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Mondo Di Vino
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[05/17/2008, 17:29] Robert Mondavi, 1913-2008
Un italiano che ha fatto conoscere il vino agli americani. O un genio del marketing, un businessman ancor prima che un vignaiolo. Queste sono solo una piccola parte delle definizioni della ricca e complessa testimonianza della vita di Robert Mondavi,...
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[05/20/2008, 14:40] La noce moscata

Vien de NusQuanti di voi usano la noce moscata? Io spesso, o almeno ogni volta penso possa starci bene. Questa adorabile spezia mi sembra che spesso sia utilizzata solo nelle solite ricette: quando si fa la besciamella, in alcuni dolci oppure quando si fanno le polpette o i tortellini.

Questa spezia originaria dell’Indonesia, con il suo inebriante profumo dovuto alla presenza di un olio aromatico, può donare ai cibi delle note veramente particolari.

Una ricettina veloce, in cui la noce moscata dà un notevole contributo in termini di esperienza olfattiva è il mango nello stagno. Si taglia il mango a pezzi non troppo piccoli, lo si mette in una ciotola e gli si versa sopra una parte di aperol, una di ginger ed infine si grattuccia a piacere (io tendo ad abbondare) la noce moscata.

Se mentre preparate questa simpatica e voloce, oltre che gustosissima, ricetta avete degli amici con voi, farete una magnifica figura se macinerete la noce moscata con un macinino professionale molto carino. Penseranno che siete dei veri cuochi :p Provare per credere!

Sto parlando del macina noce moscata della Ad Hoc, che potete acquistare su Granshop.it.

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[01/01/1970, 02:00] Fideuà di carne
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[06/17/2008, 18:16] Premio Veronelli 2008: nomination per il Long Lever

Vien de Nus

Premio Veronelli terza edizione: mercoledì 18 giugno al Teatro Angelicum di Milano alle 16.30 verranno svelati i nomi dei vincitori di quest'anno delle ben 16 categorie.

I riconoscimenti sono destinati ai migliori Operatori internazionali - Comunicatori e Tecnici - dell'enogastronomia: ma più dei premi conta l'intenzione, quella di onorare la memoria di Luigi Veronelli, scrittore/giornalista e critico, grande uomo di "cultura materiale", ma non solo: io l'ho conosciuto e ho lavorato con lui, e so che era capace di grandi slanci verso le persone come verso le cose, i prodotti, i paesaggi, le opere d'ingegno.

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[01/01/1970, 01:00] Sinergia per la comunicazione
Comunicare meglio, adesso

Sempre sul tema delle 'pr e comunicazione', vorrei segnalarvi un'interessante sinergia nata tra me e VinoClic (concessionaria di pubblicità on line), per permettere alle aziende del w&f di 'approcciare' ad una programmazione in ambito comunicazione.

E' nato questo progetto di comunicazione integrata per la piccola e media impresa che unisce le forze, le competenze e le esperienze acquisite in anni di lavoro nel campo della comunicazione e delle pubbliche relazioni, dell?editoria, dell?advertising online e dell?organizzazione eventi.


Abbiamo elaborato una serie di pacchetti per ?comunicare meglio?, facili e chiavi in mano, che non hanno certo la presunzione di essere definitivi ma che già consentono un primo approccio a strumenti di comunicazione professionali con un investimento non impegnativo (o quasi).


Partendo da un?offerta base, in grado di sopperire alle primarie necessità di comunicazione, è possibile scegliere il grado di coinvolgimento e di collaborazione sinergica che si desidera attuare fino a giungere ad un vero e proprio lavoro fianco a fianco con l'azienda in grado di rinnovare e ristrutturare completamente il linguaggio i modi e le tecniche di comunicazione aggiornandole al web 2.0, alla conversazione e al confronto.


I singoli pacchetti sono stati pensati per svilupparsi almeno nell'arco di almeno 9/12 mesi, periodo per avere qualche riscontro a livello di visibilità e consolidamento dell'immagine aziendale. Abbiamo quindi elaborato tre tipologie di offerte, tutte caratterizzate dal fatto di comprendere una campagna pubblicitaria on line e attività di ufficio stampa.


I 'pacchetti' sono stati elaborati, pensando alle esigenze delle aziende agricole che gravitano intorno alla community Vinix


Spero che questa sinergia possa aiutare a comprendere, concretamente, come si possa sviluppare un progetto di comunicazione.

Il link al progetto: sinergia



Sinergia per la comunicazione ?basic? (500 € / mese + iva)

Pubblicità on line e press office


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  • Aggiornamento mensile contenuti (sito, news, blog,.. ): un aggiornamento a scelta tra uno degli spazi

  • Monitoraggio della popularity, monitoraggio page rank, monitoraggio del sentiment, verifica utilizzo del marchio, monitoraggio dei risultati e reporting: trimestrali

  • Rassegna stampa, on line: mensile

  • Mailing presentazione giornalisti

  • Individuazione attività promozionali

  • Cura pratiche invio campionature oli/vini a TigullioVino.it

  • Pubblicazione risultati degustazione su TigullioVino.it

  • Piano Pro su Vinix

  • Pubblicità 250 click sul network VinoClic (circa cinquanta siti e blog wine & food italiani ed esteri)



Sinergia per la comunicazione ?midi? (1.000 € / mese + iva)

Pubblicità on line, press office & digital pr


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  • Costruzione di relazioni per conto dell'azienda sul Social Network Vinix

  • Segnalazione altri siti con cui interagire gratis per aumentare il proprio
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Sinergia per la comunicazione ?pro? (1.500 € / mese + iva)

Pubblicità, press office, on/off-line pr e strategia


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  • Individuazione finanziamenti

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[01/01/1970, 02:00] Fine
No, non è paura e neppure viltà. È stanchezza. Mi sono stancato. E chiudo. Chiudo questo blog (senza cancellare nulla, ci mancherebbe!) Come dice il mio amico Nick Tambone chi scrive su un blog lo fa per passione, senza...
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[05/16/2008, 02:20] Terroir Vino, meno 30.


