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[10/31/2019, 09:46] Ristorante Maragoncello ? Montichiari (BS) ? Chef/Patron Mario Lerice

Il Maragoncello ? un baluardo di cucina mediterranea in terra bresciana. La passione di Mario Lerice per il pescato ? viscerale, e la esibisce in un repertorio apparentemente infinito di golosit? ed efficacia disarmanti. La sovrapposizione con la terra, come nel cangiante polpo cotto a bassa temperatura con Culatello cotto o nella ricciola con lardo di Patanegra, qualche immancabile suggestione etnica e, soprattutto, un patrimonio regionale di contrappunti con cui esaltare una materia prima emozionante: la piccantezza della ‘nduja si risolve nella dolcezza delle mazzancolle, le capesante danno struttura a tartufo e trombette da morto, aglio olio e peperoncino e cacio e pepe sono il supporto ideale per gamberi rossi e ricci di mare. Oltre alle pizze gourmet ottimamente eseguite, non poteva mancare il re della cucina di pesce: un etereo fritto misto.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin?non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Mario Lerice
Chef de partie ai primi: Davide Inserra
Chef de partie ai secondi: Riccardo Bellandi

Lo staff di sala

Ma?tre: Vania Costa
Chef de rang: Liborio Cioffi

L’ingresso del ristorante?

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Pollicino ? 30

Men? di 4 portate comprensivo di dolce, alla fantasia dello Chef: pu? contenere piatti di mare e di terra.

Capitani Coraggiosi ? 48

Men? di 6 portate comprensivo di dolce, alla fantasia dello Chef, a base di mare.

Viaggi di Gulliver ? 58

Men? di 7 portate comprensivo di dolce, alla fantasia dello Chef: contiene piatti di mare e di terra.

La carta

Le pizze gourmet

Pomodoro San Marzano, origano, olio all?aglio, stracciatella, alici del Mar Cantabrico ? 22
Pomodoro San Marzano, fior di latte, prosciutto cotto di maiale nero calabrese e rucola ? 20
Pomodoro San Marzano, tonno rosso del Mediterraneo, zucchine grigliate, tartare di pomodorini ? 24
Pomodoro San Marzano, fior di latte, porchetta, patate grigliate e misticanza ? 22

Antipasti

Cozze Sardegna (Golfo di Oristano) alla bourguignonne su cremoso di patate ratte ? 14
Polpo 80? 10 h, soia, culaccia cotta selezione Branchi, salsa ACE e maionese ? 17
Insolita parmigiana, melanzane, bufala, pomodoro, Parmigiano, basilico ? 12
Tartare di tonno rosso del Mediterraneo, uova di aringa, salsa cacio e pepe ? 18
Pizza fritta, pomodorini confit, culaccia selezione Rossi, stracciatella pugliese, basilico ? 15
Capasanta di Saint Jaques scottata, crema di cavolfiore, tartufo nero, misticanza ? 18
Rossi di Mazara, datterini, bufala, alici del Cantabrico, salsa al prezzemolo ? 20
Salmone selvaggio, paprica, maionese di nocciole, crumble di arachidi ? 16
Antipasto a mano libera (3 assaggi cotti e 3 assaggi crudi) ? 20
Mazzancolle in sandwich di pane in cassetta, bisque di crostacei, maionese, germogli ? 16

Primi

Spaghetti Aop crema di Parmigiano Reggiano, zenzero, buttata di gamberi rossi di Sicilia ? 17
Linguine cacio, pepe e ricci di mare ? 18
Fusilloni, crema di ‘nduja calabrese, elisir di gambero rosso, mazzancolle ? 18
Ziti lisci allardiati, lardo di Patanegra, pomodoro San Marzano lenta cottura, pecorino, Parmigiano ? 16
Riso Acquerello, crema di rucola,scampi, limone (minimo 2 persone) ? 20
Agnoletti ripieni di carne, salsa di salvia, Parmigiano Reggiano ? 16
Tagliatelle all?uovo (Pietro Masi), crema di cipolla dolce delle Cavennes, salmone affumicato delle isole F?r ?er ? 18
Mischiato potente, lenticchie Beluga, calamaretti, pomodorini ? 16

Secondi

Costoletta di vitello alla milanese ? 18
Lombata di cervo, broccoli, aringa e patate ? 20
Aragostella, burro francese, julienne di verdure, dressing di maionese ? 20
Salm? di tonno rosso mediterraneo con polenta di storo ? 18
Frittura di paranza con julienne di verdurine ? 16
Baccal? in olio cottura 70? crema di ceci, cipolla brasata ? 18
Pancia di maialino da latte, zucca alla griglia, salsa al Madeira ? 16
Ricciola di fondale lardo, scarola stufata ? 20

Business lunch (da marted? a sabato)

Primo e secondo, coperto, acqua, un calice di vino Ric? e caff? ? 18
Primo piatto comprensivo di coperto, acqua, un calice di vino Ric? e caff? ? 13
Secondo piatto comprensivo di coperto, acqua, un calice di vino Ric? e caff? ? 14

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il servizio dell’olio

Pane

Tipologia di pane: integrale con Petra 9 Molino Quaglia?e noci; home made realizzato con farina Bread Petraviva di Molino Quaglia; ai semi vari (lino, zucca, sesamo); baguette. In accompagnamento, olio Centonze Case del Belice Igt (variet? nocellara, cerasuola, biancolilla).

St. Padr?n & Co Franciacorta Brut Prestige Cuv?e – Az. Agr. Carla Vittoria

Piattooo!

Ostrica tourboulise con sfere di yuzu

Salmone delle isole F?r ?er, paprica, maionese di nocciola, cumble di arachidi

Polpo cotto a bassa temperatura, 10 ore a 80 gradi,?marinato nella soia e grigliato, servito con culatello cotto selez. Branchi, maionese artigianale e salsa ACE

Pizza gourmet 48 h di lievitazione, realizzata con farina Petra 5063 Molino Quaglia, lievito madre, farcita con pomodoro San Marzano, tartare di tonno rosso del Mediterraneo, datterini e zucchine grigliate

Pizza gourmet 48 h di lievitazione, realizzata con farina Petra 5063 Molino Quaglia, lievito madre, farcita con pomodoro San Marzano, basilico, Parmigiano grattugiato, mozzarella di bufala campana a crudo e culaccia selez. Rossi

Matteo Spumante Brut Metodo Classico – Cantina Reale

Lo chef Mario Lerice ci descrive il prossimo piatto

Tartare di tonno rosso e uova di aringa

Gamberi in sandwich di pane in cassetta, bisque di crostacei, maionese artigianale

Gamberi rossi di Mazara, serviti con alici del mar Cantabrico, tartare di datterini e stracciatella pugliese

Capesante di Saint Jacques in carpaccio, con tartufo nero e polvere di trombette del morto

Ribolla Gialla – Ronco Severo

Spaghetti Aop con crema di Parmigiano Reggiano 30 mesi, zenzero e tartare di gamberi rossi

Fusilloni Pastificio dei Campi, ?nduja calabrese, elisir di rosso di Mazara e mazzancolle a crudo

Linguine Pastificio dei Campi con cacio, pepe e ricci di mare

Riso Acquerello mantecato con crema di aglio fermentato, burro e Parmigiano, servito con crema?di prezzemolo e scampi in crudit?

Sorjs Chardonnay – Pierpaolo Pecorari

Aragostella, burro francese, julienne di verdurine e salsa dressing

Lucone Riviera del Garda Classico Groppello Dop – Tenute del Garda

Ricciola di fondale scottata in padella, scarola stufata olive di Gaeta e lardo di Patanegra

Calamaro piccante alla griglia, cremoso di patate ratte

Calamaro cacciarolo marinato con tabasco, paprica, grigliato e servito con cremoso di patate ratte, nero di seppia e salsa di crescioni.

Cervo, acciughe, cavolfiore e patate

Lombata di cervo scottata in padella e sfumata con vino rosso (Lucone – Tenute del Garda), cavolfiore, pur? di patate e acciughe del mar Cantabrico.

Frittura di paranza

Muffato della Sala 2007 Umbria Igt – Antinori, Tenute Castello della Sala

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Tierra Bio, Lavazza.

Tipologie piccola pasticceria: piccolo cannolo siciliano con ricotta di pecora, pistacchi e arancia candita; tartellette di frolla e frutta fresca; cialde di frolla con cioccolato alle nocciole; omino di lego realizzato con cioccolato al latte Callebaut.

VG insieme a tutta la squadra del ristorante

Cucina

Golosit? e concretezza, visione contemporanea e nessun compromesso sulla materia prima: la formula apparentemente semplice della cucina di Mario Lerice non pu? non convincere.

Servizio e accoglienza

Niente formalismi o sovrastrutture, il servizio scorre agile e coordinato, evidenziando intelligenti scelte sui vini e grande coerenza con le scelte di cucina.

Conclusioni

Un locale che vuole mettere la qualit? alla portata di tutti, dal gourmet navigato all’avventore occasionale, riuscendoci con un’accorta politica dei prezzi e una cucina dall’approccio decisamente “pop”.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Maragoncello
25018 Montichiari (BS)
Via San Giovanni, 1
Tel. (+39) 030 962304/(+39) 347 9171241
Chiuso il luned?
E-mail: info@ristorantemaragoncello.it
Sito internet: www.ristorantemaragoncello.it

 

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[10/30/2019, 09:13] Soul Restaurant ? Legnano (MI) ? Chef/Patron Fabio Mecchina

Davvero una bella scoperta questa a Legnano, un ristorante giovanissimo, sia per la recente apertura che per l’anagrafica del team, ma dalle basi decisamente solide. Fabio Mecchina viene da alcune delle cucine pi? titolate d’Inghilterra, dal Fat Duck di Heston Blumenthal al Rhodes 24 di Gary Rhodes, fino al P?trus di Gordon Ramsay. Nel suo locale traspare quel rigore e quella chiarezza d’intenti tipiche dei grandi ristoranti londinesi, ma sono soprattutto i suoi piatti a raccontarci di quelle atmosfere: tecnicamente impeccabili, articolati nella struttura pur essenzialmente mediterranei negli ingredienti e negli abbinamenti. Ma ai cinque anni passati alla corte del fumantino celebrity chef scozzese Fabio non deve solo la sua preparazione granitica: ? qui infatti che ha conosciuto Gloria Marchesoni, luminosa presenza in sala e responsabile della cantina, l’altra met? del Soul.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/Patron: Fabio Mecchina
Sous Chef: Andrea Castiglioni

Lo staff di sala

Sommelier/Responsabile di sala: Gloria Marchesoni

L’ingresso del ristorante

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Men? degustazione ? 45

5 portate
Con abbinamento vini ? 60

La carta

Antipasti

Anatra, pesche, lavanda, finocchietto ? 15
Zucca, gamberi, zenzero, salvia ? 16
Branzino, cetrioli, aneto, capperi ? 16
Uovo, patate viola, sedano, guanciale ? 14

Primi

Risotto polpo, cipolle caramellate, patate speziate ? 18
Ravioli di grano saraceno, verze, Casera ? 15
Cannelloni, calamari, mais, erba limoncina ? 18
Tagliolino funghi, lumache, prezzemolo, profumo di bosco ? 17

Secondi di pesce

Rana pescatrice, cozze, fagioli borlotti, alghe di mare ? 21
Triglia, olive nere, basilico, pomodoro confit ? 23
Ombrina, porri, clementine, spezie aromatiche ? 19

Secondi di carne

Vitello, pav? di patate, pistacchi, tartufo ? 23
Cinghiale, sedano rapa, noce moscata, erba cipollina ? 22
Manzo, broccoli, pinoli, cipolla di Tropea ? 21

Dolci

Espresso Martini: cioccolato al latte, caff?, feuilletine ? 8
Mandorle, cioccolato bianco, zafferano, limone ? 8
Bign?, fichi, nocciole, aceto balsamico ? 8
Treccia mochena, mirtilli, brioche sfogliata, gelato alla crema pasticcera ? 9

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Sala e mise en place

La sommelier Gloria Marchesoni ci serve l’aperitivo

Vino Spumante Metodo Classico Brut – Marramiero

Cialda di riso con stracciatella, acciughe del Cantabrico, bottarga di muggine e pepe nero

Astice cotto in burro affumicato con gelato ai crostacei e insalatina di pesche e finocchietto

Il servizio dell’olio

Olio evo Chianti Classico Doc – Dievole

Pane

Tipologia di pane: focaccia al rosmarino; grissini; schiacciatine alla cipolla; baguette croccante. Il tutto fatto in casa.

Piattooo!

Filetto di branzino su gel di alghe di mare, cetrioli, capperi, olio all’aneto e pelle croccante

Calamaro scottato su crema di zucchine e basilico, nocciole tostate e fiore di zucca ripieno. Dedica allo chef Luciano Lucioli

Stare Brajde 2017 Collio Doc – Cantina Muzic

Contrada Marotta 2016 Greco di Tufo Docg – Villa Raiano

Risotto Carnaroli Riserva San Massimo, mantecato con zucca Delica, crema di scamorza affumicata, mandorle salate, semi di zucca e di papavero

Grappa L’?nes al Cirmolo a completare il piatto

Tagliolino fatto in casa al prezzemolo con lumache Vignaiole, finferli spadellati ed aglio nero

Duca Sanfelice 2013 Cir? Doc Rosso Classico Superiore Riserva – Librandi

Il servizio della prossima portata

Filetto di merluzzo, brandade, crema Parmantier, pommes souffl?es e fondant, porri scottati

Triglia di scoglio del Mediterraneo e la sua riduzione, spugna di olive nere, salsa al basilico, pomodorini Pachino confit e capperi fritti

Zucca Violina scottata e in purea profumata allo zenzero, gamberoni saltati, riduzione di bisque ed olio alla salvia

Uovo cotto a bassa temperatura, spuma di patate viola, guanciale, sedano e pane croccante alle erbe

Cannelloni al nero di seppia con farcia di calamari, crema di mais ed erba limoncina, popcorn

Filetto di San Pietro su crema di cannellini ed alghe di mare, fagioli, cozze, salicornia e uova di lompo

L’avvinamento della prossima etichetta che andremo a degustare

Rubesco vigna Monticchio 2012 Torgiano Rosso Riserva Docg – Lungarotti

Et voil?!

Lepre ? la Royale con crema di castagne, tartufo nero abruzzese, caldarroste glassate e croccanti

Pre dessert: Pera cotta al rosmarino, noci, gelato al Gorgonzola

Passito dei Neri 2018 Liguria di Levante Igt – Il Monticello

Treccia mochena calda con mirtilli e gelato alla crema pasticcera

Piatto ispirato alle origini trentine di Gloria.

Il tocco finale

Olio evo Igp Superiore bio – Esposito

Bavarese al fondente 80% cacao di Callebaut, cioccolato areato, sale affumicato

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Illy Intenso 100% Arabica. Pieno e corposo.

Financier alle mandorle salate – Semisfere di gelatina alla pesca tabacchiera

VG insieme allo chef Fabio Mecchina e alla sommelier Gloria Marchesoni

Cucina

Fabio ? riuscito sicuramente a contestualizzare in Italia la sua forte esperienza internazionale e il suo bagaglio tecnico invidiabile, non disdegnando qualche grande classico, vedi una royale di lepre con castagne e tartufo da applausi.

Servizio e accoglienza

Gloria Marchesoni ? stata impeccabile, dimostrando mestiere nel servizio, empatia con l’ospite e ovviamente sinergia e automatismi rodati con? la cucina.

Conclusioni

Una apertura recentissima da tenere d’occhio, una coppia professionale e un locale che dimostrano gi? maturit? e idee chiarissime.

Viaggiatore Gourmet

Soul Restaurant
20025 Legnano (MI)
Via Goito, 9
Tel. (+39) 0331 1528524
Chiuso il luned?
E-mail: info@soulrestaurant.it
Sito internet: www.soulrestaurant.it

 

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[10/24/2019, 22:01] Renato Bosco Pizzeria ? San Martino Buon Albergo (VR) ? Patron/Chef Renato Bosco

VG ? oggi andato a conoscere Renato Bosco, definito ambasciatore del gusto, uno dei 50 chef selezionati per rappresentare la cucina italiana nel mondo. Ha iniziato a mettere le mani in pasta con la pizza, imparando ad approcciare le materie prime gi? da bambino per poi tornare a studiare il pane. Grande sensibilit? abbinata ad un tocco affinato negli anni hanno fatto s? che ottenesse numerosi riconoscimenti che, fortunatamente, non hanno mai saziato la sua curiosit?; permettendogli di approfondire tecniche da cui nascono impasti unici che proiettano la pizza classica verso la cucina moderna.

Il locale situato a Verona, unisce il rispetto per la natura, espresso attraverso i materiali utilizzati, con la bellezza moderna del design e riporta alla vita la consumazione del pasto come momento conviviale riunendo gli ospiti in grandi tavolate.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff di cucina

Patron/Chef: Renato Bosco
Sous Chef degli impasti della pizza: Thushitha Perera
Chef de cuisine: Mattia Pavan

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Nicol? Vaiente

L’ingresso della pizzeria

L’insegna

La squadra all’opera

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? alla carta.

La carta

Per i nostri piccoli clienti

Pizzacrunch? Bimbo: passata di pomodoro, mozzarella fiordilatte, prosciutto cotto ? 7,50
Mozzarella di pane? Pomodoro Bimbo: burrata e passata di pomodoro ? 5,50
Mozzarella di pane? Prosciutto bimbo: burrata e prosciutto cotto ? 6,50
Pizza tonda a lievitazione spontanea Marghe Bimbo: passata di pomodoro, mozzarella fiordilatte ? 8

Il pane

Pane e pomodoro: 2 fette di pane tostato strofinate d?aglio con olio evo delle colline veronesi e dadolata di pomodoro fresco ? 5,50
Pane semi&salumi: 6 bocconcini di pane ai semi, lardo aromatizzato con scanello, crema di ricotta, zucchina cruda a julienne aromatizzata alla menta Stortina Veronese con Monte Veronese di malga ? 7,50
Pane frutta burro e acciuga ? 8,50

Mozzarella di pane?

