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Mondo Di Vino
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[07/22/2008, 17:03] Lorenzo Gammieri, il gioielliere del tartufo

Riesling Renano

La parata dei Sovversivi del Gusto è ben lungi dall’esaurirsi. Come non dedicare una citazione a Lorenzo Gammieri, di Larino (Campobasso) come Travaglini, mentore dell’azienda Perle del Molise?
Le perle, se qualcuno fosse curioso, sono i tartufi. Lorenzo è un tartufaro, un vero cercatore di tartufi, eccezionale conoscitore della materia. E non solo: è il primo tartufaro con un blog, anzi un diario web. Di solito, i cercatori di tartufo sono gelosissimi, reticenti sul “segreto professionale”. Lorenzo invece no, ed è una miniera di informazioni su scorzoni, bianchetti, Tuber magnatum e via dicendo. Nella foto di Marco Salzotto brandisce un bellissimo, grosso tartufo scorzone del Molise: uno scorzone che la sera del 13 luglio ha impreziosito un risotto buonissimo.
La sua azienda, è facile intuirlo, manipola i tartufi, combinandoli con altri funghi e con olio extravergine fatto in casa. Si parla di una mirabolante salsa di porcini e tartufo bianco, d’una delicatezza impareggiabile; dei tartufi neri interi o in “brecce”, perfetti in cucina (il tartufo nero, a differenza del bianco, dà il meglio se usato in cottura); il miele al tartufo, che non ho provato. E si tratta solo di una piccola parte dell’assortimento. Come potete vedere, niente olio al tartufo. E capire il perché è facile: un olio al tartufo è un prodotto che non c’entra con un cercatore di tartufi, perché di tartufo di solito non ce n’è un grammo. C’è un aroma di sintesi, il bismetiltiometano, che arriva direttamente da idrocarburi trattati dalle mani di capaci chimici. Se n’è parlato anche il 13.
Comunque provate i prodotti, meritano davvero.

