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Mondo Di Vino
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[06/19/2018, 04:16] Tips for Finding and Knowing the Health Status of a Pet

If you like to own a pet, then there are things that you need to consider so that you get a healthy pet. It is not wise to rush out and buy the first pet you get, buying a pet involves more than just the looks. For people who have owned pets Blue Buffalo they understand the importance of purchasing a healthy pet.

But for first-time owners, there are simple but essential things that you should inquire from your seller before making the purchase. These necessary inquiries include the pet?s health and treatment record. However, before you start asking about the health of a pet, some people do not know how to find a pet to buy. If you are looking for your dream pet, then written here is how to go about it, and how to know if the pet is healthy.

Google

If you have been looking for a pet to buy and you have not yet found a seller, then you should try searching on the internet. Many people are not aware of how powerful the internet has become, now in a few seconds you can find information about the different pet sellers available in town.

And not only will you find this information on the web, but you will also be able to see in pictures those pets that are available for sale.

Reviews

If you feel overwhelmed by the information you find from different pet selling websites, then you need to read reviews so that you can know what the previous buyers are saying. There are pet sellers who take pride in their work and always have the best pet breeds in the market, and these people even make follow-ups to ensure you are bonding, treating, and feeding your pet as suggested. Buying a pet from a seller who loves his work is a guaranteed way to find a healthy pet.

Treatment Records

If you have found your dream pet, then the next thing that you must do is ask for the previous treatment record. The veterinary who treats these pets is supposed to keep the records of each the treatments.

If you do not ask for these records, then the chances of buying an unhealthy pet increase significantly.

Find a Veterinary

If you are not sure about the health of the pet you want to buy, then it is essential that you find a veterinary. An excellent vet will run some test and will inform you of the health status of your new pet.…

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[06/18/2018, 14:39] Ristorante Mirazur ? Menton (FR) ? Chef Mauro Colagreco

Menton, Mentone per chi in Italia si ostina a traduzioni un po? forzate, ? l?equivalente francese di Porto Fino. Un piccolo paradiso terrestre affacciato sul bacino Mediterraneo il cui passato racconta una storia multiculturale, intrecciata con quelle del Principato di Monaco, della Francia rivoluzionaria e napoleonica e del Regno d?Italia. Celebre per i suoi limoni, il cui aroma intenso e acidulo abbiamo ritrovato anche nell?olio servito in accompagnamento al pane del nostro pranzo, ? forse il luogo pi? adatto a ospitare Mauro Colagreco, chef bistellato nato in argentina, ma di origini abruzzesi, la cui formazione vede esperienze importanti accanto ai grandi della cucina francese. Siamo tornati al Mirazur, dove un Colagreco in formissima e sorridente ci ha riservato una grande esperienza.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 19 Agosto 2006
-> Meeting del 5 agosto 2008

Le figure principali dello staff

Chef/Patron: Mauro Colagreco
Chef: Antonio Buono
Direttore: Laurent Bouveyron
Ma?tre e sommelier: Benoit Huguenin

Il ristorante

La vista sul mare

L’insegna

Sala e mise en place

Il tavolo di VG

Menu

Riportiamo i menu degustazione, non ? presente il menu ? la carte.

Le degustazioni

Menu D?couverte ? 80
4 portate
Disponibile da gioved? a venerd? – solo a pranzo. Menu non ? disponibile nei giorni di festivit? nazionali e dal 1 giugno al 31 agosto inclusi

Menu Inspiration ? 110

6 portate: primi passi per scoprire il mondo di Mauro Colagreco
Disponibile a pranzo e cena

Menu Carte Blanche ? 160

11 portate: l’esperienza unica di un menu in costante evoluzione incentrato sulla stagionalit? e sui tre mondi preferiti dello chef: mare, montagna, orto
Disponibile a pranzo e cena ogni giorno; nei giorni feriali a pranzo disponibile fino alle 13:30

Menu Signature ? 210

9 portate che raccontano la storia del Mirazur
Disponibile a pranzo e a cena

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Champagne Extra Brut ? Alexandre Penet

Il ma?tre ci presenta gli stuzzichini che ci verranno serviti

Barbajuan con olive taggiasche, acciughe, limone confit del giardino del ristorante e oxalis

Crosta di Grana Padano 36 mesi, doppia crema, fiori di rosmarino

Sfere di mozzarella affumicate e sale nero

Gel?e di barbabietola all?ibisco di Chioggia

Grissino di scorzonera, lardo di Colonnata, polline e miele d?acacia

Carota?cotta nella calce viva con?sesamo nero e pompelmo

L’olio in abbinamento al pane

Olio extravergine d?oliva allo zenzero e al limone di Menton St Michel.

Pane

Tipologie di pane: fatto in casa secondo la ricetta della nonna dello chef: sardo, al carbone vegetale, con anice uvetta e finocchio, scandinavo. Servito con olio extravergine d?oliva al limone di Menton e zenzero. ?

Les Pierres Sauvages ? Ch?teau Marg?i

Piattooo!

Il tocco finale

Ostrica Gillardeau, crema di scalogno e pera Williams

Green: piselli, kiwi, erbe di montagna

Insalata di carciofi, crema alle erbe amare, fiori selvatici e kumbava (limone indonesiano)

Emiett?e di granchio, brodo di manzo e tagete

Le Roc Sancerre 2013 ? Pascal Jolivet

Il piatto viene ultimato al tavolo

Barbabietola in crosta di sale, salsa al caviale

Lo chef Antonio Buono ci raggiunge al tavolo per ultimare l’impiattameto della portata successiva

Redoma Branco Douro Portogallo 2016 ? Nieport

Spugnole, piselli del giardino del ristorante, cipolle novelle

Cavolo viola, fragoline di bosco e rabarbaro

Asparagi verdi di Roques-Hautes (Tenuta Sylvain Erhardt), agio orsino e Grana Padano stagionato 36 mesi

Couv?e Loess Saint Joseph ? Gilles Flacher

Calamaro di Bordighera, salsa bagna cauda

Palette Blanc 2015 – Ch?teau Simone

Leccia, tessitura di topinambur, nocciole del Piemonte

Soaso, agrumi di vivaio (La Casetta de Menton), salsa affumicata ai frutti di mare

Domaine Saint Sylvestre Blanc 2013 ? Sophie et Vincent Guizard

Baccal? croccante, ombelico di Venere, erbe di montagna

VG con Antonio Buono

Piccione di Marie Le Guen, salsa di sesamo, fragole del bosco, farro

Il carrello dei formaggi

Impiattamento

La scelta di VG

Succo di mela Granny Smith, sorbetto allo yogurt, cilindro al coriandolo

Abr? Hors d?Age Rives Altes? Lefage

Cioccolato, rosmarino bruciato, olio d?oliva

Caff? biologico e coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: pasticcini frutta e limone, macaron ibisco e avocado, tartelletta oseille, gel?e al latte di capra.

Macaron avocado e ibisco

La tisana defaticante

Cucina

Come descrivere la cucina di questo immenso talento, che vede all?attivo del suo ristorante 2 stelle Michelin, l?inserimento nei pi? prestigiosi circuiti dell?alta ristorazione, da Jeunes Restaurateurs d?Europe ai Relais&Chateau, e la quarta posizione nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants 2018. Una cucina di commistioni, come le sue origini, in cui si percepiscono nettamente sia l’identit? italiana chef le contaminazioni dell?infanzia sudamericana e della ?maturit?? francese. Viaggi frequenti e una genuina curiosit? ne fanno l’autore di piatti davvero magistrali, da provare almeno una volta nella vita.

Servizio e accoglienza

Al Mirazur la presenza di Mauro Colagreco incide profondamente anche nel servizio, in positivo ovviamente! Il suo carattere solare, sempre incline al sorriso senza perdere il piglio autoritario necessario a chi guida una brigata di tale livello, contagia anche tutto lo staff di sala, che si muove con l?armonia di una melodia polifonica, dove ogni strumento ha la sua voce e il proprio ruolo, insostituibile.

Conclusioni

Che Menton ? un gioiellino lo abbiamo gi? detto, vista dall?alto della collina immersa nei profumati arbusti della macchia mediterranea dove sorge il ristorante ? davvero uno spettacolo. Arrivare al Mirazur, attraversare il vialetto che conduce all?ingresso del ristorante e passeggiare nelle sue sale fino al proprio tavolo ? gi? una parte integrante dell?esperienza di degustazione che seguir?, un preludio fondamentale alla sinfonia di Colagreco e della sua brigata. La vista che si ammira dalle grandi vetrate, esaltata dalle pareti bianche che ne rimandano la luminosit?, amplificandola, immerge gi? gli ospiti in una dimensione quasi eterea, di profondo benessere e relax. Senza alcun dubbio una delle migliori esperienze di sempre e la migliore del 2018.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Mirazur
06500 Menton (FR)
30, avenue Aristide Briand
Tel. (+33) 4 92418686
Chiuso
domenica a pranzo
E-mail: reservation@mirazur.fr
Sito internet: www.mirazur.fr

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[06/15/2018, 08:33] Cartoline dal 723mo Meeting VG @Terrazza Gallia dell?Excelsiore Hotel Gallia ? Milano ? Chef Vincenzo e Antonio Lebano

La bella stagione ? arrivata e il richiamo di una cena in terrazza si ? fatto sempre pi? irresistibile. Stiamo parando della Terrazza Gallia ovviamente, una delle pi? esclusive di Milano, al piano pi? alto del 5 stelle Hotel Excelsior Gallia, dalla quale si gode una delle viste pi? belle sulla citt?. Non abbiamo certo mancato di rimirare il panorama infatti, accomodati sulle comode poltroncine e sui divanetti all?aperto in compagnia degli Amici Gourmet, godendoci lo spettacolo in compagnia di un cocktail fresco e profumato e della batteria di stuzzichini preparati per noi nelle cucine. La cena che ? seguita per? l?abbiamo degustata nella sala Maserati, a noi riservata per l?occasione: il men? dei fratelli Lebano meritava tutta la nostra attenzione.

Archivio storico reportage:

-> Reportage Hotel e Ristorante dell?11 Luglio 2017
-> Meeting del 26 Luglio 2017
-> Reportage del 22 Febbraio 2018

La squadra

Lo staff in cucina

Executive Chef: Vincenzo Lebano
Chef 7? piano: Antonio Lebano
Sous Chef: Francesco Guarino
Chef de partie: Marco Vicentini, Pasquale Mili?, Andrea Brancaccio, Danilo Coscia, Roberto Passiatore, Matteo Nugnes, Nicola Giannetta
Commis: Marco Cereda, Daniela Imperadore, Federico Ghidini

Lo staff in sala

Venue Manager: Stefano Carnelli
Assistant Manager: Stefano Panzeri
Assistant manager: Mikol Cesario
Sommelier: Valentina Bertini
Chef de Rang: Enrico Annunziata, Giuseppe Lepore, Loris Pittelli
Chef de bar: Manuel Graziosi
Commis de rang: Valentyn Odovichuck, Stephan Kouadio, Gianmarco Marzilli
Barman: Paolo Badolato, Cristian Bindi, Marvin Dondossola, Francesco Gialluca
Hostess: Romina Masella

Il tavolo Amici Gourmet nella sala privata Maserati

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo in Terrazza

La vista sulla Stazione Centrale

Il mixologist Marvin Dondossola all’opera

Gin Mare distribuito dalla Compagnia dei Caraibi

L’altro barman Francesco Gialluca termina il cocktail

Qui con VG e il Venue Manager Stefano Carnelli

Cin cin!

Il signature cocktail della nostra serata:?Gin Mare, Chartreuse Yellow, sciroppo di zenzero e rosmarino, succo di lime, lavanda vaporizzata

Gli stuzzichini

Mini mac al carbone vegetale, salsiccia di Bra, pomodorini confit e Raschera Inalpi

Toma piemontese?Inalpi affumicata alla brace, gel di kumquat e menta

Spugna croccante al prezzemolo, burro alpino piemontese Inalpi e acciughe

Polenta bianca grigliata, Bra Inalpi e cime di rapa

Ci accomodiamo al tavolo e il GM Marco Olivieri ci d? il suo personalissimo benvenuto

Brindisi con gli chef

Franciacorta Brut Vintage Collection 2011 Magnum ? Ca? del Bosco

Pane

Tipologie di pane: alle patate, pagnotta semi integrale, panini sfogliati al burro, grissini alla semola, sfoglie sale Maldon e origano.

Piattooo!

Entr?e:?chips di riso e semisfera di gazpacho

Panino al vapore ripieno di salsa alla pizzaiola e acciuga del Cantabrico

Tocco finale

Tartare di mormora e caramella di triglia, cuori di lattuga al limone e zuppetta fredda di crostacei?

Franciacorta Cuv?e Annamaria Clementi 2008 Magnum ? Ca? del Bosco

Ravioli ripieni di dentice, zuppa di bouillabaisse e dragoncello

Bric Amel Langhe Doc 2015 ? Marchesi di Barolo

La presentazione del piatto

Risotto Il Chicco del Mulino mantecato all?indivia riccia, totani, provola e limoni?

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Sauvignon Ruttars 2015 ? Villa Parens

Trancio di morone marinato, asparagi di mare e terra

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Prossima etichetta presentata da VG e Stefano

Peiragal Barbera d?Alba Doc 2014 Magnum – Marchesi di Barolo

Ricciola alla brace con pomodorini del Piennolo e scarola riccia all’olio evo

VG con lo chef Antonio Lebano presenta a portata successiva

Filetto di vitello, indivia belga brasata, cipollotti e pompelmo rosa

In accompagnamento alla sorpresa che sta arrivando…

Lusir? Syrah Sicilia Igp 2010 – Baglio del Cristo di Campobello

Merenda!

VG con Antonio e Vincenzo ci presentano la merenda preparata nella?Pentola d?Oro?Baldassarre Agnelli

Spaghetti miseria e nobilt?

Mini croissant con gelato alla vaniglia

La Serra Moscato d?Alba Doc 2016 Docg ? Marchesi di Gr?sy

Mousse alla fava Tonka, mela verde, yogurt e salsa all?olio evo Coratina Antico Frantoio Muraglia

I fratelli Lebano al tavolo ci pesentano la piccola pasticceria

Mini gelati all?albicocca

Praline liquide (after eight, fragola e cassis, cioccolato e amarene)

Caff? e coccole finali

Caff? Illy?selezione Brasil

Tipologie di piccola pasticceria: mini bab? al rum, cestino di cioccolato bianco con lampone e vaniglia, cioccolatino al caff? e cardamomo, cheesecake lime e passion fruit, mini zeppole di San Giuseppe.

I cadeau Inalpi per gli Amici Gourmet

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

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[06/13/2018, 09:18] Ristorante Quadri ? Venezia ? Patron Fratelli Alajmo, Chef Silvio Giavedoni

Ci siamo arrivati in barca, al Ristorante Quadri dei fratelli Alajmo, attraversando il Canal Grande e godendoci lo spettacolo di Piazza San Marco, proprio come i mercanti, i nobili, le personalit? che nei secoli scorsi, sino a fine Ottocento, frequentavano la citt? sospesa sull?acqua, sostituiti poi nel Novecento da politici, divi del cinema, della musica e dello spettacolo. E uno spettacolo lo ? davvero, questo locale che si affaccia sulla piazza con uno storico, affascinante Gran Caff?, preludio di quanto accade al piano superiore, dove si trova il ristorante. Rilevato di fratelli Alajmo nel 2012, questo storico locale ha ritrovato il lustro di un tempo, grazie alla squadra eccellente cui i fratelli di Sarmeola di Rubano lo hanno affidato: l?executive chef Silvio Giavedoni e il restaurant manager Stefano Munari.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 3 Aprile 2012
-> Reportage del 17 Aprile 2017

Il borsino delle guide cartacee 2018
Michelin assegna una stella e tre coperti
Espresso assegna tre cappelli
Gambero Rosso assegna 87 – cucina 52

La squadra

Lo staff in cucina

Executive chef: Silvio Giavedoni
Sous chef: Alberto Trevisan, Valerio Dallamano
Chef de cuisine: Sergio Preziosa

Lo staff in sala

Restaurant manager: Stefano Munari
Ma?tre: Marco Cicchelli
Sommelier: Giandomenico Rebesco, Ignazio Russo
Chef da Rang: Matteo Gianolla
Commis: Katia Sigismundi

Arrivo? dal Canal Grande

Piazza San Marco

Ci dirigiamo verso la nostra destinazione

Il Caff? Quadri e, al piano di spra, l’omonimo ristorante

L’insegna storica

La sala al Caff? Quadri

Ci dirigiamo al ristorante

La cantina

Dettagli

Sala e mise en place

Nella tappezzeria i volti di Max e Raf Alajmo

Il corner bar

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Raf ? 225

Orto di primavera di Sant?Erasmo
Cappuccino di Laguna
Moeche e agretti fritti alla curcuma
Zuppetta di pesce con ?bovoleti?, ravioli di burrata
Spaghetti aglio, olio, peperoncino, rosole, carletti, bruscandoli, Bloody Mary
Sampietro con carciofi, salsa di semi di girasole
Coscia d?oca con pur? filato di scorzonera, castraure, cipolline caramellate, salsa al tartufo nero
Crock al cioccolato
Oppure
Gran gelato alla nocciola

Max ? 225

Tonno di dentice
Calamaro in carrozza, gelato di asparagi e ostrica cruda
Minestra di primavera, erbette con crema di cipolla affumicata
Penne con rag? di seppie allo zenzero e piselli
Linguine di grano duro integrale, salsa di papavero, origano e capperi
Astice con pur? piccante di patate all?olio, salsa al latte di sogliola e acciughe
Cuore di costata con aceto balsamico, ortaggi saltati e sorbetto all?estragone, sfoglia leggera al curry
Fragoline di bosco
Oppure
Cassata di mango e frutto della passione

Quattro atti ? 250

Uovo alla ventresca di tonno, insalata di asparagi bianchi
Carpaccio di barbabietola con salsa di aglio nero
Focaccia veneziana al baccal? mantecato, garusoli alle erbette
Battuta arrotolata al caviale Daurenki Tsar Imperial di Petrossian
Tortelli di piselli al dragoncello con rag? di coniglio
Risotto asparagi, pepe verde e spuma di barbabietola
Mezzi paccheri con crudo di pesce e crostacei, salsa di pistacchi
Tagliatelle di cacio, salsa di cipolla, capperi e caff?
Involtini d i scampi fritti a ll?origano
Cosciotto di agnello arrostito sg
Pur? alla curcuma e pur? alla liquirizia
Carciofini brasati
Fegatelli di corte alla veneziana all?aceto balsamico, pepe nero di Sarawak
Pipa tiramis? al gianduia
Sorbetto di fragole con sambuco
Cannolo di ricotta
Marmellata di peperoni alla fava di Tonka e cacao
Crostatina di prugne con gelato al gorgonzola

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Il ma?tre Marco Cicchelli

Aperitivo servito dal sommelier Giandomenico Rebesco

Metodo Classico Perl? Zero Cuv?e Zero Trento doc ? Ferrari

Tipologie di stuzzichini: tartare vegetale con barbabietola, cialda ai semi e maionese di mandorla; pizza fritta con pomodoro burrata e acciuga.

