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| [05/14/2008, 13:10] | Nuova grafica per Aristide |  | | Piccoli cambiamenti in casa Aristide. Debutta oggi una nuova testata, che potete osservare da subito qui sopra. E il logo del marchio "Aristide" si trasforma in quello riprodotto qui a fianco. Dopo 1.214 giorni di vita (tre anni, 4 mesi,... | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/11/2008, 12:31] | Ministro Zaia, niente pasticci e niente trucchi! |  | E intanto, mentre il tempo stringe e occorre muoversi in fretta, prima che qualcuno si metta in tasca il Brunello, a Montalcino il sempre più discusso Consorzio perde pezzi significativi. Dopo le dimissioni del presidente, il conte Francesco Marone Cinzano (con il quale ho avuto stamani un franco e sereno colloquio telefonico), sono arrivate le dimissioni di un altro grosso calibro, il presidente del Collegio Sindacale (quello che ha il delicato compito di esaminare i bilanci?), Stefano Cinelli Colombini (nella foto). Le motivazioni delle dimissioni sono contenute in una lettera, vibrante e circostanziata, che sarebbe molto interessante poter leggere? Le mie informazioni dicono che anche altri Consiglieri, componenti del tanto discusso e ormai delegittimato, Consiglio di Amministrazione del Consorzio dovrebbero dimettersi. Se così è che questi signori si diano una mossa e lo facciano al più presto oggi stesso, rendendo di fatto impossibile la riunione del Consiglio prevista per domani e l?elezione di un nuovo presidente. Non c?è tempo da perdere, forza ilcinesi cari, datevi una mossa perbacco!, per amore del Brunello e a tutela dei vostri interessi e non solo di qualcuno? Una cosa è certa: non va toccato minimamente, checché ne dicano quelli che agitano altrimenti, strumentalmente, lo spettro dei licenziamenti, della cassa integrazione, della miseria in cui cadrebbe l?economia di Montalcino, - ?se centinaia o migliaia di lavoratori (non una o due aziende) dovessero pagare il prezzo di tutto questo qui torneremmo all?emigrazione in massa degli anni ?60? se non si dovessero cambiare, il disciplinare di produzione ed il legame inscindibile, simbiotico, Brunello di Montalcino ? Sangiovese 100%. Vogliono un altro vino i fautori del cambio di disciplinare? Bene, si accomodino nella Doc Sant?Antimo oppure creino una nuova denominazione chiamandolo International Brunellino. Questo anche ad uso e consumo del ministro delle Politiche Agricole che, come riporta oggi la Nazione nelle pagine di Siena, ieri, da Mosca dove si trovava, avrebbe dichiarato: ?Noi siamo pronti alla mediazione. Se serve un disciplinare nuovo, i produttori lo preparino in tempi brevi e, come ministero, siamo pronti a confrontarci in tempi altrettanto brevi“. E poi ancora: “Il problema - ha aggiunto - va risolto anche per la nostra credibilità internazionale. Non si tratta di una questione di sicurezza alimentare. Il fatto è che da noi, magari, il grande pubblico non sa neppure che il Brunello è fatto con il Sangiovese, ma sui mercati noi siamo produttori leader e ci viene perdonato molto meno che ad altri. Questo per noi deve restare un caso isolato - ha detto ancora il ministro -. E? come trovarci di fronte ad un malato eccellente: dobbiamo curarlo subito e bene per evitare di dover intervenire in modo drastico, poi, in sala operatoria“. Bene Signor Ministro Zaia, se questa è la sua posizione, magari dopo le pressioni politiche che avrà ricevuto (ripeto G.W. Bush jr. é in arrivo a Roma e sicuramente si farà portavoce con Berlusconi delle istanze di qualche potente company con interessi a Montalcino) se questa è la sua idea di difesa del Brunello di Montalcino, bene, questo blog e altri giornalisti liberi e indipendenti, non servi di nessun interesse economico né collaterali o funzionali a questo o ad altro governo, non esiteranno a criticarla ferocemente, a sostenere che il ministro leghista è uguale a tutti gli altri ministri, democristiani, amici di Prodi, alleanzanazionalini, ecc, che l?hanno preceduto. Questo ministro e devono contribuire in prima persona a renderlo consapevole di questo i produttori per bene di Montalcino, deve mettersi bene in testa: che non c?è una maggioranza che vuole ?un disciplinare nuovo?. Che c?