La sangria è una bevanda alcolica a base di vino e frutta di origine spagnola e portoghese. Inoltre, va servita fredda. Per il resto, non esiste una ricetta unica. La sangria è un drink che viene fatto molto con l’ispirazione, mettendo un po’ di questo e un po’ di quello.
Una versione base (che quindi lascia ampio spazio all’improvvisazione) può essere quella che segue.
Ingredienti: - 1 bottiglia di vino rosso (di qualità, se volete una sangria all’altezza delle aspettative!) - 2 arance - 2 limoni - 2 pesche - 1 cucchiaino di zucchero - soda (o gassosa), circa 25 cl
Procedimento: spremete una arancia ed un limone e versate il succo in una grossa coppa o un’ampia caraffa. Tagliate invece a fettine sottili l’altra arancia e l’altro limone. Mettete anche queste fettine nella coppa. Tagliate le pesche a pezzetti e mettete anche questi nella coppa. Versate anche il vino e aggiungete lo zucchero. A questo punto, mescolate un po’ il tutto e mettete in frigo per diverse ore (la sangria deve essere fredda!). Prima di servire, aggiungete la soda e del ghiaccio.
Come detto, questa è una versione base (molto base) della sangria. Spesso nella sangria si trovano anche altri ingredienti, come chiodi di garofano, cannella, vaniglia, qualche superalcolico (gin, cointreau, rhum, brandy, vodka, etc…), altra frutta (mele, pere, etc.).
Inoltre, in alcune zone della Spagna esiste anche una versione fatta con vino bianco anziché rosso e prende il nome di sangria blanca.
Non esistendo una ricetta ufficiale, è chiaro che un ingrediente chiave diventa l’ispirazione del momento. L’unica cosa davvero importante da tenere a mente è che tutti gli ingredienti (a partire dal vino, ovviamente) devono essere di qualità. Con questo non dico che vada usato del Barolo, ovviamente. Però evitate vini da 1€ al litro, ecco
In particolare, vi consiglio un rosso abbastanza corposo: aglianico, cannonau, primitivo, etc.
I met Marco Sara at the Terroir Vino event in Genoa, was impressed by his three dessert wines, and was eager to visit him and his family at their place in Friuli. I headed up there this past Wednesday and toured his vineyards, saw something of the very pretty area north of Udine, and met Sandra and Pietro, Marco's wife and two-year-old son. I also met Marco's cousin, his mother, Sandra's mother -- it's that kind of place. Sandra and Marco at a cafe in San Daniele, prosciuttoville. Young as...
"Teardrop on the fire" di Anna Riuni tra i racconti segnalati da Villa Petriolo. Complimenti ad Anna!
Anna Riuni è nata - nel 1983 - e cresciuta in Provincia di Firenze, a Pontassieve. Dopo il diploma di maturità scientifica, si è iscritta, inaugurando il corso, all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN). Nel 2007 ha conseguito la laurea triennale con una tesi in Marketing del Turismo enogastronomico ("Andare lenti. Percorsi e mobilità dolce nell'area della Comunità Montana Fiorentina). Attualmente sta frequentando il corso biennale di laurea specialistica in Valorizzazione e Gestione delle Risorse Gastronomiche.
racconto
"TEARDROP ON THE FIRE"
di Anna Riuni
TEARDROP Massive Attack
Love, love is a verb Love is a doing word Fearless on my breath Gentle impulsion Shakes me makes me lighter Fearless on my breath
Teardrop on the fire Fearless on my breath
Nine night of matter Black flowers blossom Fearless on my breath Black flowers blossom Fearless on my breath
Teardrop on the fire Fearless on my breath
Water is my eye Most faithful mirror Fearless on my breath Teardrop on the fire of a confession Fearless on my breath Most faithful mirror Fearless on my breath
Teardrop on the fire Fearless on my breath
Stumbling a little Stumbling a little
Amore,amore è un verbo Amore è una parola che implica un'azione Intrepida nel mio sussurro Dolce stimolo Mi fa tremare mi rende più leggero Intrepida nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco Intrepida nel mio sussurro
Nove notti di fatti Fiori neri che sbocciano Intrepido nel mio sussurro Fiori neri che sbocciano Intrepido nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco Intrepido nel mio sussurro
I miei occhi piangono acqua Lo specchio più fedele Intrepido nel mio sussurro Lacrima sul fuoco di una confessione Intrepida nel mio sussurro Lo specchio più fedele Intrepido nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco Intrepido nel mio sussurro
Inciampando un poco Sbagliando un poco
La prima goccia
Un bicchiere e una mano. La Sua mano, diafana, illuminata da Quel brillante: carpiva il bicchiere con sicurezza accompagnandolo in un valzer; veloci piroette che facevano brillare il Rosso Fuoco intrappolato nel suo giaciglio di cristallo, di mille sfumature diverse.
Un bicchiere e un naso. Il Suo naso, così piccolo e perfetto: si insinuava nel giaciglio per scoprirvi il tabacco, il pepe, la frutta candita; bouquet di aromi?Il Bouquet.
