TagCloud:


Link to us:



  Blogs & Sites:



 






Mondo Di Vino
Mondo Di Vino





[08/22/2007, 23:51] Bello !
atilio avena

Ho da poco fato le ultime analisi. La media dei Montepulciano che ho esaminato si attesta sui 17 Babo, certo ancora poco, ma testimoniano un anticipo, rispetto allo scorso anno, di circa 10-15 giorni. Sono convinto però che questo anticipo alla fine andrà a ridursi, concretizzandosi ad una settimana per le uve migliori. Mentre valutavo le uve di quest'annata, ho travasato dai tonneaux il Montepulciano Nuvole e Pane 2006, un pò ridotto ma ... bello ! Lo vedete qui nel bicchiere e sullo sfondo le vigne, le madri di tutti i sogni di un viticoltore !...
TrackBack
[06/11/2008, 12:31] Ministro Zaia, niente pasticci e niente trucchi!

atilio avenaE intanto, mentre il tempo stringe e occorre muoversi in fretta, prima che qualcuno si metta in tasca il Brunello, a Montalcino il sempre più discusso Consorzio perde pezzi significativi.
Dopo le dimissioni del presidente, il conte Francesco Marone Cinzano (con il quale ho avuto stamani un franco e sereno colloquio telefonico), sono arrivate le dimissioni di un altro grosso calibro, il presidente del Collegio Sindacale (quello che ha il delicato compito di esaminare i bilanci?), Stefano Cinelli Colombini (nella foto).
Le motivazioni delle dimissioni sono contenute in una lettera, vibrante e circostanziata, che sarebbe molto interessante poter leggere?
Le mie informazioni dicono che anche altri Consiglieri, componenti del tanto discusso e ormai delegittimato, Consiglio di Amministrazione del Consorzio dovrebbero dimettersi. Se così è che questi signori si diano una mossa e lo facciano al più presto oggi stesso, rendendo di fatto impossibile la riunione del Consiglio prevista per domani e l?elezione di un nuovo presidente.
Non c?è tempo da perdere, forza ilcinesi cari, datevi una mossa perbacco!, per amore del Brunello e a tutela dei vostri interessi e non solo di qualcuno?
Una cosa è certa: non va toccato minimamente, checché ne dicano quelli che agitano altrimenti, strumentalmente, lo spettro dei licenziamenti, della cassa integrazione, della miseria in cui cadrebbe l?economia di Montalcino, - ?se centinaia o migliaia di lavoratori (non una o due aziende) dovessero pagare il prezzo di tutto questo qui torneremmo all?emigrazione in massa degli anni ?60? se non si dovessero cambiare, il disciplinare di produzione ed il legame inscindibile, simbiotico, Brunello di Montalcino ? Sangiovese 100%.
Vogliono un altro vino i fautori del cambio di disciplinare? Bene, si accomodino nella Doc Sant?Antimo oppure creino una nuova denominazione chiamandolo International Brunellino.
Questo anche ad uso e consumo del ministro delle Politiche Agricole che, come riporta oggi la Nazione nelle pagine di Siena, ieri, da Mosca dove si trovava, avrebbe dichiarato: ?Noi siamo pronti alla mediazione. Se serve un disciplinare nuovo, i produttori lo preparino in tempi brevi e, come ministero, siamo pronti a confrontarci in tempi altrettanto brevi“.
E poi ancora: “Il problema - ha aggiunto - va risolto anche per la nostra credibilità internazionale. Non si tratta di una questione di sicurezza alimentare. Il fatto è che da noi, magari, il grande pubblico non sa neppure che il Brunello è fatto con il Sangiovese, ma sui mercati noi siamo produttori leader e ci viene perdonato molto meno che ad altri. Questo per noi deve restare un caso isolato - ha detto ancora il ministro -. E? come trovarci di fronte ad un malato eccellente: dobbiamo curarlo subito e bene per evitare di dover intervenire in modo drastico, poi, in sala operatoria“.
atilio avenaBene Signor Ministro Zaia, se questa è la sua posizione, magari dopo le pressioni politiche che avrà ricevuto (ripeto G.W. Bush jr. é in arrivo a Roma e sicuramente si farà portavoce con Berlusconi delle istanze di qualche potente company con interessi a Montalcino) se questa è la sua idea di difesa del Brunello di Montalcino, bene, questo blog e altri giornalisti liberi e indipendenti, non servi di nessun interesse economico né collaterali o funzionali a questo o ad altro governo, non esiteranno a criticarla ferocemente, a sostenere che il ministro leghista è uguale a tutti gli altri ministri, democristiani, amici di Prodi, alleanzanazionalini, ecc, che l?hanno preceduto.
Questo ministro e devono contribuire in prima persona a renderlo consapevole di questo i produttori per bene di Montalcino, deve mettersi bene in testa: che non c?è una maggioranza che vuole ?un disciplinare nuovo?.
Che c?è invece un nucleo compatto e incazzato a questo punto, stufo di essere preso per il corbelli, e finalmente coeso e combattivo che è pronto ad uscire dal Consorzio se si faranno i pasticci, se si cambieranno, in corso d?opera, a partita in corso, le regole. Io sono pronto a coinvolgere in questa battaglia, che è la madre di tutte le battaglie, amici e colleghi, opinion leader internazionali, importatori, enotecari, buyer, wine merchants.
Giù le mani dal Brunello, il disciplinare non si tocca, checché ne dicano vecchi stregoni e furbetti vari!
Il Brunello di Montalcino ed il Sangiovese 100% sono sinonimo, chi deciderà altre cose, si prenderà la responsabilità e verrà additato come colpevole, di aver decretato la fine di un mito di un grande vino. E allora sì, la crisi di un comparto economico che sul Brunello di Montalcino vive.
p.s.
Lunedì 16 giugno il ministro Zaia sarà a Verona ad inagurare il 31° Congresso Mondiale della Vigna e del Vino e la sesta Assemblea Generale dell?O.I.V.
Cari produttori di Montalcino che avete a cuore la sorte e l?interesse del vostro vino, cosa ne direste di marciare su Verona e andare a fare sentire direttamente al ministro la vostra voce?
Lui, sul sito del Ministero ?
ribadisce che per essere ricevuti dal Ministro non è necessario protestare perché il Ministro è a disposizione di tutti, come in molti hanno già avuto modo di sperimentare?. Quale migliore occasione per farsi ascoltare da lui?