è invece un nucleo compatto e incazzato a questo punto, stufo di essere preso per il corbelli, e finalmente coeso e combattivo che è pronto ad uscire dal Consorzio se si faranno i pasticci, se si cambieranno, in corso d?opera, a partita in corso, le regole. Io sono pronto a coinvolgere in questa battaglia, che è la madre di tutte le battaglie, amici e colleghi, opinion leader internazionali, importatori, enotecari, buyer, wine merchants. Giù le mani dal Brunello, il disciplinare non si tocca, checché ne dicano vecchi stregoni e furbetti vari! Il Brunello di Montalcino ed il Sangiovese 100% sono sinonimo, chi deciderà altre cose, si prenderà la responsabilità e verrà additato come colpevole, di aver decretato la fine di un mito di un grande vino. E allora sì, la crisi di un comparto economico che sul Brunello di Montalcino vive. p.s. Lunedì 16 giugno il ministro Zaia sarà a Verona ad inagurare il 31° Congresso Mondiale della Vigna e del Vino e la sesta Assemblea Generale dell?O.I.V. Cari produttori di Montalcino che avete a cuore la sorte e l?interesse del vostro vino, cosa ne direste di marciare su Verona e andare a fare sentire direttamente al ministro la vostra voce? Lui, sul sito del Ministero ?ribadisce che per essere ricevuti dal Ministro non è necessario protestare perché il Ministro è a disposizione di tutti, come in molti hanno già avuto modo di sperimentare?. Quale migliore occasione per farsi ascoltare da lui? | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/11/2008, 19:26] | Italia in Rosa a Moniga |  | Si svolgerà a Moniga del Garda (BS) la prima edizione di Italia in Rosa, nei giorni 28 e 29 giugno 2008. Trattasi della prima manifestazione enologica nazionale dedicata a questa tipologia di vino, spesso bistrattata, ma che il mercato sta cominciando ad apprezzare. Saranno in degustazione circa 250 vini, tra fermi e bollicine, in rappresentanza delle 20 regioni italiane, questo è l’elenco dei vini presenti. Oltre alla ricca degustazione sabato 28 un talk show dal titolo “Il Terzo Polo-Le Scuole Italiane del Rosato”, con una ricchissima partecipazione, vedi la lista e gli argomenti trattati. Altre informazioni al sito istituzionale della manifestazione. Che dire, se siete amanti dei Rosati e volete farvi un bel fine settimana sul Lago di Garda, questa è l’occasione giusta, e poi così tanti vini rosati in assaggio in una sola volta non si sono mai visti. Max Pigiamino Perbellini | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/25/2008, 07:06] | Bursting the Bubble |  | A little less than a year ago I wrote this post, about a friend of mine who was mentoring wealthy friends in his neighborhood on how to live. Since then, some of those people who live in that neighborhood (in Dallas it?s called ?the Bubble?) have had to readjust their lives somewhat. Sell a Ferrari or two, downsize to a Maserati and a Land Rover. Move from their 12,000 square feet home to a smaller 8,000 size. Maybe only a month in Aspen in the summer, rather than the whole season. Or opting out of spending August in Sardegna to scale down to a few weeks in the yacht off Portofino. Yes, life is rough for the alto-borghese, here in gli Stati Uniti. Several folks have asked me to guide them in the appreciation of wine, life and things Italian. They have asked me to set them up in Sicily and Sardegna this summer. They are cruising in mega-yachts that offer the comfort of things recognizable while in a world they aren?t so familiar with. Why even go to Italy? I find it to be a futile exercise; why not stay home? The money is familiar, the language is recognizable, the food doesn?t challenge one?s idea of what food should be, and there are always inexpensive fruity wines from out West that they can stock up, from their local big box. What more could one ask for? That?s what we have been fighting all these wars for in the last hundred or so years, so we could protect our way of life. Well, that bubble is bursting, big time. Everywhere you look, the paradigm is shifting. Everything is changing. Everything. Where do we start? Let?s take simple wine, everyday stuff. On another wine blog, this one with a post about a wine that costs less than 3 bucks, check out the comments. It?s pretty amazing what people can talk themselves into. Saturday we had a family reunion at a park in central Texas and the rule was no glass. So like a rule-abiding citizen, I brought this box wine. When I