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Mondo Di Vino
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[06/09/2008, 23:33] L'appello di Porthos in difesa della tipicità (identità) del vino italiano e la decrescita felice
MI piace pensare che la notizia resa pubblica quest' oggi e cioè che il MIPAAF (MInistro Luca Zaia) ha posto in commissariamento il Consorzio del Brunello di Montalcino, abbia qualcosa a che fare con l'appello lanciato da Porthos, in difesa...
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[06/29/2007, 22:13] Pesca tabacchiera


Stamani ho visto in vetrina nel negozio di alimentari in piazza a Cavoretto delle pesche di strana fattura, mai viste prima, piccole e schiacciate nella forma; incuriosito ho chiesto all'amico Mario...

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Tags: frutta, etna, slowfood, presidio

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[08/03/2008, 17:54] Giornali della domenica: la classifica del Financial Times
Poniamo che voi facciate le vostre vacanze nei 27 paesi dell'Unione Europea scegliendo in base alle tabelle dei prezzi che il Financial Times ha redatto. Bene, non scegliereste certo l'Italia per il dormire, è la più cara, 200 euro una...
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[08/02/2008, 13:47] the days of wine and roses...
Prodest
"I giorni del vino e delle rose" di Luigi Bellucci è tra i racconti segnalati del concorso letterario di Villa Petriolo. Complimenti all'autore!

Luigi Bellucci è nato a Verucchio (RN) nel 1949 e risiede a Genova. Nel 1957 dalla Romagna i genitori, ristoratori, si trasferiscono a Genova. Luigi dà una mano nel servizio, ma nel 1972 si laurea in ingegneria elettronica e lavora come esperto di elaboratori e consulente. Dal 1995 è libero professionista. Dal 1997 è membro CCIAA delle commissioni di assaggio dei vini DOC e del panel dell?olio e partecipa a numerose selezioni di vini e oli in Italia. Sul sito www.tigulliovino.it, nella rubrica Viaggi, scrive le sue cronache minuziose in Italia e in Europa.



racconto

"I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE"

di Luigi Bellucci



?Cazzo se brucia il vino sulla pelle? e intanto soffiava sulla ferita appena aperta per attenuare il dolore mentre lui con estrema parsimonia faceva cadere ancora qualche goccia di liquido rosso da quella bottiglia straordinaria che suo padre custodiva così gelosamente.
Quel brachetto aveva dei profumi di rosa che salivano dal ginocchio di lei e lo eccitavano ancora di più di quanto non facesse la vista della coscia mezza scoperta sotto la gonna a fiori.

Lei si era alzata particolarmente allegra, forse per il sole che brillava già alto nel cielo o forse per qualcosa di magico che volava nell?aria quel giorno, o forse perché c?era nell?aria un profumo di fiori, di mosto, di vino nuovo.
Aveva voglia di regalare a qualcun altro la sua gioia, così prese la bicicletta sotto al portico, appoggiata alla porta del granaio, vi salì energica e iniziò a pedalare verso la Fratta.
L?aria le lisciava le guance. Era calda e piacevole, si infilava nelle maniche corte del vestito e le accarezzava la pelle, risaliva sulle gambe in movimento e le faceva provare sensazioni quasi dimenticate di quando da bambina aveva iniziato a pedalare con l?aiuto del nonno.
La strada cominciava poi a degradare molto lentamente e la bicicletta aumentava pian piano la sua velocità, ma la prudenza quella mattina non faceva parte dei suoi pensieri.
Sentiva il rumore delle gomme che schiacciavano il pietrisco della carreggiata e quello scricchiolare strano e continuo dava gioia alle sue orecchie e a tutto il suo corpo e la pedalata era sempre più sciolta.
Alla curva del Doccio non ricordava quella strettoia, il rumore improvviso che si avvicinava e aumentava spaventò una innocua biscia nera che se ne stava a prendere il sole sul bordo alto della scarpata e la fece scivolare verso la ruota anteriore che stava arrivando veloce. Fu un attimo perdere il controllo del mezzo e ritrovarsi, dopo uno zigzagare di una decina di metri verso la casa vecchia del Doccio, sdraiata a pancia sotto sul lato erboso della carreggiata, proprio vicino alla rete che separava la strada dall?orto, che stava proprio di fronte alla casa, con il grande noce al centro.
Non era svenuta ma le ginocchia le bruciavano terribilmente e la bicicletta era rimasta in mezzo alla strada biancastra, a qualche metro da lei.

Lui era ancora stanco stamattina. Ieri aveva raccolto uva nel campo tutto il giorno. Forbici e mani nerastre e ceste riempite e tagli e ciocche sulle dita. Non ne poteva più.
Ma non avevano ancora finito e dovevano per forza completare il raccolto in quella vigna perché l?uva era matura al punto giusto e bisognava tirarla via tutta.
La stanchezza lo aveva tenuto a letto un po? più a lungo. Si era alzato e guardando dalla finestra della camera aveva visto gli altri già giù nella vigna. Un senso di rimorso lo aveva preso mentre si scaldava il caffé che la zia gli aveva lasciato nel tegame sul fornello e si tagliava dal violino una fetta di prosciutto crudo da accompagnare a un pezzo di pane del giorno prima preso dalla madia nel corridoio tra la camera e la cucina.
Non stava pensando a nulla quando uscì di casa per andare giù nella vigna a fare la sua parte.
Si stava tirando dietro la porta verde quando senti un tonfo strano alle sue spalle e uno strano rumore di lamiere sull?asfalto. Si girò di scatto e intravide al di là della rete dell?orto una sagoma dolorante. Per istinto corse lungo i dieci metri che lo dividevano dalla ragazza e la vide con la faccia a terra e le mani allungate sull?erba a proteggersi istintivamente il viso dalla caduta improvvisa.
Capì che era proprio lei ed era quasi imbarazzato ad avvicinarsi per aiutarla ma si fece coraggio.
?Ti sei fatta male??.
?Cacchio! Se non cadevo stavo meglio!? rispose lei cercando di alzarsi.
?Ahi, ahi, ahi! Le ginocchia!?.
Lui vide per primo il ghiaino della strada sporco di sangue. Le due rotule di lei erano rosse e lembi di pelle sollevata si mischiavano alle piccole pietruzze che la pressione del suo corpo aveva fatto quasi incollare alla carne. Le mani di lei erano messe anche peggio.
?Aspetta, che prendo qualcosa per disinfettarti. Non ti muovere di qui?.
Lei si mise seduta per terra, sull?erba, con le spalle appoggiate alla rete morbida dell?orto. Raccolse le ginocchia ferite vicino al volto e iniziò a soffiare lentamente sulla carne delle palme e delle ginocchia, da cui usciva lentamente il sangue rosso. L?ombra del grande noce la proteggeva dai raggi del sole che ormai era alto nel cielo sopra di lei.
Lui corse veloce verso casa, ma istintivamente non entrò, prese invece la porta della cantina.

