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Mondo Di Vino
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[05/24/2018, 12:43] Cartoline dal 766mo Meeting VG @Da Vittorio ? Brusaporto (BG) ? Fam. Cerea, Chef Chicco e Bobo Cerea

Se la guida Michelin dovesse mai decidere di aggiungere una stella alle tre ad oggi assegnate ai non plus ultra della ristorazione, Da Vittorio sarebbe tra i primi a ottenerla. Il ristorante aperto nel 1966?da mamma Bruna e pap? Vittorio a Bergamo,?che dal 2000 si ? trasferito a Brusaporto, a pochi chilometri dalle Prealpi bergamasche, ? una delle grandi tavole italiane, un?intramontabile certezza. Anche in occasione della nostra (ennesima!) visita, insieme agli Amici Gourmet, ogni cosa ? stata semplicemente perfetta: dall?accoglienza di Francesco e Rossella alla cucina di Chicco e Bobo, alla gestione della sala, dove spicca la presenza del sommelier Fabrizio Sartorato, senza scordare l?immancabile, affettuoso saluto di mamma Bruna. Un grande grazie alla famiglia Cerea e alla meravigliosa brigata impegnata al ristorante!

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 17 Novembre 2006
-> Meeting del 1? Settembre 2008
-> Meeting del 23 Novembre 2009
-> Meeting del 13 Maggio 2010
-> Meeting del 19 Aprile 2011
-> Meeting del 20 Marzo 2012
-> Meeting del 25 Marzo 2013
-> Meeting del 24 Marzo 2014
-> Meeting del 30 Marzo 2015
-> Meeting del 18 Maggio 2015
-> Meeting del 21 Marzo 2016
-> Meeting del 3 Aprile 2017

La squadra

Executive Chef: Enrico Cerea (Chicco) e Roberto Cerea (Bobo)
Chef de cuisine: Paolo Rota
Sous Chef: Luca Mancini e Gianbattista Bergamelli
Chef de partie Aperitivi: Massimiliano Rotondo
Chef de partie Antipasti: Davide Ferraresi
Chef de partie Crudi: Simone Battistoni
Chef de partie Primi Piatti: Gianbattista Bergamelli
Chef de partie Secondi di pesce: Francesco Bonvini
Chef de partie Secondi di carne: Luca Adobati
Chef de partie Pasticceria: Kyunjoon Kim
Responsabile del laboratorio di pasticceria: Simone Finazzi

Lo staff di sala

Direttrice della dimora: Rossella Cerea
Ma?tre: Nicola Di Lisa
Ma?tre e Barman: Alessandro Zana
Chef de Rang: Alessandro Turani, Roberto Cederna, Enrico Guarnieri
Demi chef de Rang: Giacomo Gigli, Salvatore Zingales
Commis the rang: Andres Abdiel, Sara Cecchi, Marco De Angelis
Commis d?barasseur: Giuseppe Zipete
1? Sommelier: Fabrizio Sartorato
2? Sommelier: Vincenzo Crisci
3? Sommelier: Andrea Biffi

Ci dirigiamo verso la sala da pranzo

Le uova di Pasqua di Da Vittorio

Sala e mise en place

Il tavolo Amici Gourmet

Il corner dei VG Premium Partner

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo in cantina

Il sommelier Fabrizio Sartorato ci serve la prima bollicina

VG brinda in compagnia di Francesco Cerea

Franciacorta Brut 2010 Teatro della Scala Magnum ??Bellavista

Cin cin!

Il tagliere dei formaggi

Salame e polenta!

Il servizio

Il prosciutto di Parma

Tipologie di stuzzichini: tagliere di formaggi e salumi; mini toast con Fettalpine?Inalpi; mini Mac; crostino con salsa tonnata, acciuga e nocciola; tartelletta con escalibada.

Piattino?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Mini hot dog?

Torniamo in sala per il pranzo

Servizio del pane

Pagnotta con farina di farro, 36 ore di lievitazione con lievito madre di circa 20 anni

Tipologie di pane:?alle olive; focaccina con pomodoro e origano; sfogliatina con sale Maldon; croissant salato; baguette classica. Grissini soffiati e stirati con farina di mais.

Bric Amel Langhe Bianco Doc 2015 ? Marchesi di Barolo

Rossella Cerea viene a darci il benvenuto

Pronti a scoprire cosa nasconde la cloche

Piattooo!

Bruschetta con burro alpino piemontese Inalpi e tartufo nero

Baccal? con pesto siciliano di pistacchi

Carbon pacchero Leg?

Marshmallow al Parmigiano, crema di pere al gin e meringa salata

Doppietta di fuoriclasse

Sauvignon Langhe Bianco Doc 2013 ? Marchesi di Gr?sy

Spaghetti di tonno con bagna cauda e crumble di pistacchio

Cesar salad di capesante e asparagi

Bianco Isola dei Nuraghi Igt 2015 ? Tenute Santa Maria

Scampone al vapore con vinaigrette, limone candito e maionese leggera

Coda di scampo con trucioli di foie gras e zucca

Gnocco di capra, porro di Carmagnola e tartufo nero

Peiragal Barbera d?Alba doc 2014 Magnum – Marchesi di Barolo

VG con lo chef e Fabrizio presentano il primo dei due risotti serviti in Pentola d’Oro Agnelli

Riso?Carnaroli Riserva San Massimo, crema di carciofi, scampo

Dietro le quinte…

Gli Amici Gourmet sono pronti per la prossima portata

Lo chef Bobo Cerea completa il servizio al tavolo con la pentola d’oro?Agnelli

Riso carnaroli Riserva San Massimo, castagne, pancia di maiale e riduzione di Moscato di Scanzo

La portata successiva

Una cloche particolare

Rombo in “cas?eula”

La moeca!

Riserva Sarmassa Barolo Docg 2006 ? Marchesi di Barolo

Mamma Bruna viene a salutare VG

Tataki di ventresca di tonno con salsa e gel al bergamotto e carciofi alla giudia

Agnello con composta di rabarbaro, cipolline e succo di pepe nero

Gli storici cannoncini farciti al momento

La clementina

Passione Strevi Passito Doc 2008 ? Vini Passiti Bragagnolo

La colomba al coccolato

Coccole finali

Tipologie della piccola pasticceria: macaron mirtillo e violetta; nocciomolla; smeraldino; palla di neve; esotico; rubino.

Il carrello del t? e delle tisane

Le praline servite in accompagnamento al caff?

Caff? e coccole finali

Tisana digestiva

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 766esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Da Vittorio
Brusaporto (BG)
Via Cantalupa, 17
Tel. (+39) 035 681024
Chiuso: mercoled? a pranzo
E-mail: info@davittorio.com
Sito internet: www.davittorio.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[05/22/2018, 16:17] Facts About Provillus

This is one of the hair supplement used in preventing hair loss. Hair loss is common in both men and women. This condition is associated with family history, hormonal changes, and certain medical conditions. It is also caused by scalp infections such ringworms. Drugs uses in treating cancer, arthritis, heart problems and blood pressure are the ones that cause hair loss. The other causes of this issue include emotional shock, excessive weight loss, a high fever, and radiation therapy. Provillus is purely natural and it can be used by both women and men. Apart from preventing hair loss, this product is effective in promoting regret of the lost hair. Again, it has complex ingredients that prevent hair loss.

Ingredients of Provillus

It contains natural ingredients such as pumpkin seeds, zinc, propylene glycol, nettle root, water biotin, and vitamin B6. These components are beneficial for hair growth and for the hair follicles? health. Again, they are well combined to bring the desired results. Provillus works by providing vital elements and necessary?nutrients needed by the hair.