Pomodoro: Verde – Salsa di pomodoro, burrata, pomodorino, basilico, origano ? 6,50
Polpo: Nera – Burrata, polpo croccante, pomodoro confit ? 8,50
Melanzana: Verde – Burrata, melanzana, salsa di pomodoro, Asiago Stravecchio ? 6,50
Vegetariana: Bianca ? Crema di zucchina, carota, cipolla viola, capperi in olio, semi croccanti ? 7,50
Ciccia: Bianca ? Crema di Provolone Valpadana DOP, controfiletto di manzo, peperone al forno ? 9,50

Pizzacrunch??

Bufala: Salsa di pomodoro, bufala campana DOP, pomodoro confit, croccante di pane PastaMadreViva speziato con timo, origano e paprika dolce ? 7,50
Tatin vegan: montata con melanzane fiori di zucchina e basilico, crema di melanzana, pomodoro fresco condito ? 8,50
Tatin zucchine: montata con zucchine, stracchino, senape, prosciutto cotto ? 8,50
Tatin pomodoro: montata con pomodoro fresco, Parmigiano Reggiano in cottura. In uscita: burrata, datterino fresco, pesto alla genovese ? 8,50
Stortina: burrata, Stortina Veronese, zucchina alla cipolla bianca ? 8,50
?Nduja: crema di peperone giallo, erbette di stagione, ?nduja ? 8,50

Pizza Doppiocrunch?

Doppiocrunch speziale: imbottita con mozzarella fiordilatte, crema di carota e sedano, salame lo speziale aromatizzato con finocchietto selvatico e cumino ? 9,50
Doppiocrunch cotto: imbottita con bufala campana Dop, prosciutto cotto, stracchino, cipolla caramellata ? 9,50
Doppiocrunch vegetariano: imbottita con crema di verdura, mozzarella fiordilatte, verdure di stagione,
Monte Veronese di malga ?9,50
Doppiocrunch speck: impasto al riso venere – Imbottita con Provolone Valpadana Dop, speck, crema di peperone ?9,50
Doppiocrunch mortadella: imbottita con mozzarella fiordilatte, crema di ceci, mortadella Igp ?9,50

Aria di pane?

La Margherita Dop: salsa di pomodoro, bufala campana Dop, pomodorino, basilico, origano ? 8/16
La Parmigiana: salsa di pomodoro, bufala campana Dop, melanzana, Parmigiano Reggiano, basilico ? 9,50/19
La Mediterranea: salsa di pomodoro, cappero, oliva taggiasca, acciuga, foglia di cappero, origano ? 11,50/23
La Baccal?: crema di peperone rosso, baccal? mantecato, olio al basilico, fiore di cappero ? 11,50/23
L?Imbottita: fiordilatte, tartare di manzo con capperi e olive, guacamole, servita con insalatina misticanza, pomodorini confit, ghomasio, semi croccanti ? 11,50/23
La Classica sempre buona: burrata, prosciutto crudo, basilico ? 13/26

Bagel Pizza

Al curry: crema di Provolone Valpadana Dop, zucchina, cipolla viola e capperi in olio, fagiolino, datterino fresco, pesto alla genovese ? 22,50
Alla salsa barbecue: crema di ricotta vaccina e patate dolci, tagliata di manzo affumicata e salsa bbq ? 22,50
Alla liquirizia: burrata, tonno scottato alle mandorle, fagiolini, pesto di menta ? 22,50

Pizza tonda a fermentazione spontanea

La Marinara e acciughe: salsa di pomodoro, aglio, acciuga, basilico e origano ? 9,50
La Margherita Dop: salsa di pomodoro, bufala campana Dop, basilico, origano ? 9,50
L?Ortolana: crema di verdura, verdure di stagione, ghomasio, semi croccanti, germogli ? 9,50
La Piccante: salsa di pomodoro, mozzarella fiordilatte, ?nduja, capperi, origano e basilico ? 10
La Pancetta: crema di zucchine, mozzarella fiordilatte, pancetta cotta, Asiago Stravecchio Dop, origano ? 11,50
La Scarpetta: crema di verdure di stagione, mozzarella, verdura di stagione, uovo morbido, pepe, Parmigiano Reggiano ? 11,50
La Slow: salsa di pomodoro, bufala campana Dop, melanzana, Stortina Veronese, Monte Veronese di malga, basilico, origano ? 12,50
La Bufala verdure e speck: salsa di pomodoro, bufala campana Dop, verdure di stagione, speck ? 15,50
La Crudo e burrata: salsa di pomodoro, burrata, prosciutto crudo ? 15,50

La cucina

La pasta: pastasciutta condita con salsa di pomodoro oppure il sugo del giorno ? 7,50
La parmigiana di melanzane: alla base una fetta di pane con PastaMadreViva tostato e poi strati di melanzana, mozzarella fiordilatte, Parmigiano Reggiano ? 8,50
Cous cous estivo: cous cous, zucchine alla menta, pollo al curry ? 9,50
Roast beef: roast beef di manzo italiano, servito con patate al forno, insalatina misticanza e giardiniera agrodolce ? 14,50
Vitello tonnato: arrosto di vitello italiano servito con salsa tonnata e giardiniera con frutta ? 14,50
Tartare: tartare di manzo servita su guscio croccante di pane, condita con olive taggiasche, capperi, burrata, pomodoro confit, tabasco e pepe con insalatina misticanza ? 12,50
Insalata Sapor?: insalata misticanza, pomodoro, carote, cetriolo, fagiolini, rapanelli, frutti rossi, ghomasio e semi tostati di zucca, lino e girasole ? 8
Caesar salad: lattuga, tagliata di pollo o di manzo affumicata, salsa Caesar, bacon, pane con PastaMadreViva croccante, scaglie di monte veronese di malga ? 10,50
Club sandwich: tre piani di pane al latte intervallato da prosciutto cotto, lattuga, uova strapazzate, tagliata di pollo, provolone valpadana Dop accompagnato da salsa rosa ? 9,50
Hamburger La Svizzera: pane al latte con semi di sesamo imbottito con svizzera di manzo, crema di yogurt e senape, monte veronese fresco speck, lattuga, pomodoro a fette, servito con patate al forno ? 9,50
Hamburger La Battuta: pane al latte con semi di sesamo imbottito con tartare di manzo con capperi e olive, guacamole, misticanza ? 9,50

Dolci

I biscotti: per togliersi la voglia di dolce, biscotti o tartellette (secondo disponibilit?) serviti con crema ? 6
Sbrisolona ubriaca: rompetela con un pugno e annafiatela con la grappa ? 7
Bavarese al cioccolato bianco, crumble alla nocciola, salsa di fragola e passion fruit ? 7
Tortino di farina multicereali e cacao servito con salsa di lamponi ? 7
Yogurt greco servito con miele e, a scelta, frutta fresca o frutta secca ? 5
Tartelletta lemon curd?? 6
Cheesecake passion fruit ? 6
Gelato artigianale ? 7
Il must di Sapor?: Il dolce lievitato ? 7

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Americano personalizzato realizzato con vermouth rosso, Bitter Campari con ghiaccio e limone bio

Grissini realizzati con farina di tipo 1 lievitazione con PastaMadreViva e crudo di Parma 24 mesi

Pane con frutta con acciughe del Cantabrico e burro Fattorie Fiandino

Pane con farina di tipo 1, farina integrale, acqua, PastaMadreViva, uvetta sultanina, noci, nocciole, fichi, albicocca, cocco, prugne, pistacchi, miele, sale.

Piattooo!

Insalata Sapor?

Insalata misticanza, pomodoro, carote, cetriolo, fagiolini, rapanelli, frutti rossi, ghomasio e semi tostati di zucca, lino e girasole.

Tartare

Tartare di manzo servita su guscio croccante di pane Aria di Pane?, condita con olive taggiasche, capperi, burrata, pomodoro confit, tabasco e pepe con insalatina misticanza.

Mozzarella di pane? Polpo

Nera – Burrata, polpo croccante, pomodoro confit.

Pizza Crunch? Margherita?

Lo chef Renato Bosco ci descrive la prossima portata

Pizza DoppioCrunch? Cotto

Imbottita con bufala campana Dop, prosciutto cotto, stracchino, cipolla caramellata.

Cento Volte Forte – Birrificio del Forte

Aria di Pane? Classica Sempre Buona

Con burrata e crudo di Parma 24 mesi. La decorazione sul piatto con polvere rossa ? con gli “scarti” della cipolla rossa di Tropea. Bosco si pone come obbiettivo quello di avere meno scarti possibili, per cui bucce di carote, melanzane, cipolle, pomodori… vengono essicate e diventano polveri che non solo decorano i piatti, ma possono esaltare alcune portate.

Piatto in arrivo!

Pizza con Fermentazione spontanea La Scarpetta

? una pizza che invita al gesto della scarpetta e che di stagione in stagione cambia la sua farcitura abbinando all’uovo di gallina Grisa della Lessinia. In tal caso l’uovo ? abbinato a crema di piselli e asparagi.

Gassa d’Amante – Birrificio del Forte

Pizza con Fermentazione spontanea Margherita Dop

Con mozzarella di bufala campana, salsa di pomodoro, pomodoro datterino confit e olio al basilico.

Il Dolce Lievitato di Renato

Con amarene e cioccolato. Servito con crema pasticcera aromatizzata con bacche di vaniglia.

VG insieme a Renato Bosco

Cucina

Renato Bosco ? un artigiano appassionato del suo lavoro con una mission ben definita: trasformare la pizza in un prodotto contemporaneo, che non significa ?pizza gourmet?, ma si sviluppa attraverso la ricerca delle materie prime stagionali, servite su un disco di pasta che deve prima di tutto essere sano, digeribile e gustoso. Ecco alcuni impasti che stanno rendendo celebre il suo prodotto:

PIZZACRUNCH? E PIZZA DOPPIOCRUNCH?,?caratterizzato dalla croccantezza

PIZZA TONDA CLASSICA la classica pizza tonda con un cornicione voluminoso e realizzata con Pasta Madre Viva e lievito naturale

PIZZA IN PALA dallo spiccato sapore di pane

ARIA DI PANE? realizzato con sola PastaMadreViva e caratterizzato dalla sua sofficit? e leggerezza racchiuse in un guscio croccante

PIZZA BAGEL dalla ricerca e contaminazione di altre culture, cotta in acqua aromatizzata al curry oppure in acqua aromatizzata alla birra, al Campari o all?Amarone

MOZZARELLA DI PANE? l?opposto della PizzaCrunch?, valorizza l?estrema morbidezza.

Servizio e accoglienza

Il locale recentemente ristrutturato valorizza il legame che Bosco ha con la natura e con i suoi prodotti, lasciando grande spazio a materiali grezzi come legno, ferro e pietra secondo la visione pulita del design moderno. L?atmosfera che si respira ? fresca e conviviale grazie anche al personale gentile e sorridente della sala.

Conclusioni

Assaporare la pizza di Renato non ? come andare a mangiarne una il sabato sera con gli amici. ? un?esperienza che unisce tradizione e innovazione, conservandone i principi classici e conviviali secondo valori ad oggi presenti solo nelle cucine dell?alta ristorazione.

Gli impasti signature rappresentano il nuovo volto della pizza italiana senza per? stravolgerne le origini.

Viaggiatore Gourmet

Renato Bosco Pizzeria
37036 San Martino Buon Albergo (VR)
Piazza del Popolo 46
Tel. (+39) 331 9873375
Chiuso il luned?
Sito internet: www.boscorenato.it

 

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[10/24/2019, 09:00] Cartoline dal 918mo Meeting VG @ Ristorante La Veranda del Four Seasons Hotel ? Milano ? Chef Fabrizio Borraccino

Nel quartiere della moda milanese troviamo il Four Seasons, eccellenza alberghiera della citt? ricavata in un convento del XV secolo, dove salta subito all?occhio la perfetta fusione degli elementi architettonici antichi con l?eleganza essenziale del design moderno.

Viaggiatore Gourmet ha invitato i suoi associati in questa location esclusiva per assaporare il men? che l?executive chef Fabrizio Borraccino del ristorante della struttura La Veranda, ha pensato per loro per gustare la cucina italiana realizzata a regola d?arte.

Archivio storico reportage:

->?Meeting del 9 Settembre 2015 (l’articolo si riferisce allo chef precedente)
->?Meeting del 26 Settembre 2017 (l’articolo si riferisce allo chef precedente)
->?Reportage del 1 Ottobre 2019

La squadra

Lo staff di cucina

Executive Chef: Fabrizio Borraccino
Executive Sous Chef: Silvano Prada
Sous Chef: Michele Stanghellini, Alessandro Pietropaoli, Matteo Omarini, Sharon Bolamperti, Michele Cotugno

Lo staff di sala

Restaurant Manager: Simone Gottardi
Assistenti: Paolo Arosio, Filippo Grisotti
Supervisor: Marco di Meglio, Francesco Gucciardi
Sommelier: Lorenza Panzera, Antonio Fontana
Chef de rang: Alessandra Breda

Arriviamo accolti da un’atmosfera perfetta

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Milano-Torino

Punt e Mes, bitter rouge, frangelico e arancia caramellata.

Tipologia degli stuzzichini: melanzane marinate alla soia; cannolo di rapa rossa con mortadella e tartufo; mini caprese croccante; tartelletta con avocado, lattuga, quinoa croccante e liquirizia; alici, cecina e olive.

Il brindisi!

Ci accomodiamo al tavolo per proseguire la nostra degustazione

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante, Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Amuse-bouche: Consomm? di sgombro e zenzero

Vintage Collection 2013 Franciacorta Dosage Z?ro – Ca’ Del Bosco

Pane

Tipologia di pane: ai semi integrale con ?lievito madre; grissini al sesamo; cracker alla nocciola e rosmarino; focaccia con pomodoro. In accompagnamento, burro di Normandia.

Olio evo Toscano Igp 2018 – Dievole

Lo chef Fabrizio Borraccino ci serve la prima portata

Et voil?!

Piattooo!

Capesante, frutti di mare e zuppa di mare

Cosce di rane al tandoori, lumache, fracchiata e salsa aglio e prezzemolo

Nudo Chardonnay Langhe Doc – Montalbera

Sauvignon 2014 Langhe Doc – Marchesi di Gr?sy

Triglia con salsa di scoglio. A parte, fiori di zucchina fritti

Pernice con lenticchie, verza e finferli

Lo chef serve il piatto in pentola d’oro Agnelli

Risotto Carnaroli Riserva San Massimo con chiocciole di mare e cappellotti arrosto

Corte del Lupo 2016 – Ca’ Del Bosco

Candele con radici, funghi e tartufo

Coda di rospo, finocchietto selvatico, carciofi e salsa maggiorana

San Pietro con indivia, cozze e salsa allo zafferano

Lepre alla Royale con garganelli al caprino e cavoletti

Maurizio Zanella 2006 Sebino Rosso Igt – Ca’ Del Bosco

Rabarbaro, mandorla e sorbetto all’aceto di mele

Cremoso ai tre cioccolati, mandarino e fave di cacao

Acqui Docg Passito da uve Bracchetto – Vini Passiti Bragagnolo

Finto caco, melograno e pinoli

Coccole finali

“Never understimate the power of chocolate”

Caff? e cioccolatini

Tipologia caff?:?Coffee Experience Milano,?Vergano 1882. Miscela personalizzata secondo i gusti dell?ospite: Arabica Brasile, Colombia, Guatemala, Ethiopia, India, Turkish, Jamaica Blue Montain.

Nelle scatoline: cioccolatino bianco Ivoire 35% con pesca e t? matcha; bianco Opalys 33% con fruti rossi, lampone e ciliegia; al latte Biskella 34% con noce moscata e fava di tonka; fondente Caranoa 55% con pepe di kampot e buccia di limone; al latte Kidavoa 50% doppia fermetazione, banana e cardamomo bianco; fonodente Nyangbo 68% con anice e mango.

Gin tonic per tutti!

Cucina

Una cucina che sposa tradizione e innovazione ? quella realizzata dallo chef. Le materie prime attentamente selezionate in base alle stagioni sono alla base della creazione di ogni piatto, mentre le mani sapienti della brigata le lavorano con maestria.

Servizio

I ragazzi in sala sono attenti a soddisfare i desideri degli ospiti senza diventare mai invadenti. Professionalit? e gentilezza contribuiscono a creare l?atmosfera elegante che si respira nella struttura.

Conclusioni

Le eccellenti creazioni della cucina coccolano il palato, mentre la sala elegante e luminosa appaga la vista. I sapori che ritroviamo a La Veranda del Four Season sono sempre una sorpresa e non ne saremo mai sazi.

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 918esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

La Veranda del Four Seasons Hotel
20121 Milano (MI)
Via Ges?, 6/8
Tel. (+39) 02 77088
E-mail:?milano@fourseasons.com
Sito internet:?www.fourseasons.com/it/milan

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 10?tre stelle, dei 39?due stelle e da una buona parte dei 318 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[10/22/2019, 07:39] Ristorante LaltroBaffo ? Otranto (LE) ? Chef Cristina Conte

C’era una volta “dal Baffo”. Michele, cuocone d’altri tempi, dai mustacchi maestosi -tanto da dare loro il nome al locale- pater familias dei Conte, fondatore e ispiratore di questo locale in un’invidiabile posizione a met? strada tra il Castello Aragonese e la Basilica di Santa Maria Annunziata. Con un esempio cos? era impossibile per Cristina Conte non innamorarsi del mestiere della cucina e delle tradizioni gastronomiche salentine, che ? in grado di interpretare in maniera inconfondibilmente autentica, pur senza eccessi di nostalgia e con mano leggera e contemporanea. Della Puglia c’? tutto, il pescato emozionante, gli abbinamenti con le erbe, ora cos? contemporanei in epoca di “foraging” ma storici da queste parti, le cozze gratinate al pecorino, le orecchiette, raccontando di un Salento globale e trasversale. ? sempre il Baffo, ma ? di pi?: ? “LaltroBaffo”.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso assegna 1 cappello
Gambero Rosso assegna 77, cucina 47

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Cristina Conte
Sous chef: Najib Jamali
Pastry chef: Valentina Marzano

Lo staff di sala

Manager: Alessandro Panigada
Ma?tre: Christian Villani

L’insegna del ristorante

Sala e mise en place

Dettagli…

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Materia e stagione, vento di tramontana e campagna, reti di pescatori e contadini curvi, pelle seccata dal sole.

