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Mondo Di Vino
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[04/28/2008, 12:16] Il blog di Don Sebastiani & Sons?

Tocai Rosso

Pochi giorni fa avevo scritto una bozza a proposito del blog di Don Sebastiani & Sons che tuttavia devo modificare. Inizialmente, andando sul sito dell’azienda si poteva leggere nel menu in alto la parola Blog. Oggi, però, quella parola è stata modificata in Press.

Inutile dire che la recensione che avevo fatto di quel blog era molto negativa: tutto poteva apparire tranne un blog! E’ una semplice pagina in cui vengono visualizzati tutti i comunicati stampa in ordine cronologico. In sostanza: il termine Blog non era per nulla pertinente.

Un blog non è il contenitore dei comunicati stampa: è conversazione.

La notizia l’avevo scoperta su The winery web site report, ottimo blog che ogni tanto fornisce alcuni spunti interessanti sui movimenti dei siti delle cantine. Lo stesso sito diceva:

Sorry, Don, but that is *not* a blog

A parte il fatto che si tratta di comunicati stampa, da segnalare l’altro punto negativo: “Both comments and pings are currently closed. Comments are closed”. Naturalmente: chi commenterebbe un comunicato stampa asettico, promozionale e via discorrendo?

Oggi, poi, mentre ricontrollavo la bozza mi sono imbattutto di nuovo nel post di The winery web site report scoprendo che la parola Blog è stata sostituita con la più pertinente Press. Nello stesso post potete leggere un commento molto interessante, fatto dalla stessa azienda ad opera di Tyson Caly:

I just replaced the word Blog with the word Press. It’s certainly more accurate in describing what that part of the website is. Funny you should post about this very thing as it’s something we just talked about fixing last week. We had thought of writing a Blog long long ago, and sadly it never happened. In any case, thanks for bringing it up! Next up is to work out the Feed issue.

Qualche considerazione è d’obbligo:
1. L’azienda ha fatto uno sbaglio e lo ha corretto. Sarà perchè The winery web site report ha fatto una recensione così negativa ma giusta? Non ha caso la stessa azienda ha risposto lasciando un commento e correggendo.
2. Stanno lavorando all’implementazione dei Feed: ottimo esempio di utilizzo di questa tecnologia mettendola a disposizione di chiunque voglia seguire i comunicati stampa aziendali.

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[05/02/2008, 11:11] Vino e premi letterari
Chi segue da tempo questo blog e ha fatto caso al bannerino qui di fianco non si stupirà di questa segnalazione. Adoro la letteratura e la narrativa rappresenta per me quell’altra metà, non meno importante del vino, che mi completa e senza la quale non potrei mai essere la stessa persona. E’ per questo che [...]
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[04/23/2008, 12:43] Barilla chiama i blogger per Alixir

Tocai Rosso

Il 29 marzo scorso sono stato al temporary store di Alixir a Roma. Alixir è una nuova linea di prodotti lanciata di recente da Barilla per la quale rimando al mio post scritto qui.

L’occasione è stato un invito ricevuto da Alex e Mirko di Ninjamarketing. Una bella occasione per conoscere personalmente diversi blogger con i quali si è avuto modo di sentirsi su internet: Caterina Di Iorgi di Blogosfere, Lele Dainesi, Luca Conti di Pandemia, Stefano e Marco di Due Spaghi, Tommaso Maggio de Lospremiagrumi.com, Simone Sbarbati di Frizzifrizzi.it, Federico Quaranta e Tinto di Decanter su Radio2

Non è abituale incontrare tanti blogger e personalità del web 2.0 italiano che discutono insieme di un argomento, per cui qualche parola è di dovere. L’incontro è stato un esempio lampante di come le cose stanno cambiando: Barilla, una delle maggiori aziende del food italiano, incontrata i blogger per presentare la nuova linea di prodotti, ma soprattutto per avere un feedback su diversi aspetti: packaging, comunicazione, punti di forza e di debolezza, …

Non farò il punto sulla comunicazione di Alixir nella blogosfera che, per certi aspetti, ha avuto dei risvolti non proprio ottimi, bensì proprio sul fatto del cambiamento in atto, cambiamento che nel mondo del vino appare un pò più lento.

1. Una grande azienda si apre
2. Obiettivo: avere un feedback, capire, ma anche veicolare il proprio nome tra gli influenti

Mi è rimasta impressa una frase che riporta anche Mauro Lupi nel suo blog: alla domanda “perché non aprite un blog?”, il padrone di casa Eugenio Perrier di Barilla ha risposto

Semplicemente perché non lo sappiamo fare

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[06/03/2008, 17:55] Crêpes salate

Trovo che il bello delle crêpes sia il fatto che ci si può sbizzarrire in un numero impressionante di ricette (come con la pizza, per intenderci). Per questo motivo, voglio proporre una serie di spunti per farcire le crêpes, fermo restando che l’unico limite è la fantasia (suvvia, un altro ce lo imponiamo: oggi parliamo solo di crêpes salate).

