La sezione delle grappa, come potete vedere, s’è arricchita di un nuovo post. Qualche sera fa, ho sorseggiato assieme a mio padre una gran grappa delle distillerie Bonollo. Era la Grappa Of Amarone Barrique. Ora, so benissimo che ci sono scuole e controscuole di pensiero sul distillato italiano per antonomasia. C’è chi vuole grinta, irruenza, grado alcoolico, ruspante durezza dalla grappa. E c’è chi invece può concedere una chance a grappe più morbide, più chiaroscurate, più meditate, per così dire. Io amo ambedue i tipi. Unica condizione: che siano buone. La Of Amarone ricade senz’altro nella seconda categoria, senza arrossire. Del resto, l’impiego delle barrique (che, dicono in azienda, prima del 1999 nessun altro grappaiolo usava) lo testimonia. E’ una grappa cognacheggiante, se mi consentite il neologismo. Il colore è ovviamente ambrato scuro, tipico della tipologia. I profumi tendono alla dolcezza, così come in bocca è vellutata, persistente, carezzevole. Le vinacce d’Amarone danno struttura e nerbo. Grappa “da signorine”, direbbe qualcuno. Invece no: grappa equilibrata, imponente, per tutti, per chiunque apprezzi il piacere sincero di un calice serale in compagnia. Il sito aziendale la vende anche. 37 euro a bottiglia. Direi che sono ben spesi. E’ una grappa che riesce ad essere sia da meditazione che da conversazione. Va bevuta da sola, magari accostandola a un sigaro (ideale l’Antico Toscano) o a una buona pipata (Davidoff miscela verde, caricata in una pipa possibilmente grande e lunga, che duri almeno un paio d’ore).
Cavalier Rivella, visto che lei non perde occasione di rilanciare e di sostenere, con grande sicurezza ed evidentemente convinto di aver ragione, la tesi che il disciplinare di produzione del Brunello è da cambiare, che occorre rompere la formula del Sangiovese in purezza, che é necessario innovare per andare incontro alle esigenze dei mercati, liberarsi della camicia di forza rappresentata dai ?famigerati disciplinari rigidissimi?, voglio lanciarle una modesta proposta. Anche da parte degli amici che hanno lanciato l?appello in difesa dell?identità del vino italiano le chiedo di rendersi disponibile a partecipare ad un pubblico confronto, con sede da scegliere insieme, meglio se Montalcino, dove mettere a confronto civilmente le tesi di chi sostiene che il Brunello debba rimanere così com?è, rigidamente a base di Sangiovese di Montalcino e basta, e di chi invece, come lei, vorrebbe cambiare le cose, come con grande chiarezza e assumendosi le proprie responsabilità lei ha più volte proposto. Tre sostenitori del Brunello così com?è oggi, che potranno essere un giornalista, un produttore, un enologo e dall?altra parte tre sostenitori della necessità di cambiare le regole, lei e altri due amici e sodali a sua scelta, che potrà scegliere secondo i criteri che preferisce. Non crede che un confronto del genere fornirebbe un importante contributo a quella chiarezza, a quella presentazione e comprensione delle rispettive ragioni, che è nell?interesse di tutti? Noi siamo disponibili a sostenere questo pubblico contraddittorio, a lei, se lo riterrà opportuno, rispondere e palesare analoga disponibilità. Può contattarmi a questo indirizzo di posta elettronica oppure credo che non avrà problemi a procurarsi un mio recapito telefonico per farsi sentire. Mi auguro che accetti la sfida e non si sottragga al confronto…
Sempre sul tema delle 'pr e comunicazione', vorrei segnalarvi un'interessante sinergia nata tra me e VinoClic (concessionaria di pubblicità on line), per permettere alle aziende del w&f di 'approcciare' ad una programmazione in ambito comunicazione.
E' nato questo progetto di comunicazione integrata per la piccola e media impresa che unisce le forze, le competenze e le esperienze acquisite in anni di lavoro nel campo della comunicazione e delle pubbliche relazioni, dell?editoria, dell?advertising online e dell?organizzazione eventi.
Abbiamo elaborato una serie di pacchetti per ?comunicare meglio?, facili e chiavi in mano, che non hanno certo la presunzione di essere definitivi ma che già consentono un primo approccio a strumenti di comunicazione professionali con un investimento non impegnativo (o quasi).
