in Australia. Le conclusioni sono quelle che abbiamo da qualche tempo sottolineato: gli australiani producono circa 8.3m/hl di vino (ma ne facevano oltre 12m/hl prima della siccita?) e ne bevono circa 3.8m/hl. Fino al 2007, le esportazioni rappresentavano il resto, cioe? 7.8m/hl. Ora, con le difficolta? della vendemmia recente, chiaramente ci saranno forti ripercussioni sui volumi esportati e, magari, anche sui consumi. Tornando ai consumi, possiamo dire che nel 2006-07, la crescita dei volumi consumati e? stata del 4.4%, trainata da un +6% per i vini rossi e da un +3% circa per i vini bianchi.  (more…) 
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| [03/21/2008, 12:42] | Terroir Vino e qualche dritta |  | | E' stata resa nota la lista (quasi) definitiva dei partecipanti al prossimo meeting di Tigulliovino, che si terrà il 16 giugno a Genova, nello splendido scenario del Palazzo Ducale, e che avrà come tema conduttore il binomio terroir-vino. | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/30/2008, 17:08] | |  | Una ciliegia chiama...un clafoutis! Esiste un dolce più facile del clafoutis? Tra l'altro dà una tale soddisfazione mangiarlo a cucchiaiate direttamente dalla pirofila, mentre è ancora tiepido... 
Visto che le mie piante di ciliegio quest'anno sono state particolarmente generose, mi ritrovo tonnellate di frutta da trasformare in torte, gelati, conserve e tutto ciò che la ciliegia consente. Se, come prevedono, il weekend sarà piovoso, mi cimenterò pure in una marmellata! Nel frattempo, ecco la ricetta del clafoutis che ho preparato ieri sera (era ormai notte, a dirla tutta). La preparazione è velocissima, fatta eccezione per la necessaria operazione di snocciolare le ciliegie. Gli ingredienti: 500 g di ciliegie 40 g di farina 20 g di mandorle in polvere + una manciata di mandorle a lamelle 2 uova 90 g di zucchero 2,5 dl di latte zucchero a velo burro, sale Si sbattono le uova con lo zucchero e si incorpora la farina setacciata, le mandorle in polvere ed un pizzico di sale. Si aggiunge a filo il latte, continuando a sbattere il composto finché sarà del tutto omogeneo. Poi arriva il passaggio noioso: bisogna snocciolare le ciliegie e tagliarle a pezzettoni sul fondo di un recipiente da forno. Non resta quindi che aggiungere la pastella, cospargendo la superficie con altre mandorle a lamelle. Infine si cuoce in forno già caldo a 180° per 35 minuti circa. Potete servirlo tiepido o freddo, con una spolverata di zucchero a velo (sempre che non lo finiate a cucchiaiate). ;-) | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 01:00] | Quella maledetta "puzza" di Liguria |  | Il circolo TIRSO ha aperto le porte all'amico Fausto De Andreis, "maestro di vino" ligure, produttore di splendidi vini e dalle doti umane sincere e preziose. Qui nella foto insieme alla simpaticissima nuova "socia" Chiara.
Se vi piacciono i vini bianchi barricati, mielosi, dai profumi di frutta esotica spinti al massimo, allora non andate a trovare Fausto de Andreis dell’Azienda “Le Rocche del Gatto” a Salea di Albenga. O, almeno, andate pure a trovarlo dato che la sua simpatia e la sua preparazione professionale sono molto contagiose, ma i suoi vini non faranno quasi certamente per voi. I suoi pigato e vermentino sono infatti taglienti come rasoi, minerali e sapidi, tanto da lasciarvi in bocca lo stesso sapore del mare. Ma saranno i profumi a stupirvi, con le tipiche note della macchia mediterranea, del rosmarino, dell’origano, della resina dei pini, insomma di quella “maledetta puzza di Liguria”, come lo stesso Fausto ama definirla. Se chiudete gli occhi, vi sembrerà di camminare tra i cespugli a picco sul mare e di sentire le onde che si infrangono sugli scogli. I problemi non gli sono certo mancati in passato per riuscire ad imporre il suo stile personalissimo. Il pigato è sempre stato amore e odio per lui: il “suo” pigato naturalmente. Lasciato a lungo sulle bucce, ha un ingresso in bocca quasi tannico che vi conduce ad un retrogusto inebriante e lunghissimo. Quanta fatica però parecchi anni fa, quando quasi con rabbia decideva di chiamare questa sua opera d’arte “Spigau” (Spigato), dato che le caratteristiche così pure e genuine non venivano ritenute idonee alla DOC. Un nome quasi dispregiativo, che esprimeva tutto il suo amore per la terra ed il suo arguto senso di umorismo. Quanta strada da allora. Ora il suo “Spigau” è diventato un vino “cult”, richiesto da tutti gli appassionati ed estimatori, come si è potuto chiaramente notare lunedì 16 giugno alla splendida manifestazione “Terroir