Afferrò quella bottiglia di vino rosso sul coperchio di una botte che aveva aperto la sera prima per un assaggio e prese anche i due bicchieri di vetro, quelli piccoli e robusti, col fondo pesante. Corse fuori sulla strada dove lei si stava dando da fare per togliersi i sassolini dalle ginocchia con un fazzolettino a fiori ricamati che portava nella tasca del vestito e continuava a soffiarsi sulle ferite per sentire meno dolore.
La gonna era scesa a metà coscia e mentre lui si inginocchiava al suo fianco non potè non godere della vista di quella coscia bianca che altre volte aveva desiderato accarezzare, ma il primo pensiero andò alla cura delle ferite.

Posò i due bicchieri sull?erba, prese la bottiglia per il collo e versò un dito di vino in entrambi. Afferrò deciso il primo bicchiere e lo porse a lei.
?Bevi che ti farà bene. Ti fa passare la paura della caduta?. Lei prese il bicchiere con le tre dita della mano destra perché il palmo le faceva ancora troppo male.
Intanto lui buttò giù di un fiato il suo. Ne aveva più bisogno di lei perché questo incontro imprevisto e improvviso lo aveva sconvolto, ma era riuscito per miracolo a mantenere il controllo, apparentemente.
Mentre lei sorseggiava timorosa dapprima e poi soddisfatta quel liquido rosso con quel buon profumo di rose che non aveva mai sentito prima, lui si fece coraggio e, tenendo il pollice della mano destra sull?apertura della bottiglia, la inclinò per spruzzarne sul ginocchio di lei, ma il liquido uscì con troppa velocità e andò a macchiare la gonna di lei un po? sollevata sulla coscia.
?Ma cosa combini?? gridò lei stizzita e stava per alzarsi, ma le ginocchia e le mani le facevano ancora troppo male e lui corresse subito la posizione del pollice e la direzione del liquido che usciva indirizzandolo verso il ginocchio più insanguinato: ?Scusami, scusami. Vedrai che ti fa passare il bruciore e poi ti disinfetta anche. Me lo ha sempre detto, mio nonno, che il vino è un toccasana per le ferite?. Anche per quelle del cuore, aggiunse nei suoi pensieri per completare la frase.
Lei lo lasciava fare. Le piaceva quel suo armeggiare impacciato tra la sua gonna, le ginocchia ferite, il suo fazzolettino ricamato che usava come garza, la bottiglia da cui uscivano con grande parsimonia le gocce di quel liquido rosso che lei intanto stava sorseggiando con piacere.
?Me ne versi due gocce sulle mani, che mi bruciano??.
Lui la guardò negli occhi e mentre le gocce di vino scivolavano sulle palme rosse e ferite le trasmise tutto il suo amore.
Senza staccare gli occhi uno dall?altra dalla bocca di lei uscì un?altra richiesta: ?Me ne versi ancora un dito??.
Non si fece pregare, riempì prima il bicchiere che lei teneva in mano e poi anche il suo.
Sempre guardandosi negli occhi ognuno centellinava quei sorsi che davano piacere al naso, sollievo alle ferite esterne e interne, incantavano le papille in bocca e portavano un calore nuovo giù per la trachea fino allo stomaco.
Istintivamente i bicchieri furono posati sull?erba, i visi si avvicinarono lentamente e le labbra si incontrarono calde e profumate di rosa. La lingua accarezzava dolcemente la bocca dell?altro mentre la mano di lui saliva lenta a sollevare la stoffa a fiori della gonna ampia in cerca della carne calda sui fianchi.
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[06/25/2008, 18:17] 
Sabato on Wine

Ragazzi, fa caaaaldo; perfino in cantina. Ma rispetto ai 13 gradi della settimana scorsa trovo comunque più pertinente la calura...
Vi segnalo un'altra bella iniziativa del Movimento Turismo del Vino che si inserisce nella filosofia delle Cantine Aperte: Sabato on Wine, promosso dalla trasmissione radiofonica Decanter.

L'ultimo sabato di ogni mese, a partire dal 28 giugno 2008, le cantine aderenti saranno aperte per le visite e proporranno volta per volta un programma diverso, che potrete vedere qui.

Anche la mia cantina sarà aperta; meditavo di gonfiare una piscina e preparare un po' di gavettoni... ;-)
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[05/25/2008, 18:24] Formati pubblicitari speciali: peel adv
L'effetto peeling (in italiano qualcosa di simile a "sbucciatura"), consiste nell'apporre sull'homepage del sito ospitante un particolare effetto che in assenza di azione da parte dell'utente si presenta in questo modo : Prodest In presenza di uno spostamento del mouse dell'utente sulla piccola "sbucciatura" della pagina, si apre invece una pubblicità sottostante con un effetto simile a quello che si ha quando si sfogliano le pagine di un libro. Questa immagine è ovviamente collegata alla pagina di destinazione dello spot. Ecco un esempio di quel che accade quando un utente posiziona il proprio mouse sul piccolo spazio in alto a destra dell'immagine precedente : Prodest Si tratta sicuramente di un effetto piacevole e discreto che non disturba l'utente in fase di navigazione come fanno per esempio le fastidiosissime e ormai desuete pop up, bloccate ormai da quasi qualsiasi browser. L'effetto peeling si fa notare solo nel momento in cui è l'utente ad incuriosirsi e a puntare il mouse sopra lo spazio pubblicitario in piccolo e non viceversa. Il peel advertising è uno strumento che VinoClic vende sui siti dei propri editori come sponsorizzazione fissa su base mensile. Per informazioni, clicca qui.
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[07/31/2008, 15:53] PART 3: I SELL MY PASSION
Here is the third and penultimate segment of my definitive precis of the LastItalianWineMemoirYoullEverNeedtoRead. In it you will find joy and heartbreak, hard work and the ineffable pleasure of swanning about with men of noble name and meaningless title. Ladies and gentlemen...
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[07/05/2008, 04:55] Eccomi qua
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[L'ultimo Altan, su L'espresso]
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[01/01/1970, 02:00] Un grande vino, un grande millesimo o...una grande bottiglia
Tempo fa, praticamente un anno fa, pubblicammo un articolo dedicato ad una visita e successiva degustazione verticale, presso l'azienda Borgogno a Barolo. L'azienda è una delle mete preferite da appassionati ed operatori del settore quando si decide di far visita ad un produttore langarolo...
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[07/30/2008, 20:28] L'Atto - Cantine del Notaio

