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Mondo Di Vino
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[06/09/2019, 13:37] A natural Italian wine that reminds me of a cousin
I found this wine in a care package, the person who provided it was very excited for me to taste this wine. And seeing as I respect this person?s opinion, I told him I?d try it as soon as possible.

The wine is the 2017 Tenuta di Valgiano Palistorti Bianco, a Toscana IGT blend of Vermentino 50%, Trebbiano 16%, Malvasia 16% and Grechetto 16%. On the neck band there are two markings, Demeter and Vignaioli Independenti. This is a northern Tuscan estate in the Luccan Hills.

The visual impression of the wine was pretty straightforward. It was clear, with the slightest tincture of green.

Olfactory-wise, this is where the wine took over. It smelled like a light retsina, coupled with the aroma of the holiday spray called ?The Smell of Christmas,? which I remember from my mom, who used to get it at the Hallmark store. And finally, a briefest impression of methanethiol, not entirely unpleasant, as it wasn?t a dominant trait. But for those who have eaten asparagus and later noticed an unusual byproduct, that was the part of the forest it was hiding in.

In the flavor, it was light, delicate, with the faintest hint of pine. It felt like Italian wine I?d had in the distant past, but I couldn?t pinpoint where or what. There was the slightest effervescence to the wine. It also reminded me of Greek wine in the 1970?s, which probably explains the pine and the reference to retsina. Again, it wasn?t unpleasant, just different.

The wine reminds me of a cousin, one we probably all have. She looks like the mother, but bears no resemblance to the father. She?s interesting, a little bit exotic, even mysterious. And she?s a welcome relief to the genetic sameness of a family. She?s also a bit of an outsider. Yet how can you not feel for another outsider?

Imported in the US by North Berkeley Imports. SRP in the USA under $30.




written and photographed by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy
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[06/04/2019, 22:23] Ristorante Casa Format ? Orbassano (TO) ? Corporate Chef Igor Macchia

Dopo la nostra prima esperienza eccoci nuovamente a Casa Format, il progetto di ristorazione e accoglienza sostenibile di CredenzaGROUP, il marchio che racchiude una serie di attivit? ristorative nel torinese tra cui La Credenza, 1 stella Michelin, e la nuovissima pizzeria contemporanea SP143. I fautori di questo progetto lodevole e di successo sono Giovanni Grasso e Igor Macchia, che ? anche il corporate chef dell’intero gruppo. Qui la nostra esperienza in quel di Orbassano

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 14 Settembre 2017

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna il piatto e 2 coperti
Espresso segnala il ristorante
Gambero Rosso assegna 77, cucina 46

La squadra

Casa Format ? un progetto di ristorazione di CredenzaGROUP

Lo staff di cucina

Corporate chef: Igor Macchia

Lo staff di sala

Direttore di sala: Alessandro Gioda
Sommelier: Fabio Grasso

Giunti a destinazione

L’ingresso del ristorante

Gli interni

Sala e mise en place

Il carrello dei formaggi

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Degustazione

Men? dell’orto ? 40

Sformato di verdure, crema di patate e verdure al vapore
Risotto alla fontina valdostana, nocciole e spinaci saltati
Uovo cotto a bassa temperatura, asparagi e polenta Pignoletto Rosso
Gelato alla crema, zabaione, frutta cotta, crumble alla nocciola e salsa al cioccolato

La carta

Per stuzzicare

Prosciutto crudo tagliato al momento (100 gr) ? 13
Formaggi dei nostri produttori responsabili ? 3 cad.
Mozzarella di bufala Campana, olio toscano (150 gr) ? 8
Acciughe al verde e burro ? 11

Antipasti

Uovo cotto a bassa temperatura, asparagi e polenta Pignoletto Rosso ? 13
Sformato di verdure, crema di patate e verdure al vapore ? 14
Battuta di fassone, misticanza, sedano rosso e salsa alle acciughe ? 15
Tartare di palamita, salsa di soia, sesamo e rafano ? 15
Insalata, barbe di frate e mozzarella di bufala campana ? 10

Primi

Risotto alla fontina valdostana, nocciole e spinaci saltati ? 15
Cappellacci farciti al salame di turgia, patate viola e verdure ? 16
Crema di verdure e fiori di campo, orzo saltato ? 11
Rigatoni del pastificio Felicetti, carbonara di verdure e salsiccia ? 14

Secondi alla griglia

Galletto impanato nei grissini, cavolo rapa e maionese alla senape ? 16
Bistecca di gola di maiale, barba del frate e polvere di capperi ? 18
Tagliata di manzo al rosmarino ? 20
Costata di manzo ? 5,50 hg
Ricciola, limone confit, capperi, olive e prezzemolo ? 21
Calamari, biete a costa larga, pomodori, pane e sale al sedano ? 20
Gamberoni, bisque di crostacei e paprika dolce ? 21

Dolci

Bignol-ONE ripieno di crema chantilly con cioccolato, lamponi e arancia ? 8
Granita al limone e verbena, frutta fresca e spuma di latte ? 8
Gelato alla crema, zabaione caldo, frutta cotta, crumble alla nocciola e salsa al cioccolato ? 8
Il nostro tiramis? ? 8

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Giardiniera realizzata con le verdure del loro orto e grissini

Franciacorta Brut – La Montina

Pane

Tipologia di pane: realizzato con farina viva tipo 1.

Piattooo!

Uovo cotto a bassa temperatura, asparagi e polenta Pignoletto Rosso

Insalata, barbe di frate e mozzarella di bufala campana

Tartare di palamita, salsa di soia, sesamo e rafano

Vermentino 2017 Riviera Ligure di Ponente Doc – Cascina delle Terre Rosse

Risotto alla fontina valdostana, nocciole e spinaci saltati

Cappellacci farciti al salame di turgia, patate viola e verdure

Calamari, biete a costa larga, pomodori, pane e sale al sedano

Bistecca di gola di maiale, barba del frate e polvere di capperi

Passito Moscato di Saracena – Cantine Viola

Vigna La Miccia Marsala Superiore Oro Doc – Marco De Bartoli

Il servizio del prossimo golosissimo dessert

Gelato alla crema, zabaione, frutta cotta, crumble alla nocciola e salsa al cioccolato

Il nostro tiramis?

Caff? Lavazza Tierra e coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: brutti ma buoni alle nocciole.

VG insieme allo chef Igor Macchia

Cucina

Igor Macchia qui a Casa Format punta sull’immediatezza, sulla comprensibilit? della cucina proposta. Niente fuochi d’artificio, nessun piatto evanescente, nessuna dimostrazione di tecnica fine a se stessa. Tutt’altro: Igor punta sulla golosit? e su sapori veri, non alterati; esalta le ottime materie prime con cotture tendezialmente rapide e con accostamenti stimolanti. In tanti piatti sono presenti verdure e ortaggi dell’orto che si estende sui 2.000 mq che circondano la struttura.

Servizio e accoglienza

Alessandro Gioda ? una garanzia assoluta per quanto riguarda l’accoglienza e il servizio. Con Fabio Grasso forma un duo affiatato che assicura tempistiche corrette, cortesia e professionalit?.

Conclusioni

Non ci resta che confermare la buonissima impressione che avevamo avuto dopo la nostra prima visita: Casa Format ? un concept moderno, studiato alla perfezione, dove si pu? gustare una cucina di ottima fattura e accessibile ai pi?. Assolutamente da provare!

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Casa Format
10043 Orbassano (TO)
Via Tetti Valfr?, fraz. Tetti Valfr?
Tel. (+39) 011 9035436
Chiuso il mercoled?
E-mail:?info@casaformat.it
Sito internet:?www.casaformat.it

 

 

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[06/03/2019, 22:04] Ristorante La Trota ? Rivodutri (RI) ? Chef/Patron Sandro e Maurizio Serva

Una storia familiare che continua da decenni, una grande maison, una tra le pi? importanti cucine d’acqua dolce d’Italia: siamo alla Trota di Rivodutri. ? stata la passione trascinante e la caparbiet? dei fratelli Sandro e Maurizio Serva a trasformare una semplice trattoria in un luogo di pellegrinaggio gourmet, mettendo questo piccolo paesino a un centinaio di chilometri da Roma (ma anni luce nell’atmosfera) sulla mappa. L’hanno ereditata dai genitori, correva l’anno 1963, la madre alla pasta fresca e il padre a manovrare le braci. Un percorso di pi? di 50 anni e un isolamento idilliaco hanno dato vita a una cucina unica, personalissima e inconcepibile altrove, in cui l’esperienza sul pescato fluviale e lacustre permette di esprimere con chiarezza disarmante le peculiarit? di ogni singola variet? del pescato, pur con molteplici sfaccettature e brillanti pennellate di colore. Il gambero di fiume non teme una serie di contrasti esotici, la cottura della trota ? di perfezione commovente, l’uno-due di luccio tra carboidrato e secondo piatto ? un virtuosismo tra tali del pesce, affumicature, note dolci e amare, nostalgia e ironia.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 2 Maggio 2011

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna 2 stelle e 4 coperti
Espresso assegna 4 cappelli (nel 2018 3 cappelli)
Gambero Rosso assegna 92, cucina 55

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Sandro e Maurizio Serva?
Sous chef: Mattia Silvestri??
Pastry chef: Jasmine Smordoni?

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Amedeo e Michele Serva?
Chef de rang: Sandro Lucidi??

L’ingresso del ristorante

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Attraversando il lago… ? 120

Gamberi, radici, tuberi
Trota, couscous all?ananas, aceto di rose
Carpa, maionese di rape rosse e crescione di sorgente
Risotto affumicato al rosmarino, liquirizia, strigoli e caviale d?acqua dolce
?Baccal?? di lucioperca
Dolce da scegliere a piacere dall?apposita carta

3 vini in abbinamento ? 40

… Arrivando al Territorio ? 120

Uovo di carciofo
Quaglia marinata ai mirtilli, mosto cotto ed erbe spontanee
Bottoni di stracciatella, asparagi selvatici e foie gras
Cannoli di olive nere ripieni di pollo, peperoni e gelato di friggitelli
Lingua di manzo, caramello al bergamotto
Dolce da scegliere a piacere dall?apposita carta

3 vini in abbinamento ? 40

I Classici ? 140

Uovo di carciofo
Carpa, maionese di rape rosse e crescione di sorgente
Zuppa di tinca con passaggio speziato e capelli d’angelo
Cannoli di olive nere ripieni di pollo, peperoni e gelato di friggitelli
Trota fario, foie gras, pastinaca
Il Piccione e il bosco
Zuppa di agrumi, cioccolato bianco al sale ripieno di mango e gelato di olive nere della Sabina

4 vini in abbinamento ? 50

La carta

Antipasti

Gamberi, radici, tuberi ? 30
Trota, couscous all?ananas, aceto di rose ? 30
Carpa, maionese di rape rosse e crescione di sorgente ? 30
Quaglia marinata ai mirtilli, mosto cotto ed erbe spontanee ? 30
Uovo di carciofo ? 30

Primi

Risotto affumicato al rosmarino, liquirizia, strigoli e caviale d?acqua dolce ? 25
Zuppa di tinca con passaggio speziato e capelli d’angelo ? 22
Bottoni di stracciatella, asparagi selvatici e foie gras ? 28
Cannoli di olive nere ripieni di pollo, peperoni e gelato di friggitelli ? 25
Zite arrostite ripiene di coregone affumicato ? 25

Secondi

Trota fario, foie gras, pastinaca ? 38
?Baccal?? di lucioperca ? 38
Anguilla laccata al miele di castagno, cavolo rosso marinato ? 38
Il Piccione e il bosco ? 38
Lingua di manzo, caramello al bergamotto ? 38
Pane, porchetta e cicoria ? 38

Formaggi al carrello ? 20

Dolci

Zuppa di agrumi, gelato di olive nere della Sabina, cioccolato bianco al sale ripieno di mango ? 18
Piccole bombe, crema, lamponi e cioccolati ? 18
Come dire… ?Zuppa inglese!? ? 18
Birra, arachidi, tequila e lime ? 18
Riso al t? verde, mela e gelato al gelsomino ? 18

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il ma?tre Michele Serva ci serve il primo vino

Brut Tradition – Champagne de Barfontarc

Pane

Tipologia di pane: filone con farine di tipo 1 e lievito madre; panini con origano e lavanda; focaccia impastata con patate e birra con lievito madre; carta musica con frutta secca; grissini con buccia di limone.

Lo chef Maurizio Serva ci d? il suo benvenuto

Aperitivo

Gelato di caramello salato, popcorn al rosmarino e crumble di guanciale

Castagna di zucca affumicata al cardamomo

Cialda di mela e patata, uova di trota, polvere di capperi e miele al tarassaco

Vigneto di Popoli Trebbiano d’Abruzzo – Valle Reale

Piattooo!

Gamberi, radici, tuberi e crescione di sorgente

Gamberi di fiume con radici e tuberi cotti al vapore di t? nero, salsa al kiwi e banana e crescione di sorgente.

Trota, cous cous e rucola selvatica

Filetto di trota cotto con un caramello d’ananas, salsa di rucola selvatica, aceto di rose e cous cous fatto a partire da semola spruzzata con succo d’ananas e bisque di gamberi, cotto al vapore di un brodo di pesce.

Carpa in crosta di semi di papavero con maionese di patate e rape rosse

La maionese viene fatta con un tuorlo per circa 30 porzioni e montata con rape rosse e patate.

Arn?to 2015 Trebbiano Spoletino Igt – Tenuta Bellafonte

Uovo di carciofo

Carciofo a forma di uovo cotto sia alla romana sia alla giudia, salsa di topinambur e gocce di mentuccia.

Risotto affumicato al rosmarino, liquirizia, guancia di luccio e caviale d’acqua dolce

Lucioperca cotto sulla pelle e “Raffaello” di luccio

Lucioperca arrostito sulla pelle, salsa di scarola, croccante di mais.

Pralina di luccio mantecato con nocciole e cocco.

Alea Viva 2015 Lazio Rosso Igt – Andrea Occhipinti

Anguilla laccata al miele di castagno, cavolo rosso marinato e finte olive di mela verde al caff?

Gianni Gagliardo 2013 Barolo Docg – Poderi Gianni Gagliardo

Il carrello dei formaggi

La selezione di VG accompagnata da pane integrale con frutta secca e miele e composte di melanzane, arancia e mela limoncina

Vendemmia Tardiva 1995 Passito Bianco Umbria Igt – La Palazzola

Recioto della Valpolicella Classico Docg 2012 – Zenato

Birra, arachidi, tequila e lime

Cr?me br?l?e di birra, sorbetto di lime, croccante di arachidi e spuma di tequila.

Zuppa di agrumi, cioccolato bianco al sale ripieno di mango, gelato di olive nere della Sabina

Mela, alloro e zafferano

Strudel di mela e zafferano, mela cotta nel karkad? e sorbetto di alloro.

Come dire… “Zuppa inglese”!?

Sfere di cioccolato e crema panate con pan di Spagna disidratato, polveri di pan di Spagna e salsa all’Alchermes.

Piccole bombe, lamponi, crema e cioccolati (fondente e bianco al rosmarino)

Coccole finali

Tipologia piccola pasticceria: ghiacciolo di sedano; panna cotta di zucca; dado di rapa; mousse di patate e caff?; cheesecake di cavolfiori; tartufo di cipolla; cr?me br?l?e di peperoni arrostiti.

Caff?

Tipologia caff?: miscela di 9 variet? di arabica e una di robusta, creata per loro da Faraglia – Torrefazione Olimpica (Rieti).

VG insieme ai fratelli Serva e a Michele

Cucina

Dire che siamo di fronte a una grandissima cucina di acqua dolce ? riduttivo. Qui alla Trota c’? un’espressivit? unica, che esalta ogni materia prima con una profondit? impensabile altrove.

Servizio e accoglienza

Da sempre i patron Sandro e Maurizio vivono sala e cucina in totale simbiosi, offrendo ai loro ospiti un’accoglienza sincera e degna delle pi? grandi maison. Nel caso 50 anni e passa di attivit? non fornissero una sufficiente sensazione di continuit?, la nuova generazione, con Amedeo e Michele, si esprime gi? a livelli altissimi, con empatia familiare e tecnica contemporanea.