Un Bicchiere e una bocca. La Sua bocca, ricca, succulenta, da mordere, da baciare: incontrò il Rosso e lo portò dentro di sé; lo mescolò a sé sentendolo, incontrandolo intimamente, scoprendovi robustezza, complessità, persistenza?scoprendovi un uomo, il Suo Uomo.
Lacrime nel bicchiere. Trasparenti, scendevano disegnando archi fino ad incontrare il Rosso Fuoco ? teardrop on the fire. Lacrime sul Suo viso. Trasparenti scendevano fino ad incontrare gli angoli della bocca Rosso Fuoco ? teardrop on the fire.
Water is my eye Most faithful mirror Fearless on my breath Teardrop on the fire of a confession Fearless on my breath
Una confessione: qualcosa di immenso che non puoi raccontare; blocca le parole, le fa diventare sussurro.
Un altro sorso di Rosso Fuoco, il sussurro diventa parola di confessione al Suo Uomo robusto, complesso: ? Non ti amo più.
Finì il Rosso Fuoco in un sorso? si spense nella sua bocca: sentì il calore ma non il sapore.
Cade?nel frattempo l?altro Rosso Fuoco cade dalla mano dell?Uomo, si frantuma sul pavimento assieme al suo fragile giaciglio di cristallo, si spande, si allarga.
Una lacrima scende dal volto dell?Uomo?lentamente, e si suicida nel mare Rosso Fuoco- teardrop on the fire.
Un Rosso Fuoco si è spento. Un altro si è rotto.
Il sapore di Quel Rosso Fuoco fu l?ultima cosa che li unì.
La seconda goccia
? Ho sete. ? Ho sete anche io. ? Beviamo allora.
Era lei che guidava la situazione, che dettava i giochi. La seguiva con lo sguardo muoversi in cucina. ? Arrivo subito. Scendo un attimo in cantina, voglio farti assaggiare una cosa. ?Ti aspetto qua, non scappo.
Era ancora bella. Più bella? Due anni senza vedersi. Eppure sembrava ieri quando? ? Eccoci qua ? disse poggiando una bottiglia polverosa sul tavolo.
La sua mano tremava? ? Cosa mi fai assaggiare di buono? Qualche cru della Côtes du Rhône o ci fermiamo in Italia?
Silenzio. Cercò il suo sguardo, ma non lo incontrò. ? Ehi, tutto a posto?
Le sfiorò la gamba con il ginocchio. ? Si scusa, mi ero distratta. No, no niente Francia?per due anni ho bevuto solo vino francese. E? italiano, un Rosso. Lo abbiamo già assaggiato assieme una volta, due anni fa. Tremava la sua voce, tremava la sua mano. ? Cos?è, sei in vena amarcord? ? disse lui scherzando, per smorzare la tensione.
E poi il broncio di lei. Quel broncio, il Suo piccolo naso che si arriccia. Un ricordo della loro vita assieme, ne trascinò a galla altri mille? Prese in mano la bottiglia e spolverò l?etichetta. Era Quella bottiglia. Non capiva. Che intenzioni aveva? La guardò, ma lei sfuggì i suoi occhi. Lui si alzò. ? A che gioco stai giocando?
Silenzio. ? Parla!
Lei si alzò lentamente, prese un bicchiere e lo poggiò sul tavolo accanto alla bottiglia. Prese in mano la bottiglia e la stappò. Girò il tappo e ne constatò le condizioni. ? Smettila di fare la sommelier e parla!Mi stai facendo impazzire!
Lei prese un bicchiere e versò un po? di vino. Rosso sì, ma non più Fuoco. Era cambiato. Lui era cambiato? O era ancora innamorato? Un bicchiere e una mano. La Sua mano, diafana, senza Quel brillante gli offriva nuovamente il Rosso, non più Fuoco. Esitò. Sapeva, ora, cosa Lei voleva fare.
Love, love is a verb Love is a doing word Fearless on my breath Gentle impulsion Shakes me makes me lighter Fearless on my breath
La guardò. Il volto di lei finalmente gli si mostrava. La Sua bocca, ricca, succulenta, da mordere, da baciare. I suoi occhi neri, black flowers blossom, fecero sbocciare una lacrima ? teardrop on the fire.
Prese il calice. Si portò alla bocca il giaciglio di cristallo e fece scivolare il Rosso non più Fuoco dentro di sé. Complessità, sì; persistenza, anche; ma non più robustezza. Due anni di riposo avevano tolto potenza al Rosso Fuoco e al suo amore. Una sensazione piacevole però, inaspettatamente morbida, vellutata?lo sciolse.
Il Rosso non più Fuoco cadde, liberando la mano di lui che prese il fianco di lei. E il sapore di Rosso non più Fuoco, che ancora era nella bocca di lui, si spanse dolcemente nella bocca di lei.
Due fuochi si riaccesero assieme. Il sapore di Quel Rosso non più Fuoco fu la prima cosa che li riunì.
La Sagra del Salame questo anno compie il suo ventiduesimo compleanno, con un successo che si è ampliato di anno in anno fino a renderla una tappa d'obbligo per coloro che in questo periodo soggiornano nelle località turistiche cilentane.La genuinità e la squisitezza dei salumi casellesi sono il fulcro del successo di questa manifestazione promossa dalla Pro Loco di Caselle in Pittari, che anche questo anno mira a far ...
