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Mondo Di Vino
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[02/07/2019, 22:05] Cartoline dal 845mo Meeting VG @ Ristorante Berton ? Milano ? Chef Andrea Berton

Dopo averci accolti a braccia aperte, lo chef Andrea Berton ? subito tornato in cucina, per presiedere alla preparazione delle portate previste dal?men? del nostro meeting con gli Amici Gourmet. Lo chef friulano, si sa, ? dotato di una precisione fuori dal comune e a ogni servizio non manca di seguire meticolosamente l?esecuzione di tutta la linea. Chi ancora ? convinto che il brodo sia cosa per convalescenti, di certo non ? passato per il Ristorante Berton in zona Porta Nuova a Milano: dalla fine del 2015, infatti, lo chef ha portato in primo piano ci? che di solito ? usato per cuocere e tutt?al pi? accompagnare, quello che i francesi chiamano consomm? e che lo chef ha patriotticamente preferito chiamare in italiano, ?brodo? appunto. Possiamo confermare che quelli di Berton sono eccezionali?e intermezzati da altre portate ?asciutte?, ci hanno accompagnati sino alla dolce conclusione del nostro pranzo, con caff?, panettone e piccola pasticceria serviti direttamente in cucina in compagnia dello chef.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 16 Dicembre 2013
-> Meeting del 15 Gennaio 2014
-> Meeting del 28 Novembre 2014
-> Reportage del 25 Novembre 2015
-> Meeting del 18 Dicembre 2015
-> Meeting del 14 Dicembre 2016
-> Meeting del 22 Novembre 2017

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/Patron: Andrea Berton
Chef de cuisine: Simone Sangiorgi
Sous chef: Giuseppe Cascio?
Secondo sous chef:?Francesca Atza
Chef de patisserie: Alessio Galelli

Lo staff di sala

Direttore di sala: Gianluca Laserra
Segreteria di direzione: Alessia Fiori
Sommelier: Luca Enzo Bert?
Secondo ma?tre: Francesco Monno
Chef de rang: Maurizio Perretta
Commis de rang: Abdeljalil Guirrou

Il tavolo Amici Gourmet nella saletta privata

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Aperitivo

Tipologia degli stuzzichini:?meringa salata, tartufo nero e Bra d’Alpeggio Dop?Inalpi; tacos di sedano rapa, rucola, grana e aceto balsamico; panzerotto al pesto e pomodoro; cannolo con fonduta di Raschera Dop Inalpi e composta di pere alla senape; bon bon di baccal? al nero di seppia, miele e polline;?tartelletta, crema di zucca e cacao.

Chips di riso al nero di seppia e allo zafferano

Il servizio del vino

Secolo Novo 2010 Franciacorta Brut Millesimato ??Le Marchesine

Pane presentato in?pentola d?oro Agnelli

Tipologia di pane: bianco; sfogliato alle olive taggiasche.

Lo chef Andrea Berton viene a salutarci

Piattooo!

Daikon, ricci di mare e lime

Il tocco finale

Merluzzo sfogliato, pane al prezzemolo e ravanelli

Franciacorta Pas Dos? Ros??Paros? 2009 ? Mosnel

Insalata di granchio reale

Il servizio del brodo in abbinamento al piatto

Brodo di finocchio e anice

La portata successiva ? completata al tavolo

Brodo di cipolla?

Ziti di cipolla e fagioli

Cucchiaio?Mepra

Langhe Sauvignon 2013 ??Marchesi di Gr?sy

Spaghetti, colatura di alici e nocciole

Brodo di olive verdi

Razza con scarola arrostita

Dall’Isola 2015 Campania Bianco Igt –?Joaquin

Anguilla, rafano, barbabietola rossa e foglie di shiso

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale

Broccolo, limone, bagna cauda e uova di trota

Brodo di lepre?

Lepre, foglie di cavoletti di Bruxelles e ribes

Spray di grappa Nonino

Riserva 2005 Chianti Classico Docg – Capannelle

Zucca, mandorla, arancia e senape in agrodolce

Animella di vitello, rabarbaro e soia

Frutto della passione e spuma alla vaniglia

Brodo di mela allo zafferano in abbinamento al dessert successivo

Tatin di mele e gelato alla cannella

Cocco e ananas

Lo chef ci raggiunge al tavolo per deliziarci con un ulteriore piatto

Gnocchi di funghi in brodo e bietola

Brodo di prosciutto crudo

Questa volta ci spostiamo noi in cucina per il caff? e le coccole finali

Lo chef alle prese col taglio del panettone

Passione Passito Strevi Doc 2008 –?Bragagnolo Vini Passiti

Tipologia piccola pasticceria: bign? al Marsala; cioccolatino all?olio extra vergine d?oliva; pralinato al gianduia; macaron al frutto della passione; gelatina di mango e yogurt.

Un ultimo brindisi!

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 845esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Berton
20124 Milano
Via Mike Bongiorno, 13
Tel. +39 0267075801
Chiuso domenica tutto il giorno, luned? e sabato a pranzo.
E-mail: info@ristoranteberton.com
Sito internet: www.ristoranteberton.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[02/07/2019, 08:15] Osteria Dei Vespri ? Palermo ? Patron Alberto Rizzo e Andrea Rizzo, GM Melissa Basone, Chef Alberto Rizzo

Siamo nel cuore della citt? vecchia di Palermo, il quartiere pi? antico della citt? siciliana, sulle sue vie si affacciano alcuni degli edifici pi? noti e apprezzati della citt?, palazzi nobiliari costruiti ben prima dell?unit? d?Italia, nello sfarzo del Regno delle due Sicilie. Tra questi, in Piazza Croce dei Vespri, il principesco Palazzo Valguarnera Gangi ? stato raccontato al grande pubblico nella celeberrima scena dl ballo del film Il Gattopardo. Ma non ? solo grazie al capolavoro di Luchino Visconti che quest?esempio di architettura tardo settecentesca gode oggi di una discreta fama: il merito va anche ai fratelli Alberto e Andrea Rizzo, che proprio all?interno del palazzo, al piano terra, hanno aperto l?Osteria dei Vespri.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e due coperti
Espresso assegna il cappello
Gambero Rosso assegna 82 – cucina 50

La squadra

Patron: Alberto Rizzo e Andrea Rizzo
General Manager: Melissa Basone

Lo staff di cucina

Chef : Alberto Rizzo
Sous chef: Juned Ahmed
Pastry chef: Emanuele Rosone

Lo staff di sala

Ma?tre: Melissa Basone
Sommelier: Tiziana Schirinzi
Chef de rang: Ioana Draga e Sonia Benhajhassine

Gli esterni

L’ingresso del ristorante

Sala e mise en place

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Brut Metodo Classico 2016 – Murgo

Cocktail Hugo

Lo chef Alberto Rizzo presenta gli stuzzichini

Crocchetta di muso di vitello e salsa tartara

Cialda di riso e zafferano con spuma al parmigiano, scorza di limone e porcino

Cozza farcita con lenticchie di Ustica e gratinatura al parmigiano

Cannolo croccante con gorgonzola, mortadella, tartufo e pistacchio di Bronte

Gambero crudo e tartufo con olio aromatizzato al tartufo

Pane

Tipologie di pane:?fatto in casa bianco farina 00; integrale lievito madre.

Ficiligno Sicilia Doc Biologico 2016 – Baglio di Pianetto

Piattooo!

Vellutata al nero con i suoi tre ravioli: giallo zafferano, verde piselli, rosso pomodoro

Il patron Andrea Rizzo ci serve il prossimo vino

‘A Rina 2016 Etna Rosso Doc – Girolamo Russo

Carciofo farcito con tagliatelle di calamaro cotto e crudo, pinoli, spinaci e bottarga di tonno di San Vito Lo Capo

Coniglio in porchetta con i suoi fegatini, pomodoro confit, pistacchio di Bronte, p?t? di olive, cipolla rossa di Tropea

Etna Bianco Doc 2017 – Pietradolce

Il patron Andrea Rizzo descrive la portata successiva

Pappardelle con sgombro affumicato, cipolla rossa, finocchietto selvatico, polvere di olive

Busiate di farina Perciasacchi, cavolo rosso e verde, vongole e salsiccia, sfere di rapa rossa

Sauvage Cabernet Franc – Stefania Secco D’Aragona

Paccheri al profumo di limone, burrata, tartufo, friarelli e bottarga

Calamarata con besciamella al basilico, chips?di melanzane di Comiso, caciocavallo, finocchietto selvatico, riduzione di ‘nduja

Polpo murato con pomodoro e zafferano, fagioli badda e la loro gelatina

Capretto al forno, rosmarino, peperone, spinaci e sedano rapa

Pre dessert: kiwi, melone di Cantalupo, fico, finocchietto selvatico, gelatina di bitter, sambuca

Kaid Vendemmia Tardiva Sicilia Doc ??Alessandro di Camporeale

Malvasia delle Lipari 2017 Passito Doc – Caravaglio

Crostatina, frutta fresca, sciroppo di sambuco, crema inglese e salvia

Cilindro di cioccolato Guanaja, ricotta di Gangi all’arancia, cannella, cialda di nocciole dei Nebrodi e frutta candita

Coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: pralina di cioccolato nero e bianco con ganache di arance; tartufetto al cioccolato e spolverata?di cocco; biscotti alle mandorle e miele.

VG insieme allo staff

Cucina

? Alberto Rizzo a occuparsi della cucina, lasciando al fratello Andrea la gestione della sala. La carta si divide tra terra e mare, cui sono dedicati i due percorsi di degustazione; inutile dire che nella nostra abbiamo provato entrambi! Ad accomunare le varie portate, a dispetto della grande diversit? di sapori e consistenze, ci sono la cura nella selezione delle materie prime, quasi interamente locali, e la passione con cui Alberto si dedica alla sua professione, cercando di offrire ai suoi ospiti un ritratto gastronomico della Sicilia e di condividere con ciascuno di loro il profondo amore che nutre per la sua terra.

Servizio

Con le sue 650 etichette, il ristorante in Piazza Croce dei Vespri vanta una delle carte del vino meglio fornite della citt?. Ad Alberto e Andrea Rizzo va il merito di essere stati tra i primissimi a proporre ai propri ospiti diverse referenze di vini naturali, frutto di una loro personalissima selezione, come del resto tutte le etichette conservate in cantina. Una bella panoramica di quanto di meglio offre il panorama enologico internazionale, con particolare attenzione alla produzione della “loro? Trinacria.

Conclusioni

Qui all?Osteria dei Vespri il fascino della storia non teme l?incedere impietoso della modernit?, al contrario, le volte con mattoni a vista del locale rendono ancor pi? seducente l?esperienza enogastronomica offerta dai fratelli Rizzo. Un locale in cui vino e cucina si muovono di pari passo, intrecciando un passo di danza che ricorda il valzer, lento, appassionato e, ormai, iconico, tra Alain Delon e Claudia Cardinale.

Viaggiatore Gourmet

Osteria Dei Vespri
90133 Palermo
Piazza Croce dei Vespri, 6
Tel. (+39)?0916171631
Chiuso la domenica

E-mail: osteriadeivespri@libero.it
Sito internet:
www.osteriadeivespri.it

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[02/05/2019, 22:00] Cartoline dal 844mo Meeting VG @ Ristorante Da Francesco ? Cherasco (CN) ? Chef Francesco Oberto

I cucchiai Mepra dorati, personalizzati per Viaggiatore Gourmet, erano decisamente ?in tema?, adagiati sul tovagliato bianco del tavolo riservato al nostro Club degli Amici Gourmet in quello che un tempo fu il salone da ballo della nobile famiglia cheraschese Fracassi Ratti Mentone. Oggi le volte sontuose e i Settecenteschi trompe l?oeil affrescati sul soffitto sono diventati la ?casa? del Ristorante Da Francesco, omonimo dello chef, che di cognome fa Oberto e che proprio qui, dopo un passato da autodidatta, nel 2016 ha ottenuto il riconoscimento della sua prima stella Michelin. La ma?tre di sala Francesca Panetto?ci ha guidati lungo il percorso di degustazione in cui lo chef ha dato prova di sapersi destreggiare tra tipicit? locali, come le celeberrime lumache, abbinate all?aglio nero nel risotto Riserva San Massimo, e specialit? di mare, perch? in fin dei conti Savona ? vicina, e Francesco al porto cittadino ha i suoi pescatori di fiducia, che gli assicurano la fornitura costante di tutte le primizie di stagione.

Archivio storico reportage:

-> Meeting del 26 Novembre 2016
-> Meeting del 11 Novembre 2017

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Francesco Oberto
Sous chef e capo partita primi e secondi: Bryan Soto Abreu
Capo partita antipasti: Pietro Solari
Capo partita pasticceria: Marko Franja

Lo staff di sala

Ma?tre: Francesca Panetto
Sommelier. Maurizio Pescarmona
Chef de rang: Belly Castillo Sepulveda

Sala e mise en place

Il tavolo d’esposizione dei nostri partner

Cucchiai?Mepra

Il dettaglio personalizzato di VG

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Aperitivo

Sosta Tre Santi Etna Doc Brut Metodo Classico ? Nicosia

Burro piemontese Inalpi?montato

Bra roll con Fettalpine Inalpi

Bacio di dama salato con Formaggini bio Inalpi

Tipologia degli stuzzichini: nella ciotola a sinistra chips al pomodoro

Pane

Tipologia di pane: lievito madre ai 5 cereali; grissini di semola di grano duro.

Piattooo!

Verza e acciughe

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale

Secolo Novo 2010 Franciacorta Brut Millesimato ??Le Marchesine

Patata, pesce e pesce

A? Puddara Etna bianco da uve Carricante ??Tenuta di Fessina

Insalata di lumache al verde, avocado, manioca e burro chiarificato?Inalpi?

Etna Bianco Doc 2014 –?Nicosia

Vegetali: verdure, legumi, semi e cereali

Tania Carmen?re – Bekeke

Barolo Bricco delle Viole 2006 ??G.D. Vajra

Tortelli panna e prosciutto

Lo chef Francesco Oberto prepara la prossima portata

VG presenta il piatto in pentola d’oro Agnelli?insieme allo chef e allo staff di cucina?

