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Mondo Di Vino
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[01/01/1970, 00:00] L'Acquabuona cambia look e diventa anche esteriormente un giornale
Il bravo Luca Bonci, che non si limita a fare la parte del gaudente assaggiatore di vino e di cibo, come i suoi colleghi, ma ? l'elemento determinante, il tecnico, che consente al lavoro effettuato dai numerosi collaboratori della testata "in rete dal 1999 per amor di terra", come recita il sottotitolo, di venire pubblicato e letto dai numerosi enogastronauti.Era un po' che ci lavorava, sapeva che la versione precedente de L'Acquabuona non era proprio affascinante e conteneva davvero troppi link, ma era stata fatta in velocit? perch? il tempo ? tiranno, si sa, soprattutto quando si hanno mille altri impegni, da quello familiare a quello professionale. Cos? Luca, in una situazione di difficolt? che lo ha visto spesso occupato fino a tardi, a rischio di divorzio (voci di corridoio...), si ? impegnato fino allo sfinimento per far s? che L'Acquabuona non fosse una testata giornalistica solo nei contenuti ma anche nell'aspetto.E il risultato ? senz'altro positivo. Molto pi? piacevole, con largo spazio alle immagini (queste risentono ancora della mancanza di un vero fotografo...) e un'organizzazione dei contenuti pi? snella e facile da individuare. Molto utile e intelligente lo spazio inserito nelle pagine interne con la lista dei collaboratori e reletivo feed RSS che consente di individuare subito i pi? recenti articoli scritti da ciascuno.Peccato solo per lo spazio pubblicitario posizionato a destra che occupa un settore della home page troppo evidente, al quale avrei preferito l'indice per rubrica, posizionato in modo da essere visto solo scorrendo la pagina. Ma la pubblicit?, lo sappiamo bene, ? l'unica entrata di una testata internet e a volte costringe a fare scelte non proprio ottimali.Bravo Luca, uno stimolo in pi? ad andarsi a leggere una delle riviste enogastronomiche online pi? interessanti del settore, che gode anche di una sobria versione inglese. Anche l'occhio vuole la sua parte...
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[09/10/2007, 18:30] Vignaiolo virtuale
La Sorgente del VinoQuest'anno ? andata com'? andata, nonostante i miei buoni propositi, la mia prima vendemmia sar? per un'altra volta.
Nel mondo reale, per?. In quello virtuale invece sono gi? alla seconda vinificazione su myWineFarm.com. Dopo essermi cimentato con un "buon" Cortese dell'Alto Monferrato da 320 punti, ho fatto quasi il botto con una "OTTIMA" Barbera D'Asti da 362 punti (il sito indica la Barbera al maschile... ahiahi!) prodotta nella sottozona Nizza, nel Cru Vigna Verde esposto a nord-est a 230mt di altezza.
Potatura corta, rese basse, trattamento con verderame (come insegna pap?), ho chiamato la famiglia a darmi una mano, ho raccolto in ottobre con luna calante, vinificazione in rosso classica e imbottigliamento in agosto in giornata senza vento.

E voglio proprio vedere se Suckling non mi da almeno 97/100 su WS!

Sapete fare di meglio? Se si, vi invito tutti per una grigliata nella mia cascina Sorito. Suvv?a, ? a soli 6 km dal centro abitato pi? vicino!
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[07/21/2008, 18:00] Esportazioni di vino italiano - aggiornamento aprile 2008

Fonte: ISTAT
I numeri resi pubblici da ISTAT un paio di giorni fa sulle esportazioni sono sorprendentemente buoni anche per il mondo del vino, probabilmente con qualche relazione all?impatto della Pasqua (che nel 2008 cadeva a Marzo e nel 2007 cadeva ad Aprile). In particolare, mentre continuano a vedersi alcuni segnali positivi (principalmente il miglioramento del prezzo-mix, soprattutto per i vini sfusi), Aprile e? stato un mese in cui tutte le categorie si sono mosse in modo positivo ed omogeneo ed in cui i volumi non sono stati inferiori all?anno scorso (+2% a 1.6m/hl): si tratta della primo mese positivo dopo una serie ininterrotta di segni negativi cominciata ad Agosto 2007. Il primo grafico mostra proprio questo: la linea rossa vi dice che il massimo volume annuo esportato e? stato raggiunto a luglio del 2007, dopo di che la linea e? sempre scesa; nel 2008 la linea riprende di colore giallo da gennaio e come potete notare in corrispondenza del numero 4 (aprile) la discesa si ferma: siamo a 18.4m/hl misurato sui 12 mesi rispetto a 19.2m/hl del medesimo periodo misurato ad aprile 2007 e ai 16.6m/hl del 2006


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[06/25/2008, 17:20] Nebraska!
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[01/01/1970, 00:00] Inchiesta Montepulciano: tutto regolare per Vecchia Cantina
Ricordate l'inchiesta partita all'inizi di giugno su presunte irregolarit?, ovvero il possibile utilizzo di uve provenienti da altre regioni per il Nobile e del Rosso di Montepulciano, che hanno portato al sequestro di migliaia di bottiglie di vino presso la Vecchia Cantina e che hanno visto il presidente Enrico Trabalzini coinvolto da avviso di garanzia?Ebbene, la scelta di non effettuare alcun ricorso e di preferire la linea collaborativa sembra sia stata lungimirante. E' di venerd? scorso la notizia riportata da La Nazione di Siena che Il tribunale di Montepulciano ha dissequestrato i vini dell'azienda e che tutto dovrebbe essere tornato alla normalit?.L'articolo non parla invece delle conseguenze di questa interruzione delle attivit? durata quasi un mese, per la quale era stato stipulato un accordo sindacale aziendale che garantiva l'impiego dei dipendenti in attivit? interne straordinarie solo fino al 15 giugno, cio? un mese fa. Qual ? la situazione per i numerosi lavoratori che di questa importante realt? che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie?
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[06/16/2008, 12:34] Sangria

La sangria ? una bevanda alcolica a base di vino e frutta di origine spagnola e portoghese. Inoltre, va servita fredda. Per il resto, non esiste una ricetta unica. La sangria ? un drink che viene fatto molto con l’ispirazione, mettendo un po’ di questo e un po’ di quello.

Una versione base (che quindi lascia ampio spazio all’improvvisazione) pu? essere quella che segue.

Ingredienti:
- 1 bottiglia di vino rosso (di qualit?, se volete una sangria all’altezza delle aspettative!)
- 2 arance
- 2 limoni
- 2 pesche
- 1 cucchiaino di zucchero
- soda (o gassosa), circa 25 cl

Procedimento:
spremete una arancia ed un limone e versate il succo in una grossa coppa o un’ampia caraffa. Tagliate invece a fettine sottili l’altra arancia e l’altro limone. Mettete anche queste fettine nella coppa. Tagliate le pesche a pezzetti e mettete anche questi nella coppa. Versate anche il vino e aggiungete lo zucchero. A questo punto, mescolate un po’ il tutto e mettete in frigo per diverse ore (la sangria deve essere fredda!).
Prima di servire, aggiungete la soda e del ghiaccio.

Come detto, questa ? una versione base (molto base) della sangria. Spesso nella sangria si trovano anche altri ingredienti, come chiodi di garofano, cannella, vaniglia, qualche superalcolico (gin, cointreau, rhum, brandy, vodka, etc…), altra frutta (mele, pere, etc.).

Inoltre, in alcune zone della Spagna esiste anche una versione fatta con vino bianco anzich? rosso e prende il nome di sangria blanca.

Non esistendo una ricetta ufficiale, ? chiaro che un ingrediente chiave diventa l’ispirazione del momento. L’unica cosa davvero importante da tenere a mente ? che tutti gli ingredienti (a partire dal vino, ovviamente) devono essere di qualit?. Con questo non dico che vada usato del Barolo, ovviamente. Per? evitate vini da 1€ al litro, ecco La Sorgente del Vino

In particolare, vi consiglio un rosso abbastanza corposo: aglianico, cannonau, primitivo, etc.

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[07/14/2008, 20:45] Il "Salami" spagnolo
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[05/22/2014, 05:00] ?Etna Patrimonio Unesco: ambiente, legalit?, pace?. Convegno il 24 maggio a Nicolosi, Giornata Europea dei Parchi 2014
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Convegno ?Etna Patrimonio Unesco: ambiente, legalit?, pace?, in programma sabato 24 maggio, Giornata Europea dei Parchi 2014, nella sede del Parco dell?Etna, l?ex Monastero Benedettino di San Nicol? La Rena a Nicolosi (via del Convento 45).
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[05/30/2016, 06:30] Score del vino e big data, debutta Wine Lister

La Sorgente del Vino

La sintesi superficiale recita che si tratta di un nuovo sistema di score del vino che usa una scala in millesimi. Al contrario, la sintesi di Aristide vi invita ad affacciarvi sull’alba di una probabile nuova era per i sistemi di valutazione del vino: un sistema olistico che esprime una valutazione integrando non solo la qualità dei vini (l’unico parametro usato dai critici), ma anche prezzi, longevità stimata, popolarità sul mercato, performance nelle aste, forza globale del marchio. In pratica, sono i fattori presi in considerazione dagli acquirenti di vini di fascia alta – i fine wines.

La Sorgente del Vino

Ella Lister, Fondatore e CEO di Wine-Lister.com

Tutto questo si chiama Wine Lister (@wine_lister).

Ha richiesto oltre quattro anni di lavoro per la giornalista Ella Lister (con un passato professionale nel settore finanziario, e poi scrittrice del vino e consulente per collezionisti di fine wines) e il suo team di esperti di big data.

