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Mondo Di Vino
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[02/12/2020, 16:22] Il Liberty Milano ? Milano (MI) ? Chef/patron Andrea Provenzani

Questa volta VG non ? andato molto lontano, ma ha scelto di approfondire il suo legame con la frenetica Milano, andando ancora una volta a far visita al Liberty Milano.?Uno di quei posti diventati ormai una “tana” sicura dove sai gi? che ti sentirai come a casa. Gli spazi moderni e accoglienti fanno da cornice alla cucina di Andrea Provenzani le cui proposte abbracciano i sapori confort della nostra tradizione interpretati con approccio moderno e creativo.
Lo staff, come una grande famiglia, si coordina al meglio ricoprendo le varie mansioni e accompagnando l?ospite nella degustazione per soddisfare ogni piccolo desiderio.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 25 Gennaio 2007
-> Reportage del 13 Luglio 2017

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin ?(nel 2019 )
Espresso ?(nel 2019 )
Gambero Rosso (nel 2019 )

La squadra

Lo staff di cucina
Patron/chef: Andrea Provenzani?
Sous chef: Paolo Valentino

Lo staff di sala

Maitre: Patricio Molina
Sommelier: Marius Dumitru?
Commis de rang: Andrea Lorenzini?

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Sala e mise en place

Men? degustazione

Illibertymilanomen? 55,00?

Mondeghili di vitello ?cotto-crudo?
Patata soffice, salsa verde leggera e nocciole
Risotto alla Milanese?zafferano ?Oro di Navelli Aquila? e ristretto di vitello alla liquirizia
Risotto mantecato con burro acido e Grana Padano riserva 20 mesi
Costoletta alta di vitello ?rosa? alla Milanese
Millefoglie di patate alla senape, crema di zucca e il nostro ketchup
?Libertyramis??
Crema al mascarpone, semifreddo al caff?, crumble alle nocciole e cacao

Abbinamento vini?25,00?

Menu a mano libera

Per tutto il tavolo
Andrea comporr? il vostro percorso,
a voi la scelta?

Con 3 portate 50,00?
Con 5 portate 65,00?
Con 7 portate 80,00?
E per concludere
Pre dessert

Abbinamento vini

3 calici da 24,00? oppure 38,00?
5 calici da 42,00? oppure 55,00?

Men? alla carta

Gli Antipasti

Acciughe del Cantabrico su mozzarella in carrozza con pomodorino confit e insalata di rinforzo di puntarelle* 20,00?

Salmone marinato agli agrumi
Mini sandwich croccante di pan brioches integrale
Crema di formaggio vaccino all?anice stellato, cetriolo allo yuzu, uova di salmone e coriandolo 20,00?

Fegato di vitello alla Veneta ?doppio? e polenta fritta
Cubo di fegato fondente con cipolle e pat?, crostino ai cereali e cipolla rossa speziata 19,00?

La tartare di Wagyu?classica
Condimento: tuorlo d?uovo, cipolla rossa, capperi, cetriolini, acciuga, senape,?limone, worchester e tabasco 22,00?

Carciofo croccante al pecorino siciliano ?Calcagno? cicoria ripassata al peperoncino e pane alle olive 19,00?

I Primi

Super chitarrino all?uovo alle doppie acciughe
Acciughe, alici gratinate, uvetta e pinoli con mollica tostata al finocchietto* 19,00?

Tortelli di zucca e curcuma alle vongole veraci
Con brodetto di vongole, cime di rapa, bottarga di tonno di Carloforte e katsuobushi* 22,00?

Spaghettone Benedetto Cavalieri
Al cipollotto stufato, peperoncino, basilico e Grana Padano* 19,00?

Quasi una ? lasagna

Cappelletti di semola arrosto ripieni di ragout alla Bolognese
Spuma soffice alla besciamella e macis* 19,00?

Risotto topinambur fondenti e croccanti mantecato al fiore Sardo e burro bourguignonne 19,00?
Chips di mais e focaccia sono di nostra produzione

I Secondi

Black cod, spuma di patata e carciofi
Carbonaro dell?Alaska fondente, carciofi alla griglia e spuma soffice di patata al cardamomo* 32,00?

Branzino, gambero rosso, finocchi e arance
Branzino e finocchi in tempura, gambero crudo, wasabi fresco?e insalata di arance, capperi e olive nere* 30,00?

Il Nostro bollito?alla plancia e consomm? di pollo julienne
Accompagnato da salsa al prezzemolo, mostarda, maionese al rafano,?cipolla in agro e patata vapore* 28,00?

Rostin neg?a di vitello al Marsala e grue di cacao con ortaggi glassati al burro e zenzero* 26,00?

Costoletta alta di vitello ?rosa? alla Milanese
Millefoglie di patate alla senape, crema di zucca e il nostro ketchup 32,00?

Parmigiana di melanzane ?incartata? con stracciatella e fili di zucchina croccanti 23,00?

Selezione di formaggi di diverse stagionature
Accompagnati da pan brioches, mostarde e confetture 20,00?

I Nostri Dolci

Crema bruciata con lamponi freschi 10,00?

?Smoke?.?Cilindro croccante ripieno di cremoso al tabacco aromatico su gelato al fior di panna e crema inglese al caff? 10,00?

?Libertyramis??.?Crema al mascarpone, semifreddo al caff?, crumble alle nocciole e cacao 10,00?

Tarte tatin di pere alla cannella con gelato alla crema e cognac di pere vaporizzato 10,00?

?Cioccolato e clementine?.?Doppia frolla al grue di cacao e cremoso al cioccolato extra fondente?gel di clementine al Grand Marnier e candito 10,00?

Dolcissimo
Tutti i nostri dolci in formato assaggio 20,00?

Piattooo!

Aperitivo: Panzerotto ripieno di fave e cicoria e?sbrisolona al grana padano, arachidi e mostarda di frutta senapata

Cocktail: “Bianco e Rosso”?Vermouth rosso, Vermouth Bianco, bitter, orange bitter e rosmarino

Pane paesano, pane nero di Sicilia tondo panificio Grazioli di legnano

Acciughe del Cantabrico su mozzarella in carrozza con pomodorino confit e insalata di rinforzo di puntarelle

Calamari, broccoletti e olive.?Calamari arrosto, doppio broccoletto, olive fresche e pane tostato all?acciuga

Risotto cacio, pepe e scampi.?Risotto cacio pepe, scampi marinati al lime e curcuma

Risotto, mandorle e ricci di mare.?Risotto al latte di mandorla, ricci di mare, curcuma e polvere di caff?

Quasi una ? lasagna.?Cappelletti di semola arrosto ripieni di ragout alla Bolognese, spuma soffice alla besciamella e macis

Gnocchi, castagne e fontina d?alpeggio.?Gnocchi di patate arrosto, ripieni castagne su fonduta d?alpeggio e ristretto di porcini secchi

Dentice cotto-crudo e zucca doppia.?Dentice al vino bianco, tartare con alga nori e zucca in agro, soffice di zucca alla curcuma

Triglia, brodetto e salmoriglio.?Triglia a vapore, il suo brodetto, battuto di olive, capperi, pomodori confit e crostino

Pluma di maiale Iberico BBQ, peperoni alla fiamma, pane all?acciuga e capperi

Sorbetto al limone e gel ai lamponi

Banana, gelato al caramello, ganache al caramello e crumble al cacao e sale

Semifreddo ai marroni canditi e salsa di cachi al cioccolato

Macarons con ganache al cioccolato e polvere di caff?, tartufi al cioccolato fondente e torta di carote

VG con lo chef/patron Andrea Provenzani

Cucina

Quella di Andrea Provenzani ? una cucina dai valori profondi. Spinto dalla curiosit? ?– con cui ? cresciuto da bambino- per il panorama ?gastronomico italiano, svolge costanti ricerche per migliorarsi e scoprire nuovi tesori culinari per dare un tono sempre nuovo ai propri piatti.

Servizio e accoglienza

Se provenzani ? a capo della cucina, Patricio Molina e Marius Dumitru regnano in sala. Il primo, il ma?tre, sorveglia il ritmo della sala mentre il secondo, il sommelier, consiglia e accompagna nelle degustazioni gli ospiti seduti al tavolo.

Conclusioni

Il Liberty Milano ? una grande famiglia che ha scelto di aprire le porte ai milanesi. A volte, tra le vie della citt? e le innumerevoli insegne che vi prendono vita, nascono luoghi dove si decide di andare per concedersi una piccola pausa; ed ? per questo che noi al Liberty continueremo a tornare.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Il Liberty
20124 Milano
Viale Monte Grappa, 6
Tel. (+39) 02 29011439
Chiuso sabato a pranzo, domenica
E-mail: info@il-liberty.it
Sito internet: www.il-liberty.it

L'articolo Il Liberty Milano – Milano (MI) – Chef/patron Andrea Provenzani proviene da ViaggiatoreGourmet alias AltissimoCeto!.

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[02/09/2020, 15:11] ?Wine? I don?t care about scores, competitions mean nothing to me and I don?t collect anything!?
? The Gen Z interview

While writing a recent story for the paper, I sat at a coffee shop and scribbled. An apparition of a  person hovering nearby saw that I had a copy of a wine magazine and asked me what I was reading. Being the quintessential introvert, I squirmed. And then I showed it to her. She could have been young enough to be my granddaughter, if I?d had one. ?Last year I turned 21,? she said, and have been thinking about wine and alcohol. I had no idea they had magazines about wine!?

I was on a deadline and was pressed to finish the piece, which had nothing to do with the magazine. So, I told her I was working on something else and could I send her some interview questions. We?d earlier determined that we had mutual acquaintances and thus there would be no risk from exchanging emails. ?I don?t check my email that often,? she said, ?but text me when you do, so I can pull them up.? And with that I finished my flat white, she disappeared, and I boogied out the door to my next appointment.


I thought about what I could ask a new person entering into the world of alcoholic beverages, and wine especially. It seems one of her uncles was a wine aficionado and had a small collection of wine, and during holidays she came into contact with some good wines from France and Italy. She wasn?t exactly uninitiated, although college studies and becoming an adult, trying to find a job and maintain personal and family relationships were of a higher priority than delving into the labyrinth of mysteries that wine posed for so many.

Eventually I came upon a series of questions for her, which I emailed to her. A few weeks later she sent them back with her answers. And they were remarkably lucid, considering she wasn?t all that into wine. Here goes, the unexpurgated interview with the latest generation of incoming wine drinkers, whom we call Gen Z.

Q. You?re invited to a couple?s house for dinner and your task is to bring wine. What do you do?

A. I never get that assignment. But if I did, I?d probably go to the market and buy something that looked interesting and was under $20. I don?t cook much, yet, but my uncle taught me a little about matching wine with food. I?d probably find out what they were making and try and find a good match.


Q. You?re in a local wine shop or grocery store and there are two bottles of wine next to each other. One has a shelf tag that says the wine got 90 points. The other one doesn?t, but it has a more eye-catching label. What do you do?

A. I don?t care about scores! I?m done with college and grades. It doesn?t motivate me to see a score. Who is the reviewer? Is she (or he) like me? Are we in the same income bracket, the same social circles, the same universe? Why would that influence me? It seems unnatural. No, I?d take a snap of the interesting label and see what other people in my peer group think of it. And if it had a good reception, then I?d probably buy that wine. But 90+ points, who cares? Seems like an ego trip to me.


Q. I have a question about Italian wine for you. What do you think of when you think about Italian wine? I?m sure you don?t often think about it or if you do, it is only in cases like this. Share your thoughts, without too much inner reflection.

A. I had an Italian aunt, who was married to one of my father?s brothers. She was a really good cook. And she had wine in her kitchen. And she cooked with it. So, my first thought was that Italian wine is something that goes with food. But that it is more like a condiment. I know there are more expensive wines from Italy, but when I go into my local Trader Joe?s I usually see a Chianti for under $10 and that is kinda what it makes me think of. Is that what you were asking for?


Q. There are the Academy Awards, the Grammys, and there are also wine competitions. Would any winners from those kinds of contests influence your consumer choices?

A. Hmm, I don?t know. I remember when Billie Eilish uploaded "Ocean Eyes" to SoundCloud. I liked it a lot. But it?s almost like all the Grammys she just won invalidated my discovery of her. It?s as if someone or something else is trying to intercept my journey and tell me what I should like. Same thing with movies. I liked ?Harriet? a boatload, but I don?t really care if it gets an Oscar. And wine, winning a contest? It sounds idiotic. Competitions mean nothing to me! I don?t need some expert curating my life experience, telling me what I should or should not like. I?d sooner stick with kombucha or, whatever, White Claw, lol! So, no, to your answer, I am not influenced or impressed by ?them.?


Q. You mentioned you had an uncle who was a wine lover and that during the holidays he?d bring wines out of his collection for the family to enjoy. Would you ever imagine yourself collecting wine?

A. Well, my uncle was obsessive. And he was an academic, so his life was more structured. He also made a lot of money, along with inheriting some from his father. So, he had the luxury of affluence, which my generation may never see. But I?m not a hoarder, I don?t collect anything! I don?t have the room in my studio apartment, I don?t have the money and truthfully, I don?t have the interest to have all these things weigh me down. Look, I'm almost 22, just got out of college eight months ago. My adult life is just beginning. But I don?t see a world in which I?ll have hundreds of bottles of wine, it just isn?t who I am. It seems wasteful and a little pretentious.


Q. Last question. Does wine seem part of your future adult life? And thank you for taking these questions.

A. I really can?t say. Right now, I look around me and the world just feels like it is coming apart. I wonder what?s next? Every day there?s another important thing someone wants me to pay attention to. I?m just trying to get through the week. And when Saturday rolls around, I?m overwhelmed with all the news and decisions and emergencies in the world, that I just really don?t think about wine. I?m probably not the best person for you to ask these questions to. It just seems that there are more important things than wine and all the things that are attached to it that make it a desirable part of one?s life, of my life at least. Ask me in ten years.




imagined, written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[02/07/2020, 11:08] IYO AALTO ? Milano (MI) ? Patron Claudio Liu ? Sushi Master Masashi Suzuki

Andiamo alla scoperta della nuova avventura di Claudio Liu, imprenditore di origine cinese ma reggiano a tutti gli effetti: lui ? il deus ex machina di IYO, primo ristorante giapponese, etnico, se cos? vogliamo chiamarlo, a fregiarsi della Stella Michelin. E per la seconda incarnazione della sua creatura non si ? certo risparmiato: siamo in piazza Alvar Aalto, circondati da uno skyline imponente e suggestivo, affacciati sulla Biblioteca degli Alberi e sul Bosco Verticale, uno degli angoli dall’atmosfera pi? internazionale e cosmopolita del capoluogo lombardo. Qui Iyo Aalto si offre con la sua duplice indentit?, il ristorante gastronomico guidato da Domenico Zizzi, la cui offerta nipponica ? in grado di sbaragliare le convinzioni anche dell’appassionato pi? militante, e il sushi banco, in cui Masashi Suzuki propone un men? omakase servito secondo i riti del pi? classico edomae zushi. Un banco che punta ad offrire un’esperienza dei pi? blasonati ristoranti specializzati da New York a Tokyo, e di cui vi diamo la nostra approfondita cronaca, con qualche incursione dalla cucina di chef Zizzi.

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin ?(nel 2019 )
Espresso ?(nel 2019 )
Gambero Rosso (nel 2019 )

La squadra

Lo staff di cucina

Sushi Master: Masashi Suzuki
Assistenti sushi master: Sai Fukayama e Yasuhiro Fujiwara
Maitre sushi banco: Miwa Saito
Executive chef: Domenico Zizzi
Chef de rang: Pietro Blanco
Sous chef: Pietro Tiglio
Pasticcere: Luca De Santi

Lo staff di sala

Ma?tre e Head sommelier:?Savio Bina
Secondo Ma?tre: Matteo Coltelli
Sommelier: Matteo Cino

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

UKIYO

MENU DEGUSTAZIONE / TASTING MENU

Mondo fluttuante.

Raggiungere l?apice in 9 passaggi, tracciati secondo stagione e disponibilit? quotidiana.

Irasshaimase Benvenuto / Welcome

Ceviche Ceviche di ricciola, sedano e caviale / Yellowtail ceviche, celery and caviar

Lobster 2 Astice, mele e amaranto* / Lobster, apple and amaranth*

Calamaro Fukuoka Calamaro, edamame, topinambur e mentaiko* / Squid, edamame, Jerusalem artichoke and mentaiko*

Gyoza Gyuniku Ravioli di vitello, parmigiano e composta di cipolla / Veal dumplings with Parmesan cheese and onion compote

Gindara Black Cod con salsa di daikon e miso / Black Cod with daikon and miso sauce

Wagyu Sumibiyaki Manzo nobile giapponese, melanzane, aglio nero e yuzukosho / Noble Japanese beef, aubergine, black garlic and yuzukosho

Ichiban Dashi Brodo dashi, 12 cereali e tsukemono / Dashi broth, 12 cereals and tsukemono

Pre-dessert Omaggio al Giappone Sfera al cioccolato bianco, cuore di frutta rossa e sorbetto allo yuzu / White chocolate sphere with a red fruit heart and yuzu sorbet

euro 135

OMAKASE

Un percorso, scelto dallo chef, sulle orme della tradizione Edomae Zushi, il rituale pi? antico e rigoroso di Tokyo, dettato dalle stagioni.

NIGIRI melanzana aubergine – pagello / snapper OWAN zuppa / soup

NIGIRI branzino sea bream – ricciola / yellowtail

SASHIMI?pesce crudo / raw fish

NIGIRI capasanta scallop – tartare di tonno / tuna tartare

GINDARA Carbonaro nero / Black Cod

NIGIRI scampo / scampi – temaki / temaki

SHIIZAKANA?portata principale / main dish

NIGIRI toro fatty tuna – anguilla / eel

MISOSHIRU?zuppa di miso / miso soup

DEZATO dessert / dessert

CHA NO YU?t? matcha / matcha tea

EURO 150

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

L’ingresso da piazza Alvar Aalto di Milano, uno dei posti pi? esclusivi e moderni della citt?