Riso carnaroli?Riserva San Massimo con aglio nero e lumache?

Taurasi Docg – Urciuolo

Cotechino, lenticchie e fonduta di Dop Inalpi: Bra tenero Dop, Bra duro d’Alpeggio Dop, Raschera Dop e Toma piemontese Dop

Punt e Mes Vermouth – Carpano

Meringa, arachidi e zucca

Tisana?ai frutti rossi con cantuccio

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?:?Ethiopia Kafa Forest Coffee?Lavazza

Tipologia piccola pasticceria:?gusci al cioccolato fondente, cioccolato bianco e cocco; popcorn caramellati.

Cadeau Inalpi?per tutti i commensali

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 844esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Da Francesco
12062 Cherasco?(CN)
Via Vittorio Emanuele, 103
Tel. +39?3398096696
E-mail:?info@ristorantedafrancesco.com
Sito internet:?www.ristorantedafrancesco.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[02/05/2019, 09:24] St. Regis Florence Hotel con Winter Garden By Caino ? GM Domenico Colella, Chef Consulente Valeria Piccini, Executive Chef Gentian Shehi

Il St. Regis di Piazza Ognissanti infatti ? una delle pi? prestigiose insegne cittadine, un palazzo Quattrocentesco progettato dal Brunelleschi che col passare dei secoli ? diventato un hotel a 5 stelle, con tanto di ristorante blasonato al primo piano, il Winter Garden by Caino, guidato dallo chef Gentian Shehi con la consulenza della chef toscana per eccellenza, Valeria Piccini. Adagiata lungo le rive dell?Arno, questa struttura si contraddistingue per offrire ai suoi ospiti la possibilit? di vivere in prima persona le ultimissime tendenze del luxury travel, tra cui vere chicche come l?Iridium Suites SPA my Blend by Clarins, molto pi? che un normale centro benessere, in cui l?esperienza della visita alla SPA viene completamente personalizzata.

Archivio storico reportage:

-> Reportage dell’hotel del 6 Luglio 2012
-> Meeting del 10 Settembre 2016

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin (nel 2018 )
Espresso (nel 2018 )
Gambero Rosso (nel 2018 )

La squadra

Lo staff dell?hotel

General Manager: Domenico Colella
Director of Food and Beverage: Matteo Rosella
Bar Manager: Christian Pampo
Capo Ricevimento: Stephanie Motteau
Chef Concierge: Masssimo Parlanti
SPA Manager: Gloria Cerboni
Room Division Manager: Stephanie Motteau
Sales & Marketing Director: Judith Otto
Housekeeping:?Stephanie Motteau

Lo staff del ristorante

Chef consulente: Valeria Piccini
Executive chef: Gentian Shehi
Executive sous chef:?Marco Tremonte
Sous chef: Mauro Casciani
Pastry chef: Ugo Rossi
Chef de partie: Gaetano La Mantia
Chef de partie: Salvatore Marino e Daniele Valente
Demi chef de partie: Lorenzo Mattolini
Commis: Enrico Dibenedetto, Franko Dyrma, Gianmarco Borsalino e Vittoria Rosati

Gli esterni dell’hotel?

La porta d’ingresso?

La hall

Il ricevimento

Simpatici dettagli…

I servizi

Servizio Maggiordomo; Concierge; Servizio in camera 24 ore; Ristorante, bar, cantinetta privata; Servizio Limousine; Servizio di babysitter; Centro fitness 24 ore; Servizio lavanderia; Business Centre; Iridium Suites Spa My Blend by Clarins.

Gli interni della struttura

Dettagli floreali…

… e artistici

Il business center?

La libreria?

La lobby

Camere e suite

Le tariffe variano da?? 400 (Deluxe Room) a?? 15.000 (Presidential Suite).

Il nuovo The St. Regis Florence dispone di 80 camere elegantemente arredate e 19 suites, inclusa la spettacolare designer suite di Bottega Veneta. In onore del retaggio artistico della citt?, ogni camera o suite ? individuata da una placca intagliata a mano e decorata con foglia d?oro che richiama uno dei tre temi di decoro e di colore ? Medici, Fiorentino, Rinascimento – ognuno dei quali ? individuato da un design definito da elementi di arredo esclusivi realizzati su misura: quadri, affreschi e lampadari in cristallo creano un sofisticato senso di rilassata opulenza. Inoltre, quale ulteriore tributo alla citt?, ogni camera o suite ? denominata secondo i nomi di famiglie di artisti, pittori, poeti o famiglie nobili o patroni delle arti.

La camera di VG

Il salottino

La vista dalla camera

Il servizio maggiordomo

Riprendendo la tradizione del leggendario Hotel St. Regis di New York, il The St. Regis Florence offre i rinomati servizi del marchio, che includono l?esclusivo servizio Butler, esperienze e programmi di soggiorno personalizzati per soddisfare le pi? esigenti richieste di ospiti e viaggiatori internazionali. Formati secondo la antica tradizione inglese, i butler sono discreti ed onnipresenti, fornendo servizi personalizzati ed anticipando le esigenze degli ospiti, in funzione del loro gusto o richieste.

Il benvenuto dell’hotel

La sala da bagno

Le amenities

La cassaforte

Il mini frigo

Premium Delux in stile fiorentino con vista sull’Arno

Deluxe in stile Rinascimento con vista sull’Arno

Grand Deluxe Suite Palazzo Vecchio

Royal suite Gioconda

La terrazza della Royal Suite al quarto piano

Presidential suite Da Vinci

Presidential Suite Da Vinci

Le Iridium Suites My Blend by Clarins

The St. Regis Florence propone le Iridium Suites My Blend by Clarins, che permettono agli ospiti un profondo rilassamento e rigenerazione sia fisica che mentale, attraverso una serie di esclusivi trattamenti spa. Le Iridium Suites offrono 3 spaziose suite, decorate con marmi bianchi e grigi di Carrara e pareti nei toni dell?oro e dell?argento, con mosaici disegnati espressamente per questa location. In due delle tre suite sono presenti vasche Jacuzzi abbinate a cromoterapia e lettini per trattamenti doppi, perfetti per trattamenti o massaggi di coppia.

Iridium suite by Clarins con Acquamarine Spa

Iridium suite by Clarins con Citrine Spa

Iridium suite by Clarins

L’area fitness

Nel frattempo si ? fatta sera

Il Winter Garden Bar

Aperitivo al bar con gli immancabili Bloody Mary Ritual e Champagne?Ritual

Il bar manager?Christian Pampo all’opera

Brunello Bloody Mary (vodka, grappa di Brunello, sale, mix di spezie, wasabi, salsa d’ostrica)

Cuv?e Saint P?tersbourg Champagne Brut – Veuve Clicquot

VG a lezione di sciabola!

Al centro: The Capitol Mary (gin, mix di spezie, salsa d’ostrica, wasabi). A destra:?Mary Terrenean (vodka, mix di spezie, polvere di peperoncino, olio d’oliva, origano e basilico)

Tipologia degli stuzzichini:?muffin salato alle verdure; mini burger di manzo; hosomaki di tonno e avocado; ostrica al naturale.

Il Winter Garden by Caino

Sala e mise en place

Ci accomodiamo al nostro tavolo

L’elegante pianoforte a coda

VG insieme alla chef consulente Valeria Piccini del Ristorante Da Caino e all’executive chef?Gentian Shehi

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Men? degustazione da Caino?? 120

Uovo biologico a bassa temperatura?su crema di topinambur, nocciole tostate e tartufo
Tartare di manzo con tartufo, midollo e cipolla rossa
Fusilli al ferretto?con rag? di agnello, mele e caff?
Guancia di maiale brasata servita con purea di patate, funghi saltati e tartufo
Agrumi
Caff? e piccola pasticceria

La carta

Antipasti

Uovo biologico a bassa temperatura?su crema di topinambur, nocciole tostate e tartufo ? 30
Tartare di manzo con tartufo, midollo e cipolla rossa ? 32
Astice, perle di tapioca, spinaci e yuzu ? 42
Riso, patate e cozze ? 28
La lepre nel bosco ? 36

Primi

In dieci per una zuppa ? 28
Riso e seppie in zimino ? 36
Spaghetti Monograno Felicetti con bardiccio, rapetti e cicale di mare ? 32
Tortello di coniglio alla cacciatora con brodetto ai funghi ? 32
Fusilli al ferretto?con rag? di agnello, mele e caff? ? 36

Secondi di pesce

Filetto di rombo servito con salsa del suo fegato, purea di pastinaca e lattuga di mare ? 40
Baccal? a bassa temperatura con cipolle e aceto balsamico ? 42

Secondi di carne

Il piatto dello chef: piccione nel fienile e radici dell’orto (per 2 persone) ??52
Spalla di maialino 36 ore?? 44
Petto d’anatra alle spezie servito con cavolo cinese, miso, uvetta e pinoli ? 42
Guancia di manzo brasata servita con purea di patate, funghi saltati e tartufo ? 48

Dessert

Ricordi d’infanzia… Latte e cereali?? 22
La nostra torta foresta nera ? 28
Agrumi ? 26
Diversamente tiramis? ? 25
Tra neccio e castagnaccio ? 22
Tagliata di frutta ? 13

Degustazione di formaggi

Legacy (selezione di 3 formaggi) ? 22
Heritage (selezione di 4 formaggi) ? 26
Innovation (selezione di 5 formaggi) ? 30

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il cocktail di benvenuto:?Americano (sweet vermouth, Campari, soda water)

Acqua BLK

Acqua Veren

Pane

Tipologia pane:?schiacciata toscana; pagnotta di farina di grani antichi 48 ore di lievitazione. Il tutto accompagnato da?olio extra vergine di oliva Lio, Maurizio?Menichetti.

Piattooo!

Minestrone di Rubik con foglia d?oro?

Cubetti di purea di verdura leggermente gelificata, brodo vegetale

Il servizio del prossimo vino

Le Grand Blanc – Henri Milan

Astice, perle di tapioca con crema di spinaci, insalatina di spinaci, aria di yuzu

Tartare di manzo, midollo arrostito, agrodolce di cipolla rossa, tartufo nero

Cuv?e Saint-Vincent 2014 Bourgogne Blanc Chardonnay ?– Vincent Girardin

Guazzetto di cozze, crema di riso cotta con la loro acqua, spuma di patate, polvere di patate viola, uova di salmone Balik, finocchietto

A parte? un tarallo pugliese ai semi di finocchio.

Costa del Vento 2015 Derthona – Vigneti Massa

Riso Carnaroli, crema di bietola, sfoglia di seppia in zimino (salsa a base di verdure)

Spaghetti Monograno Felicetti, mantecati con bardiccio di Pontassieve, cime di rapa, briciole di pane, crudo di cicale di mare marinate all?arancia

Prulke Bianco Igt Venezia Giulia –?Zidarich

Filetto di rombo alla piastra, salsa del suo fegato, purea e cortecce di pastinaca arrostita, lattuga di mare?

Ch?teau La Grave 2014 Pomerol – Moueix

Spalla di maialino da latte B.T. 36 ore, purea di zucca mantovana arrostita, crema di ostriche alla brace, foglia d?ostrica, caviale Siberian Calvisius

Per il dessert acqua Borjomi

Pre dessert: pannacotta al basilico, frutti esotici e lamponi

Peach (vodka, succo di limone, zucchero, liquore alla pesca, cranberry juice)

Il sommelier e il barman Rami Saltagi presentano i cocktail pensati in abbinamento ai dessert

Chocolate Martini (vodka alla vaniglia, liquore al cioccolato, crama di cacao bianca)

Ricordo d’infanzia… Latte e cereali

Morbido di latte e cereali, gel al caff?, corn-flakes caramellati, bolle di cacao, gelato al miele

Diversamente tiramis?

Cilindri di semifreddo al mascarpone, zabaione al Vin Santo, frolla al cacao, sorbetto alla banana e vaniglia, meringa al caff?.

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria:?macaron al lemon curd; tartufini di cioccolato e nocciola; mousse ghiacciata di cioccolato Alpaco 66% e meringa al limone.

Gli chef ci raggiungono al tavolo

E scattano subito i selfie!

Al risveglio: la colazione in camera

Ci spostiamo nella balconata per il buffet della colazione

I succhi e i frullati

La frutta

Il pane e le uova

Il salato…

E il dolce

Le nostre scelte?

Le foto che non hanno la nostra filigrana sono a cura di Marriott International.

Cucina

Gentian Shehi ? stata forse una delle novit? pi? eclatanti che hanno interessato il St Regis nel 2018. Executive chef del Winter Garden by Caino dal mese di settembre, Gentian Shehi non ? nuovo nelle cucine del ristorante, in cui ? entrato nel 2011 come sous chef. Classe 1981, nato in Albania, ma trasferitosi in Italia all?et? di nove anni, in cucina porta ancora il segno della sua formazione, iniziata con gli studi di piano al conservatorio: l?armonia, l?equilibrio e il ritmo dello spartito caratterizzano anche i suoi piatti. In carta, non manca certo di fare capolino la forte personalit? della chef consulente Valeria Piccini, la cui identit? prettamente territoriale trova il giusto contrappunto in portate di mare, delicate ed eleganti, che si spingono a largo della costa toscana per cercare commistioni pi? internazionali.

Servizio e accoglienza

La pluriennale esperienza di Domenico Colella all?interno di prestigiose insegne dell?ospitalit? a livello internazionale, ha portato la propriet? del St. Regis a sceglierlo come General Manager della struttura, che a Firenze il professionista dirige insieme a un?altra insegna a 5 stelle, il Westin Excelsior. Nulla da dire, la qualit? di un servizio guidato con perizia ? indiscussa, dal concierge al personale di sala al ristorante, dallo staff che si occupa del servizio in camera a quello, specializzato, che segue gli ospiti delle Iridium Suites SPA my Blend. Senza dimenticare la straordinaria coccola del servizio maggiordomo. Una nota di merito va poi al Winter Garden Bar, segnalato su tutte le guide tra i must della vita notturna cittadina, dove abbiano degustato il Brunello Bloody Mary, versione toscana del cocktail creato al St. Regis New York nel 1943.

