Quando arrivi a 7 giorni dall'evento al quale lavori da molti mesi credo sia normale una certa tensione. Lo è già meno il ritrovarsi di punto in bianco con alcuni punti dati ormai per definitivamente risolti da mesi completamente azzerati, con un tutto da rifare insomma. Una giornata quella di oggi che ricorderò per molto tempo.
Ero dal medico intorno alle 12.00 quando per puro caso apprendo da un collega che la domenica in cui dovremo movimentare qualche migliaio di colli di vino, la piazza sulla quale dovremo passare avanti e indietro sarà assediata da un mega raduno di auto d'epoca. Dopo qualche secondo di silenzio quando dall'altro capo sento, "pronto ? è ancora lì ?", con un lieve balzello dalla sedia rispondo "si scusi, sono rimasto senza parole", "raduno d'auto d'epoca ha detto ?", "si, pare sia un raduno di 600 d'epoca, arriveranno a Genova e occuperanno tutta la zona utile per il carico / scarico.
Passano 10 minuti e mentre sudo e il piccolo condizionatore dello studio medico non sembra aiutare granché, squilla nuovamente il telefono. Questa volta è il tizio del ghiaccio, quello con il quale era tutto chiuso e definito da mesi, quello che mi aveva assicurato, non preoccuparti, penso a tutto io, quello che chiamavo ogni quindici giorni da tre mesi per tenerlo sulla corda. Per farla breve, si rende conto - oggi ! - che probabilmente da solo non è in grado di gestire la cosa. Risolto - parzialmente - intorno alle 17.00 il problema del passaggio per i nostri furgoni, con peripezie che vi lascio solo immaginare, ho finito cinque minuti fa di chiamare praticamente tutte le pescherie e i grossisti tra genova la Riviera di Levante per il problema ghiaccio.
E' stato istruttivo perché quando i problemi li devi risolvere direttamente - come di fatto nel mio caso vale nella stragrande maggioranza dei casi - oltre alla scocciatura hai almeno il vantaggio del "senno di poi" immagazzinato in quello specifico frangente. In questo caso ho appreso che i più grossi grossisti - perdonate il bisticcio di parole - di pesce di Genova, tra i maggiori fornitori di ghiaccio della regione, il ghiaccio lo centellinano. C'è come una sorta di lista, come in discoteca, un'opzione per barche e pescherie - il che mi sembra anche giusto, comunque - e quel che resta per te non sono che le briciole.
Ho imparato la differenza tra il ghiaccio secco e il ghiaccio idrico, la temperatura del ghiaccio normale e del ghiaccio secco (-80), ho imparato cosa sono le kilofrigorie (le avevate mai sentite ?), i prezzi dell'uno e degli altri, le capienze dei sacchi del ghiaccio, i tipi, i furgoni necessari per trasportarlo, ecc. Alla fine comunque ho trovato qui in provincia, un grosso distributore di Casarza Ligure salverà il freddo del meeting. Sempre che non accadano altri intoppi.
E' stata una giornata campale, capitata a 7 giorni dal meeting ma per ora nervi saldi, tutto procede come deve.
Nell'inbox, stamattina. Elementi che concorrono ad attribuirgli il premio di spammarolo dell'anno:
Sito in flash non skippabile, con ipnotica musichetta, ma vidimato W3c (qui custodiet ipsos custodes?)
Inquietante fotina in home, con tanto di indimenticato politico locale, ed altri non individuabili ma in stile Goodfellas.
Perfetto equilibrio tra tono da "un favore ti chiedo, che non me lo puoi rifiutare" (visitate il sito attentamente) e tono amicale (vi augura un mondo di bene).
Assoluta territorialita': ammirevole la sicilianitudine della cirlocuzione "che lo trovate in fondo alla pagina del sito".
Grazie, e complimenti vivissimi. In attesa di visitarvi al prossimo Vinitaly.
Ce lo spiegano Mariano Corso, docente di Organizzazione Aziendale presso il Politecnico di Milano e Stefano Mainetti, docente di Sistemi Informativi, sempre al Politecnico.