VG e il padrone di casa Claudio Liu

La cantina a vista

VG con i due ma?tre di sala e l’executive chef del ristorante gourmet

Sala e mise en place

Il bancone

Inizio del percorso Omakase Sushi Bianco:?Kakinotane e piselli di wasabi

MIZU SHINGEN: gelatina con gambero rosso all?interno e sciroppo allo yuzu

AMAZAKE: bevanda a base di frumento di riso e sudachi

Purea di patate, polpo cotto a bassa temperatura e maionese al mentaiko
Roll di frittata giapponese all?uovo con foie gras e anguilla

Nigiri alla melanzana con zenzero fresco, erba cipollina e sesamo bianco

Nigiri di berice rosso con caviale non pastorizzato

OWAN: brodo di cannolicchio, polpetta di gambero, spinacino, fungo shiitake, daikon e buccia di yuzu

Nigiri di branzino con shiso fiammato e yuzukosho

Nigiri di ricciola con buccia di yuzu sotto sale

Sashimi di ventresca di tonno e ricciola

Nigiri di scampo e gambero rosso

Nigiri di canocchia con salsa ponzu

Gindara marinato nell? hishio miso con castagna bollita

Nigiri di capasanta scottata sul carbone, limone, sale maldon e yuzukosho

Temaki, uova di salmone, granchio granseola

Wagyu in stile shabu shabu con sfilaccio di porro e peperoncino e tempura di soba avvolto nello yuba

Nigiri di ventresca di tonno con wasabi fresco

Nigiri con anguilla grigliata e salsa di anguilla

Abalone Teriyaki con crema di riso cotto in brodo di pollo (del ristorante gastronomico)

Zuppa di miso rosso con alga wakame, cipollotto e tofu

Calamaro Fukuoka con farcitura di edamame e crema di topinambur (del ristorante gastronomico)

Pan di spagna al chinotto con semifreddo alla castagna e castagna candita

T? matcha con petit four, gelatina ai frutti rossi e biscotto con farina di ceci

Piccolo cadeaux: Cioccolatino fondente con alghe e menu Omakase della serata

Cucina

Entrambe le anime di Iyo Aalto, ristorante o banco sushi, offrono un’esperienza di gastronomia giapponese mai vista in Italia per autenticit?, ricerca, variet?.

Servizio e accoglienza

Savio Bina ? un veterano della scena ristorativa milanese, e dirige con mestiere e precisione una brigata impeccabile: tra sak?, cocktail e una cantina imponente anche dal punto di vista architettonico, il servizio ? complesso ma puntualissimo, oltre che prodigo degli approfondimenti necessari per poter apprezzare appieno l’esperienza.

Conclusioni

Gi? a pochissimi giorni dall’inaugurazione, Iyo Aalto si pone come uno dei punti di riferimento per la cucina giapponese a livello internazionale. Un progetto di ampio respiro per design, location, gastronomia e cultura che mette Milano sulla mappa.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante
Piazza Alvar Aalto / Viale della Liberazione 15
Milano
Tel. (+39)
E-mail:?info-aalto@iyo.it
Sito internet: www.Iyo.it

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[02/02/2020, 18:17] Italian wine and the pursuit of power
Meanderings from the streets of Palermo

I?m back in my family nerve center, if only for a few hours. It is winter, the moon solitary above the deserted streets, save for a few cold and lonely Africans setting up a table to sell their wares. Soon, the Palermitani will sweep out among the streets and the alleys, on their way to market or church or coffee. In the meantime, Palermo is all mine, and I do what I often do in Palermo, camera in hand, notebook in mind ? I walk in search of where we are.

Along the way I come across my little wine bar, the one in La Vucciria. I step in to have a coffee, maybe with a shot of Marsala, just for old times. The place is far from the bustling spot it will be at noon, but for now, it?s mine, just as I?ve always held it in my memory from the first time I walked in with my uncle. It seems so long ago, 1971.


Over a strong coffee and a mellow shot of Marsala, my brain begins the thaw. The sun has yet to rise, but the day has begun, in this little bar, in a corner of this spot in Italy.

Italian wine, what it has come to. In New York City, the great bottles flock together to celebrate their ascendancy. There is where Italian wine got its mojo, became the power player it aspired to become. There, the prices rose, and along with it the fortunes of those quiet vignerons, who patiently worked the land, raised their children, and waited for their moment to shine. 1958, 1964, 1970, years which were not so great in the moment. But now are raised up to legendary status. And with that, comes money. And power. But for whom, one might ask?

It?s 7 AM and I?m back on the streets of Palermo, the coffee and Marsala having sufficiently warmed me for the trek I am taking. I?m walking to Piazza Cappuccini, where there is a little church. And next door the burial catacombs. I want to talk to an uncle of mine there, no longer living, but not silenced by death.

His wife came to me in a dream and said he wanted to see me, talk to me. And he didn?t want to make the trip to America. It made no sense, as dreams often don?t, but I instinctively knew there was something to it. So, I was walking the long walk, powered by caffeine and alcohol.

Along the way, the merchants were setting up in the Mercato del Capo, and I saw the artichokes and citrus, the tuna and swordfish, the fresh ricotta, and somewhere the smell of a fryer, cooking shells for the cannoli. The aroma of roasting coffee beans intermingled with the spices from Africa, the cloves and cinnamon, and the petroleum smell that pervades the Capo. It was Heaven. I stopped to take a few pictures, and then to my meeting.

I would have brought uncle something from Pasticceria Scimone, he loved the regina biscuits that his wife and my grandmother, all the women in those days, made. But he was beyond that now.

Uncle was a wine merchant of sorts. He did other work, after the war. But his love was for Marsala and for the unrecognized greatness of Italian wines. He felt they were as good as anything that came from France. In fact, his French friends in Palermo (there was a substantial cluttering of French ex-pats who made Palermo their home in those days), they saw no need to drink wine imported from France. I remember my uncle telling me what a friend of his once told him. ?Mind you, I have nothing but love for the wines from my country, but I am living here now, and find the Italian way of life to now be mine. Call me a traitor, but I love the people, the food, and the wine too.?

Maybe that really was, and is, the power of Italian wine. But in 2020, people want a bigger reason, some thing with more heft to their pursuit of happiness.

?Ah, you arrived!? my uncle exclaimed. There he was, just like my aunt described in the dream. Dressed like a gentleman, sitting at the little bistro table among all his long-gone friends. It was all so very normal, just looking at him as if nothing had happened, not a day having passed since I first saw him 50 years ago.

?You know,? he said, ?I?ve been doing a lot of thinking. Here, we have time. And we also have something those of you on the other side do not have the luxury of. Here we have the ability to crawl into something and take it apart without destroying it, and then put it back together. In minutes. And that is what we will presumably be doing for all eternity!? He let out his giant laugh, more of a guffaw, and took a sip from his cup of caffe? latte.

?And so, you are probably wondering what the urgency was that I wanted to talk to you about. Really, there was none. But I figured if I didn?t get you here soon, you?d be on this side and there would be nothing we could do about it. Not that I think you, or anybody else, can do anything about it. But I want to tell you what I have been noticing.?

He put his cup down and stared at me, intently. It was a bit unnerving, as in this dark space, the diaphragm of his pupils were closed shut. It was a reminder that this wasn?t what it appeared to be. But I was there, and open to whatever he wanted to tell me. And I sensed there wasn?t anything I could do to help solve the dilemma he would be divulging to me.

?Down here, in the catacombs, we have quite the collection of wine. It appears an archbishop of Palermo was from Milan, and his family were large land owners in Alba in Piedmont, as was often the case. And they made wine. He had a collection of wine. And brought it down here with him. And once in awhile we gather and open one. These are wines that date to before the last great war, and like us, they are old. But not quite as dead as we.

?How is it, then that you living ones revere and search out the old bottles of wine, but ignore the old people who gave prominence to these wines? It?s just a number of questions I have to those of you on the other side. It seems so out of balance, to worship the old wines but to disregard the old people?


?I imagine that is why there are places like this. There is no place for us left to go in this world. So, they make these little prisons. Just like a bottle is a prison for the spirit of the wines within them.

?But opening a bottle, while it may release the wine and open the spirit up to a larger world, and to death, what does it do to the beholder? Does it make them wiser? Does it confer upon them greater compassion? Or does it infuse them with greater influence and status?

?Is that the destiny of Italian wine, to becoming a lanyard for someone wealthy enough to display it in such a ribald manner? Oh, the 1958, what a glorious year and we, the few, the chosen ones, have been in the right place at the right time, and with the right amount of Lire in our pockets to afford the price of admission to this little club you live ones so pursue?

?We have a code for admission here. It is very simple. All you have to do is die. And you get in here. Much simpler than your elaborate rituals on the other side. Well, I?ll tell you, but I rather think no one will listen to you, and maybe even you will not believe me. But I will tell you anyway.

?The pursuit of wine as an instrument of power, wealth and influence is a delusion. No amount of money, or power, or even intellectual curiosity, no matter how innocent, none of it will ever reconcile raising Italian wine onto the high priest?s tabernacle of wine for one?s self-gratification.?

At this point I started squirming in the metal chair, it was an uncomfortable feeling hearing this from a man long gone. But it had the ring of truth to it, even if I didn?t want to believe it. It was a tough dose to take. I, too, wanted to think if only I could be at the table and drink from the chalice, night after night, the greatness of Italian wine, that I would be part of that world, be accepted, be one of them.

As I bade my uncle my goodbye and walked back to the Centro Storico, where I was staying, I walked past a little trattoria that was just opening up. It was Ai Cascinari, and I remember having eaten there years ago. I wasn?t ready to go back to my room; my mind was all a tumble. And I had forgotten to eat breakfast. So, I stepped over the entrance into the restaurant.

I was led to a little two-top in the corner. And, as was the custom, they brought me a carafe of red wine, their vino sfuso. ?From our family vineyards outside of Palermo,? was all the information they gave.

I took a sniff and a sip. It was as if all of Italy were in that glass. As if the hundreds of years of struggle and passion and blood and tears, and yes, sweat, permeated that wine. It had presence, it had body, it had the magic. It was what Italian wine had always been and would be for a long time for those who sought not the approval of the outside world. The experts in their tuxedos and their endless brindisi?s until the sun rises, die-hard revelers taking the view from the Top of the Rock, as if the cherry, to top off an epic experience.

But sitting at that little table with a bare bulb overhead to light the room, with the aromas of meatballs and eggplant caponata, fritto misto and panelle brought to the table and steaming hot, what more could anyone want? I?d had it all along, from the very beginning, and here I was again, right where I started.














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[01/26/2020, 17:11]  Has the battle for Italian wine in high-traffic retail been lost?
Now that I?ve scaled down my activities in the wine trade, I spend more time shopping for groceries, including the occasional bottle of wine. But I?m finding something about buying Italian wine in high-traffic retail (groceries, convenience stores, drugstores) to be very discouraging, verging on the sinister. The battle Italian wine has waged, interpolating itself into the greater American culture in the last 50 years, has been lost. It?s disheartening. And it?s disgusting. Because it treats Americans in search of Italian wine in those outlets, as if they are a bunch of immature babies just looking for a sweet lollipop.

So, let?s dig in and take a look at this situation.


One of the things I analyzed in my career was the categories Italian wine was selling in America. And I saw that there were four major groups that made up the bulk of the sales. Not the drill-down into the artisanal selections that went into the fine wine shops that interested me. This was the view from 40,000 feet. Those four categories are:
  • Pinot Grigio
  • Chianti
  • Moscato
  • Prosecco
A white, a red, a sweet and a sparkling. Over time, ros? has insinuated itself into three of the categories, namely the Pinot Grigio, the Moscato and the Prosecco categories.

Sidebar: While this happened, a whole new category of Italian wine, dominated by one company, overtook the white Zinfandel, the German Riesling, the Lambrusco and the overall sweet wine category. More about that later in the piece.


There are several factors which caused this concentration of limited variety in the high-traffic retail. Consolidation played a part. Acquisition also figured in. And the strategy by major players to take short-term gains over playing the long game, had an effect on this state of affairs.

Pinot Grigio ? this category triggered a gold rush mentality by players, large and small. Producers in the Veneto and Tuscany were dreaming up their own labels and using the power of their brand to inculcate distributors and retailers into extending product lines beyond their traditionally held positions. A Chianti producer could now be a major force in the Pinot Grigio category. As well, large companies, who held sway over the store sets dreamt up their own labels out of the blue and insinuated them into the set, effortlessly. Of course, the pressure was on from the get-go, enticing and exhorting the distributors to get behind the push. Distributors, sensing the strength of these large forces, got in line, and did so all the way down the line to the front-line salespeople and shelf-stockers. This was a mandate and it was the beginning of the end of the small, artisanal producer, in favor of profit over particularity.


In reality these large forces were following a trailblazer, the wine that made the category popular in the first place, Santa Margherita. In time they chase some of the giants into their own backyard, Tuscany, with mixed results. It was dog-eat-dog, and it wasn?t pretty.

The reality in America was that it was simpler to just let the big companies have their way. Wine in high volume stores like supermarkets was seen as this confusing mess and jumble of products and the store managers wouldn?t (or didn?t have the budget) to pay a wine steward to ?curate? the selection. It was all about turning the product. As with meat and produce, Q-tips and aspirin, two turns a year was not acceptable. Bonuses were based on turns, and the large suppliers knew exactly how to play to that. And to a large degree, that was the beginning of the dumb-it-down stage for Italian wines in the greater American retail landscape. I know, I was there, fighting for the little guys, for the better part of my career.

So, Pinot Grigio was the eruption that opened the chasm.

Chianti ? While this wine had a greater history in the American market, going back to before World War II, it was really after the war that the category blossomed. GI?s bringing back their memories, Walt Disney making new ones and the cheap and cheerful allure of the fiasco. Mid-century modern meets kitsch.

Once they got a toehold into the market, then the Tuscan wine importers and producers started bringing in better wines. Along the way a couple of them became huge behemoths. With that came the marketing of the Italian lifestyle in America. The Mediterranean diet, the rise of the celebrity Italian chefs, and the explosion of Italian chain restaurants like Olive Garden and Maggiano?s.


Now you go into a supermarket and you?re lucky to find a Chianti. It?s usually in the ?red blend? section, or perhaps the European row, next to the lone Beaujolais. It has lost its place and I submit, its soul, in the world of the high-traffic retail. Don?t try finding one in a drug store or a convenience store. But you?ll have no problem finding Italian pasta, olive oil or balsamic vinegar there.

What you will find will be sweet red wines from Italy. But we?re not going there yet.

Yes, the soul of Chianti is nowhere to be found in these stores and at best one might find a sad fiasco bottle (because it?s so kitschy and Instagrammable) and maybe one of the really well-known ones. But don?t hold your breath.

Moscato ? Good bye Blue Nun, Moscato is now the leader. And one will find any number of Moscato wines from Italy and elsewhere. It?s not that Moscato sells, because it has this unique aura of terroir, in these stores. Though anyone who tastes a bonafide Moscato D?Asti knows there is something about that wine that can only be found in those specific wines ? a sense of place and tradition. But in American business, tradition? Get-outta-here!

Moscato, I originally thought, would be a good gateway wine, a wine that folks would start at and work their way to drier wines. But the largest marketers had another idea. They just wanted to follow the lead of the spirits marketers, and get folks ?hooked? on their product. Not go away, not upgrade, not diverge from the path. And that has worked. But who the hell thinks German Riesling is in any way the powerhouse of marketing strength that it once was? Or Lambrusco? Yeah, in their day, they were kings and queens and they ruled the land. But no longer. Moscato only needs some seltzer producer to make a cheaper sweet version of White Claw and they can take that market away from the Italians, eventually. Just like they did to Lambrusco with wine coolers, back when.

Prosecco ? Cava paved the way, as did Moscato. Champagne made it possible, by the endless premiumization of their product. And folks who went to Venice were bathed in Prosecco at every turn. Along with every other place in Italy. Prosecco had the unique advantage of crossing over regional lines, in that anywhere you would go in Italy, one could find Prosecco. Not so, Chianti, Pinot Grigio or Moscato. So, the Italians banded together, for a change, and built a monster.


And the large companies in America saw dollar signs. The ones who made their fortunes in Chianti got one. So did the largest American wine company. And as well, the ever-industrious Venetian people, who created the Pinot Grigio monster, almost effortlessly took Prosecco higher and faster than the still white wine that brought so much wealth to the region. Yeah, this was a slam-dunk, and everything was in place. Prosecco was going to be bigger than Champagne in America. Along with Freedom fries.

And now, with Prosecco ros? coming onboard, and with the surge of popularity of ros? wine, there seems to be no end to the climb to that mountaintop.

With it, the marketers are getting people who drank Champagne and Cava and fizzy sweet wine and fruity German wine and, and, and, well, you get the idea? It?s the biggest monster on the shelf. But only for a few, because this monster must be kept simple. You know the KISS principle? Well, this wine was made for it and the largest companies want to keep it that way, all to themselves. Lots of money here, lots of money.

So, the sidebar a thousand or so words ago. Two words about that phenom ? Stella Rosa.

About ten years ago one of the geniuses in the corner offices asked me about this brand. ?Should we go after it?? Those were his words. Probably the most brilliant idea he ever had, although it was probably not his idea. I told him I knew the folks behind the brand, they were family friends (but not ?family? in the mafia-don sense) and I?d be glad to reach out to them.


Nothing ever came of it, because the genius was chasing sparkling sake or popcorn flavored vodka, which he saw as ?bigger? in his world view of things. None the less, the folks who dreamt up Stella Rosa, took shelf space away from white Zinfandel, sweet blush wine, Port wine, Sauterne wine, Tokay wine, Lambrusco, you name it. If it wasn?t Cabernet or Pinot Noir or Sangiovese or Pinot Grigio or Champagne or Prosecco, they eventually extended their line into a billboard of products. Such that now, you walk into a supermarket and they command a huge swath of real estate. It?s only a matter of time before some bigger fish decides to choke up millions for that brand and kill it, as only they can do. They might not though, because they are currently too obsessed in their frenzy with seltzer.

What I can say about Stella Rosa, is they really carved out a niche. They didn?t copy anyone. But they did take advantage of the lack of momentum in flagging wine categories and they managed to corral those abandoned drinkers into their world. This is the genius of Italy. They make something out of nothing. But that doesn?t necessarily mean it is good for Italian wine outside of the major categories.

And that is where the battle is being lost. Look, the amount of Italian natural wine that ends up on people?s tables is less, by a large margin, than the amount of Stella Rosa that gets spilled in their factories. Meanwhile every wine writer and p.r. hack are tripping over themselves to beat the drum. But that drum circle is relatively small. The sound of one hand clapping, the sound of a tree falling in the forest when no one is there small. But, hey, keep on beating it, if it makes you feel good.

No, my concern is more for the hundreds of small producers, who I meet with regularly, who have these lovely wines -Dolcetto, Grignolino, Sangiovese, Falanghina, Nebbiolo, Trebbiano, Montepulciano, Carricante, etc. What are they going to do in the shadow of the giants? How many individual drums can we beat? And how do we win the battle for Italian wine in America when the largest of the large do not want you inside their tent?

Sounds more like the larger 1%-99% battle that?s being fought in cultural America, doesn?t it?