Conclusioni

La storia ha il suo fascino, in Italia ne siamo pieni e, forse, quasi avvezzi, ma non si pu? negare che soggiornare all?interno di una struttura con alle spalle il passato del St. Regis non pu? lasciare indifferenti. Ancor pi? per gli ospiti stranieri, che qui trovano tutta l?autenticit? di un palazzo rinascimentale, tuttavia, va da s?, quando si viaggia oltre ad ambienti affascinanti si cerca la comodit?, la possibilit? di avere accesso a lussi e servizi che a casa sarebbero preclusi. Ecco, al St. Regis tutto questo ? davvero possibile: l?attenzione e l?apertura della propriet? verso le ultime tendenze del settore lo rendono una struttura ai vertici dell’hotellerie.

Viaggiatore Gourmet

St. Regis Florence e Ristorante Winter Garden by Caino
50123 Firenze
Piazza Ognissanti, 1
Tel. hotel (+39) 05527161

Tel. ristorante?(+39) 05527163770
Sempre aperto
E-mail hotel:?stregisflorence@stregis.com
E-mail ristorante :?Restaurant.StRegis@stregis.com
Sito hotel:?www.stregisflorence.com/it
Sito ristorante:?www.wintergardenbycaino.com/it

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[02/03/2019, 23:14] Cartoline dal 843mo meeting VG @ Cannavacciuolo Bistrot ? Torino ? Chef/Patron Antonino Cannavacciuolo, Chef Nicola Somma

In una Torino in cui, finalmente, la scena gastronomica ? tornata a farsi vivace e interessante, con gli Amici Gorumet siamo andati a pranzo in una delle insegne che di questa ?rinascita? ? stata tra i protagonisti e i principali responsabili, il Cannavacciuolo Bistrot. Lo chef, Nicola Sanna, viene da Gragnano, le sue origini partenopee e la sua natura solare hanno favorito la nascita di un?intesa pressoch? immediata tra lui e Antonino Cannavacciuolo che, dopo tre anni di lavoro nella sua brigata, lo ha premiato affidandogli la gestione del suo bistrot torinese. Una scelta azzeccata, apprezzata anche dagli ispettori Michelin, che nella guida 2019 gli hanno attribuito la tanto ambita stella.

Archivio storico reportage:

->?Meeting del 18 Ottobre 2017
->?Meeting del 20 Novembre 2017
->?Meeting del 21 Dicembre 2017

La squadra

General Manager: Pino Savoia

Lo staff di cucina

Chef: Nicola Somma
Sous chef: Filippo Raus
Capo partita antipasti: Pasquale Rivetti
Capo partita primi piatti: Giovanni Balzo
Capo partita secondi piatti: Nicol? Lo Monaco, Nicol? Mecca
Pasticciere: Simone Lazzareschi
Commis di cucina: Ciro Castaldo, Francesco Bianco, Giuseppe Di Nola

Lo staff di sala

Ma?tre: Alfredo Diafano
Chef de rang: Diego Marchese, Francesco Mastellone, Laura Franzosi
Commis di sala: Denis Cavaterra, Gaia Baracco, Giovanna Ragno

Reception

Capo Ricevimento: Francesca Ughetto Monfrin

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo con i salumi artigianali Al Berlinghetto

Il culatello cotto?Al Berlinghetto

Lonzalardo?Al Berlinghetto

Salame?del Berlinghetto

Una selezione dei prodotti?Al Berlinghetto

In arrivo un rinforzino di Lonzalardo?Al Berlinghetto

Franciacorta Sat?n Millesimato 2014 ??Le Marchesine

Il benvenuto della cucina

Tipologie degli stuzzichini:?cannolo con rag? napoletano, montanara fritta con pomodoro e parmigiano, tacos di burrata e melanzana affumicata, piadina con salsa tonnata.

Pane

Tipologie di pane:?da lievito madre e farine biologiche; grissini all?olio EVO e cracker al sale Maldon.

Piattooo!

Ricciola marinata, yuzu, zenzero e carota

Langhe Doc Bric Amel 2016 ??Marchesi di Barolo

Baccal?, lattuga di mare e frutto della passione

Carpaccio di fassona piemontese con cipolla, prezzemolo,?nocciola e acciuga

A? Puddara Etna bianco da uve Carricante ??Tenuta di Fessina

Sgombro, pelle di pollo e radicchio amaro

Merlot daSolo Monferrato 2007 – Marchesi di Gr?sy

Ravioli ai sentori di mare

Linguine, pomodoro giallo, burrata e scampo

La prossima portata presentata al tavolo da VG e lo chef

Cappellacci, scampo, cotechino Al Berlinghetto?e lenticchie

Rigatoni alla genovese con tartufo nero, salsiccia di Br? e provolone del Monaco

Branzino, rapa rossa e cagliata di latte

Sogliola con panure al limone, rucola selvatica, pinoli e acciughe

La prossima etichetta in degustazione

Barolo Riserva Sarmassa 2006 ??Marchesi di Barolo

Piccione, mais e cannella

Pre dessert: mandarino e mandorla

Kaid Vendemmia Tardiva Sicilia Doc ??Alessandro di Camporeale

Liquirizia, limone e frutti rossi

Caff? Lollo e coccole finali

Tipologie della piccola pasticceria: bab? al rhum agricolo; coda di aragosta con panna fresca; anacaprese; cioccolatino con ripieno di arancio e zenzero candito; semifreddo di cioccolato; arachidi e frutti rossi; macaron al caff?.

Lo chef ci raggiunge in sala con la pentola d’oro Agnelli per la merenda

Ci raggiunge in sala anche il restaurant manager Pino Savoia

Gli spaghetti al pomodoro

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 843esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Cannavacciuolo Bistrot
10131 Torino
Via Umberto Cosmo, 6
Tel.?011 839 9893
Chiuso la domenica
E-mail:?info@bistrottorino.it
Sito internet:?www.cannavacciuolobistrot.it/torino/

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[02/03/2019, 20:56] A brief history of a working father in the wine industry
Regular readers of this blog have known for some time that I am retired from a working life. What many do not know, are the details of a life that arrived to this point. And specifically of a working father, a single father, in the wine trade in America.

While it is fashionable these days, with influencer marketing, to dump on established channels (and institutions) of wine commerce in the US, there were, and still are, many people who are simple, honest working folk. They just happen to be slinging Chardonnay or Vodka to the local restaurants and retail establishments, rather than coat hangars or auto parts. The notion of progress, not perfection, becomes readily identifiable once one has an extra mouth to feed, a mortgage and a car payment.

As a single dad and devoted to being the best dad I could be in a family-fractured world, I was also wrestling with the ?What do I want to be when I grow up?? notion. However, I figured adaptation along with a measure of resilience would probably see me safely for a few years of adjusting to a more extroverted life. After all, selling isn?t for the shy. And lots of rejection. By then, I hoped I?d be ?all grown up.?


Failed marriage will get one up to speed in the rejection department pretty fast. As for resilience, one must have the luck of the genes along with an attitude that looks forward, not back, and tries to have as little or no regrets as possible. Onward through the fog!

A word about selling wine to supermarkets. If you are a current consumer, and go into a supermarket these days, it is a shock of another kind. But in 1985, it was a freer, more relaxed time. There wasn?t a lot of expectation for having ?everything under the sun,? so espoused by today?s influential caste. Although, pondering my label box, it appears we had a hell of a lot to sell. And supermarkets were unencumbered by chain-logistic managers, who eat corn out of a can and think the lettuce on a burger is a vegetable.

People were happy to try something, anything, new. And $10 a bottle, heck in some of those Dallas neighborhoods, even $15-20 a bottle wasn?t a big stretch. The maids were coming in with a list. If they wanted Sonoma-Cutrer, they got all they wanted.

Now there are more SKU?s on the shelf of the mega-sized markets (national chain supermarkets or large regional ones as well) today than in 1985. The difference then, everything on the shelves was just a little bit different than the others. Today, the control by a handful of large wine companies makes a wine from the same vat(s) with 7-15 different labels. Essentially a carbon copy with just another pretty label. It is pretty daunting to go into a supermarket and try and find a bottle to take home or to one of your wine geek friends. I wrote a piece about that last year. Actually, I was heartened to see a few cracks in the darkness. But, in my dotage, I am going deeper down the river of wine, whether looking for the origin of Primitivo, or Gamay, it makes no difference. I want no middle-of-the-road beverage; the calories are too dear.

Anyway, I pushed wine and whatever I sold, I stocked. I had bad knees, hemorrhoids, cuts on my hand (some needing stitches) and what seemed like a perennially sore back. And I wasn?t yet 40. It was nothing to lift 3,000 pounds (30 pounds at a time) in a day?s work. But I had a family, albeit a small one, just the two of us.

My son remarked to me the other day that he thinks part of his work ethic, especially in regards to design and setting up a showroom/showcase situation, came from the many nights I?d take him on my stocking run. Or when I had to help the display department build a large wine display. I'd drop a sleeping bag next to the deli and he would watch (and do homework) as long as he could and then surrender to sleep, under the fluorescent lights. We?d still have three or four more hours to go. Pure evil, we were, little devils. Bringing Trebbiano to University Park.

I?m glad my son saw a positive in those experiences. I felt a little guilty taking him, especially on Sundays, to two or three of my in-town supermarkets. I could get the order, get out in front of the week (in case I was needed to coach soccer, a sport which I knew nothing about), get there before the competition, outwork them, make sure they hadn?t buried my placements (or displays, which from time to time they would do. The Gallo boys had to sell their Ballatore Gran Spumante or their 1978 Limited Release Cabernet Sauvignon) It took a few years off me. But I read the manual too. Work harder than the competition, be there before them and after them. Be all over them. Sans rel?che.

I gave service to my client and commitment to my family. The store directors knew it, saw it, and responded. It was rare for a man to be doing that. A few other colleagues of mine were in the same boat. This was way before #MeToo. We were just trying to feed our kids, be better dads and sell a little wine along the way. I guess that led to the evil mess we?re all in now, where no one can find what they want when they want it. Yeah, pretty tough wear the elite tastemaker's shoes these days. Nothing?s ever right.


So how about that tasting note?

Really enjoyed the Skerlj Malvasia. I know Ian D?Agata has a bit of a mania for this grape and I?ve been lucky enough to sit near him as he waxed poetic (and prolific) about Malvasia when we were in Basilicata. So, it was historical as well as enlightening. The Skerlj, from way up north in Friuli not far from the Slovenian border, when opened, was bright and electric. The aromas were flashy, a bit savory, with the tiniest hint of salinity. Bone dry, no Sicilian sun-drenched olfactory bomb here. But nice.

An hour or so later, with the opened bottle, I noticed a slight drop-off in the brightness of the wine, as if it had just run 400 years at full-speed and was doing a cool-down. Still nice, but the fireworks show was past us at that point.


There you have it. I did not want to write a blog post today. Blogs are so d?mod? these days. But I also realize this is a record, a log. So here?s another one for the fire.










wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[01/31/2019, 23:31] Ristorante Mod? ? Torregrotta (ME) ? Patron Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi, Chef Giuseppe Geraci

Quando si ? trattato di scegliere il nome della sua prima attivit? in proprio, Giuseppe Geraci non ha esitato un istante, scegliendo di chiamare il suo ristorante come il suo artista preferito, Amedeo Modigliani, o meglio, con il soprannome con cui era noto ad amici e colleghi: Mod?. Origini semplici, una passione, quella per l?arte, scoperta quasi per caso, e tanti, tantissimi sforzi per poterla seguire, a dispetto di ogni ostacolo lungo il cammino? Un percorso che ricorda quello di Giuseppe, che per? a tele e tavolozze ha preferito la cucina, cominciando giovanissimo, a soli 13 anni, e incontrando lungo la strada Alessandra Quattrocchi, oggi sposa, socia e sommelier del locale. Il Ristorante Mod? lo hanno aperto insieme, a soli 21 anni, e insieme ne hanno curato la crescita, do location in location, fino all?attuale: una meravigliosa terrazza sul mare di Torregrotta, lungo la strada che da Messina porta a Palermo.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin?non segnala
Espresso?non segnala
Gambero Rosso?non segnala

La squadra

Patron/chef:?Giuseppe Geraci
Patron/sommelier:?Alessandra Quattrocchi

L’ingresso del ristorante?