Vitamin 6 is one of the essential vitamins for maintaining a healthy hair. Its natural character is helpful for reducing side effects and allergic reactions. It should be used regularly to restore weak hair, prevent hair loss and make hair thicker. Individuals who take this supplement regularly can enjoy their hair coverage after three months. You can get many customers testimonials in the internet.

 

Advantages of Provillus

  • It is effective in promoting hair growth in bald spots and other hair thinning areas
  • Its active ingredients have potent hair regrowth properties
  • It shows positive results after a few months or weeks
  • It has become very popular due to its many positive reviews and effectiveness.
  • It contains essential vitamins, and minerals making it easy for use.

Negative Effects of Provillus

  • You will be required to use this product continuously for you to enjoy its benefits
  • It can cause some side effects when used in higher amounts than indicated. It can lead to a feeling of?light-headedness or dizziness, and swelling of tongue and lips. Individuals who experience these side effects are advised to consult a doctor.

How is Provillus Used?

You should take one capsule every day. It should be taken with food such as breakfast. It is very hard to get it for the local drugstores. It can be purchased from its official website.…

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[05/22/2018, 09:51] Best Drug Rehab Treatment Facilities

Most drug addicts are isolated from the rest of the community because they are regarded as people who are living a lifestyle that they chose. What most us do not apprehend is that; drug addiction is a disease. Once you buy the idea that drug addiction is a disease, you will be able to help people who are facing this problem. We should all fight together to have a drug free society. In fact, addiction has made many families break, young kids, to get involved in socially unaccepted activities like thuggery and prostitution. That is why there are many drug rehab treatment facilities all over the world. These facilities are working hard to hell those people that are engulfed in this drug addiction menace. You are probably reading this post because you are the victim or you want to help someone you know. Actually, the first step towards healing this problem is by self-acceptance. We just want to let you know that you are on the right track and doing the right thing. Our guide will help you to find the best drug rehab treatment facilities within your locality. Keep reading in order to make the right selection.

Funding

Most of these facilities are private and you need to pay for the services that you will be offered. After conceiving your idea to go for a rehab, you should keep in mind the type of financial support you will need. Always inquire about the cost of service in each facility before making up your mind. Actually, several programs for drug rehabilitation accept the insurance. If you have a health insurance cover, consider shortlisting those facilities that accept the insurance. This will make your healing process very simple. At such a situation, you need maximum concentration and less stress since most people are willing to leave drug but they get back due to lack of funds. So make sure you choose a facility that accepts an insurance if you have one. And if you do not have once, there are facilities that offer cheap yet quality services.

 

Availability of a Drug Detox

 

For alcohol and opiate addicts, they are required to attend any detox program available. The right facilities for this kind of people are one that offers a detox program. Actually, for those who do not know what a detox means; it is a situation when your body is suffering from withdrawal. Withdrawal symptoms are normally due to lack of any drug in your body system. In most cases, alcohol addict suffers from seizures. It is, therefore, good for you to choose a treatment facility that embraces detox programs for a better healing process.

 

Aftercare

 

You need to focus on what happens after the rehab is finished. Statistics show that quite a good number of former addicts return to their past ways due to lack of aftercare services. If you are ready to do away with drug addiction, make sure you choose a drug rehab facility that monitors its patients even after the treatment is done. You can ascertain this by getting referrals from a friend and family members. After your recovery process, you surely need an aftercare program to keep you on track. And any facility offering this is a sure bet for a permanent …

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[05/21/2018, 10:45] Cartoline dal 765mo Meeting VG @ Ristorante Daniel Milano ? Chef Daniel Canzian

Origini venete e un passato alla guida del Ristorante Il Marchesino. Da quando ha deciso di ?mettersi in proprio?, 5 anni fa, Daniel Canzian si ? imposto un?unica, infrangibile regola: quella di non porsi mai limiti. Cos? ecco che al ?suo? Daniel d?estate si fa l?Aperitivo scalzo, mentre, se si prenota al ristorante, si pu? scegliere di rinunciare al tavolo e di accomodarsi direttamente al bancone affacciato sulla cucina. Lo abbiamo fatto anche noi, insieme agli Amici Gourmet, per ?toccare con mano?, o meglio, con occhi, naso e palato, l?intero affascinante lavorio che comincia da un fornello acceso e un ripiano infarinato e si conclude nella portata che ci viene servita, cos? bella e ben impiattata che davvero non ci si crede, all?operoso tramestio di tecnica e ingegno che l?ha generata.

Archivio storico reportage:

-> Meeting dell?11 Maggio 2016
-> Reportage del 20 Luglio 2017

La squadra

Lo staff in cucina
Patron/chef: Daniel Canzian
Sous chef/pastry chef: Matteo Moro

Lo staff in sala

Ma?tre: Giusy Chebeir
Sommelier: Matteo Nichetti

Ingresso

The chef’s table: il bancone a vista sulla cucina

Lo chef all’opera

Il “tavolo”?Amici Gourmet

Il benvenuto della casa

Franciacorta Riserva JRE n?4 2008 ? Berlucchi

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo

Franciacorta EBB Extra brut 2011 – Mosnel

Tipologie di stuzzichini: cannoli di polenta e baccal? mantecato alla veneta; il 5&5 toscano; i toast croccanti di lardo, pepe e arancia; le pizze soffiate all?amatriciana.

Un brindisi e pu? iniziare la nostra degustazione

Lo chef Daniel Canzian ci presenta il men? pensato per noi

Dalla nostra postazione assistiamo in prima fila allo spettacolo della cucina

Pane

Tipologie di pane: al burro e farina di mais, integrale, focaccia e grissini. Tutti i lievitati sono prodotti dal ristorante.

Piattooo

Il benvenuto dello chef: brodo di gallina agli agrumi

Uovo strapazzato alle pagliuzze di cipolla dorata

Franciacorta Paros? Pas dos? Ros? 2008 ? Il Mosnel

Petali di San Pietro, olio di mandorla, arancia e finocchio

Giulio Ferrari Metodo Classico Riserva del Fondatore 2004 ? Ferrari

Il minestrone di verdure in versione contemporanea (2013)

Risotto ca? pummarola ?ncopp

Un classico dal 2015: divisionisto in cucina – risotto Exponenziale

Il tocco finale

Polpo scottato ?inverno 2018?

Brodetto ?vivace? ai frutti di mare dell?Adriatico

Bianco Isola dei Nuraghi Igt 2015 ? Tenute di Santa Maria

Carciofi alla giudja in versione elegante

Sgombro in crosta, verze e arancia

Alexander vs The Ham Factory Tinto Fino Fesquera del Duero 2013 ??Casa Rojo

Piccione alle arance arrosto

Impiattamento della portata successiva, un graditissimo fuori men?

Spaghetti freddi cacio e pepe

Tutto pronto per il prossimo abbinamento

Gin&tonic con dragoncello e rabarbaro

Gin Malfy?e acqua tonica 1724 distribuiti dalla Compagnia dei Caraibi.

Lo chef rifinisce al banco il primo dessert

Geometrie di ricotta, rabarbaro e dragoncello

Vino filtrato dolce ? Vini Passiti Bragagnolo

Caff? e coccole finali

Caff? Illy 100% Arabica

Tipologie di piccola pasticceria: bauletti di cioccolato e panna cotta, ravioli di San Giuseppe, tortino di riso.

Un grande GRAZIE a tutti!

