Chiedo scusa se parlo di Maria, ma è una storia che conosco bene... Mi girano sempre in testa le parole della canzone di Giorgio Gaber quando penso a Il marito muto, primo romanzo di Claudio Castellani in uscita tra qualche...
L’associazione enogastronomica diVini assaggi.it, festeggia per il secondo anno di fila il suo compleanno. Dopo le fatiche invernali, le soddisfazioni primaverili è ora di ringraziare i propri affezionati soci e clienti, con una festa all’insegna della qualità del divertimento ma soprattutto dell’eleganza. 10 Agosto 2008 presso lo “Shinè club” ( Lido Clorinda via dei lidi località Laura di Paestum) diVini assaggi invita i suoi soci, clienti, e tutti gli ...
A Londra li abbiamo visti spesso in video dove andavamo a colazione. Per me nata alla fine degli anni 70 in Spagna, un amore a prima vista![Marc Almond] mi elettrizza, eccita...carica! Uova, pancetta, birra e buona musica...buena musica y...Sonya
"Message on the Bottle" ovvero una bottiglia di vino ed il design, mostra tenutasi come parte del Design Festival di Amburgo 2007. In totale ci sono stati 70 contributi per la mostra, da designer provenienti da 16 paesi diversi. "Message on the Bottle" si è svolto dal 5 al 20 del mese di ottobre 2007.
Per farsi un giro nella creatività in ...Bottiglia, o meglio sulla Bottiglia vedi qui ... http://www.ondesign.de/downloads/message-on-the-bottle.pdf.
Fresco, ancora pimpante per corpo, persistenza e più che buona vena acida. Per gli amanti delle sapidità spinte, bisogna rivolgersi altrove, in Champagne, ma per chi si accontenta di buone bollicine d'autore italiane, la Gran Cuvée di Bellavista, è (quasi) sempre una scelta soddisfacente...
Ah me, I am in Rome and I am bitching again. Not about the Romans, who are charming in their world-weary way but about the dismal state of wi-fi even in "international" hotels like the Excelsior. Thus am I reduced to dancing with my thumbs. BTW, before I continue, I will say that we are paying one-tenth the rack rate, far less when you consider the pathetic state of the USD. More like one-twentieth. This is a personal endorsement of the Starwood frequent flopper program. AND the air conditioning works,...
Dal recente viaggio fatto con il collega Alessandro Franceschini a Lamole, una piccola frazione di Greve in Chianti, in occasione della settima edizione de "I profumi di Lamole", ho avuto modo di conoscere Susanna Grassi, dell'azienda I Fabbri, che con la sorella Maddalena...
L'ultima volta che sono uscito di casa l'ho fatto per andare a pranzo domenica alla Capanna di Eraclio, monumento alla civiltà della tavola del Delta del Po e alla pesca nella sacca di Goro e nel vicino Adriatico. Era il...
Un altro racconto segnalato da Villa Petriolo per "I giorni del vino e delle rose". Si tratta di "Se stasera sono qui" di Gianni Gandini, a cui vanno i nostri complimenti.
Gianni Gandini è nato a Mannedorf (Zurigo) nel 1960. Risiede ad Albiolo (Como). Musicista, musicoterapista, scrittore. Si è occupato di musica per pubblicità, colonne sonore per documentari, aziendali, musica per libri scuole, mostre pittura e teatro. In campo letterario scrive fiabe, racconti, sceneggiature, testi teatrali che hanno consonanze con le diverse anime della musica. Ha vinto numerosi concorsi letterari, ha pubblicato racconti, illustrati, tra gli altri, da F. Tullio Altan, Sergio Staino, Vera Davidescu. Ha pubblicato il romanzo "L'asso nella manica del re" per la Sovera Edizioni di Roma, un romanzo per ragazzi, "Pesci a S. Siro...e una medusa nella vasca da bagno" (Ed. Fiori di campo) ed è di prossima uscita "La doppia anima del labirinto" (Mursia Editore).
racconto
"SE STASERA SONO QUI"
di Gianni Gandini
Il pianoforte introduce un intrigante tre quarti, sottolineato con leggerezza dal levare di uno dei piatti della batteria. Sul finire della quarta battuta Sonia si avvicina al microfono per far decollare il tema e in quel preciso istante un?elegante signora entra nel locale. Si adagia sopra uno sgabello di fronte al bancone e mi regala un sorriso.