L’insegna

Sale e mise en place

Dettagli…

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni (bevande escluse, minimo 2 persone)

Fai tu? ? 55

Percorso culinario di 7 portate

Isola di sapori?? 40

Benvenuto dello chef
Polpo alla brace, pomodorino confit, crema di spinaci e croccante al sesamo
Linguine Monograno Felicetti, succo di prezzemolo, bottarga di tonno e mollica di pane tostata
Rana pescatrice, crosta di pane al nero di seppia, erbe, fiori e sorbetto al sedano
Dessert

Profumi di Sicilia?? 70

Benvenuto dello chef
Crudo di mare, olio extravergine di oliva, sale di Mozia e caviale di limone
Riccio di calamaro, passatina di ceci, aglio nero, pane fritto e aria di mare
Gnocchi al nero ripieni di ricotta con tagliatella di seppia su crema di broccolo
Carnaroli Acquerello, caciocavallo ragusano, gambero rosso di Mazara del Vallo, limone e pepe rosa
Baccal? Rafols in bianco, spuma di patate, olive, capperi di Salina in polvere e infuso di buccia di cipolla
Pesce azzurro, crema di cavolfiore, verdurine croccanti e guanciale
Minestra, frutta, ortaggi e sorbetto al Mojito
Dessert

La carta

Antipasti

Crudo di mare,?olio extravergine di oliva, sale di Mozia e caviale di limone?? 16
Gambero brr?!!! (gambero rosso di Mazara del Vallo, mela verde e granita al Mojito) ? 13
Riccio di calamaro, passatina di ceci, aglio nero, pane fritto e aria di mare?? 14
Polpo alla brace,?pomodorino confit, crema di spinaci e croccante al sesamo?? 13
Non sono un arancino (sfera croccante di pesce spada ripiena di pomodorini Vastedda del Belice e basilico) ? 13
Sformato di verdure, fonduta di tuma e salse colorate?? 10
Tacos croccante, insalata speziata di vitello, yogurt e cipolla dolce?? 13

Primi

Linguine Monograno Felicetti, succo di prezzemolo, bottarga di tonno e mollica di pane tostata?? 14
Tortellini di pasta fresca?ripieni di frutti di mare, il loro brodo di cottura e limone candito?? 15
Pasta mista di Gragnano, cozze di Ganzirri e fagiolo cosaruciaro di Scicli?? 14
Gnocchi al nero?ripieni di ricotta con tagliatella di seppia su crema di broccolo?? 15
Carnaroli Acquerello, caciocavallo Ragusano, gambero rosso di Mazara del Vallo, limone e pepe rosa?? 15
Spaghettoni Pastificio Piazza, aglio olio e peperoncino, guanciale croccante, t? nero e zabaione salato?? 12

Secondi

Rana pescatrice, crosta di pane al nero di seppia, erbe, fiori e sorbetto al sedano?? 16
Pesce d?amo?cotto sulla sua pelle, carciofo in due cotture e fumo di buccia di mandorla?? 18
Pesce azzurro, crema di cavolfiore, verdurine croccanti e guanciale?? 16
Baccal? Rafols in bianco, spuma di patate, olive, capperi di Salina in polvere e infuso di buccia di cipolla?? 18
Filetto di manzo CBT,?frittellina del suo fegato, cipollotto novello e aria di caff? ? 16
Maiale alle erbe aromatiche, miele di ape nera, croccante di nocciole e aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia?? 15

Dolci

Gelato al Malvasia delle Lipari, terra di piparelle e cappero di Salina semi candito?? 6
Tortino di mele, gelato alla vaniglia e salsa al cioccolato bianco ? 6
Torrone ghiacciato, tuile all?arancia e cioccolato alla mandorla?? 6
Cannolo siciliano scomposto e ricomposto?? 6
Tiramis?, crumble al cioccolato, gelato al caff?, crema al mascarpone e massa di cacao?? 7
Sfera di cioccolato, cuore di gelato alla nocciola e salsa calda al caff??? 7
Sinfonia di cioccolato?? 7

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

La patron?Alessandra Quattrocchi ci serve il primo vino

Shaman 13?Grand Cru Champagne –?Marguet

Pane

Tipologia di pane:?a lievitazione naturale;?grissini di Tumminia;?crackers al rosmarino.

Olio extra vergine di oliva Grottafumata.

Il benvenuto dello chef?

Chips di mais con cipollotto in agrodolce, yogurt e arancia

Crocchetta di patata?

La Valle del Niceto un tempo era famosa per le coltivazioni di patate a pasta gialla e appena iniziava la raccolta era usanza in tutte le case preparare le famose crocchette.

Cannolo di pane con parmigiana di pesce azzurro

Ricordo della focaccia nessinese: frangipane, pomodoro, acciuga, fonduta di tuma e polvere di scarola

Piattooo!

Gambero brr?!!! – Gambero rosso di Mazara del Vallo, mela verde e granita al Mojito

Lo chef?Giuseppe Geraci ci presenta la prossima portata

Crudo di mare, olio extravergine di oliva, sale di Mozia e caviale di limone

Sveliamo cosa si cela sotto la cloche

Riccio di calamaro, passatina di ceci, aglio nero di Voghiera, pane fritto e aria di mare

Polpo alla brace, pomodorino confit, crema di spinaci e croccante al sesamo

Attention Chenin M?chant 2016 – Clos Des Treilles

Carnaroli Acquerello, caciocavallo ragusano, gambero rosso di Mazara del Vallo, limone e pepe rosa

Gnocchi al nero ripieni di ricotta con tagliatella di seppia su crema di broccolo

Il tocco finale

Tortellini di pasta fresca?ripieni di frutti di mare, il loro brodo di cottura e limone candito

Spaghettoni?Pastificio Piazza, succo di prezzemolo, bottarga di tonno rosso e mollica di pane tostata

Ponte di Toi 2017 Bianco – Stefano Legnani

Rana pescatrice, crosta di pane al nero di seppia, erbe, fiori e sorbetto al sedano

Pesce azzurro, crema di cavolfiore, verdurine croccanti e guanciale?di suino nero dei Nebrodi

Bukkuram Sole d’Agosto 2015 Passito di Pantelleria Doc – Marco De Bartoli

Gocce d’Autunno 2014 Igp Terre Siciliane Nero D’Avola Passito – Cantina Marilina

Gelato al Malvasia delle Lipari, terra di piparelle e cappero di Salina semi candito

Sinfonia di cioccolato?

Tortino caldo con cioccolato fondente al 72%, mousse al 55 % con crumble al cacao e bon bon con cioccolato a doppia fermentazione al 65%.

Cannolo siciliano scomposto e ricomposto

Tiramis?, crumble al cioccolato, gelato al caff? Arabica, crema al mascarpone e massa di cacao Dominicano

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria:?tartufino al cioccolato e cocco; frollino alla nocciola e fichi secchi; meringa.

Cucina

Innamorarsi della cucina lavorando in un locale spartano, che per lo pi? serve patatine fritte e panini, ? davvero un?impresa. O meglio, se davvero ci si riesce ? segno inequivocabile che quella di cuoco non ? solo una professione, ma una vocazione. A Giuseppe Geraci ? accaduto proprio questo e, dopo anni passati tra i banchi di scuola e i fornelli dei ristoranti locali per mantenersi durante gli studi e fare esperienza, tutte le sue fatiche sono ora ripagate dal successo che il suo Ristorante Mod? sta continuando a riscuotere. La sua cucina ? quasi esclusivamente di pesce e, per scelta, siciliana al 100%: farine, ortaggi, olio, pescato? Giuseppe adora la sua terra e con Alessandra coraggiosamente ha scelto di non abbandonarla per gli agi e le comodit? del ?Continente?, al contrario, ne ha fatto il suo punto di partenza e il suo orizzonte.

Servizio

Adorabile Alessandra, il suo sorriso dolce ? il primo ad accogliere i clienti che arrivano al ristorante lungo una strada solitamente frequentata solo dai locali, e l?ultimo ad accompagnarli sino all?uscita, al congedo finale che al ristorante Mod?, inevitabilmente, si trasforma in un arrivederci. Conosciuto Giuseppe tra i banchi di scuola, Alessandra ha preferito approfondire la sua passione per il vino, diventando sommelier AIS e vestendo oggi le meritate vesti di ma?tre e sommelier del locale.

Conclusioni

Dalla prima apertura, nel 2011, sono cambiate davvero molte cose: oltre alla maturazione personale e professionale di Giuseppe e Alessandra, infatti il Ristorante Mod? ha pi? volte cambiato location, senza per? lasciare Torregrotta, paese natio dello chef, fino a giungere in quella attuale. Una struttura estremamente semplice, ?pulita? come il viso acqua e sapone di una ragazza che ? gi? bella di suo e non ha bisogno degli artifici del make up. Del resto, a favore delle sale ariose e accoglienti giocano le tante vetrate (nella bella stagione anche la terrazza) affacciate sul mare, uno spettacolo cui ? davvero difficile resistere! La dolcezza di Alessandra, la bravura di Giuseppe e la simpatia di entrambi rende il ristorante di questi due giovani coraggiosi un?insegna che rimane nel cuore.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Mod?
98040 Torregrotta (ME)
Via Bucceri
Tel. (+39) 3450928345
Chiuso il luned?

E-mail: ristorante.modi@hotmail.it
Sito internet:
www.modiristorante.it

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[01/30/2019, 22:05] Cartoline da Io Bevo Cos? 2019 @ Excelsior Hotel Gallia ? Milano

Il pi? importante appuntamento dedicato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca. e alla stampa di settore, che convoglia i produttori di vini naturali e di terra dall?Italia e da alcuni Paesi europei ? approdato anche quest’anno?sotto la Madonnina. Le eleganti sale dell?Excelsior Gallia Hotel di Milano si sono confermate la location ideale per ospitare le 120 cantine partecipanti quest?anno e, alla luce dell?incredibile affluenza dell?edizione passata, gli organizzatori della kermesse, Andrea Pesce e Andrea Sala, hanno deciso di raddoppiare gli spazi, per permettere al nutrito pubblico di godersi in tranquillit? le oltre 800 etichette in degustazione. Una manifestazione, giunta alla sesta edizione, che ormai ? segnata nelle agende dei “commercianti di vino”, nonch? della stampa dal momento che per l?edizione 2019 di Io Bevo Cos? si ? registrato un nuovo record di partecipanti: 650 operatori per 450 attivit? commerciali e pi? di 75 tra giornalisti e blogger.

L’ingresso della sala Duomo

Il team di Luxury Bureau ? pronto ad accogliere i visitatori al desk per l?accredito

I?calici per la degustazione?

Gli espositori sono pronti ad accogliere i visitatori

Ivan Famanni e Marco Acquaroli della Dispensa Pani e Vini Franciacorta

Iris Romano del Bicerin con Andrea Sala

La degustazione prosegue nella sala La Scala

VG prova i t? di?Vini e Pi? – Posteria e Caff??

Lo stand di Riserva San Massimo

Il cioccolato Noalya

Alessio Tessieri, proprietario dell’azienda

Gli chef?Antonio e Vincenzo Lebano dell?Excelsior Hotel Gallia?insieme a Andrea Pesce, uno dei due organizzatori della manifestazione, e a Tessieri

Ci addentriamo nella sala La Scala

I grembiuli professionali Grimb?l

Il banco di degustazione di Le Strie

Rimaniamo in Lombardia con Piccolo Bacco dei Quaroni

Le bottiglie de La Torretta di Ghemme

Nel vicentino con i vini Pezzalunga

Le etichette venete di Marco Sambin

Una foto insieme a Pesce

La bresaola di MA! Officina Gastronomica Madesimo?con lo chef Stefano Masanti del Ristorante Il Cantinone

Scendiamo in Campania con Casa di Baal

Le mostarde di Emilio Stroppa

Le etichette di?Martilde?prendono il nome dagli animali dell’azienda agricola

Il banco di assaggio di Cascina Gasparda

I vini campani de La Cantina di Enza

In centro Italia con i vini da Montefalco di Ra?na

La Toscana di Podere Anima Mundi

Ci spostiamo in Emilia Romagna con Ferretti Vini

I volti sorridenti di Saccomani

Rimaniamo in terre emiliane con i vini del Podere Cervarola

Il Piemonte di Rocca Rondinaria

Le etichette del Podere Sotto il Noce

Dalla Sicilia, i vini di Longarico

Le curiose etichette di Santa 10

I vini di Gaspare Buscemi e Caprera

L’olio extra vergine d’oliva di Lu Trappitu

I vini pugliesi di Tenuta Macchiarola?

Lo stand di Bottega degli Spiriti

I prodotti di Sidro & Cider

Le etichette friulane di Vignai Da Duline

Andrea Sala, organizzatore dell’evento, ? intervistato da Dario Bordet di 24 Ore News

Le sale cominciano ad affollarsi

I vini di Ca? del Prete

La Sardegna di Enrico Esu

Le etichette abruzzesi dell’azienda agricola Di Cato

I vini di Nevio Scala

Ci spostiamo nel Sud Italia con il banco di Guccione e A Vita?

In Piemonte con Enrico Druetto

Paolo Carlo Ghislandi della Cascina I Carpini

Le etichette marchigiane di Col di Corte

La Basilicata di Camerlengo

Le etichette piemontesi di Cascina Boccaccio

Anche quest?anno l?acqua dell?evento ??Lauretana

In Lazio con Andrea Occhipinti

Lo stand di Fabiani

La degustazione dei vini?Insolente

Restiamo in terra veneta con Siem?n

Il volto femminile di Volcanalia

Il Friuli Venezia Giulia di?San Lurins

Le Marche di Maria Pia Castelli

Ritorniamo in Lombardia con Alessandra Divella

Lo stand di Cascina Fornace

La Toscana di Fattoria Camigliano

Le etichette di Josef

Direttamente dalla Sicilia, Manlio Manganaro

L’Abruzzo di Tenute Terraviva

Brindisi dietro al banco di Denis Montanar

I vini toscani di Casteldelpiano

Le etichette di Buvoli – Opificio del Pinot Nero?

L?azienda maremmana Pierini & Brugi

Andiamo in Sardegna con?Deperu Holler

I vini firmati Collecapretta

L?azienda marchigiana il Gelsomoro

A sfamare gli appetiti degli espositori ci ha pensato lo chef?Luca Alfonso del ristorante Doma Num di Carate Brianza

Risotto Carnaroli Riserva San Massimo con salvia e polvere di caff?

Andrea Pesce insieme allo chef

Il patron di Aquila del Torre

In Toscana con?Tenuta Lenzini

Ci soffermiamo in Emilia-Romagna con Cantina San Biagio Vecchio

… E con le etichette di Vigneti Vallorani

Il banco di Marina Palusci

I golosissimi assaggi della?Macelleria Beccalli

Lo staff del ristorante?Materia

Al panettone salato Rise Live Bistrot?non si resiste!

Dall’Oltrep? Pavese i vini del Castello di Stefanago

Le giardiniere de I Contadini

Il vignaiolo Stefano Amerighi

In Francia con Au Pied du Mont Chauve

Dalla Borgogna la Domaine?Taupenot Merme

I vini dell’Emilia Romagna dell’Azienda?Terraquilia

L’Umbria della?Fattoria Mani di Luna

Dalla Valle d’Aosta Le Selve

Le etichette venete di Pialli

Dalla Grecia i vini dell’azienda Tatsis Winery

Cin-cin!

L’azienda toscana Il Casale

Lo stand di?Tonno Colimena

La degustazione a numero chiuso di Pecorino Plenus di Marina Palusci

La parola a Massimiliano D’Addario

Le annate in degustazione:?2017 – 2015 – 2014 sulle fecce – 2013 J?roboam – 2012 – 2011

Nel frattempo la manifestazione sta giungendo al termine?