"Obbiada", il racconto di Tiziano Toracca, tra i segnalati da Villa Petriolo. All'autore i nostri complimenti.
Tiziano Toracca è nato a Pietrasanta nel 1980 e risiede a Massa. Dopo il diploma di maturità classica, si laurea in Giurisprudenza. Attualmente, sta conseguendo anche la laurea in lettere moderne all'Università di Pisa. Tra le varie esperienze lavorative, quella di raccoglitore agricolo presso l'Azienda Aiola di Siena.
racconto
"OBBIADA"
di Tiziano Toracca
Non si toglie mai la sete se non col proprio vino
Ti scrivo con la speranza di sentirti parlare, che ancora oggi risuonano allegri le siepi e gli orti. Quasi estate, sotto la pergola il sole svizia la cicala.
Da quando ho preso a dormire nella stanza col balcone le notti si sono fatte più umide. Nella cucina, sotto la finestra ci sta l?acquaio, su questo le brocche e le mezzine di rame per l?acqua; sul bordo una catinella, e sul muro la piattaia dove sempre si spegne la luce, il caldo e la fame. Mi attardo, rientrando, nel buio di questo sterrato breve e fermo, pensando allo sguardo del poeta che tutto e insieme vede. Riconosco la lavanda, sopra ogni sasso, per via dei tuoi vestiti ripiegati. Ogni cosa è pulita e ha il suo posto in questa casa; ho tolto lo specchio dall?ingresso, come volevi. I fiori del cortile sono appassiti, persino il glicine è senza l?ape. Il cameriere diceva di averti conosciuta per le strade quando Lisa Merlin chiuse le case di tolleranza - puttana - e così mi fecero cattiva impressione le sue spalle curve che ridevano a sproposito e quel suo brancicare senz?anima, la sua voce schiva e la fretta con cui aveva pronunciato il tuo nome. L?anno dopo Salvatore Quasimodo vinse il premio Nobel, trafitto da un raggio di sole. Il cameriere medicava il vino con uve fresche, mellarius, botti, legna profumata, mestiere, gout de lumière e ciliegie, queste, perlomeno fino all?arrivo degli stormi. - C?è mai stato? - - Si. - - Ho sentito parlare di una vedova. - - No, non siamo entrati. - - Ci vollero tre ore. - - Adriano? - - Beh, no, era primavera. ? - La Chiesa è quasi sempre chiusa alla sera. ? - D?accordo, grazie. - Al Castello di Brolio c?ero stato, molti anni addietro. Madonna uva! Decapitata del suo grappolo di foglia d?oro pestato dal piede di rame del villano e imprigionato come un malfattore negli ovali. C?ero stato con l?affanno dei primi baci, per intere giornate. - Beato te, che sei così giovane. ? Ora mi dava del tu, come si fa dove si può, e gli sorridevo, acceso, nonostante queste parole, le ultime, lasciassero al tempo un sapore ingiusto, come di una farfalla all?altezza della sera. Ma io gli dissi che il vino lo preferivo aspro, che mi piaceva tenerlo sui denti davanti, con le labbra pronte per un bacio grande. Ed era di te che non sapevo più nulla. La strada folle a Cagnes: mi è sembrato di correrla ad ogni vendemmia, all?afa del mezzodì, fra il pane e il vino che è per tutti allo stesso modo. Quel Chaim Soutine morì a Parigi nel 1943, mentre la città era occupata dai nazisti. Sognando il desiderio, prima del sonno, ancora oggi lascio nel fondo dell?occhio qualcosa che sempre vedo ai vetri d?intorno ai bar chiassosi, con una paura strana che corre per il collo e sotto le vesti informi, all?ultimo giro di bevute, senza distrarsi, qualcuno ha cantato le nostre radici? il nostro pudore? chè troppo hanno detto dell?amore e dei malanni, molte volte e sempre, i rimpianti, la fortuna. Mi lasciavo vincere dallo spiritoso, l?odoroso, l?austero, il dolce passante, come ai bei tempi della nostra ebbrezza, accanito d?ogni faccia dolente che scambiasse con me la propria catena, il fresco della sera, una macchia di caffè. Parlavo di te come della prima e dell?ultima delle mie confidenze e non sono riuscito a nascondere gli occhi feriti dal ricordo di quel vivere senza pena. Ha detto di chiamarsi Mino. Salute. Sono undici anni che lavora qua alla Chiacchera. Ti ricordi? Cencio molle vien da te, se ci vien che ti farà? Se tu ridi e sgrugnerai cencio molle bacerai.