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[01/24/2020, 14:11] Grillo, nel senso del Rossese di Dolceacqua (non quell'altro)
I lavori in corso per il prossimo Genova Wine Festival hanno lati positivi e divertenti. Per esempio si cercano, e si trovano, aziende nuove e inedite. Succede anche di trovare un produttore del quale non ci sono nemmeno due righe sull'internez. Mai recensito, sconosciuto. Sito in costruzione. E allora che si fa? Facciamo noi il primo passo.

Grillo ha due ettari di vigneto nella zona del Dolceacqua (Rossese di). L'azienda in realt? fa olio, il vino ? un fatto recente - e almeno quel sito esiste. "La passione per il nostro territorio ci ha invogliato a creare un'azienda vitivinicola, che si estende per due ettari, dove nasce la nostra produzione di Rossese". E fine della presentazione, non male come minimalismo ligure, vero?

Quindi che vuoi fare, assaggiamo. Ho aperto i vini in due riprese. Prima il Rossese di Dolceacqua Superiore 2018, che dal colore profondo si annuncia un po' stipicizzato, se per tipico intendiamo il colore scarico. Il naso segue a ruota, pi? frutta che scattanza, ma comunque bella bevibilit?, certo non pesante nell'esecuzione (per fortuna). Piacevole, e da risentire. Il Rossese "base", o classico, sempre 2018, aperto il giorno dopo ha dato una gran bella prova, forse anche pi? attraente, adesso, rispetto al pur buono Superiore: ? scarico al colore e il naso ? un mix un po' selvatico di terra e frutto, la bocca ? snella, insomma scatta bene. Mi piace.

Alla fine promossi, saranno al Festival. L'impressione ? positiva anche data la vendemmia 2018, che da quelle parti non ? stata facilissima. Ai posteri (e ai visitatori del GWF) la sentenza, speriamo non ardua.
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[01/22/2020, 16:00] Ristorante Vitique ? Tenuta Santa Margherita ? Greti (FI) ? Chef Antonio Guerra

Siamo a Greve in Chianti, nei Tenimenti Toscani del Gruppo Vinicolo Santa Margherita. Una zona di cui la famiglia Marzotto vuole sfruttare a appieno le potenzialit?, pensando a un progetto di ricettivit? enologica che accolga l’enoturista con una cantina attrezzata per visite e degustazioni, la bottega, il bistrot e ora anche il risotrante gastronomico che dalla struttura prende il nome: Vitique. La cucina ? stata affidata ad Antonio Guerra, chef giovanissimo (classe 1990), ma dalle esperienze formative importanti. Lui vede in Luigi Taglienti e Giancarlo Morelli i suoi maestri di cucina e non ? difficile individuare nei piatti di Antonio il giusto mix tra il colto ardire dell’uno e la nobile concretezza dell’altro, in un percorso che ben tratteggia una cucina italiana conscia della propria storia e prerogative, ma senza cadere nel folklore turistico.

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin ?(nel 2019 )
Espresso ?(nel 2019 )
Gambero Rosso (nel 2019 )

La squadra
Propriet?: fam. Marzotto – Tenuta?Santa Margherita

Lo staff di cucina

Executive chef: Antonio Guerra
Sous chef e pastry chef: Giovanni Ciampini

Lo staff di sala

Hospitality manager: Alessandro Marzotto
Restaurant manager e sommelier: Dario Nenci
Maitre / Direttore di sala: Roberto Pennacchiotti

Men?

? TA R T U f O ?

3 portate 70 ?
5 portate 130 ?
7 portate 180 ?

Uovo 24 ?
Scampo e animella 30 ?
Tagliolino e burro affumicato 30 ?
Risotto, parmigiano stravecchio e sugo d?arrosto 30 ?
Morone alla brace, burro e salvia 40 ?
Cervo e camomilla 40 ?
Yogurt, ceci e olio evo 18 ?

VINI IN ABBINAMENTO 25 ? – 30? – 45?

?DUEMILADICIANNOVE? 55?

Uovo
Seppia e spugnole
Bottoni di patata alla cenere, anguilla e carcad?
Maialino da latte, rafano e finocchietto

?DUEMILADICIANNOVE?? A MANO LIBERA

percorso di 7 portate a cura dello chef 70 ?

VINI IN ABBINAMENTO 45 ?

Per concludere

Brioche, zabaione e frutta candita 10 ?
Yogurt, ceci e caco mela 10 ?
Bab?, finocchio e vaniglia 10 ?
Caramello al latte, mango e noci pecan 10 ?
Formaggi da 8 ?

Eccoci a destinazione…

Il banco dei formaggi

Sala e mise en place

La cantina con oltre 200 referenze

Pane con farina semintegrale, focaccine burro e salvia e baguette alla farina castagne con lievito madre

In accompagnamento al pane: olio EVO Dop del Chianti Classico Lamole di Lamole

… e burro salato di Normandia

Les ent?es: Creme brulee di foie gras, frittella di polenta, alghe e tartufo e carota con salsa ponzu e sesamo tostato

Creme brulee di foiegras

frittella di polenta, alghe e tartufo

carota con salsa ponzu e sesamo tostato

Il benvenuto della cucina: cappelletto ai finferli burro e guanciale

Uovo alla terza: porro brasato, uovo cotto a 64?, bernese affumicata e tuorlo marinato

Ravioli del plin, stracotto di manzo, pecorino, alloro e tartufo: ravioli ripieni di stracotto di manzo, jus di manzo, soffice?al pecorino, polvere d’alloro e tartufo nero.

Seppia e spugnola: battuto di seppia condita con olio sale e limone, disco di pasta all’uovo, spugnola alla brace e ragu?di spugnole.

Bottoni ripieni di crema di patate cotte nella cenere,?anguilla affumicata, erba cipollina, scalogno e th? nero affumicato.

Risotto mantecato con burro e parmigiano 72 mesi, sugo?d’arrosto e ragu di lumache.

Morone cotto alla brace, polvere di salvia, spinacino e salsa al burro affumicato.

Maialino cotto a bassa temperatura, poi alla brace, maionese al rafano e?finocchietto con insalatina piccante.

Predessert: banana caramellata con sorbetto alla banana

Brioche, zabaione e frutta candita: brioche siciliana, gelato allo zabaione con frutta candita.

La piccola pasticceria: mandorla, gianduia e cacao, cioccolatino al cioccolato bianco ripieno di Armagnac, gelatina di frutta, cioccolato?fondente e pralinato alla nocciola

Cucina?

La cucina di Antonio Guerra e concreta e golosa, e convince tutti col suo smaliziato utilizzo di concentrazioni e fondi, contrastati da elementi freschi ed aromatici. Tutto mantenendo la materia prima sempre riconoscibile e a fuoco.

Servizio

Elegante e di gran tono, assolutamente in linea con l’atmosfera e le ambizioni della struttura, con grande attenzione e tecnica nel servizio del vino.

Conclusioni

Vitique ? una scommessa sia in ambito ricettivo che gastronomico, e in cui individuiamo tutte le potenzialit? per vincerla.

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

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[01/20/2020, 06:30] Black Coffee, Green Bananas and the White Fog of Winter
After a holiday season which bordered on indulgent, and passing through the time of the winter solstice, breezing right on into the new year, the days are getting longer. Every day, when it is born, will be the longest day of the year, until the summer solstice. It?s all uphill from here.

But the world of wine is lumbering in its own dark days, filled with fear, drama and uncertainty. It?s as if the bright place I would escape to, my little world of wine, has been infested with the same turmoil that the greater world is lingering over. It?s too much for this observer. There has to be a way out of this rabbit hole. Or, so says, the optimist within, the resilient one, the man in the back of the room who is not shouting ?FIRE!?


So instead, I sit at this desk, black coffee in hand, a green banana by my side waiting its turn, and mulling about within this white fog of winter.


I?d like to say I really don?t have any more patience for it, and leave it at that. But something inside shouts another warning, this time, ?WAIT!? Wait for what? Good news? Some Pollyanna version of events to come that will make it easier to get through the day, sleep a good sleep, and wake up refreshed in a new world without all the confusion and anxiety?

At the risk of sounding unconcerned, something inside me says, ?stay calm.? Yes, there are high winds and storm clouds. And some of them have threatened a little closer to home than usual. But, living where I live and how I live, for many years, I have a safe room.

My safe room is not a place as much as it is a sense. Maybe it has been that for most of my life I?ve lived with the threat of planetary nuclear annihilation. Maybe I am numb because in my life it is hard to remember a year where there wasn?t a war somewhere in the world. And often the country in which I live has had its hand in many of them. We?ve squandered trillions of dollars and millions of lives have been lost.


Maybe it is because I no longer am in a career-driven part of my life. Work is not the defining factor of my life anymore. Oh, I get it for those whom it is. It?s a big deal. Or so it seems at the time. You need to keep the roof over the babies heads, buy them food and clothes, keep the rain out. And you need to have a dream of a future for you and them that will have a happy ending.

Something that comes up when I am in this mood is the spirit of a particular person. He is a 62-year-old man, a Jew, living in Germany, retired and beginning that stage of his life, the one I?m in now. He worked in the wine trade, selling German wine to America and importing French wine to Germany. He was successful, managed to save some money, put his three children though private schools, one through college, and lived a comfortable, peaceful life. And then, 1938 happened. And his life, after all the work and toil and hope and dreams, unraveled.

Throughout the ordeal, he managed to get two of his children, the youngest daughters, out to safety, to Emilia Romagna in Italy. But his oldest child, his son, the college educated one, and his wife, were swept away to a concentration camp, as was he.


The son and wife did not survive. And it was only through the sheer force of will, and resilience, that he was able to endure every conceivable onslaught against his body and his mind. But somewhere inside he thought of those two girls. He had to make it through these unendurable hardships to get to them someday. He would not be distracted or thrown off track. He needed a little luck, and that was all he got. After all, he lost his son and his wife. But he was undeterred.

He lived seven years in that concentration camp, and when it was liberated, he was 69 years old. He weighed 85 pounds. But he survived.

He spent time in the hospital, healing his physical ills. He gained weight and his energy returned. And as soon as he could, he left for Italy to find his daughters.


And he did. And they lived in Italy for several years. One day, he met an American lieutenant, who was in Italy for the Marshall Plan, and they got to talking about before the war. Come to find out, the lieutenant?s family were wine and spirit importers in America. Small world, what was left of it. They found that this older Jewish man had exported German wine to America and sold it to the lieutenant?s family business.

The two men built up a wonderful rapport and the lieutenant convinced the old man to come to America and bring his daughters. And so, they did.

I?d like to say the daughters grew up and went into wine in their adopted family?s business. And that definitely could have been a path one, of both, of them took. But that?s another story for another time.

The thought behind all of this now, is that there will be times when each of us face hardship and challenge in our lives, in our work and in our country. Right now is one of those times. But it doesn?t have to be the end of the world. It is another test of our strength, our will and our resilience. Eventually the coffee can be mellowed out, with a little cream and sugar. Eventually the banana ripens. And yes, eventually the white fog of winter lifts.





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[01/15/2020, 16:09] Ristorante Michelangelo -Aeroporto di Linate (MI) ? Chef Michelangelo Citino

Il timore di chi transita spesso per stazioni e aeroporti ? quello di mangiare male: troppo poco tempo per godersi una tappa da buongustaio e troppa poca offerta per quanto riguarda i palati viziati. Per sfatare il mito Viaggiatore Gourmet ha recentemente fatto visita a Michelangelo Citino executive chef del ristorante Michelangelo che affaccia direttamente sulle piste di Linate. Il locale dai toni neutri al contempo sobrio ed elegante ? raggiungibile solamente da coloro che sono muniti di carta d?imbarco. All?ingresso il market con la migliore selezione dei fornitori, mentre al centro della sala una moderna libreria separa lo spazio del bistrot da quello del fine-restaurant.

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin ?(nel 2019 )
Espresso ?(nel 2019 )
Gambero Rosso (nel 2019 )

La squadra

Lo staff di cucina

Executive Chef: Michelangelo Citino
Chef di Cucina: Matteo Varotti
Sous Chef e Chef de partie Antipasti: Cristiano Bindi
Chef de Partie Primi: Marco Zaffaroni
Chef de Partie Secondi: Lorenzo Polini?
Chef Pasticcere: Giovanna Ascrizzi
Commis di cucina: Mattia Landi?
Commis di cucina: Manuel Bonetti

Lo staff di sala

Maitre di Sala e Sommelier: Marco Ghisolfi
Secondo Maitre: Michele Maccari
Hostess di Sala: Carole Hochkaeppel
Chef de Rang: Rafael Torricelli
Chef de Rang: Pasquale Capasso
Commis di Sala: Alberto Slavica

Men?

Di seguito il reportage della nostra esperienza

La librea divide la zona bistrot da quella del ristorante gourmet

Sala e mise en place

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Pane:
Focaccina allo zafferano, Paninetto Bianco, Paninetto al latte, Schiacciatina integrale e Grissini con farina di mais

L’olio EVO, frutto dell’attenta selezione di prodotti dello chef, viene servito in abbinamento al pane

Primosale Vaccino, Zucca, Zenzero e Cacao

Battuta di Fassona Piemontese con fonduta al Parmigiano Reggiano Vacche rosse e nocciole Tartufate “Stefania Calugi”

Tonno scottato, salsa tonnata, vino rosso e broccolo romano.?

Crema di sedano rapa, gelato di ricotta e pistacchi, scampi marinati e tuorlo d’uovo affumicato.

Uovo cacio, pepe e cardoncelli?

Tagliolini Freschi, crema all uovo, e tartufo bianco “Stafania Calugi”

Bottone, rag? di cervo, sbrisolona al malto e lamponi dry

Spaghetto Verrigni al fumetto di pesce, caviale secco, lime e dragoncello?

Filetto di San Pietro, carciofo alla brace e crema leggera al mais

Guancette di maialino all’arancia, lardo, carote e liquirizia

Baccal? in oliocottura, crema allo zafferano e finocchi

Tortino di mela, carote e cocco con gelato al miele

Mousse ai tre cioccolati, passion fruit e vaniglia

Mascarpone di nostra produzione, crumble di castagne, caco e grue di cacao

Michelangelo Tiramisu

Macaron al fondente, nocciole e tartufo nero “Stafania Calugi”

Frollino con granella di zucchero, Brownies al cacao con Nocciole, Biscotto al cocco, Sable al pistacchio e vaniglia

I Chocolor di Rinaldini

Caffe Illy 100% Arabica

Cucina

Michelangelo Citino ? uno degli chef pi? interessanti del panorama gastronomico italiano, di recente nominato miglior ?Airport Chef? al mondo nel corso dell?assegnazione dei FAB AWARDS 2019. Insieme al suo braccio destro Matteo Varotti, eccellente interprete di lievitati e dessert, propone una cucina profondamente influenzata dalle origini mediterranee dello chef con abbinamenti raffinati e mai provocatori.

Servizio e accoglienza

Osservare il viavai degli aerei ha da sempre affascinato grandi e piccini, ma poterlo fare seduti alla tavola del Michelangelo coccolati dalle attenzioni del ma?tre Marco Ghisolfi ? un?altra cosa. Uno staff attento e cordiale, pronto a soddisfare i desideri del cliente facendo dimenticare in un istante lo stress del viaggio.

Conclusioni

Il panorama quasi holliwoodiano di cui si gode dal tavolo rende l?atmosfera unica, trasformando una situazione di transito in desiderio. Il cibo attentamente preparato ed il locale fresco e rilassante guidato dalla professionalit? dello staff hanno senza dubbio riacceso in noi la voglia di tornare.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Michelangelo
Aeroporto di Linate
Tel. (+39) +39 02 7611 9975
E-mail: michelangelo.restaurant@areas.com
Sito internet: www.michelangelorestaurant.it

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[01/13/2020, 10:15] Teatro Ristorante & Lounge ? Arzignano (VI) ? Chef/patron Elia Consolaro

Arte e gastronomia sono due mondi tanto distanti quanto collegati, ecco perch? chi ? in costante ricerca del bello e del buono come Viaggiatore Gourmet non puo? ignorare posti come il Teatro Ristorante & Lounge di Arzignano di Elia Consolaro chef/patron dell?insegna.

Il locale ricavato nelle sale di un palazzo settecentesco ricrea un?atmosfera classica e rilassata, perfetta per cene romantiche, mentre la zona lounge si ispira ai cocktails bar di New Orleans con proposte immancabili e moderne.

L?attenzione ai dettagli ? pilastro del locale che con un massimo di 10 tavoli propone esperienze non facilmente dimenticabili.

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin ?(nel 2019 )
Espresso ?(nel 2019 )
Gambero Rosso (nel 2019 )

La squadra

Lo staff di cucina
Chef/Patron/Sommelier: Elia Consolaro
Sous Chef & Pasticcere : Stefano Petrin
Capopartita: Riccardo Tomasi (alias Killick)

Lo staff di sala (presente al momento della degustazione):
Servizio in sala: Martina Biasi
Bartender: Nicola Rassu

Sala e mise en place

Men?

La mosa
Crema di zucca e latte, semi di zucca e zucca al forno

Cheviche
Ricciola, lime, melograno, cipolla. peperone

Baccal? mantecato
Marmellata di cipolla e pomodoro, polenta soffiata

Polpo Anticucho
Marinato in Aji Panca e Aji Amarillo, patate affumicate, maionese senza uovo di pomodoro

Carpaccio di Manzo
Chips di Altissimo De.Co., terrina di fegato grasso alla veneziana

Trota della Val Chiampo
Affumicata al momento, crema di pastinaca e finferli

Caramelle di pappa al pomodoro

Gamberi glassati al Vermouth rosso, fioretta e lime

Orzotto al brodo di giuggiole

Morlacco e fonduta di foie-gras

Tagliolini al burro affumicato

Jus di manzo e porcini

Coniglio alla Valleogrina

Ripieno del suo fegato e salsiccia, polvere di pinoli, jus e colatura di alici

Manioca allo zafferano

Trota della Val Chiampo

Terriccio al tartufo, miso, cavolo fermentato, cavolini di Bruxelles,
maionese di chimichurri

Caldeirada ? portuguesa? con un twist dai caraibi
Pesce secondo disponibilit? del mercato cotto confit in olio di avocado, velluata di crostacei e latte di cocco, okra, pomodori datterini, mango grigliato

Pavlova
Meringa, frutti rossi, mousse di cioccolato bianco e vaniglia

Bavarese di latte di mandorle e muscovado
Sorbetto di cocco e rosmarino, gel?e di frutti rossi, riso soffiato all?arancia

Crostatina Irish Coffee
Bris?e al caff?, mousse di caff?, chantilly, gelato al Whiskey

Trota della Val Chiampo

Terriccio al tartufo, miso, cavolo fermentato, cavolini di Bruxelles,
maionese di chimichurri

Tortina al cioccolato
Sorbetto al Cioccolato, melograno, croccante alle fave di cacao

Latte, panna e mascarpone
Come un Tiramis?