Gli organizzatori passano a salutare e a ringraziare gli espositori

Il patron Pierluigi Portinari e il sommelier Matteo Bressan de La Peca

I vini di Calalta

Dall’estero, rispettivamente da Slovacchia e Grecia,?Pivnica Cajkov e Jason Ligas (Ktima Ligas)

Si chiude…

Un grandissimo successo? Alla prossima edizione!!!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Location Manifestazione:

Excelsior Hotel Gallia
20124 Milano
Piazza Duca D?Aosta, 9
Tel.(+39) 02 67851
Sito internet: www.excelsiorhotelgallia.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[01/29/2019, 22:44] Cartoline dalla Cena di Gala di Io Bevo Cos? 2019 @ Excelsior Hotel Gallia ? Milano

Non poteva che essere la raffinata Sala La Scala a ospitare la cena di gala dell?edizione 2019 di Io Bevo Cos? Milano, una consuetudine ormai consolidata come il sodalizio che, sin dalla prima edizione, ha legato la manifestazione italiana dedicata ai vini naturali e di terra all?alta cucina. 8 gli chef che hanno firmato il men? della serata, per dipingere un vero e proprio tableau gastronomico in cui ciascuno di loro ha condensato in un piatto la propria storia e la propria identit?. Un?identit? declinata in tutto lo Stivale, campana in primis, vista l?origine dei resident chef Vincenzo e Antonio Lebano, cui anche quest?anno ha fatto compagnia Salvatore Giugliano di Mim? alla Ferrovia, dal 1943 un?insegna sicura sotto il cielo di Napoli, ma anche toscana e piemontese, rispettivamente con Alberto Sparacino del Cum Quibus di San Gimignano e Cristiano Gramegna del Ristorante Rosso di Sera di Castelletto Ticino. Va da s?, la Lombardia, terra natale dei due organizzatori Andrea Pesce e Andrea Sala, ha avuto i suoi validissimi esponenti con Riccardo Escalante, patron, insieme al fratello Gabriele, del Flora Ristorante di Busto Arsizio, e Alberto Gipponi del Ristorante Dina di Cussago, una delle pi? promettenti rivelazioni del panorama gastronomico nazionale. Non poteva mancare un pizzico di internazionalit?, portato dallo chef italo-olandese Eugenio Boer, fresco dall?apertura del suo nuovo locale in Via Mercalli, il tutto, ?a va sans dire, accompagnato da 5 etichette selezionate tra quelle partecipanti alla kermesse. L?impeccabile servizio curato dallo staff dell?hotel, di cui i Fratelli Cerea del tristellato Ristorante Da Vittorio di Brusaporto sono consulenti, ha permesso alla serata di svolgersi nel migliore dei modi, raffinato preludio della degustazione del giorno successivo.

Sala e mise en place

Il men? personalizzato della serata

Acqua Lauretana, partner dell?evento

Si aprono le danze

VG presenta la serata

La parola ai due organizzatori di Io Bevo Cos?, Andrea Pesce e Andrea Sala

Tutti a tavola!

Pecorino Plenus 2016 – Marina Palusci

Il brindisi

Lo chef Cristiano Gramegna del?Rosso di Sera introduce il suo piatto

La parola a Massimiliano D’Addario di Marina Palusci, che spiega il primo vino della serata

Insalatina tiepida di ceci, crudo di scampi, lime e nervetti di vitello?– Chef Cristiano?Gramegna del Rosso di Sera

Si continua a brindare

Desaja 2015 Arneis – Cascina Fornace

Antonio e Vincenzo Lebano, chef resident dell?Excelsior Hotel Gallia, introducono il loro piatto

Enrico Cauda di Cascina Fornace ci parla del vino

Sandwich di manzo cotto e crudo, nocciola e cime di rapa – Chef?Antonio e Vincenzo Lebano del Terrazza Gallia dell’Excelsior Hotel Gallia

Lo chef Salvatore Giuliano di Mim? alla Ferrovia descrive il suo piatto

Candele di Gragnano alla genovese –?Chef Salvatore Giuliano del Ristorante Mim? alla Ferrovia

Grijer 2015 – Calalta

Lo chef Eugenio Jacques Christiaan Boer del Ristorante Bu:r?

Iris Romano, sommelier del Bicerin di Milano

Nicola Brunetti di Calalta racconta alla platea il suo vino

Il mio riso: Nino Bergese –?Chef Eugenio Boer del Ristorante Bu:r?

Presentazione dello chef Alberto Sparacino?del Ristorante Cum Quibus

La lingua con l’ostrica –?Chef Alberto Sparacino del?Ristorante Cum Quibus

Foto con VG e gli organizzatori

Revolution 2012 Brut Pas Oper? – C? del V?nt

Tutti gli chef della serata al pass per la preparazione della prossima portata

Lo chef Alberto Gipponi del?Dina Ristorante introduce il proprio piatto

Flavio Faliva, agronomo ed enologo di C? del V?nt

Protagonisti di questo incredibile abbinamento

Vi rode il fegato – Chef Alberto Gipponi del Dina Ristorante

BiancoAugusto 2016 – Le Verzure

Lo chef Riccardo Escalante?del Flora Ristorante ?presenta il proprio piatto

Il patron dell’azienda agricola Le Verzure racconta il suo vino che ? stato abbinato al dessert

Delica –?Chef Riccardo Escalante del Flora Ristorante

Il panettone

Alessio Tessieri, proprietario dell’azienda Noalya, presenta il cioccolato proposto in degustazione

VG?insieme a Sala e Pesce e agli chef protagonisti della serata?

Serata meravigliosa. Cena indimenticabile, merito di un percorso di piatti davvero sontuoso e dei vini proposti in abbinamento. Un grande grazie!

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Excelsior Hotel Gallia
20124 Milano
Piazza Duca D?Aosta, 9
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E-mail:?excelsiorhotelgallia.concierge@luxurycollection.com
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Ristorante/Cocktail Bar Terrazza Gallia
Sempre aperto
Tel (+39) 02 67853514
Email:?terrazza.gallia@luxurycollection.com

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[01/29/2019, 13:03] Obsession and Intention - A Magnificent Tango
Wine as an obsession seems a bit odd to me these days. As I recede from the shores of the wine trade, the daily activities, the desires, the fears, the needs (are they really?) all seem to look less important to me. Does that mean I no longer love Italian wine, or even wine in general? No, not at all, but I do feel like the obsessive behavior I had, and which I see all around the wine world, might be misplaced energy. At least for me.


It?s no secret that I have little desire for any more certification for anything. I can see how the young generation might look at higher accreditation as a career path towards greater security, independence and freedom. But if you are working, and have to work, the idea of freedom will be limited, at least in terms of livelihood. Balance in life might be more seek-worthy, and from the looks of things, the young generation has a bead on that, and have had, at an earlier age than preceding generations.

I?m gradually backing away from the Italian wine guy persona, a de rigueur affectation in the beginning of the 21st century?s social media wave. I love Italian wine but it was not my first love.

If I am to have an obsession, at this point, it appears that my earlier pursuits, starting as a young boy, are supplanting the steady drumbeat of the wine world that has measured out the pace of my life. That earlier pursuit is photography. It was my first love, and it still is a true love of mine.


In 1970 I happened upon a workshop in Monterey, California. With the likes of Ansel Adams and Imogen Cunningham, two masters of photography, it was a once-in-a-lifetime occurrence. These two were gods in the photography world, and here we were, eating with them, walking, talking, shooting and being mentored.

Imogen was the same age as my grandmother, but I didn't think of her like that. She was spunky, had lots of energy, in her 80?s, and was engaging. She was present in the moment, not looking over her back at some time long gone.

I remember her telling me she liked one of my photos. A few months later I took a print to her home and gave it to her. She immediately put it on her mantle. If I had an exhibition at a gallery on Union Street, I couldn?t have been more fulfilled. A master who liked my work.

But what I liked about her was she lived in the present. Photography can affect you that way, for it is a fraction of a second, you must slow your world down, turn off the monkey babbling in the cage inside your skull.

These days, I have a Herculean task to catalog 50+ years of photographic images. I?m forced to look back, in a way. But that doesn?t stop me from shooting any day I?d like to. And not with my phone. With a real camera. It must be intentional, not some afterthought because I just got the latest Huawei 20 or iPhone 25.

My world has slowed down a lot. I can shoot now at 1/15 of a second or 1/30, not 1/1000 or 1/2000. The images before me play out in a different tempo. And because my life has slowed down, I can look back at those moments when 1/250 or 1/500 of a second had important things in them. Like the seemingly lost soul at an anti-war rally in San Francisco in 1972.


What photography compels me to do is to slow down and really look the thing in the eye. Not scan, not flitter. Be still.

It is also having a good effect on my appreciation for wine and the stories of wine. I know long-form blogging is presently pas ? la mode. Instagram, Twitter, Facebook, Reddit, Delectable, Vivino and the like have supplanted in-depth exploration with high-spotting. But I resist. I still think there are some amazing stories in wine. I see them when I put a sheet of negatives on a light box or go through my digital pix on the laptop. Yes, a picture can be worth a thousand words. But sometimes we need the words to go with the pictures.

So, that is what I am up to these days. Still obsessed with something, just that something has evolved from just wine to the larger picture. More to come. Stay tuned.









written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[01/29/2019, 09:01] Cartoline dal 842mo Meeting VG @ Tartuflanghe ? Piobesi d?Alba (CN) ? Patron Paolo Montanaro

? sufficiente nominare Piobesi d?Alba per sentire nell?aria l?aroma deciso e inconfondibile del tartufo. Almeno, questo vale per noi e per gli Amici Gourmet, che al profumo dei tuberi pi? preziosi del globo proprio non riusciamo a resistere. Ecco perch?, nel cuore della stagione del tartufo, ci siamo messi in macchina, abbiamo impostato il navigatore?facendo rotta verso la voce pi? autorevole in materia, l?azienda Tartuflanghe. Al centro della tavolata, la caratteristica cesta di vimini ricolma del pi? nobili tra gli esemplari della specie, il tartufo bianco d?Alba, e a ciascuno dei commensali il piacere di scegliere quello che pi? gli piace, pesarlo, acquistarlo alla tariffa speciale garantita in esclusiva per gli associati di VG e darsi da fare con la taglierina. Il resto ? poesia.

Archivio storico reportage:

-> Meeting del 27 Novembre 2014

Prima di sederci a tavola facciamo un giro nello?store TartufLanghe

Sgranocchiando le patatine al tartufo nero, con il pesto in polvere e con senape, miele e tartufo bianco

Tartufi!

Il momento della scelta del proprio tartufo

Ognuno acquista il tartufo che preferisce che viene proposto per noi a una tariffa speciale

Ecco quello di VG

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Ha inizio il pranzo

Franciacorta Sat?n 2013 Vintage Collection ??Ca? del Bosco

Il brindisi

Arrivano i tartufi per i commensali!

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

VG alle prese con la prima grattata

Ognuno si gratta il proprio tartufo

Piattooo!

Battuta di fassona al coltello e?tartufo bianco d’Alba

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale

Annamaria Clementi 2007 Cuv?e Ros? –?Ca? del Bosco

Trifula…

Uovo a bassa temperatura, valeriana e?tartufo bianco d’Alba

Peiragal 2014 Barbera D’Alba Doc – Marchesi di Barolo

Dietro le quinte lo chef resident completa la prossima portata

Paolo Montanaro, patron dell?azienda

Cocotte di fonduta con asparagi e?tartufo bianco d’Alba

Camp Gros Martinenga 2004 Barbaresco Docg – Marchesi di Gr?sy

Lo chef Paolo Paganotto presenta la prossima portata in sala in pentola d’oro Agnelli

Tajarin al burro e tartufo bianco d’Alba

Salmone scottato con olio extra vergine di oliva su letto di patate e tartufo bianco d’Alba

Sultana Passito –?Feudo Maccari

Crema di Moscato d?Asti Docg con pesca liofilizzata

Il tocco finale

Panna cotta, crumble di nocciole e?tartufo bianco d’Alba

Gelato alla crema con Grand Marnier, amarene liofilizzate e?tartufo bianco d’Alba

Coccole finali: Trifulot!

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 842esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

TartufLanghe
Loc. Catena Rossa 7
12040 Piobesi d?Alba (CN)
Tel +39.0173.361414
E-mail:?tartuflanghe@tartuflanghe.com
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[01/28/2019, 09:08] Ristorante Zash dello Zash Country Boutique Hotel ? Riposto (CT) ? Chef Giuseppe Raciti

Zash, un nome insolito, onomatopeico, evocativo? un nome che entra subito nella memoria e rimane l?, richiamando una realt? fresca, genuina, semplice nella sua autenticit?. E in effetti sono proprio queste le caratteristiche del Luxury Boutique Hotel aperto nel 2012 dalla giovane imprenditrice siciliana Carla Maugeri insieme al compagno architetto Antonio Iraci a Riposto, a met? strada tra Catania e Taormina. Una SPA, dieci camere, distribuite tra quella che un tempo fu la casa padronale, la cantina e il giardino, tra ulivi e piante di agrumi, e un ristorante gourmet affidato a quello che in molti riconoscono come uno dei pi? promettenti interpreti della cucina sicula contemporanea, Giuseppe Raciti.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e due coperti
Espresso assegna il cappello
Gambero Rosso assegna 80 – cucina 49

La struttura

Il dehors

Il giardino

La piscina

La SPA

La sauna e la sala dei trattamenti

Le camere

Il ristorante

L’antico palmento che oggi ospita il ristorante

Il salottino

Il bar

Sala e mise en place

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Champagne Premi?ere Cuv?e ? Bruno Paillard

In arrivo gli stuzzichini

Tipologia degli stuzzichini: crespelline di pane al Parmigiano 24 mesi Consorzio Vacche Rosse;?scampo in chips e limone candito; toast-tartare di cernia bianca e pistacchio di Bronte.

Pane

Tipologia di pane: casereccio con lievito madre; ai sette cereali; focaccine al pomodoro datterino, origano e sale; focaccine alle olive nere infornate; grissini ai semi di sesamo; chips di pane al peperoncino.

Olio extra vergine d’oliva Zammara Nocellara dell’Etna – Oleificio Russo

Il vino in accompagnamento alla prima portata

Pietradolce Etna Rosso doc 2017 ? Pietradolce

Piattooo!

