Amelia nasce a Firenze nel 1970. Scrive perché "gli antidepressivi hanno dannosi effetti collaterali e le sedute dall'analista costano troppo, in termini di tempo e soldi"! Non ha mai pubblicato.
Racconto
"ROSE CON SPINE"
di Amelia Gatti
E? notte. Fluttuo in un?atmosfera rarefatta. Sono in una terra sconosciuta, psichedelica e promiscua. Sento colori, vedo suoni, accarezzo profumi. Il cielo è un manto viola, cangiante. Brandelli di nuvole purplerubyred trasportano angeli cherubini pingui e ridenti. O forse è la mia fantasia e sono solo nuvole, vaporose e cicciotte, come culi di bimbo. Sono leggera ma la carne è pulsante, eterea ma ho il ventre preso in una morsa di puro piacere liquido. Tutto si fonde e risorge dentro di me, nell?umida febbricitante fessura fra le mie cosce. Mi faccio strada fra rose carnivore dai colori abbaglianti che si aprono al mio passaggio, inclinando lo stelo. Nascondono bocche fameliche che rapide inghiottono insetti facendo schioccare la lingua. Tremo, le tempie pulsanti, i passi incerti, come persa nell?allucinazione di un acido. Intorno a me, suggestioni improvvise, sguardi distratti e movenze convulse. Inizio a farneticare in lingue diverse mentre vado incontro al mio destino. Cerco il mio Dio, il mio Maestro, il mio Signore, il mio Inizio e la mia Fine. Dov?è? Cos?è? E? energia, è luce, immensità, amore. Ha gli occhi cupi di Blauburgunder. L?ho visto in sogno. Sento, con tutti e cinque i sensi. Sento il suono voluttuoso di una frusta. Poi silenzio. - Ciao ? Recitiamo all?unisono. La mia voce è incerta, sussurrata, timida. Intensa e melodiosa la sua. Mi fluisce sulla pelle come il jazz più profondo, penetra in ogni angolo del mio corpo, provoca scintille dorate che mi pizzicano le guance. Sono incastrata, stregata. Piegata, lo guardo con aria implorante. Un drappo di velluto rosso scarlatto mi copre gli occhi. I polsi legati. Paralizzata dalla paura. La paura una sensazione solida. E? buio, ma posso vedere con gli occhi della mente. Sedotta dalla sua voce. - Fidati di me. Scoprirai quanto è meraviglioso quello che ti farò vivere io. - Solo oscurità e la sua voce luminosa, a rischiarare le tenebre. La sua voce mi riempie di luce e io divento fluida. Ruscello, torrente, fiume che rompe gli argini. Scorro in un tormento di sottomissione. Mi abbandono a lui, escluso dalla mia percezione tutto ciò che non è lui. Sento lo scroscio di un liquido nel bicchiere, denso, avvolgente. Mi sembra di vederne il colore. Rosso rubino, con riflessi violacei, purpurei. Penso, alla rosa purpurea del Cairo. Annuso l?aria. Aroma di frutti rossi, ciliegie, fragole e frutti di bosco. Mi sembra di nuotare in una vasca colma di umida polpa rossa d?uva. Una folata d?aria calda. Ha un odore dolce, più dolce dell?aria fresca. Mi entra in bocca. Tante microscopiche particelle solide e zuccherose. Lui si muove, sento il fruscio delle sue vesti. Fa ondeggiare il liquido nel bicchiere, con un fluido movimento del polso. Lacrime appaiono sul killer loop del bicchiere, a preannunciare le mie lacrime, più tardi. Beve. Le papille gustative in azione come tanti clitos sulla lingua rossa e ruvida. Poi avvicina le sue labbra alle mie e mi cede il liquido prezioso che misto alla sua saliva ha un sapore indefinito. Il vino mi entra in bocca, esplora ogni anfratto di me, ondeggia, si muove sinuoso, mi penetra prepotente. Sa del sudore dell?uomo