Un video di quattro minuti che ci porta all’interno del nuovo modo di pensare e fare impresa con i nuovi concetti di: - Collaborazione - Social Network - Conoscenza in rete - Processi e sistemi attorno agli individui - Global mobility
Il tutto grazie agli sviluppi tecnologici in corso. Nel frattempo vi segnalo l’articolo Cos’è l’Enterprise 2.0 e il blog da cui è tratto dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico.
Chianti Villa Petriolo 2006 - DOCG TOSCANADenominazione o vitigno: Chianti D.O.C.G.Produttore: Villa PetrioloUvaggio: Sangiovese, MerlotTenore alcolico: 13°
Narro di un vino dal profumo deciso e caparbio, che sin dal primo sorso ammalia e seduce. Racconto di un vino che infonde calore e colore e sussurra le gesta ed il lavoro di una terra fiera ed antica, dove la storia, le tradizioni si mescolano con la bellezza del territorio dando vita a quell'unica e stupenda regione appellata Toscana. Parlo del vino di un'amica Silvia che più di ogni altra persona testimonia che per realizzare e fare buon vino bisogna entrare in sintonia con il territorio, magnificandolo. Vino risultato di una scrupolosa selezione tra uve Merlot e Sangiovese. Il colore è rosso, intenso, mentre il profumo che maliziosamente inebria, risulta fugace mix di ciliegia e tabacco. Come abbinamento bene con le carni sia rosse che bianche, meglio ad ogni modo con i secondi piatti. La temperatura per gustarlo è attorno ai 18°. È proprio vero che il vino è simile all'uomo e quindi con un'azione sublime, intensa incominciamo ad amarlo. Questo Chianti sembra proprio il partner giusto per una reciproca conoscenza - [Giudizio buono]
Quanti di voi usano la noce moscata? Io spesso, o almeno ogni volta penso possa starci bene. Questa adorabile spezia mi sembra che spesso sia utilizzata solo nelle solite ricette: quando si fa la besciamella, in alcuni dolci oppure quando si fanno le polpette o i tortellini.
Questa spezia originaria dell’Indonesia, con il suo inebriante profumo dovuto alla presenza di un olio aromatico, può donare ai cibi delle note veramente particolari.
Una ricettina veloce, in cui la noce moscata dà un notevole contributo in termini di esperienza olfattiva è il mango nello stagno. Si taglia il mango a pezzi non troppo piccoli, lo si mette in una ciotola e gli si versa sopra una parte di aperol, una di ginger ed infine si grattuccia a piacere (io tendo ad abbondare) la noce moscata.
Se mentre preparate questa simpatica e voloce, oltre che gustosissima, ricetta avete degli amici con voi, farete una magnifica figura se macinerete la noce moscata con un macinino professionale molto carino. Penseranno che siete dei veri cuochi :p Provare per credere!
E´ questa una delle più interessanti "architetture del vino" sorte negli ultimi anni in Italia su progetto di famosi architetti. Per la sua nuova cantina in terre toscane, Angelo Gaja si è affidato a Giovanni Bo, anche lui piemontese. Dalle Langhe piemontesi alla Maremma Toscana. Dal Barolo e Barbaresco, che hanno portato la famiglia Gaja nell´olimpo dei più famosi produttori di vino nel mondo, ai vitigni più internazionali quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Syrah.
La cantina è circondata da una cintura di trecentocinquanta ulivi secolari, trapiantati per l´occasione, dove la costruzione si insinua dolcemente nelle pieghe della collina toscana, occupando una superficie di 9mila metri quadrati. I corpi sono seminterrati ed emergono dal terreno con altezze variabili, senza arrivare mai a dominare il paesaggio, nel quale continuano a troneggiare gli elementi naturali.