TrackBack
[05/06/2007, 15:52] Vino dei blogger #6. Riepilogo dei partecipanti.
Prendo il testimone dell'iniziativa da Aristide facendo un breve compendio dell'iniziativa dedicata ai rosati.

I blogger che hanno partecipato all'ultima edizione del "Vino dei Blogger#6" con un post dedicato sono i seguenti:

Complimenti a tutti questi bravissimi appassionati dell'arte enologica. Appuntamento alla prossima tornata del vino dei blogger..la numero 7.

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.
TrackBack
[06/18/2008, 13:21] Si va dallo Zazzeri
 Ovvero i più buoni spaghetti con le vongole Andare a Marina di Bibbona, per chi ama il mare, non è una di quelle esperienze che non si dimenticano. Si intravede com'era bello un tempo il litorale toscano e si vedono...
TrackBack
[03/31/2008, 13:18] Vinitaly a tutto blog
TrackBack
[01/01/1970, 01:00] I Vini della Sibilla
Siamo nell'immediata periferia nord di Napoli. Una periferia ancora "felice" quando godiamo dello splendido scenario dei Campi Flegrei sospeso tra le vigne e il mare. Una piccola doc dalla lunga storia e peculiari caratteristiche pedoclimatiche. Il suolo sabbioso, di orgine vulcanica...
TrackBack
[04/18/2008, 16:19] Vinexpo apre un blog

atilio avena

La mania del blog sta contagiando anche anche il nostro settore del vino, persino Vinexpo, la fiera del vino internazionale che si tiene a Bordeaux, che ha da poco aperto il Vinexpo Blog. Perchè dico mania? Perchè c’è modo e modo di aprire un blog. Vediamo cosa dice la stessa fiera:

Vinexpo is the internazional wine and spirits exhibition, which is also the venue for people to meet and exchange ideas. It constitutes a focus point where all knowledge and expertise in the sector converges. We seek to use this international recognition that has been built up over the years here for your benefit. We have created the Vinexpo blog to share information on this constantly evolving world with you.

Le premesse sembrano buone, ma: è davvero un blog quello di Vinexpo? Per avere un’idea di blog vi rimando qui. Se si va alla homepage del sito istituzionale della fiera noterete il grande spazio destinato al blog.

atilio avena

Tuttavia, come sottotitolo riporta: news about wines & spirit business. Non a caso il blog è il luogo in cui vengono pubblicate notizie categorizzate in cinque aree:
- market developments
- business news
- new products and market trends
- responsible drinking issues
- news about the exhibition, naturalmente

L’aggiornamento sembra essere costante, lo sto monitorando da diverse settimane e negli ultimi giorni sembra stia aumentando il numero di notizie pubblicate. Ci si può abbonare via RSS o via Newsletter, il che è positivo. Inoltre, è disponibile sia in lingua francese che in lingua inglese.

