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| [01/01/1970, 00:00] | Il ministro Zaia "sale" a Montalcino per chiudere la questione Brunello |  | | Il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia si incontrer? gioved? 3 luglio con l'ambasciatore USA Ronald Spogli (nella foto) e la stampa. Ordine del giorno "il decreto che ci consentir? di superare una volta per tutte il problema del paventato blocco delle importazioni negli Stati Uniti e di rilanciare l'immagine di questo straordinario prodotto del nostro territorio. Si tratter? di soluzioni assolutamente innovative, che probabilmente saranno assunte come format per il futuro".L'appuntamento con i giornalisti ? fissato per le ore 11.45 presso l'azienda Costanti, Colle al Matrichese, Montalcino.Si aprir? un dibattito con la stampa, durante il quale il ministro e l'ambasciatore illustreranno le loro posizioni e soluzioni su questo tema che ha, ovviamente, non poco impensierito i produttori ilcinesi, che destinano gran parte del loro Brunello proprio agli Stati Uniti.Difficile valutare quali saranno le soluzioni a breve e lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la pi? volte annunciata disponibilit? a rivedere il disciplinare del Brunello di Montalcino, ipotesi avvalorata anche dal recente intervento di Piero Antinori, che ha appena ricevuto l'ok per riprendere la vendita del suo Brunello Pian delle Vigne 2003 in quanto dalle analisi risulta assolutamente in regola. Antinori afferma che, al fine di evitare possibili problemi in futuro, inerenti alla presenza o meno di altre uve oltre al sangiovese nel Brunello di Montalcino, sarebbe auspicabile una tolleranza dal 3 al 5%, massimo 7% (allora perch? non dire subito dal 3 al 7?), che ? il margine d'errore previsto nel regolamento dei vivaisti. Il noto produttore toscano ha comunque puntualizzato che toccare il disciplinare ora sarebbe una mossa del tutto fuori luogo.E' un fatto che ci sono molti, troppi interessi da parte delle pi? importanti (quantitativamente) aziende produttrici di Montalcino, cosa che non lascia certo ben sperare in una soluzione che miri a tutelare l'immagine di questo grande vino, garantendo semmai l'assoluto rispetto delle regole e un miglioramento delle stesse al fine di evitare possibili furberie. | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 00:00] | Chiudono le fabbriche? Ritorna alla Madre Terra! |  | | di Federico Valicenti* “La madre terra, privata dei suoi diritti di concimazione, è in rivolta: la terra scende in sciopero; la fertilità del suolo decresce e aumentano le malattie” questo è quello che scriveva Sir Albert Howard ( agronomo (1873-1947) nel suo libro - Diritti della terra – alle radici dell’agricoltura naturale –Slow Food editore. Howard con questo saggio scritto cento anni fa riafferma la necessità di ripartire dalla terra ... | | TrackBack> |  |  |  |
| [11/03/2023, 10:09] | Di Fornovo, fiere, fastidi, e un libro (fondamentale) |  | Sono partito per Fornovo avendo in testa questo passaggio, tratto dall'opera pi? fondamentale recente sul vino (Epistenologia, cio?).
?Esco dall?ennesima fiera del vino, vivo vitale naturale indipendente nudo critico resistente e corsaro, con consueto disagio e un gran mal di testa. Non sono i solfiti, certo che no, e poi tanti vini che ho amato son qua, gli irregolari e scomposti. Non ? questo, non ti agitare: non ho cambiato gusti rispetto al precedente viaggio. ? piuttosto il chiacchiericcio costante da indulgenze plenarie, tutta quella polvere che l?ambulare continuo da un banco a un altro, da un ?prova questo? a quest?altro solleva, insieme alle solite baggianate sulle annate e le frasi fatte che le accompagnano. Tutto questo mi procura un po? di fastidio, ma sono io, non ? certo colpa del vino. Abbiamo conosciuto dei vecchietti siciliani un po? persi e sperduti per la prima volta evidentemente portati a Milano perch? ora il loro ?prodotto? si vende. Mi piace il loro vino ma non per quel misero assaggio al banchetto, dosi talmente omeopatiche che sembra di essere in quel film di Antonioni dove si gioca a tennis senza pallina; mi ? piaciuto perch? mi piacciono loro, e questo non ? un surrogato rispetto al piacere del vino. Anzi, ormai sono questi gli aspetti del vino che noto: quella frase ?conta solo quel che ? dentro il bicchiere? ? qualcuno ancora lo dice, e con supponenza, come se rivelasse una verit? persino profonda ? non vuol dire nulla. Non c?? nulla solo dentro il bicchiere, perch? quel che ? dentro ? sempre anche fuori. Nemmeno dal rigoroso punto di vista delle ricerche sul percepire: perch? gustare, come ormai sanno tutti, ? multi- e cross-sensoriale. Poi una volta che esco m?infastidisco anche di me che ho provato fastidio?