Vien de Nus

Manca 1 mese a "Terroir Vino", la Quarta Edizione di TigullioVino.it Meeting. Terminata la fase della raccolta adesioni e della parte più importante della comunicazione (insieme a mia moglie - spettatrice un po' incredula mia figlia di 11 mesi - abbiamo appena finito di stampare e imbustare qualcosa come 8.000 buste con invito che partiranno verso la fine di maggio per raggiungere giornalisti, blogger, ristoratori, enotecari, blogger, importatori, distributori, ecc. di tutta la penisola), si avvicina ora la fase forse più delicata del lavoro, il momento più intenso, quello dell'arrivo delle campionature vini: centinaia e centinaia di colli di vino da tutta Italia da controllare, movimentare e far trovare nella posizione giusta, possibilmente in fresco, agli espositori di Terroir Vino. Con il trucco però, che il magazzino lo hai da una parte e il luogo dell'evento dall'altra, altrimenti è troppo semplice.

Nel frattempo ci sono da rincorrere (!) tutti i fornitori, bisogna tenerli pressati chiamarli di continuo perché, parrà strano, ma sono sempre loro che fanno un favore a te e mai il contrario. Leggo e rileggo la lista delle cose da fare molto grezzamente salvata su un piccolo file di testo salvato nella cartellina "meeting 2008" sul desktop del mio nuovo e già usuratissimo pc e mi rendo conto che a soli 30 giorni dalla partenza ci sono ancora moltissime cose da fare e da ricordare. Metto, tolgo e rimetto con maniacale ossessione, una o più "x" di fianco a cose considerate ok e poi da rivedere o da ricontrollare o da accertare. Sono un ansioso. Meglio così da un lato.

Preparate le 8000 buste uno dice, ora basta, ci siamo. Macché. Parti con i portabadge, uno per uno qualche migliaia e finita una scatola da 50 ti guardi e passi a quella successiva, senza fiatare che non sai mai se te ne serviranno 3 o 3000. Poi le sciocchezze: il pane, la focaccia, i grissini il nastro divisorio, le piantane, i segnaposto ma si fa per dire che se poi mancano..

I giochi più rilassanti per me sono le realizzazioni grafiche. Biglietti, banner, catelloni, portabadge, cataloghi, ecc., tutti i progetti grafici, piacciano o non piacciano me li faccio da me almeno poi non mi incazzo col tipografo se fanno schifo.

La cosa che generalmente mi crea più ansia sono gli allestimenti, un po' perché li devi fare il giorno prima - e ancora grazie - e un po' perché in quel tempo determinato tutto deve andare liscio come l'olio, nessun intoppo è contemplabile, non devi esserti dimenticato niente (nel nostro caso, tra l'altro, "il giorno prima" è domenica e solitamente non c'è spazio per esclamazioni del tipo "oh bella, dove sono questi 7 tavoli che mancano ?"). Quest'anno forse la concitazione è ancora più intensa: un po' perché 134 aziende sono circa 1/3 in più dell'anno scorso, un po' perché abbiamo usato ogni centimetro degli spazi delle due sale grandi del Ducale e se cominci a metter giù male il primo tavolo non arriverai mai in fondo ma soprattutto perché questo spostamento a Genova è tutta una scommessa e non sapremo mai come sarà andata se non quando sarà troppo tardi per correre agli eventuali ripari. In questi casi meglio essere ottimisti.

Tovaglie, tovaglioli, sputacchiere, portaghiaccio... il ghiaccio ! Trenta quintali di ghiaccio o, se preferite, tre tonnellate. Basteranno ? Me lo auguro Santa Cunegonda anche se quest'anno tra le simpatie logistiche non c'è l'acqua. L'acqua ! Quindi niente macchine del ghiaccio. Quindi contare sul proprio occhio. Punto. Speriamo di vederci bene almeno. Mi restano da organizzare i due gruppi di ragazzi per la movimentazione vini e per il servizio in sala ma direi che siamo a buon punto.

Domani inizierò il tour locandine. Nei w-e praticamente prendo in ostaggio un fratello, un cugino, un amico stretto e legato su moto o motorino ci si avvia, porta a porta, presso i locali più "vinosi" della Riviera e di Genova. E' una cosa di contorno, non è questa la comunicazione ma vederle appese appaga quel non so che di ego ipertrofico che è in ognuno di noi.

E poi l'attesa.
Di solito è un'alba fresca quella della mattina del meeting. Mi sveglio di buon ora, intorno alle 5,30 perché tanto sono sveglio dalla sera prima, non prendo quasi mai sonno. Guardo alla finestra e parto, andandomi a giocare il lavoro di 7/8 mesi in una manciata di ore. Sempre col sorriso però perché è una festa ogni anno più bella. Dedico un abbraccio enorme a tutti coloro che mi hanno dato una mano - materiale o morale - e vi aspetto a Genova insieme ai 134 mitici protagonisti di questa artigiana festosa avvenutura, anche per dare un volto alle migliaia di persone incontrate e conosciute online durante la restante parte dell'anno.