Ma, a mio avviso, ci sono dei punti per i quali il blog non potrebbe essere chiamato con questo nome: manca la possibilità di lasciare commenti e, soprattutto, non crea nessuna discussione ne condivisione di idee nonostante il suo intento. Infatti, i post non sono altro che agenzie prese da altri o di Vinexpo, agenzie pubblicate senza alcuna interperetazione nè possibilità di conversazione.

The blog today resembles a logbook chronicling events and is already a useful monitoring tool for market trends and industry news, but this is only a first step towards what Vinexpo intends it to become ? a fully fledged industry forum.

Vedremo se per il momento si tratta di una fase beta di test, aspettiamo i prossimi mesi per vedere gli sviluppi futuri. Ciò che è significativo è come ormai il termine blog abbia fatto breccia ovunque.

ShareThis

TrackBack
[01/01/1970, 02:00] La querela è un atto fascista
Premessa: per me (libertà di opinione articolo 21 della Costituzione, lo penso io che sono un cittadino), la querela è un atto fascista (spiegazione: lo è la querela, non il querelante che è quel che è o preferisce essere). Penso...
TrackBack
[06/10/2008, 02:24] Matilde Poggi: la terra, il tempo, il Bardolino
Inizia da Cavaion la prima pagina di AmiciDi VIni. Oltrepassando il cancello dell'Azienda Le Fraghe, dove ci accoglie Matilde Poggi. La giornata è di quelle che chiaman pioggia - come assai spesso ultimamente - Non sono sola. Chè il vino...
TrackBack
[10/07/2007, 17:57] CS in difficoltà? No problem, ci pensa Totò
atilio avenaNon vendi?
Amen, tanto non è questo quello che conta.
Qualità?
Una variabile poi non così tanto importante.
Alla fine sai qual'è il vero problema a Palermo?
Il traffico.
E poi una mano non la si nega a nessuno, no?

Faccio della gratuita provocazione, ma è semplice poi pensare male quando Totò Cuffaro annuncia l'ennesimo pacchetto di misure anti crisi per 70 Cantine Sociali siciliane in difficoltà.

Ora, che le Cantine Sociali siano un'importantissima realtà in molte zone d'Italia, che producano spesso con ottimi risultati, che anche in Sicilia stessa ci siano CS molto valide, non lo si può negare. Però, quando la finiremo con questi contributi di pura sussistenza? Contributi erogati senza essere legati a nessun parametro di qualità, di miglioramento della produzione, di modifiche di organizzazione volte a risparmio e ottimizzazione?

Aiuti con le gambe corte, soluzioni una tantum, in puro stile italico, che ricordano troppo le casse integrazioni "strategiche" e altri aiuti farlocchi, utili al momento ma senza alcuna validità sul lungo periodo.

Noi aiutamo la viticultura del sud in questo modo, senza alcuna visione strategica. In Nuova Zelanda hanno già un piano per rendere tutte la filiera della produzione del vino sostenibile dal punto di vista ecologico entro il 2012. E hanno già raggiunto il 65% del target.

E come disse un altro Totò, ben più famoso: "Ma mi faccia il piacere!"
TrackBack
[05/22/2008, 01:10] Tartare di tonno con mela, cetriolo e lime

atilio avena
Una ricettina semplice, molto fresca e nel contempo raffinata.
Il tonno, che è l’ingrediente essenziale, deve essere freschissimo.

Ingredienti

  • 2 fette di tonno rosso siciliano freschissimo
  • 1 Mela verde Granny Smith
  • 1 Cetriolo
  • 10 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 2 lime
  • Fior di Sale di Pirano
  • Pepe di Sechuan

Preparazione

Sbucciamo il cetriolo a dadini, priviamo la mela dei semi e tagliamo entrambi a dadini molto piccoli.
Con un coltello da chef battiamo il tonno, riducendolo a tartare.
In un bicchiere facciamo una citronette con l’olio, il succo dei lime, il sale e il pepe.
In una terrina, mischiamo tutti gli ingredienti e, con l’aiuto di un coppapasta, impiattiamo la tartare, decorandola con due scorzette di lime arricciate.
I vini che più si prestano sono quelli lievemente acidi con bouquet floreale. Un’ottima opzione è l’Etna Bianco (carricante) oppure anche un Fiano di Avellino.