Conclusioni

C’? davvero poco da ribadire. La Trota ? un grandissimo ristorante sotto ogni punto di vista e ogni generazione della famiglia Serva sembra godere di un’inesauribile riserva di energia e passione.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante La Trota
02010 Rivodutri (RI)
Via Santa Susanna, 33
Localit? Piedicolle
Tel. 07.46685078
Chiuso domenica sera e mercoled?
E-mail:?info@latrota.com
Sito internet:?www.latrota.com

 

 

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[06/02/2019, 22:44] Cartoline dal 884mo Meeting VG @ Ristorante Lido 84 ? Gardone Riviera (BS) ? Chef Riccardo Camanini

? il ristorante italiano del momento, quello di cui tutti parlano e in cui tutti gli appassionati vogliono andare. E Il suo successo sta espandendosi a macchia d’olio, tant’? che fioccano anche i riconoscimenti internazionali: la scorsa settimana ha ricevuto dalla World’s 50 Best Restaurants?il One To Watch Award 2019, il premio al ristorante “da tenere d’occhio”, mentre a febbraio l’House Special durante i World Restaurant Awards con la mitica Cacio e pepe in vescica di maiale. Stiamo parlando ovviamente del Ristorante Lido 84 di Gardone Riviera dei fratelli Camanini, dove abbiamo organizzato uno dei nostri esclusivi eventi gourmet. I nostri Amici Gourmet sono stati accolti con un aperitivo in giardino, a bordo lago, prima di accomodarsi a tavola per godere delle ultime creazioni dello chef Riccardo Camanini, un genio in continua evoluzione e dalla crescita costante, in grado di sfornare piatti sempre convincenti, stimolando sempre corde diverse. Qui la nostra esperienza…

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 3 Aprile 2013
->?Meeting del 12 Aprile 2015
->?Meeting del 14 Maggio 2016
->?Meeting del 25 Marzo 2017
->?Reportage del 9 Novembre 2017
->?Meeting del 9 Aprile 2018
->?Meeting del 13 Ottobre 2019

La squadra

Lo staff in cucina

Chef:?Riccardo Camanini
Sous chef: Gilles Fornoni?
Panettiere:?Luca Pedersoli
Chef de partie antipasti: Stefano Iacopozzi
Chef de partie primi:?Alessandro Pacchioni
Chef de partie secondi:?Antonino Scir?
Pastry chef:?Federica D?Alpaos
Chef Tournant: Angelo Bonfitto
Stagista: Lorenzo Chinosi, Samuele Nipitella
Plonger:?Veronica e Garfur

Lo staff in sala

Manager:?Giancarlo Camanini
Sommelier:?Manuele Menghini
Aiuto sommelier:?Andrea Puliga
Stagista sommelier: Roberto Sabbatella
Chef de rang: Billa?Aliguettou, Babar Shahzad,?Nicholas Berardi
Assistant Manager: Silvia Cipani, Ilaria Zacchetti

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo in giardino a bordo lago

Lo chef Riccardo Camanini ci d? il suo benvenuto

In arrivo gli stuzzichini

EBB Franciacorta – Mosnel

Tipologia degli stuzzichini: sfoglia di semi tostati, uova di salmerino.

Topinambur fritto

Glicine in tempura

Piatto?Mepra.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette Decisamente Frizzante, Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Comte de Montaigne,?Premium Partner del nostro?Roadshow

Blanc de Blancs Grande R?serve Champagne Brut – Comte de Montaigne

Un bel brindisi?

Pane

Tipologia di pane: alle patate e semi cotto alla brace, con lievito madre.

Piattooo!

Brodo di pesce azzurro, olio extra vergine di oliva

Crema di sedano rapa, mandorla bruciata e carrube

Cucchiaio?Mepra?personalizzato per Viaggiatore Gourmet.

Tartare di seppia, burro di anguilla affumicato, topinambur

Finalmente 2017 Moscato secco – Cascina Lodola

Il servizio della portata successiva

Totanetti alla brace, broccolo fiolaro, lime kaffir

Linguina, zuppa di seppie, cavolo viola in aceto di Groppello

Dall’Isola Campania Bianco Igt – Joaquin

Riso, crescione, tuorlo d?uovo, capperi fritti

Fusillone 84 ore e 11 minuti con burro piemontese Inalpi

Baccal?, cachi, senape e agretti

Toscana Igt 2005 – Il Borro

Pancia di mora romagnola, red paste curry, cavoli

Lo chef e la sua brigata ci raggiungono in sala

La prossima portata ? servita in pentola d?oro Agnelli

Un grande classico del Lido 84

Cacio e pepe in vescica di maiale

Sarda di lago affumicata e fritta, miele, rosmarino, agrumi

Conti della Cremosina 1982 Barolo – Bersano?

Infiorescenza di gelsi alla brace, gelsi neri, chiodi di garofano

Cuore di bue, gelsi neri, senape ? l?Ancienne, chiodi di garofano

Antica Formula Vermouth – Carpano

La Serra Moscato d’Asti Docg – ?Marchesi di Gr?sy

La gran carta dei dolci!

Pan bagnato, passatina di mora, gelato alla vaniglia Grand Cru Bora Bora

Torta di rose cotta al momento zabaione al Vov, limoni del Garda

Gelato al Grand Marnier

Torta fredda di polenta e arancia

Kouign-amann, arancia, zenzero, timo e sale grosso

Torrone al cioccolato 85% frutta secca e candita

Sfoglia croccante di mandorle

Chiudiamo in bellezza con il pongo!

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 884esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Lido 84
25083 Gardone Riviera (BS)
Corso Zanardelli, 196
Tel. (+39) 0365 20019
Chiuso marted? e?mercoled?
E-mail:?info@ristorantelido84.com
Sito internet:?www.ristorantelido84.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[06/02/2019, 18:15] An Epic Journey in Pursuit of the Evolution of Native Wine
...in loving memory of Al Pasquino

I was living in Florence for a brief time. And at the macrobiotic mensa a friend had made mention of this mythical figure of a winemaker in the nearby hills. He suggested we go visit this person, as they were old and who knew how much longer he or she would be alive. Yes, so fabled that we didn?t even know if it was a man or a woman!

We were young, which is to say we were broke. Why else would we be taking our meals in a mensa? Oh yes, we were not carnivores, that was a fact then. And the mensa provided us with what we took to be our daily nutritional needs during a meal, at the time. Imagine, being a vegetarian (albeit la lacto-ovo one) in a world of Bistecca alla Fiorentina! And those amazing roast chickens one gets out on the country tables. But, alas, we would have to be content with our fields of greens, cicoria and rucola, and the many types of squash. And of course, eggplant. And potatoes! And tomatoes! Yes, one could see it through the day without eating the flesh of another creature, even in Tuscany. And yes, one could have ?regularity,? if one were so afflicted with the inability to ?let go? of things. And there were always figs.

So, we borrowed a car and headed for the hills, on our journey, in search of the mage of the Colli Fiorentini.


Tuscan Hill Country is a twisty-turny sort of affair. These were the days before GPS, or even dependable Italian cars, and we had a map of sorts. And even though Italian cartography is renown, our little scribbles on a napkin were tantamount to a mystical joke in the search for our vinous bodhi-manda and the elusive master of the vines. But we persisted in our Quixotic pursuance and soon around a corner, we found a little break in the road, surrounded by bamboo long planted, maybe even by the sage we were in search of. So, we turned into the clearing and went down into it, following a road that kept getting smaller and smaller.

At one point, we had to leave the car. Thankfully it was mid-day and the mosquitos were napping, along with the rest of the country.

In what seemed like a death march of time, with sore muscles and even sorer feet, we came upon a duo of signs, each pointing in a different direction, with the words, Viti and Grotta. Our instincts told us to head for the grotta, and so we instead went the way of the direction towards the viti. It turned out to be a providential decision.

After a quarter of a mile or so, we came to a clearing, where there were vines. And another sign, timeworn by lifetimes of sun and rain, which looked like the two words, Viti Parodias, but the sign was so worn could it have been another name in its inception, perhaps Via (or Villa) Paradisa? The raucous drone of the cicadas announced our intrusion. And from the middle of the field, a head popped up and looked in our direction, only to have the head disappear in a nanosecond. Apparently, we were not a threat. And, as well, we did not appear to have communicated, via a friend of the winemaker, that we were coming to pay our respects. Nonetheless, we trudged on ahead in search of illumination.

As we approached nearer, we heard a voice, in what my friend said was a remote Tuscan dialect from before the time of Dante. My friend was part of a family who had lived in the region since the middle ages. The founding family member had a way station on the Via Francigena, with ties to the Aldobrandeschi dynasty. ?What this person is asking, is what are we doing here? Have we come to help?? my friend translated.

We were tired, we were thirsty, and we were idiots. But we were here already, so why not help? We were young and who knows where this would lead? Of course, we were hoping to grab some enlightenment from this wise old winemaker, and maybe even taste the wine, which in Florence, was the stuff of legends. Only one restaurant had even had the wine on the list and in those days was reported to be on the list for ?90,000 (with ?880 = US $1.00 at the time). Of course, no one in our circle had ever seen the wine, let alone taste even a sip of it. We had to do whatever it took to get closer to that wine. We were so close; we didn?t even see the blood on the doorstep.



Pt. I - to be continued...



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[05/31/2019, 22:13] Cartoline dal 883mo Meeting VG @ Ristorante VUN del Park Hyatt Hotel ? Milano ? Chef Andrea Aprea

Il nostro calendario di eventi gourmet continua da Milano. Siamo a pochi passi da Piazza della Scala, appena fuori dalla Galleria Vittorio Emanuele II, presso il Ristorante VUN del Park Hyatt Hotel, da 8 anni regno dello chef campano Andrea Aprea. Come sempre c’? stata riservata una grande accoglienza da parte dello staff del ristorante,? che ? stato aperto in esclusiva per noi a pranzo. Lo chef ci ha proposto un percorso di degustazione in cui ha alternato i suoi classici ad alcune delle nuove creazioni, piatti impeccabili dal punto di vista tecnico ed estetico, ma soprattutto? del gusto, con quel riuscitissimo mix nord-sud, suo autentico marchio di fabbrica. Qui il racconto del nostro pranzo…

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 8 Novembre 2011
->?Meeting del 14 Novembre 2011
->?Meeting del 18 Luglio 2012
->?Reportage del 1 Febbraio 2013
->?Degustazione Dom P?rignon del 25 Novembre 2013
->?Meeting del 18 febbraio 2015?
->?Reportage del 22 Settembre 2015
->?Meeting del?27 Aprile 2016

->?Meeting del?1? Marzo 2017
->?Meeting del 15 Febbraio 2018

La squadra

Lo staff di cucina

Executive chef e Vun Director: Andrea Aprea
Chef de cuisine: Antonio Sena
Junior sous chef: Gianmaria Arlati
Chef de partie: Giacomo Primante
Demi chef de partie: Pasquale Coppola
Demi chef: Michele Interrante, Daniela Kuhnreich e Nino Margagliotta
Junior sous chef pastry: Angela Lorusso
Demi chef pastry: Sampath Withanachchi Gunawardana e Giulia Santolamazza
Commis pastry: Giacomo Nicastro
Stagisti: Matteo Siano, Marco Costa e Cristiano Mariuzzo
Stagista pastry: Annamaria Ruotolo

Lo staff di sala

Ma?tre: Michele D?Emilio
Assistant Restaurant Manager: Arian Nahi
Sommelier/demi chef: Andrea Dentella
Bar & Lounge Manager: Alessandro Iacobucci Vitoni
Head waitress: Ilaria Fiorillo
Chef de rang: Alexander Grebeniuk
Demi chef de rang: Francesca Baccon
Commis chef de rang: Gaia Bottura e Davide Manassero
Hostess: Giulia Corsi

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante e Naturalmente Naturale

Aperitivo anni ’80

Alessandro Iacobucci Vitoni, Bar & Lounge Manager, ci prepara un dissetante cocktail di benvenuto

Americano personalizzato: Bitter Rouge, Punt e Mes, Soda

Comte de Montaigne,?Premium Partner del nostro?Roadshow

Blanc de Blancs Grande R?serve Champagne Brut – Comte de Montaigne

Un bel brindisi tutti insieme

Olive nere e arancia

Patata soffiata, formaggio di capra, paprika

Pane

Tipologia di pane: cafone; streghe; grissini. In accompagnamento, olio extra vergine d’oliva Nocellara del Belice Mandranova.

Piattooo!

Caprese? dolce e salato

Scampo e lingua, zucca, salsa verde

Uovo di selva, castagne, liquirizia, Grana Padano oltre 20 mesi

Pinot Grigio Veneto Igt 2011 – Terre di San Rocco

Lo chef Andrea Aprea ci descrive la portata successiva

Ri – Sotto – Marino

Preparato con burro piemontese Inalpi. Piattino?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Il piatto successivo ? preparato in sala

Un ultimo tocco…

Eliche Gentile, estratto di cavolo viola, sarde, burrata, crescione

Sauvignon Langhe Doc 2014 – Marchesi di Gr?sy

Tortello cacio e pepe

Tortello con ricotta di bufala e doppia concentrazione di rag? napoletano

Cucchiaio?Mepra?personalizzato per Viaggiatore Gourmet.

Petra 2014 Toscana Rosso Igt – Petra

La prossima portata ? presentata in sala in pentola d?oro?Agnelli

Lo chef ci descrive il piatto

Pasta patata e provola

Il tocco finale

San Pietro Milano – Napoli

Baccal? alla pizzaiola disidratata

Maurizio Zanella 20017 Sebino Rosso Igt – Ca’ del Bosco

Il piatto ? ultimato al tavolo

Agnello, zucchine, escabeche

Intensit? di limone

La Serra 2018 Moscato d’Asti Docg – Marchesi di Gr?sy

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Black Lion Etiopia, torrefazione Attilio (Torino).

Tipologia piccola pasticceria: cannolo, ricotta, lamponi; tartelletta alla violetta; tiramis?.

Lo chef ci raggiunge al tavolo per un saluto

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 883esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante VUN ? Park Hyatt Hotel
20121 Milano (MI)
Via Silvio Pellico, 3
Tel. (+39) 02 88 21 1234
Chiuso a pranzo, domenica e luned? tutto il giorno
E-mail:?
restaurantvun.milan@hyatt.com
Sito internet: www.ristorante-vun.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

L'articolo Cartoline dal 883mo Meeting VG @ Ristorante VUN del Park Hyatt Hotel ? Milano ? Chef Andrea Aprea proviene da ViaggiatoreGourmet alias AltissimoCeto!.

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[05/31/2019, 08:36] Ristorante Pascucci al Porticciolo ? Fiumicino (Roma) ? Patron/Chef Gianfranco Pascucci, Patron Vanessa Melis

“Non solo cucina”, “pi? di un ristorante”… espressioni ormai inflazionate e usate spesso a sproposito. Poi scopri un progetto come quello del Porticciolo di Gianfranco Pascucci e Vanessa Melis, e capisci che con un’attivit? ristorativa si pu? andare veramente oltre. Negli anni la ricerca di Gianfranco ha portato il suo locale a Fiumicino a essere un punto di riferimento della cucina di mare, con un’evoluzione nella complessit?, nelle ambizioni e nella coerenza dei piatti entusiasmante, soprattutto nell’ultimo periodo. Ma tutto questo ? supportato dal suo instancabile impegno nei confronti dell’ecosistema marino, nonch? la sua divulgazione anche televisiva, rendendo una degustazione al Porticciolo un’esperienza di grande rilievo per la propria cultura gastronomica. La sbalorditiva biodiversit? rappresentata nei piatti ? infatti frutto della collaborazione con la vicina oasi WWF di Macchiagrande, dove la cucina pu? avere accesso a una miriade di sapori e profumi (alghe, erbe aromatiche, radici), dando al progetto anche l’aiuto di una valenza economica.

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna 1 stella e 3 coperti (nel 2018 1 stella e 2 coperti)
Espresso assegna 3 cappelli
Gambero Rosso assegna 90, cucina 54

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Gianfranco Pascucci
Sous chef: Alali Kerim
Francesco D?Angio
Tommaso Zoboli??
Pastry chef: Monica Dessi

Lo staff di sala

Ma?tre/patron: Vanessa Melis
Sommelier: Mirko Rebuzzi
Secondo sommelier: Fabio Di Nicolo
Lucrezia Di Rocco
Flavia Stortini
Damiano Ambrosetti

Sala e mise en place

Men?

Riportiamo, come sempre, il men? degustazione e quello alla carta.

Men? degustazione classico

Panino da spiaggia
Tonno rosso del Mediterraneo in misticanza aromatica
Tempura di calamari, composta di arance e cipolla
Tagliatelle di Kamut al coccio, capperi, olive e bottarga
Gamberi rossi al sale, profumi di erbe bruciate e agrumi
Tiramis? espresso
Piccola pasticceria

La carta

Antipasti

Il crudo e il cotto (una selezione di 3 antipasti scelti da Vanessa)
Tonno rosso del Mediterraneo in misticanza aromatica
Muggine nell?Oasi di Burano
Calamari arrostiti alle erbe, infuso di calamaro
Variazione marinara di una finta pasta e ceci
Tempura di calamari, composta di arance e cipolla
Tiramis? di alici
Polpo in umido con lenticchie

Primi

Tagliatelle di Kamut al coccio, capperi, olive e bottarga
Taglierini in essenza marina, mazzancolle, tartufo nero pregiato
Trenette Mancini, ricci e lupini
Spaghettino al lardo di mare, pomodorini e basilico
Pasta, patate e baccal? con cavolo nero e peperone secco

Secondi

Spigola, cavolo riccio e limoni marinati
Mazzancolle, carciofi e fiori
Triglia croccante, foie gras al marsala, lamponi e nocciole
Astice BBQ, funghi cardoncelli in emulsione di macchia

Dolci

Sorbetto di limone e timo, granita di erbe verdi e polvere di pomodoro
Eclisse in variazione di cioccolato
La Duna
Tiramis? espresso
Il Bab?
Millefoglie di cioccolato e zabaione, sorbetto di pompelmo e finocchi
La zucca, cardamomo, caramello e gelatina all?amaretto

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Coste Beert Chouilly Grand Cru Brut Blanc de Blancs – Champagne Pierre Legras

Pane

Tipologia di? pane: bianco; multicereali; grissini. Panificio Gabriele Bonci (Roma). In accompagnamento, burro, acciughe e origano.

