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Mondo Di Vino
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[09/29/2008, 21:57] A volte ritornano... i falsari del vino
E cos? si fa ancora danno all'immagine e alla sostanza della qualit? del buon vino italiano. In questo caso si colpisce il nostro veronesissimo Amarone che, da questa estate, a tutela della qualit? porta sulle bottiglie la fascetta numerata. Evidentemente...
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[02/27/2013, 10:00] Spaghettone alla Salsiccia di Cinta Senese

Cavolo nero, fagioli, salsiccia di cinta senese…insomma tutto quanto ci pu? capitare di trovare in dispensa in questi mesi di fine inverno in Toscana. Ecco quindi una ricetta per gustarli al meglio e al contempo usare la fantastica consistenza degli Spaghetti Fabbri. Seguite la nostra video ricetta andata in onda ieri su Italia7 ad Aspettando il TG con Annamaria Tossani. Buono spadellamento!Ingredienti:

Spaghettoni Fabbri (cottura 18 minuti)

  • Salsicce di Cinta Senese (noi usiamo quelle di Renieri ma potete scegliere la vostra preferita!)
  • Cipolla Rossa
  • Fagioli
  • Aglio?
  • Rosmarino
  • Cavolo nero
  • Vino Bianco (noi abbiamo usato Vernaccia di San Gimignano ma va bene qualsiasi basta non sia troppo intenso e profumato)
  • Zucchero di Canna?

La Sorgente del Vino

ecco il video:

Buon lavoro!

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[09/12/2008, 15:32] Maccheroni al forno pasticciati

La Sorgente del VinoPer quattro persone: 350 g di maccheroni di toscana Martellli, 150 g di prosciutto cotto tagliato grosso, 100 g di parmigiano, un litro di sauce bechamel, olio evo, una mozzarella, due cipolle, noce moscata, pepe bianco, sale q.b. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e farla raffreddare. Tagliare il prosciutto cotto a listarelle e farlo rosolare in poco olio d'oliva. Togliere il prosciutto e adagiare la cipolla tagliata a julienne facendola stufare con il burro. Prendere una teglia, imburrarla, unire due o tre cucchiai di salsa bechamel e aspergerla. Unire la pasta, la mozzarella a pezzi, la cipolla stufata e il prosciutto rosolato. Mescolare in modo da condire il tutto. Nappare con ricci di burro, besciamella e parmigiano. Infornare 20 minuti a 180?. Servire accompagnando con un Bardolino servito attorno ai 16?.

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[08/12/2007, 11:33] VACANZE.
Inizia il meritato riposo per il vostro enofilo nomade!!

La Sorgente del Vino

















Buone vacanze e Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.

NELLA FOTO: VITICOLTURA IN CAPPADOCIA (TURCHIA).
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[10/30/2020, 10:35] Qual ? il vino che preferisco
La Sorgente del Vino

Almeno una volta ogni enoqualcosa se l'? sentito chiedere: qual ? il vino che preferisci? Io, che quando dico cosa faccio nella vita dico "faccio l'assaggiatore di vino", normalmente ottengo quella domanda come prima reazione. Ogni volta mi invento una risposta nebulosa, del tipo ? il prossimo che assagger?, ? quello che non assagger? mai. Il fatto ? che non ho una risposta a quella domanda. Sono curioso e volubile nei gusti, oggi mi piace una cosa domani un'altra. Dipende dall'umore, che pi? del cibo per me determina l'abbinamento. 

Anche se, in effetti. Ultimamente mi succede un fatto.

Mi pare di aver sviluppato, per la prima volta, una possibile risposta alla domanda. Credo proprio di avere una generica preferenza per le rifermentazioni naturali. Che sono quei vini frizzanti ottenuti dalla presa di spuma in bottiglia - un po' come il metodo classico, ma senza il degorgement, cio? col fondo. Ormai quando vedo una produzione di qualsiasi vitigno che vada a formare un qualche tipo di rifermentato naturale, tac, lo voglio. Non ? sempre una bevuta perfetta (la formula della perfezione enoica non esiste) ma quasi sempre va a finire che mi piace. Come mai? Ci sono diversi motivi.

1. Sono vini antichi per? moderni. Sono la prima forma arcaica di bollicine, e ora sono diventati la modernit?. Strano, vero? Questo paradosso spaziotemporale mi diverte assai.

2. Sono bevute allegre e spensierate. E lo sa il cielo quanto gli enoqualcosa hanno bisogno di prendersi una pausa dalle formule rituali come "colore giallo paglierino scarico, naso di mela e banana, in bocca fresco e sapido".

3. Stanno bene su tutto come il blu. Sono turboversatili in abbinamento, probabilmente anche per quel che dicevo al punto due.

Ormai per me ? un riflesso condizionato, mi versano una bollicina torbida e opalescente e dico "benissimo". L'ultima volta era domenica scorsa, seduto all'aperto in un'osteria piacentina, l'oste arriva al tavolo con un vino cos?, che abbiamo prosciugato in un attimo. 

Cos? veloci che manco ho fatto la foto, ecco, per dire quanto m'? piaciuto. Quindi a titolo di esempio qui sotto metto un rifermentato che vendo - non serve dire che mi piace. La foto in alto, idem.

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[06/11/2020, 09:44] Cronache della fase due. Nelle Cinque Terre, per vigneti e terrazzamenti
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La festa della Repubblica, il 2 giugno, ? stata l'occasione propizia per la prima uscita dopo-lockdown, e nello spirito localista che animava ancora la normativa di quei giorni, solo le gite regionali erano concesse: ? un segno, ho pensato, me ne sto nella mia Liguria - a Vernazza, nelle Cinque Terre, per la precisione, dove c'? la cantina di Cheo. Quanto tempo ? che rimandavo? Troppo. E dire che sono un po' di anni che quel cinqueterre ? uno dei miei vini del cuore. Anzi, come fosse un wine blog, ecco gli assaggi recenti.

Cinque Terre Perci? 2019. Che deve il suo nome al contadino che conduceva quel (micro) vigneto prima di Bartolomeo Lercari, che con la signora Lise Bertram oggi manda avanti l'azienda. Quello aveva un intercalare, diceva sempre "perci?", e tac, ecco fatto il nome del cru. Che contiene tra l'altro un vitigno un po' inedito, il piccabun. Il risultato ? un biancone fragrantissimo, tutto mare e luce, e non sono condizionato dalle visioni del panorama. Fiori frutti e salsedine, in bocca guizza come un'acciuga. Vabbe' sono un po' condizionato.

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Liguria di Levante Rosso 2018. E a proposito di vitigni insoliti, Cheo ha un bel po' di filari di refosco dal peduncolo rosso, gambu russu lo chiama, finiti su queste terrazze a causa di un'ascendenza friulana tra i parenti. Assieme c'? syrah e cabernet sauvignon, si fa un anno met? in barrique e met? in acciaio, poi in bottiglia. Il risultato (again) ? un rosso esorbitante di frutti e succo, davvero una roba pi? unica che rara per le Cinque Terre (qui ho peraltro messo la mia rece su Intralcio) e per me ? stato ammore con due emme a prima vista. Mai pi? senza.