Abbiamo lasciato pochi bicchieri sulla tavola quasi ogni sera. Un tempo, qua attorno, in mezzo a viti di vermigli e di bianchi maritate agli alberi, sorgevano bellissime ville rinascimentali, e a Radda, negli anni venti, costituirono il consorzio, la denominazione, la storia e la geografia. Io vi aggiunsi gli inni, i germogli e il colore dei frutteti in pieno agosto. Gli amori della carne, allora, cantavano sotto gli usci e contro quelle sottane che d?ottobre erano sudate dal bere. Parlavano ancora la lingua dei padri: l?uno che tiene il tralcio della vite e l?altro che spinge la gruccia in profondità, coi cappelli di paglia e la camicia sulle maniche, a spalla, fino alla bigoncia. Quella sera, come altre volte, ritornai alla botte di Santa Caterina, feci il giro lungo per sostenermi, senza gettarmi in questa o quella cosa, senza sviare da alcun sospetto, e con umore religioso vidi le orme che fanno le scarpe sul bagnato che odora, erba o sabbia dove eravamo, e il crepitìo delle cose nascoste e buone, come l?acqua che giunge ai pozzi. Peppe faceva il giro dei vinai, tutti i giorni, ma doveva smetterla, era il dottore a dirglielo. - Resisti Peppe ? resisti Peppe ? si diceva. E resisteva Peppe, tenace, a malincuore. ? Bravo Peppe ? si diceva ? hai resistito, bravo Peppe, hai meritato un bicchierino. - E tutti lo vedevano arrivare sorridente. Diceva: - Non per piacer mio ma per amor di Dio. - Salute a te Peppe. Attaccava l?Inferno, il canto dell?amore lussurioso ch?al cor gentil ratto s?apprende, e le nostre bocche rimanevano zitte d?incantamento. E certe volte ci restituiva la misura del nostro perdersi e incontrarci, la trama di una città grandissima, il senso di ciò che Matilde fotografava la domenica sui colli dietro Altopascio. Le magne e le parve, i bigoncioli e i bigoncetti: quando bevevi ti mettevi scalza e l?espressione del tuo volto ti dava un corpo magro. Ci piaceva l?odore delle cantine dove chiunque, a quel tempo, teneva un po? di vino insieme alla falce alla forca e al forcone. Così immaginavo di te nei giorni di festa. Oggi che ti scrivo, torno al ramo potato e alle alture, alle forme fenicie dei mercanti che ci hanno baciato con le mani appiccicate e roseabonde di gazzarre per i bellissimi occhi delle loro figlie che non abbiamo mai smesso di guardare, sotto il sole che il vino rendeva grave. Erano giornate lunghe le nostre e fuori erano i tempi delle valigie ricolme di codici segreti e parole d?ordine mezzo straniere. Ho incontrato chi mi ha raccontato le notti di sbornia sul fronte, la macchina del mondo, la paura di trentavecchie, la terra: perché ciascuna botte dà il vin che ha. Ascoltavo ogni cosa, tutta una civiltà in poche stanze, come una cornucopia gigantesca che si vede dalle scale, poiché thesaurus est optimarum in omni genere rerum. Il liceo quasi non lo ricordo più. Il circolo ha chiuso perché il Comune ha deciso così, forse faranno un asilo; ho incontrato un uomo che risistemava la tavolata, mi ha detto che Sergio è tornato dai suoi, in Piemonte, almeno per qualche giorno. Sono uscito, mi sono abbandonato al pallore della luna, passeggiando verso il cinema nuovo di Sant?Andrea continuando a guardare i riflessi dei lampioni sulle cose, attorno, intorno, piano. - Non siamo di qui. Ti mancherà il mare - dicevi. Avevi ragione senza dire perché, quasi sempre. Fragile, varia, incerta, risibile e tragica, chi così, chi altrimenti, la vinolenza. Lavoro quasi ogni sera al giornale, talvolta mi lascio girovago, soprattutto all?inizio della settimana. Domenica devo andare a Monsagrato con Andrea il ballerino, gliel?ho promesso. Tutte le intenzioni incontrano i propri limiti, per questo voglio ricordarmi di dare priorità al tempo rispetto allo spazio innumerevole, per difendere le mie azioni: mi colpiscono forte, ancora, i treni che vanno via e il ventre delle donne anziane. Sono riuscito a tirare tardi al lumicino della bottega del pane in via Porta. Quando finisce la sete comincia sempre la fame, e poi qua mi conoscono bene, anche il padrone, si possono fidare e lamentarsi con me dell?alzataccia che duole le ginocchia oppure, al solito, del governo. Non voglio smettere questa grandiosa attesa che gonfia i miei movimenti e tutto colora assurdamente, ma vado pensando alle disarmonie sottili che ci rendono pronti al gelo di certi risvegli. Domani, tu ricorda di noi, tu che quando bevevi carezzavi chissà quale sogno.
L'importante è fargli capire fin da piccoli cosa è giusto e cos'è sbagliato. E quando un nipote, per il tuo 35mo compleanno, ti disegna un biglietto di auguri come quello sopra, vuol dire che si è indiscutibilmente sulla giusta strada.
Che dire? Sono grosse soddisfazioni.
Cresci, Matteo, che molte cantine da visitare e tante bottiglie da stappare ci aspettano!
n.b.: il 46 è un omaggio di Matteo a Vale Rossi :)
Pubblico la newsletter della Biondi Santi SPA che riguarda il “RITO” che ha creato la leggenda del Brunello di Montalcino.