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Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 765esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Daniel
20121 Milano
Via San Marco angolo Castelfidardo
Tel. (+39) 02 63793837
Chiuso la domenica e sabato a pranzo
E-mail:?ristorante@ristorantedanielmilano.com
Sito internet:?www.ristorantedanielmilano.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

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[05/18/2018, 08:52] Cartoline dal 764mo Meeting VG @El Celler de Can Roca ? Girona ? Patron Joan, Josep e Jordi Roca i Fontan

Per i gourmet di tutto il mondo Girona significa una sola cosa: El?Celler de Can Roca. Da anni sul podio dell?esclusivissima classifica dei World 50 Best, 3 stelle Michelin mantenute senza alcuno sforzo apparente, un livello talmente elevato da non temere competizione alcuna. Josep, Jordi e Joan Roca sono tre portenti e, se ? vero che dalla genialit? di un solo uomo nascono grandi cose, quando i geni sono tre si pu? davvero parlare di perfezione. Interminabile la lista d?attesa, tanto lunga che, allo scoccare della mezzanotte di ogni nuovo mese, quando aprono le prenotazioni per 11 mesi dopo, in un batter d?occhio ? tutto sold out. Ovviamente ci? non ci ha fatto desistere, troppa la?voglia?di tornare con gli?Amici Gourmet?al Celler e?di raccontarvi la nostra esperienza.

Archivio storico reportage:

-> Meeting?del 15 Luglio 2009
-> Meeting del 13 Luglio 2011

Il ristorante

Sala e mise en place

Il nostro men?

Abbinamento Vini
Per l’occasione abbiamo optato per l’abbinamento al calice proposto dai Roca.

Aperitivo

Cl?ssic P?ndes El Celler Brut Reserva ? ?Albert i Noya

Il Bar di Can Roca, sulle ali della memoria ricordando un baretto di periferia della Girona anni ?70

Bonbon al Campari, bonbon al piccione, calamari alla romana, rognoni allo sherry, cannelloni di Montse.

Il mondo

Thailandia: salsa thai, pollo, coriandolo, cocco, curry rosso e lime; Giappone: crema di miso con gnignognachi; Turchia: stufato di agnello, yogurt, cetrioli, cipolle e menta; Per?: Causa lime?a; Corea: crocchetta con kimichi e pancetta all?olio di sesamo.

Caviale e acqua di mare

Corallo: cannolicchio al pesto

Stella del mare:?cremoso di frutti di mare e polvere di gamberi

Olive verdi gelate e tempura di olive nere

Pane

Piattooo!

Entr?e: brioche al tartufo

Ourense 2017 – La Perdida

Il servizio della portata successiva

Gallinaccio con tuorlo stagionato ed affumicato, bottarga, albicocca secca, patata dolce alla griglia e demi-glace di patata dolce

Orangerie Chablis doc 2015 ? Ch?teau de B?ru

Conchiglia d?ostrica liofilizzata con ostrica e tombarello alla tartara, noci, mela verde, maionese di t? Earl Grey e polvere di bergamotto

Solear en Rama Saca de Verano Barbadillo Manzanilla Pasada 2017 – Sanlucar de Barrameda

Scampi alla griglia con ajoblanco e prezzemolo

La Bota de Amontillado n. 69 Magnum ? Equipo Navazos

Tocco finale

Sgombro al vapore di Amontillado con fichi, uova di triglia, germogli di pinolo

Sake Den Junmai Daiginjo – Katsuyama

Seppia con fecce di sake e salsa di riso nero

Savenni?res doc 1999 ? Domaine aux Moines

Ravioli di pelli di sogliola ? la meuni?re ripieni di topinambur e scorzonera

Vi de la tierra de Mallorca 2016 ? Chat? PQTA

?Spuma di midollo osseo di vacca biondadella Galizia con pak-choy e ricci di mare

Pfalz Jesuitengarten 2010 ? Bassemann-Jordan

Maialino al cavolo fermentato e polpetta

Seis Savagnin Doc 2009 ? Domaine Tissot

Anatra affumicata all?arancia

Suertes del Marqu?s List?n Negro Vinas Viejas Valle de la Orotava Tenerife do 2013 ? El Ciruelo

Agnello con pur? di melanzane e ceci con zampe di agnello e pomodoro speziato, consomm? di agnello al forno a legna

Rioja Gran Reserva Especial 1987 ? Marques de Murrieta Castillo Ygay?

Souffl? di tartufo con spalla di vitello

Cam? Pesseroles Priorat doc 2010 – Mas Martinet

Civet di piccione con parfait di fegato

Vin de Constance Vino Naturale Dolce Sudafrica 2012 ? Klein Constantia

Banana alla carbonara di vaniglia

Casta Diva Chartreuse de la Vega?Cosecha Miel Mocato Dolce –?Bodegas Guti?rrez de la Vega

Restina dop ? Tsantali

Pineta

Gelato di miele di pino, rosmarino, timo e origano.

Ess?ncia C. Bianca Vino Dolce 2016Cosmic Vinyaters

Libro vecchio

Millefoglie al burro tostato, crema di t? Darjeeling ed essenza di libro antico.

Gran finale!

Ci accomodiamo nel dehors per il caff?

Caff? e coccole finali

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Partner della 764esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Celler de Can Roca
17007 Girona
Carrer de Can Sunyer, 48
Tel. (+34) 972 2221 57
Chiuso domenica e luned?
E-mail: restaurant@cellercanroca.com
Sito internet:
www.cellercanroca.com

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[05/17/2018, 08:59] Cartoline dal 763mo Meeting VG @Ristorante Enigma ? Barcellona ? Patron Albert Adri

Quando con gli Amici Gourmet siamo entrati nell?ultima apertura, l?ottava, di Albert Adri?, abbiamo davvero avuto l?impressione di addentrarci all?interno di un Enigma. Nel progettare questo ristorante, infatti, lo chef desiderava far vivere a ogni ospite il senso del mistero, anche a livello fisico, oltre a quello gastronomico. Basti pensare che per accedere al ristorante bisogna digitare sul citofono all?ingresso un codice segreto e personalizzato, ricevuto al momento della prenotazione! La nostra esperienza da Enigma si ? svolta lungo un percorso che, facendoci attraversare e sostare diverse sale, ci ha fatti letteralmente ?addentrare? all?interno dell?enigma ricreato per noi dai tre giovani professionisti cui Adri? ha affidato il ristorante: Oliver Pe?a, Cristina Losada e Diego Grimberg. Attorno a loro una squadra numerosissima, abile nel muoversi silenziosa tra le sale senza mai dare l?impressione che il ristorante sia affollato n? caotico, nonostante i continui spostamenti necessari al proseguo dell?esperienza di ciascun ospite rendano il tutto davvero impegnativo. Oltre alla cucina, grande attenzione ? riservata ai cocktail, tutti eseguiti al momento e creati ?su misura? del cliente, per accompagnare al meglio i diversi abbinamenti.

Ingresso

Il Ryokan dove ha inizio la nostra esperienza enogastronomica

Il nostro men?

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Aperitivo con t? alla zucca

Semisfera di fragola

Pancake morbido di pistacchio

?Vermouth? Esencia

Baccello di lampone

Cracker di alga e tartufo

Cracker yuca, ricci di mare, burro e tartufo

Proseguiamo, spostandoci in un’altra sala, La Barra

Riesling Brut 2008 ? Koehler Ruprecht

Caviale e prosciutto iberico; Baby anguille glassate e caviale

Cetriolo di mare con dashi iberico

Specchio di daikon;?Ostrica e limone

Triglia affumicata e uova di trota al naturale

Ci accomodiamo al tavolo

Piattooo!

