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[11/23/2020, 16:46] Ecco le nuove stelle della Guida Michelin Italia 2021 ! Mercoled? 25 Novembre [VG Broadcasting LIVE] STREAMING dalle ore 11:30 #GuidaMichelin #MichelinStar21

Ci siamo! L’uscita della nuova guida Michelin 2021?segna il rinnovarsi di un intero anno gastronomico, riparte la programmazione dei nostri viaggi e meeting con i nostri associati titolari VG Card alla caccia delle novit? e nuove stelle per tutto il 2021 attraverso le tappe ufficiali del nostro esclusivo Roadshow of excellence!

Le abituali previsioni della vigilia… fornite dal vostro “Nostradamus” VG, come ogni anno va premesso che queste previsioni rappresentano il nostro augurio e il nostro parere dopo un 2020 nei limiti del possibile, passato quotidianamente per ristoranti pranzo e cena…

Nuovi TRE STELLE:

Antica Corona Reale – Chef Gian Piero Vivalda
Seta del Mandarin Oriental Milano – Chef Antonio Guida
Agli Amici – Chef Emanuele Scarello
Villa Crespi – Chef Antonino Cannavacciuolo
La Peca – Chef Nicola Portinari
Don Alfonso – Chef Ernesto Iaccarino
La Madonnina del Pescatore – Chef Moreno Cedroni

Nuovi DUE STELLE:

Del Cambio – Chef Matteo Baronetto
Combal.Zero – Chef Davide Scabin
Berton – Chef Andrea Berton
Cracco – Chef Carlo Cracco
Lido 84 – Chef Riccardo Camanini
Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni – Chef Ettore Bocchia
Inkiostro – Chef Terry Giacomello
Il Palagio del Four Seasons Hotel Firenze – Chef Vito Mollica
Metamorfosi – Chef Roy Caceres
Kr?sios – Chef Giuseppe Iannotti
Ristorante Sabatelli – Chef Angelo Sabatelli
All’Enoteca di Canale – Chef Davide Palluda

Nuove STELLE:

Ristorante Vecchio Ristoro – Aosta – Chef Filippo Oggioni

RC Resort – Chef Roberto Conti

Ristorante Al Mal? – Chef Mauro Zacchetti

Ristorante BOLLE – Chef Marco Stagi

Ristorante OPERA – Chef Stefano Sforza

Ristorante Dina – Chef Alberto Gipponi
Marcelin – Chef Andrea Ferrucci
Nove – Chef Giorgio Servetto
Wicky?s – Chef Wicky Pryian
Morelli @ Hotel VIU Milano – Chef Giancarlo Morelli
Ristorante Daniel – Chef Daniel Canzian
Ristorante [bu:r] – Chef Eugenio Boer
Gaudio – Chef Diego Papa
Il Marin – Chef Marco Visciola
A Spurcacciun-a – Chef Simone Perata
Radici – Chef Andrea Valentinetti
Grano di Pepe – Chef Rino Duca
L’Arcade – Chef Nikita Sergeev
Crocifisso – Chef Marco Baglieri
Zash – Chef Giuseppe Raciti

 

VG e Michael Ellis, ex direttore internazionale Guide Michelin

Super evviva!

E per le nostre PERSONALI PREVISIONI della vigilia ? davvero tutto…

Se vuoi diventare un Viaggiatore gourmet come noi entrando nel nostro club…?

https://shop.altissimoceto.it/categorie/card-viaggiatore-gourmet/

Scopri il nostro calendario di eventi esclusivi, tra cui molti dei ristoranti protagonisti della nuova guida Michelin 2021

https://www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Vi aspettiamo mercoled? dalle 11:30 sempre su questa pagina per la presentazione UFFICIALE.

Stay ULTRATuned! [VG Broadcasting LIVE in full effect]…

Viaggiatore Gourmet

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[11/11/2020, 16:07] 959mo Meeting VG @ Ristorante ?A Spurcaciuna ? Savona (SV) ? Patron Claudio Tiranini, Chef Simone Perata

Da oltre una decade il ristorante A Spurcacciun-A ? una tappa storica del nostro Roadshow itinerante. Torniamo sempre volentieri dal patron?Claudio Tiranini, capace di conquistare i clienti sin dal primo incontro grazie alla sua?simpatia?contagiosa, che ne ha fatto di lui un?clamoroso?padrone di casa, affiancato dalla sorella?Pervinca che tiene sempre in bolla i numeri che sono altrettanto importanti negli equilibri di ogni impresa di successo. La nostra tavolata degli?Amici Gourmet, ha passato una giornata di grande convivialit? grazie ad un pranzo dedicato all?eccellente selezione del?miglior pescato?del?Mar Ligure,?e una cucina guidata dallo chef Simonne Perata?che spazia e si esprime anche attraverso la tecnica e tanti contrappunti giocosi, ma sempre rispettando e valorizzando il legame con il territorio.

 

Archivio storico reportage:

->?Meeting del 22 luglio 2007
->?Meeting del 13 luglio 2009
->?Meeting del 1? agosto 2011
->?Meeting del 30 luglio 2012
->?Meeting del 29 luglio 2013
->?Reportage del 4 agosto 2014
->?Reportage del 1 agosto 2016
->?Meeting del 31 luglio 2017
->?Meeting del 6 Agosto 2018

La squadra

Patron:?Claudio e Pervinca Tiranini

Lo staff di cucina

Chef:?Simone Perata
Sous chef: Gianluigi Erme

Lo staff di sala

Ma?tre:?Giuseppe D?Angelo?
Secondo ma?tre:?Mattia Valentino
Sommelier:?Michelangelo Raffa?

 

Il tavolo degli amici VG.

Menu personalizzato per il 959mo Meeting VG.

Lo Chef Simone Perata viene a darci il benvenuto.

Iniziamo con un calice di Franciacorta Sat?n DOCG ?Vintage Collection? 2014 MagnumCa’ Del Bosco

Delicato giallo dorato con un perlage fine e sottile. Al naso note fruttate delicate e gradevoli e leggeri ricordi di confetti e pasticceria. Al palato il sorso ? sapido e fresco, sul finale evidenzia un gusto leggermente agrumato.

L’amuse-bouche sono due sfere liquide di negroni e caipirinha di melone.

Mini cannolo siciliano ripieno di ?brandacujun? ( baccal? mantecato alla ligure).

Tartelletta al parmigiano, foie gras, rabarbaro marinato al Porto.

Conetto al peperone, ricciola affumicata, chantilly al wasabi.

Cremoso ai capperi, anguilla e limone.

Un brindisi di buon proseguimento insieme allo chef!

Cocotte di riccio, riccio crudo.

Proseguiamo con Franciacorta Extra Brut DOCG ?EBB? 2011 – Mosnel

Giallo paglierino con sfumature verdognole, dal perlage persistente e finissimo. Al naso esprime delicate note di pesca bianca, fiori, lieviti e pasticceria. Il palato si rivela elegante, sapido e persistente, di eccezionale persistenza.

In degustazione l’olio EVO Embrace.

Tipologia di pane e burri: sfogliato alle olive taggiasche, pagnotta al lievito madre, focaccina all?olio extra vergine ligure taggiasco. In accompagnamneto, burro salato e al pomodoro e origano.

Da abbinare anche al Crudo.

A seguire millefoglie di foie gras, tonno rosso, alga nori, daikon marinato, sumiso.

Il gambero rosso e rosa del nostro golfo, gazpacho di fragole e pesto di pinoli.

In accompagnamento Franciacorta Pas Dos? Ros? DOCG ?Paros?? 2011 – Mosnel

Colore tenue simile alla buccia di cipolla, con un perlage fine e persistente. Al naso esplode con note di piccoli frutti rossi, di fiori secchi e di piccola pasticceria. Al palato ? secco, sapido e asciutto, ricco e avvolgente, di incredibile persistenza.

Il mio Cappon Magro.

Perch? l’occhio deve poter godere quanto il palato!

Tartare di seppia, tuorlo morbido, zucchine trombetta.

Spaghettoni “Benedetto Cavalieri“, murici e polvere di focaccia.

In arrivo Bolgheri Sassicaia DOC “Sassicaia” 2007 – Tenuta San Guido

Color rosso rubino intenso, con intensi sentori di frutti rossi maturi, come i frutti di bosco, ma anche erbe aromatiche e mandorle tostate. Al palato il sorso ? ricco e compatto, presenta un corpo sostenuto con una buona componente acida. Il finale ? profondo e piacevolmente persistente.

In arrivo i plin dello chef nella Pentola d’Oro Agnelli.

Impiattamento in sala!

Plin di coniglio alla Ligure,?un’altra goduria per gli occhi e per il palato!

Tonno scottato, salsa al Rossese, chinotto di Savona e porcini.

Passiamo ai dessert!

Lampone fermentato, finocchio, burro nocciola.

Mandorla, pesca e mango.

In abbinamento a Moscato d’Asti “Vite Vecchia” 2014Ca’d’Gal

Colore giallo paglierino, con intense note di zafferano, arancia, fiori, pesca gialla. Palato intenso ed elegante, con una piacevolezza e persistenza incredibili.

Cremoso all’olio EVO, zucchine trombetta e gelato al limone.

Il sommelier dell’olio degusta e ci insegna qualche curiosit?…

Per concludere a meraviglia caff??Illy e coccole finali.

Tra la piccola pasticceria troviamo gli immancabili baci di dama, macaron, tartellette al cioccolato, tartufini e gelatine di frutta.

Un immenso grazie e…alla prossima!

Cucina

Un?evoluzione costante e mai stanca quella di A Spurcacciun-A. Riesce a sorprenderci e coccolarci anno dopo anno grazie all?inesauribile carica del patron e alla cura nella scelta della materia prima, soprattutto del spettacolare pescato, ma anche dei dettagli vegetali, basti pensare al signature dish Cappon magro, che riesce perfettamente a riprendere la cucina ligure presentandola con un volto pi? fresco e giovane.

Servizio e accoglienza

La simpatia di Claudio, capace di intrattenere chiunque, l?accoglienza e le attenzioni di uno staff che vanta una grande classe nello stile e nel servizio rendono l?esperienza semplice e perfetta.

Conclusioni

Mai abbassare lo sguardo, da Tiranini non ? mai detta l?ultima. Ogni ritorno si rivela meglio dell?esperienza precedente. Belle sorprese sono sempre all?agguato in casa A Spurcacciun-A.

 

Viaggiatore Gourmet

Ristorante A Spurcacciun-A del Mare Hotel
17100 Savona
Via Nizza, 41
Tel.
(+39) 019 862263
Chiuso domenica sera e luned?
E-mail:?
info@marehotel.it
Sito internet:?
www.aspurcacciun-a.it

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[10/22/2020, 17:14] Ristorante San Genesio ? Castagneto Po (TO) ? Patron Simone Capello, chef Gianni Spegis

E? proprio vero che viaggiare arricchisce personalmente e professionalmente. Il ristorante San Genesio ? il risultato del bagaglio culturale e di vita del suo Patron Simone Capello, un vero viaggiatore tra Parigi, Londra, Spagna, Cina, New York. Tutte esperienze che nel tempo lo hanno arricchito facendogli apprezzare ancora di pi? casa, riportandolo ogni volta al punto di partenza ma con occhi diversi. San Genesio ? il luogo dove Simone rivede gli gnocchi alla romana fatti dalla nonna, l?ippocastano centenario del cortile custode del locale sin dalla sua nascita. Un luogo fatto di ricordi ma in continua ed instancabile evoluzione. Oggi Simone ? affiancato dallo chef Gianni Spegis, che scherzosamente ama definirsi ?dal basso profilo ma dalle altissime prestazioni?. Simone e Gianni accolgono i clienti con garbo e mestiere nell?impegno assoluto, e a nostro avviso ben riuscito, che stiano bene. ? questo che fa la differenza, il resto lascia il tempo che trova.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 4 Dicembre 2017
-> Meeting del 5 Gennaio 2018

La squadra

Lo staff di cucina

Chef:?Gianni Spegis
Sous chef:?Eugenio Mondino
Commis:?Lorenzo cosentino
Lavapiatti:?Silvio Columban

Lo staff di sala

Patron/Ma?tre:?Simone Capello
Chef de rang:?Patrick Fasolato

All’ingresso del ristorante, ad accoglierci come sempre, il patron Simone Capello.

La splendida vista di cui gode il Ristorante…

Luminosissima sala e mise en place per la banchettistica.

Uno scatto con il patron Simone Capello e lo chef Gianni Spegis.

L’aperitivo con Franciacorta Ros? DOCG – Mosnel

Un ros? fragrante caratterizzato dalla freschezza dello Chardonnay, la ricchezza fruttata del Pinot Nero e la soave rotondit? del Pinot Bianco. Colore rosa cipria dalle sfumature dorate, al naso rivela note di ribes e ciliegie, albicocche e fragoline, con una delicata sfumatura di mandorla. Il sorso ? vivace grazie alla freschezza del melograno e della mela rossa, con una sottile e vitale sapidit?.

Abbinato all’amouse bouche: crocchetta di Parmigiana di Melanzane, crudit? di rapanelli del nostro orto, alchechengi al pomodoro e basilico.

Altri appetizer in arrivoooo!

Tacos di pelle di pollo croccante con Robiola di capra ?Cascina Badin?.

Salmerino in carpione su cialda di sesamo nero.

Acciughe al verde ?della Piera?.

Approfittiamo del bel tempo per fare una visita all’orto privato della cucina.

Lo chef ci mostra le zucche e altre prelibatezze…

Qualche erba aromatica per la cucina…

Grissini all?olio extra vergine d’oliva, stirati a mano con ?Farina dj Bric? (selezione di grano monocultivar della Collina Torinese).

Michetta con lievito madre e sfilatino con lievito madre ai cinque cereali.

Pan brioche, Focaccia con Ciliegino giallo e sale Maldon, Pane bianco con farina Buratto tipo 1 macinata a pietra del Mulino Stroppiana.

In abbinamento burro d?alpeggio affumicato in casa con legno di ulivo e Olio extra vergine ? Masseria Cusmai? – Coratina, Oliarola, Peranzana- Andria (BT).

Iniziamo con un calice di Langhe Chardonnay 2017 – Bastia

Vino giallo dorato, di potenza e struttura, eleganza e finezza. Naso ricco ed intenso con note di vaniglia, banana, nocciola e note tostate. Vanta un sorso pieno, morbido ed avvolgente con un meraviglioso finale mandorlato.

Abbinato al fassone: come una Albese, marinata alle spezie, salsa al tuorlo d?uovo e pomodoro verde.

E alla Giardiniera del nostro orto, Robiola di capra?Cascina Badin? e biscotto al sesamo. Fresca, leggermente acidula, l’ideale per iniziare con vigore.

A seguire anguilla alla brace e a bassa temperatura, mostarda di Cremona e radicchio.

Il gambero in pasta kataifi, maionese alla paprika e edamame.

Il Foie Gras in scaloppa, salsa al Vermouth ?Tenuta Tamburnin?, fichi caramellati e pan brioche.

Proseguiamo con le lumache al verde, sfoglia e gazpacho di pomodoro e fragole.

Per la prossima portata arriva lo chef in sala: consomm? di verdure di stagione, con gnocchi alla romana e estratto di zenzero.

In perfetto abbinamento con un calice di Vino Bianco “Amphora” 2017 – Castello di Lispida

Giallo dorato intenso, tendente all’ambrato. Al naso si percepiscono sentori complessi di frutta gialla, interessante speziatura e un tocco vinoso. Il sorso ? maestoso e potente, di grande sapidit? e freschezza. Chiude con grande profondit?.

Il risotto Carnaroli ?Tenuta San Raffaele? con burrata e ricci di mare.

Gli incredibili agnolotti Tradizionali quadrati ai tre arrosti.?Il piatto ? arrivato ancora prima al naso dalla cucina con un profumo invidiabile.

Insieme a I ravioli ?Stile Won Ton? ripieni di pancetta di maiale e gamberi, riduzione di crostacei e crescione.

Le pappardelle di farina di castagne con civet di lepre.

I ravioli ripeni di Pom Matan, salsa di coda alla vaccinara.