Per seguire questi suggerimenti, tengo sempre presente questa ricetta per fare le crêpes, ma quando ci sono ingredienti che devono avere il tempo di fondere è necessario assicurarsi di cuocere per bene la crêpe su un lato, e appena viene girata sull’altro lato va disposto l’ingrediente.

Crêpes con cotto e scamorza affumicata
Questo abbinamento è davvero tanto banale quanto delizioso. Assicuratevi di tagliare la scamorza in fettine molto sottili e disponetele sul lato della crêpe appena la girate sull’altro lato. Prima di piegare la crêpe in due, aggiungete anche il prosciutto cotto.

Crêpes con speck, gorgonzola e rucola
Il gorgonzola si ammorbidisce abbastanza velocemente. Siccome speck e rucola non vanno cotti, aggiungete gli ingredienti quando manca poco alla fine della preparazione. In alternativa, potete anche preparare le crêpe completamente e, dopo averle riempite con gorgonzola, speck e rucola, disporle in una pirofila e scaldarle in forno, con un po’ di burro fuso sopra.

Crêpes con prosciutto crudo e mozzarella
Il prosciutto crudo deve restare crudo e la mozzarella deve avere il tempo di fondere, quindi o tagliate la mozzarella in fette molto sottili o addirittura la sminuzzate/sbriciolate.

Crêpes ricotta e spinaci
Per questo abbinamento, ovviamente gli spinaci vanno prima lessati e poi ben mischiati con la ricotta.

Crêpes ai formaggi
Qui sbizzarritevi con un bel mix di formaggi come fontina, gorgonzola, emmentaler. Ma dato che il formaggio deve avere il tempo di fondere per bene, anche qui è preferibile passare in forno le crêpes disposte in una pirofila.

Altre idee per crêpes salate?

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[08/02/2008, 13:47] the days of wine and roses...
Tocai Rosso
"I giorni del vino e delle rose" di Luigi Bellucci è tra i racconti segnalati del concorso letterario di Villa Petriolo. Complimenti all'autore!

Luigi Bellucci è nato a Verucchio (RN) nel 1949 e risiede a Genova. Nel 1957 dalla Romagna i genitori, ristoratori, si trasferiscono a Genova. Luigi dà una mano nel servizio, ma nel 1972 si laurea in ingegneria elettronica e lavora come esperto di elaboratori e consulente. Dal 1995 è libero professionista. Dal 1997 è membro CCIAA delle commissioni di assaggio dei vini DOC e del panel dell?olio e partecipa a numerose selezioni di vini e oli in Italia. Sul sito www.tigulliovino.it, nella rubrica Viaggi, scrive le sue cronache minuziose in Italia e in Europa.



racconto

"I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE"

di Luigi Bellucci



?Cazzo se brucia il vino sulla pelle? e intanto soffiava sulla ferita appena aperta per attenuare il dolore mentre lui con estrema parsimonia faceva cadere ancora qualche goccia di liquido rosso da quella bottiglia straordinaria che suo padre custodiva così gelosamente.
Quel brachetto aveva dei profumi di rosa che salivano dal ginocchio di lei e lo eccitavano ancora di più di quanto non facesse la vista della coscia mezza scoperta sotto la gonna a fiori.

Lei si era alzata particolarmente allegra, forse per il sole che brillava già alto nel cielo o forse per qualcosa di magico che volava nell?aria quel giorno, o forse perché c?era nell?aria un profumo di fiori, di mosto, di vino nuovo.
Aveva voglia di regalare a qualcun altro la sua gioia, così prese la bicicletta sotto al portico, appoggiata alla porta del granaio, vi salì energica e iniziò a pedalare verso la Fratta.
L?aria le lisciava le guance. Era calda e piacevole, si infilava nelle maniche corte del vestito e le accarezzava la pelle, risaliva sulle gambe in movimento e le faceva provare sensazioni quasi dimenticate di quando da bambina aveva iniziato a pedalare con l?aiuto del nonno.
La strada cominciava poi a degradare molto lentamente e la bicicletta aumentava pian piano la sua velocità, ma la prudenza quella mattina non faceva parte dei suoi pensieri.
Sentiva il rumore delle gomme che schiacciavano il pietrisco della carreggiata e quello scricchiolare strano e continuo dava gioia alle sue orecchie e a tutto il suo corpo e la pedalata era sempre più sciolta.
Alla curva del Doccio non ricordava quella strettoia, il rumore improvviso che si avvicinava e aumentava spaventò una innocua biscia nera che se ne stava a prendere il sole sul bordo alto della scarpata e la fece scivolare verso la ruota anteriore che stava arrivando veloce. Fu un attimo perdere il controllo del mezzo e ritrovarsi, dopo uno zigzagare di una decina di metri verso la casa vecchia del Doccio, sdraiata a pancia sotto sul lato erboso della carreggiata, proprio vicino alla rete che separava la strada dall?orto, che stava proprio di fronte alla casa, con il grande noce al centro.
Non era svenuta ma le ginocchia le bruciavano terribilmente e la bicicletta era rimasta in mezzo alla strada biancastra, a qualche metro da lei.

