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Mondo Di Vino
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[04/28/2008, 11:17] Mashable e Vinix
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[07/09/2008, 23:46] Bernardo Pasquali e il Chiaretto in Stelvin
DurellaSabato scorso Matilde Poggi ha fatto un esperimento: ha stappato in contemporanea le bottiglie del suo Chiaretto imbottigliato dalla medesima vasca in parte con tappo in sughero e in parte con tappo a vite di nuova generazione (lo Stelvin).
Dell'imbottigliamento sperimentale in Stelvin avevo dato notizia in un mio post.
Della comparazione fra i due imbottigliamenti scrive invece Bernardo Pasquali sul suo web site L'Acino Parlante, con un lungo e circostanziato intervento che vi invito ad andare a leggere integralmente cliccando qui.
Cito solo una parte del testo di Bernardo.
Ordunque, il testo comincia ricordando che "l'azienda Le Fraghe ha organizzato una bellissima serata in cui ha messo a confronto il proprio Chiaretto Bardolino DOC Rodon, nella versione con tappo di sughero classico e con il tappo a vite". E spiega così com'è andata: "All'inizio, dopo che il vino è stato versato nel bicchiere, il campione proveniente da bottiglia tappata con sughero, ha manifestato la sua intensità olfattiva e la sua complessità. L'altro campione proveniente da tappo Stelvin invece sembrava come chiuso, bloccato nella espressività dei profumi. Dopo qualche istante ecco la magia... Meglio ancora, la fisica! Il Chiaretto da tappo a vite raggiunge il suo equilibrio di tensione superficiale e le molecoline di profumo cominciano leggermente ma continuamente, a librarsi nella porzione di spazio racchiusa nel bicchiere fino a raggiungere il nostro naso. È come se lentamente quel vino stesse rinascendo, alzandosi dopo un lungo riposo. Ma cosa succede invece nell'altro campione proveniente dal sughero? I profumi impattanti iniziali si stanno lentamente scaricando lasciando spazio a fenomeni di incupimento delle sensazioni olfattive. Comincia a sentirsi un frutto più evoluto e tendente all'amarognolo. Non più integro e leggermente decadente. Insomma il vino si sta lentamente spegnendo nel bicchiere".
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[05/16/2008, 12:43] Australia, come si muove la concorrenza del vino?

Durella

L’Australian Wine and Brandy Corporation è una organizzazione australiana che si occupa del vino del paese, lo studia e ne trae i possibili sviluppi aiutando le cantine locali. Per tutto il 2006 ha sentito i pareri delle persone coinvolte nel business del vino e si è proiettata verso il futuro con il Wine Australia: Directions to 2025. Pensate: una strategia per l’intero comprato vinicolo australiano da qui al 2025! Lungimiranti, direi. Lo studio è una fonte di informazioni preziose: un documento in 24 pagine scaricabile da chiunque in formato pdf.

Adesso, non si è certo fermata. E’ stato da poco lanciato, infatti, il Regional Heroes Tasting Challenge: un sito internet che mette alla prova i consumatori sulle loro conoscenze personali sul vino. Il sito è descritto come una virtual wine tasting.

Ecco come funziona: prendi un vino e cerchi di selezionare le caratteristiche appropriate per descriverlo attraverso un range di opzioni. Ricevi quindi un punteggio e in più la possibilità di cercare un altro vino oppure di imparare qualcosa di aggiuntivo sulle regioni del vino australiane.

Il sito è una campagna di e-marketing rivolta al consumatore inglese. Potenzialmente gli utenti coinvolti dovrebbero essere intorno ai 40 mila. Per chi vi partecipa sarà possibile vincere una cantinetta con vini selezionati dell’Australia, tra cui Clare Valley Riesling, Barossa Valley Shiraz and Hunter Semillon.

Considerazione: mentre in Italia siamo ancora a ragionare sui siti internet tradizionali, in Australia si va già oltre coinvolgendo i consumatori, rendendoli partecipi, … Questa è la concorrenza.

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[06/05/2008, 23:29] Gli Effetti dei mutamenti climatici sulla vinificazione in bianco

Grande interesse ha suscitato nell’ambiente produttivo di Gambellara il seminario di approfondimento tenutosi presso la Sala Convegni della Casa Vinicola Zonin a Gambellara martedì 3 giugno.
L’incontro ha visto la partecipazione di Gianni Menotti, enologo di Villa Russiz, in Friuli, uno dei “bianchisti” più noti d’Italia, e di Angelo Peretti giornalista esperto di vini e trend di mercato.