Cinque portate ? 55

Sette portate ? 75

La carta

Antipasti

Degustazione di pesce crudo ? 20
Ostriche al pz ? 3
Sgombro laccato al vincotto e mugnoli bruciati ? 13
Alici marinate, cicoria, polvere di mandorle, composta di arance amare ? 12
Seppia, insalata di verdure, caroselle in conserva e schiuma di alghe ? 13
Piovra in scapece, zabaione allo zafferano ? 14
Cozze al gratin di pane e pecorino leccese, pomodori secchi ed erbe aromatiche ? 12

Primi

Linguine, rag? di totano, laccatura di peperoni, polvere di peperoni e foglie di cappero ? 18
Carbonara di ricci ? 20
Orecchiette, erbe aromatiche, crema di mandorle e gambero marinato ? 17
Spaghetto alla chitarra, ricotta, limone, cozze e bottarga ? 16
Parmigiana di melanzane, pesce spada, yogurt greco e clorofilla di basilico ? 15

Secondi

Spigola, bietola e limone salato ? 19
Tonno Tataki, fagioli, fagiolini e miso ? 22
Calamaro, spinacine, insalata wakame, semi e maionese all?aglio nero ? 19
Pescatrice confit, fondo di cottura con scalogno, patate e polvere di pomodoro ? 20
Pescato del giorno alla griglia o al sale al kg ? 60
Gamberi viola, scampi, astice al kg ? 80
Aragosta locale, cicala di mare al kg ? 120

Contorni ? 6

Verdure grigliate
Insalata mista
Pomodoro e lampascioni

Degustazione di formaggi locali con confetture nostrane ? 15

Dolci

Il Leccese: omaggio al caff? in ghiaccio con latte di mandorla ? 7
Cioccolato bianco, arachidi, albicocca e rosmarino ? 7
Cheesecake alla rubeola, fieno e more ? 8
Che pasticcio il pasticciotto: crema pasticcera al limone, olive, erbe aromatiche, mandorla ? 8
Sorbetto ? 5

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Il servizio della prossima etichetta che andremo a degustare

Verdeca 2018 Salento Igt – Masseria Li Veli

Pane

Tipologia di pane: di Altamura; ai cereali; con farine integrali; taralli all?olio di oliva; grissini ai cereali.

Piattooo!

Seppia a 65?, insalata all?aceto di camomilla, caroselle e schiuma di alghe

Degustazione di pesce crudo

Pecorino Docg vino biologico – Santa Barbara

Cozze al gratin di pane, pecorino leccese, pomodorini secchi e nero di seppia

Polpo in scapece e zabaione allo zafferano

Sgombro laccato al vin cotto e mugnoli alla brace

Vette 2018 Sauvignon Blanc – San Leonardo

Parmigiana di melanzane, pesce spada, estratto di basilico e latticello

Carbonara di ricci di mare

Orecchiette pesto alle erbe, crema di mandorla e gambero marinato

Kermer Doc – K?fererhof Weingut

Tonno tataki, fagioli, fagiolini e miso

Pescatrice in olio cottura, fondo di cottura, patata e polvere di pomodoro

Sorbetto ananas, zenzero, rum e olive

Cheesecake al formaggio di capra, gelsi, more e fieno greco

Il Leccese: omaggio al caff? in ghiaccio con latte di mandorla?

Panna cotta alle mandorle, granita di caff?, crumble al caff? e spuma di caff?.

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Quarta Caff?, selezione Barocco.

Cantucci di mandorla e cumino

Biscotti con crema di gianduia

VG insieme a tutto lo staff del ristorante

Cucina

Leggera e cangiante, varia nelle tecniche, con garbate sfumature etniche, ma dove nemmeno per un secondo si perde la consapevolezza di dove ci si trova. Cristina Conte dimostra di avere le tradizioni locali nel dna, l’unico modo per poterle declinare con sguardo contemporaneo pur mantenendole riconoscibili otre ogni dubbio.

Servizio e accoglienza

Giovane, spigliato e caloroso, in perfetta sintonia con l’atmosfera e la filosofia del locale, con la giusta dose di malizia ed empatia.

Conclusioni

Un locale che propone cucina e accoglienza mediterranee lontane dagli stereotipi ma sempre con grande autenticit?.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante LaltroBaffo
73028?Otranto (LE)
Via Cenobio Basiliano, 23
Tel. (+39) 0836 801636/(+39) 392 99 74 508
Chiuso luned? a cena
E-mail: info@laltrobaffo.com
Sito internet: www.laltrobaffo.com

 

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[10/21/2019, 10:31] Ristorante Il GrecAle ? Novello (CN) ? Patron/Chef Alessandro Neri

Novello in provincia di Cuneo, ? un piccolo borgo langarolo rimasto all?ombra della vicina Barolo, il che l?ha preservato negli anni dalle ondate turistiche che spezzano l?atmosfera pacifica delle colline e delle vigne circostanti.

Viaggiatore Gourmet, come sappiamo amante del buono e del bello che non disdegna mai una fuga dalla citt?, ha scelto di fare nuovamente visita ad Alessandro Neri chef/patron de Il GrecAle, dove ? possibile consumare il pasto godendo dell?immancabile vista sul paesaggio.

Il nome del locale si ispira al vento che soffia sulle coste in inverno e che di tanto in tanto giunge tra le colline portando con s? il profumo del mare. Le proposte dello chef rispecchiano perfettamente questa filosofia, abbracciando con la stessa consapevolezza sia carne che pesce.

Archivio storico reportage:
->?Reportage del 12 Settembre 2011
->?Meeting del 28 Novembre 2011
->?Meeting del 30 Giugno 2012
->?Reportage del 1? Dicembre 2012
->?Reportage del 19 Dicembre 2017

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso?segnala il ristorante
Gambero Rosso?assegna 79, cucina 48 (nel 2018 assegnava 77, cucina 47)

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/Patron: Alessandro Neri
Sous chef: Otto Luc?, Mattia Schettino

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Elisa Migliassi
Sommelier: Elisa Andreotti

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Atmosfere di Langa ? 45

Degustazione di antipasti sulla pietra di Luserna (Vitello tonnato cotto al punto rosa – Vol-au-vent?con fonduta battuta di Fassona al coltello – Frittata alle erbe di campo – Flan di verdure – Carpione – Tomino fresco con miele e nocciole – Cipolla ripiena di salsiccia, fonduta e amaretti – Peperone alla brace con bagnetto verde e acciughe)
Pasta fresca della tradizione
Le carni di Langaa km 0

Mediterranea fusion ? 55

Degustazione di antipasti (3 antipasti di mare scelti dalla cucina)
Pasta fresca “home made” con la selezione giornaliera del mercato ittico
Il pescato del giorno

A mano libera. La mia cucina ? 85

Degustazione di 8 portate secondo il piacere dello chef

La carta

Da condividere

Focaccia a lievitazione lenta ??10
Puccia al polpo ??15
Farinata ??8

Crudit?

Nudo e crudo (scampo, gambero viola, gambero rosa, ostrica) piccolo ? 25/medio ? 35/grande ? 45
Il crudo d’autore ? 50
Tartare di tonno e pico de gallo ? 16
Tartare di palamita, cipolla rossa e bufala ? 16
Tartare di ricciola e insalata di mango ? 25

Caviale Calvisius

Traditional Royal gr. 30 ? 100/gr. 50 ? 180

Antipasti

Frisella con alici marinate e affumicate, burrata e datterino giallo ??16
Waffle di polpo, patate, fagiolini e olive taggiasche ??16
Filetto di trota e verdure in carpione al moscato e miele ??16
Fiore di zucca ripieno di Seirass con basilico e acciughe del Mar Cantabrico ??15
Carpaccio di girello marinato, insalata di porcini e toma di Murazzano ??16

Primi

Spaghetti alla bottarga di muggine, clorofilla di prezzemolo e trucioli di pane ??16
Ravioli di melanzane con tartare di tonno, datterino rosso e burrata ??18
Dim sum di coniglio con gambero al vapore, olive taggiasche e salsa al basilico ??18
Pappardelle burro e Castelmagno, guanciale, piselli novelli e tartufo nero ??16
Lasagnetta di farina integrale, porcini e crema di Parmigiano affumicato ??16

Secondi

Capesante, bacon, insalatina di peperoni e mela Golden ??20
Brandacujun, crema di pomodoro cuore di bue e chips vegetali ??20
Fritto di calamari, alici e porcini con maionese al chipotle ??20
Tataki di Fassona sulla pietra, patate dipper e maionese alla senape ??18
Costine di maiale al barbeque, verdure grigliate e cavolo marinato ??18
Degustazione di formaggi, Cogn? e miele di castagno ??16

Dolci

Cheesecake al lime, coulis di frutti di bosco ??10
Bavarese ai tre cioccolati ??10
Bign? farcito di pesca e amaretto con crema chantilly ??10
Torta di nocciola Tonda Gentile delle Langhe e bicerin ghiacciato ??10
Albicocca al rum, gelato al cioccolato e mandorle tostate ??10
Sorbetti di frutta fresca mantecati al momento ??6

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Tipologia degli stuzzichini: grana affumicato; burrata con acciuga e maggiorana.

Cocktail di benvenuto a base Vermouth del Professore

Pinzimonio con maionese al lime

Cornetto integrale con Raschera

Frittura di schie

Pane

Tipologia di pane: bianco; integrale; grissini, taralli all?olio d?oliva; focaccia nell?impasto della pala romana. In accompagnamento, olio al peperoncino, al limone e cardamomo.

Vintage 2008 Champagne Brut – Dom P?rignon

Piattooo!

Tartare di tonno rosso sardo, tuorlo d?uovo, pico de gallo, bottarga di caviale Calvisius

L?alice in quattro

Ripiena con prezzemolo e uvetta

Marinata e affumicata con bagnetto verde

Fritta con maionese al chipotle

Sotto sale San Filippo con burro d?Alpeggio

Filetto di trota e verdure in carpione di Moscato d?Asti e miele millefiori

Waffle di polpo, patate, fagiolini e olive taggiasche

La puccia al polpo

Nord e Sud si incontrano in un sandwich mediterraneo. Con polpo, bufala, rucola, melanzana fritta e acciuga del Mar Cantabrico.

Dim sum di coniglio con gamberi al vapore, olive taggiasche e salsa al basilico

Pappardelle burro e Castelmagno, porcini e tartufo nero

Brandacujun, crema di pomodoro cuore di bue e chips di patate

Fritto di calamari, alici e porcini con maionese al chipotle

Capesante, bacon, insalatina di peperoni e salsa di mela Golden

Il pescato sul sasso

Ricciola del Mar Ligure e zucchine trombette marinate.

Lo chef Alessandro Neri ci raggiunge per un saluto

Bign? farcito pesca e amaretto, cacao e crema chantilly

Sorbetto fragola, frutti di bosco e limone e salvia

Cheesecake al lime, coulis di frutti di bosco

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Lavazza Espresso Top Selection 100% arabica.

Tipologia piccola pasticceria: sfogliatella riccia con crema pasticciera; cannolo all?amaretto; meringa bianca; biscotto all?anice.

Cucina

I piatti che escono dalla cucina a ritmo sostenuto sono un perfetto tributo al territorio circostante, un paradiso enogastronomico invidiato da tutto il mondo. Alessandro ha per? una visione culinaria che va oltre alla tradizione piemontese e sforna ricette a base di pesce sapientemente preparate, che valorizzano la materia prima e appagano sia la vista che il palato.

Nemmeno la panificazione spaventa lo chef, che si mette in gioco con intermezzi di pizze gourmet e piatti a base di lievitati come ?la Puccia?? distinguendosi per abilit? e creativit?.

Servizio e accoglienza

L?arredo essenziale, ma accogliente della sala ? arricchito dalla vista sulle colline. I piatti spesso completati al tavolo con l?aggiunta di salse o brodi deliziosi, che aggiungono una certa dinamicit? al piatto, necessitano di un servizio attento e discreto come quello della ma?tre e sommelier Elisa Migliassi.

Conclusioni

Per coloro che desiderano assaporare le Langhe ? una tappa che ci sentiamo di consigliare.

Il GrecAle soddisfa le richieste sia di chi pu? solamente transitare, proponendo piatti langaroli realizzati con maestria, sia di chi ha la fortuna di spendere un po? pi? di tempo nella zona e desidera un?alternativa creativa e mai scontata. Lo chef lavora sapientemente ogni ingrediente e coccola i suoi ospiti con proposte originali e gustose, che noi stessi non vediamo l?ora di assaggiare.

 

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Il GrecAle
12060?Novello (CN)
Via Giordano, 8
Tel. (+39) 0173 731193/(+39) 338 2669092?

Chiuso mercoled? e gioved? a pranzo
E-mail: info@ilgrecale.com
Sito internet: www.ilgrecale.com

 

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[10/18/2019, 08:48] Cartoline dal 917mo Meeting VG @ Antica Osteria Magenes ? Barate di Gaggiano (MI) ? Patron Famiglia Magenes, Chef Dario Guidi

Milano ? oggi un palcoscenico della ristorazione in costante evoluzione.?Ogni giorno nuove insegne riempiono spazi nelle strade rendendo difficile tenere il passo ai segugi della gastronomia. In questo tram tram senza fine Viaggiatore Gourmet ha deciso di fuggire con i suoi associati a Barate, in una cascina settecentesca nei pressi della capitale lombarda, dove ha aggiunto una nuova tappa alla sua Roadmap. L?Antica Osteria Magenes?che prende il nome dalla famiglia, grazie ai tipici mattoni a vista e ai toni caldi protagonisti della sala, offre un porto sicuro a chi fugge dalla freneticit? cittadina. Accoglienza e atmosfera ci fanno sentire subito a casa, mentre creativit? e tecnica padroneggiate dallo chef Dario Guidi ci fanno prendere il volo tra ricette della tradizione e cucina moderna. Ecco l?esperienza che hanno pensato per noi.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 24 Marzo 2019

La squadra

Patron:?Famiglia Magenes

Lo staff di cucina

Chef:?Dario Guidi
Sous chef:?Andrea Paiardi
Chef de partie ai secondi: Giuseppe Robustella
Chef de partie agli antipasti: Andrea Molinari
Pastry chef: Maria Magenes

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Diego Guidi
Chef de rang:?Stefania Beghi?e?Valentina Basani

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Vintage Collection 2014 Franciacorta Sat?n – Ca’ Del Bosco

Il brindisi!

Pane di farina bianca e lievito madre accompagnato da un burro affumicato al fieno?

Grissini al Parmigiano e cracker al vino rosso

In arrivo gli stuzzichini

Finta oliva: tartare di vitello?

Tacos di bollito, guacamole e misticanza

Bon bon di Campari e aranciata amara

Tapioca soffiata allo zafferano

Ravanelli, miso, katsuobushi

Arachidi soffiate al wasabi

Raviolo di rapa e zucchine alla scapece – Tartelletta, caprino e carote

Piattooo!

Olive in cocktail Martini

Mele Margarita

Vintage Collection 2013 Franciacorta Brut – Ca’ Del Bosco

Ferrero rocher

Foie gras d’oca di Mortara, nocciole d’Alba, cioccolato al latte.

Topinambur e caviale di tartufo

Lo chef Dario Guidi ci descrive il piatto che andremo a degustare

Uovo in cereghin

Il tocco finale

Come a Miraflores

Ceviche di ricciola, humus di sesamo nero, mandorle e amarene.

Lo chef ci serve la portata successiva

Capasanta cotta sui nocciolin d’oliva, rape, avocado, vinaigrette di campo

Mozzarella e dintorni: tutto quello che sta bene con una bufala

Langhe Bianco Doc 2016 – Ca’ D’Gal

U? testina

Testina di vitello, gamberi rossi, pompelmo e salsa brava.

Pinot Grigio Veneto Igt 2011 ??Terre di San Rocco

VG e Dario presentano il piatto in pentola d’oro Agnelli

Riso burro e salvia, angostura, saba, e colatura d’alici

Spaghettoni burro affumicato alla quercia, ostriche del Po e bergamotto

Baudana 2006 Barolo Docg Serralunga D’Alba – Luigi Baudana

Calamaro cotto a freddo, fave di cicoria e pecorino di fava con capperi di sambuco

Branzino in insalata russa di foglie di fico e bulbi di tarassaco

Manzo alla California, Testun e topinambur

Secolo Novo 2010 Franciacorta Brut Millesimato – Le Marchesine

Il piatto ? ultimato in sala

Pre dessert: Frattale

Idromiele, litchis, lamponi, aglio nero e mais.

Solo 15 foglie di una millefoglie con gelato al muscovado

? il momento del prossimo curioso dessert

Uovo non uovo, crostata primordiale

Caff? Nespresso e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: panna cotta al pistacchio.

Meringhette con liquirizia – Ananas marinato in gin tonic e lime – Cannoncini ripieni di crema pasticcera

Gelato alla stracciatella di olive taggiasche caramellate – Mottarello cioccolato e passion fruit

Pan de mej

Dario ci raggiunge in sala per un saluto

Cucina

Ancora una volta siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla capacit? che mostra l?executive chef?nella realizzazione dei piatti. Le antiche ricette lombarde precedentemente inserite nel men? dalla madre non sono state toccate a livello di concept, ma hanno spiccato il volo nelle presentazioni con giochi di consistenze, colori e impiattamenti dal fil ruoge asiatico capaci di sfidare la nostra concezione di arte.

Servizio

Diego Guidi, fratello dello chef, cura attentamente il servizio in sala. Tanto abile nell?accoglienza quanto nel padroneggiare le etichette protagoniste della cantina che ha costruito negli anni con l?aiuto del fratello. Una passione ben definita quella della famiglia che, nonostante il passare degli anni, non si affievolisce mai, ma emerge per accogliere al meglio tutti gli ospiti che hanno la fortuna di sedersi alla loro tavola.

Conclusioni

Che dire, le nostre toccate e fuga sono forse la migliore testimonianza della fiducia che riponiamo nei due fratelli a capo del locale, tanta che abbiamo infatti deciso di portarci per la prima volta anche i nostri associati. Sicuri che anche questa volta non sar? l?ultima.