Perle del Molise
Via Santa Chiara, 11
Larino (Campobasso)
Tel. 3482537628

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[01/01/1970, 02:00] Si va in vacanza all'estero? Informiamoci sugli eventi enogastronomici
Poi non venitemi a dire che non mi preoccupo che abbiate tutte le informazioni necessarie per non rimanere a bocca asciutta, ovvero senza vino e cibo! Avete in progetto di andare in Cina, in California, in India e non sapete se e quando fanno eventi enogastronomici che vale la pena andare a vedere? Detto fatto, con una certa fatica vi ho preparato uno schema con tutti i loghi e gli indirizzi delle principali manifestazioni internazionali e italiane. Non sono tutti, questo è certo, sia perché non tutti hanno il sito, sia perché non tutti sono già pronti con data e luogo. Ma direi che come assortimento non è male no? A proposito, le stesse cose le potete trovare nella sezione "Mostre e fiere" di laVINIum, ovviamente con i relativi aggiornamenti.Buona visione! Expovina PrimaveraZürich, 15-18 lug. 2008 Finger Lakes Wine FestivalWatkins Glen, 18-20 lug. 2008 26ème Fête du Vin et de l'Artisanat d'ArtSaint Rémy de Provence, 25-27 lug. 2008 10° Salon des Vins d'AnianeAniane, 26-27 lug. 2008 Vintage OhioKirtland, 1-2 ago. 2008 Foire aux Vins d'AlsaceColmar, 08-17 ago. 2008 Rambling RoséSan Antonio, 16 ago. 2008 Supermarket ExpoCairo, 28-31 ago. 2008 Sonoma Wine Country WeekendSonoma Valley, 29-31 ago. 2008 International Exhibition and Conferencefor the Food & Beverage IndustryShanghai, 3-5 set. 2008 International Food Industry ExhibitionAlmaty, 4-7 set. 2008 Wine, Food & Music FestivalChicago, 5-6 set. 2008 The 24th Annual WinesongFort Bragg, 5-6 set. 2008 Marché des Vins de SaumurSaumur, 6-7 set. 2008 VineaSierre, 6-7 set. 2008 Speciality & Fine Food FairsLondon, 7-9 set. 2008 Rassegna del Vino Pigato edegli altri Vini Doc LiguriAlbenga, 9-14 set. 2008 Salone Professionale dei Prodotti AlimentariKortrijk, 10-11 set. 2008 20° Salone Internazionale del NaturaleBologna, 11-14 set. 2008 Wine, Food & Music FestivalNaperville, 12-13 set. 2008 Festival of the VineGeneva, 12-14 set. 2008 International Food Ingredients ShowPolagra, 15-17 set. 2008 6th Foodstuffs, Drinks, Packagingand Equipment ExhibitionAtyrau, 17-19 set. 2008 16th International Exhibtion of Food & DrinkBangkok, 17-20 set. 2008 Wine & Spirits AustraliaMelbourne, 22-25 set. 2008 Fine Food AustraliaMelbourne, 22-25 set. 2008 Cape Wine 2008Cape Town, 23-25 set. 2008 X Festival Nazionale dei Primi PiattiFoligno, 25-28 set. 2008 Salon de l'AlimentationBrussels, 4-19 ott. 2008 The Restaurant ShowLondon, 6-8 ott. 2008 Wine for AsiaSingapore, 16-18 ott. 2008 Rocky Mountain Wine & Food FestivalCalgary, 16-18 ott. 2008 Food & Wine FestivalAtlantic City, 17-19 ott. 2008 Mostra dei Merlot d'ItaliaAldeno, 17-19 ott. 2008 Foire du VinRoeselare, 17-19 ott. 2008 5° Forum dei vini autoctoniBolzano, 20-21 ott. 2008 Rocky Mountain Wine & Food FestivalEdmonton, 23-25 ott. 2008 Wine, Food & Good LivingHelsinki, 23-26 ott. 2008 The Wine ShowLondon, 23-26 ott. 2008 Pinot On The River FestivalForestville, 24-26 ott. 2008 The Wine Exhibition of The Iberian WorldMiami, 25-27 ott. 2008 International Wine FairMiami, 25-27 ott. 2008 Salon du VinBâle, 25 ott.-2 nov. 2008 Fiera Campionaria RegionaleArtigianato, Gastronomia, EnologiaBiella, 25 ott.-2 nov. 2008 World Food UkraineKiev, 28-31 ott. 2008 International Wine FestivalDenver, 29 ott.-1 nov. 2008 National Barbecue FestivalDouglas, 31 ott.-1 nov. 2008 Salon GourmetSinne, 31 ott.-1 nov. 2008 Salon du Vin et du FromageFloreffe, 31 ott. - 2 nov. 2008 BBC Good Food ShowGlasgow, 31 ott. - 2 nov. 2008 Giornate del Riesling Alto AdigeNaturno, 4-9 nov. 2008 6th International ConferenceAgriculture and Food IndustryAlmaty, 5 nov. 2008 Wine & Gourmet AsiaMacau, 5-7 nov. 2008 New World Wine & Food FestivalSan Antonio, 5-9 nov. 2008 Salone Professionale Tecnica edEquipaggiamenti per Viticoltura ed EnologiaLisbona, 6-8 nov. 2008 23rd Annual Wine Food & ShowOttawa, 7-9 nov. 2008 Good Food & Wine ShowBrisbane, 7-9 nov. 2008 International Wine FairMonaco, 7-9 nov. 2008 Salon Normand du Vin &de Produits de TerroirRouen, 7-11 nov. 2008 International ExhibitionFoodstuffs, Drinks, Packagingand Equipment for Food Industry Dushanbe, 11-13 nov. 2008 48° European Trade Fairfor the Beverage IndustryDushanbe, 11-13 nov. 2008 International Exhibition and Conferencefor the Food & Beverage IndustryMumbai, 13-15 nov. 2008 BBC Good Food ShowLondon, 14-16 nov. 2008 The Northwest Food and Wine FestivalLos Angeles, 15 nov. 2008 Gourmet Food & Wine ExpoToronto, 20-23 nov. 2008 International Exhibition forPackaging & Processing of RawMaterials for the Food Industry Moscow, 25-28 nov. 2008 World Food MarketLondon, 26-27 nov. 2008 BBC Good Food ShowBirmingham, 26-30 nov. 2008 Ein PrositTarvisio-Malborghetto, 29 nov.-3 dic. 2008 VinitechBordeaux, 2-4 dic. 2008 India's Food, Drink &Hospitality Professional MeetNew Delhi, 2-4 dic. 2008 Food & HospitalityShanghai, 4-6 dic. 2008 Food & LiveMonaco, 4-7 dic. 2008 Mostra Mercato dell'Artigianatoe dell'EnogastronomiaRoma, 11-14 dic. 2008 Salone Internazionale Svizzero del GustoLugano, 12-14 dic. 2008 India InternationalFood & Wine ShowNew Delhi, 15-17 gen. 2009 Salone Internazionale Gelateria,Pasticceria e Panificazione ArtigianaliRimini, 17-21 gen. 2009 Salon des Vins de LoireAngers, 2-4 feb. 2009 Marlborough Wine FestivalMarlborough, 13-15 feb. 2009 XVIII International Wines& Spirits ContestChisinau, 14-15 feb. 2009 Wines & Spirits ExhibitionChisinau, 18-21 feb. 2009 Boca Bacchanal Celebrating Wine & FoodBoca Raton, 27 feb.-1 mar. 2009 Montecarlo Wine FestivalMontecarlo, 28 feb.-2 mar. 2009 International Exhibitionfor Food & IngredientsS. Pietroburgo, 1-3 apr. 2009 Scottsdale Culinary FestivalScottsdale, 14-19 apr. 2009 19th Annual FloridaWinefest & AuctionSarasota, 23-26 apr. 2009 Food & Hotel VietnamHo Chi Minh City, 1-3 ott, 2009 Salon d'affaires internationalpour les acteurs des filièresVin et Fruit et LégumesMontpellier, 1-3 dic. 2009 Salone dell'AgricolturaTulln, 2-6 dic. 2009
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[01/01/1970, 01:00] Carovigno, Già Sotto l’Arco
Corso Vittorio Emanuele, 71Tel. 0831.996286www.giasottolarco.itSempre aperto, chiuso il lunedì. Ferie nella seconda metà di giugno Della vacanza pugliese si parla un gran bene tra quelli che seguono il trend. Masserie, olivi centenari e muretti a secco, una luce particolarissima e una gastronomia di corpo e d’anima. È questa la sintesi del «rural chic» che attira sempre più turismo interno di qualità. Spuntano come funghi nuovi resort e anche i ristoranti ...
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[06/05/2008, 23:29] Gli Effetti dei mutamenti climatici sulla vinificazione in bianco

Grande interesse ha suscitato nell’ambiente produttivo di Gambellara il seminario di approfondimento tenutosi presso la Sala Convegni della Casa Vinicola Zonin a Gambellara martedì 3 giugno.
L’incontro ha visto la partecipazione di Gianni Menotti, enologo di Villa Russiz, in Friuli, uno dei “bianchisti” più noti d’Italia, e di Angelo Peretti giornalista esperto di vini e trend di mercato.

