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Mondo Di Vino
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[01/01/1970, 00:00] La canapa in festa
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[01/01/1970, 00:00] Il ministro Zaia "sale" a Montalcino per chiudere la questione Brunello
Il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia si incontrer? gioved? 3 luglio con l'ambasciatore USA Ronald Spogli (nella foto) e la stampa. Ordine del giorno "il decreto che ci consentir? di superare una volta per tutte il problema del paventato blocco delle importazioni negli Stati Uniti e di rilanciare l'immagine di questo straordinario prodotto del nostro territorio. Si tratter? di soluzioni assolutamente innovative, che probabilmente saranno assunte come format per il futuro".L'appuntamento con i giornalisti ? fissato per le ore 11.45 presso l'azienda Costanti, Colle al Matrichese, Montalcino.Si aprir? un dibattito con la stampa, durante il quale il ministro e l'ambasciatore illustreranno le loro posizioni e soluzioni su questo tema che ha, ovviamente, non poco impensierito i produttori ilcinesi, che destinano gran parte del loro Brunello proprio agli Stati Uniti.Difficile valutare quali saranno le soluzioni a breve e lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la pi? volte annunciata disponibilit? a rivedere il disciplinare del Brunello di Montalcino, ipotesi avvalorata anche dal recente intervento di Piero Antinori, che ha appena ricevuto l'ok per riprendere la vendita del suo Brunello Pian delle Vigne 2003 in quanto dalle analisi risulta assolutamente in regola. Antinori afferma che, al fine di evitare possibili problemi in futuro, inerenti alla presenza o meno di altre uve oltre al sangiovese nel Brunello di Montalcino, sarebbe auspicabile una tolleranza dal 3 al 5%, massimo 7% (allora perch? non dire subito dal 3 al 7?), che ? il margine d'errore previsto nel regolamento dei vivaisti. Il noto produttore toscano ha comunque puntualizzato che toccare il disciplinare ora sarebbe una mossa del tutto fuori luogo.E' un fatto che ci sono molti, troppi interessi da parte delle pi? importanti (quantitativamente) aziende produttrici di Montalcino, cosa che non lascia certo ben sperare in una soluzione che miri a tutelare l'immagine di questo grande vino, garantendo semmai l'assoluto rispetto delle regole e un miglioramento delle stesse al fine di evitare possibili furberie.
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[06/12/2008, 13:07] Leone de Castris, Five Roses IGT

Leggendo l’articolo precedente di Max, mi ? venuto in mente questo che ? uno dei miei vini rosati preferiti scoperto durante il corso dell’ONAV: il Five Roses IGT di Leone de Castris.

Oltre alle qualit? proprie di questo vino, mi ha affascinato la storia della sua nascita che risale al 1943. Fu, infatti, sul finire dell?ultima guerra che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate e, dal 1942 al 1943, governatore dello stato di New York, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano si, ma dal nome rigorosamente americano.

Perch? proprio Five Roses? Non lo so con esattezza, ma pi? concause sembrano portare a questa scelta:

  • Nome di una contrada nel feudo di Salice Salentino, ?Cinque Rose? appunto;
  • Per caso o per tradizione, la maggior parte dei conti Leone de Castris ha avuto cinque figli;
  • Il nome ricorda molto un prodotto tipico e dal nome rigorosamente americano come il bourbon Four Roses… Ammetto che questa ? pi? una mia congettura, ma per il mio gusto personale credo sia comunque meglio averne cinque di rose invece che quattro… Che poi son pari e non va bene!

Se avete altre informazioni in merito aspetto curioso, come sempre per le storie che girano intorno al vino, i vostri commenti.

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[05/26/2014, 22:42] Principi d?accoglienza a Tenuta di Fessina
Vino da Burde
_Con la nostra Debora, l?amico Luigi Parrinello e il suo splendido gruppo in visita a Fessina. Paolo Trimarchi ph._ Poich? la qualit? intima di un vino dipende dalla personalit? di chi lo ha prodotto, per noi ? determinante che a condurre i wine-tour in azienda sia il produttore o chi vive l?azienda in prima persona giornalmente. E? l?emozione che fa la differenza oggi, non pi? solo la destinazione. E questa emozione la donano la cura dei particolari, la capacit? di coinvolgimento, l?espressione della nostra identit?, unica ed irripetibile come lo sono le singole persone. Spesso l?assuefazione percettiva ci induce a perdere a poco a poco lo ?sguardo altro? sulle nostre meraviglie, in mezzo alle quali viviamo quotidianamente: questo occhio vivo e vivace possiamo recuperarlo attraverso una comunicazione fortemente personale e la condivisione di ci? che gli altri dicono di noi. Una rete circolare, sviluppata soprattutto on line ? con la pubblicazione dei video delle nostre visite e degustazioni in azienda ? che permetta a chiunque di accedere al valore di un?esperienza. L?impegno nel mondo dell?enoturismo ? oggi anche quello mirato a creare un marketing dei servizi per costruire proposte sempre pi? articolate e personalizzabili, per nicchie di mercato alla ricerca di un valore aggiunto, la valorizzazione dell?intera filiera aziendale, di cui comunichiamo costantemente storia, stile e filosofia di lavoro. Cerchiamo di far partecipare in prima persona al ?rito del vino? i nostri ospiti con proposte quanto pi? possibile differenziate, che esprimano tutte le sfaccettature di Tenuta di Fessina.
Vino da Burde
?La nobilt? del vino ? proprio questa: che non ? mai un oggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati. Che cosa ci dice l?odorato, e il palato, quando sorseggiamo un vino prodotto in un luogo, in un paesaggio che non abbiamo mai visto, da una terra in cui non abbiamo mai affondato il piede, e da gente che non abbiamo mai guardato negli occhi, e alla quale non abbiamo mai stretto la mano? Poco, molto poco?. (Da vino al vino di Mario Soldati)
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[07/15/2008, 09:31] Le difficolt? di una trentenne con 20 interessi di troppo?
Ormai ? davvero troppo tempo che non riesco ad aggiornare questo blog con sistematicit?. A volte ci penso e mi vengono i brividi. Passati i tempi in cui scrivevo anche 5 post a settimana. Ora invece l’unico contatto diretto col blog ce l’ho grazie a quei lettori che mi scrivono per chiedermi se va tutto [...]
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[04/08/2019, 14:05] How tall is your mountain? How important are you? How do you rank?
Vino da Burde
Life, after years of work and a "career," is an unknown until you get there. Just like life after school, or life after an eventful course of certification. For many of us, we just don?t know what lies ahead in our future heres and nows. What I do know, here and now, is that mountain climb we call a career is just that, ?a? mountain climb. Not all mountains. Just one. Maybe a tall one, maybe not the tallest. And not the only mountain on earth.