L’incontro - dopo i saluti di Nicola Dal Maso, vicepresidente del Consorzio per la Tutela della D.O.C. dei vini Gambellara, e di Antonio Tonello, presidente della Strada del Recioto e dei vini Gambellara D.O.C, si è svolto sotto forma di una chiacchierata piacevole e dinamica, ed ha toccato svariati punti di interesse derivati dalle attuali problematiche legate all’innalzamento delle temperature e ha suggerito diversi e importanti spunti sia tecnici che dialettici.
I primi segnali di aumento delle temperature di alcune aree solitamente temperate portano gli operatori della filiera vitivinicola a ripensare e rimodulare strategie e interventi sia in vigneto che in cantina.
Dal seminario è emerso che sarebbe importante, sia da parte dei produttori che dei tecnici, concentrarsi sulla singola annata e sul territorio e preoccuparsi meno delle conseguenze sul lungo periodo del cambiamento del clima.
Per l’enologo Gianni Menotti “Le problematiche esistono, tecnici e produttori devono adattarsi: a volte è logico doversi affidare a diversi sistemi agronomici che sfruttino tecniche di irrigazione innovative.
L’elemento chiave però deve restare l’uva, il frutto - continua Menotti - il dna della pianta.
La maturazione adatta va trovata in base alla natura della vigna.
Risulta estremamente importante la gestione dell’acqua, della temperatura e della luce.
Dico sempre che bisogna sempre ricercare l’equilibrio in tutto: dal bicchiere al campo, in cantina, nella raccolta e nelle tecniche di agronomiche che si vanno ad utilizzare.
Io credo che ci sia una certa ciclicità dei climi nei vari secoli, la natura sembra avere un suo macro-equilibrio, sa adattarsi alle varie fasi.
L’importante è interpretare al meglio ogni singola annata rispettando il terroir e la tipicità della zona.
Intervenendo nella discussione anche Angelo Peretti ha manifestato un certo ottimismo: “Non è detto che questo innalzamento delle temperature sia per forza un dramma.
Bisogna saper interpretare i segnali della natura, fanno anch’essi parte della vinificazione. Bisognerebbe essere coerenti e leali verso il proprio territorio, ricercare la tipicità a tutte le temperature.
Nelle varie epoche storiche si sono già verificati determinati sbalzi e cambiamenti climatici, tutti hanno portato a diverse conseguenze, non tutte negative, anzi.
Bisogna essere bravi a capire in quale direzione andare per sfruttare al meglio questo nuovo clima senza piangersi addosso e con grande voglia di lavorare”.
Ulteriori notizie sulla DOC Gambellara sul sito della Strada del Recioto e dei vini di Gambellara.

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[07/27/2008, 22:52] Score del vino, è ora di cambiare
Ci sono sempre più segnali che l'edificio della critica del vino stia pericolosamente riempiendosi di crepe. Per diversi motivi, guide dei vini, magazine specializzati e, soprattutto, i giornalisti e scrittori che si dedicano a questa attività, sono sempre più spesso...
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[01/01/1970, 02:00] Inchiesta Montepulciano: tutto regolare per Vecchia Cantina
Ricordate l'inchiesta partita all'inizi di giugno su presunte irregolarità, ovvero il possibile utilizzo di uve provenienti da altre regioni per il Nobile e del Rosso di Montepulciano, che hanno portato al sequestro di migliaia di bottiglie di vino presso la Vecchia Cantina e che hanno visto il presidente Enrico Trabalzini coinvolto da avviso di garanzia?Ebbene, la scelta di non effettuare alcun ricorso e di preferire la linea collaborativa sembra sia stata lungimirante. E' di venerdì scorso la notizia riportata da La Nazione di Siena che Il tribunale di Montepulciano ha dissequestrato i vini dell'azienda e che tutto dovrebbe essere tornato alla normalità.L'articolo non parla invece delle conseguenze di questa interruzione delle attività durata quasi un mese, per la quale era stato stipulato un accordo sindacale aziendale che garantiva l'impiego dei dipendenti in attività interne straordinarie solo fino al 15 giugno, cioè un mese fa. Qual è la situazione per i numerosi lavoratori che di questa importante realtà che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie?
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[06/29/2008, 12:49] Diritto di replica: Casa Vinicola Poletti

Dalla Casa Vinicola Poletti, finita nell'elenco delle ditte esaminate nell'ambito dell'indagine "Vendemmia Sicura", riceviamo la seguente mail:

"A seguito uscita su alcune testate giornalistiche nazionali dell'inchiesta "Velenitaly", la nostra azienda ha rischiato una gravissima perdita di credibilità e di immagine.

Nonostante ci sapessimo completamente estranei alla vicenda e totalmente consapevoli dell'infondatezza delle allusioni che ci indicavano come parte attiva nella possibile frode, non abbiamo mai voluto pubblicare niente in smentita fino a quando non fossimo stati certi della definitiva chiusura degli atti che ci riguardavano".

La chiusura a buon fine della vicenda è arrivata il giorno 26 Giugno, quando i funzionari del ministero sono venuti a ufficializzare il provvedimento del giudice che ci libera da qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, essendo il nostro prodotto totalmente e completamente regolare, conforme, genuino e idoneo al consumo".

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[07/31/2008, 23:16] se stasera sono qui...
Durella
Un altro racconto segnalato da Villa Petriolo per "I giorni del vino e delle rose".
Si tratta di "Se stasera sono qui" di Gianni Gandini, a cui vanno i nostri complimenti.