L’incontro - dopo i saluti di Nicola Dal Maso, vicepresidente del Consorzio per la Tutela della D.O.C. dei vini Gambellara, e di Antonio Tonello, presidente della Strada del Recioto e dei vini Gambellara D.O.C, si è svolto sotto forma di una chiacchierata piacevole e dinamica, ed ha toccato svariati punti di interesse derivati dalle attuali problematiche legate all’innalzamento delle temperature e ha suggerito diversi e importanti spunti sia tecnici che dialettici.
I primi segnali di aumento delle temperature di alcune aree solitamente temperate portano gli operatori della filiera vitivinicola a ripensare e rimodulare strategie e interventi sia in vigneto che in cantina.
Dal seminario è emerso che sarebbe importante, sia da parte dei produttori che dei tecnici, concentrarsi sulla singola annata e sul territorio e preoccuparsi meno delle conseguenze sul lungo periodo del cambiamento del clima.
Per l’enologo Gianni Menotti “Le problematiche esistono, tecnici e produttori devono adattarsi: a volte è logico doversi affidare a diversi sistemi agronomici che sfruttino tecniche di irrigazione innovative.
L’elemento chiave però deve restare l’uva, il frutto - continua Menotti - il dna della pianta.
La maturazione adatta va trovata in base alla natura della vigna.
Risulta estremamente importante la gestione dell’acqua, della temperatura e della luce.
Dico sempre che bisogna sempre ricercare l’equilibrio in tutto: dal bicchiere al campo, in cantina, nella raccolta e nelle tecniche di agronomiche che si vanno ad utilizzare.
Io credo che ci sia una certa ciclicità dei climi nei vari secoli, la natura sembra avere un suo macro-equilibrio, sa adattarsi alle varie fasi.
L’importante è interpretare al meglio ogni singola annata rispettando il terroir e la tipicità della zona.
Intervenendo nella discussione anche Angelo Peretti ha manifestato un certo ottimismo: “Non è detto che questo innalzamento delle temperature sia per forza un dramma.
Bisogna saper interpretare i segnali della natura, fanno anch’essi parte della vinificazione. Bisognerebbe essere coerenti e leali verso il proprio territorio, ricercare la tipicità a tutte le temperature.
Nelle varie epoche storiche si sono già verificati determinati sbalzi e cambiamenti climatici, tutti hanno portato a diverse conseguenze, non tutte negative, anzi.
Bisogna essere bravi a capire in quale direzione andare per sfruttare al meglio questo nuovo clima senza piangersi addosso e con grande voglia di lavorare”.
Ulteriori notizie sulla DOC Gambellara sul sito della Strada del Recioto e dei vini di Gambellara.

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[07/31/2008, 19:00] Il vino durante i pasti

Riesling RenanoParecchie le persone che preferiscono consumare il vino ai pasti. Meno, invece, quelle che lo fanno lontano dal pranzo e cena. Tranne tuttavia quando l'occasione lo richiede. Relativamente alla tipologia, si preferisce un vino di bassa gradazione e rosso. Il vino bianco è tuttavia molto apprezzato con i primi piatti, con i piatti di pesce e i freddi. Abbastanza gettonati sono i bianchi frizzanti. Altra considerazione che merita interesse è che spesso il consumo di vino è proprio associato al momento del pasto, ben lontani dall'evocare il vino quale momento di piacere o meditazione. Per dirla tutta, tranne che in alcune realtà, non sempre si entra in un bar e si chiede del vino sfuso o in bottiglia. Bisogna tener presente che è saggio - lontano dai pasti principali - consumare vino bianco o rosso sempre a stomaco piano e in modeste quantità. Buona regola [che non vale solo per il vino] è bere poco, ma bene! Decenni or sono sia per mentalità che per il tipo di lavoro e di vita c'era la tendenza a bere di più durante i pasti. La media pro capite attualmente è circa un bicchiere scarso di vino, certo che è tutto estremamente soggettivo e le medie hanno la loro valenza statistica. Negli ultimi anni è pur vero che molte cose sono cambiate: la vita, soprattutto, dal punto di vista qualitativo è migliorata con maggior disponibilità economica. C'è stata quindi più opportunità nel scegliere altre bevande per pasteggiare, come la birra, un tipo avulsa completamente dal momento pasto e ora molto apprezzata! È innegabile che un bicchiere di buon vino magnifica ed esalta anche il più semplice dei cibi, e il consumo del vino ai pasti si presenta come una bella opportunità per stare bene?senza esagerare, però!

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[08/03/2008, 20:27] Scarf people invade New York!
It was comical enough last week when I saw people in Italy -- men as well as women -- wearing scarves in torrid weather. OK, you know how ridiculous I think the Italian obsession with a covered neck (no matter the rest of the upper body be nude). Now they're doing it here too! See this peculiar slide show by the Times's Bill Cunningham, who narrates the piece with an Eastern Massachusetts accent you could cut a knife with. (I feel right at hom.) I suspect a great many of...
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[06/02/2008, 19:29] Korbin Kameron by Office studio NY
Riesling Renano

Disegnato da Jason Schulte di Office studio, rinomato studio di New York (tra i loro clienti v. Coca-Cola, Fanta, Levi's...), Korbin Kameron "è una boutique del vino con sensibilità moderna. La semplicità della confezione, lo distingue da più tradizionali approcci al vino di etichettatura, ma vuole fornire un senso di moderna eleganza e raffinatezza per queste annate prodotte in serie limitata.
L'identità del vino Korbin Kameron è stata creata come una moderna interpretazione della vite tendrils. La libera-forma geometrica del tendrils è analoga agli aspetti che miscelano l'arte e la scienza nella produzione del vino.