When I first went to Italy, I had this idealistic notion that all the people in Italy were kind, generous, loving people. How could it not be? Here I was in the land of my ancestors, walking the streets and alleys of Rome, everything so bestowed towards my Utopian vision of Italy and Italians. With a war waging in Vietnam, and a low lottery number (90) and being all of 20, I wanted a world in which there was peace and happiness. And time.

Vino da Burde
And there I was, one day, walking in the hills above Rome on the Viale del Museo Borghese, when I saw a car screech to a halt, a man get out of the car, pull a woman out and start beating on her. She screamed bloody murder and I?d like to say people came out in droves to rescue her. But no one did. It all happened so fast. Like he was getting out of the car to pee. He threw her back into the car, tires squealing, and tore off. It took maybe 15 seconds.

I was petrified. I remember my parents having arguments almost like that, and as a young child, I would eventually run out of the house and head into the desert, far away from their yelling and anger.

But this was Italy, my precious vision of peace and harmony shattered, just like that. So, it wasn?t Utopia?

Vino da Burde
Years later I went to my first Vinitaly, the 17th (we are now in the 53rd year). I was full-on with a career in the wine business. Again, I was exhilarated with the notion that everyone who was anyone in the world of Italian wine was here. And so was I. I was part of this great thing, which in my head I had built up, as most of us do, with the full force of the illusions we splay about with our careers, over how important we are, the job is, it all is. And in the presence of Piero Antinori and Angelo Gaja, and Luigi Veronelli and, and, and.

Twenty or so years after that, I was dug in on base camp of that mountain. I had made it so far, but I had to take the summit. And I spent hour after hour chasing the sun and the moon. My identity was all tied up in being the Italian wine guy. And the company I worked for was powerful and bought a lot of Italian wine. I calculated that for every case of Italian wine that came into America, the company I worked for (and the category which I was accountable for growing and looking after) imported and sold one bottle in every of those cases, about 8%. It would eventually grow to somewhere around 12-15%. This was a very tall mountain.

Vino da Burde
Along the way, I spent three years caring for my wife who had a debilitating disease of the central nervous system, multiple sclerosis. It killed her. And it threw me into a valley. And the only way out of that valley was through a tiny little tunnel, which I had to crawl through on my hands and feet. Slowly, slowly, one day at a time. For years. The tall mountain was of little concern to me at that time.

As I wrote here in 2011, ?There is luck, good and bad, but there is resilience. Resilience is good luck combined with a spirit to overcome the disappointments life hands you.? Yeah, I had some bad breaks, not as bad as my wife, for sure. But I was going to climb that mountain, if it was the last thing I did.

And I did. And along with it, success, recognition, accolades, awards, even a trophy.

Vino da Burde
But once I got there, I decided not to climb down the mountain. I jumped off of it. The words of Richard Alpert (now Ram Dass) emblazoned upon my windscreen as I fell to earth, "I was no longer needing to be special because I was no longer so caught in my puny separateness that had to keep proving I was something. I was part of the universe, like a tree is, or like grass is, or like water is." Ever the idealist, always searching for Utopia, be it an outer manifestation or an inner aspiration.

I?m really happy that the wine community in Italy is making wine better than they ever have. And I?m pleased that the world is responding, by obtaining, enjoying and promoting their vinous joy in ways that the rest of us can see and feel and hear, 24/7. It?s like watching millions of people climbing their very own mountain, all at the same time. It?s a moment in time which I?m sure the likes of Gaja and Antinori, and Veronelli, if he were still alive, revel in. It?s a victory. It?s a cause for celebration. It only took a couple of millennia. And the sweat and blood and dreams of scores of farmers, winemakers, and all the friends and families that supported that surge to their personal mountaintops.

If one could look at Italy from space and see the emotion of time as manifested in the hard work that all these souls have put into making Italian wine great, it would probably be ten times taller than Mt. Everest. I have no doubt. And we are all here to witness this great success.
Vino da Burde

As far those of us who fell to earth? Well, it?s not so bad. I mean, look at all the wonderful wine we have to enjoy now? And if one is healthy, there is that great gift. If one misses a seminar here or there, a tasting here or there, or a not-to-be-missed event here or there, so be it. It?s somewhere on someone?s journey to their mountain top. I?ve been there, had those longings, those unstoppable goals that I thought were so very important at the time.

But I?m on another journey now, to another mountain. I?m not sure if there is a mountain top or even if there is, if I?ll get there. I?m fine with that, for when I fell to earth, something inside of me broke open. It was like being born again, except I didn?t have to learn how to walk or talk. The child inside me, and the childhood I left behind as an adult, broke open. And along with it, creativity, and fun and time, or what is left of that time. I?m really excited, I have to tell you all. I never imagined all the things I thought were so important could be supplanted with a deeper sense of direction, a journey that will take me to God knows where. What I do know is this: I don?t have that insatiable drive for success, for recognition, for some kind of elite ranking in the world of wine. Or even another mountain top. The folks at base camp can have at it now. I?m good, right where I am.