atilio avena atilio avena atilio avena
TrackBack
[06/20/2008, 23:15] Il Chiaretto sul Gambero Rosso on line
atilio avenaIl sito del Gambero Rosso si occupa di vini rosati con un lungo servizio on line nella sezione Gambero Rosso Vino.
Il servizio si intitola "Rossi e rosati per l'estate".
Dice così: "Arriva il caldo, la bella stagione. C'è voglia di vini freschi, leggeri, ma comunque tipici, eleganti, intensi nei profumi e persistenti al palato. La logica farebbe pensare ai bianchi, ma noi questo mese vogliamo presentarvi dei rossi e dei rosati che hanno queste caratteristiche. Un grande vitigno altoatesino, la Schiava, per i vini rossi, Bardolino Chiaretto e una panoramica delle più rappresentative etichette italiane per i rosati, sia con le bollicine che non. Versatili negli abbinamenti, da bere freschi, questi ultimi stanno riscoprendo negli ultimi anni un grande successo, grazie a produttori che hanno, a ragione, scommesso su questa tipologia. Le degustazioni sono state curate da Dario Cappelloni per la Schiava, Marco Sabellico e Angelo Peretti per il Bardolino Chiaretto, Giuseppe Carrus e Riccardo Ferrante per i rosati".
Già, ci sono di mezzo anch'io. E il Chiaretto bardolinista è presente con una bella lista di bottiglie.
Vi invito ovviamente ad andare a leggere le singole schede.
Qui di seguito, l'elenco dei Chiaretti recensiti col relativo punteggio in centesimi.
Bardolino Chiaretto 2007 Cavalchina 80
Bardolibo Chiaretto 2007 Corte Gardoni 78
Bardolino Chiaretto 2007 Gorgo 77
Bardolino Chiaretto 2007 Monte del Frà 76
Bardolino Chiaretto 2007 Albino Piona 80
Bardolino Chiaretto 2007 Giorgio Poggi 79
Bardolino Chiaretto 2007 Giovanna Tantini 77
Bardolino Chiaretto 2007 Tre Colline 79
Bardolino Chiaretto 2007 Villa Medici 77
Bardolino Chiaretto 2007 Zenato 76
Bardolino Chiaretto 21.10 2007 Ronca 81
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Costadoro 77
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Guerrieri Rizzardi 81
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Lenotti 77
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Raval 82
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Righetti Dante 76
Bardolino Chiaretto Classico 2007 Righetti Enzo 78
Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2007 Vigneti Villabella 79
Bardolino Chiaretto Il Balordo 2006 Buglioni 78
Bardolino Chiaretto L'Infinito 2007 Santi 77
Bardolino Chiaretto Ròdon 2007 Le Fraghe 79
Bardolino Chiaretto Spumante Cantina di Castelnuovo 76
Bardolino Chiaretto Spumante Metoco Classico Monte Saline 80
Bardolino Chiaretto Tenuta San Leone 2007 Seiterre 77
Bardolino Chiaretto Val dei Molini 2007 Cantina Sociale di Custoza 77
Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2007 F.lli Zeni 80
TrackBack
[06/11/2008, 09:28] Soave Contrada Salvarenza Gini: un grande bianco italiano