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[06/10/2008, 17:30] Quesito per fiorentini: di chi è questo lampredotto?


Rivolgo la domanda ai miei lettori fiorentini, e a chiunque sappia la risposta. Riconoscete il banchetto di lampredotto ritratto in questo video ripreso da un turista? La mia non è una domanda retorica, non è la domanda di chi sa già la risposta. Io non lo so. Per questo chiedo a voi se riconoscete il trippaio (anzi, la trippaia). Fatevi sotto.

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[01/15/2007, 00:37] LA D.O.C. SAVUTO SUPERIORE. UNA BELLA PAGINA DI STORIA CONTADINA. UNA BUONA SPERANZA PER IL FUTURO.


Alcuni mesi or sono avevo scritto un post sui vitivinicoltori calabresi, basato su alcune mie esperienze, non molto favorevoli, incontrate nella fase di reperimento delle informazioni necessarie alla stesura dei miei articoli. Ma fortunatemante, anche in quellaVien de Nus bella regione italiana, qualcosa va mutando in meglio ed alcuni giovani produttori non ci stanno ad assogettarsi all'immobilismo atavico che attanaglia il Sud della nostra cara penisola. Nello svolgimento del mio lavoro di blogger mi sono imbattuto in un produttore abile nella realizzazione di prodotti di eccellenza e con la grande motivazione di fare conoscere i propri vini, dei quali può e deve essere orgoglioso. Ed ho così scoperto il Savuto Superiore D.O.C., prodotto dall'Azienda Vitivinicola Colacino di Rogliano (CS).

Avendo fatto uno studio preliminare del disciplinare di produzione di questa D.O.C., mi sono subito avveduto del fatto che il testo legislativo, ben fatto e rispettoso delle consuetudine locale, registra con insolita puntualità quello che avviene nelle realtà mediterranee ed in Calabria in particolare.

Il Mediterraneo è poesia. Differenze e uniformità si intersecano e si disgiungono, in un disegno superiore e perfetto nel suo caos. In tutti le regioni maggiormente integrate in questa realtà, esiste un orgoglio del viticoltore, avente come caratteristica il collezionare ed armonizzare le uve maggiormente rappresentative dei territori, favorendo nei secoli la conservazione della biodiversità varietale. L'arte di questi viticoltori consisteva nel ricavare, da questo mosaico di colori, dei vini capaci di deliziare il palato, rendere allegre le serate e più sincere e franche le conversazioni.

Vien de NusSfido chiunque a visitare tutte le contrade della Calabria, del Peloponneso, della Sicilia, della Dalmazia, di Creta o dell'Anatolia, riuscendo a trovare un solo piccolo viticoltore tradizionale ed "incontaminato" che coltivi e vinifichi solo vitigni in purezza. Le coltivazioni polivarietali erano animate dalla curiosità del viticultore ed anche da una razionalità agronomica, finalizzata a valorizzare le diverse vulnerabilità alle avversità atmosferiche e patologiche. Anche nelle annate peggiori era necessario produrre almeno un pò di vino!!

Le cultivar di vite presenti in Calabria sono molte e di gran pregio e, tra queste, non possiamo non menzionare il magliocco canino, il greco nero ed il gaglioppo. Il Savuto Superiore D.O.C. viene realizzato dall'Azienda Vitivinicola Colacino con la denominazione commerciale "Britto" e presenta tutte le caratteristiche della vitivinicoltura tradizionale calabrese. Viene realizzato con un uvaggio molto ricco, la cui peculiarità mi invita ad elencare tutte le cultivar che vi sono presenti: Gaglioppo, Greco Nero, Nerello Cappuccio, Magliocco CanVien de Nusino, Sangiovese, Malvasia Bianca, Pecorino. Un vero e tradizionale connubio, nel quale rientrano anche varietà a bacca bianca.

Il "Britto" è ottenuto da una attenta scelta di uve prodotte in vigneti collinari, allevati ad alberello, appartenenti alle cultivar sopra elencate. Questo vino si presenta con un bel colore rosso rubino, dai riflessi granati. Il profumo ricorda molto il frutto d'uva e può ricordare in qualche aspetto la liquirizia. Il sapore è rotondo e gradevolmente speziato, con una nota di freschezza caratteristica.
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Gli abbinamenti consigliati dalla casa madre sono quelli classici dei grandi rossi, ovvero, arrosti, cacciagione e selvaggina. Sono abbinamenti sicuramente indovinati ma, assaggiandolo, ho subito pensato che un ottimo accostamento poteva essere realizzato con un piatto tipico dell'Italia Settentrionale: il baccalà con la polenta. Un ottimo modo di prepararlo è quello doviziosamente descritto dal post di Venere in Cucina.

Il prezzo?? Si può acquistare in enoteca ad un costo di circa 12 euri. Un prezzo giusto per un prodotto davvero valido, un necessario riconoscimento per un Mezzogiorno che non ci sta ad essere cenerentola.

Allora cosa dire?? Buona Salute a Tutti!! Pierluigi Salvatore.

NELLE FOTO: GRAPPOLO DI CULTIVAR GAGLIOPPO, TRATTO DELLA COSTA CALABRESE, IMMAGINE INVERNALE DELLA SILA, BOTTIGLIA DI BRITTO COLACINO.



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[06/13/2008, 07:16] Headlines & Quotes ~ Interns & Avatars
Vien de NusExcuse me, but I have just had one of the best food and wine combinations of the year. I was out with friends to an outdoor concert with picnic food. They brought fried chicken and I brought a bottle of Pio Cesare Arneis. Holy Mother of God, was that a match made in Heaven. Give it a try sometime, no kidding. OK, back to business.

