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Mondo Di Vino
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[07/10/2008, 22:26] ? arrivato l'Iphone!
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[01/07/2024, 16:02] The Small, Small, Small, Small World of Italian Wine

?Compared to what??

La Sorgente del Vino
The land mass of Italy figures out to be 0.2% of the world, similar to Poland, Ecuador, New Zealand and Vietnam. In regards to wine production, though, Italy is often the largest producer, occasionally swapping with France, depending on the harvest. How such a small land mass became to account for such a large amount of wine production is a fascinating thought. The reality, is that Italy, like France and a few other select areas of the world, is uniquely situated to produce large amounts of fine wine. A miracle one might even say. However, that miracle took a long time to create and it was not without its share of purgatorial tribulations.

Still, as one observes today on the social media platforms, one might think it to be one giant movable feast. The young generation who?ve inherited it from this point surely make it out to be a well-tanned cake walk, with the commensurate high-toned tastings in exotic places from Bangkok to Miami. Along with that, the four and five star stays at hotels in fascinating spots like Dubai and Singapore, poolside moments notwithstanding, as well as sumptuous dining experiences at all hours of the day and night. One might think the essence of Italian wine was just one long glamorous ride on a magic red carpet, like something out of One Thousand and One Nights. Were that it was as simple as that.

La Sorgente del Vino

It's like watching someone drive up to the valet in Houston or Los Angeles in a Ferrari or a Lamborghini and imagine that is the epitome of the Italian car tableau, the end all and the be all of it. And for those in the pits, they know that ain?t so. So it is, as well, in the Italian wine landscape. There?s a  hell of a lot more blood sweat and tears than foie gras and Franciacorta. In the field, a Defender is a work vehicle, not a totem for status. And a filone and a carafe of the new wine is more likely to feed the body, like a deconstructed savory cannolo and a quartino of orange wine is employed to feed the ego in some far-flung destination touted on TikTok.

The actuality is that it took a long time and a lot of hungry souls to get Italian wine to the place it is today, and even though it is a small world, it has taken, and will continue to take an army of committed individuals to keep the continuation propelling into the future. Which means some of the children on the beaches of Phuket and the Maldives might have to come back home and get a little more dirt under their nails. Why?

La Sorgente del Vino

Let?s just say AI. Or in wine terms, China. Just as we?ve seen in fashion and vehicles, the competition to create a dominant bedrock for a market is not a static thing. The urge to be better, to be number one, is a human craving, not the sole possession of any one culture - not the French, not the Italians, not the Americans. The whole world is plugged in now, and they want their shot at the brass ring. We?ve already seen it in technology, and with the effects of global climate change, the conditions that make Italy (or France) so unique for wine production can, sooner or later, exist elsewhere. And the loom on which that future lore will be woven is more easily achieved in that kind of future in which we are heading.

A friend of mine frequently reminds me the Rome fell because they essentially ran out of money. The economy stupid. Well, it doesn?t take a genius to look at Western countries, like Italy, and their enormous debt linked with the unequal distribution of wealth, to know that those Cartier and Botox bedecked princesses lying on tanning mats in Abu Dhabi while sipping on Bollinger RD is not a recipe for sustainability of supremacy. But hey, don?t take it from a plebe. Just wait and see, because the fire-storm is coming. Get your fiddles ready.

Time and chance are unlimited to all. It's a small world, and it?s getting smaller.

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wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[05/21/2008, 22:10] Tartare di tonno con mela, cetriolo e lime

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Una ricettina semplice, molto fresca e nel contempo raffinata.
Il tonno, che ? l’ingrediente essenziale, deve essere freschissimo.

Ingredienti

  • 2 fette di tonno rosso siciliano freschissimo
  • 1 Mela verde Granny Smith
  • 1 Cetriolo
  • 10 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 2 lime
  • Fior di Sale di Pirano
  • Pepe di Sechuan

Preparazione

Sbucciamo il cetriolo a dadini, priviamo la mela dei semi e tagliamo entrambi a dadini molto piccoli.
Con un coltello da chef battiamo il tonno, riducendolo a tartare.
In un bicchiere facciamo una citronette con l’olio, il succo dei lime, il sale e il pepe.
In una terrina, mischiamo tutti gli ingredienti e, con l’aiuto di un coppapasta, impiattiamo la tartare, decorandola con due scorzette di lime arricciate.
I vini che pi? si prestano sono quelli lievemente acidi con bouquet floreale. Un’ottima opzione ? l’Etna Bianco (carricante) oppure anche un Fiano di Avellino.

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[06/09/2023, 12:32] Di ritorno da Pantelleria, assaggi e cogitazioni laterali

La Sorgente del Vino

Pantelleria ? una terra aspra. Distante, ai confini meridionali dell'Europa, spazzata da un vento impietoso che non a caso ? all'origine del suo nome arabo. Terreno vulcanico, ovunque la lava spunta con le sue lame di pietra nera e affilata. Isola senza spiagge, circondata da scogli inaccessibili fatti della stessa lava che scartavetra le estremit? degli umani, i quali pensando di essere al mare cercano un punto dove, chess?, fare un tuffo. Molto meglio fare camminate in mezzo a quella natura, meglio il trekking. Le strade sono spesso strettissime e inerpicate, ricordano le single track road viste in Scozia, quando preghi di non trovare nessuno in direzione opposta, perch? non sapresti dove accostare. Ma cos? hai la scusa buona per percorrere quelle strade molto lentamente, per goderti i paesaggi spettacolari tutto intorno. Nei pochi giorni in cui ho pilotato la vettura noleggiata, ho tenuto praticamente sempre la seconda marcia. La terza quasi mai. La quarta e la quinta sono praticamente inutili. 

La Sorgente del Vino
Il vigneto pantesco (di Pantelleria, cio?) ? fatto cos?.

Pantelleria ? una terra estrema e difficile, le piante della vite sono alberelli infossati a proteggersi dal vento, e sono un bel disagio da vendemmiare, l? in basso. Questa terra dove l'uomo ha dovuto creare residenze, i dammusi, fatti di mura spessissime a proteggersi dal caldo che diciamo africano per amore dell'iperbole ma qui lo ? davvero, siccome siamo davanti all'Africa, questa terra durissima produce uno dei vini pi? dolci, flessuosi, accoglienti, confortevoli e deliziosi del globo. 

Il Passito di Pantelleria sembra la reazione opposta al suo contesto, quasi a contraddire le premesse. Qui sostanzialmente c'? un'unica uva, il moscato di Alessandria o moscatellone o zibibbo, clone diverso dal piemontese moscato bianco di Canelli. Vinificato come vino secco, senza alcun residuo zuccherino, ha l'aromaticit? gradevole del vitigno con un carattere spiccato e, questo s?, direi territoriale, indomito. Nella versione passita tocca il suo vertice, come dicevo pare un negativo fotografico di quella terra.

La situazione produttiva enologica a Pantelleria non ? dissimile da quella del resto del mondo: esiste un artigianato encomiabile che propone passiti da tuffo al cuore, struggenti e sensazionali. Esiste anche qualche tipo di industria che fa numeri ed ? certamente pi? pittoresca e turistica, diciamo. Nelle loro cantine si trovano pi? facilmente etichette disponibili e milanesi imbruttiti. I vini della prima categoria sono eternamente introvabili, e pure la visita in cantina ? meno agevole ("venite pure ma vino non ce n'?"). Lascio al mio lettore indovinare quello che piace a me. A questo proposito, ecco un paio di assaggi.

Salvatore Murana
Produttore storico, amato, stimato, rispettato. Vini inappuntabili e densi non solo nella struttura della dolcezza, ma anche densi di suggestioni e richiami. Murana ha diverse versioni del suo passito, Martingana imperativo e solenne, Mueggen una pietra miliare, Turb? apparentemente pi? delicato. Gad? ? la versione secca della stessa uva, salino e ampio. Il "Creato" ? raro e prezioso, ora si beve il 1983 (non ? un refuso) perch? affina per decenni, letteralmente. Ho provato a chiedere il suo prezzo, e alla risposta ("costa come un biglietto aereo per Pantelleria") non ho ritenuto di fare altre domande. Certo, che meraviglioso privilegio averlo nel bicchiere, con quel colore brunito e il finale interminabile.

