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Mondo Di Vino
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[03/05/2008, 16:15] USB Wine, una campagna marketing del vino virale che viene dall?Europa

Non ? semplice vedere grandi idee di marketing del vino online provenienti dal Vecchio Mondo, per cui vale la pena parlarne, se non altro per trarne degli spunti di riflessione.

Il video che avete appena visto, gi? pubblicato da VINO24.TV qui, viene dalla Francia (per la versione sottotitolata in lingua inglese cliccare qui). Ne abbiamo scritto il 4 dicembre del 2007: a quella data il video era stato visto 38.338 volte. Oggi siamo giunti a quota 192.722! Un ottimo risultato che si avvale della forza virale del video, linkato all’interno della blogosfera del vino globale, ma non solo, come vedremo.

La campagna di viral marketing rimanda l’utente, una volta terminato il video, al sito da cui ? possibile acquistare il prodotto. Il successo di questo video ? stato dato dal sito internet MensUp.fr, un sito che condivide news e informazioni tra giovani e adulti interessati alla tecnologia e al social networking.

Ci? che ? successo ? stata la diffusione del messaggio e del prodotti in un luogo in cui il wine marketing non era ancora arrivato (i giovani interessati alla tecnologia): un potenziale segmento di consumatori molto dedito al networking, per cui molto portato a diffondere i messaggi al proprio interno in maniera virale.

Infatti, gli utenti di MensUp.fr hanno passato il video l’un l’altro in quello che si ? rivelato un ottimo word of mouth, usando i loro legami di community e i loro network di amici. Da notare: tutto questo passaparola non ha avuto costi aggiuntivi all’azienda, la quale ha sostenuto spese solo per la realizzazione del video e per la sua messa in visione su un apposito spazio del sito.

Col risultato di ritrovarsi oggi a quota 192.722 visualizzazioni per la versione in lingua francese e 154.504 per la versione sottolitolata, entrambe su youtube.

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[05/21/2014, 15:56] Per chi, come noi, crede nella terra (e in Lucrezio). Wine tour a Tenuta di Fessina, accoglienza shabby-chic
La Sorgente del Vino
_L?accoglienza a Tenuta di Fessina, shabby chic. By Debora_ ??ascoltarne il profumo, anche diverso, al naso, poi in bocca. Il che dovrebbe avvenire per ogni cosa e fatto ? sia della vita materiale, sia di quella spirituale (la scuola, i rapporti d?amore, le amicizie, le discussioni dialettiche, quant?altro) ? che onorino la vita; anche ? contro i ricchi pi? ricchi ? la festeggino. Se fossi credente e visitassi ogni chiesa del mio percorso, prima che all?altare maggiore mi soffermerei alle opere d?arte ? pitture, affreschi, maioliche, arredi, sculture ? e cercherei di trarne il maggiore piacere, materiale e no. Per chi, come noi, crede nella terra (e in Lucrezio), ? imperativo porre l?attenzione ad ogni gesto, cos? da farci, in poco tempo, capaci di ogni scelta? Da Le parole della terra di Luigi Veronelli e Pablo Echaurren
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?Ges?, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era tras?to nel Dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve c?ciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milan?sa (senza zaffirano, pi carit?!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifridd?re. Intanto si c?cino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ?na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne sgrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carit? di Dio!). Il suco della carne s?ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s?assistema nel palmo d?una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e copre con dell?altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d?ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s?infilano in una padeddra d?oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d?oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringrazziannu u Signiruzzu, si mangiano!? Da ?Gli arancini di Montalbano? di Andrea Camilleri, Oscar Mondadori, 2001
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[11/23/2007, 07:57] NELLA CULLA DELLA VITICOLTURA PRIMORDIALE, NELL'OMBELICO DEL MAR NERO. LA CRIMEA, I SUOI VIGNETI ED I SUOI VINI SUADENTI.
C'? un mare, che dell'elemento mediterraneo rappresenta l'ideale e sostanziale prosecuzione verso l'oriente. Uno strano bacino, che agli osservatori poco avvezzi alle discipline geografiche da l'impressione di un grande lago. La Sorgente del VinoMa solo un disattento e colpevole sguardo pu? travisare la vera natura del Mar Nero. Un anomalo limes climatico, geografico e culturale, nel quale i fenomeni marini, meteorici ed antropici si intrecciano, si combattono e dialogano, come nell'ideale preludio ai limitrofi orizzonti caucasici.

A dispetto del suo aspetto lacustre era molto temuto dai navigatori dei secoli passati, che avevano come riferimento il faro della citt? anatolica di Trebisonda. Nelle notti buie e burrascose, "perdere la Trebisonda" poteva significare il trovarsi dispersi in un mare insidioso ed inospitale solcato dalle gelide ed indomite correnti provenienti dalla pianura ucraina, abili a rendere le sue acque fredde e scure. Il nome stesso (Mar Nero) pare che sia stato attribuito dai turchi sopraggiunti nell'area per distinguerlo dal meridionale e caldo Mediterraneo, da loro chiamato "Mar Bianco". Con lo stesso criterio, secondo alcuni, pare che siano stati attribuiti anche molti altri top?nimi (Nilo Azzurro e Nilo Bianco, la Bielorussia, il Montenegro e l'Albania).

Il clima di questo bacino ? in alcuni casi temperato, in altre zone pi? freddo. Ma in particolari situazioni, dove le catene montuose frenano i gelidi venti del nord, il clima si fa decisamente mediterraneo, con caratteristiche temperate e gradevoli, ideali alla viticoltura di qualit?. E pare che alcuni dei ceppi originari della vite abbiano proprio avuto origine nelle regioni costiere della Georgia e della Crimea.