Lui era ancora stanco stamattina. Ieri aveva raccolto uva nel campo tutto il giorno. Forbici e mani nerastre e ceste riempite e tagli e ciocche sulle dita. Non ne poteva più.
Ma non avevano ancora finito e dovevano per forza completare il raccolto in quella vigna perché l?uva era matura al punto giusto e bisognava tirarla via tutta.
La stanchezza lo aveva tenuto a letto un po? più a lungo. Si era alzato e guardando dalla finestra della camera aveva visto gli altri già giù nella vigna. Un senso di rimorso lo aveva preso mentre si scaldava il caffé che la zia gli aveva lasciato nel tegame sul fornello e si tagliava dal violino una fetta di prosciutto crudo da accompagnare a un pezzo di pane del giorno prima preso dalla madia nel corridoio tra la camera e la cucina.
Non stava pensando a nulla quando uscì di casa per andare giù nella vigna a fare la sua parte.
Si stava tirando dietro la porta verde quando senti un tonfo strano alle sue spalle e uno strano rumore di lamiere sull?asfalto. Si girò di scatto e intravide al di là della rete dell?orto una sagoma dolorante. Per istinto corse lungo i dieci metri che lo dividevano dalla ragazza e la vide con la faccia a terra e le mani allungate sull?erba a proteggersi istintivamente il viso dalla caduta improvvisa.
Capì che era proprio lei ed era quasi imbarazzato ad avvicinarsi per aiutarla ma si fece coraggio.
?Ti sei fatta male??.
?Cacchio! Se non cadevo stavo meglio!? rispose lei cercando di alzarsi.
?Ahi, ahi, ahi! Le ginocchia!?.
Lui vide per primo il ghiaino della strada sporco di sangue. Le due rotule di lei erano rosse e lembi di pelle sollevata si mischiavano alle piccole pietruzze che la pressione del suo corpo aveva fatto quasi incollare alla carne. Le mani di lei erano messe anche peggio.
?Aspetta, che prendo qualcosa per disinfettarti. Non ti muovere di qui?.
Lei si mise seduta per terra, sull?erba, con le spalle appoggiate alla rete morbida dell?orto. Raccolse le ginocchia ferite vicino al volto e iniziò a soffiare lentamente sulla carne delle palme e delle ginocchia, da cui usciva lentamente il sangue rosso. L?ombra del grande noce la proteggeva dai raggi del sole che ormai era alto nel cielo sopra di lei.
Lui corse veloce verso casa, ma istintivamente non entrò, prese invece la porta della cantina.

Afferrò quella bottiglia di vino rosso sul coperchio di una botte che aveva aperto la sera prima per un assaggio e prese anche i due bicchieri di vetro, quelli piccoli e robusti, col fondo pesante. Corse fuori sulla strada dove lei si stava dando da fare per togliersi i sassolini dalle ginocchia con un fazzolettino a fiori ricamati che portava nella tasca del vestito e continuava a soffiarsi sulle ferite per sentire meno dolore.
La gonna era scesa a metà coscia e mentre lui si inginocchiava al suo fianco non potè non godere della vista di quella coscia bianca che altre volte aveva desiderato accarezzare, ma il primo pensiero andò alla cura delle ferite.