Gianni Gandini è nato a Mannedorf (Zurigo) nel 1960. Risiede ad Albiolo (Como).
Musicista, musicoterapista, scrittore. Si è occupato di musica per pubblicità, colonne sonore per documentari, aziendali, musica per libri scuole, mostre pittura e teatro. In campo letterario scrive fiabe, racconti, sceneggiature, testi teatrali che hanno consonanze con le diverse anime della musica. Ha vinto numerosi concorsi letterari, ha pubblicato racconti, illustrati, tra gli altri, da F. Tullio Altan, Sergio Staino, Vera Davidescu. Ha pubblicato il romanzo "L'asso nella manica del re" per la Sovera Edizioni di Roma, un romanzo per ragazzi, "Pesci a S. Siro...e una medusa nella vasca da bagno" (Ed. Fiori di campo) ed è di prossima uscita "La doppia anima del labirinto" (Mursia Editore).



racconto

"SE STASERA SONO QUI"

di Gianni Gandini



Il pianoforte introduce un intrigante tre quarti, sottolineato con leggerezza dal levare di uno dei piatti della batteria. Sul finire della quarta battuta Sonia si avvicina al microfono per far decollare il tema e in quel preciso istante un?elegante signora entra nel locale.
Si adagia sopra uno sgabello di fronte al bancone e mi regala un sorriso.


Se stasera sono qui
è perchè ti voglio bene?


- Ho rubato il posteggio ad un grintoso Pajero ? mi dice ridendo ? e temevo ritorsioni, ma chi era alla guida se ne è andato senza far questioni.
La signora osserva attentamente il locale, liberandosi da un ingombrante cappotto.
- Un tempo, in questa enoteca, ci venivo con il mio primo amore, molti anni fa? ma questo grosso bancone non c?era ? dice mettendomi a fuoco e togliendosi anche l?abbraccio deciso della sua sciarpa ? e nemmeno lei c?era.
- Questo è sicuro ? rispondo, morsicandomi immediatamente le labbra per l?indelicatezza.
Sonia affronta l?inizio del tema musicale come se si trattasse di un?impegnativa salita, partendo a marcia bassa, per spingere l?acceleratore sulla seconda frase e liberare uno splendido timbro cristallino.
- E? bellissimo questo brano, e la cosa curiosa ? continua divertita ? è che questa era la nostra canzone preferita.


? è perchè tu hai bisogno di me
anche se non lo sai ?


- Cosa posso servirle, gentile signora?
- Un bicchiere di rosso in sintonia con questo momento di ricordi piacevoli. Mi sorprenda?
Mi giro e dopo una rapida occhiata, prelevo una bottiglia di Marzemino d?Isera e verso il prezioso liquido nel calice della signora, canticchiando la fatidica diciassettesima scena del Don Giovanni di Mozart: l?ultima cena del libertino che, al fianco del fido Leporello, gusta compiaciuto un piatto a base di fagiano ed assapora, con entusiasmo, l?eccellente vino della Vallagarina.
- Ecco a lei, un appropriato calice che ci riporta alla musica e ad antiche memorie.
La creatura che mi trovo di fronte si concede un profondo respiro, mentre sul palco è in corso un delicato assolo del piano, sul tema centrale della canzone.
- Sa perché l?ho lasciato?

? Se stasera sono qui
è perchè so perdonare ?


- Era costantemente in ritardo ? dice scuotendo la testa ? e la scusa era sempre la solita: non trovava mai parcheggio. Ridicolo?
Mentre la signora, dopo aver assaporato il profumo, si porta il calice alle labbra e degusta il vino, attendo il responso.
- Buono! ? mi dice posando il bicchiere ? è avvolgente e capace di ammaliare con questo profumo floreale. Ottima scelta.
- Grazie.
La signora riprende il flusso delle memorie:
- Era un ritardatario cronico. E disordinato? e poi perdeva tutto: gli ombrelli, i regali che gli facevo, il treno? alla fine ha perso anche me.
Il pianista conclude l?improvvisazione mentre la voce solista attende il break di basso e batteria, prima di riprendere, per la seconda volta, il tema conduttore.
- Un po? mi dispiace ? continua lei ? perchè gli volevo veramente bene.
- E poi? ? chiedo.
- Non l?ho più rivisto e la vita è andata avanti. Mi sono sposata con un?altra persona, ho avuto due figlie. Poi lui se ne è andato, naturalmente con una femmina più giovane. Ma ora sto bene, sa? Pensi che sto per diventare nonna: è una nipotina.

? e non voglio gettare via così
il mio amore per te ?


- E? curioso rivisitare la propria vita nel tempo di una canzone?
- Nel tempo di un bicchiere di vino ? la correggo simpaticamente.
- E? vero ? sorride ? e devo dire che era decisamente delizioso. Penso che mi concederò un bis?
- Gliene preparo subito un altro ? dico girandomi rapidamente verso la mia postazione.
Il suono di un discreto cellulare avvisa la signora di un improvviso cambio di rotta.
Si riveste velocemente, congedandosi:
- Mia figlia? devo andare ? mi dice scusandosi ? devo portare il mio scassatissimo Maggiolone dal meccanico prima che chiuda. Grazie per questa piacevole sosta.
La vedo uscire, dopo essersi girata un?ultima volta verso il gruppo musicale, accennando un timido applauso.
Posteggio il secondo e mai consumato bicchiere di Marzemino sul bancone e mi godo l?acuto finale di Sonia, mentre gli stacchi conclusivi del gruppo decretano l?irreversibile fine della canzone che tanto piaceva alla signora.
I musicisti si guardano per qualche secondo, controllano la loro scaletta e recuperano le rispettive partiture.

