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Mondo Di Vino
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[09/11/2007, 23:55] Devi aspettare !
Verdicchio Bianco

Le bottiglie sono il grembo materno del buon vino: quanti vini nascono prematuri, posti sullo scaffale troppo tempo prima che siano ben formati !...
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[03/21/2008, 12:42] Terroir Vino e qualche dritta
E' stata resa nota la lista (quasi) definitiva dei partecipanti al prossimo meeting di Tigulliovino, che si terrà il 16 giugno a Genova, nello splendido scenario del Palazzo Ducale, e che avrà come tema conduttore il binomio terroir-vino.
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[06/01/2008, 09:19] Sommelier invadenti, ribellarsi è un diritto
(In volo per l?Ungheria) - Questa mattina (sabato 31 maggio) voglio segnalarvi un pezzo sul Corriere della Sera, pagina 23: «?Bevitori unitevi?. Rivolta a tavola». L?autore è Christopher Hitchens, polemista inglese e gran penna del giornalismo internazionale più impegnato. Chi...
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[01/01/1970, 02:00] Laghi DiVini: festival di vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani
Quale migliore occasione, con l'approssimarsi dell'estate (che speriamo non ci dia le stesse delusioni della primavera), di una bella puntata al lago di Bracciano, dove potrete divertirvi a noleggiare una piccola imbarcazione se siete appassionati di vela, oppure godervi semplicemente la tintarella, o ancora andare a visitare lo splendido Castello Orsini del comune omonimo?Ma c'è una ragione in più per andare a meno di 60 km a nord di Roma, l'evento LAGHIDIVINI, Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani, che si svolgerà nello splendido Complesso conventuale di Santa Maria Novella dal 20 al 22 giugno.La manifestazione è ideata da Epulae Bracciano, un'associazione culturale con finalità di promozione della cultura enogastronomica, che si propone di valorizzare i vini prodotti nei territori lacustri, favorendone la conoscenza e l'apprezzamento, ma anche per divulgare e valorizzare un patrimonio di grande valore: i laghi. Sono infatti coinvolte ben 15 località, dall'Alto Adige alla Sicilia, e più di cinquanta aziende vitivinicole le cui produzioni insistono nelle vicinanze dei territori lacustri. Banchi d'assaggio, conferenze, seminari, mostre, concorsi, concerti, proiezioni di film e filmati, cene, degustazioni guidate e laboratori in tema.le degustazioni si svolgeranno nell'apposito banco d'assaggio suddiviso in settori, uno per ogni lago, presso il cinquecentesco Chiostro degli Agostiniani. Non mancheranno, ovviamente, cene con menu a base di pesce di acqua dolce, laboratori e degustazioni guidate di prodotti enogastronomici di eccellenza e, inoltre, proiezioni di film e filmati, seminari, conferenze, mostre, concorsi e concerti in tema.L'ingresso alla manifestazione è libero. Per partecipare alle attività di degustazione è richiesto un contributo di 5 euro, che dà diritto a un bicchiere da degustazione, tracollina, brochure ed alla possibilità di partecipare a tutte le degustazioni ed eventi in programma nella giornata.Per ulteriori informazioni sul programma e su come raggiungere la località laziale:http://www.laghidivini.it/
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[06/04/2008, 01:04] Una semplice torta di mele

Sul nostro blog, maisazi.com, pubblichiamo tanto ricette, spesso proponendo dolci e creme. Noi ci diamo da fare per inventare nuove proposte, ma alla fine scopriamo che le persone vogliono qualcosa di semplice, come la torta di mele di Gioi e quella di copertina75, sempre alle mele.

Queste due ricette, da poco pubblicate, sono tra le pagine più visitate del nostro blog, assieme alla Torta Caprese, che ha la palma di pagina più letta in assoluto. Segnale evidente di come si orientino i gusti dei nostri utenti e monito per chi sta ai fornelli.