Piccione selvatico

Schweigen Pinot Nero 2014 – Friedrich Becker

Pat? in crosta e salsa di piccione

Acciughe e t? Early Grey

Anemone di mare

La Yola Pieles 2015 ? La Foriata

Nuvola di funghi in salsa “escabeche”

Carciofo e insalata di rose

Stufato di patate

Vin Jaune 2007 ? Philippe Butin

Gli chef all’opera

Cannelloni blinis con ikura e crema affumicata

Calamaro con salsa di soia

Cetriolo di mare con kalix

Davanti ai nostri occhi, gli chef continuano a preparare

Piselli con capperi

Piselli verdi grigliati, midollo osseo, burro di capperi e caff?.

Fungo trombetta e chawanmushi di tartufo

Champagne Grande Cuv?e ? Krug

Noce

Riccio di mare, patata dolce, brodo di vitello, mandarino

Wagyu con ricci di mare

Teodorigawa Daikoshu Umaika 1994 ? Yoshida Shuzo

Insalata di pomodori

Gelatina di pomodoro con 4 variet? di olio di oliva extravergine: Arbequina, Picual, Hojiblanca, Smoked Arbequina.

3 latti

Traditional lime “leche de tigre”, flan di latte di soia, grasso di latte di cocco.

Ananas: ananas ossidato, sesamo, gelato alla senape

Cachemire Passito 2013 ? Elena Walch

Chocopic

Musubi

In cucina, la brigata lavora alacremente

Gran finale al cocktail bar 41?

La sala

La preparazione del nostro cocktail

Tipologie di piccola pasticceria e stuzzichini: spugna ghiacciata; viaggiatore veneziano; la perla e la pera; Bellucci; sfera di Parmigiano ? yogurt mat?; popcorn bonbon; zenzero & fiori; mela thai.

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Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 763esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Enigma
08015 Barcellona
Carrer Sep?lveda 38-40
Tel. (+34) 616 696322
Chiuso domenica e luned?
E-mail: info@enigmaconcept.es
Sito internet:
www.enigmaconcept.es

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[05/17/2018, 06:56] L'assaggiatore confuso
Quando mi chiedono "tu che mestiere fai", se sono nel mood zuzzurellone rispondo "l'assaggiatore di vino". Che ? uno dei lavori che faccio, ma hey, suona sempre cos? bene. Sulla carta d'identit? c'? scritto "commerciante" e in effetti quello sono, ed essere assaggiatore di vino ? collegato alla mia funzione di venditore di vino. S'era capito, va be'. Comunque avrei potuto rispondere anche in modo pi? cazzaro, se ero dell'umore (e lo sono spesso) tipo "content manager per intravino dot com", che ? vero pure quello. Potevo pure fare peggio, dire "autore", "critico enologico", "blogger" (ogges?) ma per la verit? resto un commerciante. Ultimamente mi piaceva dire bottegaio ma anche questa parola se la sono presa quelli pi? cazzari di me, i canali della grande distribuzione o altri luoghi alienanti di cui non farei il nome (Eataly), quindi adesso ritorna in voga commerciante. Io sono tutte quelle altre robe l?, ma da vero commerciante ho appena finito di spazzare la strada qua fuori l'enoteca (a proposito, signora del piano di sopra: la finisce di buttare pane ai piccioni?) e adesso metto i panni del social media manager di me stesso. Confusi? Sapeste io.

E a proposito di lavori, questo periodo ? denso di impegni. Sto ultimando le schede per la Guida Essenziale, (io curo la Liguria), e intanto ci sono numerose fiere di settore data la stagione favorevole. Passo gran parte del tempo a scrivere cose come "giallo paglierino brillante, naso ampio e fragrante tra i fiori di campo, agrumi e salvia, in bocca ha tensione e morbidezza, lungo sulla viva traccia salina a dare equilibrio" (e indovina la denominazione).

Agli assaggi per la guida fanno da contraltare, in alcune fiere, gli assaggi di vini molto caratteriali, e variamente declinati sull'imperscrutabile protocollo del vino naturale - che nessuno sa cos'?, tant'? che molti produttori di vino naturale negano di produrre vino naturale. Confusi? Sapeste io. Sia come sia, da assaggiatore quale sono, allineato e pettinato, tutto precisino sui descrittori canonici dell'accademia dell'assaggio, ormai sono scisso. Ieri avevo nel bicchiere un bianco che adoro, ma purtroppo (o per fortuna) totalmente estraneo ai descrittori dell'accademia. Si ripete, per l'ennesima volta, il fatto a lungo descritto anche nell'ultimo corso tenuto qua a Genova: il vino naturale non ? irregimentato nei canoni. Tutto ? anarchico, tutto quanto sapevamo ? inadeguato a contenerlo, siamo in terra incognita, mare aperto, siamo allo sbando, insomma arrangiatevi. Confusi? Eccetera.

La confusione, il sentirsi sperduti, ? attenuato solo raramente da qualche tipo di luce in fondo al tunnel, quando per esempio assaggio un vino da guida perfetto (e infatti ? nella guida), che peraltro ritrovo in rassegne sui vini naturali. Come a dire che una composizione, un equilibrio forse ? possibile, forse ce la faccio a farcela. Resto confuso ma con una speranza.
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[05/16/2018, 19:52] Healthy and Scientific Ways to Lose Fat

There are a variety of ways to lose weight, some of them proven to be unhealthy and unscientific. The quest of losing fat to attain than awesome and appealing physique might not be easy and shouldn’t be made rapid, patience is key for such a quest to prevent possible health impediments.

Besides commonly known fat loss procedures, science is actively innovating new, simple and healthy ways of losing fat. Losing fat through the intake of healthy supplements is one scientifically proven way that has no side effects. Ultra-Omega Burn, as explained via Ultra Omega Burn Review is one good supplement known for faster and healthier fat loss. Besides supplements, there are other various healthy and scientific ways to lose fat.

Reducing Sugar and Starch Intake

Both these food types are a huge impediment to a lean appearance. They highly contribute to fat formation inside the body and so shouldn’t be taken in huge amounts during your meals. Starch is another name for carbohydrates and is a food type used to produce energy in your body. When that energy isn’t well-utilized, fat from the body doesn’t get used up and so continues to add up. Such food types should mostly be taken if you are an active person who works intensely on a daily basis. Either way, too much of both these food types is not healthy to your body.

Lowering carb intake also lowers the levels of insulin in the body. This prompts the kidneys to shed off more sodium and excess water from the body reducing unnecessary water weight and bloat.

Eating a Balanced Diet

For a nutritional and healthy diet, it should contain the three main food types, a fat source, a protein source, and a low-carb source. A meal containing all these components is considered to be balanced and is recommended to help in reducing fat in the body.

There are a variety of sites explaining the examples of foods falling under each category and which of the food is more nutritious. Make sure your meal is balanced for optimal nutritional balance in the body.

Regular Exercises

This is one of the oldest methods to lose weight. People adapted to this method because of its uniqueness and fun. Exercising is a method that has a significant influence on one’s physique. You should create a regular gym schedule that suits you. It’s not advisable to adapt to one’s mode of exercising because people have different energy levels. Instead, you can strive to match someone you admire exercising. This gives you morale, and after a short while, you’ll start noticing the change in your body. Hiring a fitness instructor is also another good alternative because of their expertise. They are fitness professionals who work conveniently with your schedule to help you attain the optimum results that you wouldn’t achieve on your own. They have the expertise to understand your fitness viability, something you maybe can’t notice by your own.…

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[05/16/2018, 10:09] Cartoline dal 762mo Meeting VG @Ristorante Lasarte ? Barcellona ? Chef/Patron Mart?n Berasategui, Chef de Cuisine Paolo Casagrande

Tripletta catalana quella che vi racconteremo questa settimana con dei dettagliati reportage. Gli Amici Gourmet sono partiti alla volta di Barcellona per diventare i protagonisti di tre sensazionali esperienze in altrettanti ?luoghi di culto? dell?alta enogastronomia. Cominciamo con il tristellato Lasarte di Mart?n Berasategui, all?interno del Monument Hotel, che vi abbiamo gi? raccontato. Il nome del ristorante rimanda al paese basco alle porte di San Sebasti?n, dove ? ubicata la casa madre, ovvero il Ristorante Mart?n Berasategui, anche lui insignito del massimo riconoscimento della rossa. Quando arriviamo lo chef italianissimo?Paolo Casagrande ? presente e gi? impegnato in cucina, dove lo incontriamo per un breve saluto prima di accomodarci al tavolo. Siamo ospiti di uno dei mostri sacri della cucina internazionale, ma l?atmosfera luminosa e distesa ci mette subito a nostro agio, anche grazie alla gentilezza del personale. ? con un pizzico di orgoglio patrio che ricordiamo questa esperienza, fieri del talento di questo chef che da Treviso ? giunto sino a qui, riuscendo a creare una cucina che prende spunto da quella del suo maestro basco?per poi trovare la sua espressione pi? compiuta attingendo dalla tradizione italiana, patrimonio dello chef, e da quella locale, ricca di materie prime.