Partendo da un?offerta base, in grado di sopperire alle primarie necessità di comunicazione, è possibile scegliere il grado di coinvolgimento e di collaborazione sinergica che si desidera attuare fino a giungere ad un vero e proprio lavoro fianco a fianco con l'azienda in grado di rinnovare e ristrutturare completamente il linguaggio i modi e le tecniche di comunicazione aggiornandole al web 2.0, alla conversazione e al confronto.
I singoli pacchetti sono stati pensati per svilupparsi almeno nell'arco di almeno 9/12 mesi, periodo per avere qualche riscontro a livello di visibilità e consolidamento dell'immagine aziendale. Abbiamo quindi elaborato tre tipologie di offerte, tutte caratterizzate dal fatto di comprendere una campagna pubblicitaria on line e attività di ufficio stampa.
I 'pacchetti' sono stati elaborati, pensando alle esigenze delle aziende agricole che gravitano intorno alla community Vinix
Spero che questa sinergia possa aiutare a comprendere, concretamente, come si possa sviluppare un progetto di comunicazione.
Sinergia per la comunicazione ?basic? (500 € / mese + iva)
Pubblicità on line e press office
Stesura e pubblicazione n°1 CS o AM, mese
Aggiornamento mensile contenuti (sito, news, blog,.. ): un aggiornamento a scelta tra uno degli spazi
Monitoraggio della popularity, monitoraggio page rank, monitoraggio del sentiment, verifica utilizzo del marchio, monitoraggio dei risultati e reporting: trimestrali
Rassegna stampa, on line: mensile
Mailing presentazione giornalisti
Individuazione attività promozionali
Cura pratiche invio campionature oli/vini a TigullioVino.it
Pubblicazione risultati degustazione su TigullioVino.it
Piano Pro su Vinix
Pubblicità 250 click sul network VinoClic (circa cinquanta siti e blog wine & food italiani ed esteri)
Sinergia per la comunicazione ?midi? (1.000 € / mese + iva)
Monitoraggio della popularity, monitoraggio page rank, monitoraggio del sentiment, verifica utilizzo del marchio, monitoraggio dei risultati e reporting: trimestrali
Costruzione di relazioni per conto dell'azienda sul Social Network Vinix
Segnalazione altri siti con cui interagire gratis per aumentare il proprio buzz online
Rassegna stampa (on line): mensile
Mailing presentazione giornalisti
Gestione rapporto con giornalisti
Individuazione attività promozionali
Cura pratiche invio campionature oli/vini a TigullioVino.it
Pubblicazione risultati degustazione su TigullioVino.it
Piano Pro su Vinix
Traduzione professionale in inglese e ottimizzazione Piano Pro su Vinix
Pubblicità 400 click sul network VinoClic (circa cinquanta siti e blog wine & food italiani ed esteri)
Sinergia per la comunicazione ?pro? (1.500 € / mese + iva)
Pubblicità, press office, on/off-line pr e strategia
Brief agence conoscitivo.
Brief agence periodico: mensile.
Stesura e pubblicazione n° 1 CS e n°1 AM, mese
Aggiornamento quindicinale contenuti (o siti o news o blog, )
Post su blog (interventi a tema)
Individuazione attività promozionali
Elaborazioni e gestione newsletter (contenuto + invio), mensile
Ricerca offerte formative
Individuazione finanziamenti
Interazione community (5h/mese)
Monitoraggio della popularity, monitoraggio page rank, monitoraggio del sentiment, verifica utilizzo del marchio, monitoraggio dei risultati e reporting: trimestrali.
Studio e supporto pubblicazione materiale foto/video
Costruzione di relazioni per conto dell'azienda su vinix
Segnalazione altri siti con cui interagire gratis per aumentare il proprio buzz online
Rassegna stampa: mensile.