Pane

Tipologie di pane: bianco 100% semola Siciliana e Timilia integrale, grani tradizionali del territorio Ragusano; nero con percentuale di farine integrali miste un mulino biologico toscano e semi misti, profumo di malto e fichi secchi. Il pane ? fatto da Ascanio Brozzetti, pastry chef del Laboratorio Mamma Rita Di Sarmeola di Rubano. Grissino al pomodoro origano all?olio extra vergine di oliva. In accompagnamento: olio extra vergine d?oliva, oliva tonda iblea (Villa Zottopera Sicilia, Ragusa).

Lo chef Silvio Giavedoni viene a darci il benvenuto

Piattooo!

Amouse bouche:?crema di fava con sorbetto di olive nere e polvere

Avvinamento dei calici per il servizio del vino successivo

Pioneer Block Sauvignon Blanc n.3 2016 ? Saint Clair

Tonno di dentice

Dentice marinato con la barbabietola, caviale, maionese di alghe e chips di riso.

La Piagne?Blanc de Morgex et de La Salle Cru Val d’Aosta doc ? Cave Mont Blanc

Orto di primavera di Sant?Erasmo

Piselli, fave, taccole, fagiolini, barbabietola con sorbetto di mostarda e sorbetto di asparagi bianchi.

Pico Garganega ? Angiolino Maule

Calamaro in carrozza, gelato di asparagi e ostrica cruda

Calamaro fritto ripieno di mozzarella, acciuga e bruscandoli accompagnato da gelato di asparagi e ostriche.

Vil?t Cortese Piemonte doc 2015 ? Luigi Spertino

Cappuccino di Laguna

Sul fondo: molluschi e crostacei, crema di patate e nero di seppia.

Minestra di primavera erbette con crema di cipolla rossa affumicata

Moeche e agretti fritti alla curcuma

Cerasuolo d?Abruzzo Doc 2016 ? Az. Agr. Valentini

Penne con rag? di seppia allo zenzero e piselli

Fuoripista Pinot Nero Vigneti delle Dolomiti Igt 2015 – Foradori

Zuppetta di pesce con ?bovoleti?, ravioli di burrata

Uovo alla ventresca di tonno insalata di asparagi bianchi

Asparagi bianchi con salsa di barbabietola, mimosa d?uovo e salsa tonnata.

In accompagnamento: uovo sodo ripieno di salsa tonnata e bottarga

Focaccia veneziana al baccal? mantecato con garusoli all?erbette

Carpaccio di barbabietola con salsa di aglio nero

Linguine di grano duro integrale salsa di papavero, origano e capperi

Spaghetti Benedetto Cavalieri aglio, olio, peperoncino, rosole, carletti, bruscandoli

Servito con Bloody Mery

S?nta Lusa Albana di Romagna Secco DocgAncarani

Astice con pur? piccante di patate all?olio salsa al latte di sogliola e acciughe

San Pietro con carciofi, salsa di semi di girasole

Champagne Blanc de Noirs Brut ? Vieille France

Involtini di scampi fritti all?origano

Accompagnati da insalatina verde e maionese, bottarga.

San Fereolo Dolcetto di Dogliani Docg 2010 ? San Fereolo

Coscia d?oca con pur? filato di scorzonera, castraure, cipolline caramellate e salsa al tartufo nero

Moscato di Scanzo Docg 2014?De Toma

Gran gelato alla nocciola

Gelato alla nocciola accompagnato da macaron al caff?, nocciole caramellate, salsa cioccolato, spuma di caffe d?orzo, tulip ripieno di crema eccezionale.

Breganze Torcolato doc 2015 ? Gallio

Sfoglia leggera al curry con fragoline di bosco

Millefoglie con crema pasticcera al curry e fragoline di bosco.

Pipa tiramis? al gianduia

Caff? e coccole finali

Torrefazione Giamaica Caff? (VR), Giamaica caff?

Tipologie di piccola pasticceria: cioccolato bianco, salsa di menta e lampone; cioccolato al latte, salsa al caff? e caramello; cioccolato fondente, salsa gianduia e rum.

Le bottiglie del nostro pranzo

Cucina

Tre degustazioni compongono la schietta carta del ristorante: i primi due dedicati a Max e Raf Alajmo, che molto si sono dedicati a ?ricostruire? il nuovo Quadri, accogliendo una difficilissima sfida che aveva scoraggiato molti, prima di loro. Il terzo invece, Quattro Atti, si riallaccia forse alla musica che, nell?elegante dehors al piano terra, sopra un piccolo palco affacciato direttamente sulla piazza, vede da sempre esibirsi ensemble da camera o pianisti jazz, piacevole sottofondo agli ospiti ai tavoli e non solo. Giavedoni porta in tavola la Laguna, con tanto pesce e tutte le meravigliose variet? vegetali che crescono solo sugli orti delle isole cittadine. Una cucina elegante, fatta di concetti e materie ben definiti, che ci piace sempre molto.

Servizio e accoglienza

Nella magistrale gestione della sala si ritrova molto delle personalit? di Max e Raf Alajmo, i cui visi sorridenti fanno capolino nei dettagli della tappezzeria che ricopre le pareti. Accanto a Stefano Munari si muove agile una squadra di vecchie e nuove leve, certezze assolute e promesse nascenti, tra cui il bravo Marco Cicchelli, che avevamo gi? apprezzato in altri ristoranti. Il giusto connubio per garantire gli standard altissimi di questa insegna iconica della citt?.

Conclusioni

Come una fenice, il Ristorante Quadri ? rinato dalle sue ceneri con una veste tutta nuova, rispettosa del passato, ma libera di esprimersi in modo decisamente contemporaneo. Insomma, oggi come un tempo Il Quadri continua a scrivere un capitolo importante della storia di Venezia.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Quadri
30124 Venezia
Piazza S. Marco, 121
Tel. (+39) 041 5222105
Chiuso luned?
E-mail: info@caffequadri.it
Sito internet: www.alajmo.it

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[06/11/2018, 09:22] Cartoline dal 772mo Meeting VG @ Relais Villa d?Amelia ? Benevello (CN) ? Chef Damiano Nigro

Di chef che hanno fatto e continuano a fare grande la cucina in Piemonte?ce ne sono parecchi, nomi illustri dai talenti molto diversi, ma tutti accomunati da una semplice caratteristica: l?origine. Questi personaggi infatti nella regione del bunet e della bagna cauda ci sono nati e cresciuti, e in un certo senso questi piatti sono ormai parte del loro DNA. Quando per? a cucinare nella terra del tartufo e del Barolo ? un pugliese, la cosa si fa interessante. Se poi questo ?forestiero? ? stato anche insignito di una stella Michelin, vivere un?esperienza come suoi ospiti diventa una tentazione alla quale non abbiamo voluto resistere. Infatti ci siamo ritornati, per il terzo anno di fila, insieme agli Amici Gourmet. Ecco il racconto dettagliato del pranzo che Damiano Nigro ha preparato per noi al ristorante di Villa d?Amelia, Benevello (CN).

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 12 Febbraio 2014
-> Meeting del 9 Aprile 2016
-> Meeting del 23 Settembre 2017

La squadra

Lo staff di cucina

Chef di cucina: Damiano Nigro
Chef Pasticciere: Giovanni Nigro

Lo staff di sala

Ma?tre: Elena Boffa
Secondo ma?tre: Simone Colasuonno
Sommelier: Mattia Valentino
Chef de rang: Mariantonella Di Renzo

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il tavolo dei VG Premium Partner

Il nostro men? personalizzato

Ultimo brief dello chef Damiano Nigro con VG

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Tipologie di stuzzichini: polenta concia con Bra Duro Inalpi, cannellone alla Toma Inalpi, cheese-burger con Bra Tenero Inalpi, croccante di tapioca e gamberi con maionese alla paprika, acciuga al burro di panna fresca Inalpi.

Olive alla cenere, semi di cumino e tonno

Nocciole salate

Cin cin!

Franciacorta Brut Vintage Collection 2011 Magnum ? Ca? del Bosco

Pane

Tipologie di pane: ai cinque cereali, al lievito madre, focaccia pugliese, grissini tirati a mano. Servito con burro Inalpi.

Piattooo!

Bao con cuore di merluzzo mantecato, crema di limone

Magnificentia Franciacorta 2011 – Uberti

La chef de rang Mariantonella Di Renzo ci presenta la portata successiva

Ostrica, asparago bianco e burro di panna fresca Inalpi acido

“Uovo all’occhio di bue”

Tartare di seppia e cannolicchi, tuorlo gelo e granella di nocciola salata.

Bianco Isola dei Nuraghi Igt 2015 ??Tenute Santa Maria

La brigata di cucina ci raggiunge in sala per impiattare la portata successiva, preparata in Pentola d’Oro Baldassarre Agnelli

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Il tocco finale

Primo piatto per VG!

Spaghettone “Benedetto Cavalieri”, capperi, limone e Bra Duro Inalpi

Chardonnay Langhe doc 2011 ? Beni di Batasiolo

Coda di rospo, spinacini, grano saraceno e burro di panna fresca Inalpi alle mandorle

Riserva della Famiglia Barbera d?Asti Superiore Nizza Doc 2005 ? Coppo

Falso filetto di sedano rapa e champignon, salsa al vino rosso

The invisible man Rioja Doc 2014 ??Casa Rojo

Controfiletto di vitellona fassona arrosto, foie gras, pommes dauphines e salsa al vino rosso

La Serra Moscato d?Asti Docg 2016 ? Marchesi di Gr?sy

Mousse al cioccolato bianco e passion fruit con tartare di scampi

Millefoglie alle fragole con crema di panna fresca Inalpi

Caff? e coccole finali

Caff? Rossini, Diano d?Alba (CN)

Tipologie di piccola pasticceria: cioccolatino mou, frizzi pazzi al sale, cannolo siciliano, biscotto alla nocciola, biscotto di mandorla, tarte au chocolat.

Merenda all’aperto

Era Birra Bionda – Hordeum

VG e lo chef presentano la merenda. In basso i cadeau Inalpi per i nostri Associati

Focaccia con pomodorini, mozzarella di bufala, cipolla e olive????????

Panzerotti pugliesi farciti con pomodoro, mozzarella e mortadella

Un grande GRAZIE a tutti!

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Partner della 772esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Villa D?Amelia
12050 Benevello (CN)
Loc. Manera, 1

Chiuso il luned? tutto il giorno e il marted? a pranzo
Tel.?0173 529225
E-mail:?info@villadamelia.com
Sito internet:?www.villadamelia.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[06/11/2018, 06:43] Ma a proposito delle birre acide
Birre acide e Sour Festival, quello di Reggio Emilia. In proposito vale quel che scrivevo un anno fa, un anno ? passato e niente ? cambiato. Comunque qui c'? il racconto aggiornato di Thomas, e per il resto c'? la colonna sonora di quei due giorni di devianza. Adesso torniamo alle fiere vinose, s?.

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[06/10/2018, 15:02] Can (or Should) a Wine Be Life-Changing?
The Flying Wallendas
Life-changing. It?s a pretty tall order. I?ve had some things that have happened that were life changing. Two years ago, almost to the day, I was in the back seat of a car in Sicily. My pal, Eric Asimov was driving. We had just finished an assignment for the NY Times (he the writer, I the photographer) and were heading to the Catania airport. Then, out of nowhere, a somnambulist in a vegetable truck ran a stop sign, T-Boned the car and knocked us unconscious. Out. Just like that. Life-changing.

When my wife Liz was in the end-stage of Multiple Sclerosis, on her last day, as her life energy slipped away and she died, that was life-changing. For both of us. And while she bore the greater brunt of that experience, it changed me forever in this life.

When my son Rafael was born at home, and the mid-wife didn?t show, and outside, storms were raging and lights were flickering on and off, it was also a life-changing moment. To see life appear in front of you, under candlelight, is one of those life-changing events. One I will always be grateful for.

So, can, or even should, a wine be a cause for a life-changing event? A mere wine?


Last month the esteemed wine critic, Antonio Galloni penned Ten Wines That Changed My Life. It?s a window into his life and mind, and this little post of mine is not intended to cast dispersions upon another?s influences in their life. Rather, I saw Galloni?s piece as a jumping-off point in which to gaze a little closer at those things that truly, really affect one in this life. I wonder, can, or even, should a wine be life-changing?

Was there a wine in my life that changed the course of my life? Did a wine ever save my life? Was there a wine that had I not encountered it, my life would have been fundamentally changed?

Yes, I?ve had wines that when I tasted them, enjoyed them and relished them, that they made an impression, sometimes unforgettably. But what about those 1/100 of a second moments when something happened and that altered the course of my life. Have you ever had something like that happen to you?

Upon reflection, what has been life changing for me has been the relationships with the people who make the wine. Dino Illuminati, Bruno Benziger, Justin Meyer, Pietro Berutti, Raymond Chandou, Anthony Barton, Primo Franco, Eugenio Spinozzi. And in more current moments, Arianna Occhipinti, Paolo Bisol, Jacopo Bacci, Daria Garofoli, Alessandro Locatelli, Valeria Losi, Alessandro Sonnino, Silvia Franco, and many, many more. Yes, I remember their wines. I also remember their voices, their eyes, their kindness, their strength, their occasional challenges, both within themselves and directed outwards. Personal growth is never easy. And it?s most often life-changing. And if there?s a wine opener around to assuage the challenges of change, why not?

Try as I might, and I have been racking my brain for a few days now, I cannot think of any one wine which has truly been, for me, life-changing. Italian wines, in totality, have been life-changing, no doubt. But any one wine, whether it has been the 1964 Monfortino or the 1911 Lafite or the 1945 Dow Vintage Port or the many more amazing and unforgettable experiences with wine, Italian and otherwise, no I cannot compile a list of wines that have altered the course of my life. Not that I am not a little bit envious of someone like Galloni who can expound so elegantly about his life-changing wines. I must not be wired in that way.

I do remember the red wine my grandparents served in their carafe and poured into delicate little grapevine etched glasses, served with a roast and potatoes, string beans and the many other delicious foods that arrived to the table, on Sundays or holidays.

I remember the wine we would serve on Tuesday nights in college, when a team of us would make spaghetti in tomato sauce for a hungry hoard of coeds.

I remember the first time I tasted Italian wine in Italy, at a little trattoria in Rome near the train station, I?m sure it was a vino sfuso.

In the cellar with my Calabrese family, emptying bottle after bottle of their home made wine, so they could re use the bottles for the new wine gurgling in the corner.

I recall years later sitting in another trattoria in Rome with Liz, drinking a bottle of Frascati, the light falling on her face just so that she was beaming with gladness.

I remember the first time my son tried wine in Italy, in Montalcino, and how much he liked Brunello (and how much it liked him).

I will never forget sitting at the table with my mom, she was 97, and she?d just made me some eggplant parmigiana, and we opened a bottle of Barolo and enjoyed it together.

Those, my friends, were life-changing events. And yes, wine was part of it. Just not all of it.







wine blog +  Italian wine blog + Italy W
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[06/08/2018, 08:30] Cartoline dal 771mo Meting VG @Dac a Tr? ? Castello di Brianza (LC) ? Chef Stefano Binda

In quel triangolo di territorio racchiuso dai rami del lago di Como di manzoniana memoria, dove la pianura lascia spazio alle prime colline e le vette alpine si fanno pi? vicine, ridisegnando la linea dell?orizzonte, vive della gente operosa. Sar? l?aria buona, sar? la bellezza del paesaggio, fatto sta che in queste zone le persone sembrano avere uno spiccato senso imprenditoriale, unito a un vivace estro creativo. Caratteristiche che ritroviamo anche in Stefano Binda, brianzolo di nascita e di spirito, chef del ristorante Dac a Tr? di Castello di Brianza. Proprio lui ci ha raccontato le storie legate ai piatti preparati per il nostro pranzo con gli Amici Gourmet, ricordandoci quanto ? bello trovare nelle cucine stellate uno chef che non filosofeggia e resta com??, semplice e un po? sognatore.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 14 Febbraio 2014
-> Meeting del 22 Febbraio 2014
-> Meeting del 18 Aprile 2015
-> Meeting del 23 Aprile 2016
-> Reportage del 3 Maggio 2016

La squadra

Lo staff in cucina

Chef: Stefano Binda
Chef de partie: Eleonora Mandelli, Ariele Corti
Commis de cuisine: Federico Tardivo

Lo staff in sala

Ma?tre: Barbara Valsecchi
Chef de rang: Silvia Pensa, Vina Selistya

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il corner dei VG Premium Partner

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Metodo Classico Perl? Trento Doc 209 ? Ferrari

Cin Cin!

Gli stuzzichini

Tipologia di stuzzichini: cracker d?amidi, mousse di Collinetta, ribes fermentato e asparago; chips di tapioca e barbabietola, gel di carpione, missoltino; spaghetti di mare, semi di canapa e soia; tartelletta con crema e briciole di topinambur; mousse di coniglio, pane alle olive.