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Vi risparmio la rece sul loro Sciacchetr? 2017 perch? ho finito le esagerazioni. Negli appunti per la prossima Guida Essenziale ai Vini d'Italia che ? in lavorazione ho scritto, tra l'altro: "bocca dalla dolcezza gloriosa, miele amaro e inedita astringenza, potenza in equilibrio con un corroborante finale di freschezza agrumata". A volte faccio l'assaggiatore serio.

Ma di un tour del genere, quel che merita sono i paesaggi. I terrazzamenti delle vigne a picco sul mare danno dignit? di fotografo pure a un incapace, quindi come se fosse un photoblog ecco un po' di immagini.

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Sulla spiaggia di Vernazza potreste scorgere la lussuosa imbarcazione aziendale dei titolari. Il tipico gozzo ligure

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Il panorama dai vigneti, sopra Vernazza


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Il panorama come sopra, col particolare dei carrelli della monorotaia che ci porta quass?. Bello ripido, eh

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Bartolome Lercari

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Una botticella che contiene Sciacchetr?


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La cantina, con gli spazi ristretti, tipicamente Cinque Terre

Ultimo ma non ultimo: per salire fin lass? serve accomodarsi (si fa per dire) sui carrelli della monorotaia che risale i pendii. E come fosse un videoblog, ecco com'? stare l? sopra.

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[09/10/2008, 13:31] Now the bad news
The weak dollar has shown itself in the latest stats on wine sales. Here's the bad news from Winespiritsdaily.com: DOMESTIC WINES OVERWHELM IN JULY Growth of domestic wines overwhelmed imports in the four weeks to August 10, according to IRI data. Dollar sales of domestics grew 5.1%, while volume rose 2.8%. Meanwhile, imported wines declined -1.4% in value and a whopping -6% in volume. All table wines combined grew 3.6% in dollar sales and 1.2% in volume. Countries with a strong currency, and coincidentally more developed wine industry, seemed to...
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[12/19/2011, 10:18] 
Corvina in purezza. Naso intrigante e palato piacevolissimo. Perlage fine e delicato.
Il nuovo Balestri Valda Ros?.
Disponibile dal 16 Dicembre 2011.


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[03/04/2013, 08:00] Il filo nero d?Italia, il Cabernet Sauvignon Tenuta San Leonardo, Il Pollenza e Tenuta San Guido: davvero parliamo di vitigno internazionale?

Il Cabernet e l’Italia rappresentano una lunga storia d’amore nata molto prima di quanto comunemente si pensi (leggete qui un intervento di Attilio Scienza in materia) e che in pratica solo da cinquant’anni a questa parte sta dando i primi entusiasmanti risultati al punto che il fatto di definirlo vitigno alloctono o forestiero in molti esempi ? quasi difficile. Per discuterne e apprezzarne il valore abbiamo organizzato una degustazione da Burde con tre Cabernet da zone climi e vinificazioni molto diverse con Tenuta San Leonardo dal Trentino, Il Pollenza dalle Marche e il celebratissimo Sassicaia da Bolgheri.L’idea era seguirne il gradiente aromatico partendo da nord e da un clima comunque pi? simile a quello?bordolese per poi proseguire con una giovane (o quasi) realt? che punta in alto come il Pollenza del Conte Brachetti Peretti nelle Marche (sulla costa, versante adriatico) e infine il benchmark di ogni cabernet italiano ovvero il Sassicaia che si trova sulla cost

Ricordiamo che almeno in termini di profumi si pu? analizzare il cabernet in questo modo:a tirrenica quindi perfetto per provare e confrontare un territorio dal clima e influssi diversi.

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  • Nord Italia: mirtillo nero,?camemoro, mora, confettura di ciliegia, caff?, anice, rabarbaro, pepe, balsamico
  • Centro Italia sul mare: ribes rosso e lampone, rosa canina, elicriso (macchia mediterrea), mirto, eucalipto, cisto, ferro
  • Campania: mirtillo e fragola, humus e caprifoglio, prugna, lavanda, pepe e cannella, cuoio, tabacco
  • Sicilia e isole: fragola e lampone, mirtillo e pepe rosa, rosmarino ed eucalipto, salvia, oliva, anice, tabacco, rabarbaro

Ecco qui nei video un esempio di cabernet del nord (Tenuta San Leonardo con lo straordinario 2006)

Qui dal centro (ma con clima pi? simile al meridione per certi aspetti) ovvero Il Pollenza

E infine dalla Toscana (Tirreno e clima mite centrale) il Sassicaia:

Il filo nero del cabernet scopre e definisce territori unici particolari e diversi tra loro e spesso finisce anche con l’aiutare l’epressione di altri vitigni se necessario, ? davvero difficile trovare un paese al mondo dove operi con tanta differenza di sensazioni gustativa ma anche uniformit? di risultati, spesso eccellenti. Soprattutto adesso che non viene piantato ovunque per ammorbidire o ingentilire presunti vini italiani rustici inadatti a gusti internazionali, i pochi cabernet rimasti giocano un campionato molto particolare, di nicchia ma anche molto importante per mostrare all’estero quanto il nostro territorio sia vocato e straordinario.

Quasi come se il cabernet in fondo fosse una specie di lingua franca del vino che da un lato tutti capiscono ma che consente allo stesso tempo di far capire a critici ed esperti se un territorio ? in grado di produrre vini di rango internazionale oppure no. Per fortuna l’Italia ? tra questi e se a questo aggiungiamo la miriade di grandissime altre produzioni di qualit? ma pi? di nicchia si capisce che produrre grandi Cabernet in Italia paraddossalmente permette anche di vendere e far conoscere pi? i nostri autoctoni.

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[01/01/1970, 00:00] Cena etnica a Ferrara
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[01/01/1970, 00:00] Vino e Food, due banalit? da evitare
A margine di Anteprima Vitigno Italia di Francesco Aiello Caro Luciano, Non avendoti visto alla presentazione dell’Anteprima Vitigno Italia, scrivo le considerazioni che mi sarebbe piaciuto confrontare con te. Fatta salva la manifestazione ed il bel programma messo su per il prossimo anno,sono rimasto sconcertato (che parola grossa … diciamo solo deluso) dalle orecchiabili banalità che mi è capitato di ascoltare. E il peggio è che a dirle non era il politico di ...
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[01/30/2021, 06:41] Ristorante Berton ? Milano Porta Nuova ? Chef Andrea Berton

Si narra che fosse il 15 Giugno 2006, giorno in cui apr? al pubblico di Milano il ristorante Trussardi alla Scala capitanato dallo Chef Andrea Berton. Fu il mio primo servizio/recensione ?ufficiale?, da allora un percorso in crescendo per un ristorante lanciato a tre stelle Michelin. A pochi passi dal traguardo Tomaso Trussardi e Andrea Berton decisero di prendere strade diverse. Con Andrea, suo malgrado, che si vide costretto a ripartire da zero. Oggi il suo ristorante, che merita sicuramente almeno le due stelle, lo troviamo in forma smagliante, con un?ottima squadra tra sala e cucina, sicuramente e per sempre tra i nostri ristoranti del cuore, con la sua cucina rigorosa, dalla perfezione tecnica ci garantisce sempre una privilegiata esperienza golosa. Un grande grazie ad Andrea e tutto il team!