Cialda croccante di cavolo viola, maionese di aringa e uova di salmone

Stelline marine tonnate

Benvenuti al ?Mare?: il gioco consiste nel cancellare con la spugna la scritta “mare” e assaggiare il tutto

Polveri di alghe, mitili, crostacei compongono la scritta “mare”

Spugna di erbe intrisa di acqua di lupini, maionese di ostriche, alga wakame fermentata e alici

Chardonnay Cuv?e Bois Valle D’Aosta Dop – Les Cr?tes

Piattooo!

Misticanza aromatica di tonno

Il tonno viene lavorato nel miso e poi aromatizzato con la sua bottarga fatta da loro al tandoori e chartreuse. Come base un soffice broccolo siciliano, verza croccante all?aceto e sopra al tonno misticanza aromatica Le Spinose (Magliano Sabina).

A fianco, prosciutto di tonno con simile lavorazione precedente, ma con stagionatura del tonno. Affettato sottilmente e accompagnato da un velo di lardo prodotto dal Ristorante Villa Maiella. Una leggera emulsione di agrumi e pepe completa il piatto.

Il muggine nell?Oasi di Burano

Il muggine, pescato nell?Oasi di Burano, viene prima lavorato usando la tecnica sciabu sciabu, poi viene arrostito sulla pelle e condito con il suo stesso grasso, erba cipollina e un po’ di zafferano. A finire, germogli di rovo, finocchio marino e salsa di radici e erbe.

Lo chef Gianfranco Pascucci ci descrive la portata successiva

Gamberi rossi al sale, profumi di erbe bruciate e agrumi

I gamberi cuociono su una piastra di sale (vapore iodato) ?poi sono adagiati su una pietra di sale aromatizzata con un estratto di limone e si d? fuoco alle erbe di macchia, quasi a ricreare la sensazione di una pineta che brucia. La cottura su piastra di sale esalta la struttura della carne del gambero, il fumo delicato si congiunge al sapore della testa.

Il gambero fuori di testa?

La testa del gambero viene appena scottata con foie gras al Marsala, arancia, alloro e colatura di alici. Il fondo che ne deriva viene emulsionato con burro all?anice e servir? da laccatura per la coda del gambero.

In abbinamento, Americano

Calamaro arrosto, radici fermentate ed erbe

Il calamaro viene scioccato termicamente per 10 secondi, poi con un taglio preciso si elimina la pelle esterna del calamaro e se ne ricavano dei petali a comporre una rosa. Il calamaro viene scottato insieme alle erbe dell?Oasi di Macchiagrande di Fregene. In abbinamento, una radice fermentata.

Infuso di calamaro al peperoncino?

Calamari fritti in composta di arancia e cipolla

Piatto storico del locale: i calamari vengono fritti in tempura poi serviti con una composta di arance e cipolla ed erbe aromatiche (mentuccia, aneto, cerfoglio).

Spaghettino al limone con calamari spillo ?

Lo spaghettino viene cotto in un estratto di calamari, mantecato con burro al limone e burro di calamaro al pepe rosa. A finire, polvere di pimpinella e bottarga.

Bottoni di carciofo, estratto di pesce, lenticchie, seppiole e aria di prezzemolo

Astice BBQ con funghi cardoncelli, emulsione di macchia

Il corallo della testa viene lasciato alla coque coperto da funghi cardoncelli in salmoriglio, erba acetosa e una maionese realizzata con erbe di macchia infuse in olio.

Il prossimo piatto ? ultimato in sala

Scampi in vapore di erbe

Gli scampi sono cotti in un vapore generato da erbe e spezie. In una tajine scaldata sono inserite prima le spezie (pepe lungo, macis, pepe rosa, coriandolo, anice stellato e cardamomo) poi le erbe aromatiche: in tal modo si crea un vapore estremamente aromatico nel quale si cucinano gli scampi.

Triglia croccante, foie gras al Marsala e lamponi ghiacciati

La triglia viene fritta molto croccante. All’interno dei filetti un cremoso di fegatini di triglia. Foie gras al Marsala, erbe essiccate, nocciole e lamponi ghiacciati.

Sorbetto di ostrica

Nel guscio dell?ostrica pan di spezie, sorbetto di ostrica, sorbetto al limone e gel di alga salame e ginepro.

Amaro dell’Erborista – Varnelli?

Millefoglie di patate?

Patate soffiate, crema alla vaniglia, zafferano e sorbetto mango e passion fruit.

Duna

Soffice sorbetto di finocchio marino, quasi una neve, gel di corbezzoli, erbe di duna canile marittima, finocchio marino, tartufo e katsuobushi.

Meringhe al lemon curd – Cioccolatino, lampone e alloro con ganache al rum e caff?

Biscotti al vino rosso e rose di Damasco

Lo chef ci raggiunge al tavolo per un saluto

Cucina

Il legame viscerale che lega Gianfranco Pascucci al mare lo ha portato ad approfondire una miriade di tecniche, tutte ottimamente padroneggiate e mai fini a loro stesse. Disidratazioni, estrazioni, concentrazioni, arie, fermentazioni: l’intelligenza di questa cucina sta nel non porsi limiti di nessun tipo per poter raccontare la materia prima con quante pi? sfumature possibili.

Servizio e accoglienza

La coppia con Vanessa Melis, sia personale che lavorativa, infonde alla sala serenit? e atmosfera familiare, coordinando la brigata con precisione e tempi inappuntabili.

Conclusioni

Il ruolo di miglior ristorante di pesce di Roma sta ormai stretto all’ampiezza del progetto del Porticciolo e alla sua inesorabile ascesa. Ci aspettiamo molto e siamo sicuri che non resteremo delusi.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Pascucci al Porticciolo
00054 Fiumicino (Roma)
Viale Traiano, 85
Tel. (+39) 06 65029204 / (+39) ?329 4603566

Fax (+39) 06 6521659
Chiuso luned? tutto il giorno, marted? a pranzo, domenica a cena
E-mail: info@alporticciolo.net
Sito internet: www.pascuccialporticciolo.com

 

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[05/29/2019, 22:53] Fonteverde Tuscan Resort & Spa e Ristorante Ferdinando I ? San Casciano dei Bagni (SI) ? GM Antonello Del Regno, Chef Salvatore Quarto

Siamo sui colli della Val D?Orcia, dentro i confini del comune di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, uno degli antichi borghi noti per le millenarie sorgenti da cui sgorgano acque termali ricche di minerali, inseriti dall?UNESCO nella lista dei Patrimoni Mondiali dell?Umanit?. Qui sorge il Fonteverde Tuscan Resort & Spa, che fa parte dell’Italian Hospitality Collection e?gi? avevamo avuto modo di raccontarvi. La struttura, voluta dal Granduca Ferdinando I de? Medici,?offre molteplici spazi per il relax e trattamenti per soddisfare ogni esigenza, coniugando il fascino dell?architettura rinascimentale con l?eleganza degli ambienti curati nei dettagli e con la semplicit? del territorio circostante, piccolo paradiso della natura con ampie distese verdi e panorami da sogno. Il Resort ? famoso per il suo centro termale, distribuito su 5000 metri quadrati?e ben 7 piscine. Completano l’offerta il ristorante Ferdinando I, il bar Il Falconiere?e il Bioaquam caf?, ai bordi della piscina. Fonteverde ? affiliato a The Leading Hotels of the World, prestigioso brand dell?h?tellerie di lusso, e la sua SPA si fregia del marchio Leading SPA.

Archivio storico reportage:

-> Reportage dell’11 Settembre 2012

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin segnala il resort
Espresso non segnala il ristorante
Gambero Rosso segnala il ristorante

La squadra

Lo staff del resort

General Manager: Antonello Del Regno
Capo Ricevimento e Room Division Manager: Alessandra Ferrara
SPA Manager: Gabriella Carletti
Property Sales Manager: Cristina Morellini
F&B Manager: Guglielmo Paini

Lo staff di cucina

Chef: Salvatore Quarto
Sous chef: Benito Carrara
Chef de partie: Emiliano Coppetti, Emanuele Ceriello
Demi chef: Francesco Montarone, Francesca Nappini
Commis di cucina: Andrea Vanni, Elisabetta Tecchia

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Mirko Stollo e Giuseppe Pio Iannicelli
Chef de rang: Nicola De Micco

Italian Hospitality Collection

Italian Hospitality Collection riunisce hotel, resort e spa di eccellenza: unici, scelti per la loro bellezza, la loro storia e l?incanto del loro territorio. In Toscana i tre resort della collezione – Fonteverde, Bagni di Pisa, Grotta Giusti – sono nati come residenze termali nobiliari. Sono gioielli di storia e architettura sorti su sorgenti naturali, in alcune delle zone pi? incantevoli della regione come la Val d?Orcia, le colline che abbracciano Pisa e la Valdinievole. In Sardegna, il Chia Laguna ? immerso nello splendore di uno dei tratti pi? spettacolari della costa, davanti a spiagge, promontori, lagune costiere e dune che si affacciano sul mare color turchese. In Val d?Aosta Le Massif ? un?esperienza di ospitalit? unica in montagna che si esprime in due location d?eccezione: l?hotel cinque stelle Le Massif nel cuore di Courmayeur e lo chalet La Loge du Massif nello scenario di Plan Checrouit, direttamente sulle piste da sci.

La reception

Servizi del resort: staff medico; Beauty Service?(manicure, pedicure); Coiffeur; la Casina delle Rose, uno spazio multifunzionale a 2 piani con cucina annessa nella quale possono trovare spazio eventi privati, meeting, mostre, feste e ricevimenti. Il primo piano ? stato adibito a saletta VIP per la proiezione di film; le boutique; la bottiglieria, nella quale ogni giorno alle 19 scatta l?ora dell?happy hour con il sommelier che guida gli ospiti nella degustazione dei diversi vini, abbinati a piccoli assaggi di prodotti tipici toscani; la cappella.

Gli interni

La suite di VG

Tariffe delle camere

Fonteverde dispone di 78 camere, tra cui? 6 junior suite e 7 suite, eleganti e raffinate in stile rinascimentale.

Suite Cristina di Lorena e Eleonora da Toledo ? 776; Suite Val d?Orcia ? 553; Junior Suite da ? 346 a ? 413; Deluxe da ? 290 a ? 346; Privilege Vista Valleda ? 249 a ? 301; Privilege da ? 226 a ? 272; Queen da ? 198 a ? 232.

Il salottino

Il benvenuto del resort

La sala da bagno

Amenities

La doccia

Il mini bar

La SPA

Il Centro Termale di Fonteverde ? distribuito su 5000 metri quadrati, suddivisi su tre livelli, collegati alla struttura alberghiera da un corridoio interno che permette ai clienti di accedere alla Spa in tutta comodit? gi? indossando accappatoio e ciabattine.
Sono ben sette le piscine fruibili:

– due interne dedicate a trattamenti come il ?Thalaquam Massage? e il ?Bagno di Luce?
– una in parte interna ed in parte esterna, dotata delle pi? innovative tecniche di idromassaggio chiamata ?Bioaquam? che prevede percorsi drenanti e tonificanti con pi? getti.
– una per i clienti esterni, che scelgono di usufruire dei servizi termali per un solo giorno
– una su misura per i clienti dell?hotel
– una per i bambini
– una per gli amici a quattro zampe
– una piscina esterna a sfioro di acqua fredda di oltre 140mq. Realizzata in travertino bianco, ? circondata da una piattaforma in teck scuro, dove trovano spazio lettini e ombrelloni a disposizione degli ospiti dell?hotel.

Le acque di queste piscine sono ricche di propriet? terapeutiche (zolfo, calcio, fluoro, magnesio) e sono parte integrante del territorio, sgorgando da 40 sorgenti naturali e arrivando in superficie ad una temperatura di 42?C.
Lo staff medico a disposizione degli ospiti ? composto da: dietologo, cardiologo, posturologo, medico estetico e generico. L?offerta Medical Spa ? variegata e comprende diagnostica, dietologia, naturopatia, visite specialistiche ed esami ematochimici, percorsi termali e circuiti idroterapici in acqua termale, trattamenti termali, terapie inalatorie e massaggi.
Fonteverde ? una delle poche strutture termali a essere attrezzate per ospitare cani e gatti. Anche loro potranno godere dei benefici delle acque solfate che sgorgano da fonti millenarie e ricche di minerali.

Su consultazione: tariffe Centro Termale

La SPA e il centro benessere

Thalaquam

La piscina Bioaquam con vista sulle colline

Aperitivo al bancone del Bar Il Falconiere

A sinistra: Bloody Mary con pomodoro estratto fresco

A destra: Milano Torino New Age

Tipologia degli stuzzichini: tartare di manzo; spuma di burrata; tatin di cipolla; spigola marinata all’aneto; hummus di ceci; crema di piselli con gambero.

Sala e mise en place del Ristorante Ferdinando I

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione e quello alla carta.

Degustazioni

Monte Cetona ? 6

Selezione di salumi toscani con crostini misti e pecorino di Pienza
Pappa al pomodoro con pane cotto a legna
Maialino da latte con sedano rapa e carciofi
Caprese con sorbetto al bergamotto, chantilly alle bacche di goji

Monte Amiata ?? 65

Carpaccio di maialino con burrata e piselli
Gnudi di ricotta e spinaci al burro e salvia con formaggio di Pienza
Bavetta di manzo con melanzana affumicata e cipolle arrostite
Coppa Fonteverde con gelato alle mandorle, spuma al vin santo, croccante di cantuccini e salsa al mou

Men? Equilibrium

Mazzancolle croccanti su passata di zucca alle erbe e riso rosso ? 15
Crema di cavolfiori con mozzarella di bufala e mandorle?? 14
Rana pescatrice in tempura con verdure selvatiche al limone ? 24

La carta

Antipasti

Trilogia della Valdichiana: carpaccio marinato con rucola, tartare con pomodori canditi, hamburger con salsiccia ? 18
Selezione di salumi toscani con crostini misti e pecorino di Pienza ? 16
Polpette di baccal? fritte su crema di ceci ? 15
P?t? di fegatini con misticanza e zucca caramellata ? 16
Carpaccio di maialino con burrata e piselli ? 15
Degustazione di salumi di oca (mortadella, salame e petto affumicato) con mostarda di pere ? 16

Primi

Pappa al pomodoro con pane cotto a legna ? 14
Gnudi di ricotta e spinaci al burro e salvia con formaggio di Pienza ? 15
Tagliatelle di barbabietola con asparagi e zabaione al limone ? 16
Pappardelle con fave pecorino e guanciale ? 16
Tortelli di anatra con popcorn di maiale ? 18
Pici tirati a mano con sugo di coniglio e carciofi ? 14
Lasagnetta gratinata al rag? di manzo con salsa al cacio?? 14

Secondi

Scamone di agnello a bassa temperatura con finto couscous di cavolfiori ? 26
Petto di anatra con mela al vino rosso e purea di carote allo zenzero ? 24
Manzo con melanzana affumicata e cipolle arrostite ? 24
Maialino da latte con sedano rapa e carciofi ? 24
Uovo 75? con scorzonera, agretti e chips croccanti ? 20
Baccal? in zuppetta di pomodorini misti ? 25
Pescato del giorno ? 40
Bistecca alla Fiorentina con fagioli al fiasco ? 48
Fracosta di manzo alla griglia (500 g) ? 48
Maiale iberico con piselli e zucca caramellata ? 26

Proposte vegetariane

Insalata di cavolo cappuccio con agrumi, alga nori e semi oleosi ? 14
Terrina di formaggio caprino con insalatina di germogli di piselli ? 14
Risotto mantecato all?olio con carciofi croccanti ? 16
Zuppa di miso con orzo e verdure ? 14

Dolci

Caprese con sorbetto al bergamotto, chantilly alle bacche di goji ? 15
Brownies su consistenza di mango e liquirizia ? 16
Coppa Fonteverde con gelato alle mandorle spuma al vinsanto, croccante di cantuccini e salsa al mou?? 14
Pi?a Colada: sorbetto al cocco, ananas e crema al rum ? 14
Cremino con cialde agli anacardi polvere di pandispagna e gelato al cardamomo?? 15
Bavarese alle fave tonka, cuore di fragola, croccante di riso ai lamponi ? 14
Coppa di sorbetti e gelati ? 12
Composizione di frutta fresca ? 12

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Rosso Gravner – Gravner

Gaya & Rey Langhe Doc 2015 – Gaja

Piattooo!

