LONDRA. Un celebre cuoco britannico si è scusato per aver suggerito l'utilizzo di una pianta velenosa in una ricetta. In un'intervista apparsa sul numero di agosto del mensile «Healthy and Organic Living», Antony Worrall Thompson aveva affermato che il giusquiamo nero è «ottimo nelle insalate».Il sito web della rivista ha diramato un urgente comunicato nel quale spiega che «il giusquiamo è una pianta molto velenosa e non può essere ...
Stormhoek ha usato strategie di marketing 2.0 sin dal suo debutto nella blogosfera nel 2005, quando veicolò il suo brand attraverso una campagna virale tra i blogger inglesi. Nel giro di un anno aumentò le casse di vino vendute nel Regno Unito di sei volte con un budget annuale speso in comunicazione di appena 20.000 dollari. Non male per un brand del vino locale con una riconoscibilità ormai globale.
Ma, poche settimane fa, il suo partner inglese Orbital ha dichiarato bancarotta, una crisi che va al di là del controllo di Stormhoek. Sebbene l’azienda sia ancora in una situazione finanziaria buona, tuttavia i suoi sub-contractor non lo sono: il che significa licenziamenti.
Fin qui ci siamo. Ma cosa sta succedendo adesso? Stormhoek vuole evitare questa situazione di crisi e di licenziamenti. Come? Con un altra campagna di marketing online virale.
Own a vine. Save a job
Sfruttando sempre il passaparola della blogosfera, l’azienda a chiesto al suo pubblico un prestito di poche centinaia di euro per affittare una vigna sulla quale verrà posto il nome del supporter. Quest’ultimo riceverà una fotografia della vigna e una bottiglia di vino fatta con l’uva di quella vigna.
Nello stesso tempo Stormhoek stanzierà il 5% dei suoi costi di produzione a un fondo per la restituzione del prestito, per restituirlo con gli interessi.
In pochi giorni dal lancio della nuova iniziativa sono stati pubblicati oltre 70 articoli online su di essa; il gruppo Facebook si è attivato; il passa parola si è diffuso all’interno del servizio di social bookmarking del Sud Africa Muti e del microblogging Twitter. Inoltre, il servizio di social media locale Zoopy.com sta facendo la sua parte anch’esso. Oltre 11 mila persone hanno visitato il nuovo sito di Stormhoek (www.stormhoek.co.za ? il vecchio sito www.stormhoek.com era controllato dalla compagnia inglese e sta finendo di funzionare). Per il momento poi sono state vendute 22 vigne, ancora ben lontani dall’obiettivo di 3000 vigne, ma Graham Knox, il proprietario, sembra essere confidente nel fatto che anche stavolta i social media faranno il loro dovere.
Considerazioni
Apertura e trasparenza Nella sua prima campagna online, Stormhoek invitò i blogger ad assaggiare il loro vino gratis. Non c’era alcun obbligo di scrivere qualche post su di esso, nè di scrivere solo cose buone. La trasparenza ha pagato e il passaparola si è diffuso velocemnte online.
Conversazione continua Sebbene ci siano stati periodi di stallo nella conversazione, Stomhoek possiamo dire che abbia comunque tenuta sempre alta l’attenzione su di sè. In Sud Africa sponsorizza il suo vino laddove i geek, i tecnologici, si radunano. E questi, ovviamente, parlano del brand.
Evoluzione continua Niente è stabile sul web, tutto è mutevole. Anche Stormhoek lo è, mutando continuamente la sua conversazione online e offline. La prossima mossa sarà quella di inserire i video attraverso il sistema di aggregazione Zoopy. Tra l’altro l’azienda sta mutando anche fisicamente.
Lato umano
In questo mondo virtuale è importante che ci sia la presenza effettiva di una persona dietro al blog, in altre parole il suo lato umano. Visitando il blog di Stormhoek si possono vedere le facce delle persone che lavorano nelle vigne (vedi immagine sopra), le loro vite, le loro esperienze. Vedrete quindi le persone cui realmente andrete a salvare il lavoro con il vostro prestito.
Maggiori info sull’iniziativa e la strategia di Stormhoek cliccando qui.