La squadra

Lo staff in cucina

Chef/Patron: Martin Berasategui
Chef de cuisine: Paolo Casagrande
Sous chef: Gabriele Milani, Andrea Drago
Pastry chef: Xavi Donnay

Lo staff in sala

Restaurant Manager: Juan Carles Iba?ez
Ma?tre: Antonio Coelho
Sommelier: Jos? Antonio Quintanilla

Il ristorante

L’ingresso

Sala e mise en place

Il priv?

La cantina

La carta dei vini

La brigata di cucina al lavoro

VG con lo chef Paolo Casagrande

Il nostro men??

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Aperitivo accompagnato da un cocktail a base di rum

Rum Jamaica Barrados Trinidad 3 Stars – Plantation

I nostri cocktail e gli stuzzichini

Tipologie di stuzzichini: ricciolo (croccante di topinanbour con pur? di topinanbur e cichimi pepper); rosa (croccante di barbabietola e tapioca, caviale Asetra, wasabi, pur? di barbabietola, fiordaliso); rettangolare (croccante di gamberi rossi sott?olio, curry verde, gel di pomodoro, lime e capperi); rotondo (anemone di mare in tempura, mayonese di ?fino Manzanilla?, gel di yuzu e coriandolo).

Pane

Tipologie di pane: bianco, rustico, integrale, brioche sfogliato, schiacciata, brioche alla pancetta. Servito con burri composti (bianco salato, funghi porcini, pomodoro, spinaci, barbabietola).

Piattooo!

Jalape?o

Maionese al cetriolo, cannolicchi aperti al naturale, sorbetto di liquirizia e spuma piccante di jalape?o.

Entr?e: millefoglie

Millefoglie di fegato grasso, anguilla affumicata e mela verde con una crema di cipollotto (piatto signature di Martin Berasategui dell?anno 1993, firma in tutti i ristoranti dello chef nel mondo).

Ostrica gratinata con granita al crescione, pastinaca e champagne

In Vita Blanco Vino di Alella 2016Castillo de Sajazarra

Il tocco finale

Scampo e cavolo rapa, dadi di consomm? e limone

Cagliata di ricci di mare, capesante scottate e pisellini, cetriolo di mare e succo di radicchio rosso

Carpaccio di wagyu con pesto di dragoncello, triglia affumicata e polvere ghiacciata di mozzarella

El Transistor 2016 Rueda – Telmo Rodr?guez

Tartare di calamaro con tuorlo d?uovo liquido, crema di cipolla al kaffir lime

Insalatina di verdure, erbe, germogli e petali con crema di lattuga e astice

Gambero rosso su fondo marino, finocchio ed emulsione del suo corallo

Massimo 2017 Vino Tinto Joven Ribeira Sacra – D’Mateo

Ravioli di lepre glassati con carciofi acidulati al tartufo

Pez Rey (regaleco) con zucchine, granchio reale e zafferano

Gran Reserva 904 2017 Rioja ? La Rioja Alta

Capriolo marinato alla brace, vegetali d?inverno, cachi e crema di mais bianco perla

Lepre ? la royale Lasarte 2018

Sorbetto di shiso verde e menta, tocco acidulo e croccante al latte

Malvasia de Sitges Pened?s? ? Hospital Sant Joan

Praline di mandorle e sale, caramello, albicocche e crema ghiacciata al rum

Caff? e coccole finali

Caf?s El Magnifico Blend Lasarte, 100% Arabica de Guatemala.

Tipologie di piccola pasticceria: quadrato (cioccolatino gianduia e sesamo nero), marrone (crumble di cioccolato al 70%), conico (Mont Blanc).

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 762esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Lasarte c/0 Monument Hotel
08008 Barcellona
C/ Mallorca, 259
Tel. (+34) 934 453242
Chiuso domenica e luned?
E-mail: info@restaurantlasarte.com
Sito internet: www.restaurantlasarte.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet Network esclusivo di appassionati Gourmet.

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[05/15/2018, 07:40] Ristorante Cracco ? Milano ? Chef/Patron Carlo Cracco

Quella di Cracco in Galleria ? stata senza ombra di dubbio l?apertura pi? chiacchierata e attesa del 2018. Anche gli scettici e i detrattori dello chef vicentino non hanno infatti potuto evitare di ritrovarsi concordi nella grande curiosit? verso il nuovo, grandioso, progetto di Carlo Cracco, che nella nuova location si ? trasferito insieme ai giovani professionisti di sala e cucina, gi? colonne portanti nel ristorante di via Victor Hugo, a partire da Luca Sacchi, da tempo ormai molto pi? che un allievo. Il consolidato e simbiotico?rapporto tra i due trova espressione nei piatti del men?.
Noi abbiamo preferito lasciare che il clamore degli esordi si placasse e attendere che il ristorante entrasse nel pieno della sua alacre attivit?, prima di andarlo a provare. Ad accoglierci lo chef e patron, soddisfatto dell?eccellente riscontro ottenuto in questi mesi di apertura e molto concentrato nel seguire e guidare lo sviluppo del ?suo? progetto. Noi abbiamo apprezzato tutto: location, servizio, cucina e anche la nuova, notevole cantina, prima di concludere la nostra esperienza con una degustazione di gin tonic e formaggi al Caff? Bistrot.

Archivio storico reportage (vecchia location):

->?Reportage Cracco-Peck del 28 giugno 2006?
->?Reportage del 09 maggio 2007
->?Reportage del 20 gennaio 2009
->?Reportage del 10 ottobre 2009
->?Meeting del 2 dicembre 2009
->?Meeting del 17 novembre 2010
->?Meeting del 9 novembre 2011
->?Reportage del 4 marzo 2013
->?Reportage del 19 ottobre 2015
->?Meeting del 2 dicembre 2015
->?Meeting del 19 luglio 2017

Il borsino delle guide cartacee 2018 (vecchia location)
Michelin assegna una stella e quattro coperti (nel 2017 due stelle)
Espresso assegna tre cappelli
Gambero Rosso assegna 87 – cucina 54

Le figure principali dello staff

Chef e titolare: Carlo Cracco
Sous Chef: Luca Sacchi
Sommelier: Alex Bartoli

La vista all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

Il salottino

Sala e mise en place

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Men? degustazione

Insalata russa caramellata
Crema ai ricci di mare, rose rosse, moscato e prezzemolo
Crudo di dentice lime e caff?
Gambero viola in zuppa di grano saraceno, whisky e vaniglia
?Uovo di montagna? al vapore e tartufo nero
Ravioli di patate, salsa d?ostriche e caviale
Riso mantecato alla zucca e curcuma, calamaretti e noccioli d?oliva
Faraona all?arancia, broccoli e cavolfiore
Champignon gratinato al midollo e vino rosso con polenta bianca di Marostica
Crema di mango arrosto, limone e foglie
Freddo di mandorla, piselli e menta

Prezzo: 190 ?

