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Mondo Di Vino
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[06/25/2008, 18:46] 100!
melbourne

....meno 5 al 30 di giugno!

Stanno scadendo i termini per la presentazione dei testi del concorso letterario di Villa Petriolo "I giorni del vino e delle rose" ed i vostri racconti sono giunti al bel numero di 100! Tondo tondo, numero perfetto. Che sorpresa ci riserverà questa settimana?!! Un'autentica emozione scoprire nella posta al mattino quante buste sono arrivate a Villa Petriolo: grazie a tutti i nostri scrittori, di cuore.

In attesa di leggervi tutti, mi piace riportarvi queste parole di Italo Calvino: ?... scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi? Dall?altro lato delle parole c?è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione?.
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[06/11/2008, 12:31] Ministro Zaia, niente pasticci e niente trucchi!

melbourneE intanto, mentre il tempo stringe e occorre muoversi in fretta, prima che qualcuno si metta in tasca il Brunello, a Montalcino il sempre più discusso Consorzio perde pezzi significativi.
Dopo le dimissioni del presidente, il conte Francesco Marone Cinzano (con il quale ho avuto stamani un franco e sereno colloquio telefonico), sono arrivate le dimissioni di un altro grosso calibro, il presidente del Collegio Sindacale (quello che ha il delicato compito di esaminare i bilanci?), Stefano Cinelli Colombini (nella foto).
Le motivazioni delle dimissioni sono contenute in una lettera, vibrante e circostanziata, che sarebbe molto interessante poter leggere?
Le mie informazioni dicono che anche altri Consiglieri, componenti del tanto discusso e ormai delegittimato, Consiglio di Amministrazione del Consorzio dovrebbero dimettersi. Se così è che questi signori si diano una mossa e lo facciano al più presto oggi stesso, rendendo di fatto impossibile la riunione del Consiglio prevista per domani e l?elezione di un nuovo presidente.
Non c?è tempo da perdere, forza ilcinesi cari, datevi una mossa perbacco!, per amore del Brunello e a tutela dei vostri interessi e non solo di qualcuno?
Una cosa è certa: non va toccato minimamente, checché ne dicano quelli che agitano altrimenti, strumentalmente, lo spettro dei licenziamenti, della cassa integrazione, della miseria in cui cadrebbe l?economia di Montalcino, - ?se centinaia o migliaia di lavoratori (non una o due aziende) dovessero pagare il prezzo di tutto questo qui torneremmo all?emigrazione in massa degli anni ?60? se non si dovessero cambiare, il disciplinare di produzione ed il legame inscindibile, simbiotico, Brunello di Montalcino ? Sangiovese 100%.
Vogliono un altro vino i fautori del cambio di disciplinare? Bene, si accomodino nella Doc Sant?Antimo oppure creino una nuova denominazione chiamandolo International Brunellino.
Questo anche ad uso e consumo del ministro delle Politiche Agricole che, come riporta oggi la Nazione nelle pagine di Siena, ieri, da Mosca dove si trovava, avrebbe dichiarato: ?Noi siamo pronti alla mediazione. Se serve un disciplinare nuovo, i produttori lo preparino in tempi brevi e, come ministero, siamo pronti a confrontarci in tempi altrettanto brevi“.
E poi ancora: “Il problema - ha aggiunto - va risolto anche per la nostra credibilità internazionale. Non si tratta di una questione di sicurezza alimentare. Il fatto è che da noi, magari, il grande pubblico non sa neppure che il Brunello è fatto con il Sangiovese, ma sui mercati noi siamo produttori leader e ci viene perdonato molto meno che ad altri. Questo per noi deve restare un caso isolato - ha detto ancora il ministro -. E? come trovarci di fronte ad un malato eccellente: dobbiamo curarlo subito e bene per evitare di dover intervenire in modo drastico, poi, in sala operatoria“.
melbourneBene Signor Ministro Zaia, se questa è la sua posizione, magari dopo le pressioni politiche che avrà ricevuto (ripeto G.W. Bush jr. é in arrivo a Roma e sicuramente si farà portavoce con Berlusconi delle istanze di qualche potente company con interessi a Montalcino) se questa è la sua idea di difesa del Brunello di Montalcino, bene, questo blog e altri giornalisti liberi e indipendenti, non servi di nessun interesse economico né collaterali o funzionali a questo o ad altro governo, non esiteranno a criticarla ferocemente, a sostenere che il ministro leghista è uguale a tutti gli altri ministri, democristiani, amici di Prodi, alleanzanazionalini, ecc, che l?hanno preceduto.
Questo ministro e devono contribuire in prima persona a renderlo consapevole di questo i produttori per bene di Montalcino, deve mettersi bene in testa: che non c?è una maggioranza che vuole ?un disciplinare nuovo?.
Che c?è invece un nucleo compatto e incazzato a questo punto, stufo di essere preso per il corbelli, e finalmente coeso e combattivo che è pronto ad uscire dal Consorzio se si faranno i pasticci, se si cambieranno, in corso d?opera, a partita in corso, le regole. Io sono pronto a coinvolgere in questa battaglia, che è la madre di tutte le battaglie, amici e colleghi, opinion leader internazionali, importatori, enotecari, buyer, wine merchants.
Giù le mani dal Brunello, il disciplinare non si tocca, checché ne dicano vecchi stregoni e furbetti vari!
Il Brunello di Montalcino ed il Sangiovese 100% sono sinonimo, chi deciderà altre cose, si prenderà la responsabilità e verrà additato come colpevole, di aver decretato la fine di un mito di un grande vino. E allora sì, la crisi di un comparto economico che sul Brunello di Montalcino vive.
p.s.
Lunedì 16 giugno il ministro Zaia sarà a Verona ad inagurare il 31° Congresso Mondiale della Vigna e del Vino e la sesta Assemblea Generale dell?O.I.V.
Cari produttori di Montalcino che avete a cuore la sorte e l?interesse del vostro vino, cosa ne direste di marciare su Verona e andare a fare sentire direttamente al ministro la vostra voce?
Lui, sul sito del Ministero ?
ribadisce che per essere ricevuti dal Ministro non è necessario protestare perché il Ministro è a disposizione di tutti, come in molti hanno già avuto modo di sperimentare?. Quale migliore occasione per farsi ascoltare da lui?