atilio avenaNe ero già convinto, ma ora ho avuto la prova del nove, che in terra di Soave possono nascere grandi vini, in grado non solo di onorare il nome di questa denominazione e di mostrarne tutta la nobilitate ma di proporsi, all’attenzione del mondo e senza complessi di inferiorità, come testimonianza di una grande ars italiana del vino anche nel campo, che solitamente si pensa sia appannaggio di francesi e tedeschi, dei vini bianchi.
Una magnifica verticale di dieci annate (2005-2004-2003-2002-2001-1999-1998-1997-1996-1993) del Soave classico superiore Contrada Salvarenza Vecchie Vigne che l’amico Sandro Gini mi ha regalato e di cui voglio dirgli pubblicamente grazie per la magnifica esperienza che mi ha concesso é stata l’occasione non solo per cogliere la misura del lavoro di una famiglia che onora il vino veronese ed il mondo, molto ampio e variegato, del Soave, lo stile e la continuità produttiva, attraverso una dozzina d’anni, di un vino, ma di capire come lavorando in un certo modo, avendo la fortuna di disporre di un grande terroir e di un vigneto speciale, sul modello delle Vieilles Vignes di quella Borgogna che Sandro tanto ama e conosce, si possano produrre anche in terra veneta e italiana vini bianchi importanti e complessi, il che vuol dire vini di grande personalità in grado di evolvere splendidamente nel tempo e di mostrarsi vivi, piacevolissimi, ricchi di sfumature aromatiche e del gusto, anche se bevuti (non solo degustati) dopo dieci e più anni.
Merito di una grande uva italiana, la Garganega e di una zona, quella del Soave, che merita di essere conosciuta ed esplorata con grande attenzione e indagata in tutte le sue sfaccettature dovute alla diversa origine geologica, alla conformazione dei terreni, alle esposizioni e ai microclimi.
Aspetti che rendono quella della del Soave in assoluto una delle zone più affascinanti dell’universo del vino bianco italiano.
Conto di scrivere presto, in sede da decidersi, in italiano ed in inglese, di questa che considero una delle più belle ed esaltanti degustazioni verticali relative a vini bianchi italiani che io abbia mai avuto la fortuna di fare in oltre vent’anni di attività.
Per il momento volevo solo rendere pubblica testimonianza ai Gini, a Sandro, a suo fratello Claudio e ai suoi genitori, per lo splendido lavoro fatto. Che si estrinseca e si esalta in un bianco, posso dirlo?, supremo come il Soave classico superiore Contrada Salvarenza Vecchie Vigne, ma si estende, oltre che ai due mitici Recioto di Soave (che assaggeremo la prossima volta, Sandro), anche ad un incredibile Pinot nero, il Campo delle More.
Gustato ieri a pranzo (in un ottimo locale di cui vi parlerò presto, il Baba Yaga di Montecchia di Crosara), dopo un metodo classico millesimato 1996 di grande complessità e freschezza, oltre ad un buon 1999, un fantastico Campo delle More 1998, succoso, polputo, elegante, pieno di energia e materia, dalla riconoscibilità varietale incredibile, integro, godibilissimo eppure ancora giovane e con possibilità di evoluzione davanti a sé. Domanda semplice semplice: di quanti Pinot nero italiani (anche di quelli che si affermano in concorsi che vorrebbero essere la vetrina di questa grande varietà in Italia e che dovrebbero invece riprendere lo spirito delle origini, che mi sembra essersi perso per strada..) si può dire altrettanto?
Quanti possono essere stappati e bevuti con piacere dopo 10 anni facendo pensare che anche se la Borgogna resta un altro mondo beh, qualcuno in Italia onora con intelligenza e personalità questa difficile varietà? Credo davvero pochini e di questi non so quanti con la forza, l’integrità, la classe, la polpa ed il carattere di questo magnifico Campo delle More 1998…
Chapeau bas siore e siori, il grande Pinot nero italiano parla anche veneto e non solo, come pretenderebbero, trentino o sud-tirolese o oltrepadano…

TrackBack
[06/15/2008, 09:26] Oggi qui, domani pure
atilio avena
Domani il vostro bloggarolo enotecario s'accampa al Palazzo Ducale di Genova per Terroir Vino - una tantum, una kermesse a chilometri zero.
TrackBack
[05/22/2008, 12:00] Sondaggio: Electronic Wine [© Fermentation.com] - ultima chiamata
Amici lettori, che rapporto avete nei confronti di Internet rispetto al vino? Siete dei compratori abituali, professionisti, o semplici lettori appassionati che si affacciano solo ora sui vari sistemi di commercio elettronico per il vino? Fatecelo sapere rispondendo alle 14...
atilio avena atilio avena atilio avena
TrackBack
[06/04/2008, 01:04] Una semplice torta di mele

Sul nostro blog, maisazi.com, pubblichiamo tanto ricette, spesso proponendo dolci e creme. Noi ci diamo da fare per inventare nuove proposte, ma alla fine scopriamo che le persone vogliono qualcosa di semplice, come la torta di mele di Gioi e quella di copertina75, sempre alle mele.

Queste due ricette, da poco pubblicate, sono tra le pagine più visitate del nostro blog, assieme alla Torta Caprese, che ha la palma di pagina più letta in assoluto. Segnale evidente di come si orientino i gusti dei nostri utenti e monito per chi sta ai fornelli.

Giusto sperimentare, quindi, ma ricordiamoci anche delle tradizioni e dei ricordi che abbiamo della nostra fanciullezza. A volte una torta è importante non in quanto buona, ma perché si porta dietro un ricordo importante, un momento felice, un giorno di festa, un traguardo giovanile raggiunto.

In questo caso, poi, la semplicità è massima. Le due torte di mele proposte da Gioi e copertina75 sono ai limiti del minimalismo, ma piacciono sempre. Io non sto a ripetervi le ricette, dato che potete facilmente leggerle sul blog alle pagine che vi ho indicato.