Posò i due bicchieri sull?erba, prese la bottiglia per il collo e versò un dito di vino in entrambi. Afferrò deciso il primo bicchiere e lo porse a lei.
?Bevi che ti farà bene. Ti fa passare la paura della caduta?. Lei prese il bicchiere con le tre dita della mano destra perché il palmo le faceva ancora troppo male.
Intanto lui buttò giù di un fiato il suo. Ne aveva più bisogno di lei perché questo incontro imprevisto e improvviso lo aveva sconvolto, ma era riuscito per miracolo a mantenere il controllo, apparentemente.
Mentre lei sorseggiava timorosa dapprima e poi soddisfatta quel liquido rosso con quel buon profumo di rose che non aveva mai sentito prima, lui si fece coraggio e, tenendo il pollice della mano destra sull?apertura della bottiglia, la inclinò per spruzzarne sul ginocchio di lei, ma il liquido uscì con troppa velocità e andò a macchiare la gonna di lei un po? sollevata sulla coscia.
?Ma cosa combini?? gridò lei stizzita e stava per alzarsi, ma le ginocchia e le mani le facevano ancora troppo male e lui corresse subito la posizione del pollice e la direzione del liquido che usciva indirizzandolo verso il ginocchio più insanguinato: ?Scusami, scusami. Vedrai che ti fa passare il bruciore e poi ti disinfetta anche. Me lo ha sempre detto, mio nonno, che il vino è un toccasana per le ferite?. Anche per quelle del cuore, aggiunse nei suoi pensieri per completare la frase.
Lei lo lasciava fare. Le piaceva quel suo armeggiare impacciato tra la sua gonna, le ginocchia ferite, il suo fazzolettino ricamato che usava come garza, la bottiglia da cui uscivano con grande parsimonia le gocce di quel liquido rosso che lei intanto stava sorseggiando con piacere.
?Me ne versi due gocce sulle mani, che mi bruciano??.
Lui la guardò negli occhi e mentre le gocce di vino scivolavano sulle palme rosse e ferite le trasmise tutto il suo amore.
Senza staccare gli occhi uno dall?altra dalla bocca di lei uscì un?altra richiesta: ?Me ne versi ancora un dito??.
Non si fece pregare, riempì prima il bicchiere che lei teneva in mano e poi anche il suo.
Sempre guardandosi negli occhi ognuno centellinava quei sorsi che davano piacere al naso, sollievo alle ferite esterne e interne, incantavano le papille in bocca e portavano un calore nuovo giù per la trachea fino allo stomaco.
Istintivamente i bicchieri furono posati sull?erba, i visi si avvicinarono lentamente e le labbra si incontrarono calde e profumate di rosa. La lingua accarezzava dolcemente la bocca dell?altro mentre la mano di lui saliva lenta a sollevare la stoffa a fiori della gonna ampia in cerca della carne calda sui fianchi.
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[07/31/2008, 10:05] Brunello di Montalcino 2003: dissequestrati o che altro?

Tocai Rosso

Messo sull?avviso da questo post pubblicato su VinoWire.com dal mio amico e sodale Jeremy Parzen, leggo sull?edizione on line di Wine Spectator una notizia di ieri data dal collaboratore di James Suckling Jo Cooke, wine news riguardante il Brunello 2003 di Castelgiocondo Marchesi de’ Frescobaldi che letteralmente titola:
?Frescobaldi Brunello di Montalcino Partially Cleared Tests prove yet-to-be-bottled wine is pure Sangiovese, but bottled wine remains to be approved
Riproduco fedelmente il testo della news pubblicata da WS:
?Local magistrates have released approximately half the production of Marchesi de’ Frescobaldi’s Castelgiocondo Brunello di Montalcino 2003 from impoundment after laboratory tests concluded that the wine contained only Sangiovese, as required by Brunello DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) regulations. According to Lamberto Frescobaldi, who oversees production of all his family’s estates in Tuscany and beyond, the cleared wine consists of 469 hectoliters (equivalent to around 5,200 cases) of yet-to-be-bottled Brunello.
The winery has already bottled 5,000 cases, which remain under the scrutiny of the magistrates, who have not said when Frescobaldi can expect further results. “This is a welcome step in the right direction,” said Frescobaldi. “But it’s going to take some time yet before things are cleared up completely in Montalcino.”
Frescobaldi is the second winery in Montalcino to receive clearance from the magistrates;
the first wine to be cleared was Antinori’s Pian delle Vigne Brunello di Montalcino 2003, in June.
The Italian finance police, the Guardia di Finanza, seized Frescobaldi’s Brunello in April 2008, together with the Brunellos of Antinori (Pian delle Vigne),
Argiano and Castello Banfi, as part of an investigation led by Siena public prosecutor Nino Calabrese.
The producers were suspected of blending in varieties other than Sangiovese. Argiano declassified its Brunello 2003 in June and released it as a Toscana IGT, Il Duemilatre di Argiano (the 2003 of Argiano), to avoid delays as the investigation proceeded.
Castello di Banfi is still awaiting clearance?. 
Leggo poi sul blog degli amici dell?Acquabuona la notizia che il ?Brunello di Montalcino 2003 di Castello Banfi non sta solo in qualche lontano luogo d?oltreoceano (come segnalato giorni fa da Franco Ziliani) ma anche, più modestamente e in grande quantità, alla COOP di Rieti??.
Di fronte a queste notizie che possono essere interpretate in molti modi, preferisco per il momento tacere e trincerarmi dietro ad un gigantesco NO COMMENT?
Tocai Rosso

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[01/01/1970, 02:00] Romano Levi, uno degli ultimi personaggi Langaroli.
 