La Crimea, il cui nome ci evoca guerre antiche e cariche avvincenti. La cui terra si rivela sorprendentemente prodiga di vini dolci e pregiati.

I vini di queste terre assumono prerogative antiche, con tendenze diverse da quanto ? oramai consolidato nelle enologie occidentali. Difatti, diversamente da quanto avviene per la nostra produzione, la gran parte dei volumi di vini prodotti nell'area ? costituita da vini ad alto contenuto zuccherino residuo, ottenuti anche con l'impiego delle anfore nelle fasi di vinificazione ed affinamento.

In occasione del vino dei blogger#12, proposto da Marco Cenci, ho pensato di parlare del pinot grigio 2002 dolce (?i?? ??i) prodotto dall'azienda Massandra (????????), situata nell'omonima localit? ucraina. Ho cercato, con molte peripezie, di ottenere alcune bottiglie prodotte da queste azienda, il cui nome suscita molte suggestioni nel cuore di ogni amante del mondo enologico. Quando, finalmente, mi sono arrivati questi oggetti da noi pressoch? introvabili non ho potuto resistere da un assaggio.



Il fascino del retroterra storico, geografico e culturale che questo vino ha estrinsecato all'assaggio, hanno pienamente ricompensato il disagio di una lunga attesa, ripagandomi con una pienezza di gusto e di aromi di grande eleganza.

Questo splendido vino viene ottenuto con uve della cultivar pinot grigio raccolte in vendemmia tardiva, sottoposte aLa Sorgente del Vino leggero appassimento ed avviate alla vinificazione in anfora. Successivamente, la prelibata bevanda, subisce un periodo di invecchiamento in legno di due anni dopo di che viene destinato all'imbottigliamento ed all'affinamento in bottiglia. Il grado alcolico finale ? pari al 13% del volume (senza ricorso alla pratica dell'arricchimento). Il colore ? rosso granato, molto caratteristico. Il profumo ? molto piacevole e ricorda il miele ed i fiori degli agrumi. Il gusto ? pieno e raffinato, molto dolce, bilanciato da una gradevole nota acida, in un connubio tale da renderlo molto adatto come compagno di un pomeriggio di lettura. Ottimo anche abbinato al consumo di dolci a base di frutta. In Ucraina si usa, ad esempio, degustarlo insieme ad uno strudel di prugne (???????? ?? ???????). La prova da me fatta mi ha dato soddisfazioni davvero notevoli.

Il prezzo??? In Italia non ho parametri economici precisi ma, in Ucraina, viene venduto ad un prezzo di circa 12 euri. Un costo davvero contenuto per un autentico capolavoro.

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: VEDUTA DELLA FORTEZZA GENOVESE DI BALACLAVA, ALCUNE BOTTIGLIE PRODOTTE DALLA CASA VINICOLA "MASSANDRA".
NEL VIDEO: ALCUNE IMMAGINI GIRATE NELLA STESSA CASA VINICOLA (VIDEO TROVATO IN RETE).


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[05/22/2014, 05:00] ?Etna Patrimonio Unesco: ambiente, legalit?, pace?. Convegno il 24 maggio a Nicolosi, Giornata Europea dei Parchi 2014
La Sorgente del Vino
Convegno ?Etna Patrimonio Unesco: ambiente, legalit?, pace?, in programma sabato 24 maggio, Giornata Europea dei Parchi 2014, nella sede del Parco dell?Etna, l?ex Monastero Benedettino di San Nicol? La Rena a Nicolosi (via del Convento 45).
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[07/12/2008, 22:06] Suvvia ministro Zaia non faccia anche lei il politicamente corretto!

La Sorgente del VinoSuvvia Ministro Luca Zaia, lei che vuole essere concreto e dalla parte della gente, e si ? detto pronto a ?sporcarsi le scarpe? occupandosi dei tanti problemi del Ministero delle Politiche Agricole, non faccia anche lei, come tutti, il ?politicamente corretto?!
Se mi permette un - disinteressato - consiglio, eviti accuratamente in futuro, come ha invece fatto nella vivace intervista al Magazine del Corriere della Sera, accompagnata da una foto che la ritrae in giacca e cravatta e fazzoletto verde padano d?ordinanza nel taschino, mentre brandisce piccone e badile tra i vigneti di Montalcino, di ripercorrere le orme dei suoi predecessori, che sembravano soffrire di un inferiority complex nei confronti di quello che per molti doveva diventare o era considerato il ministro ombra il titolare del dicastero che fu di Alemanno e poi di De Castro.
Sto parlando del ?quasi santo? e del futuro ? e molto contestato ? docente di ?sociologia dell?ambiente e del territorio? all?Universit? di Studi di Torino, del lider maximo e capataz della golosa associazione della Chiocciola Carlo Petrini
Se vuole essere davvero diverso, e accreditare un’immagine (credo molto gradita alla gente) di decisionista, che decide senza guardare in faccia a nessuno, infischiandosene di poteri forti, antiche consorterie e camarille, gruppi di pressione e lobbies varie, bene, alla classica domanda di Vittorio Zincone sul Magazine ?a cena col nemico??, non risponda pi?, come ha fatto, ?Carlo Petrini, di Slow Food. So che ? di sinistra. Ma d?istinto sento che c?? qualcosa che ci accomuna?!
Va bene dare prova di essere uomini di mondo e di aver capito come vanno le cose, anche nel mondo dell?agroalimentare italiano, dove tutti, da destra a sinistra, parlano bene di Carlin, ma si risparmi certi complimenti, certi omaggi automatici e riconoscimenti, che ormai fsuonano stucchevoli e d?ja vu.
A meno che non pensi anche lei, come ha pensato il nuovo Sindaco di Roma Alemanno prima o dopo le elezioni, che una ?benedizione? e un placet di Petrini siano importanti per poter diventare nel 2010 il primo presidente leghista della Regione Veneto? ?
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[09/03/2008, 20:14] Festival del Franciacorta IX Edizione

Dal 20 al 22 settembre torna il Festival del Franciacorta, la maggiore manifestazione dedicata alle Bollicine pi? famose d’Italia.