Degustiamo Vigneti delle Dolomiti Rosso IGT ?Morei? 2017 – Elisabetta Foradori

Rosso rubino scuro, con dolci note di frutta rossa, sentori pi? speziati e altri di impronta minerale. Un vino caratterizzato da una vena sapida, di buon corpo e armonioso, con un sorso rinfrescante. Termina con un finale lungo, caratterizzato da un retrogusto fruttato.

Le verdure cotte alla brace, in Pithivier e fonduta di Maccagno.

L?uovo Croccante, fiore di zucca, spaghetto e crema di zucchine.

Diaframma di manzo sulla brace in cottura!

Una sbirciatina in cucina!

Il coniglio Grigio di Carmagnola in porchetta, le suefrattaglie, finocchietto e misticanza.

Il pescato scottato in padella, zucchine trombetta e bisque di crostacei.

L’anatra: petto arrosto, coscia caramellata alle erbe provenzali e kimchi.

Diaframma come una tagliata, salsa Poivrade, patate Ratte e scorzonera.

Passiamo ai gusti pi? dolci con un piacevole Passito?Canthus 2016 – Colterenzio

Colore giallo dorato, ? un vino di alta concentrazione e intensit?. Al naso emergono note che ricordano frutti esotici come il mango e ananas, espliciti anche i richiami di frutta secca e note di caramello. Al palato si percepiscono diverse esaltanti sensazioni: freschezza, vivacit?, eleganza e pienezza.

E’ il momento dunque della batteria di dessert!

Iniziamo con la classica tatin, crema inglese e vaniglia bourbon.

A seguire l’uva fragola in clafoutis tiepido, aromatizzato all?anice stellato, in sorbetto.

I nocciolini di Franco, con mousse allo Zabajone e nocciola.

La mandorla: in Biancomangiare con il suo biscotto, macedonia di frutta e verdura.

Bonet glassato al caramello, crumble di cacao amaro.

Il mascarpone: Cremoso alla vaniglia Bourbon, pasta di meliga e croccante al cacao amaro.

Per concludere al meglio caff? ?Torrefazione Perrero? di San Carlo Canavese (TO)?e coccole finali:

  • Torta nera di Castagneto Po
  • Brutti ma Buoni
  • Meringa al lampone e panna
  • Bign? al cioccolato fondente

Un immenso GRAZIE! A presto!

Cucina

Al San Genesio troverete una cucina buona, rispettosa della tradizione e del territorio. Dietro alla semplicit? con cui vengono presentati i piatti c?? un?attenta e puntuale ricerca, ogni portata rispecchia una riflessione, una storia, un suo perch?, proprio come i gusti che presentano: chiari e riconoscibili. Lo Chef Gianni Spegis non lascia nulla al caso, ogni suo piatto deve regalare un momento conviviale che faccia star bene la gente. Noi ci siamo sentiti ispirati e appagati, Gianni ? riuscito a strapparci pi? che un sorriso trasportandoci con la sua passione.

Servizio ed Accoglienza

Anche se la carta dei vini pu? sembrare insidiosa, c?? l?incredibile narrazione e guida di Simone Capello che sapr? indicarvi la soluzione migliore per voi. Attenzione, cura, garbo e cortesia fanno da padrone al San Genesio, un vero fuoriclasse di servizio e accoglienza.

Conclusioni

Nel piccolo borgo piemontese di?Castagneto Po, risplende sulla cima di un?altura il ristorante San Genesio?dal 1930. Un?insegna?storica dunque, ma che non cede alle intemperie, non batte la fiacca, e non delude mai. Sono anni che torniamo sicuri di trovare una splendida situazione ristorativa che riesce a sorprenderci ancora, ancora e ancora!

Viaggiatore Gourmet

Ristorante San Genesio
10090 Castagneto Po??(TO)
Via Viano, 1
Tel.
(+39) 011 912481
Luned? – Sabato
: 19.30 ? 22.30
Domenica
: 12.30 ? 14.30, 19.30 ? 22.30
Chiuso Marted?
E-mail:
?info@ristorantesangenesio.com
Sito internet:?
www.ristorantesangenesio.com

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[10/21/2020, 08:10] Birre di Franconia e difetti. Un laboratorio con Simone Cantoni

Ed ora qualcosa di completamente diverso. Ho seguito un interessante laboratorio sui difetti riferibili alle birre di Franconia, tenuto da Simone Cantoni a Genova, al pub del cuore (Scurreria). L'argomento, declinato a quel modo, pare un po' tremendo, ma in realt? ? stato un lavoro di studio alquanto interessante, reso anche facile dall'abilit? del relatore.

Si ? parlato di difetti pur avendo nel bicchiere birre non esattamente difettate, ma semmai contrassegnate dal carattere rustico della birra fr?ncone - non ? stato un assaggio di birre didattiche (cio? cattive), ma un viaggio attraverso i possibili difetti che, tra un'olfazione e un sorso, potevano essere descritti attraverso quegli elementi di carattere. Queste le birre che hanno accompagnato il lab:

1. Hofmann Gr?fenberg Helles, 4,9% vol
2. Pfister Schwarzer Keller, 4,9% vol
3. Elch-Br?u Dunkel, 5,1% vol
4. Knoblach Stammberg Bock, 7% vol

Ecco il (lungo) estratto video, in due parti. Mettetevi comodi, possibilmente con una birra fr?ncone nel bicchiere. 





Per sapere qualcosa in pi? sulle birre di Franconia, consiglio questa lettura.


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[10/18/2020, 17:59] 25,294 days
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[10/16/2020, 10:14] Ristorante Romano ? Viareggio (LU) ? Chef Nicola Gronchi, Patron Roberto e Romano Franceschini

Nonostante la giovane et?, lo chef Nicola Gronchi vanta un fior di curriculum, uno stile solido e una firma chiara e riconoscibile, costruendo in poco tempo una squadra di fedeli collaboratori che lo seguono e supportano. Il suo modo di interpretare la materia prima di assoluta qualita?, che gia? da tempo e? protagonista delle preparazioni del ristorante da Romano, richiama uno stile che proietta il gusto al primo posto in maniera efficace, decisa, bilanciata ed equilibrata.
Da non molto ha preso le redini della cucina dello storico stellato da Romano, al quale da tempo siamo legati grazie alla stima e al rispetto che proviamo nei confronti di Romano e Roberto Franceschini e della loro insegna di storica eccellenza. Siamo tornati per il perfetto incontro di arte e maestria, abbiamo percepito un Nicola cresciuto, raffinato ma riconoscibile nei suoi signature cosi? come in alcune nuove creazioni o reinterpretazioni di classici del ristorante. Roberto ha come sempre accompagnato il percorso di assaggi con eccellenti etichette e il suo immancabile e contagioso sorriso.

 

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 15 Luglio 2013
-> Meeting del 29 Novembre 2018

La squadra

Patron:?Romano Franceschini e famiglia

Lo staff di cucina

Chef: Nicola Gronchi
Sous chef: Carmine Petrosino
Commis de partie: Gianluigi Catelani, Federico Fanucchi, Matteo Gargini
Pastry chef: Anna Ciari

Lo staff di sala

Accoglienza e sommelier:?Roberto Franceschini
Ma?tre:?Luigi Bruno

 

Apriamo le danze con un calice di benvenuto di Champagne Selection Brut – A. Berg?re

Abbinato ad un’intrigante sgombro marinato tra saor e carpione, gamberetto croccate di Fascina, cipollotto affumicato, uvetta e pinoli.

A seguire una coloratissima panzanella di orata con Gazpacho di pomodoro marinato, orata cruda, verdure in osmosi e spuma di acqua di pomodoro.

Cuore di ricciola marinata con melone e miso. La delicatezza della ricciola cruda marinata esprire tutto il suo potenziale grazie alla sapidit? del miso unita alla dolcezza del melone fresco.

Ostrica Girardeau con centrifugato di cetriolo, aria di ostrica e maionese di ostriche.

Scorfano pescato a Viareggio con insalata di taccole, acetosa, mizuna, salsa di scorfano al curry e maruzzelle.

Trippette di baccal?, brodo di funghi cardoncelli, crauti fermentati e zenzero. Un piatto che parla da s?: una portata piaciona come la trippa di baccal? servita con la vincente accoppiata di brodo di funghi cardoncelli, che richiamano i profumi della terra. Una festa per le papille gustative grazie anche al tocco di crauti fermentati e zenzero pungente.

Il crostino alle arselle: salsa chilly, arselle saltate, aglio nero e crumble di pane. Una specialit? tradizionale del litorale versiliese dalla preparazione di una semplicit? disarmante, capace di conquistare chiunque.

Un tripudio di profumi di mare: calamaretto spillo ripieno di crostacei e verdure.

Zuppa di pesci cotti e crudi con rivisitazione di caciucco e polvere di salvia.

Risotto Riserva San Massimo affumicato con sedano rapa al bbq, sgombro, rapa bianca, scorfano e ricci di mare.

La spinta dell’affumicatura garantisce persistenza e da al piatto un notevole spessore. Una danza di sapori: alti e bassi di amari e acidi, la nota iodata dei cubetti di sgombro e l’incredibile dolcezza dei ricci di mare.

Degustiamo un calice di M?con Verz? 2016Domaine Leflaive

Giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso si possono apprezzare fiori d?arancio e intensi agrumi. Un vino molto ricco e intenso, acido e sapido, con un ottimo equilibrio e buona persistenza.

In abbinamento seppioline di fondale “scarpetta” croccanti, il loro nero e tarassaco.

Arriva in sala lo chef per presentarci il prossimo piatto…

Spaghettino AOP, scampi, bottarga di Cabras e olive.?Delicatissimi scampi battuti valorizzati dal riff sapido e amarognolo della bottarga della polvere di olive.

Crema Maremmana, salsa di ricotta e spinaci che riprende i ravioli maremmani, emulsione di yogurt speziato, uovo marinato al pepe, uovo strapazzato e tuorlo fritto. Un appagamento dei sensi.

Proseguiamo con uno spaghettino del Pastificio dei Campi, ricci di mare e lime.

Proseguiamo ora con Chassagne-Montrachet 1er Cru T?te du Clos 2015 – Vincent Dancer?

Giallo brillante dorato con intense note di uva spina, melone e pesca. Al palato si esprime con un sorso di grande corpo, concentrato e con ottima acidit?.

In perfetto abbinamento con l’aragosta alla catalana, con cipolla all’aceto di lampone, carota, ravanello e vinaigrette alla senape.

Trancio di rombo chiodato cotto alla griglia, zucchine fiorite e cremoso ai pinoli, zucchine all’aglio nero e salsa di zucchine alla colatura di alici. Il rombo chiodato si presenta nature, appena scottato valorizzato da intense note tostate?di un cremoso ai pinoli.

Morone all’acqua pazza con emulsione di pomodoro giallo e aceto balsamico, fondo di morone e tagliata di pomodori crudi.

Lingua di vitello, marinata nello zucchero e scottata con bagnetto verde, emulsione di fondo di lingua all’anice stellato, peperoni e insalata di finocchietto, nasturzio e mizuna, note balsamiche che conferiscono ferschezza al piatto.

In abbinamento un calice di Brunello di Montalcino DOCG 2013 – Mastro Janni

Vino di solenne eleganza, di un brillante rosso rubino con bagliori porpora. Naso intrigante con fragranze di prugna, ciligiegia, piccoli frutti di bosco e sfumature speziate. Al palato regala una trama ricca e spessa, sostenuta da un’interessante acidit? e da tannini eleganti e fitti.

Ed eccoci ai dessert!

Apre le danze il Dessert Viareggio 2020: Cremoso al fior di latte, pan di spagna, zabaione soffiato al rum e cialda al cioccolato.

Yogurt in 4 consistenze: gelato, zuppetta, mousse, meringa e mirtilli freschi.

Bavarese alla pesca e cioccolato bianco, gelatina di pesca, gelato alla mandorla e infuso alla pesca tabacchiera.

Crostata al contrario con crema pasticcera al limone, cremoso ai pistacchi, pistacchi sabbiati e frutti rossi.

Per terminare caff? e coccole.

Come tipologia di caff? servito abbiamo assaggiato l’Indian Mysore Plantation A (torrefazione Giamaica/Gianni Frasi), un arabica coltivato, raccolto e selezionato a mano, a 1200 metri di altitudine, nel sud della Penisola Indiana, nella regione di Karnataka (ex Mysore). Il suo chicco esprime per aspetto, profumi ed aroma la quintessenza della zona da cui proviene. Il profumo dolce ? intenso, con forti sentori di menta ed erbe aromatiche fresche. Il gusto, appena acidulo, ? ancora pi? dolce, corposo, persistente.

Come piccola pasticceria:
Bign? crema diplomatica
Macaron mandorle e limone
Tartufino al cioccolato e rum
Gelatina al passion fruit
Sfera liquida di cioccolato bianco e fragole

Un grande “cheeeeese” da tutto lo staff!

Prima di salutarci concludiamo con un bicchierino di Amaro San Simone.

E un assaggio del Liqueur ?V.E.P. Verte? – Chartreuse.

Un graditissimo regalo: un pacco di grissini firmato Pasticceria Carli.

Davvero un grande grazie a tutti! A presto!

Cucina?

Non c?? dubbio, dopo tanti anni che lo frequentiamo continuiamo ad affermare che il Ristorante Romano, lo storico indirizzo dell’alta ristorazione viareggina, da oltre 50 anni ? il simbolo della cucina di mare italiana. Grazie alla mano del giovane Chef Nicola Gronchi si continua a perseguire uno stile sobrio, custode dei sapori e profumi francesi, con i migliori piatti della tradizione rivisitati con attenzione in alcune tecniche di cottura o nella presentazione.

Servizio ed Accoglienza

L?esperienza pluridecennale di un patron d?eccezione e il mestiere internazionale del figlio Roberto, insieme a uno staff giovane e preparato, tengono la sala ad altissimi livelli. Se a questo si aggiunge una cantina curata di grandi etichette che si sposano con altre meno conosciute, caratterizzate da una profondit? e verticalit? unica, si ottiene un prodotto di altissimo livello.?

Conclusioni

Romano ? dunque un ristorante storico ma ancora vivissimo, un locale importante che ha fatto del pesce freschissimo e della tradizione due dogmi sui quali costruire un percorso di ristorazione sempre in salita, reso armonico dalla passione sconfinata di?Romano?e?Franca, coppia inscindibile sia nella vita che nel lavoro.

 

Viaggiatore Gourmet ? Viaggiare, conoscere, esserci!

 

Ristorante Romano
55049 Viareggio (LU)
Via Giuseppe Mazzini, 122
Tel.
058431382
Fax
0584426448
Chiuso luned?
E-mail:
?info@romanoristorante.it
Sito internet:?
www.romanoristorante.it

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[10/13/2020, 16:22] DanielCanzian Ristorante ? Milano ? Chef Daniel Canzian

?La cucina ? arte ed esprime la sua massima raffinatezza attraverso la sintesi e la semplicita??, cita il primo di sette punti del manifesto di Daniel Canzian, la cui cucina ? piena di bellezza ed equilibrio, equilibrio basato su una legge tanto semplice quanto manifesta e vera.

Il suo obiettivo ? quello di far vivere esperienze uniche ai suoi ospiti, avendo ben chiara questa filosofia e perseguendo l?infrangibile regola di non porsi mai limiti. Le ore passate in casa Canzian sono sempre incredibilmente piacevoli, complice la bella atmosfera che si respira in sala, dove l?intesa tra i membri della squadra si trasmette anche a chi ? seduto al tavolo, spettatore e al tempo stesso protagonista di quanto avviene attorno a lui, tra tavoli e fornelli.

Daniel lavora per sottrazione, togliere cio? il superfluo, l?orpello, il vezzo che si autocompiace, persino nelle pareti che separano la cucina dalla sala del suo ristorante possiamo ritrovare l?essenzialit?. Questa ricchezza rispetta i ritmi stagionali, fatta eccezione per alcuni intoccabili classici, con i quali Daniel omaggia la tradizione ed il suo Maestro Gualtiero Marchesi. Insieme alla bravissima ed appassionata Giusy Chebeir?in sala, sanno farci vivere esperienze sempre nuove, dunque rinnoviamo i nostri complimenti a tutti coloro che contribuiscono a rendere questo ristorante una fucina di stimoli ed intriganti idee e a raccontare ogni giorno della bella contemporaneita? della cucina italiana.