via dieline
graph Office studio
winery Korbin Kameron winery in Sonoma Valley, California
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[11/08/2007, 23:32] Domani svino
Beh, è stato un periodo durissimo !... Non ho mai avuto la forza di scrivere qualcosa nelle ultime settimane. Sono stanco, e la febbre mi ha da poco lasciato... Domani spero di rientrare in cantina. Il nuovo Nuvole e Pane mi aspetta con ansia ! E' in macerazione da circa un mese ed è proprio ora di svinarlo e metterlo nelle botti. E' duro, forse fin troppo: la maturazione sarà molto lunga !...
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[06/22/2008, 22:41] terre da vino spunti rurali in chiave contemporanea
Riesling Renano


Terre da vino è una società di produttori delle Langhe e Roero che ha costruito alcuni anni fa le nuove cantine a Barolo per una superficie totale di 5 mila metri quadrati su un terreno di 25 mila e un investimento di 7 milioni di euro.

Linee curve per il tetto che richiama il profilo delle colline, color mais sulle pareti esterne e lastre metalliche ossidate per le coperture. Il tutto arricchito dall´ utilizzo di legno lamellare, curvato alla maniera antica dei bottai, che fa da contrasto con la passerella d´acciaio sospesa a cinque metri d´ altezza e gli intonaci argentati che brillano attraverso le vetrate. Questi sono alcuni degli elementi architettonici pensati dall'architetto Gianni Arnaudo

L´ idea è quella di accostare spunti rurali come la tonalità rosso vino dei muri e i graticci per appendere le pannocchie a uno sfondo hi-tech dato dalla nuova linea robotizzata di imbottigliamento o dal sistema di condizionamento che garantisce temperature fisse di 12-13 gradi, come se la cantina fosse scavata sottoterra. Ma soprattutto dalla sala di affinamento da 3 mila barrique (l´ equivalente di 800 mila bottiglie) con vetrata belvedere sulle vigne dove i 2.500 soci coltivano le uve doc. All´interno, delikatessen-enoteca e tutto attorno in allestimento un parco biologico per recuperare le piante autoctone in via di estinzione.


Terra da vino
Via Bergesia 6
12060 Barolo (Cuneo)
Tel. 0173564611
www.terredavino.it
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[06/11/2008, 10:06] VEUVE CLICQUOT VERTICAL LIMIT
Riesling Renano


VEUVE CLICQUOT VERTICAL LIMIT
By Porsche Design Studio

Madame Clicquot sognava di creare uno Champagne capace di conquistare il mondo.
Era una donna d?affari coraggiosa, forse la prima in assoluto, e non amava i compromessi. Il motto della Maison Veuve Clicquot Ponsardin è da sempre ?Una sola qualità, la migliore?.
I suoi Millesimati sono la delizia degli amanti dello Champagne e di tutti gli epicurei del mondo. Per la prima volta 12 Magnum di annate rare, dal 1955 al 1990, che ripercorrono più di mezzo secolo di storia della Maison, sono stati raccolti in una modernissima ed esclusiva cantinetta per vino, creata da Porsche Design Studio. Una collezione di Champagne Millesimati assolutamente straordinaria, che meritava di essere celebrata con il più emblematico degli oggetti del desiderio.

Veuve Clicquot Vertical Limit by Porsche Design Studio, disponibile in soli 15 esemplari al mondo, uno dei quali destinato all?Italia, racchiude i 12 Millesimati più esclusivi a partire dal 1955, tutti nel formato Magnum, ideale per esaltare l?invecchiamento del vino.
Veuve Clicquot Vertical Limit by Porsche Design Studio è il frutto dell?alleanza artistica tra due modi di espressione dell?immaginazione e dell?ingegno. Un oggetto d?arte raro, nato dal connubio tra la grande tradizione vinicola francese e l?audacia innovativa di uno dei team di designer più prestigiosi del mondo? una fusione senza tempo di due icone del lusso e del Design.

Per molti.....ma non per tutti ????
Mmmmh.....per pochi, forse troppo pochi....e a noi comuni mortali non resta che guardare e sognare ????

Maaaa, direi anche .... No ;-)
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[06/25/2008, 19:20] Nebraska!
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[05/07/2008, 21:44] Vini di Moda, Vini Sempreverdi, Fascette e Biodinamica

Si è svolto il 2 maggio, con l’organizzazione a cura della Festa dei Vini Classici della Valpolicella di Pedemonte (VR) e del Palio del Recioto di Negrar (VR), il convegno dal titolo “Vini Trendy, Vini Evergreen: quando il trionfo di oggi diventa un successo senza tempo”.
Molta la carne al fuoco, compreso una riunione del Consorzio della Valpolicella, con una novità abbastanza importante: quindi vedremo di parlarne e commentare.

Biodinamica e Champagne:anche Poiana Maggiore era Biodinamico?