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Gli assaggi da Murana.

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I vigneti intorno.

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Da Murana ? visitabile, tra l'altro, il giardino pantesco: costruzione circolare a proteggere, di solito, una pianta di agrume, che senza il riparo non potrebbe crescere.

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La retro etichetta del Creato racconta gi? molto.

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Mueggen ha un equilibrio perfetto tra frutta essiccata e note marine.

Salvatore Ferrandes
Ci vuole un po' di fortuna, nel caso di Ferrandes: per trovarlo, anche geograficamente intendo, e trovarlo disponibile perch? gli impegni che ha sono numerosi, il lavoro in vigna per esempio. E comunque ? un altro produttore che, dati i numeri, ha scarsissimo vino disponibile - abbiamo prenotato qualcosa, abbiamo incrociato le dita, ora speriamo. Il suo passito ha una tensione dolce struggente, tiene impegnato l'assaggiatore per mezz'ore col naso infilato nel bicchiere perch? ogni olfazione ? un nuovo riconoscimento, una nuance inedita. In bocca pressoch? infinito. 

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La strada per arrivare da Ferrandes ? una cosa cos?.

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Assaggio di grande intensit?, definitivamente.

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La (micro) cantina di Ferrandes, solo acciaio, niente legno.

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L'uva appassita, peraltro buonissima.

E gli altri che non nomino
Nei miei giri per cantine naturalmente ho visitato anche il fashion e il decadente, poi c'? quello che non risponde al telefono e quello che non risponde alla mail, tutti questi non li nomino essenzialmente perch? non ho voglia di grane. Io comunque consiglio, nei preparativi delle visite di cantina, di infilare sempre un produttore che potrei definire industriale, o modaiolo, quello che ha sempre vino e ha la struttura fatta apposta per accogliere l'enoturista: ? un tipo di conoscenza utile, didattica, spesso costoro hanno numerosi meriti, consentono la visione ampia e soprattutto consentono di fare la scelta finale, viste tutte le opzioni.
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[09/11/2008, 04:00] 9/11. Again a means to someone's ends
No, it's not a Monday Rerun. But in it I commemorate, angrily, the base exploitation of this date by politicians of all stripes, largely the jingoistic, fear-mongering party in power. I can only add that what I said in 2006 goes double now. A shame. Truly shameful. Meanwhile, let me be the first to invite you to celebrate Terrorist Day. It's the old 9/11, but now we're giving credit to the Terrorists for winning, thanks to the cynicism, manipulation and of course the downright ineptitude of the Bush administration. This...
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[01/01/1970, 00:00] Bosco Eliceo al Vinitaly
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[04/12/2018, 05:30] How to Choose the Right Dentist

Your teeth are very important, taking care of the teeth is beyond brushing and eating the required diet. For complete health teeth caring you need to see a professional dentist for the check up. You need to do this for at least once in every three to six months. The dentist will do a professional cleaning to your teeth to make them last longer in a healthy condition.

However, the problem comes up when you are deciding the dentist you want to visit. Currently, there are many dentists available, choosing the right dentist will require you to spend much time.

Location

La Sorgente del VinoChoose a dentist that you can access easily, near your home or place of work. This will help you save time when you want to check your teeth. It is important for the case where you may have dental emergencies; the dentist will access your place easily.

If you are the doctor?s client, it will be easy to visit you and check on your healing process. You should also choose a dentist whose working hours does not match with your working hours. The doctor should not have a tight schedule. You should have to invest precious time with your dentist.

Cost

The doctor you choose should not be too expensive for you to afford. In cases where you need to spend a lot of money on your check up, you need to know if the dentist accepts your insurance. The dentist should also accept multiple methods of payment such as credit cards or personal checks.

The cost varies with the practice of the dentist. Make sure the charges are reasonable. The dentist you choose should not be overcharging you. Agree on the cost of the operation before you allow the doctor to check your teeth.

Personal comfort

This another crucial factor you need to consider when searching for a dentist to check your teeth. You must find a dentist that you can talk to comfortably. When you are explaining your problem, the dentist should be concerned and willing to help.

Ensure that the doctor you choose is humble and concerned with your problem. He or she should help in making you courageous in asking whatever question you have in case you do not understand some terms.

Professional qualifications

La Sorgente del VinoThe dentist you choose should be willing to give you a history of his or her qualifications when you need them. Do not assume that the dentist is qualified if you have not confirmed. If you feel uncomfortable with the answer the dentist is giving to your questions, you need to find a different dentist. You can also check the information of the dentist at the medical board where you find out the kind of training the dentist has gone through.

Emergency care

Can the dentist you choose attend immediately to any of your emergency? Find out the contact lines of the dentist if they are working all the time. Also, check out for a doctor who can attend to you even out of working hours to attend your emergency.…

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[12/30/2008, 09:15] BarDoc su PepeRosso 2.0
La Sorgente del VinoIl blog PepeRosso 2.0 parla dei cambiamenti di BarDoc.
Ringrazio di cuore.
Qui sotto il testo dell'articolo.
? quasi un mese che Angelo Peretti, di fatto, ha dato un nuovo corso al suo Bardoc. Non pi? un ?locale? aperto tutti i giorni con giorni di chiusura limitati ai soli periodi di riposo, molto pochi visto il suo continuo riferici via web di quel che accadeva nel mondo del vino e del bardolino, ma un blog aperto, come dice lui stesso, per dire - di tanto in tanto - la mia su alcune questioni bardoliniste. Per esprimere opinioni personali. Perch?, vivaddio, le mie idee son mie. A cos? annunciata intermittenza, si sostituisce la nuova sfida di dare il suo aiuto al neonato foglio elettronico del consorzio tutela del Bardolino, oltre a tutte le altre che gi? lo impegnano dove serve l?autorevole penna di appassionato cronista del buon vino e del buon mangiare. Che dire, se non di augurare altrettanto successo ma ricordargli anche la promessa nel continuare le sue righe su Bardoc e non farcene sentire la mancanza? Con l?occasione, un augurio di buon anno e un prosit di cuore. Magari con un calice di Chiaretto o un felicissimo spumante, Monte Saline, di cui vi dar? conto. Ispirato proprio da un pezzo di Peretti.
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[05/18/2008, 19:24] Cantine Aperte in Umbria, sceglie VinoClic
La Sorgente del Vino Cantine Aperte, l'evento ideato e promosso da Movimento Turismo del Vino su tutto il territorio nazionale ha scelto VinoClic, per la promozione della sua versione umbra. Il Comune di Montefalco, probabilmente anche grazie alla giovane et? e quindi probabile freschezza di vedute, ha incaricato VinoClic di promuovere l'evento su tutto il network per tutta la settimana precedente la manifestazione nazionale. Come gi? rilevato in altra occasione, la promozione di eventi ? a nostro avviso uno dei settori in cui il nostro network esprime il meglio di se dal momento che la pubblicit? cos? veicolata porta con se non solo un marchio ma un'informazione utile e quindi ben accolta dal suo potenziale destinatario.
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[10/09/2023, 09:35] Caff? La Crepa ? Premiate Trattorie Italiane ? Famiglia Malinverno ? Isola Dovarese (CR)

Affacciato sulla scenografica e rinascimentale Piazza Matteotti, Caff? La Crepa, della?famiglia Malinverno, ? quel posto del cuore e dei sensi che vanta una cucina come patrimonio culturale, che attualizza il passato, rendendolo vivo e presente in continuazione. Si caratterizza per la ricerca dei migliori prodotti del territorio, che si trasformano in ricette tradizionali, piene di gusto e di sapori. Un viaggio nel tempo attraverso la tradizione, e se volete portarvi a casa un ricordo dell’esperienza prima di andarvene fermatevi alla bottega con rivendita!