Archivio storico reportage:

->?Meeting dell?11 Maggio 2016
->?Reportage del 20 Luglio 2017
->?Meeting del 23 Marzo 2018
-> Meeting del 17 Dicembre 2018

La squadra

Lo staff in cucina
Patron/chef:?Daniel Canzian
Brigata:?Marta Palonmbo, Filippo Gemignani, Giovanni Bombarda
Pasticciere:?Diego Borgonovi

Lo staff in sala

Ma?tre:?Giusy Chebeir
Sommelier e sala:?Eleonora Giroldi e Marika Berlino

L?ingresso del ristorante.

The chef?s table: il bancone a vista sulla cucina

Modellino della sala vista dall’alto.

Alcuni dettagli

Mise en place.

L’aperitivo di benvenuto: Franciacorta Riserva JRE n?4 2008 ??Berlucchi

Giallo paglierino con riflessi ramati. Al naso si esprime in un bouquet elegante, intenso e fragrante, con sentori di fiori d?arancio e profumo di frutta gialla. Al palato ? intenso ed elegante, la sapidit? e la mineralit? del Pinot Nero si amalgamano e si completano con la rotondit? e la polposit? dello Chardonnay. Nel finale risalta la cremosit? della carbonica.

Lo Chef ci serve il suo pane al burro e farina di mais.

In arrivo gli entr?!

Altre tipologie di pane: integrale e focaccia. Tutti i lievitati sono prodotti dal ristorante.

Iniziamo con un meraviglioso carpaccio di capesante crude e zuccchine alla puttanesca.

I coloratissimi grissini di baccal? mantecato.

L’uovo d’artista.

Il Pan Bagn?.

Insalata di spaghetti integrali estivi, scampi reali e sedano.

Un assaggio di vongole saut?.

Degustiamo un calice di Lugana DOC 2017Sguardi di Terra

Il colore ? giallo paglierino intenso con sfumature verdoline. All?olfatto si presenta con note floreali e fruttate intense che ricordano la pesca bianca, la mela golden e la pera. Al palato ha un ottimo equilibrio tra sapidit?, freschezza e le caratteristiche di morbidezza.

In abbinamento a gnocchi dorati e ripieni di baccal? mantecato, salsa siracusana e fagiolini.

Brodetto vivace di frutti di mare dell’Adriatico.

A seguire un calice di Cesanese IGP Lazio – Imperatori?

Di colore rosso rubino, tendente al granato con l?invecchiamento. Al naso risulta piacevolmente intenso, ampio, con note floreali e fruttate, caratteristiche di questo vitigno. Al palato armonico, elegante dotato di buona struttura.

In perfetto abbinamento con goulash di polpo.

Caprese di branzino mediterraneo “O Sole Mio” e profumi della costiera.

Passiamo ai dessert con una piccola riproduzione dolce del Colosseo 2020.

Perle rosse: la crostatina dell’estate.

Per terminare al meglio abbiniamo un calice di: Terre Siciliane Bianco IGT ?Quojane di Serramarrocco? 2018 – Barone di Serramarrocco

Giallo dorato al calice, dotato di una miriade di sentori, che ricordano i fiori di tiglio, la frutta matura a polpa gialla, le mandorle e il miele. Al palato risulta equilibrato tra i gusti aromatici e le componenti sapide, di buona persistenza e corpo.

Caff? Illy 100% Arabica.

Un GRANDE GRAZIE a tutti!

 

Cucina

Canzian si porta dietro un impero di conoscenza, allievo di Marchesi, definisce la sua cucina italiana contemporanea, di grande tecnica e ingegno, che riprende le ricette tipiche del nostro Paese, ma senza mai escludere totalmente curiosit?, possibili influenze e spunti dal resto del mondo, in particolare all?Asia e all?Estremo Oriente. Affascinante seguire il suo operato dai fornelli all?impiattamento, diretto al nostro tavolo come un?opera d?arte da poter gustare.

Servizio e accoglienza

A discapito di quanto si possa credere, la giovane et? della squadra non implica l?assenza di esperienza e professionalit?, la grande voglia di imparare ? vibrante e chiaramente trasmessa ai commensali, che possono sentirsi partecipi della creazione in ogni momento grazie all?assenza di pareti tra sala e cucina. Un?operosit? incessante e minuziosa, che trascina e permette di percepire tutta l?intenzione di Canzian.

Conclusioni

Se siete alla ricerca di un?esperienza che vi lasci il segno, la cui accoglienza e servizio possano essere parte integrante, vi consigliamo di programmare una tappa al ristorante Daniel. Il padrone di casa non manca mai di un sorriso, l?atmosfera ? rilassata e la cucina vi sapr? coccolare al meglio. I risultati di duro lavoro, passione e dedizione sono chiari e limpidi. Non vediamo gi? l?ora di tornare!

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Daniel
Via San Marco angolo Castelfidardo – 20121 Milano
Tel. (+39) 02 63793837
Chiuso la domenica e sabato a pranzo
E-mail:?ristorante@ristorantedanielmilano.com
Sito internet:?www.ristorantedanielmilano.com

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[10/11/2020, 18:13] Dino Illuminati: A Remarkable 90 Years in the History of Italian Wine

(photo, courtesy of the Illuminati winery)
This whole cycle of life thing here on earth, it?s a peculiar one. It goes slow, then it speeds up, then it slows down, and then it seems there just isn?t enough time to finish anything. I cringe when a memorable character in Italian wine dies ? and with it an outpouring of obituaries. Sometimes they read like a resume, and sometimes they take their cues from the perspective (and biases) of the scribe.

But why wait for someone to die to celebrate their life? Why not beat the drum while their heart is still beating some of that fine red Italian blood?

Which brings us to a figure whose life in Abruzzo has most definitely left its mark for the better. That person is celebrating his 90thbirthday, Dino Illuminati.


My first recollection of Dino was when he and his importer and friend Eugenio Spinozzi, landed in Dallas, Texas in 1980, looking for a distributor. Dallas, 40 years ago, was smaller than it is now. They headed downtown and settled in a hotel there. Dino, who for as long as I have known him, loves to eat, was looking for an American steak. And so, off they went to the Cattleman?s restaurant in downtown Dallas. 

It was perfect for this rambunctious pair of adventurous entrepreneurs. All around them, leather booths, trays of martinis streaming across the room, bourbon flowing freely. Big hair, and those larger than life Texas steaks. ?I love Texas!? Dino proclaimed to his friend. ?I want someday to be a Texan too!? And sure enough, well, let?s not spoil the story this soon.

Dino was born in 1930, which now seems like a time more associated with ancient Egypt or the era of the dinosaurs. His family lived in the area in Italy that comingled two regions, Abruzzo and Marche. In 1930, like much of Italy in the Mezzogiorno (not physically, but sympathetically) people were just beginning to get caught up with the massive changes of the industrialized 20th century. But the agrarian life was dominant. After surviving a war fought in their backyard, and then going to work to rebuild a decimated country and society, a young Dino Illuminati went into farming, following his family. His grandfather, Nico, had been a grape grower since 1890. But Italian wine wasn?t a fast money earner. So, he kept his vineyards intact but branched out into other crops.


Known as the ?King of Broccoli,? Dino was relentless in pursuing success. He?d known hunger, and personal loss. Not a melancholy person by nature, Dino was one of the lucky ones - he was, and is, resilient. But to a young man at the beginning of his life, the mountain he and his countrymen (and women) were setting out to climb seemed to ascend to the moon. He put his foot down on the pedal and climbed.

This was really the beginning of an Italian wine renaissance, in which after so many hundreds (and possibly thousands?) of years, Italian wine was heading into a Golden Age. But not without a lot of leg work first.

Dino never wanted to be without two things: food and money. And his business acumen was pointed, focused and relentless. A dog with a bone is hard to argue with, let alone make a deal with. Dino was not going to release that bone. And that initial bone was broccoli. He made a small fortune.

(photo, courtesy of the Illuminati winery)   

And then came the second bone ? kiwi fruit. Kiwi, you say? Yes. Think about the time you were in an Italian hotel and it?s breakfast time and the (pre-Covid19) buffet is arrayed with all manner of foodstuffs. Usually one will find kiwi, when the season calls for it. It?s an ubiquitous fruit in Italian life now. But 50 years ago, not so much. Dino planted kiwi and fattened up his bank account even more.

By then Dino was married to the love of his life, Marina, and three children, two boys and a girl, had arrived. But in the back of his mind, the vineyard in Abruzzo was calling, calling. It was relentless. It was his Rosebud.

Something about the time he spent there, in Controguerra (aptly named) must have been sweet. He was close to his grandfather. Dino lost his dad when he was very young. Maybe he was just a little melancholy at times, but Dino got the wine bug. And Abruzzo would never be the same.

(photo, courtesy of the Illuminati winery)

Just to say, right here and right now, Dino didn?t singlehandedly rejuvenate the Abruzzo wine industry. In reality, this was something that was done on a massive scale of single farmers and vineyard owners. It was a patchwork of busy bees, many of them, too many to recount here. But Dino is emblematic of those many folks who pulled together in this large boat called Abruzzo wine. And he had capital and vision.

He signed up wine consultant Giorgio Marone, who studied under Tachis, to come to Abruzzo and advise him. Dino saw Abruzzo wine not necessarily as a regional curiosity. His produce business had him dealing with many countries outside of Italy, and so it was only natural that he considered grapes, as well as broccoli or kiwi, to have a larger appeal to the world. And that colored his perception of what his wine should be. It flirted with an international appeal long before Robert Parker made it popular. And it propelled his winery at a faster pace. And if any of you know Dino, you know he never, ever, stands still. Ever.

Illuminati wine end-cap at Simon David in Dallas in 1985





I was there to see it, from 1982 and on. I brought it in, I believed in it, and I spent much of my early career being part of a team, making sure the people of Texas fell for Dino?s wine.

The main wine was the Montepulciano d?Abruzzo. The base wine was fruity and dry and not overly oaked (not oaked at all). The alcohol was in check, as were the tannins. It was a perfect gateway wine from Blue Nun to Napa Cab. And it was affordable to young people starting out, and the elderly on a fixed budget. It was lively and fun, and felt like you were in Italy when you popped a bottle or two.

There was also a white, Trebbiano d?Abruzzo. It was dry and crisp and light, and just wonderful for those Texas summers that last six months, when temperatures hover from 85-105? F. I fell in love with Trebbiano, long before the cultists and amphoristi glommed onto the grape. It just went so well with our life style here in the Southwest.

There was a ros?, Cerasuolo d?Abruzzo, and it was long before ros?was the phenomenon it is now. Back then, maybe there was some Tavel from France and maybe some odd ros? (usually a little sweeter) from California, Paul Masson or Almaden, you know. But the Cerasuolo was an epiphany for me. It gave me the ability to enjoy a red wine, comfortably, in the dead heat of summer. It was cool, it was dry, it was spicy, and it was almost red. Still one of my favorite wines on the planet.

And the riserva, the Invecchiato, that was a whole ?nother story. It kicked butt. It was deep and rich and hearty and long lived (I still have bottles of the ?74,?77,?85, ?90,?91,?93, ?06 and ?07 in my wine closet). It was a constant project of Dino?s, to refine and improve the wine. Marone was instrumental in making the wine ?a staple in the stable and for the table.? We simply called it Zanna.

Guy Stout and Dino at the winery, 1984

Dino and his family and colleagues went on to make many more wines and win most major awards in Italian wine competitions. But one of his most prized attainments was when then Governor Bush made Dino an honorary Texan. ?Now I?m a Texan, just like you and Guy Stout,? he?d brag. For a poor, hungry little boy from a war-torn region, he has lived ?larger than life,? just like the Texans he first saw in Dallas.

The gift Dino gave to me was that he helped me to love a part of Italy that I cannot live without. I can forgo the cities if need be, I can avoid many places in Italy if I am forced to do so, because of Covid, or just the remaining time I have on earth. But if I can never see his intermingled regions, Abruzzo and Marche, especially San Benedetto del Tronto, well, I can think of one less reason for why I want to linger on this earth. It was there I learned how blindingly well Cerasuolo goes with a well-made plate of Arrabbiata. How perfect a bottle of Trebbiano matches with olive ascolane, with mezze maniche allo scoglio, with wonderful grilled langosto, anything from the sea, let?s just go with that. And the Montepulciano, whether the entry level (Riparosso) or the Riserva (Zanna), anything meat, grilled, lamb, pork, you name it, if it had four legs and Dino and his buddies could get their hands on it, it would eventually land on the grill and go with those wines. 

Dino, myself and his winemaker Spinelli - 1988

How many nights we spent in Abruzzo, in the open space outside the older dining room on the second floor, in the summer, or inside in the later winter, or in the rebuilt Luperiafamily dining room, which hosted us so many days and nights, and what grand memories! And all with Dino and his family and friends, with plates of pasta and salad and meat and fish and wine and hours and hours of pleasure on earth, the likes I will not see for some time.

And when I do, I hope it will be to have another meal with Dino and his family and his memorable wines, to stay close to the flame from that candle that has warmed us all for so many years.


Auguri, Dino, Buon Compleanno and Bravo! Happy 90thbirthday! Cent'anni e uno.

 

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[10/09/2020, 14:00] Hotel Villa del Mare, Ristorante Alto Rooftop ? Cervia (RA) ? GM Claudio Amadori, Chef Davide Modesti

?Arrivare al Villa Del Mare Spa Resort di Cervia e staccare la spina? Il profumo inebriante del mare, l?accoglienza di una famiglia, la sobria eleganza degli ambienti,?il massimo comfort.? Cos? si presenta l?Hotel Villa del Mare, offrendo un?atmosfera di lusso e una calda accoglienza gestita da una conduzione familiare che garantisce il massimo comfort e relax.

Situata a Cervia, presenta una spiaggia privata, due piscine all?ultimo piano, camere con ampi balconi fronte mare, ampio giardino con piante mediterranee e una location al settimo piano che offre drink e eventi nello Skybar, e da questa stagione la novit?: ALTO Restaurant con una cucina semplice, d?ispirazione tradizionale e contemporanea.
Lo Chef Davide Modesti?vi condurr? in un percorso degustativo di ricette che si ispiriamo al mare, ma anche a tutto ci? che circonda Cervia: la pineta, le saline, le aie delle prime colline dell?appennino, l?olio di famiglia, le piccole produzioni dell?orto.

 

La squadra

Patron: Famiglia Amadori

Staff di cucina
Chef: Davide Modesti
Cous chef: Antonio Buonocore
Pasticcere: Paolo Palmieri

Staff di sala
Maitre: Marco Ronci
Sommelier: Giacomo Gargiulo
Chef de rang: Claudia Szczodrowska

L’ingresso dell’hotel…

La Lobby.

La reception.

Entriamo nella camera Roof Garden Suite e godiamo della vista sul terrazzo privato con tanto di Jacuzzi?

Ampio terrazzo di oltre 100,00 mq.

La camera open-space di VG.

Non manca la jacuzzi idromassaggio.

E’ ora dell’aperitivo, ci spostiamo al settimo piano del Resort nello rooftop ALTO Skybar, Drinkery & Food, con una magnifica piscina con vista a 360?.

Durante il giorno uno spazio privato per rilassarsi e concedersi un break dalla routine quotidiana, la sera si trasforma in una magnifica scenografia che fa da cornice al ristorante, agli aperitivi e ai numerosi eventi ospitati presso il Resort.

L’ingresso di Alto Restaurant.

Una vista speciale sul lungomare

Iniziamo con un Cocktail sullo Skybar sulla doppia station sospesa nel vuoto.

Con il Barman Niccol? Amadori figlio del Patron Claudio.

ALTO?S COLADA 14: Alto’s Rum mix, cocco, ananas, Ferrari Trento DOC Maximum.

MI-TO 12: Vermouth rosso riserva, Campari Cask Tales.

Ci spostiamo al tavolo e iniziamo con l’aperitivo firmato Ferrari Trento DOC Maximum.

In abbinamento piccole sfiziosit?:

  • Anguria spritz al lime
  • Cozze di Cervia pescate con gele? di limone
  • Sardonico in Carpione
  • Cecina fritta e Bologna d.o.p

Gin Tonic con Portofino Dry Gin e rosmarino bruciato.