This was the week I was quoted but this wasn?t the week my ?deal? came through, whatever that is ?sposed to mean. Anyway, it?s Friday the 13th, so I thought a little ?spoof? would be a fun way to end the week.


Vien de NusAll kidding aside, there were a few notable quotes from a local mag and a Houston paper. Earlier in the week I got an email about a wine blogger conference in Sonoma in October. The day before I was invited to participate in a series of Italian seminars across the country, sponsored by the Italian Trade Commission. We shall see.

Vien de NusVien de NusPress is good ? Sales is mo? bettah. And this week I have been pounding the pavement, like I promised. With more to come. Austin, Houston, I?s a comin?.

About my Intern-Avatars. Here in flyover country we need ways to help us carry the message and I am in the throes of trying to decide which new Intern-Avatar I should choose. We have narrowed it down to two.

Vien de NusThe hottie and the nerd.

Vien de Nus
I?m kind of leaning toward the nerd, as she seems to have a better sense of her place in the world. And it seems she has a more timeless design sense. Of course she can be a little blasé. Please feel free to comment.

These are not a real people. This is not a real post. Except for the quotes. They are real.

So were the chicken and the Arneis.

Vien de NusOK, back to business.


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[06/23/2008, 21:00] Produzione e consumi mondiali di vino nel 2007 ? fonte: OIV

[English translation at the end of the document]

Fonte: OIV
Facendo leva sulle ultime pubblicazioni di OIV riguardiamo all?equilibrio del mercato del vino a livello mondiale e di macroregioni. Conclusione: il forte decremento di produzione degli ultimi 12 mesi, sia in Australia (-4m/hl nel 2007) che nei maggiori paesi Europei (circa -18m/hl tra Italia, Francia e Spagna) ha portato a un repentino riequilibrio del mercato mondiale, stimato da OIV a 267m/hl (rispetto ai 300m/hl di picco del 2004) contro un consumo ?umano? di circa 240m/hl (che ha pero? intrapreso un timido percorso di crescita) e circa 30m/hl che OIV stima come consumo ?industriale? per i prodotti derivati del vino. Come vedete dal primo grafico, quindi, secondo OIV nel 2007 il settore mondiale del vino ha incominciato a intaccare le riserve di alcol per soddisfare le richieste di produzione di prodotti derivati, dato che nel 2007 mancherebbero all?appello circa 10m/hl. Il tutto avviene in uno scenario di graduale riduzione del vigneto europeo (che ha perso circa 300k/ha dal 2000 al 2007), compensato dalla forte crescita nel resto del mondo: secondo OIV il vigneto mondiale (sia per il vino che per l?uva sultanina e da tavola) si e? attestato a 7900 ettari.

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(more…)

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[01/01/1970, 02:00] Laghi DiVini: festival di vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani
Quale migliore occasione, con l'approssimarsi dell'estate (che speriamo non ci dia le stesse delusioni della primavera), di una bella puntata al lago di Bracciano, dove potrete divertirvi a noleggiare una piccola imbarcazione se siete appassionati di vela, oppure godervi semplicemente la tintarella, o ancora andare a visitare lo splendido Castello Orsini del comune omonimo?Ma c'è una ragione in più per andare a meno di 60 km a nord di Roma, l'evento LAGHIDIVINI, Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani, che si svolgerà nello splendido Complesso conventuale di Santa Maria Novella dal 20 al 22 giugno.La manifestazione è ideata da Epulae Bracciano, un'associazione culturale con finalità di promozione della cultura enogastronomica, che si propone di valorizzare i vini prodotti nei territori lacustri, favorendone la conoscenza e l'apprezzamento, ma anche per divulgare e valorizzare un patrimonio di grande valore: i laghi. Sono infatti coinvolte ben 15 località, dall'Alto Adige alla Sicilia, e più di cinquanta aziende vitivinicole le cui produzioni insistono nelle vicinanze dei territori lacustri. Banchi d'assaggio, conferenze, seminari, mostre, concorsi, concerti, proiezioni di film e filmati, cene, degustazioni guidate e laboratori in tema.le degustazioni si svolgeranno nell'apposito banco d'assaggio suddiviso in settori, uno per ogni lago, presso il cinquecentesco Chiostro degli Agostiniani. Non mancheranno, ovviamente, cene con menu a base di pesce di acqua dolce, laboratori e degustazioni guidate di prodotti enogastronomici di eccellenza e, inoltre, proiezioni di film e filmati, seminari, conferenze, mostre, concorsi e concerti in tema.L'ingresso alla manifestazione è libero. Per partecipare alle attività di degustazione è richiesto un contributo di 5 euro, che dà diritto a un bicchiere da degustazione, tracollina, brochure ed alla possibilità di partecipare a tutte le degustazioni ed eventi in programma nella giornata.Per ulteriori informazioni sul programma e su come raggiungere la località laziale:http://www.laghidivini.it/
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[04/30/2008, 16:00] Mangia tanti grassi e vivrai sano: lo ha detto il dottore

Riporto un pezzo di un post di Andrea Lanini:

I prodotti ?light? in realtà sono ?heavy?. I cibi scremati e sgrassati sono deleteri. Volete galleggiare nell?aria come le divine creature degli spot? E mantenere il cuore e le analisi in ordine? E dunque vivere sani e forti, allegri e aitanti, vispi e scattanti? Allora mangiate cibi grassi. Ma certo, proprio quelli: burro, uova, pancetta, pane, strutto. E formaggi (eccellenti quelli di pecora e di capra), carni (salutare quella di maiale).
Come pure olio extravergine a volontà. Il lardo di Colonnata a colazione è la ciliegina sulla torta (possibilmente alla panna). Se non ci credete, se vi sembra strano, o troppo bello per essere vero, provate a chiedere al dottor Francesco Perugini Billi.
Nel suo libro, “Mangia grasso e vivi bene“, a grande richiesta recentemente ristampato da Edizioni Junior, spiega i perché e i percome. Dimostrando tutto scientificamente, dati alla mano.