Archivio storico:

->?Reportage del 16 Dicembre 2013
->?Meeting del 15 Gennaio 2014
->?Meeting del 28 Novembre 2014
->?Reportage del 25 Novembre 2015
->?Meeting del 18 Dicembre 2015
->?Meeting del 14 Dicembre 2016
->?Meeting del 22 Novembre 2017
->?Reportage del 4 Luglio 2017
->?Reportage del 8 Maggio 2018
-> Meeting del 8 Febbraio 2019
-> Meeting del 15 Luglio 2019
-> Reportage del 20 Aprile 2020

La squadra

Staff di cucina

Chef – Patron: Andrea Berton
Chef: Simone Sangiorgi
Sous Chef: Giuseppe Cascio e Matteo Prandi
Pasticceria: Alessio Gallelli

Staff di sala

Direttore di Sala: Gianluca Laserra
Sommelier: Luca Enzo Bert?
Secondo Maitre: Maurizio Perretta
Chef de rang: Francesco potena
Segreteria di direzione: Alessia Fiori

 

Mise en place.

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Aperitivo con Champagne Brut S.A. – Bereche et Fils?

Di colore giallo paglierino, con un sottile perlage fine. Al naso note di pera essiccata, alternate a nuances minerali e tendenti all?erbaceo. Il sorso colpisce per l?incredibile finezza e per l?ampiezza, perfettamente equilibrato e appagante.

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CROCCANTE: Sfoglie di patata e Grana Padano, Riso soffiato allo zafferano, Riso soffiato al nero di seppia.

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Chef Berton viene a darci il benvenuto!

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Stuzzichini in arrivo!

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Cono di alga nori, panna acida e salmone.

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Cannolo, rag? di carne e pecorino.

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Tacos di sedano rapa, rucola e Grana Padano.

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Macaron di meringa alla barbabietola.

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Degustiamo un calice di Weissburgunder 2017 – Falkenstein?

Un vino di grande personalit? ed espressivit?. Avvolgente ed elegante, con una bella nota sapida e con freschi aromi di agrumi ed erbe di campo.

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In abbinamento con Cappon Magro di verdure.

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A seguire Riccio di mare, salicornia, patate e prezzemolo.

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Proseguiamo con Chardonnay Opoka 2017 – Marjan Simcic?

Vino bianco ottenuto da uve provenienti da viti di oltre 40 anni. Al naso si avvertono sensazioni fragranti di miele, frutta secca e dalle sfumature minerali. Di bella evoluzione al palato, dal sorso morbido e persistente.

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In abbinamento con Brodo di prosciutto crudo e Trippa di baccal? con fagiolina del Trasimeno.

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Tipologia pane: Pane bianco a lievitazione naturale, Pane sfogliato alle olive taggiasche, Sfoglie e grissini al mais.

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Proseguiamo con Cardo gobbo, uovo di quaglia, bagna cauda e uova di trota.

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Per il prossimo abbinamento optiamo per Venezia Giulia Bianco IGT ?Breg Anfora? 2011 – Gravner

Corposo e intenso, molto longevo, vinificato in anfora e invecchiato per 72 mesi in legno. Il risultato ? di straordinaria complessit? aromatica: profumi ricchi, espressivi e inimitabili e un gusto morbido, caldo e setoso.

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Brodo di cicale di mare, Ravioli aglio, olio e peperoncino.

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A seguire Anguilla, rafano, zucca e mandarino.

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Passiamo ai rossi: Barolo Cerretta 2014 – Davide Fregonese?

Dai tannini integrati e una trama setosa, si presenta morbido e floreale, sa di rosa canina, viola a frutti di bosco.

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In abbinamento con Sfogliatella di sedano rapa e caviale Oscietra Calvisius.

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Terminiamo con Brodo di Lepre, Lepre, cavoletti di Bruxelles e ribes.

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Il momento dei dessert!

Toscanello di cacao, banana e sesamo nero.

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Accompagnato da Passito di Pantelleria 2010 – Salvatore Murana?

Di colore giallo ambra, al naso si percepiscono profumi intensi di albicocca e pesca sciroppata, mela cotta e erbe aromatiche. Al palato ? ampio, complesso, dolce con una nota finale d?incenso.

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Torta margherita, latte di capra e vaniglia.

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Brodo di cioccolato. Torta al cioccolato.

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Souffl? al cioccolato, gelato al fior di latte.

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Come coccole finali, una selezione di piccola pasticceria: Cioccolato al gianduia, Gelatina di mango e yogurt, Cioccolato al caramello salato, Cioccolato al te nero affumicato, Macaron al frutto della passione, Bab?, Tartelletta al lampone

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E Giamaica Caf? – Gianni Frasi – Chickmagalur Karnataka.

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Un grande GRAZIE e…a presto!

Cucina

Una cucina chiara e rigorosa, dai sapori sempre riconoscibili. L?ingrediente principe di ogni piatto ? il brodo che, nobilitato a piatto vero e proprio, detiene grande importanza all?interno del menu.

A noi continua a piacere, anno dopo anno, per l?incredibile capacit? dello chef Berton di valorizzare gli ingredienti di base, per un?esperienza tanto golosa quanto ricercata, rivelando di tanto in tanto alcuni ingredienti poco conosciuti che stuzzicano la nostra curiosit?.

Servizio e accoglienza

Servizio di grande precisione dai ritmi serrati, con tanta classe e una tecnica esemplare orchestrata alla perfezione da?Gianluca Laserra che guida un team visibilmente coeso e affiatato che lavora con passione e determinazione.

Conclusioni

Il ristorante Berton ? indubbiamente una tappa gourmet che fa di Milano una delle capitali gastronomiche d?Europa, in grado di ammaliarvi per i suoi abbinamenti sempre in un equilibrio millimetrico, di grande?sensibilit? virtuosistica. ? sempre un?emozione tornare a trovare Andrea e il suo team, che procede con coerenza nel suo percorso, stupendoci ogni volta.

La Sorgente del VinoViaggiatore Gourmet

Ristorante Berton
Via Mike Bongiorno, 13, 20124 Milano MI
Tel. (+39) 02 6707 5801
Sito internet: www.ristoranteberton.com
E-mail: info@ristoranteberton.com

L'articolo Ristorante Berton – Milano Porta Nuova – Chef Andrea Berton proviene da ViaggiatoreGourmet alias AltissimoCeto!.

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[09/10/2008, 23:29] A proposito di rating: taggare il vino

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Premessa, in occasione della conferenza dei blogger tenutasi a fine agosto a Logrono in Spagna, tra le altre cose si ? parlato molto di sistemi di valutazione del vino, di rating, di voti, di opportunit? o meno di giudizi numerici o simbolici. Il tema ha trovato un particolare risvolto pratico nella proposta da parte di Giampiero Nadali di una sperimentazione di sistemi di valutazione di tipo edonistico della quale ci ha compiutamente parlato in questo articolo.