Giusto sperimentare, quindi, ma ricordiamoci anche delle tradizioni e dei ricordi che abbiamo della nostra fanciullezza. A volte una torta è importante non in quanto buona, ma perché si porta dietro un ricordo importante, un momento felice, un giorno di festa, un traguardo giovanile raggiunto.

In questo caso, poi, la semplicità è massima. Le due torte di mele proposte da Gioi e copertina75 sono ai limiti del minimalismo, ma piacciono sempre. Io non sto a ripetervi le ricette, dato che potete facilmente leggerle sul blog alle pagine che vi ho indicato.

Se avete voglia, preparatele con qualche variante, comunicandoci poi il risultato. In particolare, provate ad aggiungere qualche ingrediente che estenda i profumi, che in un dolce non sono mai troppi. Potreste anche pensare a qualche altro ingrediente corollario che completi la mela o faccia contrasto con essa. Non scostatevi troppo dalla ricetta, però, perché la snaturereste.

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[06/20/2008, 23:15] Il Chiaretto sul Gambero Rosso on line
Verdicchio BiancoIl sito del Gambero Rosso si occupa di vini rosati con un lungo servizio on line nella sezione Gambero Rosso Vino.
Il servizio si intitola "Rossi e rosati per l'estate".
Dice così: "Arriva il caldo, la bella stagione. C'è voglia di vini freschi, leggeri, ma comunque tipici, eleganti, intensi nei profumi e persistenti al palato. La logica farebbe pensare ai bianchi, ma noi questo mese vogliamo presentarvi dei rossi e dei rosati che hanno queste caratteristiche. Un grande vitigno altoatesino, la Schiava, per i vini rossi, Bardolino Chiaretto e una panoramica delle più rappresentative etichette italiane per i rosati, sia con le bollicine che non. Versatili negli abbinamenti, da bere freschi, questi ultimi stanno riscoprendo negli ultimi anni un grande successo, grazie a produttori che hanno, a ragione, scommesso su questa tipologia. Le degustazioni sono state curate da Dario Cappelloni per la Schiava, Marco Sabellico e Angelo Peretti per il Bardolino Chiaretto, Giuseppe Carrus e Riccardo Ferrante per i rosati".
Già, ci sono di mezzo anch'io. E il Chiaretto bardolinista è presente con una bella lista di bottiglie.
Vi invito ovviamente ad andare a leggere le singole schede.
Qui di seguito, l'elenco dei Chiaretti recensiti col relativo punteggio in centesimi.
Bardolino Chiaretto 2007 Cavalchina 80
Bardolibo Chiaretto 2007 Corte Gardoni 78
Bardolino Chiaretto 2007 Gorgo 77
Bardolino Chiaretto 2007 Monte del Frà 76
Bardolino Chiaretto 2007 Albino Piona 80
Bardolino Chiaretto 2007 Giorgio Poggi 79
Bardolino Chiaretto 2007 Giovanna Tantini 77
Bardolino Chiaretto 2007 Tre Colline 79
Bardolino Chiaretto 2007 Villa Medici 77
Bardolino Chiaretto 2007 Zenato 76
Bardolino Chiaretto 21.10 2007 Ronca 81
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Costadoro 77
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Guerrieri Rizzardi 81
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Lenotti 77
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Raval 82
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Righetti Dante 76
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Righetti Enzo 78
Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2007 Vigneti Villabella 79
Bardolino Chiaretto Il Balordo 2006 Buglioni 78
Bardolino Chiaretto L'Infinito 2007 Santi 77
Bardolino Chiaretto Ròdon 2007 Le Fraghe 79
Bardolino Chiaretto Spumante Cantina di Castelnuovo 76
Bardolino Chiaretto Spumante Metoco Classico Monte Saline 80
Bardolino Chiaretto Tenuta San Leone 2007 Seiterre 77
Bardolino Chiaretto Val dei Molini 2007 Cantina Sociale di Custoza 77
Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2007 F.lli Zeni 80
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[06/13/2008, 18:34] Terroir Vino a Genova
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[01/01/1970, 01:00] Gennaro Esposito, il re del mare
Lo chef che fa belli il pesce spatola, gli sconcigli e gli scorfaniLa nostra cara collega Monica Piscitelli è stata qualche giorno in cucina da Gennaro nell'ambito del master enogastronomico del Suor Orsola. Ecco le sue impressioni.di Monica PiscitelliUn impero fondato su una solida robusta colonna di carne, ossa e volontà indomita, una regina che dispensa consigli e che divide la fatica di essere il re e una corte ...
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[05/23/2008, 19:30] Mangiaeabbina su radio bcs