Se stasera sono qui è perchè ti voglio bene?
- Ho rubato il posteggio ad un grintoso Pajero ? mi dice ridendo ? e temevo ritorsioni, ma chi era alla guida se ne è andato senza far questioni. La signora osserva attentamente il locale, liberandosi da un ingombrante cappotto. - Un tempo, in questa enoteca, ci venivo con il mio primo amore, molti anni fa? ma questo grosso bancone non c?era ? dice mettendomi a fuoco e togliendosi anche l?abbraccio deciso della sua sciarpa ? e nemmeno lei c?era. - Questo è sicuro ? rispondo, morsicandomi immediatamente le labbra per l?indelicatezza. Sonia affronta l?inizio del tema musicale come se si trattasse di un?impegnativa salita, partendo a marcia bassa, per spingere l?acceleratore sulla seconda frase e liberare uno splendido timbro cristallino. - E? bellissimo questo brano, e la cosa curiosa ? continua divertita ? è che questa era la nostra canzone preferita.
? è perchè tu hai bisogno di me anche se non lo sai ?
- Cosa posso servirle, gentile signora? - Un bicchiere di rosso in sintonia con questo momento di ricordi piacevoli. Mi sorprenda? Mi giro e dopo una rapida occhiata, prelevo una bottiglia di Marzemino d?Isera e verso il prezioso liquido nel calice della signora, canticchiando la fatidica diciassettesima scena del Don Giovanni di Mozart: l?ultima cena del libertino che, al fianco del fido Leporello, gusta compiaciuto un piatto a base di fagiano ed assapora, con entusiasmo, l?eccellente vino della Vallagarina. - Ecco a lei, un appropriato calice che ci riporta alla musica e ad antiche memorie. La creatura che mi trovo di fronte si concede un profondo respiro, mentre sul palco è in corso un delicato assolo del piano, sul tema centrale della canzone. - Sa perché l?ho lasciato?
? Se stasera sono qui è perchè so perdonare ?
- Era costantemente in ritardo ? dice scuotendo la testa ? e la scusa era sempre la solita: non trovava mai parcheggio. Ridicolo? Mentre la signora, dopo aver assaporato il profumo, si porta il calice alle labbra e degusta il vino, attendo il responso. - Buono! ? mi dice posando il bicchiere ? è avvolgente e capace di ammaliare con questo profumo floreale. Ottima scelta. - Grazie. La signora riprende il flusso delle memorie: - Era un ritardatario cronico. E disordinato? e poi perdeva tutto: gli ombrelli, i regali che gli facevo, il treno? alla fine ha perso anche me. Il pianista conclude l?improvvisazione mentre la voce solista attende il break di basso e batteria, prima di riprendere, per la seconda volta, il tema conduttore. - Un po? mi dispiace ? continua lei ? perchè gli volevo veramente bene. - E poi? ? chiedo. - Non l?ho più rivisto e la vita è andata avanti. Mi sono sposata con un?altra persona, ho avuto due figlie. Poi lui se ne è andato, naturalmente con una femmina più giovane. Ma ora sto bene, sa? Pensi che sto per diventare nonna: è una nipotina.
? e non voglio gettare via così il mio amore per te ?
- E? curioso rivisitare la propria vita nel tempo di una canzone? - Nel tempo di un bicchiere di vino ? la correggo simpaticamente. - E? vero ? sorride ? e devo dire che era decisamente delizioso. Penso che mi concederò un bis? - Gliene preparo subito un altro ? dico girandomi rapidamente verso la mia postazione. Il suono di un discreto cellulare avvisa la signora di un improvviso cambio di rotta. Si riveste velocemente, congedandosi: - Mia figlia? devo andare ? mi dice scusandosi ? devo portare il mio scassatissimo Maggiolone dal meccanico prima che chiuda. Grazie per questa piacevole sosta. La vedo uscire, dopo essersi girata un?ultima volta verso il gruppo musicale, accennando un timido applauso. Posteggio il secondo e mai consumato bicchiere di Marzemino sul bancone e mi godo l?acuto finale di Sonia, mentre gli stacchi conclusivi del gruppo decretano l?irreversibile fine della canzone che tanto piaceva alla signora. I musicisti si guardano per qualche secondo, controllano la loro scaletta e recuperano le rispettive partiture.
Per me venire qui è stato come scalare la montagna più alta del mondo ?
