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| [08/01/2008, 09:17] | WineWebNews: aspettando Winot? |  | Ho volutamente scelto questa immagine, tratta dal Wine Camp blog dell?ottimo Craig Camp, che ritrae i cerchi dei carri formati dai cow boys in attesa dell?assalto dei pellerossa per illustrare l?uscita di oggi di WineWebNews, la rassegna stampa delle notizie più interessanti su vino ed enologia apparse negli ultimi sette giorni sul Web (siti Internet e wine blog) che realizzo per il sito Internet dell?A.I.S. Mi è piaciuta tantissimo questa metafora dei tavoli in cerchio o a U paragonati alla posizione di difesa usata nel Vecchio West usata per descrivere la particolare atmosfera che si respira in occasione di grandi degustazioni dove ?il format è sempre lo stesso, una grande sala di un hotel con tavoli sistemati come i cerchi dei carri formati dai cow boys in attesa dell?assalto dei pellerossa? e una terribile ressa di gente che t?impedisce di degustare seriamente ed ?è difficile pensare ad una situazione peggiore per giudicare un vino?, perché ?una degustazione seria non è in programma ed è inutile aspettarsela?. Si tratta, invece, solo di ?un party anche se in fondo non c?è nulla di male a concedersi un po? di tempo in compagnia di buoni vini?. Un clima a metà tra il saloon, il Deserto dei Tartari di buzzatiana memoria, magistrale esempio della rappresentazione della vita come attesa di un grande ?evento? che non si sa mai se si manifesterà e se sarà davvero tale, e le metafisiche attese di Godot del Waiting for Godot o En attendant Godot di Samuel Beckett, dove spesso non accade niente e quel che accade, con il clima di divertita kermesse e niente più, non ci piace particolarmente? C?è però molto altro in questa puntata che vi invito ad andare a leggere, la tentazione di Michele Marziani (e un po? mia) di ripartire nientemeno che da Frosinone e da una belle guida dei vini frusinati, il nostro viaggio nel vino italiano, la segnalazione di una bella intervista video al grande Bruno Giacosa, la cronaca di una visita a Maria Teresa Mascarello, un interrogativo malizioso, ma il vino era meglio quando si faceva peggio?, sorta davanti ad una bottiglia di Chianti Classico riserva del 1974, ?i vigneti che fanno la differenza? e la grandezza del vino di Langa, secondo un articolo del Chicago Tribune, le scelte di Tyler Colman, alias Dr. Vino sui vini più adatti a simboleggiare una American way to wine, scorci di Sonoma Valley sbattuti in etichetta e la nascita della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di cui parlerò dettagliatamente in un apposito post. Beh, se volete leggere, qui, credo che le cose divertenti-stimolanti-interessanti non manchino proprio? | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 02:00] | Youssou N'Dour: la musica nel sangue |  | | Il primo ottobre di 49 anni fa nasce a Dakar Youssou N'Dour, in Senegal, un Paese al quale è sempre stato profondamente legato, tanto da spingerlo a fare un percorso di vita e musicale assai diverso dalla maggior parte degli altri musicisti connazionali. Qui non sono mancati mai, purtroppo, tutti i problemi che assillano non pochi popoli africani, come la siccità, le enormi difficoltà economiche, l'apartheid, la schiavitù, l'emigrazione, l'Aids.Fin da bambino era straordinariamente portato per la musica, tanto da essere diventata parte naturale della sua esistenza. Discendente da parte di madre di un'antica famiglia di "griots", poeti e cantori che hanno lo scopo di conservare e diffondere la tradizione orale degli antenati, ma anche il ruolo di interpreti e ambasciatori della propria cultura, Youssou è diventato con il tempo una figura di spicco non solo in campo musicale, ma per il suo impegno nelle lotte sociali per il popolo senegalese e africano.Musicalmente è un autentico trascinatore, il suo stile si è evoluto negli anni fondendo ritmi africani al pop e alla musica caraibica; voce straordinaria e di ampissima estensione, riesce ad incantare con il suo entusiasmo e la sua profondità espressiva, sia nella lingua originale, il wolof, che in francese e inglese. Vanta collaborazioni con musicisti del calibro di Peter Gabriel, Paul Simon, Sting, Nene Cherry, Johnny Dollar. Il 1994 segna la sua consacrazione come artista grazie al bellissimo album The Guide (Wommat), contenente il singolo 7 Seconds cantato con Nene Cherry, che vende quasi 2 milioni di copie e con cui viene nominato ai Grammy Awards nella sezione World Music.La sua discografia vanta numerose pietre miliari, fra cui amo ricordare lo splendido Egypt del 2004. Bellissimo anche il suo ultimo lavoro, Rokku mi Rokka (Give and Take), del quale ha presentato numerosi brani sabato sera alla Cavea dell'Auditorium di Roma.Una serata straordinaria, anche per la mumerosa presenza di senegalesi e africani fra il pubblico, che hanno ballato e coinvolto anche i più pigri e restii "uomini bianchi". La straordinaria umanità e sensibilità di questo musicista lo pone sul gradino più alto della comunicazione, al di là di mode e commercializzazioni, il suo contributo all'Africa è un elemento prezioso che va ben oltre la semplice diffusione di un linguaggio musicale, toccando temi fondamentali che fanno riflettere e mettono in discussione il nostro sistema sociopolitico sin nelle sue più profonde contraddizioni. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/23/2008, 08:22] | A Sea of Affluence |  | Over the past year a little thread has been drifting past me. I hear a story about a couple going to Italy to spend time on a large yacht, another story about a fellow who travels to Italy with a concierge-in-waiting. A trend, or something that has always been there? It seems there is a whole 'nother Italy for a group of people who travel. I call it Italy-in-a-bubble.
For Americans who don?t travel much outside of their comfort zone, which in the last eight years there seems to have been a surge, there is the experience of getting on a very comfortable plane and going to the Italian peninsula. Once the craft touches ground, it seems everything is done to make sure this elite group of travelers never touches their feet on true Italian soil. Usually some kind of driver is waiting there to pick these affluent souls up out of the squalor in which the natives squat, and then there are whisked to some 5 or 6 or 7 star resort, the ones with the 800 count sheets and the white-goose-only down pillows. Or better yet, whisked straight to a port, like Naples or Ostia, where an offshore vessel awaits, private chef, staff and ambience included.
