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Mondo Di Vino
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[05/22/2018, 09:51] Best Drug Rehab Treatment Facilities

Most drug addicts are isolated from the rest of the community because they are regarded as people who are living a lifestyle that they chose. What most us do not apprehend is that; drug addiction is a disease. Once you buy the idea that drug addiction is a disease, you will be able to help people who are facing this problem. We should all fight together to have a drug free society. In fact, addiction has made many families break, young kids, to get involved in socially unaccepted activities like thuggery and prostitution. That is why there are many drug rehab treatment facilities all over the world. These facilities are working hard to hell those people that are engulfed in this drug addiction menace. You are probably reading this post because you are the victim or you want to help someone you know. Actually, the first step towards healing this problem is by self-acceptance. We just want to let you know that you are on the right track and doing the right thing. Our guide will help you to find the best drug rehab treatment facilities within your locality. Keep reading in order to make the right selection.

Tirebouchon a cavorettoFunding

Most of these facilities are private and you need to pay for the services that you will be offered. After conceiving your idea to go for a rehab, you should keep in mind the type of financial support you will need. Always inquire about the cost of service in each facility before making up your mind. Actually, several programs for drug rehabilitation accept the insurance. If you have a health insurance cover, consider shortlisting those facilities that accept the insurance. This will make your healing process very simple. At such a situation, you need maximum concentration and less stress since most people are willing to leave drug but they get back due to lack of funds. So make sure you choose a facility that accepts an insurance if you have one. And if you do not have once, there are facilities that offer cheap yet quality services.

 

Availability of a Drug Detox

 

For alcohol and opiate addicts, they are required to attend any detox program available. The right facilities for this kind of people are one that offers a detox program. Actually, for those who do not know what a detox means; it is a situation when your body is suffering from withdrawal. Withdrawal symptoms are normally due to lack of any drug in your body system. In most cases, alcohol addict suffers from seizures. It is, therefore, good for you to choose a treatment facility that embraces detox programs for a better healing process.

 

Aftercare

 

You need to focus on what happens after the rehab is finished. Statistics show that quite a good number of former addicts return to their past ways due to lack of aftercare services. If you are ready to do away with drug addiction, make sure you choose a drug rehab facility that monitors its patients even after the treatment is done. You can ascertain this by getting referrals from a friend and family members. After your recovery process, you surely need an aftercare program to keep you on track. And any facility offering this is a sure bet for a permanent …

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[09/04/2007, 16:05] Bah !
Tirebouchon a cavoretto
Fuori piove, e cos? mi sono seduto un attimo davanti alla scatola catodica: su Raitre, a GeoMagazine, parlavano di biodinamica ! Rispetto chi lavora seguendo la biodinamica perch? ? un lavoratore come gli altri, ma non accetto che si diano per fondate, talvolta miracolose o rivoluzionarie (!) cose di cui non c'? alcuna dimostrazione scientifica, cose che a volte sono ai limiti della semplice creduloneria. Pur apprezzando qualche principio di fondo, che tuttavia rientrano nel semplice buon senso, per me l'agricoltura biodinamica rimane essenzialmente un atto di fede. Non mi pare un'evoluzione del pensiero, piuttosto un'involuzione.
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[05/04/2007, 00:00] ARRIVA L'ESTATE. VOGLIA DI FRESCHI ROSATI. DALL'ABRUZZO, SUA MAESTA' IL CERASUOLO.

Alcune settimane fa un famoso blogger italiano (Aristide) ha lanciato una interessante iniziativa, invitando tutti gli appassionati a parlare di vini rosati. Ho raccoltoTirebouchon a cavoretto entusiasticamente la "sfida" ed ho deciso di descrivere in breve le caratteristiche di quello che si pu? considerare uno dei rosati di maggiore riguardo a livello mondiale. Parliamo quindi del "Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo".

La produzione del Cerasuolo rappresenta una variante del Montepulciano d'Abruzzo, dal quale si differenzia, basilarmente, per l'utilizzo di tecniche di vinificazione diverse che, per la tipologia principale avviene "in rosso", mentre per il Cerasuolo viene attuata, con molte varianti, la cosidetta "vinificazione in bianco".

Le uve del vitigno montepulciano sono notoriamente molto ricche di antociani, tanto che, anche dopo un contatto assente o poco prolungato delle bucce con il mosto avviene una buona cessione di pigmenti, con un risultato che ristora il cuore alla sola vista. Il colore rosato brillante, splendido nei riflessi, accompagnato da profumi che dietro le note delicate tipiche del frutto lasciano trasparire la potenza tipica del vitigno. Un connubio che da sempre ha affascinato i viticoltori abruzzesi che ne hanno fatto un figlio prediletto, adatto alla tavola di tutti i giorni ed all'ospite di riguardo.

La tradizionale produzione dei vini rosati ? molto radicata nella regione, sia nella fascia costiera che in quella del subappennino. Una consuetudine oramai consolidata che ci regala profumi e sapori ineguagliabili, al riverbero dell'incantevole colore. Sensazioni che stanno conquistando una fascia sempre crescente di semplici consumatori e di esperti qualificati. Un successo che si concretizza negli ottimi risultati che il Cerasuolo riscuote sulle guide e nei concorsi specializzati (si vedano ad esempio le sezioni dedicate ai rosati a denominazione d'origine del Concorso Enologico Internazionale del Vinitaly o della Selezione Nazionale dei Vini da Pesce).

Molto ampia e qualificata ? la scelta offerta dai produttori regionali, che si differenzia per aree e modalit? produttive. Senza volont? di sminuire gli altri bravi vitivinicoltori, ho deciso di parlare di un Cerasuolo di grande carattere, il "Pi? delle Vigne", prodotto dall' Azienda Agricola Luigi Cataldi Madonna di Ofena (AQ).