E’ ormai una data che gli appassionati si segnano in agenda di anno in anno: “il primo sabato di giugno”, ovvero l’appuntamento al Greppo per la Ricolmatura delle Riserve Biondi Santi. Quel giorno Franco Biondi Santi fa rivivere il rito che suo padre Tancredi ha ideato nel 1927 per prolungare la vita delle Riserve di Brunello Biondi Santi.
Quest’anno è la volta delle vendemmie 1945, 1955, 1961, 1964, 1968, 1969, 1970, 1971, 1975, 1977, 1981, 1982, 1983 e 1985.
Il Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi ha nella longevità una delle caratteristiche di spicco tanto da essere considerato il vino più longevo al mondo; proprio per questo motivo è molto importante la cura e l’attenzione dedicata a queste Riserve, anche quando escono dalla cantina del Greppo.
I tappi usati da Biondi Santi sono composti da sughero della migliore qualità ma che inevitabilmente, con il passare del tempo, può perdere elasticità, asciugarsi e non chiudere più perfettamente la bottiglia, indebolendo la stabilità del vino.
La Ricolmatura, oltre ad essere un rito carico di fascino, è anche un’esigenza tecnica necessaria per conservare al meglio le bottiglie secolari a beneficio dei collezionisti e dei grandi degustatori e non si limita alla semplice sostituzione del tappo. Franco Biondi Santi nella sua cantina, alla luce di una candela e con la perizia di un certosino, analizza una per una le bottiglie da ricolmare per verificarne le condizioni generali e il livello, asporta il leggero strato di cera che copre il tappo e lo toglie delicatamente per procedere all’esame visivo, olfattivo e gustativo (expertise). Con l’ aiuto di una lunga pipetta di vetro (chiamata “ladra”) ricolma le bottiglie con vino coetaneo e le ritappa con sugheri marcati Biondi Santi. Ognuna di queste Riserve lascerà la cantina con la certificazione attestante tutta l’operazione.
Lo scrittore Mario Soldati ha assistito alla Ricolmatura e ne ha parlato con meraviglia nel suo libro “Vino al vino” registrando la sua sorpresa: “Sono rimasto di stucco, come davanti a un piccolo miracolo”.
Le Riserve custodite al Greppo sono state ricolmate varie volte a partire dal 1927: in quell’anno furono ricolmate le Riserve 1888 e 1891. Nel 1970 furono ricolmate le Riserve del 1888, 1891, 1925 e 1945. Nel 1978 furono ricolmate le Riserve del 1955. Nel 1985 furono ricolmate le Riserve del 1888, 1891, 1925, 1945 e 1964. Nel 2000 furono ricolmate le Riserve del 1955, 1968, 1975, 1981, 1983 e 1985. Nel 2001 furono ricolmate le Riserve del 1971. Nel 2005 furono ricolmate le Riserve del 1969.
L’ultima Ricolmatura è avvenuta nel 2007 e, in tale occasione, sono state ricolmate le Riserva del 1970. In queste Riserve non sono mai state trovate bottiglie difettose.
Questa procedura, nata per le bottiglie conservate nella cantina del Greppo, è stata estesa nel 1990 anche alle bottiglie di proprietà dei clienti secondo una cerimonia definita da un Bando di Ricolmatura e dal relativo Regolamento.
Nei 17 bandi annuali di Ricolmatura sono state espertizzate ben 2.860 bottiglie di proprietà dei clienti e 337 non hanno superato l’esame (evidentemente erano state mal conservate).
Queste sono le notizie date dalla Biondi Santi SPA riguardo a questo Rito unico nel mondo del vino. Maggiori informazioni sul sito dell’azienda, e tutto questo alla faccia dei vari Cab-Runello (o Cabernello che dir si voglia) che qualcuno vuole rifilarci con la complicità dei soliti quattro soloni… W il Vero Brunello Max Pigiamino Perbellini
Il viaggio enologico di Altissimo Ceto in terra toscana comincia proprio da qui. La scelta di Fontodi come "Battesimo" da cronista del vino in questa splendida terra non è da ritenersi casuale visto che è stata anche la prima cantina toscana che ho avuto il piacere di visitare nella mia vita professionale come Sommelier. Se fossi... Clicca QUI per proseguire nella lettura dell?articolo >>
Appena dopo aver mostrato agli investitori la strategia, Constellation Brands ha riportato dei risultati eccellenti nel primo trimestre del 2008/09 (Marzo-Maggio 2008). In tre parole: nel segmento dei vini la crescita organica e? stata del 15% (anche grazie al fatto che nel Q1-07 le vendite erano scesi dell?8%), ma soprattutto i margini stanno migliorando sensibilmente, dopo le acquisizioni nel vino premium e la quasi completa uscita dal segmento del vino sfuso e all?ingrosso. I principali indicatori sono tutti positivi: le vendite salgono del 3% a USD930m (ma la crescita organica e? del 13% a livello consolidato, inclusi gli spirits), l?utile operativo cresce del 33% a USD91m e l?utile netto (che include anche il contributo della divisione birra) fa segnare un progresso del 50% a USD45m.