came up to the event, some of the folks thankfully had some Giuseppe Cortese wines from Italy (part of the family has the name Cortese). I felt a bit of a fool hauling my box wine. Then I saw jugs of wine that I took for Carlo Rossi. Actually, some of the family just re-used the bottles for their home made sweet red and slightly-drier rosé. The rosé was refreshing and simple. Back to the box wine. In the shade of 95° F weather, it satisfied the need for a liquid to go with the Italian-style baked chicken. I wasn't embarrassed to say I liked it in that moment, or did I talk myself into it? Driving the car downhill and slipping it into neutral, why not? At the bottom of the hill there?s the inevitable red light. Who needs a Ferrari in this kind of time? You?ll get home at any rate. Or the doctor will call you up and interrupt the plans you?ve made for your life with the news that you have brain cancer. And you must shift gears, just like that. Last night, while a dear old friend was breathing his last breaths I was lying in the pool staring up at the sky. My sparrow hawk family was foraging for dinner for their fledglings. The bubble is a circle in three dimensions, and the circle of life continues. So while we try to find a wine to like for under $15 the stuff of life passes me by, as I shift down to 60 and head for the slow lane of life. There?s just too much going on to worry about a fuel surcharge or a foolish brother trying to wrestle money from his newly widowed mom. Yesterday I decided to take a walk around lunchtime. I was escaping the cube farm, which was cold enough to force me out into the Texas heat. I went out walking, when colleagues passed by me coming back from lunch. Moments later, one of them called. ?Is everything alright?? ?Yes, I?m okay, just trying to thaw out from the office.? Maiden voyage in these parts, to actually be walking around, like some kind of modern day Vespucci. Breaking out of the bubble. People are telling me they have to downsize from three homes to two, from a Ferrari to a Maserati. But on the trail I am seeing people who are trying to decide if they should buy food or gas. One person told me they could buy a foot long from Subway for $5 everyday, and eat it for lunch and dinner, and they could exist with a budget of $150 a month for food. In El Paso and Las Vegas the gas stations are restricting purchases to $50 and $75 per transaction. Sounds like rationing to me. $75 to fill up a truck, half the monthly food budget for the new paradigm. Scary stuff. And we?re worrying about touring a winery in Sicily or Sardegna with some psycho-pop culture guru? Is that "living a life that is more in tune with your "authentic" self (who you were created to be) or your "fictional" self (who the world has told you to be)?" Maybe it?s a little like the lawn chair man, tying helium-filled balloons to his chair, and when he is ready to come back down to earth, he bursts them as he needs to. So you sell a Mercedes or a condo in Florida and come back down to earth. You go to Wal-Mart and buy some Chardonnay for under $3 or you head to your local Piggly-Wiggly for boxes of chicken and chardonnay. The paradigm is shifting. So are the currents. Hang on to your bubble before the winds of change blow it away.  | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/16/2008, 11:29] | Wine Time |  | La scorsa settimana ero a Roma per alcuni impegni di lavoro. Uno di questi impegni si è concluso con aperitivo cena e digestivo al Wine Time, wine bar e ristorante vicino a Castel Sant’Angelo. Questo bel locale si trova infatti in Piazza Pasquale Paoli. Come aperitivo, ho preso un paio di Negroni. I miei compagni di merende (Alessio, Angelo e Elena: i primi due sono tra i coautori di Drink a drink, Elena invece ogni tanto scrive anche qui su Di vino & cibo) invece si sono scolati un paio di Americani (che Bacco abbia pietà di loro). Quando Alessio ed Elena ci hanno lasciati per rientrare in Toscana, Angelo mi ha chiesto se volessimo cenare lì o cambiare ristorante. Dato che al Wine Time avevo cenato un anno fa (anche in quell’occasione, Angelo presente) e quindi ricordavo che si mangiava molto bene, ci siamo fermati. E così, tra un bel tagliere di formaggi e salumi ed un filetto di manzo (rigorosamente grondante sangue), ci siamo riempiti la pancia e