TERRITORIO

Il comprensorio agricolo di Ofena ? situato nel versante occidentale delTirebouchon a cavoretto massiccio del Gran Sasso d'Italia, all'interno di un anfiteatro naturale circondato da montagne. Una orografia che influisce in maniera molto audace sui fenomeni climatici, rendendoli aspri e tipici delle aree genuinamente continentali, con fenomeni meteorici improvvisi ed andamenti termici incostanti, con escursioni giornaliere e stagionali molto rilevanti. L'altitudine di circa 600 metri s.l.m. favorisce una insolazione poco Tirebouchon a cavorettoschermata e ad ampio spettro luminoso, che arriva agli apparati fotosintetici delle viti in sinergia con elevate temperature estive diurne. Tali condizioni influiscono molto sulla formazione degli antociani e degli altri polifenoli, le cui quantit? e qualit? permettono alla pianta di adattarsi ai peculiari attributi fotoclimatici, al fine di sfruttarli al meglio dal punto di vista energetico e di difendersi dalle radiazioni solari. Il risultato si evidenzia con mosti e vini dal colore intenso e dalle sfumature originali, con ampie e piacevoli conseguenze organolettiche. Il bellissimo fiume Tirino completa il quadro di quello che viene definito il "forno d'Abruzzo".


IL PRODUTTORE

L'Azienda Agraria Luigi Cataldi Madonna ? stata fondata nel 1920 ed ha sempre rappresentato una realt? produttiva importante. Ma la svolta ? avvenuta da quando ? gestita dal prof. Luigi, Ordinario di Filosofia e nipote del fondatore. La sua attivit? imprenditoriale ha assunto una connotazione esclusiva, improntata alla salvaguardia del paesaggio, dell'ambiente agrario e della biodiversit? variatale. A lui, ad esempio, dobbiamo la riscoperta del vitigno pecorino. L'attivit? antropica in armonia con la natura. La chiave indispensabile per prodotti dal fascino senza tempo.


IL PRODOTTO: la tecnica della "svacata"

Il Cerasuolo "Pi? delle vigne" ? realizzato con una particolare digressione da quella che ? la vinificazione in bianco standard: la "svacata". Il nome di questa tecnica, tradizionale del territorio, deriva dalla parola "vach" (che nel dialetto di gran parte Tirebouchon a cavorettodell'Abruzzo significa acino) e consiste in una vinificazione che avviene in fasi diverse. Dopo le operazioni di pigiatura e sgrondatura, il corpo principale del mosto viene avviato alla fermentazione, mentre le bucce vengono messe a fermentare a parte con una piccola frazione di mosto per un periodo variabile, passato il quale la fase liquida viene separata da quella solida ed aggiunta alla massa fermentante. Questa metodica consente di solubilizzare dalle bucce, in maniera condizionata, una quantit? superiore di polifenoli, di componenti della frazione olfattiva e di alcuni composti della pruina che coadiuvano le fasi della fermentazione. Tale maggiore estrazione avviene per?, dato il maggiore rapporto tra bucce e fase liquida, in condizioni vicine o pari alla saturazione, tanto da permettere un discioglimento molto bilanciato delle componenti chimiche.

Il vino che si ottiene presenta un colore rubino brillante, molto vivace, con riflessi sul granato. Il profumo ? quello tipico del frutto della cultivar, con notazioni vinose ed alcoliche caratteristiche. All'assaggio si presenta fresco ed avvolgente, con un retrogusto che ricorda la mandorla e l'amarena, persistente e piacevole.

Si accompagna con i primi piatti della cucina abruzzese (ottimi i primi a base di pasta fatta in casa con i legumi), ma si sposa perfettamente con piatti di pesce complessi e strutturati. Una buona idea potrebbe essere quella di accostarlo ad un ottimo risotto alle seppie. La temperatura di servizio ideale ? di circa 14?C.

Il costo?? Possiamo acquistarlo in enoteca ad un prezzo che si aggira sui 13 euri.

Allora cosa dire?? Buona Salute a Tutti!!!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: GUERRIERO DI CAPESTRANO, CORSO DEL FIUME TIRINO, PANORAMA DEL "FORNO D'ABRUZZO" (FONTE: OFENA.ABRUZZO.IT), BOTTIGLIA DI CERASUOLO "PIE' DELLE VIGNE".maptalks_motif={"background":"#f7f0e9","top_background":"#c5b4b9","top_text_color":"#a3234e","comment_background":"#f5e4e9","text_color":"#632035","blurred_text_color":"#632035","anchor_color":"#bf277e","border_color":"#ab8d9c","separators_color":"#ebbdcc"};maptalks_widget={"api":{"apiKey":"UxA8aXamtD9NgD6y47ZCYVancrFq0Wf5","type":"post","version":"0.1","id":"487","features":{"photos_box":"on","linked_resource":"on","comments_brief":"on","comments":"on"}},"iframe":{"width":"100%","height":"240px"}};


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[04/03/2008, 08:50] Vino semantico? I-Vinix
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[03/04/2013, 08:00] Il filo nero d?Italia, il Cabernet Sauvignon Tenuta San Leonardo, Il Pollenza e Tenuta San Guido: davvero parliamo di vitigno internazionale?

Il Cabernet e l’Italia rappresentano una lunga storia d’amore nata molto prima di quanto comunemente si pensi (leggete qui un intervento di Attilio Scienza in materia) e che in pratica solo da cinquant’anni a questa parte sta dando i primi entusiasmanti risultati al punto che il fatto di definirlo vitigno alloctono o forestiero in molti esempi ? quasi difficile. Per discuterne e apprezzarne il valore abbiamo organizzato una degustazione da Burde con tre Cabernet da zone climi e vinificazioni molto diverse con Tenuta San Leonardo dal Trentino, Il Pollenza dalle Marche e il celebratissimo Sassicaia da Bolgheri.L’idea era seguirne il gradiente aromatico partendo da nord e da un clima comunque pi? simile a quello?bordolese per poi proseguire con una giovane (o quasi) realt? che punta in alto come il Pollenza del Conte Brachetti Peretti nelle Marche (sulla costa, versante adriatico) e infine il benchmark di ogni cabernet italiano ovvero il Sassicaia che si trova sulla cost

Ricordiamo che almeno in termini di profumi si pu? analizzare il cabernet in questo modo:a tirrenica quindi perfetto per provare e confrontare un territorio dal clima e influssi diversi.

