Da un giorno all?altro, non ricordo bene come e quando, sono sprofondata nell?ansia?.Mangiavo con ansia e quindi mi strafogavo di cibo, andavo a fare la spesa e ..attacco d?ansia, in banca e ? attacco d?ansia, al teatro, al cinema, al ristorante e sempre?Attacco d?ansia. Ogni mattina mi svegliavo speranzosa e ahimè se non era appena sveglia regolarmente il pomeriggio la dannata ansia arrivava puntuale e basta tutto nero?. Sentivo arrivarla e tutte le volte la pregavo di andarsene: non ti voglio, vai lontana da me, rivoglio la mia vita? Non riuscivo più a guidare la macchina, andare in bicicletta era diventato un incubo, camminare per strada mi sembrava di sprofondare sotto il marciapiede e di morire sottofocata sottoterra. Sono sempre stata una donna molto indipendente fin da giovane, grazie ai miei genitori che mi hanno buttata sul campo di lavoro senza tanti aiuti e protezioni. Milano era diventato il mio incubo, vivere in questa città, che adesso amo profondamente, mi sembrava insopportabile. Mi ritagliavo dei brevi momenti di pace a Villa Petriolo, il posto che mi ha vista bambina, e dove ho provato le più grandi emozioni della mia vita. Lo ricordo ancora oggi come l?unico posto al mondo, dove vivevo con serenità senza alcun paura. Trascorrevo le ore sotto un vecchio susino, ormai stanco e dolcissimo, che si trovava in mezzo ad una collina tutto solo ..era diventato il mio migliore amico, il mio confidente e vi sembrerà impossibile ma tutte le volte mi rispondeva con un segno: la caduta di una susina, l?arrivo di un leggero e piacevole vento improvviso che faceva muovere le foglie ed altri segnali chiari di presenza ?. Era diventato il mio protettore Oggi, il mio susino morto da qualche anno, davanti a quella collina da me tanto amata Federico mi ha realizzato un vigneto, l?ultimo nato : Vigna al vento? e tutte le volte che passeggio accanto alle mie piccole e adorate viti mi sembra di vedere il mio amico susino fiero di me. Sempre da un giorno all?altro, quest?oasi così familiare, luogo di vacanza, improvvisamente era diventata ai miei occhi un?azienda vitivinicola bisognosa delle mie attenzioni ... e così sempre, da un giorno all?altro, è iniziata la mia avventura personale ? Passeggiavo nei vigneti, guardavo la terra piena di conchiglie come se l?avessi fatto per la prima volta ? assaporava i profumi della campagna.. Avevo bisogno di un compagno di viaggio che mi seguisse e aiutasse nel mio percorso di vino? Scelsi con grande felicità Attilio Pagli, vero maestro di cantina, uomo di grande spessore e sensibilità..Ricordo ancora oggi il primo incontro a Petriolo. Parlavamo passeggiando nel cortile e ricordo ancora oggi lo sguardo di approvazione di mio marito Roberto. Gli anni trascorsi con Attilio e Francesco Bartoletti sono stati molto intensi ed importanti, ma il vero amore con la mia uva e il mio vino è nato con Federico Curtaz. Umanista del vino ama definirsi, convinto che il vino sia segno ed espressione di civiltà, che racchiuda la memoria dell?uomo e ne rispecchi la complessità. Perché, dietro al prodotto, c'è l'anima del luogo e dell?uomo che lo hanno generato...
Ho dato notizia l?altro ieri del fatto che Wine Spectator è tornato a occuparsi del Bardolino, recensendo tre vini del 2006: due doc e un Chiaretto, rispettivamente di Le Fraghe, Monte del Frà e Vigneti Villabella. Delle Fraghe sapevo che il punteggio ottenuto è di 84 centesimi. Chiedevo informazioni delle altre due realtà. Vigneti Villabella mi ha risposto. Il suo Bardolino Classico Chiaretto Pozzo dell'Amore2006 ha ottenuto 80 centesimi di valutazione, con la seguente nota (traduco): ?leggero e fresco, con uno spiccato carattere citrino. Da bere subito?. Fornisco di seguito tutta la scheda relativa a Vigneti Villabella (a proposito: complimenti per l'ottima performance del Villa Cordevigo rosso, che in effetti è un gran bel vino): Vigneti Villabella Verona Villa Cordevigo2001 - 88 Vigneti Villabella Verona Villa Cordevigo2003 - 88 Vigneti Villabella Amarone della Valpolicella Classico2001 - 88 Vigneti Villabella Verona Montemazzano2004 - 85 Vigneti Villabella Soave Classico La Torretta2006 - 83 Vigneti Villabella Valpolicella Classico Superiore Ripasso - 2003 - 82 Vigneti Villabella Lugana Cà del Lago2006 - 81 Vigneti Villabella Bardolino Classico Chiaretto Pozzo dell'Amore - 200680 Vigneti Villabella Pinot Grigio Veneto Vigna di Pesina2006 - 79 Vigneti Villabella Amarone della Valpolicella Classico Fracastoro 2000 - 78
Toh, Wine Spectator, la Bibbia americana del vino, torna ad accorgersi che c'è il Bardolino. Se si va a vedere on line il mostruoso (come dimensioni) archivio delle recensioni enoiche della rivista a stelle e strisce, si nota che le ultime bottiglie bardoliniste recensite erano due Superiori annata 2003 (e quindi, presumibilmente, pubblicati nel 2005, visto che i vini sono usciti a novembre dell'anno prima). Prima, quasi tutta roba di inizio anni Novanta. Poi, più niente. Ora ecco ricomparire qualche bottiglia di Bardolino. Tre, per l'esattezza, tutti del 2006: Bardolino 2006 Monte del Frà Bardolino 2006 Le Fraghe Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2006 Vigneti Villabella. I punteggi? Non li conosco: mica sono abbonato anche alla versione on line del magazine (mi basta quella cartacea). So che quello delle Fraghe ha ottenuto 84 centesimi, che non è poco. Se Marica mi comunica il rating del Bardolino Monte del Frà e Franco o Tiziano quello di Villabella...
