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Mondo Di Vino
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[03/13/2019, 22:16] Wood Restaurant ? Breuil-Cervinia (AO) ? Chef Amanda Eriksson, Patron Cristian Scalco e Amanda Eriksson

Certo, non si tratta esattamente di un ristorante ?a portata di mano?: il Wood infatti si trova a Breuil, alle pendici del monte Cervino, tra le cime valdostane preferite dagli sciatori, d?inverno, quando le vette alpine sono ricoperte da una fitta coltre di neve candida. Eppure questo ristorante, una cinquantina di coperti ben distribuiti nei diversi ambienti, non ? conosciuto solo da sciatori e alpinisti. Il patron e ma?tre di sala Cristian Scalco con la compagna Amanda, a capo della cucina, nonch? madre dei loro due figli, ha creato un indirizzo caldo e accogliente, dove a una cantina di livello si affianca una cucina dai chiari rimandi nordici, retaggio delle origini svedesi di Amanda. Una sosta davvero piacevole e un indirizzo da ricordare quando si ? di passaggio per la Valle D?Aosta.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e due coperti
Espresso lo segnala come novit?
Gambero Rosso non segnala

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Amanda Eriksson
Sous chef: Stefano Zanotti
Chef de partie: Diego Lodi e?Fabio Fadda
Plongeur: Luciano Rocca

Lo staff di sala

Sommelier/patron: Cristian Scalco
Chef de rang: Valentina Scarpino
Chef de rang:?Ruben Croce

L’ingresso del ristorante

La cantina del ristorante

Sala e mise en place

Men??

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

4478 ??65

Idea di zuppa valpellinentze
Gnocchi di montanga, lardo, castagne, latte e timo
Capriolo, sambuco, verza, polenta
Cono di latte fresco e miele locale
Riso e prezzemolo con mele

Memories ??95

Insalata di aringa, cialda di magic sugar, sesamo nero
Tortelli con pescatrice, carote e zenzero, fumetto, nero di seppia e ponzu
Carciofo e cozze
Pralina di cioccolato bianco, ciliegia, gamberi rosa e salty fingers
Cardoncelli e shitake in carpione, guanciale e brodo di cappone
Panino al vapore con roast beef al teriyaki, cavolo fermentato e shiso
Guancia di manzo, cavolo verza, zucca, pompelmo
Whisky e cioccolato
Pomodoro, mozzarella, pinoli e basilico

Degustazione di 4 calici ? 50

Degustazione di 5 calici ? 70

Il men? alla carta

Antipasti

Cobia: sashimi di cobia, ricotta, barbabietola, olio di erba cipollina, erba di campo ? 22
Cherasco: lumache di Cherasco, topinambur, aglio nero, prezzemolo ? 20
Foie Gras: foie gras ghiacciato, cardoncelli, mais, mandorle ed aceto balsamico di Modena 12 anni ? 22
Valpellinentze: pak choi, pane nero, fontina e brodo di pollo ? 20

Primi

Gnocchi: patata viola, burrata, gamberi rossi di Mazara del Vallo, calamaretti ? 22
Tortelli: pescatrice, carote e zenzero, fumetto, nero di seppia e ponzu ? 20
Plin:?ardoncelli, shitake, cavolo verza, ceci, ricotta e tuorlo marinato ? 18
Spaghetti: lemongrass, latte, coniglio, guanciale, shiso ? 18

Secondi

Pescatrice, bietola e broccoletto, polvere di t? verde, avena e arancia ? 28
Coniglio, finocchio, olive taggiasche e yogurt ? 26
Renna affumicata, grissini, patate di montagna e sedano rapa, lingon, cipolla in agrodolce ? 32
Guancia di manzo, cavolo verza, zucca, pompelmo ? 26

Formaggi locali con confetture e miele ? 18

Dolci

Nocciola, latte e timo ? 12
Cioccolato e agrumi ? 12
Sesamo nero, ciliegia, ribes, meringa e capperi ? 12

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Valentino Brut Riserva Elena 2013 Metodo Classico – Rocche dei Manzoni

Tipologia degli stuzzichini: pane bao bun, guancia brasata, salsa hoisin e sesamo nero; infuso di frutta e verdura; taco di sedano rapa, misticanza, maionese allo yuzu e cozze.

Il patron Cristian Scalco ci serve il primo vino

Grande R?serve Champagne Brut – Gosset

Pane

Tipologia di pane: pagnotta di farina integrale; croccante ai semi di sesamo e girasole.

Castello di Brolio 2018 Olio extra vergine d’oliva Dop Chianti Classico?–?Barone Ricasoli?

Burro della Centrale del Latte di Aosta

Piattooo!

Cobia: sashimi di cobia, ricotta, barbabietola, olio di erba cipollina, erba di campo

Valpellinentze: pak choi, pane nero, fontina e brodo di pollo

Trii Rundin 2016 Pinot Grigio Valle D’Aosta Doc – La Plantze

Cherasco: lumache di Cherasco, topinambur, aglio nero, prezzemolo

Foie Gras: foie gras ghiacciato, cardoncelli, mais, mandorle e aceto balsamico di Modena 12 anni

In arrivo la prossima portata

Pralina di cioccolato bianco, ciliegia, gamberi rosa e salty fingers

Chardonnay Cuv?e bois 2006 – Les Cr?tes

Insalata di aringa, cialda di magic sugar, sesamo nero

Barbera d’Alba Doc 2017 – Giuseppe Rinaldi?

Panino al vapore con roast beef al teriyaki, cavolo fermentato e shiso

Gnocchi: patata viola, burrata, gamberi rossi di Mazara del Vallo, calamaretti

Il tocco finale

Tortelli con pescatrice, carote e zenzero, fumetto, nero di seppia e ponzu

Grand Clos Rousseau?2016 Santenay 1er Cru – Domaine Claude Nouveau

Il piatto ? ultimato al tavolo

Pescatrice, bietola e broccoletto, polvere di t? verde, avena e arancia

Parussi 2014 Barolo Doc – Sobrero

Un ultimo ritocco e il piatto ? pronto

Renna affumicata, grissini, patate di montagna e sedano rapa, lingon, cipolla in agrodolce

Spray di Whisky Talisker Skye per prepararci alla prossima curiosa portata

Candy floss alla vaniglia, polvere di cacao e tartufo al cioccolato e caff?

Spillo D’Oro Passito – Cave Gargantua

Heiwa Shuz? Suppai Umeshu Sake – Yoigokochi

Pomodoro, mozzarella, pinoli e basilico

Sesamo nero, ciliegia, ribes, meringa e capperi

Caff? e coccole finali

Tipologia del caff?:?Boasi miscela Delicato – Torrefattori Associati?(Genova)

Tipologia piccola pasticceria: tartufo al cioccolato fondente e lemon grass; baci di dama; peanut butter cups; kanelbulle (girello alla cannella); gelatina di ribes; mango e ananas con sale alla vaniglia.

Per chiudere in bellezza: Mancino Vermouth Bianco Ambrato e cioccolato

La chef Amanda Eriksson ci raggiunge in sala per un saluto

Cucina

Aringa e renna affumicata fanno capolino nel men?, ma le origini svedesi di Amanda Eriksson non fanno del Wood un locale di cucina ?nordica?. Al contrario, la Svezia non ? che il punto di partenza da cui Amanda prende il volo per esplorare l?Estremo Oriente, tra shiitake e salsa ponzu, e planare dolcemente sulla Penisola italiana, tra taggiasche e gamberi rossi di Mazara del Vallo, aceto balsamico di Modena invecchiato 12 anni e lumache di Cherasco. Messo in chiaro che la materia prima qui ? ?cosa seria?, la carta offre la possibilit? di scegliere due percorsi degustazione, uno pi? tradizionale, ispirato ai grandi classici della cucina di montagna, e uno pi? spigliato e contemporaneo, per chi ha voglia di cambiare.

Servizio

Grande appassionato del frutto della vite e del nettare che se ne ricava, in soli 3 anni dall?apertura Cristian Scalco ha saputo costruire una cantina di 550 referenze, etichette da ogni parte d?Italia e del mondo collezionate durante i suoi tanti viaggi e accuratamente conservate nella cantina del ristorante. A Cristian ci si deve affidare per abbinare alle proprie portate, noi lo abbiamo fatto e possiamo confermare che non sbaglia un colpo. Un?occasione per scoprire, attraverso la sua competenza, etichette rare e poco note.

Conclusioni

Sul pavimento, alle pareti, tra gli arredi? al Wood il legno ? ovunque e il suo profumo permea delicatamente tutto il ristorante. Una scelta voluta per esaltare al massimo l?elemento principe della montagna, il legno dei boschi, come ricorda il nome del locale, accortamente tradotto in inglese per permettere ai molti turisti stranieri che frequentano la zona di ricostruire il nesso quasi ancestrale che unisce il ristorante all?espressione pi? autentica del territorio circostante.

Viaggiatore Gourmet

Wood Restaurant
11021 Breuil-Cervinia (AO)
Via Guido Rey, 26
Tel. (+39) 392 787 1183

E-mail: woodrestaurant@gmail.com
Sito internet:
www.woodcervinia.it

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[03/12/2019, 22:05] L?Osteria H2O ? Moniga del Garda (BS) ? Chef/Patron Saulo Della Valle, Pastry Chef/Patron Francesco Della Valle

Si trova a Moniga, sulla sponda bresciana del Lago di Garda ma, nonostante dai tavoli interni e dalla terrazza del ristorante si goda di un?ottima vista sulle placide acque tanto care a Catullo, l?H2O di Saulo e Francesco Della Valle ? facilissimo da raggiungere, situato a pochi chilometri dal casello di Desenzano lungo la Milano Venezia. Scampato il timore di restare imbottigliati in code interminabili tra clacson impazziti, resta solo il piacere di lasciarsi conquistare da questo locale garbato, dall?animo accogliente e gentile come quello del suo chef Saulo della Valle. Una gita fuori porta che consigliamo di appuntare in agenda.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e due coperti
Espresso assegna un cappello
Gambero Rosso assegna 82 – cucina 49

La squadra

Patron

Saulo Della Valle
Francesco Della Valle

Lo staff di cucina

Chef: Saulo Della Valle e Zini Glauco
Chef de partie: Matteo Ferri
Pasticciere e panificatore: Francesco Della Valle

Lo staff di sala

Responsabile di sala: Enrico Avanzi
Responsabile vini e sommelier: Giuseppe Terranova

Eccoci arrivati

L’insegna

Il men? all’esterno

Il bancone

Sala e mise en place

Dettagli dell’arredamento

I tavoli sulla terrazza

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Men? immagina 80,oo?

Tutto freddo

Ostrica, sedano, gin e limone
Carpaccio di gamberi rossi con mela, agretto al lampone e pimpinella
Salmone e cavolo cappuccio marinati con capperi, yogurt, rafano e le sue uova fresche
Insalata di alghe, capesante, cannolicchi, fagiolini, maionese all?aglio nero e riso nero soffiato
Spaghetti, anacardi, seppioline crude e caviale Royal Food
Freddo freddo al cioccolato, amarene, cocco e spuma alla fava tonka
75,oo?

Botero

Uovo fritto con tartufo nero estivo e crema di piselli
Risotto con scalogno stufato,
robiolina di capra, e crudo di gamberi rosa
Gelato al latte di montagna, con marmellata di fragole, rabarbaro e olio extra vergine d?oliva Casaliva
48,oo?

… A Modo Mio
Percorso di 9 portate, terra, mare e lago, per scoprire e conoscere la nostra identit? culinaria a 360?
110,oo? p.p.
(solo per arrivi entro le 13:00 e entro le 21:30)

… A Modo Tuo
Scegliete dalla nostra carta i piatti che preferite (esclusi il Gran Crudo e l?Astice). I piatti dovranno essere uguali per tutti i commensali del tavolo.

3 Antipasto primo e dolce 45,oo?
4 Antipasto, primo, secondo e dolce 60,oo?
5 Antipasto, primo, secondo e dolce + il quinto piatto a sorpresa dello Chef 70,oo?

Il men? alla carta

Antipasti

Gran crudo di mare
Ostrica, gambero rosso, mazzancolla, scampo, capasanta, 1 tartare di pesce pregiato, 1 tartare di salmone Loch Fyne 48,oo?
Ostrica n?3 Perle Noire 5,oo? al pezzo
Tartare di pescato, finocchio, cocco, frutto della passione e alkekengi confit 25,oo?
Coregone all?olio Moniga del Garda (2013) 20,oo?
Sarda di lago, humus, sedano croccante, levistico, orbetto al pompelmo rosa e riduzione al Surlo 18,oo?
Piovra del mediterraneo spadellata con olive taggiasche, pomodorini confit, scarola e crema di mandorle 20,oo?
Mazzancolla Puglia, sformatino di zucchine, crema di mais e yogurt e caviale Royal Food 25,oo?
Lingua croccante, crema di patate, lime, spinaci e formaggio Maniva 20,oo?

Primi piatti

SpaghettOro Verrigni, pomodoro, basilico, burrata e… come lo finiamo? Acciuga del Cantabrico 20,oo? Gambero Rosso crudo 24,oo?
Tortello alle erbe amare crema al Parmigiano, riduzione all?amaro 030 e marmellata di limone 20,oo?
Bigoli con le sarde di lago, finocchio e finocchietto, pinoli, arancia, uvetta e Lugana 20,oo?
Gnocco di patate, crescenza, fagiolini, gamberi e mela verde 24,oo?
?Acquerello? Risotto ai frutti di mare cotti e crudi 25,oo? p.p. Min. 2 persone

Secondi piatti

Luccio alla barcaiola con soffice di patate – 2018 30,oo?
Morro di baccal?, crema di borlotti, amarena, e crema di caprino 34,oo?
Carpione in crosta, con lumache, spinaci e tartufo nero estivo 35,oo?
Morone del mediterraneo, cetrioli, rabarbaro, rucola e anacardi 32,oo?
Petto d?anatra, albicocche, champignon, Whiskey, miele e vaniglia 30,oo?
Pluma di Pata Negra come una ?Caesar? 28,oo?
Astice blu bretone, animella di vitello, melanzana affumicata pomodoro, basilico e crema di burrata 37,oo? min 2 persone

Dolci

Ricordo d?infanzia: la mela grattugiata 13,oo?
Meringata alle mandorle con pesche sciroppate al Chiaretto e amarene 13,oo? min 2 persone – Dolce all?azoto liquido
Tortino al cioccolato fondente con gelato al latte di montagna 13,oo?
Soffice creme brul?e al cioccolato e gelo di lamponi 13,oo?
Gelato di limoni gardesani, capperi di Gargnano e estratto di alloro 10,oo?
#Albicocca #CioccolatoalLatte #RisoSoffiatoCaramellato 13,oo?
Popcorn caramellato -196? 10,oo?
Tris di meringhe fritte in azoto liquido 5,oo?

Men? realizzato con carta fatta a mano dall’antica Cartiera Toscolano 1381.?Marta Bertagna, in arte Mir Ti, ? un?illustratrice nativa di Desenzano del Garda. Disegna con tecnica tradizionale ad acquerello e in tecnica digitale.?I suoi disegni rappresentano gli ingredienti di un men? a sorpresa, studiato appositamente per voi.

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Sicl? Chiaretto di Moniga – Monte Cicogna

Lo chef ci presenta il men?

Pane

Tipologie di pane: ciabattine, girelle sfogliate al burro, focaccia all?olio extravergine Casaliva, pane nero, grissini torinesi.

L’apertura della prossima bottiglia

L’avvinamento dei calici

Collio Chardonnay 2014 – Borgo del Tiglio

Piattooo!

Cozza, radice di prezzemolo e cetriolo messicano

Tartar di tonnetto, anguria, crema di burrata e granita di gamberesse in carpione

Alici marinate, burro all?ostrica e pan brioche

Coregone all?olio ?Moniga del Garda 2013?