Doug Cook of Ablegrape has asked his Twitter and blogging buddies to help publicize the new, improved Ablegrape search engine. He asked, so I'm helping. That's just the kind of guy I am. No, but seriously, folks, this search engine beats the hell out of Google when it comes to wine searches. And I'm talking about anything in the realm of vino, including blogs, writers, wineries and grapey topics of all sorts. You get intelligently filtered search results that save you time and aggravation (contrast with Google) as you scan...
It seems like that scene in a movie with everyone sitting around the bar, in the desert, waiting for the all clear sign, after the H-bomb has gone off. The streets are empty, the atmosphere is heavy; have we entered the age of the American Malaise?
Steakhouses and fancy designer restaurants fill up early with Maseratis and Land Rovers parked outside, all in a neat little row. There is wealth hovering around us, but it has migrated to the north of the middle class faster than a jackrabbit in West Texas on the first day of hunting season.
How low can you go? Today I found some fresh Italian wine to sell to a client for $3.50 a bottle. Not distressed, actually from Trentino. A little fruity, but not like the bottle of Sonoma Chardonnay I opened up a few nights ago. That was one undrinkable white wine. Fruit, soaked in oily-oak. Like some of the food I had recently in a new place. Only then it was too much salt. Hey, chefs, if you are making a dish with capers, before you spice-a-spoofulate it with salt, taste the freakin? food! And they wonder why Italian places are closing here and elsewhere (i.e. NY, SF, LA, Vegas, Chicago, Birmingham, San Antonio, Baton Rouge, Denver, ad nauseum). Yeah it?s a bummer, but it?s even harder to understand why someone would make an investment in a restaurant and then not go to the trouble to prepare the food in a balanced way. And they wonder why we stay home to eat.
Let?s go over the reasons- Let me count the ways:
1) Fresh food prepared simply and not over spiced. 2) Wine that is of my choosing, not from some salesperson?s tick list. 3) While we?re at it, wine that I can access at a reasonable price, not 3, 4, 5 times marked up. 4) Water glasses that aren?t constantly getting refilled. 5) I can park my own car, so if I want to screw up my transmission I can do it at my leisure. 6) I can choose my music, my noise levels, and the people I want around me, not constantly having to be hostage to my neighbors drama and rudeness.
I can only imagine restaurateurs who are truly engaged nodding their heads, but the ones who need to read up aren?t checking in to blogs. Hey, they can barely get their orders out in time.
And here?s another issue, which it seems many restaurant operators are blissfully ignorant about. Diesel is $5 a gallon. So when a delivery truck heads out, with tomatoes or Teroldego, the clock is ticking on the driver to get the goods delivered efficiently. So how come so many restaurant operators are living back in the days when oil was $38 a barrel? And why are they stunned when their business fails? I?m just sayin?.
Back to the empty suits. I was watching one of my favorite movies, Sexy Beast, and was thinking about organization, whether it revolves around breaking into a bank or onto a wine list. It seems like cracking a wine list is more challenging these days. There is a service called Wineosaur, that can track and compare wine lists by regions, neighborhoods, zip codes, types of restaurants, class of restaurants ($$), really interesting analytical stuff. So I print out an analysis for a new place getting ready to open, try to show them what their competition is doing. This is good stuff, free professional consultation, the real deal. But hey what do we know; the organization I work for has only been around since 1909, eh?
OK, the bottom line? Restaurants that use wine pricing to shore up their profits are sticking it to their loyal clients; you know the ones who are looking at $60-75 to fill up their autos? Just like the fill-up used to be $30-35, so the wine that cost $15 also used to sell for $30-35. Now that wine costs $18 and those restaurants are now asking $60-75 for the same wine. No labor, not like the piccata dish with the capers and the salt. Yeah, the wholesalers are the bad guys, delivering wines to the forgetful restaurateurs on a Friday so they can mark the just-in-time inventory up 3,4,5 times and then when you walk in the empty place on a later that night they look at you, the paying customer, as if you were a bit off for not making a reservation. That?s after they enter your name is a database, send it off the homeland security, just in case you brought a wine opener on to the premises. Might be a security threat. Or worse, we might be giving a staff training.
That?s another thing. This week, this very week, in a restaurant, a server described a Montepulciano d?Abruzzo to a friend as tasting ?like a Cabernet.? And then in the same night, at the same table, to a group of food professionals, Gavi was compared to a ?Sauvignon Blanc.? Oh really? Managgia, porco dio, we really do have so many miles to go before we sleep.
Say good night, Gracie.
From the front lines of the battle for the love of wine.
Uno dei più bei ricordi della visita nella cantina dell'azienda agricola Francesco Sobrero a Castiglion Falletto, è la vista del vigneto Villero che, purtroppo, verrebbe da dire erroneamente vedendo i bei risultati che altri vi traggono con il nebbiolo...
Nona puntata di "Master Chef" il format di VG-TV , naturale evoluzione dei nostri abituali reportage fotografici, (una sorta di REAL-TV) che vi racconta la cronaca di un pranzo con l'interazione dello Chef ed esaustivi backstage live dalla cucina a visionare preparazioni dei vari piatti, lavoro della brigata , per poi concludere con una visita in cantina accompagnati dal Sommelier...