In the last month I have had a handful of people tell me they were ?going to Italy? and described something similar to what I just laid out. Then they asked me where they should go once they got to Italy.
My first answer? How about going off the reservation? Dump the boat, get on land, get your Cole Haan?s dirty, and step outside of your protective cover. Inotherwords, go to Italy.
First of all, you are not a high ranking government official who needs security. What you need is some oxygen. Dress down; you can ?do a Google? to help you find out how to do that. And get out of the hands of your handlers.
I understand it is difficult to go into a strange land where the language is different and the food comes from a garden instead of a freezer. Or that you might have to try the fresh Swordfish when you?d really rather have Chicken Parmesan.
Chi mangia solo crepa solo.
So you travel halfway across the world in your private jet or in business class with the headphones and the champagne and the lay-down seat. And you get to the airport where someone is waiting for you. And you are whisked away to a private resort on some secluded hilltop town that has been remade for the travel-elite, so you can rest from your journey. Then what? Is there a plan B, someway to escape the Stalag?
A million years ago I was in Naples for the first time. I was traveling alone, with a backpack and a couple of cameras. I decided to walk west from the Marina, see what I could see. It was August. About 10 miles later I end up in a little place called Pozzuoli. In those days there were lots of cork products, shoes made of cork, you name it. I didn?t have a lot of money, but I wasn?t too broke to buy a groovy pair of cork-soled sandals. I was surely not traveling the elite route, but it was the real Italy.
Along the way I met scads of children who were amazed at this tall, Italian-looking, jean-wearing alien. I spoke even less Italian than now. But you know what? That day was one of the great memories of travel for me, ever.
Sure I was out of my element. And I was walking alone in a poor part of Italy, that only 25 years earlier had seen war and destruction and famine. Starvation. Poverty. Got the picture? The children, many of whom are now the folks running the place, what were they going to do to me, rob my soul? Let?s say someone took a roll of film or even a camera, or a pair of jeans, so what? But it didn?t happen. Old women sitting on the outside of their homes greeted me as if I were a grandson. Some invited me in for a bowl of pasta, a glass of wine. That wonderfully real Campanian stuff. Kids wanted me to take pictures of them and kick the soccer ball around with them. Merchants wanted me to take things home for a pittance (this was the era when the dollar was worth 600 lire, and you could buy a meal for about 1100 lire).
I didn?t have a place to go back to. The super yacht wasn?t waiting off the coast for me to finish my day with the natives. There wasn?t a concierge in a Mercedes waiting up the street, car running, air conditioner conditioning. And guess what, I survived. Not only that, but with memories more golden than the sunset from that isolated cruiser that was never there waiting for me. And for those souls on those super-yachts who think they got a taste of the real Italy, or real anything, I am sorry for them. Because they got the freezer. For those who take that step outside of their Italy-in-a-bubble, they get the garden.
So who is basking in affluence, in the end? Is it the wealthy trophy wife who got off for an hour to go shopping at the boutiques in Capri? Or the young student with a backpack and a dream? I know which road I took, and will continue to take, as long as the real Italy will be there for me. And the deeper you go, the more gold you will find. And that is something that can never be taken from you, never pick-pocketed, never, ever goes away. Because it is the stuff of memories. And memories are the elite treasures of travel.

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| [01/01/1970, 02:00] | Dagustazione al Bar Caffetteria del corso a Biella |  | Venerdi 28 marzo il bar "Caffetteria del Corso" di Biella ha proposto ai propri clienti l?aperitivo serale con i vini della zona del Roero. Alla serata era presente Massimo, uno dei collaboratori di Terradeivini, che cogliamo l?occasione di ringraziare per la disponibilità che ci ha offerto nel partecipare a questa degustazione. Dove c?è odore di vino Terradeivini và! L?aperitivo è stato organizzato in modo da offrire al cliente l?opportunità di scegliere il semplice assaggio gratuito oppure un bicchiere di uno dei vini proposti pagando un piccolo obolo. A disposizione sul bancone erano stati preparati diversi spuntini, salatini e tortini di ogni genere. Dal numero di persone entrate nel locale si può dire che l?iniziativa è stata molto apprezzata. E questo fa ben sperare che presto ci possa essere una replica della serata. Due i punti vincenti del successo dell?aperitivo. In primo luogo il locale si trova in una delle più importanti vie di commercio cittadino biellese, "Via Italia". In secondo luogo i titolari del bar, Severino e Orietta, si sono dimostrati molto ospitali e hanno saputo rendere la loro "caffetteria" un ambiente confortevole ed accogliente. Un aspetto, questo, in grado di dare ovviamente una marcia in più alle iniziative di questo genere. Per chi volesse andare a trovare Severino e Orietta il Bar Caffetteria del Corso si trova in Via Italia 50 a Biella. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/15/2008, 08:06] | Benvenuto, Franco: oggi, ore 18.30 a Custoza |  | Ho già detto qui dell'arrivo oggi in terra bardolinista di Franco Ziliani, alias Vino al Vino. Stamattina vedo che sul suo blog Franco dà l'annuncio della vista: chi è interessato a leggere l'intero post può cliccare qui. Ammetto di attendere con grande interesse l'opinione di Franco. Prima di tutto perché lui è uno di quelli che non hanno peli sulla lingua, e poi perché di Bardolino, soprattutto in versione rosata, ha scritto anche in questi ultimi anni così poco trendy per la "mia" denominazione (l'ultima citazione proprio ieri in un suo post che potete leggere qui). Sul suo post di oggi Ziliani scrive così: "Tante le mie curiosità: capire se la varietà di tipologie del Bardolino (da Novello a Chiaretto, da vino fresco e beverino a più impegnativa varietà Superiore quasi da 'invecchiamento') siano un pregio o un limite della denominazione, comprendere se davvero il Bardolino Chiaretto costituisca la quintessenza dell?anima 'lacustre' del vino, e poi verificare quale armonia e collaborazione ci sia, nel Superiore Docg, tra le uve autoctone e quelle internazionali, e se l?area più antica, che produce il Bardolino D.O.C. classico e comprende tutto il territorio dei comuni di Bardolino e Garda ed in parte quello di Lazise, Cavaion, Costermano e Affi abbia davvero una 'marcia in più' rispetto al resto della denominazione. E ancora, visto che tra i produttori aderenti al Consorzio ci sono piccole aziende agricole, imbottigliatori, grandi case, cantine sociali, capire come si armonizzino filosofie e realtà produttive ben diverse tra loro". Credo che questi siano anche alcuni degli interrogativi che oggi si stanno ponendo i produttori della zona. Sono convinto che il parere di Franco potrà aiutarli (aiutarci) a capire qualche cosa di più. | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/02/2008, 13:47] | the days of wine and roses... |  |  "I giorni del vino e delle rose" di Luigi Bellucci è tra i racconti segnalati del concorso letterario di Villa Petriolo. Complimenti all'autore!