Men? alla carta

Antipasti

Musetto di maiale fondente, scampi e pomodoro verde 42 ?
Cervo scottato in insalata, polenta bianca, radicchio e topinambur 46 ?
Carpaccio di moro oceanico, ricci di mare, caviale e limone 70 ?
Noci di capesante dorate, ceci e lardo di Spigaroli all?artemisia 48 ?

Uova

Tuorlo d?uovo fritto, taleggio, porto rosso e brodo di manzo 38 ?
Tuorlo d?uovo marinato, asparagi verdi e tartufo nero 40 ?
Tagliatella di tuorlo marinato ?panna prosciutto e piselli? 36 ?
Uovo soffice, cavolfiore e caviale 70 ?

Primi piatti e risotti

Riso mantecato allo zafferano, midollo alla piastra e rag? di fegatini 42 ?
Riso mantecato al topinambur e aceto di lamponi 48 ?
Spaghettone pomodoro giallo abbrustolito, rag? di faraona affumicato e rosmarino 45 ?
Ravioli di caglio al nero di seppia, broccolo verde, vongole veraci e limone 48 ?

Secondi di pesce e crostacei

Trancio del pescato giornaliero arrosto, cavolfiore violetto, cavolo rapa e broccolo romanesco 56 ?
Zuppa di pesce in crosta 58 ?
Astice blu alla griglia, insalata piccante e burro alla cannella 60 ?
Rombo in crosta di cacao, pastinaca alle nocciole e t? affumicato (per 2 persone) 110 ?

Secondi di carne

Vitello alla milanese, patata alle olive e maionese di pomodoro 48 ?
Animella arrosto, liquirizia, zucca di primavera, prugna in salamoia e puntarelle 46 ?
Piccione arrosto all?anice e caff?, spinaci e patata taro 48 ?

Selezione di formaggi con le loro guarnizioni 36 ?

Dessert

Dessert al cioccolato, croccante di fagioli germogliati, gelato alle lenticchie e vaniglia 34 ?
Albicocca alla vaniglia, biscotto allo zucchero muscovado, cioccolato biondo e frangipane 36 ?
Selezione di frutta ghiacciata 36 ?
Crocchetta di cioccolato gianduia, chinotto al Maraschino e caviale 50 ?
Millefoglie caramellata, mela all?olio extravergine, gelato alla crema e alloro 34 ?
Crema bruciata al t? bergamotto, mandarini fondenti e noci di pecan 36 ?

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Prima di iniziare lo chef ci d? il benvenuto

Aperitivo

Champagne Brut Vintage 2009 – Dom P?rignon

Il benvenuto dello chef

Sfoglie di riso croccante (nel piatto pi? a destra)

Cialde di platano fritto, ricotta di bufala e fiore del cappero

Finto rapanello: palamita, wasabi, prezzemolo, gelatina di rapa e rapanello

I condimenti serviti con il pane

Olio extravergine di oliva Centenaria – Gradassi

Il servizio del pane

Pane?di grano monococco a lievitazione naturale

Grissini

Burro

Vigneto di Popoli – Villa Reale

Piattooo!

Insalata russa caramellata

Crema ai ricci di mare, rose rosse, Moscato e prezzemolo

Pinot grigio Herrenweg de Turckheim 2013 –?Domaine Zind-Humbrecht

Crudo di dentice, lime e caff?

Gambero viola in zuppa di grano saraceno, whisky e vaniglia

Mercurey La Framboisi?re Monopole 2013 – Domaine Faiveley

?Uovo di montagna? al vapore e tartufo nero

Ravioli di patate, salsa d?ostriche e caviale

C?tes Catalanes Igp Matassa Rouge 2012 – Domaine Matassa

Riso mantecato alla zucca e curcuma, calamaretti e noccioli d?oliva

Faraona all?arancia, broccoli e cavolfiore

Astice blu alla griglia, insalata piccante e burro alla cannella

Cabernet – Giorgio Grai

Piatto completato al tavolo

Zuppa di pesce in crosta

Spalla brasata al vino bianco, insalata di sedano, radicchio e carote e sfoglia di pasta fresca con stampa del Duomo

Champignon gratinato al midollo e vino rosso con polenta bianca di Marostica

Moscato rosa 2016 – Franz Haas

Crema di mango arrosto, limone e foglie

Ci raggiunge al tavolo Luca Sacchi, sous chef e pasticciere deel ristorante

Dessert al cioccolato, croccante di fagioli germogliati, gelato alle lenticchie e vaniglia

Freddo di mandorla, piselli e menta

Coccole finali

Tipologie della piccola pasticceria:?cioccolato bianco e pistacchio di Bronte; ganache al cioccolato con noci e mandorle; cioccolato fondente con grappa di more; cioccolato bianco e liquirizia; cioccolatino nocciole e cioccolato.

Caff?

Espresso ? Lavazza, miscela Kafa.

Chiudiamo con un digestivo

Digestivo LAR-ICE

Facciamo un piccolo tour del ristorante

Selezione di sigari

Gli interni

Sale da eventi

La cantina

Prima di andare ci concediamo un’altra coccola al bistrot

Gin tonic

Degustazione di formaggi

Cucina

Libero dagli impegni televisivi, quello che abbiamo trovato nel ristorante pi? esclusivo della Galleria Vittorio Emanuele ? un Carlo Cracco in grandissima forma, che ha ritrovato il tempo e l?estro per proporre nuovi piatti, presenti in men? accanto a signature dish immancabili, cui noi, come molti altri, siamo davvero affezionati.

Servizio e accoglienza

Uno staff composto da giovani talenti, in grado di accogliere e ricoprire di attenzioni gli ospiti, senza mai essere invadenti Tra tutti, spicca la figura del sommelier, il giovanissimo Alex Bartoli, che per i vari abbinamenti ha a disposizione una cantina con oltre 2.000 etichette.

Conclusioni

Decisamente controcorrente rispetto al minimalismo imperante, Cracco In Galleria sfoggia uno stile del tutto diverso, a met? strada tra la contemporaneit? di Gi? Ponti e lo sfarzo barocco di met? Ottocento. Una scelta azzeccata, che rende onore alla location rendendola estremamente raffinata, ma senza eccessi o sbavature. Uno stile ?prettamente milanese? se cos? si pu? dire, l?omaggio di Carlo Cracco a Milano.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Cracco
20121 Milano
Galleria Vittorio Emanuele II
Tel. (+39) 02 876774
Il ristorante ? chiuso il sabato a pranzo e la domenica tutto il giorno. Il caff? ? aperto tutti i giorni dalle 8 alle 24.
E-mail: prenotazioni@ristorantecracco.it
Sito internet: www.ristorantecracco.it

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[05/11/2018, 09:42] Four Seasons Hotel des Bergues Geneva, Ristorante Il Lago e Bar des Bergues ? Ginevra (CH) ? GM Martin Rhomberg, Executive Chef Massimiliano Sena