possente che ha lavorato la terra, ha il profumo della pelle liscia della giovane donna che ha raccolto quel grappolo e ne ha schiacciato un acino contro il seno florido e giocoso, sotto la veste d?estate. Sa degli ormoni impazziti di lui, l?artefice di questa delizia, wine - dream ? and love maker, inginocchiato davanti alla sua dea, la terra, che muta sembianza e diventa donna, madre e meretrice. Due gocce escono dalla bocca, scivolano giù sui seni, i capezzoli turgidi come due acini di sangiovese, duri e sugosi. Lui lecca e morde, torce e accarezza. Poi una puntura, mentre un profumo di mosto m?inebria. Un?altra, e un?altra ancora?le spine di una rosa rossa la mia dolce tortura. Ha scritto la sua iniziale sul mio monte di Venere, piccoli fori gocciolanti vino e sangue: D. Come Donna. D. Come Dono. D. Come Dio. Mi sfiora i capezzoli, che si induriscono al passaggio della sua mano, una mano forte e calda, da vino rosso maturato in legno di rovere. Lui. Vino opulento, maturo, corposo, che mi domina con potenza e autorità, ruvido e intenso al tempo stesso. Io. Schietta e aggressiva come un giovane sangiovese, tannini spigolosi e gioiosa, selvaggia freschezza. Le parole del mio Dio mi penetrano, mi provocano uno stato ipnotico, mi cullano in una dimensione onirica mentre mi mette in piedi, contro il muro, le gambe divaricate. Le sue parole ora mi lacerano il ventre. Sento il primo morso del serpente. Un colpo netto, deciso, graffiante, sulla natica destra. E poi il secondo, e il terzo. Colpi secchi, caldi, tannici, freschi, in qualche modo sapidi, intensi e persistenti, corposi, maturi e nella loro maestosità armonici. Poi niente. Baci morbidi. Assenza di parole, silenzio di movimenti. Una ruota dentata, una corona di spine, un mazzo di rose rosse. Pizzicano la mia pelle, lasciando segni lievi, leggere striature vermiglie. Su e giù, evoluzioni rotonde, insistenti all?interno delle cosce, là dove la mia perversa fontana d?amore sgorga zampilli di succo d?uva bianca. La mia rugiada brilla umida e lui la lecca via, assaporandone le sfumature di gusto. La sua mano continua a scrivere, ondeggia, preme, scrive il suo nome, ancora e ancora. Sui seni, sulle cosce, sulla schiena, sul ventre. Me lo imprime sulla pelle come un marchio a fuoco, un segno del possesso, visibile a tutti. E io provo un godimento smisurato ad essere segnata, ad essere identificata come Sua proprietà. Sua. SUA. Di quest?uomo che è tutto per me, che amo in mille modi diversi. E che mi guarda con ammirazione, sorridendo al mio sorriso candido, che brilla d?innocenza. Mesi e mesi di attesa si tuffano nel celeste dei miei occhi. Ho aspettato così a lungo questo momento da idealizzarlo. Eppure lui è così reale. Lo gusto, con tutte e cinque i sensi. Annuso, sfioro, premo, bevo? E la testa va via, verso un mondo finora sconosciuto, un cielo senza regole, fatto di luce e tenebra, saliva e sangue, liquido di uva rossa spremuto fino a succhiarne l?anima.
Eccoci, anche per quest'anno, a vendemmiare a Villa Petriolo, nei nostri vigneti stesi sulle morbide colline del Montalbano, nel Comune di Cerreto Guidi....il frutto di questa raccolta è nelle mani di un bel gruppo di giovani energici e ridanciani, come nella migliore tradizione della vendemmia. Buona raccolta a tutti i nostri ragazzi...e buoni canti di vendemmia! Questo è uno dei più noti del repertorio popolare toscano...