  

Verdicchio BiancoDa venerdì 23 maggio ore 12 [e prossimi] ecco un motivo per sintonizzarsi sulle frequenze di Radio BCS. Per chi non è in Veneto c'è l'opportunità di seguire via internet. L'appuntamento è con ?Mangiaeabbina a tutto gusto? curato da Stefano Buso e inserito nel corso della trasmissione  Riservato per due di Nardo. In questa puntata Buso parlerà di formaggio Gorgonzola, storia ed abbinamenti dedicati. Stay tuned!
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[05/13/2008, 18:11] Giornate altoatesine del Pinot Nero, a Egna
Segnatevi questo evento da non perdere: si tratta delle "Giornate Altoatesine del Pinot Nero 2008", dal 22 al 23 maggio prossimi, decima edizione della manifestazione che si terrà nei due villaggi di Egna e Montagna (BZ) (qui il programma). Aristide,...
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[05/19/2008, 17:14] Ricetta delle Crêpes

La crêpe è una antica ricetta francese fatta con pochi e semplici ingredienti come farina, uova, latte, sale, zucchero e burro. È un preparato squisito sia salato sia dolce (in questo secondo caso, si aggiunge agli ingredienti anche la vanillina).

Vediamo la ricetta per fare le crêpes. In successivi articoli la useremo per alcune delizie. Considerate però che questa ricetta delle crêpes semplici, senza prevedere alcun ingrediente con il quale farcirle, potrebbe subire qualche lieve modifica in fase di preparazione. La cosa bella è che, una volta capita la procedura per fare le crêpes, l’unico requisito richiesto è la fantasia.

Ingredienti:
250 gr di farina
500 ml di latte
sale q.b.
burro q.b. (circa 50 gr dovrebbero bastare)

Preparazione:
in una coppa ampia e con bordi sufficientemente alti, mettete 250 gr di farina, un pizzico di sale e mezzo litro di latte. Mescolare accuratamente finché non ottenete un composto assolutamente fluido e privo di grumi. Potete aiutarvi con un frullatore ad immersione o una frusta, se preferite. A parte, sbattete per bene 3 uova e unitele poi all’impasto precedente. Mescolare ancora con cura e lasciar riposare la pastella per almeno mezz’ora.

Prendete un padellino antiaderente con bordi molto bassi e mettetelo sul fuoco con fiamma abbastanza bassa. Mettete un po’ di burro a fondere e poi versate un mestolo di pastella (o comunque la quantità di pastella sufficiente per riuscire giusto a ricoprire tutto il fondo della padella). Distribuitela su tutta la base della padella e lasciate per qualche minuto a cuocere. Quando il lato della crêpe sarà dorato, giratela e fatela cuocere anche sull’altro lato.

Ripetete l’operazione per ciascuna crêpe aggiungendo sempre un po’ di burro nel padellino (con le quantità di ingredienti qui riportate verranno fuori all’incirca una dozzina di crêpes - dipende ovviamente anche dalla dimensione della padella).