Nella splendida cornice di Villa Lechi ad Erbusco (BS), si potranno degustare tutte le tipologie della DOCG, e soprattutto valutare la sboccatura 2008.
Proprio quest’anno si celebra il sorpasso della Franciacorta come zona di maggiore produttrice di bollicine rifermentate in bottiglia in Italia, ai danni della Doc Trento, ma mi raccomando, non citate ad un Franciacortino i suoi vini come Spumanti Metodo Classico, altrimenti con un calcio vi spedisce direttamente dalle Torbiere di Iseo alla cima di Montisola, sempre sul Lago d’Iseo: il Franciacorta ? Franciacorta e basta, e il suo metodo di produzione ? il Metodo Franciacorta.
Sul sito della Manifestazione troverete tutte le informazioni necessarie sugli eventi, Cantine partecipanti, il programma e tante altre notizie.

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[01/01/1970, 00:00] Inchiesta Montepulciano: tutto regolare per Vecchia Cantina
Ricordate l'inchiesta partita all'inizi di giugno su presunte irregolarit?, ovvero il possibile utilizzo di uve provenienti da altre regioni per il Nobile e del Rosso di Montepulciano, che hanno portato al sequestro di migliaia di bottiglie di vino presso la Vecchia Cantina e che hanno visto il presidente Enrico Trabalzini coinvolto da avviso di garanzia?Ebbene, la scelta di non effettuare alcun ricorso e di preferire la linea collaborativa sembra sia stata lungimirante. E' di venerd? scorso la notizia riportata da La Nazione di Siena che Il tribunale di Montepulciano ha dissequestrato i vini dell'azienda e che tutto dovrebbe essere tornato alla normalit?.L'articolo non parla invece delle conseguenze di questa interruzione delle attivit? durata quasi un mese, per la quale era stato stipulato un accordo sindacale aziendale che garantiva l'impiego dei dipendenti in attivit? interne straordinarie solo fino al 15 giugno, cio? un mese fa. Qual ? la situazione per i numerosi lavoratori che di questa importante realt? che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie?
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[09/06/2008, 08:42] Vinix Widget, porta vinix sul tuo sito
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Su vinix, la mia palestra 2.0, ? disponibile un nuovo aggeggio da smanettoni 2.0 al quale abbiamo lavorato tra uno spizzico di vacanza e l'altra, un editor per widget che vi consente di esportare sul vostro sito tutti i contenuti di vinix personalizzando completamente l'aspetto e la tiplogia di contenuti da veicolare nel widget. Potete per esempio voler proporre tutte le tipologie di contenuti presenti su vinix (annunci, foto, degustazioni, ristoranti, post dai blog, video, ecc.) oppure solo un determinato argomento come nell'esempio che segue dove sono mostrate solo le degustazioni di vino. Colori, tipologia di contenuti, grandezza e numero dei contributi, sfondi, loghi testi, tutto ? completamente personalizzabile, quasi divertente :-)