IL CRUDO: Scampo, Gambero Rosa, Triglia, Tonnetto, Sgombro, Seppia, Ricciola.

Assaggiamo l’olio EVO DOP Brisighella.

Tipologia di pane: pagnotta lievitazione spontanea (no madre) grani autoctoni Gentil Rosso.

Triglia marinata con capperi, pomodoro, erbe tostate che si sposa perfettamente con il gin tonic.

La squadra al lavoro!

IL SALE: Rombo Cotto al Coccio.

Cappelletto alla marinara.

IL VAPORE: Canocchie, Mazzancolle, Razza.

In abbinamento Ecce Draco IGP Forl? Bianco 2018 ? Mutiliana

Un vino bianco di montagna in produzione limitatissima da uve trebbiano e chardonnay. Caratterizzato da un ampio ventaglio di sfumature, regala al naso eleganti note di mele, agrumi e di fiori di campo. Al palato presenta una bella freschezza, ? un vino secco, sapido e morbido. La sua acidit? equilibrata ma ben presente permette una buona longevit?.

Spaghetto lievito di birra, canocchie, alloro, noce moscata.

IL GRATINATO: Cozza, Vongola, Canocchia, Cannolicchio, Canestrello.

In abbinamento con Champagne Extra Brut Vieilles Vignes ‘Les Roises’ – Ulysse Collin

Il piacere che regala ? senza alcun dubbio intenso, come il giallo paglierino che si presenta nel bicchiere, pieno e avvolto in un perlage ricco ed elegante. Al naso si possono percepire frutti dalla polpa bianca, albicocche e pere, con accenni pi? speziati e una nota di miele. Al palato presenta una personalit? spiccata: cremoso e avvolgente.

LA GRIGLIA: Spillo, Anguilla, Lumachino.

Il golosissimo TOAST.

Costine di mora Romagnola, prugne e senape. Un salto di sapori perfettamente mixati tra loro per un equilibrio aromatico?molto piacevole.

Il pizzino a lievitazione naturale con porchetta, mozzarella di bufala e pomodorini.

Il pizzino “alla parmigiana” con melanzane gratinate e basilico fresco.

E’ il momento dei dessert!

Iniziamo con una coloratissima macedonia di frutti rossi colti in pineta: cremoso di agrumi, frutti di pineta, sorbetto al rabarbaro, terra di cacao e fava tonka.

Lo Zabaglione.?Profumatissimo, davvero delizioso.

La bella di Cesena al Sangiovese.

Zuppa inglese “Casa Amadori” servita da Claudio Amadori il patron in persona.

Un buongiorno “da re” nella sala colazioni...

Potrete trovare una vastissima scelta dolce

…e altrettanto salata.

Caff? della torrefazione Jamaica (produttore locale tostato con miscela dedicata).

Il servizio in camera!

Da godere sul terrazzo vista mare.

Un grande grazie a tutti e…a presto!

 

Cucina

Una cucina di grande impatto che affonda le radici nell’esperienza e nella sostanza culinaria del territorio, sempre pronta ad accogliere sapori e tecniche di altre tradizioni per esaltare ed intrigare il palato del commensale.

L?utilizzo di materie prime pregiate insieme alle pi? innovative tecniche di cottura, e il focus alle nuove tendenze sono la perfetta commistione per una proposta curata nel dettaglio che gratifica e soddisfa. Molto apprezzata l?attenta formazione dello staff sui contenuti e i rischi legati a celiachia, allergie e intolleranze.

Servizio ed accoglienza

Ambiente sofisticato con un pregiato senso del lusso senza eccessi. Esemplare accoglienza sotto la regia attenta del Patron Claudio Amadori che riesce a presentare l?offerta del Resort in maniera moderna e attuale per concept e design.

Conclusioni

Cena e pernottamento che soddisfano i pi? esigenti in una villa raffinata?e moderna, dal design pulito e dagli spazi ampi e accoglienti.

 

Viaggiatore Gourmet

 

Villa del Mare Spa.Resort
48015 Cervia (RA)
Lungomare G. Deledda, 84
Tel.
0544.971200
Fax
0544.970054
E-mail:
?info@villadelmaresparesort.com
Sito internet:
?www.villadelmaresparesort.com/

 

Alto Restaurant
48015 Cervia (RA)
Lungomare G. Deledda, 84
Tel. 0544.977120
E-mail: alto@villadelmaresparesort.com
Sito internet: www.altorooftop.com/it/
Tutti i giorni dalle 13:00 alle 15:00 e dalle 19:30 alle 24:00

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[10/04/2020, 22:06] Palate Pressure: Which Wine Will Suffice?
Lately, I?ve been creating spreadsheets. Lists of things I?ve done or collected. Like food in the freezer. Trips to Italy. Master photo-files. And, of course, wine I?ve gathered over many years. I do not lack for anything in the wine department, although I?d not turn down anything from Burgundy. But I have some to enjoy. Piedmont has a strong lobby in my cellar, as does Tuscany. But it?s not about what I?ve amassed. Rather, I am more concerned about what I?m going to do with this stuff. Look, this is not Marvin Overton?s cellar we?re talking about. Or Ian D?Agata?s. But I find I?m just not putting a dent into the red wines in the cooler and the cave.


Some of my older friends have told me they are trying to figure out how to get rid of all the stuff they?ve acquired over a long lifetime. Art, cars, real estate, books, even wine. And they tell me, it has become a bit of a part-time job for many of them in their retirement.

I definitely see less sand at the top than at the bottom my hourglass. And so, I?m preparing to deal with that stuff too.

But the wine? what has happened to my consumption lately?

I have a fridge in the garage to store extra food and beverages. And that is where I put most of the current drinking wines, the whites and the ros?s. I appear to have maxed out that area now. I must either stop buying wine or I must start drinking more.

Reports abound, during this coronavirus era, of people who are drinking more in their isolated states. I thought perhaps that might be the case here too, and I did buy some nice wines for the ?stay.? But I?m just not drinking much wine right now.

Which isn?t a problem. But if I do drink wine, I?d like it to be worthwhile. That sounds awful, as if the bottles in my possession need to pass a litmus test before it passes my lips. I don?t really mean it that way. Most of what I buy is made by small farmers, real people, nothing too commercial or industrial. Not that I am going out on a rant about that.

I think what I am really dancing around in this essay, is that with what time I have left here drifting on this funny little orb, I?d like those moments when I drink wine to be, occasionally, more than an obligation to be sufficient.

I recently sat around a table with several older guys (yes, older than me!) for a late afternoon, outdoor, socially distanced happy hour. There were four of us. We all brought a wine. I was giddy, because I could find something in my spread sheet to take and share with my elderly gent friends. I found a bottle of 2005 Guerrieri Gonzaga Tenuta San Leonardo 'San Leonardo'. A blend mainly of Cabernet Sauvignon, with Cabernet Franc, Carmen?re and Merlot. Fifteen years of age, so some nice time in the locker to develop secondary and maybe even tertiary aromas and flavors.

When I got to the appointed meeting place, everyone had their bottles on the table, except for one white, a Pinot Grigio from Trentino from a pretty large producer. Well, I thought, at least Trentino will be well represented at the table in several iterations. Another friend brought a young Chianti Classico from Fontodi, a lovely wine. This multifarious group of Italians was attenuated by a zip code Pinot Noir from France.

I tried the Chianti, thinking the other fellows might be interested in sipping some of the San Leonardo. But the Pinot Grigio chap was hugging his white, and the zip loving Pinot guy was nestling his Noir. My Chianti friend doesn?t really drink anymore, due to a medical condition, but he likes being there for the camaraderie. There I was, with my special selection, the elderly San Leonardo. And so, I delved into the wine.

What struck me about the wine was how much it had changed from its youth. Now it was a little sunnier, a little more tanned around the extremities. The aromas had not one theme, but were arrayed as a polyarchy. No one scent dominated. And similarly, in the flavor, it was as if in those fifteen years, they had commingled to the point of being another taste from all the descriptors one might read about this wine in a review. The wine had surrendered to its fate, of lying in the dark, dreadful cool of my closet, awaiting its turn to walk the long green mile. I, who was happy to have finally liberated one of my objets d'art, would know nothing (if any) of the inner turmoil of that particular bottle.

With none of my cronies partaking in this execution, I had to step up and make sure that wine had, indeed, had a life lived well. And a fitting end.

And at the end, it was more than sufficient. It was transformative. And it was a lesson to me, that the wines we ?collect? are something more than a curated notion. There are ?lives? inside these bottles, many made by people who are no longer here on earth. And we are privileged to be the recipients of these handiworks. And for that, I am grateful.

And while not every wine we put to our lips will be a pi?ce de resistance, there is something about every wine we uncork that, for this passenger, invokes a sentiment that to simply suffice is vital, but to transform offers one an ascent and an opportunity to elude, if just for an evening, the gravity that binds us to this place and to these times.


One down, 491 to go.









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[09/27/2020, 23:05] A Passage from the Dead Tree Scrolls
There?s a wine article sitting on my desktop that is going on four months overdue. It?s almost finished, just needs a little editing. It will generate revenue if I go the last step. It is destined for a newspaper; you know the kind a little boy used to get up early in the morning to deliver on his bicycle? But, for the life of me, I cannot find my way to finish it.

I have run up against a wall. Call it relevance. Or maybe timeliness. During this period which we find ourselves collectively in, I just find it hard to justify writing about something like a particular wine when there are so many more things swirling above us, this amplitude.


I really didn?t want to do this, not now, not when we are standing on a precipice. But it is exactly for that reason. I dig into my old world, and while wine is getting better, wine blogging (or writing, if in long form) seems to have regressed.

Oh, it isn?t for lack of trying. I still run down the pieces, daily. But I am reading less and enjoying it more. In short, even though many of us observe (and state) that we are in a golden age of wine, writing about it doesn?t shine as bright. This whole adulation thing is a pinata that needs a well-swung bat. Coronavirus pulverized it for me.

This is not a bad thing, personally. It was like an addiction. I kept looking for inspiration externally. Think about it, inspira from externa, it?s a dichotomy, and contrary to the laws of nature.

I say this with no intention whatsoever of throwing shade on folks out there who are trying to make a living by writing (or blogging, Heaven forbid) about wine. It?s just these past six months have pulled us all back, away from the breakneck speed of societal interaction to the extent that things once thought of as in need of immediate attention have been shelved and now just sit on a list somewhere behind other things which have reprioritized our daily existence.

And that is really the reason that wine article sits still on my desktop.

Two years ago, on this site, I wrote, ?We pursue mastery and expertise but we often pass over simple pleasures which balances it out.?

Which brings me back to that word ? amplitude. Rather than the world ad partem, which, with all its waving and shouting and immediacy and importance consequent to our social fabric (and health), I?ve been inward bound. Part of it comes with the age, with the inevitable invisibilit? that accompanies this singular adventure of being hominum in terra. Amplitude has filled my little island with more inbound duties, and they have become more immediate and more meaningful than writing a 400-word piece on the latest DOCG candidate from Italy. Again, with not a scintilla of denigration for those, ab insula, who are still necessarily or willingly engaged in the game, swinging their bats.

I know this might sound like someone waving the white flag. It isn?t. It?s the way the wind blows - the trees, the birds, the creatures, all the little things needing to be harvested right now. I cannot think about another ros? wine when the clamant multitude on the island calls for my hand.

If there is any solace in the isolation that many of us seem to be having right now, whether we shun it or thrive in it, it is in knowing you are out there too. I know you are in the Tuscan countryside grappling with these issues. And in New York City as well. I know you?re wrestling with it in the Pacific Northwest, among all the fires and smoke and societal upheaval. And I know you are wondering what turn your young (and old) life is going to take. You might be asking yourself about now, ?When can I go back to law school?? Or you might be wondering what you are going to have for dinner tonight, somewhere in Verona, or Rome or Torino, or some fabulous coastal town on the Tuscan Maremma. I feel you preparing for the shorter days in Vedb?k. You might be in Sonoma, hoping that you can reignite your retirement life (or your career). Or you might be in Troy, New York, with what?s left of your summer peppers and tomatoes.

Wherever you are, on your own little island for now, I feel you and your amplitude. But for now, I must feel it in the passing of the breeze, or the passage of the sun as it travels across my enclave.



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[09/22/2020, 13:43] Hotel Resort Villa La Bollina, Ristorante Tracce ? Serravalle Scrivia (AL) ? GM Ivan Famanni, Chef Matteo Torretta

Una villa in stile?Liberty ?immersa nel verde dei boschi e circondata dalle colline del Gavi, divenuta Luxury Hotel attraverso 12 camere esclusive e lussuose, conserva il fascino bucolico e chic d?altri tempi, offrendo tutti i moderni comfort per un?accoglienza completa e funzionale. Sotto l?attenta regia di Ivan Famanni e del suo celebrato ed affiatato gruppo di lavoro, trova spazio una certificata offerta F&B che oltre ad un ottimo breakfast garantisce ben due outlet, un bistrot, in chiave di proposte classiche di territorio, e un esclusivo fine dining: il?Ristorante Tracce?che propone materie prime di altissimo livello proposte in chiave gourmet, raccontate con tecnica sapiente grazie all?esperienze e all?estro creativo dello Chef Executive Matteo Torretta?in collaborazione con lo Resident Chef Alessio Di Ciano.

 

La squadra

DIRETTORE – Ivan Famanni

GENERAL MANAGER ? Arianna Anselmetti

FRONT OFFICE MANAGER ?Morgana Pesarini

FRONT OFFICE –? Giulia Reinke

Staff di cucina

EXECUTIVE CHEF ? Matteo Torretta

RESIDENT CHEF ? Alessio di Ciano

CHEF DE PARTIE ? Giacomo Cesare Bergaglio e Dexer Farinas

COMMIS DI CUCINA ? Giorgio

Staff di sala

MA?TRE ? Giordana Davide

CHEF DE RANG ? Juan Sebastian Lopez Maurillio

COMMIS ? Walid Enyouz

 

L’elegante ingresso…

La reception.

L’incredibile terrazza.

Uno sguardo alla nostra suite

La terrazza

Circondati da ettari di distese verdi…

Il frigo bar in camera.

Potrete trovare in camera la macchina da espresso Lavazza.

L’entrata del ristorante Tracce.

La sala del ristorante.

Un saluto a tutta la squadra!

Iniziamo con Ambros? Franciacorta Millesimato Ros? DOCGTenuta Ambrosini

Rosa dai riflessi ramati, bouquet intenso, delicato e fragrante, con sentori di piccoli frutti, ribes, fragoline e un gradevole sentore affumicato. Al palato ? pieno, con buon corpo e giusta morbidezza.

Chef Matteo viene a darci il benvenuto.

Aperitivo in arrivo!

Iniziamo con il benvenuto dello chef.

MACARON SALATO al limone, con ganache al burro e acciughe, caviale.

OSTRICA con tartufo nero estivo e gel di Vermouth.

TATAKI di gambero e riso allo zafferano.

NIGIRI di salmone, sesamo e limone salato.

GIANDUIOTTO di foie gras al cacao, nocciola tonda gentile.

Degustiamo l’olio extravergine d’oliva BUIO (Cufrol, Frantoi Oleari Umbri) dell’aziendaTerre Francescane nei pressi di Assisi, Umbria.

Olio prodotto solo da uve umbre in totale assenza di luce in tutte le sue lavorazioni, dalla produzione alla vendita, ecco perch? la sua bottiglia ? nera.

A seguire l’olio extravergine d’oliva Fasce d’oro del Frantoio Olive Marco di Albenga (SV)

Un’olio prodotto con 100% da olive taggiasche estratte a freddo.

Tipologia pane: pane di grani antichi biologici e lievito madre, preparato da Gianfranco Fagnola nella sua ononima Panetteria a Bra (CN) accompagnato da burro della Normandia, non salato.

Bloody Mary in versione bianca con acqua di pomodoro condita, rivisitazione del classico Cocktail.

Proviamo la birra Venus nrea al riso VenereHordeum.