A questo punto, le crêpes sono pronte. Sul cosa farci di preciso, vediamo nei prossimi giorni di dare alcuni suggerimenti, sia per crêpes salate sia per crêpes dolci. Teniamo qui la ricetta della base per i riferimenti futuri (ultimamente mi sono scatenato con le crêpes, quindi conto di riuscire a fare più post con parecchi spunti).

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[01/01/1970, 02:00] Fine
No, non è paura e neppure viltà. È stanchezza. Mi sono stancato. E chiudo. Chiudo questo blog (senza cancellare nulla, ci mancherebbe!) Come dice il mio amico Nick Tambone chi scrive su un blog lo fa per passione, senza...
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[04/07/2008, 13:23] Ricominciare
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[06/20/2008, 07:36] The Tex-Mex of Tarantella
Verdicchio Bianco
"You heard me, get me some chicken fried steak, frito pie and
fried chicken livers over here, on the double. You got it?"

Mixed bag from a crazy week. Where to start? Frank Bruni writes in the NYT about Italian food being the Tex-Mex of Europe. I just wish sometimes that Italian in America was as good as some of the Tex-Mex I?ve had here at base camp. Don?t get me started.

While we?re on the NYT blog watch, something Eric Asimov said the other day struck me: ?the dance that comes of shooting oneself in the foot.? He was referring to, who else? The Montalcinisti?s.

All week the spiders in my house have been attacking me in my sleep. I am covered with spider bites. My skin has been crawling for days.

So we have Tex-Mex, Italian, dancing, shooting and spiders; I sense a theme here.

Verdicchio BiancoEarlier in the week I was at lunch with my Italian wine loving friend, Paul. We were at a little place in our neighborhood, York Street, talking about wine and food. Tasting a few wines, more for pleasure than anything. At the table behind me an Italian wine importer is chatting up his rep. He goes off on a property in Umbria and the consultant, Riccardo Cotarella, and how all his wines are overblown and why does he make Sangiovese taste like Zinfandel and why, oh why does he make Merlot? It reminded me of someone who was nega-ranting about Alice Feiring?s book ( or her position ) on a blog somewhere. I wanted to ask them all, ?So you think you have a better idea? Then present it, get it out there and see what kind of mileage you can get from your point of view.? I know Cotarella is working to break away from the way he is perceived, we?ve talked about it. It?s like an artist that gets pigeonholed for a certain style and then, bam, he can only be a cubist or a surrealist or an abstract expressionist. Or a naturalist or a pure-wine Euro-loving Cali-hating effete snob. I want to say to these angry ones, have you ever picked up the phone and called these people? Or how about an email? Why not engage them in a dialogue? Why does everything have to be High Noon in this culture?

Verdicchio BiancoLook, the young importer seems to have a nice portfolio and I?m sure he is repping good people who are committed to their land. But is Cotarella any less committed to his evolution because he has found a thread of success that brings a lot of people to Italian wine? Quit knocking it. It?s cursing the darkness; it?s a mobius strip that will only drive you nuts.

Another day I?m in my kitchen with a bunch of wine and food folks with this cat from Copia and he?s in the basement mixing up the medicine and all of a sudden we?re drinking Riesling with lamb, Chateauneuf du Pape with seafood stew, asparagus with Napa cab and some fruit compote with a maderized 1971 Clos Saint Denise from Bertagna and you know what? Maybe it?s bunko, but everything worked. Even the Burgundy came back from the brink.

Ok, so maybe the dude knows how to do group hypnosis and we all were under his temporary spell, so he could schlep his secret sauce. The point is, there is always another way to look at things, without applying some dogma to it. Just being with it, observing it, thinking a little about it, maybe letting yourself be changed by it and moving on down the road to the next scenario that the future has in store for us. Huh?

Verdicchio BiancoRight now 40% of restaurant business in the US is take out, so that means they aren?t selling wine to those customers. The restaurant business is in the tanks. I was in a restaurant last night with a friend and he gets a call from a client wanting about 20 or so bottles of wine. The fellow couldn?t have planned his business a little better? And now he expect the salesman to stop everything he is doing so he can waste time and gas on a losing proposition to deliver this poor-planner his pittance of Pinot. And then the restaurateur wonders why his business is doing so badly?