Non solo i volumi, ma anche le pietre utilizzate per la costruzione delle murature esterne sono originarie del posto, infatti sono le stesse ottenute dallo scavo delle fondazioni dell´edificio. Costata 8,5 milioni di euro la cantina è iper-tecnologica, altamente attrezzata e con un sofisticato sistema di controllo di microclima interno, con pavimenti termoriscaldati e impianti radianti per il raffreddamento Qui tutto, all´interno e all´esterno, è consacrato al vino.
Vincenzo D'Antonio entra in VinoClic con il suo "Il Comm. Ensale", blog dedicato a quelle soste gastronomica che dopo cena consentono il pernottamento a km zero. Ecco come si presenta Vincenzo : "Ci si può definire oggi, nel XXI secolo, patrioti ? Io ritengo di sì e molto degnamente, allorquando diamo al termine la sua valenza dolce e giammai patriottarda. Ecco, allora, come definirei lo starter di questo blog: il patriottismo dolce che mi pervade, la sana voglia che ho di arrecare il mio piccolo contributo a chi, negli USA, si accinge a pianificare il suo trip to Italy. Il mio target, sia chiaro, non è costituito dai neofiti. E' doveroso e normale che costoro, in viaggio di prima volta, optino per le mete imperdibili e magari, scotto di noviziato, si affidino all'ombrello rassicurante di un tour operator."La presentazione completa su VinoClic
Beh, è stato un periodo durissimo !... Non ho mai avuto la forza di scrivere qualcosa nelle ultime settimane. Sono stanco, e la febbre mi ha da poco lasciato... Domani spero di rientrare in cantina. Il nuovo Nuvole e Pane mi aspetta con ansia ! E' in macerazione da circa un mese ed è proprio ora di svinarlo e metterlo nelle botti. E' duro, forse fin troppo: la maturazione sarà molto lunga !...
Navigando in internet per una ricerca - perchè sì, malgrado il mio silenzio mi sto continuando a occupare dell’argomento di questo blog, ho trovato questa nuova iniziativa dell’azienda abruzzese San Lorenzo Vini. Si tratta di Scatta e scopri la bottiglia che riprende i progetti di tracciabilità via sms di cui ho già parlato a suo [...]
Dal 27 al 29 giugno sarò impegnato a Moniga del Garda con Italia in Rosa, la più grossa manifestazione dedicata ai rosati che sia mai stata organizzata in Italia: più di 250 rosè nazionali in degustazione, 200 produttori, numeri da record. Ovviamente, vi aspetto là: il pubblico ha accesso sabato dalle 14 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 20 (l?ingresso, con libero assaggio di tutto quello che si vuole assaggiare, costa 15 euro, cifra che scende a 10 euro per chi esibisce la tessera Ais, Slow Food, Onav, GoWine, Enotime). Il sabato mattina c'è il talk show sui rosati: ingresso libero (sarò tra i relatori). Fra i 250 vini in assaggio, anche una trentina di Chiaretti bardolinisti.
Carina l'immagine qua sopra, eh? Ringrazio Mauro Biani, via Macchianera. Mentre qualcuno si lagna per la dura flessione dei consumi, qualcun altro scaccia i clienti col forcone. [E, alle solite, qualcuno ha youtubizzato simili eventi]
Sul nostro blog, maisazi.com, pubblichiamo tanto ricette, spesso proponendo dolci e creme. Noi ci diamo da fare per inventare nuove proposte, ma alla fine scopriamo che le persone vogliono qualcosa di semplice, come la torta di mele di Gioi e quella di copertina75, sempre alle mele.
Queste due ricette, da poco pubblicate, sono tra le pagine più visitate del nostro blog, assieme alla Torta Caprese, che ha la palma di pagina più letta in assoluto. Segnale evidente di come si orientino i gusti dei nostri utenti e monito per chi sta ai fornelli.
Giusto sperimentare, quindi, ma ricordiamoci anche delle tradizioni e dei ricordi che abbiamo della nostra fanciullezza. A volte una torta è importante non in quanto buona, ma perché si porta dietro un ricordo importante, un momento felice, un giorno di festa, un traguardo giovanile raggiunto.
