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Mondo Di Vino
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[05/23/2008, 16:10] Chianti Villa Petriolo 2006 - DOCG TOSCANA

Chianti Villa Petriolo 2006 - DOCG TOSCANA  Denominazione o vitigno: Chianti D.O.C.G. Produttore: Villa Petriolo  Uvaggio: Sangiovese, Merlot  Tenore alcolico: 13°

Uva ToscaNarro di un vino dal profumo deciso e caparbio, che sin dal primo sorso ammalia e seduce. Racconto di un vino che infonde calore e colore e sussurra le gesta ed il lavoro di una terra fiera ed antica, dove la storia, le tradizioni si mescolano con la bellezza del territorio dando vita a quell'unica e stupenda regione appellata Toscana. Parlo del vino di un'amica Silvia che più di ogni altra persona testimonia che per realizzare e fare buon vino bisogna entrare in sintonia con il territorio, magnificandolo. Vino risultato di una scrupolosa selezione tra uve Merlot e Sangiovese. Il colore è rosso, intenso, mentre il profumo che maliziosamente inebria, risulta fugace mix di ciliegia e tabacco. Come abbinamento bene con le carni sia rosse che bianche, meglio ad ogni modo con i secondi piatti. La temperatura per gustarlo è attorno ai 18°. È proprio vero che il vino è simile all'uomo e quindi con un'azione sublime, intensa incominciamo ad amarlo. Questo Chianti sembra proprio il partner giusto per una reciproca conoscenza - [Giudizio buono]

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[06/10/2007, 18:03] VINO DEI BLOGGER#7-GLI AUTOBIANCHI DEL REFRIGERIO. IL RIEPILOGO DI UNA BELLA GIORNATA.
Come era successo per l'edizione numero 6 promossa da Aristide, anche per questa è stata d'ispirazione l'imminenza della stagione calda. Ed i risultati sono stati analoghi. Difatti, come era accaduto lo scorso mese, anche il nostro giovedì è stato funestato da piogge di tipo monsonico. Nel mio caso ho addirittura pubblicato il post durante una poetica grandinata!!!