Fermo restando che i cibi light spesso sono light solo nel nome, mi sembra - da ignorante in materia e amante dei cibi grassi - più una provocazione che altro… Però incuriosisce Vien de Nus

Piccola nota finale: vorrei incorniciare il commento di Roberto e lo riporto pari pari.

Certo che mangiare cadaveri sia sano: lo è sempre stato e sempre lo sarà!
Per milioni di anni l?uomo ha cacciato animali per sè e la propria specie, è il ciclo della vita. Poi ha scoperto il fuoco e di conseguenza come rendere più appetitose le prede cacciate, poi ha scoperto il sale e come mantenerle a lungo come scorta per gli inverni quando cacciare diventava più difficile e gli animali cadevano in letargo.
Non c?è niente di più bello che variegare la propria dieta: amo tantissimo qualsiasi verdura che consumo in gran quantità ogni giorno ma non saprei resistere ad una bella fiorentina arrostita sulle braci d?olivo come faceva mia nonna. Il castrato col suo grasso bruciacchiato e croccante tutt?attorno è qualcosa che ci arriva direttamente dal paradiso e il solo profumo, da lontano, delle carni alla brace è il più sublime degli inviti. Perchè rinunciare ai tortellini che mia madre fa ancora a mano uno a uno nel brodo di cappone? E il salame, la lonza, il prosciutto, la mortadella? che meravigliosi panini che mi ricordano quand?ero bambino ma oggi, con lo stesso piacere, mi riconducono ai miei giovedì sera con gli stessi amici da 30 anni. Da ragazzo in campagna ho visto tante volte uccidere i polli, i conigli, portavo col nonno le mucche al macello: tante brave bestie che si sono sacrificate per noi e che noi celebriamo con gran rispetto sulle nostre tavole. Non potrei mai immaginarmi senza gli arrosticini al paese, non riuscirei ad andare in giro per l?Emilia senza assaggiare lasagne e cannelloni, nelle Marche senza il Ciauscolo e le salcicce, oppure in Umbria senza tutta quella norcineria? Ma pure le verdure si intristiscono, sono monche senza qualcosa cui accompagnarle degnamente: impossibile immaginare insalate, asparagi, cicorie, carciofi senza vicino una scaloppina, del pollo, una braciola, dell?affettato?
Parlate, o ammiccate, spesso al sesso ma com?è possibile una notte d?amore dopo aver mangiato una insalata scondita e bevuto acqua di rubinetto? E quale donna o uomo può mai accendere l?eros in mezzo a tanta banalità? Dovremmo tutti imparare a godere di più: l?ideale, per chi ne fosse capace, sarebbe giusto un poco di equilibrio.
Quand?ero a Roma ricordo le scorpacciate di pajata, coda alla vaccinara, le animelle, le interiore d?agnello fritte? Non mi sono mai drogato in vita mia, né mai succederà, perchè al mondo non c?è niente di più grande, di più bello che una bella mangiata di carne con le mani e di un vino generoso in compagnia di una donna appassionata.

Chapeau!

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[06/01/2008, 14:34] Cena relax del dopo-meeting, ci sarai ?

Vien de Nus

Quest'anno - prenotando per tempo - sarà possibile partecipare alla serata dopo-meeting che abbiamo organizzato insieme al ristornate "Le Terrazze del Ducale" che si trova proprio sul tetto di Palazzo Ducale, comodo comodo, in modo che dopo il meeting per salire al ristorante sarà sufficiente una rampa di scale o un piano di ascensore.

Gli espositori che si fermeranno anche dopo la manifestazione avranno la possibilità di portare con sé una o più bottiglie alla cena. In questo modo potremo continuare a degustare molti dei vini proposti durante la giornata e contemporaneamente siamo riusciti a contrattare con il ristorante un prezzo abbordabile per tutti (20,00 euro p.p.). Alcuni produttori, poi, ci metteranno le loro bollicine.

Sarà una cena leggera, informale, seduti, a base di focaccia al formaggio, trofiette al pesto, piccoli antipasti della tradizione ligure e dessert, con open bar a disposizione a pagamento fino alle ore 02.00 circa. TigullioVino.it - logistica permettendo - ci metterà anche la musica jazz dal vivo. Il costo per una persona è di 20 euro, fino ad esaurimento posti. La prenotazione, che invitiamo caldamente a fare solo per un numero di persone che si ritiene parteciperanno con certezza, va effettuata direttamente al ristorante Le Terrazze del Ducale (Tel. 010 588 600) tassativamente entro il 12 giugno 2008. Solo in caso di bel tempo ed eventuale disponibilità di posti residui, il ristorante potrà valutare la possibilità di accogliere ulteriori prenotazioni anche il giorno stesso dell'evento.