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[03/05/2008, 16:15] USB Wine, una campagna marketing del vino virale che viene dall?Europa

Non ? semplice vedere grandi idee di marketing del vino online provenienti dal Vecchio Mondo, per cui vale la pena parlarne, se non altro per trarne degli spunti di riflessione.

Il video che avete appena visto, gi? pubblicato da VINO24.TV qui, viene dalla Francia (per la versione sottotitolata in lingua inglese cliccare qui). Ne abbiamo scritto il 4 dicembre del 2007: a quella data il video era stato visto 38.338 volte. Oggi siamo giunti a quota 192.722! Un ottimo risultato che si avvale della forza virale del video, linkato all’interno della blogosfera del vino globale, ma non solo, come vedremo.

La campagna di viral marketing rimanda l’utente, una volta terminato il video, al sito da cui ? possibile acquistare il prodotto. Il successo di questo video ? stato dato dal sito internet MensUp.fr, un sito che condivide news e informazioni tra giovani e adulti interessati alla tecnologia e al social networking.

Ci? che ? successo ? stata la diffusione del messaggio e del prodotti in un luogo in cui il wine marketing non era ancora arrivato (i giovani interessati alla tecnologia): un potenziale segmento di consumatori molto dedito al networking, per cui molto portato a diffondere i messaggi al proprio interno in maniera virale.

Infatti, gli utenti di MensUp.fr hanno passato il video l’un l’altro in quello che si ? rivelato un ottimo word of mouth, usando i loro legami di community e i loro network di amici. Da notare: tutto questo passaparola non ha avuto costi aggiuntivi all’azienda, la quale ha sostenuto spese solo per la realizzazione del video e per la sua messa in visione su un apposito spazio del sito.

Col risultato di ritrovarsi oggi a quota 192.722 visualizzazioni per la versione in lingua francese e 154.504 per la versione sottolitolata, entrambe su youtube.

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[05/19/2008, 14:14] Ricetta delle Cr?pes

La crêpe ? una antica ricetta francese fatta con pochi e semplici ingredienti come farina, uova, latte, sale, zucchero e burro. È un preparato squisito sia salato sia dolce (in questo secondo caso, si aggiunge agli ingredienti anche la vanillina).

Vediamo la ricetta per fare le crêpes. In successivi articoli la useremo per alcune delizie. Considerate per? che questa ricetta delle crêpes semplici, senza prevedere alcun ingrediente con il quale farcirle, potrebbe subire qualche lieve modifica in fase di preparazione. La cosa bella ? che, una volta capita la procedura per fare le crêpes, l’unico requisito richiesto ? la fantasia.

Ingredienti:
250 gr di farina
500 ml di latte
sale q.b.
burro q.b. (circa 50 gr dovrebbero bastare)

Preparazione:
in una coppa ampia e con bordi sufficientemente alti, mettete 250 gr di farina, un pizzico di sale e mezzo litro di latte. Mescolare accuratamente finch? non ottenete un composto assolutamente fluido e privo di grumi. Potete aiutarvi con un frullatore ad immersione o una frusta, se preferite. A parte, sbattete per bene 3 uova e unitele poi all’impasto precedente. Mescolare ancora con cura e lasciar riposare la pastella per almeno mezz’ora.

Prendete un padellino antiaderente con bordi molto bassi e mettetelo sul fuoco con fiamma abbastanza bassa. Mettete un po’ di burro a fondere e poi versate un mestolo di pastella (o comunque la quantit? di pastella sufficiente per riuscire giusto a ricoprire tutto il fondo della padella). Distribuitela su tutta la base della padella e lasciate per qualche minuto a cuocere. Quando il lato della crêpe sar? dorato, giratela e fatela cuocere anche sull’altro lato.

Ripetete l’operazione per ciascuna crêpe aggiungendo sempre un po’ di burro nel padellino (con le quantit? di ingredienti qui riportate verranno fuori all’incirca una dozzina di crêpes - dipende ovviamente anche dalla dimensione della padella).

A questo punto, le crêpes sono pronte. Sul cosa farci di preciso, vediamo nei prossimi giorni di dare alcuni suggerimenti, sia per crêpes salate sia per crêpes dolci. Teniamo qui la ricetta della base per i riferimenti futuri (ultimamente mi sono scatenato con le crêpes, quindi conto di riuscire a fare pi? post con parecchi spunti).

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[09/16/2008, 17:05] E? nato il Recioto di Gambellara D.O.C.G.

Con La D.O.C.G. Recioto di Gambellara premiata l’essenza della Garganega e la maestria dell’uomo.
Questo il motto del Gambellara Wine Festival, in programma il 25, 26 e 28 settembre 2008.

L’inizio della Manifestazione avverr? giovedi 25, con la preparazione, sotto la supervisione del Ministro delle Politiche Agricole, on. Luca Zaia, del Primo Picaio di uva Garganega, da cui, dopo il naturale appassimento, si otterr? il primo Recioto di Gambellara D.O.C.G.
A seguire una nutrita serie di eventi inerenti Gambellara, i suoi vini e le sue gastronomie, di cui questo ? il programma.
Benvenuto Recioto di Gambellara, la quarta D.O.C.G. del Veneto.