Lo chef ci presenta uno degli ingredienti del prossimo piatto

Surlo – bitter artigianale prodotto da Cesare Rizzini

Sarda di lago, hummus di ceci, riduzione al Surlo (bitter artigianale dell?amico Cesare Rizzini), sedano, levistico e sorbetto al pompelmo rosa

Insalatina di cannolicchi, capasante e cornetti con maionese all?aglio nero e riso nerone soffiato

Piovra del Mediterraneo spadellata con olive taggiasche, mandorle e scarola

Tortello alle erbe amare con marmellata di limoni gardesani, riduzione all?amaro 030 e crema al Parmigiano

Bigoli con le sarde di lago, finocchio, finocchietto e arancia

Prossima portata

Carota, frutto della passione, liquerizia, affumicatura al fumo di camomilla

Giulia Pecorino 2017 – Cataldi Madonna e Champagne Premier Cru – Coquillette

Filetto di Morone, rucola, cetriolo anacardi e rabarbaro

Lingua croccante crema di patate e lime, formaggio Maniva e spinacini

Marmellata di melanzane, granita di sambuca e basilico

Ricordo d?infanzia (rivisitazione della mela grattugiata)

Caff? e piccola pasticceria

Torrefazione artigiana di Desenzano Del Garda G.Martini dal 1939.

Tipologia della piccola pasticceria: lecca lecca cioccolato e nocciola, bign? alla crema, tartelette con cremoso al limone e croccantino, pannacotta e bergamotto.

VG con il patron

Cucina

Saulo della Valle ? entrato in cucina appena quattordicenne e da allora non ? pi? uscito. Fuochi e padelle, pentole e fornelli sono il suo habitat naturale e cos? ? stato anche per suo fratello Francesco, accanto a lui nella cucina dell?H2O. Il punto di partenza ? la materia prima, in cui si punta a privilegiare le produzioni locali e il pescato del lago come l?ormai signature dish coregone all?olio, scelta con rigore scientifico perch? sia di qualit? eccellente. Poi per?, su ciascun ingrediente interviene la mente di Saulo e Francesco, che si lasciano guidare dalla loro parte pi? istintiva accostando i vari elementi in portate che ne esaltano il sapore e la consistenza. H2O quindi: proprio come recita il nome del ristorante ogni portata propone qualcosa di inedito, ma ? perfettamente scomponibile nei suoi elementi primari risultando genuina agli occhi e al palato, limpida e trasparente come l?acqua. Ludica e affascinante la possibilit? di scegliere la degustazione Immagina, in cui al posto del nome delle varie portate in carta compaiono le illustrazioni di ogni ingrediente, firmate dall?artista Marta Bertagna, alias Mir Ti.

Servizio

Ingredienti locali e portate ispirate ai sapori del lago non potevano che combinarsi alle migliori espressioni della viticoltura locale e a Moniga, nel cuore della Valtenesi, certo non mancano le buone cantine da cui rifornirsi di bianchi delicati, aromatici chiaretti e rossi fruttati e intensi.

Conclusioni

Inutile fare tante storie: qualit? e preparazione hanno la loro sacrosanta importanza, ma quando si tratta di mangiare anche l?occhio vuole la sua parte. Lo sa bene lo chef Saulo della Valle che al suo ristorante H2O ha volutamente curato con scrupolosa attenzione ogni dettaglio relativo ad arredi, allestimento degli spazi, disposizione dei tavoli e persino scelta di posate, piatti e tovagliato. Chi frequenta i ristoranti cerca di vivere e collezionare esperienze enogastronomiche e gli avventori di questo locale qui sono certi di poterle trovare.

Viaggiatore Gourmet

L’Osteria H2O
25080 Moniga del Garda (BS)
Via Pergola, 10
Tel. (+39) 0365 503225
Chiuso luned?

E-mail: info@losteriah2o.it
Sito internet:
www.losteria-moniga.it

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[03/11/2019, 22:42] Cartoline dal 855mo Meeting VG @ Osteria Da Mualdo ? Capriate San Gervasio (BG) ? Patron Maurizio Colombo e Carla Biffi, Chef Aronne Baggi

Ci eravamo stati verso la fine dello scorso anno, incuriositi dal passaparola circa questo ritornate storico nella bergamasca, situato nel complesso architettonico patrimonio UNESCO del villaggio operaio di Crespi d?Adda. La posizione ? davvero strategica, lo svincolo per l?A4 ? dietro l?angolo e Maurizio Colombo e sua moglie Carla Biffi, i patron dell?Antica Osteria Da Mualdo, ci avevano riservato un?accoglienza cos? calorosa che abbiamo deciso di farci ritorno, stavolta accompagnati dai fedeli Amici Gourmet. Anche in quest?occasione, lo chef Aronne Baggi ha dato il meglio di s? proponendo, dopo un goloso aperitivo, una batteria di portate dal piglio pi? contemporaneo e dal respiro decisamente internazionale.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 21 novembre 2018

La squadra

Patron: Maurizio Colombo, Carla Biffi

Lo staff in cucina

Chef/ Pastry chef: Aronne Baggi
Chef de partie: Diego Spada, Davide Brambilla

Lo staff in sala

Responsabile accoglienza/Patron: Giulia Colombo
Chef de rang /Patron: Paola Colombo
Ma?tre/Sommelier: Mirko Monguzzi

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Franciacorta Sat?n Millesimato 2013 – Le Marchesine

L’isola di formaggi Dop Inalpi

Polenta?bergamasca

Lo chef Aronne Baggi serve a VG polenta e formaggio

Tipologia degli stuzzichini:?involtini di Fettalpine Inalpi, speck e origano;?pane, burro piemonteseInalpi e acciughe del cantabrico.

Salame bergamasco presidio Citt? dei Mille

Mini suppl? di riso ripieni al Raschera Dop Inalpi

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente Frizzante,?Delicatamente Frizzante e?Naturalmente Naturale

Il servizio del primo vino

Franciacorta Pas Dos? Ros??Paros? 2008 –?Mosnel

Il brindisi!

Proseguiamo l’aperitivo al tavolo

Il?servizio scenografico?

Giardino d’inverno

Ostrica, lampone e Franciacorta

Rose di baccal? e barbabietole all’aneto

Capasanta, cetriolo e zenzero marinato

Gambero di Mazara del Vallo marinato al lime, papavero e pepe

Piatto Mepra.

Pane

Tipologia di pane: bianco; focaccia all?olio extra vergine d’oliva?Caldera; cracker di farina di ceci; filone ai cinque cereali lievito madre; lingue di suocera; grissini di farina di mais blu.

In arrivo la prima portata

Piattooo!

Tonno, spada e salmone al fumo di melo, salsa alle rose

Langhe Bianco Doc 2016 – Ca’ D’Gal

Lo chef Aronne Baggi completa il piatto al tavolo

Torchon di foie gras, cipolle dolci e caff?

Piattino?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.?Cucchiaio Mepra personalizzato per Viaggiatore Gourmet.

VG e lo chef presentano la portata successiva in pentola d’oro Agnelli

Cervella cotta in burro chiarificato Inalpi, pak choi e salsa Caesar

Ruch? di Castagnole Monferrato 2013 Laccento Magnum –?Montalbera

Uovo, patata e caviale

Zuppetta di cavatelli in guazzetto di polipetti e fave

Lo chef all’opera

Risotto alla zucca e fonduta di Bra duro d’Alpeggio Dop Inalpi, lardo di Pata Negra, peperoncino e nasturzio

Spaghettoni di Gragnano in crema di cavolo nero, alici e burrata

Rio Sordo Barbaresco Riserva Doc 2014 – Cascina Bruciata

Anguilla, ceci e carpione in verdure

Sorbetto al basilico e cedro candito

Poderi Scarrone 2006 Barolo Docg – Terre Da Vino

Cappone natalizio farcito alle castagne, carote e funghi

1000 3 foglie al cioccolato fondente, kumquat confettato, olio e sale

Il nostro tiramis?

Panettone home made

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 855esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Osteria Da Mualdo
24042 Loc. Crespi D?Adda – Capriate S. Gervasio (BG)
Via Privata Crespi, 6
Tel. (+39) 02 90937077
Chiuso luned?, domenica a cena
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[03/11/2019, 10:34] Al Mal? Cucina e Miscelazione ? Rovato (BS) ? Patron Alberto Bergomi, Patron/Barman Lodovico Calabria, Patron/chef Mauro Zacchetti

Ha aperto l?ultimo giorno di gennaio ma sono gi? in molti ad avercelo consigliato, tanto da convincerci a farci un giro subito, anche perch?, diciamolo, di locali cos? in Franciacorta non si trovano facilmente! Al Mal? ? Cucina e Miscelazione mette in chiaro sin dal nome che nella terra delle osterie, dei ristoranti storici e delle cantine, ? nato un ibrido contemporaneo, dal format decisamente urbano in cui la mixology si combina a una proposta culinaria agile ma accurata. Le tre sillabe che compongono il nome dell?insegna replicano ciascuna le prime due lettere del nome dei tre soci fondatori: Alberto Bergomi, nome noto nell?imprenditoria nel campo della ristorazione, Mauro Zacchetti, chef dal pedigree stellato, e Lodovico Calabria, un vero esperto quando si tratta di miscelazione.

Il borsino delle guide cartacee 2019 – apertura gennaio 2019
Michelin non segnala
Espresso non segnala
Gambero Rosso non segnala

La squadra

Patron: Alberto Bergomi, Lodovico Calabria e Mauro Zacchetti

Lo staff di cucina

Chef: Mauro Zacchetti
Primi piatti: Alessio Sanzo
Aperitivi e dessert: Gianluca Botturi

Lo staff di sala

Francesca Pellegrini
Layla Marrouk
Stefano Pelizzari

Lo staff del Lounge Bar

Head Barman: Lodovico Calabria
Barman: Simone Bani
Federica Amato

L’ingresso

Andiamo a salutare lo chef Mauro Zacchetti nella sua cucina nuova di zecca

VG insieme ai patron Lodovico Calabria e Mauro Zacchetti e allo staff di cucina?

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Men? Assaggio
Calamaro – Pesce spatola – Spaghetti – Quaglia 55 euro
Portate in mezze porzioni
Con abbinamento due vini al calice 65 euro

Percorso secondo voi
Cinque portate a vostra scelta tra le mezze porzioni proposte in carta 60 euro
Tre piatti, una pasta, un dessert
Con abbinamento tre vini al calice 74 euro

A mano libera
Otto portate improvvisate dalla cucina 70 euro
Con abbinamento tre vini e due cocktail 88 euro

Il men? alla carta
Sono segnalati i prezzi delle portate intere e delle mezze porzioni ove proposte

Capasanta, aneto e mela 20 – 14
Camalaro, cavolfiore e yuzu 18 – 12
Tonno bianco marinato lime, cipolla rossa e popcorn 18 – 12
Luccio, salsa mugnaia, spinaci, uvette e pinoli – 20 -14
Pesce spatola, ristretto di crostacei, fregola e tuorlo affumicato 20 – 14
Radicchio, curry verde, tapioca e cocco 14
Manzo al coltello, salsa tonnata, scalogno fondente e amaranto 16 – 10
Lingua di vitello, mele annurche e sugo al pepe 18 – 12
Maialino in due cotture, zucca, whisky torbato e caff? 24
Petti di quaglia rosa, coscia fritta, nocciola e sedano rapa 18
Spaghetti, aglio olio peperoncino e Franciacorta, uova di salmerino 20
Ravioli di broccolo verde, manzo brasato, cipolla bruciata 20 – 12
Fusillone di Gragnano, rag? alla napoletana e caciocavallo 18 – 10
Gnocchi di patate, limone, pane al rosmarino e aringa affumicata 22 – 14

La carta dei dessert

Cheese cake sesamo nero e passion fruit 10 euro
Tart chocolate 80%, fiordilatte al riso tostato, oro 12 euro
Tiramisu caldo-freddo, cremino al mascarpone, caff? spumoso e biscotto al cacao 8 euro
Mandarino, mandarino e mandarino in diverse consistenze e temperature 12 euro

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

La filosofia dello chef

Pane

Tipologia di pane: con licoli (lievito liquido), farine di semola, tipo 1, farro e orzo.

Aperitivo

Franciacorta Brut S.A. – Vezzoli

Tipologia degli stuzzichini: grissino fritto cacio e pepe; chips di riso al nero e tartare di seppia; cannolo di polenta con avocado, salmone e paprika affumicata.

In coppetta Mi- To: classico Milano Torino con Punt e Mes Carpano e Bitter Campari, in aggiunta profumo di arancia amara

In old fashion: Americano con Carpano, Bitter Campari, soda e profumo alla vaniglia bourbon

Lo chef ultima la portata al tavolo

Ceviche di palamita al mango e lime, popcorn caramellati e cipolla rossa in agrodolce

Il barman e patron Lodovico Calabria?

Los Cuerudos Joven Espadin Mezcal Agave – Famiglia Chagoya

Ostrica Daniel Sorlut n?3, granita al Mezcal

Piattooo!

Capasanta scottata su un lato, raviolo di mela e aneto, kefir di latte e olio di aneto

Calamaro alla plancha, tentacoli confit, crema di cavolfiore, cavolfiori al miso di legumi e yuzu

La portata ? completata in sala

Ricciola di fondale, mango piccante, insalata di puntarelle e curry al latte di cocco

Ombrina boccadoro con squame fritte, biete all?uvetta e pinoli, salsa mugnaia

Chablis Doc 2017 – Domaine d’Elise

Spaghettino Martelli AOP e Franciacorta, uova di salmerino marinate al prezzemolo

Spaghetto Martelli al burro di lemongrass e zenzero, ostrica in tartare

Gnocchi di patate arrosto con salsa al burro e limone, uova di aringa e aringa affumicata

Gnocchi gratinati in tegamino con rag? napoletano (guancia e coda di manzo, costine di maiale) e Caciocavallo piccante

Raviolo di cavolfiore, consomm? di cipolla bruciata

Fusillone alla genovese 2.0 con ristretto di vitello e coda di manzo sfilacciata, pepe di Timut

Un ultimo tocco e il piatto ? servito

Millefoglie di lingua di vitello, naturale e salmistrata, composta di mele annurche, foglie di senape e jus di vitello al pepe Sarawak

Maialino in due cotture: filetto in guanciale cotto rosa, pancia croccante, purea di zucca al caff?, jus al whisky torbato Caol Ila 16

Ripa Della Volta Valpolicella Ripasso Doc – Ottella

Quaglia Royal cotta sulla pelle, coscia brasata e fritta, crema di nocciole all?acqua, sedano rapa e jus di quaglia naturale

In arrivo i dessert

Tarte au chocolat?

Fondo di frolla alla mandorla, ganache al cioccolato fondente 82%, cremoso al cioccolato biondo, panna montata alla vaniglia.

Tiramis? caldo e freddo

Cremino al mascarpone e vaniglia bourbon, spuma calda al caff?.

Il patron ci serve il prossimo cocktail?

Whisky Sour al cioccolato di tenzena torbata Islay, con Lagavulin 16, succo di limone e albume. In sostituzione dello zucchero, sciroppo di cioccolato fondente 80%

Lo chef ci descrive il piatto

Cheese cake al frutto della passione, mango e sesamo nero

Mandarino, mandarino e mandarino?

Consistenze e temperature dell?agrume con semifreddo, pan di spagna caramellato, chiboust, zeste candite e spuma frizzante.

VG insieme ai patron e a Simone Bani, barman del locale

Cucina

Di origini Bresciane, Zacchetti ha fatto pratica al fianco dei grandi da Andrea Berton ai tempi bistellati del Trussardi a Gualtiero Marchesi e a Norbert Niederkofler per poi scegliere di ?mettersi in proprio? e approdare qui, anche grazie all?amicizia decennale che lo lega al socio Lodovico Calabria. La sua cucina sembra rispecchiare gli ultimi dettami del design contemporaneo: una linea pulita, netta nei sapori e limpida negli impiattamenti, sempre accurati e senza sbavature, ma anche molto ben ?riconoscibili?. Il cliente non deve mai interrogarsi su cos?ha nel piatto perch?, Zacchetti su questo non ha dubbi, al ristorante si va in primo luogo per mangiare, non certo per assistere a uno spettacolo di prestigio. La carta di Al Mal? ? modellata su questo pensiero e si presenta asciutta e scevra di inutili orpelli: 15 portate da scegliere intere o come mezza porzione e tre men? degustazione, Assaggio, Secondo Voi e A Mano Libera.

Servizio e accoglienza

In sala come al cocktail bar, l?interazione tra il personale e il cliente ? continua, perch? il dialogo con l?ospite e il costante confronto col suo pensiero ? fondamentale, su questo i 3 soci sono irremovibili. La cantina ricavata sotto al cocktail bar conta diverse referenze di Franciacorta, ma anche una nutrita collezione di etichette di piccole produzioni locali, senza dimenticare di riservare un capitolo importante alla Francia e alle sue bollicine. La carta dei cocktail invece, studiata da Lodovico Calabria insieme al collega Simone Bani, con lui dietro al bancone, punta tutto sulla stagionalit?, garantendo cos? un ricambio costante della proposta dei drink del locale.