Ancora un grande successo per il secondo appuntamento del Circolo ?Vega?. Questa volta il ritrovo è stato venerdì 11 aprile a Mombarone, in provincia di Asti. Siamo stati ospitati dall?Osteria ai Binari e la gentilissima Mara, padrona di casa, ci ha seguito in maniera davvero splendida e di questo la ringraziamo di cuore. Lo spirito del Circolo raccoglie sempre più consensi e a Mombarone eravamo in 40, sempre più numerosi e sempre più con la voglia di divertirsi. Da appassionato per me è entusiasmante vedere così tanti produttori rilassati e allegri. Il piacere di stare insieme si sente nell?aria e così si dà una bella visione di come sono davvero i nostri ?maestri di vino?. E? un segnale forte che rappresenta la vera essenza dell?enologia italiana. Per tutti gli appassionati di vino sono sicuro può rappresentare un punto di riferimento che crea e fa nascere la vera passione per il vino. Senza passione nella vita non si va avanti e senza la conoscenza non si può credere veramente nelle cose. In questo circolo sono presenti tutte queste caratteristiche e in noi c?è la speranza di suscitare il ?vero? interesse per il mondo della cultura che noi abbiamo legato tra il vino e le stelle. Ancora i barolisti in numero maggiore Domenico Clerico, Flavio Saglietti, Cascina Ballarin, Cantine Stroppiana, Silvio Grasso, Mario Gagliasso, ma anche il Barbaresco non si tira indietro con il nostro presidente Ernesto ?Rizzi? Dellapiana e Cà del Baio. Dal Roero massiccia presenza con Deltetto e Taliano. La mia cara terra dell?Alto Piemonte era rappresentata dal Ghemme di Tiziano Mazzoni. Ospiti fuori dal Piemonte per questo raduno: Giordano Fasoli da Soave, Danilo dalla Liguria con il Pigato del produttore Claudio Vio, due professori in medicina americani dall?Oregon cari amici del nostro buon segretario prof. Enzo Zappalà, il suo medico Gilberto con la signora, Pamela Guerra responsabile delle comunicazioni di PR&Press, il metereologo Massimo Volante ed il fisico Galeotti. Tutti accumunati dallo stesso spirito, dalle stesse idee e dallo stesso modo di vedere il mondo del vino. Ringraziamo anche Marco Capitoni di Pienza, il quale ci ha fatto pervenire due bottiglie del suo nuovissimo Sangiovese. Alcune immagini della serata le potete vedere nella Galleria Fotografica del circolo. Ringraziamo il nostro segretario per la spiegazione di quanto veloce noi ci spostiamo anche se pensiamo di essere fermi?.ecco come si può fare il giro del mondo in 40 secondi?meditate gente! Non chiedete niente a me, ma il nostro Enzo è a disposizione di tutti quello che vogliono saperi i dettagli. Un grande abbraccio e un ringraziamento di cuore và a Mara che con la sua magnifica Osteria Vineria ai Binari ci ha accolto in maniera meravigliosa, entrando nel pieno spirito del Circolo?grazie!! Grazie a tutti e vi aspettiamo numerosi per le prossime manifestazioni. Di sicuro ce ne sarà una spettacolare a Belgirate il 7 giugno prossimo. Ma ne parleremo ancora. Viva il Circolo e soprattutto viva lo spirito e la passione dei partecipanti, ricordate che le iniziative fatte con il cuore hanno sempre una marcia in più!
La notizia non e' data dal fatto che qualcuno, alla Camera dei deputati, si soffermi su questo indegno blogghe, come da report del mio contatore; la notizia e' che costoro usino un confortevolissimo Windows 2000. Mentre il Ministero della giustizia traligna con XP.
Chi ama la storia saprà sicuramente che Castiglione Tinella, oggi comune facente parte della provincia di Cuneo, è stato teatro di guerre e battaglie, ha subito numerose invasioni, ha conosciuto la miseria, gli stenti, la violenza. La prima occupazione fu romana...