Ispirata alle birre scure della Repubblica Ceca ma con un tocco di italianit? dato dall?aggiunta di riso Venere. Caratterizzata da una spiccata pienezza di aroma ed una gasatura leggera che la rende molto ?beverina?.
Dal colore nero, con una schiuma cremosa e persistente, al naso si percepiscono sentori di caff? conferiti dal malto tostato ed il caratteristico aroma del riso Venere.

CHEVICHE DI GAMBERI: spuma di crostacei all?anice stellato.

CAPASANTA SCOTTATA: funghi croccanti e pan brioches al caff?.

Degustiamo un calice di Riesling “Cuv?e Fr?d?ric Emile” 2011 – Maison Trimbach

Si presenta con un naso affascinante che mescola chinino e t? nero affumicato con i pi? comuni lime e pesca bianca. Di consistenza setosa e generosamente succosa, con un profumo floreale, dolci note di pesca e olio di mandorle. Dal finale rinvigorente e sorprendentemente vivace.

RISOTTO: gamberi, crema di mandorle e polvere di cappero.

FETTUCCINA DI GRAGNANO: ristretto di triglia, n?duja e paprika affumicata.

Passiamo ora allo spumante Brut Blanc de BlancsLa Bollina

Giallo paglierino con perlage fine e persistente. Al naso si percepiscono note di frutta, lime, erbe aromatiche e miele con contorni di fiori d?acacia. Di media struttura, morbido e avvolgente, di buona persistenza e freschezza.

A seguire proviamo Carso Kras Teran- Cotar Branko & Vasja ?otar

Goccia rossa, con riflessi violacei. Al naso ? delicato e fragrante, si esprime con note dominanti di ciliegie e frutti di bosco. Al palato ? fresco, sapido e di grande finezza.

PICCIONE: lollipop di coscia al bacon, petto pochet e uva spina.

TRIGLIA IN CREPINETTE: tartufo estivo e panzanella rivisitata.

OMBRINA ARROSTO: Insalata ghiacciata, salsa di spinaci e citronella.

CIOCCOLATO: cioccolato puro Per?, caramello salato, vaniglia bourbon.

BONET: pesche di Leonforte e amaretto di Mombaruzzo.

PERA AL GAVI: pera cotta nel Gavi DOCG de La Bollina, crema al mascarpone e tonda gentile.

Caff? e piccola pasticceria:

  • Bign?: crema pasticcera al pistacchio e glassa al pistacchio
  • Bacio di dama: come da tradizione Piemontese
  • Tartellette: con confettura alla pesca, crema pasticcera e frutta fresca
  • Macaron: cioccolato bianco, mandorla e limone

Il nostro tavolo della colazione in camera!

Dal salato

…al dolce.

La sala della colazione.

Un GRANDE GRAZIE a tutti e a presto!

 

Cucina

Il Ristorante Gourmet TRACCE si propone come un Viaggio Gastronomico all?interno dell’Alta Cucina, i cui piatti seguono il ritmo delle stagioni, utilizzando solo materie prime di alta qualit?. L’estro e l?ingegno dell?Executive?Chef?Matteo Torretta vengono interpretati dalle abili mani del giovane Resident?Chef?Alessio Di Ciano in un duo che funziona a meraviglia. La tradizione Piemontese, protagonista di molti piatti, viene rivisitata in chiave contemporanea grazie a lavorazioni e processi di preparazione di nuova concezione che ne esaltano i sapori.
La pasta fresca viene preparata quotidianamente, in maniera artigianale, le carni sono selezionate da produttori locali e vengono utilizzate solo materie che rappresentano e raccontano la vera cucina italiana.

Servizio ed accoglienza

Servizio elegante ed accogliente, sapientemente coordinato dalla Restaurant Manager Paola Demaria che insieme al team cura ogni dettaglio per regalarvi un?esperienza indimenticabile. La location si presta perfettamente per ogni tipo di occasione, lo staff dell?Hotel vanta una notevole esperienza nell?organizzazione di ricevimenti di nozze e si metter? a disposizione per curare ogni elemento.

Conclusioni

Gli ampi spazi, i soffitti alti e le grandi vetrate riportano ad atmosfere di altri tempi ed i tavoli rotondi consentono riservatezza in ogni occasione. Il Ristorante di Villa la Bollina si presenta l?ideale scenario per condividere eventi conviviali, privati ed aziendali. Durante la bella stagione si pu? assaporare la cucina de La Bollina nelle luminose terrazze interne che affacciano sul grande parco della Villa e l’aperitivo sar? servito nei salottini allestiti in pineta circondati dalle dolci colline del Gavi.

 

Viaggiatore Gourmet ? Viaggiare, conoscere, esserci!

 

Villa la Bollina

Via Monterotondo, 60 15069 Serravalle Scrivia (AL)
Telefono: +39 0143 65334 | +39 342 0485289
Sito: www.villalabollina.com
Il ristorante ? aperto tutti i giorni:
– a pranzo dalle 12:30 alle 14:30
– per un aperitivo dalle 19:00 alle 21:00
– a cena dalle 19:30 alle 22:00

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[09/21/2020, 11:14] Ristorante Kitchen ? Hotel Sheraton Lake Como (CO) ? Chef Andrea Casali

Kitchen Como si auto definisce un bistrot dall?anima gourmet, in cui cuore e passione si percepiscono fortemente sia in cucina che in sala per un?esperienza unica.
Immerso nel verde di un parco privato, il locale propone una vera cucina creativa italiana con materia prima in particolare dal mare, di primissima qualita?. L?Executive chef Andrea Casali, dopo 7 anni a fianco del celebrato chef stellato Franco Caffara, propone le sue creazioni attingendo anche da un orto biodinamico realizzato dalla sua stessa brigata, nel parco. L?orto e? anche un angolo ideale per sorseggiare un buon bicchiere di vino direttamente dalla cantina, oppure per un aperitivo prima di cena.

La squadra

Staff di cucina

Chef: Andrea Casali
Sous chef: Lorenzo Lattuada
Chef de partie: Fabio Russo
Pastry Chef: Pietro Marco Cherici

Staff di sala

Maitre: Alberto Mascheroni
Chef de rang: Irene Pozzi
Chef de rang: Silvia Premoli

L’ingresso del ristorante Kitchen…

L’orto biodinamicoLe Luci del Kitchen” della cucina in cui sono coltivate erbe aromatiche e verdure di stagione.

Sala e mise en place.

In arrivo gli snack della cucina: lasagna in un boccone, chips di polenta, baccal? mantecato, caramella di Foie Gras e pera, foglia allo zafferano e cipolla di Tropea.

Iniziamo con un calice di Franciacorta “Crisalis” Blanc de Noir 2013Derbusco Cives

Colore ricco caratterizzato dalle classiche pagliuzze dorate, al naso si percepiscono sentori di fiori freschi ed essiccati, ginestra, fieno, pepe, finocchietto, chiudono il malto d?orzo e la nocciola tostata.
Un palato di potenza, ricchezza e lunghezza interessanti, persistenti note tostate e altre delicatamente affumicate.

Tipologia pane: pane integrale a lievitazione naturale e semi, pan brioche all’olio extra vergine frantoio Coppini, cracker alla quinoa, grissini classici e sale Maldon, burro di latte di bufala campano montato.

Gamberi rossi croccanti alla pizzaiola, salsa di alici, origano.

Rapanelli in umeboshi, fragola, yogurt, prezzemolo e sesamo caramellato.

Ovetto 65?, come una carbonara: uovo cotto a bassa temperatura, spuma di pecorino, guanciale croccante.

Spigola marinata agli agrumi, finocchi in umeboshi, arancia.

Assoluto di pomodoro:
  • Pomodorino ricostruito con pappa al pomodoro
  • Acqua di pomodoro datterino macerata 48 ore
  • Sorbetto al pomodoro e basilico
  • Velo di acqua di pomodoro e semi di basilico
  • Insalata di semi di pomodoro, fragole e aceto balsamico
  • Tacos di polenta, concassea di pomodoro giallo, tosatzu.

Rognoncino di vitello, scalogno acidulo, erbe di campo, granita all’acetosella.

Spaghettone “Monograno Felicetti“, barbabietola, erbe selvatiche.

Plin al sugo d’arrosto, cipolla caramellata, bufala campana.

Bottoni al Parmigiano Reggiano, pera nashi, perline di aceto balsamico, foie gras.

Lo chef viene a presentarci il piatto!

Ombrina alla mugnaia, nocciole tostate, spinaci alla brace.

Cavolfiore arrosto, nocciola, capperi e cioccolato.

Ricciola laccata al miele di castagno, variazione di zucchine.

Panna cotta alla mandorla, limone e caff?: panna cotta montata alla mandorla, crema al limone, gel al caff?, gru? pralinato e sorbetto alla mandorla salata.

Sapori d’estate: consistenze di frutto della passione, namelaka al timo, sorbetto mela verde e zenzero, succo di menta.

In accompagnamento Vino Bianco Dolce ?Condolcezza? – Famiglia Olivini?

Giallo dorato, caratterizzato da dolci sentori di frutta matura come pesca e ananas, profumi di confettura e vaniglia. Sorprende per l?estrema delicatezza e per la grande persistenza aromatica. Ha una buona struttura a sostegno e il dolce non ? stucchevole.

Tiramis? 2.0: mousse al mascarpone, vellutata al caff?, savoiardo classico e cioccolato.

“Non ? la solita crostata”: consistenze di frutta, cremoso al lime, sorbetto al lampone e frutta fresca.

Cocco, yuzu, yogurt e mango: mousse e maltodestrina al cocco, gel e velo al mango, namelaka allo yuzu e crema di yogurt.

Caff? Milani “GranCaff?” e piccola pasticceria: cannoncino classico e crema pasticciera, choux con crema alla nocciola IGP, bavarese al lampone, mandorle pralinate.

Un GRANDE GRAZIE e a presto!

Cucina

Cotture rapide, prodotti locali e attenzione alla materia prima caratterizzano la cucina dello chef Andrea, mettendo sempre al primo posto la riconoscibilit? e la semplicit? di ogni singolo ingrediente. Una cucina squisitamente italiana con un approccio moderno, guidata da una brigata giovane e dinamica, unita dalla passione per la cucina, con un background stellato.

Servizio ed accoglienza

Verrete accolti da un team attento, gentile e appassionato in una location suggestiva con un ambiente conviviale ed un’atmosfera intima, curata nei minimi dettagli per farvi sentire come a casa.

Conclusioni

Immerso nel verde di un parco privato, il Ristorante Kitchen vi delizier? con la sua cucina creativa italiana. Lasciate che la vostra curiosit? venga conquistata dalle proposte raffinate dello Chef Andrea in cui creativit? e tradizione sono fuse in piatti eleganti e colorati da mangiare prima ancor prima con gli occhi!

 

Viaggiatore Gourmet ? Viaggiare, conoscere, esserci!

 

Kitchen
Via per Cernobbio 41A
Como, 22100
Telefono: +39 031516460
E-mail: info@kitchencomo.com
Sito: www.kitchencomo.com

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[09/20/2020, 17:37] I waited for you at the train station, but you never showed up. So, I guess I?ll go to Tuscany without you.
It was a long shot, for sure. We had casually talked about meeting in Rome and taking the train to Tuscany. It was over a couple of bottles of wine. And then we stayed up late. And then? Do you remember? I think I do, but it could have just been a dream besotted by too much Frascati. If it was a dream, it was lovely. If it wasn?t, why aren?t you here?

The folly of youth. Of hope. Of expectation. And the letdown. It was a pattern for much of my 20?s. Probably much longer. But all those years now melt into one passage of juvenescence. And when it comes to Italy, it?s tinged with a romanticism that either wasn?t there in the first place, or if it was, it was only in my imagination. Now, in 2020, those fanciful anticipations have been rendered inappurtenant by larger forces of destiny. We?re in a social hurricane and firestorm the likes of which we have no idea when it will die down. So, we barrel down and go in, deeper inside. Where it is cool and dark, yet still filled with light and hope. The hope of innocent youth as re-imagined in this timeworn biped vessel.



Eventually, I took the train, alone, from Rome to Cecina and then the bus to Volterra, where an artist friend of the family lived. He had a guest room above the garage, and it was mine, if I wanted it, for a week. I would have loved to have spent it with my amber-haired Frascati-loving friend. But then, as now, there?s no looking back. And in fact (if there can anymore be such things as facts) within this quixotic meandering I reckoned there would be other lovers, of wine.

I love the slow train from Rome to Cecina. And in mid-September it was not too densely packed, as it can be in the height of the summer vacation period. Now, it was pensioners and country folk who were heading home, back to their quiet life in the country.

Why did they go to Rome? Perhaps it was to visit an adult child who lives and works in the city. Maybe to visit a sibling. Or maybe to shop for things one can rarely find in the little towns that dot the coastline. Rome has a particular meaning for as many people as go there. Aside from the touristic and gross commercial depictions of the city, there are things one can only find in Rome. Like my sirenic amber-haired Frascati-loving night owl.


One can as easily roam the streets of Volterra as in any other place. And in the late summer, it?s almost empty. The work in the field, bringing in the grapes and other agricultural commodities. The aroma of roasted corn in the open-air kiosk near the town square. The slight perfume of fermenting grapes, wafting all across Italy this time of the year. It?s almost like being in love.

It?s a funny thing, autumn. It is the season of gathering, of harvesting, of storing and preparing for the leaner winter months. But for one in the autumn of their years, it?s like a second spring. It?s gathering of freshness, of vigor, of spirit. It?s a time to reclaim a corner of one?s youthfulness, to store it for the oncoming squall of senectitude. Thankfully, and with a little luck, with a full quiver of robust Tuscan red, some roasted chestnuts, a good loaf of crusty bread and some semi-stagionato Pecorino Toscano.

If it was a dream, I intend to bring it to fruition. I haven?t waited all these years, only to jump off the train before my final destination. I?m not dead yet, even though those forces of destiny seem to have it out for us lately. I'll doubtlessly see you there.



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[09/13/2020, 23:15] A letter, found in an abandoned home, next to a stream of unconscious and constant agitation
[Editor's note: this letter was unsigned inside an envelope on the desk of the empty home. It could be the letter was written by the owner of the home. But we have no idea who lived there as all records disappeared after the Great American Passage in 2021.]

Dear Italy,

What I am about to write to you might not be welcome. After all, I am merely an imperfect American. And we all know now that Americans are finally being leveled by their own foolish acts after all these years. Finally, the chickens have come home to roost.

And that is what I am writing about to you today ? home. Yours. And ours. Let?s start with yours.



You all spent three months in isolation, through the late winter and all through the spring. I know how hard it must have been to isolate in your room, your apartment, your chalet, your villa or your castello. You live to be with the others. And this confinement must have made you anxious for the outside world.

And so, as summer approached and as your country started lifting the restraints upon your personal freedom, seeing as the collective good was deemed to be no longer in jeopardy, you went out in the world.

Well, you couldn?t go to Thailand or New York, Singapore or Copenhagen, not so easily. But you still had Italy. And you went about country, making up for lost time.

And we all saw it in glorious color. The elaborate foods, the wonderful restaurants. Posing with the chef, sans masks. You were all so very daring. But not really. You believed you had conquered the coronavirus. Italy won in record time and had vanquished the interloper.


You took to the beaches and became as bronze as Zeus. You took to the sea and commanded the waves like Poseidon. You hiked in your mountains and became as Artemis. Because you are young and have been young all your life. As are the gods. And both immortal, as you like to believe.

But now summer is over. Coronavirus did not take the summer off. It took to the air and came to America. Here, in the realm of magical thinking, where no virus can ever conquer one?s thoughts or hopes or fears or ignorance. And here it had a field day. ?Like shooting fish in a barrel,? one overheard one of the coronae saying to another at a crowded bar. ?Another round for the house,? the other one said, and they laughed like the god Hades. And they moved down the street to another bar, and another bar, until the bars closed for the night.

And so it went. And so it still goes. America can look back to that first spring as the ?golden days? of the coronavirus. And as the days get shorter, and the weather gets colder, and the leaves begin to fall from the trees, the work here is just getting started. There are plenty more fish in the bucket.