Conclusioni

Quando non sai dove andare? guarda la maniglia! O almeno, Al Mal? funziona cos? quando, oltrepassando l?ingresso, si ha la possibilit? di virare a sinistra, oltre una porta dalla maniglia a forchetta, e raggiungere l?ascensore che conduce al ristorante al piano superiore, o abbassare la maniglia di destra, a forma di coppetta, e scegliere uno tra i drink proposti al cocktail bar al piano terra. Noi ovviamente abbiamo risolto l?impasse optando per entrambe e quello che abbiamo trovato ? e degustato ? dietro ciascuna ci ha pienamente soddisfatti.

Viaggiatore Gourmet

Al Mal? Cucina e Miscelazione
25038 Rovato (BS)
Piazza Cavour, 28/29
Tel. (+39) 030 535 7565
Chiuso mercoled? tutto il giorno e sabato a pranzo

E-mail: info@almalo.it

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[03/08/2019, 08:47] Ristorante Bu:r ? Milano ? Chef Eugenio Boer

La sua improvvisa dipartita dall?Essenza, subito dopo aver ottenuto la sua prima stella Michelin, aveva lascato interdetti molti tra i suoi proseliti, preoccupati di non avere pi? l?occasione di gustare le creazioni dello chef italo-olandese. Ma Eugenio Boer per il futuro aveva altri piani, un progetto cui lavorava da un po? e che la scorsa estate ? finalmente riuscito a realizzare: aprire un ristorante tutto suo cui, in qualit? di chef e di proprietario, potesse imprimere in tutto e per tutto la sua visione di esperienza gastronomica. Non si tratta dunque ?solo? di cucina, ma anche di proporre ai propri ospiti un nuovo modo di vivere il loro pasto al tavolo, il ?suo? modo. Cos? eccoci a passeggiare per via Mercalli, in zona Crocetta-Porta Romana, per far visita al [bu:r] ? nome che riproduce la pronuncia fonetica del cognome dello chef,? da anni avvezzo agli errori e alle storpiature pi? disparati ? e ascoltare cosa di nuovo ha da dirci. Invitandovi a fare altrettanto, ve lo raccontiamo qui sotto.

Il borsino delle guide cartacee 2019 – apertura estate 2018
Michelin non segnala
Espresso non segnala
Gambero Rosso assegna 85 – cucina 53

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/Patron: Eugenio Boer
Sous chef: Francesca Russo

Lo staff di sala

Restaurant Manager: Simone Dimitri
Sommelier: Yoel Abarbanel
Chef de rang: Nicholas Godini

Sala e mise en place

Dettagli…

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione.

Concetti di degustazione (Suggestioni)

Gualtiero Marchesi: il padre della ?nuova? cucina italiana
Cromie: tonalit? di colori nel cibo
Il Viaggio: contaminazioni
Mare e Monti: dove tutto si abbraccia (supplemento ? 10 a persona)
Think Green: la mia cucina vegetale
I Miei Classici: passaggi pi? rappresentativi della mia cucina

3 Suggestioni ? 100 (abbinamento vino ? 50)

5 Suggestioni ? 130 (abbinamento vino ? 70)

Selezione dal carrello di formaggi nazionali e internazionali, con le nostre mostarde, confetture e pani ? 20

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Champagne Extra Brut Extra Old – Veuve Clicquot

Tipologia degli stuzzichini:?tartelletta con caprino, polline e fiori eduli;?arancino di polpo;?spugna al basilico, mousse al Parmigiano e pinoli.

Focaccia ai 7 cereali ?e grissini tirati a mano all’olio d?oliva?

Aorivola 2017 Roccamonfina Igt – I Cacciagalli

Pane

Tipologia di pane: bianco classico lievitazione naturale; integrale classico lievitazione naturale;?5 cereali.

Piattooo!

Orto d?estate?

Selezione di verdure crude, cotte e marinate: pomodoro pachino, datterino giallo e costoluto genovese, rucola, indivia, basilico di Pra’, piselli, fagiolini, spinacino, carota, rapanello, cerfoglio, aneto e dragoncello.

Bianco della Castellada 2012 Collio?Doc – La Castellada

Sveliamo il prossimo piatto

Uovo 62 gradi, fonduta al Parmigiano, misticanza e crumble di olive

Il servizio del vino successivo

Stralunato Vino Bianco – Il Torchio

Lo chef Eugenio Boer insieme al restaurant manager Simone Dimitri

Pesce spada marinato, champignon de Paris, fiori di zucca e fragoline di bosco

Lo chef ci descrive il piatto

Nel blu dipinto di blu?

Cous cous con pesci, molluschi e crostacei, asparagi di mare e acqua di cavolo viola.

Troncone 2015 Toscana Rosso Igp – Le Ragnaie

Vorrei essere Giuseppe Di Martino?

Spaghetto con furikake e uova di luccio.

Pinot Noir Ros? 2016 Alsace?Doc – Justin Boxler

Anguria arrostita, selezione di pomodori e burrata

A? Puddara Etna bianco da uve Carricante –?Tenuta di Fessina

Ricordo di Provenza?

Risotto alle ortiche, polline e lavanda.

Pre dessert: Dedica alla Sicilia?

Granita al limone, arancia caramellata, cioccolato di Modica, capperi, caff?, pistacchi e mandorle.

Rabarbaro Rabarmasino – Farmacia Masino

Dolcelastico

Girella alle prugne, bign? alla mela verde e avocado e frutti di bosco.

Torta Fiorentina (Nino Bergese)?

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: marshmallow alla fragola; financier cacao e lamponi; bign? alla crema.
VG insieme allo Eugenio?Boer e a Simone Dimitri

Cucina

L?assunto di partenza ? piuttosto semplice, Solo con la conoscenza si pu? innovare, ? scritto nel sito, e non si pu? che essere d?accordo! Non c?? trasgressione senza la regola, eresia senza dogma, evoluzione senza creazione. Da questa universale verit?, Boer ha dedotto quello che ? poi diventato il cardine della sua intera visione della cucina e della ristorazione, principio che ha voluto sintetizzare in un hashtag #latradizione?laverainnovazione. Detto questo, la domanda sorge quasi spontanea: quindi che si mangia? L?impatto col men? ? spiazzante: il consueto elenco di portate ? rimpiazzato da una lista circolare di 8 suggestioni – Taverna SantoPalato, Waste don?t Waste, Think Green, Nino Bergese, Il Mare, Il Viaggio, La Cuisine du March?, I Miei Classici – ogni ospite ne pu? scegliere 2 (a pranzo), oppure 3 o 5, che corrisponderanno rispettivamente a 5, 7 e 10 portate. La nostra scelta si ? orientata sull?opzione pi? esaustiva, alla scoperta dei sapori netti e decisi della cucina di Boer.

Servizio

A quanto pare, l?abitudine dello chef di coltivare la folta barba con cui tutti ormai lo conosciamo ha contagiato anche buona parte della sala del suo ristorante: tanto il sommelier Yoel Abarbanel quanto il ma?tre Simone Dimitri sfoggiano infatti barba e mustacchi, quasi a rafforzare la condivisione di vedute che li lega a Boer. Dimitri poi ? una nostra vecchia (e cara) conoscenza: lo abbiamo seguito tra gli altri al Trussardi alla Scala e? al bistrot del Mandarin Oriental Milano fino al suo approdo qui. La cantina, ?costruita? da Abarbanel, mira a raggiungere le 500 etichette di cui molte straniere, con un occhio di riguardo per i vini naturali.

Conclusioni

Il [bu:r], Boer lo ha progettato per bene: l?insegna del locale ? un vero e proprio marchio, studiato a tavolino con il designer Gianluca Carone, e pure gli interni sono frutto di un lavoro approfondito messo a punto grazie all?architetto Mario Abruzzese. Ancora prima di aprire la carta, sono gli spazi a comunicare a ogni ospite l?identit? dello chef, le sue origini, la sua storia? Non si pu? avviare un nuovo percorso se non si conosce la strada e con il suo ristorante Boer ha davvero scritto il primo capitolo di un nuovo romanzo, di cui noi, avidi lettori, siamo impazienti di conoscere il seguito.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Bu:r
20122 Milano
Via Mercalli ang. Via S. F. D?Assisi
Tel. (+39) 02 62065383
Chiuso la domenica

E-mail: info@restaurantboer.com
Sito internet:
www.restaurantboer.com

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[03/07/2019, 09:02] Relais La Sommit? con Ristorante Cielo ? Ostuni (BR) ? GM Fulvia Clapier, Chef Andrea Cannalire

Il fascino di un lusso discreto, sapientemente dosato tra eleganti dettagli e spazi ampi, ariosi, con soffitti a volta e tanta tanta luce ? il biglietto da visita di quest?hotel, una delle poche strutture a 5 stelle della Regione e parte del prestigioso circuito di h?tellerie di charme Relais&Ch?teaux. Del resto, il Relais La Sommit? ? davvero un luogo indimenticabile: sorge proprio nella zona pi? alta di Ostuni e dalle tante vetrate che caratterizzano i vari ambienti filtra la calda luce del sole di Puglia, esaltata dalla pietra bianca del palazzo. Al suo interno, una SPA con sauna e bagno turco offre agli ospiti la possibilit? di godere di trattamenti personalizzati, secondo la metodologia e con i prodotti della rinomata maison franciacortina Gerard’s. Le 15 camere e suite della struttura, una diversa dall?altra, sono accomunate dalla scelta stilistica che ha guidato la definizione degli spazi e degli arredi, con una predilezione per il legno e la pietra pugliese in continuit? con quanto si incontra all?esterno, passeggiando per la citt?. In un tale paradiso, non poteva mancare un?offerta ristorativa di altissimo livello, che annovera, accanto a una brasserie e a un cocktail bar, anche il ristorante Il Cielo, 1 stella Michelin, guidato dallo chef Andrea Cannalire.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna una stella e tre coperti al ristorante e tre casette all’hotel
Espresso assegna un cappello
Gambero Rosso assegna 82 – cucina 50 (nel 2018 80-49)

La squadra

Lo staff dell’hotel

General manager: Fulvia Clapier
Room division & front office manager: Rosita Mizzi
SPA manager: Nilda Sanz
Housekeeping manager: Marilena Gaeta
Marketing director: Pierpaolo Barnaba

Lo staff del ristorante?

Executive chef: Andrea Cannalire
Ma?tre: Tommaso Nitti

Per raggiungere l’hotel usiamo la personalissima Apecar del Relais

Arrivati a destinazione!

La proposta della Brasserie

La reception

Il personale del Relais ci riserva un’accoglienza calorosa

Gli interni

La vista dalla finestra sul mare

La terrazza

Camere e suite

La Sommit? possiede 9 camere suddivise in categoria Deluxe (min. ? 260 – max. ? 450), Deluxe con vista (min. ? 325 – max. ? 575) e Deluxe con vista e balconcino (min. ? 345 – max. ? 610). C’? inoltre la possibilit? di alloggiare in una delle 6 suite suddivise in Suite (min. ? 365 – max. ? 630) e Master Suite (min. ? 545 – max. ? 820).

Il benvenuto de La Sommit?

Il minibar

Il panorama mozzafiato dal balconcino privato

La SPA

Il dehors

La piscina all’aperto

Aperitivo in terrazza Belvedere

Cocktail Americano e?Fentiman?s Herbal Tonic – Hendrick?s

Tipologia degli stuzzichini: salmone, yogurt e mela verde; ostrica, caviale all?aceto di lampone; capasanta marinata al limone e asparagi; gambero, arancia e fiocchi di latte; burratina e capocollo di Martina Franca; focaccia barese; pane burro e alici del Cantabrico;?bicchierino con cozze crock e spuma di zucchine.

L’insegna del ristorante

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni?

Acqua ??85

Rombo alla puttanesca 2018: carpaccio di rombo, variazione di pomodori, capperi e origano
Tortelli di rana pescatrice all?amatriciana
Triglia, zucchina pasticcina, pastinaca , fiocchi di latte e carote
Risveglio al cocco:?spuma al frutto della passione e cocco, caff?

Fuoco ? 75

Tartare di podolica, melacotogna, formaggio di capra e grani di senape
Plin di canapa e spirulina ripieni di anatra, consomm? di anatra e funghi di stagione
Al mio mentore: pluma di Pata Negra, burrata, ricci di mare
Omaggio a mio padre, uovo e farina

Quinto Elemento ??110

Rombo alla puttanesca 2018: carpaccio di rombo, variazione di pomodori, capperi e origano
Tartare di podolica, melacotogna, formaggio di capra e grani di senape
Tortelli di rana pescatrice all?amatriciana
Plin di canapa e spirulina ripieni di anatra, consomm? di anatra e funghi di stagione
Triglia, zucchina pasticcina, pastinaca , fiocchi di latte e carote
Al mio mentore: pluma di Pata Negra, burrata, ricci di mare
Omaggio a mio padre, uovo e farina

Diseguale

Men? creativo a mano libera per tutto il tavolo
10 portate ??110
12 portate ??130
14 portate ??150

Abbinamento Vini per degustazioni

Aromi di Puglia (4 calici) ? 40
Creativo DiVino (8 calici) ? 85

La carta

Antipasti

Rombo alla Puttanesca 2018: carpaccio di rombo, variazione di pomodori, capperi e origano ? 28
Tartare di podolica, melacotogna, formaggio di capra e grani di senape ? 27
Granchio, cremoso di patate, carciofo e gin ? 32
Cozze, cime di rape, bernese e stracciatella ? 30
Abalone e animelle al plancton, crema di anacardi e confettura di limoni ? 32

Primi

Plin di canapa e spirulina ripieni di anatra, consomm? di anatra e funghi di stagione ??29
Fagottini di parmigiana, pomodoro in conserva, nuvola e souffl? di Parmigiano ??28
Tortelli di rana pescatrice all?amatriciana ??32
Spaghettoni Benedetto Cavalieri, aglio, olio, peperoncino, colatura di alici, calamaretti spillo e pane ripassato ??30
Risotto al caciocavallo, fava Tonka, pere e amaretto ??26

Secondi

Triglia, zucchina pasticcina, pastinaca , fiocchi di latte e carote ??35
Piccione, cavolfiore, polvere di mais, baby pannocchia e yuzu ??32
Astice, pancia di maialino, cime di rapa, umeboshi e bergamotto ??42
Al mio mentore: pluma di Pata Negra, burrata, ricci di mare ??34
Baccal? mantecato, peperoni gialli e rossi, polenta ??28

Dolci

Caprese: marquise al cioccolato, panna cotta al lime ? 15
Risveglio al cocco: spuma al frutto della passione e cocco, caff? ? 15
Delizia d?inverno: mousse al cioccolato bianco, mango ? 15
Omaggio a mio padre, uovo e farina: crema catalana, caramello ? 15
Benvenuto esotico: ananas mousse, gel, polvere e fresca ? 15

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il bar

Sala e mise en place

Dettagli…

Ci spostiamo nel ristorante per la cena

Rosamaro Spumante Brut Ros??Negramaro – Altemura

Fentiman?s Herbal Tonic – Hendrick?s

Tipologia degli stuzzichini: oliva sferica; bacio di dama al Parigiano e p?t? d?oliva; chips di baccal?, ?bernese e rucola; pasta croccante e crema di piselli; biscotto, sesamo nero e fave di cacao; bon bon allo spritz; marshmallow al formaggio e polvere di pomodoro.

Pane

Tipologia di pane: sfoglia al burro e sale Maldon; pane e pomodoro; ripieno di cipolla; con le olive; ai cereali; bianco.

Piattooo!