La parata dei Sovversivi del Gusto è ben lungi dall’esaurirsi. Come non dedicare una citazione a Lorenzo Gammieri, di Larino (Campobasso) come Travaglini, mentore dell’azienda Perle del Molise? Le perle, se qualcuno fosse curioso, sono i tartufi. Lorenzo è un tartufaro, un vero cercatore di tartufi, eccezionale conoscitore della materia. E non solo: è il primo tartufaro con un blog, anzi un diario web. Di solito, i cercatori di tartufo sono gelosissimi, reticenti sul “segreto professionale”. Lorenzo invece no, ed è una miniera di informazioni su scorzoni, bianchetti, Tuber magnatum e via dicendo. Nella foto di Marco Salzotto brandisce un bellissimo, grosso tartufo scorzone del Molise: uno scorzone che la sera del 13 luglio ha impreziosito un risotto buonissimo. La sua azienda, è facile intuirlo, manipola i tartufi, combinandoli con altri funghi e con olio extravergine fatto in casa. Si parla di una mirabolante salsa di porcini e tartufo bianco, d’una delicatezza impareggiabile; dei tartufi neri interi o in “brecce”, perfetti in cucina (il tartufo nero, a differenza del bianco, dà il meglio se usato in cottura); il miele al tartufo, che non ho provato. E si tratta solo di una piccola parte dell’assortimento. Come potete vedere, niente olio al tartufo. E capire il perché è facile: un olio al tartufo è un prodotto che non c’entra con un cercatore di tartufi, perché di tartufo di solito non ce n’è un grammo. C’è un aroma di sintesi, il bismetiltiometano, che arriva direttamente da idrocarburi trattati dalle mani di capaci chimici. Se n’è parlato anche il 13. Comunque provate i prodotti, meritano davvero.
Perle del Molise Via Santa Chiara, 11 Larino (Campobasso) Tel. 3482537628
Ieri è stata una giornata di piacevoli visite in cantina: su una Spitfire rosso fiammante sono arrivati Mirco, pregiato blogger di Blog&Wine nonchè produttore ed il suo fedele compare Alessio, che non poteva non essere un grande appassionato del bere bene.
Oltre al piacere della loro visita, ho ricevuto un gradito e sospirato regalo, l'ormai mitica Saba: un mosto d'uva estremamente concentrato, ridotto a fuoco lento.
Ora posso sbizzarrirmi negli esperimenti gastronomici ed usarla sia negli abbinamenti sia come ingrediente; Mirco mi hadecisamente incuriosito suggerendomi di usarla nella preparazione del pane dolce per la colazione...
Del resto, lui con la saba ha fatto pure la birra!
"Obbiada", il racconto di Tiziano Toracca, tra i segnalati da Villa Petriolo. All'autore i nostri complimenti.
Tiziano Toracca è nato a Pietrasanta nel 1980 e risiede a Massa. Dopo il diploma di maturità classica, si laurea in Giurisprudenza. Attualmente, sta conseguendo anche la laurea in lettere moderne all'Università di Pisa. Tra le varie esperienze lavorative, quella di raccoglitore agricolo presso l'Azienda Aiola di Siena.
racconto
"OBBIADA"
di Tiziano Toracca
Non si toglie mai la sete se non col proprio vino
Ti scrivo con la speranza di sentirti parlare, che ancora oggi risuonano allegri le siepi e gli orti. Quasi estate, sotto la pergola il sole svizia la cicala.