sollazzati lo spirito (e magari Angelo nei commenti mi ricorderà che vino ci siamo scolati…). Per finire in bellezza la serata, due bicchieri di Macallan Fine Oak 18. Se volete leggere qualcos’altro sul Wine Time, potete leggere un post scritto da Angelo su Drink a drink. Per finire, le informazioni utili: Wine Time Piazza Pasquale Paoli, 15 - 00186 - ROMA Telefono e fax: (+39) 06.68.75.706 E-mail: wine@winetime.it Chiuso la domenica. Orario di apertura: dalle 12.00 alle 02.00 | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/24/2008, 23:15] | E Wine Spectator recensì il Bardolino |  | Toh, Wine Spectator, la Bibbia americana del vino, torna ad accorgersi che c'è il Bardolino. Se si va a vedere on line il mostruoso (come dimensioni) archivio delle recensioni enoiche della rivista a stelle e strisce, si nota che le ultime bottiglie bardoliniste recensite erano due Superiori annata 2003 (e quindi, presumibilmente, pubblicati nel 2005, visto che i vini sono usciti a novembre dell'anno prima). Prima, quasi tutta roba di inizio anni Novanta. Poi, più niente. Ora ecco ricomparire qualche bottiglia di Bardolino. Tre, per l'esattezza, tutti del 2006: Bardolino 2006 Monte del Frà Bardolino 2006 Le Fraghe Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2006 Vigneti Villabella. I punteggi? Non li conosco: mica sono abbonato anche alla versione on line del magazine (mi basta quella cartacea). So che quello delle Fraghe ha ottenuto 84 centesimi, che non è poco. Se Marica mi comunica il rating del Bardolino Monte del Frà e Franco o Tiziano quello di Villabella... | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/28/2008, 12:16] | Il blog di Don Sebastiani & Sons? |  |  Pochi giorni fa avevo scritto una bozza a proposito del blog di Don Sebastiani & Sons che tuttavia devo modificare. Inizialmente, andando sul sito dell’azienda si poteva leggere nel menu in alto la parola Blog. Oggi, però, quella parola è stata modificata in Press. Inutile dire che la recensione che avevo fatto di quel blog era molto negativa: tutto poteva apparire tranne un blog! E’ una semplice pagina in cui vengono visualizzati tutti i comunicati stampa in ordine cronologico. In sostanza: il termine Blog non era per nulla pertinente. Un blog non è il contenitore dei comunicati stampa: è conversazione. La notizia l’avevo scoperta su The winery web site report, ottimo blog che ogni tanto fornisce alcuni spunti interessanti sui movimenti dei siti delle cantine. Lo stesso sito diceva: Sorry, Don, but that is *not* a blog A parte il fatto che si tratta di comunicati stampa, da segnalare l’altro punto negativo: “Both comments and pings are currently closed. Comments are closed”. Naturalmente: chi commenterebbe un comunicato stampa asettico, promozionale e via discorrendo? Oggi, poi, mentre ricontrollavo la bozza mi sono imbattutto di nuovo nel post di The winery web site report scoprendo che la parola Blog è stata sostituita con la più pertinente Press. Nello stesso post potete leggere un commento molto interessante, fatto dalla stessa azienda ad opera di Tyson Caly: I just replaced the word Blog with the word Press. It’s certainly more accurate in describing what that part of the website is. Funny you should post about this very thing as it’s something we just talked about fixing last week. We had thought of writing a Blog long long ago, and sadly it never happened. In any case, thanks for bringing it up! Next up is to work out the Feed issue. Qualche considerazione è d’obbligo: 1. L’azienda ha fatto uno sbaglio e lo ha corretto. Sarà perchè The winery web site report ha fatto una recensione così negativa ma giusta? Non ha caso la stessa azienda ha risposto lasciando un commento e correggendo. 