La prima portata ? ultimata al tavolo

Capesante, piselli, pomodoro, mela verde, muschio d?Irlanda e vaniglia

Carpaccio di podolica, katsuobushi, soffice di pecorino e foglie di cappero

Fiano Campano Igp – Felline

Verdeca Puglia Igt – Polvanera

Gamberi, rape baby, rape colorate all’agro di mele e crema di latte

Ottavianello 2016 Ostuni – Vallone

Fagottini di agnello, gnummareddi, sedano rapa e burrata

Astice alla Rossini, foie gras, chutney di pesche e pesche fresche

Torre Guaceto Sum 2015 Sussumaniello Igp – Felline

Al mio mentore: pluma di Pata Negra, burrata, ricci di mare

Primo Amore 2008 Primitivo di Manduria Dolce Naturale Dop – Felline

Estasi Passito Liberty 2009 Moscato di Trani?Doc – Moscato di Trani

Caprese: marquise al cioccolato, panna cotta al lime

Omaggio a mio padre, uovo e farina: crema catalana, caramello

Concludiamo al meglio con un gin tonic in terrazza

Al risveglio: colazione in camera

Dolce…

… e salato

Colazione a buffet

La scelta di VG

Cucina

D?estate l?aperitivo e la cena si svolgono per lo pi? all?aperto, tra i profumi del Giardino Spagnolo, ma anche d?inverno l?esperienza al ristorante Cielo ? un momento da ricordare, avvolti nel silenzio raccolto dell?antico palazzo che ospita il locale e al cospetto di quella che probabilmente ? una delle pi? belle viste sulla citt?. La cucina dello chef Andrea Cannalire, il pi? giovane chef stellato di Puglia, racconta ?le infinite sfumature del cielo di Puglia? e tutto ci? che al di sotto vi si svolge: si prediligono materie prime locali, dalla costa alla pianura fino alle asperit? del Gargano, combinate in portate moderne e raffinate.

Servizio e accoglienza

L?accoglienza a La Sommit? ? di quelle calde e familiari, proprie dell?animo generoso e sempre cordiale della gente del Sud, mitigata per? da una delicata discrezione che ne smorza i toni e ne ammorbidisce i contorni. Come per l?arredo, anche nel servizio l?eleganza ? la parola d?ordine, ma si tratta di un?eleganza che non fa rumore, ?in punta di piedi?, quasi mormorata, per non infrangere il silenzio ancestrale che permea la Citt? Antica di Ostuni. Un silenzio che qui, a La Sommit? e a Il Cielo, si riempie di una placida serenit?.

Conclusioni

Tra i vicoli della bella Ostuni, quel dedalo di stradine e scalinate tortuose, terrazze panoramiche e scorci mozzafiato, proprio nel cuore della Citt? Bianca, a pochi passi dalla cattedrale, questa dimora cinquecentesca custodisce un meraviglioso esempio di ospitalit?. Nella quiete senza tempo del borgo salentino, il relais di lusso La Sommit? svela ai propri ospiti un?anima raffinata, autentica, la stessa espressa dalla cucina di Andrea Cannalire. Solo quando si ? a La Sommit?, si pu? toccare il Cielo con un dito.

Viaggiatore Gourmet

Relais La Sommit? con Ristorante Cielo
72017 Ostuni (BR)
Via Scipione Petrarolo, 7
Tel. Hotel (+39) 0831305925

Tel. Ristorante (+39) 0831336408
E-mail: info@lasommita.it
Sito internet: www.lasommita.it

 

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[03/06/2019, 09:08] Cartoline dal 854mo Meeting VG @ Ristorante Villa Crespi ? Orta San Giulio (NO) ? Chef Antonino Cannavacciuolo

Sar? per il suo irresistibile accento campano, sar? per quel suo sguardo tra il minaccioso e l?ironico, sar? per la sua figura imponente, che rende la sua sagoma inconfondibile anche da lontano, fatto sta che nel bailamme degli chef divisi tra cucina e studi televisivi, Antonino Cannavacciuolo ? fuor di dubbio quello pi? amato dal grande pubblico. Noi che con gli Amici Gourmet lo stimiamo e lo frequentiamo sin da tempi ?non sospetti?, di lui apprezziamo la simpatia e la costanza, perch? se ? vero che gli impegni mediatici sono sempre pi? pressanti, ? altrettanto vero che la dedizione dello chef per la sua attivit? principale, la direzione della cucina di Villa Crespi a Orta San Giulio, resta la stessa di sempre. Semplicemente impeccabile. Per il nostro consueto appuntamento prenatalizio siamo accorsi in tanti, cos? tanti che un tavolo da solo non poteva bastare a contenerci tutti e cos?? lo chef ci ha dedicato un?intera sala. E siccome le tradizioni sono importanti, a chiudere il lauto banchetto non poteva mancare il piatto della merenda, l?equivalente gastronomico del bicchiere della staffa, dei meravigliosi Paccheri al rag? napoletano serviti direttamente in cucina.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 16 Giugno 2011
-> Reportage del 30 Giugno 2006
-> Reportage del 6 Aprile 2007
-> Meeting del 18 Giugno 2008
-> Master chef del 19 Agosto 2008
-> Reportage dell?8 Ottobre 2009
-> Meeting del 7 Aprile 2010
-> Meeting del 25 Maggio 2011
-> Meeting del 21 Dicembre 2011
-> Meeting dell?11 Aprile 2012
-> Meeting del 15 Dicembre 2012
-> Meeting del 24 Luglio 2013
-> Meeting del 24 Luglio 2014
-> Meeting dell?11 Dicembre 2014
-> Meeting dell?9 Dicembre 2015
-> Meeting del 7 Dicembbre 2016
-> Meeting del 13 Dicembre 2017

La squadra

Patron: Cinzia Primatesta e Antonino Cannavacciuolo

Lo staff di cucina

Chef de cuisine: Antonino Cannavacciuolo
Sous chef: Simone Corbo e Gabriele Tratzi
Pastry chef: Alessandro Parodi

Lo staff di sala

Restaurant manager: Massimo Raugi
Sommelier: Jacopo Dosio
Secondo ma?tre: Gabriele Schellino
Chef de rang: Simone Cenko, Erika Manfredelli e Rudy Almonte

L’insegna del ristorante

La splendida facciata di Villa Crespi

L’ingresso

Il bancone del bar, che ? stato completamente rifatto

La veranda

Sala e mise en place

Lo chef Antonino Cannavacciuolo insieme al suo grande fan Gabriele!

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente Frizzante,?Delicatamente Frizzante e?Naturalmente Naturale

Aperitivo

Secolo Novo 2010 Franciacorta Brut Millesimato ? Le Marchesine

Un brindisi tutti insieme!

Il Buon Viaggio di Antonino Cannavacciuolo

Chips di riso venere e spuma di gorgonzola e?brunoise di sedano e cerfoglio

Gnocco fritto di grano arso,?burrata e prosciutto crudo San Daniele

Maccheroncino al rag? napoletano e frisella?con gel?e di pomodoro ramato

Bavarese di barbabietola e caprino su p?te bris?e alle olive

Macaron con fegato grasso e?foglia d?oro

Focaccine liguri

Pane

Tipologia di pane:?al lievito madre;?grissini stirati a mano al sesamo;?schiacce d?olio alla cipolla e rosmarino. In accompagnamento,?burro d?Alpeggio e sale Maldon.

Piattooo!

Salampatata, crema di cime di rapa, zucca marinata, spuma di patate rosse e polvere al nero di seppia

Cucchiaio Mepra personalizzato per Viaggiatore Gourmet.

Insalata di polpo, verdure cotte all?olio e caviale di aceto

VG e il sommelier presentano la prossima bottiglia

Cuv?e Annamaria Clementi 2008 Magnum – Ca’ Del Bosco

Carpaccio di baccal?

La prossima portata ? ultimata in sala

Gamberi, tartare di mozzarella, puntarelle, cime di rapa

Sauvignon Ruttars –?Villa Parens

Belga brasata e tartufo

Ravioli di gambero grigliato, salsa al coriandolo, cremoso al rafano e salsa di conchigliacei

Il servizio del vino in abbinamento al piatto successivo

Il Borro 2003?Toscana Rosso Igt Magnum –?Il Borro

Plin di anatra, zappetta di fegato grasso, latte di bufala

Scarpetta genovese

Camp Gros Martinenga 2004 Barbaresco Docg – Marchesi di Gr?sy

Anguilla alla beccafico, scarola e arance

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Tentacolo di polpo arrostito, caviale di aceto, maionese di polpo, crumble di polenta tostata

Pane sfoglia caldo al burro, alle erbe e al sale in abbinamento alla prossima portata

Maialino da latte, zucca e castagne

A parte Taco casero con stracotto di spalla e foglia di bieta

Pre dessert: mousse di lampone e liquirizia con sorbetto di arancia amara

Passione Passito Strevi Doc 2008 –?Bragagnolo Vini Passiti

Il dolce successivo ? completato al tavolo

Il tocco finale

Cocco, cremoso di arachidi, vellutata di cachi e lime

Caff? e coccole finali

Tipologia di caff?: torrefazione Lollo.

Tipologia piccola pasticceria:?torrinocino di mandorle e pistacchio; cremino al?gianduja; cannolo di ricotta?e scaglie di cioccolato.

Piatto Mepra.

Tipologia piccola pasticceria: macaron al basilico;?semisfera al fondente con pistacchio e lime; gelatina ai?frutti rossi.

Code di aragosta

Bab? al rum

Ci spostiamo tutti in cucina per la consueta merenda di Villa Crespi

Petra 2013 Toscana –?Petra

VG insieme a Oreste Primatesta ?

Pronti per la merenda!

Paccheri al rag? napoletano

Antonino insieme al presidente degli Amici Gourmet Enzo Fulginiti e?sua figlia

Una foto tutti insieme con lo chef!

Un grande GRAZIE a tutti!

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Partner della 854esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Hotel Villa Crespi
28016 Orta San Giulio (NO)
Via G. Fava, 18
Tel. (+39) 0322 911902
Chiuso luned? tutto il giorno e marted? a pranzo
E-mail: info@villacrespi.it
Sito internet: www.villacrespi.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[03/05/2019, 13:49] Dina Ristorante ? Gussago (BS) ? Chef Alberto Gipponi

La stampa enogastronomica lo ha definito una delle rivelazioni pi? felici degli ultimi anni, per la Guida de L?Espresso il Dina di Alberto Gipponi ? la novit? dell?anno e i pi? mormorano che nella prossima edizione della Rossa il ristorante di Gussago si vedr? assegnare la stella? Al momento, di certo c?? che il ristorante aperto dallo chef bresciano piace parecchio, tanto da mettere d?accordo i palati pi? diversi. Come si fa con una buona bottiglia di rosso appena stappata, noi lo abbiamo lasciato decantare, attendendo qualche tempo, dal primo servizio il 17 novembre 2017, prima di andare a fare la nostra approfondita ?ispezione?.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala
Espresso lo segnala come novit?, assegna due cappelli e il premio come novit? dell’anno
Gambero Rosso lo segnala come novit? e assegna 75 – cucina 47

La squadra

Chef: Alberto Gipponi
Sous chef: Gian Nicola Mula
Sommelier/responsabile di sala: Marco Abeni

L’insegna del ristorante

Gli interni

Dettagli…

Mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Cuoco Buono ? 63

5 portate
In aggiunta su richiesta dei clienti:
Aglio, olio e 85 (minimo 2 persone) ? 9?
Vi rode il fegato (minimo 2 persone) ? 10

Cuoco Post Fuoco

7 portate ? 72?
10 portate ? 95
In aggiunta su richiesta dei clienti:
Vi rode il fegato (minimo 2 persone) ? 10
C?? qualcosa che non quaglia (minimo 2 persone) ? 8?

La carta

Antipasti

Pane sfogliato, Grana Padano, cipolla rossa in carpione ? 21
Baccal? fritto, cipolla e spuma di foie gras ? 22
Taco di pane carasau, costina di maiale sfilacciata e peperoncino candito ? 23

Primi?

Aglio e olio, finocchietto selvatico e ostriche ghiacciate ? 19
Casoncelli con crema di Grana Padano e salvia ? 20
Ravioli di polpo e beurre blanc ? 20

Secondi

Arrosto di verdure ? 22
Fegato di fassona, salsa bordolese, mela, cipolla croccante e noci ? 24
Rana pescatrice, salsa borsch, crema di radici amare ? 26

Dessert e non dessert?

Bossol? e zabaione ? 8
Come una volta ? 10
C?? qualcosa che non quaglia ? 12
Ma che cavolo! ? 15

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Pane

Tipologia di pane:?integrale lievito madre. In accompagnamento, burro della Normandia montato e scorza d?arancia.

Piattooo!

Brodo di casa: brodo di verdure torbido, volutamente non chiarificato

Scopriamo cosa si cela dentro il sacchetto

Casoncello crudo ma cotto

Casoncello di carne apparentemente crudo, ma in realt? cotto grazie a una particolarissima tecnica, presentato in un sacchetto del pane. Lo chef unisce il tema della memoria a quello del gioco: la riproposizione del gesto di un bambino che ruba di nascosto un raviolo ancora crudo, ricordo della spontaneit? dell?infanzia.

L’?cart Vin De France – Gilles et Catherine Verg?

Caso mai venisse a pranzo Davide Oldani:?sfoglia, spuma di Grana Padano 43 mesi, crema di cipolle di Tropea e gelato di cipolle di Tropea in carpione

Tutto ci passa attraverso e ci cambia:?crema di cozze, pomodoro confit, aria di limone, erbe aromatiche e tartare di fungo

Finta parmigiana con melanzana saltata nei fiori di sambuco, crema di pomodoro, crema di mandorle, basilico

Vi rode il fegato:?fegato di fassona appena scottato, salsa bordolese, noci, estratto di mela, riduzione di mela alla curcuma e noci

Pasta con acqua di pomodoro, pesche e fragole

Aglio, olio e 58

Spaghetto con crema di patate, scalogno, aglio, timo, peperoncino, pane croccante, ostrica ghiacciata, crema al prezzemolo

Ne vorrei un bidet: casoncelli tradizionali

Arrosto salvo: arrosto di verdure con crema al coriandolo, alla zucca e yogurt e menta

Sveliamo il prossimo piatto

L?agnello nella bocca del lupo versione kebab?

La presentazione scenografica della prossima portata ? un gioco di percezione dei sensi e di introspezione

In ogni cosa c?? una crepa, ma ? da essa che nasce la luce

Animella di cuore, salsa Borscht (rapa rossa acida), indivia saltata nel miele, una grattata di sarda di lago, crema di radici amare e pepe, crema di spinaci e Grana Padano.

Come pasta frolla: gelato al limone, olio d?oliva e menta?

C?? qualcosa che non? quaglia

Quaglia al miele, crumble al cacao e wiskey, crema di pinoli, caramello e mou alla salvia e gel?e al whiskey accompagnato da un brodo di quaglia e spezie.

Ma che cavolo!

Spuma di cavolfiore e vaniglia, crumble alla nocciola, gelato al wasabi e bergamotto.

Risotto? Ma non doveva essere pane, burro e marmellata?

Risotto al rosmarino, arancia e pinoli.

Gelato allo zabaione e crumble

Caff? e coccole finali

Caff?: torrefazione Damiani.

Tipologia piccola pasticceria: tartufi al caramello salato; arancia candita; macaron al rosmarino; madeleine al miele di castagno.

VG insieme allo chef Alberto Gipponi?

Cucina

39 anni, per dedicarsi alla cucina Alberto Gipponi ha lasciato alle spalle una laurea in sociologia, un lavoro come assistente sociale e un passatempo come chitarrista in una band. A folgorarlo sulla via di Damasco, dopo una stagione nelle cucine di Orsone, il ristorante friulano di Joe Bastianich, ci ha pensato l?istrione per eccellenza, Massimo Bottura, che dopo un primo incontro Gipponi ha letteralmente ?tampinato? fino a entrare nella brigata della Francescana. Nel 2019 sono 3 anni che di professione fa lo chef e se ci si spinge oltre la sua natura timida e riservata la sua felicit? ? davvero tangibile. ?Unica e irripetibile?, cos? Gipponi pensa la sua cucina, ? cos? la serve ai propri ospiti, che possono scegliere tra due degustazioni criptiche, Cuoco Buono (5 portate) e cuoco Post Fuoco (da 7 o 10 portate), in cui ? lo stesso Gipponi a scegliere di volta in volta come presentarsi ai commensali e come dialogare con loro attraverso portate sempre diverse.

Servizio e accoglienza

Gussago ? il tipico paesino della campagna lombarda, strade strette, ciuffi d?erbetta ai cigli della strada, un piccolo centro con chiesa e municipio e poi, passata la scuola e le poche attivit? commerciali, la calma placida dei campi. Per questo entrare da Dina fa sempre un certo effetto: arredi iper moderni, luci soffuse e, all?ingresso, una scritta luminosa alla parete opera dell?irriverente artista britannico Jonathan Monk. La campagna ? gi? dimenticata. E, se ?unica e irripetibile? ? la proposta gastronomica, la selezione di etichette in canina non pu? essere da meno: a comporla infatti sono i vini dei produttori che, secondo lo chef, hanno saputo esprimere con identit? e franchezza il loro territorio.