Cono croccante di peperone con insalata, germogli e Bra duro?Inalpi

Sciatt nero con Bra tenero Inalpi

Arancino alla milanese con toma piemontese Inalpi

Pane

Tipologie di pane: nero ai 7 cereali, con lievitazione naturale; baguette all?alga spirulina; grissini sfogliati al burro alpino piemontese?Inalpi; carta musica polenta e curry; focaccia con flakes di patate.

Piattooo!

Blue II

Metodo Classico Perl? Nero Trento Doc 2008 ? Ferrari

VG e lo chef Stefano Binda presentano la portata successiva

Terra e mare in un mosaico

La versione… solo mare

La portata successiva…

Piccione e BBQ

La versione vegetarina con il carciofo

Metodo Classico Riserva Lunelli Trento Doc 2007 ? Ferrari

Scampo tra Oriente e Occidente

Lal?ci Grillo Sicilia Doc 2016 ? Baglio del Cristo di Campobello

Risotto al plancton marino, uova di trota e burro acido

Pasta ai quattro formaggi

Tortelli ripieni di sugo di brasato, aria al lemongrass

Lo chef

In accompagnamento alla portata successiva… brodo di verza, aceto di riso e kumquat

Prugneto Sangiovese Superiore di Romagna Doc 2015 ? Poderi dei Nespoli

Il servizio della portata successiva viene completato al tavolo

La ricetta ? preparata in Pentola d’Oro Baldassarre Agnelli

Cassoeula 2.0

Nerello Cappuccio Il Monovitigno ? Benanti

Idrobirra: pastinaca, orzo, birra

Un fresco intermezzo prima del dessert

Mojito in un boccone

La Serra Moscato d?Asti Docg 2016 ? Marchesi di Gr?sy

Morbido allo yogurt di capra, frutti rossi, crema di latte alla fava di Tonka

Pera e cioccolato: gioco di consistenze

Ananas marinato, crumble allo zafferano della Brianza, gelato cocco e rum

Gelato!

Festeggiamenti a sorpresa per il nostro giovane associato

Bosco sottozero

Caff? e coccole finali

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Ristorante Dac a Tr?
23884 Castello di Brianza (LC)
Via S Lorenzo, 1
Tel. (+39) 039 531 2410
Chiuso domenica sera, luned? tutto il giorno
E-mail: info@dacatra.it
Sito internet: www.dacatra.it

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[06/06/2018, 08:52] Cartoline da 770mo Meeting VG @Lido 84 ? Gardone Riviera (BS) ? Chef Riccardo Camanini

Che cos?? il Lido 84? Di certo molto pi? che un grande ristorante, il che non ? affatto cosa da poco. In quell?angolino riservato sulla sponda bresciana del lago di Garda, Riccardo Camanini ha ?costruito? la propria casa, il proprio laboratorio. Paradossalmente, questo piccolo ristorante, immerso nella quiete lacustre, ? molto pi? connesso con il mondo che tante altre location cittadine. Il perch? ? presto detto: la formula Camanini, se cos? si pu? chiamare, ? una formula vincente. Riccardo in cucina, Giancarlo in sala, i due fratelli in questi anni hanno raccolto attorno a loro una squadra di ragazzi giovani e affamati di sapere e cos?, con il giusto mix di cultura e divertimento, studio di ci? che ? stato ed esplorazione di ci? che sar?, al Lido 84 quello che per altri rappresenta il traguardo si trasforma sempre in un nuovo punto di partenza. Da tempo una delle nostre mete preferite, nella nostra ultima visita con gli Amici Gourmet siamo stati protagonisti di un altro grande pranzo a bordo lago.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 3 Aprile 2013
-> Meeting del 12 Aprile 2015
-> Meeting del 14 Maggio 2016
-> Meeting del 25 Marzo 2017
-> Reportage del 9 Novembre 2017

La squadra

Lo staff in cucina

Chef: Riccardo Camanini
Sous Chef: Marco Tacchetto
Secondo Sous Chef: Gilles Fornoni
Panettiere e Chef de partie antipasti: Luca Pedersoli
Chef de partie primi: Andrea Capasso
Chef de partie secondi: Antonino Scir?
Pastry chef: Federica D?Alpaos
Panettiere e capo partita antipasti: Luca Pedersoli
Stagista di Cucina: Luca Solinas, Orazio Sabato
Plonger: Ahmed Shakeel

Lo staff in sala

Manager: Giancarlo Camanini
Assistant Manager: Maria Tegoletti
Sommelier: Manuele Menghini
Aiuto sommelier: Andrea Puliga
Chef de Rang: Aliguettu Billa
Commis di sala: Ahmed Shakeel, Nicholas Berardi

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Il corner dei VG Premium Partner

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo in giardino

Franciacorta Dosage Z?ro Vintage Collection 2012 Magnum – Ca? del Bosco

Un bel brindisi di benvenuto con i fratelli Camanini e parte dello staff

VG con il sommelier Manuele Meneghini e la chef de rang?Aliguettu Billa

I patron Giancarlo e Riccardo Camanini si intrattengono con noi

Tipologie di stuzzichini: cialda di semi tostati; foglie di cavolo rosso grigliate, maionese alla senape; cavolo navone marinato alla curcuma.

Ci accomodiamo al tavolo per un nuovo brindisi tutti insieme

Pane

Tipologie di pane: al lievito madre, con grani antichi Gentilrosso, segale, patate; servito con burro alpino piemontese?Inalpi.

Piattooo!

Crema di semi di girasole, arancia

Brodo di topinambur e olio di carciofi

Il servizio della portata successiva

Franciacorta Cuv?e Annamaria Clementi 2007 Magnum ? Ca? del Bosco

VG con lo chef e il prossimo amuse bouche

Seppia, burro alpino piemontese?Inalpi e curcuma

Piattino?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Battuta di vitellone di Fassona piemontese, intingolo di coniglio, rognoncini, Chartreuse

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Pomodoro marinda, pistacchio e bergamotto

Franciacorta Cuv?e Annamaria Clementi Ros? 2006 ? Ca? del Bosco

Sarda di lago marinata e fritta, erbe di campo, miele, elicriso, agrumi

Linguine, pesto di anguilla alla brace, cedro

Dietro le quinte…

… si inforna la torta di rose in Pentola d’Oro Baldassarre Agnelli!

Riso al peperone secco crusco, tuorlo d?uovo affumicato, capperi fritti

Dall?Isola Bianco Campania Igt 2015 ? Joaquin

Riso giallo al mare

Broccolo grigliato, marmellata di gelsi neri, senape all?antica, chiodi di garofano

Coda di rospo, chartreuse gialla, fave e cedro

Al tavolo, ascoltiamo la presentazione dell’ingrediente principe della portata successiva

La sbernia!

Bricco dei Manzoni Langhe Doc 2006 Magnum – Rocche dei Manzoni

Sbernia al cucchiaio

Pecora selvatica essiccata di montagna e maturata in cera d?ape, polline, tarassaco.

Percristina Barolo Docg 2003 ? Domenico Clerico

In cucina si prepara la linea dei sessert

La Serra Moscato d?Asti Docg 2016 ? Marchesi di Gr?sy

Lo chef ci raggiunge al tavolo per presentarci i dolciumi del Lido 84, da sempre uno spettacolo!

Souffl? al frutto della passione, gelato alla vaniglia bourbon

Crosta tostata al cioccolato fondente

Banana caramellata, mandorle, capperi, salvia, caff?, anice stellato e cannella

Gelato al latte di montagna mantecato al momento

Torta paradiso

Marron glac?e, pasta pura di nocciola, panna acida

Cannoncino king size

Tartufo al cioccolato fondente e anesone triduo

Torrone al cioccolato

Pongo

Frutta fresca defaticante

Torniamo in giardino per il gran finale

Era il compleanno di VG…

Cos?…

La leggendaria torta di rose servita in Pentola d’Oro Baldassarre Agnelli

Lo chef cura personalmente il servizio

In accompagnamento zabaione al Vov e limoni del Garda

Champagne Cuv?e Louise 2000 ? Pommery

Caff?

Caff? Costadoro Arabica 100%

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Ristorante Lido 84
25083 Gardone Riviera (BS)
Corso Zanardelli, 196
Tel. (+39) 0365 20019
Chiuso marted? tutto il giorno, mercoled? a pranzo
E-mail: info@ristorantelido84.com
Sito internet: www.ristorantelido84.com

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[06/04/2018, 13:41] Armani/Ristorante ? Milano ? Chef Francesco Mascheroni

Aria di novit? all?Armani/Ristorante di Milano: da qualche mese, infatti, a Filippo Gozzoli ? subentrato il quarantenne varesotto?Francesco Mascheroni. Gi? da tempo attivo presso le cucine del ristorante, ? stato individuato dalla direzione come il degno successore del suo predecessore, grazie al quale la location nel 2016 aveva ottenuto la prestigiosa stella Michelin. Attenti a tutte le novit? che interessano la scena gastronomica nazionale, abbiamo atteso che passasse la fase iniziale – tra il rodaggio della cucina, l?assestamento del nuovo men? e la dissipazione dei curiosi che hanno infittito la lista di prenotazioni, prima di fare la nostra consueta visita d?ispezione. Di seguito il nostro reportage dettagliato.

Il borsino delle guide cartacee 2018 – Punteggi riferiti al precedente chef?
Michelin assegna una stella e tre coperti
Espresso assegna un cappello
Gambero Rosso assegna 82 – cucina 50

Sala e mise en place

La cantina

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Degustazione Milano ? 110

Minestrone – Minestrone freddo, Parmigiano Reggiano liquido, cereali soffiati
Risotto – Mantecato, pistilli di zafferano, midollo alla brace e rosmarino
Vitello – Costoletta, salsa bernese, piccolo orto di stagione
Charlotte alla milanese – Bab? al rhum, crema chantilly, pinoli caramellati, gelato alla malaga

Degustazione ? 150

Gambero – Rosso di Mazara, carota, frutto della passione, zenzero, burro tiepido
Uovo 65? – Piccole verdure primaverili, zabaione al crescione, croccante al lardo di Colonnata
Risotto – Riserva Acquerello 7 anni, lattuga, yuzo, pomodori verdi, briciole alla liquirizia
Lasagnetta – Scampi, salsa di calamaretti, pomodori appassiti in olio extra vergine Polifemo
Agnello – Fracosta cotta lentamente e arrostita, farro mantecato della Garfagnana, carota, zenzero
Liquirizia – Morbido di capra, spuma alla liquirizia, sorbetto al lime, meringa al carbone

La carta

Classici

Foie gras – Pan brioche, confettura di peperone rosso di Carmagnola alla vaniglia ? 35
Ostriche – Selezione di ostriche Ameli? ? 30
Caviale – Calvisius Beluga da 50 gr, 100 gr/Calvisius Beluga 50 gr, 100 gr – Costo su richiesta

Antipasti

Uovo 65? – Piccole verdure primaverili, zabaione al crescione, croccante al lardo di Colonnata ? 28
Asparagi – Mais germogliato, gelato di asparago bianco, caviale Oscietra ? 58
Gambero – Rosso di Mazara, carota, frutto della passione, zenzero, burro tiepido ? 36
Manzo – Filetto battuto a coltello, rafano, ginepro, cialda croccante, erbe e fiori ? 32
Minestrone – Minestrone freddo, Parmigiano Reggiano liquido, cereali soffiati ? 25

Pasta

Paccheri – Pasta di Gragnano selezione ?Cocco?, Astice, Curry di Madras, uvetta, ananas ? 38
Lasagnetta – Scampi, salsa di calamaretti, pomodori appassiti in olio extra vergine Polifemo ? 40
Passatelli – Al Parmigiano Reggiano 40 mesi ?Valserena?, limone, crostacei, consomm? al kimchi ? 34
Tortelli – Fondenti al formaggio fresco, animelle di agnello, spugnole, parte croccante dell?insalata ? 32
Risotto – Mantecato, pistilli di zafferano, midollo alla brace e rosmarino ? 30

Pesce

Carbonaro dell’Alaska – Miso bianco, fiori di zucchina alla scapece, chutney di pomodoro ? 40
Sogliola – Asparago gigante di Bassano, tartare di ostrica, salsa aioli ? 38
Razza – Ali di razza alla mugnaia, capperi, limone, salicornia, nasturzio ? 36

Carne

Anatra – Di Bresse arrosto cotta intera, alga kombu, piccole rape, confettura al kumquat ? 90
Wagyu – Cubo di Wagyu ai carboni, piccole verdure all?aceto balsamico di Modena, origano di Pantelleria ? 85
Agnello –? Fracosta cotta lentamente poi arrostita, farro mantecato della Garfagnana, carota, zenzero ? 46
Vitello – Costoletta, salsa bernese, piccolo orto di stagione (min 2 pax) ? 68

Dolci

Liquirizia – Morbido di capra, spuma alla liquirizia, sorbetto al lime, meringa al carbone ? 20
Charlotte alla milanese –? Bab? al rhum, crema chantilly, pinoli caramellati, gelato alla Malaga ? 20
Fragole –? Marinate nell?acqua di rose, yogurt, sorbetto al basilico ? 20
Cioccolato – Consistenze al cioccolato Manjari 64%, lampone, fiore del sale ? 20

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Champagne Blanc de Blancs Brut – Ruinart

Gli stuzzichini del ristorante sono ispirati ai 4 Armani Restaurant del mondo

Tipologie di stuzzichini: Tokyo: cialda soffiata di alga wakame maionese d?ostrica salicornia e polvere di alga nori; New York: tacos e sifonata di avocado; Dubai: piccolo Kebab di agnello e una gelatina di peperone rosso spicy; Milano: macaron allo zafferano farcito con una crema al Parmigiano 48 mesi.

Pane

Tipologie di pane: con tuminia integrale (variet? di grano duro siciliano dal colore scuro e dal tipico profumo di mandorlo) macinata a pietra da coltivazione biologica, lievito madre, acqua, sesamo, sale marino grigio; il colore scuro ? dovuto alla cottura ad alta temperatura per permettere la tostatura del sesamo. Leggero con grossi alveoli, ottenuto grazie a un impasto con abbondante acqua e una lunga fermentazione, leggermente acidulo con lievito madre e sale marino grigio. Grissini con olio extra vergine, tirati a mano e dalla doppia cottura per conferire fragranza e croccantezza. Servito con olio extra vergine d?oliva ragusano, ottenuto dalla prima spremitura dell?oliva Tonda Iblea raccolta in anticipo di maturazione; dopo l?imbottigliamento l?olio ottenuto ? lasciato decantare senza filtrazione.

Piattooo!

Il tocco finale

Gambero

Crema di carota e zenzero, tartare di gambero rosso di Mazara, erba cipollina, gelatina al passion fruit, burro chiarificato tiepido.

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006 ? Ferrari

La portata successiva

Asparagi

Asparago bianco, viola, verde, bruscandoli, crema di asparago bianco e gelato all?asparago bianco e caviale Oscietra.

Manzo

Tartare di Fassona, rafano fresco, crema di rafano, cialda di farina, erbe e fiori.

Uovo 65??

Uovo cotto a 65?, verdure di stagione acidulate, zabaione al crescione, crostino al lardo di Arnad.

Sauvignon Friuli Colli Orientali Doc ? Ronchi di Manzano

Spaghettone

Spaghettone, crema di cavolfiore e miso, ricci di mare, olio al curry, mela verde.

Lasagnetta

Lasagnetta di pasta all?uovo e al nero di seppia, calamari spillo, scampi, pomodoro confit, salsa alle seppioline, olio al basilico.

Il piatto viene completato al tavolo

Ravioli?

Raviolo di pasta bianca, farcia di maiale e zenzero, kimchi consomm?, ostrica, verza, nashi, olio all?erba cipollina.

Risotto

Riso Aquerello invecchiato 7 anni, gel allo yuzu, crema di lattuga, confettura di pomodoro verde e mela verde, crumble alla liquirizia.

Sogliola

Sogliola, asparago bianco, salsa aioli, tartare di ostrica, gel di acqua di mare, foglie d?ostrica.

Blanc Chardonnay ? Tenuta Mazzolino

Razza

Ali di razza, salsa di Grenoble, cipollotto crudo e cotto, capperi, limone, briciole di pane, latte in polvere fritto, nasturzio.

Ciabot Tanasio Barolo Docg 2012 – Sobrero

Agnello

Agnello cotto a bassa temperatura, crema di carote e zenzero, farro mantecato, baby carota viola.

Carbonaro dell?Alaska

Carbonaro marinato al miso, zucchina con fiore farcito alla scapece, chutney di pomodoro, olio al curry.

Wagyu

Wagyu cotto al Green egg, verdure grigliate marinate all?aceto balsamico e origano bio.

Sorbetto alla mandorla, granita al cacao, meringa alla birra scura

Fragole

Mousse allo yogurt magro, coulis di fragole all?acqua di rose, sorbetto al basilico, meringa all?italiana-

MILANO ? TORINO (Campari, Carpano Antica Formula)

Liquirizia

Crema al caprino e lime, spuma alla liquirizia, sorbetto al limone, meringa al carbone e liquirizia.

Sherry Gran Reserva 1987 ? Don Pedro?Xim?nez

Cioccolato

Biscotto al sale Maldon, cioccolato soffiato, lampone fresco, lampone ghiacciato, spuma al cioccolato fondente 70% e cioccolato al latte.

Caff? e coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: piccoli bign? al cioccolato fondente e crosta al cacao; macaron alla vaniglia con ganache al caramello; marshmallow al lampone.