Nighiri di tonno rosso e cous cous, lime, maionese d?avocado e cipollotto fresco

Trasparenza di gambero rosso, crema di mandorle, mandarino e ricci

Dolcetto d?Alba 2017 Doc ? Mascarello

Crema di ceci di Leonforte, capasanta scottata, pane alle acciughe e olio al rosmarino

Grillo Mozia 2017 ? Tasca d?Almerita

Insalata di astice, pesche, basilico e maionese alla vaniglia Bourbon

Pouilly Fum? 2015 ? Jonathan Didier Pabiot

Uovo poch? croccante, spuma di provolone ibleo, tartufo nero siciliano e composta di gelsi

Freisa Langhe D oc 2015 ? Giacomo Fenocchio

Pronti a degustare ci? che si cela sotto la cloche

Tartare di fassona piemontese leggermente affumicata, tuma fritta, maionese alle acciughe

Elisena Fiano Sicilia doc –?Wiegner; Chardonnay Sicilia Menfi doc 2017 ? Planeta

Spaghetto sminuzzato in zuppa di gallinella e anice stellato

Spaghettone di grano russello ai ricci di mare

Pinot Noir Tradition 2017 – Cantina di Terlano

Pappardelle di pasta all?uovo, porcini dell?Etna e scampo

?A Rina Etna Rosso 2016 ? Girolamo Russo

Raviolone con stracotto di maialino nero dei Nebrodi e caciocavallo ragusano Dop

Chardonnay Val D?Aosta ? Les Cr?tes; Contrada Santo Spirito Etna Rosso doc 2006 ? Pietradolce

Sarago alla brace e salsa salmoriglio

Pluma di maialino cotta a bassa temperatura, cipollotto candito, purea di mele e senape di Digione

Passorosso Etna Rosso doc 2016 ? Vini Franchetti; Aithos Etna Rosso doc ? Destro

Ricciola arrosto, crema di mandorle, melanzana fondente e olio alla cenere

Filetto Rossini

Cremoso al cioccolato bianco, sorbetto al frutto della passione, spuma al cocco e lime

Granita di gelsi rossi e panna montata

Anuar Rosso Dolce SIcilia Igt ? Destro

Crostatina al cioccolato, ricotta, pere, cannella e gelato alla nocciola

Marsala Superiore Semisecco – Rallo

Sicilia continente gastronomico:?panna cotta al pistacchio di Bronte, arancia candita, crumble e gelato al mandarino

Lo chef ci raggiunge in sala

Caff? e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: paste al pistacchio; alla?mandorla;?alla nocciola; cioccolatino con ganache fondente 72%.

VG con lo staff

Cucina

Vincitore del Premio Europa nell?ambito del Bocuse d?Or 2016 e Migliore Chef emergente under 30 del Sud Italia nel 2016, Giuseppe Raciti non ha grilli sulla testa e non si lascia blandire dai pur importanti riconoscimenti che gli sono stati conferiti negli ultimi anni. Impegnato dietro ai fornelli fin da giovanissimo, tra i suoi maestri Raciti annovera Ezio Santin e Massimo Mantarro, il primo lombardo, il secondo siciliano, entrambi bistellati. Zash ? la sua prima esperienza ?in solitario?, dove poter finalmente dar voce alla sua personale rilettura del territorio: la sapidit? e la mineralit? degli ortaggi cresciuti ai piedi dell?Etna e i prodotti dell?entroterra sono i protagonisti indiscussi di portate che si scostano dalle ricette pi? tipiche della tradizione, per comparire in nuovi ?contesti? che li valorizzano ed esaltano.

Servizio e accoglienza

Quando si ha la fortuna di trovarsi alle pendici dell?Etna, in un luogo da secoli vocato alla viticoltura e il cui terroir ha dato vita a etichette decantate da enologi di fama internazionale, ? impossibile non approfittare di tanta ricchezza: la cantina di Zash infatti ? una sorta di mappa enologica di tutte le espressioni del territorio che in questi anni l?uomo ha tradotto in vino. Certo, non mancano anche referenze da altre regioni, una su tutte il Piemonte dove Raciti ha lavorato al fianco di Scabin, ma ? la forza dell?Etna e dei vini vulcanici a predominare.

Conclusioni

Il ristorante sorge nell?antico palmento della tenuta ovvero il luogo dove, un tempo, si raccoglieva il mosto per poi pressarlo con il torchio che ancora si pu? ammirare, in legno di quercia, al centro della sala. Pareti in pietra lavica, primordiale richiamo alla natura che circonda il ristorante e alla vegetazione selvatica che ripercorre le pendici del vulcano, si armonizzano con tavoli e arredi di design, creando un ambiente dall?eleganza raffinata e discreta, morbidamente seducente, come la cucina di Raciti.

Viaggiatore Gourmet

Zash Country Boutique Hotel
95018 Riposto (CT)
SP2/I-II, 70
Tel. (+39) 095 7828932
Il ristorante in bassa stagione ? chiuso ogni marted?

E-mail: info@zash.it
Sito internet:
www.zash.it

 

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[01/22/2019, 08:48] Nuovi orari in enoteca (ed altri cambiamenti)
Caro diario, le cose cambiano. Potrei scriverlo sulle reti sociali, potrei scriverlo su Linkedin dato che parlo di cambiamenti lavorativi - e lo far?. Ma adesso lo scrivo qui: cambiano alcune cose intorno al mio lavoro.

Sto cominciando una nuova attivit?. Faccio il rappresentante, il venditore - di vini, ovviamente, resto con la bevanda odorosa. Sto esaminando proposte, qualcuna l'ho gi? accettata, solo non avevo ancora detto ufficialmente che all change.

E siccome il cambiamento riguarda anche l'enoteca, l'enoteca rimane, ma ad un regime di apertura ridotto. Cambia l'orario, rester? aperta solo nel pomeriggio, dalle 16 alle 19,30.

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[01/20/2019, 22:46] Umbria - From the Stalls to the Stars
Assisi - Eremo delle Carceri (St. Francis' Hermitage)
As one might be expected to do in the later chapters of life, I?ve been cleaning up my study. Actually, it feels more like prepping a dead man?s home for an estate sale. At the very least, I am (heaven forbid my use of the ?C? word) curating the collection of a wine man. A traveler. A photographer. A father. A husband. A son. A brother. And a primate on earth. And therefore, some things have been bubbling up to the surface, like an ancient vat of Sagrantino, done the old way, with lots of dried fruits and a healthy dose of residual sugar.


Rainy day in Umbria - the baby wasn't so happy about it
In one of those rear-view mirror visions, the children are looking out from a window of a little trailer, which is camped high up in Assisi in a hostel area, which is closed for the season. But the caretakers kindly let me and my new little family rent the trailer for three weeks, for about $5 a day in 1977 prices. Not too bad.

A short walk from the trailer leads to what was once a stall, and inside they are cooking food, for a good price, very local, very healthy, and with all the accoutrements of an (humble) Italian table. We keep within our budget (which it turned out was $17 a day for a family of four, all expenses). But at the time, we?re vegetarians, and it is the autumn time. And there is plenty of great verdure and bread. And cheese, warmed over a wood fire, ala spiedini. And red wine from Umbria. Simple red wine. Fresh. Dry. Balanced. Sane. So very naturale, although our life, at the time, effloresced much more naturally. After all, we were young Californians, with dreams of a progressive future. We were broke. But we weren?t in debt over our heads. We treaded pretty lightly. And it was a good time to be young and alive.

Years later I would take my wife Liz, before she died, to Assisi, and we stayed down the hill in Torgiano. It was a starry-eyed young couples place of great luxury. I was representing Lungarotti in Texas and we were guests of the family. And it also was quite lovely, very special and wonderful. After our winery tour, one of the Lungarotti family members said to us, ?When you go into the restaurant tonight, please order any wine of ours that you?d like, it doesn?t matter how old it is. You are our guests.?

And that is the balance of life as I know it in Italy. Whether it be a modest meal in front of an autumn fire in a stall or a sumptuous feast of duck and Torgiano Riserva on a linen table, also near a fireplace. Both are dear to me, not one is greater. For I am grateful for all of the experiences to have had in Umbria and in Italy. From the stalls to the stars.

Piero Antolino wrote the article ?From stars to stalls, this is the life!? in the May 1990 issue of Italian Wines and Spirits, and was the jumping off point for this post. I came upon his article in my ever-expanding travel file that I have for Italy. It is now three stackable containers, by region and if the city is big enough, they?re given their own file spot. Rome is bulging. Venice too. Ditto for Florence. Everything in those files I?ve gathered on one of 50+ trips over the past 48 years. A card for a little trattoria in Trentino. A brochure for an Apulian village that has long ago changed dramatically. Lots of ephemera, and all catalogued like a librarian. My life?s memories of travel to Italy on reams of transitory paper.

And along with that goes the photography. Umbria in October, from right below the Eremo delle Carceri (St. Francis' Hermitage), has a vista that in the fall is often filled with fog and bonfires. Get up early and listen to the shepherds herding their flock through the fields below. The bell ringing leader, taking the others to greener plots.

There are files of photographs needing to be gone through. And it is on the list of things to do before I die.

...

I?m sitting on a bench in a men?s changing room. Getting ready to walk the treadmill and do my penance for having lived a rich life. Trying to make less of myself. And so far, have been relatively successful, shedding 18+ pounds since I ?retired.? I feel great, am up to 54 push-ups a day and am organizing my other life?s work ? the photographs.

Anyway, two older gents nearby are kvetching about how terrible everything is in America. How it?s not as great as it once was, as it should be. And all because of young liberal left wingers (and aliens) who don?t want to work, who all they want is a hand out, and who don?t do things the way these old men did, and what a great frigging shame the whole thing is.

I hear fear in their voices, mixed with a couple of tablespoons of anger and self-righteous entitlement. The fear is fear of change. Good luck with that, old boys. Everything is changing. Like it always is.

I find myself getting really angry. Listening to these two old crows banter on about stuff they?ve just regurgitated from the screaming box they're addicted to and can't take their eyes off of. And they, barely two generations removed from another country themselves, from being the immigrants they so fear and loathe.

I?d tell them there are all kinds of addictions and afflictions. But the rate of change and the need to ever be more vigilant in regards to the information that is coming past your ears and eyes, to not let it harden your heart or endanger your children?s children?s future. But they haven?t asked me into their conversation, nor would I find it very uplifting, trying to change two men who both have one foot (or one lobe)in the grave. In any event, I?m an introvert, a loner. And they?ll be dead soon enough.

It?s weird to think that way, but I now think the only way to cleanse it is for the natural state of things to take place. The earth doesn?t need us. We need the earth. We?re on our own. And some of us are not doing that great right now.

But you came here to read about Italy and wine, non e vero?

So, let there be blood. Let's give you a tasting note.

I long ago read about Sagrantino being originally a passito wine. Making Sagrantino dry would come centuries later, along with the heavy bottles and high price tags. This was tasting the history of the wine; this was meeting face-to-face with the ancestors. This was a moment to bow on one knee before taking a sip.


That Sagrantino that I spoke about earlier, it was a half-bottle, 7 years with age:
Lights down, music to a low chant, with only the heat from the candles. Once inside, the wine turned my palate towards the pagan. We had landed in Xanadu: the sacred river, the pleasure dome, the caverns measureless to man and the sunless sea. The milk of Paradise. And you didn?t even have to die.
That?s my Italy. My hope. My dream of renewal. It can be yours too. It beats yelling at the TV screen.


Sunny day, all smiles again





written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[01/13/2019, 17:24] California Dreamin? - Chardonnay Sidebar 1. - The Fighting Chance
California Chardonnay. An odd phrase. Round and chunky in sound, those two words. A little shushy, followed by an ay! Why not? What did I have to lose? I was working on the commercial side, a little ultra-fine wine company trying to find something that the clients would need, so we could go by the account more than once every 21 days. And we were going pretty good with a white demi-sec from France, Cotes de Bergerac. But people?s tastes were evolving drier (or so they said) and California didn?t have exchange rate issues. The wines could be had by truck and train, and transported to flyover country quickly, and often, to ease on the cash flow for the owner of the fine wine company.


At the time the premium end of things wasn?t what it is now. People were pouring wine in carafes, and not because it was cool. A grand cru Chablis from France could be had for a reasonable price, and California would be compared to it. The strategy at the time was to call it ?Chablis? and compete on price over quality.

The key, in commercial terms, was turnover. This is in a time when the Chardonnay ?brand? in California wasn?t as strong as it has become.

It might have seemed like a search for the bottom, in terms of the metrics of selling Chardonnay from California. At the bottom end, you had to contend with low cost white European imports, and they were cheap! The idea of a California Chardonnay of quality and selling in the grocery stores (in states that allowed it) for $4.99 was a goal. Not Everest, but a marathon distance run, at the least.

Mike Benziger and Cevola, ca 1983
It just needed the catalyst. Around that time, Bruno Benziger arrived on the scene with his brood and a hopeful new line ? Glen Ellen.

When you think of those larger-than-life figures that cross one?s path in this world, they make an indelible mark. In the wine business I?ve had many of those moments - Robert Mondavi, Zelma Long, Brother Timothy, Mike Grgich, Joe Heitz, Sue Hua Newton, Koerner Rombauer. Bruno Benziger was one of those giants.

Bruno made a fortune in the east coast with a company he sold, called Park-Benziger, and he moved the family out to Sonoma. Ever the entrepreneur, with a nose for trends and a lust for life, it was the next chapter of a large and fast-moving vision. His ever-enduring wife Helen was all in, as were the scads of kids they had. The place was a zoo. But Bruno had a vision. It was one big family adventure.

Helen Benziger and grandchild
I spent some time with them over those years, in Sonoma and in the Texas market, barnstorming and blitzing. It was an exciting time to actually be part of a brand-building and genre-smashing category. Chardonnay became ?Fighting Chardonnay? and it was a heady race.

Now, this isn?t to say we were uplifting the palates of wine drinkers in America. Although there could be some argument made for bringing folks from the generic ?Chablis? that American wine drinkers were guzzling to a varietally designated one. Not even France or Italy were into grape variety labeling. It was Chateau this or Castello that, never Sangiovese. Or even Bordeaux Blend. The Californians drove the varietal train. And it was gearing up.