Per me venire qui è stato come scalare
la montagna più alta del mondo ?


E? in quel momento che entra un uomo ansimante e mi si piazza davanti. Attendo l?ordinazione mentre lo vedo togliersi il cappello e regalarmi un sorriso.
- Persone gentili, oggi ? penso.
- Scusi il fiatone ? mi dice ? ma un Maggiolone che a malapena si reggeva in strada mi ha rubato il parcheggio e ho girato il quartiere tre volte, prima di posteggiare a mezzo chilometro da qui. Però ci tenevo a tornare in questo luogo ...
- E? già stato qui da noi? ? chiedo.
- Si, molti anni fa. Quando ero giovane frequentavo regolarmente questo posto, con la mia ragazza. Ed ora che sono solo, i ricordi di quei giorni vengono spesso a trovarmi.
Il signore concede un panoramico sguardo alla recente ristrutturazione del posto. Poi ritorna a me.
- Mi serve qualcosa, per favore?
- Mi dica pure? cosa desidera? ? chiedo roteando la mano verso il retro del banco, per mostrare le numerose possibilità.
Lo vedo esitante ed istintivamente gli allungo il bicchiere lasciato intatto dalla signora.
- Mi permetto di servirle questo bicchiere di intrigante Marzemino, con la sua carezzevole gamma aromatica.
- Benissimo ? dice il nuovo arrivato mettendosi comodo ? lasciamoci cullare dai sentori tardo-primaverili dell'adorato Marzemino.
Il gruppo musicale si appresta ad una nuova interpretazione, lasciando il compito dell?introduzione del brano al solo contrabbasso.
- Sa cosa mi renderebbe felice, adesso?
- Cosa? ? chiedo.
- Poter condividere un momento così con la mia ragazza di allora.

? e ora che sono qui voglio dimenticare
i ricordi più tristi giù in fondo ...

Sonia espone, con precisa attenzione ai dettagli, la linea tematica di ?The Days Of Wine And Roses?, egregiamente sostenuta da un elegante walkin bass del contrabbassista.
- Molto bravi ? considera il mio nuovo ospite ? Chissà se hanno in repertorio ?Se stasera sono qui?? Era la nostra canzone preferita.
- Mi spiace per lei ? dico alla persona che mi trovo di fronte ? ma l?hanno appena eseguita.
Il fraseggio ritmico del solo di piano, tra l?accordo iniziale di Mi e il successivo Re7 alterato, sembra evocare linee tematiche già vissute.
- E? la storia della mia vita ? considera il brizzolato signore ? Arrivo sempre in ritardo. Ed oggi è un vero peccato: perdersi una così bella canzone?

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[08/06/2008, 09:09] Firenze deserta ma da Gastone un salto si può fare (se vi piacciono i biodinamici poi?)
Visto che sabato finiscono le mie ferie fiorentine (ovvero al lavoro ma con famiglia al mare lontana 1400 km e casa libera e serate a spasso) e cominciano le ferie “vere“, in questi giorni cerco di sfruttare ogni occasione per rimettermi in pari con le aperture di locali sulla scena cittadina. Da quasi ultimo (già Leonardo [...]
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[08/04/2008, 16:30] Maccheroni di Toscana ai magnifici sapori

DurellaUna pasta così buona, che tiene il sugo con incredibile ''naturalezza'' non è evento frequente. I maccheroni di Toscana della Martelli sono una pasta saporita con cui realizzare tantissime ricette. Certo che tra il caldo e l'afa opprimente non abbiamo molta voglia di dedicarci alla cucina. Per 4 persone calcolate circa 350 g di pasta, 4 cucchiai di olio evo, due peperoni rossi, una cipolla intera, un rametto di rosmarino, ¾ foglioline di salvia, poco peperoncino fresco, noce moscata, 80 g di pecorino toscano, pepe bianco, sale. Mettete in cottura la pasta che dovrà essere al dente. In un tegame fate rosolare la cipolla con l'olio evo; tagliate i peperoni a listarelle e fateli rosolare sul fondo di cipolla unendo un pò di acqua di cottura della pasta. Unite la salvia, il rametto di rosmarino, il peperoncino e fate insaporire con poco sale. Scolate la pasta e unitela alla sauce preparata. Iniziate a saltare, integrando il pecorino ridotto a scaglie. Una bella spruzzata di noce moscata e servire caldi. Abbinare un delizioso Chiaretto del Garda e buon appetito.

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[01/01/1970, 02:00] Produttori: Villa Dora
La doc Lacryma Christi, nonostante il nome evocativo e la diffusa notorietà su cui i suoi vini hanno, storicamente, potuto contare sia in Italia che all'estero, è stata sempre piuttosto avara di etichette significative in grado di competere con l'eccellenza qualitativa insistentemente perseguita e raggiunta...
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[08/09/2007, 22:20] A terra !
Durella
Eliminare una parte dei grappoli è il modo naturale per avere un vino più ricco e concentrato.
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[06/27/2008, 20:26] Dal M. Thurgau ai Rosati d'Italia

Durella

Nei giorni scorsi si è svolto a Cembra il 5° Concorso Internazionale del Müller Thurgau, nell'ambito della XXI Rassegna dei Müller Thurgau dell'Arco Alpino.