Oltre a essere il solo Four Seasons in tutta la Svizzera, l?insegna di Ginevra vanta anche il titolo di pi? antico hotel della citt?, attivo sin dal 1834. I quasi 2 secoli di storia che si porta sulle spalle per? non sembrano pesare su questo 5 stelle lusso, cui il restauro del 2005 ha se possibile amplificato il fascino Ottocentesco dei suoi interni, valorizzati da finiture e complementi d?arredo decisamente contemporanei. Oltre la maestosa facciata neoclassica, l?hotel ospita 159 tra camere e suite, un ristorante stellato, Il Lago, un secondo ristorante d?ispirazione fusion, Izumi, situato su una spettacolare terrazza e il Bar des Bergues, pronto ad accogliere gli ospiti dell?hotel in ogni momento della giornata. Oltre alla sala meeting, costruita appositamente per ospitare la prima sessione della Lega delle Nazioni nel 1920, l?hotel vanta una SPA che in molti, tra coloro che ne hanno fatto uso, non hanno esitato a definire lussuriosa, tanto completa e raffinata ? la sua offerta. Infine, nel lungo elenco di pregi dell?hotel va annoverata la sua posizione, davvero privilegiata: affacciato sul lago cittadino, con una piacevole passeggiata di due chilometri gli ospiti della struttura possono raggiungere il centro cittadino o, in tempi ancor pi? brevi, recarsi in auto all?aeroporto.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 27 Gennaio 2015
-> Meeting al Ristorante Il Lago del 20 Marzo 2018

La squadra dell’hotel

General manager: Martin Rhomberg
F&B: Dominique Romeo
Capo ricevimento: Julie Croci
Chef Concierge: Mina Bayat
SPA Manager: Virginie Fliegans
Room Division Manager: Thomas Hachem
Housekeeping Manager: Miklos Krajcso
Executive Chef: Massimiliano Sena

L’hotel

La vista sul lago Lemano, chiamato sempre pi? spesso Lago di Ginevra

La Hall

Il concierge

La Lounge

Una visita al ristorante in terrazza, Izumi

La Terrazza

La vista sulla citt?

La SPA Mont Blanc

Progettata da Onur Ozgul, la SPA del Four Seasons Hotel des Bergues si estende su una superificie di ben 30.000 metri quadrati. Situata al piano pi? alto della struttura, la vista sulla vetta pi? alta dell?arco alpino, cui la SPA ? dedicata, ? davvero mozzafiato. Nel tepore dell?acqua della piscina in terrazza infatti gli ospiti possono abbracciare in un solo sguardo l?intera citt? di Ginevra e spingersi ancora pi? in l?, fino alle vette innevate delle montagne.
Materiali di pregio come legno, pelle e pietra, accompagnano l?ospite alla scoperta dei diversi ambienti, che includono cabine per trattamenti privati, un autentico hammam marocchino, un bagno turco, diverse piscine con acqua fredda e calda, una sala fitness e, per chi desiderasse un?alternativa tra un massaggio e una seduta di cromoterapia, esistono anche un pluripremiato hai-studio e una libreria con corner snack.

L’indoor pool

La sala fitness

Il corner riservato a snack e bevande

La scala a chioccoiola per accedere ai piani

Le camere

Tutte progettate dal designer francese Pierre-Yves Rochon, cui nel 2005 la direzione dell?hotel ha affidato il compito di ristrutturare l?intera struttura, le 115 camere e le 44 suite del Four Seasons Hotel des Bergues sono delle autentiche oasi del lusso. Amenities Aqua di Parma, corner bar fornitissimo e linea telefonica dedicata, le camere collocate nei primi 5 piani rispecchiano lo stile architettonico dell?iconografia ottocentesca. Al sesto piano invece si trovano le stanze dedicate alla Svizzera, ispirate ai suoi celebri chalet, con interni in legno e meravigliosi camini, capaci, in un attimo, di ricreare l?atmosfera magica e rilassata dell?alta montagna.

La camera di VG

La TV

La sala da bagno

Il corner bar

Pranzo al Bar des Bergues

Sala e mise en place

Fabio Masi, head sommelier del Four Seasons di Ginevra, ci serve il vino

Champagne Grand cru Brut Millesim? Blanc des Blancs Non Dos? 2006 ? Pierre Moncuit

Calamaretti scottati, tartare di gamberi rossi, piselli e salsa ai ricci

Tartara di tonno rosso, caponata di legumi e salsa ai peperoni

Asparagi di Roque Haute, cipollotto, spugnole, gel di zenzero e sumac (somacco)

Les Charmes Puligny-Montrachet Borgogna ? Jean Ren? Nudant

Gnocchi alla sorrentina

Carpaccio di carciofi e chips di pecorino

Risotto Acquerello all’astice

Risotto Acquerello alle spugnole

Brico Rocche Barolo Docg 2005 – Ceretto

Filetto di sogliola di Francia, insalata di spinaci, finocchi e bacche di Goji, salsa vi?rge

Filetto di manzo Limousine, pur? di fave, spugnole e patate goufrette

Foresta nera rivisitata, yogurt e sorbetto all’amarena

Caff? e coccole finali

Caff? Amici 100% Arabica

Tipologia di piccola pasticceria: cannel?s, torrone, morbido al cioccolato.

Il carrello dei dessert

La scelta di VG: chouquette, torta al limone meringata, dolce al limone

Grappa di Gew?rztraminer Barricata Ciliegio – Torquadra

Aperitivo al Bar des Bergues

Dietro al banco fervono i preparativi

Gin tonic, Champagne e sesamo; Amaro Averna al caramello

Cena in camera

Insalata nizzarda e tonno scottato

Insalata di frutta

Al risveglio…

Colazione in camera

La scelta di VG

Pane e croissant

Uno snack salato…

… poi largo ai dolci

Ci spostiamo nella sala colazioni: il buffet

La frutta

I lievitati

Formaggi, salumi e carpacci di pesce affumicato

Il tavolo di VG

Estratto detox rigenerante

Omelette

Yogurt, cereali e frutti di bosco

Pranzo al ristorante Il Lago

Sala e mise en place

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Champagne Brut Classic ? Deutz

Pane

Tipologie di pane: chips al Parmigiano, pagnotta casareccia al lievito madre naturale; servito con oIio extravergine aspromontano.

Piattooo!

Carpaccio di capesante, miele d’acacia al sambuco, barbabietole, fave e insalatina croccante

La portata successiva viene finita al tavolo

Scampo scottato variazione di piselli, yogurt di bufala e limone

Lo chef Massimiliano Sena ci presenta il vino abbinato alla? portata successiva

Chassagne-Montrachet dop 2015 ? Bruno Colin

Pronti a degsutare la portata successiva

Tonno scottato con variazione di zucchine, millefoglie di patata al limone e salsa ai capperi di Pantelleria

Risotto Acquerello?con calamaretti e basilico

Frutta fresca

Tiramis? Il Lago con gelato al caff?

Millefoglie di mela verde Granny Smith e gelato alla vaniglia del Madagascar

Caff? e coccole finali

Caff? Amici 100% arabica.

VG con lo chef e il Restaurant Manager Fabio Masi

Cucina

Di altissimo livello la proposta gastronomica del Four Seasons Hotel des Bergues. Approdato a Ginevra nel luglio 2016, lo chef Massimiliano Sena ha da subito impresso nella cucina del 5 stello ginevrino il calore dell?accoglienza della sua terra, la Campania, da cui ha preso il volo dopo il diploma all?istituto alberghiero di Vico per accumulare esperienze in illustri insegne internazionali, dal regno Unito alla Korea. Godurioso il buffet della colazione, sfiziosa e originale la proposta del Bar des Bergues per pranzo e aperitivo, decisamente raffinata quella del ristorante Il Lago. Perch? ogni momento della giornata possa trovare, senza dover mai lasciare l?hotel il giusto accompagnamento gastronomico.