Tirebouchon a cavoretto

  • Nord Italia: mirtillo nero,?camemoro, mora, confettura di ciliegia, caff?, anice, rabarbaro, pepe, balsamico
  • Centro Italia sul mare: ribes rosso e lampone, rosa canina, elicriso (macchia mediterrea), mirto, eucalipto, cisto, ferro
  • Campania: mirtillo e fragola, humus e caprifoglio, prugna, lavanda, pepe e cannella, cuoio, tabacco
  • Sicilia e isole: fragola e lampone, mirtillo e pepe rosa, rosmarino ed eucalipto, salvia, oliva, anice, tabacco, rabarbaro

Ecco qui nei video un esempio di cabernet del nord (Tenuta San Leonardo con lo straordinario 2006)

Qui dal centro (ma con clima pi? simile al meridione per certi aspetti) ovvero Il Pollenza

E infine dalla Toscana (Tirreno e clima mite centrale) il Sassicaia:

Il filo nero del cabernet scopre e definisce territori unici particolari e diversi tra loro e spesso finisce anche con l’aiutare l’epressione di altri vitigni se necessario, ? davvero difficile trovare un paese al mondo dove operi con tanta differenza di sensazioni gustativa ma anche uniformit? di risultati, spesso eccellenti. Soprattutto adesso che non viene piantato ovunque per ammorbidire o ingentilire presunti vini italiani rustici inadatti a gusti internazionali, i pochi cabernet rimasti giocano un campionato molto particolare, di nicchia ma anche molto importante per mostrare all’estero quanto il nostro territorio sia vocato e straordinario.

Quasi come se il cabernet in fondo fosse una specie di lingua franca del vino che da un lato tutti capiscono ma che consente allo stesso tempo di far capire a critici ed esperti se un territorio ? in grado di produrre vini di rango internazionale oppure no. Per fortuna l’Italia ? tra questi e se a questo aggiungiamo la miriade di grandissime altre produzioni di qualit? ma pi? di nicchia si capisce che produrre grandi Cabernet in Italia paraddossalmente permette anche di vendere e far conoscere pi? i nostri autoctoni.

Tirebouchon a cavoretto Tirebouchon a cavoretto Tirebouchon a cavoretto Tirebouchon a cavoretto Tirebouchon a cavoretto Tirebouchon a cavoretto
Tirebouchon a cavoretto
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[01/01/1970, 00:00] Marketing&Comunicazione
Tirebouchon a cavoretto

Il marketing è l'insieme degli strumenti e dei mezzi che permettono di vendere un prodotto/servizio in maniera redditizia e duratura ad un cliente, in modo che quest'ultimo possa raccomandarlo ad altri. La mancanza di una strategia di marketing, che racchiuda le strategie di prodotto, comunicazione, distribuzione e prezzo, non permette un reale sviluppo aziendale e conseguentemente un reale sviluppo commerciale.
Il marketing è quindi un processo, che pone al centro dell'attenzione non più il prodotto ma il cliente, al fine di creare una relazione stabile e duratura (fidelizzazione).
Vendere vino equivale a vendere un piacere, un sogno, un territorio, una storia. La comunicazione è una componente essenziale del marketing mix del mondo del vino. La promozione è un'attività di comunicazione del marketing che ha lo scopo di informare, ricordare e persuadere le persone a comprare, rivendere (se sono intermediari), raccomandare (se sono opinion leader), utilizzare un prodotto.
La comunicazione è quindi una delle leve del marketing, ma solo una gestione consapevole e programmata dell'immagine aziendale può dare risultati.
Risulta necessario elaborare un piano strategico ed operativo di comunicazione, ovvero elaborare e sviluppare una serie di azioni che riprendo gli obiettivi aziendali; semplicemente bisogna comprendere cosa e a chi comunicare.
Contenuti, linguaggi, modalità dovranno essere elaborati in funzione del destinatario; diverso è rivolgersi ad un consumatore, ad un giornalista o ad un operatore, stackholder.
Per praticità le attività vengono tradizionalmente divise in macrocategorie:
_le attività che utilizzano i media tradizionali (tv, radio, giornali), denominate ATL (above the line);
_le attività di direct marketing, pubbliche relazioni, promozione, che non prevedono l'utilizzo dei media, denominate BTL ( Below the line): includono le attività on line, ovvero quelle dedicate al web (web marketing, sito, pubblicità on line, blog, community, etc);
Particolare attenzione dobbiamo rivolgere al web e a tutte quelle attività che possono essere sviluppate in rete o 'sfruttare' la rete come veicolo di trasmissione.
Lavoriamo e viviamo nell'era del web 2.0, ovvero in un'era internet il cui filo conduttore è una nuova filosofia all'insegna della collaborazione, dell'interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia. I servizi e gli strumenti del Web 2.0 trasformano ogni utente da consumatore a partecipante, da utilizzatore passivo ad autore attivo di contenuti, messi a disposizione di chiunque si affacci su Internet, indipendentemente dal dispositivo che utilizza.
Sono molti i modi con cui un?azienda può 'essere online': web, forum, newsgroup, mail, pubblicità (online advertising ), ecc.
Investire nella rete oggigiorno risulta fondamentale perchè permette di raggiungere un più vasto numero di interlocutori, sia professionisti che consumatori; permette inoltre di ottenere feedback necessari a comprendere la reale percezione che l'esterno ha della nostra azienda.
Per quanto riguarda le attività di comunicazione, il Web presenta alcuni aspetti del tutto peculiari: può essere considerato uno strumento di comunicazione, una tecnologia di trasmissione e un mezzo con moltissimi veicoli.
Ma l'attenzione va puntata sulla possibilità di interattività comunicativa che si basa su 4 principi fondamentali:
_la reciprocità: consente una mutua azione tra fonte (d'informazione) e fruitore.
_la significatività, ovvero il grado in cui le risposte in una comunicazione sono percepite come appropriate e soddisfacenti il bisogno informativo;
_la velocità di risposta;
_l'informazione non verbale, caratterizzazione multimediale e multicanale della comunicazione.
Un esempio è il sito web che è comunicazione in sé ed allo stesso tempo portatore di comunicazioni.
Un altro esempio è l'utilità di internet come mezzo pubblicitario per mantenere il ricordo della marca nel top of mind del consumatore fino al momento dell'acquisto.
La definizione dei tempi di attuazione della campagna di visibilità riveste un ruolo strategico importante per la realizzazione di una campagna promozionale di successo.
Attraverso una corretta definizione della tempistica di attuazione si può controllare l'efficacia della campagna, i risultati attesi ed effettuare quelle piccole modifiche in corsa per ottimizzare al meglio le strategie scelte.
Definire i tempi di realizzazione significa progettare la campagna in ogni suo dettaglio, pianificare i tempi di realizzazione e la tempistica di pubblicazione, pianificare aggiornamenti, stimare le previsioni di crescita ed eventuali up-grade delle strategie adottate.
Una campagna di visibilità rientra tra gli obiettivi a medio/lungo termine delle attività di marketing di una azienda.
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[07/03/2008, 21:44] Caldo squallore
Girando per il centro di Roma una sera. Fa caldo, la gente vuole stare all'aperto e allora come nelle indimenticabili sequenze del film Roma di Fellini ecco che strade, vicoli e piazze si riempono di ristoranti infiniti, uno dietro l'altro,...
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[07/15/2008, 09:31] Le difficolt? di una trentenne con 20 interessi di troppo?
Ormai ? davvero troppo tempo che non riesco ad aggiornare questo blog con sistematicit?. A volte ci penso e mi vengono i brividi. Passati i tempi in cui scrivevo anche 5 post a settimana. Ora invece l’unico contatto diretto col blog ce l’ho grazie a quei lettori che mi scrivono per chiedermi se va tutto [...]
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[05/02/2008, 08:11] Vino e premi letterari
Chi segue da tempo questo blog e ha fatto caso al bannerino qui di fianco non si stupir? di questa segnalazione. Adoro la letteratura e la narrativa rappresenta per me quell’altra met?, non meno importante del vino, che mi completa e senza la quale non potrei mai essere la stessa persona. E’ per questo che [...]
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[09/13/2008, 16:14] Dialoghetto sul Brunello