Conclusioni

Cosa porter? il futuro noi non lo sappiamo, di certo il locale di Gipponi sar? sulle bocche dei critici e degli appassionati di alta cucina ancora a lungo, nei prossimi anni. E non ? solo questione di stile, anche se quello proprio non manca, n? tantomeno di qualit? dell?esperienza gastronomica offerta. Il fatto ? che Dina ? la dimostrazione concreta che non ? mai troppo tardi per trovare la propria strada e seguirla, senza esitazione. Un messaggio che ciascuno di noi dovrebbe fare proprio.

Viaggiatore Gourmet

Dina Ristorante
25064 Gussago (BS)
Via Santa Croce, 1
Tel. (+39) 030 2523051
Aperto da luned? a sabato solo a cena

E-mail: info@dinaristorante.com
Sito internet:
www.dinaristorante.it

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[03/04/2019, 08:58] Cartoline dal 853mo Meeting VG @ Il Palagio del Four Seasons Hotel Firenze ? Chef Vito Mollica

C?? qualcosa di magico nel visitare il Four Seasons di Firenze nel periodo natalizio. Ci andiamo ogni anno e puntualmente ogni anno appena varchiamo l?ingresso dello storico palazzo che ospita l?hotel rimaniamo a bocca aperta, quasi sopraffatti da quell?affascinante tripudio di luci, rami di pino e decori dorati. Ma tanto noi, quanto i nostri fedeli compagni, gli Amici Gourmet, siamo ormai dei professionisti in ambito di degustazioni per cui, superato l?incanto iniziale, lasciamo l?atrio dell?hotel per dirigerci a passo sicuro verso il ristorante Il Palagio, per continuare a vivere a tavola la magia percepita all?ingresso grazie agli incantesimi gastronomici dello chef lucano Vito Mollica.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 24 Maggio 2012
-> Reportage del 12 Novembre 2013
-> Reportage del 8 Novembre 2013
-> Meeting del 30 Novembre 2013
-> Meeting del 22 Novembre 2014
-> Reportage del 21 Novembre 2015
-> Reportage del 9 Settembre 2016
-> Reportage del 10 Dicembre 2016
-> Reportage del 2 Dicembre 2017
-> Meeting del 22 Giugno 2018

La squadra

Lo staff in cucina

Executive chef: Vito Mollica; Chef Vito assistant: Patrizia Borgarelli ; Restaurant chef: Filippo Fiorentini; Senior sous chef: Giuseppe Muttoni ; Sous chef: Roberto Ceccherini, Stefano Umberti?e?Nicola Salvo ; Junior sous chef: Stefano Campanelli ; Chef de partie: Rosario Bernardo, Silvia Albani, Filippo Franceschi, Giuseppe Tortora, Elmer Sangalang e Fernan Morales; Demi chef de partie: Jacopo Tozzi, Alessio Amici, Leonardo Ciccone, Alessandro Cangioli e Luigi Di Vico; Executive pastry chef: Domenico Di Clemente; Pastry sous chef: Mariano Dileo; Pastry chef de partie: Gianmarco Carandino; Pastry demi chef de partie: Eleonora Scaggion; Pastry commis de partie: Barbara Corrado e Francesca Fiore

Lo staff in sala

F&B Outlets Manager: Gabriele Fedeli; Assistant Restaurant Manager: Daniele Bilancetti; Restaurant Supervisor: Marco Tofani; Hostess: Patrizia Dell?Imperatore e Giulia Donati ; Sommelier: Walter Meccia, Marco Lami e Salvatore Procopio; Chef de rang: Marina Cervellera, Rosario De Rosa, Riccardo Mennella e Florencia Sofia Tamanini; Commis: Daniele Grif? e Mihail Tiberiu Petru

Gli interni?addobbati per Natale

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

La presentazione dei primi stuzzichini serviti con lo chef e il sommelier Walter Meccia: coni di mousse di Toma piemontese Dop Inalpi con mela verde grattugiata

Blanc de Blancs 2011 Franciacorta Brut Millesimato – Le Marchesine

Lo chef Vito Mollica ci serve gli stuzzichini di benvenuto

Crocchette di Bra tenero Dop?Inalpi?

Pan brioche, mousse di prosciutto e pistacchio

Puntarelle, burata e acciuga

Chips di carasau croccante, Raschera Dop Inalpi e culatello

Bianchetti e lime

Kataifi con parfait di crostacei

Sfera di foie gras glassate al frutto della passione

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente Frizzante,?Delicatamente Frizzante e?Naturalmente Naturale

Pane

Tipologia di pane: torchon; pan cipolla.

Secolo Novo 2010 Franciacorta Brut Millesimato – Le Marchesine

Piattooo!

Terrina di selvaggina con insalata di puntarelle

Pinot Grigio Veneto Igt 2011 –?Terre di San Rocco

Parfait di fagiano con marmellata di cipolle di Certaldo

Carciofo, nepitella e salsa all’aglio nero

Il servizio del vino

Finalmente 2017 Moscato secco –?Cascina Lodola

Crema di patate e granchio reale

Il Campitello 2012?Riserva Chianti Classico Docg – Monteraponi

Uovo e astice

Monfaletto Barolo Docg 1981 – Cordero di Montezemolo

Raviolo alla ricotta e cardi con salsa tartufata

Lo chef ci raggiunge al tavolo per un saluto

Lumache e polenta?

Cucchiaio Mepra personalizzato per Viaggiatore Gourmet. Piatto preparato con burro piemontese Inalpi.

Lo chef Vito Mollica presenta il piatto in pentola d?oro?Agnelli

Fregola al radicchio tardivo con carpaccio tiepido di piccione

Virtus Langhe Rosso Doc 2005 Magnum ??Marchesi di Gr?sy

Lombetto di capriolo con rabarbaro e salsa dolce forte

Pre dessert: sorbetto all’arancia candita con pan di spugna alla castagna e salsa di cachi

Sant?Ilario 2016 Moscato d?Asti Docg –?Ca? D?Gal

VG e l’executive pastry chef?Domenico Di Clemente presentano il dessert

Sfogliatine croccanti con crema leggera, pere caramellate e gelato alla Tonka

Coccole finali

Tipologie piccola pasticceria: macaron al lampone; panforte; torrone al gianduia; gelatina al mango e passion fruit; tartelletta al lampone; torrone di Canelin; biscottino al pistacchio.

Cadeau Inalpi per tutti i commensali!

Lo chef firma il men? di un altro pranzo memorabile

Un grande GRAZIE a tutti!

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Partner della 853esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Il Palagio del Four Seasons Hotel Firenze
50121 Firenze
Borgo Pinti, 99
Tel. (+39) 055 2626450
Email: ilpalagio@fourseasons.com
Sito internet: www.fourseasons.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

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[03/03/2019, 15:05] Erbaluce, where have you been all my life?
There?s nothing more enjoyable and illuminating than to rediscover a wine, a grape or a region as if I?d never had an iota of exposure to them. Such was the case with Erbaluce di Caluso from Piedmont last week while there for the food and wine workshop Gastronomix. It?s a spin-off of Collisioni, with Ian D?Agata directing the education.

I?d had some exposure to Erbaluce in my past life in the wine trade, but never went much deeper than dipping my toes in the lake. This was full immersion, with a real master class, taught by one with mastery of the subject, and over several days.


Tasting wine. Large tastings, where one goes from table to table, usually public events, where you stand and sip and spit, can be informative, and give one a quick view into a particular wine or region. But ultimately, for me it is an uncomfortable exercise. Its hard to dive in deep and really uncover the little nooks and crannies of wine or a region.

That wasn?t a problem last month with Erbaluce. We came back to the wines, again and again, tasting them in groups of different producers. Enjoying them at lunch or dinner with food. Sitting among peers, discussing the wines. Going over the wines. That is what immersion is about. And at this stage of my life, I want that deeper encounter, that time exposure, to get inside a wine and find out why and how it became a staple and even an icon for the region in which it was born.
Still - Dry

A light went off. Here was a wine that I had a little experience with. But I really didn?t know the wine. I?m not sure I can say I really ?know? the wine now. But I have a deeper insight into the nature of the wine and the character and the why of the wine. Why it grew up, matured and became an important part of the region in which it lives. And something the people who live there enjoy, over and over.

I experienced that when we first arrived to the area for the event. It was a Sunday and we took a walk from our hotel down the hill into the town, Ivrea, where we were staying. About a half mile down, we stopped for lunch. There was no sign on the front, but we saw people inside eating. It was simply called Ostaria Vino Cucina & Birra. I ordered a half liter of the house white. It was on tap, and slightly fizzy, what we once called frizzante.

Vitello Tonnato a la moderne
The wine was fresh, with good fruit, but in no way a sweet wine. It was dry. Bone dry. And it was the perfect wine to go with the simple seafood dishes we had. And isn?t that really the purpose of wine, ultimately? It set us up for a few days of Erbaluce immersion with Ian D?Agata, arguably the most informed Italian wine (and grape) expert in the world. In his ground-breaking tome, Native Wine Grapes of Italy, Dr. D?Agata had this to say about Erbaluce:
?Though nobody will ever mistake a wine made with Erbaluce for a blockbuster, when well made these wines are a marvel of balance, with minerally, crisp white flower and fruit aromas and flavors combining hints of chlorophyll and apricots. It?s true that poor examples can be marred by eye watering acidity, but this same high natural acidity has given us sparkling wines in increasing numbers. Made either by refermentation in the bottle in the manner of Champagne or by the Charmat method like Prosecco, these can be marvelous wines, and are underrated in my view.?
Sparkling

Erbaluce has a flexibility that one would be hard pressed to find in other grapes around the world. Awarded the DOC in 1967 (!) and DOCG in 2010. The base wine is still and dry. The metodo classico sparlking version rivals the Trentino and Lombardia sparklers, and the charmat style is in a world apart from Prosecco. And the air-dried, passito version, laden with botrytis, can be a life-changing occurrence. One can find these three styles from a singular grape in the Loire Valley, with Chenin Blanc and in the Marche, with Verdicchio. I?ve racked my brain to try and find other examples from grapes that produce a white wine (Chardonnay? Sauvignon Blanc? Carricante? Riesling? Garganega? Tokay?), but I?m still scratching my head. And under the same DOP! Erbaluce, where have you been all my life? Or at least, for the last 35 years?

So, I went off to my local wine stores, here in Dallas, Texas, starting with the Italo-centric Jimmy?s, which usually has everything Italian under the sun. No Erbaluce. Perhaps at one of the small wine stores, or maybe even one of the large chains, like Spec?s, I will find one. But Erbaluce isn?t posing any impending existential threat to Prosecco, Pinot Grigio or Moscato. And that?s a bit of a shame.

The 3-tier opponents will offer up this dearth of Erbaluce to the dismal state of wine procurement in America. And perhaps there is a kernel of truth to this. After all, when Big Wine is stepping all over themselves to bottle their 16th iteration of Cabernet or Chardonnay, usually from the same tank, slapping a sleek and Instagrammably sheik label up for the influencers-for-hire, what chance does this meek, little grape have for expanding their base outside of Monferrato and Canavese?

Risotto
These are wines that sommeliers, retailers and Italian wine directors should take a plunge at. They are very drinkable and enjoyable, again and again (that which I can attest to). They are versatile, and they are varied in their flavor profiles to enjoy over different courses and seasons. Why isn?t America jumping on this wine? Maybe they are, in New York, San Francisco, Portland (for sure) and Seattle. As for Middle-America, they?re barely a blip on a screen. And that?s really a damn shame.


Producers to be on the lookout for:
  • Cantina Coop. Caluso
  • Cantina Della Serra
  • Cantine Briamara
  • Cantine Corsio
  • Carlo Gnavi
  • Cellagrande
  • Cieck
  • Ferrando
  • Giacometto Bruno
  • Ilaria Salvetti
  • La Campore
  • La Masera
  • Orosia
  • Orsolani
  • Pozzo Elisa
  • Santa Clelia

Other links:
Still - Passito (sweet)


wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[03/01/2019, 22:05] Memorie Restaurant di Felix Lo Basso ? Trani (BT) ? Patron Felix Lo Basso

Ce l?ha fatta alla fine, Felix Lo Basso ? finalmente tornato a casa. Lo aveva dichiarato in moltissime interviste, a chi gli chiedeva di sbilanciarsi su eventuali progetti futuri lui sorrideva sornione e dava sempre la stessa risposta: aprire un ristorante nella sua terra natale, la bella Puglia. Forte dello straordinario successo del locale milanese, sulla cresta dell?onda sin dalla sua apertura, Lo Basso ha deciso che i tempi ormai erano maturi e, complice un?occasione imperdibile sul mercato immobiliare, a Trani ha aperto?Memorie. A dire il vero, Lo Basso ? nato a Molfetta, ma poco importa, la sostanza non cambia: il suo nuovo ristorante imprimer? un segno importante nel frizzante scenario enogastronomico pugliese.

Il borsino delle guide cartacee 2019 – apertura marzo 2018
Michelin non segnala
Espresso assegna un cappello
Gambero Rosso assegna 78 – cucina 49

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Felix Lo Basso
Sous chef: Giuseppe Boccassini
Pastry chef:?Agostino Pisani
Cucina: Franco Rios Vera, Felice Del Vecchio, Samuele Palombella e Giuseppe Cangellosi

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Antonio Lo Basso
Sala: Cesare Airoldi e Alessandro Salerno
Ricevimento:?Alessia Croce

L’ingresso del?ristorante

Gli interni

L’angolo riservato alla sartoria pugliese per eccellenza

Le camicie Angelo Inglese

La cantinetta

Sala e mise en place

La brigata all’opera sulla cucina a vista

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Nostalgia e ricordi ? 55

Cannolo croccante farcito di scampo e burrata, patate al basilico, gel di pomodoro, mela verde e granita di olive nere
La parmigiana in un risotto (dedicato alla mia mamma)
Sgombro in cialletta molfettese con salsa al vino bianco e rapa rossa cotta al sale
Donut di pesca, gelato al timo limonato

Ricerca e dettagli ? 70

Seppia e basta!
Torcinello di vitello con le sue interiora, servito con verdure al miele e senape, olio al prezzemolo
Fagottini di pasta in farcia di scorfano e zucchine e il suo fiore
Gallinella di mare arrostita al rosmarino, crosta di pane, finferli e guanciale croccante
Chiccocremoso al mascarpone, gelato al caff? bianco e tapioca al cacao croccante

Nudo e crudo ? 80

Le ostriche Gillardeau in tre sapori…
Gambero rosso, mozzarella, mela verde e caviale
Tonno e pinzimonio
Ricciola e agrumi

La carta

Antipasti

Cannolo croccante farcito di scampo e burrata, patate al basilico, gel di pomodoro, mela verde e granita di olive nere?? 18
Torcinello di vitello con le sue interiora, servito con verdure al miele e senape, olio al prezzemolo?? 16
Seppia e basta! ? 18
Triglie con albicocca affumicata, ricotta e raviolo di borragine ? 16
Mosaico di pesce crudo e frutta ? 16

Primi

Spaghetto Benedetto Cavalieri al pomodoro al forno, ricotta salata e crema al basilico ? 16
Risotto mantecato al prezzemolo, frutti di mare, aglio e peperoncino ? 18
Tortelli di pomodoro, ventresca di tonno, caviale e acqua di pomodoro ? 18
Tubettoni di pasta in farcia di maialino pugliese e gambero rosso, spuma di pecorino?? 18
Fagottini di pasta in farcia di scorfano e zucchine e il suo fiore ? 18

Secondi

Agnello nostrano della Puglia, peperoni, fagiolini e mandorle (omaggio a Michele Varvara)?? 26
Sgombro in cialletta?molfettese con salsa al vino bianco e rapa rossa cotta al sale?? 28
Gallinella di mare arrostita al rosmarino, crosta di pane, finferli e guanciale croccante?? 28
Tagliata di manzo Jersey (vacca vecchia lucana), flan di spinaci, crema di carote e zenzero?? 28
Ricciola al fumo e melanzane, maionese di acciughe ? 28

Dolci

Donut di pesca, gelato al timo limonato ? 10
Chiccocremoso al mascarpone, gelato al caff? bianco e tapioca al cacao croccante ? 10
Semifreddo al croccante di mandorle e salsa alle more di gelso ? 10
Millefoglie di pasta sfoglia caramellata, crema chantilly e fragole fresche ? 10
Delizia al limone e yogurt ? 10

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Perl? Bianco Riserva 2009 Trento Doc –?Ferrari

Il servizio degli stuzzichini

Tipologia degli stuzzichini: tacos di Parmigiano, lampascioni e rucola; centrifugato di anguria e pomodoro; cozze ripiene di patata e prezzemolo.