Il giorno 2/05/08 è mancato a Neive (CN) a 80 anni uno degli ultimi personaggi della Langa: Romano Levi. Un gran lavoratore che ha dedicato tutta la vita nella Sua distilleria a creare le grappe artigianali famose in tutto il mondo.
Non basterebbero queste poche righe per descrivere un personaggio di questo taglio. È stata dedicata una biografia che vi invito a leggere. Il libro è scritto da Luigi Sugliano e Bruno Murialdo dal titolo Levi e la donna selvatica, Casa editrice: Sorì Edizioni. (Purtroppo non è facile da trovare!)
Si dice che la sua vita si possa contare in fiammiferi. Ne accendeva uno all?anno in autunno. Quella fiammella gli serviva per mettere in funzione l?alambicco a fuoco diretto della Sua vecchia distilleria. Non lo avrebbe spento che in primavera.
Fu Luigi Veronelli a scoprirlo e a segnalarlo su Epoca. Da quel giorno, senza mai muoversi dalla sua Neive, Romano Levi si ritrovò al centro di interessi e curiosità che ne hanno fatto un mito vivente. Su internet è pure presente un fans club al sito http://www.grapparomanolevi.ch/home.html.
Veronelli lo battezzò il ?Gappaiol?angelico? per la sua aria eternamente sorpresa.
Un uomo legato al territorio come lo sono le sue grappe. Seguiva tutta la procedura davanti all?alambicco dove bruciavano le vinacce. Poi andava nella stanzetta delle etichette e disegnava con la sua penna china su rettangoli di carta dai bordi irregolari un sole o una manciata di fiorellini per le signore e infine saliva da Lidia, la sorella che gli preparava le erbe da aggiungere ogni tanto alle grappe.
Per tutta la sua vita non smise mai di disegnare e anche quando decise con sua sorella Lidia di ritirarsi nella casa di riposo di Neive, non smetteva mai di recarsi nella Sua distilleria.
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[07/24/2008, 07:45] Bum
Tocai RossoLa centrale nucleare di Tricastin, avrete letto, ha dato piu' d'un problema, ultimamente. Oltre a quelli serissimi, pure qualcuno inaspettato: "il consorzio di produzione del 'Coteaux du Tricastin', prestigioso vino a denominazione di origine controllata del 'Midi' francese, ne cambiera' probabilmente l'appellativo entro il 2009, in tempo per la vendemmia: preoccupa infatti i responsabili dell'ente vinicolo l'omonimia con il sito dove sorge la centrale nucleare da dove l'8 luglio scorso si verifico' una fuga di uranio allo stato liquido". [Agi].

Questa vicenda potrebbe essere d'aiuto, preventivamente, al nostro deprecato legislatore, che ha deciso di darsi all'obsoleta tecnologia nucleare nei prossimi (almeno) dieci anni, quando nel frattempo andremo tutti in bicicletta - oppure, sperabilmente, ci verra' concesso l'uso della tecnologia aliena reperita a Roswell.
Nel frattempo, dicevo, il nostro governo potrebbe evitare di impiantare centrali nucleari coincidenti coi toponimi enologici: immaginate un po' l'effetto che farebbe la "centrale nucleare di Neive"; oppure di Cormons, Montepulciano, Valdobbiadene.
A pensarci bene, praticamente ogni toponimo del belpaese coincide con qualche tipo di virtu' nazionale, sia essa turistica o produttiva; le centrale nucleari di Venezia o di Firenze sarebbero altrettanto sciagurate.
Si, a pensarci bene, sarebbe da cestinare l'idea stessa di centrale nucleare.
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[05/31/2008, 14:17] Kuchnia Wloska entra nel network
Tocai Rosso Kuchnia Wloska, sottotitolo " vie del gusto" è l'edizione on line di quella che era la omonima rivista di cucina italiana in lingua polacca. E' un sito pensato per i lettori polacchi che cercano nuovi sapori, per quelli che considerano il cibo come un piacere e cucinare una passione. Le ricette di cucina italiana, presenti sul sito, sono accessibili ed al tempo stesso non banali in quanto frutto dell'esperienza di Chef affermati e/o rampanti e della creativita' dei coniugi Sarcina del Centro Enogastronomico Altopalato di Milano. Scheda completa di Kuchnia Wloska su VinoClic
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[06/16/2008, 16:13] il vino ? a lakarte !
Tocai Rosso

Lekarte.com è una bellissima idea per costruirsi la propria carta vini.
Il sito è una banca dati di oltre 15 mila etichette di vini italiani e permette al ristoratore di comporre la carta dei vini per il proprio locale.

Per ogni etichetta basterà inserire i dati tecnici del vino come annata, grado alcolico, vitigno etc. accompagnati da una breve descrizione e la foto.
A questo punto il ristoratore o il wine bar potranno realizzare la propria wine list.
Il servizio si completa con la stampa in diversi formati e la possibilità di usare addirittura carte pregiate Fedrigoni.
Per i formati e i prezzi cliccare qui

Veramente una gran bella idea...e voi che aspettate a fare la vostra karte dei vini?

fonte: vino24
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[03/27/2008, 22:54] Il vino dei Blogger - Capitolo 15: Il vino del comodino
Decisamente birbone il tema di questo capitolo del Vino dei Blogger, proposto da Massimiliano Perbellini di Wineplanet. Vino del comodino, non inteso come vino che sa di legno, ma come strumento di seduzione, arma di conquista di cuori solitari, bottiglia galeotta di galeotti produttori.
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[07/17/2008, 19:37] Az. Agr. Fontodi-Panzano in Chianti (FI)
VIDEO VG-TV. Azienda visitata il 18 marzo 2008.