Il primo intervento della serata è stato dell’enologo Hervè Jestin, della Maison Fleury Père et Fils Champagne (il sito): oltre a rappresentare il vero Sempreverde e sempre di Moda Champagne, la Maison da circa 10 anni pratica la viticoltura biodinamica, e nel settore in Francia è una delle voci più autorevoli, seconda forse al solo Nicholas Joly della Coulèe de Serrant.
Non starò a tediarvi con la viticoltura biodinamica, perché la conosco poco, e quindi la castroneria è in agguato, al limite guardatevi il sito italiano di Rudolf Steiner, colui che codificò la biodinamica, per avere notizie precise: se credete all’influenza delle varie forze naturali e cosmiche sulla vita animale e vegetale, allora qui c’è da divertirsi.
Monsieur Jestin, con l’ausilio di prove ed esperienze, dice che la viticoltura biodinamica dà grandi risultati, mentre per la vinificazione e tecniche di cantina la sperimentazione è ancora aperta, in quanto lo Steiner non fece in tempo a dedicarcisi, e quindi si opera rispettando i suoi principi.
Alla fine comunque l’esortazione ai presenti è di provare la Viticoltura Biodinamica: alla Fleury i risultati sono ottimi Champagne.
Una cosa soltanto: ho ricordi del nonno e di molti vecchi contadini che non muovevano foglia nei campi se Luna e Sole non erano “come si deve”o se non era Consigliato dal ” Lunario di Pojana Maggiore”, leggendario Astrologo-Contadino veneto, che tramite il suo lunario, appeso in ogni stalla e deposito agricolo, scandiva la vita contadina e le sue attività secondo la Luna ed altri astri.
Vuoi vedere che i nostri nonni ascoltando Pojana Maggiore praticavano l’Agricoltura Biodinamica senza saperlo?

L’Egoismo Solidale della Franciacorta
Con questo semplice concetto, Mattia Vezzola, enologo gardesano della Bellavista, una delle maggiori aziende della Franciacorta, ha superbamente riassunto uno dei motivi che hanno reso questa zona vinicola come un nuovo classico, nell’attesa di diventare sempreverde, dello spumante in Italia, anche se giustamente si arrabbiano quando si chiama spumante un Franciacorta: questa denominazione, assieme a Champagne e la spagnola Cava, può escludere dall’etichetta la dicitura vino spumante e il metodo di produzione, Franciacorta vuol dire Franciacorta e basta, e lo stesso vale, ovviamente anche per Champagne e Cava.
L’Egoismo Solidale che ha portato a questo risultato, dovrebbe fare scuola anche nelle altre regioni vinicole, ma i classici interessi del quartierino tipici dell’Italietta Vinicola fanno in modo che l’insegnamento bresciano resti quasi una parola al vento, anche se fortunatamente non sempre è così: abbiamo l’esempio della DOC Breganze e della DOCG Montefalco Sagrantino che si stanno muovendo allo stesso modo, con una sola differenza, che i Bresciani lo fanno meglio.

Come Montefalco Sagrantino è diventato un classico
L’intervento di Marco Caprai, dell’omonima azienda, con un breve excursus, ha spiegato come pochi ma volenterosi viticoltori di Montefalco, abbiano recuperato il vitigno Sagrantino, e nonostante i pareri contrari dei “soloni” locali, siano riusciti, cavalcando il concetto di vino di nicchia di qualità e di produzione inferiore alla domanda, a creare un nuovo classico.

Amarone: le nuove fascette ne faranno un classico?
Su quanto detto al convegno sull’Amarone non posso riportarvi alcunché, essendomi perso gli interventi di Severino Barzan della Bottega del Vino, tempio del vino in Verona e nel mondo, e di Emilio Pedron, AD dell Gruppo Italiano Vini e fino a poco fa, presidente del Consorzio Vini della Valpolicella, se non che di sicuro è trendy e tira, vedi anche il mio articolo, e che a Villa Quaranta giocava in casa.
Quello che invece è interessante, invece, è l’assemblea del Consorzio Vini della Valpolicella, che nello stesso pomeriggio ha deliberato l’ormai mitica e più volte annunciata fascetta di stato per i vini della Valpolicella ottenuti da uve appassite, ovvero Recioto e Amarone, e atta a garantirne la tipicità e la qualità.
Ma quello che mi chiedo: a cosa serve la nuova fascetta?
Non è quella della di una volta della DOC, e nemmeno quella DOCG, e Dio ce ne scampi, visto che in Veneto la DOCG porta sfortuna, e vedi il caso Brunello, non salvaguarda nulla.
Poi col discutibile disciplinare della Valpolicella, che permette l’imbottigliamento dei suoi vini anche fuori zona DOC, non salvaguarda nemmeno gli ignari consumatori stranieri, visto che mi sembra di capire che la fascetta sia solo per i vini venduti in Italia.
Poi la fascettatura sarà obbligatoria non da una determinata vendemmia, ma per gli imbottigliamenti fatti dal 1 luglio 2008, e non è chiara la posizione delle bottiglie di quelle aziende che hanno già imbottigliato Amarone e Recioto, che lo stanno giustamente affinando in bottiglia prima di etichettarlo e commercializzarlo e che corrono il rischio di  ritrovarsi con Amarone e Recioto di “serie B” perché senza fascetta.
Sempre il disciplinare che dal 2003, ovvero dai vini in commercio dallo scorso anno, permette l’uso dei soliti vitigni gramigna cabernetmerlotsirah nella stessa percentuale dei veri vitigni veronesi come molinara e oseleta, che tipicità garantisce ai consumatori, quando storicamente i vini della Valpolicella sono sempre stati a base di uve corvina, rondinella, molinara e altre varietà realmente autoctone?
Insomma, forse sono ignorante nel senso che ignoro lo scopo della fascetta, che non è ne DOC ne DOCG, visto che nei punti citati non vedo alcuna salvaguardia per il consumatore straniero, che si vede spesso e volentieri proporre Amaroni al prezzo di un Valpolicella Superiore, ovvero casi simili al Parmesan, alla Mozzarella della Campana o della Pommarola cinese, e quanto all’italiano sa benissimo leggere l’etichetta.
E le tipologie Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso sono figlie di nessuno, visto che la “garanzia” è rivolta principalmente all’ Amarone e al Recioto?
Insomma, questa fascetta qualcuno me la spieghi.

Detto questo per adesso vi saluto.