Insomma ero malmostoso, preventivamente. Ma poi quell'ultimo passaggio, "mi infastidisco anche di me che ho provato fastidio", per me arriva a proposito, siccome mi ci specchio dentro da un pezzo. A Fornovo pioveva (ma che notizia ?, del resto)Fatto sta che ho improvvisato qualcosa per evitare il fastidio. Questa edizione di Fornovo era per me pi? libertaria del solito, non avevo mappe o desideri. Cos? in mezzo ai molti produttori notissimi, con folle di assaggiatori al tavolo, ho scelto sempre i tavoli dove il produttore meno noto, o proprio sconosciuto, era da solo, mezzo triste mezzo assonnato. Ecco, ho fatto una raffica di assaggi cos?. E sono stati quasi tutti assaggi molto interessanti, al punto che pure essendo partito per Fornovo pensando "non mi serve nulla" adesso ho tre o quattro nomi che considero con favore. Forse questa formula destrutturata si rivela ideale, ma comunque Fornovo non ha deluso nemmeno quest'anno.
Sconosciuti a me, sconosciuti al mondo come lo frequento, il mondo digitale, internet, la conoscenza condivisa. Che nel frattempo ? diventata cosa? Pure quella vittima di una forma di enshittification, ovvero: alcune cose cambiano, ma inevitabilmente in peggio. Potrei fare qualcosa in proposito per rimediare, uno di quei post riassuntivi di nomi, aziende, assaggi, schede, punteggi. Ma ci sono due problemi: ho detto che ho scelto in via preventiva produttori depressi e abbandonati, ora che figura ci faccio ad elencarli? Ma soprattutto: siccome non possiamo non dirci perulliani, cio? seguaci della filosofia di tanto autore, che smonta senza scampo chi fa il mestiere del redattore di schede (io, tra l'altro!), come si fa?
Ci? ? fastidioso, no? E ovviamente m?infastidisco anche di me che ho provato fastidio. | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/22/2018, 16:17] | Facts About Provillus |  | This is one of the hair supplement used in preventing hair loss. Hair loss is common in both men and women. This condition is associated with family history, hormonal changes, and certain medical conditions. It is also caused by scalp infections such ringworms. Drugs uses in treating cancer, arthritis, heart problems and blood pressure are the ones that cause hair loss. The other causes of this issue include emotional shock, excessive weight loss, a high fever, and radiation therapy. Provillus is purely natural and it can be used by both women and men. Apart from preventing hair loss, this product is effective in promoting regret of the lost hair. Again, it has complex ingredients that prevent hair loss. Ingredients of Provillus It contains natural ingredients such as pumpkin seeds, zinc, propylene glycol, nettle root, water biotin, and vitamin B6. These components are beneficial for hair growth and for the hair follicles? health. Again, they are well combined to bring the desired results. Provillus works by providing vital elements and necessary?nutrients needed by the hair. Vitamin 6 is one of the essential vitamins for maintaining a healthy hair. Its natural character is helpful for reducing side effects and allergic reactions. It should be used regularly to restore weak hair, prevent hair loss and make hair thicker. Individuals who take this supplement regularly can enjoy their hair coverage after three months. You can get many customers testimonials in the internet. Advantages of Provillus - It is effective in promoting hair growth in bald spots and other hair thinning areas
- Its active ingredients have potent hair regrowth properties
- It shows positive results after a few months or weeks
- It has become very popular due to its many positive reviews and effectiveness.
- It contains essential vitamins, and minerals making it easy for use.
Negative Effects of Provillus  - You will be required to use this product continuously for you to enjoy its benefits
- It can cause some side effects when used in higher amounts than indicated. It can lead to a feeling of?light-headedness or dizziness, and swelling of tongue and lips. Individuals who experience these side effects are advised to consult a doctor.
How is Provillus Used? You should take one capsule every day. It should be taken with food such as breakfast. It is very hard to get it for the local drugstores. It can be purchased from its official website.… | | TrackBack> |  |  |  |
| [10/26/2025, 10:00] | The Economics of Bullshit: Wine's Junket Folly |  | Scroll through Instagram on any given Tuesday and you'll see them: sun-drenched vineyard photos, perfectly plated lunches in Tuscan courtyards, selfies with winemakers, glasses raised against golden-hour light. Don't forget the hashtags ? #blessed #winetasting #sponsored (maybe). The aesthetic is flawless. The credibility? Not so much. But here's what you won't see: the unspoken contract. The implicit understanding that this week in Chianti, these meals, this business-class ticket, comes with an expectation. Not a requirement, mind you. Just an... understanding. You don't bite the hand that flies you first class and puts you up in a restored monastery. That would be ungrateful. Is this journalism? Marketing? Or something murkier that we've all agreed not to examine too closely? The Quid Pro Quo No One Mentions Let's be honest about what's happening here. When a winery or consortium spends thousands of euros bringing writers to their region, they're not funding some noble pursuit of truth. They expect return on investment. And the writers? They know it. They're not stupid?just conveniently flexible