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

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Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 917esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Antica Osteria Magenes
20083 Barate di Gaggiano (MI)
Via Cavour, 7
Tel. (+39) 02 9085125/(+39) 333 3711413
Chiuso luned?
E-mail:?info@osteriamagenes.it
Sito internet:?osteriamagenes.com/

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 10?tre stelle, dei 39?due stelle e da una buona parte dei 318 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[10/17/2019, 09:44] Ristorante Materia ? Cernobbio (CO) ? Chef Davide Caranchini

Siamo oggi approdati a Cernobbio, perla del lago di Como e meta ambita dai numerosi turisti che ne riempiono le coste per assaporarne sia la pace che la cucina; dove VG ha incontrato Davide Caranchini, executive chef del ristorante Materia. Il locale, essenziale sia dentro che fuori, non attira l?attenzione per i suoi colori quanto per il suo minimalismo quasi nipponico che non distoglie l?attenzione dai veri protagonisti del pasto: i piatti. Il men? ? studiato con cura a partire dalla materia prima che segue il naturale ciclo delle stagioni, garantendo cos? un prodotto eccellente sempre fresco. Non rimane che fidarsi di Ambra e Marco Sberna, responsabili di sala, per lasciarsi guidare attraverso questa goduriosa esperienza gastronomica.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 19 Maggio 2017
->?Meeting del 6 Settembre 2017

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna 1 stella e 2 coperti (nel 2018 il piatto e 2 coperti)
Espresso ?assegna 3 cappelli (nel 2018 2 cappelli)
Gambero Rosso ?assegna 81, cucina 50 (nel 2018 80, cucina 49)

La squadra

Patron: Davide Caranchini, Ambra Sberna, Marco Sberna, Luca Sberna

Lo staff di cucina

Chef: Davide Caranchini
Sous Chef: Guglielmo Curcio

Lo staff di sala

In sala: Ambra Sberna,?Marco Sberna
Sommelier: Luca Sberna

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Classico ? 65

Insalata di pomodori di Careno
Trota sott?aceto, uova di coregoni, rafano e aneto
Risotto, bacche di cipresso e mirtilli fermentati
Rana pescatrice, carote e levistico
Acetosella, yogurt e fieno

Green Power ? 65

Insalata di pomodori di Careno
Carpaccio di anguria
Tortelli di melanzane arrosto, brodo ai fori di sambuco sott?aceto e lentisco
“Torta” di avena glassata al barbecue, cipolle, carote e alloro
Acetosella, yogurt e fino

Sperimentazione a mano libera ? 75/? 120

Un percorso di 6 o 11 assaggi scelti a sorpresa dallo Chef, per comprendere la filosofa della nostra cucina

La carta

Antipasti

Insalata di cavolo rosso, midollo affumicato, caviale e latte di mandorla amara ? 19
Rognone di vitello, porro e abrotano ? 20
Trota sott?aceto, uova di coregoni, rafano e aneto ? 22
Agone alla griglia ? 22
Insalata di pomodori di Careno ? 21
Riccio di mare e cervella di vitello ? 23

Primi

Tortelli di melanzane arrosto, brodo ai fori di sambuco sott?aceto e lentisco ? 20
Linguine Pastifcio Felicetti, burro, colatura di sgombro e amchoor ? 19
Risotto, bacche di cipresso e mirtilli fermentati ? 21
Bottoni di patata fermentata, lievito, cagliata di segale, uova di aringa affumicata ? 21
Fusilli Pastifcio Felicetti al non pomodoro ? 19

Secondi

Pescato del Lago di Como, koji, yuzu e capperi di aglio orsino ? 29
Rana pescatrice, carote e levistico ? 30
Piccione Az.Agr. Moncucco cotto in crosta di sale e fave di cacao in due servizi ? 33
Agnello in due servizi ? 30

Dolci

Midollo e zafferano ? 12
Cioccolato bianco, more e aglio nero ? 12
Bab? al whisky, panna al cumino e sorbetto all?albicocca ? 14
Souff? al cioccolato 70% e gelato al cardamomo ? 16

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

KB Cr?mant D’Alsace Aoc – Domaine Christian Binner

Insalata di anguilla affumicata

Cono ai cetrioli sott’aceto e latticello

Daikon marinato al sake e polvere di bacche di alloro

Cialda al levistico, uova di trota e panna acida

Ravanello marinato e miso di pistacchio

Pane

Tipologia di pane: a lievitazione naturale con farine integrali di grani macinati a pietra, accompagnato da burro d’Alpeggio locale salato e montato.

Piattooo!

Coregone sott’aceto, le sue uova, rafano e aneto

Pierrot Vino Bianco Bio – Reyter

Insalata di pomodori di Careno

Il tocco finale

Tartare di salmerino, grano saraceno e brodo di mirtilli rossi e rosa

Riccio di mare, cervello di vitello e capperi

Carpaccio di salmerino e anguria

Rognone di vitello, porro al barbecue e abrotano

M?lodie en C Grand Cru Brut – Champagne Le Brun Servenay

Pinot Grigio – Dario Princic

Tortelli di scalogna ed erbe amara, panna e carcad?

Ravioli di patata fermentata, cagliata di segale, uova di aringa affumicata e spuma di lievito madre

SabbiaGialla Ravenna Bianco Igt – Cantina San Biagio Vecchio

Linguine, burro, garum di agoni e amchoor

Cuv?e Gravel 2017 Bourgogne C?te D’Or – Marechal

Risotto, mirtilli fermentati e bacche di cipresso

Il servizio dei vini in abbinamento alle prossime portate

Cretarossa Irpinia Campi Taurasini Doc – I Favati

Tamerlano 2015 Curtefranca Bianco – C? del V?nt

Agone al bbq e salsa agli asparagi bianchi

Il contorno in accompagnamento al piatto

Ceviche di uova di agone?

Insalata grigliata con maionese di interiora di agone

La presentazione del piccione nelle crosta di cottura, piatto che verr? servito in due porzioni

Petto di piccione cotto in crosta di sale e fave di cacao, biete all’alloro e burro alle spugnole

Coscia di piccione laccata alle spezie, filetto marinato ai chiodi di garofano

In accompagnamento, brioche fritta ripiena di p?t? di fegato

Dim sum di coscia di piccione e brodo di piccione allo yuzu

Pre dessert: gelato alla cera d’api, polline e fiori di robinia in carpione

Midollo e zafferano

Panna cotta all’acetosella, gelato allo yogurt e spuma al fieno

Souffl? al cioccolato fondente 70%?

In accompagnamento al souffl?, gelato al kefir di latte e cardamomo

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: India Cherry, 100% Arabica Torrefazione Penazzi, Ferrara.

Tipologia piccola pasticceria: sassi di cioccolato bianco e pepe nero.

Tartellette all’eucalipto?

Tartufo al cioccolato fondente ed estratto di bacche di ginepro

Caramelle di finferli

Lo chef Davide Caranchini ci raggiunge per un saluto

VG insieme a tutto lo staff del ristorante

Cucina

Una cucina dal rapporto strettamente legato alla natura ? quella dello chef, che dopo la sua esperienza al Noma di Copenaghen ha definito il suo interesse per il mondo vegetale, ricercandone peculiarit? e sfaccettature da esaltare nelle creazioni che vengono poi proposte al tavolo sotto forma di opere d?arte edibili.

Servizio e accoglienza

Giovani e grintosi sono Ambra e Marco Sberna, i due capo sala a cui non sfugge niente. Precisi, rapidi e attenti al servizio per offrire al cliente un?esperienza che supera ogni volta le aspettative; mentre il fratello Luca, sommelier amante del proprio mestiere, ? pronto a suggerire l?accompagnamento perfetto per il tipo di esperienza che si desidera fare.

Conclusioni

Il locale perfetto per dimenticare momentaneamente la citt? frenetica. L?essenzialit? del ristorante trasmette una sorta di pace dei sensi che lascia spazio al pieno appagamento del palato. ?Quattro teste, quattro passioni, un unico sogno? ? cos? che si definiscono i ragazzi del ristorante che mirano prima di tutto alla piena soddisfazione dell?ospite, che pensiamo raggiungano senza nemmeno troppo sforzo.

 

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Materia
22012 Cernobbio (CO)
Via V Giornate, 32
Tel. (+39) 031 2075548
Chiuso luned?, marted? a pranzo
E-mail:?info@ristorantemateria.it?
Sito internet:?www.ristorantemateria.it

 

 

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[10/16/2019, 07:59] Ristorante Alla Vecchia Finanza ? Lignano Sabbiadoro (UD) ? Chef Matteo?Susan

Non ci si capita per caso qui Alla Vecchia Finanza. Siamo in prima fila sulla spettacolare foce del Tagliamento, circondati da una pineta, in quella che ? nata come antica caserma napoleonica e ha ospitato, per l’appunto, le Fiamme Gialle fino agli anni sessanta. Una location che farebbe giustamente pensare a mangiate di pesce turistiche e approssimative, ma dove invece si esprime in libert? Matteo Susan, autore di una cucina di mare contemporanea e di ricerca. Virtuoso dell’umami, concreto e rispettoso nell’esaltare il pescato, pi? ardito e complesso nelle rifiniture dei piatti, ha ambizione e idee chiare, pur non rinunciando a un fritto misto che resta tra i pi? struggenti ricordi di questo pranzo.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Patron: Dott. Renzo Pozzo

Lo staff di cucina

Chef:?Matteo Susan
Sous chef: Simone de Lucca
Pastry chef: Marco Colonna

Lo staff di sala

Ma?tre: Marco Pocecco?
Chef de rang: Giulia Casetto

L’ingresso del ristorante

Alla Vecchia Finanza ? l’unico ristorante situato sulle foci del fiume Tagliamento

Prima del pranzo facciamo una visita ai bagni…

… e all’area Wellness

La piscina

Il chiosco del bar

La sala

Mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? alla carta.

La carta

Antipasti

Gamberi rossi di Mazara, pinoli, granita di cetrioli fermentati e lenticchie nere ? 18
Orata marinata all?alga kombu, avocado al wasabi e crema di mais ? 18
Piovra arrostita, patate viola e lattuga di mare ? 19
Capesante, spuma di seppie all?anice stellato, fichi e ricci di mare ? 19
Foie gras, frutti rossi all?aceto di lamponi e ciliegie al timur ? 24

Primi

Spaghetto integrale, baccal? dissalato, latte all?acciuga e spugna di salvia ? 17
Bottoni di pesce al miso e brodo ristretto di coda di manzo ? 17
Riso Tenuta Castello al brodo di funghi e kombu, porcini e uva fragola ? 17
Spaghetti Monograno Felicetti, scampi, mandorla e acqua di pomodoro ? 17
Linguina Monograno Felicetti al grana di capra, sedano rapa e batak ? 16

Secondi

Salmone selvaggio a mezza cottura, indivia gratinata al guanciale e pesche allo yuzu ? 23
Fritto del pescato ?Vecchia Finanza? ? 22
Coda di rospo, pomodoro al sugo di pollo e salsa di capperi ? 23
Ricciola, mandorla, scarola all?aceto di cipolla e salsa di scampi ? 24
Pluma di patanegra, ceci e caff? ? 24

Dolci

Terra di cioccolato e latte di geranio ? 8
Tiramis? espresso ? 7
Gelato alla lavanda, crumble alla vaniglia e salsa agrumata ? 8
Dessert della settimana ? 8

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il ma?tre Marco Pocecco ci serve il vino per l’aperitivo

Oltrenero Brut Nature 2013 – Tenuta Il Bosco

Teff, aglio all?acciuga e polvere di cipolla

Sandwich di prosciutto di piccione e cavolfiore affumicato

Kombu ai porcini, ostrica alla brace e calamaro grattugiato

Riso soffiato, rape, dragoncello e aceto

Il servizio dell’olio

Pane

Tipologia di pane: integrale con lievito madre; focaccia alle patate e olio Mate; grissino di semola.

Olio extra vergine d’oliva bio Mate, Croazia

Friulano Collio Doc 2018 – Subida di Monte

Piattooo!

Orata marinata all?alga kombu, avocado al wasabi, mais e anacardi

Tobia Zuppel, rappresentante della cantina Canus, ci raggiunge in sala per presentare l’etichetta che andremo a degustare

Ribolla Gialla 2017 – Canus

Cin-cin!

Gambero di Mazara, granita di cetrioli fermentati, lenticchie nere, caviale di aringa, pinoli

Scampo crudo alla brace, mandorla alla senape e gelato di crostacei

Malvasia Collio Doc 2018 – Subida di Monte

Sgombro, patata nera, aceto di cipolle e manioca

Lo chef Matteo Susan ci presenta la portata successiva

Capesante, platano fermentato, spuma di seppia all?anice stellato, ricci di mare, fichi e polline

Gramogliano 2017 – Canus

Spaghetto integrale con cocco, capperi e polvere di latte

Bottoni di pesce al miso, brodo ristretto di coda di manzo e dragoncello

Anatema Bianco Colli Orientali del Friuli Doc – Ronco di Prepotto

Branzino, topinambur, ostrica e timur

Bistecca di lingua di manzo, cicale di mare, olio di molluschi e amaranto

Fritto ?Vecchia Finanza? con scampi, latterino, gamberetti di laguna, calamari, sarde e carote

Piovra arrostita, patate viola, aglio dolce al nero e lattuga di mare

Il dessert ? ultimato in sala

Mela verde, cipresso e gin

Sainte-Helene Sauternes 2016 – Ch?teau De Malle

Kombucha di caff?, ciliegie e acqua di sambuco

Il tocco finale

Terra di cioccolato e latte di geranio

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: tartufo al cioccolato e whisky torbato; gel?e al rabarbaro e polvere di mango; carbone frizzante e fichi neri.

Il 28 di Via San Nicolao Amaro d’erbe – Berta

Magia Acquavite d’uva 2009 – Berta

VG insieme a tutto lo staff del ristorante

Cucina

Matteo Susan sembra avere un repertorio infinito di idee aromatiche, lasciandosi ispirare dal mare e dalla terra, dal Mediterraneo e dal Giappone, creando piatti sorprendenti e complessi, ma in cui la materia prima ? sempre perfettamente a fuoco.

Servizio e accoglienza

Uno staff di sala giovane e sorridente, che sa esprimere un servizio sobrio e raffinato, ben coordinato dal mestiere di Marco Pocecco.

Conclusioni

Alla Vecchia Finanza ? un baluardo di ristorazione gourmet, una struttura di fascino e pace in cui scoprire una sorprendente cucina d’autore.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Alla Vecchia Finanza
33054 Lignano Sabbiadoro (Riviera) (UD)
Corso delle Nazioni, 110
Tel. (+39) 0431 424440/(+39) 333 9113257
Sempre aperto
E-mail: info@allavecchiafinanza.it
Sito internet: www.allavecchiafinanza.it

 

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[10/14/2019, 06:24] La Drogheria Di Vigevano e Maison Piccola Torre ? Vigevano (PV) ? Chef Daniele Picelli

Siamo a Vigevano, citt? d?arte in provincia di Pavia. La torre del Bramante, il Castello Visconteo ?e la piazza Ducale sono solo alcune delle ricchezze storiche che il paese ha da offrire. A due passi da quest?ultima c?? La Drogheria, un locale fresco e accogliente che ricrea l?atmosfera dei bistrot parigini ed ? proprio qui che oggi Viaggiatore Gourmet incontra lo chef Daniele Picelli. Il locale propone un blend equilibrato tra ?aria di casa? e raffinatezza. All’ingresso una vetrina di salumi e formaggi artigianali attira lo sguardo, mentre il bancone in legno massello del bar ospita torte di ogni tipo i cui profumi strimpellano le corde dell?infanzia. A spezzare delicatamente l’atmosfera casereccia sono i dettagli dell?arredamento che ci fanno sentire subito a Parigi.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin non segnala il ristorante
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso non segnala il ristorante

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Daniele Picelli
Sous chef: Roberto Carera
Pastry chef: Giacomo De Paoli

Lo staff di sala

Personale di sala: Gessica Longo
Sommelier: Tiziano Muntoni

Giunti a destinazione

Facciamo una visita al B&B Maison Piccola Torre, al quale si pu? accedere anche dal ristorante?

La Maison dispone dei seguenti servizi: babysitter; servizio lavanderia; Sky TV; deposito bagagli; wi-fi gratuito; visite guidate; noleggio auto giornaliero; sala riunioni.

La Maison dispone di 3 ampie stanze, di cui una con il balcone, con possibilit? di soluzioni comunicanti

Loading…

Daniele Picelli ci invita a visitare il dehors

La sala de La Drogheria Vigevano

La dispensa

Dettagli…

Mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? alla carta.

La carta

Antipasti

La dispensa del droghiere ? 15
? tonnata Cenerentola… : carpaccio di tonno, polvere d?olio, maionese di lime e zenzero, zucca Delica ? 15
Corrida in via Merula: chorizo, piovra cbt planciata, crema di paella, gel di zafferano, cialda di tapioca ? 15
A… d?oro il cavolfiore: cavolfiore?. ma al forno, fior di latte pugliese, Parmigiano Vacche Rosse 24 mesi, salsa Mornay anni ?90, basilico. A?piacere bagnacauda ad alta digeribilit? ? 15

Senza riso non so stare (Selezione riso Carlo Zaccaria)

Dalla Barona alla Lomellina passando per via Merula: risotto in giallo allo zafferano 100% ? 15
Cenerentola in autostop!!!: Taleggio selezione fam. Rognoni, zucca mantovana, crema di cipolla di Montoro ? 15
Minestrone alla milanese fatto a risotto: minestrone di verdura, creme segrete, polvere d?olio ? 15
Benvenuti all?inferno!!!: battuto di mazzancolle in brodetto di mare, ?nduja di Spilinga, liquirizia di Rossano ? 15
Mar Rosso: brodetto di mare, tartare di pesce dell?Adriatico (gamberi, seppie, canocchie, calamari, piovra), bronzo commestibile ? 15
Tumber Magnatum Pico: riso al tartufo bianco con burro chiarificato, fondo bruno, gel di Parmigiano ? 28

Minestre e paste (azienda agricola Massimo Mancini)

O-maggio a Breme: zuppa di cipolle di Breme, gel di Parmigiano e lacrime di Jack ? 15
Carbonara d?oca di pasta Mancini ? 15
Oppure, in assenza di uova
Crema di zucca e pistilli di zafferano dell?aquila petto d?oca affumicato ? 15
Cacio e pepe… fatto a raviolo: raviolo cacio e pepe, pepe rosa del Madagascar ? 15
Un fusillo tira l?altro: nuovo formato di fusillo Massimo Mancini, brasata di lenticchie Colfiorito, rag? di salsiccia di Bra ? 15

Secondo voi??