Successo di due produttori bardolinisti sul fronte internazionale: il Bardolino Classico Vigna Morlongo 2007 dei Vigneti Villabella di Cavaion Veronese e il Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2007 dei Fratelli Zeni di Bardolino hanno ottenuto la qualifica di commended all'edizione 2008 dei Decanter World Wine Awards, i premi enologici attribuiti da Decanter, la rivista inglese che contende a Wine Spectator il ruolo di testata di settore più prestigiosa e diffusa al mondo. Quest?anno ? si legge sul sito della rivista ? i Decanter World Wine Awards, il più influente concorso enologico al mondo, hanno attratto più nuovi partecipanti di quanti ne abbiano mai avuti prima. In tutto, sono pervenuti 9219 vini, più del doppio di quanti parteciparono alla prima edizione, cinque anni fa.
Il sito del Gambero Rosso si occupa di vini rosati con un lungo servizio on line nella sezione Gambero Rosso Vino. Il servizio si intitola "Rossi e rosati per l'estate". Dice così: "Arriva il caldo, la bella stagione. C'è voglia di vini freschi, leggeri, ma comunque tipici, eleganti, intensi nei profumi e persistenti al palato. La logica farebbe pensare ai bianchi, ma noi questo mese vogliamo presentarvi dei rossi e dei rosati che hanno queste caratteristiche. Un grande vitigno altoatesino, la Schiava, per i vini rossi, Bardolino Chiaretto e una panoramica delle più rappresentative etichette italiane per i rosati, sia con le bollicine che non. Versatili negli abbinamenti, da bere freschi, questi ultimi stanno riscoprendo negli ultimi anni un grande successo, grazie a produttori che hanno, a ragione, scommesso su questa tipologia. Le degustazioni sono state curate da Dario Cappelloni per la Schiava, Marco Sabellico e Angelo Peretti per il Bardolino Chiaretto, Giuseppe Carrus e Riccardo Ferrante per i rosati". Già, ci sono di mezzo anch'io. E il Chiaretto bardolinista è presente con una bella lista di bottiglie. Vi invito ovviamente ad andare a leggere le singole schede. Qui di seguito, l'elenco dei Chiaretti recensiti col relativo punteggio in centesimi. Bardolino Chiaretto2007 Cavalchina 80 Bardolibo Chiaretto 2007 Corte Gardoni 78 Bardolino Chiaretto 2007 Gorgo 77 Bardolino Chiaretto 2007 Monte del Frà 76 Bardolino Chiaretto 2007 Albino Piona 80 Bardolino Chiaretto 2007 Giorgio Poggi 79 Bardolino Chiaretto 2007 Giovanna Tantini 77 Bardolino Chiaretto 2007 Tre Colline 79 Bardolino Chiaretto 2007 Villa Medici 77 Bardolino Chiaretto 2007 Zenato 76 Bardolino Chiaretto 21.10 2007 Ronca 81 Bardolino Chiaretto Classico 2007 Costadoro 77 Bardolino Chiaretto Classico 2007 Guerrieri Rizzardi 81 Bardolino Chiaretto Classico 2007 Lenotti 77 Bardolino Chiaretto Classico 2007 Raval 82 Bardolino Chiaretto Classico 2007 Righetti Dante 76 Bardolino Chiaretto Classico 2007 Righetti Enzo 78 Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell'Amore 2007 Vigneti Villabella 79 Bardolino Chiaretto Il Balordo 2006 Buglioni 78 Bardolino Chiaretto L'Infinito 2007 Santi 77 Bardolino Chiaretto Ròdon 2007 Le Fraghe 79 Bardolino Chiaretto Spumante Cantina di Castelnuovo 76 Bardolino Chiaretto Spumante Metoco Classico Monte Saline 80 Bardolino Chiaretto Tenuta San Leone 2007 Seiterre 77 Bardolino Chiaretto Val dei Molini 2007 Cantina Sociale di Custoza 77 Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2007 F.lli Zeni 80
Ho appena ricevuto dalla Barabino & Partners, che si occupa da un paio di mesi della comunicazione del Consorzio del Brunello, questo comunicato stampa, che annuncia la nomina del nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, avvenuta oggi dopo le dimissioni presentate nei giorni scorsi dal conte Francesco Marone Cinzano. Il comunicato recita: ?Patrizio Cencioni neo Presidente del Consorzio dei produttori del Vino Brunello di Montalcino. La nomina formalizzata oggi all?unanimità dal Consiglio Direttivo. Patrizio Cencioni, montalcinese, 52 anni, è stato eletto oggi Presidente del Consorzio dei produttori del Vino Brunello di Montalcino, con voto unanime da parte dei membri del Consiglio Direttivo. Cencioni è nato nel 1956 da una famiglia di storici produttori del rinomato vino e nipote di uno dei fondatori del Consorzio, la cui costituzione è avvenuta nel 1967. ?Uno dei miei primi obiettivi ? ha dichiarato il neo Presidente Patrizio Cencioni ? è quello di mantenere l?unità dei produttori per sostenere e ribadire la notorietà e la reputazione che il nostro rinomato vino si è conquistata in Italia e nel mondo negli ultimi decenni.? ?Più in particolare - ha continuato Cencioni ? il Consorzio sarà chiamato a gestire con equilibrio la situazione attuale e contingente, collaborando in primis con i componenti del Comitato di Garanzia istituito nei giorni scorsi da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il compito, per un periodo di 6 mesi, di coordinamento e supervisione dell?attività di controllo sulla produzione del vino DOCG ?Brunello di Montalcino? e dei vini DOC ?Rosso di Montalcino?, ?Moscadello di Montalcino? e ?Sant?Antimo??. Il Consiglio ha plaudito al neo Presidente, dandosi già per la prossima settimana un appuntamento per un aggiornamento della situazione e la verifica delle diverse azioni intraprese e da intraprendere?. Questo il testo, molto scarno, del comunicato. Che proponiamo, anche in inglese, su VinoWire.com. Altrove il neo-presidente, confermando una prassi discutibilissima utilizzata anche dai suoi predecessori, di privilegiare un unico sito Internet (manco fosse quello consortile), fornisce più ampie dichiarazioni rispetto al comunicato stampa inviato a tutti i giornalisti e avrebbe dichiarato che ?non c?