Polpetta di vitello

Tartelletta di broccoli con mousse al peperone

Marshmallow al Parmigiano

Melone e polvere di prosciutto crudo

Pane

Tipologia di pane: 100% semola; cialda alla cipolla bianca; grissini integrali; focaccina. In accompagnamento, burro salato della Normandia, olio denocciolato Coratina di Frantoio Muraglia.

In arrivo la prima portata

Piattooo!

Ostrica Gillardeau con pomodoro fermentato

CF Ros? Trocken 2014?– F?rst L?wenstein

Mosaico di pesce crudo e frutta

Tonno e pinzimonio

Ricciola e agrumi

La preparazione della prossima etichetta in degustazione

Veritas Bianco – Cantine Imperatore

Lo chef Felix Lo Basso ci descrive la portata successiva

Gallinella di mare arrostita al rosmarino, crosta di pane, finferli e guanciale croccante

Seppia e basta!?

All?interno rag? di seppia, gelato al riccio e patata al cipollotto. Letto di crumble di cipolla. All?esterno gelatina al nero di seppia.

?Fagottini di pasta in farcia di scorfano e zucchine e il suo fiore

Tubettoni di pasta in farcia di maialino pugliese e gambero rosso, spuma di pecorino

Askos Susumaniello Rosato 2017 Salento Igt – Masseria Li Veli

Tortelli di pomodoro, ventresca di tonno, caviale e acqua di pomodoro

?Risotto mantecato al prezzemolo, frutti di mare, aglio e peperoncino

Dolce Rosalia Moscato di Trani – Giancarlo Ceci

Semifreddo al croccante di mandorle e salsa alle more di gelso

Delizia al limone e yogurt

Donut di pesca, gelato al timo limonato

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: espresso Battistino, torrefazione Michele Battista.

Tipologia piccola pasticceria: bign? alla crema; Linzer ai mirtilli; tartelletta alla mela; crostatina alla frutta; brutto ma buono croccante al cacao.

VG insieme a tutta la squadra

Cucina

Se la Puglia avesse un marchio per certificare i prodotti della sua terra, dei suoi artigiani e del suo mare, troveremmo il suo logo accanto a ogni piatto in men?: carni di Michele Varvara, olio Frantoio Muraglia, insomma, tutto a ?chilometro Puglia?. Le degustazioni proposte sono tre, con cui Lo Basso regala ai propri ospiti un assaggio di tutta la sua vita, dalla prima infanzia, con Nostalgia e ricordi, all?irrequietezza e alle scoperte della giovent? con Ricerca e dettagli, fino alla maturit? del presente, con il percorso Mente e mano libera. Oltre a quella principale, dove sono eseguite tutte le preparazioni ? la carte, entrando in Memorie gli ospiti s?imbatteranno anche in una cucina a vista, all?interno di uno spazio dedicato dove verr? loro servito il benvenuto con un aperitivo preparato sul momento dalla brigata di cucina del locale.

Servizio e accoglienza

Con simili premesse, inutile dire che ha molto di Puglia anche la cantina del ristorante, che d? il giusto spazio a etichette locali, da quelle pi? note alle piccole produzioni. A dirigere il servizio di sala ? Antonio Lo Basso, fratello di Felice, ch?, dato che di memorie si tratta, nel cuore del progetto cui lavora da una vita ha voluto il suo ?compagno di memorie? pi? caro.

Conclusioni

Lo Basso ? un tipo eclettico, curioso, capace di pensare in modo trasversale, sperimentando commistioni tra ambiti apparentemente distanti tra loro. La sala d?ingresso del suo Memorie infatti ospita un?esposizione permanente del noto ceramista di Grottaglie Vincenzo Del Monaco e un corner, a met? tra una vetrina e un laboratorio, di Angelo Inglese, il sarto delle celebrities, pugliese anch?esso. Che ogni mesi sar? protagonista di un vento dedicato al legame tra haute couture e cucina. Pugliesi gli arredi, pugliesi gli ingredienti, pugliese la cucina, declinata alla maniera di Lo Basso, chiaramente: un concentrato del forte legame dello chef con la sua terra, quel suolo fertile dove il suo talento ha affondato le radici portandolo ai successi di oggi.

Viaggiatore Gourmet

Memorie Restaurant
76125 Trani (BT)
Lungomare Cristoforo Colombo, 160
Tel. (+39)
?0883 1794315
Chiuso domenica a cena e luned??

E-mail: reservation@memorie-felixlobasso.it
Sito internet:
www.memorie-felixlobasso.it

 

L'articolo Memorie Restaurant di Felix Lo Basso – Trani (BT) – Patron Felix Lo Basso proviene da ViaggiatoreGourmet alias AltissimoCeto!.

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[02/25/2019, 00:43] My long history with Ruch
Sometime around the late 1990?s I was working with an Italian importer and one of the owners brought up the subject of alternative red wines from Piedmont. We?d ventured into Barbaresco with La Ca? N?va, in Barolo with Cascina Bruni and Cordero di Montezemolo, and in Gavi with a wine from Roberto Bergaglio. As well, we had a steady producer of Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Arneis and Freisa from Cascina Cheirello. But this new red wine, this Ruch?, from Crivelli, was a different beast.


Look, selling Italian wine in Texas was like selling Italian wine in Paris. There were a lot of hurdles to jump over. The first one was that nobody was looking for such a wine, this being a time before Instagram and ?influencers? of the trendiest and most esoteric wines from grapes that nobody had ever heard of. What I most often heard was, ?I haven?t gotten any calls for Ruch?, or whatever you call it.? Which translated as ?I?m not that curious or interested. Besides, did it get 90 points from Parker??

Thankfully these days are more enlightened, even if we have to contend with the instant expertise of social media wine mavens. And Ruch? has become an enduring, as well as an endearing, red wine from Piedmont, for myself, as well as many more wine lovers.

This past week I was in Italy for Collisioni and their food and wine offshoot, Gastronomix. Held in the Canavese and Monferrato area, clustering around Ivrea, Vercelli and Asti, we were guests of Ian D?Agata and Filippo Mobrici and their Collisioni team as well as the Consorzio Barbera D?Asti e Vini del Monferrato and Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini DOCG di Caluso e DOC di Carema e Canavese. The Italians love long titles. Somewhere in there Ruch? was part of the deal.

And a great refresher course it was for a wine I haven?t seem much of in these parts, flyover country USA.

My entry point into Ruch? in the last century and millennium was via a small producer called Crivelli. Proprietor Marco Crivelli was (and still is) an eccentrically wonderful chap. I really think the air that circulates around his person is of another ilk than the rest of us. It probably has to be if one specializes in wines from grapes like Ruch? and Grignolino, when nearby neighbors are farming Nebbiolo and making premium and much sought-after wines like Barolo and Barbaresco. But Italy, if it is one thing, it is a place dedicated to celebrating the antipodal in nature. Sure, one could farm in a place like Cuneo and make a nice life, living off the fame and garnering a fortune from Barolo. But money, and fame, isn?t everything. And resuscitating a once lost wine from a grape like Ruch? has been a calling to folks like Crivelli.

Mind you, he isn?t alone in this obsession.

I sat with Luca Ferraris, winemaker and the president of the Produttori del Ruch? di Castagnole Monferrato DOCG at a dinner in Asti last week. Luca?s family was also very instrumental in bringing Ruch? back to life. Luca?s great grandfather went to the new world in the mid 1800?s and found his way to California just in time for the Gold Rush. And he was one of the fortunate ones to strike gold. Rather than build a life in America, he took his fortune and went back to Castagnole Monferrato where he bought an old estate and started growing grapes. Luca told me that after WWII, his grandfather Martino would take his wines, on horseback, to Turin and sell them to merchants. These are some of the pioneers of the Italian wine renaissance which ushered in the Golden Age of Wine we now bask in.

Ruch? is largely here because the local parish priest, Don Giacomo Cauda, made wine for the village (and for the Mass). When he vinified the Ruch? grapes apart from the more prevalent Barbera, not wanting to waste anything, for that was a sin, he discovered after a few years ageing, that the almost extinct grape, Ruch?, had developed into an interesting wine unlike any other on the Monferrato area. The Ferraris family makes, from the original parish priest's vineyard, Vigna del Parroco, a flagship wine honoring the priest, who passed away in 2008.

These days there are over 20 producers who offer a Ruch? in their portfolio.

I happened to pull out an older bottle of the Crivelli, a 2001, from the wine closet, which has been there for almost 20 years. Thinking its time was past, I asked Luca Ferraris what the possibility for ageing Ruch? was. And he answered that in a good year, Ruch? could go 10-15 years. 2001 was a good year. So, I will report back once it stands up and settles, at it appears to have thrown some sediment along the walls of the bottle.

Meanwhile, Ruch? is delicious when young, like a good cru Beaujolais. And it can serve in similar situations as the fabled French wine made from Gamay grapes. Not the same, but kindred. And both very enjoyable.

2017 and 2016 Ruch? wines are drinking quite well these days. Labels recommended are from Crivelli and Ferraris as well as Tommaso Bosco, Montalbera, Massimo Marengo, Bersano, all which were among some of the Ruch? wines we were exposed to and enjoyed over the five days we spent with chefs, sommeliers, journalists and winemakers at Gastronomix.

Ian D'Agata with the Ruch? producers at Gastronomix


Links:
Produttori del Ruch? di Castagnole Monferrato DOCG
The story of La Vigna del Parroco in Italian
Consorzio Barbera D?Asti e Vini del Monferrato
Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini DOCG di Caluso e DOC di Carema e Canavese
Gastronomix photos: HERE and HERE


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[02/17/2019, 06:00]  From the Archives - Finding Your Wine
Originally posted Nov. 14, 2007


Vallee d'Aoste ~ Vigne de Torrette
One day on the highway in Liguria, it hit me. We were driving up and down hills, into one valley and then on to another. All along the way I was meeting people, some who were winemakers and some who simply liked to drink wine. In Italy, it is easier to find a single wine that you can enjoy over a lifetime. A visit to a winery in your neighborhood, and there you go. It might be a crisp white wine or a mellow, rich red. But along the wine trail in Italy, I keep meeting people who have found their wine. So what is wrong with us in America? Or maybe the question should be, have you found your wine?



Merano ~ S?dtirol

Tonight, as I write this below the base of the Alps in Merano, I think about the day 10 years ago when I married my wife. We spent a lifetime finding each other, had a dozen or so years together and then she was gone, taken back by the Creator. We had found each other and drank from each other's heart of a wine as sweet as the latest harvest. Tonight in a small trattoria, I watched a young couple sitting beside each other drinking their wine. Have they found in each other a wine for the rest of their lives?


Vall?e de la Roya ~ Airole

Days before, I had been on steep hills plunging down to a rough river, ragged with the bones of ancient mountains. On the schist-laden slopes, vines struggle to break open the concrete soil, pushing towards the sun, holding their breath until the flowers bud and the fruit forms. A summer of heat and night takes over, like making love, then falling back on the pillow, only to disappear into a dream world. Day after day, for four, maybe five, months. Then the love children pop out and are ready to be picked. Anxious workers huddle under the canopies of the vines, picking this cluster and that one. All the offspring are sent to the winery to be nursed and made into precious liquid, so young couples can drink them and fall in love. A cycle that will be repeated until none of us are around to have these thoughts and urges.

Finding your wine. What can it be? How will you know? Does it need to be only one wine?

I met this winemaker in Liguria, Fausto he was called. Fausto has a gray torrent of uncut hair, covering ears that have still black hairs around the openings. An Italian surf bum, but not a lazy guy. Behind the furrowed brow, two eyes peer out, full of life and not a little mischief. Fausto has found his wine. It is a Pigato, an unlikely wine he makes, but one that works very well in his life. As he jumps into his little 2-cycle utility truck (really a glorified scooter), he grabs a bottle of white and heads off to his sister's sports bar. At a table, a plate appears, tiny piquant sausages in a fiery broth that only a Pigato can quell. Fausto teases one of the cook's daughters, and one can see his life is carefree and happy. Almost every day Fausto goes there, to eat his lunch and drink the wine that makes his life lighter and brighter.

I am not sure I have found my wine. And while there are some wines that I prefer over others, what could be a better wine to have with Fausto's sausages than a Pigato?


Valtellina ~ Sondrio

Some of us are outsiders, wandering the trails, in search of our tribe or even our moment. Some of us can never settle anywhere long enough to find our wine. We are poorer for that. For to enjoy a simple dish that our sister has made alongside a wine we have made with our own hands, well, that is such a special circumstance. Haven?t those souls won the big lottery of life? For along with finding their wine, they have also found their life and their place on this earth.







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[02/10/2019, 18:09] The veil of un-knowingness over Southern Italian wine
Tasting notes are a cinch. How does one tell the tale of Southern Italian wine with a single photograph?


You think there haven?t been changes in how the South presents to the West?

Compare these two PR pieces from Puglia, 40 years apart.


The first one (1977) was very basic, but for those times, I?ll say this: they were one of the few regions I traveled through in the early days that had access to pamphlet and area information. They were out in front, and still are.

The older is steeped in tradition and un-retouched customs, some which might seem a sight strange to outsiders. It?s amazing to think that Italy still has that connection to the mystic.

But today, what does everybody want? Fresh air, fresh food, fresh water, a healthy, balanced lifestyle, in which everything is in motion and is good and forever? And Puglia sets up for the delivery.


In real terms, there is a plethora of white and red wines available. And ros? from Puglia is an institution, much in the same way Provence has become with the lighter version.

You want California style? You can find it. Old, rustic, funky? Oh yeah, there?s plenty of that in Puglia. Fresh, fruity, dry, wholesome beverages to go with an abundance of fresh and wonderful foodstuffs. Yeah, bucket list stuff.

So how about that tasting note?

This wine is not from Puglia, it is an alluring Pigato from Liguria; please appease me.
I?ve had a checkered past with Pigato. God, how it was near on impossible to sell a white wine from Italy in 1983 in Texas. For sure, without a pretty label or a name someone could pronounce, or would want to pronounce, well, let?s just say it wasn?t easy sailing up that river.

Fortunately, in 30+ years the wine has sought and gathered wider acceptation. And that is a good thing. The first time I had this one from Durin, was in Liguria in 2007. That day with my friend Andrea Fassone at a little truck stop we had the most wonderful tiny piquant sausages in a fiery broth that only a Pigato can quell.

It resembles a steely, minerally, cold water out of a fountain in the school yard. The temperature that day is over 100?F and the first gasp of sweet fruit and then that steely, long, black dress that follows. Served (in 2019) with fresh trofie flown in from Italy, served with a pesto made from basilico that came from the garden.






written with images photographed (or reproduced) by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[02/07/2019, 14:09] Finding your guide to natural wine
Assisi 1977
The wines of the natural world are something I do not take on lightly as a self-assigned subject of current interest.

As I see it, natural wine is not a meme, nor is it trending on Instagram in my life. It?s not a tweet or a Facebook rant, nor does it dominate every beat of my heart. It is part of my life, as it has been for 40+ years. It?s not a fad. It also isn?t a mania. It is interwoven as well as it can be, in this world of disruption that we find ourselves living in.

One of the reasons I was so interested in Birkenstock sandals, in 1976, was because I could go down to the local health food store and buy sole replacements for those sandals. I could repair my own shoes, not discard them when they wore out. It was a small step towards self-sustainability.

Near that store we had friends who raised chickens and we ate their eggs. A local dairy produced very nice raw milk and cheese products and we enjoyed them.

This article, which I wrote for the Dallas Morning News, is geared for folks, who live in my area, and are not in an inner cycle of knowledge or fashion. They might just be wanting some straight up info within their orb. It isn?t about ?the debate? about natural wine. It?s here. And it didn?t just arrive with the latest iPhone-carrying generation. And it isn't going away.


Article link HERE




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[02/03/2019, 20:56] A brief history of a working father in the wine industry
Regular readers of this blog have known for some time that I am retired from a working life. What many do not know, are the details of a life that arrived to this point. And specifically of a working father, a single father, in the wine trade in America.