Cleopatra: ricetta parigina anni ?50 con suprema di faraona, farcia con cacao, mollica di pane, salsiccia e limone, salsa autunnale con funghi porcini e champignon, gateau di patata di montagna ? 15
Porky?s: pancetta stufata cbt, filetto di maialino planciato, pur? di patate del nonno ? 15
Merluzzo al saor: timballo di merluzzo, patate, cipolla di Montoro, crema di latte, pane aromatico, pomodoro giallo del Piennolo ? 15
?b a n g? !!: Versione 2019 dell?insalata russa calda ? 15
Chiedi a Lele se ha cucinato il quinto 5 quarto 4 (a seconda dell?umore di Lele): ? 15
A me mi piace il formaggio, la Via Lattea in degustazione: formaggi nazionali e internazionali a latte ovino, bovino e caprino small ? 10/large ? 15/extra large ? 20

Dolci a credenza e al cucchiaio

Monte Bianco a modo mio: panna, meringa cotta francese, pur? di castagne di Benevento, cioccolato fondende Guayaquil ? 8
La reginetta delle crostate: torta di crema cotta alla vaniglia di bourbon, marroni, frangipane alle arachidi ? 8
Splash: piccoli frutti, zabaione, yogurt, frutta ? 8
Giamaica: crumble di anacardi e marijuana, parfait di caff? PortMoka e rum giamaicano ? 8
Ling-8: cremoso ai tre cioccolati, oro e gel di sanguinella ? 8
Paciugo: veli croccanti pasta fillo, schiuma di zabaione, gelato al fior di latte, sbrisolona ? 8
Gelato o sorbetto ? 4
Le crostate della credenza ? 5
Moka caff? selezione PortMoka ? 2

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Cuv?e 270 Metodo Classico – Percivalle

In arrivo la prima portata

Uovo tonnato su Marte?

Uovo cotto al freddo e non al caldo, salsa maionese di tonno, spray al bronzo commestibile.

Estate sotto la neve

Crumble di Parmigiano, guazzetto di pomodoro giallo del Piennolo, pesto di Riviera, schiuma di burrata, polvere d?olio, acetosella.

Piattooo!

Insalata russa calda versione 2019

La maionese in olio extra vergine e limone ? servita con una pistola ad acqua!

Scottona piemontese battuta al coltello

Pipetta di vermouth, sorbetto Sbagliato Campari e arance, polvere di taralli di grano arso.

Pinot Nero Ros? Bio – Percivalle

Uovo in Salento

Crema di burrata, schiuma di mandorle, polvere di caff?.

?Piovra cbt planciata, crema di paella, gel di zafferano, acetosella

Cass?ula scomposta

Pancia di maiale cbt, maionese di carota, spadellata di soffritto, cavolini di Bruxelles, chips di cotenna.

Io adoro la melanzana?

Melanzana viola non fritta ma al forno, fior di latte pugliese, Parmigiano Vacche Rosse 24 mesi, pom0doro giallo datterino, basilico.

Tinsemal di diaframma di manzo americano, gelatina di Porto

R.015 Champagne Brut – Lallier

Il piatto ? ultimato in sala

Sashimi di tonno, fagioli neri, pisarei, polvere d?olio, katsuobushi

Pinot Blanc Ochsleiten 2018 – Haindl Erlacher

Lo chef ci serve la portata successiva

Dalla Barona alla Lomellina passando per via Merula

Risotto in giallo allo zafferano 100% con salame d?oca.

Alberto Sordi?

Maccheronata, rag? con soffritto all?acqua, ventresca di tonno.

Ricetta sul cucchiaio d’argento: minestrone o caponata??

Carbonara d?oca di pasta Mancini

Susucaru 2017 Terre Siciliane Igp – Frank Cornelissen

Sashimi d?anguria

Anguria, lime e candito di limone, olio in polvere, muesli di frutta secca (anacardi, sesamo nero, mandorla sabl?).

Paradiso Marche Rosso Igt – Fattoria San Lorenzo

Francesco

Cuore di merluzzo, pappa al pomodoro giallo, basilico e tanto amore.

Rosantico Venezia Giulia Igt 2015 – Bressan

Il tocco finale

Infuso a sciroppo di Earl Grey Carcad?, frutti di bosco, mini meringhe, citrosodina al limone, purea di albicocche

Giamaica

Crumble di anacardi e marijuana, parfait di caff? PortMoka e rum giamaicano.

Milk!!!

Disco di ovis molis e corn flakes, crema di leche, fior di latte, schiuma di latte, polvere di latte.

Caff? e coccole finali

Tipologia di caff?: Moka caff? selezione PortMoka.

Tipologia piccola pasticceria: pan Meino.

Il 28 di Via San Nicolao Amaro D’Erbe – Berta

VG insieme allo chef Daniele Picelli

Cucina

?Come a casa? ? il fil rouge che lo chef ha imposto al locale. I sapori tradizionali tipici delle ricette lombarde sono i protagonisti del men?. Una cucina creativa, ma pulita dove ogni ingrediente viene esaltato raggiungendo il massimo della sua espressione. La grande abilit? di Picelli ? infatti quella di far sposare perfettamente i sapori forti della sua infanzia al palato esigente dei clienti.

Servizio e accoglienza

Come anticipato ? un locale che richiama l?atmosfera casalinga in abbinamento a quella parigina. Lo staff della sala ? attento e preparato, pronto a soddisfare i propri ospiti senza mai negare un sorriso sincero.

Conclusioni

Una piccola perla nel cuore di Vigevano. ? diventato complicato trovare locali che siano allo stesso tempo semplici e raffinati in grado di offrire i sapori della regione senza sconvolgerli eccessivamente. Qui si pu? trovare il giusto compromesso tra creativit? e tradizione; cucina e ambiente non mancano mai di sorprendere e soddisfare le aspettative che man mano diventano sempre pi? alte.

 

Viaggiatore Gourmet

Ristorante La Drogheria di Vigevano e Maison Piccola Torre
27029?Vigevano (PV)
Via Giovanni Merula, 39
Tel. Ristorante (+39)?0381 313779

Tel. Maison?(+39) 0381 571953/(+39) 347 3472324
Chiuso il marted?
E-mail: lele@ladrogheriavigevano.it/info@piccolatorre.it
Sito internet: www.ladrogheriavigevano.it/www.piccolatorre.it

 

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[10/07/2019, 04:59] Are Wine Ambassadors Worth the Time and Money?
{This one is}
Is the role of the wine ambassador in the era of social media an experiment that has yet to see its star rise or has that sun already set? With wholesale consolidation approaching event horizon and with sales force automation becoming more prevalent, how do you get the drum beat, the cheerleader, when historically that was left to the distributor?s sales force?

This commentary is directed primarily towards companies (importers, wholesale distributors, wine regions and consortiums, and well-financed wineries) but if you are a wine ambassador or are considering to become one, there are some relevant points here for you as well.



The role of the ambassador has been expanding in the last 10 years. They range from full-time jobs with all the employee benefits to part-time (gig) with no employee status (or benefits), essentially an independent gun-for-hire. But does the ambassador concept work? Let?s take a look.

If hired full-time, an ambassador affords a company the opportunity to capture all the time and the attention of the ambassador. It benefits the ambassador, too, because he or she has the advantage of full-time employment and can give their all to the project.

Needs dictate what a company can afford, and often they are just looking for someone to ?jump start? a project. While it might seem more economical for a company to hire on a part-time or seasonal basis, there are some pitfalls to this.


Full disclosure ? when I left my full-time position (in distribution) in March of 2018, I was contacted by an importer on behalf of a winery that hired me as their ambassador. I did not work for any other company, although I still wrote some articles for my local paper (Dallas Morning News) and kept my blog going. But I did not write about the winery or even the category of the wine during that time. That, I felt (as did the importer) was off-limits and would not appear on the up-and-up.

I discovered a couple of things about ?ambassadoring.? Mainly, that the goal is to increase exposure, and sales, of the product(s). That was the bottom line. It wasn?t to grow my social media presence, to increase my status as an ?influencer? or to get free junkets to other places in the world of wine. In fact, the winery I ambassadored for (Ruggeri in Valdobbiadene) was pretty hands-off about my movements. I went to the winery once, when I was already in Italy. But I didn?t spend harvest there or take people from distributors, or bloggers, to visit the winery. My role was to cover America and try and help make the winery into a more recognizable name. And, to make the name better known by increasing distribution (thereby, exposure) in fine retail shops and restaurants. It was a road-warrior position, for sure. And it worked for all of us, although I will say, there are other iterations of ?ambassadorship? that also have validity.


What doesn?t work? What doesn?t work is when an ambassador sees the position as one of a handful of income streams that satisfy their need for a particular level of income. If one gets three or four of these gigs in a year, they can earn anywhere from $50,000-$150,000. But it takes a special person to have three or four masters and still maintain integrity.

It?s hard enough doing a good job for one project. It?s near impossible to do it for a handful of companies. Now, I?m talking about ambassadorships. Not someone who does p.r., writes blogs and goes about their daily business making sure the world knows about their clients. That?s more of a ballyhoo, and if done well, it?s plenty hard work. But I?m not talking about those folks.


No, I?m talking about someone who is the front-person for the company. In a full-time role, that?s much easier, because there is structure. In a part-time ?ad hoc? role, there are subtle gradations. One, is to know what to do, on a regular basis and to commit oneself to those activities to achieve a certain goal. There are no ethical codes for this, except as comes from the moral backbone of individuals. It?s not like working for a newspaper and knowing one cannot take a junket. And it?s not like working for a corporation which has an HR department and guidelines (for example, a wine ambassador for Importer W could never, should never, take a trip to visit a winery from Importer X, Y or Z). That is unethical.

It can get tricky. Let?s say you are an ambassador for a consortium of producers of Napa Valley Cabernet. And let?s say you are invited, all expenses paid, to visit a consortium of Sonoma Valley Cabernet producers. On the surface, it looks ok, even beneficial. But, in reality, the two groups are competing, often for the same consumer dollars. In my view, it would be wrong to take a trip. Here?s why.

You might reason as long as the Napa Valley folks don?t mind, who gets hurt by it? Let me tell you who: You. Your reputation that would be tainted by the appearance of conflict. A black mark.


But people have different parameters in the new world of social media, you say. Influencers have leeway, because they are so influential. You might be an influencer today, but who knows about tomorrow? The wine world is a small community = if you screw up your reputation, people don?t forget.

When it?s all said and done, it gets down to how effective you can be ? the metrics. It is about sales, no matter which lofty minded dreamer is out there say, ?No, it?s not about sales, it?s about the wine, man.? Ok, keep dreaming. It?s about revenue and growing the brand awareness.


If you are a winery, a consortium or an importer, and an ambassador is something you are considering, here?s a little homework before the handshake:

1) Ask or check to see if your future ambassador has previous commitments that might be in conflict with your products.

2) Before hiring someone, get all the ground rules laid out, e.g. avoidance of conflict of interest, amount of time that will be devoted to your enterprise, junkets to wine country that might appear to rival your project.

3) Lay out what exactly needs to be done, whether it is in the sales end, the education side or the cheerleader department, and make sure you are clear about how much time the future ambassador should devote to each area. The last thing you need is for someone to sit at their screen tweeting all day ? that?s so 2006.

4) Give a timeline and a goal (such as, improve the sales of the brand in 12 months by 15%, etc.). Without a goal, why are you even considering such a role?

5) Never, ever, do something because your competitor is doing it. Never, ever, do something for the sake of ?status? or because it appears to be the thing to do. If you have that much money lying around, invest it in a brand manager, full-time and get 100% of their time and attention.


All that said, being an ambassador - having an ambassador ? is cool. And many ambassadors I have talked to are genuinely excited and motivated about their products. Yes, there are the few just looking to cash in on the latest trend, the next phase, and they move from project to project. It?s a cash grab for them (and also there?s the element of prestige). Don?t throw away your money on someone just looking to make a name for themselves at your expense. They don?t own the land; they haven?t taken the risk to start a company and make that dream come true. But an ambassador can be a great value, as long as they share the values, the vision and the work ethic of the business owner who dares to dream big.



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[09/29/2019, 20:32] Wine writers and their most faithful followers
For those perched inside the balloon of the wine world, a self-contained orb, there?s little to worry about an expanding universe. The problems of string theory or quantum mechanics matter not, to those vying for their spot on the head of the pin, placed strategically in the middle of the balloon. Little concern there is, as well, for any possibility that the sharp end of that needle might pierce their tiny world and all will be lost. Wine writers live in an alternate cosmos. There aren?t the normal repercussions that normal writers must face. The book writer, and hopeful publisher, gnash about in the trendy nosh parlors of Shoreditch, swirling their Manzanilla, while cobbling their strategy to sell 1,000 books. It?s perfect. It must be the alcohol, which casts that euphoric fog.


It seems the gold rush these days is for followers, to find people one can exert influence over, to point them to a journey where they too can hope to drink Chambolle-Musigny from Roumier. ?'tis a consummation. Devoutly to be wish'd.?

The revelation came to me during a victory nap. I dozed off while Instagram needles pierced my eye - all those significant bottles held up by all those brilliant iPhone curators. ?To sleep ? perchance to dream.?

And then, I had the dream.

It?s like this, when you have one foot in that world and one in another (perhaps the grave?). The vision, though, was one from my early days in the wine trade. Sales were growing, the deep funk of the 1980?s was receding like a Venezuelan glacier. People were getting over their petrol-panic in places like Houston and Midland, Texas, and they wanted to drink again.

And over time, buoyed by numerical scoring based on the 100-point scale, wine took off. Pre-internet, pre-Instagram. Pre-influencers. Just a handful of wine writers, and their tasting notes. And their scores.

Wine writers like to think that readers are influenced by them. But what really moves the needle? If a powerful critic makes an impression on their 50,000 readers, or their 500,000 subscribers, is that really the ultimate measure of their influence? For years I analyzed the metrics in my role in the wholesale end of things. And this is what I found out.

Five salespeople, properly motivated and tuned into these things, can sell more wine than 50,000 readers (and potential consumers). Not to downplay the effect of a good write-up in a large newspaper or one of the reigning modern-day wine publications. They sell wine, especially the 95-100 pointers. But those 87-94 wines - the ones that the trophy hunters cannot and will not spare any room in their cellars for, as they?re obsessed with filling them up with the likes of Sine Qua Non and Le Pin - what happens to them? So, the question is, for a wine writer, do you keep writing about those wines, and if you decide to do so, how does this help affect some upward mobility for those wines in the wine world?

Consumers do account for a ton of response (and action), but who?s really doing the heavy lifting? Those five salespeople? In five cities, in five states, in five countries? I think we don?t realize just how much wine they sell, because those metrics are not made available to industry outsiders. That is considered proprietary information by the distributor, if that information is even gathered. I know it can be, because I did so for many years. It was an amazing look into the world of sales. Yes, the writers strike the match, but the salespeople walk around the barn with a handful of straw ablaze setting it on fire.

Oh, I know it?s unpopular to consider the role of those ?minor players? in the three-tier world. After all, aren?t we all influencers now, in our own special way? Anyone with an Instagram feed and 5,000 followers thinks so. They?ll tell you; you don?t have to even ask. But ask them to back it up with metrics and you get a fist full of hash tags and fustian tropes. There?s no needle. There?s no vinyl. And there?s no there-there.


Part of the problem is that wine critics might not even have a complete understanding of the industry. I hear often, ?that?s the commercial side. We?re on the editorial side.? As if there?s a wall that separates them. And in journalistic realms, rightfully so. One of the commandments, ?There shall be no pay-to-play,? is engrained within the ethical structure of such institutions. The mightier and more independent wine critics can choose to adopt that stance, or muddy it with the flaps of their Range Rovers as they run over it in the sodden streets of Sheung Wan.

Ironically, the salesperson doesn?t discriminate. Right or wrong, 92 points is 92 points. And if it?s a Brunello that one can sell 50 cases of to a restaurant or retailer for $25.00, they aren?t going to give a hang ?who? writes about it ? as long as it?s one of the ?BIG? types doing the typing. Yes, that?s the seamy downside to this business. And by the way, the wineries are on board with this in an even bigger way. They think nothing to plunk down $10-20,000 to pour their ?97? point-er at an event in the clouds. They move that needle. And their importers and distributors down-line comply. Because everyone wants to sell and make money and have a successful career. I?ve seen it up front, on the windshield, all splattery and sometimes not so pretty.

So, what am I getting at? I think there?s a strategy that wine writers neglect to consider when they take the leap, in the crowded field of wine criticism, where there?s not a lot of money lying around and every nickel-and-dime blogger is vying for their corner of online presence (and FAME!). And that is to take into account - when you write a piece - who will read it and what kind of measurable effect will it have. "Ay, there?s the rub."


I know there are the purists and naturalistas out there who say, ?It?s not about sales.? And for every one of you out there who thinks that, you have either minimized the impact in that area or you haven?t gotten into it deeply enough to know the Zen of it. It?s there, it?s real and if you don?t believe me, well, there?s a chap in Maryland who got there first and he channeled into the mindset of the salesperson. And they got behind him and were his most faithful followers. And they moved the needle off the Richter.


?Tis a consummation devoutly to be wished.?









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[09/27/2019, 07:38] Gli anni passano anche qui
Ogni tanto mi chiedo a che serva esattamente Linkedin, e finisco per darmi la solita risposta: serve a creare connessioni. Tutto molto bello, ma insomma, anche molto distante e vaporoso. Qualche giorno fa per? Linkedin mi ricorda che questo blog compie quindici anni - e le prime reazioni che ho avuto erano del tipo "com'? potuto succedere?"

Poi non contento, Linkedin mi consiglia modi per diventare pi? sharp, ch? evidentemente i suoi insondabili algoritmi hanno rilevato questa necessit?. Se ? vero, ecco un altro punto di utilit? in quella rete sociale.