Il viaggio enologico di Altissimo Ceto in terra toscana comincia proprio da qui. La scelta di Fontodi come "Battesimo" da cronista del vino in questa splendida terra non è da ritenersi casuale visto che è stata anche la prima cantina toscana che ho avuto il piacere di visitare nella mia vita professionale come Sommelier. Se fossi... Clicca QUI per proseguire nella lettura dell?articolo >>

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[01/01/1970, 02:00] A scrivere del Po con la colonna sonora di Franco Fattori
L'ultima volta che sono uscito di casa l'ho fatto per andare a pranzo domenica alla Capanna di Eraclio, monumento alla civiltà della tavola del Delta del Po e alla pesca nella sacca di Goro e nel vicino Adriatico. Era il...
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[07/19/2008, 21:00] Piemonte: dati di produzione 2004-2006 delle DOC e DOCG

[English translation at the end of the document]
Fonte: Federcoc, Istat
Continuiamo a pubblicare i dati Federdoc, per cui abbiamo ora una visibilita? su 3 anni per le superfici e su 2 anni per la produzione di vino (2005-06). Dopo aver analizzato il Veneto, parliamo oggi di Piemonte, che ha prodotto nel 2006 2.1m/hl di vino DOC su 38200 ettari. Le principali denominazioni sono l?Asti con 565k/hl nel 2006 (+7%) su 9900ha, seguita dalla denominazione di ricaduta Piemonte (276k/hl su 4500ha) e dalle 3 denominazioni Barbera (Asti, Monferrato e Alba rispettivamente). Segue al sesto posto il Barolo che nel 2006 e? stato prodotto su 1723ha per un totale di 92k/hl, che corrispondono a un equivalente di circa 12.2m di bottiglie.


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[07/08/2008, 11:59] California, vino e tecnologia
Sono due gli appuntamenti dei prossimi giorni che mi hanno convinto a programmare un viaggio in California. Dovendo incontrare alcuni amici dalle parti di San Francisco, mi sono assicurato di poter seguire il WITS - Wine Industry Technology Symposium, incontro...
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[07/10/2008, 22:16] C'è spazio per il Bardolino: lo dice Jamie Goode
Tocai Rosso?C?è spazio per questo genere di vini?: coi tempi che corrono, coi consumi in calo e la concorrenza globale, un?affermazione del genere è di quelle che tirano su il morale. Soprattutto se a farla è un giornalista inglese di notevole autorevolezza e se il vino in questione è il Bardolino.
Con ordine: il collega in questione è Jamie Goode e del Bardolino ha parlato ieri sul suo blog The Wine Anorak. Racconta di un viaggio aereo di ritorno dal Portogallo, di un terribile pasto a bordo e di un vino che...
Chi vuol leggere il testo in originale in inglese può cliccare qui, altrimenti qui sotto c?è la mia traduzione.
?Sto provando un Bardolino stasera, dopo essere tornato dal Portogallo. Il catering di bordo della Tap non brilla mai molto, ma di recente hanno rimpiazzato il sandwich tiepido semiedibile di prosciutto e formaggio con una grottesca alternativa riempita con una carne grigio chiara senza alcun sapore e dalla consistenza di un cartoncino bagnato. Così sto cercando di salvare il mio palato con del vino.
È un Bardolino, e non lo definirei propriamente un vino rosso, perché pare piuttosto un rosè carico. Credo che lo potreste chiamare un ibrido fra rosso e rosè. Pensate a un Beaujolais italiano e non sarete lontani dal vero. Ma non è affatto una frivola bevanda alcolica: è anzi quasi un vino ?gastronomico?, con una buona acidità e un pelo di presenza tannica sul finale.
Guerrieri Rizzardi Bardolino Classico 2007 Veneto, Italia
Rosso leggero nel colore, è più un rosè molto scuro che non un rosso. Una dolce, brillante ciliegia domina al naso e al palato. È abbastanza rotondo, con una ricca tessitura, un accenno di sapidità e giusto un pizzico di tannino speziato sul finale. Gioioso e piuttosto bevibile, funzionerebbe bene anche con un buon numero di piatti. C?è spazio per questo genere di vini?.
Poi il punteggio: 87/100. Niente male davvero.
A proposito: ringrazio Franco Ziliani per avermi segnalato il post di Jamie Goode.
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[06/03/2007, 19:54] I vini del Pashà


Sera del 30 maggio: dalle vetrate della sala ristorante del Museo Carpano al primo piano di Eataly tutto appare più bello, a cominciare dalla vecchia fabbrica di auto del Lingotto ora sede di...