Vino”, organizzata da Tigullio Vini nel Palazzo Ducale di Genova. Ma non solo “Spigau”. Oggi Fausto produce anche pigato e vermentino DOC, sicuramente più classici, ma che niente hanno concesso alle mode odierne: non sentirete il profumo di “banana”, giudicato dal nostro simpatico maestro di vigna come un difetto e non certo una caratteristica dei due vitigni liguri. E non farete alcuna fatica a sentire la differenza tra di loro, spesso e volentieri offuscata invece da profumi non certo “autentici”. I suoi “tesori” invecchiano con una serenità ed una perfezione quasi insensibili alle annate. Non si può dimenticare il sorriso di Fausto quando vi accompagna nella degustazione dello Spigau dal 2007 al 2001. Sentirete i profumi di macchia evolvere verso i lieviti e poi verso gli idrocarburi: alla fine penserete di avere in bocca un cristallino riesling renano. E niente lascia pensare che questa scalata verso le altissime vette non prosegua ancora molto più indietro nel tempo. Siamo fieri di avere Fausto come nuovo socio del circolo TIRSO, perché ne rappresenta perfettamente la quintessenza sia in termini culturali che di carattere. Uomo vero di vigna e di pensiero, la sua apparente ritrosia nasconde infatti una simpatia ed un senso dell’umorismo all’altezza dei suoi splendidi vini. Le Rocche del Gatto, Azienda Agricola di Crosa di Vergagni e De Andreis Regione Ruato 4, frazione Salea, Albenga (SV) Tel. 3355223547 , email: info@lerocchedelgatto.it | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/24/2008, 23:15] | E Wine Spectator recensì il Bardolino |  | Toh, Wine Spectator, la Bibbia americana del vino, torna ad accorgersi che c'è il Bardolino. Se si va a vedere on line il mostruoso (come dimensioni) archivio delle recensioni enoiche della rivista a stelle e strisce, si nota che le ultime bottiglie bardoliniste recensite erano due Superiori annata 2003 (e quindi, presumibilmente, pubblicati nel 2005, visto che i vini sono usciti a novembre dell'anno prima). Prima, quasi tutta roba di inizio anni Novanta. Poi, più niente. Ora ecco ricomparire qualche bottiglia di Bardolino. Tre, per l'esattezza, tutti del 2006: Bardolino 2006 Monte del Frà Bardolino 2006 Le Fraghe Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2006 Vigneti Villabella. I punteggi? Non li conosco: mica sono abbonato anche alla versione on line del magazine (mi basta quella cartacea). So che quello delle Fraghe ha ottenuto 84 centesimi, che non è poco. Se Marica mi comunica il rating del Bardolino Monte del Frà e Franco o Tiziano quello di Villabella... | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/10/2008, 16:12] | Lo Schioppettino d?estate è una schioppettata |  | Altro assaggio quasi casuale, ma ancora una volta gradito e molto ma molto interessante. A dispetto della sua vocazione “bianchista”, il Friuli può vantare una buona tradizione di vitigni a bacca rossa. Oltre a cabernet e merlot (che pure qui ben difficilmente si possono dire “internazionali”, anzi sono quasi figli adottivi), il Friuli è terra di uve rosse più o meno autoctone: anche senza andare a parare su curiosità come il piculit neri, il cjanorie o il forgiarin, abbiamo il tazzelenghe, il refosco dal peduncolo rosso, il pignolo, il franconia (non è proprio friulano, ma anche lui è stato adottato) e lo schioppettino. Quest’ultimo, detto anche ribolla nera, è tipico della zona tra Prepotto (il comune in provincia di Udine, non l’omonima località carsica) e Cividale del Friuli, ed è in grado di dare vini assai variegati nelle caratteristiche, ma comunque originali e piacevoli. Ad esempio, si va dall’appassimento concentrato perseguito da Davide Moschioni, alla linearità di Zof di Corno di Rosazzo, capace di colpirmi nel 2000 con uno Schioppettino 1993 vivido e cordiale. L’assaggio di cui parlerò oggi è quello del Colli Orientali del Friuli Schioppettino 2005 di Vigna Traverso, proprio di Prepotto, azienda legata a una famiglia di produttori veneti di grande professionalità. Lo Schioppettino 2005 passa in barrique nuove e usate per poco tempo (7-8 mesi) prima di finire in bottiglia, e poi essere commercializzato dopo congrua attesa. Il risultato è un vino rosso che risulta piacevolissimo anche con questi climi caldi. Il colore è rosso rubino molto intenso ma non concentrato, decisamente trasparente. Al naso si mostra fruttato, ma non di quel fruttato “da barrique”: è selvatico, delicato nei suoi sentori di lampone che finiscono per chiudere su una nota di rabarbaro, china e menta davvero rinfrescante. In bocca corrisponde. Ha una polpa non dirompente ma