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Giunti a destinazione

Sala e mise en place

Elia Consolaro (chef/patron &sommelier)

Il pane

ENTREE di benvenuto: Cialda di riso soffiato con olive taggiasche e polvere di capperi, Polenta soffiata con mousse di caprino di Montegalda

LA MOSA Crema di zucca e latte, semi di zucca, zucca al forno

CEVICHE Ricciola, Lime, Melograno, Cipolla, Peperone
In accompagnamento PISCO SOUR?Tabernero? Pisco, succo di lime, simple syrup, albume

CARPACCIO DI MANZO Chips di Altissimo De.Co., terrina di fegato grasso alla “veneziana”

BACCALA’ MANTECATO Marmellata di cipolla e pomodoro, polenta fritta e pane tostato

DIA DE LOS MUESTOS?Mezcal ?Herencia de Sanchez Espadin?, estratto di Ananas, simple syrup al rosmarino, succo di lime, affumicatura di faggio e rosmarino preparato da Nicola Rassu

POLPO ANTICUCHO Polipo grigliato, marinato in Aji Panca e Aji Amarillo, patate affumicate, maionese senza uovo di pomodoro

Lo chef presenta la TROTA DELLA VAL CHIAMPO Affumicata al momento, crema di pastinaca, finferli

TAGLIOLINI AL BURRO AFFUMICATO Jus di manzo e funghi del mercato

CARAMELLE DI PAPPA AL POMODORO Gamberi glassati al Vermouth rosso, fioretta e lime
In abbinamentoMi To (Milano Torino) ?Carpano? Vermouth rosso, Campari

ORZOTTO AL ?BRODO? DI GIUGGIOLE?. ?morlacco, fonduta di foie-gras

CONIGLIO SULLO STILE VALLEOGRINO Rotolo disossato ripieno del suo fegato e salsiccia, polvere di pinoli, jus e colatura di alici. Manioca allo zafferano

TROTA DELLA VAL CHIAMPO Terriccio al tartufo, miso, cavolo fermentato, cavolini di Bruxelles, maionese di chimichurri

 

?CALDEIRADA A PORTUGUESA? CON UN TWIST DAI CARAIBI Pesce secondo disponibilit? del mercato cotto confit in olio di avocado, velluata di crostacei e latte di cocco, okra, pomodori datterini, mango grigliato.

BAVARESE DI LATTE DI MANDORLE E MUSCOVADO Sorbetto di cocco e rosmarino, gel?e di frutti rossi, riso soffiato all?arancia

CROSTATINA IRISH COFFEE Bris?e al caff?, mousse di caff?, chantilly, gelato al Whiskey

APPLE IRISH COFFEE?Bayleys Irish Cream, Coldbrew, Apple Brandy, Chartreuse gialla

LATTE, PANNA E MASCARPONE Come un Tiramis?

ESPRESSO MARTINI?Doppio espresso, Vodka, Liquore al caff?

TORTINA DI CIOCCOLATO Sorbetto al Cioccolato, melograno, croccante alle fave di cacao

PAVLOVA Meringa, frutti rossi, mousse di cioccolato bianco e vaniglia

ARMONICO BLEND: Miscela 100% Arabica da agricoltura biologica
Microtorrefazione: Young Cup Coffee

Per concludere la selezione di distillati…

Cucina
Elia Consolaro chef/patron del locale mira a stupire i suoi ospiti attraverso piatti realizzati con maestria. Il rispetto per le ricette della tradizione viene messo a fuoco attraverso contaminazioni esotiche che arrivano sino al Sud America, dove la materia prima non viene coperta, ma valorizzata.

Servizio e accoglienza
Rapido, elegante e attento. Ecco come potremmo sintetizzare l?attenzione dedicata al servizio per offrire al cliente la migliore esperienza. Martina Biasi ma?tre del locale accoglie dolcemente gli ospiti accompagnandoli durante il corso dell?esperienza gastronomica, mentre Nicola Rassu?bartender esperto ? pronto a realizzare i cocktails che hanno fatto la storia.

Conclusioni
Quando si sceglie di intraprendere un?esperienza gastronomica di un certo livello ci si pone con aspettative elevate. Il desiderio di appagamento dei sensi cresce, mentre all?arrivo del piatto ci si aspetta che lo chef riesca a stupirci di volta in volta con la sua creativit?. Al Teatro Ristorante & Lounge non solo i piatti sono presentati come opere d?arte, ma si diventa quasi parte della sceneggiatura grazie all?atmosfera che circonda i tavoli e inebria gli ospiti durante la loro permanenza.

Viaggiatore Gourmet

Teatro Ristorante & Lounge
Corso?Giuseppe Mazzini 22
Teatro Mattarello
36071 Arzignano,
Tel. (+39) 0444 024392
Chiuso: marted?
E-mail:?info@teatroristorantelounge.it
Sito internet: www.teatroristorantelounge.it

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[01/12/2020, 18:39] Where to, Now?
Let?s take a little skin trip. Step outside of your little world, just for a few minutes. Let?s go to Italy.

?Ahh,? you say, ?Been there, done that.? And yes, maybe you have gone to Italy a time or two.

There is another Italy, one that is elusive to most of us, even those who speak the language fluently. It isn?t an Italy of words. It isn?t an Italy which mandates judgement, or even preference.

It?s something I have seen inside the viewfinder of a camera, and hints of it in films. I?ve felt it while hiking in Abruzzo and driving my motor scooter around Pantelleria. I?ve smelled it in the kitchens of aunts and grandmothers, and tasted it on numerous tables, both majestic and humble. And I?ve sipped it from the finest crystal glasses to the commonplace tumblers. Still, I keep looking, thinking there is something about Italy that evades many of us.


Recently, I watched a documentary about an Italian chef in Modena, and saw it again, the shadow running across the screen, taunting me to follow it.

And like a moth to a flame, I gave chase.

?But,? you say, ?you?re just sitting at your desk, sipping your coffee. You aren?t even in Italy! How do you expect to find something that?s 6,000 miles away??

If I have found out anything from the trips I?ve made to Italy, it is that the Italy I am searching for doesn?t have to be in Italy. In fact, that?s what is so compelling about Italy. While many think it is exclusive to that precious peninsula, I have this little ray of hope that what I am looking for in Italy is closer than Rome.

Admittedly, it would be a lot more fun to be there. The food, the wine, the musical language, the beautiful bodies, hovering a few inches above the cobblestones, little angels mingling with those little devils. Watching the ballet play out in the piazza, the perpetual passeggiata that one can find from north to south. But that?s not the flicker I?m following, not this trip.

?That which cannot be seen, but that by which one sees. That which cannot be heard, but that by which one hears. That which cannot be tasted, but that by which one can taste,? echoes of lines I read in an ancient Indian manuscript many years ago. It is the fire, the wind and the misty enigma that indelibly marks Italy and makes it such a timeless treasure trove for the senses. But it is also something I hope can discover outside of Italy and within my being.

Sure enough, the wine, the olive oil, the music, the art, the interchangeable ingredients offer some hope. Making bread with salt from Sicily, olive oil from Tuscany and yeast from Lombardy, with American wheat, and these hands, part American and part Italian, can one cozy up to the flame at 5 AM in the urban windswept plains of Texas? Will it be like being in Modena? Is there no more a need to compare, when one is stepping outside of the little worlds we have imprisoned ourselves within?

It all hinges on one?s ability (and desire) to get out of oneself to get into one?s being , to let go. This is a great lesson Italy has taught this pilgrim. One?s fears, one?s anger, one?s glass-half-empty take on things, so pervasive in today?s world, just doesn?t cut it with the timeless and seamless existence that is Italy.

So, yes, I can live on this little island in flyover country and take what has been infused into my spirit and character from the many exposures to that thing about Italy which is so darn special. Where to, now?






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[01/09/2020, 16:13] Cartoline dal 927 MeetingVG @ Locanda Margon ? Trento ? Patron Fam. Lunelli, Chef Edoardo Fumagalli

Anche per quest?anno Natale ? passato e abbiamo bisogno di consolarci con un pasto come si deve e dato che VGnon si accontenta, a far visita allo chef Edoardo Fumagalli della Locanda Margon ? sempre una certezza.
Location intima e raffinata, posta lungo il sentiero del ?Bello e del Buono? che dalle cantine Ferrari porta a Villa Margon (da cui prende il nome l?insegna).
Il progetto della famiglia Lunelli nasce per creare un vero e proprio ?salotto gourmet? che nel 2019 ha confermato la stella Michelin, dove poter assaporare le eccellenze del territorio in abbinamento alle bollicine Trentodoc.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 3 maggio 2011
->?Meeting del 6 giugno 2011
->?Meeting del 4 giugno 2012
->?Meeting del 3 giugno 2013
->?Meeting del 31 maggio 2014
->?Meeting del 17 settembre 2016
->?Meeting del 24 giugno 2017
->Reportage del 27 settembre 2018

La squadra
Chef:?Edoardo Fumagalli
Sous chef Federico Sarzi Amad?
Chef pasticcere Damiano Bonomi
Capo partita ai primi Valentino Romeo
Capo partita agli antipasti Samuele Ferrari
Chef de rang: Lia Desideri
Chef de rang: Sire Sambur
Ma?tre:?Aleksandar Valentinov Nikolaev
Accoglienza: Flaminia Gubernari

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Eccoci a destinazione…

Il tavolo per gli Amici Gourmet

Il men? personalizzato

Acqua Fillette

Il ma?tre Aleksandar Valentinov Nikolaev

Per cominciare: sfoglia soffiata ripiena di maionese allo speck

Chips di polenta, grano saraceno e crema al Casolet e salvia

Biscotto salato allo zafferano, cereali e Trentingrana

Galantina di cappone al tartufo nero

Gli amuse bouche

Meringa salata ai peperoni e crema di lime

Sigaro di patata dolce, caprino alle erbe aromatiche e polvere di cipolla cotta alla brace

Taccola ripiena di maionese alla senape

Spuma di olive del Garda e crema di arancia

Il pane bianco al lievito madre, la focaccia al tegamino ed il pane integrale sono rigorosamente fatti in casa

In accompagnamento al pane viene proposto burro classico, alla barbabietola, alle erbe aromatiche e zafferano e limone?

Spuma di patate, uovo di quaglia poch? al tartufo nero, crumble al cacao, cereali soffiati e olio del Garda

Battuta di cervo con acqua agra di betulla e sedano levistico

Calamari scottati, fracosta di maiale e cavolo verza

Ravioli di uova di trota, crescione di fiume e speck

Spaghetti di ravanello bianco, uova di trota, agrumi ed erba cipollina?

Lo chef Edoardo Fumagalli presenta i suoi spaghetti con crema di riso ai limoni del Garda

Trota salmonata con salsa ai gamberi di fiume e carote, cialda di alghe di acqua dolce e bouquet di insalate in carpione

Salmerino alpino, viennese all’aneto e salsa ricca agli agrumi

Lepre alla royale con tagiolini alle erbe agre

Pre-dessert: gelatina al lampone, Pralina di cioccolato fondente alla grappa Segnana, Cioccolatino morbido alla liquirizia.

Caff?: Illy, blend esclusivo per la Locanda Margon

Cialda al passion fruit con semifreddo, erbe aromatiche e gel allo zenzero e vaniglia

Toast al gianduia, glassa al caramello e frutti di bosco

VG e l’executive chef Edoardo Fumagalli

Cucina

L?executive chef Edoardo Fumagalli insieme alla sua brigata propone una cucina raffinata ed equilibrata basata su tre fattori: conoscenza della materia prima attentamente selezionata, abilit? tecniche e senso creativo espresso attraverso eleganti impiattamenti. Piatti leggeri dai sapori netti in grado di appagare generosamente tutti i nostri sensi.

Servizio e accoglienza

Aleksandar Valentinov Nikolaev, ma?tre del locale accoglie gli ospiti in un?atmosfera rilassata, pronto a guidarli attraverso la degustazioni con consigli e aneddoti sulle etichette proposte.

Conclusioni

Una visita al territorio, una cantina d?eccellenza ed il salotto gourmet. Un tuffo a 360? nella tradizione locale dove scoprire passo dopo passo le proposte enogastronomiche che prendono vita tra i vigneti. La Locanda Margon ? una vera certezza quando si desidera viziare accompagnatori e palato.

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

 

Locanda Margon
38123 Trento
Via Margone di Ravina, 15
Tel. 0461 349401
Chiuso domenica sera e marted? tutto il giorno.
E-mail:?contact@locandamargon.it
Sito internet:?www.locandamargon.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[01/05/2020, 14:37] Prohibition's 100-year Anniversary and the Disastrous 100% Tariffs - Analysis and Strategies
?Nothing uses up alcohol faster than political argument.? - Robert A. Heinlein

After reading a handful of pieces on the proposed 100% tariffs, and the plaintive pleas for it not to happen, I?m thinking: Is this all one can do, to ring the fire bell and ask people to write their leaders, sign a petition? There has to be more to it than the wringing of the hands and the signing of a petition. Those letters seldom get read. At best they?re put in piles: Yay vs. Nay. But no one is going to read them all, let alone respond. And a petition with 500 or 2,500 signatures, is that anything more than a feel-good gesture from the easy comfort of one?s laptop or smartphone? Come on.

I?d love to see someone dig in and ask the large distributors and importers what their collective plan of action is. Lobbying, donations, pressure? What is it? And also, if this is getting back at Airbus for subsidies, why should Boeing be a beneficiary when they are showing little in the way of cleaning up their own house? And why must wine (really, alcohol) suffer?


This should be a time when all the invested parties, large and small, must find a strategy to work together. Which will be tough, because the polarity between the large and the small (and medium-sized) companies are seldom in harmony. Remember they all are in competition. This time though, they really all need to get in the same boat and row together. But I don?t see that happening.

So, what actions can one take that will effect change? Some proposed solutions? Sure! Let?s take a look at the different channels involved.
? Producer
? Importer
? Wholesale Distributor
? Retailer/Restaurateur
? End User (the ?Consumer?)

You, the Producer
From the look of things, many producers are on the slopes skiing right now (New Year ? Old Habits). Maybe they know something we don?t. Or maybe they just aren?t that worried. For those with a more dire view of the near future, what can a small-to-medium (under 50,000 cases) producer do, right now?
1) Take a good look at your inventory. For quick-consumption wines (white, ros? or wines that need to be drunk fresh, like Prosecco and some Beaujolais, etc.), if you think the tariffs are going to go into effect, you might bottle them up quick, make a deal with your importer, or if you are selling direct to the wholesale/distributor, provide some kind of incentive (like a discount) to get the wines out of your storerooms and onto the water, ASAP. And if a considerable discount (15-30%) bothers you, think about how much you will make if you don?t sell the wine.

2) Also you must look to other markets to move your inventory until this thing blows over. If it goes into effect, it will most likely put a crimp in your market timing, your release dates, your cash flow. You might need to offer an incentive to those markets to capture more than the usual allocation or expected amount of sales. And you won?t be the only one doing that. The larger suppliers are already on it. They have already sold stock into the wholesale distributors (usually a contractually obligated buy) and presently their warehouses are bulging with product at unprecedented and historic high levels of inventory. In other words, the back-up, the log-jam, it is already a fact.

3) If you have red wine and it can age a year without a lot of growing (and financial) pain, you might want to hold onto it, or maybe sell some off in bulk. Not your riservas or your grand crus, but your village wines, your simple appellations, your IGP?s. This happened 100 years ago, and people had not only to pivot but they were in a world economic depression that eventually worked its way into a world war. So, if you think things are bad now, think about how much more untenable it must have been 100 years ago, and it was like that for a whole generation. If you can buck it up for a year or two, do so.

4) This is a bit unconventional, but if you have family or associates in places like South America or other places unaffected by the proposed tariffs, you might want to ship bladders of your wine and let them finish the wine in their country. This will remove the ability to do an appellational wine, but it will move inventory. It may not be legal in some countries, but where there is a will, there is a way.

You, the Importer
1) If you specialize in French wine or Italian wine (or any of the other countries that are proposed to be affected) you are in a tight spot. You might lose some employees. Your margins will definitely be affected. And some of you might need to re-align your expectations of income, and take it down a notch. Don?t buy a new BMW or Jeep Grand Cherokee. You might look at an interim strategy whereby you delve into the wines of countries that won?t be affected or that will be needing some help themselves. Australia comes to mind. And while this is a longshot, this is a time when having a diverse portfolio might be a good idea.

2) If you can, and if you have the appropriate means, why not go to some of your producers and make a deal for a load of their wine, with longer payment terms and then turn around and go to your wholesale distributor or large retailer (and this should be on the scale of big box, and important retail chains, etc.), a company that has the money and the warehousing capacity, and get this stuff moving fast. I know, nothing happens fast these days, so this is a dire effort to salvage a scenario that could become calamitous. But someone, somewhere, has probably already beat most of you to the punch. The really big companies have already workshopped this (in late 2019) and implemented a ?Jan. 1 Ship Now? strategy. You think I?m joking?

3) This might also be the year of lowered expectations. Which is actually pretty well-timed (and this in no way endorses the lunacy of these proposed tariffs) because we are here in the USA in an election year. What does that mean? I took a look at the business in election years, over the last generation or so, and typically what happens is a slowdown, if there is an unpopular or disruptive political situation. I think this year qualifies for that, no matter your political persuasion. Nobody?s perfectly happy. No one is set. Everything is in play. So, change is part of the daily life, even if the change suits you or not. None the less, this is a slow growth year, so, it might be a good time to clean your house, prune your portfolio and trim down. Wine growth is slowing among the younger generations (thanks, White Claw), and the distribution of wealth is still lopsided. The premiumization of wine is for the select few at the top (e.g. the Ch?teau Latour?s and the Billionaire class). Those of us in, and struggling to stay in, the middle class really have immediate concerns other than enlarging our wine collections (health care, war and peace, climate disruption, to name a few). So, crawl out of your (or our) bubble and treat this like a business that needs to be run in good health and with long-term life expectancy for the company.

You, the Wholesale Distributor
Ideally, there should also be some discussion of the Direct to Consumer model. But that, for imported wines, is still in its infancy and doesn?t represent a sizable share of the business. Yet.