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Tags: eventi, ristoranti, vini italia, grandi cuochi, olioeolive

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[07/25/2008, 13:43] Cronache proibizioniste: in Francia, il vino su Internet come pornografia?
E' di queste ore la notizia che in Francia è in preparazione una proposta di legge che vuole regolamentare i siti Internet che trattano di vino alla stessa stregua dei siti pornografici. Secondo Decanter.com, sono trapelati alla stampa i dettagli...
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[07/31/2008, 11:51] Domani sera pronti al Sogno con Oberon e Puck (e pure Titania dovrebbe presentarsi)
Vi confesso che sono un pochino nervoso per domani sera visto che mi sono buttato in questa CENA TEATRO ma ancora, se dovessi dirvi, cosa accadrà di preciso non lo so neppure io: Luana dei Maghi Incartati per ora è stata piuttosto vaga quindi fino ad oggi alle 19 quando faremo la prova generale continuerò [...]
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[07/31/2008, 15:53] PART 3: I SELL MY PASSION
Here is the third and penultimate segment of my definitive precis of the LastItalianWineMemoirYoullEverNeedtoRead. In it you will find joy and heartbreak, hard work and the ineffable pleasure of swanning about with men of noble name and meaningless title. Ladies and gentlemen...
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[07/22/2008, 16:15] 
La vita è molto strana. Dopo settimane di calma piatta e atmosfera da siesta perenne, a ridosso delle ferie sono spuntati come funghi le faccende da sistemare, gli ordini da spedire, le scadenze burocratiche da rispettare...

E dato che ogni importatore ha etichette, controetichette, codici a barre e non barre diversi, qui è un delirio di stacca&attacca, stampa&taglia, taglia&cuci!

Tocai Rosso
Ps: anche i codici a barre sanno essere creativi! dal Giappone arriva il bar-code design...io li ho scovati qui
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[07/16/2008, 21:00] La classifica della competitivita? per nazione nel mondo del vino - dati Viniflhor

[English translation at the end of the document]
Fonte: Viniflhor
Viniflhor pubblica una specie di classifica della competitivita? del prodotto vino per nazione. Lo fa praticamente dando un voto a ciascuna nazione misurandola su sei parametri, con un peso diverso, che portano a un giudizio espresso i millesimi. Il risultato lo vedete nel primo grafico. La Spagna, l?Italia e la Francia sono i tre mercati che eccellono nel panorama mondiale, seguiti dagli USA (a una certa distanza). In cosa eccelliamo? Secondo lo studio i nostri due punti forti sono la struttura molto diversificata delle esportazioni (coadiuvata dal mercato interno comunque molto grande), per cui siamo al primo posto, e la struttura del vigneto, ivi comprese le condizioni climatiche e ambientali.


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Tocai Rosso
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[06/05/2008, 19:10] La reciprocità dei polifenoli
La lettura sul sempre interessante Winesurf di questo e di questo articolo sull'uso dei tannini in enologia, mi ha ispirato una considerazione paradossale. L'uso di questi preparati di origine talvolta totalmente estranea all'uva, è oramai un fatto diffuso e accettato senza tanti problemi. I motivi sono ampiamente spiegati dai due articoli citati. Tra le altre cose i tannini sono apprezzati come stabilizzatori del colore dei vini rossi, in quanto si legano con gli antociani formando composti colorati più scuri e più resistenti all'ossidazione. Orbene, vediamo se invece io riesco a essere chiaro nello spiegare questo paradosso. Tannini e antociani sono entrambi polifenoli, e hanno come costituente della loro molecola lo ione flavilio (che bel nome) rappresentato in figura. Sono due molecole "moralmente" equivalenti, se mi si passa il temine. Si legano e si stabilizzano a vicenda. Ma allora perché è accettato l'uso di tannini esogeni alla propria uva per stabilizzare il colore del vino, e invece respinto l'uso di antociani esogeni per stabilizzare i tannini? Perché posso usare tannini per dare al barolo un colore più stabile, e non posso usare, chessò, la malvina estratta da una melanzana per smussarne e stabilizzare i tannini, ottenendo anche un bel blu profondo? Mistero! Luk
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[05/02/2007, 12:40] Un Cuore di ristorante


Fine aprile di allegria e gita a Roma, città di eterna bellezza e fascino ammalliatore, a trovare due grandi amici: Giuseppe (nella foto mentre si gusta un Habana autentico...), ricercatore...