Mailing presentazione giornalisti
Gestione rapporto con giornalisti
Presenza eventi (un evento mese)
Progettazione press kit
Consulenza strategica
Individuazione attività promozionali
Cura pratiche invio campionature oli/vini a TigullioVino.it
Pubblicazione risultati degustazione su TigullioVino.it
Piano Pro su Vinix
Traduzione professionale in inglese e ottimizzazione Piano Pro su Vinix
Pubblicità 1.000 click sul network VinoClic (circa cinquanta siti e blog wine & food italiani ed esteri)
Il blog si chiama Un Buon Bicchiere. L'autore è Stefano Buso, che è stato candidato nella cetegoria degli "emergenti" al Premio Luigi Veronelli 2008. Stefano non nasconde la sua passione per i Chiaretti bardolinisti. Tempo fa ha recensito quello di Albino Piona. Ora eccolo di nuovo in argomento con il Bardolino Chiaretto Ròdon dell'azienda agricola Le Fraghe. "Questa tipologia di vino - scrive Buso - mi entusiasma e non poco. Il Chiaretto è un vino giovane, acerbo, e specie in questo periodo di tepori estivi, esprime al meglio le sue particolari caratteristiche". Adesso, ecco la descrizione del Ròdon: "Il colore rosato, brillante; il profumo particolare, intenso, a tratti floreale e per questo seducente creano un momento che magnifica l'assaggio. Il tenore alcolico è di 12%. Abbinamento ideale è con i primi piatti, con formaggi, salumi e anche da solo, come aperitivo, dove l'effetto vino-calice offrirà tutta la bellezza e bontà del Bardolino Chiaretto doc Le Fraghe".
Titolo delirante per segnalare velocemente tre post metablogghettari ovvero: Iniziativa Europea “contro” i blog (via Pandemia) Da seguire di sicuro e prepariamoci al peggio. Bloggare fa bene alla salute: forse più mentale che fisica ma almeno ho qualcosa con cui difendermi dalle accuse di passarci troppo tempo (via Geekissimo). Mi devo considerare in terapia? I Metallica contro i [...]
C'è un cambiamento climatico in atto, una tendenza all'aumento della temperatura media. Tutti lo sostengono oramai, con dosi più o meno elevate di allarmismo. Non si sa ancora esattamente se il fenomeno abbia origine antropica (effetto serra) o dipenda da altri fenomeni geolocici ciclici. Questa cosa devo dire che mi turba; forse sarà che soffro il caldo! Dal punto di vista enologico sono ancora più turbato. Se un milesimo come il 2003 diventasse la normalità e non l'eccezione, cosa occorerrebbe fare per evitare di ripetere i disastrosi risultati espressi dai più blasonati vini italiani? Che tipo di gestione della vigna occorrerà mettere in pratica? A queste domande sta pensando un sacco di gente. Nuovi indici pedologici aiuteranno a selezionare nuovi terroir (di questo parleremo più avanti); pratiche come la sfogliatura intorno ai grappoli andranno in pensione; le esposizioni dei filari andranno ripensate; anche i vitigni subiranno la loro bella rivoluzione, ed inevitabilmente tutto ciò avrà un riflesso sui disciplinari di produzione. E in cantina cosa occorrerà fare per preservare aromi e fragranze? Esattamente su questo tema ho letto alcuni scritti del Prof. Mario Fregoni pubblicati da VQ, da cui mi sono permesso di estrarre alcune frasi, che riporto letteralmente.
Cielo plumbeo e pioggia a catinelle a Vino in VIlla quest'anno, ma hanno avuto la meglio sull' acqua i bei momenti culturali e di degustazione al Castello di San Salvatore di Susegana (Treviso). Una DOC, quella del Prosecco di Conegliano...
Da un’indagine svolta nel Regno Unito prendendo un campione di 1000 persone che consumano regolarmente vino, è emerso che la recessione non intaccherà il consumo di vino. All’interno del paniere del consumatore tipo saranno al contrario penalizzati prodotti come birra, dolci/caramelle e bibite gassate. L’indagine, svolta da Wine Intelligence, offre dei risultati particolarmente confortanti tenendo [...]
La scorsa settimana ero a Roma per alcuni impegni di lavoro. Uno di questi impegni si è concluso con aperitivo cena e digestivo al Wine Time, wine bar e ristorante vicino a Castel Sant’Angelo. Questo bel locale si trova infatti in Piazza Pasquale Paoli.
Come aperitivo, ho preso un paio di Negroni. I miei compagni di merende (Alessio, Angelo e Elena: i primi due sono tra i coautori di Drink a drink, Elena invece ogni tanto scrive anche qui su Di vino & cibo) invece si sono scolati un paio di Americani (che Bacco abbia pietà di loro).