La mostra è in programma dal 2 al 6 luglio prossimi ma, come detto, le degustazioni degli oltre 90 campioni presentati si sono già tenute.

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[12/24/2007, 21:02] Auguri !
Sincerissimi auguri per un sereno Natale !

P.S. Finalmente Nuvole e Pane è vestito e, da oggi, è ufficialmente nato ! Domani si brinda col mio primo Nuvole e Pane 2004 ! Alla vostra !
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[06/03/2007, 19:54] I vini del Pashà


Sera del 30 maggio: dalle vetrate della sala ristorante del Museo Carpano al primo piano di Eataly tutto appare più bello, a cominciare dalla vecchia fabbrica di auto del Lingotto ora sede di...

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Tags: eventi, ristoranti, vini italia, grandi cuochi, olioeolive

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[05/26/2008, 18:26] Slow Sud entra nel network
Durella Si aggiunge alla lista degli editori del network Slow Sud, un contenitore di notizie dedicate ai giacimenti enogastronomici, agli eventi, alle iniziative, alla cultura, alla musica, agli spettacoli, ai luoghi e alle eccellenze della Campania ma anche di tutti quei tanti "altri Sud" da scoprire e raccontare. Curato da Luigi D'Alise, Slow Sud si aggiunge alla proposta per l'adv locale mirato di VinoClic. Scheda completa editore su VinoClic
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[01/01/1970, 01:00] Carovigno, Già Sotto l’Arco
Corso Vittorio Emanuele, 71Tel. 0831.996286www.giasottolarco.itSempre aperto, chiuso il lunedì. Ferie nella seconda metà di giugno Della vacanza pugliese si parla un gran bene tra quelli che seguono il trend. Masserie, olivi centenari e muretti a secco, una luce particolarissima e una gastronomia di corpo e d’anima. È questa la sintesi del «rural chic» che attira sempre più turismo interno di qualità. Spuntano come funghi nuovi resort e anche i ristoranti ...
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[08/04/2008, 17:28] la casa dei vedovi
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Con il racconto "La casa dei vedovi" di Miriam Casalini Serni termina la pubblicazione dei racconti segnalati da Villa Petriolo per il concorso letterario "I giorni del vino e delle rose". Complimenti a Miriam e a tutti i partecipanti, i cui racconti, tutti, verranno diffusi su Divinando i prossimi mesi.



Miriam Casalini Serni è nata a Firenze e risiede a Panzano in Chianti. Appassionata cultrice di memorie di vita paesana e di tradizioni toscane, ha pubblicato: ?Dal tetto al pagliaio. Bricciche del vecchio Chianti?, Edizioni Pagnini e Martinelli, 2001/2002, ?La triste storia della Mucca Pazza. Funerale della Fiorentina?, ?Cuore di luce. Storia di un trapianto di cuore?. Ha collaborato, inoltre, con racconti mensili, all?Informatore Coop Firenze e al settimanale Metropoli. Ha vinto il secondo premio Slow Food ?Galeotta fu la cena? con il componimento ?I? mal di? lesino?; ha vinto, nel 2002, il premio del concorso di GoWine e La Nazione ?Il vino e gli over 50?, oltre al premio del concorso ACI 2007 ? Automobil Club Firenze e al premio del concorso di poesia CALCIT , aggiudicandosi la Medaglia del Presidente nel maggio 2008.


racconto

"LA CASA DEI VEDOVI"