Meanwhile, back in Italy, you are looking to your vines, and picking the grapes. Now the pictures on your social media feed will curate clusters of ripe grapes, and bladder presses and cute little videos of fresh grape juice waiting to metamorphose into wine. And in 9 months you will put pictures of glasses and bottles of the fresh ros? on your Instagram feed, along with your perfectly arranged plates of grilled calamari. And those of us watching from our 7th circle in Hell will wish we had found the cure, like you showed us you had. And we will once again be a little jealous of your freedom and your innocence and your youth and your resilience, #LivingYourBestLife, right in front of all of us ? suckers and losers ? Americanos. At least, those of you who survived the winter and the resurgence and the virus that knows nothing of miraculous ratiocination and social media and posts and stories and reels and likes and more likes.


And one of you will write to me, asking me why I am so angry, why cannot I just let you enjoy your life and your country and your home (or homes). And I will not say anything more, because, I will still be home, waiting for the storm to pass. This home, which is on this giant ship of fools, flinging itself across space at speeds unimaginable.

But if you have found this letter, chances are I have not made it through the winter and am now ambling about in some bardo looking for the door out. And you will have been right, for you are still alive and reading this, and I am no longer.

And who now, will drink your wine?




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[09/07/2020, 07:27] Ristorante Badalucci ? Lugano, Svizzera ? Chef Marco Badalucci

Marco Badalucci porta finalmente a Lugano il ristorante ?risolto? per quanto concerne la voglia di Italia. Cucina verace e concreta che parte prima di tutto dalla materia, prima in ogni senso, e prosegue nell?indirizzo di una destinazione rassicurante, accompagnati da mani solide e preparate che si muovono per emozionare, rinnovare e ricordare. Buona regia in sala, con una carta dei vini interessante in continuo cambiamento, oltre ad un gazebo esterno che serve ogni tipo di sfizio sulla riva del fiume tra una sottile brezza e l?ombra delle piante. Il nostro indirizzo su Lugano, testato, certificato, consigliato!

 

La squadra

Staff di cucina
Chef Patron: Marco Badalucci
Sous Chef: Gabriele Baldasso
Pastry Chef: Cristian Napoli

Staff di sala
General Manager Patron: Matteo Galbani
Maitre: Chiara Verga?
Sommelier: Brunella Bolge Gerente
Bartender: Alice Uccheddu??

 

Il chiosco all’esterno…

L’entrata del ristorante.

Uno sguardo ai dettagli del ristorante.

La mise en place.

Uno sguardo al dehor.

Lo Chef nel suo regno!

Vista la splendida giornata iniziamo con l’aperitivo all’aperto insieme allo Chef Marco.

Iniziamo con Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero Blanc de Blancs – Divella

Si presenta di colore giallo paglierino intenso, con bagliori dorati e con perlage persistente e fine. Al naso si esprimono freschi e croccanti sentori di frutta gialla e di agrumi, che si uniscono con raffinate note di pasticceria e panificazione. Queste stesse fragranze persistono anche nel palato, per un sorso di buona beva, equilibrato e lungo.

In abbinamento degustiamo: una cialda di riso Venere con salsa guacamole,?tartare di branzino al limone con croccante di riso Venere, maionese di gamberi rossi di Sicilia con cialda di riso Moncucco e fiorellini.

Ci spostiamo all’interno del ristorante.

Tipologia pane: pane con lievito madre e farina di semola rimacinata, ?pane con lievito madre e curcuma, focaccia all’olio EVO siciliano, panini allo zafferano, panini con canditi d’arancio e pepe rosa, cialde di riso bianco e nero.

Assaggiamo insieme al pane l’olio extravergine d’oliva biologico L’Amabile della Tenuta Chiaramonte.

Si tratta di un blend dedicato ai palati pi? delicati, ha un colore verde tendente al giallo, le percezioni sono di un fruttato leggero con note lievi di amaro e piccante.

Iniziamo con un acceso plateau di crudo con le sue salse.

Millefoglie di spigola e foie gras con insalatina di carciofi e gel?e di aceto balsamico.

Insalatina di frutta, verdure con gazpacho di pomodorini e fragole.

Gamberi rossi impanati a crudo con sorbetto di mandorle e salsa al curry.

Spaghetto freddo al caviale con salsa di agrumi e tartare di branzino.

Assaggiamo un calice di Terre Basse, Toscano IGT Vermentino Nero 2018Terenzuola

Si presenta di colore rosso porpora. Il bouquet ? caratterizzato da note fresche fruttate e floreali, che invogliano la beva. Al palato ? di corpo snello e agile, con un sorso elegante e una piacevole freschezza.

Proseguiamo con pacchero sashimi con gamberi rossi siciliani e salsa di lattuga al peperoncino.

Eccezionale composizione di ravioli liquidi di piselli con guazzetto di frutti di mare allo zafferano.

Degustiamo un calice di Passo di Tambo Merlot Ticino DOC 2018 – Carlo Tamborini

Si presenta rosso rubino intenso, si apre su note fragranti, floreali e fruttate con richiami ai petali di rosa leggermente passiti e confettura di fragole. Al palato si annuncia ricco, intenso, con tannini di media struttura, morbido e piacevole, molto persistente.

In abbinamento: raviolo di mortadella ticinese con crema di melanzane alla cenere e scampi.??

Stratificazione di rombo e gamberi su crema di cipolle di Tropea all?anice stellato. Un piatto incredibilmente elegante e avvincente, con la capacit? di avvolgere il palato in un perfetto equilibrio.

Passiamo a Terrenobili Bianco – Tamborini Vini

Giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso si percepisce subito il frutto delicato, con note esotiche che ricordano il mango, il lychees fiori di pesco e gli agrumi. Palato fresco, sapido e leggermente aromatico, di buon corpo. Finale inteso e piacevolmente persistente.

In perfetto accostamento con polipo alla piastra con crema di melanzane alla cenere e salsa di soia caramellate.

In abbinamento con la prossima portata ci viene servito un calice di Sauternes 2012 – Cru Barr?jats

Lucente oro ramato, si apre con note di fiore, frutta esotica ma anche note speziate. Al palato notiamo un sentore leggermente confettati, senza perdere una buona acidit?. Al finale si percepisce anche arancia amara confit e piccole note di caramello al burro salato.

Scaloppa di foie gras caramellato con crema d?albicocche e caff?.

Passiamo a Espe N.5 Merlot Bianco Ticino Doc 2019 – Tamborini Vini

Giallo chiaro con riflessi verdognoli, dal profumo fragrante, fruttato e floreale. Una trama fresca e minerale, sapido, di buon corpo un vino che vuol fare parlare, provocare e ci vuol far divertire.

A seguire Rosso Piceno Superiore DOC ?Solest?? 2017 – Velenosi

Rosso rubino il calice, con delicati riflessi granati. Il naso ? ricco, note di frutta rossa matura e confettura, tabacco, cannella, liquirizia e spezie. Coerente nel sorso che si dimostra armonico, equilibrato, persistente e giustamente tannico.

In perfetto accostamento al gioco del piccione con le sue frattaglie.

Passiamo ai dessert!

Delizia al limone con bigne? di lamponi e sorbetto.

In accompagnamento con il prossimo dessert Cuvee Vendemiaire Blanc de Blancs Brut Premier Cru – Doyard.

Perlage fine e sottile, al naso mostra uno stile sapido e concentrato con richiami agrumati. Il sorso ? pulito e coerente con l’olfatto: piacevoli note agrumate iniziali, ottima mineralit? e un finale profumato di crosta di pane. Uno champagne delicato, elegante e di grande intensit?.

Rivisitazione buffa della cassata con sorbetto di pistacchi, ricotta di bufala, canditi, cioccolato e lamponi.

Gelato al basilico con parmigiana di melanzane al cioccolato e pistacchio di Bronte.

Un mix di sorbetti per rinfrescarci: lampone, pistacchio , basilico, mandorla e frutto della passione.

Uno sguardo alle aragoste freschissime appena arrivate!

Concludiamo al meglio con L’Amaro dell’erborista – Distilleria Vernelli.

E con l’Amaro GenerosoBisbino.

Insieme al caff? e piccola pasticceria: pralina con lampone liquido, cioccolato bianco e pepe rosa, cioccolatino con fondente e pistacchio, cioccolato al latte, curry e sale rosa dell’Himalaya.

Un GRANDE GRAZIE a tutti e…a presto!

Cucina

Il Ristorante Badalucci di Lugano – A Taste of Art, nasce dall’idea di rinnovare e ricordare. Lo Chef lavora incessantemente per creare nuovi accostamenti e il suo staff lavora nella cura del dettaglio. I piatti seguono la stagionalit? dei prodotti, come ad esempio il pesce, freschissimo, proveniente dal mercato di Milano, che viene trattato con tecniche d’avanguardia, cos? anche per le carni utilizzate che provengono maggiormente dal mercato svizzero e un occhio di riguardo viene dato anche ai piatti vegetariani e vegani, mai banali.

Servizio ed accoglienza

Da piccoli gesti, come la scaraffatura dell’acqua in brocche di vetro soffiate artigianalmente in Italia o il servizio di piccoli snack di benvenuto, l’obiettivo ? coccolarvi.
Le sale sono state progettate nei minimi dettagli per far s? che i propri ospiti si sentano a proprio agio, in un ambiente sobrio e raffinato.

Conclusioni

Al Ristorante Badalucci si possono intraprendere diverse strade tra il business lunch, il catering a domicilio, il menu degustazione o la scelta del menu a la Grande Carte diviso tra 4 principi cardine: ?L?Essenza?, che si basa sui crudi, sali e aromi, ?I primordi e l?evoluzione? un intreccio tra i principi della cucina e l?evoluzione della tecnica, ?La pienezza e l?eleganza? ovvero la massima espressione della ricerca, nonch? ricetta ricca di esperienza ed eleganza, ?Le coccole? in cui si ritrovano i peccati di gola.

Viaggiatore Gourmet

 

Ristorante Badalucci di Lugano – A Taste of Art

Via Cassarate 3
6900 Lugano Svizzera
Telefono: +41 (0) 91 2251649
E-mail: info@badalucci.com
Sito: www.badalucci.com

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[09/06/2020, 17:44] Dismantling the First Mountain
The life of a career. It?s a curious ascent. One spends so much energy in getting to the top of the mountain. To be the best. Number one. To master your craft. And to represent all that you stand (and climb) for the best that you can. To spend years climbing to the peak. To sacrifice any number of things, material and personal, in order to behold the sunrise at the summit. And then?


Then is now. How does the song go, ?First there is a mountain, then there is no mountain, then there is?? Well, I?m in the wind up of ?then there is no mountain? stage. That first mountain has become an obstacle, and it must go.

And along with it, a lot of the habiliments that accompany it.

I?ve said many goodbyes to people and things during this moment of exile and self-examination. Just like in the garden, when a summer plant cannot live in the colder months, so it must be cleared out. Mind you, it isn?t just me doing it. It?s also being done to me. I?m no longer producing fruit, so I must not take up space in the garden. I?ve had my day; I?ve delivered my harvest. Now, it is on to the next mountain.

Does it mean I?m no longer a knight of the vine, or whatever it is they will now call it? Frankly, I don?t care. I spent 40 years doing what I did on those slopes. 40 harvests. Millions and millions of bottles of Italian wine. But the cycle doesn?t stop because someone gets off the merry-go-round. It needs to keep on spinning. But with younger energy. So it goes.

Years ago, I took apart a small building the owner of the property wanted to develop it into something else, and he gave me a couple of months to salvage the materials. You can learn a lot about building something by taking it apart. And I did. I took those materials and built a workshop and started a business.

So, I?m not thinking, necessarily, about blowing the mountain up. There are a lot of good bits in that first mountain. Maybe not for making a second one. Maybe just for the mindfulness one was given on that mountain, to know that even when it has been leveled, the climb isn?t over, not quite yet. But the shroud of unknowingness around the second one is lingering, like the fog one sees in Piedmont, around this time of the year, in those hills where the Nebbiolo and Barbera are coming into ripeness.

It?s funny, I wander around the screen before me and watch all the drama of those still climbing their first mountain. I did it too, so I cannot fault them or criticize them. They feel the urge to ascend and achieve. I understand. I?m just not there, anymore. I?m occupied with unveiling the shroud from before me, here on my new base camp, in this dawn of a new ascent.






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[09/02/2020, 16:11] RC Resort ? Mortara (PV) ? GM Nicol? Paludo, Chef/Patron Roberto Conti ? Elio Stangalino

Roberto Conti Executive Chef e Nicolo? Paludo General Manager, dopo percorsi ardui ed impegnativi percorrendo sogni individuali, si incontrano e unendo i propri ideali vedono la realizzazione ed il concretizzarsi delle proprie ambizioni: RC Resort e? il sogno che si realizza dopo anni di applicazione e di esperienze maturate in probanti esperienze professionali di alto livello per entrambi: camere di charme, ristorante gourmet, RC Resort e? indiscutibilmente la nostra novita? dell?anno! Incastonato in un territorio tutto da scoprire come la Lomellina ricca di storia e di tradizioni contadine, una zona pianeggiante delimitata dai fiumi Po, Ticino e Sesi?a in cui le risaie si susseguono a perdita d’occhio. RC Resort vi aspetta!

La squadra

Staff di cucina

Executive Chef: Roberto Conti
Aiutanti in cucina: Domenico Galimi, Matteo Bollini, Kevin Senno, Alberto Perelli

Staff di sala

General Manager: Nicol? Paludo
Maitre: Benito Langella
Chef de rang: Paola Tessitore

L’ingresso immerso nella splendida cornice verde.

Il nostro benvenuto in camera con Nespresso e Champagne Napol?on Tradition.

Accessori Dyson

La Jacuzzi.

Il benvenuto dalla squadra!

Lo chef e la squadra in cucina!

Lo chef e la squadra di sala!

La mise en place.

Stappiamo Champagne Napol?on Tradition

Un brindisi e via con l’aperitivo!

Salumi e formaggi di prima scelta.

Ci spostiamo nel ristorante…

Iniziamo con un calice di Champagne Brut ?Esprit de Giraud? – Henri Giraud

Luminoso giallo dorato al calice, si apre al naso con sentori fruttati di pera e pesca, seguiti da vaniglia, pepe bianco e agrumi. Il palato ? inizialmente fresco, persistente con note minerali e un finale di mandorla amara.

In abbinamento a crostino con “lardo” di seppia, rosmarino e noci.

Maionese d’ostrica, foglia d’ostrica e ricotta al lampone.

Ostrica Amelie affumicata al rosmarino con tosazu.

King Crab e zabaione salato terminato al tavolo.

Capasanta all’unilaterale e zucchina trombetta.

Per il prossimo abbinamento Birra G. Menabrea e Figli Top Restaurant Weiss 5.2

Si presenta con un aspetto tipicamente torbido per la presenza di lieviti in sospensione, al palato ? estremamente equilibrata e delicata, ? caratterizzata da una schiuma abbondante e persistente e da un bouquet piacevolmente fruttato.

Che si sposa perfettamente con l’animella di cuore di vitello e peperone rosso.

A seguire una coloratissima impepata di cozze.

Il colore prosegue anche nel primo piatto: riso AOP con aglio nero.

Cod glassato al miso, spinacino selvatico e polvere di barbabietola.

Segue scampo e pomodoro.

Anatra e salicornia, crostino di foie gras e amarena.

Profumatissimo cervo e cacao,?il perfetto connubio che permette di esaltare i sapori vicendevolmente.

Mugniaia di rombo.

Cetriolo e granita alla sambuca.

Passiamo ai dessert!

Cheesecake? ai frutti rossi destrutturata.

Accompagnato al gin tonic aromatizzato con salvia e rosmarino.

Zabaione espresso al porto Tawny.

Da gustare insieme ai frollini appena cotti!

La colazione nel dehor esterno…

Offerta vastissima dal salato

…al dolce!

Ci spostiamo nella sala interna per il pranzo.

Andiamo nel regno dello chef Roberto a dare uno sguardo!

Scampo reale crudo, polvere di pomodoro e cipolla di Breme caramellata.

Gambero di Mazara glassato e capperi.

Gli ultimi dettagli…

Foie grass e rabarbaro.

Pera, bagna cauda e olive.

Cappuccino di lumaca.

Gambero mandorle e limone.

A seguire testina di vitello e zuppa emulsionata di crostacei.

Tortello di scampo finocchio e liquirizia.