Hanno aggregato i dati elaborati da sei partner diversi: tre siti web di critici di fama internazionale, Jancis Robinson (JancisRobinson.com), Michel Bettane e Thierry Desseauve (Bettane+Desseauve) e Antonio Galloni (Vinous). Si tratta dei siti di maggior successo, con una forte digitalizzazione della propria base di dati e recensioni, attualmente accessibili solo a pagamento.

A questi si aggiungono i dati forniti da Wine-Searcher.com, il più grande motore di ricerca globale sui prezzi dei vini, Wine Market Journal, la maggiore fonte di informazione sulle aste dei vini, e Wine Owners, la più importante piattaforma di scambi commerciali e gestione di portafogli.

Gli algoritmi creati da Wine Lister “pesano” i singoli parametri e li riassumono in un indice di valutazione – score – rappresentato su una scala di 1.000 punti. Ella Lister precisa che qui non si usa solo il 20% della “parte alta” della scala, ma tutta la scala (vedi il diagramma qui sotto). E la scala in millesimi è stata ritenuta più funzionale a discriminare le differenze tra i singoli vini e i vari parametri considerati.

La Sorgente del Vino

La scala in 1.000 punti di Wine Lister

In passato ho espresso numerose critiche ai sistemi di valutazione basati sugli score (qui un post tra i vari pubblicati). Ma l’approccio di Wine Lister mi ha incuriosito e devo segnalare due elementi che mi interessa evidenziare:

  1. fino a oggi, lo score rappresenta un valore del vino basato sulla sola valutazione di qualità percepita, la quale è fortemente soggettiva, sia che si tratti di un singolo degustatore che di un gruppo di assaggiatori;
  2. per la prima volta si integra un dato soggettivo con una serie di dati via via più quantitativi e rilevabili in rete.

Ecco perché ho deciso di testare il sistema per comprendere meglio come sia stato articolato (è disponibile un periodo di prova gratuita di 14 giorni, mentre l’accesso costa £90/anno – ?118/anno ca. o £10/mese – ?13/mese ca.). E la sorpresa è stata notevole.

La Sorgente del Vino

I criteri valutati da Wine Lister

Wine Lister oggi ha un database di circa 2.000 vini, l’obiettivo è di arrivare a breve a 5.000.

Considerata la base dati principale che proviene dai critici internazionali, i vini rappresentati rientrano tra i vini top nel mondo. I vini italiani – al momento in cui scrivo – sono 462.

I criteri considerati nella composizione dello score sono raccolti in tre famiglie e in dettaglio sono questi:

  • Quality – Critic data: sono gli score espressi dalle recensioni dei tre siti dei critici sopra citati, nell’insieme “pesati” allo stesso modo, poi elaborati e ricondotti alla misura in base 1.000.
  • Quality – Vintage indicators: la longevità di un vino (stimata dai critici) viene presa come un indicatore di qualità e presa come un parametro;
  • Brand – Distribution: la presenza globale dei marchi sulle carte dei vini dei più importanti ristoranti del mondo, classificati nelle guide Michelin, 50 Best Restaurants e World of Fine Wine Best Wine List Restaurants;
  • Brand – Popularity: la popolarità del marchio attraverso la misura delle ricerche effettuate sui marchi nel sito Wine-Searcher;
  • Economics – Price: medie dei prezzi di breve periodo calcolate su 3 e 6 mesi dai siti di Wine Owners e Wine-Searcher. Inoltre, performance dei prezzi su 3 anni e relativa stabilità nel tempo.
  • Economics – Liquidity: i volumi trattati sono una “spia” del successo del vino, qui vengono elaborati dal sito di Wine Market Journal.

Ma non finisce qui. A questi criteri si aggiungono valutazioni su bottiglie prodotte, rese per ettaro, età delle viti e varietà delle uve.

Infine, tutti questi dati possono essere “filtrati” attraverso quattro criteri:

  • La Sorgente del VinoBuzz  brands, i marchi dei quali si parla
  • Hidden gems, le gemme nascoste
  • Value picks, i migliori rapporti qualità/prezzo
  • Investment staples, i vini con le migliori performance nei portfolio di investimento

In pratica, il risultato di queste analisi e ricerche, non si traducono tanto in un singolo score, ma in una scheda rappresentata nella pagina di Wine Lister in una sorta di infografica che è più una fotografia dei punti di forza e debolezza del singolo vino.

La Sorgente del VinoPer darvi un’idea, qui a lato ho estratto la pagina del vino italiano che al momento gode dello score più alto (cliccare sull’immagine per ingrandire). Si tratta del Giacomo Conterno Barolo Monfortino Riserva, il quale riporta uno score globale di 973 punti. I singoli parametri riportano score individuali molto ravvicinati (è un ottimo segno, ovviamente):

  • Quality: 974
  • Brand: 973
  • Economics: 972

 

Conclusioni

Erano anni che prevedevo la fine del ciclo di vita degli score del vino. Ciò che Wine Lister rappresenta non è tanto uno score, ma un sistema olistico ricco di informazioni, una sorta di mappa delle prestazioni di un fine wine nelle percezione analitica dei mercati, raccolte analizzate e rappresentate in una singola scheda. Certo, il sistema è largamente perfettibile, ma già in questo stato “1.0” è di grande interesse e merita il vostro approfondimento.

E’ un’anticipazione di numerose applicazioni che riguarderanno i mercati del vino: scaricatevi il report sul Bordeaux – per esempio – per gettare uno sguardo sul presente di un aspetto dell’uso dei big data del vino.

E’ un manifesto contemporaneo e moderno sullo stato del vino, nella sua accezione più alta e sofisticata, una prima risposta alla lettura e interpretazione della complessità di un prodotto per troppo lasciato alla sensibilità di nasi e palati allenati, ma sempre soggettivi nella percezione e valutazione.

Mancano molti dati ancora, soprattutto dalla parte delle percezioni elaborate dai consumatori armati di social media e strumenti di annotazione e recensione. Ne vedremo delle belle nei prossimi mesi, quando il sistema potrà evolversi a ulteriori integrazioni e analisi.

In qualche modo, stiamo vivendo un mutamento che avrà una qualche storica rilevanza.

The post Score del vino e big data, debutta Wine Lister appeared first on Aristide, a wine blog.

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[12/19/2011, 10:18] 
Corvina in purezza. Naso intrigante e palato piacevolissimo. Perlage fine e delicato.
Il nuovo Balestri Valda Ros?.
Disponibile dal 16 Dicembre 2011.


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[10/13/2008, 10:47] Verso il Foscarino...Vendemmia
E' nel periodo di vendemmia, in giornate autunnali piene di luce ancora calda, che metto pi? a fuoco tutte le ragioni della mia passione per questa terra. Son salita verso il Foscarino, colle ventoso che guarda la pianura (in giornate...
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[03/05/2008, 16:15] USB Wine, una campagna marketing del vino virale che viene dall?Europa

Non ? semplice vedere grandi idee di marketing del vino online provenienti dal Vecchio Mondo, per cui vale la pena parlarne, se non altro per trarne degli spunti di riflessione.

Il video che avete appena visto, gi? pubblicato da VINO24.TV qui, viene dalla Francia (per la versione sottotitolata in lingua inglese cliccare qui). Ne abbiamo scritto il 4 dicembre del 2007: a quella data il video era stato visto 38.338 volte. Oggi siamo giunti a quota 192.722! Un ottimo risultato che si avvale della forza virale del video, linkato all’interno della blogosfera del vino globale, ma non solo, come vedremo.

La campagna di viral marketing rimanda l’utente, una volta terminato il video, al sito da cui ? possibile acquistare il prodotto. Il successo di questo video ? stato dato dal sito internet MensUp.fr, un sito che condivide news e informazioni tra giovani e adulti interessati alla tecnologia e al social networking.

Ci? che ? successo ? stata la diffusione del messaggio e del prodotti in un luogo in cui il wine marketing non era ancora arrivato (i giovani interessati alla tecnologia): un potenziale segmento di consumatori molto dedito al networking, per cui molto portato a diffondere i messaggi al proprio interno in maniera virale.

Infatti, gli utenti di MensUp.fr hanno passato il video l’un l’altro in quello che si ? rivelato un ottimo word of mouth, usando i loro legami di community e i loro network di amici. Da notare: tutto questo passaparola non ha avuto costi aggiuntivi all’azienda, la quale ha sostenuto spese solo per la realizzazione del video e per la sua messa in visione su un apposito spazio del sito.

Col risultato di ritrovarsi oggi a quota 192.722 visualizzazioni per la versione in lingua francese e 154.504 per la versione sottolitolata, entrambe su youtube.

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[08/23/2018, 14:03] Coming up With a Weekly Meal Plan

Healthy eating is essential for your general well-being. The type of food you eat plays a critical role in determining the health status of your body. Most health or diet experts advice one to take in a balanced diet to keep their bodies in the perfect shape. The Dad Quarters have some of the best reviews and health advice that can help keep you in good shape. Your food should be made up of proteins, vitamin, carbs, and irons.

There are a number of food deficiency illnesses you can contract if you fail to consume a balanced diet. The most common ones include malnutrition, rickets, and scurvy. Most of these conditions are usually common among kids. Failure to take in a balanced diet can also weaken your body?s defense system.

Your body will not be able to fight certain conditions, and this will leave you weak or falling sick most of the time. Proteins play an essential role in the growth and development of your body. They do help increase muscle mass. Carbohydrates help provide your body with energy to carry out some activities. They act as fuel to your body.

Vitamins boost your immune system and improve yourLa Sorgente del Vino body functions. You can find all these nutrients in different foods. One thing you can do to make sure you consume a balanced diet is come up with your own menu that has all types of meals. This might be a difficult task for many. Here is how you can come up with a weekly meal plan that is made up of a balanced diet.