Tirebouchon a cavoretto

In un ristorante, tre uomini stanno studiando la carta dei vini...

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[09/24/2007, 08:23] Vino dei Blogger #10 - Rocca Barbera '04
Tirebouchon a cavoretto
"Generosa Barbera

bevendola ci pare
d'essere soli in mare
sfidanti una bufera"


Incipit Carducciano d'obbligo per il Vino dei Blogger #10, organizzato questo mese da Via Freud 33.
La Barbera ? un vino che fa parte del DNA di ogni Italiano, a prescindere dalla provenienza geografica. E' passata sulla tavola di tutti spesso contenuta in bizzarri recipienti: bottiglioni, fiaschi e fiaschetti; molto volentieri sfusa e versata in una brocca. Allungata con acqua, ferma o frizzante, ? stata anche "stuprata" in vari modi, a partire dallo scandalo del vino al metanolo fino ad arrivare a improbabili prodotti supermodernisti che con la Barbera come Dio comanda hanno ben poco a che fare. Come una fenice, ? sempre risorta dalle proprie ceneri; generosa com'?, si ? sempre accontentata di un ruolo da comprimaria -soprattutto in Langa- occupando particelle di vigneto un po' pi? sfigate, cedendo i sor? a Mr. Nebbiolo, salvo poi corrergli in soccorso laddove mostrava i propri limiti, vero mons? Gaja?

Amo questo vino, e lo amo nella sua forma pi? sincera, quando non vede legno, quando si sente il fruttino fresco, il bel floreale e l'acidit? ti spacca la mandibola, facendoti salivare come una fontana. Lo so, sono enoperverso, ma tant'?, ho trovato la Barbera nella sua espressione perfetta in quel di Agazzano (PC) ad Anni Luce dalla culla storica del vitigno, l'Astigiano. L'artefice di questo gioiellino enologico ? il Principe Gianlodovico Gonzaga, il vino ? Rocca Barbera 2004, l'azienda ? Le Torricelle. Un paio di ettari a Barbera e Croatina che, se solo in Italia si fosse un po' pi? lungimiranti, sarebbe classificato Gran Cru: un vero e proprio clos accanto la Rocca di Agazzano, viti vecchissime, terreno povero, esposizione a pieno sud e rese basse di natura.
Completa il tutto la cantina scavata sotto la Rocca che ?, per definizione, LA cantina, come tutti se l'immaginano, e la passione di Ludovico -un vero Principe "contadino", uno che si spacca le mani sul serio sia in vigna che in cantina- per il suo lavoro, nonostante le difficolt? e i problemi di ogni giorno.

Il risultato ? questo vino che nel millesimo 2004 si esprime al suo meglio, a partire dal fantastico colore rosso porpora con bellissimi riflessi violacei, che la dice lunga su cosa ci aspetta nel bicchiere. Un naso vinoso, profumato di violetta, di prugna matura al punto giusto, elegante e delicato. In bocca un'acidit? che ? una goduria vera, un bel corpo pieno e tannini vellutati.
Bevibilit? stupenda, apri la bottiglia e in un attimo ? gi? finita.

Prodotta in 2500 bottiglie e 200 magnum, se siete fortunati potete trovarne ancora qualcuna direttamente in cantina. Visita che comunque vi consiglio, anche per provare gli altri prodotti delle Torricelle, il Milione Rosso e il C? del Barigello, rispettivamente Gutturnio Superiore e Riserva e la Barbera Massaveggia.