about what "editorial independence" means. The selection process itself tells you everything. You don't get invited back if you wrote that the wines were overpriced or the hospitality was lacking. The system self-selects for the pliable, the positive, the ones who'll post pretty pictures and talk about "hidden gems" and "undiscovered terroirs." It's Darwinian, really. Survival of the most compliant. Compare this to traditional journalism. The New York Times forbids staff and freelancers from accepting comped travel?a strict ethical policy against even the smallest hint of undue influence. The practical reality, as one editor explained, is that newspapers live in glass houses: you can't run expos?s on lobbyist junkets while your wine writer sips Barolo on someone else's dime. Ethics and optics are intertwined when credibility is your currency. This is access journalism?when reporters become so dependent on their sources that they lose the ability to be critical. Ask the wrong question at a White House press conference and watch your credentials disappear. Wine writers face the same trap. When your livelihood depends on maintaining relationships with the very people you're covering, objectivity isn't just compromised. It's impossible. But hey, the Brunello is fantastic. The Professional Junket Circuit: Serial Abusers of the System But the real problem isn't the occasional press trip. It's the professional hangers-on?the serial junket-takers who've built entire careers on free travel. They're living the dream, funded by someone else's marketing budget. You know them when you see them. Check their Instagram: Tuscany today, Pened?s tomorrow, Bordeaux next week, Napa by month's end. They're not wine writers who travel; they're travelers who occasionally mention wine between selfies. The telltale signs are everywhere: more photos of themselves than the wines, captions that could apply to any winery anywhere ("What a magical day!"), and a concerning ratio of exclamation points to actual information. Here's the math that should alarm every winery owner: If someone is doing twelve or more press trips a year, when exactly are they writing? When are they developing the deep knowledge that makes coverage valuable? The answer: they're not. They're spreading shallow coverage thin, posting a TikTok video (one of 34 million posted daily!) that fades in twenty-four hours, maybe a blog post if you're lucky. But don't worry?they'll definitely tag you. Yet wineries keep inviting them. Why? Because PR firms need to "fill seats." Because follower counts create an illusion of influence. Because nobody wants to admit they can't measure the return on investment. So let's just keep doing it and hope the algorithm rewards us. Let's talk about what this actually costs. A week-long press trip to Italy?flights, hotels, meals, ground transportation, winery visits?runs easily three to five thousand dollars per person. Multiply that by eight or ten invitees. What did the winery get? A few social media posts that'll be buried in the algorithm within days? Maybe a blog entry that'll get a hundred views from other wine bloggers? But look?thirty-seven likes! That's basically virality. That money could have hired a sales rep for a month. Could have upgraded the tasting room. Could have paid for a presence at a major trade show where actual buyers congregate. Instead, it funded someone's personal brand. And their next passport renewal. And that's the perpetual motion machine at work. Each trip makes these "influencers" look more influential, which gets them invited on the next trip, which makes them look even more influential. They're building their brand on your dime. Rinse, repeat, provide minimal value. It's the circle of life, Tuscan villa edition. The FTC Disclosure Theater The Federal Trade Commission requires disclosure of "material connections"?which includes free trips. Influencers must use clear language like "#ad" or "#sponsored." Must place it prominently. Must make it "hard to miss." In practice? You get "#ad" buried seventeen hashtags deep. Or "Thanks to XYZ Winery for hosting!" without clarifying that "hosting" meant five thousand dollars in expenses. Very transparent. Very ethical. But here's the thing: even perfect disclosure doesn't solve the ethical problem. It just makes it legal. You can disclose a conflict of interest without eliminating it. Readers don't need labeled bias?they need unbiased information. There's a difference. Though apparently not one the FTC cares much about. When the Influencer Becomes the Brand We've reached a strange inflection point where people make their living as "wine content creators." Their full-time job is posting about wine. Which raises an uncomfortable question: when wine coverage is your livelihood, who's really the client? The readers, or the wineries paying for your lifestyle? Trick question. It's neither. It's the algorithm. The metrics game compounds the problem. Analysis shows more than sixty percent of influencers admit to buying followers, likes, or comments. Fake accounts number in the millions. Yet wineries make decisions based on these numbers, unable to verify what's real and what's manufactured. It's the economics of bullshit?spending real money on fake influence, measuring success in meaningless impressions while actual sales remain a mystery. But the engagement rate looks great in the PowerPoint. And some of these folks have developed quite the sense of entitlement. I've heard stories?the