Per tutti i dettagli sulla manifestazione :
http://meeting.tigulliovino.it

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[03/21/2008, 12:42] Terroir Vino e qualche dritta
E' stata resa nota la lista (quasi) definitiva dei partecipanti al prossimo meeting di Tigulliovino, che si terrà il 16 giugno a Genova, nello splendido scenario del Palazzo Ducale, e che avrà come tema conduttore il binomio terroir-vino.
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[06/15/2008, 22:11] L'AcquaBuona anno X
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[01/01/1970, 01:00] Barolo 2004: una splendida comunione fra presente e futuro (II parte: La Morra, Verduno, Monforte e Serralunga)
La Morra Come avevo già premesso, questo comune non ha offerto complessivamente grandi risultati, vuoi anche per un'interpretazione del Barolo da parte di alcuni produttori che risente ancora di quella scuola modernista che non ha avuto sempre esiti esaltanti, soprattutto perché ha spinto in una direzione che ha finito con l'uniformare questi vini...
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[05/19/2008, 17:14] Ricetta delle Crêpes

La crêpe è una antica ricetta francese fatta con pochi e semplici ingredienti come farina, uova, latte, sale, zucchero e burro. È un preparato squisito sia salato sia dolce (in questo secondo caso, si aggiunge agli ingredienti anche la vanillina).

Vediamo la ricetta per fare le crêpes. In successivi articoli la useremo per alcune delizie. Considerate però che questa ricetta delle crêpes semplici, senza prevedere alcun ingrediente con il quale farcirle, potrebbe subire qualche lieve modifica in fase di preparazione. La cosa bella è che, una volta capita la procedura per fare le crêpes, l’unico requisito richiesto è la fantasia.

Ingredienti:
250 gr di farina
500 ml di latte
sale q.b.
burro q.b. (circa 50 gr dovrebbero bastare)

Preparazione:
in una coppa ampia e con bordi sufficientemente alti, mettete 250 gr di farina, un pizzico di sale e mezzo litro di latte. Mescolare accuratamente finché non ottenete un composto assolutamente fluido e privo di grumi. Potete aiutarvi con un frullatore ad immersione o una frusta, se preferite. A parte, sbattete per bene 3 uova e unitele poi all’impasto precedente. Mescolare ancora con cura e lasciar riposare la pastella per almeno mezz’ora.

Prendete un padellino antiaderente con bordi molto bassi e mettetelo sul fuoco con fiamma abbastanza bassa. Mettete un po’ di burro a fondere e poi versate un mestolo di pastella (o comunque la quantità di pastella sufficiente per riuscire giusto a ricoprire tutto il fondo della padella). Distribuitela su tutta la base della padella e lasciate per qualche minuto a cuocere. Quando il lato della crêpe sarà dorato, giratela e fatela cuocere anche sull’altro lato.

Ripetete l’operazione per ciascuna crêpe aggiungendo sempre un po’ di burro nel padellino (con le quantità di ingredienti qui riportate verranno fuori all’incirca una dozzina di crêpes - dipende ovviamente anche dalla dimensione della padella).

A questo punto, le crêpes sono pronte. Sul cosa farci di preciso, vediamo nei prossimi giorni di dare alcuni suggerimenti, sia per crêpes salate sia per crêpes dolci. Teniamo qui la ricetta della base per i riferimenti futuri (ultimamente mi sono scatenato con le crêpes, quindi conto di riuscire a fare più post con parecchi spunti).

Vien de Nus Vien de Nus Vien de Nus
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[06/11/2008, 11:03] White Wine & Health

Vien de Nus

Un argomento di sempre grande interesse e attualità: vino e salute.

Dopo il french paradox, il white benefit: bere il (vino) bianco fa bene.

A cosa, come, e perchè ce lo spiegheranno i luminari della medicina di tutto il mondo, che sabato 14 giugno a Soave, presso Borgo Rocca Sveva si ritroveranno per discutere degli ultimi esiti delle loro ricerche.

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[01/01/1970, 02:00] Indagini a Montepulciano: il presidente del Consorzio Luca Gattavecchi si autosospende
Ancora una volta a Montepulciano il Consorzio si fa sentire con tempi e reazioni del tutto diversi da quelli a cui ci aveva abituato il Consorzio del Brunello di Montalcino, appena privato del suo compito di tutela dal Ministro Luca Zaia.L'efficiente ufficio stampa ci rende noto che il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano Luca Gattavecchi si è autosospeso dall'incarico fino al termine delle indagini che riguardano la sua azienda."La decisione è stata assunta in accordo con la Giunta dell'associazione dei produttori ed è stata contestualmente comunicata al Sindaco di Montepulciano. Assume temporaneamente la carica di Presidente il vicario, Federico Carletti (nella foto), titolare dell'azienda Poliziano"."In tal modo - continua il comunicato - Luca Gattavecchi potrà affrontare con maggiore autonomia, serenità e disponibilità di tempo l'indagine a cui è sottoposto. Inoltre, fin dall'avvio dell'inchiesta, Gattavecchi ha sottolineato la distinzione tra il suo ruolo di Presidente - dunque di rappresentante di tutti i produttori - e quello di imprenditore. Con l'autosospensione il rischio di sovrapposizione tra i due ruoli si annulla completamente".La notizia, sebbene spiacevole, mi sembra di assoluta coerenza e il comportamento di Gattavecchi ineccepibile e di esempio per molti.
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[06/10/2008, 19:20] Hamburger, SUV e spaghetti
 L'ETA' DELLO SPRECO E' FINITA Questa no, è bella, nuova e desiderata ma anche per la BMW X6 la vita diventerà dura.La GM, invece, ha chiuso la settimana scorsa quattro fabbriche che producevano SUV e furgoni succhia benzina, motivazione: i prodotti...
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[06/09/2008, 19:30] La veneziana che nasce dietro le sbarre