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[04/09/2008, 11:31] Un megainceneritore a due passi da Roma, nel cuore dei Castelli Romani
Mi riaggancio alla segnalazione fatta un paio di giorni fa dalla mia carissima amica Veronica e al post impeccabile di Roberto che ha spiegato davvero tutto, perchè è bene segnalare anche qui una notizia a dir poco agghiacciante. Di un caso simile se n’era parlato già a suo tempo, quando volevano mettere un gigantesco [...]
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[07/11/2008, 08:22] Red Letter Day
Tocai Rosso
While one who sings with his tongue on fire
Gargles in the rat race choir
Bent out of shape from society's pliers
Cares not to come up any higher
But rather get you down in the hole
That he's in.

Busy time here, in refried country. Wine people from California to Montalcino have been joining us in the sun-baked trenches of the last market that makes sense. Italian wines are alive and well and this week gave proof to that preposterous assertion.

Tocai RossoAnd what is the secret, the magic ingredient? It?s leather and the lack of it in certain places. It relates to the street and the tenacity of those who have joined us in our quest to take on the final frontier. Italy has gotten a hold on this state which is larger than Italy, as large as France. This is no easy task, but we are going to bristle and mow our way through the year to prove to New York, Chicago, LA and San Francisco that there is competition for the fine wine segment of the Italian wine market. This week was just the beginning.

Tocai RossoImagine getting up at 6:oo AM in order to get ready for a long day. Nine wines, six clients, 120 miles of driving, in a circle, like a carousel. Young palates, master tasters, Italians, chefs, wine bar enthoos, no we?re not talking about Austin (next week, Dottore). We?re a bit east of the Barnett Shale, the phenom that is transforming the local economy and making a lot of believers out of the Texas miracle. More on that another time. Right now we have just come off of three days of intensive tasting and pounding the streets. The leather I was talking about was on the bottom of my shoes. No, that?s not some lunar landscape; that, my friends is a badge of honor. Yes, we?re still paying our dues and proud of it.

Tocai RossoVacation to Europe? Not yet, the action is here in the armor plated patrol vehicles. With the inside of them coming up to 110-115° F, we have our Koolatron chests panting to keep our wine and our laptops cool. Suit, tie, long sleeve, yes grasshopper, we have entered the battle zone and we will not surrender and we will conquer the hubris and the entropy. With or without our punch lists.

I got a call from Hollywood today, from a friend who runs a studio. Actually, Burbank. Anyway, he?s got a movie that?s doing great right now. Famous for the way a shoe is integral to the story line. A hybrid.

Tocai RossoI?m at lunch with four other gents. Checking out one of the haut-spots. I cannot find a wine on the list for less than $100 bucks. An old Italian SB for $12 a glass that is selling down the street for $9. I start to see red. The start of my red letter day.

Darkness at the break of noon
Shadows even the silver spoon
The handmade blade, the child's balloon
Eclipses both the sun and moon
To understand you know too soon
There is no sense in trying

Italy is turd-blossoming. A day after tasting wines from all over Italy, from Piedmont to Basilicata, from Sicily to Tuscany, we finish off the day with some Pinot Noirs from The Santa Rita Hills. A Seasmoke trio with a handful of cheeses from Italy to Spain, California, France, Wisconsin.

Tocai RossoLater that night, I am dreaming of California; the dream is a wild ride with a young family member, Vinitaly, Dr. P and the rolling hills of the Central Coast, sometimes in the sunlight, sometimes on fire. Then, cool breezes, and a waterfall , emotion, and collapse. Powerful wines that provoke such vivid dreams, or was it the cheese? I know at 9:30 I fell asleep with the lights on, only to hear in the distance the light ring of a text message. It?ll have to wait, I?m in Monroe country.

You lose yourself, you reappear
You suddenly find you got nothing to fear
Alone you stand with nobody near
When a trembling distant voice, unclear
Startles your sleeping ears to hear
That somebody thinks
They really found you

Dallas, Austin, Chicago, Hollywood, New York, Rome, Washington D.C., New Orleans, Sonoma, Castiglione della Pescaia, Harlingen, San Benedetto del Tronto; just some of the stops on the summer-fall tour.

Tocai Rosso?Take me with you to Italy,? they said in an aisle as I came up off my knees from placing the bottles of Oltrepo Pavese red on the rack. ?We?ll carry your luggage.? I had a master class in packing today. One pair of shoes, two pairs of pants, three shirts, no medicines ( get them there when or if you need them). One camera, no computer, travel light. Nothing to check, little to carry on, they have changed the rules. Like my film-maker friend said today, ?flying sucks, unless it?s business class on international or a private jet.? Have your gal call Clooney?s gal and let?s get hooked up, pal. (It?s alright ma, I can make it.)

A question in your nerves is lit
Yet you know there is no answer fit to satisfy
Insure you not to quit
To keep it in your mind and not fergit
That it is not he or she or them or it
That you belong to.

Although the masters make the rules
For the wise men and the fools
I got nothing, Ma, to live up to


Tocai Rosso



Red lettered words by Bob Dylan
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