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[05/24/2014, 21:43] A?Puddara&Oysters. Fessina?s wine tour and tasting 2014
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?I could hear the stars? crazy heart beating?between the perennial snows of the mountain top and the fire of the volcano? The winelovers will be guided to discover Contrada Moscamento?s centenary ?alberelli? (little trees) , in Rovittello (Castiglione di Sicilia), at sunset, for a touring aperitif with ERSE Bianco 2013 vintage, Etna DOC (blend Carricante, Minnella, Catarratto), among the authentic natural sculptures of vines and the dark dry stone walls and Etna?s typical terraces. After the tour around the vinification cellar and the old wine cellar made with lava stone, peak of the wine tour with an incursion into the real Fessina?s treasure chest , the 18th-century ?palmento? (the old winery with millstone) with the big ?chianca? still intact, very charming, even though it is currently under renovation.
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The wine tasting dinner will take place on the outside, at the vineyard-side , at sunset. The ?wine of the stars?, dedicated to the Pleiades rising above the top of Etna in summertime, and the seafoods of the OysterBar L?Acquario Degustazione in Giardini Naxos: A?Puddara&Oysters. Il Musmeci Bianco 2012, Fessina?s second cru Carricante, Etna DOC Bianco Superiore, in combination too. Under the stars, the ?vertical? tasting of Il Musmeci Rosso Riserva, cru of Nerello Mascalese 2007, 2008, 2009 vintages), which grows from Fessina?s eldest ?alberelli? (little trees), will be accompanied by a very fresh and typical main course, made with fish.
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[01/01/1970, 00:00] Il "Brunello day" ? arrivato, il silenzio ? sempre assenso
Come avevo preannunciato ieri, questa mattina alle 11.45 il ministro Luca Zaia incontrer? l'ambasciatore USA Ronald Spogli presso l'azienda Costanti (vale la pena leggere l'illuminante "curriculum" dell'ambasciatore sul blog di FRanco Ziliani Vino al vino), in localit? Colle al Matrichese a Montalcino. Lo scopo dell'incontro, che prevede anche la presenza della stampa accreditata, del CdA del Consorzio del Brunello di Montalcino e delle autorit? locali (Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio e Prefetto), ? quello di annunciare la soluzione al problema del blocco delle importazioni del Brunello negli USA. Soluzione che, come potete leggere in un commento di Ziliani sul suo blog, con tutta probabilit? vedr? il Brunello spaccato in due distinte tipologie "Un Brunello normale con aggiunta di altre uve e un Brunello super per quelli che lo fanno con solo sangiovese". Se davvero passa un'ipotesi del genere, che vede un disciplinare pi? "aperto" per il Brunello normale, o base, o come diavolo vogliamo chiamarlo (quindi una versione che ammetta la presenza di altre uve), mentre per il "grand cru" le regole saranno molto restrittive, tanto da spingere molte aziende, con tutta probabilit?, a rinunciare a produrlo, potete immaginare quale sar? il futuro di questa denominazione.Per quanto mi riguarda posso solo dire, se davvero verr? adottata una simile "soluzione", che tutti coloro che hanno sempre fatto il Brunello di Montalcino rispettando le norme previste (volute dagli stessi produttori, ricordiamolo!), tutti coloro che ci hanno sempre creduto, che hanno investito per dare vita ad un prodotto che rappresentasse al massimo il territorio e proponesse il pi? alto esempio di ci? che il sangiovese grosso di Montalcino pu? offrire, sono responsabili di non aver fatto nulla per difendere ci? in cui hanno sempre creduto e per cui hanno lavorato.E' vero che, per come attualmente ? concepito il sistema consortile, sono i colossi, coloro che hanno il maggior numero di ettari ad avere pi? potere decisionale, ma ? altrettanto vero che chi non era d'accordo doveva unirsi e fare corpo unico nelle assemblee, impegnarsi a dialogare con la stampa, la televisione, tutti i mezzi di comunicazione disponibili, affermando con chiarezza la propria posizione e chiedendo con fermezza che i controlli venissero fatti in modo coerente e sicuro, senza alcun favoritismo per nessuno.Tutti hanno detto "chi ha sbagliato paghi", ma queste parole rimangono vuote se dietro non c'? una reale volont? politica affinch? questo avvenga. Come in tutte le situazioni conflittuali, il conflitto ci deve essere e deve essere motivato. Cos? non ? stato, hanno parlato solo i pezzi grossi, solo coloro che sanno gi? come andr? a finire. E gli altri? Dov'? la loro rabbia? dov'? la loro coesione? Niente, silenzio, tutti sparpagliati o dispersi. L'unione fa la forza, a quanto pare ? una frase alla quale nessuno sa dare pi? il giusto credito. Si rimane isolati? Allora ? finita, non ci sono possibili alternative. Se si vuole difendere ci? in cui si crede e si dichiara di "essere in tanti a fare da sempre il Brunello secondo le regole", perch? questo assurdo silenzio? Se davvero non siete d'accordo, se davvero ritenete che non ? cos? che si risolve il problema del Brunello, se volete che questa denominazione continui ad essere grande, se davvero credete che i controlli siano cosa giusta e che il rispetto delle regole sia l'unica vera modalit? per essere credibili e dare garanzie ai consumatori, allora smettetela con questo assurdo silenzio, unitevi e lottate perch? il tempo non ? dalla vostra parte, ? l'ora dei conti.
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[01/14/2007, 23:37] LA D.O.C. SAVUTO SUPERIORE. UNA BELLA PAGINA DI STORIA CONTADINA. UNA BUONA SPERANZA PER IL FUTURO.


Alcuni mesi or sono avevo scritto un post sui vitivinicoltori calabresi, basato su alcune mie esperienze, non molto favorevoli, incontrate nella fase di reperimento delle informazioni necessarie alla stesura dei miei articoli. Ma fortunatemante, anche in quellaLa Sorgente del Vino bella regione italiana, qualcosa va mutando in meglio ed alcuni giovani produttori non ci stanno ad assogettarsi all'immobilismo atavico che attanaglia il Sud della nostra cara penisola. Nello svolgimento del mio lavoro di blogger mi sono imbattuto in un produttore abile nella realizzazione di prodotti di eccellenza e con la grande motivazione di fare conoscere i propri vini, dei quali pu? e deve essere orgoglioso. Ed ho cos? scoperto il Savuto Superiore D.O.C., prodotto dall'Azienda Vitivinicola Colacino di Rogliano (CS).

Avendo fatto uno studio preliminare del disciplinare di produzione di questa D.O.C., mi sono subito avveduto del fatto che il testo legislativo, ben fatto e rispettoso delle consuetudine locale, registra con insolita puntualit? quello che avviene nelle realt? mediterranee ed in Calabria in particolare.

Il Mediterraneo ? poesia. Differenze e uniformit? si intersecano e si disgiungono, in un disegno superiore e perfetto nel suo caos. In tutti le regioni maggiormente integrate in questa realt?, esiste un orgoglio del viticoltore, avente come caratteristica il collezionare ed armonizzare le uve maggiormente rappresentative dei territori, favorendo nei secoli la conservazione della biodiversit? varietale. L'arte di questi viticoltori consisteva nel ricavare, da questo mosaico di colori, dei vini capaci di deliziare il palato, rendere allegre le serate e pi? sincere e franche le conversazioni.

La Sorgente del VinoSfido chiunque a visitare tutte le contrade della Calabria, del Peloponneso, della Sicilia, della Dalmazia, di Creta o dell'Anatolia, riuscendo a trovare un solo piccolo viticoltore tradizionale ed "incontaminato" che coltivi e vinifichi solo vitigni in purezza. Le coltivazioni polivarietali erano animate dalla curiosit? del viticultore ed anche da una razionalit? agronomica, finalizzata a valorizzare le diverse vulnerabilit? alle avversit? atmosferiche e patologiche. Anche nelle annate peggiori era necessario produrre almeno un p? di vino!!