Uno dei panettoni migliori d’Italia? Viene da un carcere. Il carcere di Padova.
E il bello è che non fanno solo panettoni: la Cooperativa Giotto, nel suo laboratorio di pasticceria, fa anche una veneziana senza canditi strepitosa. L’ho mangiata giusto ieri dopo pranzo: soffice, “succosa”, impalpabile. Ci avrei visto bene un moscato di Piero Gatto.
E il bello è che dietro non ci sono virtuosi ultracelebrati dell’arte bianca (che in ogni caso danno lustro al nostro Paese), ma la popolazione carceraria del Due Palazzi di Padova. Un’iniziativa che aiuta i condannati a non sentirsi pesi morti per la società.
Riporto qui sotto l’articolo di mio padre Renato Farina, come sempre immensamente più bravo del sottoscritto nel narrare e nel raccontare. Sopra, il video realizzato da San Patrignano, in cui potrete avere idea anche visiva del lavoro dei ragazzi di Giotto.

Il carcere di Padova è definito “di massima sicurezza”. Persino il nome ribadisce: “Due Palazzi”, ma viene da chiamarlo “Due Cancelli”, perché non ne basta uno a tener lontano i delinquenti dai cittadini, ed evoca l’idea popolare di “doppia mandata”.
E grigio-bianco e rosso, ricorda le carceri americane della pena di morte, con gli inviati della Rai fuori, e l’inesorabile idea di motel economico a nascondere le tragedie.
Chi scrive ha visitato più volte i detenuti a San Vittore nel centro di Milano, Rebibbia a Roma. Da piccolo ha fatto per anni il chierichetto nella piccola prigione-modello di Desio. Commento: angoscia, idea di maledizione, inutilità. Ho poi passato qualche ora in galere africane; ad Antofagasta in Cile e a Caracas nel Venezuela ero lì accanto a papa Wojtyla mentre mani dalle dita grosse uscivano dalle sbarre. Ho pensato: è la tomba dei viventi, l’unica redenzione è morire.
Ieri attraversando le porte di quella casa per reclusi ho sentito per la prima volta un’altra aria. Invece dell’odore di metalli e di minestra, c’era la fragranza del pane e della pasticceria ad invadere i corridoi. Qui si fa uno dei due o tre migliori panettoni d’Italia. Non è un modo di dire: è stato scelto alla cieca da giurie, non per la compassione che fanno i detenuti.
Stride accostare parole come delitto, vittima, criminale a panettone, pasticceria, biscotto alla mandorla. Ma qui si sta aprendo una strada per cui forse perla prima volta si contempera l’esigenza di tutelare la sicurezza, la certezza della pena e una vera riabilitazione dei carcerati. È accertato: tra quanti dei detenuti impegnati in questo lavoro, e che sono usciti dalla cella a causa dell’indulto o per la fine della pena, la ricaduta nel reato è stata minima. E tra quanti - usufruendo di lavoro esterno - avrebbero avuto la possibilità di svignarsela: eccezionale, zero casi.
Ho usato una parola: lavoro. Il fatto è che non può essere un “posto”, ma occorre che chi pratica un’attività capisca che non butta via il suo tempo e dunque il massimo è scansare ogni fatica.
Conviene andare sul concreto, e cioè sui panettoni. Il merito è di un gruppo dì persone fantastiche.
Hanno trasferito la loro passione cristiana per l’imprenditoria e la pietà per gli uomini, tipica del Veneto, in un luogo dove manodopera c’è senza bisogno di importarla: il carcere. Invece di trasferire tra le mura pratiche manuali ripetitive e senza gusto, hanno provato a trasferire lì dentro la passione per un mestiere finito. Si chiama cooperativa sociale Giotto. Padova è la città dove 250 mila persone visitano ogni anno la Cappella degli Scrovegni del Maestro Toscano.
Nel negozio dove si vendono preziosità giottesche, c’è anche il panettone Giotto, oltre che le agende Giotto. Tutto è fatto in carcere. La scatola è usufruibile come soprammobile dopo aver delibato il prodotto.
Il laboratorio è immacolato. Ci lavorano condannati a pene assai serie, di 21 nazionalità: 40 per cento sono italiani, il resto appartengono ad Albania, fino allo Sri Lanka e al Perù. Non c’è solo gente impegnata in pasticceria. Lì vicino si lavora alle valigerie, più avanti alla manifattura di gioielli: non un solo furto. Si fabbricano manichini per negozi di moda, di essi il 90 per cento viene esportato.
Un piccolo miracolo in due turni. Il dirigente numero uno delle carceri italiane, Ettore Ferrara, annuncia: «Ho visto un piccolo miracolo, la via è questa. Nelle carceri oggi lavorano solo 25 detenuti su cento. Di cui l’80 per cento è impiegato dall’amministrazione pubblica con risultati scadenti. Non basta investire in nuove carceri, occorre dare fiato a iniziative di questo tipo». Dopo aver frequentato corsi formativi, sono inquadrati in perfetta regola, guadagnano 900 euro al mese.
Per far lavorare più persone si fanno due turni. I detenuti finiscono per costare assai meno alla collettività: perché devono essere sani per tutelare la salute altrui, e non ci sono casi di assenteismo, chissà perché. Fuori poi quando è tempo - trovano lavoro, perché aver lavorato qui è una garanzia, è come per un ingegnere o un meccanico avere in curriculum l’aver fatto pratica alla Ferrari.
Davide Paolini è uno tra i più bravi e famosi gastronomi italiani. È un gastronauta: cioè lavora di scarpe invece che di telefono. Le sue trasmissioni a Radio 24 sono un appuntamento imperdibile per i cacciatori di prodotti autentici ed è appena uscito un suo bellissimo libro: “Le ricette della memoria e l’arte di fare la spesa”, Sperling & Kupfer. Racconta. «Sono un cultore del panettone. Senza sapere marca né altro dopo l’assaggio di una fetta non ho avuto dubbi. È uno tra i migliori panettoni mai assaggiati. Quando mi hanno detto da chi e dove era prodotto artigianalmente non ci credevo. Ho visto come lavorano. Hanno avuto maestri eccezionali. Sono incantato dalla leggerezza di queste fette». Desiderano volare quelle fette. Ci sono poi le “Bolle di neve”, praline di pasta di mandorle. E quel che uno vorrebbe desiderar di mangiare a Natale. E Paolini sostiene: «Perché no, anche a Ferragosto. Per il panettone con il gelato di Moscato è in assoluto il meglio peri dessert estivi».
Il trascinatore di quest’opera, l’inventore, è un imprenditore che si chiama Nicola Boscoletto. Ha messo in piedi un consorzio di cooperative sociali che si chiama Rebus (tel. 0492963700, giotto@coopgiotto.com). La sua forza è che crede all’utilità, anzi alla necessità della pena per chi sbaglia.
Ha trovato una foto del 1950 con un motto scritto sulla porta del carcere di Noto in Sicilia: «Vigilando redimere». Tenere insieme custodia-punizione e possibilità di riabilitazione vera. Per questo è necessario il lavoro. Ma - dice - «è necessario puntare sulla qualità. Senza qualità, la persona diventa vecchia e cattiva». Cita un recente convegno che ha organizzato lui con altri amici sulla «concezione di giustizia in Sant’Agostino». C’erano il patriarca di Venezia Angelo Scola, il professor Giacomo Tantardini (sacerdote), il procuratore capo di Padova, Pietro Calogero. Quest’ultimo ha citato Agostino: «Lasciare impunito il colpevole è crudeltà (”disciplinam qui negat crudelis est”), perché toglie a chi ha sbagliato la possibilità di correggersi; favorire il reo perché è povero non è atto di misericordia in quanto l’impunità lascia il povero in balia dell’iniquità». Bisogna invece disapprovare la colpa e amare gli uomini: «Diligite homines, interficite errores». Il risultato è: detenuti che scontano la pena redimendosi, maggior sicurezza per la gente. E un panettone eccezionale.