Io sono tra coloro che credono che un qualche sistema di sintesi del valore / qualit? di un vino sia utile, per praticit? e sintesi, se affiancato alla descrizione testuale di un vino. Serve per catalogare le informazioni in modo efficace, pu? servire a dare un'idea di massima, in base al metro di ciascuno, sul valore e sulla tipologia di un vino. L'idea di un sistema di tipo edonistico ? molto affascinante e sicuramente di facile comprensione per il consumatore finale nella fase di scelta.

Ma qual ?, in rete, lo strumento che ad oggi meglio di ogni altro ? in grado di assumere il ruolo tecnico di un sistema di valutazione che pur sempre si appoggia alle parole, sia pur in modo sintetico ? Il tag.

Sempre di pi? i contenuti e le informazioni in rete vengono "taggate" dalle persone: una o pi? parole singole o composte che, associate ad un contenuto direttamente da chi lo scrive, sono in grado di sintetizzarne il significato pi? profondo ed ampliarne i confini con abbinamenti che spesso vanno ben oltre il freddo strumento della keyword, la parola chiave, generalmente ricavata meccanicamente da un agglomerato di parole pi? ampio.

Il tag ? qualcosa di pi?. E' un'attivit? umana, presuppone un ragionamento ed un lavoro di sintesi che una volta compiuto diventa un bene prezioso inestimabile di catalogazione, definizione, espansione e ridefinizione. Certo, in parte soggettivo, ma cosa non ? soggettivo in questo mondo enoico ?

A tal proposito mi piacerebbe verificare la possibilit? di affiancare / integrare se possibile questa sperimentazione di blogger promossa da Aristide con questa mia proposta di "classificare" il vino sinteticamente attraverso tags. Dove l'edonismo pu? essere la rotta (o meglio, una delle possibili rotte) e il tag il timone. Quello che propongo ? quindi di coniare, con l'aiuto della sperimentazione in atto, si panel di degustazione, di centri enologici, di esperti, di appassionati, linguisti, una serie di "tags" di vario tipo ma universalmente utili per descrivere univocamente un vino e renderlo comprensibile all'utente della strada con margini di errore molto limitati.

Un'associazione che resterebbe naturalmente accessoria rispetto alla storia e al parlato che ovviamente restano sempre il cardine di una vera e approfondita degustazione. Tra l'altro, se ci pensate, una serie di pochi tags molto pertinenti, pu? anche essere molto semplicemente aggiunta in etichetta e allo stesso tempo uno strumento di semplicissima adozione da parte, per esempio, di un'enoteca che potrebbe assegnare alcuni tag su un cartellino insieme al prezzo. (esempi a casaccio : molto alcolico, adatto a cibi molto grassi, asciuga la lingua, fruttato, sensazione di legno, elegante, suadente, ceralacca, semplice, difficile, ecc.).

Questo lavoro lo stiamo facendo ogni giorno su vinix con tutti i contenuti ma in modo molto pi? soggettivo di come lo si potrebbe fare seguendo uno schema riconosciuto e precostituito (ferma la sacrosanta libert? di ognuno di non seguirlo, ovviamente). Credo anche che oltre 11.000 tags diversi gi? raccolti, molti dei quali dedicati alla descrizione dei vini, potrebbero rappresentare una buona base di partenza per un eventuale studio. Se un domani fosse disponibile una serie di tag precostituiti da assumere come modello per un vino di un certo tipo, sarei lieto di aggiungerli ad ogni mia degustazione. Una sorta di esperanto del vino.

Che ne pensate ?


[Foto credit : Danembraceddc]

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[02/27/2007, 14:37] Quattro bottiglie, Tre Monti


Questa foto rappresenta una importante realtà vinicola dell'Emilia Romagna, l'azienda Tre Monti di Imola (BO), che ho avuto l'onore di incontrare qualche sera fa durante una cena organizzata...

Leggi ancora | Pubblicato da rusvitt | Commenti (4)

Tags: amici, ristoranti, vini italia, vini autoctoni, grandi cuochi

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[02/28/2013, 08:00] Vernaccia di San Gimignano e Rebula Slovena Brda, vitigni, stile e territori a confronto

Per quest’anno Giancarlo Gariglio, curatore della guida dei vini Slow Wine, decide di abbandonare la gettonatissima Francia e di portare nella citt? delle torri la Ribolla, anzi la Rebula dalla vicina Slovenia, della denominazione Goriska Brda. Due vitigni accumunati dal territorio integro puro e molto bio e soprattutto due vitigni assolutamente non aromatici il cui mosto fiore rischia ? neutro senza una accurata gestione delle bucce. E soprattutto due vitigni che giocano le proprie chance nei confronti di consumatori con la loro mineralit?, sapidit? e capacit? di rimanere lievi ma utili alla tavola pur non disdegnando interpretazioni pi? importanti grazie alla loro duttilit?.

A rappresentare la Vernaccia di San Gimignano presenti le aziende Cesani, Fontaleoni, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Palagione, Montenidoli e Poderi del Paradiso, mentre a parlare delle loro Goriska Brda Rebula, saranno i produttori delle aziende Blazic, Kristancic, Cantina Goriska Brda, Jakoncic, e Valter Sirk con le loro Rebula da uve fresche e non macerate (massimo un giorno).

La Sorgente del Vino
Introduce Fabio Giavedoni e ci parla del Brda:

Fabio Giavedoni e la Ribolla
In pratica Brda ? una parte del Collio Friulano, in realt? non sono separabili, un unicum geografico geologico e anche in parte climatica, una sacca (30%) di Brda che entra in Italia e diviene Collio che ? molto pi? piccola appunto della Brda slovena. 4 generazioni e 4 nazionalit?, ma divisione solo sulla carta, non nel terroir. Zona di Malvasia ma ? pi? istriana, friulano troppo italiano quindi legame pi? stretto ? ribolla, rebula e da uve fresche, non macerate che pure sono molto diffuse. Vitigno molto duttile che da’ rese limitate o grandissime, vini da battaglia e da pregio, sapidi e fini o grassi e opulenti. Succo in realt? ? piuttosto neutro quindi la tentazione di usare le bucce ? capibile.
Zona contadina molto bella e ricca, agricoltura non ? stata sopraffatta da industrie e cementificazione, grande integrit? storica . Terreno caratterizzato da ponca, suolo povero in sostanza organica.
Giancarlo Gariglio ribadisce somiglianza con Rebula nel fatto che anche la Vernaccia di per s? ? neutra come vitigno quindi limite a produttivit? ? fondamentale anche qui. Poi si tratta di vini economici e dal bel rapporto qualit? prezzo. Differenza ? acidit? maggiore di ribolla e buccia ? molto diversa, molto pi? spessa in ribolla. Come clima non ? pi? freddo di San Gimignano anche se sembra, mare molto vicino in Brda (40 km).