ProdestL'Atto delle Cantine del Notaio è un vino rosso ottenuto prettamente da uve di Aglianico. I miei veri lettori sanno quanto io elogi e magnifichi questo vino. Se c'è un vino emblematico e degno vessillo della nostra realtà, questo è proprio l'Aglianico. Sui tufi vulcanici del Monte Vulture, nelle contrade più rinomate sono coltivate con rispetto e devozione le vigne che danno linfa vitale a questo vino. Ne deriva un vino eccellente, di accesa personalità che matura poi in piccoli carati di rovere nelle suggestive grotte di tufo del 1600. Il colore rosso dell'Atto esprime bellezza e purezza e con i suoi 14,5% di tenore alcolico è vino destinato a dar piacere. Tralascio la rituale descrizione del sentore, profumo et similia, per spendere due parole [decisamente poco tecniche] ma forse più emozionali. Dell'Aglianico scrissi che è vino evocativo. Aggiungo che racchiude altresì gioia, calore e anche molto sacrificio. Se il lavoro e la volontà sono tali per ottenere un regalo così intenso, significa che il buon vino, quello fatto con dedizione e con il cuore, esiste!  Ne ero certo per questo e tanti altri vini, ma ora sorseggio ed esalto L'Atto. Et sigillum meum apposui.

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[07/16/2008, 21:00] La classifica della competitivita? per nazione nel mondo del vino - dati Viniflhor

[English translation at the end of the document]
Fonte: Viniflhor
Viniflhor pubblica una specie di classifica della competitivita? del prodotto vino per nazione. Lo fa praticamente dando un voto a ciascuna nazione misurandola su sei parametri, con un peso diverso, che portano a un giudizio espresso i millesimi. Il risultato lo vedete nel primo grafico. La Spagna, l?Italia e la Francia sono i tre mercati che eccellono nel panorama mondiale, seguiti dagli USA (a una certa distanza). In cosa eccelliamo? Secondo lo studio i nostri due punti forti sono la struttura molto diversificata delle esportazioni (coadiuvata dal mercato interno comunque molto grande), per cui siamo al primo posto, e la struttura del vigneto, ivi comprese le condizioni climatiche e ambientali.


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[07/07/2008, 17:34] una serata diversa
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[01/01/1970, 02:00] Marketing&Comunicazione
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Il marketing è l'insieme degli strumenti e dei mezzi che permettono di vendere un prodotto/servizio in maniera redditizia e duratura ad un cliente, in modo che quest'ultimo possa raccomandarlo ad altri. La mancanza di una strategia di marketing, che racchiuda le strategie di prodotto, comunicazione, distribuzione e prezzo, non permette un reale sviluppo aziendale e conseguentemente un reale sviluppo commerciale.
Il marketing è quindi un processo, che pone al centro dell'attenzione non più il prodotto ma il cliente, al fine di creare una relazione stabile e duratura (fidelizzazione).
Vendere vino equivale a vendere un piacere, un sogno, un territorio, una storia. La comunicazione è una componente essenziale del marketing mix del mondo del vino. La promozione è un'attività di comunicazione del marketing che ha lo scopo di informare, ricordare e persuadere le persone a comprare, rivendere (se sono intermediari), raccomandare (se sono opinion leader), utilizzare un prodotto.
La comunicazione è quindi una delle leve del marketing, ma solo una gestione consapevole e programmata dell'immagine aziendale può dare risultati.
Risulta necessario elaborare un piano strategico ed operativo di comunicazione, ovvero elaborare e sviluppare una serie di azioni che riprendo gli obiettivi aziendali; semplicemente bisogna comprendere cosa e a chi comunicare.
Contenuti, linguaggi, modalità dovranno essere elaborati in funzione del destinatario; diverso è rivolgersi ad un consumatore, ad un giornalista o ad un operatore, stackholder.
Per praticità le attività vengono tradizionalmente divise in macrocategorie:
_le attività che utilizzano i media tradizionali (tv, radio, giornali), denominate ATL (above the line);
_le attività di direct marketing, pubbliche relazioni, promozione, che non prevedono l'utilizzo dei media, denominate BTL ( Below the line): includono le attività on line, ovvero quelle dedicate al web (web marketing, sito, pubblicità on line, blog, community, etc);
Particolare attenzione dobbiamo rivolgere al web e a tutte quelle attività che possono essere sviluppate in rete o 'sfruttare' la rete come veicolo di trasmissione.
Lavoriamo e viviamo nell'era del web 2.0, ovvero in un'era internet il cui filo conduttore è una nuova filosofia all'insegna della collaborazione, dell'interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia. I servizi e gli strumenti del Web 2.0 trasformano ogni utente da consumatore a partecipante, da utilizzatore passivo ad autore attivo di contenuti, messi a disposizione di chiunque si affacci su Internet, indipendentemente dal dispositivo che utilizza.
Sono molti i modi con cui un?azienda può 'essere online': web, forum, newsgroup, mail, pubblicità (online advertising ), ecc.
Investire nella rete oggigiorno risulta fondamentale perchè permette di raggiungere un più vasto numero di interlocutori, sia professionisti che consumatori; permette inoltre di ottenere feedback necessari a comprendere la reale percezione che l'esterno ha della nostra azienda.
Per quanto riguarda le attività di comunicazione, il Web presenta alcuni aspetti del tutto peculiari: può essere considerato uno strumento di comunicazione, una tecnologia di trasmissione e un mezzo con moltissimi veicoli.
Ma l'attenzione va puntata sulla possibilità di interattività comunicativa che si basa su 4 principi fondamentali:
_la reciprocità: consente una mutua azione tra fonte (d'informazione) e fruitore.
_la significatività, ovvero il grado in cui le risposte in una comunicazione sono percepite come appropriate e soddisfacenti il bisogno informativo;
_la velocità di risposta;
_l'informazione non verbale, caratterizzazione multimediale e multicanale della comunicazione.
Un esempio è il sito web che è comunicazione in sé ed allo stesso tempo portatore di comunicazioni.
Un altro esempio è l'utilità di internet come mezzo pubblicitario per mantenere il ricordo della marca nel top of mind del consumatore fino al momento dell'acquisto.
La definizione dei tempi di attuazione della campagna di visibilità riveste un ruolo strategico importante per la realizzazione di una campagna promozionale di successo.
Attraverso una corretta definizione della tempistica di attuazione si può controllare l'efficacia della campagna, i risultati attesi ed effettuare quelle piccole modifiche in corsa per ottimizzare al meglio le strategie scelte.
Definire i tempi di realizzazione significa progettare la campagna in ogni suo dettaglio, pianificare i tempi di realizzazione e la tempistica di pubblicazione, pianificare aggiornamenti, stimare le previsioni di crescita ed eventuali up-grade delle strategie adottate.
Una campagna di visibilità rientra tra gli obiettivi a medio/lungo termine delle attività di marketing di una azienda.
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[07/11/2008, 08:22] Red Letter Day
Prodest
While one who sings with his tongue on fire
Gargles in the rat race choir
Bent out of shape from society's pliers
Cares not to come up any higher
But rather get you down in the hole
That he's in.