In questo caso, poi, la semplicità è massima. Le due torte di mele proposte da Gioi e copertina75 sono ai limiti del minimalismo, ma piacciono sempre. Io non sto a ripetervi le ricette, dato che potete facilmente leggerle sul blog alle pagine che vi ho indicato.
Se avete voglia, preparatele con qualche variante, comunicandoci poi il risultato. In particolare, provate ad aggiungere qualche ingrediente che estenda i profumi, che in un dolce non sono mai troppi. Potreste anche pensare a qualche altro ingrediente corollario che completi la mela o faccia contrasto con essa. Non scostatevi troppo dalla ricetta, però, perché la snaturereste.
Jancis Robinson has been writing a series on Sherry, and it has been an eye-opener for me. She writes of her re-discovery of this wine in glowing terms, even titling one of her pieces The world's least appreciated fine wine? (Click here for the master link to the articles.) Aside from her mouth-watering descriptions of those dry and zesty wines, what I find most interesting is her summary of recent Sherry history and the probable causes of its fall from pre-eminence over the past few decades. One such cause is...
Mi scuso con tutti quelli che hanno inviato commenti in questi giorni. Purtroppo si è creato un errore permanente nella parte del database dedicata ai commenti. Sto cercando di ripristinarla ma per il momento ogni commento è sospeso - e purtroppo anche quelli passati sono scomparsi… Speriamo bene!
Aristide riprende in mano lo strumento dei sondaggi online, già sperimentati nel 2005, anno I di questo wine blog. Il pretesto me lo offre niente meno che Tom Wark, l'autore californiano del wine blog Fermentation.com. Qualche settimana fa ha proposto...
Amici lettori, che rapporto avete nei confronti di Internet rispetto al vino? Siete dei compratori abituali, professionisti, o semplici lettori appassionati che si affacciano solo ora sui vari sistemi di commercio elettronico per il vino? Fatecelo sapere rispondendo alle 14...
VEUVE CLICQUOT VERTICAL LIMIT By Porsche Design Studio
Madame Clicquot sognava di creare uno Champagne capace di conquistare il mondo. Era una donna d?affari coraggiosa, forse la prima in assoluto, e non amava i compromessi. Il motto della Maison Veuve Clicquot Ponsardin è da sempre ?Una sola qualità, la migliore?. I suoi Millesimati sono la delizia degli amanti dello Champagne e di tutti gli epicurei del mondo. Per la prima volta 12 Magnum di annate rare, dal 1955 al 1990, che ripercorrono più di mezzo secolo di storia della Maison, sono stati raccolti in una modernissima ed esclusiva cantinetta per vino, creata da Porsche Design Studio. Una collezione di Champagne Millesimati assolutamente straordinaria, che meritava di essere celebrata con il più emblematico degli oggetti del desiderio.
Veuve Clicquot Vertical Limit by Porsche Design Studio, disponibile in soli 15 esemplari al mondo, uno dei quali destinato all?Italia, racchiude i 12 Millesimati più esclusivi a partire dal 1955, tutti nel formato Magnum, ideale per esaltare l?invecchiamento del vino. Veuve Clicquot Vertical Limit by Porsche Design Studio è il frutto dell?alleanza artistica tra due modi di espressione dell?immaginazione e dell?ingegno. Un oggetto d?arte raro, nato dal connubio tra la grande tradizione vinicola francese e l?audacia innovativa di uno dei team di designer più prestigiosi del mondo? una fusione senza tempo di due icone del lusso e del Design.
Per molti.....ma non per tutti ???? Mmmmh.....per pochi, forse troppo pochi....e a noi comuni mortali non resta che guardare e sognare ????
Texas is very much like France, in that it is of similar size and very independent thinking. California and Italy share similarities in land mass, climate and lifestyles. Nothing exact, but some parallels to think about.
Tonight, after a wonderful outdoor concert by the lake, I decided to pose questions to an Italian who is very adept at getting to the French people and obtaining what she wants, to give us some insights into their way and their successes. And quite possibly, how we can learn from our French cousins, things that can make us stronger and more nimble in today?s changing world. Of course, the answers come from the same place as the questions.