While it is fashionable these days, with influencer marketing, to dump on established channels (and institutions) of wine commerce in the US, there were, and still are, many people who are simple, honest working folk. They just happen to be slinging Chardonnay or Vodka to the local restaurants and retail establishments, rather than coat hangars or auto parts. The notion of progress, not perfection, becomes readily identifiable once one has an extra mouth to feed, a mortgage and a car payment.

As a single dad and devoted to being the best dad I could be in a family-fractured world, I was also wrestling with the ?What do I want to be when I grow up?? notion. However, I figured adaptation along with a measure of resilience would probably see me safely for a few years of adjusting to a more extroverted life. After all, selling isn?t for the shy. And lots of rejection. By then, I hoped I?d be ?all grown up.?


Failed marriage will get one up to speed in the rejection department pretty fast. As for resilience, one must have the luck of the genes along with an attitude that looks forward, not back, and tries to have as little or no regrets as possible. Onward through the fog!

A word about selling wine to supermarkets. If you are a current consumer, and go into a supermarket these days, it is a shock of another kind. But in 1985, it was a freer, more relaxed time. There wasn?t a lot of expectation for having ?everything under the sun,? so espoused by today?s influential caste. Although, pondering my label box, it appears we had a hell of a lot to sell. And supermarkets were unencumbered by chain-logistic managers, who eat corn out of a can and think the lettuce on a burger is a vegetable.

People were happy to try something, anything, new. And $10 a bottle, heck in some of those Dallas neighborhoods, even $15-20 a bottle wasn?t a big stretch. The maids were coming in with a list. If they wanted Sonoma-Cutrer, they got all they wanted.

Now there are more SKU?s on the shelf of the mega-sized markets (national chain supermarkets or large regional ones as well) today than in 1985. The difference then, everything on the shelves was just a little bit different than the others. Today, the control by a handful of large wine companies makes a wine from the same vat(s) with 7-15 different labels. Essentially a carbon copy with just another pretty label. It is pretty daunting to go into a supermarket and try and find a bottle to take home or to one of your wine geek friends. I wrote a piece about that last year. Actually, I was heartened to see a few cracks in the darkness. But, in my dotage, I am going deeper down the river of wine, whether looking for the origin of Primitivo, or Gamay, it makes no difference. I want no middle-of-the-road beverage; the calories are too dear.

Anyway, I pushed wine and whatever I sold, I stocked. I had bad knees, hemorrhoids, cuts on my hand (some needing stitches) and what seemed like a perennially sore back. And I wasn?t yet 40. It was nothing to lift 3,000 pounds (30 pounds at a time) in a day?s work. But I had a family, albeit a small one, just the two of us.

My son remarked to me the other day that he thinks part of his work ethic, especially in regards to design and setting up a showroom/showcase situation, came from the many nights I?d take him on my stocking run. Or when I had to help the display department build a large wine display. I'd drop a sleeping bag next to the deli and he would watch (and do homework) as long as he could and then surrender to sleep, under the fluorescent lights. We?d still have three or four more hours to go. Pure evil, we were, little devils. Bringing Trebbiano to University Park.

I?m glad my son saw a positive in those experiences. I felt a little guilty taking him, especially on Sundays, to two or three of my in-town supermarkets. I could get the order, get out in front of the week (in case I was needed to coach soccer, a sport which I knew nothing about), get there before the competition, outwork them, make sure they hadn?t buried my placements (or displays, which from time to time they would do. The Gallo boys had to sell their Ballatore Gran Spumante or their 1978 Limited Release Cabernet Sauvignon) It took a few years off me. But I read the manual too. Work harder than the competition, be there before them and after them. Be all over them. Sans rel?che.

I gave service to my client and commitment to my family. The store directors knew it, saw it, and responded. It was rare for a man to be doing that. A few other colleagues of mine were in the same boat. This was way before #MeToo. We were just trying to feed our kids, be better dads and sell a little wine along the way. I guess that led to the evil mess we?re all in now, where no one can find what they want when they want it. Yeah, pretty tough wearing the elite tastemaker's shoes these days. Nothing?s ever right.


So how about that tasting note?

Really enjoyed the Skerlj Malvasia. I know Ian D?Agata has a bit of a mania for this grape and I?ve been lucky enough to sit near him as he waxed poetic (and prolific) about Malvasia when we were in Basilicata. So, it was historical as well as enlightening. The Skerlj, from way up north in Friuli not far from the Slovenian border, when opened, was bright and electric. The aromas were flashy, a bit savory, with the tiniest hint of salinity. Bone dry, no Sicilian sun-drenched olfactory bomb here. But nice.

An hour or so later, with the opened bottle, I noticed a slight drop-off in the brightness of the wine, as if it had just run 400 years at full-speed and was doing a cool-down. Still nice, but the fireworks show was past us at that point.


There you have it. I did not want to write a blog post today. Blogs are so d?mod? these days. But I also realize this is a record, a log. So here?s another one for the fire.










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[01/29/2019, 13:03] Obsession and Intention - A Magnificent Tango
Wine as an obsession seems a bit odd to me these days. As I recede from the shores of the wine trade, the daily activities, the desires, the fears, the needs (are they really?) all seem to look less important to me. Does that mean I no longer love Italian wine, or even wine in general? No, not at all, but I do feel like the obsessive behavior I had, and which I see all around the wine world, might be misplaced energy. At least for me.


It?s no secret that I have little desire for any more certification for anything. I can see how the young generation might look at higher accreditation as a career path towards greater security, independence and freedom. But if you are working, and have to work, the idea of freedom will be limited, at least in terms of livelihood. Balance in life might be more seek-worthy, and from the looks of things, the young generation has a bead on that, and have had, at an earlier age than preceding generations.

I?m gradually backing away from the Italian wine guy persona, a de rigueur affectation in the beginning of the 21st century?s social media wave. I love Italian wine but it was not my first love.

If I am to have an obsession, at this point, it appears that my earlier pursuits, starting as a young boy, are supplanting the steady drumbeat of the wine world that has measured out the pace of my life. That earlier pursuit is photography. It was my first love, and it still is a true love of mine.


In 1970 I happened upon a workshop in Monterey, California. With the likes of Ansel Adams and Imogen Cunningham, two masters of photography, it was a once-in-a-lifetime occurrence. These two were gods in the photography world, and here we were, eating with them, walking, talking, shooting and being mentored.

Imogen was the same age as my grandmother, but I didn't think of her like that. She was spunky, had lots of energy, in her 80?s, and was engaging. She was present in the moment, not looking over her back at some time long gone.

I remember her telling me she liked one of my photos. A few months later I took a print to her home and gave it to her. She immediately put it on her mantle. If I had an exhibition at a gallery on Union Street, I couldn?t have been more fulfilled. A master who liked my work.

But what I liked about her was she lived in the present. Photography can affect you that way, for it is a fraction of a second, you must slow your world down, turn off the monkey babbling in the cage inside your skull.

These days, I have a Herculean task to catalog 50+ years of photographic images. I?m forced to look back, in a way. But that doesn?t stop me from shooting any day I?d like to. And not with my phone. With a real camera. It must be intentional, not some afterthought because I just got the latest Huawei 20 or iPhone 25.

My world has slowed down a lot. I can shoot now at 1/15 of a second or 1/30, not 1/1000 or 1/2000. The images before me play out in a different tempo. And because my life has slowed down, I can look back at those moments when 1/250 or 1/500 of a second had important things in them. Like the seemingly lost soul at an anti-war rally in San Francisco in 1972.


What photography compels me to do is to slow down and really look the thing in the eye. Not scan, not flitter. Be still.

It is also having a good effect on my appreciation for wine and the stories of wine. I know long-form blogging is presently pas ? la mode. Instagram, Twitter, Facebook, Reddit, Delectable, Vivino and the like have supplanted in-depth exploration with high-spotting. But I resist. I still think there are some amazing stories in wine. I see them when I put a sheet of negatives on a light box or go through my digital pix on the laptop. Yes, a picture can be worth a thousand words. But sometimes we need the words to go with the pictures.

So, that is what I am up to these days. Still obsessed with something, just that something has evolved from just wine to the larger picture. More to come. Stay tuned.









written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[01/22/2019, 08:48] Nuovi orari in enoteca (ed altri cambiamenti)
Caro diario, le cose cambiano. Potrei scriverlo sulle reti sociali, potrei scriverlo su Linkedin dato che parlo di cambiamenti lavorativi - e lo far?. Ma adesso lo scrivo qui: cambiano alcune cose intorno al mio lavoro.

Sto cominciando una nuova attivit?. Faccio il rappresentante, il venditore - di vini, ovviamente, resto con la bevanda odorosa. Sto esaminando proposte, qualcuna l'ho gi? accettata, solo non avevo ancora detto ufficialmente che all change.

E siccome il cambiamento riguarda anche l'enoteca, l'enoteca rimane, ma ad un regime di apertura ridotto. Cambia l'orario, rester? aperta solo nel pomeriggio, dalle 16 alle 19,30.

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[01/20/2019, 22:46] Umbria - From the Stalls to the Stars
Assisi - Eremo delle Carceri (St. Francis' Hermitage)
As one might be expected to do in the later chapters of life, I?ve been cleaning up my study. Actually, it feels more like prepping a dead man?s home for an estate sale. At the very least, I am (heaven forbid my use of the ?C? word) curating the collection of a wine man. A traveler. A photographer. A father. A husband. A son. A brother. And a primate on earth. And therefore, some things have been bubbling up to the surface, like an ancient vat of Sagrantino, done the old way, with lots of dried fruits and a healthy dose of residual sugar.


Rainy day in Umbria - the baby wasn't so happy about it
In one of those rear-view mirror visions, the children are looking out from a window of a little trailer, which is camped high up in Assisi in a hostel area, which is closed for the season. But the caretakers kindly let me and my new little family rent the trailer for three weeks, for about $5 a day in 1977 prices. Not too bad.

A short walk from the trailer leads to what was once a stall, and inside they are cooking food, for a good price, very local, very healthy, and with all the accoutrements of an (humble) Italian table. We keep within our budget (which it turned out was $17 a day for a family of four, all expenses). But at the time, we?re vegetarians, and it is the autumn time. And there is plenty of great verdure and bread. And cheese, warmed over a wood fire, ala spiedini. And red wine from Umbria. Simple red wine. Fresh. Dry. Balanced. Sane. So very naturale, although our life, at the time, effloresced much more naturally. After all, we were young Californians, with dreams of a progressive future. We were broke. But we weren?t in debt over our heads. We treaded pretty lightly. And it was a good time to be young and alive.

Years later I would take my wife Liz, before she died, to Assisi, and we stayed down the hill in Torgiano. It was a starry-eyed young couples place of great luxury. I was representing Lungarotti in Texas and we were guests of the family. And it also was quite lovely, very special and wonderful. After our winery tour, one of the Lungarotti family members said to us, ?When you go into the restaurant tonight, please order any wine of ours that you?d like, it doesn?t matter how old it is. You are our guests.?

And that is the balance of life as I know it in Italy. Whether it be a modest meal in front of an autumn fire in a stall or a sumptuous feast of duck and Torgiano Riserva on a linen table, also near a fireplace. Both are dear to me, not one is greater. For I am grateful for all of the experiences to have had in Umbria and in Italy. From the stalls to the stars.

Piero Antolino wrote the article ?From stars to stalls, this is the life!? in the May 1990 issue of Italian Wines and Spirits, and was the jumping off point for this post. I came upon his article in my ever-expanding travel file that I have for Italy. It is now three stackable containers, by region and if the city is big enough, they?re given their own file spot. Rome is bulging. Venice too. Ditto for Florence. Everything in those files I?ve gathered on one of 50+ trips over the past 48 years. A card for a little trattoria in Trentino. A brochure for an Apulian village that has long ago changed dramatically. Lots of ephemera, and all catalogued like a librarian. My life?s memories of travel to Italy on reams of transitory paper.

And along with that goes the photography. Umbria in October, from right below the Eremo delle Carceri (St. Francis' Hermitage), has a vista that in the fall is often filled with fog and bonfires. Get up early and listen to the shepherds herding their flock through the fields below. The bell ringing leader, taking the others to greener plots.

There are files of photographs needing to be gone through. And it is on the list of things to do before I die.

...

I?m sitting on a bench in a men?s changing room. Getting ready to walk the treadmill and do my penance for having lived a rich life. Trying to make less of myself. And so far, have been relatively successful, shedding 18+ pounds since I ?retired.? I feel great, am up to 54 push-ups a day and am organizing my other life?s work ? the photographs.

Anyway, two older gents nearby are kvetching about how terrible everything is in America. How it?s not as great as it once was, as it should be. And all because of young liberal left wingers (and aliens) who don?t want to work, who all they want is a hand out, and who don?t do things the way these old men did, and what a great frigging shame the whole thing is.

I hear fear in their voices, mixed with a couple of tablespoons of anger and self-righteous entitlement. The fear is fear of change. Good luck with that, old boys. Everything is changing. Like it always is.

I find myself getting really angry. Listening to these two old crows banter on about stuff they?ve just regurgitated from the screaming box they're addicted to and can't take their eyes off of. And they, barely two generations removed from another country themselves, from being the immigrants they so fear and loathe.

I?d tell them there are all kinds of addictions and afflictions. But the rate of change and the need to ever be more vigilant in regards to the information that is coming past your ears and eyes, to not let it harden your heart or endanger your children?s children?s future. But they haven?t asked me into their conversation, nor would I find it very uplifting, trying to change two men who both have one foot (or one lobe)in the grave. In any event, I?m an introvert, a loner. And they?ll be dead soon enough.

It?s weird to think that way, but I now think the only way to cleanse it is for the natural state of things to take place. The earth doesn?t need us. We need the earth. We?re on our own. And some of us are not doing that great right now.

But you came here to read about Italy and wine, non e vero?

So, let there be blood. Let's give you a tasting note.

I long ago read about Sagrantino being originally a passito wine. Making Sagrantino dry would come centuries later, along with the heavy bottles and high price tags. This was tasting the history of the wine; this was meeting face-to-face with the ancestors. This was a moment to bow on one knee before taking a sip.


That Sagrantino that I spoke about earlier, it was a half-bottle, 7 years with age:
Lights down, music to a low chant, with only the heat from the candles. Once inside, the wine turned my palate towards the pagan. We had landed in Xanadu: the sacred river, the pleasure dome, the caverns measureless to man and the sunless sea. The milk of Paradise. And you didn?t even have to die.
That?s my Italy. My hope. My dream of renewal. It can be yours too. It beats yelling at the TV screen.


Sunny day, all smiles again





written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[01/13/2019, 17:24] California Dreamin? - Chardonnay Sidebar 1. - The Fighting Chance
California Chardonnay. An odd phrase. Round and chunky in sound, those two words. A little shushy, followed by an ay! Why not? What did I have to lose? I was working on the commercial side, a little ultra-fine wine company trying to find something that the clients would need, so we could go by the account more than once every 21 days. And we were going pretty good with a white demi-sec from France, Cotes de Bergerac. But people?s tastes were evolving drier (or so they said) and California didn?t have exchange rate issues. The wines could be had by truck and train, and transported to flyover country quickly, and often, to ease on the cash flow for the owner of the fine wine company.


At the time the premium end of things wasn?t what it is now. People were pouring wine in carafes, and not because it was cool. A grand cru Chablis from France could be had for a reasonable price, and California would be compared to it. The strategy at the time was to call it ?Chablis? and compete on price over quality.

The key, in commercial terms, was turnover. This is in a time when the Chardonnay ?brand? in California wasn?t as strong as it has become.

It might have seemed like a search for the bottom, in terms of the metrics of selling Chardonnay from California. At the bottom end, you had to contend with low cost white European imports, and they were cheap! The idea of a California Chardonnay of quality and selling in the grocery stores (in states that allowed it) for $4.99 was a goal. Not Everest, but a marathon distance run, at the least.

Mike Benziger and Cevola, ca 1983
It just needed the catalyst. Around that time, Bruno Benziger arrived on the scene with his brood and a hopeful new line ? Glen Ellen.

When you think of those larger-than-life figures that cross one?s path in this world, they make an indelible mark. In the wine business I?ve had many of those moments - Robert Mondavi, Zelma Long, Brother Timothy, Mike Grgich, Joe Heitz, Sue Hua Newton, Koerner Rombauer. Bruno Benziger was one of those giants.