Goriska Brda Rebula 2011 BlazicLa Sorgente del Vino
Sul vecchio confine italo-sloveno, un giorno di macerazione su questo vino ma snniente eccessi. Giallo dorato e sontuoso, naso dolce e carnoso, pesca e canfora, bocca gessosa e solare, fine e sapida 84
La Sorgente del VinoGoriska Brda Rebula 2011 Kristancic
Floreale bianco tiglio e gelsomino squillanti, note iodate e ferrose, bocca molto rocciosa, sfaccettata con agrumi che prendono la scena, vino tagliente ed elegantissimo con poche concessioni all’idea di ribolla grassa e fruttatissima che va per la maggiore 87
Goriska Brda Rebula 2011 Quercus Cantina Goriska BrdaLa Sorgente del Vino
Delicata ma insistente, agrumata, traccia sapida che rimane a lungo nel palato, mela golden e ginestra, bocca dal notevole equilibro con un bell’estratto ben bilanciato da freschezza e sapidit?. 83
Goriska Brda Renula 2011 Jakoncic
Frutto e passionalit?, ricca , limone e sale, carcad? e note quasi rosse di ribes, bocca molto decisa dalla sapidit? importante che copre quasi l’acidit?, dura ma calda, bel contrasto che appassiona, finale di mandarino 86

La Sorgente del VinoGoriska Brda Rebula 2011 Valter Sirk
Naso delicato e floreale con note anche molto belle di pesca gialla e albicocca, note ferrose e sapide poi anche senape e zafferano, bocca molto ricca e penetrante, pesca bianca e note quasi rosse di fragola non matura, finale sapido e agrumato di arancio giallo. 88

 

Vernaccia di San Gimignano Biscondola Poderi del Paradiso 2011La Sorgente del Vino
Da vigna molto elevata, un cru aziendale separato per raccolto e vinificazione. Camomilla e tiglio, lieve rafano e erbe aromatiche, bocca molto fresca e allegra, mandarino tardivo e menta, sapida e ricca con nota evoluta intrigante 86

La Sorgente del VinoVernaccia di San Gimignano Vigna Casanuova 2010 Fontaleoni
Molto vicini a Certaldo, vigneti su tre corpi principali, 5 ettari sotto le mura in pratica ad Est, 10 ettari a Sud e altri 15 a Ovest, si pu? avere mix in annate estreme. Casanuova ? a Nord e guarda Certaldo a 320 metri, medio impasto leggero sabbioso e anche molto tufo e argilla sparsa, buona presenza di calcare. Vigneto ha 23 anni, sesto d’impianto vecchio stile. Note di gelsomino e fior di pesco, ribes bianco, bocca molto sapida e fresca quasi pungente, di sicuro in evoluzione ma che si allarga bene tra arancio ed erbe aromatiche. 84

Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2010 Colombaio di Santa Chiara?La Sorgente del Vino
Dal 2002, con Alessio studente di enologia che affianca padre in campo, in zona verso Volterra, sud ovest, vigneti tra 320 e 400 mt, questo viene da zona molto alta, vigneto a parte con tanta escursione termica, espressione semplici ma un anno e mezzo sui lieviti, cerchiamo sempre di raccogliere vicino a Ottobre. Stuzzicante d’incenso, zafferano e fiori di robinia, nota calda tropicaleggiante con not? fum? quasi da riesling appena evolute. bocca compatta e sapida, divertente e di grande soddisfazione ci immaginiamo a tavola 91

La Sorgente del VinoVernaccia di San Gimignano Riserva Ori 2010 Il Palagione
Vendemmia dal 15 al 20 settembre, biologico quasi sempre, dal territorio pi? meridionale quasi ai confini con PisaRicca e sfaccettata, molto sapida gi? al naso, menta e arancio giallo, bocca aromatica leggera ma larghissima che abbraccia e tonifica, chiude lieve ma elegantissima 90

Vernaccia di San Gimignano Fiore 2009 MontenidoliLa Sorgente del Vino
Dai 300 fino ai 550, monte dei nidi di uccelli, grande ricchezza di fossili molluschi e crostacei che hanno poi dato questa terra cos? particolare. La Vernaccia ? rosso dei bianchi, fa quello c he vuole, basta vinificarla in maniera diversa. Fiore ? mosto fiore appunto in acciaio fino ad agosto anno successivo. Fine agosto per imbottigliare, momento in cui tutto finisce e si blocca con calore. Vino naturale se ce n’? uno, abbandonato quindi niente chimica mai stata in questo terreno. Intenso e aromatico di anice e finocchio e agrumi, spezia orientale e pesca gialla, in bocca ha nerbo e spessore e tanta succulenta, finale sapido e di arancio giallo. 88

La Sorgente del VinoVernaccia di San Gimignano Sanice 2009 Cesani
Vendemmia sempre tardiva su questo vino, cerchiamo concentrazione e finezza sopra ogni altro aspetto, idea di vernaccia alternativa che cerca proprio questa idea di vino staccandosi di proposito dall’idea di vino sapido sassoso e magro che in genere ? la Vernaccia. Il naso cupo e dark con pepe nero , arancio quasi rosso, bocca con tanta materia e struttura, dolce e sassoso, ritorni di ginestra pesca e frutto della passione. Finale molto persistente e carnoso 93

 

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[09/16/2008, 09:51] Adventures in Veneto
Oh the wacky GPS system! The twisty country roads, the spotty cell phone reception, the even spottier BlackBerry email reception, oh and the lost suitcase! That suitcase has seen more than me. It spent a comfortable night with its friends at JFK while I grimaced and put on the same socks, shirt and undies for three days. Three days you say? Oh, then my suitcase spent a night in Madrid -- I've never been to Spain at all! And then Venice and to Cuneo, where I am told it will...
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[11/05/2015, 07:49] Il vino all?Expo 2015

La Sorgente del Vino

Si √® chiusa l’Expo 2015 di Milano, e con essa anche “Vino – A Taste of Italy”, il Padiglione del Vino realizzato dal Vinitaly.

Aristide – durante tutto il periodo della manifestazione – ha mantenuto un certo “silenzio radio” sulle polemiche, gli eventi, le perplessit√† e tutto l’ammasso (notevole) di comunicazione (auto-referenziale) generata dai questi 6, lunghi mesi di Expo.

Durante l’unica visita svoltasi lo scorso 2 luglio, ho avuto modo di visitare il Padiglione del Vino. Anzich√© raccontarvelo, lascio a voi farvi un’idea tramite un breve video che documenta una passeggiata all’interno dell’area dedicata alla degustazione dei vini:

Infine, come “servizio pubblico” ai lettori, provo a sintetizzare i risultati annunciati dagli organizzatori in una sola immagine:

La Sorgente del Vino


Ecco il comunicato ufficiale rilasciato da Veronafiere, comprensibilmente enfatico nei toni:

Il bilancio di un?esperienza unica del Padiglione VINO ? A Taste of ITALY 

CONOSCENZA, CULTURA, FASCINO:

L?EREDIT√Ā DEL PRIMO PADIGLIONE DEDICATO AL VINO

NELLA STORIA DELL?ESPOSIZIONE UNIVERSALE SAR√Ā PORTATA NEL MONDO

¬†Fortemente voluto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e da Veronafiere-Vinitaly, √® stato visitato da pi√Ļ di 2,1 milioni di persone, il 20% provenienti dall?estero, che sono state accolte sia lungo il percorso conoscitivo, sia degustativo da un team preparato e attento che ha contribuito a far vivere un?esperienza che rester√† nel bagaglio culturale e di emozioni di tutti i visitatori.