di Miriam Casalini Serni




Facevo villeggiatura in un agriturismo in collina. Avevo dovuto portarmi dietro Tigre, il mio gatto, non avevo nessuno a cui lasciarlo, e poi era la mia compagnia.
Per quante precauzioni avessi preso a scanso di fughe, un giorno, il lazzerone, sentita aria di libertà, era evaso.
Nel corso delle feline ricerche seppi che era stato visto aggirarsi nei pressi della ?Casa dei Vedovi?, dove pare ci fosse una micetta da corteggiare.
Vi andai munita di allettanti bocconcini di ?ciccia?.
Era pomeriggio inoltrato.
Nell?attesa che le gentili persone di quella casa me lo recuperassero, passeggiai un po? attorno. Ammirai il panorama, vigne, olivete, guardai il vento piegare le punte dei cipressi, aspersori benedicenti la campagna. Passo dopo passo mi ritrovai in uno
spazio fatato.Orto o giardino?
I pampini di una grande pergola mossi da un lieve venticello, scomponevano la luce del sole che vi filtrava attraverso, pareva giocare a nascondino facendo sperluccicare acini d?oro di uva matura.
Stavo in un quadro di Silvestro Lega.
Altra magia: gli odori. Emanavano dal muro caldo e sbrecciato azzurro di ramato che sosteneva una spalliera di rose spampanate, quasi sfatte, complici in alchimia con malvoni, cespugli di cedrina e violacciocche. Più lontano, ma distinto, afro di conciaia. Un ronzare di api ritardatarie affaccendate a bottinare, in gran crescendo il frinire delle cicale. Tutto questo mi riportava a istantanee di memorie infantili nell?orto di una canonica.
Recuperai il mio gatto riottoso, anzi, inca..volato nero, per ritrovarsi dietro le grate della gabbietta dopo tanta salace avventura.
Ringraziamenti e saluti.
?L?aspetti signora, gli si coglie dalla pergola du? be? grappoli d?uva salamanna, la sentirà bona. Poi la ci rammenta.?
Li rammentai per la cortesia e per la bontà dell?uva.
Mi erano rimaste due curiosità.
La prima la soddisfece il dizionario, ?salamanna?, avevo pensato a un toscanismo. Infatti : ?...pregiata uva da tavola a grossi acini ovoidali polposi e dolci, dal nome di S(er) Alamanno Salviati che ne importò il vitigno in Toscana dalla Catalogna nel secolo XVIII°.?
La seconda, lo strano nome del luogo, ?la Casa dei Vedovi?, me ne spiegò il motivo la padrona dell?appalto in paese.
Vi abitava una famiglia di contadini, padroni del loro podere da generazioni, che l?avevano sempre coltivato direttamente. Facevano un buon vino, spremuto dall?uva di vigne allineate su morbide colline che si intersecavano su incostanti livelli, esposte a mezzogiorno proprio come Dio comanda per dare il vino migliore.
Solo al Catasto e sul carro agricolo rosso sbiadito, era scritto il nome del podere, un nome gaio e poetico, ?Pero Giugnolo?. Antica toponomastica di luoghi senza un perchè, o forse dimenticato nei secoli, in questa Toscana dove la poesia sta di casa.
Ma ormai per tutti quella era la ?Casa dei Vedovi?.
Erano rimasti prematuramente vedovi i due fratelli, le mogli morte alla svelta, una dietro l?altra, poverette.
Un affanno tirar su quell?unico figlio, l?altro era volato in cielo con la sua mamma, senza aver toccato la terra con i piedini.
Gente faticatora, Cesare e Omero, con la passione per il podere, per la campagna, coltivavano la vigna alla maniera antica, con quel magico equilibrio fra terra e cielo, retaggio di una sapienza ancestrale.
Potare, piegare i tralci al tempo giusto, con un occhio alla luna, uno speranzoso al cielo benigno, i trattamenti per combattere tutti quei nemici che fan danni, poronospora, muffe, parassiti, quando la troppa pioggia, quando la siccità... la grandine!
Il Vino. Bevanda. Alimento. Sangue vivo della terra.
Il tempo che passa, il figlio, Marco, ormai grande, studente di agraria ed enologia era la gioia del padre e dello zio. Zio? Due padri erano, due genitori di un solo figlio, il loro orgoglio.Il ragazzo ne sapeva di cose.
Aveva ereditato amore alla terra, alla vigna
Cominciò presto a dare suggerimenti per migliorare il vino già buono.
A volte il giovane cozzava con antichi pregiudizi, ma anche se dubbiosi, Cesare e Omero si adeguavano volentieri.
Quando il figlio saggiando il vino diceva di bouquet, di mora, di tabacco, di tannini, i due scuotevano la testa: ?Quante storie, il vino è buono, sa di quel che deve sapere?.
E Marco: ? Prima della vendemmia si devono togliere alcuni tralci per fare assorbire ai grappoli il sole più pieno.?
?Codesto l?abbiamo sempre fatto.?
?Lo so, infatti è un?abitudine di secoli. Lo dice anche Marco Bussato, alla fine del 1500 in un suo manoscritto che ho trovato alla Biblioteca Nazionale...?
I vedovi si guardano negli occhi compiaciuti. Loro non sanno di manoscritti, ma conoscono un proverbio: ? Dice la vite: fammi povera, ti farò ricco e felice?
Marco ogni tanto ha idee un po? spinte.
?Si devono eliminare i grappoli stenti e guasti.?
Questo no, non possono accettarlo. E? per loro una sofferenza, uno spreco.
Comunque ora il prodotto è davvero migliore, uniforme, abbondante, richiestissimo. Si può imbottigliare ed etichettare con la dicitura ? Podere Pero Giugnolo?.
Un giorno il giovane portò a casa due dozzine di cespugli di rose con il loro ?pane?, acquistati a un vivaio Pesciatino.
?Dove li vuoi piantare??, chiesero i due genitori
?A capo dei filari della vigna. Ci staranno bene.?
I due fratelli ricordarono allora che il vecchio nonno Simone parlava di questo uso antico. Un ?roso ? nella vigna era una vigile sentinella d?avanguardia per la sanità della vite. Se il ?roso? dava segni di sofferenza, anche le viti si sarebbero poi ammalorate, cosìcchè si doveva provvedere subito alle cure del caso.
Con i nuovi trattamenti preventivi che il figlio attuava non c?era bisogno di quell?espediente a tutela delle viti, ma l?idea piacque senza riserve ai due fratelli.
Il pensiero di un ?roso? nella vigna li conquistò, sapeva di buono. Tradizione e innovazione
Come in una danza il vino arrubinava il calice mosso da mano esperta, sprigionava intriganti fragranze e sapori. Ora avrebbe rivelato anche un delicato sentor di rose.
Ero ormai entrata in confidenza con quella brava gente, onorata e felice per l?amicizia che mi dimostravano. Seppi la loro vita, ammirai i vigneti, la cantina. ?Desinai? nella grande cucina.
Centellinai il loro vino. Svelava in bocca un?emozione, una festa. Scendeva ?...come una cascata di seta episcopale...?, invadeva lo stomaco di amabile tepore.
Ascoltai la storia dei ?rosi?, l?antica e la moderna.
Dedicai loro una poesia.