Soon, other wineries jumped on the train. The most ominous one would be Kendall-Jackson, but at the time they were just starting up. Fetzer was gearing up, as was Robert Mondavi, and many n?gociants type brands like Stratford and Vincent-Claudi, which had seen the wave and was producing already in 1980. The key was to first be under $10 retail. And then the race to $4.99 depended on how much wine you had to sell and how low you were willing to go in your margins. There?s the old joke about the retailer who went so low he sold it at a loss but said, he ?made up for it in volume.? It wasn?t quite that bad, but the stakes were high.

This had little or nothing to do with the premium producers who were aiming to compete (after 1976) with France for the share of White Burgundy that was more prevalent on wine lists, especially on the east coast and spreading west like influenza. It affected us in Texas, which at the time (1983ish) still had a big commitment to French wines and French restaurants. They were the epitome of fine dining and fine wine. It was even a large factor in the restaurant scene in Los Angeles, 400 miles to the south of Napa. I remember working in a restaurant in Hollywood (1978) and tasting my first Puligny-Montrachet, having an ?oh shit? moment. California Chardonnay at that level just wasn?t as widespread as it is now.

But the American wine locomotive was gathering steam, and the fine wine producers in Napa, Sonoma and all across California were emboldened by the fighting Chardonnay phenomenon in retail (especially grocery stores, in those states where grocery could sell wine) to use the momentum to trade up the clients to a better, more premium chardonnay. And companies like Kendall-Jackson and later on, Rombauer were perfectly timed to catch them on the way up.

Glen Ellen "fighting category" floor display at a gourmet Dallas grocery store - ca 1986


In the meantime, Glen Ellen was kicking ass. And Bruno and the Benziger clan were well on their way to make several more fortunes...



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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[01/06/2019, 17:15] Italian Wine in America - An Array of Abundance
Dallas, Texas - 1979 - Il Sorrento Old World Italian Cuisine
Let?s hop on the Wayback Machine, to 1979, on search of the state of Italian wine in America. Forty years ago. A blink in the eye, in geological time, but an epoch for Italian wine. How do I know? I?m old, man. I was there and on the floor, serving and sommeliering, in Italian restaurants.

The choices were slim. There was Ruffino. And Bolla. Chianti. And Soave. And Frascati, from Fontana Candida. And Corvo, both red and white.

A brash young upstart, Montepulciano d?Abruzzo, appeared on the horizon. Red wine with a little bit of fruit. It was refreshing.

There was a little Barolo and Barbaresco. The Barbera that showed up usually ?aged? in the warehouses, or the warm racks in the restaurants, and was virtually useless. And there were attempts by other regions, Emilia Romagna, but usually with their sickly sweet Lambruscos. Oh, and there was Asti Spumante. Oh joy.


The choices were sparse. There were no natural wines, no orange wines. No bone-dry sparkling wines. It was an Italian wine desert.

The most exciting thing around then, was the introduction of Santa Margherita Pinot Grigio, at the time, a virtual unknown.

And then, slowly, importers began bringing in more and more interesting wines from Italy. Around 1984, the rose started to bloom and it has been blossoming for 35 years. Slowly, but surely.

Along the way, around 1987, the traditional American channels of distribution, via wholesalers, started experiencing a wave of consolidation that hasn?t stopped pounding the American shores in all this time. It was troubling (at times, exhilarating) to witness, and be affected by the disruption that has been going on in that arena for the last 30+ years. You never knew what winery or importer was going to switch to another wholesaler. The amount of companies were shrinking, with fewer left standing, as the big fish kept eating the little fish until the big fish became unwieldy whales. And that is where we are now. Huge distributors, along with a bevy of mid-sized ones, hanging on, sometimes for dear life, sometimes thriving. And what the big whales like to call the ?bottom feeders,? small start-up companies, maybe in one market (NY or SF) with a dream and a prayer. And slowly, more and more Italian wines are coming into America, so much that if you would come directly in 2019 from 1979 you might not believe you were on the same planet.

2019 - To ?go beyond victimization and take more pride in survival.? Originally this quote was about Armenia and Armenians in a recent Anthony Bourdain segment. It can easily apply to all things Italian wine. In 1979 we didn?t have globs of natural wine. Well, actually we did. It survived a gruesome war. Folks despairingly called it ?rustic? as if to take the Italian down a notch from France. What those ignoramuses didn?t know was the French winemakers in the ?country? were also making rustic wines. Now all is forgiven. It?s trendy. It?s socially acceptable. Influencers abound in prognosticating about how ?important? natural wines are. Not any less than they were 30 years ago, before those influencers (and their Instagram feeds) were on the scene.

The Italian arc spans a time, not quite geological in its reach, but definitely beyond a generation or two. And the farmers and winegrowers have passed on to the younger generation (sons and daughters!) an urgency to maintain some of the old ways, in an attempt to forestall a further degradation in the quality of life in general on planet earth. I hope it helps, although the scientists have begun to ring a louder bell, as if to say we might already have crossed over the tipping point. Who knows? We?d need to take the Wayback Machine and reprogram it to the Way Forward Machine and go 200 years into the future and see.

My sense is, if we don?t blow the place up, Italians will be making thousands of different wines, maybe even more than they are now. And from hundreds of new grapes, that they rediscovered in long-lost vineyards on Mt. Etna, Basilicata, Campania and Lazio, among other regions. We think we?re in a Golden Age of wine for Italy. What comes after gold? I kind of wish a was a vampire, so I could see.

I will not hoist my fears upon a wailing wall (real or virtual), lamenting the lack of choice. There are more choices in my neighborhood Italian store than all of the collective choices from the last 30 years of Italian wine availability in America. And I live in flyover country - not New York, not San Francisco. It?s folly (or oversaturated entitlement thinking) to lament not being able to find a Timorasso or a Falanghina ?Campi Flegrei? in 2019. Maybe in 1979, yes, but we had our finds then. Now, what is there from Italy that one cannot find one way or another? Maybe not in a grocery store, but who relies solely on grocery stores in this auriferous age of farm-to-anything. I have a special seasoning from Canada that I love. When it runs out, I order more on their website. I?m doing that with wine too. Yes, even in Texas.

Here?s the down-and-dirty truth about wanting something you can?t have. Chances are it has been tried. I cannot tell you how many times I tried to promote an Erbaluce or a Tocai Friulano, or an Italian ?novello? or a Ghemme, or a Lugana, of a Malvasia di Lipari or a Salice Salentino or a Bianco di Pitigliano or a Pigato or a Bramaterra or, or, or?.suffice to say, many of us, in the last 40 years, tried almost everything under the sun. Not everything, but almost. And in some cases, it worked and continues to work (even if only as a work-in-progress). But sometimes it just doesn?t work. Maybe the timing is off. Maybe the price isn?t right. Maybe the tastes of the people within the community just aren?t there. But, as a business, it has to be viable. It can?t just be someone?s idea of what they think they want or need, or deserve, just because they think it so. It might end up on the close-out rack or sold off, by the glass as a blended red in the bar. Or it might end up going to wine Purgatory, the last stop before wine dies, the tramp steamer. Imagine your beloved orange wine, before you discovered it, before it was cool, being cooked with, in the galley of a ship in the middle of the Indian Ocean. Wrap your head around that, for it surely happened.

It?s not a lack of availability for me. It?s a lack of personal time left on the planet. There is no reason to groan about not having my special bottle of col fondo, at my beck and call, whenever and wherever I want it. There are more important issues (like the preponderance of more and more homeless souls walking around my city with no future in a world where the wealth is getting more concentrated at the top).

?The love of money and shiny new things is slowly but surely erasing the past,? laments Anthony Bourdain from an ever-changing Hong Kong. It could easily be anywhere in America, as day by day we ease out of our expected social roles and venture into uncharted territory. This is where the Italian mentality comes in. At least the one that I envision, where the solution is greater than the problem. And that is the insatiable thirst the Italian winemaker has for diversity in grapes, in wine, in the general cultural outlook that has captured my idealistic heart and soul. Nothing is exclusively old or new. Everything is up for grabs. Anything is possible. After all, we went, in only 40 years, from a handful of Italian wines dominating the Italian American experience to a torrent of abundance. The sun is bright to those who can see. But even for a blind man, it is warm. Italian wine is like the rays of the sun, and it?s never been brighter, hotter, or more abundant than now.


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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/30/2018, 16:30] What does it take to be a lover of Italian wine?
Everyone has their idea about what it means to be a lover of Italian wine. Some folks love to go for the rare, the old, the soaring Pegasus wines that are clever and coveted and so very desirable. Others are content to sip on a simple quaff, night after night, with their pappardelle Bolognese or trofie con pesto, maybe a glass of Montepulciano D?Abruzzo or Vernaccia di San Gimignano.

A middle-aged man walks into the little Italian store in my neck of the woods, looking for a Cabernet. A young woman is also here on a mission to find a Pinot Noir. We are in a store with only Italian wine, it can be a challenge. Sure, I can point the man to a Veneto Cab or even a throatier version from the Maremma. And likewise, I can put a nice bottle of Pinot in the young lady?s cart, from Alto-Adige or Piedmont. But there are so many other wines with the texture, the flavor, the pleasure that they can derive, that they don?t have to be stuck in the Cabernet or Pinot Noir box, when it comes to Italy. Save it for France.


It has happened multiple times. What are they looking for? And what does it matter what you call it? They are looking for a solution, an answer, a little bit of comfort. And where, if not Italy, is it so easy to find?

I know my Italian friends will raise an eyebrow, as if to note, ?Wait, it?s not all fun and games here in Italy! We have problems, we have dilemmas!? Yes, we all do, but even after all these years, I still see Italy as a solution more than a problem.

And that goes right back to the first time I stepped foot in the country, August 15, 1971.

That first time I sat down in a little trattoria, not far from the main train station in Rome. It was a red wine, dry, rough and so delicious with the pasta, the bread, the hot, dusty air on the street. For me, it was love in a time of uncertainty. Wars were raging, wanting my young body as fodder for old men and their folly of conquest. I had been given a reprieve, with a student deferment and a month in Italy before the next semester started. And here was Italy, before me, wine, pasta, countryside, ancient crumbling urbanity, all of it! And I loved it. And I loved every wine I tried, every ? liter I could afford, those 300 lire moments of joy and inquiry into a world with no bottom, no ending. A lifetime of exploration into the many hundreds of wines from the country of my grandparents. Everything was probeable, while the sweetness of childhood was being put on the shelf, and manhood was coursing through my veins, looking for a stream to swim up, to fulfill the biological imperative we all have been inured with, for better or worse.

But the young artist sees life in a different time. What about beauty? What about texture? What about passion? I can go back and retrace those steps, easily, for camera in hand has been a thing since before then. I can see the young man?s Rome and Tuscany and Sicily, even if now it appears more historical than it once did. Still, it is informative. The occasional shot of a meal, even a bottle. That dusty bottle of Corvo Rosso in the ancient caf? in Palermo. The bottle of Chianti Classico in the little osteria next to my pensione in Florence. The bottle of white wine, in Positano, the Fiano. The Fiano, ah yes?

I remember as much pleasure from that quartino on the hot day in August in Rome. Why? Because it was about exploration. I?d had wine as a child, sitting at my grandparents table. I still remember the pretty little glasses, and the decanter. One of my uncles was a wine merchant, sometimes he brought a Valpolicella or a Bardolino, sometimes it was from Tuscany (he was after all, a Tuscan). Sometimes it was a fruity California red wine, Zinfandel and Carignane, a simple red ?Burgundy? or ?Chianti? from Petri or Cribari. Usually lighter in color, not quite ros?, but not like the deeper colored reds of the 1980?s. And delicious, all of them, whether or not they deserved a picture and a spotlight from an insatiable Instagram feed.

Yes, there are hundreds of grapes in Italy, with thousands of wines from them. And yes, we are still discovering more grapes and more wines from those grapes. And the styles, and the colors and the flavors, from driest dry of the Sahara Desert to the most blood orange curdling sweet. You don?t need to be certified. There is no prerequisite for mastery. The Italian table, and the wines on it, are for every man and woman with an open heart and a curiosity for adventure, for the unexpected. I?ve trod this wine trail for almost half a century now, and still there are no ruts in my path. All you need is patience. And love.












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[12/27/2018, 16:39] The Native and Indigenous Italian Grapes Series Round-up
Over the summer I was motivated to produce a mini series on Native and Indigenous Italian Grapes. This is a round-up of those posts, in case one or two slipped past your feed.

The seven posts are:

These are personal recollections, not necessarily mementos, although there is a little bit of history. Moreover, my intent was to enliven the discussion about native and indigenous Italian grapes beyond a PowerPoint presentation and a tasting lineup. While those are also a necessary evil in today?s time-crunched world, I thought it important to tell a back story for some of these grapes, to give them light and life, and to highlight the impact they?ve had on me and those of us who walk on the wine trail in Italy. And, by the way, this post marks the completion of the 13th year of this blog.



Enjoy, happy perusing and Happy New Year!



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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[12/23/2018, 20:38] It's a Wonderful Life - with Buttercup, Coconut & Luigi
Baby Luigi
When I "retired" in April, I didn?t really quit working. But in the last month or so I?ve retroceded a bit more than when I first got into this stage of my life.

At first, I thought my friends and colleagues in the business would stay a part of my life. But folks in the fast lane don?t have time for those of us in the eddy. Out of sight = out of mind.


With that said, I?ve realized my best friends are not necessarily anyone who knows anything about wine. In fact, they aren?t even people.

I?ve gotten to know the cats in the house a little better. We spend a lot of time drinking coffee, taking naps, eating, taking naps, playing, taking naps, and getting into every little nook and cranny in this house. The new baby, Luigi, has been especially influential in bringing higher energy levels into the household. That is, when everyone isn?t taking a nap, which is most of the time.

Anyway, I love my human friends and family very much. And my furry family has been very helpful in the transition. This is so much better than being in an airport or an airplane. Or a hotel room. Or in a rental car. Life is slowing down.

And with that, a little more attention to the living ones around me, cats and people.