2. Stanno lavorando all’implementazione dei Feed: ottimo esempio di utilizzo di questa tecnologia mettendola a disposizione di chiunque voglia seguire i comunicati stampa aziendali. ShareThis | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/21/2008, 13:00] | la cucina nel sangue |  |  Il caldo finalmente ci attanaglia. Continuo a pensare che il miglior rimedio sia un buon libro, al fresco di qualche albero frondoso, sotto al quale magari terminare anche il labor limae sul racconto da inviare per il concorso "I giorni del vino e delle rose"....Il termine è fissato per il 30 giugno. Un consiglio per la lettura, L?abbuffone del grande Ugo Tognazzi. A seguire, la visione de La grande abbuffata di Marco Ferreri. Dalla presentazione del libro L?abbuffone di Ugo Tognazzi. Storie da ridere e ricette da morire. Con una testimonianza di Alberto Bevilacqua. Versatile attore e cuoco magnifico, Ugo Tognazzi tenne per anni gustose riunioni conviviali nella sua villa di Velletri, accogliendovi parenti, compagni di lavoro ed amici, che allietava con le sua estrosità di gastronomo e di anfitrione. Per le sue cene, ormai leggendarie, egli attingeva a piene mani dall?enorme frigorifero troneggiante in cucina, zeppo di ogni ben di Dio, considerato come la ?cappella di famiglia?. Questo libro nasce dalla sua inesausta passione per i fornelli e per la tavola imbandita, e dalla sua esperienza di interprete (con Michel Piccoli, Marcello Mastroianni e Philippe Noiret) del film di Marco Ferreri La grande bouffe. E così, alternando un ricordo di gioventù, una saporosa ricetta e il racconto degli episodi ora lieti ed ora malinconici accaduti sul set, il grande Ugo non solo ci insegna che mangiare bene è uno dei più squisiti piaceri della vita, ma ci sorprende anche con la sua bravura di scrittore. Per approfondire: http://www.mensamagazine.it/articolo.asp?id=590 | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/07/2007, 19:43] | Vino dei Blogger #7: Tabula Rasa - Molinelli |  | 
Avrete capito leggendomi che ho una particolare predisposizione per i vini dei Colli Piacentini. Perchè le mie radici affondano in quella terra, che non è più Lombardia ma non è ancora Emilia piena, terra di mezzo per eccellenza. Un non luogo geografico, potrei dire, terra di confine da sempre un po' combattuta tra l'essere di "qua" o di "la". E come tutte le terre di confine, foriera di eccellenze in tutti i campi. Nelle persone, nel cibo (Piacenza è l'unica provincia Italiana ad avere tre DOP nei salumi: pancetta, salame e coppa) e nel vino.
Perchè il terroir dei Colli Piacentini non ha nulla da invidiare ad altre zone. Il substrato è bene o male lo stesso che dalle Langhe scende giù verso i colli Tortonesi, attraversa l'Oltrepo', percorre la provincia di Piacenza e si butta verso Parma e Bologna. Terreni di marne argillose e calcaree, del periodo tortioniano e elveziano, fondi marini emersi (e lo si può capire camminando nelle campagne intorno a Castell'Arquato, dove si trovano più conchiglie che a Rimini) dove solo questioni storico-culturali e climatologiche hanno "sviluppato diversamente" la viticultura rispetto a zone più blasonate.
Se a questa predisposizione naturale aggiungiamo anche un attento lavoro sia sui vitigni tradizionali -i due del taglio piacentino in primis e la malvasia- che su quelli meno conosciuti, raggiungiamo punte di eccellenza.
E' il caso del vino in questione, il Tabula Rasa dell'azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, che va oltre all'essere autoctono. E' di fatto l'uva di famiglia. Vitigno riscoperto in maniera casuale nei vigneti di famiglia negli anni '60, è stato fatto analizzare da varie università alla ricerca delle sue origini ampelografiche, senza risultato. Si è quindi provveduto a stilare una nuova scheda, a cura del Prof. Fregoni dell'Università di Piacenza, "brevettando" così una nuova tipologia, l'uva Molinelli, appunto, forse frutto di un incrocio tra Sauvignon e uva americana, e coltivata franca di piede.
Imbottigliato come Vino da Tavola per ovvie ragioni, il vino si presenta con un colore giallo paglierino tendente al dorato, molto acceso e vicino a quello di alcuni Riesling alsaziani. Il naso di prima battuta è un po' monocorde ed eccessivamente piacione, ma con un po' di pazienza esce la complessità del vino fatta di note fumée, di mostarda e di ghiaia bagnata ma non eccessive e austere, anzi, al naso persiste una rotondità sorprendente, quasi da vino con un certo residuo zuccherino. In bocca una sopresa, lama di acidità a tenerlo vivo, sparisce il dolce apparente che si avvertiva al sostituito da una grande sapidità, quasi salina. Finale sauvignoneggiante, forse un po' amaro e non lunghissimo, ma penso di più non si possa proprio chiedere a questo campione anche nel rapporto qualità prezzo. E il 2006, assaggiato dalla botte, è ancora più strutturato e sorprendente. Lasciamolo in cantina qualche anno, e vediamo cosa ne viene fuori.