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[11/18/2008, 22:54] La riscossa del Bardolino: in finale per i tre bicchieri
Vino da BurdeIl titolo ? quello dell'articolo comparso luned? sulla Pagina del Gusto, curata da Morello Pecchioli sul quotidiano L'Arena di Verona.
Il pezzo lo riporto qui sotto.
"La stampa che si occupa di vino sta riscoprendo il Bardolino: lo testimoniano le guide appena arrivate in libreria. Non era mai successo che un Bardolino approdasse alle ambitissime finali dei Tre Bicchieri della guida "Vini d'Italia 2009" edita da Gambero Rosso e Slow Food. Tre i Bardolino finalisti quest?anno, segnalati sulla guida con due bicchieri rossi: il Superiore 2006 di Corte Gardoni, Valeggio sul Mincio; il Superiore Munus 2006 di Guerrieri Rizzardi, Bardolino, e il 2007 dell'azienda agricola Le Fraghe di Matilde Poggi, Cavaion Veronese. La guida evidenzia come ?il Bardolino possa essere un vino di grande attualit? e valore; interpretare la corvina, protagonista assoluta dei rossi veronesi, come fosse un pinot nero, trasmette al vino una splendida espressivit? aromatica di frutti di bosco e pepe, leggerezza gustativa, sapidit? e tensione acida?.
Segnalazione di prestigio anche per l'azienda agricola Cavalchina di Luciano e Franco Piona, Custoza: il loro Bardolino Superiore Santa Lucia 2006 ha ricevuto la "menzione ad honorem" nella guida "Vini Buoni d'Italia" del Touring Club".
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[06/18/2008, 08:52] Torta di riso? Finita!
Perch? a Genova ? cos? difficile trovare un posto dove mangiare ed essere trattati bene, magari un po' coccolati, ad un prezzo non dico basso, ma corretto? Il meeting di Tigulliovino ? appena finito, con una bella scia di persone venute da mezza Italia che domenica 15 Giugno avranno trovato di sera quasi tutti i locali chiusi.
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[05/29/2019, 22:53] Fonteverde Tuscan Resort & Spa e Ristorante Ferdinando I ? San Casciano dei Bagni (SI) ? GM Antonello Del Regno, Chef Salvatore Quarto

Siamo sui colli della Val D?Orcia, dentro i confini del comune di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, uno degli antichi borghi noti per le millenarie sorgenti da cui sgorgano acque termali ricche di minerali, inseriti dall?UNESCO nella lista dei Patrimoni Mondiali dell?Umanit?. Qui sorge il Fonteverde Tuscan Resort & Spa, che fa parte dell’Italian Hospitality Collection e?gi? avevamo avuto modo di raccontarvi. La struttura, voluta dal Granduca Ferdinando I de? Medici,?offre molteplici spazi per il relax e trattamenti per soddisfare ogni esigenza, coniugando il fascino dell?architettura rinascimentale con l?eleganza degli ambienti curati nei dettagli e con la semplicit? del territorio circostante, piccolo paradiso della natura con ampie distese verdi e panorami da sogno. Il Resort ? famoso per il suo centro termale, distribuito su 5000 metri quadrati?e ben 7 piscine. Completano l’offerta il ristorante Ferdinando I, il bar Il Falconiere?e il Bioaquam caf?, ai bordi della piscina. Fonteverde ? affiliato a The Leading Hotels of the World, prestigioso brand dell?h?tellerie di lusso, e la sua SPA si fregia del marchio Leading SPA.

Archivio storico reportage:

-> Reportage dell’11 Settembre 2012

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin segnala il resort Vino da Burde
Espresso non segnala il ristorante Vino da Burde
Gambero Rosso segnala il ristorante Vino da Burde

La squadra

Lo staff del resort

General Manager: Antonello Del Regno
Capo Ricevimento e Room Division Manager: Alessandra Ferrara
SPA Manager: Gabriella Carletti
Property Sales Manager: Cristina Morellini
F&B Manager: Guglielmo Paini

Lo staff di cucina

Chef: Salvatore Quarto
Sous chef: Benito Carrara
Chef de partie: Emiliano Coppetti, Emanuele Ceriello
Demi chef: Francesco Montarone, Francesca Nappini
Commis di cucina: Andrea Vanni, Elisabetta Tecchia

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Mirko Stollo e Giuseppe Pio Iannicelli
Chef de rang: Nicola De Micco

Italian Hospitality Collection

Italian Hospitality Collection riunisce hotel, resort e spa di eccellenza: unici, scelti per la loro bellezza, la loro storia e l?incanto del loro territorio. In Toscana i tre resort della collezione – Fonteverde, Bagni di Pisa, Grotta Giusti – sono nati come residenze termali nobiliari. Sono gioielli di storia e architettura sorti su sorgenti naturali, in alcune delle zone pi? incantevoli della regione come la Val d?Orcia, le colline che abbracciano Pisa e la Valdinievole. In Sardegna, il Chia Laguna ? immerso nello splendore di uno dei tratti pi? spettacolari della costa, davanti a spiagge, promontori, lagune costiere e dune che si affacciano sul mare color turchese. In Val d?Aosta Le Massif ? un?esperienza di ospitalit? unica in montagna che si esprime in due location d?eccezione: l?hotel cinque stelle Le Massif nel cuore di Courmayeur e lo chalet La Loge du Massif nello scenario di Plan Checrouit, direttamente sulle piste da sci.

La reception

Vino da Burde

Servizi del resort: staff medico; Beauty Service?(manicure, pedicure); Coiffeur; la Casina delle Rose, uno spazio multifunzionale a 2 piani con cucina annessa nella quale possono trovare spazio eventi privati, meeting, mostre, feste e ricevimenti. Il primo piano ? stato adibito a saletta VIP per la proiezione di film; le boutique; la bottiglieria, nella quale ogni giorno alle 19 scatta l?ora dell?happy hour con il sommelier che guida gli ospiti nella degustazione dei diversi vini, abbinati a piccoli assaggi di prodotti tipici toscani; la cappella.

Gli interni

Vino da Burde

La suite di VG

Vino da Burde

Tariffe delle camere

Fonteverde dispone di 78 camere, tra cui? 6 junior suite e 7 suite, eleganti e raffinate in stile rinascimentale.

Suite Cristina di Lorena e Eleonora da Toledo ? 776; Suite Val d?Orcia ? 553; Junior Suite da ? 346 a ? 413; Deluxe da ? 290 a ? 346; Privilege Vista Valleda ? 249 a ? 301; Privilege da ? 226 a ? 272; Queen da ? 198 a ? 232.