blogger who demanded a business-class ticket before ever visiting a region, the influencer who refused to post without additional "compensation" beyond the free trip. When did we start treating wine producers like ATMs? Oh right?when someone figured out they'd actually pay. The Uncomfortable Truth Here's the question nobody wants to answer: Can you accept a five-thousand-dollar trip and still be objective? Maybe the answer is simpler than we've been admitting. Maybe you can't. Maybe we need to stop pretending there's some magical ethical framework that makes it okay. Either commit to independence?pay your own way, accept the limitations?or admit you're doing PR and market yourself accordingly. Just don't call it journalism while you're working on your tan in someone else's vineyard. But don't insult us by calling it journalism while posting from a Tuscan villa someone else paid for. Wine lovers trying to navigate this increasingly murky information landscape deserve to know what's genuine. Which recommendations come from expertise and which from expedience? The trust that took decades to build in wine media is eroding, replaced by cynicism. Wine deserves better than song-and-dance men and Instagram hangers-on. The hardworking farmers and winemakers pouring their lives into bottles deserve advocates who can't be bought. And consumers deserve to know whether they're reading a review or an advertisement. As they say in carpentry: measure twice, cut once. It's time the wine world cut the bullshit. ? written and photo-synthesized (with inspiration from the ancient Roman mosaics at Villa Romana del Casale in Piazza Armerina, Sicily) by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy wine blog + Italian wine blog + Italy W | | TrackBack> |  |  |  |
| [09/13/2008, 15:31] | Pat? gaumais |  | | In effetti, sia la cronaca che l'informazione culinaria ha da tempo abbandonato i pasticci di carne. Preparazioni molto diffuse nei paesi del nord europa, come il Belgio, nazione dove ho lavorato come informatica. La cucina belga ? molto interessante, perch? ha marcate influenze di quella francese e tedesca che sono state rielaborate secondo la tradizione della Vallonia e delle Fiandre. In Belgio, rammento di aver mangiato ottime tartine di aringhe, salsicce di maiale con patatine fritte accompagnate da birra. Pat? gaumais: prendere la carne di maiale, tagliarla a pezzi piccoli e grossolani e farla marinare a lungo sotto aceto e erbe aromatiche. Intanto in una coppa di vetro preparare una pastella di farina, lievito, uova e immancabile strutto. Lasciare lievitare e poi stendere la sfoglia in modo da ricavare due dischi del diametro di circa 20 cm. Prendere una teglia, imburrarla per bene, adagiare il primo disco di pasta e unire la carne marinata. Ricoprire con l'altro disco di pasta, pennellare il tutto con uovo sbattuto. Cuocere in forno per circa un'ora a 170? e servire. Accompagnare con birra artigianale del Belgio. Sonja Effe - Foto dal web | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/23/2008, 09:43] | Barilla chiama i blogger per Alixir |  |  Il 29 marzo scorso sono stato al temporary store di Alixir a Roma. Alixir ? una nuova linea di prodotti lanciata di recente da Barilla per la quale rimando al mio post scritto qui. L’occasione ? stato un invito ricevuto da Alex e Mirko di Ninjamarketing. Una bella occasione per conoscere personalmente diversi blogger con i quali si ? avuto modo di sentirsi su internet: Caterina Di Iorgi di Blogosfere, Lele Dainesi, Luca Conti di Pandemia, Stefano e Marco di Due Spaghi, Tommaso Maggio de Lospremiagrumi.com, Simone Sbarbati di Frizzifrizzi.it, Federico Quaranta e Tinto di Decanter su Radio2 Non ? abituale incontrare tanti blogger e personalit? del web 2.0 italiano che discutono insieme di un argomento, per cui qualche parola ? di dovere. L’incontro ? stato un esempio lampante di come le cose stanno cambiando: Barilla, una delle maggiori aziende del food italiano, incontrata i blogger per presentare la nuova linea di prodotti, ma soprattutto per avere un feedback su diversi aspetti: packaging, comunicazione, punti di forza e di debolezza, … Non far? il punto sulla comunicazione di Alixir nella blogosfera che, per certi aspetti, ha avuto dei risvolti non proprio ottimi, bens? proprio sul fatto del cambiamento in atto, cambiamento che nel mondo del vino appare un p? pi? lento. 1. Una grande azienda si apre 2. Obiettivo: avere un feedback, capire, ma anche veicolare il proprio nome tra gli influenti Mi ? rimasta impressa una frase che riporta anche Mauro Lupi nel suo blog: alla domanda “perch? non aprite un blog?”, il padrone di casa Eugenio Perrier di Barilla ha risposto Semplicemente perch? non lo sappiamo fare ShareThis | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 00:00] | Monferrato Rosso Carla e Oreste 2006 - Rinaldi Vini |  | | Dall'instancabile forza creativa e passione di Andrea e Paola Rinaldi, nasce questa nuova creazione, il Monferrato Rosso Carla e Oreste, dedicato ai loro genitori, frutto di un assemblaggio di due variet? che in molti casi hanno dimostrato di potersi legare e dare ottimi risultati... | | TrackBack> |  |  |  |