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[05/06/2007, 15:52] Vino dei blogger #6. Riepilogo dei partecipanti.
Prendo il testimone dell'iniziativa da Aristide facendo un breve compendio dell'iniziativa dedicata ai rosati.

I blogger che hanno partecipato all'ultima edizione del "Vino dei Blogger#6" con un post dedicato sono i seguenti:

Complimenti a tutti questi bravissimi appassionati dell'arte enologica. Appuntamento alla prossima tornata del vino dei blogger..la numero 7.

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.
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[04/30/2008, 16:00] Mangia tanti grassi e vivrai sano: lo ha detto il dottore

Riporto un pezzo di un post di Andrea Lanini:

I prodotti ?light? in realtà sono ?heavy?. I cibi scremati e sgrassati sono deleteri. Volete galleggiare nell?aria come le divine creature degli spot? E mantenere il cuore e le analisi in ordine? E dunque vivere sani e forti, allegri e aitanti, vispi e scattanti? Allora mangiate cibi grassi. Ma certo, proprio quelli: burro, uova, pancetta, pane, strutto. E formaggi (eccellenti quelli di pecora e di capra), carni (salutare quella di maiale).
Come pure olio extravergine a volontà. Il lardo di Colonnata a colazione è la ciliegina sulla torta (possibilmente alla panna). Se non ci credete, se vi sembra strano, o troppo bello per essere vero, provate a chiedere al dottor Francesco Perugini Billi.
Nel suo libro, “Mangia grasso e vivi bene“, a grande richiesta recentemente ristampato da Edizioni Junior, spiega i perché e i percome. Dimostrando tutto scientificamente, dati alla mano.

Fermo restando che i cibi light spesso sono light solo nel nome, mi sembra - da ignorante in materia e amante dei cibi grassi - più una provocazione che altro… Però incuriosisce melbourne

Piccola nota finale: vorrei incorniciare il commento di Roberto e lo riporto pari pari.

Certo che mangiare cadaveri sia sano: lo è sempre stato e sempre lo sarà!
Per milioni di anni l?uomo ha cacciato animali per sè e la propria specie, è il ciclo della vita. Poi ha scoperto il fuoco e di conseguenza come rendere più appetitose le prede cacciate, poi ha scoperto il sale e come mantenerle a lungo come scorta per gli inverni quando cacciare diventava più difficile e gli animali cadevano in letargo.
Non c?è niente di più bello che variegare la propria dieta: amo tantissimo qualsiasi verdura che consumo in gran quantità ogni giorno ma non saprei resistere ad una bella fiorentina arrostita sulle braci d?olivo come faceva mia nonna. Il castrato col suo grasso bruciacchiato e croccante tutt?attorno è qualcosa che ci arriva direttamente dal paradiso e il solo profumo, da lontano, delle carni alla brace è il più sublime degli inviti. Perchè rinunciare ai tortellini che mia madre fa ancora a mano uno a uno nel brodo di cappone? E il salame, la lonza, il prosciutto, la mortadella? che meravigliosi panini che mi ricordano quand?ero bambino ma oggi, con lo stesso piacere, mi riconducono ai miei giovedì sera con gli stessi amici da 30 anni. Da ragazzo in campagna ho visto tante volte uccidere i polli, i conigli, portavo col nonno le mucche al macello: tante brave bestie che si sono sacrificate per noi e che noi celebriamo con gran rispetto sulle nostre tavole. Non potrei mai immaginarmi senza gli arrosticini al paese, non riuscirei ad andare in giro per l?Emilia senza assaggiare lasagne e cannelloni, nelle Marche senza il Ciauscolo e le salcicce, oppure in Umbria senza tutta quella norcineria? Ma pure le verdure si intristiscono, sono monche senza qualcosa cui accompagnarle degnamente: impossibile immaginare insalate, asparagi, cicorie, carciofi senza vicino una scaloppina, del pollo, una braciola, dell?affettato?
Parlate, o ammiccate, spesso al sesso ma com?è possibile una notte d?amore dopo aver mangiato una insalata scondita e bevuto acqua di rubinetto? E quale donna o uomo può mai accendere l?eros in mezzo a tanta banalità? Dovremmo tutti imparare a godere di più: l?ideale, per chi ne fosse capace, sarebbe giusto un poco di equilibrio.
Quand?ero a Roma ricordo le scorpacciate di pajata, coda alla vaccinara, le animelle, le interiore d?agnello fritte? Non mi sono mai drogato in vita mia, né mai succederà, perchè al mondo non c?è niente di più grande, di più bello che una bella mangiata di carne con le mani e di un vino generoso in compagnia di una donna appassionata.

Chapeau!

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[05/19/2008, 17:14] Ricetta delle Crêpes

La crêpe è una antica ricetta francese fatta con pochi e semplici ingredienti come farina, uova, latte, sale, zucchero e burro. È un preparato squisito sia salato sia dolce (in questo secondo caso, si aggiunge agli ingredienti anche la vanillina).

Vediamo la ricetta per fare le crêpes. In successivi articoli la useremo per alcune delizie. Considerate però che questa ricetta delle crêpes semplici, senza prevedere alcun ingrediente con il quale farcirle, potrebbe subire qualche lieve modifica in fase di preparazione. La cosa bella è che, una volta capita la procedura per fare le crêpes, l’unico requisito richiesto è la fantasia.