Q. Carla, you have adopted France and French ways. In fact you have married the most powerful French man in our time. Can you give us some insights as to how the French mind works and how we as Italians could approach the world in this new time, in ways that would be relevant and appropriate?
A. First, there are more similarities than differences. The macro view is to tear it apart and see how different we are. But if you look at how the two countries live, we are much more alike than not. We enjoy fresh food, prepared in a simple and clean manner. We like our wines fresh and unadulterated with not too much alcohol or wood. We like our clothes fashionable but well made and in a timeless manner. And of course we both are passionate and obsessed with living life with all seriousness and devotion.
Q. Lets talk about the wine. France has a long tradition of winemaking that is famous all over the world. So does Italy. What can Italy learn from their neighbors?
A. For one they should keep their private business behind closed doors. Both countries have a saying that goes like this: If it is meant to be done in the bedroom, then it should be kept behind the bedroom doors. There are private passions that shouldn?t be paraded around for the world to see and judge.
Q. How so?
A. Lets take wine scandals. There are laws and then there are those who think they can make something better than the law will allow. This is all a matter of opinion, unless the aspect of safety enters into the discussion. But when Bordeaux has a conflict, they discuss it in chambers and seek to fight it out, hammer out the points and come to a compromise. It isn?t perfect, but after all the discussion, there is consensus. They arrive at a solution.
Q. And Italy differs in which way?
A. Italy treats these matters like an opera, like a public forum, not realizing that their image, the perception, is altered and sometimes to the detriment of the overall goal of the community.
Q. France is struggling though, recently, with dock strikes and work stoppages. Right now as we speak in the port of Marseilles, there are 29 oil tankers prevented from entering the port. How much more public than that can one be?
A. I cannot speak for the politic, except to say the workers are striking to protest privatization, the inevitability of the modern global world economy. That is more a problem of short sightedness and also the French aspect of pater-familias, whereby the state takes care of their citizens. In the US I believe they call that entitlement programs, and that is no longer economically viable. But it is human nature to try and get as much as one can for as little as they are willing to pay for it. The economies of the world now make that kind of attitude and position obsolete.
Q. That?s a pretty heavy statement from the first lady.
A. One thing the French have long realized is that the world is a stage and to be players on it one must take risks. The Italians do as well, but is usually for a shorter term goal, at least in recent history. But like Catherine di Medici and Napoleon Buonaparte, who both had roots in Italy but shaped so much of the modern history of France, the French understand borrowing and adapting other notions into their culture to make it better and brighter. And then to claim it as their own invention. That?s why they do so well with wine; they understand the art of self promotion.
Q. Restaurants in the US claim to be French or Continental and then you go inside and they have pasta and simple fish dishes and everything seems more Italian than what is proffered.
A. Also in France. Robuchon in Paris makes a wonderful Carbonara, and Savoy has a chicken that Tuscan has inspired. Gagnaire, well he is still very French, but his food is not without their Italian influence and sensibility in terms of bright and simple perfection.
Q. One last question. Where are you planning on going this year for vacation?
A. As you know last year the vacation was in America. But this year I am hoping for a little time back in Italy, perhaps an island like Panarea or Sardegna. My friend Carol Bouquet has a nice place on Pantelleria and Giorgio (Armani) is also there in August. I also like the Isola del Giglio. But Corsica is also being considered, especially since that region is so sensitive and suffers from their loss of identity with France. But we shall see.
Q. So we won?t see you in Texas this year?
A. Not in the summer, but after the elections, you never know. We shall just have to see.
Titolo delirante per segnalare velocemente tre post metablogghettari ovvero: Iniziativa Europea “contro” i blog (via Pandemia) Da seguire di sicuro e prepariamoci al peggio. Bloggare fa bene alla salute: forse più mentale che fisica ma almeno ho qualcosa con cui difendermi dalle accuse di passarci troppo tempo (via Geekissimo). Mi devo considerare in terapia? I Metallica contro i [...]