E? in quel momento che entra un uomo ansimante e mi si piazza davanti. Attendo l?ordinazione mentre lo vedo togliersi il cappello e regalarmi un sorriso. - Persone gentili, oggi ? penso. - Scusi il fiatone ? mi dice ? ma un Maggiolone che a malapena si reggeva in strada mi ha rubato il parcheggio e ho girato il quartiere tre volte, prima di posteggiare a mezzo chilometro da qui. Però ci tenevo a tornare in questo luogo ... - E? già stato qui da noi? ? chiedo. - Si, molti anni fa. Quando ero giovane frequentavo regolarmente questo posto, con la mia ragazza. Ed ora che sono solo, i ricordi di quei giorni vengono spesso a trovarmi. Il signore concede un panoramico sguardo alla recente ristrutturazione del posto. Poi ritorna a me. - Mi serve qualcosa, per favore? - Mi dica pure? cosa desidera? ? chiedo roteando la mano verso il retro del banco, per mostrare le numerose possibilità. Lo vedo esitante ed istintivamente gli allungo il bicchiere lasciato intatto dalla signora. - Mi permetto di servirle questo bicchiere di intrigante Marzemino, con la sua carezzevole gamma aromatica. - Benissimo ? dice il nuovo arrivato mettendosi comodo ? lasciamoci cullare dai sentori tardo-primaverili dell'adorato Marzemino. Il gruppo musicale si appresta ad una nuova interpretazione, lasciando il compito dell?introduzione del brano al solo contrabbasso. - Sa cosa mi renderebbe felice, adesso? - Cosa? ? chiedo. - Poter condividere un momento così con la mia ragazza di allora.
? e ora che sono qui voglio dimenticare i ricordi più tristi giù in fondo ...
Sonia espone, con precisa attenzione ai dettagli, la linea tematica di ?The Days Of Wine And Roses?, egregiamente sostenuta da un elegante walkin bass del contrabbassista. - Molto bravi ? considera il mio nuovo ospite ? Chissà se hanno in repertorio ?Se stasera sono qui?? Era la nostra canzone preferita. - Mi spiace per lei ? dico alla persona che mi trovo di fronte ? ma l?hanno appena eseguita. Il fraseggio ritmico del solo di piano, tra l?accordo iniziale di Mi e il successivo Re7 alterato, sembra evocare linee tematiche già vissute. - E? la storia della mia vita ? considera il brizzolato signore ? Arrivo sempre in ritardo. Ed oggi è un vero peccato: perdersi una così bella canzone?
Se vi viene la briga di navigare nel sito della Robert Mondavi Winery noterete che da poco tempo c’è una novità: nella sezione “Winemaking” nel menu in alto appare la dicitura: “Grape to Glass Blog”. Se ci cliccate esce un bel “Coming Soon!”
La notizia ce la passa direttamente Uncork29.com che garantisce: la scorsa settimana quel link non esisteva. I big del vino quindi stanno diventando sempre più blogger del vino: aspettiamo di vedere cosa ne viene fuori.
Uno dei più bei ricordi della visita nella cantina dell'azienda agricola Francesco Sobrero a Castiglion Falletto, è la vista del vigneto Villero che, purtroppo, verrebbe da dire erroneamente vedendo i bei risultati che altri vi traggono con il nebbiolo...
Tempo fa, praticamente un anno fa, pubblicammo un articolo dedicato ad una visita e successiva degustazione verticale, presso l'azienda Borgogno a Barolo. L'azienda è una delle mete preferite da appassionati ed operatori del settore quando si decide di far visita ad un produttore langarolo...
[English translation at the end of the document] Fonte: Federcoc, Istat Continuiamo a pubblicare i dati Federdoc, per cui abbiamo ora una visibilita? su 3 anni per le superfici e su 2 anni per la produzione di vino (2005-06). Dopo aver analizzato il Veneto, parliamo oggi di Piemonte, che ha prodotto nel 2006 2.1m/hl di vino DOC su 38200 ettari. Le principali denominazioni sono l?Asti con 565k/hl nel 2006 (+7%) su 9900ha, seguita dalla denominazione di ricaduta Piemonte (276k/hl su 4500ha) e dalle 3 denominazioni Barbera (Asti, Monferrato e Alba rispettivamente). Segue al sesto posto il Barolo che nel 2006 e? stato prodotto su 1723ha per un totale di 92k/hl, che corrispondono a un equivalente di circa 12.2m di bottiglie.