Ingredienti:
250 gr di farina
500 ml di latte
sale q.b.
burro q.b. (circa 50 gr dovrebbero bastare)

Preparazione:
in una coppa ampia e con bordi sufficientemente alti, mettete 250 gr di farina, un pizzico di sale e mezzo litro di latte. Mescolare accuratamente finché non ottenete un composto assolutamente fluido e privo di grumi. Potete aiutarvi con un frullatore ad immersione o una frusta, se preferite. A parte, sbattete per bene 3 uova e unitele poi all’impasto precedente. Mescolare ancora con cura e lasciar riposare la pastella per almeno mezz’ora.

Prendete un padellino antiaderente con bordi molto bassi e mettetelo sul fuoco con fiamma abbastanza bassa. Mettete un po’ di burro a fondere e poi versate un mestolo di pastella (o comunque la quantità di pastella sufficiente per riuscire giusto a ricoprire tutto il fondo della padella). Distribuitela su tutta la base della padella e lasciate per qualche minuto a cuocere. Quando il lato della crêpe sarà dorato, giratela e fatela cuocere anche sull’altro lato.

Ripetete l’operazione per ciascuna crêpe aggiungendo sempre un po’ di burro nel padellino (con le quantità di ingredienti qui riportate verranno fuori all’incirca una dozzina di crêpes - dipende ovviamente anche dalla dimensione della padella).

A questo punto, le crêpes sono pronte. Sul cosa farci di preciso, vediamo nei prossimi giorni di dare alcuni suggerimenti, sia per crêpes salate sia per crêpes dolci. Teniamo qui la ricetta della base per i riferimenti futuri (ultimamente mi sono scatenato con le crêpes, quindi conto di riuscire a fare più post con parecchi spunti).

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[06/16/2008, 16:53] 
Alla conquista del grande Nord

Dopo una settimana dal ritmo decisamente sostenuto, sono di nuovo nella mia piccola e tranquilla cantina, a tirare le fila di questo tour promozionale e cercare possibilmente di concretizzare qualcosa. I contatti sono importanti, ma se non restano solo contatti è decisamente meglio. ;-)


Durante la 1a tappa ad Helsinki il tempo libero è stato davvero poco, ma ho cercato di fare la stakanovista (naturalmente ci sono pure portata e poi le ore di luce lassù sono moltissime adesso...) e vedere il più possibile di questa città pulita, ordinata, interessante.


Ecco la cattedrale bianca di Helsinki, che rispecchia il lindore della capitale finlandese.


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Stoccolma mi è sembrata ancora più bella della volta precedente; sicuramente il fascino maggiore va imputato anche al fatto che la visita precedente risaliva a febbraio, quando il freddo è davvero pungente e la neve non manca mai. D'estate è invece una città vivacissima, piena di giovani, con tanti bei locali in cui bere qualcosa all'aperto; è cosmopolita ma allo stesso tempo sicura e pulita, in soldoni un posto in cui vivere.


Il nostro workshop si è svolto nelle opulente, scenografiche e quasi claustrofobiche sale del Grand Hotel, ma vi assicuro che in generale l'impronta è decisamente più minimalista...


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Non lontano dal mio hotel, ho scovato un curioso mercato coperto, in cui avrei letteralmente saccheggiato ogni banco; pesce freschissimo, tra cui l'immancabile salmone preparato in svariate fogge, dolci speziati, fiori...un paradiso di profumi e sapori.


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Infine, Oslo. Che francamente mi ha sorpreso per la scarsa pulizia, il disordine, la quantità di personaggi dubbi che mi hanno fatto sentire a disagio e di sera perfino insicura. La mia immagine di Norvegia era distante anni luce da ciò che ho trovato.


Tuttavia, meritano una nota ampiamente positiva il fiordo, con le celebri casette colorate ed il porto, in cui si concentra la movida, brulicante di gente ad ogni ora del giorno.

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[01/01/1970, 01:00] Donna Lidia 2007 Rosato Basilicata igt
MARTINOUva: aglianicoFascia di prezzo: da 5 a 10 euroFermentazione e maturazione: acciaioMentre il Vulture sembra un momento in fase di ripiegamento dal punto di vista generale, per misteriosi e calcarei motivi si è presentato, come ho già scritto ieri, con una voglia strepitosa di rosato. Chissà: forse dopo tanto legno e vinoni concentrati improvvisamente la frutta rievoca la sua centralità. del resto con un'annata come la 2007 per non ...
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[03/30/2007, 01:03] A PROPOSITO DEL XV CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE VINITALY 2007


In questo mio post non parlerò in modo esclusivomelbourne di una sola tipologia di vino ma, coerentemente con le intenzioni "mondialiste" del mio blog, voglio soffermarmi sui risultati del concorso enologico internazionale svolto in concomitanza con la manifestazione Vinitaly 2007.

I risultati sono da me condivisi e mi hanno riempito di gioia.

Ho avuto occasione, in passato, di degustare molti dei vini risultati vincitori ed ho sempre ritenuto che questi fossero degni di grandi encomi. Trovare una fonte autorevole che concorda con le mie opinioni mi riempie di orgoglio.

Sono lieto, inoltre, di aver menzionato nei miei post alcune delle aziende che oggi troviamo nel palmares dei grandi vini mondiali. Cantina Tollo , da me già descritta in occasione del mio post sul Cagiòlo, ha incassato ben quattro medaglie d'argento, una delle quali con lo stesso Cagiòlo dell'annata 2000.
Cantina di Soave (da me menzionata nel mio post sul "Recioto di Soave Spumante D.O.C.G."), grande ed importante realtà dell'enologia italiana, ha meritatamente ottenute due "gran medaglia d'oro". Il "Castel Cerino" e l'"Amarone Rocca Sveva" avevano più volte deliziato le mie serate....