Come era successo per l'edizione numero 6 promossa da Aristide, anche per questa è stata d'ispirazione l'imminenza della stagione calda. Ed i risultati sono stati analoghi. Difatti, come era accaduto lo scorso mese, anche il nostro giovedì è stato funestato da piogge di tipo monsonico. Nel mio caso ho addirittura pubblicato il post durante una poetica grandinata!!!
Questo è l'elenco dei partecipanti ed i loro post.
Maria Grazia Melegari di Soavementeha realizzato, "tradendo" la vocazione veneta del suo blog, un post davvero interessante avente come oggetto l'Ansonica Costa dell'Argentario della Fattoria La Parrina 2006. Parla con passione della sorpresa ricevuta da un bianco prodotto in una terra di grandi rossi come è la Toscana. E lo fa con una lodevole dovizia di particolari, mettendo in risalto la notevole freschezza del prodotto, le cui caratteristiche rendono piacevolmente armonico l'insieme, nonostante l'importante tasso alcolico. Le note floreali tipiche dell'ansonica hanno fatto il resto. Complimenti all'amica Maria Grazia.
Giacinto Chrichella di Maiale Ubriaco ha postato un articolo molto bello sul Cilento Bianco DOC 2004 di Carmine Botti. Giacinto parla di un rischioso esperimento andato fortunatamente a buon fine, facendo invecchiare questo vino genuinamente cilentano vinificato in acciaio. L'affinamento in bottiglia ha esaltato la naturale complessità del Fiano, dimostrando l'eccezionale longevità di questo prodotto, rendendolo degno compagno anche degli ottimi prodotti caseari che la Campania offre. Complimenti a Giacinto.
MarcoGrossi di Imbottigliato all'Origineha realizzato un post che descrive un'autentica svolta nel campo enologico, descrivendo il Tabula Rasa dell'Azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, nell'area dei Colli Piacentini. Il suo racconto mi rimanda alle lezioni dell'anziano ed orgoglioso preside dell'Istituto Agrario nel quale mi sono diplomato (I.T.A.S. "P.Cuppari" di Alanno-PE) quando, parlando della catastrofe epocale della fillossera, definiva le strategie degli anni seguenti, che comprendevano, in alternativa alle barbatelle con piede americano tollerante, lo sviluppo di ibridi produttori diretti da poter mettere direttamente a dimora per talea. Strategia che non ha avuto sviluppo, in quanto l'ibridazione mendeliana con la vite americana portava spesso a snaturare la tipicità delle uve. Ma in alcuni contesti sono rimaste delle piccole realtà produttive, spesso bistrattate. Marco ha invece portato il caso molto interessante della famiglia Molinelli che ha creduto in un vitigno figlio di quell'epoca (ottenuto dall'incrocio tra il Sauvignon ed uva americana), facendone stilare la scheda ampelografica da un luminare dell'Università di Piacenza e brevettandolo come vitigno di famiglia. Un vitigno di confine sotto molti aspetti, sia concettuali che geografici. Un vitigno che, alla vinificazione, può presentare molte gradite sorprese dalle intensità pari o forse superiori allo stupore che ho provato leggendo questo bellissimo post. Complimenti Marco.
Luca Risso di TheWineBlog.net ha invece descritto un prodotto meno stravagante ma non per questo meno interessante: la Malvasia Novae 2005 della Cantina Cerveteri. La particolare tecnica di vinificazione tendente a salvaguardare la composizione qualitativa dell'acidità fissa rende questo vino ricco in freschezza e piacevolezza. Il complesso aromatico tipico delle malvasie (e quindi di questa bella malvasia laziale) chiudono il quadro di un perfetto vino estivo. Complimenti Luca.