Bruno made a fortune in the east coast with a company he sold, called Park-Benziger, and he moved the family out to Sonoma. Ever the entrepreneur, with a nose for trends and a lust for life, it was the next chapter of a large and fast-moving vision. His ever-enduring wife Helen was all in, as were the scads of kids they had. The place was a zoo. But Bruno had a vision. It was one big family adventure.

Helen Benziger and grandchild
I spent some time with them over those years, in Sonoma and in the Texas market, barnstorming and blitzing. It was an exciting time to actually be part of a brand-building and genre-smashing category. Chardonnay became ?Fighting Chardonnay? and it was a heady race.

Now, this isn?t to say we were uplifting the palates of wine drinkers in America. Although there could be some argument made for bringing folks from the generic ?Chablis? that American wine drinkers were guzzling to a varietally designated one. Not even France or Italy were into grape variety labeling. It was Chateau this or Castello that, never Sangiovese. Or even Bordeaux Blend. The Californians drove the varietal train. And it was gearing up.


Soon, other wineries jumped on the train. The most ominous one would be Kendall-Jackson, but at the time they were just starting up. Fetzer was gearing up, as was Robert Mondavi, and many n?gociants type brands like Stratford and Vincent-Claudi, which had seen the wave and was producing already in 1980. The key was to first be under $10 retail. And then the race to $4.99 depended on how much wine you had to sell and how low you were willing to go in your margins. There?s the old joke about the retailer who went so low he sold it at a loss but said, he ?made up for it in volume.? It wasn?t quite that bad, but the stakes were high.

This had little or nothing to do with the premium producers who were aiming to compete (after 1976) with France for the share of White Burgundy that was more prevalent on wine lists, especially on the east coast and spreading west like influenza. It affected us in Texas, which at the time (1983ish) still had a big commitment to French wines and French restaurants. They were the epitome of fine dining and fine wine. It was even a large factor in the restaurant scene in Los Angeles, 400 miles to the south of Napa. I remember working in a restaurant in Hollywood (1978) and tasting my first Puligny-Montrachet, having an ?oh shit? moment. California Chardonnay at that level just wasn?t as widespread as it is now.

But the American wine locomotive was gathering steam, and the fine wine producers in Napa, Sonoma and all across California were emboldened by the fighting Chardonnay phenomenon in retail (especially grocery stores, in those states where grocery could sell wine) to use the momentum to trade up the clients to a better, more premium chardonnay. And companies like Kendall-Jackson and later on, Rombauer were perfectly timed to catch them on the way up.

Glen Ellen "fighting category" floor display at a gourmet Dallas grocery store - ca 1986


In the meantime, Glen Ellen was kicking ass. And Bruno and the Benziger clan were well on their way to make several more fortunes...



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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[01/06/2019, 17:15] Italian Wine in America - An Array of Abundance
Dallas, Texas - 1979 - Il Sorrento Old World Italian Cuisine
Let?s hop on the Wayback Machine, to 1979, on search of the state of Italian wine in America. Forty years ago. A blink in the eye, in geological time, but an epoch for Italian wine. How do I know? I?m old, man. I was there and on the floor, serving and sommeliering, in Italian restaurants.

The choices were slim. There was Ruffino. And Bolla. Chianti. And Soave. And Frascati, from Fontana Candida. And Corvo, both red and white.

A brash young upstart, Montepulciano d?Abruzzo, appeared on the horizon. Red wine with a little bit of fruit. It was refreshing.

There was a little Barolo and Barbaresco. The Barbera that showed up usually ?aged? in the warehouses, or the warm racks in the restaurants, and was virtually useless. And there were attempts by other regions, Emilia Romagna, but usually with their sickly sweet Lambruscos. Oh, and there was Asti Spumante. Oh joy.


The choices were sparse. There were no natural wines, no orange wines. No bone-dry sparkling wines. It was an Italian wine desert.

The most exciting thing around then, was the introduction of Santa Margherita Pinot Grigio, at the time, a virtual unknown.

And then, slowly, importers began bringing in more and more interesting wines from Italy. Around 1984, the rose started to bloom and it has been blossoming for 35 years. Slowly, but surely.

Along the way, around 1987, the traditional American channels of distribution, via wholesalers, started experiencing a wave of consolidation that hasn?t stopped pounding the American shores in all this time. It was troubling (at times, exhilarating) to witness, and be affected by the disruption that has been going on in that arena for the last 30+ years. You never knew what winery or importer was going to switch to another wholesaler. The amount of companies were shrinking, with fewer left standing, as the big fish kept eating the little fish until the big fish became unwieldy whales. And that is where we are now. Huge distributors, along with a bevy of mid-sized ones, hanging on, sometimes for dear life, sometimes thriving. And what the big whales like to call the ?bottom feeders,? small start-up companies, maybe in one market (NY or SF) with a dream and a prayer. And slowly, more and more Italian wines are coming into America, so much that if you would come directly in 2019 from 1979 you might not believe you were on the same planet.

2019 - To ?go beyond victimization and take more pride in survival.? Originally this quote was about Armenia and Armenians in a recent Anthony Bourdain segment. It can easily apply to all things Italian wine. In 1979 we didn?t have globs of natural wine. Well, actually we did. It survived a gruesome war. Folks despairingly called it ?rustic? as if to take the Italian down a notch from France. What those ignoramuses didn?t know was the French winemakers in the ?country? were also making rustic wines. Now all is forgiven. It?s trendy. It?s socially acceptable. Influencers abound in prognosticating about how ?important? natural wines are. Not any less than they were 30 years ago, before those influencers (and their Instagram feeds) were on the scene.

The Italian arc spans a time, not quite geological in its reach, but definitely beyond a generation or two. And the farmers and winegrowers have passed on to the younger generation (sons and daughters!) an urgency to maintain some of the old ways, in an attempt to forestall a further degradation in the quality of life in general on planet earth. I hope it helps, although the scientists have begun to ring a louder bell, as if to say we might already have crossed over the tipping point. Who knows? We?d need to take the Wayback Machine and reprogram it to the Way Forward Machine and go 200 years into the future and see.

My sense is, if we don?t blow the place up, Italians will be making thousands of different wines, maybe even more than they are now. And from hundreds of new grapes, that they rediscovered in long-lost vineyards on Mt. Etna, Basilicata, Campania and Lazio, among other regions. We think we?re in a Golden Age of wine for Italy. What comes after gold? I kind of wish a was a vampire, so I could see.

I will not hoist my fears upon a wailing wall (real or virtual), lamenting the lack of choice. There are more choices in my neighborhood Italian store than all of the collective choices from the last 30 years of Italian wine availability in America. And I live in flyover country - not New York, not San Francisco. It?s folly (or oversaturated entitlement thinking) to lament not being able to find a Timorasso or a Falanghina ?Campi Flegrei? in 2019. Maybe in 1979, yes, but we had our finds then. Now, what is there from Italy that one cannot find one way or another? Maybe not in a grocery store, but who relies solely on grocery stores in this auriferous age of farm-to-anything. I have a special seasoning from Canada that I love. When it runs out, I order more on their website. I?m doing that with wine too. Yes, even in Texas.

Here?s the down-and-dirty truth about wanting something you can?t have. Chances are it has been tried. I cannot tell you how many times I tried to promote an Erbaluce or a Tocai Friulano, or an Italian ?novello? or a Ghemme, or a Lugana, of a Malvasia di Lipari or a Salice Salentino or a Bianco di Pitigliano or a Pigato or a Bramaterra or, or, or?.suffice to say, many of us, in the last 40 years, tried almost everything under the sun. Not everything, but almost. And in some cases, it worked and continues to work (even if only as a work-in-progress). But sometimes it just doesn?t work. Maybe the timing is off. Maybe the price isn?t right. Maybe the tastes of the people within the community just aren?t there. But, as a business, it has to be viable. It can?t just be someone?s idea of what they think they want or need, or deserve, just because they think it so. It might end up on the close-out rack or sold off, by the glass as a blended red in the bar. Or it might end up going to wine Purgatory, the last stop before wine dies, the tramp steamer. Imagine your beloved orange wine, before you discovered it, before it was cool, being cooked with, in the galley of a ship in the middle of the Indian Ocean. Wrap your head around that, for it surely happened.

It?s not a lack of availability for me. It?s a lack of personal time left on the planet. There is no reason to groan about not having my special bottle of col fondo, at my beck and call, whenever and wherever I want it. There are more important issues (like the preponderance of more and more homeless souls walking around my city with no future in a world where the wealth is getting more concentrated at the top).

?The love of money and shiny new things is slowly but surely erasing the past,? laments Anthony Bourdain from an ever-changing Hong Kong. It could easily be anywhere in America, as day by day we ease out of our expected social roles and venture into uncharted territory. This is where the Italian mentality comes in. At least the one that I envision, where the solution is greater than the problem. And that is the insatiable thirst the Italian winemaker has for diversity in grapes, in wine, in the general cultural outlook that has captured my idealistic heart and soul. Nothing is exclusively old or new. Everything is up for grabs. Anything is possible. After all, we went, in only 40 years, from a handful of Italian wines dominating the Italian American experience to a torrent of abundance. The sun is bright to those who can see. But even for a blind man, it is warm. Italian wine is like the rays of the sun, and it?s never been brighter, hotter, or more abundant than now.


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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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[10/25/2018, 09:33] Smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer
Leggo solo oggi questo vecchio pezzo di The Guardian, che parla di vini naturali - quasi fosse un wine blog, per attirare click. No vabbe' dai, sto scherzando, si capiva, s?? Guardian scrive di vini naturali a modo suo, e cio? in modo assai rilevante e quindi questa lunga, lunga lettura la mettiamo da parte, perch? ? un ritratto molto esauriente. Prendetevi il tempo per leggere tutto, se ancora vi mancava.

Guardian riesce anche a dire alla veloce cosa sia un vino naturale, e per questo l'ho adoperato per titolare il mio post: "they tend to be smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer to the actual taste of grape than traditional wines". Notevole anche l'immagine, che riciclo - una cosa a met? tra lo steampunk e il disaster movie.
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[10/20/2018, 07:05] Cose da fare a Genova (questo fine settimana)
Anzich? spiegare tanto, ecco che annuncia il Tg3 Liguria: ? di nuovo tempo di Genova Beer Festival, la meglio rassegna birraria della regione, ma che dico, del mondo - dove peraltro il quipresente vostro si accinge ad abbinare sigari (sul genere toscano) a birre, come da foto, nel laboratorio di domenica sera. Insomma, che aspetti, ci si vede l?, sabato sera e domenica all day long.

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[09/04/2018, 07:01] Guide for Choosing a Good Dentist

If you have dental issues or complications, it is necessary that you find a good dentist who will take care of your needs. However, the issue is, there are many dentists the market today and settling for the best may be tricky. For this reason, you need to take time and find the?best dentist in Miami who will offer the type of services you require. Dentists have various types of services they offer. There are those who have specialized in a particular field while some are general dentists who deal with almost all dental issues. If you are looking for a dentist, here are quick factors that you can consider looking at so that you get the best dentist.

Check on Experience

First, when searching for a dentist to offer dental services to you, we recommend that you try checking out the experience of your prospective dentist. This is a crucial aspect to check on because the longer the experience, the more quality services the dentist will offer. A dentist who has been offering dental services for years will be well placed to handle your dental needs than one who has just started practicing. This is applicable because past experiences will help the dentist be in a position to handle and manage any dental complications.

Check on Specialization

Secondly, when you want to settle on the best dentist, it is essential that you first understand the kind of dental service you need. This will help you know the kind of dentist you need. Dentists have various services that they offer. Some offer specialized dental services, and that means you need to know exactly what you are seeking for.

Check on Training

With the increased need for dental services, some individuals will want to take advantage of that and start offering dental services but they are not qualified. Therefore, to avoid falling prey for such fake dentists, it?s essential that when searching for a dentist, you should check to know if the dentist is trained. The dentist should declare his or her qualifications and show you the documents which give evidence for that. This way, you will get dental services from dentists who have undergone proper training in dental health.

Consider the Reputation

When searching for a good dentist, it is also advisable that you consider knowing the reputation of your prospective dentist. You need to know how many successful cases of dental procedures the dentist has offered. Similarly, you need to know what people feel about the services that the dentist offers. This way, you will understand if the dentist will be suitable to offer dental services that you may need.…

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[08/26/2018, 05:19] Six Hints to Choose the Best Drug Rehab Nj

Addiction to the drug can ruin your life. It reaches a point where you want to get rid of the addiction, but you cant that easily. If you are at this juncture, you should visit a respected and reliable drug rehab NJ. An excellent drug rehab center will help you to stay away from drug or alcohol addiction. The hints as discussed below will help you to decide the best drug rehab NJ for your recovery.

Licensing

Perhaps, this is the first issue that you should reconsider before determining a drug rehabilitation center. Facilities that don’t have valid licenses might not help you to recover fully. Lack of a valid license means that the facility that you are visiting is not recognized by the authorities and might be operating against the law. Stay away from rehabs without licenses as they will only rob you of your hard earned money.
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Treatment Procedures

The treatment protocols used at a facility might raise or reduce your chances of recovery. For instance, you should find out whether your chosen facility provides detox together with other therapies and counseling. When you come across a drug rehab?that offers such treatment, then you will be on the right path to quick recovery. High-end facilities also offer yoga when they think its necessary.

Highly Qualified Staff

The level of experience of the employees working at the rehab center that you choose might impact negatively or positively on your recovery. If you decide to go for an inpatient facility make sure that that the staff are available around the clock. You should also check whether the staff are registered by the relevant authorities to confirm that they have the necessary experience.

High Patient Staff Ration

If you get admitted to a rehab center with few staffs, then you might not get the attention that you want. Rehab centers that have more doctors and nurses will give you the care that you need for quick recovery.

Aftercare Treatment

Once you are done with your rehabilitation program, it’s essential that you are closely monitored to reduce your odds of succumbing to drug abuse again. The aftercare you require varies depending on your requirements as well as the degree of addiction. However, it’s suggested that you see your doctor weekly or once in a fortnight after leaving the rehab center to chat about your progress and the difficulties that you might be encountering.

Pricing and Insurance

Most people don’t know that rehabilitation therapies can cost you a fortune. For this cause, you should find out how much the treatment will cost in advance to avoid nasty surprises. In most cases, expensive rehabilitation centers offer the best care. If you have a valid medical insurance policy, you should discover whether your chosen facility accepts it and how much it can cover.

If you are having an uphill task trying to get away from drugs, it’s better to get treatment sooner than later. You will come across a number of drug rehab NJ centers to pick from online and to make a sound decision keep the hints as explained above in mind.…

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[08/23/2018, 14:03] Coming up With a Weekly Meal Plan

Healthy eating is essential for your general well-being. The type of food you eat plays a critical role in determining the health status of your body. Most health or diet experts advice one to take in a balanced diet to keep their bodies in the perfect shape. The Dad Quarters have some of the best reviews and health advice that can help keep you in good shape. Your food should be made up of proteins, vitamin, carbs, and irons.

There are a number of food deficiency illnesses you can contract if you fail to consume a balanced diet. The most common ones include malnutrition, rickets, and scurvy. Most of these conditions are usually common among kids. Failure to take in a balanced diet can also weaken your body?s defense system.

Your body will not be able to fight certain conditions, and this will leave you weak or falling sick most of the time. Proteins play an essential role in the growth and development of your body. They do help increase muscle mass. Carbohydrates help provide your body with energy to carry out some activities. They act as fuel to your body.

Vitamins boost your immune system and improve your body functions. You can find all these nutrients in different foods. One thing you can do to make sure you consume a balanced diet is come up with your own menu that has all types of meals. This might be a difficult task for many. Here is how you can come up with a weekly meal plan that is made up of a balanced diet.

Look for Recipes

The first thing you should do when coming up with your home menu is to look for recipes. Look for recipes used in making different types of meals. Make sure the different types of meals make up a balanced diet. Getting different recipes will help make your job more comfortable when it comes to creating a weekly meal plan.

Sort your Recipes

The next thing you should do is sort out the different recipes according to the nutrients contained in them. One that is used for cooking a protein-rich meal should be separated from one that is used to prepare a meal with any other type of nutrient. Make sure that each day you have a meal rich in a specific type of nutrient.

Stock your Kitchen

You can now stock your kitchen with the different types of foods so that you can have easy access to them. Failing to do so may see you change your meal plan because you are not able to reach the type of meal for that particular day. Do not overstock because some of them may go bad quickly. Cook the perishables first.…

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