E se avete tempo, fate un giro in cantina: l'incontro con Ginetto Molinelli, una forza d'uomo con un'energia e una determinazione che hanno in pochi, vale da solo il viaggio! | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/12/2008, 15:39] | Una grappa per le serate di relax |  | La sezione delle grappa, come potete vedere, s’è arricchita di un nuovo post. Qualche sera fa, ho sorseggiato assieme a mio padre una gran grappa delle distillerie Bonollo. Era la Grappa Of Amarone Barrique. Ora, so benissimo che ci sono scuole e controscuole di pensiero sul distillato italiano per antonomasia. C’è chi vuole grinta, irruenza, grado alcoolico, ruspante durezza dalla grappa. E c’è chi invece può concedere una chance a grappe più morbide, più chiaroscurate, più meditate, per così dire. Io amo ambedue i tipi. Unica condizione: che siano buone. La Of Amarone ricade senz’altro nella seconda categoria, senza arrossire. Del resto, l’impiego delle barrique (che, dicono in azienda, prima del 1999 nessun altro grappaiolo usava) lo testimonia. E’ una grappa cognacheggiante, se mi consentite il neologismo. Il colore è ovviamente ambrato scuro, tipico della tipologia. I profumi tendono alla dolcezza, così come in bocca è vellutata, persistente, carezzevole. Le vinacce d’Amarone danno struttura e nerbo. Grappa “da signorine”, direbbe qualcuno. Invece no: grappa equilibrata, imponente, per tutti, per chiunque apprezzi il piacere sincero di un calice serale in compagnia. Il sito aziendale la vende anche. 37 euro a bottiglia. Direi che sono ben spesi. E’ una grappa che riesce ad essere sia da meditazione che da conversazione. Va bevuta da sola, magari accostandola a un sigaro (ideale l’Antico Toscano) o a una buona pipata (Davidoff miscela verde, caricata in una pipa possibilmente grande e lunga, che duri almeno un paio d’ore). Distillerie Bonollo Umberto Via G. Galilei, 6 Mestrino (Padova) Tel. 0499000023 | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/25/2008, 19:24] | Formati pubblicitari speciali: peel adv |  | L'effetto peeling (in italiano qualcosa di simile a "sbucciatura"), consiste nell'apporre sull'homepage del sito ospitante un particolare effetto che in assenza di azione da parte dell'utente si presenta in questo modo : In presenza di uno spostamento del mouse dell'utente sulla piccola "sbucciatura" della pagina, si apre invece una pubblicità sottostante con un effetto simile a quello che si ha quando si sfogliano le pagine di un libro. Questa immagine è ovviamente collegata alla pagina di destinazione dello spot. Ecco un esempio di quel che accade quando un utente posiziona il proprio mouse sul piccolo spazio in alto a destra dell'immagine precedente : Si tratta sicuramente di un effetto piacevole e discreto che non disturba l'utente in fase di navigazione come fanno per esempio le fastidiosissime e ormai desuete pop up, bloccate ormai da quasi qualsiasi browser. L'effetto peeling si fa notare solo nel momento in cui è l'utente ad incuriosirsi e a puntare il mouse sopra lo spazio pubblicitario in piccolo e non viceversa. Il peel advertising è uno strumento che VinoClic vende sui siti dei propri editori come sponsorizzazione fissa su base mensile. Per informazioni, clicca qui. | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 01:00] | Sinergia per la comunicazione |  | Comunicare meglio, adesso Sempre sul tema delle 'pr e comunicazione', vorrei segnalarvi un'interessante sinergia nata tra me e VinoClic (concessionaria di pubblicità on line), per permettere alle aziende del w&f di 'approcciare' ad una programmazione in ambito comunicazione. E' nato questo progetto di comunicazione integrata per la piccola e media impresa che unisce le forze, le competenze e le esperienze acquisite in anni di lavoro nel campo della comunicazione e delle pubbliche relazioni, dell?editoria, dell?advertising online e dell?organizzazione eventi.
Abbiamo elaborato una serie di pacchetti per ?comunicare meglio?, facili e chiavi in mano, che non hanno certo la presunzione di essere definitivi ma che già consentono un primo approccio a strumenti di comunicazione professionali con un investimento non impegnativo (o quasi).
Partendo da un?offerta base, in grado di sopperire alle primarie necessità di comunicazione, è possibile scegliere il grado di coinvolgimento e di collaborazione sinergica che si desidera attuare fino a giungere ad un vero e proprio lavoro fianco a fianco con l'azienda in grado di rinnovare e ristrutturare completamente il linguaggio i modi e le tecniche di comunicazione aggiornandole al web 2.0, alla conversazione e al confronto.