Luciano Pignataro ci ha invece riportati in Campania, facendoci respirare le atmosfere della Costiera Amalfitana, con la famosa colatura di alici di Cetara ed i cartocci di pesce fritto (in Campania chiamati "cuoppi", con vari significati) che rappresentano la tradizione di tutte le coste del Mediterraneo. Luciano, in questo idillio, ci ha sorpresi con un bel post sul Selim 2006 Spumante capsula nera dei Viticoltori De Conciliis di Prignano Cilento. Luciano descrive con attenzione questo spumante (ottenuto con uve delle cultivar Fiano ed Aglianico) in grado di mettere in discussione molti pregiudizi sugli spumanti campani e meridionali, ponendo il lettore nella predisposizione e nell'attesa di trovarsi in riva al mare con un cuoppo (il cartoccio di pesce fritto, non la donna o l'uomo spregevole!!!!) ed un bel calice di Selim. Nel rosso sfondo di un tramonto di mezza estate. Complimenti Luciano.
Mirco Mariotti di Blog&Wine ha iniziato il suo post facendo una panoramica sulle numerose cultivar di bianchi autoctoni dell'Emilia Romagna, andando a focalizzare la sua attenzione per un vitigno che per me rappresenta un mito, l'Albana, regina della Romagna. La scelta di Mirco è ricaduta sull'Albana secca DOCG "Compadrona" 2005 dell'Azienda Poderi delle Rocche. La descrizione di questo bravo blogger si sofferma sulle peculiarità del vitigno, le cui bucce sono molto ricche in polifenoli, tanto da rendere necessarie alcune accortezze nei processi di vinificazione, in modo da rendere le caratteristiche della cultivar dei veri punti di forza. I profumi e la ricchezza in glicerina dei mosti dell'Albana fanno il resto, rendendo possibile l'ottenimento di un vino piacevole e longevo, ottimo compagno di una buona piadina imolese. L'attenzione al territorio ed alle tradizioni rendono questo blogger molto interessante. Complimenti Mirco ed in bocca al lupo!!!
Jomar Brustolin di QVinho, direttamente dal Brasile, ha descritto nel suo post il Lurton Torrontes 2005, prodotto in Argentina. Il suo articolo è scritto interamente in portoghese, lingua della quale non ho purtroppo dimestichezza. Ringrazio comunque l'amico Jomar che, con la sua partecipazione, ha dimostrato ancora una volta il carattere universalista e paritario della rete ed ha sancito il profilo internazionale del vino dei blogger. Complimenti Jomar. E grazie.
Massimiliano (Max) Cochetti di Wino, ovvero Marketing di Vino, ha invece parlato, nel suo post, di un vitigno simbolo della freschezza più (meritatamente) blasonata espressa dall'enologia italiana: il Prosecco. Quello descritto da Max è il Borgo Fur di Sorelle Bronca, Colbertaldo di Vidor (TV), chiuso con la classica legatura a spago. Max parla con completezza dei profumi di questo Prosecco e del suo gusto che ben si armonizza con il clima caldo che tutti si aspettano per l'estate. Complimenti Massimiliano.
Terence Hughes di Mondosaporeè assente giustificato.
Pierluigi Salvatore di Vini dal Mondo ha realizzato un post sul Bogdanu?a prodotto dalla Vinarija Plan?i? di Svir?e (Isola di Hvar, Croazia). Il Bogdanu?a è un vitigno autoctono della Dalmazia, il cui nome significa "dono del Signore". Scusatemi se, come usa fare Maradona, mi sono appena citato in terza persona!!!
Questa edizione è stata caratterizzata dalla presenza di molti vitigni interessanti, alcuni molto blasonati ed altri poco conosciuti, portati alla ribalta dalle descrizioni appassionate dei blogger di questa settima edizione. Due i vini spumanti menzionati.
Molto piacevole, a mio avviso, anche il profilo dei produttori oggetto dei post, tutti poco conosciuti dal grande pubblico. Questi viticoltori sono quindi stati menzionati non in relazione alla loro "influenza politica" ma in base alla passione per il loro lavoro concretizzata negli ottimi prodotti espressi. Un vero successo del blogging indipendente.