Look for Recipes

The first thing you should do when coming up with your home menu is to look for recipes. Look for recipes used in making different types of meals. Make sure the different types of meals make up a balanced diet. Getting different recipes will help make your job more comfortable when it comes to creating a weekly meal plan.

Sort your Recipes

The next thing you should do is sort out the different recipes according to the nutrients contained in them. One that is used for cooking a protein-rich meal should be separated from one that is used to prepare a meal with any other type of nutrient. Make sure that each day you have a meal rich in a specific type of nutrient.

Stock your Kitchen

You can now stock your kitchen with the different typesLa Sorgente del Vino of foods so that you can have easy access to them. Failing to do so may see you change your meal plan because you are not able to reach the type of meal for that particular day. Do not overstock because some of them may go bad quickly. Cook the perishables first.…

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[01/01/1970, 00:00] A scrivere del Po con la colonna sonora di Franco Fattori
L'ultima volta che sono uscito di casa l'ho fatto per andare a pranzo domenica alla Capanna di Eraclio, monumento alla civilt? della tavola del Delta del Po e alla pesca nella sacca di Goro e nel vicino Adriatico. Era il...
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[06/19/2026, 11:57] Anvedi chi c'

La Sorgente del Vino

Sono passati un po' di mesi dal mio addio, e difatti rieccomi. Ma in fondo, perch? sparire? Si continua a bere vino, si continua a fare assaggi, questo ? un wine blog, quindi ci sta. Rieccomi, appunto. 

Finito il mio mondo di enotecaro, il resto del mondo l? fuori continua, eccome, e io ci sono dentro. Che si fa? Per esempio, adesso sto facendo gli assaggi stagionali per la Guida Essenziale di Doctor Wine. Sono ormai una dozzina di anni che faccio l'assaggiatore ufficiale per questo editore, mi ? sempre piaciuto, ora forse mi piace un po' di pi?. C'? stato un tempo un po' assurdo nel quale mi preoccupavo che ci fossero conflitti di interessi - quando il vino lo vendevo a bottega, potevo pure rencensirlo? Quindi, siccome ero strano, evitavo di vendere i produttori liguri che premiavo, hai visto mai. Nel frattempo nessuno ha mai detto niente, per cui tutto quel preoccupismo ? stato inutile. Vi piace come lezione esistenziale? A me piace. E' bello scrivere schede di degustazione: l'editore raccomanda di essere brevi, "essenziali" appunto, io lo prendo come fosse un livello di difficolt? in un videogioco: tanto meglio. "Giallo paglierino scarico, fiori di campo, mela acerba, erbe aromatiche, in bocca sale marino e frutta bianca". Novanta centesimi, taac. Non ? bellissimo? Io lo adoro. Mentre l? fuori il mondo del vino si strugge su come comunicare il vino, io ve lo dico: questo sistema ? una figata. Le supercazzole "gne gne il voto centesimale ? il male" vanno bene per qualche circoletto, e il circoletto ? composto da venti o trenta. Quelli poi che pagano la bottiglia, sono circa dieci.

Certo, qua fuori non sono tutte rose e fiori, eh. Per dirne una, sono disoccupato - e non so, ancora, che fare davvero, chi se lo accolla un quasi pensionato che sta nel giro da sempre, ma ha una contrattura alla schiena che impedisce il bacio della pantofola? Ma questo ? un altro discorso. Guardo l'enomondo, se possibile, con maggiore distacco. Parlando tra noi, mi piace continuare questa cosa che da qualche parte hanno definito "lavoro intellettuale", che a me fa riderissimo ma figurati, uso il termine troppo volentieri. Tuttavia carmina non dant panem, e per restare coi piedi per terra, parlando di lavoro intellettuale, leggete quel che scrive il dott Mantellini qui, alle solite definitivo.

L'immagine apparentemente non c'entra un alcunch?, ma solo apparentemente. Mentre scrivo mi chiedo se rilanciare 'sta pippa sulla defunta pagina Facebook della defunta azienda, boh, ci penso ancora cinque minuti.  


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[01/01/1970, 00:00] L'appello in difesa dell'identit? del vino italiano: fanatismo enoico secondo Focuswine
E' passato ormai un mese da quando ? partito l'Appello in difesa del vino italiano (al momento quasi 1000 firmatari) scritto e pubblicato sulla versione online di Porthos, il cui testo ? frutto dell'impegno di Marco Arturi e Sandro Sangiorgi. Un appello il cui testo chiarisce in modo inequivocabile quale pensiero ne abbia determinato l'esigenza, e che invito a leggere per esteso tutti coloro che ancora non lo hanno fatto e a firmare se ne condividono gli intenti.Trattandosi di una rivista a pagamento, vi riporto un estratto dell'articolo di Mancini:"La vicenda Brunello, con il suo lungo strascico, non solo sta causando danni economici e d'immagine ma ha generato un livore da barricate tra comunicatori ammantando l'intero comparto di un'atmosfera cupa. Nei momenti di difficolt? si dovrebbero innescare solidariet?, coesione, riflessione costruttiva, ma cos? non ?. Ancora una volta si rischia di gettare al vento l'opportunit?, sia pure sofferta per come si ? determinata, di un ampio confronto tra addetti ai lavori per giungere a un chiarimento onesto che spinga il settore fuori dalle sabbie mobili nelle quali sta sprofondando. Ma i puristi, lancia in resta, tornano all'assalto armati fino ai denti di micidiali autoctoni."E' evidente che Mancini si riferisce alla questione del disciplinare del Brunello di Montalcino e a quel benedetto 100% di sangiovese previsto. Ma che i "puristi" si siano fissati sul sangiovese per un forte amore per l'autoctono ? cosa assai ridicola oltre che riduttiva.Le motivazioni sono altre e ben pi? profonde e si inseriscono in un discorso pi? ampio che coinvolge l'intero comparto vitivinicolo e, ancora di pi?, il modus operandi e la filosofia del mondo commerciale.Se Mancini vuole fare finta di non aver capito ? suo diritto, ma farebbe bene a concentrarsi sui reali contenuti del pensiero di chi non ? d'accordo con questa linea che segue pedissequamente l'andamento di un mercato che non ha alcun interesse verso la qualit? e la diversit? di ciascun territorio.Il concetto ? molto ben espresso proprio nel testo di presentazione dell'appello:"I disciplinari di produzione sono stati creati allo scopo di salvaguardare e garantire l'identit? e l'integrit? dei vini italiani. Negli ultimi quarant'anni, con la complicit? e la disattenzione delle autorit? di controllo, alcuni dei territori pi? significativi sono stati trattati come dei contenitori da riempire, occupare o allargare a dismisura. In numerosi luoghi la vite si ? trasformata da coltura specializzata a coltivazione dominante, togliendo variet? e respiro al paesaggio. S? ? assistito a un'invasione di vitigni alloctoni con l'obiettivo di "migliorare" le specialit? italiane e realizzare prodotti pi? facili da consumare, senza badare allo svuotamento di contenuti a cui molti vini sarebbero andati incontro. L'establishment continua a modificare i disciplinari senza alcuna progettualit?, ma fotografando di volta in volta il cambiamento proposto dal marketing. Tutto ci? in nome di un riscontro economico immediato e seguendo i capricci del mercato. Un grave errore dal punto di vista etico ma anche sotto il profilo economico: la standardizzazione dei nostri vini ha come diretta conseguenza, nel medio-lungo periodo, un calo delle vendite e dell'attrattiva turistica esercitata dalle zone di produzione."E' proprio questo il punto focale. Ogni giorno si scopre che in una zona a denominazione, qualcuno non ha rispettato le regole del disciplinare, disciplinare che ? stato creato dai produttori stessi. Come dire: "Vi dimostriamo che siamo seri stabilendo delle regole da rispettare", per poi scoprire che da un numero variabile di aziende questi stessi disciplinari non vengono rispettati. Allora qual ? la proposta dei "non puristi", di quelli che, come Mancini stesso propone, sono per il "parliamone"? Visto che molti non rispettano i disciplinari, visto che per il consumatore quello che conta ? che il vino sia buono e non costi molto, perch? non adeguare i disciplinari alle esigenze del mercato?E visto che ad essere sotto inchiesta a Montalcino sono le aziende pi? grosse e importanti, cio? coloro (e Biondi Santi non conta nulla?) che hanno reso famoso il Brunello nel mondo, perch? non dargli una mano rendendo legale ci? che oggi non ??E' questo il modo di affrontare i problemi? A quanto pare non ? un tema caro solo a certi nostri politicanti, ma l'idea di modificare le regole in base alle proprie esigenze appare un fenomeno sempre pi? di massa.Continua Mancini: "Anche dinnanzi a fatti oggettivi gravidi di conseguenze si persevera a inneggiare istericamente alla tradizione dall'alto della propria torre d'avorio, con un atteggiamento intriso di snobismo drammaticamente distante da ci? che realmente chiede il consumatore. Cio? un vino buono e dal prezzo accessibile al di l? della purezza di razza vegetale."Dunque secondo Mancini il consumatore se ne frega delle regole, se ne frega delle tradizioni e della cultura da cui nasce il vino, peccato che oggi pi? che mai si stia avvicinando con grande interesse ai cosiddetti "vini veri" o "vini naturali", espressione certamente colorita e non proprio corrispondente, ma ? un fatto che non sono tutti dei semplici "compratori". La cultura, la conoscenza, la semplice curiosit?, le miriadi di corsi a cui un sempre pi? vasto numero di persone partecipano, sono la dimostrazione lampante che la gente non ? tutta uguale e che chi si informa, chi capisce come vanno le cose, di certo non condivide una politica basata solo su interessi economici totalmente privi di qualsiasi etica.E l'articolo prosegue: "Altro elemento pesante come un macigno, continuamente rimosso e sempre rotolato a valle, come la pena eterna di Sisifo, ? quello dei controlli. Cos? come congegnati evidentemente non funzionano, ne abbiamo gi? le prove ma certamente altre ne arriveranno. Parliamone!" Giusto, peccato che poi prosegue: "Certi disciplinari di produzione galleggiano sospesi in galassie poste a distanza siderale dal mercato, quindi dai consumatori; senza addentrarci in filosofiche acrobazie attorno al concetto di tipicit? e tradizione, forse ? il caso di intervenire con qualche ritocco. E il problema non riguarda soltanto il Brunello. Parliamone!" E ricadiamo nello stesso furbesco tema, modificare i disciplinari perch? vecchi, obsoleti ecc., dimenticando che il parametro con cui si vorrebbe considerarli vetusti non ha nulla a che vedere con la qualit? e la grandezza dei vini prodotti. Nel caso del Brunello di Montalcino, sono forse "vecchi" i vini di Soldera, Palmucci, Salvioni, Le Potazzine, Salicutti per citare i primi che mi vengono in mente?Infine Mancini conclude: "L'immobilismo al pari del puro discettare sono molto pericolosi come sta dimostrando l'esperienza. Ecco perch? faccio molta fatica a comprendere l'appello dei colleghi di Porthos dai toni cos? esasperati, estremi rivolto contro un mostruoso nemico: l'establishment", "...Ma il riscontro economico non ? alla base di qualsiasi attivit? imprenditoriale? E saper interpretare la domanda del mercato non ? una sana quanto necessaria abilit?? Ma di cosa stiamo parlando, di un'attivit? economica, sia pure dalla straordinaria ricchezza storico-culturale, oppure di un gingillo da vetrina per feticisti? Su questo tema provo un naturale feeling per molti colleghi, mentre altri, pur stimandoli come professionisti, non riesco a comprenderli e tra questi proprio i firmatari dell'appello. Forse, riconoscendone l'onest? intellettuale, il loro peccato ? l'eccesso d'amore. E troppo amore pu? anche soffocare, essere fatale e scatenare fanatismi. Il vino ha bisogno s? di passione ma soprattutto di lucidit? e visioni strategiche di mercato, altrimenti gli amici di Porthos non potranno pi? godere del loro "Nutrimento dello spirito"."Senza troppi giri di parole, il concetto ? e rimane di una banalit? sconcertante, ovvero solo adeguando costantemente i disciplinari all'andamento del mercato si pu? rimanere competitivi", errore madornale che non tiene conto minimamente dell'inevitabile appiattimento, in parte gi? ben visibile in molte denominazioni, a cui si andrebbe incontro, della mancanza totale di progetti a medio e lungo termine, dell'enorme rischio di perdere definitivamente proprio ci? che pi? ci rende unici e inimitabili, che fa del nostro vino una ricchezza fondamentale, il nostro patrimonio ampelografico, culturale e territoriale.Patrimonio che viene soffocato da pratiche sempre pi? spinte, e sulle quali i nostri "vecchi" disciplinari sono gi? molto "larghi". Ma allora perch? non essere del tutto onesti? Togliamoli del tutto, i disciplinari, che senso ha mantenerli se vanno bene solo se modificati ogni volta che cambia il vento?Come dice bene il testo dell'appello: "In questo momento le aziende vinicole possono utilizzare prodotti sistemici che, progressivamente, tolgono vita alla terra e ai vigneti; nella realizzazione del vino non lesinano lieviti, batteri ed enzimi selezionati dalla biotecnologia; inoltre, sono autorizzate sostanze, giustificate da una supposta origine enologica, che dovrebbero aggiustare il liquido. Tutte queste azioni rendono vano il concetto di territorialit?". E aggiungo che sono il sintomo di una politica dissennata, volta esclusivamente a compiacere un mercato viziato ma anche senza strumenti per potersi evolvere verso una cultura del vino, pressato a sua volta da un concetto produttivo massificante, dove la ragione non deve entrare, perch? il denaro ? l'unica regola e l'unica ragione. Il vino ridotto a puro fenomeno industriale, di business, non pu? che impoverirci tutti, la terra e gli uomini, perseguendo un fine autodistruttivo e autolesionistico, come sta avvenendo in modo a quanto pare inarrestabile in tutti i settori. Consumare meno e meglio ? un bello slogan, peccato che finch? le regole le detteranno le grandi industrie non potr? essere mai realizzato.
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[02/25/2013, 11:00] Il sabato del villaggio di Montalcino, Mattonella 2012 di Cruciani e premi Leccio d?Oro a Osteria Brunello, La Mozza LA e Enoteca Cortina