Busy time here, in refried country. Wine people from California to Montalcino have been joining us in the sun-baked trenches of the last market that makes sense. Italian wines are alive and well and this week gave proof to that preposterous assertion.

ProdestAnd what is the secret, the magic ingredient? It?s leather and the lack of it in certain places. It relates to the street and the tenacity of those who have joined us in our quest to take on the final frontier. Italy has gotten a hold on this state which is larger than Italy, as large as France. This is no easy task, but we are going to bristle and mow our way through the year to prove to New York, Chicago, LA and San Francisco that there is competition for the fine wine segment of the Italian wine market. This week was just the beginning.

ProdestImagine getting up at 6:oo AM in order to get ready for a long day. Nine wines, six clients, 120 miles of driving, in a circle, like a carousel. Young palates, master tasters, Italians, chefs, wine bar enthoos, no we?re not talking about Austin (next week, Dottore). We?re a bit east of the Barnett Shale, the phenom that is transforming the local economy and making a lot of believers out of the Texas miracle. More on that another time. Right now we have just come off of three days of intensive tasting and pounding the streets. The leather I was talking about was on the bottom of my shoes. No, that?s not some lunar landscape; that, my friends is a badge of honor. Yes, we?re still paying our dues and proud of it.

ProdestVacation to Europe? Not yet, the action is here in the armor plated patrol vehicles. With the inside of them coming up to 110-115° F, we have our Koolatron chests panting to keep our wine and our laptops cool. Suit, tie, long sleeve, yes grasshopper, we have entered the battle zone and we will not surrender and we will conquer the hubris and the entropy. With or without our punch lists.

I got a call from Hollywood today, from a friend who runs a studio. Actually, Burbank. Anyway, he?s got a movie that?s doing great right now. Famous for the way a shoe is integral to the story line. A hybrid.

ProdestI?m at lunch with four other gents. Checking out one of the haut-spots. I cannot find a wine on the list for less than $100 bucks. An old Italian SB for $12 a glass that is selling down the street for $9. I start to see red. The start of my red letter day.

Darkness at the break of noon
Shadows even the silver spoon
The handmade blade, the child's balloon
Eclipses both the sun and moon
To understand you know too soon
There is no sense in trying

Italy is turd-blossoming. A day after tasting wines from all over Italy, from Piedmont to Basilicata, from Sicily to Tuscany, we finish off the day with some Pinot Noirs from The Santa Rita Hills. A Seasmoke trio with a handful of cheeses from Italy to Spain, California, France, Wisconsin.

ProdestLater that night, I am dreaming of California; the dream is a wild ride with a young family member, Vinitaly, Dr. P and the rolling hills of the Central Coast, sometimes in the sunlight, sometimes on fire. Then, cool breezes, and a waterfall , emotion, and collapse. Powerful wines that provoke such vivid dreams, or was it the cheese? I know at 9:30 I fell asleep with the lights on, only to hear in the distance the light ring of a text message. It?ll have to wait, I?m in Monroe country.

You lose yourself, you reappear
You suddenly find you got nothing to fear
Alone you stand with nobody near
When a trembling distant voice, unclear
Startles your sleeping ears to hear
That somebody thinks
They really found you

Dallas, Austin, Chicago, Hollywood, New York, Rome, Washington D.C., New Orleans, Sonoma, Castiglione della Pescaia, Harlingen, San Benedetto del Tronto; just some of the stops on the summer-fall tour.

Prodest?Take me with you to Italy,? they said in an aisle as I came up off my knees from placing the bottles of Oltrepo Pavese red on the rack. ?We?ll carry your luggage.? I had a master class in packing today. One pair of shoes, two pairs of pants, three shirts, no medicines ( get them there when or if you need them). One camera, no computer, travel light. Nothing to check, little to carry on, they have changed the rules. Like my film-maker friend said today, ?flying sucks, unless it?s business class on international or a private jet.? Have your gal call Clooney?s gal and let?s get hooked up, pal. (It?s alright ma, I can make it.)

A question in your nerves is lit
Yet you know there is no answer fit to satisfy
Insure you not to quit
To keep it in your mind and not fergit
That it is not he or she or them or it
That you belong to.