| [06/19/2018, 04:16] | Tips for Finding and Knowing the Health Status of a Pet |  | If you like to own a pet, then there are things that you need to consider so that you get a healthy pet. It is not wise to rush out and buy the first pet you get, buying a pet involves more than just the looks. But for first-time owners, there are simple but essential things that you should inquire from your seller before making the purchase. These necessary inquiries include the pet?s health and treatment record. However, before you start asking about the health of a pet, some people do not know how to find a pet to buy. If you are looking for your dream pet, then written here is how to go about it, and how to know if the pet is healthy. Google If you have been looking for a pet to buy and you have not yet found a seller, then you should try searching on the internet. Many people are not aware of how powerful the internet has become, now in a few seconds you can find information about the different pet sellers available in town. And not only will you find this information on the web, but you will also be able to see in pictures those pets that are available for sale. Reviews If you feel overwhelmed by the information you find from different pet selling websites, then you need to read reviews so that you can know what the previous buyers are saying. There are pet sellers who take pride in their work and always have the best pet breeds in the market, and these people even make follow-ups to ensure you are bonding, treating, and feeding your pet as suggested. Buying a pet from a seller who loves his work is a guaranteed way to find a healthy pet. Treatment Records If you have found your dream pet, then the next thing that you must do is ask for the previous treatment record. The veterinary who treats these pets is supposed to keep the records of each the treatments. If you do not ask for these records, then the chances of buying an unhealthy pet increase significantly. Find a Veterinary If you are not sure about the health of the pet you want to buy, then it is essential that you find a veterinary. An excellent vet will run some test and will inform you of the health status of your new pet.… | | TrackBack> |  |  |  |
| [11/12/2025, 10:20] | Persona Non Grata |  | | Retrieved from my spam file ?* Click images to enlarge
* --- Editor's note: No actual consortia were consulted in the writing of this memorandum. wine blog + Italian wine blog + Italy W | | TrackBack> |  |  |  |
| [04/10/2012, 14:23] | Cantine d'Italia 2012 |  | Balestri Valda premiata con le 2 impronte della guida "Cantine d'Italia 2012". Sono solamente 81 le cantine premiate, su 660 recensite! | | TrackBack> |  |  |  |
| [10/21/2007, 20:37] | Vino dei Blogger #11 - Coul?e de Serrant 1986 |  | 
Probabilmente, anzi, togliamo il probabilmente, la migliore bottiglia di bianco della mia vita. E' che non ce n'?, insomma, i Francesi saranno pure superbi, antipatici, spocchiosi, vanitosi, egocentrici e via cos? per? il vino lo sanno fare, mannaggia. E cosa che pi? mi fa andare in bestia, ? che se non avessimo portato noi (cio?, i nostri avi romani) la vite fin lass?, si starebbero ancora ammazzando di birra, 'sti galli. Invece producono nettari divini, come questa Coul?e de Serrant 1986. Un monumento. Bella scelta per il Vino dei Blogger #11, vero? Il tema era "Matrimonio d'amore, il vino del vostro abbinamento del secolo", ospitato da Andrea Gori di Vino da Burde, anche se vorrei cambiare il titolo in "il vino del secolo per il vostro abbinamento", vista la qualit? del vino messo in gioco.Che dire che non sia gi? stato detto della Coul?e, gioiellino di Messieu Joly? Contadino, scrittore, imprenditore, pap? putativo di tutti i biodinamici, sostenitore del completo rispetto della natura e dei suoi ritmi e, diciamolo, responsabile dei fallimenti di quanti nel tentativo di emulare le sue gesta hanno onestamente preferito conferire all'acetaia il proprio vino.Questo giovanotto di 21 anni ? di un'integrit? assurda, a partire dal tappo, perfetto sotto tutti i punti di vista. Aperto circa 6 ore prima di berlo, il vino riempe la cucina dei suoi profumi, gli stessi che ritrovo nel bicchiere, una sinfonia di profumi e note terziare veramente ipnotici. C'? di tutto, dalla cera d'api alle note floreali, liquerizia, salsedine e toni fortemente marini per un vino totalizzante. Che riconosceresti tra mille. In bocca ancora pi? affascinante, con una struttura e una cremosit? spettacolare e una mineralit? veramente spiccata. Cosa abbini a un vino del genere? Io proverei un Brodetto di Pesce in Bianco di Portorecanati. Ci sono delle varianti di questo piatto che richiedono il pomodoro, credo la versione Vastese, ma penso che del rosso sia troppo anche per una Coul?e. Questo piatto unisce il gusto del pesce grasso (triglie, sogliole, merluzzi, cefali, palombo, rospo, pannocchie...) a quello della zafferanella e alle fette di pane abbrustolito. La marinit? della Coul?e si sposa con quella del piatto mentre la sua acidit? compensa il grasso del pesce. L'aromaticit? dello zafferano selvatico invece viene esaltata dalla nota floreale del vino, in un connubio che, se non proprio marcariniano stretto, colpisce i sensi. E dopo aver bevuto e mangiato cos? bene, vi sfido a resistere al declamare l'ode al Brudettu...
El Brudettu Quant'? bbonu el brudettu purtannaru! Che gustu sapuritu, marinaru! E' 'n'arte antiga sempre pi? deffusa; Nun ve so di' pe? fallu cusa s'usa.
De l?arte sua, ve giuru, so? un sumaru; per? quannu lu magnu ? celu e maru! Chi lu ?ssaggia lu ?rv??, nu? lu recusa. Lu sai? El brudettu ? gi? ?rri?tu in USA.
V?l d?? che gira ?ttornu al mappamonnu. Ve pare gne?? Ma ?rmanne ch? el segretu che certamente l?? scu?tu nonnu. E s?el brudettu dienta vagabonnu ? segnu bonu, sc?; per? sta? quetu: quellu che magni ch? te ?rmette al monnu.