Il sabato di Benvenuto Brunello ? sempre il giorno dei premi e delle celebrazioni quest’anno non certo aiutati dal tempo clemente che ha ben visto di nevicare proprio nel momento topico della posa della mattonella. Mattonella molto giovane e trendy grazie al coinvolgimento del marchio Cruciani alla ribalta da ormai almeno due anni grazie ai braccialetti in macram? che sono diventati in breve un oggetto di culto. E promette di diventare ancora pi? oggetto di collezionismo il braccialetto distribuito ai giornalisti, ospiti e produttori realizzato ad hoc per l’occasione con i grappoli d’uva.

Per quanto riguarda l?assegnazione dei premi Brunello Leccio d?Oro 2013, conferiti dal Consorzio ai locali
che hanno la Carta dei Vini con una gamma ampia e rappresentativa di vino Brunello e degli altri vini di
Montalcino, quest?anno il riconoscimento ? andato all?OSTERIA MOZZA di Los Angeles per la categoria
ristoranti, all?ENOTECA CORTINA di Cortina D?Ampezzo per quella enoteche e all?OSTERIA BRUNELLO di
Milano per la categoria osterie.

La Sorgente del Vino

Tunde Pecsvari Osteria Brunello Milano

L?Osteria Mozza di Los Angeles (www.osteriamozza.com/LA/home.cfm ), che fa parte del Mozza Restaurant
Group e conta locali in tutto il mondo, ? stata creata da Nancy Silverton, Joe Bastianich e Mario Batali,
quest?ultimo gi? premiato con il Leccio nel 2000 per l’osteria Babbo di New York. Al centro del raffinato ed
elegante ristorante losangelino si trova il bar ?Mozzarella?, in cui una vasta gamma di prodotti freschi come
mozzarella, burrata e stracciatella sono preparati e serviti ogni giorno.

L?Enoteca Cortina (www.enotecacortina.com) nasce a Cortina d?Ampezzo nel 1965 ed ? gestita da Rita e
Gerolamo (Gerry) Gaspari. Offre un’accurata selezione dei migliori vini italiani e stranieri ed ? diventata nel
tempo una tappa obbligata dei visitatori della localit?.

L?Osteria Brunello (www.osteriabrunello.it) sorge nel cuore della movida milanese, nella zona pedonale di
corso Garibaldi. I piatti offrono il meglio della cucina toscana tradizionale, di impronta tipicamente senese,
con qualche piatto lombardo come “ospite d’onore”. La carta dei vini ? molto ampia e offre una panoramica
nazionale, con particolare attenzione ai grandi rossi toscani e ai brunelli.

La giuria che ha scelto i locali ? composta, come di consueto, dal Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci
e dai componenti del Comitato di presidenza Donatella Cinelli Colombini, Marco Cortonesi, Giancarlo
Pacenti, e dagli esperti Allan Bay, illustre giornalista nel settore enogastronomico e collaboratore del
Corriere della Sera per cui cura la rubriche “Vivi Milano”; l?enogastronoma e scrittrice di libri sul cibo per il
mercato USA Faith Willinger; il Presidente dell?Associazione Italiana Sommelier

 

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[01/01/1970, 00:00] Domani riunione a Montalcino per discutere le modifiche ai disciplinari? Forse?
Silenzio. Che non si sappia in giro, ma gira voce che domani, 19 settembre alle ore 18,00, sia prevista una riunione indetta da un organismo che racchiude fra i suoi associati numerosi produttori di rilievo dell?area ilcinese. Riunione che ha come ordine del giorno la discussione di ben 5 proposte di nuovo disciplinare...
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[10/14/2007, 07:53] Trasferimento!

Cari amici e amiche,
 Tirebouchon si trasferisce causa la troppa spam che riceve sui commenti e che Splinder non riesce a contrastare, ma non solo, sono cambiato, il mio lavoro è...

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[09/17/2008, 17:27] Barbera d'Asti D.O.C. Vinchio

La Sorgente del VinoUna serata di vento e pioggia. Decido allora di coccolarmi con un vino che riscaldi il cuore. La mia scelta dopo aver scrutato bene in cantina, cade su il Barbera d'Asti DOC Vinchio di Oddero. Una volta aperta la bottiglia il profumo particolarmente accattivante inebria e intriga. Un bel colore rosso rubino dai riflessi eleganti mi ricorda che sono in ''intimit?'' con un delizioso Barbera. Il sapore ? gradevole, asciutto e regala al palato una sensazione di fresco. Questo vino ha uvaggio al 100% Barbera e il periodo di raccolta ? la terza decade di settembre e la selezione delle uve avviene in vigneto tramite raccolta manuale; fermentazione e macerazione per circa 15 giorni in contenitori di acciaio inox, segue la fermentazione malolattica nel mese di novembre. La degustazione rivela un vino particolare, di carattere che infonde seduzione sin dall'esame visivo. Come abbinamento consiglio di affiancarlo a carni a lunga cottura, brasati, arrosti elaborati e nappati con sugo di carne o alcuni formaggi stagionati. [Giudizio molto buono]

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[08/21/2008, 15:09] Battaglia tecnologica, un grande passo avanti

La Sorgente del Vino

Rispetto a 2-3 anni fa, la situazione di arretratezza tecnologica del settore vitivinicolo ? decisamente mutata. Non che l'obiettivo sia raggiunto, tanto che permangono ancora numerosi ostacoli legati anche alle infrastrutture tecnologiche (leggi : mancanza di banda larga in zone agricole o poco abitate, tariffe mobili che non possono fungere da alternativa per via di prezzi ridicoli, finte tariffe flat o soluzioni che sarebbero anche interessanti ma non sono dai pi? sfruttabili per mancanza di copertura). Stiamo assistendo, lo dico con una certa cognizione di causa, ad un lento ma consapevole avvicinamento ad internet che oggi non ? pi? visto come quel "coso" dove si pu? fare quel che si vuole infischiandosene degli altri ma come un luogo dove esistono le medesime regole di buon senso e buona convivenza che esistono nella normale vita di tutti i giorni, fuori dalla rete.