Certo, quindici anni di chiacchiere in questo belmondo sono stati un bel giro. E siccome non ho ancora finito, si continua, possibilmente sharp.
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[09/22/2019, 19:50] Oh, The People You?ll Meet! (at a wine media luncheon)
Since decamping from the day job, I?ve had more than my fair share of invites to wine media luncheons. For the most part these have been pleasurable social events. If lucky, we actually received information and inspiration. I?ve come to recognize some of the archetypal characters that populate these events. Here are a few that have stood out along the way.


The Journalist - Not a run-of-the-mill, bona fide member of the press. This person is the one who, when you are introduced, they hand you their business card. And right under their name is the title ?journalist.? Not freelancer, blogger, not even writer. Journalist. And they?re damn proud of it.

When you ask them which publications they have written for, they mention online aggregate sites that ?let? people contribute for free, lending them the aura of being on a team, a bunch of reporters sitting in the newspaper office grinding out reports from their ?beat.?

Forget that they hardly know the difference between its and it?s, let alone knowing when to use that and when to use which (let?s not even bring up the then vs. than conundrum they are often faced with).

They?re a harmless type, usually they just want to be part of something bigger than the life that?s been handed to them. But they get a bit tripped up on the word ?journalist.? They might be a blogger, or they might have a feed on Twitter or maybe even Redditt. But longform isn?t something they strive to create on a regular basis. They might even have a press pass to something like Prowein or Slow Wine. But they do not earn a penny writing. Heck, it?s hard enough for a dedicated freelancer to make enough dough to pay all the monthly bills.

The Drunk ? He?s always ready for a ?nuncheon.? It?s 12:30, lunch hasn?t even started, but this character has already downed three cups of P?t-Nat, claiming he forgot to take his daily dose of probiotics and he?s just priming the pump. TMI. Over the course of the 3-hour luncheon (promised initially to be no longer than 90 minutes, ?in and out?) with a plethora of wines poured (12 at last count and we?re still only on the first main course dish, with two more ?mains? coming), our table drunk starts to slur his words. He even fell asleep once and woke himself up snoring. The good news is he is relatively quiet, as if there is any air left in the room, between the ?journalist? and our next guest. 

The Influencer ? Usually never on time, we?re often kept waiting for this person before the host starts talking, because he just wants to say it once (we only have 90 minutes, after all). So, we wait, and we sip, and the drunk over there, he gets more inebriated (his edible has also just kicked in), and we wait some more. And then she shows up.

It?s as if the event had no energy until this one showed up. ?I?m soooo sorry, but I was on a conference call with Toddy and Mariel B.? We?re supposed to know they are uber-influencers in the world of canned ros? wine. In any case, she lives a #VeryImportantLife, and a life filled with #VeryImportantThings to do, of which she is most often the fulcrum, the centerpiece, the raison d'?tre for this (or any other) gathering.

The thing you notice about this person is the use of simple, easy to understand words. Words like ?I? ?me? and ?my? peppered in her short staccato Twitter-length phrases, usually describing something #Great about herself. She?s a one-woman P.R. machine, and you will know how many Twitter followers she has (15K) how many Instagram followers (18K) and that she doesn?t have any room left for followers on Facebook because she?s surpassed the limit. But Facebook is #So2009 anyway, nobody goes there anymore.

Oh, and she is a master of selfie photography and that?s pretty much all you see on her social media feed. But she is very, very #Influential. Dontcha know?
Our next guest is The Name-Dropper. He?s been everywhere, drunk everything. ?47 Haut-Brion? In magnums. ?31 Quinta do Noval Nacional? Multiple times. ?71 Giuseppe Mascarello Barolo Pugnane? He simply adores the ros? clone of Nebbiolo! He a walking encyclopedia of unicorn wines, and if the recent sarde in saor course hasn?t caused a minor upheaval in your digestive system, The Name-Dropper and his constant tink-tink-tink of names will eventually cause your personal house of cards to fold and fly away on the fairy-dust he?s been spreading around the table.

The Name-Dropper, you see, wants to be part of the secret society of wine connoisseurs, that virtual Illuminati of wine experts that are just beyond the reach of all us abecedarians sitting around the table. And he?ll let you know that you are not part of his clandestine cult. You can bet on it.

Seated next to the Name-dropper is The Naturalista. She just discovered natural wines; about the same time, she became a vegan. Right after she divorced her husband of 20 years, when he ran away with their daughter?s best friend. Now, she has a part time job, working for a professor, who, in his spare time, is attempting to get his Master Sommelier pin as well as passing the grueling Master of Wine exam. He was too busy to come, so he sent her in his place.

She?s actually quite pleasant, although she sometimes conflates her ardor for ?those lovely little natty ones? with her lifestyle. Yes, she has the "flowing peasant dress" attire down pat. And the sandals, the Birkenstocks. She?s constantly pulling out disinfecting wipes (bleach free!) and cleaning her hands. A germophobe? As well, her hair color is Pantone Orange 021 C (supposably to seasonally match her Pantone Black C nails, perfectly mani-curated for the season), neither of which look like any hair color Mother Nature ever came up with. Especially in a person whose roots have been ?graying? for the last few years. But she?s enthusiastic and not overly contentious, though she definitely has her opinions. If only she could get a word in edgewise between Mr. Name-Dropper and Ms. Influencer.

And finally, there?s The Nicest Person at the table. Thank God. She usually has another job, one where she makes plenty of money and has a modicum of authority. But her natural character is one of being kind and generous and compassionate. She?s the one passing the butter plate, while all the rest are too busy being glued to their devices and letting their social media followers in on what a #fantastic, #unbelievable and #epic event they?re ?reporting? on. She listens, she asks questions that aren?t intended to make her appear to be the smartest person in the room (there are plenty of those here already). And she really, truly cares about the person pouring the wine, and the wine too. She?s influential, but you?ll never hear it from her. She?ll write it up on her blog, which has scores and scores of followers, who'll go out and buy the wines she writes about. Why? Because she transmits the joy and the passion and the happiness of all the good things about the wine business and because she is The Nicest Person. And we always are grateful for one like her at the table.


Press luncheons can be a hit-or-miss kind of thing. But one must taste, taste, taste regularly. So, if the price of admission is to sit at a table where you aren?t the smartest person in the room, or the most influential, or with the greatest experience in tasting the ?old wines,? you won?t be alone. Pass the #butter, please.







written by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
[Illustrations by Ben Shahn]
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[09/18/2019, 17:01] The Scandal that has Shaken the Universe of the Masters of ?ophisticated ?annabis
Dateline: April 20, 2049
It?s been nearly a year since 420 anxious Cannabis Sommeliers amassed at the Hotel Zig-Zag in Portland, Oregon. The purpose? To accept a challenge to pass the most rigorous testing to become one of a handful (now standing at 1937) of Masters of ?ophisticated ?annabis (M??) in the world ? fewer than have traveled to Mars.


The multi-part test included a natur' section, in which the candidate must determine the quality of the herb, and how to determine a better species or type of product versus a lower or inferior type. The second test determines proficiency in rolling, decanting tinctures and setting up pipettes/hookahs for the guests. The third and hardest part of the test involves identifying the various aromas, or ?Interpening,? whereby one can identify the strain and the quality, as well as the level of psychotropic strength, and overall quality level (on a scale of 1-10). This is where most of the candidates stumble.

Amazingly, all 420 candidates passed, an unprecedented success for the governing body, the Cloister of ?annabis Connoisseurs(C?C). Cloister Chairperson, Brownie Harrelson, stated at the celebratory f?te, ?This has been a watershed moment in our history. There?s no going back now!?

Two days later a leaked comm-wave revealed that a ci-devant Master of ?ophisticated ?annabis (M??) had 'virtual neural-coached? several of the candidates who passed. This caused concern in the upper echelons of the (C?C) organization, who submitted this brief statement:

?We have hired the auditing firm of Stuckey, Frost and Wilson to conduct a thorough and exhaustive investigation, and to determine any improprieties that may have occurred, consciously or otherwise. We are dealing with neural pathways, and the technology to map the routes are often convoluted and shielded by normal procedures. We at the C?C have given Ms. Stuckey, Ms. Frost and Ms. Wilson full access to our organization and communication channels and we are confident this trio of talented investigators will arrive to an objective and fair conclusion.?

The Cortico-?og world has had mixed reviews.

Josey Roberts, of ?One-Weed? - Dude!? had this to say:
?I think it?s high time the Cloister got to the bottom of this scandal. Good on Brownie for finally calling in the super trio of women who will clean this mess up, hopefully. For too long, the C?C has been run like a Chicken Ranch in Marfa.?

Stephanie Heimh?? an AI-cortico-?ogger from Alameda, chimed in from her perch, the notoriously cynical site, ?The Homecoming.? Her brief comments below:
?Well, she?s done it again: embarrassed America abroad. Her (Arabella Trump?s) performance at the G2 was, in a word, horrible. It?s obvious the European leader loathe her and all she stands for. The reports have suggested that the leader didn?t want to directly bash her (even though personally they want to), so they put discretion before valor and were basically nice to her.?
[Ed. Note: We tried to determine if Stephanie was responding to our story or if she was stuck in an endless loop against the Trump dynasty. She was, however, too high to give us a proper reply.]

Geffreda Siegal, the billionairess behind ?The Weed Curmudgeon,? noted:
?Maybe this will finally lay bare the discrepancies between the world of everyday weed and the trend toward ultra -premiumization, as witnessed by the explosive growth of Masters of ?ophisticated ?annabis. The outerworlds need and deserve a good under-$10 joint!?

Sidney Yarrow, granddaughter of Alder who bequeathed Vinography to her in his will (along with his collection of Nabokov?s butterflies), on her crypto-newsletter, ?Weedography,? dropped this yoctogram:
?Seeing as we got rid of most of the men by 2036, we have no one to blame but ourselves. The quantum-push by the Cloister (C?C) to turn as many budtenders into Masters of ?ophisticated ?annabis (M??) in the shortest of timelines was bound to have a reaction. It was like trying to fit a quadrillion bag of bones into a virtual canister designed for a billion. Critical mass ? boom ? game over!?

Meanwhile, the investigation is pending. The independent weed news site, FourTwenty Daily has also launched an independent inquiry, headed up by the most renowned hempistolarian, Bianca Asimobley. We shall wait and see.




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[09/15/2019, 14:49] Asprinio - a Ramble, a Recollection, a Revelation
?Summer will end soon enough, and childhood as well.? ? George R.R. Martin

In my den, on an oak table, bottles of wine are lined up to be tasted. Wine from Sicily, from Chile, from Napa Valley, waiting. I should open them, taste them, make notes and find a way to tell readers what they?re like. But a newly aroused narrative has jumped the queue, an anamnesis, long ago filed and forgotten. And cadaver-like, it pops up, resurfaces, and appeals for its story to be told, before it is consigned once again to oblivion on the battlefield of memory.


I?m in Naples, walking, heading towards the water on Viale Antonio Gramsci. It runs into Via Mergellina runs into the Via Antonio Gramsci and turns into the Galleria Laziale. I get my first up close view of Vesuvius.

Walking on the Galleria, it turns into Via Diocleziano and then Via Bagnoli, where it turns and runs into Via Pozzuoli. Heading towards the town of Pozzuoli it name changes again to Via Napoli and then to Lungomare Pertini. This is before GPS. I am walking. It is a long walk, blistering hot. And it is lunchtime. I find a little osteria/pizzeria and sit down. The soles on my desert boots are hot. My jeans, worn such that they need patches, are steady. I?ve been marching through Italy and I am hungry. I order a simple pizza with tomato, garlic and oregano. It was 600 lire. A few minutes later the lady brings out the pizza and asks me what I want to drink with it. ?Vino rosso,? I answer. She looks at me like I?ve gone mad, and instead brings me ?una foglietta? of white wine and a glass. It was 80 lire.

It was the perfect foil for tired feet, a perspiration-soaked army surplus shirt and a 20-year old in search of Italy. The lady in the pizzeria sounded like my grandmother, their dialects similar. And even though I didn?t understand the exact words, I grasped her intention. She wanted me to enjoy the pizza with the correct wine for the time.


Years later I?d sit at a trendy wine bar in Tribeca and the barman would pour me a glass of Asprinio. ?It?s the latest hot wine from Italy, and it?s totally, 100% natural.? Hot wine, indeed. A wine needed for the heat. And rounding-off with the creamy lusciousness of fresh mozzarella, the pungent balm of garlic and the bracing nip of oregano, a memory is seared.

Now, there is a wall between the natural wine believers and the non-believers. The believers say the wall is white and brilliant, and the non-believers claim it is unconstrained in its dim blackness, roiling the wind, the water and the earth with their dogmatic harrows, as if to plow on is to be righteous and precise. A drone from above sees that the wall is indeed white on one side and black on the other, but the two camps cannot see the differences in shading. So, they argue, they cajole one another, they form social circles of concurrence, and keep each other agitated while they wait out the bleak winter days in the concrete caves.

It was the lack of precision that made this half liter of Asprinio so vital, that day long ago in August of 1971. It dueled with the heat, and won. It tangoed, waltzed and two-stepped with the mozzarella, garlic and oregano, and everyone went home, tired but elated. It made an impression, once filed away, now bobbing back up to the surface. It was a natural wine from almost 50 years ago.

In 1971, Italy was merely a generation removed from a devastating war, poverty and monumental struggles. When I walked among those crowded streets with the Neapolitans looking at the tall, gangling ?Americano? who was strolling among them, I sensed a place much different from where I grew up in sunny Southern California. But I also sensed a familiarity with the place, and the people. And the food and wine. I loved it then and I love it now. I?m not at all interested in the black vs. white wall quarrel. I don?t have time for it. I barely have time to taste and enjoy all the wine that is available in this Golden Age of wine for Italy.




with thanks to Luigi Veronelli and Ian D'Agata for jolting my memory

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[09/09/2019, 15:27] Ricomincio da Montalcino (un posto a caso)

Settembre, andiamo. ? tempo di... poi non mi ricordo come fa. Si ricomincia, insomma, ? settembre, e questa ? la non-notizia. Questo settembre per me arriva dopo un lungo periodo un po' particolare, convalescenza post-operatoria, e vi risparmio i dettagli - ma sono quelle vicende del tipo "il dottore dice che devi stare a riposo ALMENO un mese". E sono quei momenti in cui volevi essere davvero un dipendente del parastato, ma ? andata come ? andata, sei enotecaro. Quindi con qualche ritardo alziamo la serranda, e davvero si ricomincia.

Alla fine della lunga pausa riesco a fare una fuga veloce a Montalcino (un posto a caso). Bravo me, me lo dico da solo. Cos'? quella? Una breve vacanza? Una trasferta di lavoro? Tutte e due le cose assieme. E alla fine se devo prendermi un periodo pure breve per, boh, rimettermi assieme, scelgo di camminare le vigne di Montalcino. A 'sti punti il wine blogger pubblica qualche foto da paesaggio meraviglioso e settembrino come solo da quelle parti pare di trovare, e risolve la questione narrativa.



Long story short, al ritorno da laggi? ho appena scaricato una cosa di Montalcino che mi piace assai. Fattoria del Pino, cos? si chiama la new entry in enoteca, ? una produzione manco a dirlo piccola e bella, in stile con la casa (la mia, di casa, intendo) perch? qui si selezionano cose di quel genere. Poi ? emergente, ? nuova, ? fuori dai giri. Lavora in naturale, niente interventismi, pura espressione del sangiovese di quel territorio. L'azienda presenta tre etichette che elenco in ordine di peso, importanza, prezzo.



Vin Val? 2016 ? un Rosso di Toscana IGT, e proviene da un vigneto di impianto recente. Ha la grazia del frutto e la veemenza del sangiovese, un piccolo passaggio in legno (solo grande, in azienda) lascia alle note ancora fresche e fruttate uno spazio maggiore, a renderlo una piccola delizia. Sta sui 15 euro.

Rosso di Montalcino 2015 esce da un'annata abbastanza benedetta. Ci sarebbe da dire, ora, su questo vino, quella formula abbastanza abusata e nemmeno simpaticissima, "? un piccolo Brunello". Ci ho pensato un po' a come evitarla questa formula, ma si vede che non ci ho pensato abbastanza. Veramente un assaggio del tipo "comprare subito". In enoteca costa un po', sui 22 euro. Li vale tutti. E per me vale pure di pi?.

Brunello di Montalcino 2014, scelto apposta dalla famigerata annata poco fortunata. La produttrice in quella vendemmia ha ridotto le rese in misura drastica, e l'effetto ? quello che mi piace tanto: ? nelle annate difficili che esce fuori la classe dell'azienda. Questo Brunello '14 ? un capolavoro. E con lui ho una panoramica di tre annate, quanto basta per cominciare a conoscersi. E fare amicizia. Costa euri 59.



E siccome ci piace tanto, Fattoria del Pino entra a far parte delle aziende che vendo anche in rappresentanza, quindi i colleghi operatori si fanno un nodo al fazzoletto - e presto qui si apre qualcosa da assaggiare, sempre per quella cosa "bello parlare di vino, ma assaggiarlo ? meglio".
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[09/08/2019, 21:14] Fury, Indignation, Outrage ? Seeking Asylum from the Blitz Against Bliss
?and the wine we?ve been opening up lately, on the island.

Three years ago, I came up with this scenario that, quite possibly, the earth passed through a field of cosmic dust of unknown elements that caused a large part of the population to have experienced a mind-altering state, and not necessarily in a good way. Not a mass hypnosis (which doesn?t exist), maybe just a slight shift in the collective consciousness? Or maybe, mass psychosis? But if that possibly happened, to those who weren?t affected by the dust storm, it seems all kind of crazy was unleashed. But this is about wine, and Italian wine, so let?s get after it.



Coco craves copper

Podere Palazzo Ramato della Fiamma is a white wine (not copper colored, by the way) from a winery in the province of Forli-Cesena, in east Emilia-Romagna. The wine, a 2017, weighed in at 14.5% alcohol. A restaurateur friend poured it last week at lunch. Seeing as it was 100 ?F here in North Texas, a cool white wine seemed like a good idea.

This is a big wine, though. A red wine in white wine clothing? A cool-weather white? A slick black cat of a wine? Not for everybody, but for those who like black cats and wines like this, it could fill that bill nicely. Coco agrees with me.