Although the masters make the rules
For the wise men and the fools
I got nothing, Ma, to live up to


Prodest



Red lettered words by Bob Dylan
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[01/01/1970, 01:00] Bagno di luna
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[01/01/1970, 02:00] Produttori: I Fabbri
Dal recente viaggio fatto con il collega Alessandro Franceschini a Lamole, una piccola frazione di Greve in Chianti, in occasione della settima edizione de "I profumi di Lamole", ho avuto modo di conoscere Susanna Grassi, dell'azienda I Fabbri, che con la sorella Maddalena...
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[07/31/2008, 11:51] Domani sera pronti al Sogno con Oberon e Puck (e pure Titania dovrebbe presentarsi)
Vi confesso che sono un pochino nervoso per domani sera visto che mi sono buttato in questa CENA TEATRO ma ancora, se dovessi dirvi, cosa accadrà di preciso non lo so neppure io: Luana dei Maghi Incartati per ora è stata piuttosto vaga quindi fino ad oggi alle 19 quando faremo la prova generale continuerò [...]
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[04/08/2008, 23:41] Invecchiare
C'è un cambiamento climatico in atto, una tendenza all'aumento della temperatura media. Tutti lo sostengono oramai, con dosi più o meno elevate di allarmismo. Non si sa ancora esattamente se il fenomeno abbia origine antropica (effetto serra) o dipenda da altri fenomeni geolocici ciclici. Questa cosa devo dire che mi turba; forse sarà che soffro il caldo! Dal punto di vista enologico sono ancora più turbato. Se un milesimo come il 2003 diventasse la normalità e non l'eccezione, cosa occorerrebbe fare per evitare di ripetere i disastrosi risultati espressi dai più blasonati vini italiani? Che tipo di gestione della vigna occorrerà mettere in pratica? A queste domande sta pensando un sacco di gente. Nuovi indici pedologici aiuteranno a selezionare nuovi terroir (di questo parleremo più avanti); pratiche come la sfogliatura intorno ai grappoli andranno in pensione; le esposizioni dei filari andranno ripensate; anche i vitigni subiranno la loro bella rivoluzione, ed inevitabilmente tutto ciò avrà un riflesso sui disciplinari di produzione. E in cantina cosa occorrerà fare per preservare aromi e fragranze? Esattamente su questo tema ho letto alcuni scritti del Prof. Mario Fregoni pubblicati da VQ, da cui mi sono permesso di estrarre alcune frasi, che riporto letteralmente.
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[02/27/2007, 15:37] Quattro bottiglie, Tre Monti


Questa foto rappresenta una importante realtà vinicola dell'Emilia Romagna, l'azienda Tre Monti di Imola (BO), che ho avuto l'onore di incontrare qualche sera fa durante una cena organizzata...

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Tags: amici, ristoranti, vini italia, vini autoctoni, grandi cuochi

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[07/16/2008, 08:08] Shelf Deception
ProdestWith everything in play the way it has been for the last 50 or so years, is anyone surprised that we now find ourselves in prime-time navel gazing mode regarding our future? In the early 1970?s we were not so gently warned to get our oil-addiction in check. And now, everyone is acting surprised that gas is $4 a gallon, like it?s the end of the world? Hello, that was the price of gas in Italy, in 1984.

Now we are starting to reluctantly see the introduction of the new pony cars, like the new Dodge Challenger or the new Chevy Camaro, which were designed way back when the price of oil was $40 a barrel and now it is $140. No wonder there isn?t too much excitement about those cars, except in places like the Chinese Billionaire Club or the Dubai Gazillionaire?s Guild.

ProdestIs it any surprise that now, not many fellows want to shell out the bucks for a pony car that will cost them $50 a day to run? The world that these cars were designed for no longer exists.

Likewise, in the Italian wine world, we also have these pony car wines that were dreamt up for a world that isn?t there waiting for them. The shelves are not begging for it, I have this on good counsel from the streets.

I know some of my importer friends and colleagues don?t like to hear it, but the world has presently turned away from something thought up to be uber and special, a luxury item created for an emerging market that can barely keep its head above water.

Prodest
"It's not easy being green"

What is the typical wine of which I talk about? It is often from Tuscany but not limited to that area. The Maremma figures in here, seeing as there was a lot of investment and planting some years ago, in anticipation of the growth of the phantom category. It can be a blend of Sangiovese with Bordeaux varietals. Syrah can also be a component. It can also be found in the Veneto, in Piedmont, in Sicily, Sardegna, the Marche, almost anywhere. But Tuscany seems to be the poster child for these mis-planned opportunities that never materialized.

And I?m not meaning to throw down hate on my Tuscan brethren, but folks, I really don?t see how it will fly in these times. If anyone can find the rubes, please send some of them to me.

ProdestOK, so we get an email, or a meeting whereby we get this plea, more often in the form of a requisite for continued good relations. Time out.

Let?s say I am a salesman coming to your place, to sell you, let?s see, brushes. And I knock on your door, because you have been a good customer, have bought a lot of brushes from me in the past. Even tooth brushes and brushes to clean out the spokes in your car wheels. So you are a loyal client and you pay me always on time. Good times.

ProdestAnd I come to you and tell you I have built this brush factory and have invested heavily. And those brushes I have been selling to you for $5-6, I still want to sell them to you. But I need you to also buy a bunch of brushes for your house and they cost $12-15 and they only are good for the second floor. You can?t use them in the garage and they are useless in the dining room. They are only for the study on the 2nd floor or the guest bedroom. And not the bathrooms. And I need you to buy a dozen of them.

And you look at me and tell me you don?t need them, let alone a dozen of them. And I respectfully answer back that I hear you but I still need you to step up to the plate and honor the commitment that our relationship requires.

ProdestCan you feel the force of the door as it just got slammed in my face?

Now, I?m not saying that it would go that far. But just like Detroit has invested in something that is really not appropriate for the current market, so in other endeavors, there are products developed that just aren?t the greatest ideas for the world we find ourselves in.

ProdestWhat the world needs now - is it really another highfaluting Maremma wannabe that sells for $60, $80, $100?
I don?t see it, anymore than I see myself getting behind the wheel of a 9mpg Viagra-mobile.