è all?ordine del giorno nessun cambio del disciplinare. Nessun produttore lo ha richiesto e che il cambio lo deciderebbe, comunque, l?assemblea? e che ?non ci possiamo sostituire alla Magistratura: quando le cose saranno definite, alla fine degli eventuali processi, prenderemo in esame un sistema di eventuali sanzioni per i produttori che hanno sbagliato?. Sostenendo infine ?che la commissione presto inizierà i suoi lavori di verifica di rispondenza del piano dei controlli con particolare riferimento alle condizioni ampeolografiche dei vigneti, alla tecniche viticole e all?immissione al consumo? Verificherà, quindi, quello che è stato fatto in questi anni dal Consorzio del Brunello?. Sempre secondo il sito sopra indicato, “nel Consiglio di amministrazione del Consorzio del Brunello entra Giovanna Ciacci, proprietaria della Tenuta Collosorbo, al posto di Francesco Marone Cinzano, dimesso il 9 giugno (era stato eletto nel maggio 2007)? e nel pomeriggio di ieri, dopo le dimissioni di Francesco Lenza di cui abbiamo già dato notizia, ?ha dato le dimissioni dal cda anche Roberto Guerrini (Eredi Fuligni)? che potrebbe essere sostituito ?nel prossimo cda (probabilmente il 19 giugno), da Maurizio Tornesi (Tornesi - Le Benducce)?. Spiace non poter accogliere la nomina di un galantuomo e di un produttore serio come l?amico Patrizio Cencioni, responsabile dell?azienda Capanna e già vice-presidente del Consorzio, con l?entusiasmo ed il plauso che meriterebbe, ma, oggettivamente, anche se il nuovo presidente è persona che offre le più ampie garanzie ed é indiscutibilmente meritevole di rappresentare il mondo produttivo ilcinese, non si può non criticare questa scelta di provvedere, comunque, con una prova di forza, alla nomina di un nuovo presidente, da parte di un Consiglio di amministrazione di cui fanno parte, oltre al neo presidente e ai vice-presidenti confermati, Ferruccio Ricci e Riccardo Talenti, anche alcuni rappresentanti di aziende finite sotto inchiesta come Enrico Viglierchio della Banfi e Giampiero Pazzaglia di Argiano. Persone alle quali il buon gusto ed un elementare scrupolo di correttezza dovrebbe suggerire di dare delle dimissioni “cautelative”. Non posso che fare le mie felicitazioni ed i miei auguri al buon Patrizio Cencioni, i cui Brunello “parlano” Sangiovese e Montalcino come ben pochi altri. Ma nel contempo devo assolutamente ribadire come a mio parere la via maestra e obbligata sia quella del dimissionamento, anche mediante un pronunciamento ministeriale se necessario, di tutto il Consiglio di amministrazione del Consorzio, per richiamare tutti i produttori associati a votare e ad eleggere un nuovo Consiglio di amministrazione ed un nuovo Presidente. Che potrà essere, perché no?, lo stesso Patrizio Cencioni, espressione di un Cda pienamente legittimato e composto da persone e aziende non sfiorate dall’inchiesta in corso e voce di tutti gli associati.
Mi assento per due giorni per andare nel profondo nord est per due giorni di degustazioni e dimenticare letteralmente Internet non collegandomi nemmeno un minuto e guarda a Montalcino cosa ti succede! E? accaduto quello che avevo anticipato, tra le righe, venerdì 6 in questo post sul ministro Zaia e in questo post ? fantasticheria E se domani, ovvero che il consiglio del Consorzio del Brunello ha indotto il presidente Marone Cinzano, per la serie non è mai troppo tardi, a rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente e da consigliere del Consorzio (e gli altri cosa aspettano a fare altrettanto???) mentre il ministro delle Politiche Agricole Zaia ha deciso ?di azzerare tutto e avocare al ministero la tutela? del Brunello di Montalcino mediante ?un Comitato di Garanzia? atto a ?coordinare e provvedere alle attività di controllo sulla produzione del vino Brunello da Montalcino?. Il tutto contenuto in un decreto (leggi qui il testo Decreto Brunello ) che nomina membri del Comitato di Garanzia il dottor Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, la Federazione che associa tutti i Consorzi di tutela del vino, il professor Vasco Boatto, docente di Economia agraria all?Università di Padova e direttore del corso di Enologia presso lo stesso ateneo, nella sede di Conegliano Veneto e il dottor Fulvio Mattivi, , responsabile del laboratorio di analisi dell?Istituto di San Michele all?Adige, in provincia di Trento. A questi tre esperti, il Ministro Zaia ha affidato il compito di verificare la piena rispondenza tra Piano dei Controlli e immissione del prodotto al consumo. Queste, in pillole, le novità salienti, oltre alla naturale delega ad interim ad uno dei tre vice presidenti vicari, l?ottimo Patrizio Cencioni dell?azienda Capanna. Circolano voci che il consiglio di amministrazione del Consorzio potrebbe riunirsi il 12 giugno per nominare un nuovo presidente, che potrebbe essere Ferruccio Ricci dell?azienda agricola Tenimenti Ricci di Sant?Angelo in Colle (uno dei tre vice presidenti con Cencioni e Riccardo Talenti). Con tutto il rispetto per il signor Ricci, che è sicuramente una brava persona, anche se poco nota, e sul cui sito Internet si legge che ?i vigneti hanno una superficie di circa 12 ettari prevalentemente a Sangiovese? anche se sempre dal sito risulta produrre solo Brunello e Rosso di Montalcino credo che in questa fase il Consorzio avrebbe bisogno, come presidente, di una persona di maggiore notorietà non solo a Montalcino e dintorni, ma nel resto del mondo, e di riconosciuto prestigio e autorevolezza (come si pensava potesse essere il conte Cinzano) e pertanto credo quell?interventista del ministro Zaia, pur rispettando l?autonomia del Consiglio del Consorzio, potrebbe anche intervenire in questa delicata e cruciale fase della nomina del nuovo presidente e invitare anche il resto del Consiglio (dove continuano inopinatamente ad esserci rappresentanti di aziende indagate) a dare le dimissioni. Perché non si può ripartire, nell?ottica di chiarezza, di nuove regole e controlli e di garanzie nei confronti dei consumatori di tutto il mondo che acquistano Brunello di Montalcino, con un nuovo Presidente del Consorzio eletto da questo Consiglio. Si azzeri tutto e si rifacciano le elezioni per un nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio e poi si pensi ad eleggere il presidente più adatto! Facendo invece come intendono fare, a Montalcino, sarebbe solo un grande pasticcio. Ministro Zaia mi raccomando, si faccia sentire dai simpatici produttori di Montalcino!