La vendemmia
Svegliatevi dal sonno dormiglioni, che giunta l'è per noi la gran giornata. E s'ha mangià di polli e di piccioni e ber del vin che vien dalla campagna. E la Menica con il cembalo la furlana suonerà. Viva la Lola!
Si fermerà con noi anche l'Orietta, che canterà una bella canzoncina; le ore passeranno molto in fretta, arriveremo presto alla mattina. E la Menica... Viva la Lola!
Sarà dei nostri pur Geppino il bello gli ho detto di portare l'organino; e giusto ne comprò uno a sette voci, lo fa cantà che sembra un uccellino. E' un portento, un accidente, tutti i versi li sa sonar, è un portento, un accidente, tutti i versi li sa sonar. Viva la Lola!
Quando Fabrizio De André morì, nel 1999, la poetessa Alda Merini gli dedicò dei versi pubblicati su un quotidiano, "Ci sono rose come la tua voce che sfiorano il mattino delle genti....". Quanto profumo può uscire dalla voce di un artista?
Stasera ho voglia di pensare a lui e alle sue belle e sempre tristi canzoni...
Ricordi sbocciavan le viole con le nostre parole "Noi ci lasceremo mai, mai e poi mai" vorrei dirti ora le stesse cose ma come fan presto, amore, ad appassire le rose cosi' per noi
l'amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza e un pò di tenerezza.
E quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole d'un aprile ormai lontano, li rimpiangerai
ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
E sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
Franco Battiato canta La canzone dell'amore perduto di Fabrizio De André
Un altro bel regalo dell'amica Mara per "I giorni del vino e delle rose"...grazie, cara Mara.
Come le rose divennero rosse
di Robert Herrick (1591-1674)
Si racconta di Cupido. Danzava tra gli Dèi, poi precipitò nel Nettare. E il Nettare, sparso sulla Rosa Bianca, da allora, per sempre, la colorò di Rosso.
(Da Rosa, dove hai preso quel rosso? a cura di K : Koch, Vintage Books, New York 1974 p 234 trad di B. Lanati)
Inserita nel volume "Elogio alla Rosa" - Da Archiloco ai poeti d'oggi - Einaudi
L?odore dei libri?.solo uno dei tanti piaceri che lo stile di vita moderno, con la tecnologia che la fà da padrone in ogni attimo, ha relegato nello spazio della memoria?
Conservare un libro, in un cassetto, tra gli altri allineati in libreria, sul comodino per anni, sotto carte e appunti, sottoposto al caldo, all?umidità dei vapori di casa, alle essenze di cui ammantiamo le nostre stanze, ci regala un piacere sottile quando andiamo a ripescarlo, rigirarlo tra le mani, annusarlo, alla ricerca di quello che vi abbiamo scorto al momento della lettura, vergato lievemente da matite color pastello ?e vi scopriamo sempre aspetti sconosciuti, nuovi spunti, rinnovate emozioni. Perché il libro cambia con noi. E? un rapporto amichevole quello che il lettore stabilisce con il libro, ed anche fisico. Il profumo di un libro che abbiamo amato tanto ci accompagna, al pari delle parole di cui è fatto.
Oggi vanno in stampa i sei racconti premiati del concorso ?I giorni del vino e delle rose?, per i tipi di ETS Pisa. Nell?occhiello, la citazione, doverosa, di chi ha contribuito a rendere questo concorso qualcosa di vivo, che si è evoluto, da conservare nella memoria proprio come un buon libro. Come un vino buono. Vi saranno pubblicati i nomi di tutti i partecipanti, per ringraziarvi ancora una volta.
Un grazie sentito alla casa editrice ETS di Pisa per la cura con cui ci ha seguiti passo passo?ed al fotografo Massimo Bonistalli, che ha realizzato la foto di copertina.
?I giorni del vino e delle rose? sarà disponibile dal 25 settembre, in occasione della cerimonia del concorso letterario di Villa Petriolo.