What does excite me is to press on with the refinement of those wines that appear to be Italian concept wines, but closer to entry level prices. Look at the Asian car market, or better, look at the European car market. Within 2 years VW is going to have a car for sale that will get 235 mpg. How about an Italian wine that doesn?t suck all the spare change out of the glove compartment, something we can drive around our dining rooms and still be able to put pasta and salad on the table as well?

Prodest
Something for the wine-concept gurus to think about, when they?re staring at themselves in the mirror, while they put on their sunscreen, before they head out to the seaside, during the month of August.

Prodest





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[01/01/1970, 02:00] A scrivere del Po con la colonna sonora di Franco Fattori
L'ultima volta che sono uscito di casa l'ho fatto per andare a pranzo domenica alla Capanna di Eraclio, monumento alla civiltà della tavola del Delta del Po e alla pesca nella sacca di Goro e nel vicino Adriatico. Era il...
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[07/28/2008, 01:28] Risultati secondo trimestre 2008
Continuando quella che vuole essere una costante di VinoClic, eccoci qui a commentare insieme i risultati del secondo trimestre 2008. Mantenendo gli stessi criteri adottati nell'analogo post del 22 Aprile, siamo in grado di affermare senza tema di smentita che VinoClic sta crescendo in maniera significativa. Lo si vede dal numero di campagne uscite in rotazione sul network nel trimestre passato, dai guadagni cresciuti in maniera considerevole rispetto allo stesso periodo del 2007 e dalla pipeline di contratti che stiamo creando per i prossimi mesi. Prima di commentare oltre, veniamo ai numeri: la crescita year on year (secondo trimestre 2008 vs. secondo trimestre 2007) è pari a +166% che, sommata a quella del primo trimestre, testimonia come il fatturato dei primi sei mesi del 2008 sia cresciuto del 123%. Naturalmente, come in ogni buona famiglia, c'è chi è cresciuto di più e chi di meno, ma il vero dato interessante è notare dal grafico sottostante come, in termini di provvigioni distribuite al network, in questo secondo trimestre abbiamo già superato quanto distribuito a fine Settembre 2007. Prodest A questo punto credo che la principale preoccupazione di chi legge sia la seguente: "ho capito che stiamo crescendo, ma quanto questa crescita è sostenibile nel tempo?". Quello che rende sostenibile questa crescita è unicamente l'esecuzione di una strategia. Una strategia che non è improvvisata, ma che è stata pensata e sviluppata fin dall'estate del 2006, ben prima della apparizione sul web di VinoClic. Da allora molte cose sono cambiate, sono stati commessi degli errori da cui si è cercato di trarre un utile insegnamento; di conseguenza la strategia di VinoClic si è evoluta e continuerà a farlo nel futuro. L'esecuzione di questa strategia ci sta portando ad allargare la nostra forza di vendita, ad implementare nuove strategie commerciali ma soprattutto a creare una pipeline di contratti firmati per il futuro. E' la coscienza di avere una strategia chiara e la volontà di eseguirla in maniera determinata e meticolosa che ci permette di guardare al futuro con ottimismo senza voler a tutti i costi cercare di convincervi della bontà del network con l'ormai inflazionato paragone con i rendimenti di AdSense. Arrivederci ad Ottobre per il commento dei risultati del terzo trimestre.
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[07/09/2008, 23:18] Franco Ziliani e il Chiaretto
ProdestPrezioso intervento di Franco Ziliani, alias Vino al Vino, sul sito internet delll'Associazione italiana Sommelier a proposito di Italia in Rosa e dei vini rosati, Chiaretto incluso (e dei rosè Franco è sempre stato un fan, occorre dargliene atto).
Non mi soffermo qui su tutte le varie considerazioni espresse da Franco (chi volesse leggere integralmente l'articolo - e ne vale la pena - può cliccare qui), ma mi limito alle citazioni bardoliniste, giacché questo è un blog dedicato esclusivamente al Bardolino.
Orbene Franco dice di aver apprezzato, tra i tanti vini in assaggio, "la precisione e la misura del Bardolino Chiaretto Rodon delle Fraghe e del 21.10 di Ronca".
Poi più avanti annota che nella manifestazione erano "tanti, intriganti, divertenti, a volte sorprendenti e contraddittori i possibili percorsi d?assaggio, con passaggi arditi dai vini fermi - con una prevalenza, in ambito gardesano, dei veneti sui bresciani, con un Bardolino chiaretto più definito di tanti un po? troppo pallidi e fragili Chiaretto del Garda (con due eccezioni in particolare, il Rosamara di Costaripa ed il San Giovanni di Pasini)".
Ancora oltre, citando alcuni interventi del talk show, Ziliani ricorda cheMatilde Poggi "ci ha tratteggiato la sua idea di 'vino goloso, profumato, fruttato, concepito per l?estate' del rosato". Fin qui i temi bardolinisti: il resto lo potete (e lo consiglio davvero) leggere qui.
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[11/08/2007, 23:32] Domani svino
Beh, è stato un periodo durissimo !... Non ho mai avuto la forza di scrivere qualcosa nelle ultime settimane. Sono stanco, e la febbre mi ha da poco lasciato... Domani spero di rientrare in cantina. Il nuovo Nuvole e Pane mi aspetta con ansia ! E' in macerazione da circa un mese ed è proprio ora di svinarlo e metterlo nelle botti. E' duro, forse fin troppo: la maturazione sarà molto lunga !...
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[09/24/2007, 11:23] Vino dei Blogger #10 - Rocca Barbera '04
Prodest
"Generosa Barbera

bevendola ci pare
d'essere soli in mare
sfidanti una bufera"


Incipit Carducciano d'obbligo per il Vino dei Blogger #10, organizzato questo mese da Via Freud 33.
La Barbera è un vino che fa parte del DNA di ogni Italiano, a prescindere dalla provenienza geografica. E' passata sulla tavola di tutti spesso contenuta in bizzarri recipienti: bottiglioni, fiaschi e fiaschetti; molto volentieri sfusa e versata in una brocca. Allungata con acqua, ferma o frizzante, è stata anche "stuprata" in vari modi, a partire dallo scandalo del vino al metanolo fino ad arrivare a improbabili prodotti supermodernisti che con la Barbera come Dio comanda hanno ben poco a che fare. Come una fenice, è sempre risorta dalle proprie ceneri; generosa com'è, si è sempre accontentata di un ruolo da comprimaria -soprattutto in Langa- occupando particelle di vigneto un po' più sfigate, cedendo i sorì a Mr. Nebbiolo, salvo poi corrergli in soccorso laddove mostrava i propri limiti, vero monsù Gaja?