Correva l'anno 1968 e anche tra i vigneti di Soave arrivava la rivoluzione! Nasceva la DOC SOAVE, secondo le norme contenute nel D.P.R. 930/63. E' trascorso un quarantennio: fatiche, progetti, scommesse e ottimi risultati , ottenuti grazie al lavoro prezioso...
Ecco, si rimette a piovere...E oggi glielo voglio consentire. Anche domani. Voglio essere magnanima: anche venerdì.
Ma domenica NO, per favore. Il bello di Cantine Aperte è anche godersi la giornata primaverile seduti in mezzo al verde, sorseggiando un bel vino...e magari fare una passeggiata nei vigneti che circondano la cantina (così magari si "smaltiscono" gli assaggi, eh eh!). Il bello non è anche poter lasciar scorrazzare i marmocchi senza pericoli, liberi di giocare e godersi la campagna?
Dunque, se repetita iuvant, domenica NO, per favore!!!
C'è un mare, che dell'elemento mediterraneo rappresenta l'ideale e sostanziale prosecuzione verso l'oriente. Uno strano bacino, che agli osservatori poco avvezzi alle discipline geografiche da l'impressione di un grande lago. Ma solo un disattento e colpevole sguardo può travisare la vera natura del Mar Nero. Un anomalo limes climatico, geografico e culturale, nel quale i fenomeni marini, meteorici ed antropici si intrecciano, si combattono e dialogano, come nell'ideale preludio ai limitrofi orizzonti caucasici.
A dispetto del suo aspetto lacustre era molto temuto dai navigatori dei secoli passati, che avevano come riferimento il faro della città anatolica di Trebisonda. Nelle notti buie e burrascose, "perdere la Trebisonda" poteva significare il trovarsi dispersi in un mare insidioso ed inospitale solcato dalle gelide ed indomite correnti provenienti dalla pianura ucraina, abili a rendere le sue acque fredde e scure. Il nome stesso (Mar Nero) pare che sia stato attribuito dai turchi sopraggiunti nell'area per distinguerlo dal meridionale e caldo Mediterraneo, da loro chiamato "Mar Bianco". Con lo stesso criterio, secondo alcuni, pare che siano stati attribuiti anche molti altri topònimi (Nilo Azzurro e Nilo Bianco, la Bielorussia, il Montenegro e l'Albania).
Il clima di questo bacino è in alcuni casi temperato, in altre zone più freddo. Ma in particolari situazioni, dove le catene montuose frenano i gelidi venti del nord, il clima si fa decisamente mediterraneo, con caratteristiche temperate e gradevoli, ideali alla viticoltura di qualità. E pare che alcuni dei ceppi originari della vite abbiano proprio avuto origine nelle regioni costiere della Georgia e della Crimea.
La Crimea, il cui nome ci evoca guerre antiche e cariche avvincenti. La cui terra si rivela sorprendentemente prodiga di vini dolci e pregiati.
I vini di queste terre assumono prerogative antiche, con tendenze diverse da quanto è oramai consolidato nelle enologie occidentali. Difatti, diversamente da quanto avviene per la nostra produzione, la gran parte dei volumi di vini prodotti nell'area è costituita da vini ad alto contenuto zuccherino residuo, ottenuti anche con l'impiego delle anfore nelle fasi di vinificazione ed affinamento.
In occasione del vino dei blogger#12, proposto da Marco Cenci, ho pensato di parlare del pinot grigio 2002dolce (?i?? ??i) prodotto dall'azienda Massandra (????????), situata nell'omonima localitàucraina. Ho cercato, con molte peripezie, di ottenere alcune bottiglie prodotte da queste azienda, il cui nome suscita molte suggestioni nel cuore di ogni amante del mondo enologico. Quando, finalmente, mi sono arrivati questi oggetti da noi pressoché introvabili non ho potuto resistere da un assaggio.
Il fascino del retroterra storico, geografico e culturale che questo vino ha estrinsecato all'assaggio, hanno pienamente ricompensato il disagio di una lunga attesa, ripagandomi con una pienezza di gusto e di aromi di grande eleganza.
Questo splendido vino viene ottenuto con uve della cultivar pinot grigio raccolte in vendemmia tardiva, sottoposte a leggero appassimento ed avviate alla vinificazione in anfora. Successivamente, la prelibata bevanda, subisce un periodo di invecchiamento in legno di due anni dopo di che viene destinato all'imbottigliamento ed all'affinamento in bottiglia. Il grado alcolico finale è pari al 13% del volume (senza ricorso alla pratica dell'arricchimento). Il colore è rosso granato, molto caratteristico. Il profumo è molto piacevole e ricorda il miele ed i fiori degli agrumi. Il gusto è pieno e raffinato, molto dolce, bilanciato da una gradevole nota acida, in un connubio tale da renderlo molto adatto come compagno di un pomeriggio di lettura. Ottimo anche abbinato al consumo di dolci a base di frutta. In Ucraina si usa, ad esempio, degustarlo insieme ad uno strudel di prugne (???????? ?? ???????). La prova da me fatta mi ha dato soddisfazioni davvero notevoli.
Il prezzo??? In Italia non ho parametri economici precisi ma, in Ucraina, viene venduto ad un prezzo di circa 12 euri. Un costo davvero contenuto per un autentico capolavoro.
Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.
NELLE FOTO: VEDUTA DELLA FORTEZZA GENOVESE DI BALACLAVA, ALCUNE BOTTIGLIE PRODOTTE DALLA CASA VINICOLA "MASSANDRA". NEL VIDEO: ALCUNE IMMAGINI GIRATE NELLA STESSA CASA VINICOLA (VIDEO TROVATO IN RETE).