Cucina

Francesco Mascheroni ha preso con piglio sicuro l?eredita di Gozzoli: sicuro, di quella sicurezza che non ha nulla di improvvisato ma che, al contrario, ? fatta di ragionamento e consapevolezza, esperienza e la giusta dose di ambizione. In carta, proposte che si rifanno al patrimonio enogastronomico italiano, evocandolo nelle sue preparazioni pi? tradizionali. Una scelta che aiuta i tanti ospiti internazionale a muoversi con agilit? tra le varie voci in men?, ma che non per questo si traduce in una riproduzione scontata e classicheggiante. Al contrario, Mascheroni d? prova di possedere una creativit? vivace, che emerge con delicatezza e armonia in ogni piatto.

Servizio e accoglienza

Servizio di alta classe, presente il giusto, garbato e capace di ?scomparire? e riapparire quando necessario. In cantina, etichette di pregio, cui si affianca un?interessantissima quanto vasta carta di cocktail perch?, ?a va sans dire, il ristorante di “Re Giorgio” non poteva esimersi dal dare ampio spazio alle ultime tendenze che vogliono la mixology sempre pi? presente nella ristorazione.

Conclusioni

Nel mondo i ristoranti firmati dal prestigioso brand della moda milanese sono solo 4: a Milano, Dubai, Tokyo e New York. Inutile dirlo, il filo conduttore dei locali tesse una trama di raffinata esclusivit?, la stessa che si vive all?interno delle boutique, espressa per? in un linguaggio multisensoriale che coinvolge la mente e la sfera emotiva a diversi livelli. L?ambiente, studiato in ogni dettaglio, essenziale e d?impatto, l?atmosfera, distesa, ma sempre ?di livello?, la cucina, un universo di suggestioni sensoriali.

Viaggiatore Gourmet

Armani/Ristorante
20121?Milano (MI)
Via A. Manzoni, 31
Tel. (+39) 02 88838888
E-mail: milan@armanihotels.com
Sito internet: armanihotelmilano.com

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[06/03/2018, 11:30] Getting All Caught Up in the Tangle of this Grape Thing
It?s 4:00 AM and I?m staring at the ceiling in bed, eyes wide open. And I?m thinking about wine. Wine, wine, wine. It wasn?t supposed to be this way. I was supposed to be retired, and to move on, to putter in the garden, travel a bit, to ply about in the darkroom on my photo portfolio, hang out with the animals, ride my bike, and get off the freeway of the wine world. And this work thing. I?m still trying.


And then, it?s 5:30 AM and I?m sitting at my desk, sipping on coffee and I start to trawl through the sites on the internets and I see modern day Maenads, Kelli White, Elaine Brown and the pseudonymous R.H. Drexel, who are dancing faster, faster up the hill, the hill of wine, and writing and their lives all caught up in similar scrambles, faster, faster, take the hill, take the hill, burst into flames, yes, yes!.

That?s what it looks like to me, when I slow down and get off the road, off the wine trail, and stare at the traffic passing, passing, faster, faster?what is this compunction we have to tell all these stories about a bunch of crushed grapes? What really is grabbing, stabbing, holding us in this grasp?

More and more the stories on these pages are seeming to be less and less about wine. But still, there are grapes involved. I don?t rummage around the wine closet at night trying to figure out how to open the perfect wine for dinner. More often, I am searching for some white wine, which seems to desert me at every chance. Ros? wine too. Oh, there?s plenty of red wine, and here in June there is a thermometer that is registering 95?F at 6:00 PM. Oh, yeah, I have plenty of red wine, for the rest of my life.

This ?rest of my life? business. Apparently, I cannot get the grapes out of it. And so it seems, for others around me, in the wine world. We are obsessed with these little globules of grape juice, pulp, pips and stems. Jeez, it?s embarrassing how gripped we are by a little grappolo.

Meanwhile, a pre-sunrise text bleats out over the silence of the coffee, ?You cannot imagine what hell it is back here at work. Fine wine, ha!? Again, with the work.

I writhe in pain with the muscle memory of the many mornings I faced the computer and the emails, and the many changes that the wine trade has experienced over my tenure. I cannot feel the immediacy of that aching, but I can empathize with my colleagues, the ones I ?left behind.?

And still, with all the wailing and gnashing, there are those Bacchantes, like White, Brown and Drexel, who have gone stark raving mad over these pummeled orbs of sweet, gooeyness. How is it one can have a tinge of envy over their abbandono to Bacchus? Does it not make you want to jump into the mosh pit of their frenzy, crush the grapes, lie in the must, and seethe slowly until the miracle transforms you into something greater as well?

An excerpt from Kelli White?s book, Napa Valley Then and Now: ?Driving through Napa Valley today, it?s hard to imagine that anything other than grapes was ever grown here. Even to those august few who remember a time when plum and walnut trees outnumbered vines, it seems the distant and hazy recollection of a dream. This valley craves the grape??

From Elaine Brown?s Insta-feed, this share, an encounter in a vineyard with Jose Luis Mateo and Tegan Passalacqua: ?The work each of them do comes from caring for the heritage of the place in which they live, wishing to preserve the vine history of the area for future generations as both a record and link to the past and insight for the future. Eventually they tell stories of losing old vines or older vineyards do [sic] to drought or regional economics. Tegan explains it feels like the hopelessness of losing family. Jose Luis agrees these older vineyards he works to save are what hold all his thoughts. They are what each one loves. And in the midst of their talk of sites they have lost we realize we all are crying.?

On R.H. Drexel?s Insta-feed, a quote from Madame Lalou Bize Leroy: "It's simple. I love my vines more than most people."

Forcefully, there is the Siren Call of freedom. Freedom from work, from worry, from stress, from the daily drama that pulls us in, whether it be work or play or family or country. And Italy and America, right now, along with the rest of the world, are in the grip of the daily drama.
  • Will I get the apartment near the beach for August?
  • Will I lose 20 pounds?
  • Will these politicians please take that round trip around the sun, finally, and give us all a break?
  • Will my wine be cool enough?
  • Will they ever like me?
  • Will I outlive my money?
  • Will I ever make peace with all these swirling dervishes inside my head?

It?s 5:45 AM, and in pops this passage from Francis Ford Coppola?s Apocalypse Now, from Colonel Kurtz and his derailed traipse in the jungle. ?Have you ever considered any real freedoms? Freedoms from the opinion of others... even the opinions of yourself??

And just like that, it?s 6;10 AM and I have a plane to catch. Oh yeah, I have yet to escape from the grapple of the grappolo, here in the jungle.










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[06/01/2018, 09:38] Miramare The Palace e Ristorante Mimosa ? Sanremo (IM) ? Operational General Manager Paolo Ciaramitaro, GM Executive Alessandro Materazzi, Chef Manuel Marchetta

Inaugurato il 1 febbraio 2018, il Miramare Palace ha gi? ottenuto il prestigioso riconoscimento di 5 stelle lusso, aggiudicandosi cos? un posto nell??lite della migliore h?tellerie nazionale. Un risultato davvero eccellente, soprattutto se si pensa che in Liguria di posti come questi se ne contano sulle dita di una mano. Il Miramare Palace in realt? non ? nuovo ai sanremesi e a tutti gli aficionados visitatori della Riviera dei fiori. La struttura ? un?insegna storica della citt?, che dalla sua apertura nel 1870 ha visto avvicendarsi tra le sue sale eleganti ospiti illustri, principi orientali, politici, musicisti e divi del cinema. In attesa della SPA, che verr? inaugurata a brevissimo, l?hotel mette a disposizione dei propri clienti trattamenti di bellezza, massaggi ayurvedici personalizzati e un servizio di make-up artist e hair stylist; un pacchetto davvero completo per tutti coloro che vogliono approfittare del loro soggiorno per coccolarsi con stile. A concludere, un?offerta ristorativa di alto livello, che accompagna ogni momento della giornata, con pranzi e cene gourmet al ristorante fine-dining Mimosa, spuntini pomeridiani corredati da un?accurata carta dei t?, aperitivi vista mare al Sunset Bar e raffinati cocktail serali.

Il borsino delle guide cartacee 2018 (apertura febbraio 2018)
Michelin non segnala
Espresso non segnala
Gambero Rosso non segnala

Lo staff all?hotel

Executive General Manager: Alessandro Materazzi; Operational General Manager: Paolo Ciaramitaro; Operational General Manager: Giorgio Razzani; Financial General Manager: Valeria Montaldo; Bar Manager: Stefano Giummarra; Capo Ricevimento: Alessandro Rebaudo; Sales & Event-Marketing Manager: Alice Siffredi; Housekeeping: Antonio Ferraro

Lo staff al ristorante

Lo staff di cucina

Chef: Manuel Marchetta; Sous chef: Mirko Muzzioli; Chef de partie ai primi: Maurizio Dito; Chef de partie ai secondi: Marco Berardinelli; Chef de partie agli antipasti: Augusto Caroglio; Pastry chef: Marta Bernardinello, Silvia Papa

Lo staff di sala

Ma?tre: Luca Orilia; Sommelier: Marco Di Norscia; Chef de rang: Lorenzo Graglia; Demi Chef: Stefano Garini; Commis De Rang: Sem Di Stefano; Commis De Rang: Matteo Santaniello, Andrea Razzani; Commis Sommelerie: Frank Aceto; Head Bartender: Stefano Giummarra; Assistant Head Bartender: Roberto Taffari; Bartender: Fulvio Oliva

L’hotel

La vista dell’hotel dal parco

La vista sul parco dalla terrazza

Il parco

I tavolini al parco

La hall

La sala privata, allestita per il pranzo

Qui, per un meeting privato

La scalinata che conduce ai piani

Le camere

Camere e suite al Miramare Palace, 50 in tutto, preservano intatto il fascino dell?art d?co e lo stile liberty che hanno caratterizzato la struttura sin dal momento della sua costruzione. La scelta degli arredi invece strizza l?occhio alla modernit?, riuscendo comunque ad armonizzare antico e contemporaneo grazie ad uno stile schietto ed elegante, capace di tracciare una continuit? tra i due linguaggi architettonici. Cos?, nelle proprie camere gli ospiti potranno trovare poltrone Barcelona, divani Chester, specchiere Philippe Stark, lampadari di Murano… Un?autentica full immersion nei migliori pezzi d?arredo del design contemporaneo.

Le tariffe delle camere variano da ? 300 a ? 580; quelle delle suite da ? 440 a ? 720.

La Certosina Junior Suite

La camera da letto

La sala da bagno

Le amenities

La camera Classic

La camera da letto

La sala da bagno

La camera Comfort

La camera Comfort doppia

Una sosta al bar

Il men? del tradizionale Afternoon Tea…vista mare!

Il Bar Manager Stefano Giummarra ci prepara un cocktail prima di cena

E…

Voil?!

Aperitivo – Oriente: Gin Mare, tea verde, miele al timo, limone, menta – Martinez: gin, red vermouth, Maraschino, orange bitter

L’albergo con le luci della sera

Cena al Ristorante Mimosa, dove ad accoglierci c’? Paolo Ciaramitaro, Operational General Manager

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Sapori liguri ? 60

Benvenuto dello Chef
Baccala? alla baucogna
Tagliatelle di olive Taggiasche con Ragu? di Coniglio alla ligure cappon magro ?destrutturato?
oppure
Agnello con fagioli di Pigna
Pre dessert
Dessert Mimosa
Opzionale: selezione di formaggi dal nostro carrello ? 15

La svolta ? 65

Benvenuto dello Chef
Ricordo di una seppia ?alla griglia?
Tortello cacio e cozze
Nasello Gravlax, aglio nero, bernese e asparago oppure
Maialino da latte, chutney di papaya, crema di carote e zenzero
Pre dessert
Dessert Mimosa

L?impronta ? 85

7 impronte: la filosofia e la personalit? dell?executive chef racchiusa in un unico men?.

La carta

Decisioni

Scampi, zucchine trombetta, maionese al mango ? 26
Insalata di King Krab, ginger rosa, crema di avocado ? 30
Bombon di pescato, ortica, aglio di Vessalico, olive taggiasche ? 20
Gambero di Sanremo, maionese ai ricci di mare, crema di limone, terra di erbe aromatiche ? 32
Crema di pesche, cardamomo, verdure in ?scaPesce? ? 22
Baccala?, spuma di topinambur, quinoa croccante, olive taggiasche e prescinseua ? 20
Battuta di Chiappella, crema di burrata, capperi, limone candito, riso alla paprika ? 25
Terrina di foie gras, albicocche, riduzione di aceto balsamico ? 26
Uovo Barzotto su crema di Parmigiano, praline di pistacchi, crostino al burro, tartufo estivo ? 18

L?Italia in un piatto

Tortello cacio e cozze ? 25
Vele al nero di seppia con patate e acciuga, piselli e calamaretti spillo ? 28
Gnocchetti crema di burrata, bottarga artigianale di tonno ? 25
Tagliolini ai gamberi di Sanremo ? 35
Bottone di pesto, spuma di patate, fagiolini e pomodoro ? 20
Tagliatelle di olive taggiasche con ragu? di coniglio alla ligure ? 22
Risotto allo zenzero, champagne e scampi ? 28

Fondali e sapori

Capasanta, vellutata di asparagi, spugnole, tonda gentile ? 25
Pescato, verdure e cacciucco liquido ? 30
Mare e …orto ? 28
Ricordo di una seppia ?alla griglia? ? 26
Palamita scottata, aglio nero, crema di peperoni? 35

Nel bosco

Polletto in nido di olivo con patate novelle ? 28
Maialino da latte, chutney di papaya, crema di carote e zenzero ? 30
Piccione, barbabietola, yogurt, terra di segale e amarene? 40
Lombo d?agnello, fagioli di Pigna ? 38

Dessert

Variazioni di cioccolato ? 22
Consistenze di raspberry e… ? 20
Pavlova al lime ? 15
Millefoglie alla nocciola ? 18
Aroma di caffe? ? 18
Flan di pesche, vaniglia ? 10
Selezione di gelati e sorbetti ? 10

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo servito dal ma?tre Luca Orilia

Blanc des Blancs Gavi Docg ? Ottosoldi

Il “blocco” di burro

Pane e frigerie

Tipologie di pane: di grano saraceno, bianco, alle olive, schiacciate all?olio extravergine d?oliva. Servito con olio Roi, burro d?Isigny e tapenade di olive nere taggiasche.

Le frigerie

Tipologie di stuzzichini: acciuga impanata con pane e prezzemolo, panissa di ceci e maionese al mango, crostino di sesamo con ricotta di capra, raviolo con erbette liguri e focaccia.

Piattooo!

Entr?e: cappuccino di foie gras con vellutata di cavolo bianco, mandorla e prosciutto croccante

Nasello Gravlax con piselli e aglio nero

Kebrilla Grillo Terre Siciliane Igp – Fina

Bottone di sorallo, olive taggiasche, salsa all?ortica aglio di Vessalico e tabasco

Crudo di scampi, brunoise di zucchina trombetta e maionese al mango

Capesante scottate, crema di fave spugnole

Baccal? cotto a bassa temperatura, spuma di topinambur, quinoa soffiata e prescinseua

Pinot Grigio ? Specogna

?Ricordo di una seppia alla griglia?: julienne di seppia, insalata fermentata, crema di mandorle e affumicatura alla camomilla

Calamaretto spillo farcito di ratatouille, riccio di mare

L’avvinamento dei calici

Trebbiano d?Abruzzo Doc 2015 ? Emidio Pepe

Vele al nero di seppia con patata e acciuga e crema di piselli

Tortello di cacio e cozze

Tonno in falsa brace

Dentice

Il Tarabuso Cabernet Sauvignon Riserva Toscana 2014 ? Terre del Marchesato

Piccione, indivia, salsa alla rosa canina

Palamita, crema di finocchio e aglio nero polvere di barbabietola

Il carrello dei formaggi

Il servizio

La scelta di VG

Mongioia Moscato d?Asti 2003 ? Crivella

Gelato al topinambur caramello salato e il suo croccante

Terra foglie e frutti

Spumone pistacchio e frutti rossi

Una sorpresa per festeggiare il compleanno di VG!

Auguri!

Il servizio

Caff? e coccole finali

Caff? espresso esclusivo Centro e Sud America 100% arabica.

Tipologie di piccola pasticceria: cheesecake cioccolato bianco e pesca, nocciola e frutto della passione, pralina di cioccolato con crema alla nocciola, cestino di oliva taggiasca e pistacchio.

Torniamo al bar per un cocktail defaticante

Gin&Tonic!

L’hotel by night

Colazione in terrazza

La vista

Il lauto banchetto allestito per VG

Il salato

E il dolce

Il cappuccino

Il buffet della colazione

Cucina

Chiamato a guidare l?offerta gastronomica dell?intera struttura, per il Miramare Palace il resident chef Manuel Marchetta ha pensato davvero in grande. La carta del ristorante Mimosa annovera diverse percorsi di degustazione dove a prevalere ? la Liguria, con i suoi aromi e i suoi profumi, i sapori dell?entroterra e quelli della sua ricchezza pi? grande, il mare. E per soddisfare tutti i gusti e le abitudini, lo chef e l’operational GM Paolo Ciaramitaro hanno introdotto due piacevoli esperienze: il brunch domenicale e l?afternoon tea pomeridiano, due momenti per godere di un?esperienza gourmet in modo pi? rilassato e informale.

Servizio e accoglienza

Eccellente davvero il servizio di quest?hotel che, ?rimesso a nuovo?, ha affidato l’accoglienza solo ai migliori giovani professionisti presenti sul mercato. Di questa selezione, cos? come di tutta l’offerta e degli aspetti operativi dell’hotel se n’? occupato e se ne occupa Paolo Ciaramitaro, per anni direttore del Ristorante Villa Crespi. Un vero e proprio “regista”, che avendo un background importante in diversi settori delle F&B e dell’hotellerie, ? riuscito a rendere gi? di altissimo livello la proposta del Miramare Palace. Menzione speciale per i bartender che hanno allietato la nostra permanenza con alcuni dei loro signature cocktail. Che si tratti di un drink leggero e di un pi? sostanzioso cocktail serale, l?offerta ? davvero valida.