Azienda Agricola Le Torricelle
Strada Pilastrello, 2/A ~ 29010 Agazzano (PC)
Tel. e Fax 0377 51372
info@letorricelle.it
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[06/30/2008, 12:14] Tavole amiche
Siamo qui a remare su una barchina che incomincia a far acqua mentre le onde continuano ad aumentare: prima il Governatore della Banca d'Italia che ci dice che la crisi internazionale è molto grave - messaggio inusuale e preoccupante - ...
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[07/07/2008, 10:19] Mappa Vacanze Golose
Il periodo delle vacanze è l'ideale, per un appassionato delle buone tavole, per fare il cosiddetto riassunto delle puntate precedenti cioè mettere ordine negli indirizzi, suggerimenti, articoli letti e messi da parte con la solita frase - poi lo guarderò...-...
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[09/23/2008, 17:55] Fake Amarone (?) della Valpolicella

Tirebouchon a cavoretto


Tempo di vendemmie.
Anche per gli amici dell'ICQ e del Corpo Forestale dello Stato.

Il guaio ? che i "raccolti" che fanno non ci piacciono (e non piacciono nemmeno a loro).

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[09/14/2007, 11:39] Educarli fin da piccoli
Tirebouchon a cavoretto
L'importante ? fargli capire fin da piccoli cosa ? giusto e cos'? sbagliato. E quando un nipote, per il tuo 35mo compleanno, ti disegna un biglietto di auguri come quello sopra, vuol dire che si ? indiscutibilmente sulla giusta strada.

Che dire? Sono grosse soddisfazioni.

Cresci, Matteo, che molte cantine da visitare e tante bottiglie da stappare ci aspettano!

n.b.: il 46 ? un omaggio di Matteo a Vale Rossi :)
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[05/19/2014, 21:28] INTERNATIONAL TREBICCHIERI: Il Musmeci Bianco 2012 vintage, ?a finish with extraordinary flavorful energy and a sharpish close. A great wine?. By Giulia Sampognaro
Tirebouchon a cavoretto
_Il Musmeci 2012 vintage, Etna Bianco DOC Superiore. Cru of Carricante from Milo_? INTERNATIONAL TREBICCHIERI, May 2014_ ?Chicken Salad (Mediterranean version)? by Giulia Sampognaro
Tirebouchon a cavoretto
?This month we suggest a variation on chicken salad, one wi th a Mediterranean touch. The only cooked ingredient, which must be grilled, is chicken, to which we add cherry tomatoes (ours are from Pachino), celery (from Sperlonga), lettuce and cubes of toasted bread. Everything is salted, then drizzled wi th oliv e oil Lorenzo n? 5 Nocellara del Belice de-pitted Barbera and then blended with mayonnaise. The oil is why we decided to call it Mediterranean. This is a decidedly springtime version, both in its appearance and flavor. After having tried 20 different wines, we offer you our ratings, as we do every month. At the top of the pairing list we find fragrant wines that are not too structured and not aged in wood?. ?
Tirebouchon a cavoretto
?Il Musmeci Etna bianco Superiore 2012. Tenuta di Fessina_ This label has just come on the market, but has already won us over. It is from a century-old bush-trained vineyard of carricante grapes in Milo, a village on the south slope of Mount Etna. The nose starts slow on a slightly smoky note, then mulberry and citrus zest aromas appear. On the palate, it has rhythmic, mouth-filling development, a finish with extraordinary flavorful energy and a sharpish close. A great wine. Pairing: 8?_ Not a particularly structured wine, and perhaps that is why it pairs well with the salad. Very pleasant notes of orange blossoms emerge from the pairing, which is both balanced and mouth-filling?.
Tirebouchon a cavoretto
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[03/07/2008, 19:00] Che cosa ? l?Enterprise 2.0? Quale la tecnologia?

Ce lo spiegano Mariano Corso, docente di Organizzazione Aziendale presso il Politecnico di Milano e Stefano Mainetti, docente di Sistemi Informativi, sempre al Politecnico.

Un video di quattro minuti che ci porta all’interno del nuovo modo di pensare e fare impresa con i nuovi concetti di:
- Collaborazione
- Social Network
- Conoscenza in rete
- Processi e sistemi attorno agli individui
- Global mobility

Il tutto grazie agli sviluppi tecnologici in corso. Nel frattempo vi segnalo l’articolo Cos’? l’Enterprise 2.0 e il blog da cui ? tratto dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico.

Il prossimo 12 marzo sar? al convegno Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web (Politecnico di Milano, Aula Rogers, via Ampere 2, Milano. Osservatorio: Enterprise 2.0). Vi aggiorner?.

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[01/01/1970, 00:00] Dal 18 al 21 settembre Montefalco in festa per la Settimana Enologica
Quando si parla di grandi uve rosse non si pu? non citare il sagrantino, caratteristico vitigno coltivato in provincia di Perugia e, precisamente, nell?intero territorio amministrativo di Montefalco e in parte nei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano nell?Umbria. La storia del sagrantino ha origini lontane, tanto che lo stesso Plinio Il Vecchio...
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[11/25/2008, 15:02] Due Chiaretti "premio qualit?-prezzo" su Bollicine d'Italia
Tirebouchon a cavoretto? in edicola "Bollicine d'Italia '09" del Gambero Rosso, la sedicesima edizione della guida agli spumanti italiani curata da Marco Sabellico e Giuseppe Carrus.
Oltre duemila i vini degustati, 350 quelli selezionati, 146 quelli premiati per il lor rapporto qualit?-prezzo. E fra i premiati, anche due Bardolino Chiaretto Spumante: il metodo classico di Monte Saline e lo charmat di Villabella.
"Tra i migliori Bardolino Chiaretto assaggiati c'? sicuramente questo eccellente ros? metodo classico" scrive la guida a proposito dello spumante di Monte Saline. Aggiungendo che questo Chiaretto ? "davvero irresistibile" e che "mostra una struttura solida ed equilibrata, polpa fruttata, fresco nerbo acido che sorregge la ricchezza estrattiva".
"Segnaliamo con entusiasmo questo Bardolino Chiaretto Spumante" scrive invece la guida del vino di Villabella. Ed aggiunge: "Al palato ? carezzevole nell'effervescenza, presenta un accenno di tannino e persistono i toni fruttati. Chiude lungo all'insegna del frutto. Eccellente".
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[10/03/2007, 11:53] Pi? vini mandi...
Tirebouchon a cavoretto...pi? premi si vincono (e il viaggio ? gratis).
Forte la strategia di marketing del Wine Masters Challenge, concorso enologico internazionale che si terr? nel 2008 a Estoril, Portogallo.