Spaghetto freddo, yogurt e cipolla.

Tonno e tamarindo.

E’ il momento del Coniglio royal.

Capriolo e spezie.

Astice in casseruala ai funghi.

Spaghetto alici bottarga limone.

Maialino croccante in salsa Nizzarda.

Bufala caramellata con olio al cacao.

Cheesecake frutti rossi e acidit?.

Un?GRANDE GRAZIE?e?a presto!

 

Cucina

La cucina di Roberto si basa su?una attenta ricerca e la selezione maniacale di materie prime di qualit?, caratteristica alla base delle scelte e delle proposte e dove la tecnica mai invasiva ? al servizio della leggerezza e del gusto.

Una cantina prestigiosa accompagna la proposta gastronomica con una valida selezione di grandi produttori, di millesimi ricercati, ma anche di formidabili emergenti che vengono proposti in maniera attuale e moderna per abbinamenti mai banali e scontati.

Servizio ed Accoglienza

In qualit? di general manager, a guidare uno staff di preparati professionisti, c’??Nicol? Paludo, giovane talentuoso direttore formato attraverso molteplici esperienze di prestigio nel mondo dell?hotellerie e della ristorazione stellata di eccellenza. Insieme al suo team sapr? accogliervi al meglio e farvi sentire coccolati in ogni aspetto.

Conclusioni

RC Resort ristorante con camere di charme ? un progetto ambizioso, un sogno realizzato che prende forma. Lo chef?Roberto Conti, gi? celebrata stella Michelin del Ristorante Trussardi alla Scala di Milano, fa ritorno nella sua terra di origine realizzando il suo sogno da chef patron, con l?apertura del proprio ristorante gourmet all?interno del resort che dispone anche di 16 camere?di charme incastonate all?interno del parco giardino della propriet?.

 

Viaggiatore Gourmet ? Viaggiare, conoscere, esserci!

 

RC RESORT

Strada per Ceretto, 660
27036 Mortara (PV)
Telefono: +39 0384 090200 / +39 0384 090201
E-mail: Info@rcresort.it
Sito: www.rcresort.it

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[08/30/2020, 14:34] Everyone?s gone to the moon (or ?We?re here and they?re not?)

As we beat the month of August, once more, to death, September howls like a newborn that was cast away into a dumpster. No one hears her little cries to a universe unprepared and unattended. For Italy, as for much of the world, has been abandoned.

How many times can one walk the beach between Alcamo Marina and Castellammare del Golfo in the shortened summer days of September and feel any of the hope one felt in May or June, when the Linden trees were in bloom on the Adriatic? Now, in New York City, at Fifth Avenue and 54th Street, at noon, an eerie and similar scene mirrors Sicily. An unattended world. Where has everyone gone?


To the solitary traveler, it isn?t anything new. All the years I?ve wandered the earth, whether in Italy or in America, I never felt isolated as much as liberated. To crawl up the grimy streets of Pozzuoli, with the raw balm of anchovies and lemon, the baked focaccia streaming the aroma out into the streets, mingling with the smoke of a Nazionale offering up base notes. Where is everyone? (nearby, a Greek Chorus refrains, ?We?re here and they?re not.?)


From a window above the little shop, where the merchant in rolling down the door for his afternoon nap, above him a woman calls, ?Ma cche staje faccen'? O ppane?? Ah, so, once again the furast?re is sleepless, roaming the streets like a scugnizzo. Once again, "nun sacc? niente."

And once again, many of us now are wandering, roaming the streets at all hours of the day and night. But everyone on a street in their own little world. We?ve masked up and in doing so, it seems like we?ve found a secret door into another universe. And like Rome on August 15th at 1 PM, where is everyone?

It?s an odd thing, to be strolling around an abandoned Italy in September, when just a few weeks before, typically, it would be teeming with bodies. Children running where the sand meets the sea. Pensioners, sitting under an umbrella sipping on a gassosa or a cedrata. Music playing from a number of things, phones, Bluetooth speakers, cars, overhead PA systems. Songs, cries, pleas, whispers. Humanity buzzing about. But not now, not in September. Not in 2020. Now, everyone?s gone to the moon.






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[08/23/2020, 17:39]  Italy, a beacon for continuity in the realm of magical thinking
Yesterday a young friend called me from Italy. Not just anywhere in Italy, but one of my favorite places in Italy ? San Benedetto del Tronto ? on the Adriatic coastline. And not just anywhere in San Benedetto del Tronto, but from the bar at the Excelsior Hotel. And there he was with a dear old, friend, Piero, the bar manager. He was alive. He was well. And he was reflecting the sunny life of summer in Italy. It made my day.


Actually, it shook me to my core. I was elated to see and talk to Piero. I didn?t know if he would still be working, he?s almost the same age as Anthony Fauci. But he was like a constant beacon, a lighthouse, just like I?ve always known him. It was a thread of continuity that reinforced my faith in enduring things.

It was as if all the changes we have seen recently were vanquished to a bubble of memory and sent to a room, to hover all by itself, alone. It would be fitting, seeing as that is much of what many of us have been doing. But the moment in which I saw something familiar, and dear, brought me back to a life of hope.

I haven?t been to Italy in a year and a half. All those plans to go were put on hold, while this storm crashes and keeps crashing upon our shores. I see Italy, if not in reality, at least pretending that things were getting back to normal. The bar at the Excelsior, where one could get a good coffee. Where one could have a chat with a friend, who has seen it all, behind his bar, as the world came to him.

I played along. I pretended. After the call, I ?went? back up to my hotel room and put on my walking shoes. And headed out the door, straight to the Lungomare and turned left. I walked to the center of town, to the square, where the Hotel Calabrese sits. Where children were playing. Where youths were engaged in a tennis match. Where a pair of aged men were playing checkers, while the breeze off the sea lilted through the palms, and the full tufts of white hair of the elders. It was a beautiful afternoon, and it was aperitivo time.

So, I strolled to our favorite bar nearby the Florian, and had a glass of water, with a dash of Anisette, made nearby, and a slice of orange. And sat outside and watched the passage of time. Nearby young women were staring at the newly arrived shoes in the window of the boutique. And across the street, the bookstore, long gone, but still there in my memory, announced the latest novel by Elena Ferrante.

One of my local friends stopped by and said hello. He was on his way to the Caff? Sciarra, his favorite. ?Yes, yes, we?ll stop by after dinner and have a gelato or a cognachino with you all, by all means.? I knew that would be hours from now, so I bided my time sitting here, enjoying the continuity of a life I only get to touch occasionally.

But it all seems so much more real to me than this world we are living in now. Oh, not to worry, I?m not going to fool myself into some kind of magical thinking. I?m just taking a break from the harsh reality, an aperitivo della fantasia.

Meanwhile dinner time is approaching. Let?s see, what to eat and drink? It?s warm here on the coast in August, and this is a pasta and seafaring dominant food destination.

Let?s start with the traditional appetizer, Olive Ascolane, with a nice Pecorino wine from the region, the Ciprea from Simone Capecci. Ciprea is a full-bodied white, almost with the weight of a red. The wine sees no oak, only stainless steel and long ageing on the lees. What was once an obscure wine is now a DOCG (Offida).

Let?s also have some olive ascolane and squash wrapped shrimp. Maybe a plate of calamari, some grilled gambero and langosto, and some baby clams. As well, a bottle of Trebbiano d?Abruzzo, for Gambero old times sake. Maybe something fancy. Why not? The asteroid is heading our way, supposed to be here November 3rd, what are we saving it for?



I know we?re in the Marche region, and most people never even get to Marche, or their neighbor, Abruzzo. Their loss. Our gain, for those of us who pilgrimage there more than the occasional wine junket. Great weather, fabulous food, reasonably priced, great beaches (which means great seafood) and therein provides the attraction for a crisp clean white like Trebbiano. And Abruzzo is the omphalos for this wine. Trebbiano soothed many a sunburn, assuaged many a plate of mezze manche with tiny clams and helped expedite the finishing off a plate of grilled langosto.

Speaking of pasta, I?m in the mood for something spicy. Abruzzo has long had a tradition of deeper colored ros?s. The spicy arrabbiata pasta I?m thinking of having infused in me a love for Cerasuolo d? Abruzzo. Made from the Montepulciano grape, this is a good fix for folks who love fruit-driven red wines that are spicy but who want to power down from the big red when the weather is warm. Again, not so fashionable in the world of marketing, where the anemically pale Provence style of ros? is currently de rigueur. But one would never know that on the Adriatic coastal towns, where Cerasuolo flies off the tables, and where we like our ros? wines, like our summer bodies, well-tanned.

Is there anything more we can eat? Well, we have one more wine to drink, another white, so something must show up, if only a nice clean, simple plate of grilled fish with olive oil and lemon.

How about a bottle of Verdicchio from Matelica, from La Monacesca? Maybe something with a little age on it, when it gets a (secondary) toasted coffee bean aroma and nutty flavor? I?m all in.

Look, I cannot travel like friends Ian or Roger, or decamp to my Tuscan hideaway like my Texas friend (who will not be named). I?m completely at the mercy of my magical thinking at this point. What, I should follow the upcoming political party convention instead? I ?d rather weekend in Guantanamo.

Before this fantasy ends, though, we must find my way to Caff? Sciarra, for a nightcap of an aromatic grappa and a cone of pistachio gelato, to gird us for the walk back to the hotel. It?s almost midnight, the dance music is bleating in the little piazza in front of the caff?. The revelers would be going at it until 2021, if they could. I have about 45 minutes left in my tank.

Continuity. The compost of memory. It keeps the good vibrations fertilized and ready for the next season. Maybe like Piero, always there, always a comforting constant, maybe we can just pretend some things will never end, while we wait for this scourge we currently find ourselves held hostage in, to finally cease.





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[08/16/2020, 18:31] A most unusual Ferragosto
Ever since I have been decamping to Italy, almost 50 years now, the middle of August (Ferragosto) signaled a time to recharge, rest, play, sun, eat, drink and love. I cannot remember a time in my life when that cycle has been interrupted for so many Italians, and really, anyone who is in Italy in this moment. 2020 - It has been a most unusual Ferragosto.


From what I am reading and seeing from my Italian friends, it?s a mixed bag. The young ones seemingly are unphased over the virus, and if they are economically advantaged, they are enjoying a moment of rare privilege. The older adults in my feed tell a different story. They are exhibiting a more sedate moment in time. After all, 35,000 of their countrymen and women died this year from the virus. It certainly is not anything to celebrate over a bottle of growers Champagne and beluga caviar.

It is as if Italy, and by extension, the western world is split. Many have hunkered down, and are still laying low. It isn?t as if anyone has found a cure. And it isn?t like the virus has magically disappeared.

There are, however, a surplus of folks employing magical thinking about the world they live in. But is that really anything new? Haven?t there always been scores of humans who live in a world of their own facts and fantasies, often with rarely a distinction between the two?

Meanwhile, the grapes are growing. Harvest is coming. And the summer of 2020 will soon fade into the past.

I am not someone who lives in fear of the future. I am hopeful it will be better, but I cannot simply will it to be so by wishing it so. My Italian friends who have vineyards, though, must prepare for harvest, even if the virus is resurgent. Even if there are fewer workers to pick the grapes. And even if the demand for wine in the near future might not be so great. That?s a farmer?s fate.

What will the wines of 2020 be thought of, say, in 2040, or 2060? I won?t be around to find out. And even if I make it to 2040, I will still have wine enough from the 1990?s and the early 2000?s to supply any need for wine. So, once again, I am an observer. As we all are right about now.

What would I like the wines of 2020 to be remembered as? Well, for one, as having been made, first and foremost. Look, 2002 and 2003 were very challenging years. But we made it through them, and the wines that were made, managed to give pleasure to some. Not great, in general, but the show went on.

And in 2020, the show must go on, too. I look forward to Verdicchio, Trebbiano, Soave, Vernaccia. And Pelaverga, Arneis, Barbera, Montepulciano. These, and others, we will be able to dip in and try relatively soon. Maybe even before we find a total solution to this worldwide scourge.

If not, we might have to crash the Ferragosto 2021 party of the young and the privileged, and help them drink all their fancy wine and food that they have so carefully curated, as they are #LivingTheirBestLife somewhere, on a secluded, and, most likely, exquisite island.



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[06/11/2020, 09:44] Cronache della fase due. Nelle Cinque Terre, per vigneti e terrazzamenti
La festa della Repubblica, il 2 giugno, ? stata l'occasione propizia per la prima uscita dopo-lockdown, e nello spirito localista che animava ancora la normativa di quei giorni, solo le gite regionali erano concesse: ? un segno, ho pensato, me ne sto nella mia Liguria - a Vernazza, nelle Cinque Terre, per la precisione, dove c'? la cantina di Cheo. Quanto tempo ? che rimandavo? Troppo. E dire che sono un po' di anni che quel cinqueterre ? uno dei miei vini del cuore. Anzi, come fosse un wine blog, ecco gli assaggi recenti.

Cinque Terre Perci? 2019. Che deve il suo nome al contadino che conduceva quel (micro) vigneto prima di Bartolomeo Lercari, che con la signora Lise Bertram oggi manda avanti l'azienda. Quello aveva un intercalare, diceva sempre "perci?", e tac, ecco fatto il nome del cru. Che contiene tra l'altro un vitigno un po' inedito, il piccabun. Il risultato ? un biancone fragrantissimo, tutto mare e luce, e non sono condizionato dalle visioni del panorama. Fiori frutti e salsedine, in bocca guizza come un'acciuga. Vabbe' sono un po' condizionato.


Liguria di Levante Rosso 2018. E a proposito di vitigni insoliti, Cheo ha un bel po' di filari di refosco dal peduncolo rosso, gambu russu lo chiama, finiti su queste terrazze a causa di un'ascendenza friulana tra i parenti. Assieme c'? syrah e cabernet sauvignon, si fa un anno met? in barrique e met? in acciaio, poi in bottiglia. Il risultato (again) ? un rosso esorbitante di frutti e succo, davvero una roba pi? unica che rara per le Cinque Terre (qui ho peraltro messo la mia rece su Intralcio) e per me ? stato ammore con due emme a prima vista. Mai pi? senza.


Vi risparmio la rece sul loro Sciacchetr? 2017 perch? ho finito le esagerazioni. Negli appunti per la prossima Guida Essenziale ai Vini d'Italia che ? in lavorazione ho scritto, tra l'altro: "bocca dalla dolcezza gloriosa, miele amaro e inedita astringenza, potenza in equilibrio con un corroborante finale di freschezza agrumata". A volte faccio l'assaggiatore serio.

Ma di un tour del genere, quel che merita sono i paesaggi. I terrazzamenti delle vigne a picco sul mare danno dignit? di fotografo pure a un incapace, quindi come se fosse un photoblog ecco un po' di immagini.

Sulla spiaggia di Vernazza potreste scorgere la lussuosa imbarcazione aziendale dei titolari. Il tipico gozzo ligure

Il panorama dai vigneti, sopra Vernazza


Il panorama come sopra, col particolare dei carrelli della monorotaia che ci porta quass?. Bello ripido, eh

Bartolome Lercari

Una botticella che contiene Sciacchetr?


La cantina, con gli spazi ristretti, tipicamente Cinque Terre

Ultimo ma non ultimo: per salire fin lass? serve accomodarsi (si fa per dire) sui carrelli della monorotaia che risale i pendii. E come fosse un videoblog, ecco com'? stare l? sopra.

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[05/06/2020, 15:02] Fase due, e altre forme di Intralcio
Ora che ? iniziata la fase due, sto in enoteca con un orario quasi normale - pomeriggio, ma anche la mattina quando capita. Sempre meglio che far niente, e comunque mi piace stare qua, nel mio luogo deputato, nella mia enoteca. Anzi, in un momento di incoscienza, sto dilapidando gli ultimi spiccioli in acquisti di nuovi vini - ne riparleremo. Mi piace, come sempre, far entrare cose nuove, ed ora pi? che mai compro cose che mi piacciono o che mi sarebbe piaciuto comprare, solo rimandavo perch? boh, aspettavo tempi migliori. Ma 'sti benedetti tempi migliori non arrivano mai, tanto vale buttarsi avanti. E siccome sono un enotecaro indie, compro e vendo quel che mi va, a volte faccio entrare etichette che i clienti guardano un po' sconcertati: ma questo che ?? Perch? ce l'hai? La risposta a queste domande, il racconto, ? una delle cose divertenti del mio lavoro.