The wholesale distribution channel is a mish-mosh of different-sized companies. And these folks really could offer the one-two punch at a political level. But many of them are not progressively political in their business strategies, and the big ones really liked the tax break they got in 2018. And they usually sit in a more conservative camp, even if it does not line-up 100% with their interests. At the end, everyone votes from their own personal pocketbook. So, the small and medium sized distributors are not going to get the biggest companies to link arms with them in a movement of solidarity. And if that does happen, I fully expect to see a sky full of porcine pilots floating above me. I remind anyone still reading that the alcohol beverage industry is showing unprecedented high levels of inventory in their warehouses (as the US Chamber of Commerce attests), they are full and bulging and just had an abbreviated holiday selling season, and we?re going into an election year. So, for those of you reading this whom it means something to (and this will really be a Sisyphean exercise) let?s look at what you can do.
1) If you are in direct business with your producers, and if you have room, get with them ASAP and make a deal to get their wines out of their storehouses and into yours. Negotiate terms (with generous discounts for larger purchase and extended payment terms being of paramount consideration). This will be painful for all. But again, it ain?t like 1920. Put the bullet between the teeth and bite.

2) If you are dealing with importers, they already have their alternatives and options (listed above), and if they would edge away from what has become incredibly larger margins of profit (35-45% and above) and work more towards 18-25% (for now) perhaps all will not be lost. But think of it as if you are on the Titanic and the ship just hit a very large iceberg. You all need to move fast.

3) This might also be a time to look at parallel goods, ones that don?t need extensive licensing and health department requirements, to broaden your clientele base. May be a good time to find micro farmers in your area. After all you are already calling on cool and groovy restaurants. I?m not kidding (I am a micro-farmer, and I cannot produce enough for the demand of my micro product).

4) If you are a small distributor that specializes in wines of France, or biodynamic wines of Europe or any number of niches that will potentially be affected, maybe now is the time to:
     a.Rebalance your portfolio
     b.Merge with another smaller company for greater diversity
     c.Consider liquidating and closing that chapter of your life
[Sidebar: the 4c option is a drastic, last ditch effort to keep your head above water. It isn?t something I offer casually or capriciously, but there is a high rate of failure in the small-to-medium sized distribution channel and this is a tsunami of a challenge. It isn?t dishonorable to fail, but it is disheartening]

You, the Retailer/Restaurateur
Depending on your size (and I?m going to assume the big box retailers and the national restaurant chain buyers aren?t reading this post) you have more flexibility. You are not totally dependent on one kind of wine from one place. But if you are a French brasserie or an Italian trattoria and you like to use 100% French or Italian wines, you might need to pivot. So, let?s take a look at possible paths for you and the rest of the folks.
1) Number one on your list is the relationship you have with your customers. They are your lifeblood. And if you are challenged, temporarily, let them know, let them be open to empathize with your plight, bring them into the circle. This is really important for all channels, but your channel actually can utilize this more directly because you are in front of your customers, every single one of them, day in and day out. They are your neighbors, your friends, your town folk. Find a way to offer something to them, a little lagniappe, to sweeten the bitterness of the impending event. The warehouses will still have wine ? they might not have 2019 Provence ros?, but we all know now, some, even many, ros?s can age. I just bought a 2017 Tempranillo rosato from Rioja for $2.99 and it was delicious (and we all know that there are Rioja producers that age their rosatos for many years, so this isn?t a new thing). Now is the time to become a better buyer, to whittle your possibly bloviated inventory down to a more workable level. This can be a good thing. Do not panic. Think ? Opportunity.

2) Get with your French or Italian wine specialist in the wholesale distribution channel and buddy up with them. Work some deals ? they still have a ton of inventory inside their warehouses. Do a program for 2020. Plan now, get the wine committed to you, one way or another. Distributors cannot sell you wine on consignment, that?s illegal, but there are other creative ways to go about getting what you want and need. And those men and women and their bosses all need to sell some wine.

3) Do not continue to be in love with your wine list, your style of buying (and selling) wine and your ?position? as a wine buyer. Throw it all away, along with your ego, and treat this like a moment in which your usually flexible business style is momentarily confined to that which is only essential for the success of your business. No frills, no standing at the bar on Friday while all your buyers pant and sweat and beg you to buy their wines. Time to take it down a notch and treat this as a moment in which all of us are being humbled by our political overlords. We must be smarter, swifter and more humane than them. This will pass, but in the meantime imagine you are in a prison or a concentration camp and you must survive. And you need those closest to you to want you to succeed. OK? End of sermon.

You, the End User (the ?Consumer?)
Unless you only drink Piesporter Michelsberg Spatlese, Griotte-Chambertin or Brunello di Montalcino, you have options. Not to say you should abandon any of the wine-producing countries under the proposed draconian tariffs, but you are at the end of the supply chain, and that chain is long. By the time it hits you, unless you are an avid Provence ros? wine lover and will only drink the 2019 (not the 2018), you should be fairly insulated from this nonsense. But if you are buying futures or your first growths are hitting the shores or any number of other ?buts,? you might want to take a breath and look at some of your possible solutions.
1) Make sure your relationship with your wine retailer is as good as it can be. He or she will be getting any number of deals, and they will pass them on to their better customers.

2) Now is a good time to go hunting for wines that will become deals when the tariffs hit. Search out your little local stores, even some of the mom-and-pop stores that buy wines from recommendations of their salespeople. I?ve found many a gem in little unknown off-the-beaten-track stores, all over the country. It?s like panning for gold. They are there.

3) If you have a wine cellar, maybe it is time to find out what?s in there. And start drinking the wines that need to be drunk up in 2019. Time to pop open the 1991 Port, the 2004 Barolo, the 2000 Ch?teauneuf-du-Pape.

4) Don?t panic. Those of us in the ?wine bubble? think that?s all there is to the world, our little carousel of drama. Sure, write your congressman (or congresswoman), sign every one of those petitions. Hey, if these wine activists can get a march on Washington, become part of the Million-Wine Marchers. But do not expect your politicians to give a damn about you. All they care about right now is getting reelected, their lifetime pension and their Rolls-Royce healthcare for life.

Frankly, I don?t see the current administration going full nuclear on the 100% tariffs, especially with the need to keep some of those countries (the EU) on the same side of the fence as us, if the Middle East erupts into a larger confrontation. And also, bear in mind the current resident of the White House is liable to change his mind as often as his socks, in the next few weeks. I think it will either be a non-issue or be eclipsed by larger, more imminent concerns and crises. Ya think?

And all this on the 100th anniversary of Prohibition ? great timing ? Happy New Year!






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[01/02/2020, 14:03] Ristorante Amerigo dal 1934 ? Savigno (BO) ? Chef/patron Alberto Bettini

Siamo oggi andati a scoprire la terra madre della pasta fresca, uno dei simboli gastronomici italiani. A Savigno, paese in provincia di Bologna si trova Amerigo dal 1934, tipica trattoria divenuta un riferimento per la zona fondata dal nonno di Alberto Bettini l?attuale patron/chef.

La locanda si trova in uno dei palazzi pi? antichi del borgo, storicamente abitazione della famiglia con tanto di fienile e rimessa per i cavalli ? stata ristrutturata pochi anni fa per adibire quegli spazi a poche suite. Non si tratta di un ambiente che segue le solite regole formali, ma una casa familiare che propone la cucina della sua tradizione in spazi dove dettagli architettonici antichi si fondono con l?arredamento moderno.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 4 Febbraio 2008

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin
Espresso
Gambero Rosso

La squadra

Lo staff di cucina

Executive chef: Alberto Bettini
Responsabile della cucina: Giacomo Orlandi
Chef de Partie: Roberto Draghetti
Chef de Partie: Maria Marini
Chef de Partie: Luca Civolani
Pastry chef e prodotti da forno:?Claudia Forni
Sfoglina: Roberta Galletti

Lo staff di sala

Ma?tre: Marina Malavasi
Sommelier: Luca Leccadito

Men?

Il Menu degustazione stagionale
SCOPERTA E NATURA

LA CRUDA DI BIANCA MODENESE CON TARTUFO NERO, SCALOGNO ED OLIO EXTRAVERGINE DI ROMAGNA
PASSATELLI ASCIUTTI AL TARTUFO BIANCO
PASTA SPESSA DA GRANO BOLOGNA
CON MISTO DI FUNGHI ED ERBE SPONTANEE DELL?APPENNINO
TAGLIO DI COSCIA DI CERVIDI DELL?APPENNINO TOSCO-EMILIANO LEGGERMENTE AFFUMICATO CON LEGNO DI CILIEGIO E PERO, SERVITO CON VEGETALI, FUNGHI, ERBE E TUBERI

Poi dalla carta di fine pasto DOLCE A SCELTA

IL COSTO DEL MENU A CINQUE PORTATE ? DI ? 75 A PERSONA ESCLUSE BEVANDE SE NON VOLETE IL DOLCE IL COSTO DEL MENU ? DI ? 70 A PERSONA ESCLUSE BEVANDE

SE GRADITE UNA SELEZIONE DEI MIGLIORI VINI DEI COLLI BOLOGNESI IN ACCOMPAGNAMENTO AL MENU IL COSTO A PERSONA ? DI ? 15

MENU DELLE TRATTORIE PREMIATE D’ITALIA

Un antipasto a scelta tra

CALZAGATTI ARROSTITI
DALLE TAVOLE CONTADINE E PADRONALI,
I PIATTI ED I SAPORI CLASSICI DEI COLLI BOLOGNESI
CON UN VELO DI LARDO, FRIGGIONE E LE VERDURE DELL?ORTO DI STAGIONE
TIGELLE CON GELATO DI PARMIGIANO
ALL?ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE AFFINATO
TESTINA DI MAIALE BATTUTA AL COLTELLO E FRITTA?CON MAIONESE, INSALATA DI PREZZEMOLO E CAPPERI

Un primo a scelta tra

TORTELLINI IN BRODO
TAGLIATELLE AL RAG?
TORTELLI CON CREMA DI PARMIGIANO
AL PROSCIUTTO DI MORA COTTO NEL FORNO A LEGNA

Un secondo a scelta tra

GUANCIA DI VITELLA BRASATA AL BARBERA
CON PUR? E PICCOLO FRITTO DI CIPOLLA ROSSA
CONIGLIO ALL?ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA
CON PATATE SCHIACCIATE ED INSALATA RUSTICA
CAPOCOLLO DI MAIALE BRADO DI RAZZA MORA
CAVOLFIORE ARROSTITO E MELA COTOGNA

Per finire dalla carta di fine pasto DOLCE A SCELTA

Potete comporre il menu che pi? preferite scegliendo tra i piatti sopra elencati
Tre portate – UN ANTIPASTO, UN PRIMO E UN SECONDO – ? 40 BEVANDE ESCLUSE
Tre portate – UN PRIMO, UN SECONDO E UN DOLCE – ? 40 BEVANDE ESCLUSE
Quattro portate – UN ANTIPASTO, UN PRIMO, UN SECONDO, UN DOLCE – ? 45 BEVANDE ESCLUSE

Eccoci a destinazione …?

L’insegna del ristorante

Le prelibatezze artigianali

Sala e mise en place

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Pane!
Il barillino all?olio – farina ?2? del mulino del Dottore – Savigno, acqua, olio evo Paganelli, lievito madre, sale e zucchero.
il pane insipido contadino – farina ?2? del mulino del Dottore – Savigno, acqua, lievito madre e sale.
il pane di zucca – farina di semola di grano duro, farina ?t1? e farina semintegrale del mulino del Dottore, zucca, acqua, lievito madre, olio evo Paganelli, semi di zucca, sale.
le tigelle.

Piattooo!

Tigella con gelato di parmigiano all’aceto balsamico tradizionale affinato

La cruda di bianca modenese con tartufo scorzone, scalogno, olio extravergine di romagna

Testina di maiale battuta al coltello e fritta con maionese, insalata di prezzemolo e capperi

Tortellini in brodo di gallina vecchia

Zuppa di bosco e sottobosco: castagne, funghi, tuberi ed erbe

Pasta spessa da grano bologna con misto di funghi ed erbe spontanee dell?appennino

Gnocchi di patate al tartufo scorzone

Uovo ?Amerigo 2019? al tartufo bianco

Verdure dagli orti biodinamici della Valsamoggia

Germano reale in due cotture

Sorbetto di Lambrusco

Gelato di crema d?altri tempi

Gelato fiordilatte con aceto balsamico tradizionale di modena affinato

e per finire Mascarpone di bianca modenese con crema dolce d?uovo

Cucina

Alberto Bettini patron ed executive chef della locanda, propone ai suoi ospiti piatti deliziosi della tradizione. L?attenta selezione delle materie prime ? alla base di ogni piatto cos? da valorizzare i sapori della propria terra, proponendoli attraverso accostamenti moderni.

Servizio e accoglienza

La gentilezza e simpatia dello staff ? sicuramente una delle mille note positive da fare alla locanda.

Tutto il calore di una famiglia che accoglie degli ospiti invece che dei clienti uniti a professionalit? e preparazione.

Conclusioni

Che dire, viaggiare per le strade d?Italia alla scoperta di sapori moderni ? sempre stimolante, ma quando trovi un locale in grado di proporre una cucina che riflette le ricette della tradizione ? inevitabile fermarsi un momento a pensare e capire perch? la nostra cucina sia diventata tanto famosa.

Viaggiatore Gourmet

Trattoria Amerigo 1934
Savigno ? Valsamoggia (Bologna)
Tel: +39 051 6708326
Email: info@amerigo1934.it

Chiuso luned? e marted?
E-mail: info@amerigo1934.it

 

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[12/30/2019, 12:00] Cartoline dal 930mo Meeting VG @ Ristorante Miramonti l?Altro ? Concesio (BS) ? Chef Philippe L?veill

Cucina italiana o cucina francese? ? una domanda che scherzosamente ci si pone spesso in compagnia tra un bicchiere e l?altro, eppure esiste un luogo in cui scegliere non ? necessario.
La ?Svizzera? della gastronomia, dove le rivalit? si prendono una pausa lasciando parlare la mano sapiente dello chef Philippe L?veill? che, grazie al suo talento unisce in perfetto equilibrio l?eleganza della cucina francese ai sapori decisi della nostra penisola. Miramonti l?altro di Concesio, ?una piccola cittadina ai confini della Val Trompia ? l?indirizzo da salvare e di cui gli Amici Gourmet e VG desiderano raccontare la propria esperienza?

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 10 Luglio 2006
->?Meeting dell?11 Dicembre 2008
->?Meeting del 15 Dicembre 2009
->?Meeting del 15 Dicembre 2010
->?Meeting del 14 Dicembre 2011
->?Meeting del 19 Dicembre 2012
->?Meeting del 18 Dicembre 2013
->?Meeting del 17 Dicembre 2014
->?Meeting del 16 Dicembre 2015
->?Meeting del 21 Dicembre 2016
->?Meeting del 22 Dicembre 2017
->?Meeting del 5 Dicembre 2018

La squadra

Patron:?Philippe L?veill?,?Daniela Piscini?e?Maurizio Piscini

Lo staff di cucina

Chef:?Philippe L?veill?
Sous Chef:?Arianna Gatti
Responsabile cucina: Martina Spera
Chef de partie: Daniel Gallizioli, Alberto Pedroni,?Giulia Manenti, Emily Valerio, Nicola Marzari e?Elena Cosci

Lo staff di sala

Responsabile di sala: Daniela Piscini
Sommelier:?Elisa Redolfi, Mauro Piscini
Gabriel Blaj
Claudia Giacomelli
Marco Filippi
Michele Chiodini
Gabriele Forlani

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante, Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Comte de Montaigne,?Premium Partner del nostro?Roadshow

Blanc de Blancs Grande R?serve Champagne Brut ??Comte de Montaigne

Aperitivo

Franciacorta Brut Millesimato 2013 – Lo Sparviere

Tipologia degli stuzzichini: croccante di crostacei e maionese di astice; tacos di salmone marinato e avocado; foglia di cipolla e crema d’anatra.

Pane

Tipologia di pane: pagnotta di grano spezzato e lievito madre. In accompagnamento, burro Beillevaire dolce, demi sel, salato.

Dettagli…

La portata ? ultimata in sala

Piattooo!

La fine di un’insalata di pomodori

Ravioli, ricciola e barbabietola

Daniela Piscini?ci descrive il prossimo piatto

Ispirazione di sogliola alla mugnaia

Il tocco finale

Biscotto di anguilla

Franciacorta Paros? Ros? Pas Dos? ? Mosnel

Il brindisi

Spaghetto al t? nero affumicato, aglio fermentato e Fatul?

Et voil?!

Ravioli di gallina in brodo “al contrario”

? il momento dell’immancabile risotto del Miramonti!

Risotto ai funghi e formaggi dolci di montagna

Monique Franciacorta Ros? – Lo Sparviere

Lumache “quasi” alla bourguignonne

Langhe Doc Sauvignon 2016 ? Marchesi di Gr?sy

Ghemme Riserva Docg – Torraccia del Piantavigna

Un merluzzo in Malga

Quaglia laccata al miele, le sue uova e agro di soia

Lo chef Philippe L?veill? presenta il piatto in sala in pentola d’oro Agnelli?

Animella di vitello come un capretto al coccio

La portata ? ultimata al tavolo

Caldo-Freddo di cavolfiore e aringa affumicata

In arrivo un altro classico del ristorante

Il cotechino al cucchiaio

L’avvinamento della prossima grande etichetta

Maurizio Zanella 2006 Rosso del Sebino Docg – Ca’ Del Bosco

Cialda di pane di recupero

L’ultimo tocco

Ispirazione di triglia alla Colbert

Un piccione in Bretagna

Il carrello dei formaggi

Lo chef ci raggiunge per un saluto

? il momento dei dolci!

Dolce di Natale

Bombardino!

Daniela ci serve il golosissimo gelato di crema Miramonti

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Torrefazione Damiani Arabica 100%.

Tipologia piccola pasticceria: cannoncini alla crema; meringhe alla panna; gelatine di pi?a colada; tartufo di cioccolato e rum; cantucci con riduzione di Vin Santo; scorzette d’arancia candite; tonda gentile meringata.

Concludiamo con la visita alla cantina

Cucina?

Come anticipato prima la cucina si basa su giochi di equilibrio tra l?armonia francese delle presentazioni e i sapori forti della tradizione italiana (sempre nel rispetto delle materie prime).
Philippe L?veill? ?con la sua brigata propone un men? innovativo e invitante senza mai dimenticare alcuni piatti iconici del territorio.

Servizio

Quella del Miramonti l?altro ? una tavola che conquista.
I sapori decisi, l?eleganza e il garbo smisurato che lo staff, coordinato dalla ma?tre Daniela Piscini, esprime non appena varcata la soglia trasformano l?esperienza in qualcosa di indimenticabile.

Conclusioni

Non si va al Miramonti l?altro per mangiare, ma per assaporare un?esperienza che ci travolge a 360? inebriando tutti i sensi e, se ancora avete dubbi sulla questione ?Italia vs Francia? prenotate un tavolo, sedetevi e aspettate. Poi non ci saranno pi? dubbi.