Ieri a Milano, presso l?Unicredit Pavilion, la consegna a Veronafiere-Vinitaly del Premio Class Expo Pavilion Heritage Awards per il migliore Padiglione di un Unico Prodotto Alimentare.

¬†Verona, 31 Ottobre 2015 –¬†¬†L?obiettivo del Padiglione VINO A Taste of ITALY era quello di affascinare, coinvolgere, far portare con s√© un?emozione, un ricordo ed una suggestione legate alla conoscenza della cultura del vino italiano, dei territori nei quali viene prodotto, delle tradizioni di un paese che un tempo si chiamava Enotria, terra delle viti, del vino.

¬ęAl termine di Expo possiamo dire di aver vinto la sfida¬†? sottolinea il¬†Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina¬†-.¬†Siamo la patria del Vino, con oltre 500 vitigni coltivati e con il primato di produzione riconquistato quest’anno. Con il Padiglione del Vino abbiamo mostrato al mondo la forza di questo settore, fatta di passione, storia e di una fortissima spinta all’innovazione. Un successo reso possibile da chi ha lavorato ogni giorno in questi sei mesi per rappresentare al meglio l’esperienza vitivinicola nazionale¬Ľ.

¬ęUn grande lavoro di squadra, un impegno gestito in tempi strettissimi dall?ideazione alla realizzazione sino alla gestione durante i sei mesi di Expo che solo un organizzatore fieristico di grande esperienza e di specifica competenza nel settore vinicolo poteva affrontare con successo¬†? dice il¬†Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese¬†?.¬†L?Expo non finisce¬†oggi¬†per noi. Il Padiglione √® stato, grazie anche alle numerose delegazioni istituzionali e commerciali presenti, sia italiane che straniere, una straordinaria occasione di relazioni per la Fiera di Verona che pu√≤ metterle a sistema a favore della propria attivit√†, delle aziende e associazioni di categoria dei settori nei quali opera¬Ľ.

¬ęL?esperienza del Padiglione VINO A Taste of ITALY prosegue ?¬†specifica il¬†Direttore Generale,¬†Giovanni Mantovani¬†?. A partire dal 50¬į Vinitaly, in programma a Verona¬†dal 10 al 13 aprile¬†prossimi, inizier√† un percorso lungo il quale porteremo la conoscenza, la cultura ed il fascino del vino italiano e dei suoi territori, che attraverso di esso abbiamo raccontato, direttamente all?attenzione di altri paesi interessati dalle iniziative del Vinitaly International o che ci faranno richiesta per eventi legati alla promozione del made in Italy¬Ľ.

Fortemente voluto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e da Veronafiere-Vinitaly, il Padiglione VINO ? A Taste of ITALY, è stato visitato da 2,1 milioni di persone, il 20% provenienti dall?estero, che sono state accolte sia lungo il percorso conoscitivo, sia degustativo nella Biblioteca del Vino ? Enoteca del Futuro da un team preparato e attento che ha contribuito a far vivere un?esperienza che resterà nel bagaglio culturale e di emozioni di tutti i visitatori.

Pi√Ļ di 3600 le etichette proposte per 150 mila bottiglie e circa 800 mila degustazioni tra Enoteca del Futuro ? Biblioteca del Vino, ?Vino is Aperitivo?, eventi, seminari, workshop, wine tasting e visite di delegazioni internazionali e della stampa. Sono state 2000 le aziende che hanno presentato i loro vini e pi√Ļ di 500 gli eventi e i convegni promossi nelle Sale Convivium e Symposium.

Autorevoli partner del Padiglione VINO РA Taste of ITALY sono stati il Comitato Scientifico, presieduto da Riccardo Cotarella, con le iniziative ?Viaggio nell?Italia del Vino?, Gambero Rosso con i Tre Bicchieri, Civiltà del Bere con ?Italian Wine is More?, Club Papillon con la ?Giostra dei Wine Bar?, Cronache di Gusto con ?La bellezza del vino? e ?I vini bussola?, Doctor Wine di Daniele Cernilli con ?Il giro d?Italia in 80 vini? e le degustazioni organizzate con AIS e ONAV.

Un successo sottolineato anche dal riconoscimento ricevuto ieri a Milano presso l?Unicredit Pavilion Premio Class Expo Pavilion Heritage Awards per il migliore Padiglione di un Unico Prodotto Alimentare.

A ritirare il Premio il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, eletto il 27 ottobre scorso, il Presidente uscente, Ettore Riello, che è stato ringraziato per il grande lavoro svolto, anche in vista dell?Expo, il Direttore Generale, Giovanni Mantovani, l?architetto Italo Rota, che ha curato l?allestimento del Padiglione e Riccardo Cotarella, presidente del Comitato scientifico.

Class Expo Pavilion Heritage Awards

I Class Expo Pavilion Heritage Awards sono stati dedicati ai padiglioni e ai cluster che meglio hanno saputo interpretare e comunicare il tema dell?esposizione universale, ?Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita?, lasciando così la migliore eredità, in termini di impatto, interesse, cambiamento delle abitudini di consumo e rispetto per quanto il pianeta produce.

Gli Awards sono stati ideati e organizzati da Class Editori, insieme con Laureate International Universities, il network di 80 università in 29 Paesi cui fanno capo, a Milano, Domus Academy e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano). Advisor scientifici, l?Associazione mondiale degli Agronomi (WWA) e il Consiglio dell?Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali. IBM ha supportato l?iniziativa come Official Sponsor.

Di primissimo piano la giuria internazionale che ha assegnato i riconoscimenti, dopo aver valutato anche il lavoro di un?equipe di studenti di NABA e Domus frutto di un?accurata ricerca e confronto nel corso dei sei mesi di Expo 2015: Letizia Moratti, Romano Prodi, il Cardinale Tagle, Shenggen Fan, Maria Cruz Alvarez ed il Premio Nobel Eric Maskin.

_____________________________

L’immagine dell’infografica √® tratta dal sito¬†La Provincia del Sulcis Iglesiente.

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[09/18/2008, 12:46] Dieci rossi, dieci emozioni...