Cos’hanno in comune Fausto Bertinotti, George W. Bush, Tommaso Farina (cioè io) e Daniele Segala, grande selezionatore di golosità di Prevalle (Brescia), qui fotografato dall’ottimo Marco Salzotto? Le cravatte che usano. Daniele Segala, Sovversivo del gusto, è un bottegaio della migliore tradizione, sullo stile di Guido Porrati: eppure, dietro il suo bancone è sempre elegantissimo, con il suo aspetto asburgico (occhi azzurri, barba bionda), i grembiuli personalizzati e, soprattutto, le cravatte. Tutte cravatte di Luca Roda, uno dei simboli del cosiddetto made in Italy, artefice di articoli di moda stupendi, da me (e dai due vipponi citati) apprezzatissimi. Un preambolo per far capire come Daniele abbia a cuore il suo mestiere di selezionatore di cose buone nella sua Fucina dei Sapori, che prende il nome dalla tradizione delle fucine del suo paese. Alla giornata dei Sovversivi Daniele era presente, ovviamente coi suoi prodotti. Anzitutto il Gorgonzola al cucchiaio. Daniele va a prendere le forme di Gorgonzola dolce da un ottimo produttore novarese, che se volete vi svelo; poi, le stagiona da par suo. Il risultato è una cremosità potente, che va gustata solo con un cucchiaino. Un grande Gorgonzola, davvero espressivo dello spirito lombardo (Novara, ricordiamolo, ne è solo la patria adottiva) che questo formaggio deve veicolare. Altro prodotto stupendo è il formaggio di capra morbido, più potente e fondente sotto la crosta, tratto da una piccola produzione di capre camosciate delle Alpi. Poi, il Taleggio a latte crudo, tanto buono, piccantino e diverso dalle produzioni industriali imperanti. Infine, il Fatulì, famoso cacio camuno affumicato dai gusti ancestrali e rustici. Ma Daniele, nel suo negozio, vende pure vini, salumi, sfiziosità assortite. Vien voglia di andarci, specie se si considera che l’artefice di tutto quanto ne sarebbe certamente contento.
La Fucina dei Sapori Via Fucine, 13 Prevalle (Brescia) Tel. 0306801251 Cell. 3332464295 - 3477989694
Aristide, in viaggio in California, ha partecipato nei giorni scorsi al Direct Symposium di Inertia Beverage Group, azienda di Napa, specializzata in soluzioni e sistemi software per il marketing online del vino, e promotrice di REthink Wine Blog, l'interessante corporate...
Correva l'anno 1968 e anche tra i vigneti di Soave arrivava la rivoluzione! Nasceva la DOC SOAVE, secondo le norme contenute nel D.P.R. 930/63. E' trascorso un quarantennio: fatiche, progetti, scommesse e ottimi risultati , ottenuti grazie al lavoro prezioso...
Si svolgerà a Volta Mantovana (MN), nei giorni 25-26 e 27 Aprile 2008 la tradizionale Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione, quindi se siete in zona Basso Lago di Garda nel ponte del 25 Aprile, avrete un ottima occasione per una piacevole degustazione di Vini Dolci.
Il programma particolareggiato lo avrete andando al sito, per quanto mi riguarda, non perderò l’appuntamento di domenica 27, in cui lo scrittore Andrea “Rui” Scanzi presenterà il suo libro “Elogio dell’Invecchiamento”, edito da Mondadori, questo il libro e questo il blog ad esso collegato, e trattasi di uno dei più bei libri sul vino che abbia mai letto, diciamo il libro che vorrei avere scritto, e non sono l’unico ad amarlo. Quindi , se andate a Volta Mantovana, Buone Degustazioni. Max Pigiamino Perbellini
Tre coincidenze non sono mai da sottovalutare specie se convergono così nettamente come in questi giorni. Il mercato pare un pò stanco dei vini dolci siciliani “classici” stile Passiti e Moscati di Pantelleria (o per lo meno il mercato italiano, ad Amsterdam il Ben Rye va via come l’acqua nonostante non costi esattamente poco) [...]