La squadra

Federico Malinverno: owner, maitre e sommelier
Nicol? Bertuzzi: commis di Sala
Vittorio e Matteo: sous-chef
Andrea: chef capo partita
Andreina: commis di cucina
Laura: sfoglina

La Sorgente del Vino

Iniziamo con l’aperitivo: Metodo Classico Extra Brut 2017 – Baglio Del Cristo Di Campobello?

Un vino bilanciato e fresco, che nasce da uve Grillo di cui conserva bene le propriet? organolettiche e le trasferisce nel calice. Regala ai sensi una piacevole esperienza gustativa, alla quale fa da sfondo la ricchezza del terroir di Campobello di Licata (AG), suo territorio d?origine.

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Antipasto LA CREPA: i migliori salumi selezionati da Franco, serviti con giardiniera.

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Partiamo con una bella batteria di antipasti. Lumache nostrane alla moda di Borgogna: una ?Bourguignonne all’Italiana? dove le lumache (mantovane) vengono preparate e condite con burro, scalogno e prezzemolo. Un guscio di pasta le racchiude donandole un sapore unico e uno stile inimitabile.

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Baccal?!

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Proseguiamo con Metodo Classico Ros? Extra Brut 2017 – Baglio Del Cristo Di Campobello?

Di color buccia di cipolla chiaro, si presenta al naso con profumi fragranti di petali di rosa, lampone, melograno e amarena. Piacevolmente fresco e acido al sorso grazie al dosaggio zuccherino minimo. Lungo nel finale e persistente.

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Abbinato al Foie Gras en terrine Terrine de foie gras: trancio di fegato grasso cotto in terrina e servito con pan brioche caldo. Non ? fegato, ? foie gras!

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Passiamo ora ai tortelli di zucca, un classico della bassa cremonese, quella che guarda verso Mantova e le terre gonzaghesche. La sfoglia all’uovo, tirata a mano, racchiude un ripieno di zucca, mostarda di mele, polvere di amaretti e noce moscata. Conditi con burro e salvia.

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Ed ora riso all’onda con la nostra ?finanziera?. La speciale mantecatura rende questo piatto leggero e il sapore della ?finanziera? dona un tocco gustoso e ricercato.

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Ora un calice di Metodo Classico Rosato Dosaggio Zero ?Jefferson? 2018 – Conterno Giacomo Nervi

Caratterizzato da?un bel colore rosato brillante, presenta un perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi fruttati e intensi, su cui spiccano sentori di frutti rossi e fragolina di bosco. In bocca ? persistente, di buona struttura ed equilibrio.

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In abbinamento con ?Savaren? di riso con rag? classico e lingua salmistrata.

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Il ?Marubino? ai tre brodi: di casa in casa, ogni marubino trascina nel suo ripieno, oltre al salame cremonese, l’amore per la famiglia di chi lo prepara. Il dito indice, su cui viene avvolto, ? la sempre giusta misura.

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Passiamo ai secondi! Iniziamo con il cotechino ?Vaniglia? con verze e polenta. La lenta cottura scioglie le parti grasse, rendendole morbide e succulente… come fosse vaniglia.

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Un tripudio di sapori con il bollito misto alla cremonese con salsa verde e mostarda: dal celebre brodo cremonese, uno e trino, nacque il bollito. Le nuove tecniche di cottura danno vita a un piatto capace di conservare le propriet? organolettiche e la fragranza delle carni.

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Stappiamo un Barolo DOCG Castelletto Riserva 2013 – Fortemasso

Di colore rosso rubino intenso e brillante con lievi riflessi aranciati. Armonico, pieno con astringenza delicata. Potente con retrogusto lungo e deciso che lascia spazio a una complessit? fruttata. Netto, ampio con note delicate di viola, rosa appassita, cannella, liquirizia, tabacco dolce.

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Una foto con la squadra!

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Pre dessert gelato alla fragola

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Ci addolciamo con Passione Strevi 2009 – Bragagnolo Vini Passiti

Gli aromi sono molteplici e ricordano sempre fiori e frutta gialla sciroppata. Al palato il vino “Passione” risulta piacevolmente denso e strutturato, all’assaggio dolcezza ed acidit? risultano ben bilanciate.

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Torta sabbiosa con crema al mascarpone. Il Maestro Verdi la voleva fatta cos?: ?Con i chiari si fa la fiocca. Si sbattono bene i rossi con lo zucchero. Si aggiunge a poco a poco la fecola e il burro ben morbido. Alla fine i chiari montati. Poi si versa il tutto nella ticcia ben unta di burro e subito in forno.? Viene servita con crema al mascarpone e scaglie di cioccolato.

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Terminiamo con un caff? Torrefazione Salomoni Arabica + Robusta (Bio, sud America, FAIR TRADE) e biscotti.

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Gin tonic per gradire con gin The Botanist Islay Dry Gin 22.

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Prima di salutare diamo uno sguardo in giro…

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Un grande grazie a tutto lo staff!

Cucina

La cucina di Caff? la Crepa ? basata sulle ricette e i prodotti della Pianura Padana e di quel lembo di terra solcato dal fiume Po e dal suo immissario minore, l?Oglio. Dai prodotti cerealicoli di ottima qualit?, alle carni bovine e suine, animali da cortile e pregiati pesci d’acqua dolce del vicino fiume e del lago di Garda. Tutti i piatti vengono serviti contornati da diversi ortaggi biologici cercando un giusto equilibrio tra calorie, proteine e colori. Le ricette hanno origine dalla memoria e dal ricordo ancora vivo di Mamma Elda e vengono rielaborate con tecniche moderne che cercano di mantenere intatto il gusto, perfezionandone la cottura, la salubrita? e la presentazione.

Servizio e accoglienza

Caff? la Crepa si ricorda anche per la sua essenza vera e autentica, accogliente e conviviale, senza forzature.? La cortesia del servizio ? davvero piacevole, rendendo l’esperienza ancora pi? memorabile.

Conclusioni

Un tuffo nel passato, rimanendo ancorati al presente. Gustando i piatti di Caff? La Crepa si percepisce la bont? della natura, dell?orto e della vigna di propriet?. Una garanzia sul rapporto qualit? prezzo e una bella visione di turismo sostenibile globale.

La Sorgente del VinoViaggiatore Gourmet

Caff? la Crepa

Piazza Giacomo Matteotti, 14, Isola Dovarese CR

Tel. +39 0375 396161
Sito web: www.caffelacrepa.net
Chiuso il Luned? e il Marted??