Avrete capito leggendomi che ho una particolare predisposizione per i vini dei Colli Piacentini. Perchè le mie radici affondano in quella terra, che non è più Lombardia ma non è ancora Emilia piena, terra di mezzo per eccellenza. Un non luogo geografico, potrei dire, terra di confine da sempre un po' combattuta tra l'essere di "qua" o di "la". E come tutte le terre di confine, foriera di eccellenze in tutti i campi. Nelle persone, nel cibo (Piacenza è l'unica provincia Italiana ad avere tre DOP nei salumi: pancetta, salame e coppa) e nel vino.
Perchè il terroir dei Colli Piacentini non ha nulla da invidiare ad altre zone. Il substrato è bene o male lo stesso che dalle Langhe scende giù verso i colli Tortonesi, attraversa l'Oltrepo', percorre la provincia di Piacenza e si butta verso Parma e Bologna. Terreni di marne argillose e calcaree, del periodo tortioniano e elveziano, fondi marini emersi (e lo si può capire camminando nelle campagne intorno a Castell'Arquato, dove si trovano più conchiglie che a Rimini) dove solo questioni storico-culturali e climatologiche hanno "sviluppato diversamente" la viticultura rispetto a zone più blasonate.
Se a questa predisposizione naturale aggiungiamo anche un attento lavoro sia sui vitigni tradizionali -i due del taglio piacentino in primis e la malvasia- che su quelli meno conosciuti, raggiungiamo punte di eccellenza.
E' il caso del vino in questione, il Tabula Rasa dell'azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, che va oltre all'essere autoctono. E' di fatto l'uva di famiglia. Vitigno riscoperto in maniera casuale nei vigneti di famiglia negli anni '60, è stato fatto analizzare da varie università alla ricerca delle sue origini ampelografiche, senza risultato. Si è quindi provveduto a stilare una nuova scheda, a cura del Prof. Fregoni dell'Università di Piacenza, "brevettando" così una nuova tipologia, l'uva Molinelli, appunto, forse frutto di un incrocio tra Sauvignon e uva americana, e coltivata franca di piede.
Imbottigliato come Vino da Tavola per ovvie ragioni, il vino si presenta con un colore giallo paglierino tendente al dorato, molto acceso e vicino a quello di alcuni Riesling alsaziani. Il naso di prima battuta è un po' monocorde ed eccessivamente piacione, ma con un po' di pazienza esce la complessità del vino fatta di note fumée, di mostarda e di ghiaia bagnata ma non eccessive e austere, anzi, al naso persiste una rotondità sorprendente, quasi da vino con un certo residuo zuccherino. In bocca una sopresa, lama di acidità a tenerlo vivo, sparisce il dolce apparente che si avvertiva al sostituito da una grande sapidità, quasi salina. Finale sauvignoneggiante, forse un po' amaro e non lunghissimo, ma penso di più non si possa proprio chiedere a questo campione anche nel rapporto qualità prezzo. E il 2006, assaggiato dalla botte, è ancora più strutturato e sorprendente. Lasciamolo in cantina qualche anno, e vediamo cosa ne viene fuori.
E se avete tempo, fate un giro in cantina: l'incontro con Ginetto Molinelli, una forza d'uomo con un'energia e una determinazione che hanno in pochi, vale da solo il viaggio!
Alcuni mesi or sono avevo scritto un post sui vitivinicoltori calabresi, basato su alcune mie esperienze, non molto favorevoli, incontrate nella fase di reperimento delle informazioni necessarie alla stesura dei miei articoli. Ma fortunatemante, anche in quella bella regione italiana, qualcosa va mutando in meglio ed alcuni giovani produttori non ci stanno ad assogettarsi all'immobilismo atavico che attanaglia il Sud della nostra cara penisola. Nello svolgimento del mio lavoro di blogger mi sono imbattuto in un produttore abile nella realizzazione di prodotti di eccellenza e con la grande motivazione di fare conoscere i propri vini, dei quali può e deve essere orgoglioso. Ed ho così scoperto il Savuto Superiore D.O.C., prodotto dall'Azienda Vitivinicola Colacino di Rogliano (CS).
Avendo fatto uno studio preliminare del disciplinare di produzione di questa D.O.C., mi sono subito avveduto del fatto che il testo legislativo, ben fatto e rispettoso delle consuetudine locale, registra con insolita puntualità quello che avviene nelle realtà mediterranee ed in Calabria in particolare.
Il Mediterraneo è poesia. Differenze e uniformità si intersecano e si disgiungono, in un disegno superiore e perfetto nel suo caos. In tutti le regioni maggiormente integrate in questa realtà, esiste un orgoglio del viticoltore, avente come caratteristica il collezionare ed armonizzare le uve maggiormente rappresentative dei territori, favorendo nei secoli la conservazione della biodiversità varietale. L'arte di questi viticoltori consisteva nel ricavare, da questo mosaico di colori, dei vini capaci di deliziare il palato, rendere allegre le serate e più sincere e franche le conversazioni.
Sfido chiunque a visitare tutte le contrade della Calabria, del Peloponneso, della Sicilia, della Dalmazia, di Creta o dell'Anatolia, riuscendo a trovare un solo piccolo viticoltore tradizionale ed "incontaminato" che coltivi e vinifichi solo vitigni in purezza. Le coltivazioni polivarietali erano animate dalla curiosità del viticultore ed anche da una razionalità agronomica, finalizzata a valorizzare le diverse vulnerabilità alle avversità atmosferiche e patologiche. Anche nelle annate peggiori era necessario produrre almeno un pò di vino!!
Le cultivar di vite presenti in Calabria sono molte e di gran pregio e, tra queste, non possiamo non menzionare il magliocco canino, il greco nero ed il gaglioppo. Il Savuto Superiore D.O.C. viene realizzato dall'Azienda Vitivinicola Colacino con la denominazione commerciale "Britto" e presenta tutte le caratteristiche della vitivinicoltura tradizionale calabrese. Viene realizzato con un uvaggio molto ricco, la cui peculiarità mi invita ad elencare tutte le cultivar che vi sono presenti: Gaglioppo, Greco Nero, Nerello Cappuccio, Magliocco Canino, Sangiovese, Malvasia Bianca, Pecorino. Un vero e tradizionale connubio, nel quale rientrano anche varietà a bacca bianca.