Questo è l'elenco dei partecipanti ed i loro post.
  • Maria Grazia Melegari di Soavemente ha realizzato, "tradendo" la vocazione veneta del suo blog, un post davvero interessante avente come oggetto l'Ansonica Costa dell'Argentario della Fattoria La Parrina 2006. Parla con passione della sorpresa ricevuta da un bianco prodotto in una terra di grandi rossi come è la Toscana. E lo fa con una lodevole dovizia di particolari, mettendo in risalto la notevole freschezza del prodotto, le cui caratteristiche rendono piacevolmente armonico l'insieme, nonostante l'importante tasso alcolico. Le note floreali tipiche dell'ansonica hanno fatto il resto. Complimenti all'amica Maria Grazia.
  • Giacinto Chrichella di Maiale Ubriaco ha postato un articolo molto bello sul Cilento Bianco DOC 2004 di Carmine Botti. Giacinto parla di un rischioso esperimento andato fortunatamente a buon fine, facendo invecchiare questo vino genuinamente cilentano vinificato in acciaio. L'affinamento in bottiglia ha esaltato la naturale complessità del Fiano, dimostrando l'eccezionale longevità di questo prodotto, rendendolo degno compagno anche degli ottimi prodotti caseari che la Campania offre. Complimenti a Giacinto.
  • Marco Grossi di Imbottigliato all'Origine ha realizzato un post che descrive un'autentica svolta nel campo enologico, descrivendo il Tabula Rasa dell'Azienda Agricola Molinelli di Ziano Piacentino, nell'area dei Colli Piacentini. Il suo racconto mi rimanda alle lezioni dell'anziano ed orgoglioso preside dell'Istituto Agrario nel quale mi sono diplomato (I.T.A.S. "P.Cuppari" di Alanno-PE) quando, parlando della catastrofe epocale della fillossera, definiva le strategie degli anni seguenti, che comprendevano, in alternativa alle barbatelle con piede americano tollerante, lo sviluppo di ibridi produttori diretti da poter mettere direttamente a dimora per talea. Strategia che non ha avuto sviluppo, in quanto l'ibridazione mendeliana con la vite americana portava spesso a snaturare la tipicità delle uve. Ma in alcuni contesti sono rimaste delle piccole realtà produttive, spesso bistrattate. Marco ha invece portato il caso molto interessante della famiglia Molinelli che ha creduto in un vitigno figlio di quell'epoca (ottenuto dall'incrocio tra il Sauvignon ed uva americana), facendone stilare la scheda ampelografica da un luminare dell'Università di Piacenza e brevettandolo come vitigno di famiglia. Un vitigno di confine sotto molti aspetti, sia concettuali che geografici. Un vitigno che, alla vinificazione, può presentare molte gradite sorprese dalle intensità pari o forse superiori allo stupore che ho provato leggendo questo bellissimo post. Complimenti Marco.
  • Luca Risso di TheWineBlog.net ha invece descritto un prodotto meno stravagante ma non per questo meno interessante: la Malvasia Novae 2005 della Cantina Cerveteri. La particolare tecnica di vinificazione tendente a salvaguardare la composizione qualitativa dell'acidità fissa rende questo vino ricco in freschezza e piacevolezza. Il complesso aromatico tipico delle malvasie (e quindi di questa bella malvasia laziale) chiudono il quadro di un perfetto vino estivo. Complimenti Luca.
  • Luciano Pignataro ci ha invece riportati in Campania, facendoci respirare le atmosfere della Costiera Amalfitana, con la famosa colatura di alici di Cetara ed i cartocci di pesce fritto (in Campania chiamati "cuoppi", con vari significati) che rappresentano la tradizione di tutte le coste del Mediterraneo. Luciano, in questo idillio, ci ha sorpresi con un bel post sul Selim 2006 Spumante capsula nera dei Viticoltori De Conciliis di Prignano Cilento. Luciano descrive con attenzione questo spumante (ottenuto con uve delle cultivar Fiano ed Aglianico) in grado di mettere in discussione molti pregiudizi sugli spumanti campani e meridionali, ponendo il lettore nella predisposizione e nell'attesa di trovarsi in riva al mare con un cuoppo (il cartoccio di pesce fritto, non la donna o l'uomo spregevole!!!!) ed un bel calice di Selim. Nel rosso sfondo di un tramonto di mezza estate. Complimenti Luciano.
  • Mirco Mariotti di Blog&Wine ha iniziato il suo post facendo una panoramica sulle numerose cultivar di bianchi autoctoni dell'Emilia Romagna, andando a focalizzare la sua attenzione per un vitigno che per me rappresenta un mito, l'Albana, regina della Romagna. La scelta di Mirco è ricaduta sull'Albana secca DOCG "Compadrona" 2005 dell'Azienda Poderi delle Rocche. La descrizione di questo bravo blogger si sofferma sulle peculiarità del vitigno, le cui bucce sono molto ricche in polifenoli, tanto da rendere necessarie alcune accortezze nei processi di vinificazione, in modo da rendere le caratteristiche della cultivar dei veri punti di forza. I profumi e la ricchezza in glicerina dei mosti dell'Albana fanno il resto, rendendo possibile l'ottenimento di un vino piacevole e longevo, ottimo compagno di una buona piadina imolese. L'attenzione al territorio ed alle tradizioni rendono questo blogger molto interessante. Complimenti Mirco ed in bocca al lupo!!!
  • Jomar Brustolin di QVinho, direttamente dal Brasile, ha descritto nel suo post il Lurton Torrontes 2005, prodotto in Argentina. Il suo articolo è scritto interamente in portoghese, lingua della quale non ho purtroppo dimestichezza. Ringrazio comunque l'amico Jomar che, con la sua partecipazione, ha dimostrato ancora una volta il carattere universalista e paritario della rete ed ha sancito il profilo internazionale del vino dei blogger. Complimenti Jomar. E grazie.
  • Massimiliano (Max) Cochetti di Wino, ovvero Marketing di Vino, ha invece parlato, nel suo post, di un vitigno simbolo della freschezza più (meritatamente) blasonata espressa dall'enologia italiana: il Prosecco. Quello descritto da Max è il Borgo Fur di Sorelle Bronca, Colbertaldo di Vidor (TV), chiuso con la classica legatura a spago. Max parla con completezza dei profumi di questo Prosecco e del suo gusto che ben si armonizza con il clima caldo che tutti si aspettano per l'estate. Complimenti Massimiliano.
  • Terence Hughes di Mondosapore è assente giustificato.
  • Pierluigi Salvatore di Vini dal Mondo ha realizzato un post sul Bogdanu?a prodotto dalla Vinarija Plan?i? di Svir?e (Isola di Hvar, Croazia). Il Bogdanu?a è un vitigno autoctono della Dalmazia, il cui nome significa "dono del Signore". Scusatemi se, come usa fare Maradona, mi sono appena citato in terza persona!!!
Questa edizione è stata caratterizzata dalla presenza di molti vitigni interessanti, alcuni molto blasonati ed altri poco conosciuti, portati alla ribalta dalle descrizioni appassionate dei blogger di questa settima edizione. Due i vini spumanti menzionati.

Molto piacevole, a mio avviso, anche il profilo dei produttori oggetto dei post, tutti poco conosciuti dal grande pubblico. Questi viticoltori sono quindi stati menzionati non in relazione alla loro "influenza politica" ma in base alla passione per il loro lavoro concretizzata negli ottimi prodotti espressi. Un vero successo del blogging indipendente.

L'aspetto geografico è stato davvero interessante, con un sostanziale equilibrio tra il nord ed il sud della penisola e tra i bacini tirrenico ed adriatico. I vini descritti sono stati prodotti nei seguenti territori: Campania (2), Emilia Romagna (2), Toscana (1), Veneto (1), Lazio (1), Argentina (1) e Croazia (1). Tre vini del nord Italia, due del centro, due del sud, quattro del versante tirrenico, quattro del bacino adriatico. Ed uno dal continente americano. Davvero un bel mosaico di profumi!!!