Another restaurateur can't buy wine because he has to decide whether he should pay his wine bill or the note on his Mercedes. Of course, image is everything, so he stiffs the wholesaler. Again. And then someone like that will threaten the big suppliers if they don?t come in and spend money in the place. This whole thing this week is like watching a bunch of rats drowning from broken levees and in turn they start chewing off the arms of their fellow rats so that can have something to float on. Bizarre week in flyover country.

A comment on the state of the importer. Business is slow and people in Italy have got to know there is a slowdown in America. But hey, July is coming and then August and then Ferragosto, so we need to tidy up the office, get the orders in, so we can get on with our vacations.

Verdicchio BiancoI called a Brunello producer today. The last time I called him he was in India and said he?d call me back. Well, he must have forgotten. So I called and called and called again. Finally I reached him; he was in some ex-Soviet satellite city doing a winemaker dinner. I ask him how his Brunello is going. He says to me, ?everything is Ok, everything is OK, just order the wine, Parker just gave it a 91.? We've got Toscana IGT's that Sir Bob gave 90's to and they are 1/3 the price of Brunello. And they're sitting in warehouses, moving slowly. So, how about instead, Parker giving me a gas card, something I can use?

Verdicchio BiancoI told him I wanted to know how his certification is going. I guess he is too busy spending time to develop the emerging economies to backtrack to the American circus. Just let Parker rate it and everything will be OK? NO-K.

Have you heard of the word staycation? That?s when you stay at home because it?s too expensive or you don?t want the hassle of traveling in these times. And more people are doing that. It?s only a small step before wine lovers do the same with wines. Hello Italian winemakers, marketers, owners, enologos and everyone else who is looking to the largest economy in the world for their wines: we do not want to be treated like we are total fools. Yes our demand for more than our share of the world?s energy is ludicrous. Yes we are fatted calves. But you are feeding from the trough and it?s got a shaky leg.

Verdicchio BiancoThat same leg that the foot dangles from got shot by its owner, on account of we too, like the winemakers in Tuscany, and people all over the world, are still working this being human thing out. We are still trying to find our somewhereness on this blue orb. Do you or don?t you wanna dance?

Verdicchio Bianco



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[05/05/2008, 01:29] Sondaggio: Electronic Wine [© Fermentation.com]
Aristide riprende in mano lo strumento dei sondaggi online, già sperimentati nel 2005, anno I di questo wine blog. Il pretesto me lo offre niente meno che Tom Wark, l'autore californiano del wine blog Fermentation.com. Qualche settimana fa ha proposto...
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[06/16/2008, 15:34] Sangria

La sangria è una bevanda alcolica a base di vino e frutta di origine spagnola e portoghese. Inoltre, va servita fredda. Per il resto, non esiste una ricetta unica. La sangria è un drink che viene fatto molto con l’ispirazione, mettendo un po’ di questo e un po’ di quello.

Una versione base (che quindi lascia ampio spazio all’improvvisazione) può essere quella che segue.

Ingredienti:
- 1 bottiglia di vino rosso (di qualità, se volete una sangria all’altezza delle aspettative!)
- 2 arance
- 2 limoni
- 2 pesche
- 1 cucchiaino di zucchero
- soda (o gassosa), circa 25 cl

Procedimento:
spremete una arancia ed un limone e versate il succo in una grossa coppa o un’ampia caraffa. Tagliate invece a fettine sottili l’altra arancia e l’altro limone. Mettete anche queste fettine nella coppa. Tagliate le pesche a pezzetti e mettete anche questi nella coppa. Versate anche il vino e aggiungete lo zucchero. A questo punto, mescolate un po’ il tutto e mettete in frigo per diverse ore (la sangria deve essere fredda!).
Prima di servire, aggiungete la soda e del ghiaccio.