Conclusioni

Vento di novit? sulla Riviera di Ponente, novit? a 5 stelle che fanno ben sperare per il futuro dell?h?tellerie e della ristorazione di lusso della Regione. Complimenti alla propriet? e al GM Alessandro Materazzi per aver creduto in questo progetto ambizioso, che a pochi mesi dalla riapertura ha saputo raccogliere apprezzamenti sia dalla critica che dai primi visitatori.

Viaggiatore Gourmet

Miramare The Palace e Ristorante Mimosa
18038 Sanremo (IM)
Corso Matuzia, 9
Tel. (+39) 0184 667601

Mail: info@miramarepalacesanremo.com
Sito internet: www.miramarepalacesanremo.com

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[05/31/2018, 09:46] Cena a 4 Mani @Ristorante La Terrazza Segreta del Villa Eden Luxury Resort ? Gardone Riviera (BS) ? Resident chef Peter Oberrauch, Guest chef Massimiliano Sena

Ed ? dopo una carriera trascorsa tra le cucine dei ristoranti di alcune delle insegne di lusso dell?h?tellerie italiana che Peter Oberrauch ? da pochi mesi approdato a Villa Eden Luxury Resort, l?esclusivo hotel adagiato sulle sponde del lago di Garda, a Gardone Riviera (BS). Oberrauch lo ritroviamo nelle cucine del ristorante gourmet La Terrazza Segreta, una vera e propria finestra, raccolta e riservata, che offre un panorama invidiabile su tutto il bacino lacustre. L?occasione della nostra visita ? stata per una cena – la prima di una serie?di serate?a quattro mani?che si terranno al Villa Eden nei prossimi mesi – che ha visto come protagonisti?lo chef resident e da Massimiliano Sena, che abbiamo conosciuto poco tempo fa al ristorante Il Lago del Four Seasons Hotel des Bergues di Ginevra.

L’hotel

La vista

L’ingresso della camera di VG

La camera da letto

Il salotto

La sala da bagno

La Terrazza Segreta

Il tavolo riservato per VG

 

Il men? della serata

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

VG con le due brigate

Aperitivo

Metodo Classico Brut ? Von Braunbach

Un brindisi con lo chef Peter Oberrauch

Gli stuzzichini

L’animazione musicale alla nostra serata

Ci accomodiamo al tavolo e il partner vitivinicolo della serata, ovvero?Tenuta Kornell, ci presenta i vini che degusteremo?

Pane

Dietro le quinte…

La linea ? quasi pronta

Ultimi dettagli e…

Il tocco finale

Piattooo!

Entr?e by Massimiliano Sena:?scampi, agrumi, verdure primaverili

Eich Pinot Bianco ? Tenuta Kornell

In attesa della portata successiva, torniamo in cucina

Ispirazione by Peter Oberrauch:?risotto, spinaci, piccione, balsamico

Gris Pinot Grigio – Tenuta Kornell

Dal backstage…

… alla tavola!

Sea by Massimiliano Sena:?ricciola, melanzane, burrata e basilico

Oberberg Sauvignon Blanc ? Tenuta?Kornell

Rombo selvatico, verdure primaverili by Peter Oberrauch

Il protagonista dela portata successiva

Tradizione and moderno by Peter Oberrauch:?vitello, Parmigiano, verdure baby, Lagrein rosso

Pronti per il dessert

La fine by Peter Oberrauch: banana e cioccolata

La brigata in cucina

Gi chef ci raggiungono al tavolo

Al risveglio colazione in terrazza

Il salato

I piatti espressi ? la carte

Carne e pesce, carattere e delicatezza, ogni piatto a noi servito portava la firma, riconoscibile al gusto e al palato, degli chef Sena e Oberrauch. Ad accomunare entrambi, una poetica leggerezza nell?accostamento dei sapori e nella composizione dei piatti, di cui l?armonia visiva ancor prima che gustativa, ? emersa come elemento imprescindibile del piatto.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante La Terrazza Segreta presso Villa Eden Luxury Resort
25083 Gardone Riviera (BS)
Via Ronciglio, 3
Tel. (+39) 0365 520027
E-mail: info@villa-eden-gardone.com
Sito internet:
www.villa-eden-gardone.com

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[05/30/2018, 12:34] Cartoline del 769 Meeting VG @ Piazza Duomo ? Alba (CN) ? Chef Enrico Crippa

Se si dovesse scrivere un compendio sui ?nuovi? maestri della cucina italiana, il nome di Enrico Crippa comparirebbe in vetta alla classifica. La recente scomparsa del Maestro Gualtiero Marchesi ha segnato la fine di un?epoca e ha portato molti critici e appassionati a fare una riflessione sullo status quo del panorama enogastronomico italiano attuale. Quando con gli Amici Gourmet ci raduniamo attorno al tavolo a noi riservato, in occasione dei nostri meeting al Piazza Duomo, chef e staff sono tutti per noi. Vincenzo Donatiello segue passo passo la nostra degustazione, avvina i calici per ?prepararli? ad accogliere i vini che accompagneranno il nostro men?, senza mai perdere il controllo della situazione, cos? che al tavolo noi ospiti possiamo goderci l?esperienza a pieno. E lo chef? In cucina a seguire la linea, a cucinare insieme alla sua brigata, con l?umilt? e il rigore che solo i grandi maestri sanno mostrare. Ci raggiunge solo al momento del caff?, quando anche la spettacolare piccola pasticceria ha lasciato le cucine e il nostro pasto ? ormai concluso, solo allora si concede un attimo di sosta?in nostra compagnia, qualche minuto di requie prima di prepararsi per il servizio della sera.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 7 ottobre 2006
->?Reportage del 18 gennaio 2010
->?Meeting del 16 marzo 2011
->?Meeting del 29 febbraio 2012
->?Meeting del 13 dicembre 2012
->?Meeting del 26 giugno 2013
->?Meeting del 4 giugno 2014
->?Meeting del 24 giugno 2015
->?Meeting del 22 giugno 2016
-> Meeting del 28 Giugno 2017
->Reportage del 9 Dicembre 2017

La squadra

Lo staff in cucina

Chef:?Enrico Crippa
Brigata di cucina:?Omar Saba,?Davide Boglioli,?Luca Politano,?Antonino d?Alessio,?Stefano Nava,?Eros Capitanucci,?Mario Peqini,?Laura Stabile,?Simone Bonanese,?Andrea Rota,?Andrea Borroni,?Noemi Favero,?Edoardo Lison, Borja Munoz Higuero, Marina Larregla Apaolaza, Jacopo Campobasso, Albert Massad, Jules Fontaine

Lo staff in sala

Restaurant Manager & Wine Director:?Vincenzo Donatiello
Assistant restaurant manager:?Elisa Giachino
Chef de rang:?Agnese Morandi,?Andrea Brusaschetto
Sommelier:?Gianluca Sanso
Assistant sommelier: Sara Mandrioli
Commis di sala:?Valentina Gaggero,?Ion Chelici
Stagisti:?Alberto Gallingani, Emily Fonnesu
Head Receptionist:?Alice Bella

Dettagli all’ingresso

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Lo staff di sala si prepara al nostro servizio

Il restaurant manager e wine director Vincenzo Donatiello ci serve il vino che accompagner? gli stuzzichini

Metodo Classico Riserva Lunelli Brut Trento Doc 2007 ? Ferrari

Cin Cin!

Gli stuzzichini

Tipologie di stuzzichini: cr?me caramel di miso; finte olive (tartare di vitello, scampi); avocado e spezie; crema di foie gras, mais croccante e spuma di gingerino Recoaro abbinata alla cialda di arachidi.

Pane fritto farcito con scarola, acciuga e capperi

Antipasto alla piemontese

Nello specifico:?verdure al brusco; tazoi e furikake; cavolino di Bruxelles macerato nella senape; trusot, tonno e pane tostato; burrata e piselli; caponet magro.

Cialde

Pane

Tipologie di pane:?bianco, ai cereali, panini alla nocciola, grissini.

Piattooo!

Entr?e

Acciughe al verde con peperone

Insalata russa

Verdurine in giardiniera, maionese di soia, gel di dashi.

Isola dei Naufraghi 2016 Sardegna Bianco Igt ? Tenute di Santa Maria

CapRiccio

Gelatina di acqua di pomodoro, salsa di pecorino, carpaccio di riccio di mare ghiacciato, olio profumato alla brace di verdure.

A parte ? stata servita una bruschetta di pane nero, calamaro alla plancha, maionese al calamaro e ai ricci di mare.

Ficoide e branzino

Insalata 21?31?41?51

L’avvinamento dei calici

Gr?sy Chardonnay Doc 2009 ? Marchesi di Gr?sy

Brindisi con il Marchese Alberto di Gr?sy, patron dell’omonima cantina

Asparagi all?olio

Merluzzo bianco

Pin?ro 2008 Magnum ? Ca? del Bosco

Langa sottsopra

Servito con brodo di funghi

Crema di patate e Lapsang Souchong

Ravioli di ceci in brodo di ceci

Il tocco finale

Voil?!

Riso, rosa e gamberi

Capesante, livertin e zafferano

Gaiun Barbaresco Martinenga 2009 ? Marchesi di Gr?sy

Agnello e camomilla

La Serra Moscato d?Asti 2016 ? Marchesi di Gr?sy

Rabarbaro e fragole

Snicker

Caff? e coccole finali

Tipologie di piccola pasticceria: torta di nocciole e cioccolato; tartelletta di cachi e crema pasticciera; sfoglie di cocco; praline di cioccolato.

Latte+

Lo chef Enrico Crippa ci raggiunge al tavolo

Cin cin!

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

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12051 Alba (CN)
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[05/30/2018, 09:54] Parabole monetarie
Di l?, dall'altra parte, cio? su quell'altro blog che curo come una creatura, ritorno a parlare di soldi, elencando alcuni motivi per i quali non ? giusto considerare il vino come un bene "costoso" in s?. Il prezzo del vino in realt? ? basso, spesso bassissimo. E allora, come mai alcune bottiglie finiscono per avere certi prezzi? La domanda contiene un indizio sulla risposta: "alcune".

Alcune sono costose: spesso sono esattamente quelle oggetto del nostro desiderio. Quindi si innescano facili meccanismi di domanda, offerta, e il mercato, e lo spread (ecco, non volevo dirlo, ma c'? scappato).

Poi c'? anche la parabola del buon produttore, che ? un argomento riciclato dalle mie chiacchiere in enoteca.
C?era una volta un buon produttore di vino: immaginate di essere lui. Da circa un ettaro di vigna produceva un ottimo rosso, in una tiratura limitata. Diciamo ? per fare un esempio ? cinquemila bottiglie. Certo sono poche (da quello stesso ettaro Tavernello tira fuori tre volte tanto) ma ve l?avevo detto, quel vino ? ad alto livello, poi le vigne sono vecchissime, scarsamente produttive, eccetera. Mette in vendita la prima annata prodotta a 5 euro pi? Iva la bottiglia. Per un vino cos?, garantisco, ? un prezzo assai basso, e il nostro buon produttore vende tutto entro l?estate successiva alla vendemmia. Al punto che si rende conto, dovendo rifiutare tutti gli ordini successivi, che forse ha sbagliato qualcosa: ha sbagliato il prezzo di uscita. 
L?anno dopo non si fa trovare impreparato. Lo stesso ottimo rosso esce a 7 euro pi? Iva. Aumento considerevole, eppure succede un fatto strano, quasi come l?anno precedente le scorte si esauriscono a ottobre ? e il nostro buon produttore passer? il suo tempo a scusarsi coi clienti vecchi e nuovi che riordinerebbero volentieri, ma per loro non c?? pi? nulla.
Insomma, arriva la terza vendemmia, e stavolta il nostro vigneron parte deciso: si vende a 10 euro pi? Iva. Che diamine, ormai ? raddoppiato, come il suo fatturato, ma almeno cos? sar? disponibile fino alla vendemmia successiva. E invece no: entro Natale ? tutto esaurito. Cos?? successo? Ancora una volta, il buon produttore ha sbagliato il prezzo di uscita del suo vino.
Ora che la parabola ? finita, ci chiediamo (e vi chiediamo): voi, al posto suo, che fate l?anno dopo? Chiaro che questo gioco non potr? ripetersi all?infinito, presto o tardi il buon produttore trover? la cifra di mercato adatta al meccanismo della richiesta relativa all?offerta ? per? insomma, avete capito.
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[05/28/2018, 03:48] Factors to Consider When Choosing Pet Food

Age of the Pet

Age is an important factor to consider when choosing your pet’s food. Your pet needs to be fed appropriate food for his or her age. This is important as a certain amount of calories and proteins are needed for your pet to grow to adulthood properly. Blue Buffalo (@bluebuffalo) ? Instagram photos and videos offers you insights on pet food. By providing your pet with his important current life stage diet, you will be meeting his growth requirements.

There are different types of pet food ranging from those for young pets, adult, and senior pet. If it?s your first time buying packaged food, read the labels to know what components a certain pet food has.

Consider the Breed Size

Choose the pet food based on the size of your pet’s breed. Young pets will need to consume well-balanced nutrients for immune functions, healthy skin, bone development, and growth. Most pet foods are usually categorized by specific breed factors which only include breed size since there is no other major difference between breeds.

Small breed pets have fast metabolism rates compared to medium and large breeds. That is why small pet breeds need more fatty nutrients than others.

Check for Food Allergies

Be extremely careful while choosing the food for a pet with thin coat quality, sensitive skin or redness of the skin. Food allergies are most common in dogs so if your pet is a dog lookout for allergy signs like scratching.

Don’t confuse food intolerance with food allergy; this is because lactose intolerance and poor digestion are as a result of food allergy.

Feeding your dog sources of carbohydrates and protein for 3 months triggers a strong immune response that helps alleviate allergic reactions.

Dietary Supplement

If you are feeding your pet a complete commercial balanced diet, you might not require adding a nutritional supplement like vitamins. However, with old pets, of a particular breed or with a certain disease condition may need a dietary supplementation. Check with your veterinarian whether supplementing your pet with fish oils, additional anti-oxidants or joins supplement could improve your pet’s health.

Reproductive Status of a Pet

A pet that is neutered or spayed has minimal maintenance energy requirements. It is, therefore, recommend to reduce their calories intake by approximately 25-30 percent from the usual recommendations.

If a bag of your dry pet food recommendations is feeding approximately one cup daily, you should only feed 2/3 to 3/4 of the same cup daily. Always consult the veterinarian while changing the diet and before starting a pet on any weight loss program.

Is the Food Easy to Digest?

Just like humans proper digestion is very important and affects the pets well being too. If essential nutrients in the dog food are not digestible, then look for another food. You can determine whether you have the right food by checking how well your pet defecates.it will tell you whether what is in the food bonds well with the pet.

Expiration Date

Packaging and manufacturing of the pet food products is also an important factor that you must consider. Pet food has certain health limitation that comes with food use and quality. This involves both packaging and the pet food. Go for pet food that has packaging date labeled.

Food with short shelf …

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[05/27/2018, 16:28] The Long Green Mile ? An Enduring Life in Italy
It is not without the slightest tinge of envy, that I read the many people who work so hard to taste wine, write about it and share their notes with others as to the color, the aromas, the taste, the feel, the quality and ultimately some kind of appraisal. Somewhere along the line, that chromosome dropped out of my being. Instead, I have been sentenced to walk a long green Italian mile, camera in hand, occasionally with wine glass, maybe even a pencil and paper. But I fail the written test, ultimately. This thing is too big, too much of a thing, for my little brain to adequately quantify. I will never be a Cernilli, or a Galloni, or even a Suckling. I am too distracted by the movie that is constantly flickering in front of me. And in front of me is often the boundless array of nature, in which wine serially steps in front of the camera and makes its brief cameo.


Since my ?retirement? on April 1st (a foolish day to lay down my arms, but nonetheless the prescribed moment) I?ve spent five of the last eight weeks in Italy. Lounging on the beach of San Benedetto del Tronto, you might ask? Or hiking the Dolomites in Alto-Adige or along the Apennines in Abruzzo? Maybe sailing the Adriatic or the Tyrrhenian Seas? Ha, if only! No, this fool was rummaging around the Langhe, in places like Barolo, La Morra, once getting sidetracked to Alessandria to visit an old vineyard in Gavi. And places in Tuscany, in the heart of the matter, sun and steam and Spring in full onset. And subverted to the soft rolling hills of Valdobbiadene, a life sentence to be sure. And yes, with a little bit of wine. But what is more and more commanding my attention as I get farther down that long green mile, is the unbounding and breathtakingly beautiful thing this Italy is, and how little we pay attention to what the real Italy is really all about.

In the meantime, I get an email, out of the blue, often, from someone wanting my opinion on where to go in Italy. ?We?ll be in Rome on June 2nd and 3rd, then to Florence on the 4th and 5th, and then to Venice on the 6th and 7th. This is our once in a lifetime trip to Italy, where should we go? What should we see? Are there any wine visits we can make in those places?? Yes, Rome on June 2nd, a national holiday, is a great place to be experiencing all that Italy has to offer. Go have some pizza and some Chianti, you?ll have the trip of a lifetime. What can I say? I?ve walked so far beyond that segment of my green mile, that I cannot even imagine how to respond in a civil manner anymore.

We?re all missing the real Italy. It isn?t (just) in a church, or a trattoria, or a winery even. It is in the unfettered and endless nature that is still contained within the boundaries of this land, this Italy. And it is amazing.

And that?s just the silent nature. The other creatures, the domesticated animals, as well as the wild, feral ones, living their morning in liberated bliss, singing their songs, crawling up craggy slopes looking for one more sprig of fresh spring grass or herb. That?s the ongoing procession in nature that most tourists miss about Italy, when there are so many more pressing matters, like going to Venice to pillar, from port to starboard, on a jerry-rigged gondola.