Un nuovo fermento digitale

Sempre pi? di frequente mi capita di notare nuovi produttori di vino cominciare ad utilizzare l'e-mail con regolarit?, commentare sui blog o sui forum, avvicinarsi con scrupolosa attenzione al fenomeno dei social network - specie quelli tematici - e rispondere alle recensioni dei propri vini, interagendo e dialogando con i loro fans o i loro detrattori. Si comincia ad ascoltare. Qualcosa di incredibile per chi come me da anni e attraverso alterne fortune cerca di contribuire, almeno un poco, a fare informazione e formazione in questo settore.

Oggi, a distanza di qualche anno da quel fallimentare esperimento con il quale avevamo provato a creare qui su tigulliovino una serie di blog di categoria dove, non solo ai produttori di vino, ma ad ogni figura professionale di settore era stata offerta la possibilit? di usare una piattaforma gratuita di blogging di settore, resto ancora incredulo di fronte all'opposto fenomeno di partecipazione che invece ho la fortuna di poter apprezzare su Vinix con cui ho forse saputo interpretare meglio e con strumenti nuovi e pi? semplici un desiderio di partecipazione e confronto che nel frattempo era comunque maturato.

Un salto in avanti enorme rispetto, per esempio, a 5 anni fa o prima ancora, quando l'e-mail quasi non veniva utilizzata ed internet era sempre e comunque una "cosa per ragazzini" o "un covo di pedofili" e questo nonostante ci sia ancora qualcuno che ancora oggi ? convinto di queste sciocchezze (perdonateli, non sanno di cosa parlano) ;-)


Tutto ci?, sembra solo a me ?


[Foto credit : Weblogcartoons.com]

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[04/21/2008, 08:23] Il blog di Robert Mondavi Winery: coming soon

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Se vi viene la briga di navigare nel sito della Robert Mondavi Winery noterete che da poco tempo c’? una novit?: nella sezione “Winemaking” nel menu in alto appare la dicitura: “Grape to Glass Blog”. Se ci cliccate esce un bel “Coming Soon!”

La notizia ce la passa direttamente Uncork29.com che garantisce: la scorsa settimana quel link non esisteva. I big del vino quindi stanno diventando sempre pi? blogger del vino: aspettiamo di vedere cosa ne viene fuori.

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[04/12/2018, 05:30] How to Choose the Right Dentist

Your teeth are very important, taking care of the teeth is beyond brushing and eating the required diet. For complete health teeth caring you need to see a professional dentist for the check up. You need to do this for at least once in every three to six months. The dentist will do a professional cleaning to your teeth to make them last longer in a healthy condition.

However, the problem comes up when you are deciding the dentist you want to visit. Currently, there are many dentists available, choosing the right dentist will require you to spend much time.

Location

La Sorgente del VinoChoose a dentist that you can access easily, near your home or place of work. This will help you save time when you want to check your teeth. It is important for the case where you may have dental emergencies; the dentist will access your place easily.

If you are the doctor?s client, it will be easy to visit you and check on your healing process. You should also choose a dentist whose working hours does not match with your working hours. The doctor should not have a tight schedule. You should have to invest precious time with your dentist.

Cost

The doctor you choose should not be too expensive for you to afford. In cases where you need to spend a lot of money on your check up, you need to know if the dentist accepts your insurance. The dentist should also accept multiple methods of payment such as credit cards or personal checks.

The cost varies with the practice of the dentist. Make sure the charges are reasonable. The dentist you choose should not be overcharging you. Agree on the cost of the operation before you allow the doctor to check your teeth.

Personal comfort

This another crucial factor you need to consider when searching for a dentist to check your teeth. You must find a dentist that you can talk to comfortably. When you are explaining your problem, the dentist should be concerned and willing to help.

Ensure that the doctor you choose is humble and concerned with your problem. He or she should help in making you courageous in asking whatever question you have in case you do not understand some terms.

Professional qualifications

La Sorgente del VinoThe dentist you choose should be willing to give you a history of his or her qualifications when you need them. Do not assume that the dentist is qualified if you have not confirmed. If you feel uncomfortable with the answer the dentist is giving to your questions, you need to find a different dentist. You can also check the information of the dentist at the medical board where you find out the kind of training the dentist has gone through.

Emergency care

Can the dentist you choose attend immediately to any of your emergency? Find out the contact lines of the dentist if they are working all the time. Also, check out for a doctor who can attend to you even out of working hours to attend your emergency.…

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[07/19/2008, 18:00] Piemonte: dati di produzione 2004-2006 delle DOC e DOCG

[English translation at the end of the document]
Fonte: Federcoc, Istat
Continuiamo a pubblicare i dati Federdoc, per cui abbiamo ora una visibilita? su 3 anni per le superfici e su 2 anni per la produzione di vino (2005-06). Dopo aver analizzato il Veneto, parliamo oggi di Piemonte, che ha prodotto nel 2006 2.1m/hl di vino DOC su 38200 ettari. Le principali denominazioni sono l?Asti con 565k/hl nel 2006 (+7%) su 9900ha, seguita dalla denominazione di ricaduta Piemonte (276k/hl su 4500ha) e dalle 3 denominazioni Barbera (Asti, Monferrato e Alba rispettivamente). Segue al sesto posto il Barolo che nel 2006 e? stato prodotto su 1723ha per un totale di 92k/hl, che corrispondono a un equivalente di circa 12.2m di bottiglie.


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[10/31/2026, 21:02] Strattoria ad Arona: la nuova eleganza di Alessio Rossi, tra territorio, creativit? e piacere di ritornare

PIEMONTE ? ARONA ? MONTRIGIASCO ? CUCINA D?AUTORE E PIACERE DELL?OSPITALIT?

Ci sono ristoranti dei quali ? particolarmente bello seguire il cammino: a ogni ritorno una consapevolezza in pi?, un dettaglio risolto, un?ambizione che prende forma. Strattoria, a Montrigiasco di Arona, racconta oggi una crescita tangibile. La cucina di Alessio Rossi acquista profondit? e misura, gli ambienti rinnovati restituiscono una nuova eleganza, il piacere della tavola conserva quella disinvoltura che rende il ritorno una prospettiva immediatamente desiderabile.

Reportage di Claudio Sacco ? Viaggiatore Gourmet ? 43 fotografie

La Sorgente del Vino
Luce, verde e tavole apparecchiate: il nuovo respiro dell?accoglienza di Strattoria.

Sulle alture di Arona, il viaggio gastronomico trova una sosta dal carattere preciso. La vicinanza al Lago Maggiore suggerisce il paesaggio; nel piatto, Alessio segue una geografia pi? libera, capace di tenere insieme pesci d?acqua dolce, suggestioni marine, selvaggina, vegetali e una pasticceria giocosa. Il filo conduttore ? una cucina leggibile, nella quale l?idea contemporanea si mette al servizio della materia e della piacevolezza dell?assaggio.

Il nostro percorso attraversa il benvenuto della cucina, il lucioperca con la zucca, uno spaghetto di felice intensit? marina, il cervo al sottobosco, i formaggi e un finale dolce articolato. I calici accompagnano il racconto dall?Oltrep? Pavese all?Alta Langa, dall?Alto Adige al Moscato di Coppo. Poi la tavola cambia passo: arriva una piccola esplorazione del gin, servita con quella partecipazione che trasforma il dopopranzo in un altro momento dell?esperienza.

Strattoria si rinnova: una casa che investe nel proprio futuro

Il rinnovamento si percepisce appena entrati. Le tonalit? calde, le sedute chiare, la luce disegnata con attenzione e le aperture verso l?esterno costruiscono un ambiente raccolto, contemporaneo, confortevole. La mise en place conserva una bella pulizia; la presenza delle bottiglie introduce subito il ruolo della cantina. ? un?eleganza che invita a sedersi e a prendersi tempo.

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La vetrata sulla nuovissima cucina con il logo: un?identit? riconoscibile, dentro una casa rinnovata.
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Colori misurati e sedute avvolgenti: il comfort diventa parte dell?ospitalit?.

Gli investimenti hanno interessato l?intero locale: dalla cucina ai servizi, fino al nuovo dehors. Un intervento ampio, che d? concretezza alla volont? di crescere e rende pi? compiuta l?esperienza dell?ospite. Anche gli aspetti meno appariscenti partecipano a questa evoluzione: una casa ben pensata sostiene il lavoro di chi cucina e di chi serve, e rende pi? naturale il piacere di chi si accomoda.

Al centro rimane Alessio Rossi, con una cucina sempre pi? consapevole delle proprie possibilit?. Il legame con la tradizione si esprime nella familiarit? dei sapori; la sensibilit? contemporanea emerge nel modo di alleggerire, accostare, mettere a fuoco. Il repertorio si allarga, ma l?assaggio conserva una direzione riconoscibile.

La Sorgente del Vino
La tavola, i men?, la cantina: le diverse anime della proposta riunite in un?unica immagine.