Quando Alessio ed Elena ci hanno lasciati per rientrare in Toscana, Angelo mi ha chiesto se volessimo cenare lì o cambiare ristorante. Dato che al Wine Time avevo cenato un anno fa (anche in quell’occasione, Angelo presente) e quindi ricordavo che si mangiava molto bene, ci siamo fermati.
E così, tra un bel tagliere di formaggi e salumi ed un filetto di manzo (rigorosamente grondante sangue), ci siamo riempiti la pancia e sollazzati lo spirito (e magari Angelo nei commenti mi ricorderà che vino ci siamo scolati…).
Per finire in bellezza la serata, due bicchieri di Macallan Fine Oak 18.
Per finire, le informazioni utili: Wine Time Piazza Pasquale Paoli, 15 - 00186 - ROMA Telefono e fax: (+39) 06.68.75.706 E-mail: wine@winetime.it Chiuso la domenica. Orario di apertura: dalle 12.00 alle 02.00
Questa foto rappresenta una importante realtà vinicola dell'Emilia Romagna, l'azienda Tre Monti di Imola (BO), che ho avuto l'onore di incontrare qualche sera fa durante una cena organizzata...
Ancora una volta a Montepulciano il Consorzio si fa sentire con tempi e reazioni del tutto diversi da quelli a cui ci aveva abituato il Consorzio del Brunello di Montalcino, appena privato del suo compito di tutela dal Ministro Luca Zaia.L'efficiente ufficio stampa ci rende noto che il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano Luca Gattavecchi si è autosospeso dall'incarico fino al termine delle indagini che riguardano la sua azienda."La decisione è stata assunta in accordo con la Giunta dell'associazione dei produttori ed è stata contestualmente comunicata al Sindaco di Montepulciano. Assume temporaneamente la carica di Presidente il vicario, Federico Carletti (nella foto), titolare dell'azienda Poliziano"."In tal modo - continua il comunicato - Luca Gattavecchi potrà affrontare con maggiore autonomia, serenità e disponibilità di tempo l'indagine a cui è sottoposto. Inoltre, fin dall'avvio dell'inchiesta, Gattavecchi ha sottolineato la distinzione tra il suo ruolo di Presidente - dunque di rappresentante di tutti i produttori - e quello di imprenditore. Con l'autosospensione il rischio di sovrapposizione tra i due ruoli si annulla completamente".La notizia, sebbene spiacevole, mi sembra di assoluta coerenza e il comportamento di Gattavecchi ineccepibile e di esempio per molti.
Siamo daccapo. A quanto pare, l’ottusità dei burocrati ci ha privato di un formaggio straordinario: il Pecorino del caseificio Fiore di Marsala, ottenuto dal latte delle pecore pascolanti sui prati affacciati sul mare, con l’erba “salata” che agli animali piace tanto. Avevo scoperto il pecorino di Beppe Sorrentino nel 2005, in occasione del già citato Wine Sicily. Un pecorino semplice, bianco, senza aggiunte, ma commovente, presentato in varie stagionature. Il campione più vecchio liberava la suggestiva “lacrima”, quella dei grandi caci maturi, con un equilibrio fenomenale tra il piccante, il sapido e l’amarognolo. Ci avevo trascinato quasi per mano Paolo Massobrio, pure lui stupito e ammirato. Avrebbe inserito il Pecorino del Caseificio Fiore nel Golosario 2006. Qualche giorno fa, quasi per caso, ho telefonato a Beppe. E’ da tre anni che non lo sento, un saluto mi è parso doveroso. Lui mi ha riconosciuto, contento di parlarmi. Peccato che non faccia più il pecorino. Da quello che mi ha fatto capire, ha avuto qualche problemino burocratico. Del resto, anche Liborio Butera, per telefono, mi ha parlato degli intralci, delle pastoie spesso paranoiche con cui funzionari pedanti mettono i bastoni tra le ruote a tanti casari siculi. La situazione migliorerà un giorno o l’altro? Il potere politico si renderà conto che così si rischia di perdere un patrimono culturale italiano che il mondo meriterebbe invece di conoscere?
In ricordo di questo formaggio, posto l’articolo che pubblicai sabato 4 giugno 2005, dedicato a Sorrentino. Leggetevelo, e imbevetevi della nostalgia per qualcosa che non c’è più.