Max Pigiamino Perbellini

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[08/04/2008, 16:30] Maccheroni di Toscana ai magnifici sapori

Riesling RenanoUna pasta così buona, che tiene il sugo con incredibile ''naturalezza'' non è evento frequente. I maccheroni di Toscana della Martelli sono una pasta saporita con cui realizzare tantissime ricette. Certo che tra il caldo e l'afa opprimente non abbiamo molta voglia di dedicarci alla cucina. Per 4 persone calcolate circa 350 g di pasta, 4 cucchiai di olio evo, due peperoni rossi, una cipolla intera, un rametto di rosmarino, ¾ foglioline di salvia, poco peperoncino fresco, noce moscata, 80 g di pecorino toscano, pepe bianco, sale. Mettete in cottura la pasta che dovrà essere al dente. In un tegame fate rosolare la cipolla con l'olio evo; tagliate i peperoni a listarelle e fateli rosolare sul fondo di cipolla unendo un pò di acqua di cottura della pasta. Unite la salvia, il rametto di rosmarino, il peperoncino e fate insaporire con poco sale. Scolate la pasta e unitela alla sauce preparata. Iniziate a saltare, integrando il pecorino ridotto a scaglie. Una bella spruzzata di noce moscata e servire caldi. Abbinare un delizioso Chiaretto del Garda e buon appetito.

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[07/15/2008, 20:31] Il lonzino sovversivo di Flavio Calabria, norcino della Valtenesi

Riesling Renano

Qua sopra, per gentile concessione di Claudio Sacco, c’è la faccia del primo Sovversivo del gusto di cui voglio parlare: Flavio Calabria, da Muscoline (Brescia), a uno sputo da Gavardo. Com’è facilmente intuibile, Flavio è un norcino. Un norcino vero, che parte direttamente dai maiali piccoli per realizzare salumi e insaccati di delizia suprema.
La base di partenza di Flavio sono maialini piccoli, da 20 kg. Maialini che Flavio segue personalmente lungo tutto l’iter della crescita, fintanto che non si trasformino in maialoni pesanti perfetti per la macellazione e l’elaborazione.
Da materia prima ultracontrollata e di gran qualità, Flavio Calabria trae prodotti sorprendenti. Così sorprendenti che, pur conoscendoli già da un annetto, al riassaggio di domenica mi hanno lasciato basito. Da tempo non provavo salumi così buoni e, soprattutto, originali, riconoscibili nel gusto, non scambiabili con altri.
Partiamo dalla gioia di casa, la coppa. La coppa uno la collega alle colline piacentine, a Castell’Arquato, non certo alla Valtenesi. Eppure la coppa di Flavio è mirabile per aromaticità genuina, e per il sapore senza il minimo turbamento di conservanti o additivi invasivi. Magari potrebbe stagionarla un po’ di più, ma già così è buona, e davvero non è la norma.
Poi, il lonzino. Il lonzino affumicato con cotenna, da affettarsi non troppo finemente, è un perfetto, stuzzicante antipasto estivo pieno di grinta e di compostezza. D’eccellenza è però anche il lonzino con la bagna di vino rosso, che tradisce la sua ubriacatura con un sapore più complesso, più persistente, più ombreggiato nell’aroma robusto e contadino.
Indi, i salami. Il salame crudo al naturale vanta il taglio a grana molto grossa, tipico della tradizione norcina bresciana. E’ spontaneo e virile. Più avvincente ancora è il salame in bagna di vino rosso, di più grosso diametro e di più corposo impatto.
Si può anche citare un pezzo pregiatissimo, la bresaola di asinello, o magari alcune cose che quest’anno non sono state fatte provare, come le pancette e i lardi.
Ma alla fine voglio chiudere con una curiosità: il salame alle lumache. Appena giunto al bancone, ho addochiato subito questo salame grosso grosso, con evidenti macchie grigie nell’impasto rosso e bianco. A domanda precisa, Flavio ha confessato: sono lumache. Chiaramente chi non ama questi molluschi deve tenersi alla larga. Tanto meglio: ne rimane di più per noi, che abbiamo apprezzato questo bel tentativo.
In conclusione: un norcino sconosciuto, che però può squadernare una scelta da vera boutique del gusto per palati fini. Fategli una visita (magari chiamandolo prima, giusto per farsi spiegare la strada).

Gue. Cal. di Flavio Calabria
Via Burago, 6
Muscoline (Brescia)
Tel. 0365373668
Cell. 3384018852