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| [09/05/2008, 14:58] | Chrome, browser e pubblicit? online |  |  E' online la prima versione - rigorosamente beta - di Chrome, il nuovo easy-browser di casa Google. Ne parla gi? tutto il web tecnologico da diversi giorni e a ragione considerata la semplicit? di utilizzo. Non mi perdo in dettagli tecnici vi dico soltanto che Chrome ? velocissimo, soprattutto con tutte quelle applicazioni web che utilizzano javascript (la console java di Chrome pare infatti sia ben 56 volte pi? veloce del compagno di casa microsoft). Per conto mio la scelta di Google di realizzare un browser proprio ? vincente. Google acquisir? in breve tempo una posizione di rilievo nella battaglia tra i browser pi? utilizzati e se qualcuno dovr? subirne le conseguenze penso sar? pi? Internet Explorer di Firefox che per quanto bello e supportato da un'ampia community, resta ancora piccolissimo in termini numerici rispetto al gigante pasticcione di casa Microsoft. Ma c'? un altro dato secondo me che ha spinto Google ad entrare da protagonista nel campo dei browser. Stanno spuntando come funghi, nell'ultimo periodo, sistemi per bloccare la pubblicit? sui siti internet: dai vari blocker alle nuove funzioni di navigazione di Internet Explorer 8. Si tratta per il momento di un impatto insignificante per il complesso del mercato pubblicitario ma se tali browser o sistemi dovessero prendere piede credo che dovremmo prepararci ad un totale ridimensionamento dell'offerta di contenuti che nel bene e nel male ? per il momento ancora inscindibilmente legata al traffico e quindi agli introiti pubblicitari. Ora, siccome google conta molto sul mercato pubblicitario per la propria crescita economica immagino non metter? particolari barriere - se non quelle ottime gi? previste contro pop ups, pop under et similia - alla pubblicit? online. Neanche a dirlo, da editore di contenuti gratuiti sono totalmente contrario ad ogni forma di restrizione della pubblicit? online eccetto verso quelle forme molto invasive e fastidiose che io stesso detesto e blocco in ogni modo. Credo fermamente che se il web deve e vuole restare sostanzialmente gratuito, dall'altra parte (chi legge) non possa pretendere la completa assenza di forme di monetizzazione da parte degli editori, certo, trasparenti e separate dai contenuti. Al contrario, sarebbe un po' come volere la botte piena e la moglie ubriaca. Quello che c'? da augurarsi ? che la qualit? pubblicitaria si alzi sempre pi?, sia sempre pi? contestualizzata, sartoriale, diretta esclusivamente a coloro che effettivamente sono interessati a riceverla e in questa direzione stanno andando tutti coloro che online lavorano anche per offrire una pubblicit? che sia sempre pi? informativa ed utile e non invasiva per il lettore. Quanto allo scontro tra titani che l'introduzione di Chrome mette inevitabilmente in moto (chrome parte da zero ma a lanciarlo ? il brand numero uno del mondo, Google) penso che da sempre la gente ama i confronti e le sfide. Non credo che ci ritroveremo un unico browser definitivo, sia esso Chrome, Firefox o Internet Explorer, credo piuttosto che lo scontro attuale tra Internet Explorer e Firefox si sposter? forse tra Firefox e Chrome (preferibile) o muter? (probabile) in un nuovo scontro a tre, dove Chrome rischier? per? di passare rapidamente al posto scomodo del "monopolista", oggi rivestito da Internet Explorer. Bisogna vedere come Google riuscir? nel tempo a mantener fede al suo motto don't be evil: il successo a volte fa scordare i punti cardine sui quali si era cominciato il lavoro. Staremo a vedere, sicuramente sar? entusiasmante assistere in prima fila ai capovolgimenti con i quali stiamo scrivendo la storia del web. | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/21/2008, 22:10] | Tartare di tonno con mela, cetriolo e lime |  |  Una ricettina semplice, molto fresca e nel contempo raffinata. Il tonno, che ? l’ingrediente essenziale, deve essere freschissimo. Ingredienti - 2 fette di tonno rosso siciliano freschissimo
- 1 Mela verde Granny Smith
- 1 Cetriolo
- 10 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
- 2 lime
- Fior di Sale di Pirano
- Pepe di Sechuan
Preparazione Sbucciamo il cetriolo a dadini, priviamo la mela dei semi e tagliamo entrambi a dadini molto piccoli. Con un coltello da chef battiamo il tonno, riducendolo a tartare. In un bicchiere facciamo una citronette con l’olio, il succo dei lime, il sale e il pepe. In una terrina, mischiamo tutti gli ingredienti e, con l’aiuto di un coppapasta, impiattiamo la tartare, decorandola con due scorzette di lime arricciate. I vini che pi? si prestano sono quelli lievemente acidi con bouquet floreale. Un’ottima opzione ? l’Etna Bianco (carricante) oppure anche un Fiano di Avellino. | | TrackBack> |  |  |  |
| [07/25/2008, 13:44] | Famolo strano |  | | Non fai in tempo a scrivere un paio di post sugli antociani dell'uva, e di come una colorazione blu scura sia pi? gradita di quella rossa, che subito ti prendono in parola e tirano fuori i pomodori neri, i "Sun Black", come strombazzato dalla Stampa e dalla televisione. Le ragioni ufficiali per cui il pomodoro nero ? meglio di quello rosso, sono il maggior contenuto di antiossidanti e di vitamine che, come ? noto, allungano la vita e hanno anche un leggero effetto Viagra. Le ragioni reali, come spiegato dal Reset-Italia e soprattutto dal sito del CNR (stiamo parlando del 2006, altro che novit?!!), sono le seguenti: | | TrackBack> |  |  |  |
| [01/01/1970, 00:00] | Fate Brunello di Montalcino con sangiovese 100%? Dichiaratelo su Vino al Vino |  | | Qualcuno penser? ?a che serve un?iniziativa del genere? Figuriamoci se i produttori rispondono!?. Ebbene vi sbagliate, Franco Ziliani, giornalista autore del blog Vino al Vino, sta riscuotendo un forte interesse con la sua iniziativa; io stesso ero perplesso, ma ora devo ricredermi, ci sono produttori che hanno capito l?importanza... | | TrackBack> |  |  |  |
| [08/12/2007, 11:33] | VACANZE. |  | Inizia il meritato riposo per il vostro enofilo nomade!!