Le cultivar di vite presenti in Calabria sono molte e di gran pregio e, tra queste, non possiamo non menzionare il magliocco canino, il greco nero ed il gaglioppo. Il Savuto Superiore D.O.C. viene realizzato dall'Azienda Vitivinicola Colacino con la denominazione commerciale "Britto" e presenta tutte le caratteristiche della vitivinicoltura tradizionale calabrese. Viene realizzato con un uvaggio molto ricco, la cui peculiarit? mi invita ad elencare tutte le cultivar che vi sono presenti: Gaglioppo, Greco Nero, Nerello Cappuccio, Magliocco CanLa Sorgente del Vinoino, Sangiovese, Malvasia Bianca, Pecorino. Un vero e tradizionale connubio, nel quale rientrano anche variet? a bacca bianca.

Il "Britto" ? ottenuto da una attenta scelta di uve prodotte in vigneti collinari, allevati ad alberello, appartenenti alle cultivar sopra elencate. Questo vino si presenta con un bel colore rosso rubino, dai riflessi granati. Il profumo ricorda molto il frutto d'uva e pu? ricordare in qualche aspetto la liquirizia. Il sapore ? rotondo e gradevolmente speziato, con una nota di freschezza caratteristica.
La Sorgente del Vino
Gli abbinamenti consigliati dalla casa madre sono quelli classici dei grandi rossi, ovvero, arrosti, cacciagione e selvaggina. Sono abbinamenti sicuramente indovinati ma, assaggiandolo, ho subito pensato che un ottimo accostamento poteva essere realizzato con un piatto tipico dell'Italia Settentrionale: il baccal? con la polenta. Un ottimo modo di prepararlo ? quello doviziosamente descritto dal post di Venere in Cucina.

Il prezzo?? Si pu? acquistare in enoteca ad un costo di circa 12 euri. Un prezzo giusto per un prodotto davvero valido, un necessario riconoscimento per un Mezzogiorno che non ci sta ad essere cenerentola.

Allora cosa dire?? Buona Salute a Tutti!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: GRAPPOLO DI CULTIVAR GAGLIOPPO, TRATTO DELLA COSTA CALABRESE, IMMAGINE INVERNALE DELLA SILA, BOTTIGLIA DI BRITTO COLACINO.



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[08/21/2007, 18:06] Primo vino
La Sorgente del Vino

La vendemmia 2007 ? iniziata ! Abbiamo raccolto ben 13 quintali (!...) dell' amatissimo Sauvignon; dopo una breve macerazione pellicolare ho caricato i tre torchi e chiarificato il mosto per decantazione a freddo. Adesso il prezioso succo fermenta dolcemente !...
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[09/18/2008, 17:10] CSS Guida Completa

La Sorgente del VinoIl libro illustra come attraverso i CSS (Cascading Style Sheets, Fogli Stile a Cascata) sia possibile sviluppare siti web usabili, accessibili, belli e, non meno importante, economici da gestire. La specifica di riferimento ? CSS2 che viene analizzata da un punto di vista sia teorico sia pratico. La prima parte ? dedicata all'introduzione dei concetti che stanno alla base dei CSS illustrandone la sintassi e le regole di formattazione. Nella parte centrale l'autore si dilunga invece nell'esposizione di diverse tecniche di sviluppo per impaginare e definire i vari elementi di una pagina web Non manca una parte su filtri e hack, ma quello che emerge con forza ? come i CSS, oltre a essere un potente strumento di sviluppo, permettano di esaltare la creativit? dei web designer. L'ultimo capitolo presenta infine alcuni progetti completi, una proposta di metodologia di lavoro insieme a una sintesi di quanto precedentemente esposto. Tutto il libro ? impostato nell'ottica ''HOWTO" e ogni spiegazione ? accompagnata da esempi di codice e immagini che ne facilitano la comprensione.

  • Gianluca Troiani, studi di ingegneria elettronica, ? un esperto utilizzatore di CSS. Webmaster per professione, si ? avvicinato agli standard W3C per sperimentare tecnologie e metodi di lavoro pi? efficaci, in grado di creare siti Web usabili ma anche accessibili, oltre che economici da gestire. Nei CSS ha trovato un potente strumento per definire l?aspetto delle pagine Web, semplificando il lavoro dei webmaster e migliorando l?esperienza di navigazione degli utenti. Dalla sua esperienza ? nato il sito www.constile.org, oggi uno dei punti di riferimento per chi in Italia si interessa dei Fogli Stile a Cascata (Cascading Style Sheets). Info: libri@apogeonline.com
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[05/19/2008, 14:14] Ricetta delle Cr?pes

La crêpe ? una antica ricetta francese fatta con pochi e semplici ingredienti come farina, uova, latte, sale, zucchero e burro. È un preparato squisito sia salato sia dolce (in questo secondo caso, si aggiunge agli ingredienti anche la vanillina).

Vediamo la ricetta per fare le crêpes. In successivi articoli la useremo per alcune delizie. Considerate per? che questa ricetta delle crêpes semplici, senza prevedere alcun ingrediente con il quale farcirle, potrebbe subire qualche lieve modifica in fase di preparazione. La cosa bella ? che, una volta capita la procedura per fare le crêpes, l’unico requisito richiesto ? la fantasia.

Ingredienti:
250 gr di farina
500 ml di latte
sale q.b.
burro q.b. (circa 50 gr dovrebbero bastare)

Preparazione:
in una coppa ampia e con bordi sufficientemente alti, mettete 250 gr di farina, un pizzico di sale e mezzo litro di latte. Mescolare accuratamente finch? non ottenete un composto assolutamente fluido e privo di grumi. Potete aiutarvi con un frullatore ad immersione o una frusta, se preferite. A parte, sbattete per bene 3 uova e unitele poi all’impasto precedente. Mescolare ancora con cura e lasciar riposare la pastella per almeno mezz’ora.