L'aspetto geografico è stato davvero interessante, con un sostanziale equilibrio tra il nord ed il sud della penisola e tra i bacini tirrenico ed adriatico. I vini descritti sono stati prodotti nei seguenti territori: Campania (2), Emilia Romagna (2), Toscana (1), Veneto (1), Lazio (1), Argentina (1) e Croazia (1). Tre vini del nord Italia, due del centro, due del sud, quattro del versante tirrenico, quattro del bacino adriatico. Ed uno dal continente americano. Davvero un bel mosaico di profumi!!!
Voglio infine ringraziare i protagonisti di questa bella giornata per la passione dimostrata nella divulgazione enologica corretta e senza condizionamenti, passando il testimone al bravo Mirco Mariotti di Blog&Wine, al quale spetta ora l'onere e l'onore di organizzare la prossima edizione del vino dei blogger. La numero 8!!!
Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.
L’Australian Wine and Brandy Corporation è una organizzazione australiana che si occupa del vino del paese, lo studia e ne trae i possibili sviluppi aiutando le cantine locali. Per tutto il 2006 ha sentito i pareri delle persone coinvolte nel business del vino e si è proiettata verso il futuro con il Wine Australia: Directions to 2025. Pensate: una strategia per l’intero comprato vinicolo australiano da qui al 2025! Lungimiranti, direi. Lo studio è una fonte di informazioni preziose: un documento in 24 pagine scaricabile da chiunque in formato pdf.
Adesso, non si è certo fermata. E’ stato da poco lanciato, infatti, il Regional Heroes Tasting Challenge: un sito internet che mette alla prova i consumatori sulle loro conoscenze personali sul vino. Il sito è descritto come una virtual wine tasting.
Ecco come funziona: prendi un vino e cerchi di selezionare le caratteristiche appropriate per descriverlo attraverso un range di opzioni. Ricevi quindi un punteggio e in più la possibilità di cercare un altro vino oppure di imparare qualcosa di aggiuntivo sulle regioni del vino australiane.
Il sito è una campagna di e-marketing rivolta al consumatore inglese. Potenzialmente gli utenti coinvolti dovrebbero essere intorno ai 40 mila. Per chi vi partecipa sarà possibile vincere una cantinetta con vini selezionati dell’Australia, tra cui Clare Valley Riesling, Barossa Valley Shiraz and Hunter Semillon.
Considerazione: mentre in Italia siamo ancora a ragionare sui siti internet tradizionali, in Australia si va già oltre coinvolgendo i consumatori, rendendoli partecipi, … Questa è la concorrenza.
Il bicchiere da degustazione è un po' come il tappo per la bottiglia di vino o il cavatappi per il sommelier. Sei sempre alla ricerca di quello ideale, l'oggetto perfetto: funzionale e funzionante, leggero, facile, piacevole da maneggiare/vedere.
Sono davvero contenta di annunciare l'imminente inaugurazione della mostra "Tauromaquia", che porterà l'arte immortale di Picasso all'interno delle nostre mura medievali. Non male per un paesino di provincia eh?! ;-)
"Tauromaquia: Picasso & Dominguin"sarà visitabile dal 6 giugno al 10 luglio presso la Sala delle Feste di Soave e dall'11 luglio al 3 agosto presso il Palazzo Vescovile di Monteforte d'Alpone (5 km da Soave).
L'inaugurazione sarà questo venerdì, dalle 19 in poi; saranno con noi Lucia Bosè e FedericoStragà, che dalle 21:30 proporrà un omaggio a Frank Sinatra.
Nel mio piccolo, ovviamente non mancherò di essere presente, anche per offrire la degustazione del mio Soave Classico 2007. Ed il giorno dopo, Nellabottepiccola andrà in trasferta nei paesi nordici: Finlandia, Svezia e Norvegia mi attendono per un tour de force promozionale...
Cari amici e amiche, Tirebouchon si trasferisce causa la troppa spam che riceve sui commenti e che Splinder non riesce a contrastare, ma non solo, sono cambiato, il mio lavoro è...