Pur consacrato ai vini, al recente Wine Sicily trapanese non siamo certo rimasti a mani vuote neppure nel settore delle tipicità mangerecce. Radunati da Coldiretti, erano presenti una dozzina di produttori di cose buone di tutto il trapanese, artigiani e agricoltori che sono stati autentiche scoperte. Uno di essi è stato Beppe Sorrentino di Marsala (Trapani): come parecchi siciliani, è un signore simpatico e diretto, oltre che estremamente rispettoso dell’eredità paterna. E che eredità: suo padre era casaro in queste terre fin dal 1940. Poteva Beppe interrompere la tradizione di famiglia? All’età giusta, prese in mano l’impresa paterna, senza trascurare i propri studi di giurisprudenza poi brillantemente conclusi con la lode. E l’azienda di Beppe, quella che ancora oggi caratterizza la sua vita, è il Caseificio Fiore (c.da Fossarunza 195, tel. 0923997336), in cui produce tuttora formaggi pregevolissimi. Sorrentino fa pasturare la sua mandria di pecore sui pascoli vicino al mare, la cui erba salina caratterizza il profumo e il sapore del latte. Beppe lo sa, e lo usa rigorosamente a crudo: ne ottiene forme di pecorino, salate unicamente a secco e variamente stagionate. Il pecorino appena salato si chiama Tumma, ed è giovane e simpatico. Dopo 15 giorni si parla di Primo Sale, ed è un Primo Sale meraviglioso, quello di Beppe: pasta elastica e soda, sapore pieno e gradevole. Dopo 4 mesi migliora ancora, ma il campione di 7 mesi colpisce al cuore: al taglio, libera la caratteristica “lacrima”, la stessa che esala un grande Parmigiano Reggiano. Profumo intenso, sapore potente, damascato, piccantino e solido, da ammorbidire con miele d’acacia: un grande formaggio.
Successo di due produttori bardolinisti sul fronte internazionale: il Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 dei Vigneti Villabella di Cavaion Veronese e il Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2007 dei Fratelli Zeni di Bardolino hanno ottenuto la qualifica di commended all'edizione 2008 dei Decanter World Wine Awards, i premi enologici attribuiti da Decanter, la rivista inglese che contende a Wine Spectator il ruolo di testata di settore più prestigiosa e diffusa al mondo. Quest?anno ? si legge sul sito della rivista ? i Decanter World Wine Awards, il più influente concorso enologico al mondo, hanno attratto più nuovi partecipanti di quanti ne abbiano mai avuti prima. In tutto, sono pervenuti 9219 vini, più del doppio di quanti parteciparono alla prima edizione, cinque anni fa.
Fabio Franzin è nato nel 1963 a Milano. Vive a Motta di Livenza, in provincia di Treviso. Ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: "EL COEOR DEE PAROE" scritto nel dialetto dell'Opitergino-Mottense, con la prefazione di Achille Serrao; Zone, 2000; nel 2005, sempre in dialetto "CANZÓN DAA PROVENZA...
Una ricettina semplice, molto fresca e nel contempo raffinata. Il tonno, che è l’ingrediente essenziale, deve essere freschissimo.
Ingredienti
2 fette di tonno rosso siciliano freschissimo
1 Mela verde Granny Smith
1 Cetriolo
10 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
2 lime
Fior di Sale di Pirano
Pepe di Sechuan
Preparazione
Sbucciamo il cetriolo a dadini, priviamo la mela dei semi e tagliamo entrambi a dadini molto piccoli. Con un coltello da chef battiamo il tonno, riducendolo a tartare. In un bicchiere facciamo una citronette con l’olio, il succo dei lime, il sale e il pepe. In una terrina, mischiamo tutti gli ingredienti e, con l’aiuto di un coppapasta, impiattiamo la tartare, decorandola con due scorzette di lime arricciate. I vini che più si prestano sono quelli lievemente acidi con bouquet floreale. Un’ottima opzione è l’Etna Bianco (carricante) oppure anche un Fiano di Avellino.
Nell'inbox, stamattina. Elementi che concorrono ad attribuirgli il premio di spammarolo dell'anno:
Sito in flash non skippabile, con ipnotica musichetta, ma vidimato W3c (qui custodiet ipsos custodes?)