Prendete un padellino antiaderente con bordi molto bassi e mettetelo sul fuoco con fiamma abbastanza bassa. Mettete un po’ di burro a fondere e poi versate un mestolo di pastella (o comunque la quantit? di pastella sufficiente per riuscire giusto a ricoprire tutto il fondo della padella). Distribuitela su tutta la base della padella e lasciate per qualche minuto a cuocere. Quando il lato della crêpe sar? dorato, giratela e fatela cuocere anche sull’altro lato.

Ripetete l’operazione per ciascuna crêpe aggiungendo sempre un po’ di burro nel padellino (con le quantit? di ingredienti qui riportate verranno fuori all’incirca una dozzina di crêpes - dipende ovviamente anche dalla dimensione della padella).

A questo punto, le crêpes sono pronte. Sul cosa farci di preciso, vediamo nei prossimi giorni di dare alcuni suggerimenti, sia per crêpes salate sia per crêpes dolci. Teniamo qui la ricetta della base per i riferimenti futuri (ultimamente mi sono scatenato con le crêpes, quindi conto di riuscire a fare pi? post con parecchi spunti).

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[02/02/2012, 13:52] 
La prima nevicata dell'inverno!

La Sorgente del Vino
Foto Paolo Menapace
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[11/30/2008, 16:28] Si cambia!
Dopo meno di un anno e mezzo di attivit?, Bardoc, almeno per il format attuale, ? arrivato al capolinea.
La funzione che ha sin qui svolto questo blog, ossia soprattutto informare su quel che succede in terra bardolinista, e dimostrare che non v'era (non v'?) immobilismo, e semmai svegliare dal torpore chi si fosse assopito, ? conclusa.
D'ora in poi, questo genere di informativa la dar? ufficialmente il Consorzio di tutela del Bardolino sul suo nuovo sito internet, www.ilbardolino.com, che ha in home page, appunto, un blog.
Per quanto mi riguarda, ho accettato di dare una mano - pro tempore - al Consorzio e ai produttori bardolinisti: mi occupo, insieme con un piccolo staff di collaboratori, della promozione e della comunicazione consortile, mentre l'area tecnica ? affidata ad Andrea Vantini.
Chiaro che per me si tratta di un cambio notevole: si chiude un periodo della mia attivit? di wine writer e se ne apre un altro, diverso, e con quali orizzonti non so.
Una sfida, ma a (quasi) cinquant'anni, le sfide si possono accettare, appunto.
Bardoc comunque non chiude. Penso di tenerlo aperto per dire - di tanto in tanto - la mia su alcune questioni bardoliniste. Per esprimere opinioni personali. Perch?, vivaddio, le mie idee son mie. E il sito consortile non ? la palestra per questo genere di esercizi.
A presto, spero.
E grazie per la simpatia che in tanti avete fin qui accordato a Bardoc: 30mila pagine viste in un anno per un web site che si occupa del "piccolo" Bardolino non sono cosa da poco. Assolutamente.
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[10/22/2025, 11:00] Has Wine Lost Its Moorings? A Response to Eric Asimov

La Sorgente del Vino
Eric's been thinking hard about wine's troubles in his latest New York Times piece, laying out prescriptions for an ailing industry: lower prices, lose the snobbery, simplify offerings. Thoughtful stuff. But reading through it, one question kept nagging at me: Has wine lost its cultural moorings?

Because if that's what's happening?if wine no longer fits into how people define pleasure, connection, the good life?then the fixes Eric proposes are like treating symptoms while the disease progresses underneath. You can adjust pricing and tone all you want, but if the fundamental relationship between wine and culture has frayed, we're dealing with something deeper than pricing or presentation.

Eric's piece might be evidence of this drift. Look at the tangles: He champions small producers making meaningful wine from real places?I'm right there with him?then says the industry needs to dramatically lower prices. But sustainable farming and artisanal production cost more. He notes wineries like Matthiasson, whose regular tier wines run $30-50, have "introduced lower-priced wines that maintain the high standards already set up" as "few younger people are willing to spend more than $20 for a glass of wine in a restaurant or $50 to $100 a bottle in a wine shop." This move suggests an industry with shifting goal posts, caught between maintaining quality standards and meeting a price point younger drinkers will actually pay ? a dilemma whose solution is elusive.

Or consider his "drinking less but drinking better" observation. That's been happening for decades, driven partly by economics ? tighter budgets mean fewer bottles but better ones. If this pattern has been steady all along, what's different now? Eric acknowledges the long trend but frames the current moment as crisis. Maybe what's changed isn't consumption patterns but the culture itself ? different priorities, different values ? and wine hasn't figured out how to speak to that.

La Sorgente del Vino

He's right about the gatekeeping, though. As he puts it, "Nobody explains how an electric guitar works before a concert." Wine bars that lecture folks who just want to relax embody the elitism under siege in our moment of cultural convulsion. And his diagnosis of the fragmentation?getting this fractured community to act in unison is impossible, like herding very opinionated, terroir-obsessed cats.

But here's what nags at me: Eric divides wine drinkers into deeply committed geeks and those who "mostly want an inexpensive alcohol delivery system that tastes good." What about everyone in between? People who might care about wine if it connected to something they value. They're not looking for education or cheap alcohol - just something that meets them where they are. Not above them, not below them. And maybe that's not just a wine problem - we're living through a moment where people feel dismissed, talked past, left out of the conversation. Has wine become just one more place where that's happening?

From where I stand in Middle America ? up on that rickety ladder reorganizing shelves at my local Italian store, or in my office reporting on wine ? the interest is still there. People are curious. They want to explore.