Buone vacanze e Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.
NELLA FOTO: VITICOLTURA IN CAPPADOCIA (TURCHIA). | | TrackBack> |  |  |  |
| [05/02/2008, 09:35] | Serata carne al Wine Enoteca di Lonigo |  | Il 15 maggio 2008 al Wine Enoteca di Lonigo ci saranno i cuochi di maisazi.com per una serata basata sulla carne. Questo il menu proposto ai clienti: Filetto di maiale alla frutta - alcune delicate fette al profumo di frutta e mosto al cioccolato. Tagliata di controfiletto all’estratto di fichi - strisce di manzo scottate e legate da un denso e gustoso estratto di fichi artigianale. Filetto di manzo nello stagno - un pregiato tournedos cotto in Aperol e Ginger, impreziosito da un pomodorino alla griglia con Sale di Cipro. Scamone con riduzione di Aceto Balsamico - un medaglione di manzo arabescato da un filo di dolce Aceto Balsamico ridotto e Sale dell’Himalaya. Il Wine Enoteca ? in via Garibaldi 25 a Lonigo. Per prenotarvi, se siete in zona, telefonate al +39 0444-834856. P.S. Estratto di fichi e mosto selvatico sono stati acquistati su www.inari.it (che qui conosciamo bene) | | TrackBack> |  |  |  |
| [03/04/2013, 08:00] | Il filo nero d?Italia, il Cabernet Sauvignon Tenuta San Leonardo, Il Pollenza e Tenuta San Guido: davvero parliamo di vitigno internazionale? |  | Il Cabernet e l’Italia rappresentano una lunga storia d’amore nata molto prima di quanto comunemente si pensi (leggete qui un intervento di Attilio Scienza in materia) e che in pratica solo da cinquant’anni a questa parte sta dando i primi entusiasmanti risultati al punto che il fatto di definirlo vitigno alloctono o forestiero in molti esempi ? quasi difficile. Per discuterne e apprezzarne il valore abbiamo organizzato una degustazione da Burde con tre Cabernet da zone climi e vinificazioni molto diverse con Tenuta San Leonardo dal Trentino, Il Pollenza dalle Marche e il celebratissimo Sassicaia da Bolgheri.L’idea era seguirne il gradiente aromatico partendo da nord e da un clima comunque pi? simile a quello?bordolese per poi proseguire con una giovane (o quasi) realt? che punta in alto come il Pollenza del Conte Brachetti Peretti nelle Marche (sulla costa, versante adriatico) e infine il benchmark di ogni cabernet italiano ovvero il Sassicaia che si trova sulla cost Ricordiamo che almeno in termini di profumi si pu? analizzare il cabernet in questo modo:a tirrenica quindi perfetto per provare e confrontare un territorio dal clima e influssi diversi.  - Nord Italia: mirtillo nero,?camemoro, mora, confettura di ciliegia, caff?, anice, rabarbaro, pepe, balsamico
- Centro Italia sul mare: ribes rosso e lampone, rosa canina, elicriso (macchia mediterrea), mirto, eucalipto, cisto, ferro
- Campania: mirtillo e fragola, humus e caprifoglio, prugna, lavanda, pepe e cannella, cuoio, tabacco
- Sicilia e isole: fragola e lampone, mirtillo e pepe rosa, rosmarino ed eucalipto, salvia, oliva, anice, tabacco, rabarbaro
Ecco qui nei video un esempio di cabernet del nord (Tenuta San Leonardo con lo straordinario 2006) Qui dal centro (ma con clima pi? simile al meridione per certi aspetti) ovvero Il Pollenza E infine dalla Toscana (Tirreno e clima mite centrale) il Sassicaia: Il filo nero del cabernet scopre e definisce territori unici particolari e diversi tra loro e spesso finisce anche con l’aiutare l’epressione di altri vitigni se necessario, ? davvero difficile trovare un paese al mondo dove operi con tanta differenza di sensazioni gustativa ma anche uniformit? di risultati, spesso eccellenti. Soprattutto adesso che non viene piantato ovunque per ammorbidire o ingentilire presunti vini italiani rustici inadatti a gusti internazionali, i pochi cabernet rimasti giocano un campionato molto particolare, di nicchia ma anche molto importante per mostrare all’estero quanto il nostro territorio sia vocato e straordinario. Quasi come se il cabernet in fondo fosse una specie di lingua franca del vino che da un lato tutti capiscono ma che consente allo stesso tempo di far capire a critici ed esperti se un territorio ? in grado di produrre vini di rango internazionale oppure no. Per fortuna l’Italia ? tra questi e se a questo aggiungiamo la miriade di grandissime altre produzioni di qualit? ma pi? di nicchia si capisce che produrre grandi Cabernet in Italia paraddossalmente permette anche di vendere e far conoscere pi? i nostri autoctoni. | | TrackBack> |  |  |  |