Sono inoltre molto felice (e chiedo a tutti i lettori la loro indulgenza per il mio momentaneo campanilismo) per l'ottima performance della mia regione, l'Abruzzo. I produttori della bella landa tra gli Appennini e l'Adriatico hanno ottenuto, nell'ambito di questo concorso internazionale, ben 14 medaglie su un totale di 101 assegnate. Sicuramente un successo, del quale andare fieri. Un risultato che parla di una enologia svolta nelle vigne e nelle cantine e non negli eventi mondani ed hollywoodiani!!

Tale responso, sicuramente brillante, è dovuto in particolare ai vini rosati, che nel "Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo D.O.C." trovano in queste terre la loro massima espressione. Il risultato di una sana ed antica tradizione produttiva che si esprime da sempre nella nostra regione, quella che permette all'Abruzzo di essere da sempre la culla dei vini rosati di eccellenza. Ed in questa ottica non posso non menzionare, per la continuità ed il prestigio dei risultati, l'ottimo lavoro svolto dalla Azienda Vitivinicola Italo Pietrantonj, una realtà a conduzione famigliare che da sempre esprime dei cerasuoli di qualità superiore e che ha ottenuto, anche in questa edizione del Vinitaly, l'importante riconoscimento della medaglia d'argento.

Molto melbourneimportanti, ma non nuove, sono le conferme della Sicilia e del Portogallo nel gruppo dei Vini Liquorosi, del Canada (nei Vini Dolci Naturali) e della Franciacorta nelle categorie riguardanti i Vini Spumanti.

Degne di nota sono anche le affermazioni dei produttori della Repubblica Ceca e della Slovenia. Il mio amore per i vini sloveni è da sempre accompagnato da una mia certezza. Quella di un luminoso futuro di qualità. Una qualità derivata da territori molto interessanti e dalla grande dedizione dei vitivinicoltori di questo piccolo e dinamico Paese.

Auguro a tutti i visitatori del Vinitaly una proficua ed interessante esperienza, con l'auspicio di vedere rinnovato e rinvigorito l'impegno di tutti verso la tutela della qualità, dell'ambiente agrario e delle tipicità.

Allora cosa dire??? Buona Salute a tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: VEDUTA DI PIAZZA DELLE ERBE (VERONA), IMMAGINE TIPICA DEL VINITALY.


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[05/31/2008, 15:17] Kuchnia Wloska entra nel network
melbourne Kuchnia Wloska, sottotitolo " vie del gusto" è l'edizione on line di quella che era la omonima rivista di cucina italiana in lingua polacca. E' un sito pensato per i lettori polacchi che cercano nuovi sapori, per quelli che considerano il cibo come un piacere e cucinare una passione. Le ricette di cucina italiana, presenti sul sito, sono accessibili ed al tempo stesso non banali in quanto frutto dell'esperienza di Chef affermati e/o rampanti e della creativita' dei coniugi Sarcina del Centro Enogastronomico Altopalato di Milano. Scheda completa di Kuchnia Wloska su VinoClic
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[05/29/2008, 17:06] Il Pastore e i buoni polli
Ma allora esistono! Parlo di quelli che fanno una cucina semplice, buona, del territorio. Esistono, per esempio l'Agriturismo " Il Pastore" a Festà di Marano sul Panaro, in provincia di Modena. Appennino, calanchi, circa 450 metri di altezza, una famiglia,...
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[06/20/2008, 01:37] Terroir Vino 2008 i tre premiati della IV Edizione

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Una certezza ce l'abbiamo : il ghiaccio è bastato se abbiamo trascorso la nottata a riversare in piazza qualche quintale di ghiaccio non ancora utilizzato. Un'altra certezza è che alcuni obiettivi sono stati raggiunti con questa Quarta rinnovata edizione. In primo luogo siamo riusciti anche questa volta a portare al Ducale gran parte del mondo dell'enogastronomia in rete con un nutrito numero di giornalisti e di blogger (oltre 80 complessivamente) provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero (Barcellona, New York, Zurigo, ecc..). Sono poi estremamente contento di essere riuscito a ricreare anche in un ambiente estremamente più blasonato - hai detto niente, la casetta del Doge.. - quell'atmosfera informale e rilassata che è e voleva restare connotazione tipica del meeting.

Non so se tutti gli espositori sono rimasti contenti, lo spero. Sicuramente ho visto molti sorrisi e molte facce entusiaste il che mi fa ben sperare per il futuro. Onde evitare di ripetermi, rimando al post che ho già scritto su Vinix per un riepilogo completo e per i rinraziamenti mentre qui di seguito segnalo per chi non fosse riuscito a venire, i tre riconoscimenti assegnati al meeting :


1) Premio Azienda dell'anno 2008 all'azienda Marco Sara
che nell'ultimo anno di degustazioni si è distinta per l'elevatissima qualità dei propri vini, per la costanza qualitativa su tutta la linea produttiva, per il rispetto del territorio e per l'utilizzo di vitigni in particolare sintonia con il Terroir della zona di produzione.

2) Premio per il Vino dal miglior rapporto qualità / prezzo in assoluto all'azienda Zannotti
per il vino "Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Grestio" distintosi in modo particolare per l'eccellente rapporto qualità / prezzo, tenuta presente la tipologia, la zona e i quantitativi di produzione.

3) Premio "Una vita per il vino" a Giulia Mergotti
per aver dedicato gran parte della propria vita al vino e/o al vigneto, con particolare riferimento al lavoro investito per la salvaguardia di un Terroir (Cinque Terre)


Per maggiori informazioni, foto e video resoconti da Terroir Vino, vi basta andare su I-Vinix e digitare "terroir vino".