Il salottino

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Il benvenuto del resort

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La sala da bagno

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Amenities

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La doccia

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Il mini bar

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La SPA

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Il Centro Termale di Fonteverde ? distribuito su 5000 metri quadrati, suddivisi su tre livelli, collegati alla struttura alberghiera da un corridoio interno che permette ai clienti di accedere alla Spa in tutta comodit? gi? indossando accappatoio e ciabattine.
Sono ben sette le piscine fruibili:

– due interne dedicate a trattamenti come il ?Thalaquam Massage? e il ?Bagno di Luce?
– una in parte interna ed in parte esterna, dotata delle pi? innovative tecniche di idromassaggio chiamata ?Bioaquam? che prevede percorsi drenanti e tonificanti con pi? getti.
– una per i clienti esterni, che scelgono di usufruire dei servizi termali per un solo giorno
– una su misura per i clienti dell?hotel
– una per i bambini
– una per gli amici a quattro zampe
– una piscina esterna a sfioro di acqua fredda di oltre 140mq. Realizzata in travertino bianco, ? circondata da una piattaforma in teck scuro, dove trovano spazio lettini e ombrelloni a disposizione degli ospiti dell?hotel.

Le acque di queste piscine sono ricche di propriet? terapeutiche (zolfo, calcio, fluoro, magnesio) e sono parte integrante del territorio, sgorgando da 40 sorgenti naturali e arrivando in superficie ad una temperatura di 42?C.
Lo staff medico a disposizione degli ospiti ? composto da: dietologo, cardiologo, posturologo, medico estetico e generico. L?offerta Medical Spa ? variegata e comprende diagnostica, dietologia, naturopatia, visite specialistiche ed esami ematochimici, percorsi termali e circuiti idroterapici in acqua termale, trattamenti termali, terapie inalatorie e massaggi.
Fonteverde ? una delle poche strutture termali a essere attrezzate per ospitare cani e gatti. Anche loro potranno godere dei benefici delle acque solfate che sgorgano da fonti millenarie e ricche di minerali.

Su consultazione: tariffe Centro Termale

La SPA e il centro benessere

Vino da Burde

Vino da Burde

Thalaquam

Vino da Burde

La piscina Bioaquam con vista sulle colline

Vino da Burde

Vino da Burde

Vino da Burde

Aperitivo al bancone del Bar Il Falconiere

Vino da Burde

A sinistra: Bloody Mary con pomodoro estratto fresco

A destra: Milano Torino New Age

Vino da Burde

Tipologia degli stuzzichini: tartare di manzo; spuma di burrata; tatin di cipolla; spigola marinata all’aneto; hummus di ceci; crema di piselli con gambero.

Sala e mise en place del Ristorante Ferdinando I

Vino da Burde

Vino da Burde

Men?

Vino da Burde

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Monte Cetona ? 6

Selezione di salumi toscani con crostini misti e pecorino di Pienza
Pappa al pomodoro con pane cotto a legna
Maialino da latte con sedano rapa e carciofi
Caprese con sorbetto al bergamotto, chantilly alle bacche di goji

Monte Amiata ?? 65

Carpaccio di maialino con burrata e piselli
Gnudi di ricotta e spinaci al burro e salvia con formaggio di Pienza
Bavetta di manzo con melanzana affumicata e cipolle arrostite
Coppa Fonteverde con gelato alle mandorle, spuma al vin santo, croccante di cantuccini e salsa al mou

Men? Equilibrium

Mazzancolle croccanti su passata di zucca alle erbe e riso rosso ? 15
Crema di cavolfiori con mozzarella di bufala e mandorle?? 14
Rana pescatrice in tempura con verdure selvatiche al limone ? 24

La carta

Antipasti

Trilogia della Valdichiana: carpaccio marinato con rucola, tartare con pomodori canditi, hamburger con salsiccia ? 18
Selezione di salumi toscani con crostini misti e pecorino di Pienza ? 16
Polpette di baccal? fritte su crema di ceci ? 15
P?t? di fegatini con misticanza e zucca caramellata ? 16
Carpaccio di maialino con burrata e piselli ? 15
Degustazione di salumi di oca (mortadella, salame e petto affumicato) con mostarda di pere ? 16

Primi

Pappa al pomodoro con pane cotto a legna ? 14
Gnudi di ricotta e spinaci al burro e salvia con formaggio di Pienza ? 15
Tagliatelle di barbabietola con asparagi e zabaione al limone ? 16
Pappardelle con fave pecorino e guanciale ? 16
Tortelli di anatra con popcorn di maiale ? 18
Pici tirati a mano con sugo di coniglio e carciofi ? 14
Lasagnetta gratinata al rag? di manzo con salsa al cacio?? 14

Secondi

Scamone di agnello a bassa temperatura con finto couscous di cavolfiori ? 26
Petto di anatra con mela al vino rosso e purea di carote allo zenzero ? 24
Manzo con melanzana affumicata e cipolle arrostite ? 24
Maialino da latte con sedano rapa e carciofi ? 24
Uovo 75? con scorzonera, agretti e chips croccanti ? 20
Baccal? in zuppetta di pomodorini misti ? 25
Pescato del giorno ? 40
Bistecca alla Fiorentina con fagioli al fiasco ? 48
Fracosta di manzo alla griglia (500 g) ? 48
Maiale iberico con piselli e zucca caramellata ? 26

Proposte vegetariane

Insalata di cavolo cappuccio con agrumi, alga nori e semi oleosi ? 14
Terrina di formaggio caprino con insalatina di germogli di piselli ? 14
Risotto mantecato all?olio con carciofi croccanti ? 16
Zuppa di miso con orzo e verdure ? 14

Dolci

Caprese con sorbetto al bergamotto, chantilly alle bacche di goji ? 15
Brownies su consistenza di mango e liquirizia ? 16
Coppa Fonteverde con gelato alle mandorle spuma al vinsanto, croccante di cantuccini e salsa al mou?? 14
Pi?a Colada: sorbetto al cocco, ananas e crema al rum ? 14
Cremino con cialde agli anacardi polvere di pandispagna e gelato al cardamomo?? 15
Bavarese alle fave tonka, cuore di fragola, croccante di riso ai lamponi ? 14
Coppa di sorbetti e gelati ? 12
Composizione di frutta fresca ? 12

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Vino da Burde

Rosso Gravner – Gravner

Gaya & Rey Langhe Doc 2015 – Gaja

Piattooo!