Considerata la penuria di partecipanti dall'estero (nel 2007 su 43 medaglie d'oro, solo 10 erano straniere) cosa si sono inventati gli organizzatori?

Una raccolta punti su stile piramidale! Se invii 10 vini differenti da mettere in concorso (al costo di 125 ? per vino=1.250 ?) ti viene regalato un viaggio A/R per Estoril da ogni parte del mondo, vitto&alloggio, trasferimenti e divertimenti vari. E se convinci un amico produttore a inviare i campioni a sua volta, guadagni punti. Con 10 punti guadagnati, puoi portare aggratis un amico. E lo stesso lo pu? fare il produttore che inviti, proprio in stile multi level marketing.
Fino a qui, quasi nulla di sospetto. Se non fosse che, insieme alle gratuit?, ti offrono anche un bel posto nel panel di degustazione. A quel punto, paghi, degusti, giudichi. Alla faccia della professionalit? tout court. Col leggero sospetto che, pi? vini mandi, pi? contributi dai, pi? si avvicina una medaglietta...

Grazie a Max per la segnalazione!
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[01/01/1970, 00:00] Sito carbonaro
Piccolo avviso natalizio, spero un regalo per le persone che mi leggono. Anche se ? ancora un cantiere, anche se la grafica ? in costruzione e si sta tra gli scatoloni e le impalcature da un po' ho ripreso a...
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[09/18/2008, 17:10] CSS Guida Completa

Tirebouchon a cavorettoIl libro illustra come attraverso i CSS (Cascading Style Sheets, Fogli Stile a Cascata) sia possibile sviluppare siti web usabili, accessibili, belli e, non meno importante, economici da gestire. La specifica di riferimento ? CSS2 che viene analizzata da un punto di vista sia teorico sia pratico. La prima parte ? dedicata all'introduzione dei concetti che stanno alla base dei CSS illustrandone la sintassi e le regole di formattazione. Nella parte centrale l'autore si dilunga invece nell'esposizione di diverse tecniche di sviluppo per impaginare e definire i vari elementi di una pagina web Non manca una parte su filtri e hack, ma quello che emerge con forza ? come i CSS, oltre a essere un potente strumento di sviluppo, permettano di esaltare la creativit? dei web designer. L'ultimo capitolo presenta infine alcuni progetti completi, una proposta di metodologia di lavoro insieme a una sintesi di quanto precedentemente esposto. Tutto il libro ? impostato nell'ottica ''HOWTO" e ogni spiegazione ? accompagnata da esempi di codice e immagini che ne facilitano la comprensione.

  • Gianluca Troiani, studi di ingegneria elettronica, ? un esperto utilizzatore di CSS. Webmaster per professione, si ? avvicinato agli standard W3C per sperimentare tecnologie e metodi di lavoro pi? efficaci, in grado di creare siti Web usabili ma anche accessibili, oltre che economici da gestire. Nei CSS ha trovato un potente strumento per definire l?aspetto delle pagine Web, semplificando il lavoro dei webmaster e migliorando l?esperienza di navigazione degli utenti. Dalla sua esperienza ? nato il sito www.constile.org, oggi uno dei punti di riferimento per chi in Italia si interessa dei Fogli Stile a Cascata (Cascading Style Sheets). Info: libri@apogeonline.com
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[06/13/2008, 15:34] Terroir Vino a Genova
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[09/18/2008, 12:46] Dieci rossi, dieci emozioni...

Tirebouchon a cavorettoLa domanda mi viene posta nel corso di un incontro gastronomico, qualche settimana prima di agosto. A farmela una bella donna sotto la trentina; impossibile tergiversare! Quando la stessa domanda riappare nel corso della cena dinnanzi ad una schiera di persone che ascoltano in cerca di novit?, sei costretto a svelare le tue preferenze. Poich? mi occupo da anni di queste cose, la mia personal list era gi? pronta, conservata nel mio cuore. M'intriga esporre queste mie considerazioni prima della vendemmia, proprio come sorta d'auspicio. Il rosso ? un colore che stuzzica, che seduce. Tra i dieci rossi che mi hanno fatto battere il cuore scelgo due Barolo Oddero, il Bussia Soprana Vigna Mondoca e il Barolo Rocche di Castiglione. Di Oddero ho parlato spesso, mi piace la loro produzione, il vino, l'immagine di questa Azienda che palesa professionalit? e amore per il vino. Restando in Piemonte non poche soddisfazioni mi sono state donate dal Barbaresco Ripa Sorita La Contea, delizioso. Korem Argiolas ? un altro rosso che conquista, da provare. Anche di Argiolas troverete la mia recensione e note. Lasciamo la Sardegna, magnifica terra, per approdare in Sicilia. Benanti, casa che ho spesso magnificato. Per Benanti mi esprimo con due vini Rovittello Etna DOC Rosso e il Serra della Contessa. Il ricordo mi emoziona. L'Aglianico non poteva mancare nel mio umile bagaglio e annovero L'Atto delle Cantine del Notaio. Anche di questo vino troverete cronaca attenta e curata nel wineblog. Una citazione speciale per il Pathos Marche Rosso Santa Barbara di Stefano Antonucci, un vino notevole. Concludo con il Sagrantino Il Medievale di Col Sant Angelo, particolare, totalizzante e una rivelazione, L'Azob? di Albino Piona realizzato con uvaggio corvina e merlot un rosso di cui val la pena far la giusta conoscenza. Dieci magnfici rossi, cos? diversi, dal nord e al sud della Penisola ma, ognuno con personali carattterstiche cos? piacevoli, cos? intense... vini degustati e valutati da Stefano Buso***