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[06/13/2008, 11:00] Filippo Cintolesi e il Progetto ?Salvino?: cominciamo con il 2005
Avrebbe dovuto esserci anche Andrea Pagliantini, factotum di Filippo e la mano esperta dietro le pratiche enologiche del Podere Erbolo, ma la sua ben nota ritrosia ad apparire in pubblico lo ha bloccato nel suo amato Chianti. Ma Filippo non è stato da meno e ci ha raccontato la vicenda del Salvino e il progetto [...]
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[06/13/2008, 12:16] Cartoline dal XVIII Meeting di Altissimo Ceto - Rè Carlo Cafè Bistrot - Varese (VA)

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Che grande festa al Rè Carlo Cafè di Varese, l'occasione di rivedere piacevolmente tanti dei nostri Amici Gourmet per un lungo pomeriggio, coccolati dalla squadra del Patron Francesco Pellegrini... Clicca QUI per proseguire nella lettura dell?articolo >>
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[06/20/2008, 11:57] l'anima delle cose...
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Bloggerrando, scovo questo delizioso post su Soffio di maggio. Non resisto e ve lo riporto.

A voi non è mai capitato di dare un'anima alle cose..? A volte mi succede di pensare ai vini che riposano a lungo nella barriccaia di Villa Petriolo...come mi piacerebbe leggere di vini che parlano tra di loro in qualche racconto del nostro concorso letterario....




Eulalia e il supermercato dell' anima

Una prugna secca appassisce, come stanco e oscuro fiore, in un barattolo sullo scaffale.
Tra le corsie del supermercato, ormai vicino all? ora di chiusura, risuona una musica insipida, che nessuno ascolta.

Nel banco frigo, le carote invendute parlano con le zucchine del tempo, della famiglia, e della prossima vacanza, mentre un cespo d?insalata si suicida per noia, lanciandosi nel sacco nero.
Il riso thailandese racconta i propri viaggi, le amicizie esotiche, la miseria dei campi; intanto le ali di pollo si lamentano della separazione dal resto del corpo: mal comune nel reparto macelleria.

Frattaglie sparse cantano in coro la canzone della vaschetta di polietilene: ogni salsiccia la conosce a memoria, e le braciole intonano, a turno, splendidi assoli in falsetto.

E? bello vedere la panna liquida ondeggiare voluttuosa nel tetrapak: sembra una ballerina col tutu? bianco, e i frollini fanno la fila per un giro di valzer con lei.
Panini, pagnotte e grissini fanno la corsa nei sacchi, e i salumi improvvisano un albero della cuccagna pieno di mortadelle, prosciutti e insaccati gustosi.

Liquori e bevande gassate brindano tra loro, e il pecorino sardo canta una nenia piena di malinconia.
La nostalgia attanaglia anche le caciotte toscane e il parmigiano, che vorrebbero tornare a casa.
Eulalia, in ritardo sulla tabella di marcia, compra dei ravanelli particolarmente allegri e si fa contagiare dal buonumore delle focaccine.

Paga il conto, esce, e non si avvede di un pacchetto di patatine che piange, da solo, in un angolo.
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[06/14/2008, 10:45] Enchiladas

L’enchilada è un tipico piatto della cucina messicana e tex-mex.

Enchilada significa “in chili”. Ed infatti, ingrediente fondamentale è una salsa (chiamata, guarda un po’, salsa enchilada) che può essere preparata in modi leggermente differenti. In sostanza, è comunque una salsa fatta con peperoncino secco macinato e salsa di pomodoro (oltre che altri ingredienti come aglio, cipolle etc).

Vediamo velocemente una ricetta per la salsa enchilada che useremo poi per un paio di varianti di enchiladas.

Pelare e tritare finemente due piccole cipolle e due spicchi d’aglio.
In un apposito contenitore, unire 250 gr di polpa di pomodoro, due cucchiai di farina bianca, 20 gr di paprica dolce macinata, 1 cucchiaino di cumino macinato, un po’ di pepe nero e frullare fino ad ottenere una salsa omogenea.
In una casseruola, scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, unire il trito di cipolla e aglio e fare rosolare. Aggiungere poi il composto freullato, aggiungere un litro di brodo di pollo e cuocere a fuoco lento per circa tre quarti d’ora.

Preparata la salsa, vediamo come usarla partendo dalle enchiladas de queso (ovvero, con il formaggio).

Preparare le tortillas di mais. In una ciotola mescolare 200 gr di formaggio fresco (a vostra scelta) con 50 gr di formaggio tipo edamer.
Pulire 4 cipollotti e tagliarli finemente. Unirli al formaggio e condire con sale e pepe.
Accendere il forno a 180 gradi. Intanto scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva in una padella e passarci velocemente le tortillas da entrambi i lati.
Prendere le tortillas, spalmarci sopra la salsa enchilada e cospargere con metà del formaggio aromatizzato in precedenza. Arrotolare le tortillas e sistemarle in una teglia unta d’olio. Ricoprire con salsa enchilada e il resto del formaggio.
Cuocere in forno per circa venti minuti, finché il formaggio non sarà ben fuso e facendo attenzione che le enchiladas non si secchino troppo.

Vediamo infine una variante famosa: le enchiladas con pollo.
Lessare due petti di pollo e tagliarli molto finemente. Tritare due cipollotti ed unirli al pollo. Condire con sale, pepe e coriandolo tritato. Riempire le tortillas con il ripieno ed arrotolarle. Coprire poi con salsa enchilada e con formaggi tipo edamer tagliato a fettine. Mettere in forno per circa venti minuti.

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[05/02/2007, 13:40] Un Cuore di ristorante


Fine aprile di allegria e gita a Roma, città di eterna bellezza e fascino ammalliatore, a trovare due grandi amici: Giuseppe (nella foto mentre si gusta un Habana autentico...), ricercatore...