Era l'estate del 1996. A fine cena, il mio caro ospite tirò fuori una piccola bottiglia di vino cotto. Era del 1947, l'anno della sua nascita. Dalle mie parti, infatti, era tradizione accantonare una piccola botte di vin cotto per il primo figlio (possibilmente maschio !...). Non saprei ora farvi una descrizione di ciò che ho bevuto, ma vi posso assicurare che era qualcosa di meraviglioso !... Un vino cotto bianco di Pollutri, un paesino in provincia di Chieti. Non so, non ricordo il nome del contadino che lo fece, ricordo solo l'anno di produzione e il paese. E limpido è il ricordo di tutte le sensazioni che quel nettare mi diede. Tra i tanti momenti intensi vissuti assieme a qualche buona bottiglia, voglio consegnarvi il "ricordo e l'emozione" di quel magico vino cotto, senza nome ma vincitore del tempo.
(Clicca per ingrandire) Credo che la figura qui sopra spieghi qualche cosa riguardo al ?peccato? originale dell?enologia italiana, nonché riguardo alle ultime tristi vicende legate allo scandalo noto come ?Brunellopoli?. Sono infatti rappresentati i ?profili antocianici? di vari vini ottenuti da vitigni coltivati in Italia, ovvero il contenuto percentuale dei 5 antociani responsabili del colore del vino rosso, e delle loro forme esterificate (altri). Fra i suddetti antociani la Malvina dà colorazioni intense tendenti al blu ed è ritenuta da sempre la molecola più stabile e resistente all?ossidazione. Al contrario la Peonina tende maggiormente al rosso, e si ossida più facilmente verso tonalità granata e mattone. Vi dice qualche cosa?
Sabato 2 agosto: Roma è abbastanza affollata, i negozi sono aperti, molti hanno ancora le insegne dei saldi, che sono andati malissimo. Molti ristoranti, che gli altri anni chiudevano, quest'anno sono aperti. "E' per fare il fatturato - mi dice...
Accidenti... c'è anche chi per partecipare ai nostri meeting chiude la "bottega" e si fa sempre quei 300-400 km , che dire ... Grazie! Soddisfazione anche quando al termine del meeting ti senti dire, accidenti Claudio quanto ne valeva la pena. Certamente l'emergente Matteo Vigotti , emergente perchè non ancora stellato (incrediBBile) ma già riconosciuto come straordinario talento nostrano da tutti gli addetti ai lavori ci ha deliziato con l'assistenza dei suoi bravissimi collaboratori di un pranzo davvero importante...
Uno dei motivi per cui a mio avviso bisogna essere felici che esistano anche nel mondo del vino i grandi gruppi, è che questi hanno, a differenza delle piccole e medie aziende, capitali a sufficienza per poter investire anche in vere ricerche di mercato. Due anni fa, ad esempio Constellation Brands aveva condotto il [...]
Vero che l’estate dovrebbe finire presto anche qui ma le ultime due giornate con Firenze città più calda d’Europa mi fanno provare un brivido di piacere lungo la schiena al solo pensiero che da domani me ne starò sulle rive del Mare del Nord con massime sui 25°. Nonostante le serate bellissime per locali, enoteche [...]
Sul nostro blog, maisazi.com, pubblichiamo tanto ricette, spesso proponendo dolci e creme. Noi ci diamo da fare per inventare nuove proposte, ma alla fine scopriamo che le persone vogliono qualcosa di semplice, come la torta di mele di Gioi e quella di copertina75, sempre alle mele.
Queste due ricette, da poco pubblicate, sono tra le pagine più visitate del nostro blog, assieme alla Torta Caprese, che ha la palma di pagina più letta in assoluto. Segnale evidente di come si orientino i gusti dei nostri utenti e monito per chi sta ai fornelli.
Giusto sperimentare, quindi, ma ricordiamoci anche delle tradizioni e dei ricordi che abbiamo della nostra fanciullezza. A volte una torta è importante non in quanto buona, ma perché si porta dietro un ricordo importante, un momento felice, un giorno di festa, un traguardo giovanile raggiunto.
In questo caso, poi, la semplicità è massima. Le due torte di mele proposte da Gioi e copertina75 sono ai limiti del minimalismo, ma piacciono sempre. Io non sto a ripetervi le ricette, dato che potete facilmente leggerle sul blog alle pagine che vi ho indicato.
Se avete voglia, preparatele con qualche variante, comunicandoci poi il risultato. In particolare, provate ad aggiungere qualche ingrediente che estenda i profumi, che in un dolce non sono mai troppi. Potreste anche pensare a qualche altro ingrediente corollario che completi la mela o faccia contrasto con essa. Non scostatevi troppo dalla ricetta, però, perché la snaturereste.
Domaine Raymond Trichard August 12th, 2008 by heasinhw1985 Domaine Raymond TrichardLe Domaine Raymond Trichard est un vin d?appelation AOC (Appellation d?Origine Contrôlée) Juliénas. Le vin Domaine Raymond Trichard est issue du cépage Gamay noir à jus blanc 100%. Il provient du vignoble qui est dans la région beaujolais en France. Ce vignoble est...