La Sorgente del Vino

But they're doing it in a wine world that mostly talks to itself, that fights internally while most folks just want something that lands where they are, here and now.

Maybe the crisis isn't about pricing or snobbery. Maybe it's about whether wine still has a story that matters to anyone outside the wine world. Eric's at least swinging at the problem. I just wonder if the pitcher is throwing curves or change-ups.

 

 

 

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[05/16/2008, 09:43] Australia, come si muove la concorrenza del vino?

La Sorgente del Vino

L’Australian Wine and Brandy Corporation ? una organizzazione australiana che si occupa del vino del paese, lo studia e ne trae i possibili sviluppi aiutando le cantine locali. Per tutto il 2006 ha sentito i pareri delle persone coinvolte nel business del vino e si ? proiettata verso il futuro con il Wine Australia: Directions to 2025. Pensate: una strategia per l’intero comprato vinicolo australiano da qui al 2025! Lungimiranti, direi. Lo studio ? una fonte di informazioni preziose: un documento in 24 pagine scaricabile da chiunque in formato pdf.

Adesso, non si ? certo fermata. E’ stato da poco lanciato, infatti, il Regional Heroes Tasting Challenge: un sito internet che mette alla prova i consumatori sulle loro conoscenze personali sul vino. Il sito ? descritto come una virtual wine tasting.

Ecco come funziona: prendi un vino e cerchi di selezionare le caratteristiche appropriate per descriverlo attraverso un range di opzioni. Ricevi quindi un punteggio e in pi? la possibilit? di cercare un altro vino oppure di imparare qualcosa di aggiuntivo sulle regioni del vino australiane.

Il sito ? una campagna di e-marketing rivolta al consumatore inglese. Potenzialmente gli utenti coinvolti dovrebbero essere intorno ai 40 mila. Per chi vi partecipa sar? possibile vincere una cantinetta con vini selezionati dell’Australia, tra cui Clare Valley Riesling, Barossa Valley Shiraz and Hunter Semillon.

Considerazione: mentre in Italia siamo ancora a ragionare sui siti internet tradizionali, in Australia si va gi? oltre coinvolgendo i consumatori, rendendoli partecipi, … Questa ? la concorrenza.

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[09/17/2008, 17:27] Barbera d'Asti D.O.C. Vinchio

La Sorgente del VinoUna serata di vento e pioggia. Decido allora di coccolarmi con un vino che riscaldi il cuore. La mia scelta dopo aver scrutato bene in cantina, cade su il Barbera d'Asti DOC Vinchio di Oddero. Una volta aperta la bottiglia il profumo particolarmente accattivante inebria e intriga. Un bel colore rosso rubino dai riflessi eleganti mi ricorda che sono in ''intimit?'' con un delizioso Barbera. Il sapore ? gradevole, asciutto e regala al palato una sensazione di fresco. Questo vino ha uvaggio al 100% Barbera e il periodo di raccolta ? la terza decade di settembre e la selezione delle uve avviene in vigneto tramite raccolta manuale; fermentazione e macerazione per circa 15 giorni in contenitori di acciaio inox, segue la fermentazione malolattica nel mese di novembre. La degustazione rivela un vino particolare, di carattere che infonde seduzione sin dall'esame visivo. Come abbinamento consiglio di affiancarlo a carni a lunga cottura, brasati, arrosti elaborati e nappati con sugo di carne o alcuni formaggi stagionati. [Giudizio molto buono]