Amo questo vino, e lo amo nella sua forma più sincera, quando non vede legno, quando si sente il fruttino fresco, il bel floreale e l'acidità ti spacca la mandibola, facendoti salivare come una fontana. Lo so, sono enoperverso, ma tant'è, ho trovato la Barbera nella sua espressione perfetta in quel di Agazzano (PC) ad Anni Luce dalla culla storica del vitigno, l'Astigiano. L'artefice di questo gioiellino enologico è il Principe Gianlodovico Gonzaga, il vino è Rocca Barbera 2004, l'azienda è Le Torricelle. Un paio di ettari a Barbera e Croatina che, se solo in Italia si fosse un po' più lungimiranti, sarebbe classificato Gran Cru: un vero e proprio clos accanto la Rocca di Agazzano, viti vecchissime, terreno povero, esposizione a pieno sud e rese basse di natura.
Completa il tutto la cantina scavata sotto la Rocca che è, per definizione, LA cantina, come tutti se l'immaginano, e la passione di Ludovico -un vero Principe "contadino", uno che si spacca le mani sul serio sia in vigna che in cantina- per il suo lavoro, nonostante le difficoltà e i problemi di ogni giorno.

Il risultato è questo vino che nel millesimo 2004 si esprime al suo meglio, a partire dal fantastico colore rosso porpora con bellissimi riflessi violacei, che la dice lunga su cosa ci aspetta nel bicchiere. Un naso vinoso, profumato di violetta, di prugna matura al punto giusto, elegante e delicato. In bocca un'acidità che è una goduria vera, un bel corpo pieno e tannini vellutati.
Bevibilità stupenda, apri la bottiglia e in un attimo è già finita.

Prodotta in 2500 bottiglie e 200 magnum, se siete fortunati potete trovarne ancora qualcuna direttamente in cantina. Visita che comunque vi consiglio, anche per provare gli altri prodotti delle Torricelle, il Milione Rosso e il Cà del Barigello, rispettivamente Gutturnio Superiore e Riserva e la Barbera Massaveggia.

Azienda Agricola Le Torricelle
Strada Pilastrello, 2/A ~ 29010 Agazzano (PC)
Tel. e Fax 0377 51372
info@letorricelle.it
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[05/26/2008, 17:30] Polvere di Stalle entra nel network
Prodest Ricette facili per tutti da uno chef? Eccole proposte in questo nuovo blog che nasce dall'esperienza ormai consolidata del Bistrot Chez Maurice, quasi una sua costola. Maurice, l'autore di entrambi, mette qui a disposizione la sua esperienza professionale, per neofiti e cuochi casalinghi già esperti. Le ricette, complete di foto, sono qui esposte secondo l'esatta cronologia di esecuzione delle preparazioni. Dove necessario l'autore inserisce trucchi, variazioni e commenti per la migliore riuscita del piatto. Un sito da mettere assolutamente nei propri feed. Sheda completa editore su VinoClic
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[07/14/2008, 22:51] Verona Wine Top 2008: i Bardolino premiati
ProdestSono 15 i vini bardolinisti premiati nell'edizione 2008 di Verona Wine Top, il concorso enologico voluto dalla Camera di Commercio di Verona.
In tutto, la giuria ha premiato con l'eccellenza 107 etichette veronesi.
La "Guida ai 100 migliori vini di Verona", completa delle analisi sensoriali di tutti i vini premiati curate da Richard Baudains, corrispondente della rivista "Decanter", sarà disponibile a partire dal mese di settembre e può già essere prenotata scrivendo a winetop@vr.camcom.it, inserendo come oggetto "Richiesta Guida Verona Wine Top 2008" e specificando l'indirizzo postale a cui spedire il materiale. Il materiale verrà spedito a titolo gratuito.
Di seguito i top del panorama bardolinista.
Bardolino Chiaretto spumante brut 2007 - Vigneti Villabella
Bardolino Chiaretto Classico 2007 - Meneghello
Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2007 - Zeni
Bardolino Chiaretto 2007 - Villa Medici
Bardolino Classico 2007 - Cantina Caorsa
Bardolino Classico 2007 - Lenotti
Bardolino Classico Val dei Molini 2007 - Cantina di Custoza
Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 - Vigneti Villabella
Bardolino 2007 - Ronca
Bardolino Rubens 2007 - Cantina di Castelnuovo del Garda
Bardolino Classico Vigneti di Ca' Nova 2006 - Sartori
Bardolino Superiore 2006 - Villa Medici
Bardolino Superiore Colline di Colà 2006 - Bergamini
Bardolino Superiore Classico 2006 - D'Aulerio Nicoletta
Bardolino Superiore Classico 2005 - Cantina Caorsa
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[08/02/2008, 07:58] Briscola (senza smile) getta la spugna: un addio o un arrivederci?

ProdestL?attacco è di quelli che non lasciano dubbi: l?ottima Briscola, che ci ha accompagnato con interventi geniali, divertenti, surreali, sempre originali e mai banali in questi mesi, getta la spugna, alza bandiera bianca, ci saluta e tirà giò la clèr come direbbe Jannacci.
I motivi, comprensibilissimi, li spiega benissimo lei e non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non, forse, imitare il suo esempio e fare altrettanto?
Ad ogni modo, perché alla collaborazione di Briscola tengo molto e penso altrettanto ci tengano i lettori di questo blog a continuare a leggere i suoi apologhi sul vino, cercherò di convincere l?amica, una brava giornalista che si è occupata anche di uffici stampa di Consorzi, a ritornare sulle sue decisioni.
?
Ho ancora un?idea? ha scritto in chiusura. Non è tanto, ma è sempre un?apertura, una speranza, uno spiraglio lasciato aperto per un ripensamento? Ad ogni modo, se non dovesse ripensarci, grazie, di cuore, per i suoi scritti, preziosi per intelligenza e ironia e per il loro stile inimitabile? f.z.