Da quando ho preso a dormire nella stanza col balcone le notti si sono fatte più umide. Nella cucina, sotto la finestra ci sta l?acquaio, su questo le brocche e le mezzine di rame per l?acqua; sul bordo una catinella, e sul muro la piattaia dove sempre si spegne la luce, il caldo e la fame. Mi attardo, rientrando, nel buio di questo sterrato breve e fermo, pensando allo sguardo del poeta che tutto e insieme vede. Riconosco la lavanda, sopra ogni sasso, per via dei tuoi vestiti ripiegati. Ogni cosa è pulita e ha il suo posto in questa casa; ho tolto lo specchio dall?ingresso, come volevi. I fiori del cortile sono appassiti, persino il glicine è senza l?ape. Il cameriere diceva di averti conosciuta per le strade quando Lisa Merlin chiuse le case di tolleranza - puttana - e così mi fecero cattiva impressione le sue spalle curve che ridevano a sproposito e quel suo brancicare senz?anima, la sua voce schiva e la fretta con cui aveva pronunciato il tuo nome. L?anno dopo Salvatore Quasimodo vinse il premio Nobel, trafitto da un raggio di sole. Il cameriere medicava il vino con uve fresche, mellarius, botti, legna profumata, mestiere, gout de lumière e ciliegie, queste, perlomeno fino all?arrivo degli stormi. - C?è mai stato? - - Si. - - Ho sentito parlare di una vedova. - - No, non siamo entrati. - - Ci vollero tre ore. - - Adriano? - - Beh, no, era primavera. ? - La Chiesa è quasi sempre chiusa alla sera. ? - D?accordo, grazie. - Al Castello di Brolio c?ero stato, molti anni addietro. Madonna uva! Decapitata del suo grappolo di foglia d?oro pestato dal piede di rame del villano e imprigionato come un malfattore negli ovali. C?ero stato con l?affanno dei primi baci, per intere giornate. - Beato te, che sei così giovane. ? Ora mi dava del tu, come si fa dove si può, e gli sorridevo, acceso, nonostante queste parole, le ultime, lasciassero al tempo un sapore ingiusto, come di una farfalla all?altezza della sera. Ma io gli dissi che il vino lo preferivo aspro, che mi piaceva tenerlo sui denti davanti, con le labbra pronte per un bacio grande. Ed era di te che non sapevo più nulla. La strada folle a Cagnes: mi è sembrato di correrla ad ogni vendemmia, all?afa del mezzodì, fra il pane e il vino che è per tutti allo stesso modo. Quel Chaim Soutine morì a Parigi nel 1943, mentre la città era occupata dai nazisti. Sognando il desiderio, prima del sonno, ancora oggi lascio nel fondo dell?occhio qualcosa che sempre vedo ai vetri d?intorno ai bar chiassosi, con una paura strana che corre per il collo e sotto le vesti informi, all?ultimo giro di bevute, senza distrarsi, qualcuno ha cantato le nostre radici? il nostro pudore? chè troppo hanno detto dell?amore e dei malanni, molte volte e sempre, i rimpianti, la fortuna. Mi lasciavo vincere dallo spiritoso, l?odoroso, l?austero, il dolce passante, come ai bei tempi della nostra ebbrezza, accanito d?ogni faccia dolente che scambiasse con me la propria catena, il fresco della sera, una macchia di caffè. Parlavo di te come della prima e dell?ultima delle mie confidenze e non sono riuscito a nascondere gli occhi feriti dal ricordo di quel vivere senza pena. Ha detto di chiamarsi Mino. Salute. Sono undici anni che lavora qua alla Chiacchera. Ti ricordi? Cencio molle vien da te, se ci vien che ti farà? Se tu ridi e sgrugnerai cencio molle bacerai.
Abbiamo lasciato pochi bicchieri sulla tavola quasi ogni sera. Un tempo, qua attorno, in mezzo a viti di vermigli e di bianchi maritate agli alberi, sorgevano bellissime ville rinascimentali, e a Radda, negli anni venti, costituirono il consorzio, la denominazione, la storia e la geografia. Io vi aggiunsi gli inni, i germogli e il colore dei frutteti in pieno agosto. Gli amori della carne, allora, cantavano sotto gli usci e contro quelle sottane che d?ottobre erano sudate dal bere. Parlavano ancora la lingua dei padri: l?uno che tiene il tralcio della vite e l?altro che spinge la gruccia in profondità, coi cappelli di paglia e la camicia sulle maniche, a spalla, fino alla bigoncia. Quella sera, come altre volte, ritornai alla botte di Santa Caterina, feci il giro lungo per sostenermi, senza gettarmi in questa o quella cosa, senza sviare da alcun sospetto, e con umore religioso vidi le orme che fanno le