Inquietante fotina in home, con tanto di indimenticato politico locale, ed altri non individuabili ma in stile Goodfellas.
Perfetto equilibrio tra tono da "un favore ti chiedo, che non me lo puoi rifiutare" (visitate il sito attentamente) e tono amicale (vi augura un mondo di bene).
Assoluta territorialita': ammirevole la sicilianitudine della cirlocuzione "che lo trovate in fondo alla pagina del sito".
Grazie, e complimenti vivissimi. In attesa di visitarvi al prossimo Vinitaly.
I prodotti ?light? in realtà sono ?heavy?. I cibi scremati e sgrassati sono deleteri. Volete galleggiare nell?aria come le divine creature degli spot? E mantenere il cuore e le analisi in ordine? E dunque vivere sani e forti, allegri e aitanti, vispi e scattanti? Allora mangiate cibi grassi. Ma certo, proprio quelli: burro, uova, pancetta, pane, strutto. E formaggi (eccellenti quelli di pecora e di capra), carni (salutare quella di maiale). Come pure olio extravergine a volontà. Il lardo di Colonnata a colazione è la ciliegina sulla torta (possibilmente alla panna). Se non ci credete, se vi sembra strano, o troppo bello per essere vero, provate a chiedere al dottor Francesco Perugini Billi. Nel suo libro, “Mangia grasso e vivi bene“, a grande richiesta recentemente ristampato da Edizioni Junior, spiega i perché e i percome. Dimostrando tutto scientificamente, dati alla mano.
Fermo restando che i cibi light spesso sono light solo nel nome, mi sembra - da ignorante in materia e amante dei cibi grassi - più una provocazione che altro… Però incuriosisce
Certo che mangiare cadaveri sia sano: lo è sempre stato e sempre lo sarà! Per milioni di anni l?uomo ha cacciato animali per sè e la propria specie, è il ciclo della vita. Poi ha scoperto il fuoco e di conseguenza come rendere più appetitose le prede cacciate, poi ha scoperto il sale e come mantenerle a lungo come scorta per gli inverni quando cacciare diventava più difficile e gli animali cadevano in letargo. Non c?è niente di più bello che variegare la propria dieta: amo tantissimo qualsiasi verdura che consumo in gran quantità ogni giorno ma non saprei resistere ad una bella fiorentina arrostita sulle braci d?olivo come faceva mia nonna. Il castrato col suo grasso bruciacchiato e croccante tutt?attorno è qualcosa che ci arriva direttamente dal paradiso e il solo profumo, da lontano, delle carni alla brace è il più sublime degli inviti. Perchè rinunciare ai tortellini che mia madre fa ancora a mano uno a uno nel brodo di cappone? E il salame, la lonza, il prosciutto, la mortadella? che meravigliosi panini che mi ricordano quand?ero bambino ma oggi, con lo stesso piacere, mi riconducono ai miei giovedì sera con gli stessi amici da 30 anni. Da ragazzo in campagna ho visto tante volte uccidere i polli, i conigli, portavo col nonno le mucche al macello: tante brave bestie che si sono sacrificate per noi e che noi celebriamo con gran rispetto sulle nostre tavole. Non potrei mai immaginarmi senza gli arrosticini al paese, non riuscirei ad andare in giro per l?Emilia senza assaggiare lasagne e cannelloni, nelle Marche senza il Ciauscolo e le salcicce, oppure in Umbria senza tutta quella norcineria? Ma pure le verdure si intristiscono, sono monche senza qualcosa cui accompagnarle degnamente: impossibile immaginare insalate, asparagi, cicorie, carciofi senza vicino una scaloppina, del pollo, una braciola, dell?affettato? Parlate, o ammiccate, spesso al sesso ma com?è possibile una notte d?amore dopo aver mangiato una insalata scondita e bevuto acqua di rubinetto? E quale donna o uomo può mai accendere l?eros in mezzo a tanta banalità? Dovremmo tutti imparare a godere di più: l?ideale, per chi ne fosse capace, sarebbe giusto un poco di equilibrio. Quand?ero a Roma ricordo le scorpacciate di pajata, coda alla vaccinara, le animelle, le interiore d?agnello fritte? Non mi sono mai drogato in vita mia, né mai succederà, perchè al mondo non c?è niente di più grande, di più bello che una bella mangiata di carne con le mani e di un vino generoso in compagnia di una donna appassionata.