movimentata, poco tannica, d’una scorrevolezza ammandorlata che appaga e, caso più unico che raro in un vino, addirittura stronca la sete. Buona la persistenza. Accostamenti? A parte le solite carni (bianche, direi), non mi sembra una bestemmia berlo su un boreto alla graesana, la corposa zuppa di pesce della laguna di Grado. | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/08/2008, 23:58] | Major new Italian wine label |  | | This one will really break through the clutter of cluttered and really boring Italian wine labels. It was sent to me by Alfonso Cevola, the Italian Wine Guy always on the Italian Wine Trail whose job, astonishingly enough, is to sell a lot of Italian wine out there in flyover country. He'd put this on his site, but I suspect he is prevented from doing so by his unerring good taste. I, of course, have no such scruples. Take a good look | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/02/2008, 12:35] | Serata carne al Wine Enoteca di Lonigo |  | Il 15 maggio 2008 al Wine Enoteca di Lonigo ci saranno i cuochi di maisazi.com per una serata basata sulla carne. Questo il menu proposto ai clienti: Filetto di maiale alla frutta - alcune delicate fette al profumo di frutta e mosto al cioccolato. Tagliata di controfiletto all’estratto di fichi - strisce di manzo scottate e legate da un denso e gustoso estratto di fichi artigianale. Filetto di manzo nello stagno - un pregiato tournedos cotto in Aperol e Ginger, impreziosito da un pomodorino alla griglia con Sale di Cipro. Scamone con riduzione di Aceto Balsamico - un medaglione di manzo arabescato da un filo di dolce Aceto Balsamico ridotto e Sale dell’Himalaya. Il Wine Enoteca è in via Garibaldi 25 a Lonigo. Per prenotarvi, se siete in zona, telefonate al +39 0444-834856. P.S. Estratto di fichi e mosto selvatico sono stati acquistati su www.inari.it (che qui conosciamo bene) | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/16/2008, 11:29] | Wine Time |  | La scorsa settimana ero a Roma per alcuni impegni di lavoro. Uno di questi impegni si è concluso con aperitivo cena e digestivo al Wine Time, wine bar e ristorante vicino a Castel Sant’Angelo. Questo bel locale si trova infatti in Piazza Pasquale Paoli. Come aperitivo, ho preso un paio di Negroni. I miei compagni di merende (Alessio, Angelo e Elena: i primi due sono tra i coautori di Drink a drink, Elena invece ogni tanto scrive anche qui su Di vino & cibo) invece si sono scolati un paio di Americani (che Bacco abbia pietà di loro). Quando Alessio ed Elena ci hanno lasciati per rientrare in Toscana, Angelo mi ha chiesto se volessimo cenare lì o cambiare ristorante. Dato che al Wine Time avevo cenato un anno fa (anche in quell’occasione, Angelo presente) e quindi ricordavo che si mangiava molto bene, ci siamo fermati. E così, tra un bel tagliere di formaggi e salumi ed un filetto di manzo (rigorosamente grondante sangue), ci siamo riempiti la pancia e sollazzati lo spirito (e magari Angelo nei commenti mi ricorderà che vino ci siamo scolati…). Per finire in bellezza la serata, due bicchieri di Macallan Fine Oak 18. Se volete leggere qualcos’altro sul Wine Time, potete leggere un post scritto da Angelo su Drink a drink. Per finire, le informazioni utili: Wine Time Piazza Pasquale Paoli, 15 - 00186 - ROMA Telefono e fax: (+39) 06.68.75.706 E-mail: wine@winetime.it Chiuso la domenica. Orario di apertura: dalle 12.00 alle 02.00 | | TrackBack> |  |  |  |
| [02/11/2008, 07:58] | Vermentini, Pigati e Vino Lok |  | | Prendo in prestito questo video dal Blogger Eustachio Cazzorla per riaprire la questione spinosa delle chiusure alternative all'amato/odiato tappo in sughero naturale. | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/25/2008, 07:06] | Bursting the Bubble |  | A little less than a year ago I wrote this post, about a friend of mine who was mentoring wealthy friends in his neighborhood on how to live. Since then, some of those people who live in that neighborhood (in Dallas it?s called ?the Bubble?) have had to readjust their lives somewhat. Sell a Ferrari or two, downsize to a Maserati and a Land Rover. Move from their 12,000 square feet home to a smaller 8,000 size. Maybe only a month in Aspen in the summer, rather than the whole season. Or opting out of spending August in Sardegna to scale down to a few weeks in the yacht off Portofino. Yes, life is rough for the alto-borghese, here in gli Stati Uniti. Several folks have asked me to guide them in the appreciation of wine, life and things Italian. They have asked me to set them up in Sicily and Sardegna