Con il dovuto ritardo, manco avessi molte cose da fare, annuncio anche che ? partito il progetto di Intralcio, un nome a caso, un ripostiglio di appunti di assaggio ad opera di una squadra molto nutrita (doppi sensi) di assaggiatori. Nel manifesto c'? spiegato cosa io, e tutti quanti, facciamo l?: riversiamo assaggi. Non ? un blog (basta, abbiamo gi? dato) e non ? nemmeno un magazine. E' un posto dove mettere quelle cose che forse buttavamo un po' incoscientemente nelle reti sociali, Facebook soprattutto, e lasciavamo che l? tutto affondasse nel nulla. Ecco cos'ha di buono (tra le altre cose) Intralcio, non ? una rete sociale, siccome di quelle reti sociali io ne ho davvero abbastanzissima. Molto tempo fa scrivevo qui il perch?.
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[04/06/2020, 13:57] Cronache dall'Area X. Oppure: vini da bere a casa
Raro caso di post in cui ci sono due titoli, il secondo ? quello sensato. Il primo si riferisce al libro che sto leggendo, e sembrava comunque riferibile ai tempi che viviamo. L'enoteca durante il lockdown resta chiusa se non in modalit? on demand, cio? su appuntamento, oppure con consegna a domicilio: basta una telefonata e si decide assieme che vi pu? servire (a proposito, il mio cellulare ? sempre: 347 5566554). Comunque sia venerd? che sabato prossimi l'enoteca ? aperta con orario pomeridiano, 16-19,30, che hey, arriva Pasqua.

Nel frattempo che si beve, chiusi a casa? Difficile fare una statistica ma in generale a me pare che stia fissando una specie di tendenza. Nel cartoncino da sei bottiglie, che viene acquistato per la consegna a domicilio, normalmente ci stanno un paio di rossi leggeri, un paio di bianchi altrettanto, una bottiglia di bollicine e un rosso, o bianco, un po' pi? importante e/o tosto. Si copre, all'incirca, il fabbisogno della settimana - che, lo sapete, dovete bere poco. Lo sapete, vero?

Il magazzino non si rifornisce facile, data la situazione (non ho ancora scritto coronavirus e scusate, mi faccio i complimenti da solo). Un po' per fortuna e un po' perch? a me le cose easy piacciono, combinazione di 'sti tempi ho trovato le due etichette che vedete in immagine, e taac, sono davvero i vini che servono, adesso. E infatti si avviano ad essere best seller - o almeno, io me lo auguro, ecco.

Roagna, il nome del produttore, non ? quel Roagna di Langa, quello superfigo e costoso, ? Giuseppe Roagna, quell'altro, area Roero. per la precisione, abbiamo:

Langhe Dolcetto 2018. Finalmente un tono alcolico non ingombrante, 12,5%, che mi consente di iniziare una scheda con il grado, cosa che non faccio mai. La leggiadria ? la cifra di questo rosso fragrante e croccante, coi tannini accennati e un finale di mandorlina che innamora. Jolly per molti abbinamenti possibili, compagno di tavola confortante. Di questi tempi, poi. Prezzo: euro 10,80.

Langhe Favorita 2018. "Attento a quel che cerchi, potresti trovarlo". Io cercavo un bianco fine e teso, appena petillant (eh s?, l'hanno imbottigliato con un soffio di bollicine, solo un soffio), con frutta bianca e freschezza scattante in bocca, che il bicchiere finisse in un sorso solo. Ol?, trovato, adesso devo resistere alla tentazione di aprirne un'altra bottiglia. Sui nove euro.

E questi sono solo due esempi. Restate a casa, bevete poco ma insomma, bevete bene, e per ogni altra cosa restiamo a disposizione.
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[03/20/2020, 10:42] Cronache da qui, puntata indefinita
Sta finendo la seconda settimana di fermo, e non credo che vedremo presto la fine. La cosa peggiore, ammesso che si riesca a fare una classifica, ? non capire bene quando finir?. Tanto vale attenersi a quel che dicono i dottori, e non uscire, stare a casa il pi? possibile e resistere. Per quanto mi riguarda so che posso reggere su tempi lunghi, in questo genere di prove, ma appunto: quanto lunghi? Pure il mio lavoro non regger? questo fermo per molto. Ma adesso non ci penso.

Intanto leggo, guardo film e serie (come tutti quelli che conosco, direi) e bevo cose messe via o pescate a caso nella mia enoteca. Anche il lavoro, fermo com'?, ? una scusa per uscire se e quando c'? un cliente che ti chiama per una fornitura. E comunque esco col senso di colpa. Ieri sera ho risentito la lumassina (rifermentazione naturale in bottiglia) di Cascina Prai? (prodotta assieme a Sancio, raro caso di collaboration tra cantine) ed ? stata decisamente una bevuta confortevole e confortante. Soprattutto, ? sempre la solita storia del vino che quando arriva in enoteca ? poco pronto, ma dagli un po' di tempo e taac, diventa un capolavoro. Peccato che sia anche finito. Davvero, questo 2017 appena arrivato era tipicamente citrino, immaginate un succo di lime alcolico ed effervescente. Ieri sera invece era disteso e complesso.

Bevuto nel gotto sbagliato apposta, niente calice da assaggio: non si tratta di abbruttimento da casalinghitudine, era pi? una scelta ideologica, essendo quello vino contadino e retr?, ci voleva il bicchieraccio proletario. Quindi ? un'altra forma di snobismo, s
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[03/16/2020, 14:56] Tutti a casa
Alla fine pure qui si cede al virus, e si sta a casa. Direi che non serve spiegare quale virus, nemmeno si sente il bisogno di scrivere ancora mezza parola in pi? su quel che succede - e su quanto surreale e pazzesco sia tutto. Che poi, in effetti, nemmeno ho idea di quanto tutto sia in corso di sovversione e cambiamento. Come cambieranno le cose, da adesso in poi? Non sono in grado di formulare risposte. Posso immaginare scenari, e non mi piacciono. Cerco di ridurre al minimo il rumore di fondo, e questo post serve solo per annunciare che l'enoteca ? chiusa fino a nuovo ordine. Sono possibili acquisti su appuntamento, e/o consegne a domicilio (gratis) chiamando il numero 374 5566554.

Lavorare, cio? stare aperti, con un clima da coprifuoco era impossibile. E probabilmente non aveva gran che senso: per ora ? chiaro che stare a casa previene le possibilit? di trasmissione e contagio, quindi per la salute mia e di tutti, ? meglio ridurre in ogni modo le occasioni di uscita. E fine.

Quindi tutti a casa, anche io. Credo che sar? un periodo interessante, mi dedicher? alle letture e prover? a tenere un diario. Magari, anche, delle cose che bevo e leggo, a partire dall'immagine l? sopra, pescata a caso nella mia galleria del cellulare (in questi giorni pure troppe foto cos?, ho inserito). Esco solo nelle situazioni consigliate (o consentite), lavoro ad un nuovo progetto, vivo e attendo. Spero tutto bene anche voi.
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[01/24/2020, 14:11] Grillo, nel senso del Rossese di Dolceacqua (non quell'altro)
I lavori in corso per il prossimo Genova Wine Festival hanno lati positivi e divertenti. Per esempio si cercano, e si trovano, aziende nuove e inedite. Succede anche di trovare un produttore del quale non ci sono nemmeno due righe sull'internez. Mai recensito, sconosciuto. Sito in costruzione. E allora che si fa? Facciamo noi il primo passo.

Grillo ha due ettari di vigneto nella zona del Dolceacqua (Rossese di). L'azienda in realt? fa olio, il vino ? un fatto recente - e almeno quel sito esiste. "La passione per il nostro territorio ci ha invogliato a creare un'azienda vitivinicola, che si estende per due ettari, dove nasce la nostra produzione di Rossese". E fine della presentazione, non male come minimalismo ligure, vero?

Quindi che vuoi fare, assaggiamo. Ho aperto i vini in due riprese. Prima il Rossese di Dolceacqua Superiore 2018, che dal colore profondo si annuncia un po' stipicizzato, se per tipico intendiamo il colore scarico. Il naso segue a ruota, pi? frutta che scattanza, ma comunque bella bevibilit?, certo non pesante nell'esecuzione (per fortuna). Piacevole, e da risentire. Il Rossese "base", o classico, sempre 2018, aperto il giorno dopo ha dato una gran bella prova, forse anche pi? attraente, adesso, rispetto al pur buono Superiore: ? scarico al colore e il naso ? un mix un po' selvatico di terra e frutto, la bocca ? snella, insomma scatta bene. Mi piace.

Alla fine promossi, saranno al Festival. L'impressione ? positiva anche data la vendemmia 2018, che da quelle parti non ? stata facilissima. Ai posteri (e ai visitatori del GWF) la sentenza, speriamo non ardua.
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[09/27/2019, 07:38] Gli anni passano anche qui
Ogni tanto mi chiedo a che serva esattamente Linkedin, e finisco per darmi la solita risposta: serve a creare connessioni. Tutto molto bello, ma insomma, anche molto distante e vaporoso. Qualche giorno fa per? Linkedin mi ricorda che questo blog compie quindici anni - e le prime reazioni che ho avuto erano del tipo "com'? potuto succedere?"

Poi non contento, Linkedin mi consiglia modi per diventare pi? sharp, ch? evidentemente i suoi insondabili algoritmi hanno rilevato questa necessit?. Se ? vero, ecco un altro punto di utilit? in quella rete sociale.

Certo, quindici anni di chiacchiere in questo belmondo sono stati un bel giro. E siccome non ho ancora finito, si continua, possibilmente sharp.
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[09/09/2019, 15:27] Ricomincio da Montalcino (un posto a caso)

Settembre, andiamo. ? tempo di... poi non mi ricordo come fa. Si ricomincia, insomma, ? settembre, e questa ? la non-notizia. Questo settembre per me arriva dopo un lungo periodo un po' particolare, convalescenza post-operatoria, e vi risparmio i dettagli - ma sono quelle vicende del tipo "il dottore dice che devi stare a riposo ALMENO un mese". E sono quei momenti in cui volevi essere davvero un dipendente del parastato, ma ? andata come ? andata, sei enotecaro. Quindi con qualche ritardo alziamo la serranda, e davvero si ricomincia.

Alla fine della lunga pausa riesco a fare una fuga veloce a Montalcino (un posto a caso). Bravo me, me lo dico da solo. Cos'? quella? Una breve vacanza? Una trasferta di lavoro? Tutte e due le cose assieme. E alla fine se devo prendermi un periodo pure breve per, boh, rimettermi assieme, scelgo di camminare le vigne di Montalcino. A 'sti punti il wine blogger pubblica qualche foto da paesaggio meraviglioso e settembrino come solo da quelle parti pare di trovare, e risolve la questione narrativa.



Long story short, al ritorno da laggi? ho appena scaricato una cosa di Montalcino che mi piace assai. Fattoria del Pino, cos? si chiama la new entry in enoteca, ? una produzione manco a dirlo piccola e bella, in stile con la casa (la mia, di casa, intendo) perch? qui si selezionano cose di quel genere. Poi ? emergente, ? nuova, ? fuori dai giri. Lavora in naturale, niente interventismi, pura espressione del sangiovese di quel territorio. L'azienda presenta tre etichette che elenco in ordine di peso, importanza, prezzo.



Vin Val? 2016 ? un Rosso di Toscana IGT, e proviene da un vigneto di impianto recente. Ha la grazia del frutto e la veemenza del sangiovese, un piccolo passaggio in legno (solo grande, in azienda) lascia alle note ancora fresche e fruttate uno spazio maggiore, a renderlo una piccola delizia. Sta sui 15 euro.

Rosso di Montalcino 2015 esce da un'annata abbastanza benedetta. Ci sarebbe da dire, ora, su questo vino, quella formula abbastanza abusata e nemmeno simpaticissima, "? un piccolo Brunello". Ci ho pensato un po' a come evitarla questa formula, ma si vede che non ci ho pensato abbastanza. Veramente un assaggio del tipo "comprare subito". In enoteca costa un po', sui 22 euro. Li vale tutti. E per me vale pure di pi?.

Brunello di Montalcino 2014, scelto apposta dalla famigerata annata poco fortunata. La produttrice in quella vendemmia ha ridotto le rese in misura drastica, e l'effetto ? quello che mi piace tanto: ? nelle annate difficili che esce fuori la classe dell'azienda. Questo Brunello '14 ? un capolavoro. E con lui ho una panoramica di tre annate, quanto basta per cominciare a conoscersi. E fare amicizia. Costa euri 59.



E siccome ci piace tanto, Fattoria del Pino entra a far parte delle aziende che vendo anche in rappresentanza, quindi i colleghi operatori si fanno un nodo al fazzoletto - e presto qui si apre qualcosa da assaggiare, sempre per quella cosa "bello parlare di vino, ma assaggiarlo ? meglio".
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[05/21/2019, 14:08] Mare&Mosto, ma anche diavolo&acqua santa
Si va a Sestri Levante, a girare per i tavoli di Mare&Mosto, per quella cosa che chiamiamo location, che pure in due giornate grigie e di pioggia merita abbondantemente il viaggetto. La Baia del Silenzio, la spiaggia, le barche a riva, con l'effetto mare d'inverno di questo memorabile (in quanto invernale) maggio 2019 sono tutti elementi di grande bellezza che hey, quasi ti potrebbero distrarre dagli assaggi. Fortuna che piove quindi si sta dentro al Convento dell'Annunziata, belli concentrati.

Siccome serve sempre un filo rosso che connetta la rassegna e le dia un'identit?, qui si assaggia solo Liguria. E accade un fatto insolito, vista lo schieramento tra filosofie produttive che ormai s'? determinato: da una parte le fiere di vini naturali, dall'altra tutto quanto il resto - qualunque cosa sia, e pure la prima categoria non ? facilissima da definire. Qui invece li troviamo tutti e due, i produttori: i naturali un po' radical e i convenzionali che boh, ti dicono: eh, s?, ci sono anche io.

Il diavolo e l'acqua santa assieme. E siccome a me le categorie, soprattutto quando sono schieramenti, finiscono per sembrare respingenti, mi piace saltare, qui a Mare&Mosto, di palo in frasca. Quindi assaggio serenamente Possa e Bosoni, che, vi assicuro, sono un po' come il giorno e la notte. Quale ti piace? Quale ti dispiace? Per me funziona (alle solite) nello stesso modo: dipende da che c'? nel bicchiere. Per esempio: Possa ha schierato, di nuovo, uno Sciacchetr? encomiabile. Bosoni aveva il Vermentino Etichetta Nera che (giuro) profumava di pesto. Ma mica solo basilico, eh. C'era tutta la ricetta, i pinoli il pecorino l'olio di oliva. Insomma una cosa mai vista e un bel po' spiazzante. Mi ? piaciuto? Beh, s?.

In generale di questa rassegna potrei segnalare le produzioni che vendo, come fossi un auto-influencer. Quindi meraviglioso il Cinqueterre 2018 Perci? di Cheo. Altrettando il Rossese 2018 di Terre Bianche. Ma siccome non ce la faccio, devo dire strabene di quelli che non vendo e che berrei e riberrei un giorno s? e uno no. I Rossese (tutti) di Giovanna Maccario. Quello di Ka' Mancin?. Tra l'altro ? stata una rassegna interessante per i rossi, che insomma identifichiamo un po' meno con la liguritudine, e invece sui miei appunti ci sono punteggi altissimi per Pulin 17 di Bruna (granaccia e un po' di syrah e barbera), Shalok 16 di Poggio Gorleri (granaccia). Sui bianchi per me trionfano sempre, alle solite, Maria Donata Bianchi (vermentino) e Laura Aschero (pigato). Sul fronte che definiamo naturale, ma sappiamo che la definizione sfugge tra le dita come la sabbia fine della Baia del Silenzio, per me c'e' Daniele Parma e Casa del Diavolo - con tutta la produzione.

Il fatto ? che non so risolvermi nella scelta tra i due stili. Non ne ho proprio alcuna voglia.
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