I men? di Strattoria: degustazione, carta e bistrot

La proposta permette di scegliere il ritmo della visita. I men? degustazione affidano alla cucina la regia del percorso; la carta consente di comporre una sequenza personale; il bistrot custodisce un registro pi? immediato, legato al piacere dei piatti riconoscibili. Tre possibilit? che rendono Strattoria interessante tanto per una sosta gourmet quanto per un ritorno pi? informale.

La Sorgente del Vino
La proposta gastronomica si articola fra percorsi d?autore, carta e bistrot.

Riportiamo integralmente i men? e i prezzi fotografati durante la visita. La disponibilit? dei piatti e le tariffe seguono gli aggiornamenti del ristorante.

?A Mano Libera? dello Chef

Quattro portate + dolce.
? 120,00 ? bevande escluse.

? la formula per chi desidera affidarsi alla sensibilit? di Alessio: lasciare alla cucina la scelta del racconto, seguendone disponibilit?, intuizioni e stagionalit?.

?Contrasti?

  • Lucioperca (a*) e zucca in agrodolce
  • Animelle, rabarbaro e consomm? di manzo chiarificato
  • Pappardelle di fagioli, calamaretti spillo (a*), crema all?aglio dolce e olio all?aneto
  • Gyoza di lepre (a*), brodo di corteccia e lemongrass
  • Ricciola alla milanese (a*)
  • Cervo* al sottobosco
  • Nocciolino

? 140,00 ? bevande escluse.

Il nome descrive una precisa intenzione gastronomica: dolcezze vegetali e accenti acidi, delicatezza del pesce e profondit? della selvaggina, richiami boschivi e aperture agrumate. Le animelle trovano nel rabarbaro un contrappunto vivace; le pappardelle di fagioli esplorano il dialogo fra legume e mare; il gyoza di lepre affianca alla memoria della cacciagione una forma e un profumo capaci di portarla altrove. La ricciola alla milanese introduce il piacere della croccantezza, prima del passaggio pi? scuro del cervo e della chiusura golosa del Nocciolino.

Abbinamenti vini
3 calici: ? 40,00
4 calici di vini ?riserva?: ? 80,00

I men? degustazione vengono realizzati per tutto il tavolo.

Il men? alla carta

Antipasti

  • Lucioperca (a*) e zucca in agrodolce ? ? 25,00
  • Cavolfiore assoluto ? ? 22,00
  • Animella (a*), rabarbaro e consomm? di manzo chiarificato ? ? 26,00
  • Terrina di foie gras*, scampi (a*) e lamponi fermentati ? ? 26,00

Il lucioperca rappresenta il versante pi? delicato della proposta; il Cavolfiore assoluto dichiara la centralit? del vegetale. L?animella chiama in causa la cucina delle consistenze avvolgenti, ravvivata dal rabarbaro, mentre la terrina di foie gras con scampi e lamponi fermentati annuncia un confronto fra ricchezza, dolcezza marina e vivacit? del frutto.

Primi piatti

  • Risotto cavolo nero e Bettelmatt ? ? 24,00
  • Ravioli di lepre (a*), ostriche (a*) e caviale ? ? 28,00
  • Spaghetti di Gragnano alle vongole veraci (a*), ricci di mare* e bottarga di Cabras ? ? 28,00
  • Pappardelle di fagioli, calamaretti spillo (a*), crema all?aglio dolce e olio all?aneto ? ? 26,00

Il risotto lega il carattere vegetale del cavolo nero alla profondit? casearia del Bettelmatt. I ravioli di lepre, ostriche e caviale spingono il dialogo fra terra e mare su un terreno pi? audace; lo spaghetto sceglie invece una progressione interamente marina. Le pappardelle di fagioli aggiungono un?altra prospettiva, nella quale aglio dolce e aneto suggeriscono morbidezza aromatica e freschezza.

Secondi piatti

  • Coniglio (a*), anguilla e polline ? ? 32,00
  • Ricciola alla milanese (a*), agrumi canditi, chips di patate viola e maionese al cerfoglio ? ? 34,00
  • Filetto di capriolo*, mele e riduzione di mirtilli ? ? 34,00
  • Agnello al fieno*, patate e camomilla ? ? 34,00

Coniglio e anguilla propongono un incontro di carni differenti, attraversato dalla suggestione floreale del polline. La ricciola alla milanese ha una dichiarata vocazione golosa, articolata da agrumi e cerfoglio. Capriolo, mele e mirtilli sviluppano il rapporto classico fra selvaggina e frutto; nell?agnello, fieno e camomilla evocano invece un paesaggio di prati e profumi gentili.

Selezioni

  • Selezione speciale di formaggi ? ? 20,00
  • Prosciutto crudo mangalica ? ? 26,00

Due possibilit? per soffermarsi sulla materia: il percorso dei formaggi amplia il racconto dei territori, mentre il crudo mangalica invita a una degustazione essenziale, affidata alla qualit? del prodotto e alla sua persistenza.

Coperto: ? 4,00
Acqua Valverde: ? 3,00
Acqua Filette: ? 5,00

Il men? bistrot

  • Lingua (a*) al bagnetto verde ? ? 14,00
  • Vitello tonnato ? ? 16,00
  • Tartare di ricciola con nocciole ? ? 20,00
  • Pasta e fagioli ? ? 16,00
  • Mezzemaniche con rag? di fassona ? ? 16,00
  • Parmigiana di melanzane ? ? 14,00
  • Filetto di branzino con bietole croccanti ? ? 20,00
  • Stinco di maiale alla birra e patate ? ? 18,00

Dolci: ? 8,00
Coperto: ? 3,00
Acqua: ? 3,00

Il bistrot parla una lingua immediatamente accogliente. Lingua al bagnetto verde e vitello tonnato richiamano il Piemonte della convivialit?; ricciola e nocciole suggeriscono un incontro pi? leggero, giocato fra delicatezza e consistenza. Pasta e fagioli e mezzemaniche al rag? di fassona rispondono al desiderio di una tavola sostanziosa; la parmigiana porta il calore della cucina domestica. Branzino e bietole scelgono un registro pi? essenziale, mentre lo stinco alla birra promette il piacere disteso delle preparazioni generose.

Indicazioni riportate sui men?

Per eventuali allergie e intolleranze richiedere al personale la carta con le indicazioni sugli Allergeni.

Alcuni prodotti possono essere abbattuti o congelati all?origine contrassegnati con * oppure abbattuti direttamente dalla nostra cucina e contrassegnati da (a*).

Monsupello Nature e il benvenuto della cucina

L?apertura del nostro percorso ? affidata a Monsupello Nature, metodo classico Pas Dos? che unisce Pinot Nero e Chardonnay. La prevalenza del Pinot Nero gli d? presenza gastronomica; il carattere asciutto lascia il palato pronto a raccogliere le diverse sfumature del benvenuto.

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Monsupello Nature: il metodo classico scelto per aprire il percorso.
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La presentazione della bottiglia accompagna il primo momento della tavola.

Il suo profilo richiama crosta di pane, frutta secca e una lieve sfumatura di mandorla, sostenute da una freschezza incisiva. La bollicina d? movimento, la struttura consente di seguire tanto la componente vegetale quanto le piccole incursioni marine degli amuse-bouche. Una partenza dal passo sicuro, nella quale il vino ha gi? una funzione precisa.

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L?aperitivo entra nel ritmo della conversazione.
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Il calice di Monsupello Nature: asciuttezza, freschezza e vocazione gastronomica.

Quattro piccoli assaggi, quattro idee di equilibrio

La meringa al cavolo nero, con gel e foglia fritta dello stesso ortaggio, concentra in un boccone una piccola variazione vegetale. La fragilit? della meringa, il gel e la foglia croccante articolano il carattere del cavolo nero, lasciando che consistenze differenti ne mettano in luce le sfumature.

La sifonata di carote e curcuma sceglie una morbidezza ariosa: la dolcezza della radice incontra il tono caldo della spezia, in un assaggio dal colore solare e dall?espressione gentile.

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Il benvenuto riunisce vegetali, pesce d?acqua dolce, note agrumate e piccoli giochi di consistenza.

Lo gnocco fritto al nero di seppia, ricotta profumata al limone e uova di trota ha una golosit? pi? immediata. La ricotta ammorbidisce il boccone, il limone lo illumina, le uova di trota introducono una punteggiatura sapida che trova un interlocutore naturale nell?asciuttezza del metodo classico.

La sfera di coregone glassata all?alga spirulina, su frollino al carbone vegetale, con gel all?aceto di lamponi riporta il racconto verso l?acqua dolce. La presentazione ha un?evidente componente ludica; l?aceto di lamponi aggiunge una nota vivace alla delicatezza del pesce, mentre il frollino d? appoggio e contrasto. ? gi? riconoscibile il gusto di Alessio per un piatto che incuriosisce e, subito dopo, si lascia comprendere.

Pane, burro e Dedolio: l?attenzione comincia dai fondamentali

Il servizio del pane merita una sosta. Pagnotta dalla crosta marcata, focaccia e grissini compongono un accompagnamento vario, con il burro a completare il quadro. Sono presenze che scandiscono il pranzo e invitano a indugiare sui dettagli: il profumo della crosta, la diversa tessitura delle molliche, il piacere di un assaggio essenziale fra una portata e l?altra.

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Il pane e i suoi accompagnamenti: una piccola geografia di croste e consistenze.
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Dedolio, l?extravergine pugliese che accompagna il servizio del pane.

Accanto al pane troviamo Dedolio, espressione della famiglia Dedamiani a Bitonto. L?extravergine, italiano ed estratto a freddo, porta sulla tavola una cultura dell?olio che appartiene profondamente alla Puglia. Il repertorio erbaceo, i richiami al carciofo e alla mandorla, la relazione fra amaro e piccante ne definiscono il carattere.