Luigi Bellucci è nato a Verucchio (RN) nel 1949 e risiede a Genova. Nel 1957 dalla Romagna i genitori, ristoratori, si trasferiscono a Genova. Luigi dà una mano nel servizio, ma nel 1972 si laurea in ingegneria elettronica e lavora come esperto di elaboratori e consulente. Dal 1995 è libero professionista. Dal 1997 è membro CCIAA delle commissioni di assaggio dei vini DOC e del panel dell?olio e partecipa a numerose selezioni di vini e oli in Italia. Sul sito www.tigulliovino.it, nella rubrica Viaggi, scrive le sue cronache minuziose in Italia e in Europa.
racconto
"I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE"
di Luigi Bellucci
?Cazzo se brucia il vino sulla pelle? e intanto soffiava sulla ferita appena aperta per attenuare il dolore mentre lui con estrema parsimonia faceva cadere ancora qualche goccia di liquido rosso da quella bottiglia straordinaria che suo padre custodiva così gelosamente. Quel brachetto aveva dei profumi di rosa che salivano dal ginocchio di lei e lo eccitavano ancora di più di quanto non facesse la vista della coscia mezza scoperta sotto la gonna a fiori.
Lei si era alzata particolarmente allegra, forse per il sole che brillava già alto nel cielo o forse per qualcosa di magico che volava nell?aria quel giorno, o forse perché c?era nell?aria un profumo di fiori, di mosto, di vino nuovo. Aveva voglia di regalare a qualcun altro la sua gioia, così prese la bicicletta sotto al portico, appoggiata alla porta del granaio, vi salì energica e iniziò a pedalare verso la Fratta. L?aria le lisciava le guance. Era calda e piacevole, si infilava nelle maniche corte del vestito e le accarezzava la pelle, risaliva sulle gambe in movimento e le faceva provare sensazioni quasi dimenticate di quando da bambina aveva iniziato a pedalare con l?aiuto del nonno. La strada cominciava poi a degradare molto lentamente e la bicicletta aumentava pian piano la sua velocità, ma la prudenza quella mattina non faceva parte dei suoi pensieri. Sentiva il rumore delle gomme che schiacciavano il pietrisco della carreggiata e quello scricchiolare strano e continuo dava gioia alle sue orecchie e a tutto il suo corpo e la pedalata era sempre più sciolta. Alla curva del Doccio non ricordava quella strettoia, il rumore improvviso che si avvicinava e aumentava spaventò una innocua biscia nera che se ne stava a prendere il sole sul bordo alto della scarpata e la fece scivolare verso la ruota anteriore che stava arrivando veloce. Fu un attimo perdere il controllo del mezzo e ritrovarsi, dopo uno zigzagare di una decina di metri verso la casa vecchia del Doccio, sdraiata a pancia sotto sul lato erboso della carreggiata, proprio vicino alla rete che separava la strada dall?orto, che stava proprio di fronte alla casa, con il grande noce al centro. Non era svenuta ma le ginocchia le bruciavano terribilmente e la bicicletta era rimasta in mezzo alla strada biancastra, a qualche metro da lei.
Lui era ancora stanco stamattina. Ieri aveva raccolto uva nel campo tutto il giorno. Forbici e mani nerastre e ceste riempite e tagli e ciocche sulle dita. Non ne poteva più. Ma non avevano ancora finito e dovevano per forza completare il raccolto in quella vigna perché l?uva era matura al punto giusto e bisognava tirarla via tutta. La stanchezza lo aveva tenuto a letto un po? più a lungo. Si era alzato e guardando dalla finestra della camera aveva visto gli altri già giù nella vigna. Un senso di rimorso lo aveva preso mentre si scaldava il caffé che la zia gli aveva lasciato nel tegame sul fornello e si tagliava dal violino una fetta di prosciutto crudo da accompagnare a un pezzo di pane del giorno prima preso dalla madia nel corridoio tra la camera e la cucina. Non stava pensando a nulla quando uscì di casa per andare giù nella vigna a fare la sua parte. Si stava tirando dietro la porta verde quando senti un tonfo strano alle sue spalle e uno strano rumore di lamiere sull?asfalto. Si girò di scatto e intravide al di là della rete dell?orto una sagoma dolorante. Per istinto corse lungo i dieci metri che lo dividevano dalla ragazza e la vide con la faccia a terra e le mani allungate sull?erba a proteggersi istintivamente il viso dalla caduta improvvisa. Capì che era proprio lei ed era quasi imbarazzato ad avvicinarsi per aiutarla ma si fece coraggio. ?Ti sei fatta male??. ?Cacchio! Se non cadevo stavo meglio!? rispose lei cercando di alzarsi. ?Ahi, ahi, ahi! Le ginocchia!?. Lui vide per primo il ghiaino della strada sporco di sangue. Le due rotule di lei erano rosse e lembi di pelle sollevata si mischiavano alle piccole pietruzze che la pressione del suo corpo aveva fatto quasi incollare alla carne. Le mani di lei erano messe anche peggio. ?Aspetta, che prendo qualcosa per disinfettarti. Non ti muovere di qui?. Lei si mise seduta per terra, sull?erba, con le spalle appoggiate alla rete morbida dell?orto. Raccolse le ginocchia ferite vicino al volto e iniziò a soffiare lentamente sulla carne delle palme e delle ginocchia, da cui usciva lentamente il sangue rosso. L?ombra del grande noce la proteggeva dai raggi del sole che ormai era alto nel cielo sopra di lei. Lui corse veloce verso casa, ma istintivamente non entrò, prese invece la porta della cantina.