La Sorgente del VinoLa domanda mi viene posta nel corso di un incontro gastronomico, qualche settimana prima di agosto. A farmela una bella donna sotto la trentina; impossibile tergiversare! Quando la stessa domanda riappare nel corso della cena dinnanzi ad una schiera di persone che ascoltano in cerca di novit?, sei costretto a svelare le tue preferenze. Poich? mi occupo da anni di queste cose, la mia personal list era gi? pronta, conservata nel mio cuore. M'intriga esporre queste mie considerazioni prima della vendemmia, proprio come sorta d'auspicio. Il rosso ? un colore che stuzzica, che seduce. Tra i dieci rossi che mi hanno fatto battere il cuore scelgo due Barolo Oddero, il Bussia Soprana Vigna Mondoca e il Barolo Rocche di Castiglione. Di Oddero ho parlato spesso, mi piace la loro produzione, il vino, l'immagine di questa Azienda che palesa professionalit? e amore per il vino. Restando in Piemonte non poche soddisfazioni mi sono state donate dal Barbaresco Ripa Sorita La Contea, delizioso. Korem Argiolas ? un altro rosso che conquista, da provare. Anche di Argiolas troverete la mia recensione e note. Lasciamo la Sardegna, magnifica terra, per approdare in Sicilia. Benanti, casa che ho spesso magnificato. Per Benanti mi esprimo con due vini Rovittello Etna DOC Rosso e il Serra della Contessa. Il ricordo mi emoziona. L'Aglianico non poteva mancare nel mio umile bagaglio e annovero L'Atto delle Cantine del Notaio. Anche di questo vino troverete cronaca attenta e curata nel wineblog. Una citazione speciale per il Pathos Marche Rosso Santa Barbara di Stefano Antonucci, un vino notevole. Concludo con il Sagrantino Il Medievale di Col Sant Angelo, particolare, totalizzante e una rivelazione, L'Azob? di Albino Piona realizzato con uvaggio corvina e merlot un rosso di cui val la pena far la giusta conoscenza. Dieci magnfici rossi, cos? diversi, dal nord e al sud della Penisola ma, ognuno con personali carattterstiche cos? piacevoli, cos? intense... vini degustati e valutati da Stefano Buso***

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[09/13/2008, 15:31] Pat? gaumais

La Sorgente del VinoIn effetti, sia la cronaca che l'informazione culinaria ha da tempo abbandonato i pasticci di carne. Preparazioni molto diffuse nei paesi del nord europa, come il Belgio, nazione dove ho lavorato come informatica. La cucina belga ? molto interessante, perch? ha marcate influenze di quella francese e tedesca che sono state rielaborate secondo la tradizione della Vallonia e delle Fiandre. In Belgio, rammento di aver mangiato ottime tartine di aringhe, salsicce di maiale con patatine fritte accompagnate da birra. Pat? gaumais: prendere la carne di maiale, tagliarla a pezzi piccoli e grossolani e farla marinare a lungo sotto aceto e erbe aromatiche. Intanto in una coppa di vetro preparare una pastella di farina, lievito, uova e immancabile strutto. Lasciare lievitare e poi stendere la sfoglia in modo da ricavare due dischi del diametro di circa 20 cm. Prendere una teglia, imburrarla per bene, adagiare il primo disco di pasta e unire la carne marinata. Ricoprire con l'altro disco di pasta, pennellare il tutto con uovo sbattuto. Cuocere in forno per circa un'ora a 170? e servire. Accompagnare con birra artigianale del Belgio. Sonja Effe - Foto dal web

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[02/04/2021, 05:42] Ristorante Quintilio ? Altare (SV) ? Patron Luca e Lorena

Chi dal mare della riviera ligure risaliva verso il Piemonte, attraversando la Val Bormida, dal 1889 poteva trovare ristoro presso la prima stazione di posta della zona, divenuta poi locanda per i camionisti in transito e infine l?attuale ristorante Quintilio. Siamo in provincia di Savona, ad Altare, paese con un?antica tradizione nella lavorazione del vetro. Oggi la maitre/sommelier?Lorena e lo Chef Luca, con il loro scrigno goloso, rappresentano un approdo sicuro tramandato da generazioni, uno di quei punti di riferimento meta degli stessi ristoratori nei rispettivi giorni di riposo o vacanza, e questo vuole dire tanto, vuole dire TUTTO!

Squadra

Chef patron: Luca Bazzano
Maitre sommelier: Lorena Germano

L’ingressoLa Sorgente del Vino

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Curiosiamo tra le etichette della cantina!

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Tipologia pane (a base di lievito madre di pi? di 80 anni): Focaccia all extravergine ligure di taggiasche, Pizzette al pomodoro dell’orto, Pane ai cereali con semi di sesamo, Lino, zucca, Pane bianco al sesamo e papavero.

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Tartufi bianchi freschissimi.

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Aperitivo!

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Stuzzichini!

Crema di zucca di Rocchetta presidio slow food agli amaretti di Sassello, porcini e pesche.

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Meravigliosi tartufi neri

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Iniziamo con un calice di Pigato DOC Riviera Ligure di Ponente “Bon in da Bon” 2019 – Bio Vio

Di colore giallo paglierino carico, si presenta con uncorredo aromatico ricco e intenso di sentori di frutta e agrumi. Al palato ? secco, morbido e minerale, di buona persistenza, con sentori aromatici e mandorlati e un richiamo di erbe aromatiche.

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In abbinamento gamberi viola di Sanremo crudi, verdure dell’orto e cuore di bue liquido.

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Coscia di fassona battuta al coltello, acciughe sotto sale e nocciole.

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I funghi porcini dell’orto

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Stoccafisso brandacujun, polenta rosticciata e olive taggiasche.

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Terrina artigianale di foie gras, zucca di Rocchetta presidio slow food in agrodolce e fico candito.

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Stappiamo Bianco Testalonga – Nino Perrino

Un inno al territorio e alle antiche tradizioni di Dolceacqua, sede della cantina. Viene prodotto con macerazione sulle bucce per 5 giorni e affinamento in vecchie botti, per esprimersi con tonalit? minerali, marine, salmastre e idrocarburiche.

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Che perfettamente accompagna l’uovo poche, crema di toma brigasca, fondo Bruno e tartufo nero nostrano.

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In sala lo chef?per presentarci il prossimo piatto!

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Calamari alla brace, il loro fondo e trombette in due consistenze.

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Proseguiamo con i saporitissimi tagliolini ai 30 tuorli con funghi porcini locali.

Un piatto rassicurante, in grado di trasportare i commensali grazie ai piacevoli sentori ndi sottobosco.

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Risotto riserva San Massimo, peperoni di Carmagnola e bagna cauda.

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Degustiamo ora Granaccia Riviera Ligure di Ponente DOP “Trexenda”?– Viarzo

Fermentato in vasche di cemento e poi affinato in tonneau da 600 lt di rovere francese per una decina di mesi.

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Abbinato ai tortelli ripieni di caprino ligure, fondo bruno nocciola e tartufo nero.

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Ed ora il momento degli storici raviolini al plin ripieni di renette spontanee al tartufo bianco.

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Acciughe del nostro mare, cotte al sale grosso con gli aromi liguri.

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Passiamo ora a Rossese di Dolceacqua Testalonga 2017 – Nino Perrino

Un vino mediterraneo, speziato, energico e piacevolmente rustico. Si esprime al naso con sentori di macchia mediterranea, pepe nero, olive e ciliegie e al palato risulta molto fresco, morbido ed energico. Dotato di un buon potenziale di invecchiamento.