Tartare di pesce Cobia agli agrumi con carote marinate e grigliate?

Ribollita con pane a lievitazione naturale?

Trilogia della Val di Chiana

Hamburger con salsiccia; tartare con pomodori canditi; carpaccio marinato con rucola.

Spaghetti di zucchine con pomodorino marinato, mentuccia e noci?

Tagliatelle?di grano antico al rag? bruno di cervo?

Il servizio del prossimo vino

Luigi e Giovanna 2014 Orvieto Doc Classico Superiore – Barberani

La portata successiva ? servita in sala

Spigola pescata alla griglia

Caiarossa 2013 Toscana Rosso Igt – Caiarossa

Guancia di vitellone brasata con polenta di mais blu al cacio?

Erbette ripassate con zucca arrostita

Coppa di sorbetti e gelati

Crema vellutata allo zabaione con sorbetto al lampone e cialda di riso venere

Delizia di mele con crema chantilly alla cannella

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: miscela Terra Mia, Segafredo.

Tipologia piccola pasticceria: lingua di gatto al lime; tartufo al cocco; biscotti alle nocciole.

A sinistra: gin tonic con Schweppes Premium Mix Tonica Hibiscus

A destra: Good Job

Al risveglio, colazione in camera

La vista diurna dalla camera di VG

Colazione a buffet

VG insieme allo staff

Cucina

Lo chef Salvatore Quarto al Ristorante Ferdinando I alterna piatti dai sapori mediterranei a quelli pi? legati alla cucina regionale, puntando sulla semplicit? e i sapori rotondi. Un occhio di riguardo anche alla leggerezza e agli apporti calorici delle pietanze, in perfetta sintonia con l’offerta wellness della struttura: un esempio sono i dessert che vengono tutti realizzati con zuccheri non raffinati.

Servizio e accoglienza

Uno staff preparato, ben assortito e coordinato. Lo staff del comparto F&B si ? preso cura di noi, intermpretando al meglio le nostre esigenze. Il personale del centro medico e benessere ? composto da figure dalla comprovata professionalit? e con il giusto approccio al cliente.

Conclusioni

Un fiore all’occhiello per la Val d’Orcia e per tutta la Toscana: una suggestiva location storica dotata di tutti i comfort moderni, una vasta gamma di servizi, tutti di ottimo livello, una proposta F&B che ben si sposa con il territorio e con l’attenzione al mangiare sano e leggero del centro benessere, ma soprattutto per la straordinaria offerta wellness, che si conferma ai vertici in Italia e in Europa.

Viaggiatore Gourmet

Fonteverde Tuscan Resort & Spa e Ristorante Ferdinando I
53040 San Casciano dei Bagni (SI)

Localit? Terme, 1
Tel. (+39)?0578 57241

Fax (+39) 0578 572200
Ristorante sempre aperto solo la sera
E-mail: info@fonteverdespa.com
Sito internet: www.fonteverdespa.com

 

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[05/28/2019, 22:11] Cartoline dal 882mo Meeting VG @ Ristorante Guido ? Tenuta di Fontanafredda ? Serralunga d?Alba (CN) ? Patron Piero Alciati, Chef/Patron Ugo Alciati

Per questa nuova tappa del Roadshow of Excellence, il calendario di eventi esclusivi dedicato agli appassionati gourmet, siamo a Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe, pi? precisamente presso il Ristorante Guido nella Tenuta di Fontanafredda, un tempo propriet? del primo sovrano d?Italia, Vittorio Emanuele II. Ad accoglierci nelle bellissime sale della tenuta, oggi di propriet? del gruppo Farinetti, i fratelli Ugo e Piero Alciati. Lo chef ci ha proposto il meglio di ci? che offre il Piemonte in termini di prodotti e ricette, ostentando con orgoglio un elegante classicit? attraverso tecniche moderne; Piero si ? preso cura in sala dei nostri Amici Gourmet con il suo staff, proponendo un servizio di ottima caratura, sempre cortese e sorridente. Il pranzo ? stato infine impreziosito dalla presenza al tavolo di Alberto di Gr?sy patron dell’omonima cantina, che ci ha proposto anche un interessante confronto tra i suoi diversi cru di Barbaresco.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 14 Aprile 2007
->?Meeting del 5 Novembre 2007
->?Meeting del 5 Novembre 2012
->?Meeting del 9 Dicembre 2013
->?Meeting del 20 Dicembre 2014
->?Meeting del 10 Febbraio 2018

La squadra

Lo staff di cucina

Chef/patron: Ugo Alciati
Sous chef:?Antonio Della Vista

Lo staff di sala

Sommelier/patron: Piero Alciati
Ma?tre:?Erica Ciravegna
Responsabile della cantina:?Giorgia Salvano

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

La Ma?tre Erica Ciravegna ci serve la prima bottiglia

VG e lo chef Ugo Alciati presentano Comte de Montaigne,?Premium Partner del nostro?Roadshow

Blanc de Blancs Grande R?serve Champagne Brut ??Comte de Montaigne

Aperitivo

Tipologia degli stuzzichini: cialda di riso con formaggino bio Inalpi; pane croccante con fonduta di Bra duro d’Alpeggio Dop Inalpi e composta di mele cotogne.

Piatto?Mepra. Piattino Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Focaccia, burro piemontese Inalpi e acciughe

Bollicine!

Franciacorta EBB 2011 – Mosnel

Ci accomodiamo a tavola

Franciacorta Pas Dos? Ros? Paros? 2009 ? Mosnel

Pane

Tipologia di pane: bianco; alle noci; grissini; focaccia (tutto di loro produzione). In accompagnamento, burro piemontese Inalpi .

Il patron Piero Alciati ci serve la prima portata

Piattooo!

Insalata tiepida di verdure dell’orto e tartufo nero

Carpaccio di filetto di fassona piemontese

Gr?sy 2016 Chardonnay Langhe Doc – Marchesi di Gr?sy

Cin-cin!

Uovo in camicia, fonduta di Bra duro d’Alpeggio Dop Inalpi, patate e tartufo nero

Cucchiaio?Mepra?personalizzato per Viaggiatore Gourmet.

Ravioli di capretto al rosmarino

Preparati con burro piemontese Inalpi.

Merlot da Solo 2010 Monferrato Doc – Marchesi di Gr?sy

Il servizio del piatto successivo

Brodo di gallina, riduzione al Marsala e cervella fritta

Baccal? al vapore, latte affumicato e carciofo arrostito

Anguilla arrostita, riso selvaggio e pesto di salvia

Lo chef insieme a Alberto di Gr?sy, patron dell’azienda Marchesi di Gr?sy

Martinenga 2015 Barbaresco Docg – Gaiun-Martinenga 2014 Barbaresco Docg – Camp Gros Martinenga Riserva 2013 Barbaresco Docg – Marchesi di Gr?sy

Il prossimo piatto ? servito in sala in pentola d?oro Agnelli

VG insieme allo chef e allo staff presentano il piatto

Un ultimo tocco…

Guancia di vitello brasata

La finanziera

In arrivo un classico del Ristorante Guido

Gelato fiordilatte mantecato al momento con zabaione al Moscato fatto al momento

Lo chef ci raggiunge al tavolo per salutarci

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 882esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Guido Fontanafredda
12050 Serralunga d?Alba (CN)
Via Alba, 15
Tel. (+39) 0173 626162
Chiuso il luned?, aperto a pranzo solo sabato e domenica
E-mail:?info@guidoristorante.it
Sito internet:?www.guidoristorante.it

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[05/27/2019, 22:21] Ristornate Arnolfo ? Colle di Val D?Elsa (SI) ? Chef Gaetano Trovato

Seguiamo il percorso dei fratelli Trovato da lungo tempo, il loro Arnolfo ha saputo brillare negli anni per la capacit? di custodire la cultura gastronomica senese e al contempo tracciare racconti pi? contemporanei. Filosofia che si palesa nitidamente nei tre men? degustazione in cui sono sintetizzati i diversi approcci alla cucina del locale. L’elegante struttura nel cuore di Colle di Val d?Elsa ? insomma divenuta una meta imprescindibile e – nonostante le consacrazioni a Mecca del gusto – Gaetano e Giovanni Trovato non sembrano sazi di rinnovamento. L’attuale Arnolfo lascer? presto spazio infatti a una nuova struttura, attualmente in costruzione sulle colline circostanti. Cucina a vista, elementi di artigianato locale e ampi spazi daranno vita a un luogo dai rimandi modernisti, in cui proseguire il racconto di questa lunga storia di successo.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 30 Giugno 2006
-> Reportage del 1? Giugno 2009
-> Meeting del 2 Aprile 2011

Il borsino delle guide cartacee 2019
Michelin assegna 2 stelle e 4 coperti
Espresso assegna 1 cappello ?(nel 2018 2 cappelli)
Gambero Rosso assegna 88, cucina 53

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Gaetano Trovato
Sous chef: Jurgen Kulli
Chef de partie agli antipasti: Gianluigi Salinelli
Chef de partie ai primi: Ariel Hagen
Chef de partie ai secondi: Andrea Godi
Pastry chef: Michele Fannucchi

Lo staff di sala

Sommelier: Giovanni Trovato
Manager: Alice Trovato
Responsabile di sala: Calogero Milazzo
Chef de rang: Maurizio Burdo

L’ingresso del ristorante

Men?

Riportiamo, come sempre, i men? degustazione.

Degustazioni

Evoluzioni contemporanee ??160

Scampi, agrumi,?zafferano, finocchi
Triglia di scoglio, carciofi, calamaretti?
Mezzelune, rana pescatrice,?gamberi rossi, guanciale, dragoncello?
Seppia, fegato d?oca,?frutto della passione, ravanelli?
San pietro, asparagi, pistacchi, birra
Latte, lampone, liquirizia?
Caramello, zenzero,?pralinato di nocciola Igp Piemonte?
Piccola pasticceria?

Architetture vegetali ??120

Piselli, patate novelle,?taccole, capperi di Pantelleria
Carciofi morelli, rape, radici
Tagliolini, zucchine in fiore, porri
Asparagi, uovo bio,?carbone vegetale
Selezione di formaggi,?composte, Pan brioche
T? verde, miele poggio sorbello,?fiori d?arancio
Fragole, vaniglia, aceto balsamico
Piccola pasticceria?

Essenze del territorio ??150

Faraona del Valdarno, petto, coscia,?ceci piccoli di cortona e foglie di spinaci
Chianina igp selezione simone fracassi,?cipolle caramellate, salsa verde e olive taggiasche
Piramidi, maialino di cinta senese, piselli, menta?
Agnello del casentino, tuberi, carciofi morelli e timo?
Piccione di laura peri, sentore di fumo speziato, rabarbaro, barbabietole e cappelletti?
Zuppa inglese
Cioccolato al latte Amedei, lime, fave di cacao
Piccola pasticceria?

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Sala e mise en place

Lo chef Gaetano Trovato ci d? il suo benvenuto

Pane

Tipologia di pane: pagnotta di farine integrali e di ghianda, lievitazione 10 h; grissino classico stirato ad olio; sfoglia al Parmigiano Reggiano 36 mesi; cracker al burro con erbe aromatiche. In accompagnamento, olio extra vergine d’oliva Frantoio Muraglia.

Focaccine cipolla rossa di Certardo e pomodori ciliegino

Aperitivo

Longitude Champagne Premier Cru – Larmandier-Bernier

Uovo croccante di quaglia con chutney di mela e zenzero

Tartare di manzo con perlate all?olio extra vergine d?oliva e pomodoro arrostito

Asparagi, uovo bio,?carbone vegetale

Sabl?, fegato di piccione e caff?

Cake salato di pecorino, aglio nero, limone bruciato

Gnudo di ricotta, Vin Santo e nero di seppia

L?wengang Chardonnay – Tenuta Alois Lageder?

Piattooo!

Carciofi morelli, rape, radici

Piselli, patate novelle,?taccole, capperi di Pantelleria

Scampi, agrumi,?zafferano, finocchi

Faraona del Valdarno, petto, coscia,?ceci piccoli di cortona e foglie di spinaci

Triglia di scoglio, carciofi, calamaretti?

Chianina Igp selezione Simone Fracassi, cipolle caramellate, salsa verde e olive taggiasche

Sveliamo il prossimo piatto?

Mezzelune, rana pescatrice, gamberi rossi, guanciale, dragoncello?

Piramidi, maialino di cinta senese, piselli, menta?

Seppia, fegato d?oca,?frutto della passione, ravanelli?

Agnello del Casentino, tuberi, carciofi morelli e timo?

San Pietro, asparagi, pistacchi, birra

Piccione di Laura Peri, sentore di fumo speziato, rabarbaro, barbabietole e cappelletti?

1er Grand Cru Sauternes Asc 1996 – Ch?teau Guiraud

Latte, lampone, liquirizia?

Zuppa inglese

Caramello, zenzero,?pralinato di nocciola Igp Piemonte?

Cioccolato al latte Amedei, lime, fave di cacao

Fragole, vaniglia, aceto balsamico

Caff? e coccole finali

Tipologia caff?: Alto Palomar, Le Piantagioni del Caff?.

Tipologia piccola pasticceria: bign? con crema pasticciera al caff?; mousse al mango e gel all?ananas; pan pepato di Siena; tarte tartin, frollino all?olio e cannella, gelatina di mela caramellata; cr?me br?l?e all?arancia; tartufo cioccolato fondente Amedei.

Facciamo un salto in cucina dallo chef e la sua brigata

VG insieme allo staff

Cucina

Straordinaria selezione della materia prima e assoluto rigore nel valorizzarla sono la cifra stilistica del Ristorante Arnolfo, che sa tessere – con la medesima nitidezza – racconti pi? contemporanei e di memoria locale.

Servizio e accoglienza

Alice Trovato, figlia di Gaetano, ? parte della giovane brigata di sala che si muove sicura sotto la guida esperta di Giovanni Trovato, vero maestro nell’arte dell’accogliere.

Conclusioni

Non ? difficile capire le ragioni del successo del Ristorante Arnolfo: un luogo di grande fascino e una materia prima di assoluto rilievo, valorizzata magistralmente. Nell’attesa di poter soggiornare nella nuova struttura, non lasciatevi sfuggire la possibilit? di aggiungere l’incarnazione storica del locale dei fratelli Trovato al vostro bagaglio di esperienze gastronomiche.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Arnolfo
53034 Colle di Val d?Elsa (SI)
Via XX Settembre, 50
Tel. (+39) 0577 920549
Fax (+39) 0577 920549
Chiuso marted? e mercoled?
E-mail: arnolfo@arnolfo.com
Sito internet: www.arnolfo.com

 

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[05/26/2019, 22:28] Cartoline dal 881mo Meeting VG @ Condividere Ristorante ? Torino ? Chef Federico Zanasi

A meno di un anno dall’apertura del Condividere, il ristorante gourmet all’interno della Nuvola Lavazza di Torino, ? possibile affermare con assoluta certezza che il locale ha vinto la sua sfida, facendo breccia nel cuore dei torinesi e diventando tappa imprescinbile per ogni appassionato che si rispetti. L’idea di cucina pensata da Ferran Adri?, consulente del gruppo Lavazza, ovvero quella di proporre la condivisione informale dei piatti d?autore, ha convinto anche i pi? scettici, anche grazie a chi si occupa tutti i giorni della sua realizzazione, il modenese Federico Zanasi. Lo chef mette in tavola portate dalla tecnica ineccepibile e dalle continue contaminazioni dal mondo, anche se sono tante le materie prime o le preparazioni provenienti della nostra Penisola. I piatti sono divertenti, mai banali, raffinati, ma pungenti. Gli altri motivi di questo successo sono la bellezza e assoluta unicit? della location e l’ottimo servizio coordinato da Sara Repetto, constantemente chiamato in causa per rifinire piatti al tavolo, servire cocktail o sporzionare in sala.
Noi, dopo pochi mesi dal nostro primo evento, siamo tornati con i nostri Amici Gourmet per vivere una nuova esperienza al Condivedere. Qui la nostra cena raccontata con uno dei nostri consueti reportage fotografici…

Archivio storico reportage:

-> Meeting del 3 Ottobre 2018

La squadra

Lo staff di cucina

Chef: Federico Zanasi
Sous chef: Steve Caruso e Gabriele Eusebi
Pastry chef: Nikolai Placido

Lo staff di sala

Responsabile di sala: Sara Repetto
Sommelier: Mirko Feroce
Chef de rang: Manuel De Castro e Daniele Musolino

Sala e mise en place

Dettagli…

Il tavolo Amici Gourmet

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante?e Naturalmente Naturale

Aperitivo

T? verde con infusione di ibisco e spuma alla rosa canina

Americano del Condividere e oliva sferica

Gelato alle Fettalpine?Inalpi e idromele

Tartelletta ricci di mare, patata dolce e tartufo

Patata soffiata, carne di Vicciola e salsa tonnata

Tramezzino omaggio al bar Mulassano

Comte de Montaigne, Premium Partner del nostro Roadshow

Blanc de Blancs Grande R?serve Champagne Brut ? Comte de Montaigne

Il brindisi

Ventresca di tonno, finocchio di mare e bergamotto

Ostrica in Costa Azzurra

Blinis modenese, midollo e caviale

Lo chef Federico Zanasi ci descrive la prossima portata

Frittella di baccal?