Tartare di pesce Cobia agli agrumi con carote marinate e grigliate?

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Ribollita con pane a lievitazione naturale?

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Trilogia della Val di Chiana

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Hamburger con salsiccia; tartare con pomodori canditi; carpaccio marinato con rucola.

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Spaghetti di zucchine con pomodorino marinato, mentuccia e noci?

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Tagliatelle?di grano antico al rag? bruno di cervo?

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Il servizio del prossimo vino

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Luigi e Giovanna 2014 Orvieto Doc Classico Superiore – Barberani

La portata successiva ? servita in sala

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Spigola pescata alla griglia

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Caiarossa 2013 Toscana Rosso Igt – Caiarossa

Guancia di vitellone brasata con polenta di mais blu al cacio?

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Erbette ripassate con zucca arrostita

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Coppa di sorbetti e gelati

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Crema vellutata allo zabaione con sorbetto al lampone e cialda di riso venere

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Delizia di mele con crema chantilly alla cannella

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Caff? e coccole finali

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Tipologia caff?: miscela Terra Mia, Segafredo.

Tipologia piccola pasticceria: lingua di gatto al lime; tartufo al cocco; biscotti alle nocciole.

A sinistra: gin tonic con Schweppes Premium Mix Tonica Hibiscus

A destra: Good Job

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Al risveglio, colazione in camera

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La vista diurna dalla camera di VG

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Colazione a buffet

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VG insieme allo staff

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Cucina

Lo chef Salvatore Quarto al Ristorante Ferdinando I alterna piatti dai sapori mediterranei a quelli pi? legati alla cucina regionale, puntando sulla semplicit? e i sapori rotondi. Un occhio di riguardo anche alla leggerezza e agli apporti calorici delle pietanze, in perfetta sintonia con l’offerta wellness della struttura: un esempio sono i dessert che vengono tutti realizzati con zuccheri non raffinati.

Servizio e accoglienza

Uno staff preparato, ben assortito e coordinato. Lo staff del comparto F&B si ? preso cura di noi, intermpretando al meglio le nostre esigenze. Il personale del centro medico e benessere ? composto da figure dalla comprovata professionalit? e con il giusto approccio al cliente.

Conclusioni

Un fiore all’occhiello per la Val d’Orcia e per tutta la Toscana: una suggestiva location storica dotata di tutti i comfort moderni, una vasta gamma di servizi, tutti di ottimo livello, una proposta F&B che ben si sposa con il territorio e con l’attenzione al mangiare sano e leggero del centro benessere, ma soprattutto per la straordinaria offerta wellness, che si conferma ai vertici in Italia e in Europa.

Vino da BurdeViaggiatore Gourmet

Fonteverde Tuscan Resort & Spa e Ristorante Ferdinando I
53040 San Casciano dei Bagni (SI)

Localit? Terme, 1
Tel. (+39)?0578 57241

Fax (+39) 0578 572200
Ristorante sempre aperto solo la sera
E-mail: info@fonteverdespa.com
Sito internet: www.fonteverdespa.com

 

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[08/26/2018, 05:19] Six Hints to Choose the Best Drug Rehab Nj

Addiction to the drug can ruin your life. It reaches a point where you want to get rid of the addiction, but you cant that easily. If you are at this juncture, you should visit a respected and reliable drug rehab NJ. An excellent drug rehab center will help you to stay away from drug or alcohol addiction. The hints as discussed below will help you to decide the best drug rehab NJ for your recovery.

Licensing

Perhaps, this is the first issue that you should reconsider before determining a drug rehabilitation center. Facilities that don’t have valid licenses might not help you to recover fully. Lack of a valid license means that the facility that you are visiting is not recognized by the authorities and might be operating against the law. Stay away from rehabs without licenses as they will only rob you of your hard earned money.
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Treatment Procedures

The treatment protocols used at a facility might raise or reduce your chances of recovery. For instance, you should find out whether your chosen facility provides detox together with other therapies and counseling. When you come across a drug rehab?that offers such treatment, then you will be on the right path to quick recovery. High-end facilities also offer yoga when they think its necessary.

Highly Qualified Staff

The level of experience of the employees working at the rehab center that you choose might impact negatively or positively on your recovery. If you decide to go for an inpatient facility make sure that that the staff are available around the clock. You should also check whether the staff are registered by the relevant authorities to confirm that they have the necessary experience.

High Patient Staff Ration

If you get admitted to a rehab center with few staffs, then you might not get the attention that you want. Rehab centers that have more doctors and nurses will give you the care that you need for quick recovery.

Aftercare Treatment

Once you are done with your rehabilitation program, it’s essential that you are closely monitored to reduce your odds of succumbing to drug abuse again. The aftercare you require varies depending on your requirements as well as the degree of addiction. However, it’s suggested that you see your doctor weekly or once in a fortnight after leaving the rehab center to chat about your progress and the difficulties that you might be encountering.

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Pricing and Insurance

Most people don’t know that rehabilitation therapies can cost you a fortune. For this cause, you should find out how much the treatment will cost in advance to avoid nasty surprises. In most cases, expensive rehabilitation centers offer the best care. If you have a valid medical insurance policy, you should discover whether your chosen facility accepts it and how much it can cover.