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[01/15/2007, 00:37] LA D.O.C. SAVUTO SUPERIORE. UNA BELLA PAGINA DI STORIA CONTADINA. UNA BUONA SPERANZA PER IL FUTURO.


Alcuni mesi or sono avevo scritto un post sui vitivinicoltori calabresi, basato su alcune mie esperienze, non molto favorevoli, incontrate nella fase di reperimento delle informazioni necessarie alla stesura dei miei articoli. Ma fortunatemante, anche in quellamelbourne bella regione italiana, qualcosa va mutando in meglio ed alcuni giovani produttori non ci stanno ad assogettarsi all'immobilismo atavico che attanaglia il Sud della nostra cara penisola. Nello svolgimento del mio lavoro di blogger mi sono imbattuto in un produttore abile nella realizzazione di prodotti di eccellenza e con la grande motivazione di fare conoscere i propri vini, dei quali può e deve essere orgoglioso. Ed ho così scoperto il Savuto Superiore D.O.C., prodotto dall'Azienda Vitivinicola Colacino di Rogliano (CS).

Avendo fatto uno studio preliminare del disciplinare di produzione di questa D.O.C., mi sono subito avveduto del fatto che il testo legislativo, ben fatto e rispettoso delle consuetudine locale, registra con insolita puntualità quello che avviene nelle realtà mediterranee ed in Calabria in particolare.

Il Mediterraneo è poesia. Differenze e uniformità si intersecano e si disgiungono, in un disegno superiore e perfetto nel suo caos. In tutti le regioni maggiormente integrate in questa realtà, esiste un orgoglio del viticoltore, avente come caratteristica il collezionare ed armonizzare le uve maggiormente rappresentative dei territori, favorendo nei secoli la conservazione della biodiversità varietale. L'arte di questi viticoltori consisteva nel ricavare, da questo mosaico di colori, dei vini capaci di deliziare il palato, rendere allegre le serate e più sincere e franche le conversazioni.

melbourneSfido chiunque a visitare tutte le contrade della Calabria, del Peloponneso, della Sicilia, della Dalmazia, di Creta o dell'Anatolia, riuscendo a trovare un solo piccolo viticoltore tradizionale ed "incontaminato" che coltivi e vinifichi solo vitigni in purezza. Le coltivazioni polivarietali erano animate dalla curiosità del viticultore ed anche da una razionalità agronomica, finalizzata a valorizzare le diverse vulnerabilità alle avversità atmosferiche e patologiche. Anche nelle annate peggiori era necessario produrre almeno un pò di vino!!

Le cultivar di vite presenti in Calabria sono molte e di gran pregio e, tra queste, non possiamo non menzionare il magliocco canino, il greco nero ed il gaglioppo. Il Savuto Superiore D.O.C. viene realizzato dall'Azienda Vitivinicola Colacino con la denominazione commerciale "Britto" e presenta tutte le caratteristiche della vitivinicoltura tradizionale calabrese. Viene realizzato con un uvaggio molto ricco, la cui peculiarità mi invita ad elencare tutte le cultivar che vi sono presenti: Gaglioppo, Greco Nero, Nerello Cappuccio, Magliocco Canmelbourneino, Sangiovese, Malvasia Bianca, Pecorino. Un vero e tradizionale connubio, nel quale rientrano anche varietà a bacca bianca.

Il "Britto" è ottenuto da una attenta scelta di uve prodotte in vigneti collinari, allevati ad alberello, appartenenti alle cultivar sopra elencate. Questo vino si presenta con un bel colore rosso rubino, dai riflessi granati. Il profumo ricorda molto il frutto d'uva e può ricordare in qualche aspetto la liquirizia. Il sapore è rotondo e gradevolmente speziato, con una nota di freschezza caratteristica.
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Gli abbinamenti consigliati dalla casa madre sono quelli classici dei grandi rossi, ovvero, arrosti, cacciagione e selvaggina. Sono abbinamenti sicuramente indovinati ma, assaggiandolo, ho subito pensato che un ottimo accostamento poteva essere realizzato con un piatto tipico dell'Italia Settentrionale: il baccalà con la polenta. Un ottimo modo di prepararlo è quello doviziosamente descritto dal post di Venere in Cucina.

Il prezzo?? Si può acquistare in enoteca ad un costo di circa 12 euri. Un prezzo giusto per un prodotto davvero valido, un necessario riconoscimento per un Mezzogiorno che non ci sta ad essere cenerentola.

Allora cosa dire?? Buona Salute a Tutti!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: GRAPPOLO DI CULTIVAR GAGLIOPPO, TRATTO DELLA COSTA CALABRESE, IMMAGINE INVERNALE DELLA SILA, BOTTIGLIA DI BRITTO COLACINO.