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Filetto di fassona, gamberi viola di Sanremo, mostarda di chinotto e il suo fondo.

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Gamberi rosa e porcini.

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Frittooo!

Cervella, filoni, granelle e semolino fritti in olio di oliva.

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Minestra di trippe, maccheroni all’ago di castagne e maggiorana.

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Stacchiamo con un calice di Passri? Pineto e uno di Passri’ Scrapona dell’azienda vitivinicola Marenco.

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Ed ora il momento dei dessert!

Iniziamo con le pesche ripiene di gelato allo zabaione artigianale.

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Gelato artigianale al latte e fichi caramellati.

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Il nostro tiramis?.

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Tris di sorbetti artigianali.

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Fichi freschi.

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Piccole coccole finali: crostata con marmellata di albicocche di Valleggia, scorze di pompelmo biologico candito da noi, stelle pasta frolla alle noci, madelaine alla farina di castagne di Calizzano, torta di nocciole, fichi dell’orto.

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E per concludere l’immancabile zabaione caldo.

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Un saluto a questo incredibile duo!

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Un grande GRAZIE e…a presto!!

Cucina

La cucina di Luca si basa su prodotti di altissima qualit?, nel rispetto della stagionalit?, come i preziosi tartufi, raccolti nelle zone limitrofe, e i profumatissimi funghi trasformati con rispetto in ricette classiche ma anche innovative. L?intro con il pane, focaccia e grissini fatti in casa tutti i giorni, per una lievitazione di almeno 18 ore, d? il via ad un pranzo o una cena di successo!

Servizio e accoglienza

La cortesia e professionalit? di Lorena ? davvero travolgente, vi accompagner? nella scelta dei piatti e dei vini, facendovi sentire coccolati come a casa. La cantina ? dinamica e ben fornita di etichette del territorio a cui si accostano anche bollicine francesi, a cui viene applicato un ricarico contenuto.

Conclusioni

Questo locale arrivato ormai alla quinta generazione, posto al confine tra Piemonte e Liguria a pochi minuti dal comodo casello autostradale, offre ospitalit? ed accoglienza ai viaggiatori che cercano un posto dove mangiare o fermarsi a dormire. Consigliamo la sosta per scoprire la personale interpretazione gourmet di Luca dei migliori piatti delle tradizioni delle due regioni, con un tocco di creativit? per la gioia del vostro palato.

La Sorgente del VinoViaggiatore Gourmet

Ristorante Quintilio
Via Gramsci, 23 Altare ? (SV)
Tel: +39 019 58.000
E-mail: rquintilio@libero.it
Sito internet: www.ristorantequintilio.it
Chiuso Domenica e Luned?La Sorgente del Vino

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[07/27/2008, 18:00] Champagne - vendite e andamento superfici e rese produttive - aggiornamento 2007

[English translation at the end of the document]
Fonte: Boizel Chanoine Champagne company report
Aggiorniamo al 2007 le statistiche relative allo Champagne. Le vendite sono cresciute del 5.3% a 338.7m di bottiglie, dopo essere salite del 4.6% nel corso del 2006. Le principali conclusioni della nostra analisi sono: (1) c?e? stato un forte incremento delle vendite dal 2000 in avanti, pari al 34% cumulato dal 2001; (2) a questo incremento si e? fatto fronte con un aumento del 9% delle superfici vitate, da 30500 a 32722ha, ma soprattutto con un incremento del 25% circa della resa per ettaro. (3) I costi di produzione stanno crescendo rapidamente: sono passati da circa EUR450/q a EUR530/q in un paio di anni.


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(more…)

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[07/06/2018, 11:45] Do You Need Massage Therapy?

Going for massage therapy is the best way to relax. If you have been working very hard, then you need to look for a way to relieve the stress and tension. When going for massage therapy, it is important to look for a skilled and experienced therapist.

A Massage therapist in Glasgow will help you in achieving the full benefits of the therapy. When choosing a massage spa, make sure that you look for factors like hygiene and also the massage methods that they use. Here are signs that you need to go to massage therapy:

You are tired

Massage therapy is very important in helping you relieve fatigue. Working six days a week can be very tiring. You need to take one day to work and go for a massage. The therapy will help you in relieving fatigue.La Sorgente del Vino

When we work in many ways, our body builds up tension in various parts of the body like the neck, shoulders, back and also limps. It is important to look for a way to get rid of this tension so that you can relieve fatigue. When you relieve fatigue through massage, you will increase productivity at work.

You are in pain

If you are dealing with pain from an injury or ailment, then massage therapy will help you. Going to therapy will help you in healing the affected areas. This is better than taking painkillers that might be detrimental in the long run.

The massage therapy will encourage the flow of blood to different parts of the body. With a proper flow of blood in the body, it will be easy to relieve pain.

You have poor posture

It is possible to improve your posture just by going to the La Sorgente del Vinogym. Improving your posture is the best way to live a healthy lifestyle. If you have a desk job, then you might be having problems with your posture.

The good news is that you can improve your posture by going for a massage. The massage therapist will work on your back muscles and help you in restoring your posture.

You need to relax

Living a high-stress life is not good for your health. You need to make sure that you live a stress-free life. The only way to relax is to go for a massage once in a while.

Going for massage will help you to relax and avoid tension that comes with stressful activities. Living a stress-free life means that you will live a healthy life.…

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[05/29/2007, 10:12] Il Gioco del Piacere


Ho scelto questa splendida immagine, tratta dal sito dell'Azienda Olio&Olivi-Ursini, come emblema della serata  Slowfood ,svoltasi il 24 Maggio, presso il ristorante Magorabin di Torino,...

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[07/20/2011, 17:06] Azienda Riccardo ed il Prosecco con la Passione per la Qualit
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L'Azienda Agricola Riccardo, che ho avuto modo di conoscere un po' di tempo fa grazie ad un tour nelle splendide colline di Conegliano Valdobbiadene, ? un'azienda relativamente giovane ma che ha voluto scommettere su un sistema di certificazione molto importante. 
L'Azienda Riccardo ?, infatti, una delle prime aziende nella zona del Conegliano/Valdobbiadene DOC e DOCG a produrre Prosecco garantito dalla certificazione di filiera agroalimentare che documenta l'intero processo produttivo dalla vigna alla bottiglia. Questa certificazione gli consente di attestare l'integrit? e l'autenticit? dei vini che produce.
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"Il consumatore ? sempre pi? consapevole e attento alle origini e al sistema produttivo dei cibi e le bevande che consuma. La certificazione di filiera agroalimentare ? un passo importante in quanto offre la trasparenza richiesta e necessaria alla catena alimentare. Questa certificazione (basata su ISO 22005) consente ai produttori che la scelgono di dimostrate la loro dedizione nei confronti dei consumatori, della sicurezza e della qualit? dei loro prodotti ad ogni stadio del processo produttivo."
Direi che ? un passo importante nel mondo del vino, in un momento in cui il consumatore richiede delle garanzie, aziende come l'Azienda Riccardo, ci offrono uno strumento di garanzia a dimostrazione che la qualit? e la seriet? possono essere certificate :-)
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