this summer. They are cruising in mega-yachts that offer the comfort of things recognizable while in a world they aren?t so familiar with. Why even go to Italy? I find it to be a futile exercise; why not stay home? The money is familiar, the language is recognizable, the food doesn?t challenge one?s idea of what food should be, and there are always inexpensive fruity wines from out West that they can stock up, from their local big box. What more could one ask for? That?s what we have been fighting all these wars for in the last hundred or so years, so we could protect our way of life. Well, that bubble is bursting, big time. Everywhere you look, the paradigm is shifting. Everything is changing. Everything. Where do we start? Let?s take simple wine, everyday stuff. On another wine blog, this one with a post about a wine that costs less than 3 bucks, check out the comments. It?s pretty amazing what people can talk themselves into. Saturday we had a family reunion at a park in central Texas and the rule was no glass. So like a rule-abiding citizen, I brought this box wine. When I came up to the event, some of the folks thankfully had some Giuseppe Cortese wines from Italy (part of the family has the name Cortese). I felt a bit of a fool hauling my box wine. Then I saw jugs of wine that I took for Carlo Rossi. Actually, some of the family just re-used the bottles for their home made sweet red and slightly-drier rosé. The rosé was refreshing and simple. Back to the box wine. In the shade of 95° F weather, it satisfied the need for a liquid to go with the Italian-style baked chicken. I wasn't embarrassed to say I liked it in that moment, or did I talk myself into it? Driving the car downhill and slipping it into neutral, why not? At the bottom of the hill there?s the inevitable red light. Who needs a Ferrari in this kind of time? You?ll get home at any rate. Or the doctor will call you up and interrupt the plans you?ve made for your life with the news that you have brain cancer. And you must shift gears, just like that. Last night, while a dear old friend was breathing his last breaths I was lying in the pool staring up at the sky. My sparrow hawk family was foraging for dinner for their fledglings. The bubble is a circle in three dimensions, and the circle of life continues. So while we try to find a wine to like for under $15 the stuff of life passes me by, as I shift down to 60 and head for the slow lane of life. There?s just too much going on to worry about a fuel surcharge or a foolish brother trying to wrestle money from his newly widowed mom. Yesterday I decided to take a walk around lunchtime. I was escaping the cube farm, which was cold enough to force me out into the Texas heat. I went out walking, when colleagues passed by me coming back from lunch. Moments later, one of them called. ?Is everything alright?? ?Yes, I?m okay, just trying to thaw out from the office.? Maiden voyage in these parts, to actually be walking around, like some kind of modern day Vespucci. Breaking out of the bubble. People are telling me they have to downsize from three homes to two, from a Ferrari to a Maserati. But on the trail I am seeing people who are trying to decide if they should buy food or gas. One person told me they could buy a foot long from Subway for $5 everyday, and eat it for lunch and dinner, and they could exist with a budget of $150 a month for food. In El Paso and Las Vegas the gas stations are restricting purchases to $50 and $75 per transaction. Sounds like rationing to me. $75 to fill up a truck, half the monthly food budget for the new paradigm. Scary stuff. And we?re worrying about touring a winery in Sicily or Sardegna with some psycho-pop culture guru? Is that "living a life that is more in tune with your "authentic" self (who you were created to be) or your "fictional" self (who the world has told you to be)?" Maybe it?s a little like the lawn chair man, tying helium-filled balloons to his chair, and when he is ready to come back down to earth, he bursts them as he needs to. So you sell a Mercedes or a condo in Florida and come back down to earth. You go to Wal-Mart and buy some Chardonnay for under $3 or you head to your local Piggly-Wiggly for boxes of chicken and chardonnay. The paradigm is shifting. So are the currents. Hang on to your bubble before the winds of change blow it away.  | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 02:00] | Sito carbonaro |  | | Piccolo avviso natalizio, spero un regalo per le persone che mi leggono. Anche se è ancora un cantiere, anche se la grafica è in costruzione e si sta tra gli scatoloni e le impalcature da un po' ho ripreso a... | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 01:00] | "La Nascetta di Novello" : un vitigno raro tra passato e futuro |  | Presentazione Ufficiale ANNATA 2007 della Nascetta di Novello Venerdì 6 giungo 2008 ? ore 16.00 Bottega del Viino del Comune di Novello Incontro-dibattito tra esperti e produttori INTERVENTI Silvio Alessandria Sindaco del Comune di Novello Mino Taricco Assessore Regionale Agricoltura Regione Piemonte Anna Scheneider Centro di Studio per il miglioramento Genetico e la Biologia della vite CNR Mario Ubigli Istituto Sperimentale per l?Enologia di Asti Claudio Salaris Direttore Consorzio Barolo-Barbaresco Gigi Piumatti Sloow Food Editore CONDUCE Armando Gambera Presentazione Ufficiale LA NASCETTA DI NOVELLO 2007 Siete Invitati a partecipare numerosi per la riscoperta di questo "storico" vitigno delle langhe. A cura dei produttori : Az.Agr. Cogno Elvio Az.Agr. Le Strette
ORE 20,30 La Regina dei Vini di Langa nel suo Castello Cena presso il Ristorante Castello di Novello con piatti abbinati alla Nascetta di Novello Per la cena prenotarsi al 0173-744000 Per info : Savio Daniele 347-5784637 e-mail: lestrette@lestrette.com | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/12/2008, 15:27] | Nasce a Firenze il computer del futuro, ma il sommelier informatico non c?entra? |  | Leggo sul Corriere della Sera di oggi questo interessantissimo articolo che parla di una ricerca realizzata da ?un team di scienziati italiani del Lens di Firenze, (il laboratorio europeo di spettroscopie non lineari) guidati dal professor Massimo Inguscio?, che si sarebbe concretizzata nella realizzazione ?un simulatore quantistico, cioè una «macchina virtuale» capace di obbedire non più alla fisica classica, ma al mondo dei quanti, trasformando atomi in onde?. Una ricerca che apre le strade a sviluppi incredibili, per noi Internettiani e super utilizzatori di personal computer, addirittura arrivare ad un ?computer quantistico. Un calcolatore dalla potenza straordinaria, capace di sostituire i quanti ai bit, i qbit?. Un elaboratore quantistico che ?sarebbe capace di calcolare i fattori primi di un numero di cinquanta cifre in 40 minuti, contro i 10 miliardi di anni di un supercomputer tradizionale?, un ?quantum pc che potrebbe inviare via Internet un libro di 200 pagine con immagini in un millesimo di secondo?. Fantasmagorico, ma visto che la ricerca è in corso in quel di Firenze, corre obbligo precisare che nonostante lui si presenti come il più aggiornato tecnologicamente parlando di tutto il Granducato di Toscana e dintorni e ci abbia raccontato che l?IPhone ?nel mondo food and wine ce lo abbiamo e lo usiamo professionalmente ?solo? in tre persone, Bonilli, Cavoletto e il sottoscritto?, l’onnipresente e iper-attivo ?sommelier informatico?, ovvero Andrea Gori, alias il blog Vino da Burde, in questa ricerca non c?entra. Non è stato contattato e coinvolto, almeno per il momento? | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 02:00] | Indagini a Montepulciano: il presidente del Consorzio Luca Gattavecchi si autosospende |  | | Ancora una volta a Montepulciano il Consorzio si fa sentire con tempi e reazioni del tutto diversi da quelli a cui ci aveva abituato il Consorzio del Brunello di Montalcino, appena privato del suo compito di tutela dal Ministro Luca Zaia.L'efficiente ufficio stampa ci rende noto che il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano Luca Gattavecchi si è autosospeso dall'incarico fino al termine delle indagini che riguardano la sua azienda."La decisione è stata assunta in accordo con la Giunta dell'associazione dei produttori ed è stata contestualmente comunicata al Sindaco di Montepulciano. Assume temporaneamente la carica di Presidente il vicario, Federico Carletti (nella foto), titolare dell'azienda Poliziano"."In tal modo - continua il comunicato - Luca Gattavecchi potrà affrontare con maggiore autonomia, serenità e disponibilità di tempo l'indagine a cui è sottoposto. Inoltre, fin dall'avvio dell'inchiesta, Gattavecchi ha sottolineato la distinzione tra il suo ruolo di Presidente - dunque di rappresentante di tutti i produttori - e quello di imprenditore. Con l'autosospensione il rischio di sovrapposizione tra i due ruoli si annulla completamente".La notizia, sebbene spiacevole, mi sembra di assoluta coerenza e il comportamento di Gattavecchi ineccepibile e di esempio per molti. | | TrackBack> |  |  |  |
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