? Ho sognato una rosa...?

? Il tralcio reciso che geme
salute mi reca,
non pene.
Sento l?acqua d?aprile
che fruscia
tra pampini e foglie,
il sole l?asciuga, le scrolla,
ci mette fastelli di luce.
Io suggo
da terra e da cielo la vita.
Va lenta la giostra del tempo
co? cicli che ?l tempo comporta.
Anelo
al profumo d?un fiore.

O rosa,
ai giardini rapita,
non fu confine
tra reale e sogno.
Un refolo di vento,
muove lieve nell?aria
odor di rosa.
E io lo chiudo in me.?
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[07/09/2008, 23:18] Franco Ziliani e il Chiaretto
DurellaPrezioso intervento di Franco Ziliani, alias Vino al Vino, sul sito internet delll'Associazione italiana Sommelier a proposito di Italia in Rosa e dei vini rosati, Chiaretto incluso (e dei rosè Franco è sempre stato un fan, occorre dargliene atto).
Non mi soffermo qui su tutte le varie considerazioni espresse da Franco (chi volesse leggere integralmente l'articolo - e ne vale la pena - può cliccare qui), ma mi limito alle citazioni bardoliniste, giacché questo è un blog dedicato esclusivamente al Bardolino.
Orbene Franco dice di aver apprezzato, tra i tanti vini in assaggio, "la precisione e la misura del Bardolino Chiaretto Rodon delle Fraghe e del 21.10 di Ronca".
Poi più avanti annota che nella manifestazione erano "tanti, intriganti, divertenti, a volte sorprendenti e contraddittori i possibili percorsi d?assaggio, con passaggi arditi dai vini fermi - con una prevalenza, in ambito gardesano, dei veneti sui bresciani, con un Bardolino chiaretto più definito di tanti un po? troppo pallidi e fragili Chiaretto del Garda (con due eccezioni in particolare, il Rosamara di Costaripa ed il San Giovanni di Pasini)".
Ancora oltre, citando alcuni interventi del talk show, Ziliani ricorda cheMatilde Poggi "ci ha tratteggiato la sua idea di 'vino goloso, profumato, fruttato, concepito per l?estate' del rosato". Fin qui i temi bardolinisti: il resto lo potete (e lo consiglio davvero) leggere qui.
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[07/14/2008, 17:51] 
Fragole tutte da bere
La mia coltivazione casalinga di fragole sta regalando risultati insperati. E visto che non di solo vino si disseta l'uomo (purtroppo)...

DurellaDurella
Frullato di fragole semplice & chic

Per 2 persone:
125 gr di fragole
125 gr di yogurt naturale non troppo acidulo
melissa fresca
ghiaccio
a piacere, miele o zucchero

In un frullatore mettete le fragole a pezzettoni, lo yogurt, ghiaccio e miele secondo il vostro gusto. Frullate fino ad ottenere un composto piuttosto omogeneo e spumoso. Completate con qualche fogliolina di melissa e ristoratevi!
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[06/09/2008, 21:16] Kilofrigorie

Durella

Quando arrivi a 7 giorni dall'evento al quale lavori da molti mesi credo sia normale una certa tensione. Lo è già meno il ritrovarsi di punto in bianco con alcuni punti dati ormai per definitivamente risolti da mesi completamente azzerati, con un tutto da rifare insomma. Una giornata quella di oggi che ricorderò per molto tempo.

Ero dal medico intorno alle 12.00 quando per puro caso apprendo da un collega che la domenica in cui dovremo movimentare qualche migliaio di colli di vino, la piazza sulla quale dovremo passare avanti e indietro sarà assediata da un mega raduno di auto d'epoca. Dopo qualche secondo di silenzio quando dall'altro capo sento, "pronto ? è ancora lì ?", con un lieve balzello dalla sedia rispondo "si scusi, sono rimasto senza parole", "raduno d'auto d'epoca ha detto ?", "si, pare sia un raduno di 600 d'epoca, arriveranno a Genova e occuperanno tutta la zona utile per il carico / scarico.

Passano 10 minuti e mentre sudo e il piccolo condizionatore dello studio medico non sembra aiutare granché, squilla nuovamente il telefono. Questa volta è il tizio del ghiaccio, quello con il quale era tutto chiuso e definito da mesi, quello che mi aveva assicurato, non preoccuparti, penso a tutto io, quello che chiamavo ogni quindici giorni da tre mesi per tenerlo sulla corda. Per farla breve, si rende conto - oggi ! - che probabilmente da solo non è in grado di gestire la cosa. Risolto - parzialmente - intorno alle 17.00 il problema del passaggio per i nostri furgoni, con peripezie che vi lascio solo immaginare, ho finito cinque minuti fa di chiamare praticamente tutte le pescherie e i grossisti tra genova la Riviera di Levante per il problema ghiaccio.