scarpe sul bagnato che odora, erba o sabbia dove eravamo, e il crepitìo delle cose nascoste e buone, come l?acqua che giunge ai pozzi. Peppe faceva il giro dei vinai, tutti i giorni, ma doveva smetterla, era il dottore a dirglielo. - Resisti Peppe ? resisti Peppe ? si diceva. E resisteva Peppe, tenace, a malincuore. ? Bravo Peppe ? si diceva ? hai resistito, bravo Peppe, hai meritato un bicchierino. - E tutti lo vedevano arrivare sorridente. Diceva: - Non per piacer mio ma per amor di Dio. - Salute a te Peppe. Attaccava l?Inferno, il canto dell?amore lussurioso ch?al cor gentil ratto s?apprende, e le nostre bocche rimanevano zitte d?incantamento. E certe volte ci restituiva la misura del nostro perdersi e incontrarci, la trama di una città grandissima, il senso di ciò che Matilde fotografava la domenica sui colli dietro Altopascio. Le magne e le parve, i bigoncioli e i bigoncetti: quando bevevi ti mettevi scalza e l?espressione del tuo volto ti dava un corpo magro. Ci piaceva l?odore delle cantine dove chiunque, a quel tempo, teneva un po? di vino insieme alla falce alla forca e al forcone. Così immaginavo di te nei giorni di festa. Oggi che ti scrivo, torno al ramo potato e alle alture, alle forme fenicie dei mercanti che ci hanno baciato con le mani appiccicate e roseabonde di gazzarre per i bellissimi occhi delle loro figlie che non abbiamo mai smesso di guardare, sotto il sole che il vino rendeva grave. Erano giornate lunghe le nostre e fuori erano i tempi delle valigie ricolme di codici segreti e parole d?ordine mezzo straniere. Ho incontrato chi mi ha raccontato le notti di sbornia sul fronte, la macchina del mondo, la paura di trentavecchie, la terra: perché ciascuna botte dà il vin che ha. Ascoltavo ogni cosa, tutta una civiltà in poche stanze, come una cornucopia gigantesca che si vede dalle scale, poiché thesaurus est optimarum in omni genere rerum. Il liceo quasi non lo ricordo più. Il circolo ha chiuso perché il Comune ha deciso così, forse faranno un asilo; ho incontrato un uomo che risistemava la tavolata, mi ha detto che Sergio è tornato dai suoi, in Piemonte, almeno per qualche giorno. Sono uscito, mi sono abbandonato al pallore della luna, passeggiando verso il cinema nuovo di Sant?Andrea continuando a guardare i riflessi dei lampioni sulle cose, attorno, intorno, piano. - Non siamo di qui. Ti mancherà il mare - dicevi. Avevi ragione senza dire perché, quasi sempre. Fragile, varia, incerta, risibile e tragica, chi così, chi altrimenti, la vinolenza. Lavoro quasi ogni sera al giornale, talvolta mi lascio girovago, soprattutto all?inizio della settimana. Domenica devo andare a Monsagrato con Andrea il ballerino, gliel?ho promesso. Tutte le intenzioni incontrano i propri limiti, per questo voglio ricordarmi di dare priorità al tempo rispetto allo spazio innumerevole, per difendere le mie azioni: mi colpiscono forte, ancora, i treni che vanno via e il ventre delle donne anziane. Sono riuscito a tirare tardi al lumicino della bottega del pane in via Porta. Quando finisce la sete comincia sempre la fame, e poi qua mi conoscono bene, anche il padrone, si possono fidare e lamentarsi con me dell?alzataccia che duole le ginocchia oppure, al solito, del governo. Non voglio smettere questa grandiosa attesa che gonfia i miei movimenti e tutto colora assurdamente, ma vado pensando alle disarmonie sottili che ci rendono pronti al gelo di certi risvegli. Domani, tu ricorda di noi, tu che quando bevevi carezzavi chissà quale sogno.
Un altro annuncio in pochi giorni che riguarda vignaioli che si organizzano sotto un marchio. Se una rondine non fa primavera, due cosa fanno? Dopo la notizia della costituzione della FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (vedi il post precedente),...
Riflessioni per un week-end estivo. Se per Aristide il sistema degli score del vino è morto, per il signore ritratto qui a fianco, Hugh Johnson (celebre scrittore di vino britannico), non è nemmeno mai nato: "La debolezza di questi sistemi...
Poniamo che voi facciate le vostre vacanze nei 27 paesi dell'Unione Europea scegliendo in base alle tabelle dei prezzi che il Financial Times ha redatto. Bene, non scegliereste certo l'Italia per il dormire, è la più cara, 200 euro una...