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[01/01/1970, 00:00] Tramonti, 30 novembre. Tintore day
Happening di sapori e visite guidate per condurre gli appassionati alla scoperta dei vitigni centenari coltivati sorprendentemente a piede franco E’ una delle trentaquattro varietà autoctone presenti in Campania. Si tratta del Tintore che, insieme con altre tipologie di uve cosiddette minori, seppur produttivo risulta non essere ancora iscritto nel registro nazionale delle varietà di viti. E per far sì che si proceda in tempi brevi al riconoscimento del secolare ...
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[01/01/1970, 00:00] Si presenta il libro dei dolci di Salvatore de Riso
Come tutti i grandi, Salvatore De Riso non ha preoccupazione di svelare i suoi segreti dolciari. Così è nato “Dolci del Sole”, edito dalla Rizzoli, e in libreria da oggi. Di più, chi vorrà assistere alla presentazione ufficiale c'è un doppio appuntamento. Il primo si terrà giovedì 27 novembre, 17,30 presso la Feltrinelli di Napoli in Piazza Dei Martiri. Qui, affianco a Salvatore De RIso, ...
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[07/25/2008, 13:44] Famolo strano
Non fai in tempo a scrivere un paio di post sugli antociani dell'uva, e di come una colorazione blu scura sia pi? gradita di quella rossa, che subito ti prendono in parola e tirano fuori i pomodori neri, i "Sun Black", come strombazzato dalla Stampa e dalla televisione. Le ragioni ufficiali per cui il pomodoro nero ? meglio di quello rosso, sono il maggior contenuto di antiossidanti e di vitamine che, come ? noto, allungano la vita e hanno anche un leggero effetto Viagra. Le ragioni reali, come spiegato dal Reset-Italia e soprattutto dal sito del CNR (stiamo parlando del 2006, altro che novit?!!), sono le seguenti:
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[05/03/2007, 17:02] Vino dei Blogger #6: Five Roses Leone de Castris
La Sorgente del VinoIniziamo con due puntualizzazioni (che puzzano di scusa...). La prima ? che questo blog potrebbe cambiare... denominazione.
Da Imbottigliato all'Origine a Vino dei Blogger Blog. Per vari motivi (soprattutto di lavoro ma anche di pigrizia, sono io il vero Vinopigro!) lo aggiorno molto di rado, praticamente solo quando esce il VdB. Chiedo venia, in questo momento trovo pi? rapido (per il poco tempo che ho) farneticare su un paio di forum.
La seconda ? che non ho fatto un volo di fantasia nello scegliere il mio rosato. Sono andato sul sicuro degustando per voi quello che ?, di fatto, la storia dei rosati Italiani: il Five Roses di Leone de Castris, nel millesimo '05.
Cosa mi ha fatto scegliere questo vino? Prima di tutto la regione di provenienza, la Puglia, culla insieme alla Calabria dei migliori ros? sulla piazza (ok, anche i Cerasuoli abruzzesi non sono male!). In seconda battuta il ruolo che questo vino ha nella tipologia. Prima annata di produzione, il 1943, quando in Italia per la maggior parte della popolazione era difficile bere qualcosa di diverso dall'acqua (si era in piena guerra). Curiosa la storia del nome anglofono: deriva dalla contrada Cinque Rose, a Salice Salentino, chiamata cos? perch? ogni de Castris per generazioni aveva avuto cinque figli, appunto cinque rose. Il generale Charles Poletti, che era il responsabile degli approvigionamenti per le forze alleate, sul finire della guerra si innamor? di questo vino, e chiese all'azienda un grosso numero di bottiglie. Ma il nome cos? "italiano" non andava bene, e lo cambi? in Five Roses. Ecco spiegata l'origine del nome, primo caso di globalizzazione casus belli. Poi venne anche Were dreams, now it is just wine, ma questa ? un altra storia...

Venendo al vino, finalmente, ci si trova davanti a un buon prodotto. 90% Negroamaro con un saldo di Malvasia Nera, una decina di ore di macerazione pellicolare per ottenere il suo colore caratteristico. Un cerasuolo bellissimo, molto intenso, brillante e accattivante. Al naso la fragola, i lamponi e in generale i piccoli frutti rossi ci danno dentro alla grande, inseguiti da belle nuance di rosa canina. Naso piacevole e complesso, nulla da dire. In bocca il vino ha corpo, i tannini leggeri ma presenti, la bocca si riempie per bene facendo capire che dietro c'? un vitigno importante e molto buon lavoro. Peccato per il finale, che ? a mio avviso un po' amaro e non lunghissimo, ma di pi? non si pu? pretendere proprio. Diciamo che gli 80 punti se li porta via in scioltezza.
E devo confessare che ho peccato, molto. Dopo averlo assaggiato a 13 gradi, l'ho ficcato in frigo e me lo sono sparato a 7.
Una vera goduria!
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[09/10/2008, 23:29] A proposito di rating: taggare il vino

La Sorgente del Vino

Premessa, in occasione della conferenza dei blogger tenutasi a fine agosto a Logrono in Spagna, tra le altre cose si ? parlato molto di sistemi di valutazione del vino, di rating, di voti, di opportunit? o meno di giudizi numerici o simbolici. Il tema ha trovato un particolare risvolto pratico nella proposta da parte di Giampiero Nadali di una sperimentazione di sistemi di valutazione di tipo edonistico della quale ci ha compiutamente parlato in questo articolo.

Io sono tra coloro che credono che un qualche sistema di sintesi del valore / qualit? di un vino sia utile, per praticit? e sintesi, se affiancato alla descrizione testuale di un vino. Serve per catalogare le informazioni in modo efficace, pu? servire a dare un'idea di massima, in base al metro di ciascuno, sul valore e sulla tipologia di un vino. L'idea di un sistema di tipo edonistico ? molto affascinante e sicuramente di facile comprensione per il consumatore finale nella fase di scelta.

Ma qual ?, in rete, lo strumento che ad oggi meglio di ogni altro ? in grado di assumere il ruolo tecnico di un sistema di valutazione che pur sempre si appoggia alle parole, sia pur in modo sintetico ? Il tag.

Sempre di pi? i contenuti e le informazioni in rete vengono "taggate" dalle persone: una o pi? parole singole o composte che, associate ad un contenuto direttamente da chi lo scrive, sono in grado di sintetizzarne il significato pi? profondo ed ampliarne i confini con abbinamenti che spesso vanno ben oltre il freddo strumento della keyword, la parola chiave, generalmente ricavata meccanicamente da un agglomerato di parole pi? ampio.

Il tag ? qualcosa di pi?. E' un'attivit? umana, presuppone un ragionamento ed un lavoro di sintesi che una volta compiuto diventa un bene prezioso inestimabile di catalogazione, definizione, espansione e ridefinizione. Certo, in parte soggettivo, ma cosa non ? soggettivo in questo mondo enoico ?

A tal proposito mi piacerebbe verificare la possibilit? di affiancare / integrare se possibile questa sperimentazione di blogger promossa da Aristide con questa mia proposta di "classificare" il vino sinteticamente attraverso tags. Dove l'edonismo pu? essere la rotta (o meglio, una delle possibili rotte) e il tag il timone. Quello che propongo ? quindi di coniare, con l'aiuto della sperimentazione in atto, si panel di degustazione, di centri enologici, di esperti, di appassionati, linguisti, una serie di "tags" di vario tipo ma universalmente utili per descrivere univocamente un vino e renderlo comprensibile all'utente della strada con margini di errore molto limitati.

Un'associazione che resterebbe naturalmente accessoria rispetto alla storia e al parlato che ovviamente restano sempre il cardine di una vera e approfondita degustazione. Tra l'altro, se ci pensate, una serie di pochi tags molto pertinenti, pu? anche essere molto semplicemente aggiunta in etichetta e allo stesso tempo uno strumento di semplicissima adozione da parte, per esempio, di un'enoteca che potrebbe assegnare alcuni tag su un cartellino insieme al prezzo. (esempi a casaccio : molto alcolico, adatto a cibi molto grassi, asciuga la lingua, fruttato, sensazione di legno, elegante, suadente, ceralacca, semplice, difficile, ecc.).

Questo lavoro lo stiamo facendo ogni giorno su vinix con tutti i contenuti ma in modo molto pi? soggettivo di come lo si potrebbe fare seguendo uno schema riconosciuto e precostituito (ferma la sacrosanta libert? di ognuno di non seguirlo, ovviamente). Credo anche che oltre 11.000 tags diversi gi? raccolti, molti dei quali dedicati alla descrizione dei vini, potrebbero rappresentare una buona base di partenza per un eventuale studio. Se un domani fosse disponibile una serie di tag precostituiti da assumere come modello per un vino di un certo tipo, sarei lieto di aggiungerli ad ogni mia degustazione. Una sorta di esperanto del vino.

Che ne pensate ?