I was in an email interchange with Ian D?Agata, who told me about the grape. ?I?d say it is most likely a biotype of Trebbiano Romagnolo, which is also known as Trebbiano della Fiamma, as it can turn reddish-gold when ripe. Given where the estate is located, and that the wine says Rubicone, I think that is most likely a correct assumption; and I see on the website of the estate that they refer to a ?Trebbiano variety.??

It bears a slight resemblance to some of the other coastal whites from the Adriatic side, from Verdicchio to Trebbiano, even slightly to Pecorino. What this wine reminded me of was a blend made years ago, by Illuminati, called Ciafr?, which had a good proportion of Trebbiano in the blend.

The Ramato della Fiamma is a rich wine, with some perfume, but a bit closed in. The meat of this wine is in the body. It doesn?t come off as heavy, but very well-balanced, dry and really a surprise. It has a little less acidity than its counterpart further down south, a little fattier flavor. Even though the wine spent 24 months in new French oak (300 liters) I didn?t sense any over-oakiness. I think a grilled veal chop would be smashing. I don?t have exact pricing, but it appears the wine will retail in the US for under $30, which puts it at a premium price point. So, not a wine for everyday drinking, but a well-made, interesting wine for a Sunday lobster and crab boil.

Buttercup loves Pecorino (cheese, that is)
From a small farm in Bucchianico in Abruzzo, where a main product is saffron, Azienda Vinicola CantinArte released this 2016 Pecorino ?Colori.? Here is where a lot of folks get tripped up. A lot of names. Long names. Let?s break it down. Bucchianico is in the province of Chieti, which is in the middle of the region of Abruzzo, but nearer to the Adriatic than inland. The winery, CantinArte, makes a white wine from the Pecorino grape and gives it the name ?Colori.?

The wine is a deeper color than clear, slightly yellow. Or, as we like to say around here, Buttercup, but on the light side. Pecorino was reincarnated in Abruzzo and Marche at the end of the last century. There is a lot of seafood in these regions, so the demand for a variety of white wines is strong. As well, a robust tourism industry on the coast fuels that need. The ?Colori? Pecorino is a soft white wine, not overly acidic (which more often is the rule in that area). For that reason, it makes this wine a suitable foil for folks who like wine on the dry, but mellow side.

I?m not going to go into the aromas. Recently a perfume expert has pretty much blown up my ideas about writing about aromas and smells (which is offering me a needed moment of education). I can say this wine went really well with several different kinds of foods. Khao Soi is a curried ?soup? of chicken and egg noodles from Myanmar, Laos and Thailand and it went really well. I also had the wine with a fresh peach and raspberry cobbler (which I made) and tried, as an experiment, to see how it would match. It matched well enough for me to remember it and note it here. Total surprise. But I?d really love to see it with a big hot plate of grilled langosto as I remember fondly from San Benedetto del Tronto. This one in the US will cost about $25, but remember it?s a fairly small production from a farming family.

Luigi loves everything!
Le Pianelle Al Posto dei Fiori ? Coste della Sesia 2018 rosato ? Le Pianelle is the winery, Al Posto dei Fiori is the name of the wine, rosato is the color and Coste della Sesia is the DOC (appellation). This is a darker, or well-tanned ros?, which I am drawn to more than the lighter colored wines. A Nebbiolo ( @90% with 5% Croatina and 5% Vespolina) based wine. One of my favorite ros? wines this season, I loved everything about this wine, from the crisp, mineral-like flavor to the delicate, rose-bloom bouquet. The body held up well to summer food here in Texas- barbecue, tamales, grilled eggplant, hickory-smoked culotte steak. If there is one drawback it is that the wine will retail in the US for right under $30, which puts it in competition with the slimmer, blonder ros?s from France. Even if the marketing rules of ros? seem contrived to us true believers, this is a hand-sell to folks who have the money and the desire to drink a delicious, authentic wine, regardless of color. I unabashedly love this wine. So, apparently, does Luigi.

The final wine came from the wine closet, a 2002 Il Borro. It?s a grizzled old lion of a wine, lying there in the closet all these years waiting for its moment. Grilling Wagyu ribeye steaks was that occasion.

Il Borro is one of those places that famous people go, to be in Italy, but to be under their own cover. It?s safe, in a sense. But there are wild things, too. Just not free-ranging wild. Wagyu-wild.

The Ferragamo family fear little, if nothing. A large family, some of them looked outside the clothing business to make room for their dreams. In a little corner near Arezzo, they found such a place. A little borgo, put together like a jig saw puzzle, every piece gold-leafed into place. Young Salvatore Ferragamo has resources that many of us don?t have, but with that comes pressures, from within and from the larger world. When we trip, it?s no big deal, When he does, it?s newsworthy. So, he is a bit imprisoned by the expectation the world and his family have for him and his wines. I like Salvatore, a lot.

I kept this wine for about thirteen years. When opened, it was like a home birth. Lots of stuff rushing out of the bottle all at once, and nary a midwife in sight. It kicked, it screamed, it was a bloody mess (some of the wine actually ?jumped? out of the bottle onto a white linen table cloth). This was a wine that announced, ?I?m here, what?ve you got for me?? A big juicy, charred piece of meat, for one. And a very patient wine-closet custodian, with his newly organized and catalogued collection of ?wines to drink before we die.? It'll cost you about $90 today, if you can find it.

The wine itself was meaty, and mature. Not tired, but not youthful. Vigorous, yes, able to do 100 push-ups in one set, by all means. But no triathlon afterwards. A sit-down meal with a sharp knife and a big crystal goblet (with my inner Yakut calling the shots on the stemware).

What I loved about the wine was that the different grapes (50% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon, 10% Syrah and Petit Verdot) had fully integrated among themselves. Looking into my files, I noted that this wine, the 2002, was one of the most exciting wines I tasted at Vinitaly in 2007.

So, for this old warrior, it was a good day for the Il Borro to be born and resurrected. And there are more from the pride in the closet, waiting for their day.


And that?s all she wrote. I?ve got other things on the burner, but figured we all have enough drama in our lives these days. A celebratory post isn?t such a bad thing is it?


written and photographed (except for the old lion shot) by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[09/01/2019, 17:57]  Burning Man At 50 - Five Gen ?? Women Who Are Changing Wine and the World
Reporting from Black Rock City, August 31, 2036...


This is Leia Rippley; I am now 85. And as they say, 85 is the new 30, thanks to nano-extenders and the little solar generator that keeps my heart pumping. With global warming, there is plenty of sun, and Black Rock City, with its average temperature, this time of the year, at 125?F, my heart has another 40-50 years. That is if Terra does. Fortunately, I also had a vortex personal cooling rib-cage installed in 2025, and have only had to rebuild it three times. But, it?s all good, I?m cool.


First, I must report that we have succeeded in reducing greatly the number of men in the world. Women now outnumber men 15,000-to-1. With a world population of 15 billion, there are 1 million men left. They are used mainly for their semen. But we are showing great advances in the production of synth-sperm, and within a generation we?ll have no need for men for that purpose. Of course, they are now a vanishing species, having endangered most of the living world for the 30,000 years in which they were dominant. We women have evolved, and no longer have the emotional need for males. We supply one another with greater warmth and comforts, and surely our more intimate acts have a better balance, in which both (or more) involved in the act enjoy satisfaction over a period of time lasting longer than 5 minutes.

But enough about me. I?m at Burning Man 50, and this year we are actually going to burn a real man. Dick. He was found to be genetically deficient in empathy and way below the intelligence quotient that is needed in order to support the resources to keep him alive. Fortunately, he died in his sleep and his will stipulated that he be cremated. How retro! So, we?re going to light him up! 1 down, 999,999 to go!

I?m interviewing the new generation, Gen ??, about current wine preferences and practices. There is no longer a wine industry, the 3-tier distribution syndicate having been purged along with the 5,000,000 or so men who worked (or wrote) in the wine trade. As well, p.r. folks are long gone, having been replaced (and improved) by the recent generation of AI, known as AI-?. They know who to send notes to, they no longer ?curate? anything and have eliminated wine reviews, wine scores, bloggers and anyone who ever wrote about wine using the words ?blown away? or ?p?t-nat.? Unfortunately, a few women were accidentally eradicated in the extirpation, but the scrubs were able to gather enough zDNA and they will be reconstituted in the future.

At Black Rock, Burning Man has taken on a new dimension in its maturity. No longer are there outdoor seminars with people droning on endlessly about rock music, conceptual art or the glories of grenache. How boring! Instagram is long gone, cell phones are long obsolete, having been replaced with comm-imbeds. It is now impossible to take a ?selfie.? Well, there is one way around and that is to stare in a mirror and blink one?s eyes in proper sequence to ?record? an image. Oh, yes, cameras are long gone too. It?s a great time to be alive. And thank Bacco, the body still craves alcohol.

Five women who are changing wine and the world:

?I?m the winemaker in the Femaly. This year, after The Burn, me and my team are heading to Sardinia to work with robot jellyfish where we will make a retro version of late-harvest Ansonica by taking the harvested grapes down underwater 20 feet and letting them dehydrate. It will be great fun to take grapes underwater to dry them out, yes? Well, after last year, when we made Petit-Syrah ?booch, which reminded one of the elders of something they used to call ros?, we had to ?notch it up. It was very fragrant, and at 15% very low in alcohol. My team makes all the wine for our FEM-clutch, which is 35 strong. We are all here at camp, providing liquid refreshment and mind-healing. I like wine, but I don?t love wine. Consumerism (and the last gap of Boomer-Gen) in the early 21st century all but destroyed the world. We like a light touch with the world, and with our wine. We constantly come in for our red wines at under 18%, and source mainly from the Okanagan and the Tongass AVA?s. We get a lot of low yield (7-10 tons per acre) grapes that consistently come in at low brix of 45-50. Of course, it?s a little trick with the late harvest grapes in early August, if we have a stuck fermentation, some of us cannot come to Black Rock. But in a year or so, we?ll leave a couple of the Male-bots to ?man? the AI community and make sure their batteries don?t get too low. Then we can all come to Burning Man, which is our big yearly holiday. And also, when we show the new releases of vin-?booch.? ? Oktavia Legwynn


?I?m a performer and my energy is attuned to the Jovian lunar microwave transmissions. For that reason, I?m a proponent of the Fierce Jovian Primal-Flo. I don?t know if one would call it wine as older Genz might know it, historically, but it?s a natural extension of the flo-mentation process, via microwave transmission through space. We?ve come up with some great vintages, and we are really excited about piercing the space-time continuum to gather similar transmissions from other galaxies millions of light years away. Imagine having a ?wine? that was made 35 million years ago?? ? Enola Euporie


?Now that Black Rock City is one of the coolest places on earth, we conkokted a vineyard, out from the Playa, near the hills below Granite Peak. An old Gen-X-er, who made a wallop of money on cryptocurrency in 2019 gave us access to the land, and we quantum-grafted rare and ancient Cabernet Sauvignon grapes onto the local bramble bushes. It?s been an interesting union between the native and the endangered. We opted for a protracted abridgement for the fermentation stage, so we could have the wine ready for Burning Man. In the lab back in Alameda, we congenitally interweaved in the requisite oak aging gene, which gave us a wine that had sexual fluidity - young but ready, mature but without the need for time. As most of us already know, here on Terra, time isn?t something we have a lot of faith in having. The future is dead, but that doesn?t mean we have to drink that crappy chenin plonk the masses mix with their aloe-gels. Man, those people don?t know how to drink. Cabernet, the endangered wine, is my favorite drink as we watch the asteroids hit the playa.? -Kalima ?ndringer


?When we went to France, we had no idea that we would be making wine with cannabis. After all, that phase passed pretty fast in the 2020-2024 period of dRrevolution. People were more interested in getting a home than getting high. They wanted stability. They eventually shuttled most of the politicians to Mars. And brought back the farmers. Yes, we all suffered during those years and marijuana went the way of tattoos and twitter, into the dustbin of history.

?But one in our klatsch remembered something his mother had told him, that it was good for the pains of childbirth. So, we decided to try an experi-ferment. We were in the Montrachet vineyards when an ancient woman came from her cave and offered us food and drink. Mixing a little of the goo we had from our klatsch-mate into the white wine, it was an X-ALT-ation. And that was how Chanvr?-Montrachet came into being. It is being served at the Flying French Nun?s Enkampm?nt, have you tried it yet?? - Lyra-Mae Temp?te


?I was born with male genitalia, but my zDNA revealed I was meant to be a woman. My mothers were very understanding, and I?m glad they didn?t kill me before the 3-week trial period passed. Eventually, through Femtotechnology, the useless appendage decorticated.

?What my two mothers didn?t tell me, until I was old enough, was that their families were large landowners (and winemakers) in California, near Modesto Beach. From what I can tell, by culling through quantum-fiche files, my family made most of the wine for the then-United States. They also made a lot of money and eventually moved to Mars, where they started the largest distillation factory off-world. The winery was since converted to a desalinization plant, and the family quintupled their fortune, now worth over ?8 quadrillion TaoTao (1/5 of all the human wealth on earth).

?I have this project with my six life-partners that we call ?Seveneves? (all of us have different zDNA profiles, reflecting the widest degree of cultural diversity that is possible on Terra). When people wanted to get wine 25 years ago, they went to a store to buy it. The store got it from a larger warehouse, who got it from a large wine company. It made the product ridiculously expensive, and it made people like my family enormously wealthy. Me and my mates now aim to make sure everyone, from Luna base to Mars to Eos, can have wine with a wide range of cultural zDNAversity, and for a fair price. Tonight, we are sponsoring the Big Burn (Sayonara, Dick!), and everyone goes away from the Playa, when Burning Man is finished, with a 7-pack of the iconic and rare Seveneves Black Rock Barefoot. It?s our little way of giving back.? - Archer Gallo




From Black Rock and Alph-Om epicenter -Good Night and a Good Burn to all! - Leia Rippley





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[08/25/2019, 23:19] Regarding Wine, Writing and ?Influencers?
With time comes reflection. What makes a life? What are the influences, positive and negative? What shapes one?s thoughts, preferences, aspirations? What gives one greater fear, or the occasional gloomy feeling? What offers greater clarity and purpose? How does this little microcosm relate to the larger, more immediate world of the everyday? What is it about wine and writing about wine that fills one?s butterfly net?

The bubble of the wine world and the words that swirl about in that rarified atmosphere are but a metaphor for life?s greater meaning. This is my view. It, and the role of the influencer, are the basis of this personal essay.

It began as a casual conversation with a fellow wine writer. Among the thoughts exchanged were a remonstration that we both found many of the wine writers we've followed over the years, of late, made us feel worse at the end of their articles and posts. ?Why do wine writers, acknowledged influencers, make me feel crummy when I read them?? I have often been left with a depleted feeling, as if the writer was talking above me, to a more enlightened, more illuminated crowd. What an awful feeling, for a wine writer to make a wine lover feel bad about wine. But it is happening more and more on a regular basis. That is, if one continues to read those writers. It?s a bit like being in a traffic jam on a highway and creeping along slowly, only to find a wrecked car on the side of the road. Looking closer, as most of us do, thanking our lucky stars that we weren?t the unfortunate ones in the car. But with a closer look you see that indeed, you are the one slumped over in the driver?s seat, airbags deployed, with a bloody head and a set of crushed ribs. Yes, that?s the feeling 95% of wine writing, lately, conveys to me.

Of course, one can choose to not read wine writing anymore. Wine blogs are not le dernier mot they once were thought to be. My fellow wine writer friend says sticky eyes have turned to aggregator websites.

With shortened attention spans, too much information, not enough time and other subjects vying for attention in our screenshot world, from where, and from whom, does one draw their influence?

As already mentioned, influence can be both positive and negative. I?m forgoing the negative ones, although they can inspire one to often go in the opposite direction. I think that has been part of the problem with natural wine writing. Growing up in Southern California, I witnessed (and experienced) the harmful effects of those who were the ?in crowd.? If you weren?t just like them, they?d torch you, emotionally, day after day. And with natural wine, like wine in general, there are good and not-so-good examples. Honest and reliable natural wine journalists will be up-front with you. Ones in it to be part of the ?cool kid?s club,? drink the Kool-Aid, will serve it up to you, and expect you to go along. When it comes to something you don?t know much about but want to know more, and to learn from an expert, find someone who has a wide range of experience in wine, so they can give you a context.

One wine writer who I look to for direction regarding natural wine is Eric Asimov. I don?t consider him a natural wine apostle, but one of many in the wine world who enjoy beverages (and life in general) with a little less intervention. In other words, he has gained my trust when it comes to wine, period.

Eric loves wine. And when he writes, it feels like a conversation. I know what he likes, and some of what he doesn?t like. And often enough, our tastes line up. So, if he touts a particular wine that?s not necessarily in my wheelhouse, I pay attention. Whether it is sherry or xinomavro, I learn something. I?m influenced. And even though Eric isn?t a designated natural wine writer, he understands the category well enough and can provide a frame of reference within the greater world of wine.

Ian D?Agata has had as big of an influence on my Italian wine life as, say, Burton Anderson did to me, un cera volta. Burton lit the match. Ian keeps throwing logs on the fire. And Italian wine is a very large (and unruly) bonfire. His information is encyclopedic, he has one of those minds that just knows a lot of things. And he?s opened me up to a more diverse gathering of Italian wines made from grapes we never talked about 30 years ago. But they were there, just waiting for someone to love. And someone to tell us about them. Yeah, Ian, he?s the one. The Italian grapes "love cat."

Antonio Galloni understands wine in such a way that I get wobbly-kneed when I read his stuff. I?m not discouraged by what he writes, even though I have to constantly stretch and reach up. But he does not condescend, which I find all too much in English language wine writing. Antonio is a great teacher, a leader, and definitely a major influencer for me.

Neal Martin - Wow, I just love what he writes about. And here?s the deal. When he writes about wines that I will never, ever taste again, in this life on earth, he doesn?t make me feel bad about it. Because he tells a story, and tells the history and weaves a normal guy (like himself) into the story, so that we can almost be there. But even if we aren?t (or will never be) it?s still a great story. And if by chance one day we get to taste the wines that Neal does, I?ll be more prepared because of his writing about them.

Now, that said, I?m perfectly happy to drink Vino Nobile or Langhe Nebbiolo, Verdicchio or Greco di Tufo, for the rest of my life and never, ever, sip another sip of Sassicaia, Biondi-Santi, Leroy or Domaine d?Auvenay. But I won?t turn them down (I didn?t when they were offered to me).