L?annuncio è ufficiale e, seppur non ne possa fregar de meno, va dato: Briscola getta la spugna. Basta con le parole del vino, si cambia. Non a caso, Briscola è rimasta in silenzio per vari mesi. Per pensare, per capire. Ha pensato, non ha capito. Ma è risultata illuminante la frase di un?amica che, seppur ben avviata sulla strada della comunicazione, un giorno ha detto: ?Preferisco litigare con un pollo?. Intendeva un vero e proprio pollo, s?è infilata in una cucina e ora fa ciò che desiderava. Briscola ha fatto ben poco altro nella sua vita oltre a scrivere e a tenere nel portafogli un tesserino color vinaccia che testimonia ciò che è. Ma è una testimonianza irrilevante: in Italia, siamo tutti giornalisti.
Le tecniche? Ridicolaggini. Vedere la notizia? Ma no, che c?entra. Scriverla??? Nemmeno a parlarne. In Italia siamo tutti giornalisti, chi nel bar sottocasa chi davanti a un computer. Perché in Italia non esiste quella cosa che si chiama ?informazione?, esiste soltanto quella cosa chiamata ?commento?.
Se un tizio ne ammazza un altro, la notizia come tale si esaurisce in sei parole, sulle quali intervengono il sociologo, il consulente di problemi di copia, il parroco, il direttore del circolo didattico, il sindaco, un paio d?assessori, il messo comunale e una velina.
Se Caio propone una legge in Parlamento e la legge passa (questa la notizia), occorre poi sentire che ne pensa Caio (che l?ha presentata, quindi qualcosa avrà pur pensato prima di presentarla), il quale, in modo inaspettato, dichiara: ?Sono soddisfatto?. Ma non lo è Sempronio, che la pensa diversamente, e Tazio, che la pensa giusta a metà.
Sul vino, il paradigma si ripete. Non basta dare la notizia, occorre darla ?ragionandola?. Del resto, il meccanismo delle guide si basa o non si basa su questo? Fino a che punto le guide sono ? oggi ? la voce di chi se ne intende e non, piuttosto, lo spioncino attraverso il quale sapere che ne pensa Pinco e che ne pensa Pallo? Personalizzazioni della notizia, che spersonalizzano la notizia.
Ma non perché sia l?autorevolezza a parlare, ma perché a parlare è il vip. Sono certa che se un tronista scrivesse una guida, La Guida di ?Uomini e donne? (con tutto il rispetto per una trasmissione di cui ho seguito totalmente 7 minuti in 3 anni, comprendendo nemmeno un terzo del meccanismo? sorvolo sui 2 terzi capiti), diventerebbe un cult.
Noi giornalisti (ho ancora il tesserino color vinaccia in tasca) abbiamo la grande responsabilità di aver mitizzato il nulla, di aver confuso le idee, di aver attribuito definizioni di ?Lady? a povere ragazzotte di chiara inconsistenza e di ?Mister? a emblemi di ciò che non si dovrebbe essere. E abbiamo contribuito a rendere mitologico il vino ? anzi, i vini ? che spesso di mitologico avevano la pretesa di essere considerati passabili. Meglio sarebbe stato dire al produttore: ?Amico mio, non sai farlo. Riprova?.
Ma non è stato così. Per opportunismo, per buonismo, per qualunquismo. Non per giornalismo, sicuramente. Di fronte a un mercato in crisi, e quello del vino in Italia ? in molte zone d?Italia, per varie ragioni ? è certamente un mercato in crisi, dignità deontologica vorrebbe che ci ponessimo domande sulle nostre esagerazioni, sui nostri commenti, sulla finta informazione, sui publiredazionali passati come notizie, sulle ?perversioni? del vino che diventa buono per una bella etichetta, che è sicuramente ottimo perché abbinato a una linea di moda griffata, che  è straordinario perché lo beve l?attore di telenovela ospite di un talk show domenicale.
Il vino, in tutto ciò, dove sta? Forse nella presunzione dell?agronomo o del vignaiolo che s?inventa ?giornalista ? comunicatore ? esperto di marketing?? E perché no? Non è forse quello che lasciamo fare spensieratamente all?agronomo e al vignaiolo, per opportunismo, per buonismo, per qualunquismo? Fate un giro in rete, visitate i siti aziendali di 30 cantine, scelte a caso e giudicateli con istintiva sincerità. Dopo aver visto i soliti vigneti (non sembrerà vero, ma l?uva nasce in tutto il mondo dalle vigne e le vigne in genere sono composte da viti, pali, tiranti e filari), le solite colline (stupore!!!), le solite descrizioni di storie famigliari che risalgono un attimo dopo l?increscioso episodio di Noè ubriaco e magari dopo esservi imbattuti in assordanti rock di sottofondo o in elegiache melodie ottocentesche, in cartoon ammiccanti e in immaginifici animali tropicali, ne concluderete che in Italia circolano almeno 20 su 30 web master completamente fuori di testa e altrettanti copy writer sulla soglia dell?analfabetismo.
ProdestMa io sono convinta che dietro a ogni web master e copy writer si nasconda (si fa per dire) uno che fa un altro lavoro, magari il vino, perché no, ma che dice la sua e, pagando, la sua diventa legge.
Bisognerebbe (bisognava?) dire no e fermarsi prima di scrivere certe scempiaggini sul retro delle etichette, prima ancora di scrivere ?nasce dall?amore per la terra?, giacché difficilmente un vino nasce dall?odio per una terra che dà da vivere ai suoi proprietari, prima del ?racchiude in sé il territorio?, che fa pensare a sabbia e ghiaia sul fondo della bottiglia.
E se a un agronomo salta il guizzo di chiamare un vino come il 78° figlio di Giove, bisognerebbe scrivere che fa ridere il mondo, non che è un?idea mirabolante. Ma tutto questo, ahimé, non accadrà, come non è accaduto. E, visto che le regole sono queste, mi chiamo fuori, alzo bandiera bianca.
Ma ho un?idea, ho ancora un?idea (l?ultima idea di Briscola).
Many Kisses! Briscola (senza smile)

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