Since my ?last call? in five of those eight weeks, I saw not enough but more than my usual dose of rural Italy. Italy has become for me a place not to take it all in, but to stop and take a breath. A walk in the morning mist, before anyone is awake, except for the birds and the cats and the baker and the farmer. Oh, and the vine pruner. Why yes, they are out there early, for there are two hectares to prune today, and the season is advancing rapidly. This is boring you? This is the life that makes Italy what it is. These are the calibers that determine the pace of life - they come from nature, not man. And still we rush to Pisa to see a crooked tower, or Ravenna to see a collection of mosaics, as if that will solely release us from the bounds of mortality. Maybe for some, it does. But I?ve seen all that, many times, and what brings me back to Italy, now, is the unceasing pull of life in nature that has a grip on Italy, and really the whole world, if we only open our eyes and hearts to it.

Another email pops up. ?I?m in San Gimignano today, what should I go see?? My answer always disappoints, because it is always the same. ?Step outside of the place you are staying. Look to your left. Look to your right. Look forward. Pick a direction. And walk that way. And see what happens.? But what works for me probably doesn?t exactly work for these souls looking for exact instructions. They want to know which tower in San Gimignano they should take a picture of. Where the best vista is for the Kodak-cum-selfie shot, the one that is considered obligatory. And where, oh where, to get the quintessential and obligatory bowl of pasta with pesto. And yes, even in January. I just can?t walk along that span of the green mile anymore. It is too painful to go back and retrace the steps, knowing I will end up back here anyway, heading towards the gallows.

Along the way, I?m walking in a vineyard which is so old it is still on its own European rootstock. Pre-phylloxera. Over 100 years old. And in the vineyard, I am sinking down as if in quicksand. The earth is finally swallowing me. This vineyard, which I first heard about in 1982, and tasted wine from and sold a little bit, now I am walking it with the woman who took over from the original woman who farmed this land. Organic, no poison, just the plants and the animals and the bees, and a soul who is listening to the heartbeat of her land. And the wine? You want a tasting note, don?t you? OK, here goes:

The wine is younger and I am older, since last tasted. The bowl of the glass fills with the flowers of the field, and the cut grass and the morning fog. In the taste, there is the freshness of youth and the calmness of maturity, along with a slight, salty bead of dew, like the one that rests on the wings of the bees that have gone about their work in the vineyard all these millions of years. And in la imboccatura, like the first kiss, when you were fourteen and feeling the butterflies in your stomach, and your hand, holding hers, was clammy, and that taste, it also is in the glass. And it is refreshing and it is calming and it is the best thing in life on earth in the present moment. And it is a fitting amercement for those of us who?ve been proscribed, all these years, to walk that long green Italian mile.








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[05/22/2018, 16:17] Facts About Provillus

This is one of the hair supplement used in preventing hair loss. Hair loss is common in both men and women. This condition is associated with family history, hormonal changes, and certain medical conditions. It is also caused by scalp infections such ringworms. Drugs uses in treating cancer, arthritis, heart problems and blood pressure are the ones that cause hair loss. The other causes of this issue include emotional shock, excessive weight loss, a high fever, and radiation therapy. Provillus is purely natural and it can be used by both women and men. Apart from preventing hair loss, this product is effective in promoting regret of the lost hair. Again, it has complex ingredients that prevent hair loss.

Ingredients of Provillus

It contains natural ingredients such as pumpkin seeds, zinc, propylene glycol, nettle root, water biotin, and vitamin B6. These components are beneficial for hair growth and for the hair follicles? health. Again, they are well combined to bring the desired results. Provillus works by providing vital elements and necessary?nutrients needed by the hair.

Vitamin 6 is one of the essential vitamins for maintaining a healthy hair. Its natural character is helpful for reducing side effects and allergic reactions. It should be used regularly to restore weak hair, prevent hair loss and make hair thicker. Individuals who take this supplement regularly can enjoy their hair coverage after three months. You can get many customers testimonials in the internet.

 

Advantages of Provillus

  • It is effective in promoting hair growth in bald spots and other hair thinning areas
  • Its active ingredients have potent hair regrowth properties
  • It shows positive results after a few months or weeks
  • It has become very popular due to its many positive reviews and effectiveness.
  • It contains essential vitamins, and minerals making it easy for use.

Negative Effects of Provillus

  • You will be required to use this product continuously for you to enjoy its benefits
  • It can cause some side effects when used in higher amounts than indicated. It can lead to a feeling of?light-headedness or dizziness, and swelling of tongue and lips. Individuals who experience these side effects are advised to consult a doctor.

How is Provillus Used?

You should take one capsule every day. It should be taken with food such as breakfast. It is very hard to get it for the local drugstores. It can be purchased from its official website.…

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[05/22/2018, 09:51] Best Drug Rehab Treatment Facilities

Most drug addicts are isolated from the rest of the community because they are regarded as people who are living a lifestyle that they chose. What most us do not apprehend is that; drug addiction is a disease. Once you buy the idea that drug addiction is a disease, you will be able to help people who are facing this problem. We should all fight together to have a drug free society. In fact, addiction has made many families break, young kids, to get involved in socially unaccepted activities like thuggery and prostitution. That is why there are many drug rehab treatment facilities all over the world. These facilities are working hard to hell those people that are engulfed in this drug addiction menace. You are probably reading this post because you are the victim or you want to help someone you know. Actually, the first step towards healing this problem is by self-acceptance. We just want to let you know that you are on the right track and doing the right thing. Our guide will help you to find the best drug rehab treatment facilities within your locality. Keep reading in order to make the right selection.

Funding

Most of these facilities are private and you need to pay for the services that you will be offered. After conceiving your idea to go for a rehab, you should keep in mind the type of financial support you will need. Always inquire about the cost of service in each facility before making up your mind. Actually, several programs for drug rehabilitation accept the insurance. If you have a health insurance cover, consider shortlisting those facilities that accept the insurance. This will make your healing process very simple. At such a situation, you need maximum concentration and less stress since most people are willing to leave drug but they get back due to lack of funds. So make sure you choose a facility that accepts an insurance if you have one. And if you do not have once, there are facilities that offer cheap yet quality services.

 

Availability of a Drug Detox

 

For alcohol and opiate addicts, they are required to attend any detox program available. The right facilities for this kind of people are one that offers a detox program. Actually, for those who do not know what a detox means; it is a situation when your body is suffering from withdrawal. Withdrawal symptoms are normally due to lack of any drug in your body system. In most cases, alcohol addict suffers from seizures. It is, therefore, good for you to choose a treatment facility that embraces detox programs for a better healing process.

 

Aftercare

 

You need to focus on what happens after the rehab is finished. Statistics show that quite a good number of former addicts return to their past ways due to lack of aftercare services. If you are ready to do away with drug addiction, make sure you choose a drug rehab facility that monitors its patients even after the treatment is done. You can ascertain this by getting referrals from a friend and family members. After your recovery process, you surely need an aftercare program to keep you on track. And any facility offering this is a sure bet for a permanent …

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[05/21/2018, 14:52] A Grand and Beautiful Italian Dilemma
I?ve been in Italy for three weeks now. It has been more than 40 years that I have spent this much time in Italy in one, uninterrupted period. As a result, my perspective on Italy is shifting.


For starters, life here is good. I know I don?t see the dark underbelly of this country, although I have seen some disturbing signs here. Nothing so troubling as what I see coming from America. But that is a larger subject from people who have much more expertise and decision making power. I?ll stick to Italy, my beat.

I?ve spent all the time in northern Italy, in Piedmont and in the Veneto regions. In the Veneto, I have spent time in Valdobbiadene, Conegliano, Treviso and Venice. Venice, because we had a group of visitors for whom there were some programmed activities there for them. But my base, in the Veneto, has really been Treviso.

I really like Treviso. It?s a laid back, mellow place, affluent, and operating at a high and tasteful level. The food here is good, the wine knowledge (and the access to good and great wines from all over Italy) is commendable. And the pace of life here is measured.

What I have noticed, simply by looking into the faces (and the often-diverted eyes of those here who come from the same generation as me) is a level of comfort that seems, to me, a bit of a tight fit. Not to say the Italians don?t wear their wealth well. But it was only a generation or two ago that this area, as well as almost anywhere in Italy, was transforming from a post-war scenario (recalling who the Italian leader sided with, initially, in the war). And with the destruction all around, the economic outlook was dim. In the countryside, it wasn?t as dire, for there was for many centuries a subsistence process in rural life in Italy. In the cities, while a bit more diverse in regards to the makeup of what the people did, there was the sense of impending change and the desire for people to pull themselves up. And as I have witnessed, and with camera always at my side in case I forget, the images that have scrolled past these eyes in the last half century now bring me to this point. And what I am seeing now, in the north of Italy, and let?s focus on the Veneto, is that there is great wealth. And with that reality, there is the inevitable stratification between those who have and those who don?t have as much as them.

And while it is subtle, it?s discommodious. I?ve seen enough nouveau riche in my life, from my childhood growing up in Palm Springs in the 1960?s to my early adulthood in the glitzy 1980?s of Dallas, Texas. I know what is looking back at me as I stare into the blinding brilliance of their bonfires.

Of the many visual signs I saw, over a day or so, this is what they whispered to me in my inner ear:

  • Suspicion. I?ve worked hard all these years and amassed wealth. Who is trying to steal it, to take it away from me? The government? My neighbor? The flower seller immigrant from Nepal? The tourist?
  • Boredom. I?ve become wealthy and affluent. Now what? I?ve built my special house with entrance only to those who pass their fingerprint onto a laser to permit a special few. My universe has gotten smaller, admitting only those into my world who I want. But it is a little bit boring.
  • Fear of death. I thought if I worked hard, even maybe only if it was I got lucky, that I would have the necessary tools to safeguard me from the ultimate - death. But now I am a multimillionaire, I have security guards, and houses in the mountains and by the lake and on the coast. And I still have allergies in the Spring. I thought this would help to make me free of illness and death.
  • I am now 70. My husband was a great executive, and he left me and the children with no worldly worries. But he was never at home. And when he died, I had spent a life in the shadow of someone I realized I never knew. Now, when I look in the mirror, I see a crumpled-up paper bag. Where did I go? The Botox, the collagen, the makeup, the eye liner, the blush, nothing can prevent this from happening. What can I do now? I have no material worries, but I am empty.
  • My shoes are made by an Italian craftsman. As are my shirts and pants and jackets. They are considered the finest clothing in the world. I eat the most wonderful organic food, from the local and seasonal vegetables to the compassionately raised pigs and rabbits and cows. My wine cellar is deep and has Barolo and Schioppettino and Brunello and Champagne. I have a wonderful German car that is flawless. I have arrived in this life. Why are you staring at me? Who do you think I am?
  • The tomatoes. I must go out to my aunt?s garden outside the town to check on the tomatoes. She?s getting too old to check on them herself. I must bring her some wine when I do.
  • The old dog. Her ears are bothering her. I wonder if she also has allergies from the blossoms of the springtime. I need to make time to take her to the vet, so she doesn?t suffer any more than she must.
  • My children?s children. What will they do with all those tattoos when they are my age? I can forget the folly of my youth. They will have it all their life, staring at them, to remind them of decisions they made that might appear, in the future, to look like foolish ones. Maybe they are more honest in putting them out there for everyone to see. While my generation conveniently forgot that we weren?t so idealistic as we thought we were and, in the end, we contributed to the world as it has become.

And so, you might ask, what in the world does this have to do with wine? Dear readers ? nothing and everything. Life in Italy is not a single cell under a microscope. This is all interconnected. Yes, you say, you know this. And yes, I reply, I figured. But in our daily comings and goings, living in the present moment sometimes does not offer us the perspective or the connection, in the immediate sense, to see how this has something to do with a winemaker in the Veneto or Piedmont or even in the hills of Valtellina or Tuscany.

All of this meandering, what I am doing is really more for my need to put order into what is splashing across my visual screen in what seems an ever more rapidly moving rate of information. Italy, while so many people want to decry its day has come and gone, is not dead. It is very much alive and in the present moment. Maybe that is the message that has been transmitting to me all these years ? my Italy lesson. That even a great culture, which produced such wonderful people and events and art and music and food and history ? that in the newness of it all, it doesn?t stop. As well, the questioning doesn?t stop either. And for those of us around the world - whether it be in Shanghai or Sacramento, in Copenhagen or in Cape Town - know that with all the wringing of the hands and jeremiad (such as this one) we are living in a momentous and historical time that waits for no one. Italian wine is simply a metaphor for that larger, unstoppable thing, this life that has seized upon us and will not let us go until it is ready.

And what a la grande bellezza dilemma it is for those of us who are entwined by this and who return that embrace with outstretched and welcoming arms and spirit.



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[05/17/2018, 06:56] L'assaggiatore confuso
Quando mi chiedono "tu che mestiere fai", se sono nel mood zuzzurellone rispondo "l'assaggiatore di vino". Che ? uno dei lavori che faccio, ma hey, suona sempre cos? bene. Sulla carta d'identit? c'? scritto "commerciante" e in effetti quello sono, ed essere assaggiatore di vino ? collegato alla mia funzione di venditore di vino. S'era capito, va be'. Comunque avrei potuto rispondere anche in modo pi? cazzaro, se ero dell'umore (e lo sono spesso) tipo "content manager per intravino dot com", che ? vero pure quello. Potevo pure fare peggio, dire "autore", "critico enologico", "blogger" (ogges?) ma per la verit? resto un commerciante. Ultimamente mi piaceva dire bottegaio ma anche questa parola se la sono presa quelli pi? cazzari di me, i canali della grande distribuzione o altri luoghi alienanti di cui non farei il nome (Eataly), quindi adesso ritorna in voga commerciante. Io sono tutte quelle altre robe l?, ma da vero commerciante ho appena finito di spazzare la strada qua fuori l'enoteca (a proposito, signora del piano di sopra: la finisce di buttare pane ai piccioni?) e adesso metto i panni del social media manager di me stesso. Confusi? Sapeste io.

E a proposito di lavori, questo periodo ? denso di impegni. Sto ultimando le schede per la Guida Essenziale, (io curo la Liguria), e intanto ci sono numerose fiere di settore data la stagione favorevole. Passo gran parte del tempo a scrivere cose come "giallo paglierino brillante, naso ampio e fragrante tra i fiori di campo, agrumi e salvia, in bocca ha tensione e morbidezza, lungo sulla viva traccia salina a dare equilibrio" (e indovina la denominazione).

Agli assaggi per la guida fanno da contraltare, in alcune fiere, gli assaggi di vini molto caratteriali, e variamente declinati sull'imperscrutabile protocollo del vino naturale - che nessuno sa cos'?, tant'? che molti produttori di vino naturale negano di produrre vino naturale. Confusi? Sapeste io. Sia come sia, da assaggiatore quale sono, allineato e pettinato, tutto precisino sui descrittori canonici dell'accademia dell'assaggio, ormai sono scisso. Ieri avevo nel bicchiere un bianco che adoro, ma purtroppo (o per fortuna) totalmente estraneo ai descrittori dell'accademia. Si ripete, per l'ennesima volta, il fatto a lungo descritto anche nell'ultimo corso tenuto qua a Genova: il vino naturale non ? irregimentato nei canoni. Tutto ? anarchico, tutto quanto sapevamo ? inadeguato a contenerlo, siamo in terra incognita, mare aperto, siamo allo sbando, insomma arrangiatevi. Confusi? Eccetera.

La confusione, il sentirsi sperduti, ? attenuato solo raramente da qualche tipo di luce in fondo al tunnel, quando per esempio assaggio un vino da guida perfetto (e infatti ? nella guida), che peraltro ritrovo in rassegne sui vini naturali. Come a dire che una composizione, un equilibrio forse ? possibile, forse ce la faccio a farcela. Resto confuso ma con una speranza.
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[05/16/2018, 19:52] Healthy and Scientific Ways to Lose Fat

There are a variety of ways to lose weight, some of them proven to be unhealthy and unscientific. The quest of losing fat to attain than awesome and appealing physique might not be easy and shouldn’t be made rapid, patience is key for such a quest to prevent possible health impediments.

Besides commonly known fat loss procedures, science is actively innovating new, simple and healthy ways of losing fat. Losing fat through the intake of healthy supplements is one scientifically proven way that has no side effects. Ultra-Omega Burn, as explained via Ultra Omega Burn Review is one good supplement known for faster and healthier fat loss. Besides supplements, there are other various healthy and scientific ways to lose fat.

Reducing Sugar and Starch Intake

Both these food types are a huge impediment to a lean appearance. They highly contribute to fat formation inside the body and so shouldn’t be taken in huge amounts during your meals. Starch is another name for carbohydrates and is a food type used to produce energy in your body. When that energy isn’t well-utilized, fat from the body doesn’t get used up and so continues to add up. Such food types should mostly be taken if you are an active person who works intensely on a daily basis. Either way, too much of both these food types is not healthy to your body.

Lowering carb intake also lowers the levels of insulin in the body. This prompts the kidneys to shed off more sodium and excess water from the body reducing unnecessary water weight and bloat.

Eating a Balanced Diet

For a nutritional and healthy diet, it should contain the three main food types, a fat source, a protein source, and a low-carb source. A meal containing all these components is considered to be balanced and is recommended to help in reducing fat in the body.

There are a variety of sites explaining the examples of foods falling under each category and which of the food is more nutritious. Make sure your meal is balanced for optimal nutritional balance in the body.

Regular Exercises

This is one of the oldest methods to lose weight. People adapted to this method because of its uniqueness and fun. Exercising is a method that has a significant influence on one’s physique. You should create a regular gym schedule that suits you. It’s not advisable to adapt to one’s mode of exercising because people have different energy levels. Instead, you can strive to match someone you admire exercising. This gives you morale, and after a short while, you’ll start noticing the change in your body. Hiring a fitness instructor is also another good alternative because of their expertise. They are fitness professionals who work conveniently with your schedule to help you attain the optimum results that you wouldn’t achieve on your own. They have the expertise to understand your fitness viability, something you maybe can’t notice by your own.…

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[05/15/2018, 06:58] Valdobbiadene: The Spirit Center of Italy?s Wine World
A million years ago, KPFK in Los Angeles aired a story about the Rolling Stone performer, Brian Jones, who found a tribe of master musicians in Morocco, that he became very close to. Jones was searching for the beginnings of music on earth, and it was his realization that the musicians of Joujouka were a large part of that story, embodying a tradition of music that went back hundreds of generations. It was a tale I never forgot, so much that I longed to go to hear the music myself. But life, la vita, found another way to divert me in my search for something rare and ancient, towards my own tribe of the vine.