Michael Broadbent ? I wore out two copies of ?The New Great Vintage Wine Book,? when I was working with wines from that milieu in my daily work. And when I was lucky enough to taste with him (once) it was a master class. Not those master classes touted in trade tastings and large group wine trade gatherings. A mano-a-mano master class. And one which I never forgot. It was so seamless, so humble, almost apologetic. And it stuck.

A professor in university class once advised me to seek out eminent people in my field. ?If they are truly great people, they will make time for you. And if they aren?t, you don?t need them. They?re phonies.? I took his advice and he was spot-on. Michael Broadbent has been one of those great influences, for which I?m indebted.

Walter Speller ? Reading his writing is like looking at a very calm sea after a huge storm. You know there is a lot going on there, for when the storm was raging, our boat almost sank and we were almost lost at sea. But who would know it now?

Walter is a deep current. He has learned to convey peace and calmness, but he knows things. Life isn?t neat. And his writing ferries one across depths. When I read about a wine that I think I know very well, when Walter writes about it, it?s like I?d never tasted the wine before. And he makes me want to open a bottle right away, to see what he sees, feel what he feels. He?s a fabulous influence on me in my wine life.

Darrell Corti ? I cannot really say much about Darrell that hasn?t already been said by people greater and wiser than me. His life, thankfully, has been celebrated by many in the wine trade. He has brought a lot of joy to people in this world. He is an extremely complicated and intelligent man. I?m a zygote next to his towering being and accomplishments. But I have never been made to feel less of a person in his presence. He is the teacher and I am the student. I only wish I had more time, more open synapses and well, more time. Darrell?s Xanadu was built for the ages. It is the stuff of greatness. I?m so grateful to have lived in the same period as him and been exposed to his intelligence and, more so, his humanity.

Gerald Asher ? For years, whenever I read a column in Gourmet, it was as if I was reading about life on another planet. I was the alien, I was the stranger in a strange land, and Gerald was telling me about wine on earth, here and now. History, romance, emotion! Strong, visceral writing that rejuvenates my interest and love for wine and the culture which surrounds it. For as long as I could remember, I imagined Gerald Asher as having the best wine in the wine business. I still believe that. He is a great influence on me, not for any particular wine but for stirring up my emotions, and to be open to love the wine sitting right there in front of me.

Pick your influencers with care. Make them count. Forget about how many ?followers? or ?likes? they have. Use your power of discernment, for those whom you follow will lead, for better or worse. You decide, not Instagram or Twitter. Not the influencer. It?s up to you.And up is where we want to be.


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Much thanks to Terroirist, Wine Industry Insight and Wine Business.com for recommending this article to their readers.
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[08/18/2019, 14:19] Knowing Your Place
from the archives...The social hierarchy of vines

Among the many hundreds of Italian vines there is a pecking order. Some are more important than others. Often, the ones in power don?t shy away from letting the subjacent ones know who is on top.

In Italy, Nebbiolo and Sangiovese are the Chairman and the CEO. But not just any Nebbiolo or Sangiovese. The Nebbiolo must come from the Langhe, preferably Barolo or Barbaresco. And Sangiovese, while prolific, must be from the right neighborhood, Montalcino. Everywhere else is the other side of the tracks.

If you are Montepulciano or Nero d?Avola, what are the chances you?ll make it to the ruling class? You might have breeding and pedigree, but location is paramount. You have to come from the right place. And knowing one?s place in Italy?s viticultural society is vital to one?s status.



Let?s look at the ladder of dominance, from the perspective of a common grape, Trebbiano. Known for its ubiquity over its rarity, this grape was written off years ago for being light and thin and acidic, possessing little character. Yes, there are a few producers in Abruzzo who have been able to coerce nobility out of their plantings, like Pepe and Valentini. They?ll make it to Baron or Count, but never to King or Queen.

?It?s the way of the world,? a cellar master in Abruzzo once told me. ?You are born where you are born and you live the life you were meant to live. Kings and millionaires don?t always have the greatest life.? The cellar master was a humble man, a peasant, who rose up in his village to commandeer the cellar of a small estate. But he never forgot who was in charge of the land. ?We don?t own these vines, those belong to the wealthy land owners,? he once remarked as we were walking the vineyards. ?They are down at the beach, eating fresh seafood and playing bocce ball in their swim shorts. They take long naps; they put on three or four kilos in the month of August. And when they come back for harvest they are sluggish from their leisure. Just like their crus, the important wines we make for them in their small French barrels.? It took me years to understand what he was driving at. Now it is very clear.

Even if you have the blood of royalty in your grape line, like Sangiovese or Nebbiolo, this isn?t an automatic shoo in to the board of directors. That is the realm of executive platinum class, the Barolos, the Brunellos. And all the rest fall in place after, like a seating or an org-chart.

What about a wine like Vino Nobile (di Montepulciano)? Isn?t it almost as great as a Brunello? To some yes, but to those who set (the rules of) the table, they don?t get a place at it.


So even if you come to the areas regarded as the highest level of status in regards to producing wines from grapes, one still might not have access to the executive dining room. Piero Antinori said in an interview with Charlie Arturaola at Vinitaly, ?My family in the 14th century started to produce wine.? In 26 generations one can get a leg up on the latecomers, not only in their embrace of the land and the vines, but also in the upper stratum of the society. A cowherd from Ragusa has many generations of uphill struggle to arrive at a point even remotely near a family with that track record.

And so it goes with the hundreds of lesser players, from Barbera to Canaiolo, Vermentino to Grillo and Cococciola to Nero d?Avola.


My last trip to Sicily was a revelation in the class structure of grapes, wine and men. Even in the contradas around Etna there was a pecking order that I didn't know existed. A winegrower I was with, as we passed a winery would say, ?He?s from Tuscany, he?s not from here.? If a winemaker was from 90 minutes away in Central Sicily, he was also considered an ?outsider.? If the class structure has drilled down to the contrada level, one can only imagine the dramas being played out in Barolo and Montalcino.

Back in Abruzzo, with the cellar master, after we had picked and eaten some fresh figs on the property, he remarked to me, ?They think they?re going to live forever. If they own 200 hectares in Abruzzo or the top vineyard in Piedmont, they all will have the same fate as you and me. This they cannot buy their way out of.?


As he led me to a table outside, near his beloved vines, the breeze from the sea cooled as it rolled up the hill. His wife had set a table with fresh vegetables, and a bottle of fresh white, a Trebbiano from Abruzzo, was opened.

?What they have obtained in this world is great, but what they can never buy is health, humility, simplicity, happiness. Yes, their beds are softer and their pillows have more feathers in them, but that won?t assure them of restful dreams, or that they will even wake up in the morning.?

What I have learned over the years from the cellar master, my guru from Abruzzo, is to know your place, in the vineyard, at the table and in the universe.


My old pal the cellar master, he knows his place. And I will gladly sit at his table and take my place. Anytime.



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[08/11/2019, 20:27] The Emotional Roller-Coaster Life of a Wine
...from the archives

I?ve been sitting in his wine closet for close to 20 years now. In the dark. Freezing. Once in a while he comes in, turns the light on and picks another one. The other, always the other. What must I do to get out of here?

I have spent the best years of my life in this small, dark room, with the others. Sometimes for weeks, he doesn?t come in; we don?t know if he has abandoned us totally. And then all of a sudden, he opens the door, turns on the light and squeezes in a few more of the others. This is sheer torment. When will I get out of here?


For a wine they say I am middle-aged. My youthful hue is gone, and I must come to grips with the fact that I?ll never be any younger. When I was younger I was so full of alcohol and hope. Now my tannins are drying out, my fruit is getting vapid and my color is dropping. Am I really better off now than I was 20 years ago? I sometimes think it would have been better to have gone out early, like so many of the ones in this room who came from California. But here I am, an Italian from a famous region, a great grape and from a wonderful home, the estate I was born on. But I wonder, when will he take me? Have I peaked? How much longer do I have to live?


When I left where I was born, when I was a mere baby, and made the trip over the water on the big ship, I came straight to this place. Within weeks, I found myself in his care. He put me on my side, kept me in the dark, did all the right things, according to the book. But all these years I have had to sit here in the dark and think about what my life is all about, sometimes I get on this emotional rollercoaster. It is then that I can feel the tannins rise and shuffle and my head feels dizzy. And then the fruit swirls around them and tries to calm them down. Then the oak influence rises up and it seems like I am in the middle of an enological cyclone, it is so confusing, and I am so far from where I was born. It causes me to have anxiety and apprehension.

Am I having an existential crisis? Why won?t he invite over some friends and open me up and get it over with? When will I be ready? When will I be released? What on earth is happening to me?



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[05/21/2019, 14:08] Mare&Mosto, ma anche diavolo&acqua santa
Si va a Sestri Levante, a girare per i tavoli di Mare&Mosto, per quella cosa che chiamiamo location, che pure in due giornate grigie e di pioggia merita abbondantemente il viaggetto. La Baia del Silenzio, la spiaggia, le barche a riva, con l'effetto mare d'inverno di questo memorabile (in quanto invernale) maggio 2019 sono tutti elementi di grande bellezza che hey, quasi ti potrebbero distrarre dagli assaggi. Fortuna che piove quindi si sta dentro al Convento dell'Annunziata, belli concentrati.

Siccome serve sempre un filo rosso che connetta la rassegna e le dia un'identit?, qui si assaggia solo Liguria. E accade un fatto insolito, vista lo schieramento tra filosofie produttive che ormai s'? determinato: da una parte le fiere di vini naturali, dall'altra tutto quanto il resto - qualunque cosa sia, e pure la prima categoria non ? facilissima da definire. Qui invece li troviamo tutti e due, i produttori: i naturali un po' radical e i convenzionali che boh, ti dicono: eh, s?, ci sono anche io.

Il diavolo e l'acqua santa assieme. E siccome a me le categorie, soprattutto quando sono schieramenti, finiscono per sembrare respingenti, mi piace saltare, qui a Mare&Mosto, di palo in frasca. Quindi assaggio serenamente Possa e Bosoni, che, vi assicuro, sono un po' come il giorno e la notte. Quale ti piace? Quale ti dispiace? Per me funziona (alle solite) nello stesso modo: dipende da che c'? nel bicchiere. Per esempio: Possa ha schierato, di nuovo, uno Sciacchetr? encomiabile. Bosoni aveva il Vermentino Etichetta Nera che (giuro) profumava di pesto. Ma mica solo basilico, eh. C'era tutta la ricetta, i pinoli il pecorino l'olio di oliva. Insomma una cosa mai vista e un bel po' spiazzante. Mi ? piaciuto? Beh, s?.

In generale di questa rassegna potrei segnalare le produzioni che vendo, come fossi un auto-influencer. Quindi meraviglioso il Cinqueterre 2018 Perci? di Cheo. Altrettando il Rossese 2018 di Terre Bianche. Ma siccome non ce la faccio, devo dire strabene di quelli che non vendo e che berrei e riberrei un giorno s? e uno no. I Rossese (tutti) di Giovanna Maccario. Quello di Ka' Mancin?. Tra l'altro ? stata una rassegna interessante per i rossi, che insomma identifichiamo un po' meno con la liguritudine, e invece sui miei appunti ci sono punteggi altissimi per Pulin 17 di Bruna (granaccia e un po' di syrah e barbera), Shalok 16 di Poggio Gorleri (granaccia). Sui bianchi per me trionfano sempre, alle solite, Maria Donata Bianchi (vermentino) e Laura Aschero (pigato). Sul fronte che definiamo naturale, ma sappiamo che la definizione sfugge tra le dita come la sabbia fine della Baia del Silenzio, per me c'e' Daniele Parma e Casa del Diavolo - con tutta la produzione.

Il fatto ? che non so risolvermi nella scelta tra i due stili. Non ne ho proprio alcuna voglia.
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[03/16/2019, 09:48] Genova Wine Festival visto da qui
Di l?, cio? su Intravino, ho dedicato al Genova Wine Festival tre post. Pure troppi, verrebbe da dire - ma comunque eccoli:

Qui racconto la genesi di tutto quanto: ? stata una vicenda a lungo pensata, e desiderata.
Qui promettevo cosa avremmo fatto, in sostanza - e abbiamo mantenuto le promesse, si pu? dire.
Qui spiego com'? andata alla fine: in modo parecchio soddisfacente.

E allora, c'? bisogno di un altro post che parli di Genova Wine Festival? S? e no: non esiste una cosa come bisogno di un altro post, a meno che questo non sia un blog personale nel quale chi scrive riversa il suo flusso di coscienza. Indovina un po', Diario enotecario ? anche quella roba l?.

Cos? mentre Intravino alla fine ? la blogzine istituzionale nella quale in un certo senso era necessario parlare di GWF, qui non c'? nessuna necessit?, nessuna istituzionalit?. Quindi uno pu? lasciarsi andare a considerazioni traverse, che magari non infilerebbe in un comunicato stampa o in un ambito istituzionale dove i discorsi si impostano.

Gi?, cosa ci ? successo nel frattempo? Siamo diventati pi? adulti? Mettere mano a GWF ? stato anche quello, fare una cosa da adulti. Ora che ? passato, per?, a me lascia quella sensazione un po' straniante, come dopo un esame scolastico. Ora che ho passato questo test, penso al prossimo. E s?, appunto, ? straniante. Poi mi pare di averne parlato in tutti i modi, ma i modi erano quelli istituzionali. Che ci ? successo, che mi ? successo? Eravamo quelli cazzari, e adesso ci escono di bocca cose come signore e signori, benvenuti nella splendida cornice.

Per questo uno tiene un blog personale, per dire: caro Diario, GWF ? stato anche altro, per me.

Per esempio, ricordo domenica sera quando tutto era finito, e le ultime cose erano state smontate. Quella sera, quando era molto tardi ed ero in uno dei miei soliti posti a bere, mi prende una grande, profonda, improvvisa tristezza. Al punto che ero arrabbiato con me stesso, e mi dicevo: ma che diavolo ti prende? E niente, era pi? forte di me, era arrivata una botta improvvisa, come se i nervi avessero ceduto - e immagino sia stato qualcosa del genere. Mesi e mesi a pensare a un progetto, e ora era tutto passato.

Il fatto ? che davvero, tutto quanto, ? cominciato molto tempo fa. Ero a Vinitaly 2018 e gi? ne parlavo, con alcuni produttori. Le aziende che hanno partecipato a GWF sono state scelte, tutte, una per una, contattandole personalmente. Ad ogni produttore abbiamo spiegato il nostro progetto, ma parlavamo di qualcosa che esisteva solo nella nostra mente, fino ad allora. Li abbiamo dovuti convincere, a volte, e a volte come ? normale non ci siamo riusciti: qualcuno non poteva partecipare, qualcuno aveva terminato il vino disponibile, qualcuno, legittimamente, potr? aver pensato: ma chi sono, questi qua? Sia come sia, ? stato un lavoro lungo, passato per infiniti contatti telefonici e di persona. Alla fine lo scopo era mettere assieme una specie di dream team di produttori che ci piacevano. Adesso che vedo la bolletta telefonica, vedo anche quanto a lungo sono stato al telefono. Insomma, ci abbiamo infilato una quantit? di energia pazzesca, in questo progetto. Mi piacerebbe adesso ringraziare, uno per uno, tutti i produttori che ci hanno creduto, e ci hanno detto di s?.

Per me poi questo lungo lavoro ? stato un fatto nuovo: lavorare con un gruppo di persone abbastanza numeroso, una squadra, e mi riferisco ai ragazzi di Papille Clandestine che hanno reso possibile concretamente tutto quanto. Io che sono un solitario, una ditta individuale e anche abbastanza individualista, ho cercato di lavorare in squadra, ho cercato di capire come ci si muove in una realt? complessa come quella - e mentre per qualcuno il lavoro di squadra ? pane quotidiano, per me era una novit? ed anche una sfida. Spero di aver fatto quel che ci si aspettava da me, ma adesso che sono nella fase dei ringraziamenti, dico grazie ai papilli che mi hanno voluto, assieme a Pietro, nel gruppo operativo di organizzatori, visto che GWF ? stato appunto una joint venture tra loro e il settore genovese di Intravino.

E siccome la rete non dimentica, e alla fine questo ? un quartierino ristretto, in questo post del 2010 (duemiladieci, ehm) scoprivo pi? o meno l'esistenza dei papilli. Ragazzi, ne ? passato di tempo, eh?

Adesso per? per non esagerare coi sentimentalismi, facciamo i buoni propositi. Si avvicina il prossimo Vinitaly, e gi? so che contatter? alcune aziende che sono nella nostra wish list, per il prossimo Genova Wine Festival. Perch? s?, pensiamo gi? all'edizione 2020.
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[01/22/2019, 08:48] Nuovi orari in enoteca (ed altri cambiamenti)
Caro diario, le cose cambiano. Potrei scriverlo sulle reti sociali, potrei scriverlo su Linkedin dato che parlo di cambiamenti lavorativi - e lo far?. Ma adesso lo scrivo qui: cambiano alcune cose intorno al mio lavoro.

Sto cominciando una nuova attivit?. Faccio il rappresentante, il venditore - di vini, ovviamente, resto con la bevanda odorosa. Sto esaminando proposte, qualcuna l'ho gi? accettata, solo non avevo ancora detto ufficialmente che all change.

E siccome il cambiamento riguarda anche l'enoteca, l'enoteca rimane, ma ad un regime di apertura ridotto. Cambia l'orario, rester? aperta solo nel pomeriggio, dalle 16 alle 19,30.

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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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[10/25/2018, 09:33] Smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer
Leggo solo oggi questo vecchio pezzo di The Guardian, che parla di vini naturali - quasi fosse un wine blog, per attirare click. No vabbe' dai, sto scherzando, si capiva, s?? Guardian scrive di vini naturali a modo suo, e cio? in modo assai rilevante e quindi questa lunga, lunga lettura la mettiamo da parte, perch? ? un ritratto molto esauriente. Prendetevi il tempo per leggere tutto, se ancora vi mancava.

Guardian riesce anche a dire alla veloce cosa sia un vino naturale, e per questo l'ho adoperato per titolare il mio post: "they tend to be smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer to the actual taste of grape than traditional wines". Notevole anche l'immagine, che riciclo - una cosa a met? tra lo steampunk e il disaster movie.
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