Gaufre di farinata

Piattooo!

Carciofi con emulsione di oliva

Cuv?e Annamaria Clementi 2009 Magnum –?Ca? del Bosco

Astice Combal

Crudo di ricciola e ristretto di pomodoro

Calamaretti farciti

Ravioli di magro con burro all?acciuga

Camp Gros Martinenga 2004 Barbaresco Docg – Marchesi di Gr?sy

Tutti pronti per la portata successiva

VG e lo chef presentano il piatto in pentola d?oro Agnelli

Bottoni di bollito con spuma al burro piemontese Inalpi e nocciole

Triglia fritta con verdure in scapece

Pluma Iberica e garum con Caesar salad

Passione 2008 Strevi Passito Doc – Vini Passiti Bragagnolo

Sorbetto all?italiana

Tartelletta basilico e Chartreuse

Cioccolato e Passione

Trop?zienne omaggio a Uva

Frutta ubriaca

Caff? Lavazza Kafa Forest

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 881esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Condividere
10152 Torino
Via Bologna, 20A
Tel.?+39 0110897651
Chiuso il luned?. Dal marted? al venerd? aperto solo a cena; il sabato sia a pranzo sia a cena; la domenica solo a pranzo.
Parcheggio?GTT Ancona, in Via Ancona 27
E-mail: info@rist-lapiazzetta.eu
Sito internet:?www.condividere.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[05/26/2019, 12:46] Salumi, Dolcetto and Sophie
...from the archives

With one of my long standing friends, I was having one of those conversations. No filters. Carne cruda. Maybe it?s a guy thing, no maybe about it. It?s a guy thing. Men love to hunt wines down and conquer them. Women like to get ?into? a wine. I know, I know, gross exaggeration, but to my point with my dear friend, we were talking about our two favorite things, women and wine.

?It?s that whole thing you have about the dumb DOCG list. Ace, who cares?? My friend had me. I don?t know why I followed something that was destined to be a dead end. I had to remind him that was exactly what he had done with the last three women in his life. Yep, we like to throw ?em hard and right into the middle of the strike zone.

?So what is it, are you going to try and sell me that our tastes in wine and women are parallel?? He was going somewhere with this. I hadn?t quite thought of it that way, but my pal was on to something.


It got me to thinking about the wines in my life that I really stuck with, through good times and not so good times. At the top of my list is Montepulciano d?Abruzzo. It is like old world Nonna and west coast dark haired curly girl who hangs out at the beach but isn?t much of a surfer. But she likes the ocean. Then ten, twenty years later, she?s still there. Yeah maybe it isn?t the most exciting wine on the rack, but it is always there for you. Warm meals, leftovers, casseroles, burgers, pizza, very flexible. Almost yogic.

My friend was getting into it. ?But then there?s those racy little numbers, Barolo, Barbaresco, Brunello. Tall, lean, tan. Money. Hill country honeys, they don?t come cheap. They travel in well-heeled circles. But once in a while you find one in the corner of a dark lit nook, forgotten, not too pricey. Hey, you gotta take ?em for a spin, if for only one time.? Yeah, he was a man?s man, my friend.

?Let me ask you, amigo, if you ever remember any of those fast and easy ones? Would you take them to your brother?s house at Thanksgiving?? My pal looked at me quizzically, ?You are talking about wine now?? I sent the ball back up the plate, ?Wine, women, aren?t the lines blurring just a little with this conversation? Take it where you want to go, amigo.?

Never one to shrink from a line drive up the middle, he poured another glass of the Dolcetto we were sipping on. ?Take this wine, Ace. We?ve been sipping on it for awhile. It?s pretty delicious. It?s dark, deep, spicy, it has a backbone; it?s almost pretty in a funny way. I like it. It absolutely sings with the home cured salumi and the goat cheese and that funny hard bread you brought back from the Alto Adige.?

It sure did. I was wishing we had some more of everything. The salumi that my chef friend brought over was as good as any cured meat I had ever had. And with a little bit of age, it was a little tweaked, became a little more interesting. The goat cheese wrapped in the Mexican Pepperleaf that grew out in the back was sublime. And the hard pumpernickel bread I brought back from Summa 11 was a perfect match all around.

?So, if this total experience were a woman, who would she be?? It was turning into a real guy?s night out (or in). My pal was feeling the Dolcetto rub up against his libido? I turned the question back on him. ?I don?t know, amigo, it sounds like you have already decided who she is, why don?t you tell the story??


?I thought you?d never ask,? he volleyed back. ?Ok, sit back, let me tell you. This pretty little Dolcetto and all the artisanal accoutrements remind me of the time we were in San Francisco with those two gals we met in North Beach. Do you remember the one I liked, Sophie? I was her choice. She was the one had that long, dark, straight hair. She was quiet, real quiet. But what a kisser she turned out to be. I?ll never forget that night; I could have used another set of lips just to keep on kissing her. And she was soft, but under the top layer of soft skin, she was tight. She was in her body, and she knew, even with the gift of our youth, she had the wisdom of knowing her physicality, the limits and the open doors. And while I am not one to kiss and tell, let me just say that there were doors opened that night that I have never had opened in my life. And if I were one to correlate that experience with a wine, or wine and food, as silly and as inarticulate as it might sound, well then, this evening here with this wine, this Dolcetto, it kinda reminds me of her.?

We hadn?t even gotten to the amaro and cigar part of the night, but I was rightfully blown away. ?Where did that come from, amigo??

?Well, Ace, my friend, she wasn?t the love of my life, but Sophie, she was the love of a night. And I have never forgotten her. And this little wine brought it all back up. So call me nostalgic or soft, or whatever, but I am content to sit out here in the Texas twilight with the cool breeze and one hell of a memory.?

Which is exactly where we left it, listening to the roaring freeway nearby competing with the crazy feral parrots who were squawking into the rapidly approaching night.







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[05/25/2019, 22:54] Cartoline dal 879mo Meeting VG @ Ristorante Filippo La Mantia ? Milano ? Chef/Patron Filippo La Mantia

Il nostro evento dello scorso anno presso il Ristorante Filippo La Mantia di Milano aveva riscosso uno straordinario successo: i nostri associati erano talmente curiosi e desiderosi di gustare la golosa e colta cucina siciliana proposta dallo chef/patron, che avevano fatto registrare il sold out gi? parecchie settimane prima. Cos? anche quest?anno si sono subito affrettati a prenotare il posto al tavolo riservato per noi nella saletta privata. La cena, dopo uno sfizioso aperitivo, ? iniziata con il patron che ci ha presentato il percorso pensato per noi, sdoppiandosi poi per tutta la degustazione nel duplice ruolo di oste e cuoco, come lui stesso ama definirsi. Ecco il racconto della nostra esperienza?

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 4 Maggio 2018
-> Meeting del 19 Giugno 2018

La squadra

Lo staff di cucina

Patron/chef: Filippo La Mantia?
Sous chef: Gennaro Immobile

Lo staff di sala

Ma?tre/sommelier: Simone Palmieri?

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

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Acqua Filette, Premium Water Partner del nostro?Roadshow

Acqua?Filette?Decisamente?Frizzante,?Delicatamente Frizzante e Naturalmente Naturale

Aperitivo

Franciacorta Sat?n Millesimato 2014 – Le Marchesine

Panelle

In arrivo gli sfincioni!

Focaccia

Franciacorta Pas Dos? Ros??Paros? 2008 –?Mosnel

Il brindisi

Piattooo!

Caponata di melanzane

L’insalatina di finocchi e arance

Lo chef Filippo La Mantia ci descrive la prossima portata

Baccal? fritto nei capelli d’angelo, spuma al pistacchio e salsa al mandarino

L’arancina di riso Gran Riserva Gallo Tomasini

Tomasino cunzato

Ad?nzia 2016 Sicilia Bianco Doc – Baglio del Cristo di Campobello

Linguine con pesto di pistacchio, lime, zenzero e gambero rosso

Rigatoni con glassa di lacerto imbottito, Ragusano?e mollica di pane tostata?

Mezzi paccheri alla Norma?

Polpo arrostito, macco di fave e cicoria amara

Medaglioni di pesce spada con cime di rapa al peperoncino e midollo gratinato?

Lu Patri 2013 Nero d’Avola Sicilia Doc – Baglio del Cristo di Campobello

Falso magro di gallina, zabaione salato al burro piemontese Inalpi, Marsala e lenticchie di Ustica

Passione Strevi 2008 Passito Doc – Vini Passiti Bragagnolo

Meringata agli agrumi

Torroncino

Lo chef ci raggiunge in sala per un saluto

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 879esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Filippo La Mantia –?Oste e Cuoco
20129 Milano
Piazza Risorgimento (angolo Via Poerio 2/A)
Tel. (+39) 02 70005309
Chiuso domenica sera e tutto il luned?
E-mail: reservations@filippolamantia.com
Sito internet: www.filippolamantia.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti i 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[05/21/2019, 14:08] Mare&Mosto, ma anche diavolo&acqua santa
Si va a Sestri Levante, a girare per i tavoli di Mare&Mosto, per quella cosa che chiamiamo location, che pure in due giornate grigie e di pioggia merita abbondantemente il viaggetto. La Baia del Silenzio, la spiaggia, le barche a riva, con l'effetto mare d'inverno di questo memorabile (in quanto invernale) maggio 2019 sono tutti elementi di grande bellezza che hey, quasi ti potrebbero distrarre dagli assaggi. Fortuna che piove quindi si sta dentro al Convento dell'Annunziata, belli concentrati.

Siccome serve sempre un filo rosso che connetta la rassegna e le dia un'identit?, qui si assaggia solo Liguria. E accade un fatto insolito, vista lo schieramento tra filosofie produttive che ormai s'? determinato: da una parte le fiere di vini naturali, dall'altra tutto quanto il resto - qualunque cosa sia, e pure la prima categoria non ? facilissima da definire. Qui invece li troviamo tutti e due, i produttori: i naturali un po' radical e i convenzionali che boh, ti dicono: eh, s?, ci sono anche io.

Il diavolo e l'acqua santa assieme. E siccome a me le categorie, soprattutto quando sono schieramenti, finiscono per sembrare respingenti, mi piace saltare, qui a Mare&Mosto, di palo in frasca. Quindi assaggio serenamente Possa e Bosoni, che, vi assicuro, sono un po' come il giorno e la notte. Quale ti piace? Quale ti dispiace? Per me funziona (alle solite) nello stesso modo: dipende da che c'? nel bicchiere. Per esempio: Possa ha schierato, di nuovo, uno Sciacchetr? encomiabile. Bosoni aveva il Vermentino Etichetta Nera che (giuro) profumava di pesto. Ma mica solo basilico, eh. C'era tutta la ricetta, i pinoli il pecorino l'olio di oliva. Insomma una cosa mai vista e un bel po' spiazzante. Mi ? piaciuto? Beh, s?.

In generale di questa rassegna potrei segnalare le produzioni che vendo, come fossi un auto-influencer. Quindi meraviglioso il Cinqueterre 2018 Perci? di Cheo. Altrettando il Rossese 2018 di Terre Bianche. Ma siccome non ce la faccio, devo dire strabene di quelli che non vendo e che berrei e riberrei un giorno s? e uno no. I Rossese (tutti) di Giovanna Maccario. Quello di Ka' Mancin?. Tra l'altro ? stata una rassegna interessante per i rossi, che insomma identifichiamo un po' meno con la liguritudine, e invece sui miei appunti ci sono punteggi altissimi per Pulin 17 di Bruna (granaccia e un po' di syrah e barbera), Shalok 16 di Poggio Gorleri (granaccia). Sui bianchi per me trionfano sempre, alle solite, Maria Donata Bianchi (vermentino) e Laura Aschero (pigato). Sul fronte che definiamo naturale, ma sappiamo che la definizione sfugge tra le dita come la sabbia fine della Baia del Silenzio, per me c'e' Daniele Parma e Casa del Diavolo - con tutta la produzione.

Il fatto ? che non so risolvermi nella scelta tra i due stili. Non ne ho proprio alcuna voglia.
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[05/19/2019, 17:57] Let's wait a month. If you still care, let's talk about it.
One of the most compelling things I heard this week, were those twelve words, strung together, to make me take a break from the constant barrage of information we are getting bombarded with, seemingly, all the time. In wine. In interactions with our friends and family, peers and foes. And, in general, in life.

Life, from the sidelines, post-career, should be a little bit slower, n'est-ce pas? Drama shouldn?t be a 9-to-5 thing, or a 5-to-9 one either. There should be reflection, introspection, and minimal provocation. But wherever I turn these days, whether it is driving in a city in the car, reading something on the internets, or even simple interactions with people, things appear to be over-fraught with emotion. I don?t know about you, but I?m kind of tired of it.

And with wine, I am as well. I just want to open something up to have with a meal. I don?t want to have to choose something that will dazzle the strangers lurking about on Instagram in anticipation of the next unicorn appearance. Oh, I will find those wines, often in my wine closet, and drink them, share them with friends. And write about them, here in a few paragraphs below. But just as easily, I can find something on a rack of a supermarket, whether it is the German Riesling I just found (at Aldi, no less) for under $6, or an overstocked rose from France that the distributor was ?long? on and had to move it out, for $6.

Italian, wine, long my ?beat,? has always provided wine for willing drinkers that can be had for a little cash and a lot less drama. Just an everyday occurrence. I think back about the days when I went to Burgundy and could actually afford the wines, and then I was not in as solid of financial ground as in later years. But now? Oh, there?s the occasional wine that I can muster out of the closet, and enjoy immensely. But my days of drinking La T?che are far behind me. And I think for many of us. And if you?re reading this, you are among the folks who are probably more disposed with a little bit of discretionary income to spend a bit more on wine. Goodbye Roman?e-Conti, it was nice getting to know you. We had fun storming the castle.


The other night I opened up a few older bottles of wine, my theme was ?wines that were made in years ending with the number 9,? starting with 1969.

1969 ? where were you, if you were yet alive? That was a momentous year. We made it to the moon. Woodstock. Vietnam. I headed off to college, in Silicon Valley, California. A few months after harvest, there was a music festival nearby at Altamont and it became infamous for the event that slammed shut the era of the 1960?s. Was it a very good year? In retrospect, it was an interesting one. And for those of us who survived, the last 50 years has ground us down to either something fine, or just plain dust.

The wine, a 1969 Caillou Blanc from Chateau Talbot, while it probably never should have been stored so long, was still alive. Which is more than I can say for its owner, who died in 1998. I found the wine, mysteriously concealed in a cellaret in his house as we were cleaning it out and someone in charge told me to get rid of it. It was dark then, and looked like it too had given up the ghost. But it has a faint lisp of life left in it, enough to weather my cellar from 21 more years. Now it was more akin to a fino sherry than a Bordeaux Blanc, although the Semillon still had some fruit to it. But it had seen a rough and tumble life, and again, as I said, it was probably not meant to stick around for 50 years. There aren?t many notes about the wine, even Michael Broadbent doesn?t have an entry in ?The New Great Vintage Wine Book.? And now the wine has crossed over to join the other greats and Ancients.

The next wine ? 1979 ? from years in my wine closet, the 1979 Fattoria dei Barbi Brunello di Montalcino emerged to join the dinner party. It was light in color, how was the year 1979 for you?

For me, it was a year of uncertainty. I?d just moved to Texas with my young son, was separated from my wife and my life was up in the air. Along the way, we had a partial meltdown of reactor number 2 of Three Mile Island, which caused stir and some panic.

And the wine? Well, the 1979 Barbi was a grande dame, albeit a little grayer and faded from a life in which she had once roared. But it was a beautiful thing to watch a wine on her deathbed go to sleep and never awake, and those of us at the table got to kiss her goodbye.

1989 - thirty years ago. The Berlin Wall came down and there were Pro-democracy rallies in Tiananmen Square. I had a new love, and a new job. I?d left a role where I was a manager. And went back to the streets. At first it was an adjustment, coming from a position of status. But the company I worked for was going down, eventually. I needed to jump. And so, I pulled up my socks, jumped out of the plane and hoped my parachute would work. And the wine? A little bit fancy ? a 1989 Ch?teau Mouton Rothschild. Today you?ll need to plunk down about $600 for a bottle of it, but the day I bought it, it was going for $60. And the store, Red Coleman?s, was having their import wine 20% off sale. So it set me back $48. I bought several of the 89?s (and 86?s and 90?s) for those prices and held my breath. Because, at the time, it was a bit of an outlay of cash. But, for this bottle, the ?89, it was worth it. Rich, deep, dark, almost brooding, and went perfectly with the wagyu coulotte beef we smoked. As I was washing up the decanters, later in the night, there was still a spot of the Mouton on the bottom, and I confess, I tipped the decanter towards my mouth and finished the lot. Actually, it was just a little, but what a fine, fine wine. And no drama.