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[01/01/1970, 01:00] Caselle In Pittari, 7-9 agosto. XXII Sagra del Salame del Cilento
La Sagra del Salame questo anno compie il suo ventiduesimo compleanno, con un successo che si è ampliato di anno in anno fino a renderla una tappa d'obbligo per coloro che in questo periodo soggiornano nelle località turistiche cilentane.La genuinità e la squisitezza dei salumi casellesi sono il fulcro del successo di questa manifestazione promossa dalla Pro Loco di Caselle in Pittari, che anche questo anno mira a far ...
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[08/06/2008, 09:09] Firenze deserta ma da Gastone un salto si può fare (se vi piacciono i biodinamici poi?)
Visto che sabato finiscono le mie ferie fiorentine (ovvero al lavoro ma con famiglia al mare lontana 1400 km e casa libera e serate a spasso) e cominciano le ferie “vere“, in questi giorni cerco di sfruttare ogni occasione per rimettermi in pari con le aperture di locali sulla scena cittadina. Da quasi ultimo (già Leonardo [...]
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[01/01/1970, 02:00] Il marito muto
Chiedo scusa se parlo di Maria, ma è una storia che conosco bene... Mi girano sempre in testa le parole della canzone di Giorgio Gaber quando penso a Il marito muto, primo romanzo di Claudio Castellani in uscita tra qualche...
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[01/01/1970, 02:00] Keith Jarrett Trio questa sera a Roma
Qualcuno si domanderà "ma che è successo ad Esalazioni etiliche? Non era un blog di vino? E' il secondo post dedicato alla musica...". Già, ma chi legge questo bloggaccio che si appoggia ad una piattaforma decisamente disonorevole per problemi di tempo, sa perfettamente che qui non si parla solo di vino ma anche di altre passioni, prima fra tutte la musica, la grande musica, quella che lascia il segno perché ha realmente qualcosa da dire, a prescindere dal gusto di ciascuno di noi.Nel caso di Keith Jarrett, poi, si può discutere quanto si vuole, ma rimane il fatto che è un musicista di talento che è riuscito a superare i confini e gli incasellamenti che tanti critici hanno tentato di affibiargli. Certo, le sue escursioni nella classica, con incisioni di un certo pregio come i 24 preludi e fughe op. 87 di Shostakovich, Das Wohltemperierte Klavier Buch I al pianoforte e Buch II al clavicembalo, una delle più difficili e straordinarie opere di Bach, le Goldberg Variations dello stesso autore, le bellissime Suites for Keyboard di Haendel, le meno entusiasmanti esecuzioni di tre concerti per piano e orchestra di Mozart, ecc., rappresentano il lato più "istituzionale" di Jarrett, e per certi aspetti meno avvincente.Indubbiamente il suo lavoro più difficile e libero sta nell'improvvisazione totale dei suoi concerti in solitudine, inevitabilmente altalenanti e a tratti ripetitivi ma con alcune pagine davvero memorabili, grazie anche al suo tocco straordinario e alla sua conoscenza pressoché totale della musica. Concerti difficilissimi, per i quali è necessaria una concetrazione assoluta, e che gli sono costati non pochi disturbi di salute, tanto che oggi, superata quella grave malattia psicosomatica che non gli ha permesso di suonare per alcuni anni, preferisce effettuare raramente quelle esecuzioni in solo, con una formula del tutto diversa: brani più brevi (prima effettuava due lunghe improvvisazioni in due tempi) e spazio agli standard, che gli permettono ovviamente un maggior respiro.Questa sera, chi si sarà ricordato di premunirsi in tempo del biglietto, avrà modo di apprezzarlo all'Auditorium di Roma, Sala Santa Cecilia, nella veste a lui più congeniale e ormai "standard", il trio, accompagnato da due musicisti il cui carattere si fonde perfettamente con le esigenze dell'artista di Allentown, Jack De Johnette alla batteria e Gary Peacock al contrabbasso. Un trio collaudatissimo con il quale ha forgiato decine di dischi e la cui formula funziona grazie alla loro ricchezza espressiva e creatività, alla tecnica perfetta e, soprattutto ad una sintonia musicale e di intenti che ha rari eguali nella storia del jazz. Si, ho detto jazz, perché in questo caso si tratta proprio di questo, jazz allo stato puro, un viaggio in questo mondo immenso, passando dai classici alle correnti più avanguardistiche, ma sempre con un tocco e un'eleganza raffinata che difficilmente può annoiare.Il Jarrett di oggi è indubbiamente diverso da quello del lontano Koln Concert, unico disco di piano solo che sia riuscito a vendere milioni di copie in tutto il mondo, la sua consapevolezza ed esperienza gli consentono un maggiore equilibrio, una misura e un uso della tecnica totalmente asserviti all'esigenza espressiva, con momenti di altissimo lirismo.Ora, i disattenti, sanno cosa si perderanno...
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[08/08/2008, 11:25] Deutschland Wein Tour, Long Cold Sommer 2008: un sommelier sul Nordsee
Vero che l’estate dovrebbe finire presto anche qui ma le ultime due giornate con Firenze città più calda d’Europa mi fanno provare un brivido di piacere lungo la schiena al solo pensiero che da domani me ne starò sulle rive del Mare del Nord con massime sui 25°. Nonostante le serate bellissime per locali, enoteche [...]
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[07/09/2008, 23:46] Bernardo Pasquali e il Chiaretto in Stelvin
Riesling RenanoSabato scorso Matilde Poggi ha fatto un esperimento: ha stappato in contemporanea le bottiglie del suo Chiaretto imbottigliato dalla medesima vasca in parte con tappo in sughero e in parte con tappo a vite di nuova generazione (lo Stelvin).
Dell'imbottigliamento sperimentale in Stelvin avevo dato notizia in un mio post.
Della comparazione fra i due imbottigliamenti scrive invece Bernardo Pasquali sul suo web site L'Acino Parlante, con un lungo e circostanziato intervento che vi invito ad andare a leggere integralmente cliccando qui.
Cito solo una parte del testo di Bernardo.
Ordunque, il testo comincia ricordando che "l'azienda Le Fraghe ha organizzato una bellissima serata in cui ha messo a confronto il proprio Chiaretto Bardolino DOC Rodon, nella versione con tappo di sughero classico e con il tappo a vite". E spiega così com'è andata: "All'inizio, dopo che il vino è stato versato nel bicchiere, il campione proveniente da bottiglia tappata con sughero, ha manifestato la sua intensità olfattiva e la sua complessità. L'altro campione proveniente da tappo Stelvin invece sembrava come chiuso, bloccato nella espressività dei profumi. Dopo qualche istante ecco la magia... Meglio ancora, la fisica! Il Chiaretto da tappo a vite raggiunge il suo equilibrio di tensione superficiale e le molecoline di profumo cominciano leggermente ma continuamente, a librarsi nella porzione di spazio racchiusa nel bicchiere fino a raggiungere il nostro naso. È come se lentamente quel vino stesse rinascendo, alzandosi dopo un lungo riposo. Ma cosa succede invece nell'altro campione proveniente dal sughero? I profumi impattanti iniziali si stanno lentamente scaricando lasciando spazio a fenomeni di incupimento delle sensazioni olfattive. Comincia a sentirsi un frutto più evoluto e tendente all'amarognolo. Non più integro e leggermente decadente. Insomma il vino si sta lentamente spegnendo nel bicchiere".
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[07/21/2008, 19:05] Dario Cecchini non è mai scontato