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 930esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Miramonti l?Altro
25062 Costorio di Concesio (BS)
Via Crosette, 34
Tel. (+39) 0302 751063
E-mail:?info@miramontilaltro.it
Sito internet:?
www.miramontilaltro.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 11?tre stelle, dei 35?due stelle e da una buona parte dei 328 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[12/29/2019, 13:25] 14 Year Anniversary - On the Wine Trail in Italy - The Year-End Review
This year marks 14 years on the wine trail in Italy. 2019 was also the year I transitioned from the hectic wine trade to a more tranquil life. I now write about wine for publications other than this blog, and I devote time to more reflection and am dedicating energy to other aspects of my being. For many in the wine trade, what one does seems to define who one is. I am not a fan of labels, never have been. Everyone is trying to cube us up, put us into a box, so that they can explain who we are by what we do. That?s typical Western Anglo-Saxon American silliness.


So, you have the magical postnominals behind your name? I?ve met many with those letters and some of them still show a distressing lack of knowledge and understanding of Italian wine. However, they get to stand on the dais in the seminars and sit in wine competitions. They got into the big boys? club. What they do from there will be more of a reflection of their character than their memorization skills. But this is all in the rear-view mirror now, I really don?t care about the big boys? club of anything.

About the course of the wine blog. If I were being 100% realistic, and if I had the courage, I?d pull the plug right now. Be done with it. Drink what there is in my wine cave (including the $900 bottles!) and sail off into the sunset. And that will ultimately happen. But the blog has become an exercise for the brain and a way for me to express thoughts, not always about wine, for myself and anyone else who cares to read. I don?t chase wine news or catchy headlines or the drama of the wine trade. Oh, like the rest of you, I slow down when passing an accident on the road (if only to avoid the people in front of me who are really more interested in the blood and guts and crushed metal and glass). But I?m more concerned with getting on down the road.

Wine writing has become a pitiful thing. There are so many bad articles about wine, misspelled, written from a perspective that sounds more like someone is pushing a (p.r.) agenda rather than trying to educate the readers. And then there are the endless pieces from folks who go on a wine junket and feel compelled to vomit their every activity on the pages. That?s what Instagram is for folks, put your bird droppings there. Or TikTok. But real writing, real good writing? Admittedly, wine blogs are not always the best place to suss out the good stuff. That said, be on the lookout for an announcement early in 2020 for news about my extracurricular wine writing.

Another aspect is the difference between public and private engagement. While this site is public and open to all, it has diverged into a more private space in 2019. Coupled with ?getting small,? which is a movement towards a more intimate space among listeners, who don?t necessarily crave another?s influence as much as another?s vision, or perspective. The world is turning, rightfully, to the younger generations. They have energy, passion, they have the bandwidth of time that older generations have already consumed. In other words, time is on their side. For now. But as those who have gone before have said, time has a way of dispatching everyone to the same place, eventually. So, while all eyes are on youth, there is always an argument to be made for those who have plowed and pruned through many moons. Experience, after all, isn?t such a bad thing, if it doesn?t become preachy or patriarchal.

Therefore, I go into my 15th year as a wine blogger. I am, as the CEO of the company I last worked for called me, the ?oldest millennial.? Ha! I am in my terrible teens for sure. But before we go into the next year, let?s take a quick look at some of the posts I wrote, why I wrote them and what they meant to me.

In February I was the guest of Collisioni and Ian D?Agata?s group for an event called Gastronomix. We spent several days studying the other wines of Piedmont along with the foods. It was a fabulous trip and these posts came of it:
My long history with Ruch?

Erbaluce, where have you been all my life?

Grignolino and its Indomitable Illuminance on Individuality

Carema - ?Strong and Likeable as the Sun and the Stone?
These are personal stories but they also were meant to convey a sense of the place as well as what the actual wines might taste like. Everyone chases Barolo and Barbaresco, and for good reason. But for those looking to tap into the indigenous nature of Italy, grapes like Erbaluce and Grgnolino are a good (and more affordable) place to journey. I love these wines, and this part of Italy, and they have enabled me to stay connected to their (our) timeless and precious heritage.

In June I tried an experiment with:
An Epic Journey in Pursuit of the Evolution of Native Wine
While there were some experiential-based facts behind this story, my intent was to push beyond memories and try and capture an elusive spirit that I feel in the vineyards of Italy. It eventually expanded out to seven parts:
Pt. II - In Tuscany, Leaving it all Behind, for the Odyssey of a Lifetime

Pt. III - Living Free in a World of Chains

Pt. IV ? Creating Your Own Current in the Sea of Life

Pt. V ? A Symphony of Wine in 100 Movements

Pt. VI ? Cracking Open the Corycian Cave (and the Key to Peace)

Pt. VII ? "There are no interlopers in my vineyard - they all are indigenous living things"
My intent was to fall underneath the spell of ?the greatest winemaker the world has never known.? And she transmitted her philosophy in this seven-part series. Probably a bit too much for the eno-blogosphere. But it was a very rewarding exercise for me and it changed how I saw Italian wine.

One day I was having lunch or coffee with my friend, Eric Asimov, and he asked me what did I wish for in my path of writing. Without thinking, I blurted out, ?Well, I?d really like to write a kick-ass science fiction novel.? Immediately I went flush in the face. Here I was with the nephew of one of the greatest science fiction writers, and himself a wonderful and sensitive wine writer.

That said, I meant it. I know I come late to that game and there are plenty of great sci-fi writers already. None the less, I used the occasion of my blog to try some speculative pieces. They were:
Burning Man At 50 - Five Gen ?? Women Who Are Changing Wine and the World

The Scandal that has Shaken the Universe of the Masters of ?ophisticated ?annabis

??????? - The State of Italy - Wine, Culture, All of It - in 2120
All very different pieces. But they all reflect my interest in ?what if?? and how we might frame the future from present time. This is an area I intend to expand upon in 2020 and beyond (2120?). I offer them up here, not as a series as much as a collection of my intent to pursue speculative writing about wine in the future.

As well, I like to fantasize not quite into the science fiction realm, but definitely not factual based writing. These two pieces were great fun to write and received pretty well:
The Elite Cabal and Their Conspiracy for the Future of Wine

A late-night dispatch from a tired and wary Italian wine export agent in China

What ifs taken to the ledge and thrown into the abyss.

China is emerging in my writing, as witnessed above in the sci-fi series and also one of the fantasy pieces. I also wrote a more serious piece about China, which got some pretty good traction:
The top 10 destinations for Italian wine exports? China isn't on the list
I have nothing against China, and the wine folk I have met have been the kind of people I?d love to get to know more. China is a big target and she will be here long after we?re all gone. But for now, I wanted my Italian colleagues to know some of the facts about where we?re at, so they could consider the investment of their time and money (and children?s lives too). Building the Italian wine brand outside of Italy is something that isn?t done in one lifetime, as witnessed by the spread of Italian wine in America in the past few generations.

Which brings me to one of my favorite subjects, which I wrote a few pieces on in 2019, namely Italian wine in America:
Italian Wine in America - An Array of Abundance

So you think you want to import Italian wine?
Italians bringing their wine to America and Americans importing Italian wine are reoccurring themes on this blog for many years, and this year was no exception.

Almost finished - a few pieces that either struck my reader or that I just liked a whole hell of a lot.
Regarding Wine, Writing and ?Influencers?

Are Wine Ambassadors Worth the Time and Money?

Oh, The People You?ll Meet! (at a wine media luncheon)

5 Italian Wine Buyers (that I wanted to challenge, gag and thank)

The 2nd Most Important Book About Italian Wine ? Ever
The first two ranged from naval gazing to an ardent attempt to ask if wine ambassadors pay their way. And the third and fourth posts were just me trying to lighten up a bit. The last one, a serious post, revolved around the recent book published by Ian D?Agata. Worth buying.

And finally, another diversion:
Altamont, December 6, 1969 - The end of the '60's or, simply, childhood's end?
Since the mid 1960?s, (when I was actually 14) I have carried a camera with me. Photography is my North Star, my tether, my cypher and my mirror. I love photography more than wine. There, I?ve said it. With that, I dug into my archives and posted a short piece with 30 photographs from that fateful day in California. It was a day that changed many young lives, and I was there to capture it. It changed my life too.

As usual, I?ve gone over words (TL;DR). My spell and grammar checker, Gerald, will be having one hell of a time with all these words, so I better stop now and give the poor guy a break. After all, he just did his 40-someteempth O-N-D.

Thanks for reading. I?m not going anywhere fast. (Don?t we all know that?) Happy New Year and keep flossing!






wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[12/27/2019, 15:01] Jos? Restaurant ? Torre Del Greco (NA) ? Patron Famiglia Confuorto, Chef Domenico Iavarone

Arriva l?inverno, la prima neve e la tanto attesa atmosfera natalizia e VG che fa? Se ne scappa a Napoli, pi? precisamente a Torre del Greco per conoscere la cucina del giovane executive chef Domenico Iavaronepresso il ristorante Jos?. Si tratta del ristorante ? la carte di Tenuta Villa Guerra, una delle pi? suggestive ville settecentesche che ripercorrono il famoso ?miglio d?oro?. Elegante e curata, la struttura presenta una perfetta fusione tra arredamenti classici e moderni, con vista a perdita d?occhio sino al blu del golfo.

I piatti proposti nel men? rispecchiano l?amore per la propria terra, senza mai lasciare da parte l?elegante vena creativa mostrata nelle minuziose presentazioni.

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin?assegna 1 stella e 3 coperti (nel 2019 assegnava il piatto e 3 coperti)
Espresso assegna 2 cappelli (nel 2019 assegnava 1 cappello)
Gambero Rosso assegna 80, cucina 41 (nel 2019 assegnava 80, cucina 49)

La squadra

Patron: Famiglia Confuorto

Lo staff di cucina

Chef: Domenico Iavarone
Sous Chef: Fernando Squitieri
Pastry chef: Andrea Marano
Chef de Partie: Giuseppe Sposito
Chef de Partie: Domenico Magliulo
Commis: Domenico Masulli, Alessandro Carello

Lo staff di sala

Ma?tre:?Pasquale Marzano
Sommelier: Salvatore Maresca
Chef de rang: Marco Fortunato
Commis: Emanuele Pallante

Giunti a destinazione

Dettagli…

Appena arrivati, siamo accolti con un bel sorriso

L’insegna del ristorante

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Tradizione ? 48

Un men? degustazione di 4 portate con il sapore autentico della tradizione vesuviana rivisitate dallo chef Iavarone

Libert? ??65

5 piatti scelti da voi per costruire il proprio percorso di degustazione personalizzato. A voi la scelta!

Viaggio ? 75

Lasciatevi andare e abbandonatevi alle scelte dello chef che vi far? vivere un esperienza culinaria completa e totalizzante di 7 portate

La carta

Antipasti

Il crudo di mare ? 35
Battuta di manzo alla senape, lamponi e nocciole ? 22
Polpo pomodoro affumicato, olive e capperi ? 20
Uovo in purgatorio con gamberi rossi ? 20
Baccal? cavolfiore, papaccelle e alghe ? 20
Zuppa di porcini e scuncilli burrata affumicata e patate allo zafferano ? 18
Capesante con sedano rapa, arancia e mandorle ? 22

Primi

Tubetti al profumo di mare, olive e prezzemolo ? 22
Risotto alla cipolla bruciata, alici, mandorle e yogurt ? 20
Linguine broccoli, tartufi e pane ? 20
Spaghetti con trippe di baccal?, ceci, limone e caff? ? 22
Candele spezzate alla genovese ? 18
Tortelli al rag?… in salsa mediterranea ? 20
Raviolo arrostito di patate con porcini, zucca e provolone del monaco ? 20

Mare e terra

Baccal? in crosta di olive, fagioli e cipolle ? 26
Pollo prugne, pancetta e scarole ? 26
Scorfano bietole e aceto di lamponi ? 26
Triglia in patate fritte, lattuga romana e ravanelli ? 26
Coscia di agnello sedano rapa e nocciole ? 26
Pancia di maiale glassata lenticchie, fave di cacao e mela annurca ? 26
Rombo broccoli, wasabi e tartufo nero ? 26
Petto d’anatra castagne e melagrana ? 26

Momento dolce

Selezione di formaggi ? 16
Tiramis? con ricotta di bufala e gelato alle fave di tonka ? 12
Caprino cioccolato ruby e rape rosse ? 12
Bab? composta di albicocca pellecchiella e mandorle pralinate ? 12
Millefoglie ciliegie marinate, cioccolato bianco e gelato di pinoli ? 12
Souffl? di castagne al rum sorbetto di melagrana ?12
Torta di mele annurca con gelato alla cannella ?24

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Cur Extra Brut 2017 – Bambinuto

Spugna ai semi con maionese alle arachidi?

Cialda alle alghe al profumo di mare – Bacio di dama al Parmigiano con cipolla in osmosi e la sua maionese

Bao al vapore con polpetta di gamberi, provola e marmellata di pomodorino del Piennolo

Pane

Tipologia di pane: bianco; sfogliato integrale; alle olive; panino napoletano; focaccia al sale; grissini all?olio accompagnati dalla Lattica (formaggio di latte vaccino di sole mucche pezzate rosse del caseificio Savoia in Roccabascerana (AV).

Gastronome Champagne Brut 1er Cru Blanc de Blancs – Pierre Gimonnet et Fils

Piattooo!

Polpo alla Luciana con pomodoro affumicato, capperi e olive

Uovo in Purgatorio con crudo di gamberi rossi

Battuta di manzo alla senape, nocciole e lamponi

Weiss 2017 – Marte

Zuppa di porcini e scuncilli con burrata affumicata e patate allo zafferano

Gelblack 2017 Riesling Feinherb – Schloss Johannisberg

Capesante al sedano rapa con mandorle e arancia dolceamara

Tubetti al profumo di mare con olive e prezzemolo

Sopraquota 900 2018 – Rosset

Spaghetti con trippe di baccal?, ceci, limone e caff?

L?amore delle api Fiano – I Pentri

Zucca, provolone del monaco e trucioli di pane

Archineri Bianco 2017 – Pietradolce

Baccal? in crosta di olive, fagioli e cipolle marinate

Volpe rosa 2017- Cantine Giardino

La portata successiva ? preparata in sala

Anatra con castagne e melagrana

Kerres Piedirosso 2014 – I Pentri

Et voil?!

Pre dessert: ricotta e pera in cono

Caprino, cioccolato ruby e rape rosse

Tiramis? con ricotta di bufala e gelato di fava Tonka

Pozzillo 2015 Passito de Lengua Femmina – Masseria Parisi

La preparazione dei nostri drink

Manhattan: Rye Whisky, vermouth del Professore

Souffl? alle castagne e gelato di melagrana

In abbinamento, Apricot Brandy, rum J. Bally, sciroppo di zucchero.

Il dessert successivo ? ultimato al tavolo

Torta di mele annurca e gelato alla cannella

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: 100% Arabica di Nero Espresso – Pozzuoli (NA).

Tipologia piccola pasticceria: tartufino al Guanaja; gele? ai frutti esotici; tartelletta al mirtillo.

VG insieme allo chef Domenico Iavarone e il ma?tre Pasquale Marzano

Una bella foto con tutto lo staff

Cucina

Domenico Iavarone, executive chef della struttura ? un giovane professionista amante del proprio mestiere. Come tale predilige materie prime sempre fresche, selezionate in base al corso delle stagioni e delle produzioni dell?area circostante. Creativit? e tecnica fanno s? che dalla cucina escano piatti sempre in grado di stupire, ma che mai si distaccano totalmente dai sapori della tradizione.

Servizio e accoglienza

Pasquale Marzano ? un ma?tre come se ne vedono pochi.

Focalizzato quasi totalmente sull?accoglienza fa s? che l?esperienza sia vissuta sempre al massimo, facendo sentire i clienti dei veri e propri ospiti che avranno sempre voglia di tornare.

Conclusioni

Per coloro che amano scoprire le sfumature della cucina italiana attraverso la ricerca del bello e del nuovo il ristorante Jos? ? una tappa da scoprire.

Atmosfera, servizio e cucina offrono un?esperienza a 360? per vivere la gastronomia campana al massimo dei livelli senza mai dimenticare il calore che rende tanto speciale questa regione.

Viaggiatore Gourmet

Jos? Restaurant
80059 Torre del Greco (NA)
Via Nazionale 414
Tel. (+39) 081 883 62 98
Chiuso domenica a cena
E-mail: welcome@joserestaurant.it
Sito internet: www.joserestaurant.it

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[12/22/2019, 12:50] A Christmas Time Quiz for 2020 for the Italian Wine Trade
Chances are, you are already offline, having already sent out your generic holiday greetings, are not checking your email, and are ensconced somewhere in the mountains, by the seashore, with family, maybe on a beach in the Seychelles or Cuba, and settling in for a long and well-deserved holiday.

The harvest is in, the deed is done and what will be, will be. So, let?s have some fun with a short quiz.


1. Looking back over the year, your biggest challenge was:
a. Making sure we had a good harvest.
b. Growing our export market.
c. Maintaining my Freccia Alata Plus status on Alitalia (or Senator on Lufthansa, Executive Platinum on American, etc.).

2. Your largest growth market in 2019 was:
a. China
b. United States
c. Russia

3. The country that paid you the fastest (and in a stable currency) was:
a. China
b. United States
c. Russia

4. Prior to Brexit, your sales to Great Britain in 2019 were:
a. Off the charts.
b. 20% off last year.
c. Still trying to get the Brits to pay their bills from 2016.

5. Your main goal for 2020 is:
a. To not break my leg (again) skiing in Zermatt.
b. To stay home and repair my relationship with my wife (or husband) who I haven?t seen much of in the last three years.
c. To sell more wine to China.

6. If the 100% tariff is enforced in the United States in 2020 your strategy will be:
a. To tighten up my EU relationships and build my business in my backyard.
b. To find a way to ride out the storm, maybe sell a bunch of wine to the bulk (bladder) market.
c. To sell more wine to China.

7. The 300 acres of Merlot that you planted in 2003 is:
a. 15 years old and producing a wine as good as Masseto, although the world just hasn?t realized it yet, and it?s only $100 retail.
b. Being replanted to indigenous varieties like Morone and Negratino.
c. I sell everything to a famous producer of Merlot in Tuscany (with which I have an NDA).
d. Sold (the 300 acres) to a Chinese billionaire I met in the ER hospital in Zermatt.

8. You?ve been thinking about going full bio-dynamic in your vineyard, but you:
a. Cannot figure out all the arcane Italian paperwork to become fully certified.
b. Cannot figure out the international regulations so that other countries will recognize the vineyards as bio-dy.
c. Wonder what does it matter, seeing as all your neighbors tell every natural wine writer they are bio-dynamic and they never check before writing their blog, magazine piece, newsletter.