Afferrò quella bottiglia di vino rosso sul coperchio di una botte che aveva aperto la sera prima per un assaggio e prese anche i due bicchieri di vetro, quelli piccoli e robusti, col fondo pesante. Corse fuori sulla strada dove lei si stava dando da fare per togliersi i sassolini dalle ginocchia con un fazzolettino a fiori ricamati che portava nella tasca del vestito e continuava a soffiarsi sulle ferite per sentire meno dolore. La gonna era scesa a metà coscia e mentre lui si inginocchiava al suo fianco non potè non godere della vista di quella coscia bianca che altre volte aveva desiderato accarezzare, ma il primo pensiero andò alla cura delle ferite.
Posò i due bicchieri sull?erba, prese la bottiglia per il collo e versò un dito di vino in entrambi. Afferrò deciso il primo bicchiere e lo porse a lei. ?Bevi che ti farà bene. Ti fa passare la paura della caduta?. Lei prese il bicchiere con le tre dita della mano destra perché il palmo le faceva ancora troppo male. Intanto lui buttò giù di un fiato il suo. Ne aveva più bisogno di lei perché questo incontro imprevisto e improvviso lo aveva sconvolto, ma era riuscito per miracolo a mantenere il controllo, apparentemente. Mentre lei sorseggiava timorosa dapprima e poi soddisfatta quel liquido rosso con quel buon profumo di rose che non aveva mai sentito prima, lui si fece coraggio e, tenendo il pollice della mano destra sull?apertura della bottiglia, la inclinò per spruzzarne sul ginocchio di lei, ma il liquido uscì con troppa velocità e andò a macchiare la gonna di lei un po? sollevata sulla coscia. ?Ma cosa combini?? gridò lei stizzita e stava per alzarsi, ma le ginocchia e le mani le facevano ancora troppo male e lui corresse subito la posizione del pollice e la direzione del liquido che usciva indirizzandolo verso il ginocchio più insanguinato: ?Scusami, scusami. Vedrai che ti fa passare il bruciore e poi ti disinfetta anche. Me lo ha sempre detto, mio nonno, che il vino è un toccasana per le ferite?. Anche per quelle del cuore, aggiunse nei suoi pensieri per completare la frase. Lei lo lasciava fare. Le piaceva quel suo armeggiare impacciato tra la sua gonna, le ginocchia ferite, il suo fazzolettino ricamato che usava come garza, la bottiglia da cui uscivano con grande parsimonia le gocce di quel liquido rosso che lei intanto stava sorseggiando con piacere. ?Me ne versi due gocce sulle mani, che mi bruciano??. Lui la guardò negli occhi e mentre le gocce di vino scivolavano sulle palme rosse e ferite le trasmise tutto il suo amore. Senza staccare gli occhi uno dall?altra dalla bocca di lei uscì un?altra richiesta: ?Me ne versi ancora un dito??. Non si fece pregare, riempì prima il bicchiere che lei teneva in mano e poi anche il suo. Sempre guardandosi negli occhi ognuno centellinava quei sorsi che davano piacere al naso, sollievo alle ferite esterne e interne, incantavano le papille in bocca e portavano un calore nuovo giù per la trachea fino allo stomaco. Istintivamente i bicchieri furono posati sull?erba, i visi si avvicinarono lentamente e le labbra si incontrarono calde e profumate di rosa. La lingua accarezzava dolcemente la bocca dell?altro mentre la mano di lui saliva lenta a sollevare la stoffa a fiori della gonna ampia in cerca della carne calda sui fianchi. | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 01:00] | Consumi a tavola: crescita zero nei primi sei mesi 2008 |  | | Il caro prezzi ha determinato una crescita pari allo zero degli acquisti di prodotti alimentari nel primo semestre del 2008 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, svolta sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen, in occasione della diffusione dei dati Istat sull'inflazione, che registra a luglio un forte aumento per gli alimentari (+6,4%). Se complessivamente rimangono invariate le quantità acquistate ... | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/30/2008, 20:28] | L'Atto - Cantine del Notaio |  | | L'Atto delle Cantine del Notaio è un vino rosso ottenuto prettamente da uve di Aglianico. I miei veri lettori sanno quanto io elogi e magnifichi questo vino. Se c'è un vino emblematico e degno vessillo della nostra realtà, questo è proprio l'Aglianico. Sui tufi vulcanici del Monte Vulture, nelle contrade più rinomate sono coltivate con rispetto e devozione le vigne che danno linfa vitale a questo vino. Ne deriva un vino eccellente, di accesa personalità che matura poi in piccoli carati di rovere nelle suggestive grotte di tufo del 1600. Il colore rosso dell'Atto esprime bellezza e purezza e con i suoi 14,5% di tenore alcolico è vino destinato a dar piacere. Tralascio la rituale descrizione del sentore, profumo et similia, per spendere due parole [decisamente poco tecniche] ma forse più emozionali. Dell'Aglianico scrissi che è vino evocativo. Aggiungo che racchiude altresì gioia, calore e anche molto sacrificio. Se il lavoro e la volontà sono tali per ottenere un regalo così intenso, significa che il buon vino, quello fatto con dedizione e con il cuore, esiste! Ne ero certo per questo e tanti altri vini, ma ora sorseggio ed esalto L'Atto. Et sigillum meum apposui. | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/30/2008, 12:06] | Vino e recessione nel Regno Unito |  | | Da un’indagine svolta nel Regno Unito prendendo un campione di 1000 persone che consumano regolarmente vino, è emerso che la recessione non intaccherà il consumo di vino. All’interno del paniere del consumatore tipo saranno al contrario penalizzati prodotti come birra, dolci/caramelle e bibite gassate. L’indagine, svolta da Wine Intelligence, offre dei risultati particolarmente confortanti tenendo [...] | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 02:00] | Il marito muto |  | | Chiedo scusa se parlo di Maria, ma è una storia che conosco bene... Mi girano sempre in testa le parole della canzone di Giorgio Gaber quando penso a Il marito muto, primo romanzo di Claudio Castellani in uscita tra qualche... | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/02/2008, 16:45] | La città in agosto |  | | Sabato 2 agosto: Roma è abbastanza affollata, i negozi sono aperti, molti hanno ancora le insegne dei saldi, che sono andati malissimo. Molti ristoranti, che gli altri anni chiudevano, quest'anno sono