(di Renato Farina, da Libero del 5 dicembre 2007, pag. 22)

Notarella: ho letto su qualche blog (non mi ricordo più quale) un tizio che si augurava che Paolini fosse messo in gabbia, chiedendosi ironicamente “Sono questi i giornalisti da premiare?”. Visto quel che ha fatto Paolini dando risalto a questa iniziativa, forse è meglio che in gabbia ci vadano i ragliatori anonimi di internet.

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[01/01/1970, 01:00] Il Wwf e Radio Rds: salviamo gli Astroni!
Non ho mai amato gli appelli e le catene di solidarietà perché sono ancora convinto che, per quanto bello e utile possa essere lo slancio volontario, è alla politica e alle istituzioni che spetta il compito di risolvere le emergenze. Visto però come stiamo messi in Italia e a Napoli riprendo e rilancio, invitando a fare altrettanto, l'appello del Wwf e di Radio Dimensione Suono per salvare una delle ...
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[05/19/2008, 18:05] Spaghetti limone, curry e bacca verde

Vien de NusDose per due persone: 180 g. di spaghetti n° 5, il succo di mezzo limone non troppo maturo e filtrato, pepe bianco macinato al momento, mezzo cucchiaino di curry mediamente piccante, due cucchiai di ottimo olio d?oliva extravergine, un ciuffo di prezzemolo verde tritato molto finemente e privato dei gambi, 2/3 gocce di worcester sauce, parmigiano grattugiato 50 g. Riempire una pentola d?acqua e portare all?ebollizione salandola solo quando l'acqua comincerà a sobbollire [vi ricordo 10 g. di sale marino per ogni litro]. Intanto spremere il succo di un limone medio non troppo maturo e filtrarne il succo. Mettere il succo in una coppa di vetro, unire il curry, il pepe appena macinato, l'olio d'oliva, il prezzemolo tritato finemente e 2/3 gocce di worcester sauce.  Emulsionare per bene con una frusta, come una vinaigrette. Quando avrete ottenuto questa sauce, iniziate la cottura degli spaghetti, scolateli quindi ben al dente e tuffateli in una padella. Unite la sauce al limone ottenuta e mantecateli con il parmigiano finché non avrete ottenuto una certa consistenza e cremosità. Serviteli sia su piatto singolo o pirofilina con una spruzzata di pepe bianco e prezzemolo. Abbinateli con il Bacca verde Col Sant Angelo, con temeperatura attorno ai 10°.

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[05/26/2008, 19:26] Slow Sud entra nel network
Vien de Nus Si aggiunge alla lista degli editori del network Slow Sud, un contenitore di notizie dedicate ai giacimenti enogastronomici, agli eventi, alle iniziative, alla cultura, alla musica, agli spettacoli, ai luoghi e alle eccellenze della Campania ma anche di tutti quei tanti "altri Sud" da scoprire e raccontare. Curato da Luigi D'Alise, Slow Sud si aggiunge alla proposta per l'adv locale mirato di VinoClic. Scheda completa editore su VinoClic
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