9. There will be a myriad of wine events in 2020 - Slow Wine, Gambero Rosso, Great Wines of Italy (Suckling) and Wine Spectator Grand Tour among them. The cost to do all of these will be multiples of thousands of Euros. You will:
a. Suck it up and do all that I can, the critics are important, and I cannot rely on wine bloggers anymore.
b. Choose only the ones that are in New York, San Francisco and Miami.
c. Take the money and propose to our clients in the US special purchase allowances (SPA?s) to subsidize the 100% tariffs that are coming.
d. Take a family vacation to Thailand (if the Brits pay their past due bills from 2016).

10. Your daughter (or son) just graduated from Bocconi University and is now ready to enter the family business. Her (or his) first assignment is:
a. To move to Shanghai and conquer the Chinese market.
b. To move to New York and conquer the American market.
c. To stay home and pitch in, so I can repair my relationship with my wife (or husband) who I haven?t seen much of in the last three years.



Buon Natale Y'all!

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[12/18/2019, 09:28] Bolle Restaurant ? Lallio (BG) ? Chef Filippo Cammarata

Siamo a Lallio, in provincia di Bergamo, nella zona in cui prendono vita alcune delle aziende che rendono l?Italia orgogliosa.

Viaggiatore Gourmet ? andato oggi a provare la cucina del ristorante Bolle, nel nuovissimo showroom di Baldassarre Agnelli.

Al piano terra la generosa esposizione di pentole d?oro, di rame e di acciaio illumina l?ingresso, lasciando intravedere dietro alle scaffalature di vetro il negozio con area dedicata agli show cooking.

Il piano superiore ? interamente dedicato al ristorante. Atmosfera moderna e design ricercato fanno da padrone, mentre i grandi tavoli tondi sono pronti ad ospitare la cucina dell?executive chef? Filippo Cammarata.

Ecco la nostra esperienza.

Il borsino delle guide cartacee 2020
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Filippo Cammarata
Sous chef: Jennifer Lazzari, Andrea Tiziani, Matteo Gritti
Panettiere e pasticcere: Mauro Vavassori

Lo staff di sala

Ma?tre/Sommelier: Andrea Zamblera
Aiuto sommelier: Mazzola Michele
Chef de rang/Barman: Alessandro Arcuri

L’ingresso

Gli interni

L’esposizione delle pentole firmate Baldassarre Agnelli

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta. I men? sono stagionali: quello sottostante si riferisce a quello attuale.

Degustazioni

Ebollizione 60 ?

Un concentrato di Bolle. 5 portate per farvi scoprire la nostra cucina
Vini in accompagnamento ad ogni portata 40 ?

Bollicine 70 ?

La nostra interpretazione del pescato in 5 portate
Vini in accompagnamento ad ogni portata 50 ?

Wanderlust 80 ?

Un?esplorazione culinaria attraverso ricordi, luoghi e emozioni.
Vini in accompagnamento ad ogni portata 60 ?

La carta

Antipasti?

Salmone, cavoletti, crema di latte e olio alla carota 18 ?
Crema di porcini, terra di radici e foglie autunnali 16 ?
Quaglia glassata al calamansi 18 ?
Totale di porro 16 ?
Animella arrosto, spinaci all?aceto, kefir e ginepro 18 ?
Capone in caponata 18 ?

Primi

Ravioli di piovra alla Luciana 18 ?
Risotto, oro, crescione e caviale 30 ?
Tagliolini di grano saraceno, brodo di stravecchio, coste e patate 18 ?
Cous cous di gambero rosso 20 ?
Gnocco cremosi di zucca, salm? di lepre e olio di cime di rapa 18 ?
Spaghetti al ristretto di funghi e mirtilli acidi 18 ?

Secondi

Ricciola, cannellini e sfoglie d?autunno 24 ?
Luccio, brace, mais e alloro 24 ?
Lumache alla ghiotta e brassiche 24 ?
Germano, tarassaco e miele 30 ?
Cr?pinette di pecora, trevisano e barbabietola 24 ?
Pancia di manzo alla brace e senape 24 ?

Dolci

Breadmis? 9 ?
Torta Donizetti 2019 9 ?
Achrome 9 ?
Frolla di frutta e verdura 9 ?
Nocciola 3 9 ?
Sorbetto di fragola, yogurt e basilico 9 ?

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Champagne Extra Brut – Gosset

100% fungo

Ravanello all?aceto, gel di tuorli e erbe amare

Barbabietola, salsa tonnata e prezzemolo

Croccante di polenta e coniglio alla bergamasca

Caponata pralinata

Reinterpretazione di un Negroni, a base di Pompelmo Gaverina.

Polenta, funghi e croccante di cipolla

Pane

Tipologia di pane: lievito madre con farine siciliane Molini del Ponte di Castelvetrano (farine di grano duro tumminia e grano tenero tipo 1 mediterranea); grissini sfogliati con burro bergamasco del caseificio Preziosa. In accompagnamento, olio extra vergine di oliva toscano.

 

Prosecco frizzante… naturalmente – Case Coste Piane

Piattooo!

Insalata mista con crudo di tonno alla base, gel di tuorli, crema di olive, cipolla agra, crema di tonno, condita al tavolo con una vinaigrette all?acqua?

Insalatina di cetriolo, daikon, kefir e tapioca

Un’insalata molto fresca con un cetriolo al sale, daikon marinato per osmosi nel t? jasmin, tapioca al kefir e una cialda di Parmigiano e t? nero.

Gimmeldingen Riesling 2017 –?A. Christmann

Marsanne Roussanne 2016 Les Contours de Mairlant – Domaine Villard

Vecchio Samperi – Marco De Bartoli

Gallina fredda, prezzemolo, senape e maionese

Reinterpretazione di un piatto contadino delle loro valli. La gallina bollita viene accompagnata da una crema di prezzemolo, polvere di peperone, una maionese all?extravergine, senape fatta in casa con aggiunta di semi di chia e erbe acide e amare (malva, acetosella).

Animella, fichi acerbi e melassa

Animella cotta in padella di ferro, accompagnata da una polvere di foglie di fico, fichi raccolti acerbi e messi sottaceto e una melassa di fichi cotti.

Anguilla, fiori di sambuco e carote in carpione

Anguilla ripassata al barbecue servita con fiori di sambuco sottaceto, carote in carpione (con aceto dove ? stato conservato il sambuco) e foglie di ruta.

Vigna del Convento di Capestrano Trebbiano di Abruzzo Doc – Valle Reale

Bandol 2018 – Ch?teau Vanni?res

Carema Doc 2015 – Ferrando

Il tocco finale

Tortelli e pomodoro

Tortelli ripieni di concentrato di pomodoro San Marzano fatto da loro, conditi con basilico fresco, olio al basilico e acqua di pomodoro.

Spaghetti al cipollotto?

Spaghetti Mancini cotti in estrazione di cipollotto mantecato con melassa di cipollotto cotto, olio di cipollotto crudo, polvere fatta con la parte verde del cipollotto.

Il piatto ? servito in pentola Baldassarre Agnelli

Risotto, oro, coniglio e levistico?

Risotto cotto con brodo di coniglio e levistico su una riduzione di fondo di coniglio, terrina di coniglio al levistico, olio e polvere di levistico.

Etna Bianco Dop 2016 – Giovanni Rosso

Sterpi Derthona 2017 – Vigneti Massa

Goldkapsel Riesling Dreistern 2003 – Sybille Kuntz

Trota, mela verde e lattuga

Trota cotta in salamandra servita con beurre blanc alla mela, crema di mela nera fermentata, lattuga arrosto marinata in estratto di mela verde.

Muggine, brace e pomodoro?

Muggine cotto nel Bastard servito con ciliegini marinati, emulsione di pomodoro, olio di maggiorana.

Sogliola in cevice caliente

Inspirata al viaggio in Per?. Sogliola appena scottata servita con leche de tigre fatto con fondo di sogliola, risotto, latte evaporato e succo di lime. Cipolla agra, crema di patata dolce, polvere di coriandolo, amaranto soffiato.

Certitude 2016 Crozes-Hermitage – Domaine Villard

Marsannay Champs Saint Etienne 2012 – Philippe Roty

La Beccaccia Rosso – Il Pendio

Alalunga, mandorla, menta, pomodoro e aglio nero

Reinterpretazione del tonno ammuttunato. Alalunga appena scottato, concentrato di datterini fatto da loro, aglio nero fatto da loro, crema e croccate di mandorle, olio extra vergine.

Cr?pinette di pecora, bietole e camomilla

Pecora gigante bergamasca dell?azienda agricola Balduzzi. La pecora ? lavorata interamente: per il cuore della cr?pinette si usano le parti pi? nobili, del rimanente viene fatto un impasto. Si avvolge il tutto nella rete di pecora e si cuoce in padella di ferro. Servito con crema di bietole (a ricordare il sentore del cascolo) e fondo di pecora infuso alla camomilla selvatica (che raccolgono loro).

Il viaggiatore

Piccione cotto sull?osso in lionese servito con un fondo di piccione e mais.

In accompagnamento al piccione, le sue frattaglie appena scottate servite con una royale di fegatini su una tortilla di mais

Mais bergamasco dell?azienda agricola Salera.

Lo chef ci raggiunge per un saluto

Pre dessert: Sorbetto di mango, cioccolato bianco e acetosella

Tokaji Aszu 3 Puttonyos 2013 – Oremus?

Solaria Jonica – Antonio Ferrari

Caluso Passito – Ferrando

Achrome

Un viaggio dentro un’opera d?arte: l’ “Achrome” di Piero Manzoni. L’artista dedic? una serie di opere all?acromismo ispirandosi a un’idea di infinito. Lo chef ha cercato di portare una lunghezza di gusto, quasi infinita qualcosa che il cliente si ricorder? per molto tempo.

Meringa salata all?aceto, mozzarella di bufala, finocchio fresco e semifreddo al cioccolato bianco.

Breadmis??

Tiramis? fatto con pane di tumminia imbevuto nel caff?, caramellato e accompagnato da una spuma di caff?, crema al mascarpone, tapioca cotta nel caff? e polvere di crosta di pane e cacao.

Gin tonic

VG con lo chef Filippo Cammarata

Cucina

L?executive chef propone una cucina italiana nel vero senso della parola. Il men? offre piatti di contaminazione regionale, rivisitati con creativit? e buona mano.

Servizio e accoglienza

Andrea Zamblera ma?tre e sommelier ? attento e preciso con gli ospiti del locale. L?interessante cantina da cui vengono proposti gli abbinamenti cattura sicuramente l?attenzione accrescendo via via la voglia di assaporare abbinamenti sempre nuovi.

Conclusioni

Un locale fresco e moderno facile da raggiungere. L?atmosfera quasi da lounge con luci soffuse rende l?atmosfera piacevole e rilassante, mentre l?esperienza gastronomica stuzzica a 360? i nostri sensi.

Viaggiatore Gourmet

Bolle Restaurant
24040 Lallio (BG)
Via Provinciale, 30
Tel. (+39) 035 0900208
Chiuso sabato a pranzo, domenica tutto il giorno
E-mail: info@bollerestaurant.com
Sito internet: www.bollerestaurant.com

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[12/15/2019, 11:46] Memo to the Italian Wine Trade: Tell Me ?YOUR? Story!
Roberto Bava (L), one of Italy's great wine story tellers,
with his daughter Francesca at Vinitaly
It seems like I?ve written about this in the past. Maybe it?s just d?j? vu. But for some reason, my Italian wine trade amici still need to read this. The funny thing is, my French cousins will, because they still read wine blogs. The Italians? Not so much. But I will persevere, try to help them to help themselves, even if they don?t think they need it. So, here goes.


Alright, we in America are done with listening to how much oak or how little oak you use anymore. It is a dull fact, doesn?t even look right when I make notes in my little note book. Stop now.

So, you?ve been organic since the crust of the earth started cooling? And so what? So has everyone, at least everyone now who talks about their vineyards. The reality is, for those folks who give a shit about it, if you aren?t certified, it won?t get you far with that crowd. Oh, it sounds good, all warm and toasty, good feeling kind of stuff? It?s verbal fluff, and it is MEANINGLESS. Ditch the organic pitch. We got it; you care about the earth. Move on.

Sergio Mionetto, another Italian story telling national treasure
Tell me your story. Sing it! Tell me what it was like growing up on the property you now make wine for. Tell me about the trees, about the birds, about the way the fog rolls in, about how cold the winters are and what you do to keep yourself from going crazy, mid-winter on Cartizze hill. Tell me something that 1,500 other people don?t tell me. Give me an authentic piece of yourself. Make me remember your wine, not because of the oak, or the organic aspirations, or the scores. Make me remember you and your wine because you give me something unique to your story. How hard is that? Do we need some B2B seminars somewhere in Italy, a ?master class? in saga-making?

Ok, let me give you an example:
My name is Mario, and I was born in Montepulciano in Tuscany. You might get it mixed up with the wine in Abruzzo. That?s a common mistake. But nobody mixes up eggs with eggplant or grapes with grapefruit, do they? So, let me tell you how I got here.

My grandfather was not an ambitious man, but he was a lucky one, because he married my grandmother, Maria, whom I am named after. She had vision. So, she and my grandfather, Vittorio, started replanting our vines after the war. Actually, they recovered the vines that had been trampled, bombed and abused over those years. In time they found they had a number of types of grapes in the vineyards, although everyone called them Sangiovese. But back then it didn?t matter, because it was a field blend and the wine was rustic and stout and rich and wonderful. And my grandparents grew their life on it, and had children, my mother, and the little property supported several families. And we all worked together, and celebrated the holidays together and made wonderful memories.

But more than that, they gave us a direction from a country that was devastated from war and emigration. No one wanted to live in Montepulciano when I was born in 1978. My father worked in Florence and we had a small apartment there. But my mother kept me and my brother and sister back in the country, by nature, by what it was that supported us and defined us. And over the years, my father left his job in Florence and returned to us and we made our wine better.

Now my sister and brother and I travel the world, to America, to China, to India, and to the smaller countries too. Never in my life, my parent?s life or my grandparent?s life, did we dream that we would have a life like this: to travel the world but to come home to our country, our rivers, our birds, our wildlife and the birthplace of wine.

Now, why buy my wine versus my neighbor? Well, why not try my wine and see if you like it? It is still made with respect to the nature as we did when my grandparents started this. But we also have become better educated and we use our education to improve the little things for the wine, so it will travel more safely, and get to your home and taste as close as it can to the way it tastes when you will come here and visit us. And when you do, then you will see, what an amazing gift Italy and Tuscany and my family have given not only to me, but to the world. For this is a timeless jewel, an example of all that is good about Italy and humankind, inside this little bottle. It?s joy, it?s peace, it?s creation. It?s its own world of contentment. And we would love to share it with you.

That?s one example. What we really, really want, though, is your true story. The one with passion, not oak. The one that isn?t lined up in neat rows of Guyot or Cordone speronato. The story that is filled with emotion, not numbers. Give me a tale of overcoming great obstacles over a ?95-pointer? any day. We?ve heard all the numbers, all the various iterations about organic and bio-dynamic. We know you are in love with wine made in the vineyard, not by the winemaker. Tell us about the butcher in your town. Tell us where you go to buy rootstock, who the old guy is who sells you the new vines from the ancient varieties.

Paint us a picture, don?t paint by numbers. Give us some of your flesh, raw like a bistecca Fiorentina, so we can chew on it while we try your riserva (figuratively, not literally). Bring us there, let us smell the macchia (or for my French cousins, the garrigue) ? do you see where I?m going with this?

And if you do, you won?t be so lonely that all you can think of, after two weeks on the road, is to return home. Because you will have brought a little part of home with you, to share. And isn?t that so much more fulfilling than the endless recitation of a tech sheet?

Give it some thought, over the holidays, and resolve, in 2020, to tell America, and the world, ?YOUR? story.
Valeria Losi pours an ancient Vin Santo for her father, Pietro
- both awesome story tellers in multiple languages






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[12/08/2019, 18:00] ??????? - The State of Italy - Wine, Culture, All of It - in 2120
?Italian investment of time and resources in importing wine to China will ultimately turn out to be a big mistake. The Chinese will eventually get their production to a level where they can be seen as prestigious as the first growths of Bordeaux (the French are complicit in helping them get there, and along the way, have sold their souls for a buck). And when the state media of China convinces Chinese (or compels them) to be loyal to their homegrown wine, which is better than anywhere else in the world, "La Commedia ? finita" [ ?????]. Italian wine will have been pared down to miniscule levels, and will be so rare and exclusive as to be the private domain of billionaires and NPC apparatchik. You and I will be dead then.? ? Luisa Parker-Ragg in 2020


Assisi - February 14, 2120 A.D.

Where to start? As everyone knows by now, around 2040, things got tough for Italians in these parts. The Chinese population alone in Tuscany was nearing 500,000, displacing many generations of Tuscans. Along with that, the birth rate declined so extensively that it was hard to keep some of our industries going. Native manufacturing all but disappeared. And farming wouldn?t have survived if not for AI. Vineyards began to shrivel, with no one to work the land. And then, as if overnight, we found out that China owned 58% of Italian land and industry. We had been invaded, overrun and taken over by our own hubris and inertia. Now we are a colony.


Reduced, at this point to an indigenous population of 8,000,000, Italy has become China?s living museum of art, craft and comestibles. But there have been huge changes made.

First being, they moved the capital to Prato, where I have a small apartment, and turned Rome into an open-air museum. No one is allowed to move to Rome anymore, and as the few remaining Romans die off, eventually the place will be run by robots. Oh, it won?t seem empty, as AI will ?populate? the city making it appear that Rome is still vibrant and lived in. Most visitors won?t even notice the difference, save for the slowly evolving facial features of the AIBionics, as they appear more affable to the 300,000,000 Chinese tourists a year. Chinese investment (in 2120) now owns 92% of Italy (as of this reporting, Sardegna refuses to sell any part of their island to outsiders).

It hasn?t been all bad. With population down, the ecological footprint of mankind has lessened the erosion of this colony. And as most visitors sleep above the land in ?floating ships,? all of the elements that once plagued cities like Rome, Florence and Venice have been alleviated. In fact, thanks to Chinese engineers, Venice is no longer prone to flooding. This is mainly due to having an autocratic organization now running Italy. No longer are there endless debates as to which way the tower of Pisa should lean. It is now steadfast and stable. No longer does trash run in the streets of Naples like water; all has been solved. Of course, Naples is now all but completely empty, with the 2nd Pandemic (of 2080). But now, sterilized and rid of vermin, it shines like an Italian El Dorado, with the constant hubbub of music and chatter piped in through invisible speakers all across the town. People can eat ?street food,? from the traditional Italian to the more familiar dumplings. But noodles reign now, not pizza.