Se avete voglia, preparatele con qualche variante, comunicandoci poi il risultato. In particolare, provate ad aggiungere qualche ingrediente che estenda i profumi, che in un dolce non sono mai troppi. Potreste anche pensare a qualche altro ingrediente corollario che completi la mela o faccia contrasto con essa. Non scostatevi troppo dalla ricetta, però, perché la snaturereste.

atilio avena atilio avena atilio avena
TrackBack
[01/01/1970, 01:00] Barolo 2004: una splendida comunione fra presente e futuro (II parte: La Morra, Verduno, Monforte e Serralunga)
La Morra Come avevo già premesso, questo comune non ha offerto complessivamente grandi risultati, vuoi anche per un'interpretazione del Barolo da parte di alcuni produttori che risente ancora di quella scuola modernista che non ha avuto sempre esiti esaltanti, soprattutto perché ha spinto in una direzione che ha finito con l'uniformare questi vini...
TrackBack
[06/14/2008, 10:45] Enchiladas

L’enchilada è un tipico piatto della cucina messicana e tex-mex.

Enchilada significa “in chili”. Ed infatti, ingrediente fondamentale è una salsa (chiamata, guarda un po’, salsa enchilada) che può essere preparata in modi leggermente differenti. In sostanza, è comunque una salsa fatta con peperoncino secco macinato e salsa di pomodoro (oltre che altri ingredienti come aglio, cipolle etc).

Vediamo velocemente una ricetta per la salsa enchilada che useremo poi per un paio di varianti di enchiladas.

Pelare e tritare finemente due piccole cipolle e due spicchi d’aglio.
In un apposito contenitore, unire 250 gr di polpa di pomodoro, due cucchiai di farina bianca, 20 gr di paprica dolce macinata, 1 cucchiaino di cumino macinato, un po’ di pepe nero e frullare fino ad ottenere una salsa omogenea.
In una casseruola, scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, unire il trito di cipolla e aglio e fare rosolare. Aggiungere poi il composto freullato, aggiungere un litro di brodo di pollo e cuocere a fuoco lento per circa tre quarti d’ora.

Preparata la salsa, vediamo come usarla partendo dalle enchiladas de queso (ovvero, con il formaggio).

Preparare le tortillas di mais. In una ciotola mescolare 200 gr di formaggio fresco (a vostra scelta) con 50 gr di formaggio tipo edamer.
Pulire 4 cipollotti e tagliarli finemente. Unirli al formaggio e condire con sale e pepe.
Accendere il forno a 180 gradi. Intanto scaldare qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva in una padella e passarci velocemente le tortillas da entrambi i lati.
Prendere le tortillas, spalmarci sopra la salsa enchilada e cospargere con metà del formaggio aromatizzato in precedenza. Arrotolare le tortillas e sistemarle in una teglia unta d’olio. Ricoprire con salsa enchilada e il resto del formaggio.
Cuocere in forno per circa venti minuti, finché il formaggio non sarà ben fuso e facendo attenzione che le enchiladas non si secchino troppo.

Vediamo infine una variante famosa: le enchiladas con pollo.
Lessare due petti di pollo e tagliarli molto finemente. Tritare due cipollotti ed unirli al pollo. Condire con sale, pepe e coriandolo tritato. Riempire le tortillas con il ripieno ed arrotolarle. Coprire poi con salsa enchilada e con formaggi tipo edamer tagliato a fettine. Mettere in forno per circa venti minuti.

atilio avena atilio avena atilio avena
TrackBack
[05/29/2008, 01:46] Sono online le mappe enogastronomiche di Vinix

atilio avena

Sono online le nuove mappe d'insieme di Vinix.
E' ora possibile visualizzare tutti gli abitanti di vinix all'interno di ampie mappe dinamiche, sia per l'Italia che per l'estero anche se ovviamente per il momento la stragrande maggioranza dell'utenza è italiana. Ogni abitante di vinix è rappresentato da un marker - un segnaposto - che ne indica la collocazione geografica, ogni marker ha un colore che ne identifica la tipologia (azienda vinicola / olivicola, enoteca, ristorante, vendite / distribuzione, giornalisti / blogger, macchinari / servizi, appassionati). Cliccando sul marker è possibile visualizzare i dati essenziali del contatto ed eventualmente aprire la scheda di dettaglio.

TrackBack
[06/20/2008, 01:37] Terroir Vino 2008 i tre premiati della IV Edizione

atilio avena

Una certezza ce l'abbiamo : il ghiaccio è bastato se abbiamo trascorso la nottata a riversare in piazza qualche quintale di ghiaccio non ancora utilizzato. Un'altra certezza è che alcuni obiettivi sono stati raggiunti con questa Quarta rinnovata edizione. In primo luogo siamo riusciti anche questa volta a portare al Ducale gran parte del mondo dell'enogastronomia in rete con un nutrito numero di giornalisti e di blogger (oltre 80 complessivamente) provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero (Barcellona, New York, Zurigo, ecc..). Sono poi estremamente contento di essere riuscito a ricreare anche in un ambiente estremamente più blasonato - hai detto niente, la casetta del Doge.. - quell'atmosfera informale e rilassata che è e voleva restare connotazione tipica del meeting.