aperti. "E' per fare il fatturato - mi dice... | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 02:00] | Un grande vino, un grande millesimo o...una grande bottiglia |  | | Tempo fa, praticamente un anno fa, pubblicammo un articolo dedicato ad una visita e successiva degustazione verticale, presso l'azienda Borgogno a Barolo. L'azienda è una delle mete preferite da appassionati ed operatori del settore quando si decide di far visita ad un produttore langarolo... | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/14/2008, 22:51] | Verona Wine Top 2008: i Bardolino premiati |  | Sono 15 i vini bardolinisti premiati nell'edizione 2008 di Verona Wine Top, il concorso enologico voluto dalla Camera di Commercio di Verona. In tutto, la giuria ha premiato con l'eccellenza 107 etichette veronesi. La "Guida ai 100 migliori vini di Verona", completa delle analisi sensoriali di tutti i vini premiati curate da Richard Baudains, corrispondente della rivista "Decanter", sarà disponibile a partire dal mese di settembre e può già essere prenotata scrivendo a winetop@vr.camcom.it, inserendo come oggetto "Richiesta Guida Verona Wine Top 2008" e specificando l'indirizzo postale a cui spedire il materiale. Il materiale verrà spedito a titolo gratuito. Di seguito i top del panorama bardolinista. Bardolino Chiaretto spumante brut 2007 - Vigneti Villabella Bardolino Chiaretto Classico 2007 - Meneghello Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2007 - Zeni Bardolino Chiaretto 2007 - Villa Medici Bardolino Classico 2007 - Cantina Caorsa Bardolino Classico 2007 - Lenotti Bardolino Classico Val dei Molini 2007 - Cantina di Custoza Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 - Vigneti Villabella Bardolino 2007 - Ronca Bardolino Rubens 2007 - Cantina di Castelnuovo del Garda Bardolino Classico Vigneti di Ca' Nova 2006 - Sartori Bardolino Superiore 2006 - Villa Medici Bardolino Superiore Colline di Colà 2006 - Bergamini Bardolino Superiore Classico 2006 - D'Aulerio Nicoletta Bardolino Superiore Classico 2005 - Cantina Caorsa | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/18/2008, 16:19] | Vinexpo apre un blog |  |  La mania del blog sta contagiando anche anche il nostro settore del vino, persino Vinexpo, la fiera del vino internazionale che si tiene a Bordeaux, che ha da poco aperto il Vinexpo Blog. Perchè dico mania? Perchè c’è modo e modo di aprire un blog. Vediamo cosa dice la stessa fiera: Vinexpo is the internazional wine and spirits exhibition, which is also the venue for people to meet and exchange ideas. It constitutes a focus point where all knowledge and expertise in the sector converges. We seek to use this international recognition that has been built up over the years here for your benefit. We have created the Vinexpo blog to share information on this constantly evolving world with you. Le premesse sembrano buone, ma: è davvero un blog quello di Vinexpo? Per avere un’idea di blog vi rimando qui. Se si va alla homepage del sito istituzionale della fiera noterete il grande spazio destinato al blog.  Tuttavia, come sottotitolo riporta: news about wines & spirit business. Non a caso il blog è il luogo in cui vengono pubblicate notizie categorizzate in cinque aree: - market developments - business news - new products and market trends - responsible drinking issues - news about the exhibition, naturalmente L’aggiornamento sembra essere costante, lo sto monitorando da diverse settimane e negli ultimi giorni sembra stia aumentando il numero di notizie pubblicate. Ci si può abbonare via RSS o via Newsletter, il che è positivo. Inoltre, è disponibile sia in lingua francese che in lingua inglese. Ma, a mio avviso, ci sono dei punti per i quali il blog non potrebbe essere chiamato con questo nome: manca la possibilità di lasciare commenti e, soprattutto, non crea nessuna discussione ne condivisione di idee nonostante il suo intento. Infatti, i post non sono altro che agenzie prese da altri o di Vinexpo, agenzie pubblicate senza alcuna interperetazione nè possibilità di conversazione. The blog today resembles a logbook chronicling events and is already a useful monitoring tool for market trends and industry news, but this is only a first step towards what Vinexpo intends it to become ? a fully fledged industry forum. Vedremo se per il momento si tratta di una fase beta di test, aspettiamo i prossimi mesi per vedere gli sviluppi futuri. Ciò che è significativo è come ormai il termine blog abbia fatto breccia ovunque. ShareThis | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/22/2008, 23:10] | Veline, Veleni e Vinitaly parte prima |  | Vediamo di analizzare tutto quello che è saltato fuori dall’ultimo Vinitaly. Cominciamo con le cose brutte, ovvero l’operazione “Vendemmia Sicura”, Brunellopoli e Velenitaly. Vendemmia Sicura L’operazione “Vendemmia Sicura”, è sicuramente quella che ha fatto più scalpore, anche perché giocata sull’enfasi data dalla tristissima vicenda del Vino al Metanolo degli anni ‘80, ma trattasi, fortunatamente, di altra cosa. Le indagini sono ancora in corso, ma sembra, e sottolineo sembra, si tratti solo di “vino corretto”, ovvero bevanda ottenuta con l’aggiunta di vari zuccheri vegetali e altre sostanze: ovvero nulla di pericoloso per la salute, ma solo il classico “vino fatto col bastone”, per dirla alla Veronese. Insomma, sembrerebbe l’ennesimo caso di truffa alimentare in cui si vende un prodotto per un altro: succede più spesso di quanto si creda anche in altri settori dell’agroalimentare, e le nostre leggi sono abbastanza lasche e carenti in materia, anche se qualcosa sta cambiando. L’importante però è che non ci sono pericoli per la salute, per dirne una, in molti paesi europei lo zuccheraggio dei vini è legale, così come i vari liqueur de tirage e d’expedition, che sono ingredienti necessari nella preparazione di Vini Spumanti nonché croce vanto e delizia degli appassionati di bollicine, sono sempre sciroppi ad alto contenuto di zucchero. Comunque maggiori notizie dal Dinamico Duo Lizzy-Giampiero, che sui rispettivi siti Vinopigro e Aristide hanno fatto ottime indagini sull’argomento, nell’attesa di ulteriori sviluppi e risultati delle varie inchieste. Brunellopoli Qui si tratta di un altro paio di maniche, perchè