Ho volutamente scelto questa immagine, tratta dal Wine Camp blog dell?ottimo Craig Camp, che ritrae i cerchi dei carri formati dai cow boys in attesa dell?assalto dei pellerossa per illustrare l?uscita di oggi di WineWebNews, la rassegna stampa delle notizie più interessanti su vino ed enologia apparse negli ultimi sette giorni sul Web (siti Internet e wine blog) che realizzo per il sito Internet dell?A.I.S. Mi è piaciuta tantissimo questa metafora dei tavoli in cerchio o a U paragonati alla posizione di difesa usata nel Vecchio West usata per descrivere la particolare atmosfera che si respira in occasione di grandi degustazioni dove ?il format è sempre lo stesso, una grande sala di un hotel con tavoli sistemati come i cerchi dei carri formati dai cow boys in attesa dell?assalto dei pellerossa? e una terribile ressa di gente che t?impedisce di degustare seriamente ed ?è difficile pensare ad una situazione peggiore per giudicare un vino?, perché ?una degustazione seria non è in programma ed è inutile aspettarsela?. Si tratta, invece, solo di ?un party anche se in fondo non c?è nulla di male a concedersi un po? di tempo in compagnia di buoni vini?. Un clima a metà tra il saloon, il Deserto dei Tartari di buzzatiana memoria, magistrale esempio della rappresentazione della vita come attesa di un grande ?evento? che non si sa mai se si manifesterà e se sarà davvero tale, e le metafisiche attese di Godot del Waiting for Godot o En attendant Godot di Samuel Beckett, dove spesso non accade niente e quel che accade, con il clima di divertita kermesse e niente più, non ci piace particolarmente? C?è però molto altro in questa puntata che vi invito ad andare a leggere, la tentazione di Michele Marziani (e un po? mia) di ripartire nientemeno che da Frosinone e da una belle guida dei vini frusinati, il nostro viaggio nel vino italiano, la segnalazione di una bella intervista video al grande Bruno Giacosa, la cronaca di una visita a Maria Teresa Mascarello, un interrogativo malizioso, ma il vino era meglio quando si faceva peggio?, sorta davanti ad una bottiglia di Chianti Classico riserva del 1974, ?i vigneti che fanno la differenza? e la grandezza del vino di Langa, secondo un articolo del Chicago Tribune, le scelte di Tyler Colman, alias Dr. Vino sui vini più adatti a simboleggiare una American way to wine, scorci di Sonoma Valley sbattuti in etichetta e la nascita della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di cui parlerò dettagliatamente in un apposito post. Beh, se volete leggere, qui, credo che le cose divertenti-stimolanti-interessanti non manchino proprio?
Continuando quella che vuole essere una costante di VinoClic, eccoci qui a commentare insieme i risultati del secondo trimestre 2008. Mantenendo gli stessi criteri adottati nell'analogo post del 22 Aprile, siamo in grado di affermare senza tema di smentita che VinoClic sta crescendo in maniera significativa. Lo si vede dal numero di campagne uscite in rotazione sul network nel trimestre passato, dai guadagni cresciuti in maniera considerevole rispetto allo stesso periodo del 2007 e dalla pipeline di contratti che stiamo creando per i prossimi mesi. Prima di commentare oltre, veniamo ai numeri: la crescita year on year (secondo trimestre 2008 vs. secondo trimestre 2007) è pari a +166% che, sommata a quella del primo trimestre, testimonia come il fatturato dei primi sei mesi del 2008 sia cresciuto del 123%. Naturalmente, come in ogni buona famiglia, c'è chi è cresciuto di più e chi di meno, ma il vero dato interessante è notare dal grafico sottostante come, in termini di provvigioni distribuite al network, in questo secondo trimestre abbiamo già superato quanto distribuito a fine Settembre 2007. A questo punto credo che la principale preoccupazione di chi legge sia la seguente: "ho capito che stiamo crescendo, ma quanto questa crescita è sostenibile nel tempo?". Quello che rende sostenibile questa crescita è unicamente l'esecuzione di una strategia. Una strategia che non è improvvisata, ma che è stata pensata e sviluppata fin dall'estate del 2006, ben prima della apparizione sul web di VinoClic. Da allora molte cose sono cambiate, sono stati commessi degli errori da cui si è cercato di trarre un utile insegnamento; di conseguenza la strategia di VinoClic si è evoluta e continuerà a farlo nel futuro. L'esecuzione di questa strategia ci sta portando ad allargare la nostra forza di vendita, ad implementare nuove strategie commerciali ma soprattutto a creare una pipeline di contratti firmati per il futuro. E' la coscienza di avere una strategia chiara e la volontà di eseguirla in maniera determinata e meticolosa che ci permette di guardare al futuro con ottimismo senza voler a tutti i costi cercare di convincervi della bontà del network con l'ormai inflazionato paragone con i rendimenti di AdSense. Arrivederci ad Ottobre per il commento dei risultati del terzo trimestre.