And Milan and Torino have become high cathedrals of rice. Here it was found, that the rice growing fields surrounding these cities were infested with bacteria and pollution, runoff from urban areas. Now, all is aseptic and safe. The rice trade is booming. 98% is sent to China.

And wine, you ask? There have been changes, of course. With Clime-Shift our new landlords decided to alter a few things about grape growing and winemaking, starting with the Declaration of L?Aquila in 2050. With very few exceptions, all wine production south of L?Aquila was converted to a type of Baijiu, extracted from grapes. This was determined by a ten-year plan imposed by the Central Autocratic Agricultural Government in Beijing, deemed to be the best use of the land for commercial purposes. And so, China made China the #1 world customer and importer of Italian alcoholic beverages derived from grapes.

And just in time, as the United States market for Italian wine had crippled, and finally fell, under the government of Arabella Rose Kushner, in which it had been speculated that President Kushner had a long-standing relationship with the Chinese government and acceded to pressures from Beijing in order to not disrupt the family fashion business in America, which is dependent on Chinese production. So, for the blouses and tennis shoes for a generation, Italian wine south from Rome was wiped away from the history books, and business with America vanished.

In the north of Italy, it was not so drastic. But there were fundamental changes, of course.

It was determined that the most famous names in Italian wine were Barolo, Brunello, Chianti and Prosecco. Barbaresco was made a subregion of Barolo. Vino Nobile became Brunello. And outliers like Morellino, Montecucco and all the rest was folded into the Greater Chianti Classico Comradeship (or GCCC). The DOC/DOCG/DOP appellation structure was done away with in favor of one more akin to the AOC of France, which had been adapted in China in 2030. Piedmont adopted the Grand Cru standard, while Tuscany emulated the Classified Growth model. As well, farming was standardized, and seeing as Italy was also considered a world heritage site, organic was adopted and mandated with one alteration. And that was if science produced a better product it would be brought under the umbrella, gradually, of the organic and natural processes. This was in cooperation of the World Bank Natural Wine Charter of 2035, following the 1st Pandemic (of 2032). It was found that Italy had a Spontaneous Natural Fermentation Ambiance (SNFA) unique to all the world, and in fact genetic research and fractal geometry paved the way to replicate the Italian exemplar in other less fortunate places on the globe.

Prosecco was a different story. Since the 1st Pandemic of 2032, sparkling wine production in France ceased, leaving the fields of Champagne fallow and useless. It was of concern that demand for sparkling wine would alter Prosecco (even worse than the 1st Alteration of 2015) and scientists, agronomists, sociologists and economists met on the island of Mazzorbo in the Venetian Lagoon to determine how to move forward. It was called the 2nd Consilium Sapientium and the attendees mapped out a course to avoid the pitfalls that both Champagne and Prosecco failed to avoid in the 21st century, The result has been successful, so far, and now Prosecco is regarded as the greatest of all sparkling wines in the world (*see the July 1, 2108 State Council of the People's Republic of China Report and Dictum on Prosecco).

In the north, however there were other changes, structurally and culturally. In 2025 Xi Mingze, daughter of Chinese Paramount Leader Xi Jinping, and Kim Yo-jong, the self-exiled sister of Supreme Leader of North Korea Kim Jong-un, made their home in Gressoney-Saint-Jean in the Aosta Valley and renovated and designated the Castel Savoia as a Special Provincial Administrative Regional Center. It was here the couple raised their son Kim Xi Yi Song-gye. It was determined during their tenure at Castel Savoia that the area would return to be a textile center with Biella as the commercial heart of the industry. And Kim Xi Yi Song-gye eventually ran the northern part of Italy and has since passed it on to his successors. The area is now known affectionately by current residents as Little Dandong (???).

With Xi Mingze being a teetotaler, wine took a back seat. The only exception was to leave a few vineyards to remain in Aosta and Alto Piedmont (namely, Boca), with the rest converted to wildlife preserves, along with newer developments of fortresses owned by the Chinese Billionaire caste. With population having dwindled, this made for a good solution, seeing as many viticoltori of the region had long since emigrated to Canada in response to economic and political pressures and Clime-Shift. This initiated a period in Canada known as the First Nation-Italo Federation Viticole (FNIFV), which further developed wine growing in Ontario and BC.

As well, with the purging of the American Investor class from Piedmont, specifically the Langhe area, the confiscated lands were folded back into a state owned enterprise, ??????? ( or CWO, China wine organization), a byproduct of the Sino-American Wealth Redistribution Plan of 2040 (the result of the overwhelming American fiscal debt to the Chinese). Many of the expunged American investors were offered arid land in Eastern Washington and Oregon (now also majority owned by Chinese investment) at reasonable rates of expenditure, should they wish to continue to grow grapes. Only 5% took the deal, the rest walked away or had already shifted their investments to the FNIFV.

All told, in 2020 Italy produced 60 million hectoliters of wine. In 2120 Italy will have produced 300 hectoliters of alcohol, of which 7.5 million hectoliters are allocated for Barolo, Brunello, Chianti GCCC and Prosecco. The average price of a bottle of Barolo or Brunello is now 4,000 Yuan (or 500 Euros). The average price of a bottle of Chianti GCCC is 1,000 Yuan (or 120 Euros) and the average price of a bottle of Prosecco is 775 Yuan (or 100 Euros). The indigenous population of Italy (now 8 Million) is holding steady, and the population of Sino-Koreans are 3.5 million. The population of AIBionic entities hover around 20 million, but that includes everything from the humanoid to the lower animate service group and down to the nanobots used in climate regulation, farming, medicine, artisanal and factory work and food production.

Luisa Parker-Ragg, while she might have seemed alarmist and fatalistic, had a fantastic vision 100 years ago. Now she seems more portentous than pessimist. The Middle Kingdom has overcome and conquered Impero Italiano, and now indeed "La Commedia ? finita."





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[09/27/2019, 07:38] Gli anni passano anche qui
Ogni tanto mi chiedo a che serva esattamente Linkedin, e finisco per darmi la solita risposta: serve a creare connessioni. Tutto molto bello, ma insomma, anche molto distante e vaporoso. Qualche giorno fa per? Linkedin mi ricorda che questo blog compie quindici anni - e le prime reazioni che ho avuto erano del tipo "com'? potuto succedere?"

Poi non contento, Linkedin mi consiglia modi per diventare pi? sharp, ch? evidentemente i suoi insondabili algoritmi hanno rilevato questa necessit?. Se ? vero, ecco un altro punto di utilit? in quella rete sociale.

Certo, quindici anni di chiacchiere in questo belmondo sono stati un bel giro. E siccome non ho ancora finito, si continua, possibilmente sharp.
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[09/09/2019, 15:27] Ricomincio da Montalcino (un posto a caso)

Settembre, andiamo. ? tempo di... poi non mi ricordo come fa. Si ricomincia, insomma, ? settembre, e questa ? la non-notizia. Questo settembre per me arriva dopo un lungo periodo un po' particolare, convalescenza post-operatoria, e vi risparmio i dettagli - ma sono quelle vicende del tipo "il dottore dice che devi stare a riposo ALMENO un mese". E sono quei momenti in cui volevi essere davvero un dipendente del parastato, ma ? andata come ? andata, sei enotecaro. Quindi con qualche ritardo alziamo la serranda, e davvero si ricomincia.

Alla fine della lunga pausa riesco a fare una fuga veloce a Montalcino (un posto a caso). Bravo me, me lo dico da solo. Cos'? quella? Una breve vacanza? Una trasferta di lavoro? Tutte e due le cose assieme. E alla fine se devo prendermi un periodo pure breve per, boh, rimettermi assieme, scelgo di camminare le vigne di Montalcino. A 'sti punti il wine blogger pubblica qualche foto da paesaggio meraviglioso e settembrino come solo da quelle parti pare di trovare, e risolve la questione narrativa.



Long story short, al ritorno da laggi? ho appena scaricato una cosa di Montalcino che mi piace assai. Fattoria del Pino, cos? si chiama la new entry in enoteca, ? una produzione manco a dirlo piccola e bella, in stile con la casa (la mia, di casa, intendo) perch? qui si selezionano cose di quel genere. Poi ? emergente, ? nuova, ? fuori dai giri. Lavora in naturale, niente interventismi, pura espressione del sangiovese di quel territorio. L'azienda presenta tre etichette che elenco in ordine di peso, importanza, prezzo.



Vin Val? 2016 ? un Rosso di Toscana IGT, e proviene da un vigneto di impianto recente. Ha la grazia del frutto e la veemenza del sangiovese, un piccolo passaggio in legno (solo grande, in azienda) lascia alle note ancora fresche e fruttate uno spazio maggiore, a renderlo una piccola delizia. Sta sui 15 euro.

Rosso di Montalcino 2015 esce da un'annata abbastanza benedetta. Ci sarebbe da dire, ora, su questo vino, quella formula abbastanza abusata e nemmeno simpaticissima, "? un piccolo Brunello". Ci ho pensato un po' a come evitarla questa formula, ma si vede che non ci ho pensato abbastanza. Veramente un assaggio del tipo "comprare subito". In enoteca costa un po', sui 22 euro. Li vale tutti. E per me vale pure di pi?.

Brunello di Montalcino 2014, scelto apposta dalla famigerata annata poco fortunata. La produttrice in quella vendemmia ha ridotto le rese in misura drastica, e l'effetto ? quello che mi piace tanto: ? nelle annate difficili che esce fuori la classe dell'azienda. Questo Brunello '14 ? un capolavoro. E con lui ho una panoramica di tre annate, quanto basta per cominciare a conoscersi. E fare amicizia. Costa euri 59.



E siccome ci piace tanto, Fattoria del Pino entra a far parte delle aziende che vendo anche in rappresentanza, quindi i colleghi operatori si fanno un nodo al fazzoletto - e presto qui si apre qualcosa da assaggiare, sempre per quella cosa "bello parlare di vino, ma assaggiarlo ? meglio".
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[05/21/2019, 14:08] Mare&Mosto, ma anche diavolo&acqua santa
Si va a Sestri Levante, a girare per i tavoli di Mare&Mosto, per quella cosa che chiamiamo location, che pure in due giornate grigie e di pioggia merita abbondantemente il viaggetto. La Baia del Silenzio, la spiaggia, le barche a riva, con l'effetto mare d'inverno di questo memorabile (in quanto invernale) maggio 2019 sono tutti elementi di grande bellezza che hey, quasi ti potrebbero distrarre dagli assaggi. Fortuna che piove quindi si sta dentro al Convento dell'Annunziata, belli concentrati.

Siccome serve sempre un filo rosso che connetta la rassegna e le dia un'identit?, qui si assaggia solo Liguria. E accade un fatto insolito, vista lo schieramento tra filosofie produttive che ormai s'? determinato: da una parte le fiere di vini naturali, dall'altra tutto quanto il resto - qualunque cosa sia, e pure la prima categoria non ? facilissima da definire. Qui invece li troviamo tutti e due, i produttori: i naturali un po' radical e i convenzionali che boh, ti dicono: eh, s?, ci sono anche io.

Il diavolo e l'acqua santa assieme. E siccome a me le categorie, soprattutto quando sono schieramenti, finiscono per sembrare respingenti, mi piace saltare, qui a Mare&Mosto, di palo in frasca. Quindi assaggio serenamente Possa e Bosoni, che, vi assicuro, sono un po' come il giorno e la notte. Quale ti piace? Quale ti dispiace? Per me funziona (alle solite) nello stesso modo: dipende da che c'? nel bicchiere. Per esempio: Possa ha schierato, di nuovo, uno Sciacchetr? encomiabile. Bosoni aveva il Vermentino Etichetta Nera che (giuro) profumava di pesto. Ma mica solo basilico, eh. C'era tutta la ricetta, i pinoli il pecorino l'olio di oliva. Insomma una cosa mai vista e un bel po' spiazzante. Mi ? piaciuto? Beh, s?.

In generale di questa rassegna potrei segnalare le produzioni che vendo, come fossi un auto-influencer. Quindi meraviglioso il Cinqueterre 2018 Perci? di Cheo. Altrettando il Rossese 2018 di Terre Bianche. Ma siccome non ce la faccio, devo dire strabene di quelli che non vendo e che berrei e riberrei un giorno s? e uno no. I Rossese (tutti) di Giovanna Maccario. Quello di Ka' Mancin?. Tra l'altro ? stata una rassegna interessante per i rossi, che insomma identifichiamo un po' meno con la liguritudine, e invece sui miei appunti ci sono punteggi altissimi per Pulin 17 di Bruna (granaccia e un po' di syrah e barbera), Shalok 16 di Poggio Gorleri (granaccia). Sui bianchi per me trionfano sempre, alle solite, Maria Donata Bianchi (vermentino) e Laura Aschero (pigato). Sul fronte che definiamo naturale, ma sappiamo che la definizione sfugge tra le dita come la sabbia fine della Baia del Silenzio, per me c'e' Daniele Parma e Casa del Diavolo - con tutta la produzione.

Il fatto ? che non so risolvermi nella scelta tra i due stili. Non ne ho proprio alcuna voglia.
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[03/16/2019, 09:48] Genova Wine Festival visto da qui
Di l?, cio? su Intravino, ho dedicato al Genova Wine Festival tre post. Pure troppi, verrebbe da dire - ma comunque eccoli:

Qui racconto la genesi di tutto quanto: ? stata una vicenda a lungo pensata, e desiderata.
Qui promettevo cosa avremmo fatto, in sostanza - e abbiamo mantenuto le promesse, si pu? dire.
Qui spiego com'? andata alla fine: in modo parecchio soddisfacente.

E allora, c'? bisogno di un altro post che parli di Genova Wine Festival? S? e no: non esiste una cosa come bisogno di un altro post, a meno che questo non sia un blog personale nel quale chi scrive riversa il suo flusso di coscienza. Indovina un po', Diario enotecario ? anche quella roba l?.

Cos? mentre Intravino alla fine ? la blogzine istituzionale nella quale in un certo senso era necessario parlare di GWF, qui non c'? nessuna necessit?, nessuna istituzionalit?. Quindi uno pu? lasciarsi andare a considerazioni traverse, che magari non infilerebbe in un comunicato stampa o in un ambito istituzionale dove i discorsi si impostano.

Gi?, cosa ci ? successo nel frattempo? Siamo diventati pi? adulti? Mettere mano a GWF ? stato anche quello, fare una cosa da adulti. Ora che ? passato, per?, a me lascia quella sensazione un po' straniante, come dopo un esame scolastico. Ora che ho passato questo test, penso al prossimo. E s?, appunto, ? straniante. Poi mi pare di averne parlato in tutti i modi, ma i modi erano quelli istituzionali. Che ci ? successo, che mi ? successo? Eravamo quelli cazzari, e adesso ci escono di bocca cose come signore e signori, benvenuti nella splendida cornice.

Per questo uno tiene un blog personale, per dire: caro Diario, GWF ? stato anche altro, per me.

Per esempio, ricordo domenica sera quando tutto era finito, e le ultime cose erano state smontate. Quella sera, quando era molto tardi ed ero in uno dei miei soliti posti a bere, mi prende una grande, profonda, improvvisa tristezza. Al punto che ero arrabbiato con me stesso, e mi dicevo: ma che diavolo ti prende? E niente, era pi? forte di me, era arrivata una botta improvvisa, come se i nervi avessero ceduto - e immagino sia stato qualcosa del genere. Mesi e mesi a pensare a un progetto, e ora era tutto passato.

Il fatto ? che davvero, tutto quanto, ? cominciato molto tempo fa. Ero a Vinitaly 2018 e gi? ne parlavo, con alcuni produttori. Le aziende che hanno partecipato a GWF sono state scelte, tutte, una per una, contattandole personalmente. Ad ogni produttore abbiamo spiegato il nostro progetto, ma parlavamo di qualcosa che esisteva solo nella nostra mente, fino ad allora. Li abbiamo dovuti convincere, a volte, e a volte come ? normale non ci siamo riusciti: qualcuno non poteva partecipare, qualcuno aveva terminato il vino disponibile, qualcuno, legittimamente, potr? aver pensato: ma chi sono, questi qua? Sia come sia, ? stato un lavoro lungo, passato per infiniti contatti telefonici e di persona. Alla fine lo scopo era mettere assieme una specie di dream team di produttori che ci piacevano. Adesso che vedo la bolletta telefonica, vedo anche quanto a lungo sono stato al telefono. Insomma, ci abbiamo infilato una quantit? di energia pazzesca, in questo progetto. Mi piacerebbe adesso ringraziare, uno per uno, tutti i produttori che ci hanno creduto, e ci hanno detto di s?.

Per me poi questo lungo lavoro ? stato un fatto nuovo: lavorare con un gruppo di persone abbastanza numeroso, una squadra, e mi riferisco ai ragazzi di Papille Clandestine che hanno reso possibile concretamente tutto quanto. Io che sono un solitario, una ditta individuale e anche abbastanza individualista, ho cercato di lavorare in squadra, ho cercato di capire come ci si muove in una realt? complessa come quella - e mentre per qualcuno il lavoro di squadra ? pane quotidiano, per me era una novit? ed anche una sfida. Spero di aver fatto quel che ci si aspettava da me, ma adesso che sono nella fase dei ringraziamenti, dico grazie ai papilli che mi hanno voluto, assieme a Pietro, nel gruppo operativo di organizzatori, visto che GWF ? stato appunto una joint venture tra loro e il settore genovese di Intravino.

E siccome la rete non dimentica, e alla fine questo ? un quartierino ristretto, in questo post del 2010 (duemiladieci, ehm) scoprivo pi? o meno l'esistenza dei papilli. Ragazzi, ne ? passato di tempo, eh?

Adesso per? per non esagerare coi sentimentalismi, facciamo i buoni propositi. Si avvicina il prossimo Vinitaly, e gi? so che contatter? alcune aziende che sono nella nostra wish list, per il prossimo Genova Wine Festival. Perch? s?, pensiamo gi? all'edizione 2020.
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[01/22/2019, 08:48] Nuovi orari in enoteca (ed altri cambiamenti)
Caro diario, le cose cambiano. Potrei scriverlo sulle reti sociali, potrei scriverlo su Linkedin dato che parlo di cambiamenti lavorativi - e lo far?. Ma adesso lo scrivo qui: cambiano alcune cose intorno al mio lavoro.

Sto cominciando una nuova attivit?. Faccio il rappresentante, il venditore - di vini, ovviamente, resto con la bevanda odorosa. Sto esaminando proposte, qualcuna l'ho gi? accettata, solo non avevo ancora detto ufficialmente che all change.

E siccome il cambiamento riguarda anche l'enoteca, l'enoteca rimane, ma ad un regime di apertura ridotto. Cambia l'orario, rester? aperta solo nel pomeriggio, dalle 16 alle 19,30.

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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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