Nel vigneto che circonda la cantina ho ritagliato un fazzoletto di terra da adibire ad orto; è un orticello senza pretese, in cui non mancano quelle erbacce che farebbero inorridire i puristi ma che non ho davvero il tempo di strappare. Le file di piantine, poi, non sono perfettamente allineate...a voler essere sinceri, è un orto dominato dal caos. Ma trattasi di caos creativo, ecco!
In questo momento stanno maturando i primi pomodori (sperando non siano anche gli ultimi) e casualmente io A-D-O-R-O il pomodoro. Intendiamoci, non quella sottospecie indegna di vegetale che si trova nei supermercati tutto l'anno: a mio parere il pomodoro si mangia in estate, punto. Se ne fa una bella scorpacciata e poi si passa oltre; le verdure invernali non sono poi così male!
Il profumo stesso delle foglie non è la quintessenza dell'estate?
Allora vai con il Gazpacho.
Per questa versione del piatto spagnolo vi serviranno:
- 500 gr di pomodori maturi a pezzetti - 1 cetriolo - 1 peperone verde - olio e.v.o, sale&pepe - cipolla ed aglio - 2 fette di pane casereccio - aceto bianco - ghiaccio in cubetti
Si frullano i pomodori in un mixer, insieme a metà cetriolo, metà peperone e metà cipolla. Si aggiungono una punta d'aglio (o uno spicchio intero se non temete gli effetti) e le fette di pane, precedentemente ammollate in acqua acidulata con un cucchiaio di aceto e ben strizzate.
Per un risultato omogeneo, si passa il tutto con un colino. Poi si regola di sale e pepe e si mette in frigorifero. Nel frattempo divertitevi a tagliare a pezzettini le metà di cetriolo, cipolla e peperone avanzati. Potete anche tostare del pane e ridurlo a dadini per arricchire il piatto.
Quando è il momento di servire, frullate nuovamente il gazpacho con 6-7 cubetti di ghiaccio e un generoso giro di olio. Potete offrirlo in ciotoline o bicchieri tipo tumbler, lasciando ai commensali il piacere di personalizzarlo con i dadini di verdure e pane.
Bell'incontro, lo scorso 5 luglio, presso l'Azienda Le Fraghe di Matilde Poggi a Cavaion Veronese. Una ventina tra giornalisti, addetti ai lavori e appassionati hanno avuto l'onore di partecipare a "Tappi a confronto: la sfida del Chiaretto". Il Bardolino Chiaretto...
It seems like that scene in a movie with everyone sitting around the bar, in the desert, waiting for the all clear sign, after the H-bomb has gone off. The streets are empty, the atmosphere is heavy; have we entered the age of the American Malaise?
Steakhouses and fancy designer restaurants fill up early with Maseratis and Land Rovers parked outside, all in a neat little row. There is wealth hovering around us, but it has migrated to the north of the middle class faster than a jackrabbit in West Texas on the first day of hunting season.
How low can you go? Today I found some fresh Italian wine to sell to a client for $3.50 a bottle. Not distressed, actually from Trentino. A little fruity, but not like the bottle of Sonoma Chardonnay I opened up a few nights ago. That was one undrinkable white wine. Fruit, soaked in oily-oak. Like some of the food I had recently in a new place. Only then it was too much salt. Hey, chefs, if you are making a dish with capers, before you spice-a-spoofulate it with salt, taste the freakin? food! And they wonder why Italian places are closing here and elsewhere (i.e. NY, SF, LA, Vegas, Chicago, Birmingham, San Antonio, Baton Rouge, Denver, ad nauseum). Yeah it?s a bummer, but it?s even harder to understand why someone would make an investment in a restaurant and then not go to the trouble to prepare the food in a balanced way. And they wonder why we stay home to eat.
Let?s go over the reasons- Let me count the ways:
1) Fresh food prepared simply and not over spiced. 2) Wine that is of my choosing, not from some salesperson?s tick list. 3) While we?re at it, wine that I can access at a reasonable price, not 3, 4, 5 times marked up. 4) Water glasses that aren?t constantly getting refilled. 5) I can park my own car, so if I want to screw up my transmission I can do it at my leisure. 6) I can choose my music, my noise levels, and the people I want around me, not constantly having to be hostage to my neighbors drama and rudeness.
I can only imagine restaurateurs who are truly engaged nodding their heads, but the ones who need to read up aren?t checking in to blogs. Hey, they can barely get their orders out in time.