1999 - That year. Columbine. And lesser reported, nearby in Ft. Worth, a bomb thrown and subsequent shooting in a church killed 22. My gal, who was from Ft. Worth, was very sick. In fact it was beginning of her descent into an untimely death at 48 years old. So, there aren?t a lot of good feelings for the year. It was a tough one.

And the wine? Well, it was, and still is, a 1999 Castello di Rampolla Sammarco, library selection. I say it this way, because we didn?t get around to opening it. We?d had enough good wine, no need to spoil an evening with overindulgence. There will be another time. I wish I could have said that about 1999 as well. But that?s not the way it played out.

So, there you have it. This is what I have for you. As for other matters, let's wait a month. If you still care, let's talk about it.





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[05/15/2019, 10:41] Ramato ? call it ros? or call it orange wine - the realm has gone gaga for it
Pinot Grigio is like this well-worn football that keeps getting kicked and keeps staying in the game, wanting to play. Wine trekkies have long embarked from those shores to the lands of Friulano, Erbaluce, Carricante or Timorasso, but Pinot Grigio keeps reinventing itself. Or, rather, we keep thinking it is. In reality, Pinot Grigio was cool before it wasn?t. And now it?s cool again. For some folks.

For those who have a definite thing against fresh and light and fruity and popular, Pinot Grigio is a super-villain. But it also wears another cloak, with a caliginous umbrage. But fear not, it?s not some shadowy creature lurking in a dark alley, lying in wait to steal your soul. It?s part of the cool kids club now, because it?s also having a renaissance moment - It is once again ramato - which depending on which cool kids club you shower in, is either a ros? wine or an orange wine. And that makes all the difference in the world. We all need something to go with our pineapple pizza, dontcha know?

If you want the history lesson, my first foray into the world of ramato Pinot Grigio was 1982, when I had several to sell my local restaurants and wine shops. But, at the time, white wine from Italy had a pretty bad reputation. The wine never seemed to show up fresh and lively (like we experienced when we went to Italy). A huge part of the reason was because the preponderance of reefers (refrigerated shipping containers) had yet to make its mark on orbis terrarum, et qui (and the rising carbon dioxide count, as well). So, when I brought in a bottle of ?dark? Pinot Grigio, the buyer assumed it was faulty from the git-go. I ended up drinking a lot of Pinot Grigio ramato in my 30?s. And waiting to get older, so the yet unborn could arise a visceribus terrae and make Pinot Grigio great again. And how to do that? Well, of course to give it some color to make it cooler. And that is exactly what happened. If you were to fall asleep for 30 years and wake up, it might be a bit confusing. But a white wine with color would probably be the least of the perplexing things one would encounter after taking a 30-year nap.


That said, I did a short wine piece in the Dallas Morning News on a couple of ramato Pinot Grigios that I found in my local wine shops. For my European readers, I?m sorry the link won?t let you see it, so I have attached below a jpeg of the article (ed. note: I know it doesn't necessarily relate to your market or reality, but for those of you who have asked, here it is).


Regarding the orange wine version. Lately, orange wine has being bantered about as a #dogwhistle or bobo chic catch-all for those frantic to belong to ?something real and authentic before we all burn up on this rapidly heating up planet.? And one can find Pinot Grigio in that form, especially in Friuli. Methinks the ros? craze has eclipsed orange wine in Instagram-world. Not that any of us would do anything as a result of being influenced by anything on social media. But it does seem like a bit of a tussle. Chic, slick smooth ros? wine vs. hairy armpit ?Burning Man? orange wine. My advice? Go for delicious in any color or flavor. Follow your bliss.


Popping into the way-back machine, several of us went to Valter Scarbolo?s restaurant, Frasca, about six years ago, with a wine buyer and an importer. We had a lovely meal with Valter who guided us through his wines over a few hours.

Valter?s label, Scarbolo, was one of the trailblazers for ramato, with a handful of bottlings of Pinot Grigio as it was caught in first blush. Look, it wasn?t an easy sale in 1982, not for a Ramato Pinot Grigio from Friuli or the Veneto or for a Vin Gris from Santa Barbara. The world was looking for sweet and fruity, blushing impersonations of Blue Nun or Zeller Schwarze Katz. California was roaring ahead with White Zinfandel, and that satisfied those who were looking for more residual sugar in their wine. But bone-dry white wines with a tinge of copper or orange? Nah, we drank as much as we could and then we closed ?em out. Over and over again.

And then the world changed. Suddenly. It only took 37 years. And now ros? is no longer outr?. And Pinot Grigio is reminding everyone that they too, were there, in the beginning, with Tavel and Bandol, as ros? forerunners.

Finally, a native expression of Pinot Grigio can come out from the shadows, thanks to the world being gaga for ros?.






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[05/05/2019, 20:16] Personal thoughts about life after the wine business (*with tasting notes at the end)
...no longer selling water by the river

I am one who has recently been emancipated from the fatal attraction of the wine business, but one who still appreciates a good glass of wine, regularly. I no longer have to go into a restaurant and make sure the list is compliant with the wishes of some vice-president who lives 10 hours a day in a windowless cell looking at spread sheets and regularly attends yearly review meetings. I no longer have the need to spend money in an account, for the sake of spending money in an account. I now go out to eat, and drink, because I want to. If not, I am just as happy at home raiding my wine tomb, searching for a long-lost bottle of Nebbiolo or Montepulciano, Sangiovese or Nerello Mascalese. They?re all there, resting in the cool darkness of the catacombs. Wine, you see, is no longer an obsession or a mania for me. Or, I?d like to think so.

In reality, it is damn hard to pull the cannula out of the arm and walk out of the asylum. It is after all, part of one?s identity, n'est-ce pas? And the big world out there, it isn't becoming kinder or gentler in the last decade or so, especially in the cities.

So here are a couple of things that I?m working on.



Hyper-sensitivity ? I saw this in my father when he was past his middle-age rage period. He calmed down, and along with it he became easily overwrought. I sense that might be happening to me. I view a field of wildflowers as the mower is heading towards them and I cringe. I see a stray dog or cat in the street and it unnerves me. I stop at the gas station to fill up the car and if there is loud music playing, something snaps inside of me. As I drive from home to the store and I see a man passed out in a wheelchair on the side of the road, in full sun, one would think, if you were to be crawling inside of my brain, that something cataclysmic on a global scale had just taken place. It?s as if all the sensitivity I developed and focused in wine tasting, has been diverted to other planes of being. I haven?t gotten used to it, not sure if I will. And there is something that is tied to that sensitivity.

Severe anxiety in a car ? The other day, I?m tooling down the expressway, minding my own business, when I hear two cars at 70+mph, screeching, and careening over the three lanes to the left of me. And in case they wanted a piece of the fourth lane, which is where I was in, I immediately put the pedal to the metal and got the hell out of their out-of-control way. That is an extreme example, but almost daily I see a near accident, or someone who is behind me, cutting a little too close to me, in an effort to veer around me. And it?s not like I?m driving like I?m in the school zone. I don?t know where this comes from. Maybe the accident in Sicily in 2016. But I don?t even remember that one, other than waking up with blood on my skull, several broken ribs and a rapidly developing hematoma on my right knee. Maybe it was that. Or maybe it was the one in Bordeaux a few years before, when someone ran a light in a rainstorm and plowed into the car in which I was a passenger, sustaining several broken ribs, a sore wrist and a foggy brain. Maybe. Or maybe when I was in Sonoma and our car went off the freeway and into a ditch and back out into the freeway, careening and clipping several fast-moving cars. Again, a passenger. Again, broken ribs. Again, a mist of fog over the normally clear and clever world in which I inhabited.

Maybe I have too much time on my hands? Nonetheless, travel, especially in a car, is a precarious undertaking in 2019. One third of the folks are more interested in looking at their texts than looking at the road. It?s like I?m in a foxhole and we?re constantly being bombarded with shells. I guess that?s what some folks call PTSD. Anyway, I?m noting that is part of my world lately, too.

Animals ? They all seem to say the same thing ? Help me! Well, not exactly that, but they all seem to be singing from the same hymnal, and as innocent as they all are, and they are, they are caught in a world which is far from squeaky clean. And it is affecting them. And I feel it. And, if we?re being totally candid, I actually like them more than most of the biped hominids who are mucking about the place. So, if I?ve offended you, I apologize. But honestly, I?d rather be sitting on my couch, reading a book with little Luigi sitting nearby. Or playing with them. Which leads me to the next subject.

Play ? I was making the bed this morning thinking about folks who don?t have a 9-5 job. People like actors. They work a movie or a play and then they aren?t working for a week, a month, a year. Once, I thought that was unimaginable. Now I realize what a sucker I?ve been. They?ve learned the secret about play, the thing we all used to do, all of the time, when we were children.

And that is, that play is restorative, whether you are 6 or 66. It feeds the imagination. It provides a break from the daily drudgery of working, shopping, doing laundry, washing the car, whatever. Now, I have much more time for play, and while it is taking a little getting used to, I remember what it was like from being a kid. And I like it. It?s like your favorite song, the long version, is playing and your mom is making your favorite lunch and the temperature in the pool is perfect and the weather is warm but not too hot. Inotherwords, the perfect scenario. But it is an active, not a passive, act. It isn?t work, but it isn?t sleep. And I really love it. It?s the creative process, whether I am building a fort for the cats or planning a photo portfolio for a show. There?s more, but essentially, it?s play I?m really getting hooked on these days. Which leads me to the next subject.

Sleep ? I go to bed early and I get up early. I cannot wait to get up in the morning. I love waking up. But if I've had a long day, whether it is working in the garden, or lots of exercise, or all of the above, and it?s about 2PM and I?ve had a nice lunch, the only thing I want to do is find my couch and my special pillow and take a nap. Not for long. But long enough. With or without a cat or two on top of me, humming and trilling, like the waves of a small ocean. I like sleep, but not like I used to. It?s like I?ve met an old friend after 40 or 50 years and he?s different; And I?m different; But it?s still a working friendship. It?s just different. And it?s nice. Ok, I?m going all Rod McKuen on y?all. I guess I need to plunk down a tasting note or two, right? Isn?t that what a wine blog is for, isn?t that what y?all came here for?


Tasting Notes

2017 Sandlands Red Table Wine ? I probably shouldn?t have opened this wine so young. But we were having something to eat that this wine sounded like it might be good to have with it.

Old vineyard, planted almost 100 years ago in Contra Costa County. 65% Carignane and 35% Mataro. I?ll just say it, I was an idiot to open it up, and I knew it. But I was too lazy to dig around in my wine mausoleum to find the 2014 Carignane I have stuffed away.

The fruit was strong and heady. The aromas were young and skittish. The wine had rested plenty, I just robbed the cradle by opening this wine to early. I won?t do that with the other bottle. Now I just have to remember where I put them in 5-10 years. In the meantime, I?ll be drinking their Chenin Blancs, which I am a total wine whore for.


2015 Colombera & Garelli Bramaterra ? our new neighbors invited us over for a happy hour recently, and neighbor Bill poured me a glass of this. Ok, I live in Dallas, Texas, in a relatively conservative (i.e. red) neighborhood. I?d sooner get a glass of Belle Glos or Meiomi Pinot Noir (or a Coor?s Light) handed to me in this zip code. So, suffice it to say, I was blown away. Bramaterra, for God?s sake! How awesome was that? Oh yeah, what it tasted like: It was rich and velvety, but not too smooth. I mean, there was a nice edgy texture to it. And it had just the slightest hint of volatile acidity, which I love. Yeah, that was a good night. And we love our new neighbors, big time!


2016 Mayacamas Mt. Veeder Chardonnay ? There is usually never enough white wine in our house. But one of the wine fairies left a box on our doorstep. Yeah, ok, sure. And this was one of those wines. Oh man, all the old Stony Hill and Forman Chardonnay I?ve had over my life has left me a bit cynical about other California Chardonnay. But this is Mayacamas. And It didn?t disappoint. What I love about classic California wine, as I have been drinking for the past 40+ years, is that there is a timeless quality about it, but also it is uniquely Californian. I say this as an indigenous Californian. It just hits me like it knows me. And I know it. And this Mayacamas was rich and full and fruity and dry and nuanced with many levels of flavor and I wish I had more.

Ok, that?s it for now - Miss Buttercup wants to go outside and play.




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[04/28/2019, 17:49] The wine that tried to kill me
Oh, how we?ve aggrandized wine to a beatific eminence. It is the alpha, the omega. It is sexy. It is alluring. It is dangerous. And it?s a killer. Or at least, on one occasion it tried to kill me. No, I?m not talking about excessive intake of alcohol, getting into a car and heading down the tollway, on the wrong side, at 2 AM. This attempt on my life was imbued with further nuance than that.


It was in a little town in southern Italy, a few years ago. I?d been traveling around the country for work and had some free time. I?d read about this recluse of a winemaker, whose name I cannot reveal, for a number of reasons, the first being I don?t want anyone else to know about this person or their wine. Consider it my way of potentially saving your life.


It was up in one of those hill towns famous in southern Italy, where there are brick structures, as old as time. The kind of place where little old ladies in black peer out from behind lace curtains, most likely ones they have woven themselves.

GPS was no help in finding the place. And there were no signs telling one which via one was on. You either had to know or you had to have faith. I didn?t know. I was blindly plunging ahead.

I dropped my rental car in a parking area by a caf?. The streets were getting smaller. This would be a search on foot.


Eventually, with the help of a local, who decided I looked southern Italian enough to respond to my vaguely familiar version of Italian (with liberal use of the more formal ?lei? rather than the now more commonly used ?tu?). An old fellow (really not much older than I was) led me to a door and pointed. ?You can knock, but he rarely answers. You might think about it before you go through that door.? And he bid me a good day as he disappeared around a corner.

I poked my head inside the door and said my best, nonthreatening ?buon giorno.? Nothing. I moved more of my body inside. No dogs. Good. And saw a little courtyard and what looked like, on the other side, a cellar door. So, I proceeded towards it. It was close to 1 PM. The sun overhead was bright and intense.


At the cellar door, I knocked and, again, chanted my friendliest ?buon giorno.? At which time, an elderly (and yes, even for me, he was old) gentleman came to the call.

?I suppose you?ve come to taste my wine?? He was matter-of-fact about it. ?Well, come on in, it?s much cooler inside.?

He took me to a small room with a few timeworn barrels, an amphora or two and a small row of concrete tanks that looked as if a roman garrison had poured them a few millennia back. A small table was placed in the center of the room, while a bare bulb provided the sole light. And on the table was one bottle, bare, no label, no cork, filled with wine.

?I have few rules, but you found me, so you may taste. But you may not talk or ask me incessant questions. I made the wine, as I have for nearly 50 years. I am not long for this world, and I?d rather spend the time drinking my wine rather than talking about it. If that?s not what you came for you know where the door is. Agreed??


I was in no mood to debate the issue, and quite frankly I?d stretched what little I knew about the Italian language about as far as I could. And, being a visual person, not a talker, that was fine with me. And I told him so.

He seemed pleased. ?You?re not like the others.? And he poured me a taste.

No notes, no camera and no discussion. An introvert?s dream. What happened next wasn?t exactly the bright side of what we?d call the dream world. But it definitely belonged to the realm of the world of dreams, just a bit darker. 


The first sip virtually took my breath away. And the lights dimmed above me. The silence was replaced by a whooshing sound, which I took for the sounds of waves hitting the shore, but which I found out later from the town doctor was the sound of my blood pulsing through my being.

I must have blacked out. When I revived in a spartan room, a doctor asked me a few questions. I don?t remember what they were, I barely remembered where I was. I was told that my heart rate reached 200, according to the instruments. And no, I hadn?t had a heart attack. I was in too good of a shape for that.


When he released me a few hours later, I stumbled out into the dusk light of the end of day, and reached for the keys to my car. But I thought I?d retrace my steps first, try and find the old man and his cellar and ask him a few questions.

When I got to the door that I remembered, I knocked. An old lady in black answered, with needle and lace in her hands. I asked about seeing the old man in his cellar.

She gave me the oddest look, as if I?d said something crazy. And then like that she simply said, ?No man here, no wine here!? and shut the door with more force than I imagined she had. Nothing.

Later that night, in my room in the hotel by the sea, I contemplated what had happened. I wasn?t dead, I was very much alive. But I was for a moment, earlier in the day, somewhere between. As if I?d peered over into some open vat of abyss and stepped away.