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[01/01/1970, 00:00] L'appello in difesa dell'identit? del vino italiano: fanatismo enoico secondo Focuswine
E' passato ormai un mese da quando ? partito l'Appello in difesa del vino italiano (al momento quasi 1000 firmatari) scritto e pubblicato sulla versione online di Porthos, il cui testo ? frutto dell'impegno di Marco Arturi e Sandro Sangiorgi. Un appello il cui testo chiarisce in modo inequivocabile quale pensiero ne abbia determinato l'esigenza, e che invito a leggere per esteso tutti coloro che ancora non lo hanno fatto e a firmare se ne condividono gli intenti.Trattandosi di una rivista a pagamento, vi riporto un estratto dell'articolo di Mancini:"La vicenda Brunello, con il suo lungo strascico, non solo sta causando danni economici e d'immagine ma ha generato un livore da barricate tra comunicatori ammantando l'intero comparto di un'atmosfera cupa. Nei momenti di difficolt? si dovrebbero innescare solidariet?, coesione, riflessione costruttiva, ma cos? non ?. Ancora una volta si rischia di gettare al vento l'opportunit?, sia pure sofferta per come si ? determinata, di un ampio confronto tra addetti ai lavori per giungere a un chiarimento onesto che spinga il settore fuori dalle sabbie mobili nelle quali sta sprofondando. Ma i puristi, lancia in resta, tornano all'assalto armati fino ai denti di micidiali autoctoni."E' evidente che Mancini si riferisce alla questione del disciplinare del Brunello di Montalcino e a quel benedetto 100% di sangiovese previsto. Ma che i "puristi" si siano fissati sul sangiovese per un forte amore per l'autoctono ? cosa assai ridicola oltre che riduttiva.Le motivazioni sono altre e ben pi? profonde e si inseriscono in un discorso pi? ampio che coinvolge l'intero comparto vitivinicolo e, ancora di pi?, il modus operandi e la filosofia del mondo commerciale.Se Mancini vuole fare finta di non aver capito ? suo diritto, ma farebbe bene a concentrarsi sui reali contenuti del pensiero di chi non ? d'accordo con questa linea che segue pedissequamente l'andamento di un mercato che non ha alcun interesse verso la qualit? e la diversit? di ciascun territorio.Il concetto ? molto ben espresso proprio nel testo di presentazione dell'appello:"I disciplinari di produzione sono stati creati allo scopo di salvaguardare e garantire l'identit? e l'integrit? dei vini italiani. Negli ultimi quarant'anni, con la complicit? e la disattenzione delle autorit? di controllo, alcuni dei territori pi? significativi sono stati trattati come dei contenitori da riempire, occupare o allargare a dismisura. In numerosi luoghi la vite si ? trasformata da coltura specializzata a coltivazione dominante, togliendo variet? e respiro al paesaggio. S? ? assistito a un'invasione di vitigni alloctoni con l'obiettivo di "migliorare" le specialit? italiane e realizzare prodotti pi? facili da consumare, senza badare allo svuotamento di contenuti a cui molti vini sarebbero andati incontro. L'establishment continua a modificare i disciplinari senza alcuna progettualit?, ma fotografando di volta in volta il cambiamento proposto dal marketing. Tutto ci? in nome di un riscontro economico immediato e seguendo i capricci del mercato. Un grave errore dal punto di vista etico ma anche sotto il profilo economico: la standardizzazione dei nostri vini ha come diretta conseguenza, nel medio-lungo periodo, un calo delle vendite e dell'attrattiva turistica esercitata dalle zone di produzione."E' proprio questo il punto focale. Ogni giorno si scopre che in una zona a denominazione, qualcuno non ha rispettato le regole del disciplinare, disciplinare che ? stato creato dai produttori stessi. Come dire: "Vi dimostriamo che siamo seri stabilendo delle regole da rispettare", per poi scoprire che da un numero variabile di aziende questi stessi disciplinari non vengono rispettati. Allora qual ? la proposta dei "non puristi", di quelli che, come Mancini stesso propone, sono per il "parliamone"? Visto che molti non rispettano i disciplinari, visto che per il consumatore quello che conta ? che il vino sia buono e non costi molto, perch? non adeguare i disciplinari alle esigenze del mercato?E visto che ad essere sotto inchiesta a Montalcino sono le aziende pi? grosse e importanti, cio? coloro (e Biondi Santi non conta nulla?) che hanno reso famoso il Brunello nel mondo, perch? non dargli una mano rendendo legale ci? che oggi non ??E' questo il modo di affrontare i problemi? A quanto pare non ? un tema caro solo a certi nostri politicanti, ma l'idea di modificare le regole in base alle proprie esigenze appare un fenomeno sempre pi? di massa.Continua Mancini: "Anche dinnanzi a fatti oggettivi gravidi di conseguenze si persevera a inneggiare istericamente alla tradizione dall'alto della propria torre d'avorio, con un atteggiamento intriso di snobismo drammaticamente distante da ci? che realmente chiede il consumatore. Cio? un vino buono e dal prezzo accessibile al di l? della purezza di razza vegetale."Dunque secondo Mancini il consumatore se ne frega delle regole, se ne frega delle tradizioni e della cultura da cui nasce il vino, peccato che oggi pi? che mai si stia avvicinando con grande interesse ai cosiddetti "vini veri" o "vini naturali", espressione certamente colorita e non proprio corrispondente, ma ? un fatto che non sono tutti dei semplici "compratori". La cultura, la conoscenza, la semplice curiosit?, le miriadi di corsi a cui un sempre pi? vasto numero di persone partecipano, sono la dimostrazione lampante che la gente non ? tutta uguale e che chi si informa, chi capisce come vanno le cose, di certo non condivide una politica basata solo su interessi economici totalmente privi di qualsiasi etica.E l'articolo prosegue: "Altro elemento pesante come un macigno, continuamente rimosso e sempre rotolato a valle, come la pena eterna di Sisifo, ? quello dei controlli. Cos? come congegnati evidentemente non funzionano, ne abbiamo gi? le prove ma certamente altre ne arriveranno. Parliamone!" Giusto, peccato che poi prosegue: "Certi disciplinari di produzione galleggiano sospesi in galassie poste a distanza siderale dal mercato, quindi dai consumatori; senza addentrarci in filosofiche acrobazie attorno al concetto di tipicit? e tradizione, forse ? il caso di intervenire con qualche ritocco. E il problema non riguarda soltanto il Brunello. Parliamone!" E ricadiamo nello stesso furbesco tema, modificare i disciplinari perch? vecchi, obsoleti ecc., dimenticando che il parametro con cui si vorrebbe considerarli vetusti non ha nulla a che vedere con la qualit? e la grandezza dei vini prodotti. Nel caso del Brunello di Montalcino, sono forse "vecchi" i vini di Soldera, Palmucci, Salvioni, Le Potazzine, Salicutti per citare i primi che mi vengono in mente?Infine Mancini conclude: "L'immobilismo al pari del puro discettare sono molto pericolosi come sta dimostrando l'esperienza. Ecco perch? faccio molta fatica a comprendere l'appello dei colleghi di Porthos dai toni cos? esasperati, estremi rivolto contro un mostruoso nemico: l'establishment", "...Ma il riscontro economico non ? alla base di qualsiasi attivit? imprenditoriale? E saper interpretare la domanda del mercato non ? una sana quanto necessaria abilit?? Ma di cosa stiamo parlando, di un'attivit? economica, sia pure dalla straordinaria ricchezza storico-culturale, oppure di un gingillo da vetrina per feticisti? Su questo tema provo un naturale feeling per molti colleghi, mentre altri, pur stimandoli come professionisti, non riesco a comprenderli e tra questi proprio i firmatari dell'appello. Forse, riconoscendone l'onest? intellettuale, il loro peccato ? l'eccesso d'amore. E troppo amore pu? anche soffocare, essere fatale e scatenare fanatismi. Il vino ha bisogno s? di passione ma soprattutto di lucidit? e visioni strategiche di mercato, altrimenti gli amici di Porthos non potranno pi? godere del loro "Nutrimento dello spirito"."Senza troppi giri di parole, il concetto ? e rimane di una banalit? sconcertante, ovvero solo adeguando costantemente i disciplinari all'andamento del mercato si pu? rimanere competitivi", errore madornale che non tiene conto minimamente dell'inevitabile appiattimento, in parte gi? ben visibile in molte denominazioni, a cui si andrebbe incontro, della mancanza totale di progetti a medio e lungo termine, dell'enorme rischio di perdere definitivamente proprio ci? che pi? ci rende unici e inimitabili, che fa del nostro vino una ricchezza fondamentale, il nostro patrimonio ampelografico, culturale e territoriale.Patrimonio che viene soffocato da pratiche sempre pi? spinte, e sulle quali i nostri "vecchi" disciplinari sono gi? molto "larghi". Ma allora perch? non essere del tutto onesti? Togliamoli del tutto, i disciplinari, che senso ha mantenerli se vanno bene solo se modificati ogni volta che cambia il vento?Come dice bene il testo dell'appello: "In questo momento le aziende vinicole possono utilizzare prodotti sistemici che, progressivamente, tolgono vita alla terra e ai vigneti; nella realizzazione del vino non lesinano lieviti, batteri ed enzimi selezionati dalla biotecnologia; inoltre, sono autorizzate sostanze, giustificate da una supposta origine enologica, che dovrebbero aggiustare il liquido. Tutte queste azioni rendono vano il concetto di territorialit?". E aggiungo che sono il sintomo di una politica dissennata, volta esclusivamente a compiacere un mercato viziato ma anche senza strumenti per potersi evolvere verso una cultura del vino, pressato a sua volta da un concetto produttivo massificante, dove la ragione non deve entrare, perch? il denaro ? l'unica regola e l'unica ragione. Il vino ridotto a puro fenomeno industriale, di business, non pu? che impoverirci tutti, la terra e gli uomini, perseguendo un fine autodistruttivo e autolesionistico, come sta avvenendo in modo a quanto pare inarrestabile in tutti i settori. Consumare meno e meglio ? un bello slogan, peccato che finch? le regole le detteranno le grandi industrie non potr? essere mai realizzato.
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[09/12/2008, 10:34] Etichette "intelligenti"