If you are having an uphill task trying to get away from drugs, it’s better to get treatment sooner than later. You will come across a number of drug rehab NJ centers to pick from online and to make a sound decision keep the hints as explained above in mind.…

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Vino da Burde
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[06/03/2008, 14:55] Cr?pes salate

Trovo che il bello delle crêpes sia il fatto che ci si pu? sbizzarrire in un numero impressionante di ricette (come con la pizza, per intenderci). Per questo motivo, voglio proporre una serie di spunti per farcire le crêpes, fermo restando che l’unico limite ? la fantasia (suvvia, un altro ce lo imponiamo: oggi parliamo solo di crêpes salate).

Per seguire questi suggerimenti, tengo sempre presente questa ricetta per fare le crêpes, ma quando ci sono ingredienti che devono avere il tempo di fondere ? necessario assicurarsi di cuocere per bene la crêpe su un lato, e appena viene girata sull’altro lato va disposto l’ingrediente.

Crêpes con cotto e scamorza affumicata
Questo abbinamento ? davvero tanto banale quanto delizioso. Assicuratevi di tagliare la scamorza in fettine molto sottili e disponetele sul lato della crêpe appena la girate sull’altro lato. Prima di piegare la crêpe in due, aggiungete anche il prosciutto cotto.

Crêpes con speck, gorgonzola e rucola
Il gorgonzola si ammorbidisce abbastanza velocemente. Siccome speck e rucola non vanno cotti, aggiungete gli ingredienti quando manca poco alla fine della preparazione. In alternativa, potete anche preparare le crêpe completamente e, dopo averle riempite con gorgonzola, speck e rucola, disporle in una pirofila e scaldarle in forno, con un po’ di burro fuso sopra.

Crêpes con prosciutto crudo e mozzarella
Il prosciutto crudo deve restare crudo e la mozzarella deve avere il tempo di fondere, quindi o tagliate la mozzarella in fette molto sottili o addirittura la sminuzzate/sbriciolate.

Crêpes ricotta e spinaci
Per questo abbinamento, ovviamente gli spinaci vanno prima lessati e poi ben mischiati con la ricotta.

Crêpes ai formaggi
Qui sbizzarritevi con un bel mix di formaggi come fontina, gorgonzola, emmentaler. Ma dato che il formaggio deve avere il tempo di fondere per bene, anche qui ? preferibile passare in forno le crêpes disposte in una pirofila.

Altre idee per crêpes salate?

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[03/10/2008, 12:02] Stormhoek e il nuovo utilizzo dei social media

Vino da Burde

Stormhoek ha usato strategie di marketing 2.0 sin dal suo debutto nella blogosfera nel 2005, quando veicol? il suo brand attraverso una campagna virale tra i blogger inglesi. Nel giro di un anno aument? le casse di vino vendute nel Regno Unito di sei volte con un budget annuale speso in comunicazione di appena 20.000 dollari. Non male per un brand del vino locale con una riconoscibilit? ormai globale.

Ma, poche settimane fa, il suo partner inglese Orbital ha dichiarato bancarotta, una crisi che va al di l? del controllo di Stormhoek. Sebbene l’azienda sia ancora in una situazione finanziaria buona, tuttavia i suoi sub-contractor non lo sono: il che significa licenziamenti.

Fin qui ci siamo. Ma cosa sta succedendo adesso? Stormhoek vuole evitare questa situazione di crisi e di licenziamenti. Come? Con un altra campagna di marketing online virale.

Own a vine. Save a job

Sfruttando sempre il passaparola della blogosfera, l’azienda a chiesto al suo pubblico un prestito di poche centinaia di euro per affittare una vigna sulla quale verr? posto il nome del supporter. Quest’ultimo ricever? una fotografia della vigna e una bottiglia di vino fatta con l’uva di quella vigna.

Nello stesso tempo Stormhoek stanzier? il 5% dei suoi costi di produzione a un fondo per la restituzione del prestito, per restituirlo con gli interessi.

In pochi giorni dal lancio della nuova iniziativa sono stati pubblicati oltre 70 articoli online su di essa; il gruppo Facebook si ? attivato; il passa parola si ? diffuso all’interno del servizio di social bookmarking del Sud Africa Muti e del microblogging Twitter. Inoltre, il servizio di social media locale Zoopy.com sta facendo la sua parte anch’esso. Oltre 11 mila persone hanno visitato il nuovo sito di Stormhoek (www.stormhoek.co.za ? il vecchio sito www.stormhoek.com era controllato dalla compagnia inglese e sta finendo di funzionare). Per il momento poi sono state vendute 22 vigne, ancora ben lontani dall’obiettivo di 3000 vigne, ma Graham Knox, il proprietario, sembra essere confidente nel fatto che anche stavolta i social media faranno il loro dovere.

Considerazioni

Apertura e trasparenza
Nella sua prima campagna online, Stormhoek invit? i blogger ad assaggiare il loro vino gratis. Non c’era alcun obbligo di scrivere qualche post su di esso, n? di scrivere solo cose buone. La trasparenza ha pagato e il passaparola si ? diffuso velocemnte online.

Conversazione continua
Sebbene ci siano stati periodi di stallo nella conversazione, Stomhoek possiamo dire che abbia comunque tenuta sempre alta l’attenzione su di s?. In Sud Africa sponsorizza il suo vino laddove i geek, i tecnologici, si radunano. E questi, ovviamente, parlano del brand.

Evoluzione continua
Niente ? stabile sul web, tutto ? mutevole. Anche Stormhoek lo ?, mutando continuamente la sua conversazione online e offline. La prossima mossa sar? quella di inserire i video attraverso il sistema di aggregazione Zoopy. Tra l’altro l’azienda sta mutando anche fisicamente.