[Foto credit : Danembraceddc]

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[01/01/1970, 00:00] Youssou N'Dour: la musica nel sangue
Il primo ottobre di 49 anni fa nasce a Dakar Youssou N'Dour, in Senegal, un Paese al quale ? sempre stato profondamente legato, tanto da spingerlo a fare un percorso di vita e musicale assai diverso dalla maggior parte degli altri musicisti connazionali. Qui non sono mancati mai, purtroppo, tutti i problemi che assillano non pochi popoli africani, come la siccit?, le enormi difficolt? economiche, l'apartheid, la schiavit?, l'emigrazione, l'Aids.Fin da bambino era straordinariamente portato per la musica, tanto da essere diventata parte naturale della sua esistenza. Discendente da parte di madre di un'antica famiglia di "griots", poeti e cantori che hanno lo scopo di conservare e diffondere la tradizione orale degli antenati, ma anche il ruolo di interpreti e ambasciatori della propria cultura, Youssou ? diventato con il tempo una figura di spicco non solo in campo musicale, ma per il suo impegno nelle lotte sociali per il popolo senegalese e africano.Musicalmente ? un autentico trascinatore, il suo stile si ? evoluto negli anni fondendo ritmi africani al pop e alla musica caraibica; voce straordinaria e di ampissima estensione, riesce ad incantare con il suo entusiasmo e la sua profondit? espressiva, sia nella lingua originale, il wolof, che in francese e inglese. Vanta collaborazioni con musicisti del calibro di Peter Gabriel, Paul Simon, Sting, Nene Cherry, Johnny Dollar. Il 1994 segna la sua consacrazione come artista grazie al bellissimo album The Guide (Wommat), contenente il singolo 7 Seconds cantato con Nene Cherry, che vende quasi 2 milioni di copie e con cui viene nominato ai Grammy Awards nella sezione World Music.La sua discografia vanta numerose pietre miliari, fra cui amo ricordare lo splendido Egypt del 2004. Bellissimo anche il suo ultimo lavoro, Rokku mi Rokka (Give and Take), del quale ha presentato numerosi brani sabato sera alla Cavea dell'Auditorium di Roma.Una serata straordinaria, anche per la mumerosa presenza di senegalesi e africani fra il pubblico, che hanno ballato e coinvolto anche i pi? pigri e restii "uomini bianchi". La straordinaria umanit? e sensibilit? di questo musicista lo pone sul gradino pi? alto della comunicazione, al di l? di mode e commercializzazioni, il suo contributo all'Africa ? un elemento prezioso che va ben oltre la semplice diffusione di un linguaggio musicale, toccando temi fondamentali che fanno riflettere e mettono in discussione il nostro sistema sociopolitico sin nelle sue pi? profonde contraddizioni.
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[05/20/2008, 11:40] La noce moscata

La Sorgente del VinoQuanti di voi usano la noce moscata? Io spesso, o almeno ogni volta penso possa starci bene. Questa adorabile spezia mi sembra che spesso sia utilizzata solo nelle solite ricette: quando si fa la besciamella, in alcuni dolci oppure quando si fanno le polpette o i tortellini.

Questa spezia originaria dell’Indonesia, con il suo inebriante profumo dovuto alla presenza di un olio aromatico, può donare ai cibi delle note veramente particolari.

Una ricettina veloce, in cui la noce moscata dà un notevole contributo in termini di esperienza olfattiva è il mango nello stagno. Si taglia il mango a pezzi non troppo piccoli, lo si mette in una ciotola e gli si versa sopra una parte di aperol, una di ginger ed infine si grattuccia a piacere (io tendo ad abbondare) la noce moscata.

Se mentre preparate questa simpatica e voloce, oltre che gustosissima, ricetta avete degli amici con voi, farete una magnifica figura se macinerete la noce moscata con un macinino professionale molto carino. Penseranno che siete dei veri cuochi :p Provare per credere!

Sto parlando del macina noce moscata della Ad Hoc, che potete acquistare su Granshop.it.

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[04/10/2012, 14:23] Cantine d'Italia 2012
Balestri Valda premiata con le 2 impronte della guida "Cantine d'Italia 2012". Sono solamente 81 le cantine premiate, su 660 recensite!

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[01/31/2012, 09:25] 
Vi aspettiamo a ProWein, Dusseldorf, dal 4 al 6 Marzo 2012
See you at Hall 3 stand G 70!

www.prowein.de
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[09/04/2018, 07:01] Guide for Choosing a Good Dentist

If you have dental issues or complications, it is necessary that you find a good dentist who will take care of your needs. However, the issue is, there are many dentists the market today and settling for the best may be tricky. For this reason, you need to take time and find the?best dentist in Miami who will offer the type of services you require. Dentists have various types of services they offer. There are those who have specialized in a particular field while some are general dentists who deal with almost all dental issues. If you are looking for a dentist, here are quick factors that you can consider looking at so that you get the best dentist.

Check on Experience

La Sorgente del VinoFirst, when searching for a dentist to offer dental services to you, we recommend that you try checking out the experience of your prospective dentist. This is a crucial aspect to check on because the longer the experience, the more quality services the dentist will offer. A dentist who has been offering dental services for years will be well placed to handle your dental needs than one who has just started practicing. This is applicable because past experiences will help the dentist be in a position to handle and manage any dental complications.

Check on Specialization

Secondly, when you want to settle on the best dentist, it is essential that you first understand the kind of dental service you need. This will help you know the kind of dentist you need. Dentists have various services that they offer. Some offer specialized dental services, and that means you need to know exactly what you are seeking for.

Check on Training

La Sorgente del VinoWith the increased need for dental services, some individuals will want to take advantage of that and start offering dental services but they are not qualified. Therefore, to avoid falling prey for such fake dentists, it?s essential that when searching for a dentist, you should check to know if the dentist is trained. The dentist should declare his or her qualifications and show you the documents which give evidence for that. This way, you will get dental services from dentists who have undergone proper training in dental health.

Consider the Reputation

When searching for a good dentist, it is also advisable that you consider knowing the reputation of your prospective dentist. You need to know how many successful cases of dental procedures the dentist has offered. Similarly, you need to know what people feel about the services that the dentist offers. This way, you will understand if the dentist will be suitable to offer dental services that you may need.…