I arrived into Valdobbiadene this past Monday for a week of wine, in my new stint as U.S. ambassador for the Ruggeri winery. This is a new role that found me, post-retirement. It is not a full-time thing, but it sounded like a great challenge and a lot of fun. I accepted the challenge and came to Italy. I was to spend some time with Paolo Bisol, who has a passion for Valdobbiadene and whose family is one of the reasons Prosecco is so sought after today. But this post isn?t about popularity. It is about what makes this place tick.

Paolo is a wiry sexagenarian, one of those lucky few to have a full head of hair color of his youth. ?My dad is 99 and he has yet to have his hair turn completely grey,? Paolo told. So, there is also longevity in his bloodstream. Not that it?s all roses in the garden. Of course, they must make room for Glera. In any case, Paolo was running me around Valdobbiadene, showing me the different terroirs. It was a misty day and looked like rain was in our future. We saw a couple of men working in the fields, planting a new vine, and stopped to take a picture. Paolo tells me, ?I will tell them you are a journalist and would like to take a picture. Maybe they won?t be as suspicious.? And so, he did. And when Paolo asked the two men, the younger one, whose face had been concealed behind the vines, popped out and said, ?Alfonso what are you doing here?? Ha! It was Christian Zago, a young winemaker. Paolo looks at me, as if to say, ?What is this? How does this man know you?? Well, this wasn?t my first rodeo in Proseccoland.

The rain was not here yet, but the feeling was that it might be coming. And Christian and his vineyard man, Alfonso, were ready to come down off the hillside and take a break. ?Come, let?s go into my aunt?s house for a little Prosecco, the 2017 is fresh. I want you to try it.? This is where the magic started happening.

In Brian Jones time in Morocco, there were any number of magical moments. And the best ones were about music. In my scenario, it revolves around wine, but not without the cast of characters, the people. And Valdobbiadene lacks not for intriguing souls. I love them and I love it here and this is one of the reasons I came to Valdobbiadene, to capture some stories to tell a better tale about Prosecco. An unfiltered, natural, inspired story about why this wine has captured the hearts (and mouths) of millions of people around the world. This is no accident.

Sitting around a table in Valdobbiadene with three elderly women (my Sirens?) and the three men, Paolo, Christian and Alfonso, is one of the great joys in my life. I am in their world, and they are talking as if I am not there, which is exactly what I want. My silent camera captures fleeting images and another bottle of Prosecco magically appears. The second of many more to come.

After an hour or so, we say our good byes to the ladies and proceed to Christian?s home, to taste another wine. The rain in now coming down, and we all climb into Paolo?s Rover. Somewhere along the way, when Paolo is not in hearing range, Christian takes me aside. ?Thank you for bringing Mr. Bisol to visit. I have so much respect for the work he has done and for the history he is sharing with us today. He is one of the great men of Valdobbiadene.? To hear Christian is to know he is a young man of rare depth. He has the burden of the future on him, and he is beaming to hear about the tradition and the stories. His vineyard man, Alfonso, also is listening intently. These are people who value their learned ones, even if they be learned themselves. And here Nature is emblazoned within their hearts and souls. That is why I think this place is the spirit center of the wine world for Italy.

At the Ca? dei Zago winery the rain in now coming down faster and we repair to the cellar, where there is wine and dry floors. Christian's tiny little dog, Ulisse, follows us. Friendly and itsy bitsy, but carissimo. This place is not limited to just the humans for depth of emotion and expression. It?s all interlinked.

We taste first one, then another, and then the rains get harder. So, we go deeper into the cellar. Ulisse disappears into the maelstrom outside. And then we start tasting from the tanks. Large wood, concrete, stainless steel. Sparkling whites, col fondo, metodo classico even a small tank of red, one of the true unicorn wines I have had recently. Trevisana Nera, 2017. Don?t try and find it, you won?t. He makes only enough for his family and a few friends. It was, lovely.

Christian sabers a bottle of metodo classico. Prosecco is better known as a sparkling wine made in the ?bulk? method (or Charmat, or as the Italian like to say, the Martinotti Method). And there are good reasons for that. But sometimes one likes to see what a wine can stretch to. And this is how Christian reaches. Paolo is intrigued. Meanwhile the two Alfonso?s are sipping away, smiles getting bigger. We are praying for more rain. And Ulisse reappears, the quintessential wet dog.


But after six bottles, we must shove off. the rain is over and work must continue. It is Monday, after all. So, Paolo and I head out, looking for coffee.

I ask Paolo if he knows Primo Franco. ?Of course, we?re old friends! Would you like to go see him? Let me call him now.? What started out as Paolo telling me about Prosecco and the land, in a leisurely drive around the hills, has now become a moving salon of sorts. And so, with a call and an invite, we are heading to see Primo at Nino Franco.

Now, Paolo doesn?t know me from Adam, and again when Primo embraces me like a long-lost brother, speaking in very familiar ways (no Lei here, only tu) I see Paolo?s eyebrow arch in a Spock-ian way. Perhaps he is thinking, ?Who is this fellow from Texas that we just assigned to be our Ambassador in America?? We?re both getting to know each other in this way. And let me tell you, this is what I am looking for. I need to know who Paolo is in this world, and what better way than to have him in the company of his contemporaries in wine in Valdobbiadene, and see how they play together. And they play well.

Look, Primo is a force of nature in his own right. And I unabashedly love him and his family. He calls up his daughter, Silvia, and in two minutes she appears. We hug, and she looks at me, ?What is this, that you just materialize here out of thin air?? I reference Star Trek and how Scotty beamed me down and we all laugh. This is a Monday for the history books, at least for me, given my ambivalence for that day of the week, under normal circumstances. But there is nothing normal about Valdobbiadene. And I am fine, more than fine, with that.

We sit, and then Primo starts bringing about ancient bottles and then even more ancient records of purchase, postcards, an archive that he and Paolo are pouring over, like two little boys looking at a baseball card collection. Jeez, it doesn?t get any better than this. And on top of it all we?re sipping on something old and something new. A 1992, a 1995 and the new baby. It seems Silvia isn?t the only one giving birth in the Franco family. But Primo has many offspring in the cellars. He is after all, part of the magic. For me, a big part. Like I said, I love the man and his family.

I?m rambling, but this was our day. Eventually Paolo gets a call and we must rush off. When his wife passed away, four years ago, she left him with nine cats and four dogs. Now there remain six cats and three dogs. And he must attend to their needs. He wants to stay, you know the hospitalitas thing. But I tell him not to worry, we will see more of each other, go take care of your animals. They need you now.

This is the end of this chapter, but not the end of the story. It?s just the beginning. Yes, I am retired, as Luca Currado and Stefano Illuminati both laughingly call me, a ?pensionato.? But I am not sitting on the couch waiting for the sun to set. In fact, I haven?t seen that couch lately (or my loved ones and my animals). I need to get home eventually. But for the time being, I am in my own sacred village, sitting and sipping with my spirit brothers and sisters. And this is just the beginning.

I very much look forward to meeting Paolo?s six cats and three dogs.





written and photographed (except for the cover photo, supplied by Ruggeri) by Alfonso Cevola limited rights reserved On the Wine Trail in Italy







In view of my (part-time) post-retirement role as ambassador for Ruggeri, I intend to curtail (specific) future blog posts about Prosecco. If there are any future developments that are general and newsworthy I might chime in, but only if they do not suggest any conflict of interest with regards to my role.
 
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[05/14/2018, 04:59] From the Archives: Pivot or Persevere
(Traveling now and am thinking about this subject, first posted in 2011 and which will have a follow up post.)

Pan di sudore, miglior sapore

The messages emanating from the Italian peninsula in recent days have been ones of concern for their future and whether or not the average Italian will be able to live a life as their father and grandfather have. The reality is that the life their father and especially their grandfather lived wasn?t a bed of roses. Funny how the human mind forgets history so fast. Thankfully the human heart is there to redirect the course of one?s life. And in the average Italian?s life here is what I see.


I see that the world is no longer a place where one can work until 60 and then retire for the next 25 years in pursuit of leisure and pleasure. Those days are gone. They do not even seem right to me, for as we are here on earth for a short time, why spend the final 30% of one?s life resting when that is what one most likely will be doing for all eternity? Find a cause, help someone, make a difference. Pivot.

I see strikes in Italy as we had in the 1970?s making a comeback. Sciopero is once again in fashion, like skinny jeans. Wonderful. So what to do about it? If one is dependent on things like public transportation, not much. One might find a way to get to a place in a car. But with the new levies of fuel, effectively setting the base price of gas at $10 a gallon, that might not be a solution for everyone. For the folks with millions, the ones who won?t like it but will carry on driving their Bugatti (with an effective registration fee of over $100,000 a year) or their Ferrari, it will be an irritation. But it won't be a deal breaker. Both sets of problems and the people who have them will most likely have to persevere.

Already I am seeing folks coming out with price increases, effective Jan 1, 2012. These increases most likely are being drudged up because folks have absorbed the higher costs of energy, the reduced flow of capital into the hands of the average Italian. Or the lower profits that folks who are exposed with property and product and must move the juice. My sense is this: If the increases are negligible, commerce will not be disrupted. But if a country like the USA absorbs the increases and life goes on, and then there is a transportation strike and the flow of products is interrupted, be ready for a howl from the front line ? the folks who drink the stuff. Or watch the demand dry up. Instantly. I have seen this cycle many times now in the last 30 years. But as I said above, the human mind forgets history. This time on the receiving end, the reality is this: the spendable dollars are less for the average American. And there are options from other parts of the world. Just wait until China starts sending their wine to America. I will say this to anyone in Italy who might be reading or listening or who gives a damn about their economic future in the USA, which at this time is the largest consuming country of wine in the world: If you ask America to persevere and they don?t, be prepared to pivot ? in a nanosecond.

I have written tirelessly on this site for years about what I think the Italian should do or not do. And in this time I have seen an evolution of the way Italy goes to market. I will take no credit for that progress, as I am on a relatively minor river looking at the flow, and know my place. I love Italy and her people and her wines and as stated many times before, I have burned the boat, I am here, and here to help. An ambassador who will never get called back for the simple reason that there is no going back. I will persevere.

Lastly, this wine material is a product of earth, an agricultural process. It is affected by everything around it, as we are. It is within the realm of the Italian psyche to be sensitive to this. It?s what makes Italy so special, to me and millions of us throughout history. Please do not lose that special characteristic in these challenging times. I guess what I am really saying isn?t that you should be prepared to pivot or persevere. It really looks like all of us, in 2012 and for a time, will need to be ready to pivot and persevere.




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[05/06/2018, 08:02] Starting Your New (Dream) Life in Italian Wine
Dateline: Barolo, Italy and Ian D'Agata's 1st Indigena Symposium

Let?s say you?re 25, finished with formal schooling, looking for a path in life to follow. Let?s say you are in a developed (or developing) country, where the economy is growing, and people are beginning to have time for things beyond the basic necessities of food, shelter and clothing. And let?s say you live in a town or a city where the population is growing, even burgeoning. And you want to stand out in a crowd and carve out a life of meaning. How in the world does Italian wine fit into this scenario, you say?

For people who think they might like to find their future path on the wine trail in Italy, and speaking from a lifetime of experience in this matter, I?m going to share with you, not so much my singular experience, but a pathway that was not unique to a young man in America in the 1970?s. it could equally apply to a young woman in Shanghai or middle-aged man, starting all over in Copenhagen.


What is it we all want to feel, on this crowded planet of 7+ billion souls? To feel unique. To be wanted. To associate our life with some kind of meaningful livelihood. Not just food, shelter and clothing, but meaningful, connected and joyful interaction in this short time we have on earth. OK, enough of the blue sky, let?s get down to some of the steps.

1) Find a teacher or a course work that will give you the ability to learn, intensely, enough about Italian wine to be able to impart knowledge, information and inspiration to those around you with whom you will interact. If you are going to work in a restaurant, or a wine shop, or with an importer, or in distribution, or in education, you will need to cultivate expertise within the garden of your being. You will need to water it, feed it and give it room to grow. And think of the fruit, or the flowers, of that garden, as the gifts you will share with your community, your clients, and hopefully your friends. Not in a superior way, but in a humble and open-hearted way. And yes, your heart will be broken, many times. Many times, you will be rejected, you will be misunderstood and there will be people who turn you away from their doors. I know this, because it happened to me and not when I was just beginning. Even so recently as 6 months ago. There will be those with darkened hearts who will never open them up to you. But do not be discouraged.

2) Taste, taste, taste. Not just Italian wine and not just wine. But everything, as it will relate to how you impart your knowledge and enthusiasm for the subject. Look at your palate and an empty canvas, or a sketch book, which you constantly scribble or draw new impressions. Take a look at the sketchbooks of Leonardo da Vinci, or Michelangelo or Marie Cassatt. They did not always make masterpieces. First, they had to have an idea, a seed. And then they had to plant it. And your devotion to tasting will give you a notebook with which someway, somewhere, you will be able to draw an eventual masterpiece. But don?t get hung up on the product. Concentrate on the process.

3) Smell, smell, smell. I often go outside with my cat (yes, I said cat) Buttercup. And she sits by the herb garden and looks at the herbs. I pinch the oregano for her so she can smell it. Along the way, she is teaching me to slow down and smell the oregano. Or the basil, or any number of fragrances that grace the garden. Find some way to get your nose into everything you can. Even if it is sometimes downright unpleasant. Smell the oxidized banana peel, the dried grass clippings, the pot of chicken stock simmering on the stove. Smell it all, and commit it to an olfactory library inside your brain. It will serve you well, when you are hunkered down over a glass of Timorasso, trying to figure out how to convey the qualities of that undiscovered and somewhat obscure, but important variety. Rinse. And repeat. Over and over and over again. This will be a lifetime of work, your yoga for the nose. Remember this. You will rule the world.

4) Learn, not just from those who know more than you. Learn from those who you think might know less. They have other life skills, and they will use them to learn what they need to know. what is it about them, in their path that can impart a freshness in your learning process? You think you cannot learn from a beginner? Think again. You will learn more from them than from a master. They are silent and often invisible masters. I?m giving you one of my secrets.

5) Travel. Find a way to go to Calabria or the Marche. Oh, it?s out of your comfort zone? It?s not your native language? The customs are so foreign to you? Yes, all of that might be true. But it is a block of marble. Find the beautiful statue inside, carve it out with your diligence and your desire to overcome your fears (and fear of failing). No one is looking at you when you do this. This is your moment in front of the mirror of life. No one wants you to fail. Push on, forward, even if it is through the fog of the Langhe. Onward. Keep moving, keep digging.

6) What about the lonely times, when you are so tired, you are finding locked doors, and empty streets and you are all alone in this world? At one time we all find ourselves there. You really aren?t alone, as there is this bardo in which we all are invisible to one another. But we are all there together, in those streets, in front of those closed doors. Commit to know that you cannot see or understand what is happening at the time. But commit to not give up. And go get some rest or read a book or change completely what you are doing. Go hang up some clothes to dry in the sun. a revelation is right around the corner.

If all of this sounds na?ve and blas?, then what I am saying is not to you. This message is not for you. And there are some out there who will think I am a fool. And to those, I say, ?Stand in line and take a number.? If I am anybody?s fool I am my own fool. So, this is not news to me. But what I am, also, is still very much a hopeful person and one who knows these things do work out, with hard work, with a little luck and with a lot of desire to succeed. Maybe that is the gift of my grandparents, this ?American Dream? thing. It can also be a ?Chinese dream? or a ?Scandinavian Dream,? It can be your dream. And it can be your dream job and your wonderful life in Italian wine.







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[04/29/2018, 13:52] Prosecco: What it is and what it isn?t
Of the epiphanies I had at Vinitaly this year, one of them was over Prosecco. Watching the Prosecco phenomenon over the last 25 years has been one for the books. As I have written before, somewhere in this blog, one of my first encounters with Prosecco was to find a pallet of the stuff in the corner of a warehouse, wondering what the heck it was. What it was at the time, was more frizzante (although the product was so old, it had been ?stilled?) than what we now know Prosecco to be. But enough of the rear-view mirror stuff, let?s dive in.


What Prosecco isn?t
Prosecco isn?t Champagne. Or Cava. Or Cremant. Or some new world traditional method sparkler. In fact, I believe calling Prosecco a sparkling wine does it a disservice. For immediately, folks want to start categorizing it as an ingredient for Mimosa?s. Yes, yes, I know some of you will be going, ?But, but, the Bellini at Harry?s in Venice!? Yeah, there?s that. And if you?d tried the frizzante version which I did, that day in the warehouse (or if you were some creative type at Harry?s), you?d probably also be trying to find a way to make the stuff palatable. Prosecco wasn?t as pretty as it is today.

That folks would migrate from Champagne to Prosecco has been a thing of wonder for me. The two couldn?t be more different. I think the reason this happened, ten or so years ago, was because of the world-wide economic meltdown, which had folks scurrying to substitute a luxury item for a more affordable alternative. And the Italians (and their worldwide marketing army) are always there to play another song on the hurdy-gurdy. As I?ve written, Italians have something inside their DNA that (generally) compels them to want to please, to want to be of service, to be included, to get inside the room where the warm fire is burning. And the events of ten years ago, set it up for a perfect substitution. But I?m not buying that. There?s probably another reason, in tandem, that caused Prosecco to blossom and blow up in places like England. But I?ll get to that later, when I?m talking about what Prosecco is.

Prosecco isn?t Cava. No way. If it were, why would the Spanish Cava companies be coming out with their own (Italian) version of Prosecco? Possibly because right now (and for some time) Cava has been in the crapper. Which could be a bit of a cautionary tale for the Italians. What happened to Cava to cause it to plummet in popularity, for surely 25 years ago, it had a greater place in the world, was more well known that Prosecco and things were moving along pretty smoothly for the Cava producers.