Come detto, questa è una versione base (molto base) della sangria. Spesso nella sangria si trovano anche altri ingredienti, come chiodi di garofano, cannella, vaniglia, qualche superalcolico (gin, cointreau, rhum, brandy, vodka, etc…), altra frutta (mele, pere, etc.).

Inoltre, in alcune zone della Spagna esiste anche una versione fatta con vino bianco anziché rosso e prende il nome di sangria blanca.

Non esistendo una ricetta ufficiale, è chiaro che un ingrediente chiave diventa l’ispirazione del momento. L’unica cosa davvero importante da tenere a mente è che tutti gli ingredienti (a partire dal vino, ovviamente) devono essere di qualità. Con questo non dico che vada usato del Barolo, ovviamente. Però evitate vini da 1€ al litro, ecco Verdicchio Bianco

In particolare, vi consiglio un rosso abbastanza corposo: aglianico, cannonau, primitivo, etc.

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[05/28/2008, 14:48] 
Signore e signori, è andata. Inaspettatamente il tempo ci ha graziati, regalandoci una bella giornata di clima mite.
A voler essere proprio puntigliosi, nel primo pomeriggio ha piovuto per un'oretta, ma senza fare danni e consentendoci anzi di mangiucchiare uno pseudo-pranzo! ;-)


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"Cartolina" di Soave dalla cantina, alle ore 8 di Domenica 25 Maggio: nessuna nube all'orizzonte!


Anche quest'anno Cantine Aperte mi ha dato buone soddisfazioni, sia per quantità di persone (quasi 500!) che per qualità; è sempre un piacere incontrare gente appassionata, che viene a scoprire realtà decisamente di nicchia come la nostra. Significa che c'è ancora chi non beve solo "con l'etichetta", ma con il proprio gusto e il proprio cervello.

Tra l'altro sono venuti moltissimi giovani, a spanne direi che più del 50% apparteneva sicuramente alla fascia 20-30 anni. Un segnale positivo di interesse verso il mondo del vino, alla faccia dei nauseabondi intrugli (che è un delitto chiamare cocktails) propinati in tanti locali notturni.

Due fugaci scatti delle mostre che avevamo allestito nella barricaia sotterranea, a partire dalle etichette create per l'occasione da Federico Paris, uno degli artisti scelti da Lucia Bosè per il Museo de Los Angeles di Segovia. Un artista estremamente professionale e disponibile, instancabile sperimentatore.

Un ringraziamento anche alla giovanissima Yari Grifalconi, pittrice veronese esordiente, che ha impreziosito con le sue tele le nostre sale di degustazione.
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[06/23/2008, 20:33] Golosi 2.0
E allora proviamo a immaginare concretamente un'idea che è nell'aria, che qua e là compare in Rete in modo rachitico, troppo spesso in modo furbo e strumentale, di cui c'è domanda ma a cui fino ad oggi non è stata...
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[05/21/2008, 18:04] dirty laundry winery ...rebranding case study
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Il nome di una lavanderia cinese di metà '800, che serviva anche da bordello per i 15.000 cinesi usati per la costruzione di una ferrovia nell'Okanagan Valley .
Un'etichetta bianca con dei ghirigori in rilievo.
Un ferro da stiro rosso in stile ottocentesco.
Un bel font molto delicato per scivere Dirty Laundry....

....E quindi ?

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E quindi complimenti a quest'agenzia di comunicazione made in U.S.A. per aver stravolto e ribaltato l'immagine della Scherzinger Estate Winery !

Alla Scherzinger Estate Winery nonostante producessero degli ottimi vini, non riuscivano a decollare sul mercato.

Un nuovo nome ed una nuova identità...una storiella carina, un'etichetta curiosa ed un nuovo sito web 2.0 .
Ecco come ne parla l'agenzia BRANDEVER che ha pianificato il rebranding di Dirty Laundry

" Scherzinger Estate Winery always produced exceptional wines.