E' con grande gioia che segnalo che il Chianti Rosae Mnemosis 2007 di Villa Petriolo è stato menzionato tra le anticipazioni dei giornalisti Ernesto Gentili e Fabio Rizzari della guida Vini d'Italia dell'Espresso. Il giudizio: Chianti Rosae Mnemosis 2007 Petriolo - ciliegie, fiori di campo, pulito e chiaro, morbido, sapido ed elegante nell?evoluzione, davvero piacevole e rinfrescante.
Questo il link al post uscito stamani sul prestigioso blog de L'Espresso, di cui siamo davvero onorati.
Tanto impegno e passione sono stati profusi nella creazione di questo nostro vino. Mi auguro che, per me e l'enologo Federico Curtaz, questa bella sorpresa e le preziose riflessioni contenute nel post possano stimolarci a fare sempre meglio, forti di apprezzamenti che stanno giungendo come ricompensa di un lavoro che so bene di tante persone.
Grazie tante ad Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, a cui auguro buon lavoro e tanto successo per la guida Vini d'Italia 2009, oltre che ad Andrea Gori che mi ha dato la notizia in diretta stamani!
Uno dei miei libri preferiti, " La notte della cometa", è un romanzo-verità sulla tormentata vita di Dino Campana, illuminante per la capacità di cogliere l'universale nelle dolorose vicende e negli scritti di questo poeta toscano, allontanato dal suo paese di origine, Marradi, perchè considerato dagli abitanti "un pazzo", il pazzo del paese...
Dino Campana dedicò alla sua amata, Sibilla Aleramo, "un momento...", questa bellissima poesia...
In un momento Sono sfiorite le rose I petali caduti Perchè io non potevo dimenticare le rose Le cercavamo insieme Abbiamo trovato le rose Erano le sue rose erano le mie rose Questo viaggio chiamavamo amore Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose Che brillavano un momento al sole del mattino Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi Le rose che non erano le nostre rose Le mie rose le sue rose
P.S: E così dimenticammo le rose
...e proprio il profumo delle rose, forse, ha reso più accettabile la sua vita tormentata....
Venerdì 12 settembre Villa Petriolo ha ospitato ben 170 turisti svedesi in visita in Toscana! Guidati dai loro efficienti accompagnatori, sono stati condotti in vigna, dove hanno iniziato con la vendemmia del nostro Colorino. Divertiti, al via con la degustazione, guidata da un'abile sommelier, dei vini L'Imbrunire, Chianti Villa Petriolo e Rosae MnemoSis, per finire con il nostro rosso da grandi occasioni, il Golpaja. Lezione di cucina toscana a completamento, con pranzo sull'aia come meritato premio. Un grazie di cuore a mia sorella Simona, che ha accolto i nostri ospiti svedesi con il suo bel sorriso...ed un arrivederci a presto a tutti i nostri visitatori.
Ecco, come promesso, notizie sulla riunione dei blogger a Riva del Garda dell'appena trascorso fine settimana. A questo link si può vedere il video, a cura di Filippo Ronco di Vinix, da cui trarre ghiotte conclusioni sulla comunicazione on line...ne faremo tesoro!
Eccoci dunque su Wine Taste, il gusto del vino, prestigioso sito di Roberto Gatti, che vi invito a visitare. Nella presentazione si legge: "(...) Un sito aperto alle Associazioni di Categoria, ai Consorzi di Tutela, agli Organizzatori di manifestazioni ed eventi, alle Strade dei Vini e dei Sapori di tutta Italia, ai produttori ed a tutti quanti avranno a cuore la promozione e diffusione del vino italiano di qualità non disgiunta da un giusto rapporto con il prezzo di vendita. Questo lo scopo principale e la direttrice di questo mio impegno e lavoro: portare alla luce ed alla ribalta le aziende che si impegnano in questo senso e la promozione di tutto quanto ruota intorno allo stupendo mondo del vino e dell´ enogastronomia italiana, per la conservazione delle nostre tradizioni e della nostra cultura"