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[01/01/1970, 02:00] Inchiesta Montepulciano: la Vecchia Cantina rinuncia al ricorso, meglio collaborare...ma in fretta
Mentre a Montalcino proseguono in un mare di contraddizioni le indagini sul Brunello, a Montepulciano i vertici della Vecchia Cantina, l'azienda storica il cui presidente Enrico Trabalzini è stato raggiunto da avviso di garanzia, hanno deciso di non effettuare alcun ricorso ma preferiscono la linea collaborativa, certi che, come riporta La Nazione di Siena, "chiarendo la posizione della Vecchia Cantina si possa giungere poi allo sblocco del vino, se non tutto almeno in larga parte".Ricordo infatti che la Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato migliaia di bottiglie di vino dalla cantina, con l'ipotesi che abbia impiegato uve provenienti da zone estranee al disciplinare del Nobile di Montepulciano.I vertici della Cooperativa non escludono però, in caso di necessità, la possibilità di depositare un'istanza di dissequestro attraverso lo studio legale Paoletti.L'autrice dell'articolo de La Nazione di Siena, Laura Valdesi, sottolinea che non si esclude che sulla scelta della rinuncia al ricorso abbia influito lo scarso successo ottenuto dal ricorso al riesame nel caso del Brunello.La massiccia presenza di Fiamme Gialle in questi giorni a Montepulciano, lascia presumere che l'indagine non si fermerà alle attuali aziende Vecchia Cantina e Gattavecchi.Dal momento in cui è stato imposto lo stop alle attività dagli inquirenti, è stato stipulato un accordo sindacale aziendale che ha garantito l'impiego dei dipendenti in attività interne straordinarie fino al 15 giugno, cioè domani che è domenica. A questo punto, la situazione si fa realmente difficile per i numerosi lavoratori di questa importante realtà che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie.Speriamo che, come troppo spesso accade, non siano loro a dover pagare per le eventuali scelte irresponsabili dei vertici.
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[06/09/2008, 15:03] Un uvaggio dell?Oltrepò ben longevo

melbourneNel pranzo (o cena) domenicale, la sorpresa vinicola è sempre in agguato. E una volta di più viene dal vituperato Oltrepò Pavese. Aziende che magari si conoscono nella loro sostanza qualitativa, sono capaci di colpi d’ala ancora più inattesi se solo ci si azzarda a far riposare i loro vini.
E’ il caso dell’Azienda Agricola Bellaria. Paolo Massone, il nume tutelare di questa realtà di Casteggio (Pavia), è un vero innamorato del suo territorio. Nelle manifestazioni dedicate all’Oltrepò Pavese, oltre che in numerose interviste, lui sempre sottolinea e difende le potenzialità vinicole della sua zona. E non si limita alle parole: i suoi vini fanno parte a buon diritto di quel bouquet di etichette che l’appassionato deve conoscere per farsi un’idea decente del triangolo oltrepadano.
Massone è un grande sostenitore del vitigno bonarda, uno dei simboli della zona. Ciononostante, il vino che ieri sera ho stappato era un Bricco Sturnèl 2001, che tenevo in cantina già da qualche tempo, e che si è rivelato ottimo sopra il semplice filetto di bue alla piastra. E’ un uvaggio di cabernet sauvignon (80%) e barbera. Il vino, subito dopo la vendemmia, è stato messo nelle botti di legno piccole, dove è rimasto due anni, per poi farsi un altro anno di bottiglia.
Uva straniera e italica danno luogo a un intrigante matrimonio, un accoppiamento proprio solido. Cabernet e barrique, certo, hanno influito sulla veste: un rosso rubino di rara intensità, senza cedimenti a unghie granate nemmeno a sette anni dalla raccolta. I profumi emergono con la dovuta calma: si percepisce un poutpourri di fiori secchi ed erbe aromatiche, senza scordare l’albicocca secca, un poco di fieno tagliato e persino una nuance di borotalco e sapone di Marsiglia, molto gradevole. Il tutto immerso nell’inevitabile, gradevole fruttato rosso di fondo.
Sapore armonico, senza scompensi, composto nel tannino, ricco nella personalità, lievemente sapido, ben persistente. Col filetto è andato benissimo.

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[01/01/1970, 01:00] Gennaro Esposito, il re del mare
Lo chef che fa belli il pesce spatola, gli sconcigli e gli scorfaniLa nostra cara collega Monica Piscitelli è stata qualche giorno in cucina da Gennaro nell'ambito del master enogastronomico del Suor Orsola. Ecco le sue impressioni.di Monica PiscitelliUn impero fondato su una solida robusta colonna di carne, ossa e volontà indomita, una regina che dispensa consigli e che divide la fatica di essere il re e una corte ...
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[06/17/2008, 00:48] Cronache dal 31° Congresso OIV: l'affaire Brunello

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A volte ai congressi internazionali capita.

Capita di ritrovarsi a mangiare allo stesso tavolo con dei perfetti sconosciuti, e dando un'occhiata in giro scoprire che - oh-oh! che combinazione - i tuoi compagni di pausa-pranzo non sono dei congressisti qualsiasi.

Perché il tavolo è riservato, e i signori sono i vertici dell'OIV: presidente, vicepresidente, direttore generale.

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[01/01/1970, 01:00] Metiusco rosato 2007 Salento igt
Sarà un caso, banale coincidenza, ma il vino vincitore assoluto della terza edizione di Radici in Puglia organizzata da Nicola Campanile, Paolo Costantini, Pasquale Porcelli ed Enzo Scivetti, ha messo sul podio un rosato: il Metiusco 2007 da uva negroamaro, grande annata anche per il rosso, della storica cantina di Cosimo Palamà la cui prima vendemmia risale al 1936. Una vittoria strameritata grazie ai suoi profumi ricchi e intensi ...
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[06/13/2008, 09:00] Blog: pro e contro ma in ogni caso vai Buffon uno di noi!
Titolo delirante per segnalare velocemente tre post metablogghettari ovvero: Iniziativa Europea “contro” i blog (via Pandemia) Da seguire di sicuro e prepariamoci al peggio. Bloggare fa bene alla salute: forse più mentale che fisica ma almeno ho qualcosa con cui difendermi dalle accuse di passarci troppo tempo (via Geekissimo). Mi devo considerare in terapia? I Metallica contro i [...]
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[06/12/2008, 21:13] Quinto quarto alla messicana: come preparare il menudo



Visto che non mi risentirete fino a sabato pomeriggio, vi lascio in compagnia di un doppio video abbastanza lungo. L’ho trovato su youtube: è un simpatico americano che, in due parti, cucina davanti alla sua telecamera il menudo, sorta di zuppa di trippa alla messicana. Va da sé, i due video vanno visti in ordine. Il primo dura 16 minuti e passa, il secondo più di 7. Però la procedura è descritta minuziosamente nei dettagli. Si può anche provare a imitarlo, che dite?
Oltretutto, nelle Filippine si fa un piatto con lo stesso nome, anche se abbastanza diverso. Tuttavia, anche il menudo filippino comprende il quinto quarto, sotto forma di fegato.