Yet restaurants, retailers and consumers were not clamoring for their product.

Might it of been their Deutsch-inspired brand name?

A re-branding initiative was in order.

Brandever uncovered a local, turn-of-the-century story of a Chinese laundry in the Okanagan Valley that also served as a bordello.

We coined the name ?Dirty Laundry?. An eyebrow-raising name that begged for this titillating story to be told.

For packaging, we opted for a crisp white label, a red iron and a swirly steam pattern.

Upon closer inspection of the steam design, some curvaceous nudes are uncoveredWe introduced Dirty Laundry to the crème-de-la-crème restaurants in British Columbia.

They all raved about it.

The winery won numerous wine awards, and captured the Best Label Design medal at the 2005 Okanagan Fall Wine Festival.

Dirty Laundry became an overnight sensation. Sales instantly increased 525%.

And now, Dirty Laundry Vineyard has another problem:

? keeping up with demand
"
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[08/22/2007, 23:51] Bello !
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Ho da poco fato le ultime analisi. La media dei Montepulciano che ho esaminato si attesta sui 17 Babo, certo ancora poco, ma testimoniano un anticipo, rispetto allo scorso anno, di circa 10-15 giorni. Sono convinto però che questo anticipo alla fine andrà a ridursi, concretizzandosi ad una settimana per le uve migliori. Mentre valutavo le uve di quest'annata, ho travasato dai tonneaux il Montepulciano Nuvole e Pane 2006, un pò ridotto ma ... bello ! Lo vedete qui nel bicchiere e sullo sfondo le vigne, le madri di tutti i sogni di un viticoltore !...
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[05/23/2008, 14:08] Cantine aperte, modalità push e modalità pull

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Nell'ultimo mese, le caselle di posta elettronica di tutto il mondo del vino sono state invase dagli inviti e dalle segnalazioni per le migliaia di splendide iniziative organizzate per "Cantine Aperte" su tutto il territorio nazionale. Premesso che trovo comprensibile che un'azienda abbia il desiderio di segnalare le proprie iniziative, vorrei soffermare un istante l'attenzione su alcuni punti. Da un lato sono ancora moltissime le aziende che spediscono mail senza aver raccolto regolarmente l'indirizzo (io credo di aver ricevuto più di 3000 mail nei soli ultimi 15 giorni su svariati indirizzi di tigulliovino, vinix, ecc.) dall'altro penso che se la comunicazione fosse centralizzata si potrebbero ottenere migliori risultati.

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[06/22/2008, 21:00] Vino e Razionalizzazione degli assortimenti e della distribuzione

Sull?ultimo numero di Mark up, vengono presentati i risultati di uno studio di Cermes ? Bocconi su dati IRI, sugli attuali comportamenti di acquisto dei consumatori, evidenziando come l?offerta della GDA sia sovrabbondante rispetto gli effettivi consumi delle famiglie italiane, un dato sintetizza al meglio quanto appena detto:

n° referenze disponibili sul mercato 500.000
N° di item presenti in un iper Da 20.000 a 50.000
N° di item acquistati annualmente dalle famiglie 300
N° di item presenti nel singolo carrello Da 20 a 50

Cosa genera tutto questo?
1) Aumento di costi di produzione e complessità gestionale
2) Aumento dei costi di distribuzione sia per l?industria che per il distributore
3) Aumento delle rotture di stock, aumentando il numero delle referenze si riduce lo stock per quelle alto rotanti, per contro crescita degli stock improduttivi (sia a livello di negozio che a deposito) per quelle basso rotanti.
4) Confusione dei consumatori nella scelta

Premessi questi dati generali, questi sono applicabili anche al vino ed alla sola GDO?