Non so se tutti gli espositori sono rimasti contenti, lo spero. Sicuramente ho visto molti sorrisi e molte facce entusiaste il che mi fa ben sperare per il futuro. Onde evitare di ripetermi, rimando al post che ho già scritto su Vinix per un riepilogo completo e per i rinraziamenti mentre qui di seguito segnalo per chi non fosse riuscito a venire, i tre riconoscimenti assegnati al meeting :


1) Premio Azienda dell'anno 2008 all'azienda Marco Sara
che nell'ultimo anno di degustazioni si è distinta per l'elevatissima qualità dei propri vini, per la costanza qualitativa su tutta la linea produttiva, per il rispetto del territorio e per l'utilizzo di vitigni in particolare sintonia con il Terroir della zona di produzione.

2) Premio per il Vino dal miglior rapporto qualità / prezzo in assoluto all'azienda Zannotti
per il vino "Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Grestio" distintosi in modo particolare per l'eccellente rapporto qualità / prezzo, tenuta presente la tipologia, la zona e i quantitativi di produzione.

3) Premio "Una vita per il vino" a Giulia Mergotti
per aver dedicato gran parte della propria vita al vino e/o al vigneto, con particolare riferimento al lavoro investito per la salvaguardia di un Terroir (Cinque Terre)


Per maggiori informazioni, foto e video resoconti da Terroir Vino, vi basta andare su I-Vinix e digitare "terroir vino".

TrackBack
[06/04/2008, 01:30] Italiani votano Obama*
*Italians vote for Obama Over the past 6 months or so, just about every Italian I've talked to wants Barack Obama to be the Democratic nominee and, further, would vote for him in the general election if the law allowed. Their reasons and motivations are varied, but their enthusiasm for the man is intense, almost fervent. They invoke JFK, just like Obama's fans here in the United States. They see hope emanating from him. They see desperately needed change issuing from him. They see a serious revaluation of the dollar...
TrackBack
[06/08/2008, 07:17] Hot child in the city
All right, I'm no child. But it was mad hot in the city today, the first real summer's day. Spring came late and rainy this year, and we've fast-forwarded to summer. People bitch about the heat and the cost of running the AC, which is absolutely needed when your small apartment has no cross-ventilation and a western exposure. It was extreme today, but I don't feel thoroughly disgusted with the heat. Still, you need a respite from it. As that respite, we went out to New Jersey, in the area...
TrackBack
[06/22/2008, 21:00] Vino e Razionalizzazione degli assortimenti e della distribuzione

Sull?ultimo numero di Mark up, vengono presentati i risultati di uno studio di Cermes ? Bocconi su dati IRI, sugli attuali comportamenti di acquisto dei consumatori, evidenziando come l?offerta della GDA sia sovrabbondante rispetto gli effettivi consumi delle famiglie italiane, un dato sintetizza al meglio quanto appena detto:

n° referenze disponibili sul mercato 500.000
N° di item presenti in un iper Da 20.000 a 50.000
N° di item acquistati annualmente dalle famiglie 300
N° di item presenti nel singolo carrello Da 20 a 50

Cosa genera tutto questo?
1) Aumento di costi di produzione e complessità gestionale
2) Aumento dei costi di distribuzione sia per l?industria che per il distributore
3) Aumento delle rotture di stock, aumentando il numero delle referenze si riduce lo stock per quelle alto rotanti, per contro crescita degli stock improduttivi (sia a livello di negozio che a deposito) per quelle basso rotanti.
4) Confusione dei consumatori nella scelta

Premessi questi dati generali, questi sono applicabili anche al vino ed alla sola GDO?

Secondo me si con le distinzioni del caso, il mondo del vino per la complessità dei vitigni, ha bisogno di una offerta molto ampia per coprire tutti i vitigni e le regioni italiane, ma è altrettanto evidente come spesso lo scafale del vino in GDO è poco razionale, avendo spesso due o tre referenze (forse anche di più) per lo stesso vitigno nella stessa fascia di prezzo, e questo non è nemmeno giustificato dalla presenza di marchi come in altre categorie merceologiche.

Inoltre il vino è una categoria a basso tasso d?innovazione, e qui non mi soffermo anche se è un punto dolente del vino, per cui il proliferare delle referenze, per altro in un mercato che è sostanzialmente fermo o in leggera crescita non giustificato nemmeno dal fatto che inserire nuovi prodotti genera vendite aggiuntive, il rischio è quello di creare nuovi volumi per l?industria ma non quello di generare nuovi consumi.