Voglio infine ringraziare i protagonisti di questa bella giornata per la passione dimostrata nella divulgazione enologica corretta e senza condizionamenti, passando il testimone al bravo Mirco Mariotti di Blog&Wine, al quale spetta ora l'onere e l'onore di organizzare la prossima edizione del vino dei blogger. La numero 8!!!

Allora cosa dire??? Buona Salute a Tutti!!! Pierluigi Salvatore.


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[01/01/1970, 02:00] "Fare Brunello per crederci", un bellissimo articolo di Armando Castagno su Franco Biondi Santi
Bibenda è una rivista di eccellente qualità grafica e di contenuti, ormai conosciuta da gran parte degli appassionati e professionisti di vino. Io sono abbonato sin dal primo numero, sebbene non sempre sia riuscito a trovare il tempo di leggerne tutti gli articoli pubblicati, che abbracciano tematiche diversificate passando dal vino al cibo, ai sigari, ai distillati, portandoci in viaggio verso la Champagne o la California. La rivista è edita da Bibenda Editore, casa fondata da Franco Ricci, personaggio di spicco che ha contribuito in modo determinante, con numerose iniziative, a diffondere la cultura enogastronomica nella capitale.Ma cos'è che dovrebbe spingervi ad acquistare, se non volete abbonarvi, il n. 28 di Bibenda appena uscito?Beh, di motivi ce ne sono davvero molti, ma uno svetta sicuramente su tutti, lo splendido articolo di Armando Castagno, palato finissimo e ottimo comunicatore, dedicato ad un vero colosso del vino italiano, Franco Biondi Santi, dal titolo assolutamente indovinato: "Fare Brunello per crederci". Armando ci accompagna nella genesi del mito partendo dal suo incontro con una vecchia edizione del catalogo Bolaffi dei vini d'Italia, uno stupefacente volume che ci riporta indietro di 44 anni, presentandoci un mondo enoico quasi dimenticato, con una sequenza di denominazioni pressoché scomparse, dal Doxi al Geierberg, dal Mesolone di Brusnengo al Saint Claude (un bianco da trebbiano e malvasia prodotto in bottiglia renana...).Come è giusto che sia, ci racconta della storia della famiglia, partendo da Giorgio Santi nel lontano 1746 per arrivare a Franco Biondi Santi. Non voglio dilungarmi nel descrivervi certamente in modo meno avvincente il contenuto dell'articolo di Armando, che invidio molto, visto che ha avuto l'onore e l'onere di effettuare, e descriverci in modo impeccabile, una mirabile degustazione verticale di ben 24 Brunello di Montalcino di Biondi Santi che va dal 2001 fino al mio anno di nascita, il 1955!Credetemi, basta già questo articolo, se non vi fate rodere dall'invidia, per acquistare la rivista (9 euro). Ma se siete particolarmente esigenti, basta che andate avanti a sfogliare le quasi 130 pagine corredate di splendide fotografie e prive di pubblicità, per rendervi conto che ci sono molte altre "leccornie" letterarie, come l'eccellente articolo di Franco Ziliani "Serralunga, struttura e longevità del Barolo". Il giornalista a tutti noto da tempo come "Franco tiratore", autore fra l'altro del blog Vino al vino, grande esperto e perdutamente innamorato delle Langhe e del nebbiolo, ci parla del Barolo "dal di dentro", partendo proprio dalla diversa composizione dei terreni che distingue Serralunga dagli altri comuni coinvolti nella produzione di questo magico vino. Come solo un grande conoscitore di questi luoghi straordinari può fare, Franco ci guida quasi fisicamente per i sentieri che sinuosamente ci portano alla meta, in un paesaggio costellato di vigneti, a volte scoscesi e ripidi, a volte a forma di anfiteatro, quasi a sentire il profumo di quella regale uva che è il nebbiolo. Segue poi una panoramica degustativa della migliore produzione di Serralunga, partendo da Dolcetto e Barbera d'Alba, per finire con quasi 40 fra Barolo 2004, 2003 e 2001.Ancora non vi basta? Sappiate allora che Massimo Billetto vi aprerà le porte sui migliori Barbaresco 2004, Luca Grippo ci parla dei vini della Costa Toscana e dei vini di Montefalco, Paolo Lauciani mette a nudo il grande produttore veneto Roberto Anselmi, Monica Coluccia ci inebria con le dolcezze di Langa, il noto enologo Donato Lanati ci spiega quanto sia importante la tracciabilità, Alessio Puntel ci fa conoscere lo Champagne di Beaufort, Giovanni Ascione ci ricorda che in Germania non si fa solo birra, ma ci sono regioni come Mosella, Saar, Ruwer e Nahe dove si fanno vini grandissimi. E ancora tante altre belle cose che, credo sia giusto scopriate da soli. Buona lettura!
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