Riesling Renano

Dario Cecchini (qui in una delle bellissime foto che si possono vedere sul suo sito web) non cessa di alimentare polemiche e discussioni.
Riporto qui la lettera che mi ha spedito un lettore qualche ora fa. E’ riferita proprio a Cecchini, di cui chi mi ha scritto, come me, è estimatore.

La cosa che più mi fa arrabbiare è che la maggior parte della gente non ha mai assaggiato la sua carne sublime e si permette di criticarlo poiché è un personaggio mediatico e perciò un cialtrone palancaio. Io non ho mai conosciuto il buon Dario dal vivo ma ne avrò l’occasione lunedì 28, quando sbarcherà in quel di Serle (Bs) per una cena in piazza, ospite dell’ Osteria dei Tre Cantù (che da sempre propone i suoi prodotti). Visto la presenza di molti bresciani e nordici nel suo blog potrebbe essere l’occasione giusta per una smentita oppure per una conferma delle proprie teorie sul macellaio poeta. Ovviamente sono solo un appassionato come lei,non ho nessun legame con Dario e non ho nessun interesse nel fare pubblicità, ma vorrei solo che alcune persone provassero i suoi prodotti mettendoli sotto i denti e che non li giudicassero negativamente a causa di scialbe campagne televisive.

Beh, che ne dite? Io a Serle non riuscirò ad esserci. Certo che Dario fa sempre scalpore e suscita commenti a non finire.

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[01/01/1970, 02:00] www.michelemarziani.org
Appuntatevi l'indirizzo del mio nuovo diario on line, da oggi ufficialmente operativo: www.michelemarziani.org Vi aspetto!...
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[09/14/2007, 14:39] Educarli fin da piccoli
Riesling Renano
L'importante è fargli capire fin da piccoli cosa è giusto e cos'è sbagliato. E quando un nipote, per il tuo 35mo compleanno, ti disegna un biglietto di auguri come quello sopra, vuol dire che si è indiscutibilmente sulla giusta strada.

Che dire? Sono grosse soddisfazioni.

Cresci, Matteo, che molte cantine da visitare e tante bottiglie da stappare ci aspettano!

n.b.: il 46 è un omaggio di Matteo a Vale Rossi :)
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[01/01/1970, 02:00] Cambio formato
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[01/01/1970, 02:00] L'Acquabuona cambia look e diventa anche esteriormente un giornale
Il bravo Luca Bonci, che non si limita a fare la parte del gaudente assaggiatore di vino e di cibo, come i suoi colleghi, ma è l'elemento determinante, il tecnico, che consente al lavoro effettuato dai numerosi collaboratori della testata "in rete dal 1999 per amor di terra", come recita il sottotitolo, di venire pubblicato e letto dai numerosi enogastronauti.Era un po' che ci lavorava, sapeva che la versione precedente de L'Acquabuona non era proprio affascinante e conteneva davvero troppi link, ma era stata fatta in velocità perché il tempo è tiranno, si sa, soprattutto quando si hanno mille altri impegni, da quello familiare a quello professionale. Così Luca, in una situazione di difficoltà che lo ha visto spesso occupato fino a tardi, a rischio di divorzio (voci di corridoio...), si è impegnato fino allo sfinimento per far sì che L'Acquabuona non fosse una testata giornalistica solo nei contenuti ma anche nell'aspetto.E il risultato è senz'altro positivo. Molto più piacevole, con largo spazio alle immagini (queste risentono ancora della mancanza di un vero fotografo...) e un'organizzazione dei contenuti più snella e facile da individuare. Molto utile e intelligente lo spazio inserito nelle pagine interne con la lista dei collaboratori e reletivo feed RSS che consente di individuare subito i più recenti articoli scritti da ciascuno.Peccato solo per lo spazio pubblicitario posizionato a destra che occupa un settore della home page troppo evidente, al quale avrei preferito l'indice per rubrica, posizionato in modo da essere visto solo scorrendo la pagina. Ma la pubblicità, lo sappiamo bene, è l'unica entrata di una testata internet e a volte costringe a fare scelte non proprio ottimali.Bravo Luca, uno stimolo in più ad andarsi a leggere una delle riviste enogastronomiche online più interessanti del settore, che gode anche di una sobria versione inglese. Anche l'occhio vuole la sua parte...
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[07/04/2008, 13:35] Maledetta Peonina
(Clicca per ingrandire) Credo che la figura qui sopra spieghi qualche cosa riguardo al ?peccato? originale dell?enologia italiana, nonché riguardo alle ultime tristi vicende legate allo scandalo noto come ?Brunellopoli?. Sono infatti rappresentati i ?profili antocianici? di vari vini ottenuti da vitigni coltivati in Italia, ovvero il contenuto percentuale dei 5 antociani responsabili del colore del vino rosso, e delle loro forme esterificate (altri). Fra i suddetti antociani la Malvina dà colorazioni intense tendenti al blu ed è ritenuta da sempre la molecola più stabile e resistente all?ossidazione. Al contrario la Peonina tende maggiormente al rosso, e si ossida più facilmente verso tonalità granata e mattone. Vi dice qualche cosa?
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