Quella appena passata è stata una settimana di grandi bottiglie, perchè a volte nella vita qualche soddisfazione bisogna pur prendersela... Il vino se di qualità eccelsa...
Nell'ultimo mese, le caselle di posta elettronica di tutto il mondo del vino sono state invase dagli inviti e dalle segnalazioni per le migliaia di splendide iniziative organizzate per "Cantine Aperte" su tutto il territorio nazionale. Premesso che trovo comprensibile che un'azienda abbia il desiderio di segnalare le proprie iniziative, vorrei soffermare un istante l'attenzione su alcuni punti. Da un lato sono ancora moltissime le aziende che spediscono mail senza aver raccolto regolarmente l'indirizzo (io credo di aver ricevuto più di 3000 mail nei soli ultimi 15 giorni su svariati indirizzi di tigulliovino, vinix, ecc.) dall'altro penso che se la comunicazione fosse centralizzata si potrebbero ottenere migliori risultati.
Sono online le nuove mappe d'insieme di Vinix. E' ora possibile visualizzare tutti gli abitanti di vinix all'interno di ampie mappe dinamiche, sia per l'Italia che per l'estero anche se ovviamente per il momento la stragrande maggioranza dell'utenza è italiana. Ogni abitante di vinix è rappresentato da un marker - un segnaposto - che ne indica la collocazione geografica, ogni marker ha un colore che ne identifica la tipologia (azienda vinicola / olivicola, enoteca, ristorante, vendite / distribuzione, giornalisti / blogger, macchinari / servizi, appassionati). Cliccando sul marker è possibile visualizzare i dati essenziali del contatto ed eventualmente aprire la scheda di dettaglio.
Era l'estate del 1996. A fine cena, il mio caro ospite tirò fuori una piccola bottiglia di vino cotto. Era del 1947, l'anno della sua nascita. Dalle mie parti, infatti, era tradizione accantonare una piccola botte di vin cotto per il primo figlio (possibilmente maschio !...). Non saprei ora farvi una descrizione di ciò che ho bevuto, ma vi posso assicurare che era qualcosa di meraviglioso !... Un vino cotto bianco di Pollutri, un paesino in provincia di Chieti. Non so, non ricordo il nome del contadino che lo fece, ricordo solo l'anno di produzione e il paese. E limpido è il ricordo di tutte le sensazioni che quel nettare mi diede. Tra i tanti momenti intensi vissuti assieme a qualche buona bottiglia, voglio consegnarvi il "ricordo e l'emozione" di quel magico vino cotto, senza nome ma vincitore del tempo.
C'è sempre da imparare quando a parlare di vigne e vini sono persone di grande esperienza, come l'enologo Gianni Menotti e l'esperto comunicatore Angelo Peretti e il tema è quello un po' modaiolo dei mutamenti climatici. C'eravamo a Gambellara e...
"Dopo il dì di Sant' Urbano, più non gelano tralci e grano"
La prima volta che vidi quest'etichetta rimasi inorridito, anzi, se ricordo bene, la mia prima esclamazione fu qualcosa simile a "ma cos'è quest'orrore kitsch?"
Poi, come spesso succede con le cose estreme -musica, arte, design, persone- inizi ad esserne incuriosito, poi attratto, poi affascinato per finire ad esserne il primo supporter, cercando di far capire agli altri, quelli che come te, all'inizio, storcevano la bocca, che questa è arte allo stato puro. Forse, anzi no, sicuramente la più bella etichetta mai vista su una bottiglia di vino.
Grazie, Sant'Urbano, per esserti fatto martirizzare in una vigna nel II secolo. Grazie, Weingut Knoll, per aver pescato nella tradizione e per aver disegnato un'etichetta così deliziosamente kitsch!