In one sense, Bourgogne Passetoutgrain is one of the easiest to understand of Burgundy?s multitude of appellations. Just follow the typical blending recipe of around 1/3 Pinot Noir and 2/3 Gamay ? the fruit can be grown anywhere in Burgundy ? and you?ve got the basics covered. Of course, there?s at least a little more to it than that. Passetoutgra...
Aunque de vacaciones y de aquí para allá sigo haciendo avances con el tema. Os tendré informados. Ahora mismo tengo el coche el el taller y un par de ingenieros "bata blaca" de Renault lo está estudiando como si fuera un platillo caído en Cabo Cañavera...
A ver, este tema del que habláis los que no habéis tenido ninguna avería, ya lo hemos tratado. Los que estamos "hablando" sobre las acciones a realizar, denominamos AFECTADOS a todos los poseedores del motor 2.2 dci, averiados o no. Aún así, nuestra p...
Hoy llevé mi espace al taller (tengo una ligera vibración en el volante que aparece entro 95 y 105 km/h, y no siempre), y esperando presencié la conversación entre los propietarios de dos espace 2.2 dci allí presentes. Uno de ellos le contaba al otro s...
Hola a tod@s, estoy 100& con Victorgon, malo es que te ocurra, sobre todo por el desembolso que ello supone economico y el cabreo, pero tambien; aunque en menor medida; que estes pensando constantemente que algo va a pasar cunado coges el coche. Como ...
Muy buenas, pues nada, como os comenté en un post anterior he tenido un cambio de radiador y piezas (1000 leuros) a los 67.000 km y hoy viniendo de Málaga 67.500 km , "anomalia en inyección", se me venía abajo en las cuestas y lo típico. Estoy muy mos...
En la página 27 del libro de garantías, explica que el tercer año es para coches de altos de gama entregados a partir del 8 de abril de 2005. El libro completo escaneado se lo envié a vbraque hace algún tiempo para que lo colgase en las descargas, aunq...
Potel-Aviron, Chenas, ?Vieilles Vignes?, 2004 jseeds | July 28, 2008 ~$14US, 100% Gamay Noir, Chenas, Cru Beaujolais, France Ruby color. Pencils and crayons and cherries. Zesty acidity but a lovely round ripeness to the fruit. Complexity via herbal notes in the finish - sage and thyme, with a little woody asparagus. Medium bodied an edge of...
Les vignerons ardéchois sont audacieux, et travaillent de mieux en mieux. Ils ont un terroir et un soleil uniques, tout pour réaliser de futures réussites à la hauteur du viognier sec ou en vendanges d'octobre, deux must récents du monde du vin, il faut le répéter ! Rien de très sérieux ici. Au contraire. Ce vin est un bonbon, une amusante inv...
Jean Maupertuis : du vin naturel en Auvergne, un terroir insoupçonné près des fameux volcans d?auvergne. Incroyable ! Des vignes en plein coeur de l?Auvergne, dressées face à Clermont-Ferrand, à une sacrée altitude quand même : 450 m. Jean Maupertuis semble bien à son aise, installé ici depuis 1996, à poursuivre son petit bonhomme de chemin, a...
Malivoire Gamay 2006 July 26th, 2008 Sean Posted in Canada, Gamay Noir | No Comments » We had the fortune of previewing this wine months ago at an event in Toronto. Since then I have been waiting ?patiently? for this wine to make it?s general release. While I love a good Pinot, a great Gamay is irresistible. Very close to $20.00 but very wo...
Domaine Des Rosiers July 24th, 2008 Domaine Des RosiersWine Domaine des Rosiers is a wine of type Gamay noir à jus blanc 100% it?s from France country and the vineyard is . This wine is in category: Producteur, viticulteur. AOC Beaujolais Villages Blanc, AOC Chenin, AOC Moulin à Vent, AOC Saint Amour. Car Insurance Car Insurance Car Insurance. ...
Sovacri July 24th, 2008 SovacriLe Sovacri est un vin d?appelation AOC (Appellation d?Origine Contrôlée) Beaujolais. Le vin Sovacri est issue du cépage Gamay noir à jus blanc 100%. Il provient du vignoble qui est dans la région beaujolais en France. Ce vignoble est de catégorie producteur, viticulteur. Aoc beaujolais rouge rosé, aoc brouilly. Pou...
Renard ChristopheLe Renard Christophe est un vin d?appelation AOC (Appellation d?Origine Contrôlée) Beaujolais. Le vin Renard Christophe est issue du cépage Gamay noir à jus blanc 100%. Il provient du vignoble qui est dans la région beaujolais en France. Ce vignoble est de catégorie producteur, viticulteur. Aoc beaujolais villages rouge rosé. Pour...
The second part of this post can be read here. The author of Vinicultured has been my friend for six years. In counting all of the intersections of our lives, I?d have to say that this cross-post is the culmination of those years. If you think that?s insulting, then you either underestimate the power of food as a social anchor or overestimate my...
Mirad el año y los kilómetros... http://www.coches.net/renault-grand-espace-privilege-22-dci-16v-5p-diesel-2005-en-palencia-22413998-covo.aspx Sin comentarios...