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[01/01/1970, 00:00] Keith Jarrett Trio questa sera a Roma
Qualcuno si domander? "ma che ? successo ad Esalazioni etiliche? Non era un blog di vino? E' il secondo post dedicato alla musica...". Gi?, ma chi legge questo bloggaccio che si appoggia ad una piattaforma decisamente disonorevole per problemi di tempo, sa perfettamente che qui non si parla solo di vino ma anche di altre passioni, prima fra tutte la musica, la grande musica, quella che lascia il segno perch? ha realmente qualcosa da dire, a prescindere dal gusto di ciascuno di noi.Nel caso di Keith Jarrett, poi, si pu? discutere quanto si vuole, ma rimane il fatto che ? un musicista di talento che ? riuscito a superare i confini e gli incasellamenti che tanti critici hanno tentato di affibiargli. Certo, le sue escursioni nella classica, con incisioni di un certo pregio come i 24 preludi e fughe op. 87 di Shostakovich, Das Wohltemperierte Klavier Buch I al pianoforte e Buch II al clavicembalo, una delle pi? difficili e straordinarie opere di Bach, le Goldberg Variations dello stesso autore, le bellissime Suites for Keyboard di Haendel, le meno entusiasmanti esecuzioni di tre concerti per piano e orchestra di Mozart, ecc., rappresentano il lato pi? "istituzionale" di Jarrett, e per certi aspetti meno avvincente.Indubbiamente il suo lavoro pi? difficile e libero sta nell'improvvisazione totale dei suoi concerti in solitudine, inevitabilmente altalenanti e a tratti ripetitivi ma con alcune pagine davvero memorabili, grazie anche al suo tocco straordinario e alla sua conoscenza pressoch? totale della musica. Concerti difficilissimi, per i quali ? necessaria una concetrazione assoluta, e che gli sono costati non pochi disturbi di salute, tanto che oggi, superata quella grave malattia psicosomatica che non gli ha permesso di suonare per alcuni anni, preferisce effettuare raramente quelle esecuzioni in solo, con una formula del tutto diversa: brani pi? brevi (prima effettuava due lunghe improvvisazioni in due tempi) e spazio agli standard, che gli permettono ovviamente un maggior respiro.Questa sera, chi si sar? ricordato di premunirsi in tempo del biglietto, avr? modo di apprezzarlo all'Auditorium di Roma, Sala Santa Cecilia, nella veste a lui pi? congeniale e ormai "standard", il trio, accompagnato da due musicisti il cui carattere si fonde perfettamente con le esigenze dell'artista di Allentown, Jack De Johnette alla batteria e Gary Peacock al contrabbasso. Un trio collaudatissimo con il quale ha forgiato decine di dischi e la cui formula funziona grazie alla loro ricchezza espressiva e creativit?, alla tecnica perfetta e, soprattutto ad una sintonia musicale e di intenti che ha rari eguali nella storia del jazz. Si, ho detto jazz, perch? in questo caso si tratta proprio di questo, jazz allo stato puro, un viaggio in questo mondo immenso, passando dai classici alle correnti pi? avanguardistiche, ma sempre con un tocco e un'eleganza raffinata che difficilmente pu? annoiare.Il Jarrett di oggi ? indubbiamente diverso da quello del lontano Koln Concert, unico disco di piano solo che sia riuscito a vendere milioni di copie in tutto il mondo, la sua consapevolezza ed esperienza gli consentono un maggiore equilibrio, una misura e un uso della tecnica totalmente asserviti all'esigenza espressiva, con momenti di altissimo lirismo.Ora, i disattenti, sanno cosa si perderanno...
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[03/27/2008, 20:54] Il vino dei Blogger - Capitolo 15: Il vino del comodino
Decisamente birbone il tema di questo capitolo del Vino dei Blogger, proposto da Massimiliano Perbellini di Wineplanet. Vino del comodino, non inteso come vino che sa di legno, ma come strumento di seduzione, arma di conquista di cuori solitari, bottiglia galeotta di galeotti produttori.
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[01/01/1970, 00:00] Monferrato Rosso Carla e Oreste 2006 - Rinaldi Vini
Dall'instancabile forza creativa e passione di Andrea e Paola Rinaldi, nasce questa nuova creazione, il Monferrato Rosso Carla e Oreste, dedicato ai loro genitori, frutto di un assemblaggio di due variet? che in molti casi hanno dimostrato di potersi legare e dare ottimi risultati...
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[01/01/1970, 00:00] L'azienda vinicola Baroncini di S.Gimignano devastata da un incendio
Questa notte, un incendio di probabile origine dolosa ha causato gravi danni alla nota azienda vinicola Baroncini di San Gimignano (Siena). Dalle prime indagini sembrerebbe che l'incendio sia stato appiccato da un membro della famiglia dopo una violenta discussione. Le fiamme si sono sviluppate negli uffici e poi si sono propagate in tutta la tenuta, raggiungendo l'abitazione del custode dove vive anche una famiglia dello Sri Lanka che si ? messa fortunatamente in salvo. Il danno ammonta, secondo le prime stime, a 300 mila euro.La famiglia Baroncini ha una lunga tradizione vitivinicola e olivicola, tramandata di generazione in generazione; oltre a produrre vino sotto il proprio nome, la famiglia ? proprietaria di un gruppo di aziende sotto il marchio "Terre Vitate": Il Faggeto, dove viene prodotto il Nobile di Montepulciano, Aia della Macina, in Maremma, dove nasce il Morellino di Scansano, Poggio Castellare a Montalcino per il Brunello e il Rosso, Fattoria Sovestro e Torre Terza dove vengono prodotti numerosi vini fra cui il Chianti Colli Senesi e la Vernaccia di S.Gimignano, infine la Georgian Vineyard, situata a Kvareli in Georgia, dove si produce il Cabernet Saperavi.
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[06/03/2008, 14:55] Cr?pes salate

Trovo che il bello delle crêpes sia il fatto che ci si pu? sbizzarrire in un numero impressionante di ricette (come con la pizza, per intenderci). Per questo motivo, voglio proporre una serie di spunti per farcire le crêpes, fermo restando che l’unico limite ? la fantasia (suvvia, un altro ce lo imponiamo: oggi parliamo solo di crêpes salate).

Per seguire questi suggerimenti, tengo sempre presente questa ricetta per fare le crêpes, ma quando ci sono ingredienti che devono avere il tempo di fondere ? necessario assicurarsi di cuocere per bene la crêpe su un lato, e appena viene girata sull’altro lato va disposto l’ingrediente.

Crêpes con cotto e scamorza affumicata
Questo abbinamento ? davvero tanto banale quanto delizioso. Assicuratevi di tagliare la scamorza in fettine molto sottili e disponetele sul lato della crêpe appena la girate sull’altro lato. Prima di piegare la crêpe in due, aggiungete anche il prosciutto cotto.

Crêpes con speck, gorgonzola e rucola
Il gorgonzola si ammorbidisce abbastanza velocemente. Siccome speck e rucola non vanno cotti, aggiungete gli ingredienti quando manca poco alla fine della preparazione. In alternativa, potete anche preparare le crêpe completamente e, dopo averle riempite con gorgonzola, speck e rucola, disporle in una pirofila e scaldarle in forno, con un po’ di burro fuso sopra.

Crêpes con prosciutto crudo e mozzarella
Il prosciutto crudo deve restare crudo e la mozzarella deve avere il tempo di fondere, quindi o tagliate la mozzarella in fette molto sottili o addirittura la sminuzzate/sbriciolate.

Crêpes ricotta e spinaci
Per questo abbinamento, ovviamente gli spinaci vanno prima lessati e poi ben mischiati con la ricotta.

Crêpes ai formaggi
Qui sbizzarritevi con un bel mix di formaggi come fontina, gorgonzola, emmentaler. Ma dato che il formaggio deve avere il tempo di fondere per bene, anche qui ? preferibile passare in forno le crêpes disposte in una pirofila.

Altre idee per crêpes salate?

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