Il "Britto" è ottenuto da una attenta scelta di uve prodotte in vigneti collinari, allevati ad alberello, appartenenti alle cultivar sopra elencate. Questo vino si presenta con un bel colore rosso rubino, dai riflessi granati. Il profumo ricorda molto il frutto d'uva e può ricordare in qualche aspetto la liquirizia. Il sapore è rotondo e gradevolmente speziato, con una nota di freschezza caratteristica. Gli abbinamenti consigliati dalla casa madre sono quelli classici dei grandi rossi, ovvero, arrosti, cacciagione e selvaggina. Sono abbinamenti sicuramente indovinati ma, assaggiandolo, ho subito pensato che un ottimo accostamento poteva essere realizzato con un piatto tipico dell'Italia Settentrionale: il baccalà con la polenta. Un ottimo modo di prepararlo è quello doviziosamente descritto dal post di Venere in Cucina.
Il prezzo?? Si può acquistare in enoteca ad un costo di circa 12 euri. Un prezzo giusto per un prodotto davvero valido, un necessario riconoscimento per un Mezzogiorno che non ci sta ad essere cenerentola.
Allora cosa dire?? Buona Salute a Tutti!! Pierluigi Salvatore.
NELLE FOTO: GRAPPOLO DI CULTIVAR GAGLIOPPO, TRATTO DELLA COSTA CALABRESE, IMMAGINE INVERNALE DELLA SILA, BOTTIGLIA DI BRITTO COLACINO.
Mentre a Montalcino proseguono in un mare di contraddizioni le indagini sul Brunello, a Montepulciano i vertici della Vecchia Cantina, l'azienda storica il cui presidente Enrico Trabalzini è stato raggiunto da avviso di garanzia, hanno deciso di non effettuare alcun ricorso ma preferiscono la linea collaborativa, certi che, come riporta La Nazione di Siena, "chiarendo la posizione della Vecchia Cantina si possa giungere poi allo sblocco del vino, se non tutto almeno in larga parte".Ricordo infatti che la Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato migliaia di bottiglie di vino dalla cantina, con l'ipotesi che abbia impiegato uve provenienti da zone estranee al disciplinare del Nobile di Montepulciano.I vertici della Cooperativa non escludono però, in caso di necessità, la possibilità di depositare un'istanza di dissequestro attraverso lo studio legale Paoletti.L'autrice dell'articolo de La Nazione di Siena, Laura Valdesi, sottolinea che non si esclude che sulla scelta della rinuncia al ricorso abbia influito lo scarso successo ottenuto dal ricorso al riesame nel caso del Brunello.La massiccia presenza di Fiamme Gialle in questi giorni a Montepulciano, lascia presumere che l'indagine non si fermerà alle attuali aziende Vecchia Cantina e Gattavecchi.Dal momento in cui è stato imposto lo stop alle attività dagli inquirenti, è stato stipulato un accordo sindacale aziendale che ha garantito l'impiego dei dipendenti in attività interne straordinarie fino al 15 giugno, cioè domani che è domenica. A questo punto, la situazione si fa realmente difficile per i numerosi lavoratori di questa importante realtà che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie.Speriamo che, come troppo spesso accade, non siano loro a dover pagare per le eventuali scelte irresponsabili dei vertici.
Bibenda è una rivista di eccellente qualità grafica e di contenuti, ormai conosciuta da gran parte degli appassionati e professionisti di vino. Io sono abbonato sin dal primo numero, sebbene non sempre sia riuscito a trovare il tempo di leggerne tutti gli articoli pubblicati, che abbracciano tematiche diversificate passando dal vino al cibo, ai sigari, ai distillati, portandoci in viaggio verso la Champagne o la California. La rivista è edita da Bibenda Editore, casa fondata da Franco Ricci, personaggio di spicco che ha contribuito in modo determinante, con numerose iniziative, a diffondere la cultura enogastronomica nella capitale.Ma cos'è che dovrebbe spingervi ad acquistare, se non volete abbonarvi, il n. 28 di Bibenda appena uscito?Beh, di motivi ce ne sono davvero molti, ma uno svetta sicuramente su tutti, lo splendido articolo di Armando Castagno, palato finissimo e ottimo comunicatore, dedicato ad un vero colosso del vino italiano, Franco Biondi Santi, dal titolo assolutamente indovinato: "Fare Brunello per crederci". Armando ci accompagna nella genesi del mito partendo dal suo incontro con una vecchia edizione del catalogo Bolaffi dei vini d'Italia, uno stupefacente volume che ci riporta indietro di 44 anni, presentandoci un mondo enoico quasi dimenticato, con una sequenza di denominazioni pressoché scomparse, dal Doxi al Geierberg, dal Mesolone di Brusnengo al Saint Claude (un bianco da trebbiano e malvasia prodotto in bottiglia renana...).Come è giusto che sia, ci racconta della storia della famiglia, partendo da Giorgio Santi nel lontano 1746 per arrivare a Franco Biondi Santi. Non voglio dilungarmi nel descrivervi certamente in modo meno avvincente il contenuto dell'articolo di Armando, che invidio molto, visto che ha avuto l'onore e l'onere di effettuare, e descriverci in modo impeccabile, una mirabile degustazione verticale di ben 24 Brunello di Montalcino di Biondi Santi che va dal 2001 fino al mio anno di nascita, il 1955!Credetemi, basta già questo articolo, se non vi fate rodere dall'invidia, per acquistare la rivista (9 euro). Ma se siete particolarmente esigenti, basta che andate avanti a sfogliare le quasi 130 pagine corredate di splendide fotografie e prive di pubblicità, per rendervi conto che ci sono molte altre "leccornie" letterarie, come l'eccellente articolo di Franco Ziliani "Serralunga, struttura e longevità del Barolo". Il giornalista a tutti noto da tempo come "Franco tiratore", autore fra l'altro del blog Vino al vino, grande esperto e perdutamente innamorato delle Langhe e del nebbiolo, ci parla del Barolo "dal di dentro", partendo proprio dalla diversa composizione dei terreni che distingue Serralunga dagli altri comuni coinvolti nella produzione di questo magico vino. Come solo un grande conoscitore di questi luoghi straordinari può fare, Franco ci guida quasi fisicamente per i sentieri che sinuosamente ci portano alla meta, in un paesaggio costellato di vigneti, a volte scoscesi e ripidi, a volte a forma di anfiteatro, quasi a sentire il profumo di quella regale uva che è il nebbiolo. Segue poi una panoramica degustativa della migliore produzione di Serralunga, partendo da Dolcetto e Barbera d'Alba, per finire con quasi 40 fra Barolo 2004, 2003 e 2001.Ancora non vi basta? Sappiate allora che Massimo Billetto vi aprerà le porte sui migliori Barbaresco 2004, Luca Grippo ci parla dei vini della Costa Toscana e dei vini di Montefalco, Paolo Lauciani mette a nudo il grande produttore veneto Roberto Anselmi, Monica Coluccia ci inebria con le dolcezze di Langa, il noto enologo Donato Lanati ci spiega quanto sia importante la tracciabilità, Alessio Puntel ci fa conoscere lo Champagne di Beaufort, Giovanni Ascione ci ricorda che in Germania non si fa solo birra, ma ci sono regioni come Mosella, Saar, Ruwer e Nahe dove si fanno vini grandissimi. E ancora tante altre belle cose che, credo sia giusto scopriate da soli. Buona lettura!