non si parla di vini a basso costo come in Vendemmia Sicura, ma di uno dei vini più famosi e cari al mondo. Un mio piccolo e personale omaggio al Brunello l’ho fatto in questo articolo, e avrei poco da aggiungere: ma purtroppo sono cose che non fanno piacere. Trattasi della deplorevole omertà e del voler insabbiare a tutti i costi la vicenda da parte del Consorzio Stesso del Brunello di Montalcino, ovvero colui che è stato per primo “truffato” in realta fà orecchie da mercante: sul sito istituzionale nemmeno un accenno alla vicenda, e come riportato in varie occasioni negli ultimi quindici giorni da Franco Ziliani sul suo sito, a Montalcino non si muove foglia. Forse sarà per il fatto che le aziende sospettate sono le più potenti e che da sole commercializzano gran parte del Brunello, e che una loro caduta trascinerebbe nel gorgo anche le aziende serie di Montalcino, forse sarà il fatto che i Supertuscan a base di vitigni internazionali non hanno più il fascino e le vendite di una volta, e allora bisogna appellarsi ad un nome toscano famoso, forse perchè nel 2007 il vino dell’anno di una famosissima rivista americana è stato un Brunello ma poco Brunello, rispetto al classico, ma dalle caratteristiche molto vicine ai gusti dei curatori di detta rivista, forse chissa quali altri motivi, ma questi silenzi non mi dicono nulla di buono. Magari i produttori seri sono talmente Signori da non voler sporcarsi la bocca commentando simili abominii, e rispetto questa scelta (vedi il commento del Sig. Carlo Vittori dell’azienda Molino di Sant’Antimo nel mio articolo precedente), ma credo che la maggior parte degli appassionati avrebe gradito una presa di posizione ufficiale a favore delle persone serie. Concludo per adesso l’argomento Brunello consigliando i miei fedeli lettori di fidarsi solo dei propri sensi quando si ha a che fare con il Brunello, sapendo che non è un Vino facile, spesso è Scontroso, Maschio e Burbero, ma è buono e famoso apposta per queste sue caratteristiche, e se invece se volete un Dandy Metrosexual Leccatino e Firmatino che certe “Sirene d’Oltreoceano” e i beoti seguaci italiani vogliono imporci , sappiate che questo ibrido MAI potrà chiamarsi Brunello. Velenitaly Noi Italiani siamo sempre come Tafazzi, il mitico wrestler che si martella i cosidetti con una bottiglia. Vedi il caso Velenitaly, ovvero la copertina e gli pseudoscoop della rivista l’Espresso, inerenti i due argomenti citati sopra e uscito proprio il giorno del Vinitaly. Il ridicolo è che per fare il botto, la rivista in questione ha corso troppo e ha dato notizie poco veritiere o con poco fondamento: perchè dico questo, lo dico per il semplice fatto che lo stesso gruppo editoriale pubblica anche una delle guide vinicole più importanti, I Vini d’Italia. Il direttore della rivista avrebbe potuto almeno informarsi presso i curatori della guida per avere notizie più precise, essendo essi ben introdotti nell’ambiente, o almeno fatto loro correggere le bozze degli articoli incriminati, invece niente di tutto ciò. Sembra che il sig. Vizzari, direttore della suddetta guida sia caduto dalle nuvole, e che molte aziende, dopo Velenitaly, non spediranno i loro vini a I Vini d’Italia. Continuiamo a fare come Tafazzi e alla prossima puntata. Max Pigiamino Perbellini | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/10/2008, 22:16] | C'è spazio per il Bardolino: lo dice Jamie Goode |  | ?C?è spazio per questo genere di vini?: coi tempi che corrono, coi consumi in calo e la concorrenza globale, un?affermazione del genere è di quelle che tirano su il morale. Soprattutto se a farla è un giornalista inglese di notevole autorevolezza e se il vino in questione è il Bardolino. Con ordine: il collega in questione è Jamie Goode e del Bardolino ha parlato ieri sul suo blog The Wine Anorak. Racconta di un viaggio aereo di ritorno dal Portogallo, di un terribile pasto a bordo e di un vino che... Chi vuol leggere il testo in originale in inglese può cliccare qui, altrimenti qui sotto c?è la mia traduzione. ?Sto provando un Bardolino stasera, dopo essere tornato dal Portogallo. Il catering di bordo della Tap non brilla mai molto, ma di recente hanno rimpiazzato il sandwich tiepido semiedibile di prosciutto e formaggio con una grottesca alternativa riempita con una carne grigio chiara senza alcun sapore e dalla consistenza di un cartoncino bagnato. Così sto cercando di salvare il mio palato con del vino. È un Bardolino, e non lo definirei propriamente un vino rosso, perché pare piuttosto un rosè carico. Credo che lo potreste chiamare un ibrido fra rosso e rosè. Pensate a un Beaujolais italiano e non sarete lontani dal vero. Ma non è affatto una frivola bevanda alcolica: è anzi quasi un vino ?gastronomico?, con una buona acidità e un pelo di presenza tannica sul finale. Guerrieri Rizzardi Bardolino Classico 2007 Veneto, Italia Rosso leggero nel colore, è più un rosè molto scuro che non un rosso. Una dolce, brillante ciliegia domina al naso e al palato. È abbastanza rotondo, con una ricca tessitura, un accenno di sapidità e giusto un pizzico di tannino speziato sul finale. Gioioso e piuttosto bevibile, funzionerebbe bene anche con un buon numero di piatti. C?è spazio per questo genere di vini?. Poi il punteggio: 87/100. Niente male davvero. A proposito: ringrazio Franco Ziliani per avermi segnalato il post di Jamie Goode. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/31/2008, 13:26] | Pegasos (Soldera) vola alto sopra le miserie di Montalcino e del suo Brunello |  | Facciano pure quello che vogliano a Montalcino - dove amici (pochi e veri me ne sono rimasti, gli altri evidentemente non lo erano…) mi segnalano che sono apparsi comici manifesti di ?militanti leghisti? ilcinesi recanti questa scritta ?Brunello: crisi risolta. Grazie Lega. Grazie ministro Zaia? ? sequestrino vini, li dissequestrino, facciano i pesci in barile, continuino a presentare chi crede nel vero Brunello (forse più di loro) come un ?nemico?. Oppure non trovino il modo, e mi riferisco ai ?puristi del Brunello?, la rete di piccole e medie aziende (quante siano non si sa bene) che hanno rispettato le leggi e vorrebbero un Brunello adamantino e incontaminato, di fare gruppo, di comunicare insieme, di farsi sentire, di reagire a questa situazione a metà tra Kafka e il vaudeville ed il tran tran da piccola provincia toscana, dove tutti sanno tutto di tutti e un’immaginario (ma non troppo) Grande Fratello politico-sindacale-economico-finanziario-bancario controlla ogni movimento e unifica il pensiero… Da questa sporca vicenda usciranno a testa alta solo le persone per bene, le aziende dotate di un marchio forte, di una credibilità incrollabile agli occhi dei consumatori e degli appassionati di tutto il mondo. Tra queste, dalla più seria e prestigiosa, per esiti qualitativi non solo al di sopra di ogni possibile sospetto, ma ben al di sopra della qualità media raggiunta dagli altri, arriva un?iniziativa chiara e forte che farà discutere. Gianfranco Soldera, alias Case Basse, alias IL Brunello di Montalcino, con una lettera indirizzata agli amici comunica ?un?importante novità?, la prossima uscita in commercio, con consegna a partire dal primo settembre 2008, di un?IGT Toscana rosso 2005, denominato Pegasos. Oddio, cosa è successo a Soldera, gli ha dato di volta il cervello da indurlo, anche lui, a proporre, dalle sacre vigne ilcinesi, l?ennesimo Super Tuscan dove l?uva canonica du pays, il Sangiovese, viene imbastardita dai soliti banalissimi Merlot, Cabernet, Syrah? Niente paura! Con altri questi ?sbandamenti?, magari dovuti al caldo o a incertezze più commerciali che ?filosofiche?, sarebbero possibili o da non escludere a priori. Con Gianfranco assolutamente no, perché per lui, ?custode del Sangiovese? in quel di Montalcino, cultore della sua possibilità di grandezza (che altri non capiscono o fanno finta di non capire?), il Sangiovese continua ad essere l?alfa e l?omega, il paradigma saldissimo di ogni possible operare vinicolo in quel territorio magico. Ecco perché la sua decisione, le cui motivazioni affido direttamente alle sue parole, al testo della comunicazione giunta agli amici (quorum ego), non fa una grinza ed é perfettamente coerente e dotata di una precisa logica. ?Caro amico, della vendemmia 2005, caratterizzata da un particolare andamento climatico estivo, ho selezionato parte delle uve 100% Sangiovese dell?Azienda che hanno fermentato naturalmente in un grande tino grazie a lieviti autoctoni. Questo vino, ottenuto mantenendo le basse rese produttive che ci contraddistinguono, senza pressature né filtrazioni, ha raggiunto la piena maturazione dopo 32 mesi di affinamento in una grande botte di Rovere di Slavonia. L?ambiente particolarmente vocato, l?eccellente ecosistema, la coltivazione naturale di uva Sangiovese sana e matura prodotta in quantità contenuta, la vinificazione naturale e le grandi botti di rovere di Slavonia, gli studi e i controlli delle Università, sono il patrimonio distintivo del marchio Soldera che oggi presenta Pegasos 100% Sangiovese. Siamo lieti di unire qui la nuova etichetta, disegnata ancora da Pietro Leddi, che riprende la figura mitologica del cavallo alato Pegaso, che già ci ha contraddistinto nel passato. Data la limitata produzione di 10.000 bottiglie, Vi invitiamo ad inviarci quanto prima il Vs. cortese ordine. Vi informiamo che la consegna sarà a partire dall?1 settembre p.v. e che, come tutti i vini Soldera, anche questa Igt Toscana Rosso è certificata 100% Sangiovese?. Questa la presentazione del Pegasos da parte di Gianfranco: per chi volesse saperne di più non resta che visitare il sito Internet aziendale o inviare una mail a questo indirizzo di posta elettronica. Il prezzo del vino è di 390 euro + Iva per sei bottiglie, ovvero un totale di 468 euro per un costo unitario a bottiglia di 78 euro. Un prezzo ?solderiano? anche per questa Igt che, ne sono certo, sarà all?altezza del blasone di Case Basse e decisamente più brunellesca, anche senza riportare il nome Brunello in etichetta, di tanti ?Brunello di Montalcino? o presunti tali. Mi piace sottolineare la scelta, sicuramente simbolica, del nome, quello del più celebre dei cavalli alati, che dopo essere stato utilizzato da Zeus per trasportare le folgori sino all?Olimpo e una volta terminate le proprie imprese, ?prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione?. Forza Pegasos, vola alto sopra le miserie di Montalcino e la sua ordinaria, provinciale, mesta e grigia quotidianità! | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/06/2008, 15:42] | Velenitaly - quando il veleno nel vino lo inietta l?Espresso |  | | Siccome i giornali e le riviste non li compra più nessuno, all’Espresso si sono inventati di creare lo scandalo in occasione del Vinitaly, per giunta utilizzando in gran parte inchieste vecchie - e chissà a quanto avranno venduto gli spazi pubblicitari nel numero uscito giovedì scorso e andato subito a ruba - e non solo [...] | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/16/2007, 16:27] | VINO DEI BLOGGER #7. GLI AUTOBIANCHI DEL REFRIGERIO. |  | Siamo alla settima edizione del vino dei blogger e, in questi tempi, il desiderio di temperature torride si concretizza, stimolato dalle belle giornate e dall'imminenza astronomica della stagione estiva. Le mie afose serate dello scorso giugno sono state caratterizzate piacevolmente dai vini bianchi dal gusto fresco e dalla temperatura ristoratrice. Allora ho pensato: quale tema potrebbe interessare di più nell'imminenza dei mesi caldi? Quale refrigerio può essere più ristoratore di un buon prodotto che esprime pienamente un territorio? Allora...veniamo al tema!! Parliamo di un bianco che a nostro avviso sia il più piacevolmente bevibile nel periodo estivo, ottenuto da uve autoctone. La mia proposta:
- fate mente locale sul vino bianco che nelle scorse estati più vi ha dato benessere e refrigerio;
- fatene un ripasso, ovvero riassaggiatelo;
- sono ammessi sia i bianchi tranquilli che mossi;
- sono ammessi anche quelli elaborati in legno;
- sono ammessi esclusivamente bianchi da vitigni autoctoni, anche in uvaggio, purchè le cultivar che ne concorrono siano espressione del territorio;
- sono ammessi vini con denominazione I.G.T., D.O.C. e D.O.C.G.;
- nessun vincolo sul prezzo e sulla provenienza geografica;
- assaggio a temperatura consigliata;
- è gradito un riferimento al cibo accompagnato;
- seguendo il bell'esempio di Aristide pubblicheremo tutti lo stesso giorno, dalle 0,00 alle 24,00 di giovedì 7 giugno.