Per non parlare di tutti i costi nascosti, che tale inefficienze generano e che alla fine proprio i produttori e la distribuzione sono costretti a pagare, tanto per citarne alcuni, oltre a quelli poco sopra citati;
1) listing fee che non si ripagano se non in archi temporali medio lunghi.
2) obsolescenza dello scaffale, non è difficile infatti trovare annate ?agè? anche per vini che esprimono tutto il loro potenziale in massimo due o tre anni.
3) Non applicazione delle quote spazio nella gestione dello scaffale, ma di quello del listing fee o dei contratti
4) Sovra utilizzo della leva promozionale.

Infine proviamo a rispondere alla seconda domanda questo vale solo per la GDO? Io penso di no, mi domando ma quante volte un grossista, un enoteca o un ristorante fanno girare il loro magazzino?.
Quanta parte del prezzo del vino nel canale horeca è dovuto ad inefficienze del sistema distributivo, sia per colpe del produttore che degli attori intermedi, io credo una parte non irrilevante, basta pensare che oggi un buon ristorante od enoteca può avere immobilizzati alcune centinaia di migliaia di ?, mentre il competitor americano, ha solo il prodotto esposto.

On last issue of Mark UP. They presented some interesting results, based on Cermes ? Bocconi study developed on IRI data, on what are consumer behavior. These results clearly show that actual offer of FMGC products is overabundance in Mass market , see the table.What create this?
1) Increase of production cost
2) Increase of distribution cost both for Industry and distribution
3) Increase of OOS for high rotations products or Overstock for the low rotation one.
4) Create confusion in consumer when they decide to buy

These general points are also true for the wine and for other sales channel ?

I think yes, the high number of grapes justify a wide offer of wine, today the shelf of the mass market has 2 or more sku for the same grape in the same price range, and this is not justified by the presence of brands like in other category.

In a market who has a low rate of increase this does not create new sales but only new volume for the incoming producer, but this create a list of hidden cost, that in the end will be paid by the producer and the distributor, that they add to the one we previously listed like:
1) Listing fee cost that reach the breakeven point in a long time
2) Wine on the shelf become old rapidly
3) No use of the rules of the space allocation
4) Overuse of the promotion

Same reflections can be applied also for the horeca market.

atilio avena

atilio avena
TrackBack
[06/10/2008, 17:15] Least appreciated wine?
Jancis Robinson has been writing a series on Sherry, and it has been an eye-opener for me. She writes of her re-discovery of this wine in glowing terms, even titling one of her pieces The world's least appreciated fine wine? (Click here for the master link to the articles.) Aside from her mouth-watering descriptions of those dry and zesty wines, what I find most interesting is her summary of recent Sherry history and the probable causes of its fall from pre-eminence over the past few decades. One such cause is...
TrackBack
[02/01/2008, 15:00] L?importanza di internet per il vino

Lo scorso 20 gennaio è apparso un articolo su The Napa Valley Register a proposito del consumo di vino in America. La parte che vorrei segnalarvi è quella relativa al vino e al web. Vi presento un sunto in tre punti preso da Serious About Wine:

1. Internet continuerà a giocare un ruolo importante nella vendita di vino. Il 18% dei bevitori regolari e il 9% di quelli occasionali ha comprato vino su internet. Di questi il 64% ha comprato direttamente dalla cantina mentre il 35% dai venditori online. Sebbene questi numeri possano sembrare piccoli, il trend è molto più ampio di quel che si pensi: nel 2003 solo il 6% dei bevitori regolari acquistava via internet (adesso siamo al 18%)

2. Il 23% dei millennial ha comprato vino via internet. Ha fatto lo stesso il 16% dei gen-Xers (generazione internet) e il 21% dei boomers

3. Oltre la metà dei millennial è andata su internet per ottenere informazioni sul vino: il 65% degli intervistati è andato direttamente sui siti delle cantine, il 40% su Wine Spectator e il 26% sui wine blog

Per chi avesse ancora dei dubbi sull’importanza di internet per il futuro del wine business …

ShareThis

TrackBack
[06/13/2008, 11:00] Filippo Cintolesi e il Progetto ?Salvino?: cominciamo con il 2005
Avrebbe dovuto esserci anche Andrea Pagliantini, factotum di Filippo e la mano esperta dietro le pratiche enologiche del Podere Erbolo, ma la sua ben nota ritrosia ad apparire in pubblico lo ha bloccato nel suo amato Chianti. Ma Filippo non è stato da meno e ci ha raccontato la vicenda del Salvino e il progetto [...]
atilio avena atilio avena atilio avena atilio avena atilio avena atilio avena
atilio avena
TrackBack
Tecnorati