Merry Christmas everyone?. I?ll circle back next week. Peace, love and tranquility to you all.

Enjoy the pix!


Coconut and Luigi


Love that little face

Best friends

Buttercup

Luigi and Buttercup on Y?????'s Afghan

in the wine cellar

memories of an Italian hotel in San Benedetto del Tronto

Cat totem


Luigi  and Buttercup on Y?????'s Afghan







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[12/16/2018, 19:29] La fille Am?ricaine in France, making wine (naturally) in Italy - Pt II
Uncle Emilio?s wife, Serafina, sent Anne Marie a note. ?Uncle Emilio isn?t doing so well. After his last fall in the vineyard, he just hasn?t been the same. I guess, after 63 harvests, he?s been very fortunate. But the grapes won?t wait for him to feel better. Is there any chance we could have you here for harvest??

As it turned out, this was good timing for Anne Marie. The winery she worked in as a cellar rat in was changing. The owner was leaving the winery to his kids. They lived in the larger cities and were more interested in the value of the land. She felt the call of Italy.


When she got there, things weren?t as bad as she had feared. Emilio had a good team and they knew what to do, more or less. In Italy, there are still vestiges of a paternalistic society, especially in the country. But with Emilio and his employees, it was first and foremost a matter of respect. Respect for all that he had done and what he brought to uplifting his locality and those around him.

Before he took on the task of turning his grandfather?s winery into a 20th (now 21st) century winery, he had to imagine how many years it would take. In that time, he witnessed, along with everyone else in the world alive, the magnificent changes Italian wine made. And how the world turned towards Italy, now seeing their wines as treasures, not bargain bin rejects. But that wasn?t without trial and error, and with evolution and being an agent of change. And, along with that, managing those around him and maintaining respect for the work, the wine and ultimately for the man. Emilio was one of the few fortunate ones, for his community respected him, even though his better days were behind him. And this is where Anne Marie came in.

She peeked into his study, where he would read deep into the harvest nights, and he motioned for her to come over. He kissed her on the cheeks and she sat down. A bottle of wine was open. ?Let me pour you a glass of this red wine. It is from that special Sangiovese parcel I have been saving for you.? Anne Marie took a whiff and then a sip. It was clear and lucid in coloration, not too dark. A garden of roses flashed through her nose, followed by a salty-dustiness and completed with a dark cherry note on top. When she swirled the wine inside her mouth, it was as if her palate was being reborn. Every point on it was tingly. Waves of flavors searched every nook and cranny. This was like no other wine she had ever had.

?Uncle, what is this wine? How did you make it? What did you do?? She was fantastically intrigued with all the details. This was new territory for her.

?You like it, eh? I?m glad. Surprisingly, we have done very little. The vines are old, as you know. And they are fierce. When my grandfather went to replant his vineyards, when the phylloxera epidemic hit our part of Italy, this was the only parcel he didn?t pull up and replant with the American stock. He told me this when he was very old, that they ran out of root stock, and had waited to do this parcel last because it was such an irregular site. Rocky, uneven, with those winds that come up over the ravine. Maybe the vineyard had its own idea of what it wanted to be. Stubbornness does run in the family, after all.?

Yes, this was providential.

Emilio continued, ?Dr. Scienza, came by the vineyard once for some cuttings. He told me that these are very old types. Said the only other place he found vines like this were in an ancient vineyard in Calabria. Even thought that these might be the ?mother-clone,? and left it at that. All I know is they produce well, manage through droughts and hailstorms, and are cantankerous enough not resist any modern pruning and trellising practices that have been tried upon them on the last 60 years. They are free spirits. And now it is up to you to go get them and make the wine.?

Anne Marie took another sip, outside it was getting darker and a shower of meteors lit up the window of the study. The wine tasted like a child of the stars, it was out of this world.

And now, the old parcel was being handed to her from Uncle Emilio. ?Well, why not,? she mused, ?after all, I?m not getting any younger either!?







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And if you didn't already figure this out, this is part II of a fictionalized piece
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[12/09/2018, 20:19] Les vins naturels ? 2 new releases ? one from France and one from Italy
Two new wines that have recently graced the dinner table. Both made with biodynamic practices and are Vin Demeter.


The French wine ? 2015 Chateau Peybonnehomme-les-Tours ?Energies? is a Blaye C?tes de Bordeaux AC from Famille Hubert Vignerons. The wine (SRP $25, sample) has an Italian connection. From the first impression (a Bordeaux wine in a Burgundy bottle) I got the idea that this wine was not going to be your grandfather?s Bordeaux. 60% Merlot, 30% Malbec and 10% Cabernet Sauvignon from a vineyard in the village of Cars near Blaye. The Gironde River is nearby and the vines are around 40 years of age.

Completely Demeter agriculture biodynamique since the beginning of this millennium.

Opening the wine, it was tight. After about ten minutes it opened up. The thing I noticed, right off, was the granularity of the wine. It had this texture that softly sanded away on the palate. Not abrasive as much as stimulating. Good balance, dry, bone dry. An hour or so into the wine (we had it with a soup of chicken, mushrooms and potatoes) it really hit its stride. The rose aromas starting blossoming in the nose, along with a tiny bit of inkiness, and a walnuttiness, very pleasant combination. With the soup, which is often difficult to pair a wine with, it was perfect. Quite an enjoyable wine and moreover, a wine that had a sense of itself, an identity and it was a pleasant one. I would buy this wine in a heartbeat, really a great diversion from the ?tried and true? of what we have come to know (and love) about traditional red Bordeaux wines. Another new face in the clubhouse, looking a little different than the others, but in the end, still part of the family.

Oh, and the Italian connection? After fermentation in concrete, it was aged for 12 months in Italian terra cotta amphorae.

The Italian wine ? 2013 Coste di moro Montepulciano d?Abruzzo from the Orsogna winery, their ?Lunaria? line of organic wines. This wine ($15 retail, purchased) comes in an attractive long Bordeaux shaped bottle. It?s very brown bag hip looking, very upscale in a low impact way. Also biodynamic (Demeter certified).

The initial aromas in this wine were dark chocolate, rich plum, but a little closed in, still napping. After it awoke, the wine opened up. The texture of this wine also had a graininess to it, which gave the wine volume to dance with the sumptuous fruit. A bit grapey in the beginning, which leveled out during the night. What I liked about this wine was its versatility. We had the wine with stove-top smoked Piedmontese rib eye steaks, and also a salad with a quasi-Caesar- like dressing (olive oil, lemon juice, Worcestershire, Dijon mustard, anchovy puree, garlic, pepper) and a small Yukon gold potato with a yogurt dressing (in place of butter or sour cream). So, lots of different spices, textures and flavors. And the Montepulciano fit right in, in fact, fit in so well that it was seamless and ultimately delicious.

This wine is a great value from the perspective of provenance and accessibility.


There you go - two natural wines that you should put on your dinner table soon.




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Thanks to Vins de Bordeaux for the French wine sample.
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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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[10/25/2018, 09:33] Smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer
Leggo solo oggi questo vecchio pezzo di The Guardian, che parla di vini naturali - quasi fosse un wine blog, per attirare click. No vabbe' dai, sto scherzando, si capiva, s?? Guardian scrive di vini naturali a modo suo, e cio? in modo assai rilevante e quindi questa lunga, lunga lettura la mettiamo da parte, perch? ? un ritratto molto esauriente. Prendetevi il tempo per leggere tutto, se ancora vi mancava.

Guardian riesce anche a dire alla veloce cosa sia un vino naturale, e per questo l'ho adoperato per titolare il mio post: "they tend to be smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer to the actual taste of grape than traditional wines". Notevole anche l'immagine, che riciclo - una cosa a met? tra lo steampunk e il disaster movie.
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[10/20/2018, 07:05] Cose da fare a Genova (questo fine settimana)
Anzich? spiegare tanto, ecco che annuncia il Tg3 Liguria: ? di nuovo tempo di Genova Beer Festival, la meglio rassegna birraria della regione, ma che dico, del mondo - dove peraltro il quipresente vostro si accinge ad abbinare sigari (sul genere toscano) a birre, come da foto, nel laboratorio di domenica sera. Insomma, che aspetti, ci si vede l?, sabato sera e domenica all day long.

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[09/04/2018, 07:01] Guide for Choosing a Good Dentist

If you have dental issues or complications, it is necessary that you find a good dentist who will take care of your needs. However, the issue is, there are many dentists the market today and settling for the best may be tricky. For this reason, you need to take time and find the?best dentist in Miami who will offer the type of services you require. Dentists have various types of services they offer. There are those who have specialized in a particular field while some are general dentists who deal with almost all dental issues. If you are looking for a dentist, here are quick factors that you can consider looking at so that you get the best dentist.

Check on Experience

First, when searching for a dentist to offer dental services to you, we recommend that you try checking out the experience of your prospective dentist. This is a crucial aspect to check on because the longer the experience, the more quality services the dentist will offer. A dentist who has been offering dental services for years will be well placed to handle your dental needs than one who has just started practicing. This is applicable because past experiences will help the dentist be in a position to handle and manage any dental complications.

Check on Specialization

Secondly, when you want to settle on the best dentist, it is essential that you first understand the kind of dental service you need. This will help you know the kind of dentist you need. Dentists have various services that they offer. Some offer specialized dental services, and that means you need to know exactly what you are seeking for.

Check on Training

With the increased need for dental services, some individuals will want to take advantage of that and start offering dental services but they are not qualified. Therefore, to avoid falling prey for such fake dentists, it?s essential that when searching for a dentist, you should check to know if the dentist is trained. The dentist should declare his or her qualifications and show you the documents which give evidence for that. This way, you will get dental services from dentists who have undergone proper training in dental health.

Consider the Reputation

When searching for a good dentist, it is also advisable that you consider knowing the reputation of your prospective dentist. You need to know how many successful cases of dental procedures the dentist has offered. Similarly, you need to know what people feel about the services that the dentist offers. This way, you will understand if the dentist will be suitable to offer dental services that you may need.…

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[08/26/2018, 05:19] Six Hints to Choose the Best Drug Rehab Nj

Addiction to the drug can ruin your life. It reaches a point where you want to get rid of the addiction, but you cant that easily. If you are at this juncture, you should visit a respected and reliable drug rehab NJ. An excellent drug rehab center will help you to stay away from drug or alcohol addiction. The hints as discussed below will help you to decide the best drug rehab NJ for your recovery.

Licensing

Perhaps, this is the first issue that you should reconsider before determining a drug rehabilitation center. Facilities that don’t have valid licenses might not help you to recover fully. Lack of a valid license means that the facility that you are visiting is not recognized by the authorities and might be operating against the law. Stay away from rehabs without licenses as they will only rob you of your hard earned money.
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Treatment Procedures

The treatment protocols used at a facility might raise or reduce your chances of recovery. For instance, you should find out whether your chosen facility provides detox together with other therapies and counseling. When you come across a drug rehab NJ that offers such treatment, then you will be on the right path to quick recovery. High-end facilities also offer yoga when they think its necessary.

Highly Qualified Staff

The level of experience of the employees working at the rehab center that you choose might impact negatively or positively on your recovery. If you decide to go for an inpatient facility make sure that that the staff are available around the clock. You should also check whether the staff are registered by the relevant authorities to confirm that they have the necessary experience.

High Patient Staff Ration

If you get admitted to a rehab center with few staffs, then you might not get the attention that you want. Rehab centers that have more doctors and nurses will give you the care that you need for quick recovery.

Aftercare Treatment

Once you are done with your rehabilitation program, it’s essential that you are closely monitored to reduce your odds of succumbing to drug abuse again. The aftercare you require varies depending on your requirements as well as the degree of addiction. However, it’s suggested that you see your doctor weekly or once in a fortnight after leaving the rehab center to chat about your progress and the difficulties that you might be encountering.

Pricing and Insurance

Most people don’t know that rehabilitation therapies can cost you a fortune. For this cause, you should find out how much the treatment will cost in advance to avoid nasty surprises. In most cases, expensive rehabilitation centers offer the best care. If you have a valid medical insurance policy, you should discover whether your chosen facility accepts it and how much it can cover.

If you are having an uphill task trying to get away from drugs, it’s better to get treatment sooner than later. You will come across a number of drug rehab NJ centers to pick from online and to make a sound decision keep the hints as explained above in mind.…

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[08/23/2018, 14:03] Coming up With a Weekly Meal Plan

Healthy eating is essential for your general well-being. The type of food you eat plays a critical role in determining the health status of your body. Most health or diet experts advice one to take in a balanced diet to keep their bodies in the perfect shape. The Dad Quarters have some of the best reviews and health advice that can help keep you in good shape. Your food should be made up of proteins, vitamin, carbs, and irons.

There are a number of food deficiency illnesses you can contract if you fail to consume a balanced diet. The most common ones include malnutrition, rickets, and scurvy. Most of these conditions are usually common among kids. Failure to take in a balanced diet can also weaken your body?s defense system.

Your body will not be able to fight certain conditions, and this will leave you weak or falling sick most of the time. Proteins play an essential role in the growth and development of your body. They do help increase muscle mass. Carbohydrates help provide your body with energy to carry out some activities. They act as fuel to your body.

Vitamins boost your immune system and improve your body functions. You can find all these nutrients in different foods. One thing you can do to make sure you consume a balanced diet is come up with your own menu that has all types of meals. This might be a difficult task for many. Here is how you can come up with a weekly meal plan that is made up of a balanced diet.

Look for Recipes

The first thing you should do when coming up with your home menu is to look for recipes. Look for recipes used in making different types of meals. Make sure the different types of meals make up a balanced diet. Getting different recipes will help make your job more comfortable when it comes to creating a weekly meal plan.

Sort your Recipes

The next thing you should do is sort out the different recipes according to the nutrients contained in them. One that is used for cooking a protein-rich meal should be separated from one that is used to prepare a meal with any other type of nutrient. Make sure that each day you have a meal rich in a specific type of nutrient.

Stock your Kitchen

You can now stock your kitchen with the different types of foods so that you can have easy access to them. Failing to do so may see you change your meal plan because you are not able to reach the type of meal for that particular day. Do not overstock because some of them may go bad quickly. Cook the perishables first.…

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