Lato umano

Vino da Burde
In questo mondo virtuale ? importante che ci sia la presenza effettiva di una persona dietro al blog, in altre parole il suo lato umano. Visitando il blog di Stormhoek si possono vedere le facce delle persone che lavorano nelle vigne (vedi immagine sopra), le loro vite, le loro esperienze. Vedrete quindi le persone cui realmente andrete a salvare il lavoro con il vostro prestito.

Maggiori info sull’iniziativa e la strategia di Stormhoek cliccando qui.

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[04/06/2008, 12:42] Velenitaly - quando il veleno nel vino lo inietta l?Espresso
Siccome i giornali e le riviste non li compra pi? nessuno, all’Espresso si sono inventati di creare lo scandalo in occasione del Vinitaly, per giunta utilizzando in gran parte inchieste vecchie - e chiss? a quanto avranno venduto gli spazi pubblicitari nel numero uscito gioved? scorso e andato subito a ruba - e non solo [...]
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[06/25/2008, 14:52] Gambero Rosso vince la causa col Gambero Rozzo
Quella di Gambero Rozzo è un'operazione plagiaria e parassita e come tale illecita. Questo dice il Tribunale di Roma, relatore la dottoressa Iofrida. E così la Newton Compton Editori e il signor Carlo Cambi si vedono inibire "...l'utilizzo e la...
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[04/08/2008, 20:41] Invecchiare
C'? un cambiamento climatico in atto, una tendenza all'aumento della temperatura media. Tutti lo sostengono oramai, con dosi pi? o meno elevate di allarmismo. Non si sa ancora esattamente se il fenomeno abbia origine antropica (effetto serra) o dipenda da altri fenomeni geolocici ciclici. Questa cosa devo dire che mi turba; forse sar? che soffro il caldo! Dal punto di vista enologico sono ancora pi? turbato. Se un milesimo come il 2003 diventasse la normalit? e non l'eccezione, cosa occorerrebbe fare per evitare di ripetere i disastrosi risultati espressi dai pi? blasonati vini italiani? Che tipo di gestione della vigna occorrer? mettere in pratica? A queste domande sta pensando un sacco di gente. Nuovi indici pedologici aiuteranno a selezionare nuovi terroir (di questo parleremo pi? avanti); pratiche come la sfogliatura intorno ai grappoli andranno in pensione; le esposizioni dei filari andranno ripensate; anche i vitigni subiranno la loro bella rivoluzione, ed inevitabilmente tutto ci? avr? un riflesso sui disciplinari di produzione. E in cantina cosa occorrer? fare per preservare aromi e fragranze? Esattamente su questo tema ho letto alcuni scritti del Prof. Mario Fregoni pubblicati da VQ, da cui mi sono permesso di estrarre alcune frasi, che riporto letteralmente.
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[07/02/2008, 17:44] Rag? di maialino allo spiedo e molto altro
Il risotto mantecato alla cannella e parmigiano con ragù di maialino allo spiedo era mondiale, perfetto, da concorso e noi abbiamo goduto non poco pensando che era valsa la pena partire da Roma alle 7,30 in treno, fare il cambio...
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[12/19/2011, 10:18] 
Corvina in purezza. Naso intrigante e palato piacevolissimo. Perlage fine e delicato.
Il nuovo Balestri Valda Ros?.
Disponibile dal 16 Dicembre 2011.


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[09/09/2008, 04:05] My week in review
Strappo's had a hell of a week. May I vent? Posso sfogarmi? (It means "may I vent"). 1. He went out to dinner 26 times. He enjoyed one. 2. He vowed to drink less. He has, a tad. His life is not redeemed regardless. 3. He came down with shingles. I believe this is the modern name for one of the afflictions with which Yahweh smote Job. Well forgive him for being a Gay-American for Obama. Job is the one on the ground being covered in angelic effluents . ....
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[06/09/2019, 13:37] A natural Italian wine that reminds me of a cousin
Vino da Burde
I found this wine in a care package, the person who provided it was very excited for me to taste this wine. And seeing as I respect this person?s opinion, I told him I?d try it as soon as possible.

The wine is the 2017 Tenuta di Valgiano Palistorti Bianco, a Toscana IGT blend of Vermentino 50%, Trebbiano 16%, Malvasia 16% and Grechetto 16%. On the neck band there are two markings, Demeter and Vignaioli Independenti. This is a northern Tuscan estate in the Luccan Hills.

The visual impression of the wine was pretty straightforward. It was clear, with the slightest tincture of green.

Olfactory-wise, this is where the wine took over. It smelled like a light retsina, coupled with the aroma of the holiday spray called ?The Smell of Christmas,? which I remember from my mom, who used to get it at the Hallmark store. And finally, a briefest impression of methanethiol, not entirely unpleasant, as it wasn?t a dominant trait. But for those who have eaten asparagus and later noticed an unusual byproduct, that was the part of the forest it was hiding in.

In the flavor, it was light, delicate, with the faintest hint of pine. It felt like Italian wine I?d had in the distant past, but I couldn?t pinpoint where or what. There was the slightest effervescence to the wine. It also reminded me of Greek wine in the 1970?s, which probably explains the pine and the reference to retsina. Again, it wasn?t unpleasant, just different.

The wine reminds me of a cousin, one we probably all have. She looks like the mother, but bears no resemblance to the father. She?s interesting, a little bit exotic, even mysterious. And she?s a welcome relief to the genetic sameness of a family. She?s also a bit of an outsider. Yet how can you not feel for another outsider?
Vino da Burde

Imported in the US by North Berkeley Imports. SRP in the USA under $30.




written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[01/01/1970, 00:00] Vinissage 2015 Asti
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[09/04/2008, 17:33] Morgan Pasqual ospite di Soave Versus
Morgan Pasqual, del ristorante 5 Sensi di Malo, porter? la sua scuola di cucina Cookiaio alla manifestazione Soave Versus, durante una serata che avr? luogo sabato 6 settembre alle 20.30 presso il parco Zanella a Soave (VR). ?Una cucina tutta...
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