E' stato istruttivo perché quando i problemi li devi risolvere direttamente - come di fatto nel mio caso vale nella stragrande maggioranza dei casi - oltre alla scocciatura hai almeno il vantaggio del "senno di poi" immagazzinato in quello specifico frangente. In questo caso ho appreso che i più grossi grossisti - perdonate il bisticcio di parole - di pesce di Genova, tra i maggiori fornitori di ghiaccio della regione, il ghiaccio lo centellinano. C'è come una sorta di lista, come in discoteca, un'opzione per barche e pescherie - il che mi sembra anche giusto, comunque - e quel che resta per te non sono che le briciole.

Ho imparato la differenza tra il ghiaccio secco e il ghiaccio idrico, la temperatura del ghiaccio normale e del ghiaccio secco (-80), ho imparato cosa sono le kilofrigorie (le avevate mai sentite ?), i prezzi dell'uno e degli altri, le capienze dei sacchi del ghiaccio, i tipi, i furgoni necessari per trasportarlo, ecc. Alla fine comunque ho trovato qui in provincia, un grosso distributore di Casarza Ligure salverà il freddo del meeting. Sempre che non accadano altri intoppi.

E' stata una giornata campale, capitata a 7 giorni dal meeting ma per ora nervi saldi, tutto procede come deve.

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[07/16/2008, 14:25] Soavemente a... Teatro!
Perbacco, non ho registrato il marchio! Scherzi a parte, è davvero con piacere che registro il prestito di "Soavemente" - alla rassegna di Teatro che si sta svolgendo presso la Cantina di Soave. Cultura e vino, un modo di essere...
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[07/30/2008, 10:30] Cirò Château Casabona, un grande vino del 1956?

Durella

Il castello non è quello della Isle of Mull, dove secondo questa notizia pubblicata ieri dal Corriere della Sera è stata rinvenuta dietro un’anta rotta di un armadio nel maniero Torosay una vecchia bottiglia di inestimabile valore di uno Champagne ?Veuve Clicquot? che risale nientemeno che al 1893, una reliquia di 115 anni che si prevede venga  ora esposta nel centro visitatori della storica Maison Veuve Clicquot a Reims.
Eppure anche in questo sorprendente castelletto di stile e architettura francese che si incontra a sorpresa, isolato tra boschi e macchia mediterranea sulle colline di Casabona, borgo antico posto ad una trentina di chilometri da Cirò marina, vengono conservate e quando vengono stappate regalano mirabilie enologiche vecchissime bottiglie di vino locale. Che per comodità definiremmo Cirò, anche se all?epoca della raccolta delle uve di cui sono espressione la denominazione d?origine era ancora nella mente di Bacco?
DurellaGrazie all?amico Nicodemo Librandi, che mi ci ha portato e all?ospitalità di quell?autentico gentiluomo che è Antonio Butera Tallarico, nipote di quella straordinaria figura di ricercatore e pioniere della viticoltura e dell?enologia che è stato Giuseppe Tallarico, medico, scienziato, amico di Guglielmo Marconi, di Picasso, Stravinsky e di tanti personaggi, anche storici del secolo scorso, ho avuto la fortuna di avvistare e fotografare una serie di vecchissime annate, anche primo Novecento, di vini dell?area di Cirò e il privilegio e l?emozione di degustare, anche se aperta un paio di giorni prima, una bottiglia nientemeno che di una ?grande annata? (la mia?), ovvero il 1956.
Vino affascinante, dal colore ancora vivo e splendente, pieno di energia, con tannini ben rilevati, ancora con un frutto godibile e succoso, saporito, anzi salato.
Una vera sorpresa, questo ?Cirò Château Casabona?, una delle grandi rivelazioni, dei ricordi indelebili di questa mia breve ma intensa trasferta cirotana?
Durella 

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[04/09/2008, 11:31] Un megainceneritore a due passi da Roma, nel cuore dei Castelli Romani
Mi riaggancio alla segnalazione fatta un paio di giorni fa dalla mia carissima amica Veronica e al post impeccabile di Roberto che ha spiegato davvero tutto, perchè è bene segnalare anche qui una notizia a dir poco agghiacciante. Di un caso simile se n’era parlato già a suo tempo, quando volevano mettere un gigantesco [...]
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[08/03/2008, 21:51] HUMBLY requesting your help
Dear faithful readers & other masochists, I am a proud and irascible man, yet one quick to forgive when there's no money at stake, and therefore I turn to you, fellow voyagers on the wine-dark seas, 'umbly beggin' your freely creative assistance in dreaming up a title for the fourth and final Part of my precis of TheLastItalianWineMemoirYoullEverHavetoRead. I have already referred to this concluding segment as an "apotheosis" of sorts, but there is a problem with this: I have never had an apotheosis before. In fact, no one I...
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[07/21/2008, 01:46] Nuove campagne : Rasera sceglie VinoClic
Durella Rasera, distributore di elettrodomestici da incasso, sceglie VinoClic per la promozione dei marchi di cantine frigo distribuiti in Italia. La campagna è in corso fino a fine luglio 2008. Mirko Rasera, titolare dell'azienda, così presenta il suo lavoro : "Dal 2000 abbiamo cominciato a vendere qualche frigorifero per vini, poi la passione è cresciuta ed ora questo settore rappresenta un'attività primaria con numerosi prodotti in assortimento, 6 marchi trattati tra i quali Artevino del quale siamo importatori esclusivi per l'Italia".
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