E' sempre un piacere incontrare Claudio Loreti, vignaiolo da generazioni ma soprattutto per passione, costantemente alla cura dei suoi vigneti e della sua cantina. Una passeggiata scambiando quattro chiacchiere tra i filari dei vigneti siti...
L?azienda Cola Battista si trova ad Adro, in provincia di Brescia, una delle zone più vocate per la produzione di Franciacorta docg, ovvero il Metodo Classico italiano più famoso in Italia e al mondo. L?azienda è a conduzione familiare, attualmente sono Stefano e Battista (fondatore) i responsabili della cantina. Ho incontrato in cantina Stefano e ho visto grande serietà e passione per ?la sua Franciacorta?. Tutto è curato a partire dalla vigna dove viene fatto un diradamento che porta ad avere 2/3 KG per pianta.Mentre in vendemmia per ogni cassetta siamo sui 18/20 KG . Durante la vendemmia vengono portate le uve in cantina e messe in una pressa a polmone ad aria in maniera orizzontale. Così si estrae solo il succo. Inoltre c?è il controllo della pesatura direttamente nella pressa così da dare una resa massima al 62-63 % mentre il disciplinare prevede il 65%. Al momento del mio arrivo, in azienda si stanno caricando le pupitres con il millesimato Franciacorta docg 2004. Inizia così il momento finale prima della sboccatura che dovrebbe avvenire tra un mese. Dopo il successo del millesimato 2002 l?azienda Cola Battista si ripropone sul mercato. Nel 2003 non era stato fatto, ed è una cosa positiva che fa capire la serietà di un?azienda che punta alla qualità. Il millesimato deve essere fatto se l?annata lo permette mentre ormai è diventata quasi una consuetudine ma così si sminuisce il vero valore del millesimato.
Tornando al millesimato 2002, la rivista ?La Revue du vin de France ? (www.larvf.com) , una delle riviste che si occupano di vino tra le più famose al mondo, ha premiato questo vino come miglior Metodo Classico italiano. Nel numero dedicato ai migliori vini italiani per il Metodo Classico erano presenti 6 vini ( 4 del Franciacorta e 2 del Trentino ) e tra questi sono state messe: 1° Franciacorta Brut Millesimato docg 2002 ? Cola Battista 2° Franciacorta Gran Cuvèè Brut docg ? Bellavista 5° Ferrari Perlè Talento Trento doc ? Ferrari
Particolare aneddoto è che la rivista non ha chiesto i campioni, probabilmente le bottiglie sono state acquistate in enoteca o ristoranti. Inoltre l?azienda ha scoperto questo prestigioso riconoscimento da un turista che è arrivato con la rivista in mano. Queste sono situazioni in cui un produttore come Cola Battista è ripagato di tutti i sacrifici che un?azienda a conduzione familiare, di questo Terra dei Vini oramai si è fatta promotrice e punto di riferimento, deve svolgere per essere considerato. Il giornalista stesso si stupisce di come non aveva mai assaggiato il Franciacorta di Cola. Questo succede tanto nel mio Piemonte quanto nel resto d?Italia. Spesso nelle enoteche e nei ristoranti gli appassionati trovano sempre i soliti nomi, le solite aziende. Le aziende che hanno la potenza di comunicare avendo ufficio stampa e fondi per investire in pubblicità e comunicazione massicciamente sono presenti ovunque. Questo premio l?ho cercato di vedere anche un po? come la rivincita delle aziende a conduzione familiare contro i grandi nomi, un po? come Davide contro Golia. Nell cantina , zona stoccaggio, l?azienda ha attualmente 3 annate con circa 100.000 bottiglie di bollicine . L?azienda sta aumentando anche la produzione di bollicine infatti molti ettari attualmente coltivati per ottenere Terre di Franciacorta si stanno convertendo in vigneti per le bollicine. Questo permetterà in futuro di produrre fino a 40.000 bottiglie all?anno. Gli altri vini prodotti dall?azienda sono: ? Franciacorta Brut docg ? Franciacorta Saten docg Il Saten viene fatto con un vino base ottenuto in 1° fermentazione con il 30% dalla barriques e 70% da acciaio. (12 euro la bottiglia). Il Brut è il vino maggiormente prodotto, un?ottima bollicina ad un prezzo sui 11 euro ( veramente un?affare).
Veniamo alla perla dell?azienda Cola Battista ovvero il Millesimato docg 2002 premiato come già detto dalla rivista francese ?Revue Vins du France? . Ho avuto l?onore di assaggiare l?ultima bottiglia di questo grande Millesimato con sboccatura 2° semestre del 2006. Lo definirei brillante con un colore giallo dorato. Le bollicine sono fini e persistenti Al naso è intenso con profumi evoluti, note forti di lievito e di miele. In bocca le bollicine sono morbide e la loro finezza è molto piacevole al palato. Presenta una buona acidità con un equilibrio gusto-olfattivo riuscito in pieno. Davvero un grande vino, uno tra i più buoni che abbia venuto. Grazie a Stefano per questo emozionante momento che mi ha concesso. Il vino viene fatto con 100% Chardonnay. La prima fermentazione avviene per l'11% in botte di rovere francese di 300 litri. Creata da una ditta selezionata che si pone a metà tra barrique e tonneaux. Il restante 89% in acciaio. Così nasce un Satèn equilibrato e piacevole senza essere ruffiano come spesso ormai accade.