As if the wine called me to the other side. And I stepped back, away. Not ready for that wine. The wine that tried to kill me. Not today.









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[04/21/2019, 13:02] From the Archives - My Consigliere of Consciousness
Originally posted December 28, 2008

When I was thirteen I thought I was going to grow up to be a photographer. I spent endless hours in the darkroom and carrying my cameras everywhere I went. Being shy, it was the perfect date for me at a youth dance. I could take pictures of the action and go into the darkroom later that night to print them. Often folks would come into the darkroom (it was at the same place the dance was, usually) and see what I was doing. Photography was a social magnet.


A few years later, in college and during the Vietnam War era, photography opened up the greater world to me. I met different folk than the ones in the small resort town where I had grown up. I even met a famous one from time to time.

A word about fame, something I know a little about. I grew up in a town filled with famous people (Palm Springs, CA) and learned very early not to make a fuss over folks who have been afflicted with it. Leave ?em be, talk to them normal, change the subject away from them. Some of them might even make the grade to friendship. But, I ramble.

I am a walker. Love to walk the streets of a town. Rome, Paris, New York, San Francisco, Palermo, Naples, Chicago, Dallas. I once walked the route on Elm Street in Dallas where JFK was shot (grassy knoll) to the shop on the same street where John Hinckley bought the gun that he shot Ronald Reagan with. On a hot July day I took my trusty Canon VIT rangefinder and a new Canon AE1 and did my own shooting. The Dallas of that day has altered greatly.

New York? Since 1975, I have trudged the streets of that city camera and wine bag in tow. My childhood friend and photography co-conspirator Bruce took a fabulous street shot, worthy of a Weegee. Bruce went on to become a movie mogul and one of the greatest collectors of photography in the world. And still a friend and drinking buddy.

I spent time in the NY scene with Diane Arbus? teacher, Lisette Model. Not much time, but enough to remember one cold afternoon in January in her apartment. I had already been to Arbus boot camp. It started in California and concluded in a bar in Milwaukee, a bar right out of the collective mind of Kubrick, Serling and Lovejoy. I had walked onto the set of a world that someone like Diane Arbus lived daily. And it scared the holy crap out of me.

I had my time with the world of reportage and photojournalism. One photographer from Magnum, to remane unnamed, asked my help in getting him and his art director through Tijuana for a photo shoot. An ad campaign for Pentax. I thought it odd that the photographer almost exclusively used his Leica M3 for the assignment. When I asked him, his answer seemed cynical at the time. Now, I think he was like a sushi chef, just using the best knife he had to cut the Toro.

And the old masters, so many of them I was lucky to encounter, sit awhile and soak up their greatness. They were called the f64 group. My entry was through Imogen Cunningham and Ansel Adams. In the darkroom with Ansel was a breakthrough, I still remember the warmth of that little room, and not in a creepy way. How often is it you can stand in the dark and be dazzled with brilliance?

Imogen, petite, but never diminutive. Cantankerous, strong willed and boy crazy. But a vision and a determination to walk her trail without fear. Imogen was a wonderful mentor to me in life.

On the fringe of the f64 group was Wynn Bullock. Wynn was the one who taught me about the vision thing. He schooled me in the philosophy of perception. Thanks to Wynn, some of the best photography I have ever taken was without a camera. I remember how supportive he was when I came back from NY, explaining to me that he also had to take NY in measures, not in giant doses. Like him, I needed the horizon.

My dad was a photographer and a film maker. I still have hours of 16mm reels of film he shot, some of it family, some Italy, and also Old California footage. He always thought I should take more sunset pictures.

Being a black and white kind of guy, I could never understand why he wanted to thwart my path. But fathers do that to their son?s even when they aren?t conscious of it. I love to watch sunsets (like sunrises better) but not to shoot.

My college teacher, Philip Welch, introduced me to many of the West Coast school. He was a student of Frank Lloyd Wright and had given me the entr?e to that world. He told me about famous people. He said, ?Call them up, knock and their door. If they are truly great they will talk to you, if not, they are only famous. You want to meet greatness, not fame.?

I?ve had a few friends through the years who made it to fame, but not quite to greatness. I have also had more than my share of friends who bypassed fame and went straight to greatness. I have photographed them, opened bottles of wine with them, danced with them, laughed with them, cried with them and walked through pools of Jell-O with them.

All along the way there has often been a camera nearby, my consigliere of consciousness.






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[04/14/2019, 12:56] The Best Day of My Life
For an Italian wine lover, or for anyone, the idea of having something like the best day ever in this life is a ponderous matter. Not heavy, let?s not go there. But could such a day revolve around one?s life in wine in Italy?

Can we have more than one best day in a life? If so, the day my son was born is a day I?ll remember as one of those days. But can wine elicit such an emotion that it will be remembered for decades through the passage in time and give that day a place on the best of days in one?s life?


I?m not necessarily talking about a day in which you or I had one of the greatest wine encounters, like the day I had the 1964 Monfortino. Or the two days in a row in which I was fortunate to be present when the 1961 Lafite Rothchilds were opened. These were awesome occurrences, which when I collect memories of those moments in wine which made an impression, these certainly did. Of course, the day I was hiking in the Upper Yosemite and over dinner that night, when I opened the 750ml bottle of Almaden Vineyards Mountain Nectar vin ros?, that was for me, unforgettable. Hmmm, the brain curates our memories in its own way sometimes.

But that?s not what's at the end of this rabbit hole. I?m thinking about a day, somewhere over a 24-hour period, in which the affair created a gestalt of something that one could put at the top of a list with the heading ?the best day of my life.? I know it must occur to someone, I?ve seen it numerous times on Instagram and Twitter, #?d as #TheBestDayOfMyLife.


What I found, while scrolling through those thousands and thousands of hashtags wasn?t what I thought I?d find. Mostly marriage pictures of pictures of beautiful and famous people. I don?t think I could list the times I met John Kennedy or encountered Ronald Reagan as the best day of my life. The closest thing in that orbit, again, would be the birth of my son. And maybe in a personal sense, that should be good enough.

I know I?m stretching the metaphor here, all the while my brain is defragging and searching the synapses for an iota of what I?m looking for in this search. Maybe there?s an amalgamation, a construct that will surface.

After a short break, I?ve returned to the screen and the keyboard in front of me. I have a vision of that day now. I?m in Italy, it?s a sunny day, temperature around 20? C. a light breeze coming from the west over the mountains. We?ve just come here, after several days in Verona at Vinitaly, and a few days touring through vineyards.


In the distance the clinking of the bell from the lead sheep, perhaps coming over from the other side of the dale. The aroma of wood burning, as if to warm the nearby cottage or an outside fire, maybe a campfire, drifts by. A slow but steady hum, as the bees working the nearby rosemary in bloom, go about #TheBestDayOfMyLife as they know it. And surely there are small insects flying around, ones that live for only day ? surely this is, for them too, #TheBestDayOfMyLife.

The sun, as the earth revolves around it, changes position from low in the east to high above. A dove coos, consigning one?s consciousness, for a brief moment of satori, where everything is in harmony.

And somewhere inside the nearby cottage, are the sounds of our mothers and aunts singing and making fresh pasta, clanging of spoons and the opening burp of tomatoes, put away from last season, to envelope the noodles. Nearby the brief aroma of basil, just picked by one of the cousins, to take inside for the sauce. And out of the nearby cellar an elder uncle appears with an aged pecorino, to be grated for the pasta, first, and then chipped away and served after the lunch for dessert with the wild strawberries.


Will there be wine? Are we not in Italy? And is this not #TheBestDayOfMyLife? That same uncle goes into another room and appears in the now brighter and warmer day with several bottles with swing tops, which he siphoned from the demijohn in the cellar. It?s red, it?s rustic, and it?s what we will drink on this day.

The whiff and pop of a checkered tablecloth is placed on the table outside near the cottage, on the warm side. The smell of bread baking in the outside oven wafts past me. I haven?t had a sip and already I?m drunk on this day.

A piquant tinge of vinegar, the real stuff, with fruit and acid and backbone, tickles my nose. The ominous verdancy of last seasons olive oil crowds the vinegar for attention. The tomatoes, the basil, the bread, the fresh pasta boiling, everything, everything, everything. Yes! Yes!! Yes!!!

We sit down outside and the elder woman at the table makes the sign of the cross. And a short, silent prayer of gratitude. And the children squirm on the wooden bench, inevitably getting splinters on the bottom sides of their legs. And the breeze and the sun and the food and the people and the birds. And the wine? It?s part of this too?

And yes, the inevitable #TastingNote.

The wine had the freshness of that mountain nectar ros?, had long ago in the mountains of Yosemite. And it had the rustic quality of that ?64 Monfortino, in that is was rich and deep and portentous. In the finish I could sense it might be a long-lived wine, like the ?61 Lafite, although if it was, I wouldn?t see it. This was a young wine, tasted by someone not as young, and our paths wouldn?t cross that many more times.

The uncle nodded as he saw the pleasure the wine gave me. ?Not bad, is it?? He seemed pleased. ?I think the 2018 is going to be a great one, one of the best we?ve seen come off of our land in many years.? ?Certamente,? I agreed with him. And it, along with everything on that day, served to make that day one of the many days I?ve lived, that will go down as the best day in my life.







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[04/08/2019, 14:05] How tall is your mountain? How important are you? How do you rank?
Life, after years of work and a "career," is an unknown until you get there. Just like life after school, or life after an eventful course of certification. For many of us, we just don?t know what lies ahead in our future heres and nows. What I do know, here and now, is that mountain climb we call a career is just that, ?a? mountain climb. Not all mountains. Just one. Maybe a tall one, maybe not the tallest. And not the only mountain on earth.

When I first went to Italy, I had this idealistic notion that all the people in Italy were kind, generous, loving people. How could it not be? Here I was in the land of my ancestors, walking the streets and alleys of Rome, everything so bestowed towards my Utopian vision of Italy and Italians. With a war waging in Vietnam, and a low lottery number (90) and being all of 20, I wanted a world in which there was peace and happiness. And time.

And there I was, one day, walking in the hills above Rome on the Viale del Museo Borghese, when I saw a car screech to a halt, a man get out of the car, pull a woman out and start beating on her. She screamed bloody murder and I?d like to say people came out in droves to rescue her. But no one did. It all happened so fast. Like he was getting out of the car to pee. He threw her back into the car, tires squealing, and tore off. It took maybe 15 seconds.

I was petrified. I remember my parents having arguments almost like that, and as a young child, I would eventually run out of the house and head into the desert, far away from their yelling and anger.

But this was Italy, my precious vision of peace and harmony shattered, just like that. So, it wasn?t Utopia?

Years later I went to my first Vinitaly, the 17th (we are now in the 53rd year). I was full-on with a career in the wine business. Again, I was exhilarated with the notion that everyone who was anyone in the world of Italian wine was here. And so was I. I was part of this great thing, which in my head I had built up, as most of us do, with the full force of the illusions we splay about with our careers, over how important we are, the job is, it all is. And in the presence of Piero Antinori and Angelo Gaja, and Luigi Veronelli and, and, and.

Twenty or so years after that, I was dug in on base camp of that mountain. I had made it so far, but I had to take the summit. And I spent hour after hour chasing the sun and the moon. My identity was all tied up in being the Italian wine guy. And the company I worked for was powerful and bought a lot of Italian wine. I calculated that for every case of Italian wine that came into America, the company I worked for (and the category which I was accountable for growing and looking after) imported and sold one bottle in every of those cases, about 8%. It would eventually grow to somewhere around 12-15%. This was a very tall mountain.

Along the way, I spent three years caring for my wife who had a debilitating disease of the central nervous system, multiple sclerosis. It killed her. And it threw me into a valley. And the only way out of that valley was through a tiny little tunnel, which I had to crawl through on my hands and feet. Slowly, slowly, one day at a time. For years. The tall mountain was of little concern to me at that time.

As I wrote here in 2011, ?There is luck, good and bad, but there is resilience. Resilience is good luck combined with a spirit to overcome the disappointments life hands you.? Yeah, I had some bad breaks, not as bad as my wife, for sure. But I was going to climb that mountain, if it was the last thing I did.

And I did. And along with it, success, recognition, accolades, awards, even a trophy.

But once I got there, I decided not to climb down the mountain. I jumped off of it. The words of Richard Alpert (now Ram Dass) emblazoned upon my windscreen as I fell to earth, "I was no longer needing to be special because I was no longer so caught in my puny separateness that had to keep proving I was something. I was part of the universe, like a tree is, or like grass is, or like water is." Ever the idealist, always searching for Utopia, be it an outer manifestation or an inner aspiration.

I?m really happy that the wine community in Italy is making wine better than they ever have. And I?m pleased that the world is responding, by obtaining, enjoying and promoting their vinous joy in ways that the rest of us can see and feel and hear, 24/7. It?s like watching millions of people climbing their very own mountain, all at the same time. It?s a moment in time which I?m sure the likes of Gaja and Antinori, and Veronelli, if he were still alive, revel in. It?s a victory. It?s a cause for celebration. It only took a couple of millennia. And the sweat and blood and dreams of scores of farmers, winemakers, and all the friends and families that supported that surge to their personal mountaintops.

If one could look at Italy from space and see the emotion of time as manifested in the hard work that all these souls have put into making Italian wine great, it would probably be ten times taller than Mt. Everest. I have no doubt. And we are all here to witness this great success.

As far those of us who fell to earth? Well, it?s not so bad. I mean, look at all the wonderful wine we have to enjoy now? And if one is healthy, there is that great gift. If one misses a seminar here or there, a tasting here or there, or a not-to-be-missed event here or there, so be it. It?s somewhere on someone?s journey to their mountain top. I?ve been there, had those longings, those unstoppable goals that I thought were so very important at the time.

But I?m on another journey now, to another mountain. I?m not sure if there is a mountain top or even if there is, if I?ll get there. I?m fine with that, for when I fell to earth, something inside of me broke open. It was like being born again, except I didn?t have to learn how to walk or talk. The child inside me, and the childhood I left behind as an adult, broke open. And along with it, creativity, and fun and time, or what is left of that time. I?m really excited, I have to tell you all. I never imagined all the things I thought were so important could be supplanted with a deeper sense of direction, a journey that will take me to God knows where. What I do know is this: I don?t have that insatiable drive for success, for recognition, for some kind of elite ranking in the world of wine. Or even another mountain top. The folks at base camp can have at it now. I?m good, right where I am.






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[03/16/2019, 09:48] Genova Wine Festival visto da qui
Di l?, cio? su Intravino, ho dedicato al Genova Wine Festival tre post. Pure troppi, verrebbe da dire - ma comunque eccoli:

Qui racconto la genesi di tutto quanto: ? stata una vicenda a lungo pensata, e desiderata.
Qui promettevo cosa avremmo fatto, in sostanza - e abbiamo mantenuto le promesse, si pu? dire.
Qui spiego com'? andata alla fine: in modo parecchio soddisfacente.

E allora, c'? bisogno di un altro post che parli di Genova Wine Festival? S? e no: non esiste una cosa come bisogno di un altro post, a meno che questo non sia un blog personale nel quale chi scrive riversa il suo flusso di coscienza. Indovina un po', Diario enotecario ? anche quella roba l?.

Cos? mentre Intravino alla fine ? la blogzine istituzionale nella quale in un certo senso era necessario parlare di GWF, qui non c'? nessuna necessit?, nessuna istituzionalit?. Quindi uno pu? lasciarsi andare a considerazioni traverse, che magari non infilerebbe in un comunicato stampa o in un ambito istituzionale dove i discorsi si impostano.

Gi?, cosa ci ? successo nel frattempo? Siamo diventati pi? adulti? Mettere mano a GWF ? stato anche quello, fare una cosa da adulti. Ora che ? passato, per?, a me lascia quella sensazione un po' straniante, come dopo un esame scolastico. Ora che ho passato questo test, penso al prossimo. E s?, appunto, ? straniante. Poi mi pare di averne parlato in tutti i modi, ma i modi erano quelli istituzionali. Che ci ? successo, che mi ? successo? Eravamo quelli cazzari, e adesso ci escono di bocca cose come signore e signori, benvenuti nella splendida cornice.

Per questo uno tiene un blog personale, per dire: caro Diario, GWF ? stato anche altro, per me.

Per esempio, ricordo domenica sera quando tutto era finito, e le ultime cose erano state smontate. Quella sera, quando era molto tardi ed ero in uno dei miei soliti posti a bere, mi prende una grande, profonda, improvvisa tristezza. Al punto che ero arrabbiato con me stesso, e mi dicevo: ma che diavolo ti prende? E niente, era pi? forte di me, era arrivata una botta improvvisa, come se i nervi avessero ceduto - e immagino sia stato qualcosa del genere. Mesi e mesi a pensare a un progetto, e ora era tutto passato.