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[05/28/2014, 17:09] Fatti per la felicit?. Sul mercato a fine luglio 2014 la nuova annata di ERSE Bianco di Tenuta di Fessina, vendemmia 2013
La Sorgente del Vino
_ERSE Bianco, Etna DOC, blend di Carricante, Minnella e Catarratto_ ??si mostrano sorridenti, scaltri, vivaci, si schiudono a poco a poco, si danno senza reticenze ed ? un?esplosione di sapori in bocca. Fanno la ruota come pavoni, hanno mille aromi. Sono vini gradevoli, spiritosi, vini che si divertono, che sono fatti per la felicit??. Jean- Luc Hennig, ?Eros e vino?, Sonzogno Editore
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La nuova vendemmia dell?Etna DOC Bianco ERSE, il 2013, sar? imbottigliata a Fessina a breve. Proveniente da vecchi vigneti, allevati interamente ad alberello, di Milo e Santa Maria di Licod?a, nel versante sud del vulcano, ERSE Bianco 2013 uscir? sul mercato a luglio 2014. Necessario un po? di riposo in bottiglia, e il nuovo Bianco d?entrata di Fessina sar? a disposizione di tutti i winelovers. Auguriamo in sorte al nuovo nato lo stesso luminoso destino del cru di Carricante A? Puddara, il quale, negli anni, si ? guadagnato l?apprezzamento di un pubblico sempre pi? ampio di appassionati che, nell?Etna, ricercano uno stile neoclassico, come quello di Tenuta di Fessina, fondato sull?eleganza e la levit?.
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L?Etna DOC Bianco ERSE ? prodotto, tra la vetta dell?Etna e il mare, da Carricante degli alberelli centenari di Milo e Santa Maria di Licod?a. Con aggiunta di uve indigene etnee Minnella e Catarratto, ? vinificato in acciaio e rappresenta la nostra introduzione alle potenzialit? di questo vitigno da sempre considerato ?gregario di lusso? del Nerello Mascalese nell?uvaggio tradizionale dell?Etna DOC per le notevoli doti di freschezza e longevit?.
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PRESS: ?(?) Tra le novit? di quest?anno c?? l?Etna Bianco ERSE, un blend di Carricante e Catarratto coltivati a Santa Maria di Licod?a e Milo, dove si estendono vecchi vigneti tra i quaranta e cento anni. Etna DOC Bianco ERSE, Tipologia: Bianco DOC, Uve: Carricante (80%), Catarratto e Minnella 20%, gr: 13?, ? 16, bott. 4.500, vendemmia tardiva, vinificazione in acciaio e maturazione nel medesimo per 9 mesi, 6 mesi in bottiglia, Carpaccio di pesce bianco con bacche di ginepro? (Guida ai migliori vini d?Italia 2014, BIBENDA, AIS). ?L?ERSE Bianco, ultimo nato, da Carricante e Catarratto, si caratterizza per note floreali e di piccoli frutti chiari? (Guida ViniBuoni d?Italia 2014, Touring Editore) ?Quest?anno l?ETNA ROSSO ERSE 2011 (12.000 bottiglie, 15 ?) ? anche nella versione ETNA BIANCO ERSE 2012 (Carricante, 6.000 bottiglie, 15 ?). Entrambi vini puliti, immediati, specchio del territorio. Il primo esalta i profumi tipici del nerello, unendoli a una struttura agile ma con un tannino ben levigato; il secondo ? caratterizzato da sobriet? olfattiva e grande piacevolezza gustativa? (Guida SLOW WINE 2014, Slow Food Editore). ?Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licod?a, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l?Etna DOC Bianco A? Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir ? vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi che si segnalano per la particolare eleganza e l?aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d?origine? (Guida ai vini d?Italia 2014, Gambero Rosso) . ?ETNA BIANCO ERSE 2012_16/20 BT 6500 ?14/17? (Guida I vini d?Italia 2014, L?Espresso) ?(?) Ottimi vini di pregevole fattura, ma le nostre tasche in profonda crisi economica reclamano ossigeno e in nostro soccorso giunge l? Etna Bianco Erse 2012. Anch?esso a prevalenza Carricante ma con contaminazioni autoctone di Minnella e Catarratto da vigne centenarie, affinato in acciaio per amplificare le doti di agilit? e immediatezza. Riesce benissimo nell?intento grazie a un olfatto di bella espressivit? e mutevolezza coinvolgente: l?agrumato del cedro e del limone prende possesso della scena, poi le nuance esotiche del frutto della passione lasciano spazio all?ingresso trionfale delle bianche sensazioni della pesca e del melone invernale. Finito? E le sensazioni minerali? Ci sono, nettissime, con addirittura echi salmastri, accompagnati da sentori freschi, mentolati e infine vegetali di erba falciata. Al sorso c?? tutto quello che ci si aspetta da un vino cos? leggibile: succo ma anche nerbo acido a sostegno, grande componente fruttata, freschezza, facilit? di beva e quella salinit? che non abbandona il palato e invoglia il sorso successivo. Da iscrivere di diritto alla categoria dei vini pericolosi, poich? finisce talmente in fretta da far sembrare bucata la bottiglia. Per 15 euro circa in enoteca ? un gran bel bere: abbinatelo a delle polpette di baccal? in salsa verde? (AGRODOLCE, 16 01 2014, ?Vini anticrisi: ERSE Bianco 2012 di Tenuta di Fessina? di Alessio Pietrobattista) ?Ecco un percorso guidato fra quelle variet? che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversit?, un registro stilistico comune, una bevibilit?, una freschezza e un?originalit? aromatica che piace sempre di pi?. (?) La spiccata acidit? e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell?Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (?) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; ? presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci? (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1? aprile 2014_L?Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili) ?Un intreccio di storie hanno portato nel 2007 sull?Etna Silvia Maestrelli, wine lady gi? famosa in toscana, e suo marito l?industriale milanese Roberto Silva. Subito innamoratisi della splendida zona decidono di acquistare le vecchie tenute della famiglia Musumeci, composte da vigne centenarie a 600 mt. sul livello del mare. Negli anni la propriet? ha poi acquistato altri appezzamenti sulle diverse sponde del vulcano. In poco tempo si sono imposti nel panorama nazionale per la qualit? e la schiettezza dei loro vini, non avendo mutato nulla ne in vigna ne in cantina e rispettando rigorosamente il territorio che li ospita. ERSE Bianco 2012. Esempio di una ricerca costante di qualit?, dopo vini bianchi complessi e elaborati, Tenute di Fessina decide di stupire con un bianco fresco e di annata, ma non banale. Un assaggio intenso di Etna, minerale e fruttato. A maggioranza carricante da piante centenarie sprigiona tutta la sua completezza fin da subito? (Tannico, aprile 2014) ?(?) L?Erse Bianco 2012 ? l?ultimo nato, e porta il nome della Dea greca della Rugiada, lasciando intuire il suo bagaglio di freschezza. E? ottenuto in gran parte dai medesimi vigneti dell?A?Puddara, quindi dai vecchi ceppi ad alberello di Carricante (80%), Minnella e Catarratto siatuati nelle contrade di Santa Maria di Licod?a e Milo, rispettivamente a Sud.Ovest e a Sud-Est del cratere vulcanico. Erse Bianco si mostra sorprendente, con impatto intenso e fine al naso, ricco di aromi minerali, citrici ma anche fiore e note di frutti tropicali. Scalfisce il palato con freschezza intensa, e chiude lungo su fini ricordi minerali, di salvia, albicocche fresche e fiori bianchi. Ti conquista subito? (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, ?Tenuta di Fessina, conoscere un?azienda al Vinitaly?, aprile 2014) Erse Bianco 2012 ? stato selezionato da Luca Gardini, sommelier Campione del Mondo 2010, tra i cinquanta migliori vini italiani sotto i 15 euro (Best price, #popwine, #vinitaly2014, La gazza golosa e Luca Gardini).
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[01/01/1970, 00:00] Keith Jarrett Trio questa sera a Roma
Qualcuno si domander? "ma che ? successo ad Esalazioni etiliche? Non era un blog di vino? E' il secondo post dedicato alla musica...". Gi?, ma chi legge questo bloggaccio che si appoggia ad una piattaforma decisamente disonorevole per problemi di tempo, sa perfettamente che qui non si parla solo di vino ma anche di altre passioni, prima fra tutte la musica, la grande musica, quella che lascia il segno perch? ha realmente qualcosa da dire, a prescindere dal gusto di ciascuno di noi.Nel caso di Keith Jarrett, poi, si pu? discutere quanto si vuole, ma rimane il fatto che ? un musicista di talento che ? riuscito a superare i confini e gli incasellamenti che tanti critici hanno tentato di affibiargli. Certo, le sue escursioni nella classica, con incisioni di un certo pregio come i 24 preludi e fughe op. 87 di Shostakovich, Das Wohltemperierte Klavier Buch I al pianoforte e Buch II al clavicembalo, una delle pi? difficili e straordinarie opere di Bach, le Goldberg Variations dello stesso autore, le bellissime Suites for Keyboard di Haendel, le meno entusiasmanti esecuzioni di tre concerti per piano e orchestra di Mozart, ecc., rappresentano il lato pi? "istituzionale" di Jarrett, e per certi aspetti meno avvincente.Indubbiamente il suo lavoro pi? difficile e libero sta nell'improvvisazione totale dei suoi concerti in solitudine, inevitabilmente altalenanti e a tratti ripetitivi ma con alcune pagine davvero memorabili, grazie anche al suo tocco straordinario e alla sua conoscenza pressoch? totale della musica. Concerti difficilissimi, per i quali ? necessaria una concetrazione assoluta, e che gli sono costati non pochi disturbi di salute, tanto che oggi, superata quella grave malattia psicosomatica che non gli ha permesso di suonare per alcuni anni, preferisce effettuare raramente quelle esecuzioni in solo, con una formula del tutto diversa: brani pi? brevi (prima effettuava due lunghe improvvisazioni in due tempi) e spazio agli standard, che gli permettono ovviamente un maggior respiro.Questa sera, chi si sar? ricordato di premunirsi in tempo del biglietto, avr? modo di apprezzarlo all'Auditorium di Roma, Sala Santa Cecilia, nella veste a lui pi? congeniale e ormai "standard", il trio, accompagnato da due musicisti il cui carattere si fonde perfettamente con le esigenze dell'artista di Allentown, Jack De Johnette alla batteria e Gary Peacock al contrabbasso. Un trio collaudatissimo con il quale ha forgiato decine di dischi e la cui formula funziona grazie alla loro ricchezza espressiva e creativit?, alla tecnica perfetta e, soprattutto ad una sintonia musicale e di intenti che ha rari eguali nella storia del jazz. Si, ho detto jazz, perch? in questo caso si tratta proprio di questo, jazz allo stato puro, un viaggio in questo mondo immenso, passando dai classici alle correnti pi? avanguardistiche, ma sempre con un tocco e un'eleganza raffinata che difficilmente pu? annoiare.Il Jarrett di oggi ? indubbiamente diverso da quello del lontano Koln Concert, unico disco di piano solo che sia riuscito a vendere milioni di copie in tutto il mondo, la sua consapevolezza ed esperienza gli consentono un maggiore equilibrio, una misura e un uso della tecnica totalmente asserviti all'esigenza espressiva, con momenti di altissimo lirismo.Ora, i disattenti, sanno cosa si perderanno...
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[07/13/2008, 18:00] I mercati del vino in Europa e nel mondo secondo Constellation Brands