Tirebouchon a cavoretto

Immaginate di essere in giro per l'Italia - o il mondo. In auto, camper o altro mezzo proprio.
Immaginate di aver visitato qualche azienda interessante, assaggiandone i vini.
Immaginate di aver comprato qualche cartone.

E immaginate che tutto questo avvenga in estate.

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[01/28/2016, 12:30] Vivino, i Wine Style Awards 2016

Tirebouchon a cavoretto

Tirebouchon a cavorettoVivino, la più diffusa app per recensire il vino dal vostro smartphone, ha appena compilato una pagina che raccoglie le classifiche dei migliori vini (selezionati tra oltre 100 categorie differenti) così come sono stati trovati sul mercato e recensiti da consumatori ed esperti.

La classifica di Vivino tiene conto delle etichette che hanno ottenuto almeno 50 recensioni ciascuna da parte degli utenti dell’app, e spazia sulle più diffuse categorie internazionali e italiane. Come tutte le classifiche, anche questa ha i suoi limiti ma, se non altro, è direttamente creata dagli utilizzatori di Vivino senza filtri o condizionamenti di editori o inserzionisti pubblicitari.

Certo, si notano assenze importanti in tutte le categorie, statisticamente non è certo un campione rappresentativo, ma questo è un pezzo del mercato reale e digitale, bellezza… Tirebouchon a cavoretto

Divertitevi qui.

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