I singoli pacchetti sono stati pensati per svilupparsi almeno nell'arco di almeno 9/12 mesi, periodo per avere qualche riscontro a livello di visibilità e consolidamento dell'immagine aziendale. Abbiamo quindi elaborato tre tipologie di offerte, tutte caratterizzate dal fatto di comprendere una campagna pubblicitaria on line e attività di ufficio stampa.
I 'pacchetti' sono stati elaborati, pensando alle esigenze delle aziende agricole che gravitano intorno alla community Vinix
Spero che questa sinergia possa aiutare a comprendere, concretamente, come si possa sviluppare un progetto di comunicazione. Il link al progetto: sinergia
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| [05/21/2008, 18:04] | dirty laundry winery ...rebranding case study |  | 
Il nome di una lavanderia cinese di metà '800, che serviva anche da bordello per i 15.000 cinesi usati per la costruzione di una ferrovia nell'Okanagan Valley . Un'etichetta bianca con dei ghirigori in rilievo. Un ferro da stiro rosso in stile ottocentesco. Un bel font molto delicato per scivere Dirty Laundry....
....E quindi ?

E quindi complimenti a quest'agenzia di comunicazione made in U.S.A. per aver stravolto e ribaltato l'immagine della Scherzinger Estate Winery !
Alla Scherzinger Estate Winery nonostante producessero degli ottimi vini, non riuscivano a decollare sul mercato.
Un nuovo nome ed una nuova identità...una storiella carina, un'etichetta curiosa ed un nuovo sito web 2.0 . Ecco come ne parla l'agenzia BRANDEVER che ha pianificato il rebranding di Dirty Laundry
" Scherzinger Estate Winery always produced exceptional wines.
Yet restaurants, retailers and consumers were not clamoring for their product.
Might it of been their Deutsch-inspired brand name?
A re-branding initiative was in order.
Brandever uncovered a local, turn-of-the-century story of a Chinese laundry in the Okanagan Valley that also served as a bordello.
We coined the name ?Dirty Laundry?. An eyebrow-raising name that begged for this titillating story to be told.
For packaging, we opted for a crisp white label, a red iron and a swirly steam pattern.
Upon closer inspection of the steam design, some curvaceous nudes are uncoveredWe introduced Dirty Laundry to the crème-de-la-crème restaurants in British Columbia.
They all raved about it.
The winery won numerous wine awards, and captured the Best Label Design medal at the 2005 Okanagan Fall Wine Festival.
Dirty Laundry became an overnight sensation. Sales instantly increased 525%.
And now, Dirty Laundry Vineyard has another problem:
? keeping up with demand " | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/26/2008, 18:30] | Polvere di Stalle entra nel network |  | Ricette facili per tutti da uno chef? Eccole proposte in questo nuovo blog che nasce dall'esperienza ormai consolidata del Bistrot Chez Maurice, quasi una sua costola. Maurice, l'autore di entrambi, mette qui a disposizione la sua esperienza professionale, per neofiti e cuochi casalinghi già esperti. Le ricette, complete di foto, sono qui esposte secondo l'esatta cronologia di esecuzione delle preparazioni. Dove necessario l'autore inserisce trucchi, variazioni e commenti per la migliore riuscita del piatto. Un sito da mettere assolutamente nei propri feed. Sheda completa editore su VinoClic | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/15/2008, 17:08] | Uvaromatica entra nel network |  | Uvaromatica, il blog condotto dalla torinese Silvana Sarti, entra a far parte del network VinoClic. Silvana è esperta enotecaria di professione, Sommelier e Degustatore Ufficiale Ais, nonché appassionata di buona tavola e viaggi enogastronomici con l'hobby della cucina e il pallino del foodblogging. Qui la scheda completa di UvAromatica | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/21/2008, 18:15] | Vellutata tiepida al bardolino e spezie |  | | Ecco una vellutata semplice nella preparazione e ingredienti. Tuttavia, semplicità non vuol dire penalizzare gusto e bontà, caratteristiche salienti di questa portata. Si procede facendo fondere il burro con qualche foglia di rosmarino e, una volta che si è insaporito si filtra il tutto e si aggiunge la farina 00 passata [prima al setaccio] [la proporzione è di 100/100]. Si deve