| [02/26/2013, 09:00] | Chenin blanc, il miglior vino per la cucina giapponese? Scopriamolo il 27 febbraio al Kome a Firenze per God Save The Wine |  | Difficile trovare un vitigno che come lo Chenin Blanc possa dare al contempo grandi vini spumanti, vini giovani e beverini, vini di struttura e da invecchiamento e anche alcuni tra i pi? straordinari vini dolci che vengano prodotti sulla Terra. Questo piccolo grande miracolo avviene ogni anno in Francia nella zona che i pi? conoscono per i famosi ?Chateau? della Loira. E? (anche) per questo che qui non ci sono gli ?Chateau? che fanno vini come a Bordeaux ma i Domaines di cui ne incontrete quattro tra i pi? significativi durante la nostra serata del 27 febbraio al Kome per God Save the Wine. Sono vini che nascono per la tavola, di qualunque cucina si tratti: ne parliamo a fondo con Simone Morosi di Cave des Pyrene, lungimirante e coraggioso importatore italiano di vini di territorio. Quale ? la caratteristica principale per creare un abbinamento riuscito? Si parte dal piatto o dal vino? La grande cucina ha bisogno di un grande Sommelier per emozionare il palato, nella vita di tutti i giorni -invece- ?la miglior regola dell’abbinamento ? lasciarsi stupire. Aggiriamo benevolmente i classici dettami e regaliamoci la voglia di decifrare aromi che stimolano la curiosit?. L’appassionato di cibo far? ruotare molti diversi piatti attorno ad un unico vino e l’appassionato di vino stapper? champagne, chenin, e pinot nero su una buona pizza. L’importante ? creare picchi di godimento al palato Teoria degli abbinamenti ed esagerazioni: esiste davvero l abbonamento perfetto? Facci un esempio con un tuo vino e un piatto, esotico o italiano Prima dell’abbianmento perfetto dovremmo ricercare i prodotti perfetti o per meglio dire migliori. I grandi abbinamenti che mi hanno maggiormente colpito usufruivano di una materia prima di partenza eccezionale, non obbligatoriamente cara ma di ?qualit? cert?. Direi che, molto filosoficamente, l’abbinamento perfetto ? la continua sperimentazione condotta con alti prodotti e una giusta esperienza. Lo scorso anno ho potuto apprezzare dei Riesling con zucchero svolto abbinato a dei dolci non dolci, come degli chenin con residuo zuccherino abbinati a tortelli con ripieno dolce. Stupefacente e memorabile ?un piatto di benvenuto di un noto ristorante torinese abbinato all’ Americano Cocchi. Abbinamento musicale, un tuo vino e una canzone che ne sottolinea una caratteristica fondamentale Nella domanda ? gi? compresa la risposta: la MUSICA ? l’abbinamento musicale perfetto per qualsiasi vino e pi? nello specifico la musica di qualit? ? l’abbinamento ideale per un vino di qualit?. Un magnifico Stan Getz con il suo Sax definito sar? compagno perfetto per un’elegantissimo Pinot Nero borgognotto, Rachmaninov pu? andare a braccetto con l’aristocratica bevibilit? di un Sangiovese Grosso della nostra amata Montalcino, per un Nebbiolo delle Langhe trovo come abbinamento migliore il vocal Jazz musicalissimo e muscoloso di Kurt Elling, il miglior cantante in circolazione da diversi anni. Prince ? invece il magnifico sottofondo per I nostri Chenin Blanc: la sua chitarra ? stridente e tagliente come l’acidit? che li caratterizzano, il suo ritmo funky sincopato e preciso corrisponde al perfetto ritmo che i nostri danno al palato durante la cena o la degustazione, la personalit? ma al tempo stesso la godibilit? che entrambi mi regalano mi fanno pensare che questo sia l’ABBINAMENTO PERFETTO Vini in degustazione - Savanni?res “Arena” 2011 – Domaine Ren? Mosse
- Anjou Blanc “Rouchefer”2011 – ?Domaine Ren? Mosse
- Vouvray “La Dilettante” 2001 – ?Domain Breton
- Saumur Blanc “L’Insolite” 2011- Domaine de Roches- Neuves
Les Caves de Pyrene C.so Susa 22/a 10098 ?Rivoli ?( TO ) Telefono: 0173 290886 ? Fax: 0173 380725 e-mail:info@lescaves.it http://lescavesdepyrene.blogspot.it/ | | TrackBack> |  |  |  |
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