Servirlo con attenzione significa riconoscere all?olio una dignit? gastronomica autonoma. Sul pane, la materia grassa diventa profumo, persistenza, accento vegetale: un assaggio semplice che permette di apprezzarne l?identit?. Anche da queste scelte passa la credibilit? di una tavola: dalla cura riservata a ci? che accompagna il piatto e ne prepara l?ascolto.

Lucioperca e zucca in agrodolce: la delicatezza acquista movimento

Il lucioperca con zucca in agrodolce offre una lettura nitida, affidata a pochi elementi ben riconoscibili. Il pesce occupa il piatto con discrezione; la zucca introduce colore, dolcezza e un?architettura pi? articolata. L?agrodolce mette in relazione le due componenti e rende pi? dinamico un incontro che, sulla carta, potrebbe sembrare quieto.

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Lucioperca e zucca in agrodolce: una composizione essenziale, costruita sulle proporzioni.
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La polpa del pesce e il colore della zucca, con piccoli accenti vegetali.

La delicatezza del lucioperca chiede misura, e il piatto trova interesse proprio nel rapporto fra la sua discrezione e l?esuberanza controllata della zucca. La nota acida alleggerisce la dolcezza vegetale e prolunga il desiderio del boccone. Nel filo dell?apertura, la freschezza del Nature sostiene questa alternanza e conserva la continuit? del percorso.

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L?equilibrio fra pesce, dolcezza vegetale e vivacit? dell?agrodolce.

Monsignore 2022 e lo spaghetto: il mare incontra l?Alta Langa

Monsignore Alta Langa DOCG Extra Brut 2022

Il secondo metodo classico porta il percorso a Vicoforte, con Monsignore Alta Langa DOCG Extra Brut 2022. Il progetto di Cascina Monsignore lega i nomi di Roberta Ceretto e Giuseppe Blengini; l?etichetta, impreziosita dall?opera di Francesco Clemente, ne rende immediatamente riconoscibile la bottiglia.

La Sorgente del Vino
Monsignore entra nel percorso: il racconto della bottiglia al tavolo.
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Monsignore 2022: l?Alta Langa e l?inconfondibile veste firmata da Francesco Clemente.

Chardonnay e Pinot Nero costruiscono un calice di bella ampiezza, nel quale i richiami di pasticceria e le sfumature pi? avvolgenti trovano sostegno nella freschezza. Rispetto all?apertura, il racconto acquista volume: una bollicina capace di seguire una pasta ricca di sapore, senza perdere precisione. La bottiglia fotografata riporta la sboccatura del 25 febbraio 2026.

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La controetichetta documenta annata, denominazione e sboccatura della bottiglia degustata.

Spaghetti di Gragnano, vongole veraci, ricci di mare e bottarga di Cabras

Lo spaghetto di Gragnano con vongole veraci, ricci di mare e bottarga di Cabras ha una dichiarazione d?intenti limpida: mettere il mare al centro del piacere della pasta. La composizione raccoglie tre espressioni differenti della sapidit?, facendo dialogare il carattere delle vongole, la profondit? dei ricci e la persistenza della bottarga.

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Lo spaghetto di Gragnano: il mare declinato attraverso vongole, ricci e bottarga.
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La pasta raccoglie il condimento e tiene insieme le diverse intensit? marine.

? un piatto che invita alla continuit? del boccone. La pasta d? forma e misura alla ricchezza del condimento; la bottarga aggiunge una coda gustativa pi? lunga, quasi una sottolineatura. L?interesse sta nella capacit? di conservare leggibilit? dentro un insieme cos? saporito: ogni ingrediente concorre al tema, senza disperderlo.

Monsignore offre un accompagnamento convincente per struttura e freschezza. L?ampiezza del sorso accoglie la parte pi? avvolgente del piatto, mentre l?effervescenza rinnova il palato e rende pi? mobile la persistenza marina. Il dialogo fra calice e pasta procede con una piacevole naturalezza.

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La presentazione dello spaghetto, con il condimento raccolto attorno alla pasta.
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Un primo piano del piatto: intensit? marina e piacere della grande pasta.

Franz Haas Pinot Nero 2024 e il cervo al sottobosco

Con il Pinot Nero 2024 di Franz Haas il percorso raggiunge l?Alto Adige. Il vino introduce il linguaggio dei piccoli frutti rossi, delle spezie e dei richiami al sottobosco, sostenuto da una trama tannica fine. Un rosso che suggerisce profondit? senza gravare sul ritmo del pranzo.

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Il passaggio al Pinot Nero di Franz Haas accompagna la parte pi? profonda del percorso.
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La bottiglia viene presentata prima della mescita.

La scelta ha una logica gustativa precisa: il carattere del Pinot Nero offre un ponte verso i frutti di bosco del piatto, mentre la freschezza mantiene il sorso agile accanto alla selvaggina. Il tannino accompagna la carne con misura, lasciando spazio alle sue sfumature.

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Franz Haas nel calice: il registro del frutto rosso incontra la selvaggina.

Cervo al sottobosco, frutti di bosco, cacao e prezzemolo

Il cervo al sottobosco, con frutti di bosco, cacao e prezzemolo, ? uno dei passaggi che meglio esprimono la ricerca di Alessio. Il tema della selvaggina viene sviluppato attraverso toni scuri, accenti fruttati e una presenza verde che rende la composizione pi? luminosa. Anche il colore lavora per contrappunti: carne, verde del prezzemolo, rosso dei frutti.

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Il cervo al sottobosco: carne, frutti rossi, cacao e il verde del prezzemolo.
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Il dettaglio della composizione, fra profondit? della carne e vivacit? delle guarnizioni.

Il cacao amplia il registro amaricante, i frutti di bosco introducono una tensione pi? vivace, il prezzemolo porta un accento erbaceo che alleggerisce la lettura. Il risultato ? un?idea di selvaggina contemporanea, nella quale la profondit? resta riconoscibile e la complessit? si distribuisce con ordine. Il Pinot Nero raccoglie il filo del frutto e accompagna la persistenza del piatto con una bella coerenza.

La selezione dei formaggi: un piccolo viaggio fra pascoli e stagionature

Prima del finale dolce, la selezione casearia apre un?altra parentesi di degustazione. Il piatto invita a procedere per intensit?, alternando consistenze e famiglie di latte, con gli accompagnamenti da dosare secondo il carattere di ciascun assaggio.

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La selezione casearia, proposta con piccoli accompagnamenti.
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La bottiglia di Franz Haas documenta l?annata 2024 del Pinot Nero degustato.
  • Torta di Peghera, Val Taleggio: il richiamo alla tradizione casearia della valle introduce un registro lattico e avvolgente.
  • Bettelmatt Sangiatto, Alpe Crampiolo: una presenza di carattere, nella quale il mondo dell?alpeggio suggerisce profondit?, persistenza e richiami erbacei. Il Bettelmatt di Alpe Crampiolo.
  • Capra dell?Alta Valsesia: il passaggio al latte caprino d? una diversa incisivit? aromatica alla sequenza.
  • Capra stagionata di montagna della Savoia: una lettura pi? concentrata, da avvicinare con piccoli assaggi per seguirne la persistenza.
  • Pecorino dei Basilischi: chiusura dal temperamento deciso, con la sapidit? e il tono piccante propri di una stagionatura importante. La selezione dei Basilischi.

? un momento che arricchisce la visita anche sul piano culturale: il formaggio porta a tavola pascoli, lavorazioni e tempi di attesa. Il Pinot Nero ancora presente nel percorso trova soprattutto nelle intensit? intermedie un terreno di dialogo; le espressioni pi? stagionate chiedono invece attenzione alla loro maggiore forza gustativa.

Dal limone al gianduia: un finale dolce in pi? movimenti

Sorbetto al limone, gel di menta, menta e crumble al cacao

Il pre-dessert riporta il palato verso una freschezza pi? immediata. Sorbetto al limone, gel di menta, menta e crumble al cacao costruiscono un passaggio nel quale acidit?, profumo e consistenza si rispondono con chiarezza. La nota agrumata ravviva l?assaggio, la menta ne prolunga la sensazione fresca, il cacao aggiunge una piccola ombra amaricante.

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Il pre-dessert: limone, menta e cacao, nella ciotola scura.
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La forma del sorbetto e il verde della menta anticipano il carattere fresco dell?assaggio.

? una pausa ben collocata: alleggerisce la memoria delle portate precedenti e prepara il cambio di registro, conservando un piccolo gioco di consistenze che evita la monotonia del solo sorbetto.

Green Apple, cioccolato bianco, pistacchio e aneto

Green Apple, con cioccolato bianco, pistacchio e aneto, introduce il lato pi? giocoso della pasticceria. La mela verde cattura lo sguardo; al gusto, il tema del frutto trova nel cioccolato bianco una morbidezza avvolgente, nel pistacchio una nota pi? rotonda e nell?aneto un accento aromatico capace di dare slancio alla composizione.

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Green Apple: la forma del frutto e un dialogo fra dolcezza, freschezza e profumo dell?aneto.

L?interesse del dessert sta nella possibilit? di muoversi fra registri diversi: la suggestione acidula della mela, il lato lattico del cioccolato bianco, la profondit? della frutta secca e il richiamo erbaceo. Un dolce che invita a esplorare gli accostamenti del piatto.

Nocciolino, ganache di gianduia e sfera dorata al rhum

Il Nocciolino, con ganache di gianduia e sfera dorata con inserto al rhum, sceglie una golosit? pi? dichiarata. Il gianduia sviluppa il rapporto fra cacao e nocciola, la ganache aggiunge continuit? cremosa, la sfera introduce un elemento di sorpresa e una diversa profondit? aromatica.