As an industry watcher, my view on this is that Cava started cutting corners, making the wine more profitable for the producers but the final product started losing some of its initial charm. Remember, 30 or so years ago, people used Cava for Mimosas and as a substitute for Champagne. And the wine goer in those days wasn?t as savvy as they are now. We also didn?t have an army of sommeliers on the floor, educating and influencing diners, like we do now. Cava got dumbed down. And the really good producers (and there some really good ones) got caught in the riptide. Prosecco producers, right now, are luxuriating above them in waves of foam (foamies, my surf buds used to call them). But the tides change. And Prosecco producers are well aware of the dangers that their extreme popularity present them. There is always someone looking to make a quick buck (or Euro) on the latest craze, and Proseccoland has been penetrated by any number of marketer(s), looking to cash in before the tsunami crashes upon the shore.

Prosecco is not from Australia. Come on folks, talk about a pitiful exercise in wannabe-ism. Again, I remember seeing an Australian ?Prosecco?, maybe 10-15 years ago, and thinking ?What the hell are they thinking?? It?s just pitiful and the doctors and scientists just can?t explain it into a rational answer. Prosecco, like Burgundy, like Chablis, like Chianti, like Champagne, has a ?place.? And it ain?t ?down under.? Jesus, forgive me, for even having to bring it up. It?s a global embarrassment. Find a name, folks, make it your own. But Prosecco it ain?t.

What Prosecco is
Look, this could go long. If you want more, there is plenty of that on previous posts I have written over the years. But I?m going to expand upon the epiphany I had last week during Vinitaly.

I was in a smart booth, it was as if I were in the vineyard, with a well-made video above me, and the owners scrambling around the room, doing what they do best: making people feel welcome and acknowledged. Acknowledged? Yes, in that, at Vinitaly, this is the place where hospitalitas, that most Italianita of things, is extended in a warm and open manner. Lovely to experience. And Italians do it so well.

As we went through the wines, it was as if I had never had Prosecco in my life. Maybe that was one thought process, but I really had the mind set of ?OK, let?s look at this thing from the eyes of someone who never has had Prosecco.? And what transpired, transformed me.

Prosecco is the soft cloth that polishes the solver, not the sandpaper that sands down the rough plank.

Prosecco is lanugo- the delicate, featherlike hair that you find on a new born.

Prosecco doesn't drip luxury like Champagne, but one can luxuriate in the glow of the downy dew of Prosecco. Think linen shirt and trousers vs. a white tie tuxedo. It is access, without the aggravation of influence.

Prosecco has a place, and it is in the Veneto. I know there?s a place in Friuli that is called Prosecco, and I know the politics of Italy gives that place the benefit that the Veneto (and really those defined areas, like Valdobbiadene, Conegliano, Asolo, etc.) has by right of its locus. And place is very important, in the case of Prosecco, because it isn?t a product that one can (or should) find anywhere else in the world. The mere accident of its popularity has obscured this very important factor. One can best realize this by being there. Go to Valdobbiadene, stand in the vineyards of Cartizze and be still for ten minutes. And breath. And it will reveal all its secrets to you. It?s the closest thing to magic you will experience. In the world.

Because of that, Prosecco is in a privileged position in the cosmos. But popularity and our consumer driven world doesn?t have time for this stuff. But you must know this. Prosecco?s place has power. The power that Yaqui shamans talk of in their worlds. The power of the place is what has made this phenomenon possible. Yes, the product is on fire. And yes, you can get any number of types of Prosecco, from the fruity and soft and ?Sunday brunchable? to the senza zolfo, col fondo, brut zero, metodo ancestrale, ?gone to Burning Man? types. Good for you. but don?t be distracted by all this yammering. There is Spirit that permeates this wine, beyond the trends and the quirks and the buzzwords and the marketing clich?s. You must go there and experience this for yourself.

All this passed through my being, sitting there in that booth, tasting this family's (Ruggeri) wines. It was transformative. It was revealing. It was liberating. It was what I have come to see Italy as a source of my love for wine (and life). And yes, it was an epiphany.


That?s what Prosecco is to me.










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[04/27/2018, 09:14] Una volta, nei blog
Una volta, nei blog, c'era il blogroll, cio? una lista di altri blog che l'autore leggeva, e consigliava. Questo blog che leggete adesso ne ha ancora uno, a riprova del fatto che ? arcaico. Poi, una volta, ogni tanto, si parlava di un altro blog perch? il blogroll da solo non bastava, e bisognava dire due parole in pi?.

In questo post che leggete adesso succede esattamente quello: Una Birra Al Giorno ? da molto tempo una delle mie letture preferite. ? un blog molto classico, ? tenuto in modo encomiabile, con competenza profonda, attenzione, ed ? una specie di miniera inesauribile di dati se uno vuole sapere qualcosa del birramondo, che ? sterminato e profondissimo. Non so chi sia il gestore, non dice quasi niente di s? e pure questo ? molto proto-bloggish, in fondo un tempo eravamo tutti un po' meno ombelicali. Ci andava solo di raccontare cose.

Avrei potuto segnalarlo molto tempo fa, ma oggi leggendo questo post, che forse ? solo un po' pi? intimo di altri (mi pare, ? una sensazione), ? tornato in me quell'antico spirito di condivisione. Che ? anche un modo di ribadire un concetto: un certo modo di essere blogger never dies.
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[04/20/2018, 08:53] Vinitaly 2018 in immagini e appunti sparsi

Cosa hai trovato alla Fiera? ? la domanda normale, di ritorno da Verona, che i clienti fanno all'enotecaro. Va cos?, ? sempre tutto molto antico e moderno assieme, si va al mercato e si ritorna con cose buone - pi? che altro, da subito, con appunti, foto, tutto mescolato, col bisogno di mettere in ordine. Quindi proviamoci.

Un altro Vinitaly utile, direi. Molti assaggi as usual, molte occasioni di incontro, studio, approfondimento, che quasi un po' mi manca, quella bolgia. No vabb?, diciamo folla, che pare meglio.

Un bel po' di tempo l'ho impiegato nei primi assaggi per la prossima Guida Essenziale, in Liguria. E anche stavolta belle sorprese, come per esempio questa doppia versione di Pigato di Biovio - la prima sul genere macerato, a contatto con le bucce, niente affatto male, ma cos? distante dal pi? preciso Bon in da Bon (stessa annata, 2017). Stesso produttore, stessa vigna, risultati opposti: non ci si annoia proprio mai.


Giovanna Maccario coi suoi Rossese di Dolceacqua non sbaglia mai, mai un colpo. La cosa di gran lunga pi? difficile ? sceglierne uno, tra questi. Che in effetti uno si chiede: ma perch? scegliere, li berrei tutti. Extra bonus, a Dolceacqua il Rossese Bricco Arcagna 2016 di Terre Bianche risulta, nei miei appunti, il punteggio pi? alto mai dato. Direi che non serve dire altro.


Girando tra i produttori della mia regione capita anche di trovare affiancati Lunae e Parma, due produttori che pi? distanti non potrebbero essere, dal punto di vista dello stile - eppure eccoli qua, vicini vicini. Forse una metafora della mia voglia di avere tutte e due i piaceri possibili, dipende da come ti va in quel momento, da cosa ti va di provare. Fiero e serissimo il bianco di Parma, morbidone e tropicaleggiante quello di Lunae. Appunto, ? un mondo vario.


E infine un altro classico inossidabile, il Baccan di Bruna alla prova della vendemmia '16, un Pigato che ormai ? un'istituzione (ma provatelo dopo qualche anno di vetro, e saranno altre meraviglie).


Saltando fuori dal guscio localista, in Puglia gli assaggi di Vinicola Savese sono un altro fatto rilevante, del genere da mettere in lista per i prossimi acquisti: possenti, fruttoni, muscolari (eh s?, a me piace il genere).


Una modalit? tipica, inevitabile direi delle fiere veronesi, ? saltare di palo in frasca. Per cui segnalo gli Champagne di 1492 Coloniale (distributore, gruppo Timossi). Ogni versione di Esterlin, dal Millesimato al Ros?, erano encomiabili. Bel lavoro, ragazzi.


E sempre a proposito di distribuzioni, il gruppo Area 6 tra le molte cose assai buone aveva PutzenHof, un altoatesino che finisce immediatamente nella lista di cui sopra, quella "vini da comprare" cio?. Delizie specifiche: sauvignon e pinot bianco. Fantastici, davvero.


Vinitaly significa anche seminari, assaggi guidati: come questo, curato da Monica Coluccia, sui bianchi irpini.


Ma la trasferta veronese significa anche fiere satelliti, cio? quelle fiere che prima del (e attorno al) Vinitaly sono un vero e proprio tour alternativo. Villa Favorita resta la mia preferita - dove per esempio ho trovato formidabili i vini di Nevio Scala (quello famoso, s?), primo tra tutti questa garganega.


Forse a Villa Favorita uno dei test pi? interessanti ? stata questa degustazione tenuta da Gianpaolo Giacobbo, sui vini a zero solfiti alla prova del tempo, in media con dieci anni di affinamento. La sorpresa ? che s?, reggono eccome. Per me l'assaggio memorabilissimo ? stato il secondo vino, il Prosecco a rifermentazione naturale di Casa Belfi, semplicemente indimenticabile per il profilo complesso e s?, ora lo dico, minerale. Buono oltre ogni dire.


Ma tornando a Vinitaly, altro da segnalare ? il Barricadiero 2015 di Aurora, assaggiato nell'enclave del Vivit (i naturali bioqualcosa), che per me ? nella sua versione migliore da sempre. E siccome questi migliorano di anno in anno, ho gi? voglia di sentire il prossimo.


E insomma, potrei dire che ? quasi tutto qui, ma ovviamente no. Ci sarebbe infinitamente di pi? da dire, ma appunto questo ? un post di servizio, anzi di auto-servizio, ve l'avevo detto che devo fare ordine negli appunti. Gli assaggi e le occasioni di incontro a Verona sono innumerevoli, e anche off topic, come l'ultima foto che vedete qua sotto. Altro indimenticabile.






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[04/19/2018, 11:40] Vinitaly 2018 - Impressions and Epiphanies
For my first time in 34 years, Vinitaly was an exploration of a different kind. While, previously, I have attended as a tradesperson, now I am free to go wherever I want. Thanks to Ian D?Agata and his generous network, I went to in-depth tastings, enjoyed lunch, sitting down, like a civilized human being and had access to the best bathrooms at the fair (not a small thing). But the real epiphany was what I stumbled upon, wondering as I wandered where my feet led.


Sicily - I ran across Ciro and Stef Biondi under the Sicilian big tent and tasted with them. Within minutes the conversation veered into philosophical territory (my doing). The new wines are brilliant, the name change (from Chianta to Pianta, thanks to the Chianti mafia) on one of the cru?s is fine (per Ciro) and what I sense about Etna is that the window is rapidly closing on any kind of naive actuality in regards to Etna being this undiscovered, and heretofore, untouched spot for wine worshipers. Etna has more than been discovered, although in no way has it yet become fully Burgundized. We can still afford Pianta and many of the marquee wines from the Etna zone. But the days of innocence are long gone. The marketers have moved into the neighborhood. There will be blood.

Calabria however, is still feral and wild and wonderful (with no aspersions to those who are making the highest level of quality wines found across the Straits of Messina on Etna). Two producers I tasted with, Francesco De Franco of  'A Vita and Sergio Arcuri of Azienda Agricola Bio Arcuri Sergio. These are Ciro producers, and I tasted their red and ros? wines. A Vita wines are focused, vibrant and full of flavor, while remaining true to the Gaglioppo character, with some lively fruit tannins that make for a mouthwatering (and food begging) wine. Sergio Arcuri wines are a bit more wild, reminiscent of their origins, and welcome to this palate. The wines bring me to a place that I recognize, not just from being there, but also from a time before I remember. De Franco?s passito was a wine from my grandmother?s memory, locked inside some cellular anamnesis within my core. It was wonderful, took me back to life before mine, and that is something a wine can do if you are open. A vinous vision (with thanks to Ole Udsen).

Along the way, I tasted wine from Pessac-Leognan (a comparative tasting with their alto-Borghese Bolgheri cousins. I had the chance to test my hopeful speculation in regards to Italian wine influence outside the borders of Italy. In fact, I asked a high ranking Bolgheri insider if indeed the wines from Bolgheri had influenced their Bordelaise colleagues. His answer? ?The French, in influenced by us? I don?t think so. They appreciate the exchange, though, they are relationship driven.? I wondered if that was a diplomatic response or if the idea of relationship can be independent from influence. I have no evidence that the two are autonomous from one another. So, indeed it was a gracious response in which one can draw their own conclusions. I found no evidence of influence from Bolgheri in the wines of Pessac-Leognan, though. So much for my burgeoning theory.

As with any extended stay in Verona, one will be eventually exposed to Amarone. And as the Tommasi family hosted our writer?s klatch, we were generously exposed on more than one occasion to Amarone and how a traditional style can age, as well as the evolution of winemaking. In the case of ageing, one goes back in time. With evolution, one looks forward to the most recent, to see what has become of the thing being studied.

I?ve felt for some time that aged wines aren?t all they are cracked up to be. I know with older Italian wine that the storage (and winemaking in general in 1958) just wasn?t as good as it is today. The good old days aren?t the days of old ? it is now. And for young wine lovers (and collectors) this is a great time to stow away some of the new wines coming. The 2013 vintage of Amarone is quite lovely, as is Brunello, Barolo and Aglianico del Vulture (just some of the ?13?s I tasted during Vinitaly). This is your golden age.

My new/old discovery ? Freisa. The Consorzio Barbera d?Asti e Vini Del Monferrato asked me to lead a master class they called ?Discovering Freisa, ancient grape of Piedmont, and its versatility.? Having had a little experience with Freisa over the years, I thought the day before to go around the Piedmont pavilion and taste a few. What I found were few producers who had the wines to show. One producer Fabio Alessandria of G.B Burlotto, in the Langhe (not in the Asti Consortium) poured me his and his mother volunterred a little history of the wine (its ups and downs) as she has witnessed it in her life. It?s so funny, how a wine disappears and then someday it pokes its head out and becomes a "discovery." Freisa was consumed in great quantities up to about the 1960?s. and then other things started taking its place, like Barbera, and the globalization phenomenon. All the while, Freisa stayed in the back ground, supplying international varieties with some local context, as it was often blended together. But Freisa is not a wallflower wine. I really must say no more, as this is a blog post on its own. But it was like opening King Tut?s tomb and finding something that had been overlooked all those years. The folks in Asti/Monferrato are making lovely Freisa wines, once again.

The organization of Vinitaly, this year, was probably the best I have seen in my 34 years of going to the show. The lines were, to this introvert, manageable. The crowds were sober, which shows real vigilance in keeping out the riff-raff. And the bathrooms were plentiful and clean (for the men. Cannot speak for the women, but I would hope they were as good). And the wines have never been better.

Italian wine is something to be proud of ? they are inventive, varied and with so much of their real nature. Organic methods are becoming the standard, not the exception. Oak ageing is not out of control like it was in decades? past. Use of alternate energy sources (solar, notably) is on the rise. And the young generation is kicking in. You can feel their youthful exuberance, I really wish, in some ways, I was just about 20 years younger, so that I could actively witness the evolution that we will see in the next 34 years. That said, with a mother who lived to be 102, I quite possibly will. Now that?d be a real kicker!






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[04/15/2018, 07:31] Italy as the Starting Point on the Journey to the Center of the Wine World
For years, the Italian winemaker has sought to please the global wine lover with a spectrum of flavors, from the rustic and feral to the refined and bridled. Much of this comes from our inborn desire to please. Imagine a highly-trained opera singer, like Pavarotti, crooning Neapolitan folk songs. A bit below his station in life, people said, when he did. But boy, did the masses eat it up. Italians live for love and approval, at least from where I perch on the tree of life.

So, what if the Italian winemakers have, with all their energy (male and female) in the last 60 or so years, created a model where they no longer need to mimic to please, but in which the world now spins on their axis? Bear with me, this is a bit of a thought experiment, but also a way to perceive another way in which Italian wine and culture, by extension, could be a Tesla coil of sorts. And how, you ask? In the way in which we go about perceiving, tasting and even evaluating wines from around the globe, doused by the ablution of Italian wine.


What if we approached Bordeaux as if we came first to Tuscany and then our perceptions splayed out from there? Or rather than coming to Barolo and Barbaresco with a Burgundian sensibility, what if we turned the tables and assessed a Vosne-Roman?e from the perspective of one from La Morra?

Or what if we decided to look at that Zinfandel from Mt. Veeder in Napa Valley as if it were an erstwhile immigrant from Puglia who was dropped onto the mountain top many years ago? Left to fend for itself, to survive and then to rise to the challenge, not of being and becoming a California wine, but to shine as if everyone back in Sava needed it to, as a reflection of where (and who) it came from?

Maybe that Shiraz in McLaren Vale really took its cue from some past life as a Grenache grape struggling to keep from being eaten up by a drove of sheep in some godforsaken corner of Sardegna? Just for purposes of meditation, is all I am asking. I?m not suggesting you make an equivalency, or even proscribe magical powers to the Italian connection. Only to alter the wavelength for the purpose of seeing things differently.


I say this, because I am looking at things from an altered perspective. After all these years of trying to get people to love Italian wine (and really, in the sales end of things, to love the salesman) I no longer have that desire, that drive. I?m willing to go out on the limb of the tree of life, maybe only to have my perch fracture, sending me down to earth with a thud full of reality. In the meantime, what if? What just if?

The world of wine is now more open to experimentation and pleasure. Winemakers circle the globe; the colliding of ideas and customs is in full cadence. The genie is out of the bottle. And what is going into it is more exciting than ever. And with that our perceptions and attitudes about those precious liquids can be re-energized, as well. I understand this can be a fruitless exercise to some, an abyss to others. I find it deliriously revitalizing.

Just something to sip on?again without a single tasting note or score. And again, with no apologies. Take a moment and jump with me, before the branch breaks?



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