[English translation at the end of the document]
Riprendiamo il discorso di Constellation Brands per analizzare la sua strategia fuori dal mercato USA. In due parole, CB si propone di entrare in quei mercati dove il consumo si e? evoluto verso i vini di qualita?, mentre sono ancora considerati marginali quei mercati (come per esempio l?Italia o anche la Francia) dove il prezzo al dettaglio per bottiglia resta sotto una soglia minima, che viaggia intorno agli $8 per bottiglia (corrispondente come abbiamo visto all?inizio della categoria superpremium). Ecco quindi che i suoi mercati critici sono USA, UK, Australia, Canada e Nuova Zelanda. Restano fuori, anche se con le giuste caratteristiche, India, Giappone e Irlanda, che pero? hanno una dimensione ancora irrisoria per il mercato del vino.


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[01/01/1970, 00:00] asteroidi e vino a volont
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Un evento eccezionale il 7 giugno a Belgirate, sul Lago Maggiore

Cari lettori e appassionati di vino, il 7 giugno, a Belgirate, sul Lago Maggiore, ci sarà una giornata veramente speciale. Il titolo della manifestazione è "gli Asteroidi ci guardano" e ricorderà il quindicesimo anniversario di uno "storico" Congresso astronomico internazionale che vide nel 1993 la presenza di quasi 400 studiosi provenienti da 39 nazioni. Fu un momento memorabile. Per l'occasione si terrà un piccolo congresso, aperto a tutti, sulla colonizzazione della Luna e dello Spazio vicino. Informazioni sul sito :
www.astronomia.com/evento-colonizzare-la-luna-e-gli-asteroidi.

Nel pomeriggio, si inizierà a osservare il Sole al telescopio, con le sue macchie e le sue protuberanze. Alla sera grande festa a partire dalle 19 con una breve celebrazione del Congresso del 1993 e degli asteroidi Belgirate, Candelo e Tirso (il vecchio circolo VEGA che ha cambiato nome per entrare nel firmamento in modo indelebile), poi fantastica selezione di baroli, barbaresco, roero,gattinara, ghemme,boca,fara,bramaterra, ecc., ecc. in libera degustazione.
In concomitanza a questa parata di vini eccezionali e di assaggi delle prelibatezze della gastronomia locale, inizierà la visione del cielo notturno al telescopio, nella splendida cornice della terrazza dell'Hotel Villa Carlotta. Un evento da non perdere, che Terra dei Vini ed il circolo TIRSO stanno cercando di organizzare al meglio. Vi aspettiamo numerosi...ed è solo l'inizio !!!
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[05/16/2008, 08:29] Wine Time

La scorsa settimana ero a Roma per alcuni impegni di lavoro. Uno di questi impegni si ? concluso con aperitivo cena e digestivo al Wine Time, wine bar e ristorante vicino a Castel Sant’Angelo. Questo bel locale si trova infatti in Piazza Pasquale Paoli.

Come aperitivo, ho preso un paio di Negroni. I miei compagni di merende (Alessio, Angelo e Elena: i primi due sono tra i coautori di Drink a drink, Elena invece ogni tanto scrive anche qui su Di vino & cibo) invece si sono scolati un paio di Americani (che Bacco abbia piet? di loro).

Quando Alessio ed Elena ci hanno lasciati per rientrare in Toscana, Angelo mi ha chiesto se volessimo cenare l? o cambiare ristorante. Dato che al Wine Time avevo cenato un anno fa (anche in quell’occasione, Angelo presente) e quindi ricordavo che si mangiava molto bene, ci siamo fermati.

E cos?, tra un bel tagliere di formaggi e salumi ed un filetto di manzo (rigorosamente grondante sangue), ci siamo riempiti la pancia e sollazzati lo spirito (e magari Angelo nei commenti mi ricorder? che vino ci siamo scolati…).

Per finire in bellezza la serata, due bicchieri di Macallan Fine Oak 18.

Se volete leggere qualcos’altro sul Wine Time, potete leggere un post scritto da Angelo su Drink a drink.

Per finire, le informazioni utili:
Wine Time
Piazza Pasquale Paoli, 15 - 00186 - ROMA
Telefono e fax: (+39) 06.68.75.706
E-mail: wine@winetime.it
Chiuso la domenica.
Orario di apertura: dalle 12.00 alle 02.00

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[02/28/2013, 08:00] Vernaccia di San Gimignano e Rebula Slovena Brda, vitigni, stile e territori a confronto

Per quest’anno Giancarlo Gariglio, curatore della guida dei vini Slow Wine, decide di abbandonare la gettonatissima Francia e di portare nella citt? delle torri la Ribolla, anzi la Rebula dalla vicina Slovenia, della denominazione Goriska Brda. Due vitigni accumunati dal territorio integro puro e molto bio e soprattutto due vitigni assolutamente non aromatici il cui mosto fiore rischia ? neutro senza una accurata gestione delle bucce. E soprattutto due vitigni che giocano le proprie chance nei confronti di consumatori con la loro mineralit?, sapidit? e capacit? di rimanere lievi ma utili alla tavola pur non disdegnando interpretazioni pi? importanti grazie alla loro duttilit?.

A rappresentare la Vernaccia di San Gimignano presenti le aziende Cesani, Fontaleoni, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Palagione, Montenidoli e Poderi del Paradiso, mentre a parlare delle loro Goriska Brda Rebula, saranno i produttori delle aziende Blazic, Kristancic, Cantina Goriska Brda, Jakoncic, e Valter Sirk con le loro Rebula da uve fresche e non macerate (massimo un giorno).

La Sorgente del Vino
Introduce Fabio Giavedoni e ci parla del Brda:

Fabio Giavedoni e la Ribolla
In pratica Brda ? una parte del Collio Friulano, in realt? non sono separabili, un unicum geografico geologico e anche in parte climatica, una sacca (30%) di Brda che entra in Italia e diviene Collio che ? molto pi? piccola appunto della Brda slovena. 4 generazioni e 4 nazionalit?, ma divisione solo sulla carta, non nel terroir. Zona di Malvasia ma ? pi? istriana, friulano troppo italiano quindi legame pi? stretto ? ribolla, rebula e da uve fresche, non macerate che pure sono molto diffuse. Vitigno molto duttile che da’ rese limitate o grandissime, vini da battaglia e da pregio, sapidi e fini o grassi e opulenti. Succo in realt? ? piuttosto neutro quindi la tentazione di usare le bucce ? capibile.
Zona contadina molto bella e ricca, agricoltura non ? stata sopraffatta da industrie e cementificazione, grande integrit? storica . Terreno caratterizzato da ponca, suolo povero in sostanza organica.
Giancarlo Gariglio ribadisce somiglianza con Rebula nel fatto che anche la Vernaccia di per s? ? neutra come vitigno quindi limite a produttivit? ? fondamentale anche qui. Poi si tratta di vini economici e dal bel rapporto qualit? prezzo. Differenza ? acidit? maggiore di ribolla e buccia ? molto diversa, molto pi? spessa in ribolla. Come clima non ? pi? freddo di San Gimignano anche se sembra, mare molto vicino in Brda (40 km).