Il fatto ? che davvero, tutto quanto, ? cominciato molto tempo fa. Ero a Vinitaly 2018 e gi? ne parlavo, con alcuni produttori. Le aziende che hanno partecipato a GWF sono state scelte, tutte, una per una, contattandole personalmente. Ad ogni produttore abbiamo spiegato il nostro progetto, ma parlavamo di qualcosa che esisteva solo nella nostra mente, fino ad allora. Li abbiamo dovuti convincere, a volte, e a volte come ? normale non ci siamo riusciti: qualcuno non poteva partecipare, qualcuno aveva terminato il vino disponibile, qualcuno, legittimamente, potr? aver pensato: ma chi sono, questi qua? Sia come sia, ? stato un lavoro lungo, passato per infiniti contatti telefonici e di persona. Alla fine lo scopo era mettere assieme una specie di dream team di produttori che ci piacevano. Adesso che vedo la bolletta telefonica, vedo anche quanto a lungo sono stato al telefono. Insomma, ci abbiamo infilato una quantit? di energia pazzesca, in questo progetto. Mi piacerebbe adesso ringraziare, uno per uno, tutti i produttori che ci hanno creduto, e ci hanno detto di s?.

Per me poi questo lungo lavoro ? stato un fatto nuovo: lavorare con un gruppo di persone abbastanza numeroso, una squadra, e mi riferisco ai ragazzi di Papille Clandestine che hanno reso possibile concretamente tutto quanto. Io che sono un solitario, una ditta individuale e anche abbastanza individualista, ho cercato di lavorare in squadra, ho cercato di capire come ci si muove in una realt? complessa come quella - e mentre per qualcuno il lavoro di squadra ? pane quotidiano, per me era una novit? ed anche una sfida. Spero di aver fatto quel che ci si aspettava da me, ma adesso che sono nella fase dei ringraziamenti, dico grazie ai papilli che mi hanno voluto, assieme a Pietro, nel gruppo operativo di organizzatori, visto che GWF ? stato appunto una joint venture tra loro e il settore genovese di Intravino.

E siccome la rete non dimentica, e alla fine questo ? un quartierino ristretto, in questo post del 2010 (duemiladieci, ehm) scoprivo pi? o meno l'esistenza dei papilli. Ragazzi, ne ? passato di tempo, eh?

Adesso per? per non esagerare coi sentimentalismi, facciamo i buoni propositi. Si avvicina il prossimo Vinitaly, e gi? so che contatter? alcune aziende che sono nella nostra wish list, per il prossimo Genova Wine Festival. Perch? s?, pensiamo gi? all'edizione 2020.
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[01/22/2019, 08:48] Nuovi orari in enoteca (ed altri cambiamenti)
Caro diario, le cose cambiano. Potrei scriverlo sulle reti sociali, potrei scriverlo su Linkedin dato che parlo di cambiamenti lavorativi - e lo far?. Ma adesso lo scrivo qui: cambiano alcune cose intorno al mio lavoro.

Sto cominciando una nuova attivit?. Faccio il rappresentante, il venditore - di vini, ovviamente, resto con la bevanda odorosa. Sto esaminando proposte, qualcuna l'ho gi? accettata, solo non avevo ancora detto ufficialmente che all change.

E siccome il cambiamento riguarda anche l'enoteca, l'enoteca rimane, ma ad un regime di apertura ridotto. Cambia l'orario, rester? aperta solo nel pomeriggio, dalle 16 alle 19,30.

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[01/10/2019, 17:02] E adesso anche Genova Wine Festival. S?, sta arrivando una fiera del vino in citt
Il primo post dell'anno ? inevitabilmente in modalit? caro diario: in questi giorni di l? ma pure di qua, si preannuncia la cosa alla quale sto lavorando da tempo, assieme ad un gruppo nutrito (ci piace nutrirci, in effetti) di gente in gamba. Papille Clandestine e Intravino assieme, a Genova, preparano Genova Wine Festival, ed ecco fatto: vi annuncio che sta arrivando una fiera del vino in citt?, ed ? una cosa bella, grossa, nella quale stiamo mettendo il cuore e altre importanti frattaglie.

Dove: Palazzo Ducale, a Genova
Quando: sabato 2 e domenica 3 marzo
Questa ? la homepage
Questa ? la pagina Facebook
Questa ? la pagina dell'evento

Direi che per adesso basta, prendete appunti, e ovviamente ci vediamo l?. Sar? grandioso. Insomma s'? capito, ci tengo.
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[12/31/2018, 18:45] Notizie che nessuno ti dir? mai: ? finito un altro anno
Adesso che ho spento le luci e chiuso le serrande, accendo l'ultimo sigaro in ufficio e metto in ordine le ultime carte. La sera del 31 dicembre in enoteca ? tutto rituale, resto qui a vedere che succede, e mi prendo il tempo per pensare a quel che ? successo. Potrei andare via prima - ogni anno mi dico, il 31 pomeriggio non lavoro, che diavolo. E poi ogni anno resto qui, accanto alla mia creatura fino all'ultimo - perch? questa ? la mia enoteca, una mia creatura.

Me ne vado sentendo una canzone che mi si ? infilata in testa, tratta dalla scena del film che vedete qua sotto. The ballad of Buster Scruggs ? uno strano western, e non c'? modo di raccontarlo senza spoilerare quindi siete avvisati. ? la scena di un finale di partita inaspettato, uno dei due pistoleri cade a terra morto e non doveva andare cos?. ? una sorpresa, brutta per quello che cade, brutta per chi guarda, e ti mette davanti per l'ennesima volta al fatto che ti devi aspettare l'inaspettato.

Soprattutto, non passer? molto tempo, e ti ritroverai (inaspettatamente) a cantare la tua ultima cowboy song.

Let me tell you, buddy
There's a faster gun
Coming over yonder
When tomorrow comes

Let me tell you, buddy
And it won't be long
Till you find yourself singing
Your last cowboy song

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[12/27/2018, 10:50] Dieci assaggi memorabili. S?, ecco un classico post di fine anno
Si pu? finire l'anno in due modi: fare un bilancio degli eventi e buoni propositi per l'avvenire, oppure elencare dieci assaggi memorabili del 2018. A me quest'anno andava di gran lunga la numero due.

Anche la classifica dei dieci non ? esattamente una top ten di etichette - semmai ? un elenco di aziende interessanti, con magari un assaggio specifico che ha brillato pi? di altri. In fondo anche l'idea di classifica si smaterializza. Alcuni di questi vini li vendo, altri non li vendo perch? li ho esauriti, altri non li vendo perch? (ancora) non li ho comprati, e questo pi? che un disclaimer ? un fatto.

L'ordine non ? in base alla preferenza, ma in base a quanto velocemente mi sono tornati in mente, essendo io affezionato al famoso "la cultura ? ci? che resta nella memoria quando si ? dimenticato tutto" - che ho sempre opposto alle scene mute che facevo durante le interrogazioni a scuola, senza successo, ma siccome mi piace tiro sempre fuori la citazione.

1. San Cristoforo, Franciacorta 
? un po' che li tengo d'occhio, e il riassaggio del loro Brut, ma pure del finissimo millesimato, mi confermano l'idea di franciacortino di riferimento. Buoni, eleganti, di bella personalit?. Bravi insomma.

2. Andreas Berger, Alto Adige 
Ho notato che non esiste un vino di questa azienda (Thurnhof) che sia, semplicemente, sotto il livello dell'eccellenza. Potrei dire del loro Moscato secco (fermo) 2017, piccolo capolavoro, e farei un torto a tutti gli altri. Vabbe'. Per me cult.

3. Vis Amoris, Liguria 
Qui pi? che il loro Pigato, la sua derivazione metodo classico. Le bollicine in Liguria per me restano un fatto difficoltoso, qui invece ho cambiato idea all'istante. Esiste anche una versione sur lie, col fondo, insomma quella cosa l? ancestrale, ci siamo capiti. Ottimi livelli pure l?.

4. Garnier, Borgogna 
Durante l'ultimo corso avevo inserito il loro Chablis 1er Cru, e capirai, ? stato come vincere facile. Invece qui memorizzo il loro Pinot Noir Epineuil 2015, che ? - come dirlo in modo non riduttivo? un Borgogna base, ma io direi basilare. Fruttini accennati, stile e trama, godevole e succoso.

5. Tenuta Belvedere, Oltrep? Pavese 
Io credo che la Bonarda, quella frizzante, dovrebbe essere salvata dal destino di vino triste da supermercato. Ci riesce Gianluca Cabrini con questo 2016, un campione delizioso di piacevolezza bevibile, poi zero solfiti aggiunti che fa molto figo ultimamente.

6. Miotto, Veneto 
Tra tanti prosecco a rifermentazione naturale, con il doveroso tappo metallico e il fondo, questo Profondo si piazza fisso nella memoria, e nella voglia di berlo e riberlo - pure troppo, l'ho venduto tutto e a me non ne resta, ma che ho combinato? Accidenti a me.

7. Weingut Am Stein, Franconia (Germania)
Poi giuro la smetto con i rifermentati naturali, ma questo Pure & Naked, pet-nat (petillant, naturale), ? un capolavoro di memorabilit?, anzi vorrei riberlo circa domani (a trovarlo: assaggiato durante una fiera). Leggiadro come una piuma e nello stesso tempo col cipiglio germanico. Comunque lo struggimento ? tanto che gli dedico la foto del post.

8. Dettori, Sardegna
S? va bene il loro Chimbanta, va bene l'Ottomarzo, ma pure il Tenores. Io quest'anno memorizzo il Renosu bianco, un colpo al cuore di sale, mare, erbe aromatiche, ma che ci hai messo l? dentro? E questo sarebbe il loro bianco cadetto. Ma avercene.

9. Terre Bianche, Liguria
Cos'? che mi piace di pi? nel Rossese di Dolceaqua? ? perch? ? ligure? ? perch? ? teso e leggiadro? Sono le spezie, il marino, ? perch? ? un vino di montagna? ? perch? parte piano poi si svela alla grande, e quando credi di averlo compreso ? finita la bottiglia? Comunque parlavo del Rossese 2017.

10. Poderi Cellario, Piemonte 
C'? questa generazione di vini minimalisti, nella bottiglia da litro, col nome pure lui minimalista. Per esempio "? Rosso". E di pi? non chiedere, bevi e poche pippe. E noi wine blogger allora che dovremmo fare, bere e zitti? Ecco, non sempre: ? Rosso mi piace tanto. Va bene come rece minimalista?

Buon anno nuovo, e tutto quanto.
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[10/29/2018, 15:52] I vini toscani


Quali sono i vitigni in Toscana?

La Toscana ? una zona famosa nel mondo per la sua produzione di vino, e di vini rossi in particolare con il 70% della produzione.
Il vitigno principale ? il Sangiovese con le sue varianti come il Canaiolo nero ed il Ciliegiolo. I vini classificati come supertuscans hanno portato l'integrazione ad altri vitigni a bacca nera internazionali, come il Pinot Nero, il Cabernet sauvignon, il Merlot e lo Syrah. 
Per quanto riguarda le uve bianche, la pi? diffusa ? il Trebbiano Toscano, seguito dalla Malvasia Bianca Lunga, la Vernaccia di San Gimignano e l?Ansonica. Anche lo Chardonnay, con cui producono vini bianchi spesso maturati in Barrique, ha una buona diffusione. 

Zone di produzione in Toscana

Il Chianti e Chianti Classico 
Comprende in tutto o in parte le province di: FirenzeSienaArezzoPisaPistoiaPrato
Vi sono diverse tipologie di Chianti, sette delle quali ricadono come sottozone all?interno della Chianti DOCG e sono i Colli Aretini, i Colli Senesi, i Colli Fiorentini, le Colline Pisane, RufinaMontalbano e Montespertoli, alla quali si aggiunge la DOCG Chianti Classico, prodotto nella zona pi? antica e tradizionale, dalla quale provengono i Chianti pi? celebri. 
I vini Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero,  oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare come il Cabernet Sauvignon e Merloted una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. 
Il Vino Nobile di Montepulciano
Una delle sei DOCG della Toscana, ? il Vino Nobile di Montepulciano prodotto con uva Prugnolo Gentile (ossia il Sangiovese Grosso), a cui si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo ed il Colorino. 
Il Nobile di Montepulciano era noto gi? nel 1500 per la sua qualit?, ma fu negli anni '60 che si inizi? a riscoprire questo vino del territorio di Montepulciano, splendido borgo in provincia di Siena, ed inizi? un processo di recupero dell?immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando al Vino Nobile di Montepulciano venne riconosciuta la certificazione di DOCG.
Il Brunello di Montalcino
Il Brunello di Montalcino ? sicuramente il vino Toscano pi? famoso, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il nome deriva dal nome dell'uva Sangiovese Grosso chiamata appunto Brunello, con cui viene prodotto. Fu ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che avvenne la rinascita di questo vino ed il relativo successo e fama internazionale. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e pu? essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni. Oggi sono circa 250 le cantine che propongono il vino Brunello per una produzione di 6,5 milioni di bottiglie.
Le altre zone vinicole della Toscana
La Vernaccia di San Gimignano DOCG ? un vino bianco prodotto prodotto appunto con l?omonima uva. Il Morellino di Scansano, prodotto prevalentemente con uva Sangiovese, localmente detto Morellino. Il Vin Santo, prodotto anche in altre regioni d?Italia, in Toscana ? riconosciuto come DOC nelle denominazioni del Vin Santo del ChiantiVin Santo del Chianti Classico e Vin Santo di Montepulciano. Il Vin Santo Toscano viene prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca, ma esiste anche una versione rossa da uve Sangiovese, che prende il nome di Occhio di Pernice
La Carmignano DOCG si trova in provincia di Prato e produce esclusivamente vini rossi da uve Sangiovese, Canaiolo Nero, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Cosa sono i Supertuscans?
Supertuscans,  appartengono generalmente alla categoria IGT.
Supertuscans sono vini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve ?internazionali? quali Cabernet SauvignonMerlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese


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[10/25/2018, 09:33] Smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer
Leggo solo oggi questo vecchio pezzo di The Guardian, che parla di vini naturali - quasi fosse un wine blog, per attirare click. No vabbe' dai, sto scherzando, si capiva, s?? Guardian scrive di vini naturali a modo suo, e cio? in modo assai rilevante e quindi questa lunga, lunga lettura la mettiamo da parte, perch? ? un ritratto molto esauriente. Prendetevi il tempo per leggere tutto, se ancora vi mancava.

Guardian riesce anche a dire alla veloce cosa sia un vino naturale, e per questo l'ho adoperato per titolare il mio post: "they tend to be smellier, cloudier, juicier, more acidic and generally truer to the actual taste of grape than traditional wines". Notevole anche l'immagine, che riciclo - una cosa a met? tra lo steampunk e il disaster movie.
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[10/20/2018, 07:05] Cose da fare a Genova (questo fine settimana)
Anzich? spiegare tanto, ecco che annuncia il Tg3 Liguria: ? di nuovo tempo di Genova Beer Festival, la meglio rassegna birraria della regione, ma che dico, del mondo - dove peraltro il quipresente vostro si accinge ad abbinare sigari (sul genere toscano) a birre, come da foto, nel laboratorio di domenica sera. Insomma, che aspetti, ci si vede l?, sabato sera e domenica all day long.

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[09/04/2018, 07:01] Guide for Choosing a Good Dentist

If you have dental issues or complications, it is necessary that you find a good dentist who will take care of your needs. However, the issue is, there are many dentists the market today and settling for the best may be tricky. For this reason, you need to take time and find the?best dentist in Miami who will offer the type of services you require. Dentists have various types of services they offer. There are those who have specialized in a particular field while some are general dentists who deal with almost all dental issues. If you are looking for a dentist, here are quick factors that you can consider looking at so that you get the best dentist.

Check on Experience

First, when searching for a dentist to offer dental services to you, we recommend that you try checking out the experience of your prospective dentist. This is a crucial aspect to check on because the longer the experience, the more quality services the dentist will offer. A dentist who has been offering dental services for years will be well placed to handle your dental needs than one who has just started practicing. This is applicable because past experiences will help the dentist be in a position to handle and manage any dental complications.

Check on Specialization

Secondly, when you want to settle on the best dentist, it is essential that you first understand the kind of dental service you need. This will help you know the kind of dentist you need. Dentists have various services that they offer. Some offer specialized dental services, and that means you need to know exactly what you are seeking for.

Check on Training

With the increased need for dental services, some individuals will want to take advantage of that and start offering dental services but they are not qualified. Therefore, to avoid falling prey for such fake dentists, it?s essential that when searching for a dentist, you should check to know if the dentist is trained. The dentist should declare his or her qualifications and show you the documents which give evidence for that. This way, you will get dental services from dentists who have undergone proper training in dental health.

Consider the Reputation

When searching for a good dentist, it is also advisable that you consider knowing the reputation of your prospective dentist. You need to know how many successful cases of dental procedures the dentist has offered. Similarly, you need to know what people feel about the services that the dentist offers. This way, you will understand if the dentist will be suitable to offer dental services that you may need.…

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