Secondo me si con le distinzioni del caso, il mondo del vino per la complessità dei vitigni, ha bisogno di una offerta molto ampia per coprire tutti i vitigni e le regioni italiane, ma è altrettanto evidente come spesso lo scafale del vino in GDO è poco razionale, avendo spesso due o tre referenze (forse anche di più) per lo stesso vitigno nella stessa fascia di prezzo, e questo non è nemmeno giustificato dalla presenza di marchi come in altre categorie merceologiche.

Inoltre il vino è una categoria a basso tasso d?innovazione, e qui non mi soffermo anche se è un punto dolente del vino, per cui il proliferare delle referenze, per altro in un mercato che è sostanzialmente fermo o in leggera crescita non giustificato nemmeno dal fatto che inserire nuovi prodotti genera vendite aggiuntive, il rischio è quello di creare nuovi volumi per l?industria ma non quello di generare nuovi consumi.

Per non parlare di tutti i costi nascosti, che tale inefficienze generano e che alla fine proprio i produttori e la distribuzione sono costretti a pagare, tanto per citarne alcuni, oltre a quelli poco sopra citati;
1) listing fee che non si ripagano se non in archi temporali medio lunghi.
2) obsolescenza dello scaffale, non è difficile infatti trovare annate ?agè? anche per vini che esprimono tutto il loro potenziale in massimo due o tre anni.
3) Non applicazione delle quote spazio nella gestione dello scaffale, ma di quello del listing fee o dei contratti
4) Sovra utilizzo della leva promozionale.

Infine proviamo a rispondere alla seconda domanda questo vale solo per la GDO? Io penso di no, mi domando ma quante volte un grossista, un enoteca o un ristorante fanno girare il loro magazzino?.
Quanta parte del prezzo del vino nel canale horeca è dovuto ad inefficienze del sistema distributivo, sia per colpe del produttore che degli attori intermedi, io credo una parte non irrilevante, basta pensare che oggi un buon ristorante od enoteca può avere immobilizzati alcune centinaia di migliaia di ?, mentre il competitor americano, ha solo il prodotto esposto.

On last issue of Mark UP. They presented some interesting results, based on Cermes ? Bocconi study developed on IRI data, on what are consumer behavior. These results clearly show that actual offer of FMGC products is overabundance in Mass market , see the table.What create this?
1) Increase of production cost
2) Increase of distribution cost both for Industry and distribution
3) Increase of OOS for high rotations products or Overstock for the low rotation one.
4) Create confusion in consumer when they decide to buy

These general points are also true for the wine and for other sales channel ?

I think yes, the high number of grapes justify a wide offer of wine, today the shelf of the mass market has 2 or more sku for the same grape in the same price range, and this is not justified by the presence of brands like in other category.

In a market who has a low rate of increase this does not create new sales but only new volume for the incoming producer, but this create a list of hidden cost, that in the end will be paid by the producer and the distributor, that they add to the one we previously listed like:
1) Listing fee cost that reach the breakeven point in a long time
2) Wine on the shelf become old rapidly
3) No use of the rules of the space allocation
4) Overuse of the promotion

Same reflections can be applied also for the horeca market.

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[01/01/1970, 02:00] Francesco Marone Cinzano lascia l'incarico di presidente del Consorzio di Montalcino
Come era intuibile, dopo il deciso intervento del ministro Luca Zaia che ha stabilito con un decreto la rimozione dell'incarico di tutela da parte del Consorzio del Brunello di Montalcino, sostituendolo con una apposita Commissione di garanzia, il Conte Francesco Marone Cinzano, responsabile della nota azienda ilcinese Col d'Orcia, si è dimesso dal ruolo di presidente, che verrà occupato con delega "ad interim", come da statuto, dal Vice presidente Vicario Patrizio Cencioni.Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio, riunitosi ieri pomeriggio, ha deciso di convocare a breve una nuova assemblea, presumibilmente entro la fine della prossima settimana, per la nomina del nuovo Presidente.
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