Oltre a queste piccole raccomandazioni invito anche tutti gli appassionati che non hanno un proprio blog a pubblicare le impressioni. Possono a questo scopo utilizzare blog di amici, oppure, posso mettere a disposizione il mio. Per qualsiasi chiarimento non fatevi problemi... contattatemi pure (pie.sal@gmail.com), sarà mio piacere dare tutte le delucidazioni del caso. Allora cosa dire??? In bocca al lupo...e...Buona Salute a Tutti!!!!! Pierluigi Salvatore. | | TrackBack> |  |  |  |
| [03/30/2007, 02:03] | A PROPOSITO DEL XV CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE VINITALY 2007 |  | In questo mio post non parlerò in modo esclusivo  di una sola tipologia di vino ma, coerentemente con le intenzioni " mondialiste" del mio blog, voglio soffermarmi sui risultati del concorso enologico internazionale svolto in concomitanza con la manifestazione Vinitaly 2007. I risultati sono da me condivisi e mi hanno riempito di gioia. Ho avuto occasione, in passato, di degustare molti dei vini risultati vincitori ed ho sempre ritenuto che questi fossero degni di grandi encomi. Trovare una fonte autorevole che concorda con le mie opinioni mi riempie di orgoglio. Sono lieto, inoltre, di aver menzionato nei miei post alcune delle aziende che oggi troviamo nel palmares dei grandi vini mondiali. Cantina Tollo , da me già descritta in occasione del mio post sul Cagiòlo, ha incassato ben quattro medaglie d'argento, una delle quali con lo stesso Cagiòlo dell'annata 2000. Cantina di Soave (da me menzionata nel mio post sul " Recioto di Soave Spumante D.O.C.G."), grande ed importante realtà dell'enologia italiana, ha meritatamente ottenute due "gran medaglia d'oro". Il "Castel Cerino" e l'" Amarone Rocca Sveva" avevano più volte deliziato le mie serate.... Sono inoltre molto felice (e chiedo a tutti i lettori la loro indulgenza per il mio momentaneo campanilismo) per l'ottima performance della mia regione, l' Abruzzo. I produttori della bella landa tra gli Appennini e l'Adriatico hanno ottenuto, nell'ambito di questo concorso internazionale, ben 14 medaglie su un totale di 101 assegnate. Sicuramente un successo, del quale andare fieri. Un risultato che parla di una enologia svolta nelle vigne e nelle cantine e non negli eventi mondani ed hollywoodiani!!
Tale responso, sicuramente brillante, è dovuto in particolare ai vini rosati, che nel "Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo D.O.C." trovano in queste terre la loro massima espressione. Il risultato di una sana ed antica tradizione produttiva che si esprime da sempre nella nostra regione, quella che permette all'Abruzzo di essere da sempre la culla dei vini rosati di eccellenza. Ed in questa ottica non posso non menzionare, per la continuità ed il prestigio dei risultati, l'ottimo lavoro svolto dalla Azienda Vitivinicola Italo Pietrantonj, una realtà a conduzione famigliare che da sempre esprime dei cerasuoli di qualità superiore e che ha ottenuto, anche in questa edizione del Vinitaly, l'importante riconoscimento della medaglia d'argento. Molto importanti, ma non nuove, sono le conferme della Sicilia e del Portogallo nel gruppo dei Vini Liquorosi, del Canada (nei Vini Dolci Naturali) e della Franciacorta nelle categorie riguardanti i Vini Spumanti. Degne di nota sono anche le affermazioni dei produttori della Repubblica Ceca e della Slovenia. Il mio amore per i vini sloveni è da sempre accompagnato da una mia certezza. Quella di un luminoso futuro di qualità. Una qualità derivata da territori molto interessanti e dalla grande dedizione dei vitivinicoltori di questo piccolo e dinamico Paese. Auguro a tutti i visitatori del Vinitaly una proficua ed interessante esperienza, con l'auspicio di vedere rinnovato e rinvigorito l'impegno di tutti verso la tutela della qualità, dell'ambiente agrario e delle tipicità. Allora cosa dire??? Buona Salute a tutti!!! Pierluigi Salvatore. NELLE FOTO: VEDUTA DI PIAZZA DELLE ERBE (VERONA), IMMAGINE TIPICA DEL VINITALY. | | TrackBack> |  |  |  |
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