And here?s another issue, which it seems many restaurant operators are blissfully ignorant about. Diesel is $5 a gallon. So when a delivery truck heads out, with tomatoes or Teroldego, the clock is ticking on the driver to get the goods delivered efficiently. So how come so many restaurant operators are living back in the days when oil was $38 a barrel? And why are they stunned when their business fails? I?m just sayin?.
Back to the empty suits. I was watching one of my favorite movies, Sexy Beast, and was thinking about organization, whether it revolves around breaking into a bank or onto a wine list. It seems like cracking a wine list is more challenging these days. There is a service called Wineosaur, that can track and compare wine lists by regions, neighborhoods, zip codes, types of restaurants, class of restaurants ($$), really interesting analytical stuff. So I print out an analysis for a new place getting ready to open, try to show them what their competition is doing. This is good stuff, free professional consultation, the real deal. But hey what do we know; the organization I work for has only been around since 1909, eh?
OK, the bottom line? Restaurants that use wine pricing to shore up their profits are sticking it to their loyal clients; you know the ones who are looking at $60-75 to fill up their autos? Just like the fill-up used to be $30-35, so the wine that cost $15 also used to sell for $30-35. Now that wine costs $18 and those restaurants are now asking $60-75 for the same wine. No labor, not like the piccata dish with the capers and the salt. Yeah, the wholesalers are the bad guys, delivering wines to the forgetful restaurateurs on a Friday so they can mark the just-in-time inventory up 3,4,5 times and then when you walk in the empty place on a later that night they look at you, the paying customer, as if you were a bit off for not making a reservation. That?s after they enter your name is a database, send it off the homeland security, just in case you brought a wine opener on to the premises. Might be a security threat. Or worse, we might be giving a staff training.
That?s another thing. This week, this very week, in a restaurant, a server described a Montepulciano d?Abruzzo to a friend as tasting ?like a Cabernet.? And then in the same night, at the same table, to a group of food professionals, Gavi was compared to a ?Sauvignon Blanc.? Oh really? Managgia, porco dio, we really do have so many miles to go before we sleep.
Say good night, Gracie.
From the front lines of the battle for the love of wine.
La sangria è una bevanda alcolica a base di vino e frutta di origine spagnola e portoghese. Inoltre, va servita fredda. Per il resto, non esiste una ricetta unica. La sangria è un drink che viene fatto molto con l’ispirazione, mettendo un po’ di questo e un po’ di quello.
Una versione base (che quindi lascia ampio spazio all’improvvisazione) può essere quella che segue.
Ingredienti: - 1 bottiglia di vino rosso (di qualità, se volete una sangria all’altezza delle aspettative!) - 2 arance - 2 limoni - 2 pesche - 1 cucchiaino di zucchero - soda (o gassosa), circa 25 cl
Procedimento: spremete una arancia ed un limone e versate il succo in una grossa coppa o un’ampia caraffa. Tagliate invece a fettine sottili l’altra arancia e l’altro limone. Mettete anche queste fettine nella coppa. Tagliate le pesche a pezzetti e mettete anche questi nella coppa. Versate anche il vino e aggiungete lo zucchero. A questo punto, mescolate un po’ il tutto e mettete in frigo per diverse ore (la sangria deve essere fredda!). Prima di servire, aggiungete la soda e del ghiaccio.
Come detto, questa è una versione base (molto base) della sangria. Spesso nella sangria si trovano anche altri ingredienti, come chiodi di garofano, cannella, vaniglia, qualche superalcolico (gin, cointreau, rhum, brandy, vodka, etc…), altra frutta (mele, pere, etc.).
Inoltre, in alcune zone della Spagna esiste anche una versione fatta con vino bianco anziché rosso e prende il nome di sangria blanca.
Non esistendo una ricetta ufficiale, è chiaro che un ingrediente chiave diventa l’ispirazione del momento. L’unica cosa davvero importante da tenere a mente è che tutti gli ingredienti (a partire dal vino, ovviamente) devono essere di qualità. Con questo non dico che vada usato del Barolo, ovviamente. Però evitate vini da 1€ al litro, ecco
In particolare, vi consiglio un rosso abbastanza corposo: aglianico, cannonau, primitivo, etc.
Poniamo che voi facciate le vostre vacanze nei 27 paesi dell'Unione Europea scegliendo in base alle tabelle dei prezzi che il Financial Times ha redatto. Bene, non scegliereste certo l'Italia per il dormire, è la più cara, 200 euro una...