Aristide riprende in mano lo strumento dei sondaggi online, già sperimentati nel 2005, anno I di questo wine blog. Il pretesto me lo offre niente meno che Tom Wark, l'autore californiano del wine blog Fermentation.com. Qualche settimana fa ha proposto...
Ce lo spiegano Mariano Corso, docente di Organizzazione Aziendale presso il Politecnico di Milano e Stefano Mainetti, docente di Sistemi Informativi, sempre al Politecnico.
Un video di quattro minuti che ci porta all’interno del nuovo modo di pensare e fare impresa con i nuovi concetti di: - Collaborazione - Social Network - Conoscenza in rete - Processi e sistemi attorno agli individui - Global mobility
Il tutto grazie agli sviluppi tecnologici in corso. Nel frattempo vi segnalo l’articolo Cos’è l’Enterprise 2.0 e il blog da cui è tratto dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico.
First Harvey Korman, the indispensible second banana of the Carol Burnett Show. Now one of the originals and greats of R&B and rock n roll, the man who gave us the Bo Diddley beat. What a sad week. The man had many avatars. And one hypnotic, Latin-based beat which must have anticipated and shaped reggae. How many girls gave up their virginity while listening to "Mona"? Download 01_bo_diddley.mp3
Buone notizie da New York. Pochi mesi fa vi ho raccontato di Snooth, con un'intervista al CEO, Philip James. Snooth viene presentata dai suoi ideatori come la "revolutionary web-based social shopping experience" ("l'esperienza rivoluzionaria di shopping sociale basata sul web")....
Il giorno 2/05/08 è mancato a Neive (CN) a 80 anni uno degli ultimi personaggi della Langa: Romano Levi. Un gran lavoratore che ha dedicato tutta la vita nella Sua distilleria a creare le grappe artigianali famose in tutto il mondo. Non basterebbero queste poche righe per descrivere un personaggio di questo taglio. È stata dedicata una biografia che vi invito a leggere. Il libro è scritto da Luigi Sugliano e Bruno Murialdo dal titolo Levi e la donna selvatica, Casa editrice: Sorì Edizioni. (Purtroppo non è facile da trovare!) Si dice che la sua vita si possa contare in fiammiferi. Ne accendeva uno all?anno in autunno. Quella fiammella gli serviva per mettere in funzione l?alambicco a fuoco diretto della Sua vecchia distilleria. Non lo avrebbe spento che in primavera. Fu Luigi Veronelli a scoprirlo e a segnalarlo su Epoca. Da quel giorno, senza mai muoversi dalla sua Neive, Romano Levi si ritrovò al centro di interessi e curiosità che ne hanno fatto un mito vivente. Su internet è pure presente un fans club al sito http://www.grapparomanolevi.ch/home.html. Veronelli lo battezzò il ?Gappaiol?angelico? per la sua aria eternamente sorpresa. Un uomo legato al territorio come lo sono le sue grappe. Seguiva tutta la procedura davanti all?alambicco dove bruciavano le vinacce. Poi andava nella stanzetta delle etichette e disegnava con la sua penna china su rettangoli di carta dai bordi irregolari un sole o una manciata di fiorellini per le signore e infine saliva da Lidia, la sorella che gli preparava le erbe da aggiungere ogni tanto alle grappe. Per tutta la sua vita non smise mai di disegnare e anche quando decise con sua sorella Lidia di ritirarsi nella casa di riposo di Neive, non smetteva mai di recarsi nella Sua distilleria.
Lekarte.com è una bellissima idea per costruirsi la propria carta vini. Il sito è una banca dati di oltre 15 mila etichette di vini italiani e permette al ristoratore di comporre la carta dei vini per il proprio locale.
Per ogni etichetta basterà inserire i dati tecnici del vino come annata, grado alcolico, vitigno etc. accompagnati da una breve descrizione e la foto. A questo punto il ristoratore o il wine bar potranno realizzare la propria wine list. Il servizio si completa con la stampa in diversi formati e la possibilità di usare addirittura carte pregiate Fedrigoni. Per i formati e i prezzi cliccare qui
Veramente una gran bella idea...e voi che aspettate a fare la vostra karte dei vini?