Goriska Brda Rebula 2011 BlazicLa Sorgente del Vino
Sul vecchio confine italo-sloveno, un giorno di macerazione su questo vino ma snniente eccessi. Giallo dorato e sontuoso, naso dolce e carnoso, pesca e canfora, bocca gessosa e solare, fine e sapida 84
La Sorgente del VinoGoriska Brda Rebula 2011 Kristancic
Floreale bianco tiglio e gelsomino squillanti, note iodate e ferrose, bocca molto rocciosa, sfaccettata con agrumi che prendono la scena, vino tagliente ed elegantissimo con poche concessioni all’idea di ribolla grassa e fruttatissima che va per la maggiore 87
Goriska Brda Rebula 2011 Quercus Cantina Goriska BrdaLa Sorgente del Vino
Delicata ma insistente, agrumata, traccia sapida che rimane a lungo nel palato, mela golden e ginestra, bocca dal notevole equilibro con un bell’estratto ben bilanciato da freschezza e sapidit?. 83
Goriska Brda Renula 2011 Jakoncic
Frutto e passionalit?, ricca , limone e sale, carcad? e note quasi rosse di ribes, bocca molto decisa dalla sapidit? importante che copre quasi l’acidit?, dura ma calda, bel contrasto che appassiona, finale di mandarino 86

La Sorgente del VinoGoriska Brda Rebula 2011 Valter Sirk
Naso delicato e floreale con note anche molto belle di pesca gialla e albicocca, note ferrose e sapide poi anche senape e zafferano, bocca molto ricca e penetrante, pesca bianca e note quasi rosse di fragola non matura, finale sapido e agrumato di arancio giallo. 88

 

Vernaccia di San Gimignano Biscondola Poderi del Paradiso 2011La Sorgente del Vino
Da vigna molto elevata, un cru aziendale separato per raccolto e vinificazione. Camomilla e tiglio, lieve rafano e erbe aromatiche, bocca molto fresca e allegra, mandarino tardivo e menta, sapida e ricca con nota evoluta intrigante 86

La Sorgente del VinoVernaccia di San Gimignano Vigna Casanuova 2010 Fontaleoni
Molto vicini a Certaldo, vigneti su tre corpi principali, 5 ettari sotto le mura in pratica ad Est, 10 ettari a Sud e altri 15 a Ovest, si pu? avere mix in annate estreme. Casanuova ? a Nord e guarda Certaldo a 320 metri, medio impasto leggero sabbioso e anche molto tufo e argilla sparsa, buona presenza di calcare. Vigneto ha 23 anni, sesto d’impianto vecchio stile. Note di gelsomino e fior di pesco, ribes bianco, bocca molto sapida e fresca quasi pungente, di sicuro in evoluzione ma che si allarga bene tra arancio ed erbe aromatiche. 84

Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2010 Colombaio di Santa Chiara?La Sorgente del Vino
Dal 2002, con Alessio studente di enologia che affianca padre in campo, in zona verso Volterra, sud ovest, vigneti tra 320 e 400 mt, questo viene da zona molto alta, vigneto a parte con tanta escursione termica, espressione semplici ma un anno e mezzo sui lieviti, cerchiamo sempre di raccogliere vicino a Ottobre. Stuzzicante d’incenso, zafferano e fiori di robinia, nota calda tropicaleggiante con not? fum? quasi da riesling appena evolute. bocca compatta e sapida, divertente e di grande soddisfazione ci immaginiamo a tavola 91

La Sorgente del VinoVernaccia di San Gimignano Riserva Ori 2010 Il Palagione
Vendemmia dal 15 al 20 settembre, biologico quasi sempre, dal territorio pi? meridionale quasi ai confini con PisaRicca e sfaccettata, molto sapida gi? al naso, menta e arancio giallo, bocca aromatica leggera ma larghissima che abbraccia e tonifica, chiude lieve ma elegantissima 90

Vernaccia di San Gimignano Fiore 2009 MontenidoliLa Sorgente del Vino
Dai 300 fino ai 550, monte dei nidi di uccelli, grande ricchezza di fossili molluschi e crostacei che hanno poi dato questa terra cos? particolare. La Vernaccia ? rosso dei bianchi, fa quello c he vuole, basta vinificarla in maniera diversa. Fiore ? mosto fiore appunto in acciaio fino ad agosto anno successivo. Fine agosto per imbottigliare, momento in cui tutto finisce e si blocca con calore. Vino naturale se ce n’? uno, abbandonato quindi niente chimica mai stata in questo terreno. Intenso e aromatico di anice e finocchio e agrumi, spezia orientale e pesca gialla, in bocca ha nerbo e spessore e tanta succulenta, finale sapido e di arancio giallo. 88

La Sorgente del VinoVernaccia di San Gimignano Sanice 2009 Cesani
Vendemmia sempre tardiva su questo vino, cerchiamo concentrazione e finezza sopra ogni altro aspetto, idea di vernaccia alternativa che cerca proprio questa idea di vino staccandosi di proposito dall’idea di vino sapido sassoso e magro che in genere ? la Vernaccia. Il naso cupo e dark con pepe nero , arancio quasi rosso, bocca con tanta materia e struttura, dolce e sassoso, ritorni di ginestra pesca e frutto della passione. Finale molto persistente e carnoso 93

 

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[06/14/2008, 07:45] Enchiladas

L’enchilada ? un tipico piatto della cucina messicana e tex-mex.

Enchilada significa “in chili”. Ed infatti, ingrediente fondamentale ? una salsa (chiamata, guarda un po’, salsa enchilada) che pu? essere preparata in modi leggermente differenti. In sostanza, ? comunque una salsa fatta con peperoncino secco macinato e salsa di pomodoro (oltre che altri ingredienti come aglio, cipolle etc).

Vediamo velocemente una ricetta per la salsa enchilada che useremo poi per un paio di varianti di enchiladas.

Pelare e tritare finemente due piccole cipolle e due spicchi d’aglio.
In un apposito contenitore, unire 250 gr di polpa di pomodoro, due cucchiai di farina bianca, 20 gr di paprica dolce macinata, 1 cucchiaino di cumino macinato, un po’ di pepe nero e frullare fino ad ottenere una salsa omogenea.
In una casseruola, scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, unire il trito di cipolla e aglio e fare rosolare. Aggiungere poi il composto freullato, aggiungere un litro di brodo di pollo e cuocere a fuoco lento per circa tre quarti d’ora.

Preparata la salsa, vediamo come usarla partendo dalle enchiladas de queso (ovvero, con il formaggio).

Preparare le tortillas di mais. In una ciotola mescolare 200 gr di formaggio fresco (a vostra scelta) con 50 gr di formaggio tipo edamer.
Pulire 4 cipollotti e tagliarli finemente. Unirli al formaggio e condire con sale e pepe.
Accendere il forno a 180 gradi. Intanto scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva in una padella e passarci velocemente le tortillas da entrambi i lati.
Prendere le tortillas, spalmarci sopra la salsa enchilada e cospargere con met? del formaggio aromatizzato in precedenza. Arrotolare le tortillas e sistemarle in una teglia unta d’olio. Ricoprire con salsa enchilada e il resto del formaggio.
Cuocere in forno per circa venti minuti, finch? il formaggio non sar? ben fuso e facendo attenzione che le enchiladas non si secchino troppo.

Vediamo infine una variante famosa: le enchiladas con pollo.
Lessare due petti di pollo e tagliarli molto finemente. Tritare due cipollotti ed unirli al pollo. Condire con sale, pepe e coriandolo tritato. Riempire le tortillas con il ripieno ed arrotolarle. Coprire poi con salsa enchilada e con formaggi tipo edamer tagliato a fettine. Mettere in forno per circa venti minuti.

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