formare il caratteristico roux, che in questo caso non dovrà prendere colore. A fuoco basso mescolare il composto bene, con un mestolo. Unire quindi un bicchiere di Bardolino Albino Piona mescolando la vellutata. In seguito aggiungere un paio di mestoli di brodo caldo prima schiumato e filtrato, cercando di formare una crema né troppo densa né troppo liquida. Il consiglio è quello di aggiungere poco brodo osservando il risultato. Far sobbollire per circa 3 minuti, quindi aggiustare di sale, pepe bianco e poca noce moscata. Il colore della vellutata sarà di un rosso tenue, molto particolare. Servire la vellutata su singolo piatto, con un filo di olio evo, prezzemolo trito e pepe. A lato potrebbe andar bene un saporito crostone passato e dorato al burro. Abbinamento con il Bardolino Piona, naturalmente. | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/09/2008, 15:03] | Un uvaggio dell?Oltrepò ben longevo |  | Nel pranzo (o cena) domenicale, la sorpresa vinicola è sempre in agguato. E una volta di più viene dal vituperato Oltrepò Pavese. Aziende che magari si conoscono nella loro sostanza qualitativa, sono capaci di colpi d’ala ancora più inattesi se solo ci si azzarda a far riposare i loro vini. E’ il caso dell’Azienda Agricola Bellaria. Paolo Massone, il nume tutelare di questa realtà di Casteggio (Pavia), è un vero innamorato del suo territorio. Nelle manifestazioni dedicate all’Oltrepò Pavese, oltre che in numerose interviste, lui sempre sottolinea e difende le potenzialità vinicole della sua zona. E non si limita alle parole: i suoi vini fanno parte a buon diritto di quel bouquet di etichette che l’appassionato deve conoscere per farsi un’idea decente del triangolo oltrepadano. Massone è un grande sostenitore del vitigno bonarda, uno dei simboli della zona. Ciononostante, il vino che ieri sera ho stappato era un Bricco Sturnèl 2001, che tenevo in cantina già da qualche tempo, e che si è rivelato ottimo sopra il semplice filetto di bue alla piastra. E’ un uvaggio di cabernet sauvignon (80%) e barbera. Il vino, subito dopo la vendemmia, è stato messo nelle botti di legno piccole, dove è rimasto due anni, per poi farsi un altro anno di bottiglia. Uva straniera e italica danno luogo a un intrigante matrimonio, un accoppiamento proprio solido. Cabernet e barrique, certo, hanno influito sulla veste: un rosso rubino di rara intensità, senza cedimenti a unghie granate nemmeno a sette anni dalla raccolta. I profumi emergono con la dovuta calma: si percepisce un poutpourri di fiori secchi ed erbe aromatiche, senza scordare l’albicocca secca, un poco di fieno tagliato e persino una nuance di borotalco e sapone di Marsiglia, molto gradevole. Il tutto immerso nell’inevitabile, gradevole fruttato rosso di fondo. Sapore armonico, senza scompensi, composto nel tannino, ricco nella personalità, lievemente sapido, ben persistente. Col filetto è andato benissimo. | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 01:00] | Produttori: Cantina del Tufaio |  | | E' sempre un piacere incontrare Claudio Loreti, vignaiolo da generazioni ma soprattutto per passione, costantemente alla cura dei suoi vigneti e della sua cantina. Una passeggiata scambiando quattro chiacchiere tra i filari dei vigneti siti... | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 02:00] | Il marito muto |  | | Chiedo scusa se parlo di Maria, ma è una storia che conosco bene... Mi girano sempre in testa le parole della canzone di Giorgio Gaber quando penso a Il marito muto, primo romanzo di Claudio Castellani in uscita tra qualche... | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/21/2008, 11:23] | Il blog di Robert Mondavi Winery: coming soon |  |  Se vi viene la briga di navigare nel sito della Robert Mondavi Winery noterete che da poco tempo c’è una novità: nella sezione “Winemaking” nel menu in alto appare la dicitura: “Grape to Glass Blog”. Se ci cliccate esce un bel “Coming Soon!” La notizia ce la passa direttamente Uncork29.com che garantisce: la scorsa settimana quel link non esisteva. I big del vino quindi stanno diventando sempre più blogger del vino: aspettiamo di vedere cosa ne viene fuori. ShareThis | | TrackBack> |  |  |  |
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