Speriamo di incontrare ancora Stefano e i suoi vini magari per la presentazione del Millesimato 2004 Franciacorta docg quando ci sarà la sboccatura tra un mese. Azienda Agricola Cola Battista via indipendenza, 3 25030 Adro (Bs) Tel.030-7356195 www.colabattista.it info@colabattista.it
Quando una settimana fà ho scritto ?[BDC] Gran Tour dei Vigneti? avevo detto che la parte migliore del racconto doveva ancora venire. In effetti è stato sofferto come parto visto i miei diversi impegni e la mancanza di un computer a casa su cui fare affidamento. Arrivo all?ultimo GPM della giornata, comincio la discesa. Stavo bene, [...]
[BDC] Gran Tour dei Vigneti Pubblicato da innovatel su Giugno 25, 2008 Domenica 22 giugno ho corso e partecipato al ?Gran Tour Dei Vigneti? in quel di Casteggio in provincia di Pavia. Ho saputo di questa manifestazione da parte di un mio Amico e devo dire è stata davvero bello viverla! I percorsi erano due. La MedioFondo da 92Km e qualcosina (di...
Sabato 24 e domenica 25 maggio si svolge la oramai classica ?Cantine aperte?. Le cantine di tutta la regione Veneto che aderiscono al Movimento Turismo del Vino, aprono le porte a chiunque voglia fare una visita, cogliere l?occasione per una buona e sana degustazione, capire qualcosa di più su questo importantissimo prodotto della nostra terra. Un...
Ripubblico il post, misteri di Type pad, pubblicato lunedì e misteriosamente scomparso. Le necessità della casa incombono: dedicarmi alle pulizie non èil massimo ma è necessario nche perchè la persona che mi rigoverna la casa è ammalata. E' una giovane donna, minuta nel fisico con gli occhi azzurri e riservata nel modo tipico dei friulani ed altr...
Penso spesso. Penso cosi tanto, che certe volte mi estraneo dalla persona che mi circondano. A volte ho la sensazione di uscire dal mio corpo, di guardare in un altro modo quell?istante, di...Leggi ancora | Pubblicato da Redsunset | Commenti (12) Tags: vigneti selvatici
La vendemmia, che viene effettuata dal 20 settembre a fine ottobre a seconda del tipo di vitigno e dell?annata, viene eseguita manualmente e ogni grappolo è accuratamente controllato e selezionato in vigna. The harvest is done by hand, each bunch is controlled and selected in the vineyards.
Durante il periodo di crescita il numero di grappoli su ogni vite viene controllato più volte e l?eccesso viene tolto (vendemmia verde). Al momento le viti sono ancora giovani e possono portare a maturazione circa 500 grammi di uva a pianta. During the growing period the number of bunchs of grapes on the vines is controlled on numerous occas...
I tubi di protezione servono per creare all?interno un microclima favorevole alla crescita delle piante, inoltre proteggono le viti durante i lavori che vengono eseguiti in vigna. I sassi che riaffiorano dal terreno vengono rastrellati e macinati da una speciale macchina una volta l?anno. Zappatura manuale intorno alle piante. The plant...
Impianto dei pali in castagno. Piantumazione delle nuove barbatelle. Sistema di allevamento: alberello a candelabro. Piante di 2 mesi. Installing the poles, having just planted the new vines, and the new plants at 2 months old.
2002 - scasso e rastrellamento del terreno per la messa a dimora delle nuove vigne. Preparing the land for planting the new vineyards in 2002 including removal of the rocks.
La vecchia vigna è stata piantata circa 40 anni fa. Nel 1995 le viti di uva bianca sono state innestate con Merlot e Cabernet Sauvignon. Nel 2006 il 95% è stato estirpato in quanto è iniziata la produzione delle nuove vigne. The original vineyards planted about 40 years ago. In 1995 the white grape plants were grafted with Merlot and Caber...
Foto panoramica dei vigneti dell?Azienda agricola ?La casa di Bricciano?. Le vigne nuove (al centro) sono state piantate nel 2003 (1,8 ettari) e la vecchia vigna (sulla destra) risale a circa 40 anni fa (0,5 ettari). Panoramic view of Azienda agricola ?La casa di Bricciano??s vineyards . The big central area of vineyards (1,8 hectares) was pla...
Oggi sul portale di promozione turistica dell'Oltrepò Pavese sulle google maps OltrepEAT abbiamo aggiunto la proposta per i week-end di Aprile e Maggio dell'Agriturismo Piccolo Bacco dei Quaroni: Camminata nei vigneti dell? Oltrepo Pavese Ore 10.00: Ritrovo in cantina e colazione di benvenuto con crostate e torta di meleCamminata nei vigneti- dalla...
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Vino: cantina di Castelnuovo del Garda 18 Aprile 2008 La Cantina di Castelnuovo del Garda conta ora nuove etichette. Fra le colline moreniche che sovrastano il lago di Garda nell?area sud-est, avviene la produzione dei vini come il Bardolino, il Bardolino Chiaretto, il Bardolino Superiore (primo rosso Docg del Veneto), il Lugana e il Bianco...
La provincia di Treviso: l?area di Treviso fu abitata dall?epoca del bronzo (stazioni lungo il fiume Sile a sud della città), il romano Tarvisium, ascritto alla tribù Claudia, diventa "municipium" in un?età compresa tra il 49 a.C., data della concessione della cittadinanza, e il I sec. d.C. La centuriazione di Treviso occupava l?alta pianura a nor...
Attività economiche di Ischia Aprile 2nd, 2008 redatto da Fabio Distante La principale attivita? economica di Ischia e? senza dubbio il turismo, che la tiene impegnata da aprile a settembre con punte massime di affluenza nei mesi di luglio ed agosto. I visitatori sono attratti dalle bellezze naturali dell?isola, ma questa deve la sua fama es...
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