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Nocciolino: gianduia, nocciole e la sfera dorata con inserto al rhum.
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La precisione della ganache e il richiamo della nocciola nel dessert conclusivo.

La costruzione ha un?immediatezza seducente, sostenuta dal contrasto fra parti cremose e consistenze pi? nette. Il rhum amplia il registro del dessert e ne rende pi? lungo il ricordo: un finale che parla il linguaggio del piacere, con una presentazione curata e riconoscibile.

Moncalvina di Coppo e la piccola pasticceria

Nel percorso dei vini compare anche Moncalvina di Coppo, da Moscato Bianco: un calice dal repertorio floreale, con richiami di frutta bianca e salvia, dolcezza gentile e freschezza. La sua leggerezza aromatica offre una lettura particolarmente felice accanto alle componenti fruttate e alle piccole preparazioni di pasticceria. Il gianduia e il rhum del Nocciolino esprimono invece un?intensit? pi? marcata, da apprezzare anche nella propria autonomia.

La piccola pasticceria prosegue il gioco dei profumi e delle forme. La tartelletta al cacao con bavarese al cocco e menta ananas, completata dal gel di menta ananas, unisce una base pi? scura a un cuore morbido e aromatico. Le caramelle alle more concentrano il richiamo del frutto in un assaggio minuto; i Chupa-Chups ai lamponi chiudono con una nota volutamente ludica, capace di riportare il gesto della degustazione alla spontaneit? di un piccolo piacere.

Il finale al gin: nove interpretazioni, un altro modo di stare a tavola

Quando il pranzo sembra avvicinarsi al congedo, Strattoria trova il modo di aprire un?altra conversazione. Arriva una selezione di Italian Dry Gin Cillario & Marazzi, presentata in piccole bottiglie che invitano al confronto. ? un finale da esplorare con curiosit?: scegliere una direzione aromatica, confrontarla con un?altra, osservare come cambiano il profumo del bicchiere e il rapporto con la tonica.

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Le diverse interpretazioni di Italian Dry Gin Cillario & Marazzi, protagoniste del finale.

La produzione di Cillario & Marazzi si fonda sulla distillazione in piccoli alambicchi discontinui di rame e sul passaggio dei vapori attraverso le botaniche. ? un metodo che mette al centro la definizione aromatica: il ginepro offre il riferimento comune, mentre le diverse ricette ne sviluppano direzioni agrumate, balsamiche, speziate o floreali.

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La preparazione del servizio: il dopopranzo acquista un nuovo ritmo.
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Bicchieri, ghiaccio, agrumi e menta: gli elementi del servizio sono pronti.

La selezione presentata al tavolo

  • Essenziale: il riferimento pi? lineare, utile per avvicinarsi alla precisione del ginepro e alla pulizia del distillato.
  • Oro Verde: il bergamotto introduce un?impronta agrumata fine, profumata e luminosa.
  • Earl Grey: il dialogo fra t? nero e bergamotto aggiunge una sfumatura pi? raccolta, quasi da infusione, al carattere del gin.
  • Ginepro Rosso: una lettura asciutta e balsamica, centrata sul carattere della bacca.
  • Ribera: arancia e pepe suggeriscono un contrasto fra apertura agrumata e progressione speziata.
  • Thai: lemongrass e bacche rosa orientano il profilo verso una freschezza aromatica vivace.
  • K2: una delle interpretazioni di maggiore presenza, da confrontare con le espressioni pi? sottili della selezione.
  • Doppio Cardamomo: la spezia acquista centralit?, fra richiami balsamici e persistenza aromatica.
  • Pepato: il versante pi? esplicitamente speziato, per chi cerca un finale dal carattere incisivo.
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Nove personalit? aromatiche, con agrumi, menta e toniche Fever-Tree.

Il valore di questo momento sta nella possibilit? di cogliere le differenze. La tonica Fever-Tree, il ghiaccio e gli agrumi diventano strumenti per modulare il bicchiere; la guarnizione va scelta con misura, seguendo il carattere della bottiglia. Un gin centrato sul bergamotto chiede un?attenzione diversa da uno dominato dal cardamomo o dal pepe: ? proprio questa variet? a rendere interessante il confronto.

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Il confronto fra le bottiglie diventa parte della conversazione.
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Un finale disteso, nel quale la curiosit? prolunga il piacere della tavola.

? una conclusione che racconta bene il carattere del locale. Dopo una cucina articolata e una sequenza di vini, c?? ancora spazio per divertirsi, condividere una preferenza, scoprire un profumo inatteso. La sala accompagna questo passaggio e gli d? il tempo necessario: il congedo si trasforma in un?ultima occasione di ospitalit?.

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La degustazione continua fra racconti, confronti e scelte personali.
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Il gin tonic nel finale del pranzo, accanto alle ultime piccole dolcezze.

Il caff? e il tempo del congedo

Il caff? arriva quando la tavola ha ormai raccontato molto: una cucina in evoluzione, una cantina capace di accompagnarla, un?accoglienza che sa cambiare registro. ? il momento nel quale si riconosce la riuscita complessiva di un pranzo: nella conversazione che continua e nell?assenza di fretta di alzarsi.

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Il caff? chiude il percorso, mentre sul tavolo rimangono le tracce del finale al gin.

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LA LETTURA ALTISSIMOCETO

Il Punto di Claudio Sacco

Fondatore ed Editor-in-Chief di AltissimoCeto?
Creatore di Viaggiatore Gourmet

Strattoria ? una di quelle tavole delle quali mi piace seguire la crescita, perch? a ogni ritorno trovo ragioni nuove per credere nel progetto. C?? un?energia concreta, una volont? di migliorare che oggi si legge tanto negli spazi quanto nella cucina. Il locale acquista personalit?, l?esperienza diventa pi? compiuta, la sensazione di essere in una casa che funziona si fa sempre pi? netta.

Gli investimenti sono importanti e meritano di essere sottolineati. Il rinnovamento ha coinvolto l?intero ristorante, dalla cucina ai bagni, fino al nuovo dehors: una scelta che considero un segnale di seriet? e di fiducia nel futuro. Chi investe anche negli aspetti meno appariscenti dell?ospitalit? dimostra di avere una visione complessiva. Il risultato si traduce in benessere per l?ospite, qualit? del lavoro e coerenza dell?esperienza.

Alessio in cucina mi appare sempre pi? maturo. Le idee acquistano ordine, gli accostamenti trovano una misura pi? consapevole, la ricerca si esprime con crescente naturalezza. Si avverte il piacere di cucinare e, insieme, la capacit? di governare il piatto: scegliere dove dare intensit?, dove alleggerire, quale dettaglio lasciare nella memoria. ? una maturit? preziosa, perch? conserva curiosit? e desiderio di sorprendere.

Mi convince anche il modo in cui tutte le componenti della visita cominciano a parlarsi con maggiore continuit?. L?ambiente accompagna la cucina, i vini danno profondit? al percorso, il servizio contribuisce al ritmo della tavola. Il finale al gin, con la sua componente conviviale e giocosa, esprime bene questa disponibilit? a far stare bene l?ospite fino all?ultimo momento.

Strattoria funziona, diverte e invita a ritornare. ? una considerazione semplice, ma per me decisiva: il desiderio di una nuova visita nasce quando il piacere immediato si accompagna alla curiosit? per ci? che verr?. Qui entrambe le cose sono presenti. Si torna per ritrovare una casa ormai riconoscibile e per scoprire il passo successivo di Alessio. La crescita pi? interessante ? proprio questa: quella che rende il presente pi? convincente e lascia aperta una bella promessa.

Claudio Sacco
Head of Content
Viaggiatore Gourmet ? AltissimoCeto?

Strattoria ad Arona: indirizzo, contatti e informazioni utili

Ristorante: Strattoria
Chef: Alessio Rossi
Indirizzo: Piazza Angelo Gnemmi 4, frazione Montrigiasco, 28041 Arona (NO), Piemonte
Telefono: +39 0322 57142
Email: info@strattoria.it
Sito ufficiale: www.strattoria.it
Instagram: @strattoria
Facebook: Strattoria Arona
Indicazioni stradali: raggiungi Strattoria su Google Maps

Giorni e orari di apertura
Luned?, mercoled?, gioved?, venerd?, sabato e domenica:
pranzo 12:00?14:30 ? cena 19:15?22:00.
Chiusura settimanale: marted?.

Ferie e chiusure straordinarie: il sito ufficiale non indica un calendario fisso delle ferie; per programmare il viaggio ? opportuno verificarle direttamente al momento della prenotazione.

Per il viaggiatore gourmet: il ristorante si trova nella frazione collinare di Montrigiasco. La sosta si presta a essere inserita in un itinerario fra Arona e il Lago Maggiore. Al momento della prenotazione conviene specificare la formula desiderata ? degustazione, carta o bistrot ? e segnalare eventuali esigenze alimentari. I percorsi degustazione vengono realizzati per l?intero tavolo.

Riconoscimenti: Strattoria ? presente nella selezione della Guida Michelin.

Prezzi di riferimento della visita: degustazione ?A Mano Libera? ? 120; ?Contrasti? ? 140, bevande escluse. Abbinamenti da 3 calici ? 40 e da 4 calici ?riserva? ? 80. Il prezzo dell?eventuale degustazione di gin va richiesto al ristorante.

Il nostro racconto di questa tavola prosegue nel tempo: rileggi il precedente reportage di AltissimoCeto su Strattoria e Alessio Rossi.

Piatti, vini e men? descritti si riferiscono alla visita documentata. La proposta gastronomica segue la stagionalit?; prezzi, orari e disponibilit? possono essere aggiornati dal ristorante.

Reportage a cura di Claudio Sacco, Head of content Viaggiatore Gourmet ? AltissimoCeto?.

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