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[01/01/1970, 01:00] Il Wwf e Radio Rds: salviamo gli Astroni!
Non ho mai amato gli appelli e le catene di solidarietà perché sono ancora convinto che, per quanto bello e utile possa essere lo slancio volontario, è alla politica e alle istituzioni che spetta il compito di risolvere le emergenze. Visto però come stiamo messi in Italia e a Napoli riprendo e rilancio, invitando a fare altrettanto, l'appello del Wwf e di Radio Dimensione Suono per salvare una delle ...
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[06/26/2008, 10:30] Villabella: ecco i voti di Wine Spectator
melbourneHo dato notizia l?altro ieri del fatto che Wine Spectator è tornato a occuparsi del Bardolino, recensendo tre vini del 2006: due doc e un Chiaretto, rispettivamente di Le Fraghe, Monte del Frà e Vigneti Villabella.
Delle Fraghe sapevo che il punteggio ottenuto è di 84 centesimi. Chiedevo informazioni delle altre due realtà.
Vigneti Villabella mi ha risposto. Il suo Bardolino Classico Chiaretto Pozzo dell'Amore 2006 ha ottenuto 80 centesimi di valutazione, con la seguente nota (traduco): ?leggero e fresco, con uno spiccato carattere citrino. Da bere subito?.
Fornisco di seguito tutta la scheda relativa a Vigneti Villabella (a proposito: complimenti per l'ottima performance del Villa Cordevigo rosso, che in effetti è un gran bel vino):
Vigneti Villabella Verona Villa Cordevigo 2001 - 88
Vigneti Villabella Verona Villa Cordevigo 2003 - 88
Vigneti Villabella Amarone della Valpolicella Classico 2001 - 88
Vigneti Villabella Verona Montemazzano 2004 - 85
Vigneti Villabella Soave Classico La Torretta 2006 - 83
Vigneti Villabella Valpolicella Classico Superiore Ripasso - 2003 - 82
Vigneti Villabella Lugana Cà del Lago 2006 - 81
Vigneti Villabella Bardolino Classico Chiaretto Pozzo dell'Amore - 2006 80
Vigneti Villabella Pinot Grigio Veneto Vigna di Pesina 2006 - 79
Vigneti Villabella Amarone della Valpolicella Classico Fracastoro 2000 - 78
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[04/18/2008, 16:19] Vinexpo apre un blog

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La mania del blog sta contagiando anche anche il nostro settore del vino, persino Vinexpo, la fiera del vino internazionale che si tiene a Bordeaux, che ha da poco aperto il Vinexpo Blog. Perchè dico mania? Perchè c’è modo e modo di aprire un blog. Vediamo cosa dice la stessa fiera:

Vinexpo is the internazional wine and spirits exhibition, which is also the venue for people to meet and exchange ideas. It constitutes a focus point where all knowledge and expertise in the sector converges. We seek to use this international recognition that has been built up over the years here for your benefit. We have created the Vinexpo blog to share information on this constantly evolving world with you.

Le premesse sembrano buone, ma: è davvero un blog quello di Vinexpo? Per avere un’idea di blog vi rimando qui. Se si va alla homepage del sito istituzionale della fiera noterete il grande spazio destinato al blog.

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Tuttavia, come sottotitolo riporta: news about wines & spirit business. Non a caso il blog è il luogo in cui vengono pubblicate notizie categorizzate in cinque aree:
- market developments
- business news
- new products and market trends
- responsible drinking issues
- news about the exhibition, naturalmente

L’aggiornamento sembra essere costante, lo sto monitorando da diverse settimane e negli ultimi giorni sembra stia aumentando il numero di notizie pubblicate. Ci si può abbonare via RSS o via Newsletter, il che è positivo. Inoltre, è disponibile sia in lingua francese che in lingua inglese.

Ma, a mio avviso, ci sono dei punti per i quali il blog non potrebbe essere chiamato con questo nome: manca la possibilità di lasciare commenti e, soprattutto, non crea nessuna discussione ne condivisione di idee nonostante il suo intento. Infatti, i post non sono altro che agenzie prese da altri o di Vinexpo, agenzie pubblicate senza alcuna interperetazione nè possibilità di conversazione.

The blog today resembles a logbook chronicling events and is already a useful monitoring tool for market trends and industry news, but this is only a first step towards what Vinexpo intends it to become ? a fully fledged industry forum.

Vedremo se per il momento si tratta di una fase beta di test, aspettiamo i prossimi mesi per vedere gli sviluppi futuri. Ciò che è significativo è come ormai il termine blog abbia fatto breccia ovunque.

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[06/29/2007, 23:13] Pesca tabacchiera


Stamani ho visto in vetrina nel negozio di alimentari in piazza a Cavoretto delle pesche di strana fattura, mai viste prima, piccole e schiacciate nella forma; incuriosito ho chiesto all'amico Mario...

Leggi ancora | Pubblicato da rusvitt | Commenti (7)

Tags: frutta, etna, slowfood, presidio

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[06/08/2008, 23:58] Major new Italian wine label
This one will really break through the clutter of cluttered and really boring Italian wine labels. It was sent to me by Alfonso Cevola, the Italian Wine Guy always on the Italian Wine Trail whose job, astonishingly enough, is to sell a lot of Italian wine out there in flyover country. He'd put this on his site, but I suspect he is prevented from doing so by his unerring good taste. I, of course, have no such scruples. Take a good look
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