Servizio e accoglienza

Che gli standard della catena circa la selezione del personale delle proprie strutture siano alti quanto severi ? cosa nota, abbiamo avuto modo di testare l?eccellente qualit? del servizio Four Seasons in tutte le sue sedi in cui abbiamo soggiornato. Durante la nostra visita al Four Seasons Hotel des Bergues di Ginevra abbiamo avuto un ulteriore riscontro di questo primato. Grazie a un set di servizi dedicati, infatti, la struttura si dimostra adatta a essere scelta da uomini d?affari, coppie in vacanza e famiglie, perch? nella ?citt? della pace? anche le esperienze pi? esclusive sono a portata di bambino.

Conclusioni

Chiss? quante storie potrebbero raccontare le pareti del Four Seasons Hotel des Bergues! Dal lontano 1834, anno della sua fondazione, sono stati moltissimi i personaggi illustri che ne hanno varcato la soglia: nobili, mercanti, diplomatici, personaggi di spettacolo? Noi, che c’eravamo?gi? stati, ci torniamo sempre molto volentieri, certi di trovarvi un?accoglienza calorosa e impeccabile, capace di coccolarci per tutto il nostro soggiorno.

Viaggiatore Gourmet

Four Seasons Hotel des Bergues Geneva
1201 Ginevra – Svizzera
Quai des Bergues, 33
Tel. (+41) (22) 9087000
E-mail: info.gen@fourseasons.com
Sito internet: www.fourseasons.com

Ristorante Il Lago del Four Seasons Hotel des Bergues Geneva
1201 Ginevra –
Svizzera
Quai des Bergues 33
E-mail: info.gen@fourseasons.com
Sito internet: www.fourseasons.com

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[05/10/2018, 09:15] Cartoline dal 761mo Meeting VG @ Ristorante Il Lago del Four Seasons Hotel des Bergues ? Ginevra (CH) ? Executive chef Massimiliano Sena

Nella citt? della pace, scelta dalla Croce Rossa internazionale per stabilirvi il suo quartier generale e dalle Nazioni Unite come sede del suo distaccamento europeo, la cucina fresca e colorata di Massimiliano Sena traduce in sapori e impressioni visive l?armonia che il concetto di pace sottende. Approdato al ristorante gourmet del Four Seasons Hotel des Bergues di Ginevra nel luglio 2016, a Il Lago lo chef campano ci ha davvero coccolati, preparando in nostro onore raffinati fuori men? e raggiungendoci in sala in diversi momenti della serata per raccontarceli di persona. Il trattamento riservato a noi Amici Gourmet ci ha fatti davvero sentire speciali, molto pi? che semplici ospiti, anche grazie a un servizio di altissimo livello, ben diretto e professionale in ogni suo elemento.?E una cena cos?, per una sera, ha portato la pace anche nei nostri animi di costanti ricercatori del gusto.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 27 Gennaio 2015

La squadra

Lo staff di cucina

Executive Chef: Massimiliano Sena
Sous Chef: Martial Facchinetti; Armando Falco; Arnaud Quemeneur
Junior Sous Chef: Giorgio Bartoli; Andrea Polcino
Chef Pasticciere: Jean-Marie Roger
Sous chef Pasticciere: Iris Lau

Lo staff di sala

Direttore del Ristorante: Raffaele Crescenzo
1 maitre d’hotel: Ciro Sorrentino
Chef Sommelier: Yann Hangouet
Assistente maitre d’hotel: Giovanni Iannuzzi

Sala

La nostra mise en place

Abbinamento Vini
In questo meeting abbiamo degustato i vini selezionati dal ristorante.

Aperitivo servito da?Fabio Masi, Restaurant Manager and Head Sommelier del Ristorante Il Lago

Champagne Ros? – Bollinger

Stuzzichini

Tipologie di stuzzichini:?arancino di burrata e limone, crema di cipolla rossa di Tropea; tartare di tonno rosso Balfego, capperi, erba cipollina e pompelmo; uovo di quaglia cotto a bassa temperatura, spuma di siero di bufala e lamponi liofilizzati; cannolo di pasta al nero di seppia con ricotta di pecora e pistacchi.

Classica zeppola napoletana con alghe di mare

Alice del Mediterraneo, farcita di scarola, provola e basilico su crema di zucchine alla scapece

Calzoncello di pasta della pizza farcito di scarola, alici e crumble di agrumi

Il servizio del pane

Il servizio dell’olio, nello specifico un extravergine Aspromontano

Pane

Tipologie di pane: pagnotta casareccia al lievito madre naturale;?chips al Parmigiano.

La Croix du Roy Sancerre – Lucien Crochet

Piattooo!

Ostrica fine de claire, crema di burrata e basilico, chips e tartara di gambero rosso, limone marinato 40 giorni

Toscana bianco 2010 – Ornellaia

Astice Blu di Bretagna, guacamole, patate e gazpacho di jalape?o

Scampi con selezione di legumi primaverili, bisque di crostacei e basilico

Asparagi di Roque Haute, cipollotto, spugnole, gel di zenzero e sumac

Passiamo al prossimo piatto…

Piramide, asparagi bianchi e spugnole, pomodori confit, limone e bottarga di muggine

Fabio ci serve il prossimo vino

Barbaresco Vanotu 2010 Magnum – Pelissero

Risotto Acquerello selezione 7 anni ai limoni di Amalfi e legumi primaverili

Costata di branzino, emulsione al prezzemolo, pomodori e agrumi

Tonno scottato e variazione di sedano rapa

Ultimo ritocco al tavolo per il piatto successivo

Costoletta d’agnello de l’adret variazione di sedano e mela, crumble di sedano e salsa alla verbena e finocchietto

Il carrello dei formaggi

La scelta di VG

Premier Grand Cru Class? de Sauternes 2005 –?Ch?teau de Rayne Vigneau

Brindisi al tavolo con lo chef Massimiliano Sena e l’assistente ma?tre d’hotel Giovanni Iannuzzi

Pre dessert: variazione di lamponi e latte con sorbetto allo yogurt e frutti rossi

Variazione di mandarino alle spezie dolci

Declinazione di agrumi, riso soffiato al cioccolato bianco e sorbetto allo champagne ros? e pompelmo

Caff? e coccole finali

Caff? espresso 100% arabica Amici.

Tipologie della piccola pasticceria:?pralina; gelatine di limone, pera e timo; Calisson; tartellette al cioccolato; meringa Mont Blanc.

Chiudiamo con una tisana

VG con la brigata di cucina

Un grande GRAZIE a tutti!

Per la prossima tappa aspettiamo anche te!

Consulta il calendario eventi qui e iscriviti!

Viaggiatore Gourmet – Viaggiare, conoscere, esserci!

Partner della 761esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristoranti Il Lago del Four Seasons Hotel des Bergues Geneva
1201 Ginevra Svizzera
Quai des Bergues, 33
Tel. (+41) (22) 9087000
E-mail: info.gen@fourseasons.com
Sito internet: www.fourseasons.com

I prossimi meeting di Altissimo Ceto:

www.altissimoceto.it/meeting-eventi/

Essere un nostro associato significa ricevere inviti personali per oltre 100 eventi (annuali) imperdibili che organizziamo per i nostri soci, un ricco calendario di eventi settimanali (aperitivi, pranzi, cene, serate mixology, degustazioni di grandi vini e di cibi rari e preziosi) privati ed esclusivi (Roadshow of Excellence Tour), tappe ufficiali che in Italia ogni anno vengono ospitate dalla migliore selezione di tutti gli 9 tre stelle, dei 41 due stelle e da una buona parte dei 306 ristoranti stellati Michelin, oltre che da una attenta selezione di Hotel 5 ***** stelle, SPA resort e relais selezionati tra i pi? prestigiosi e rappresentativi.

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[05/09/2018, 10:44] Cartoline dal 760mo Meeting VG @ Ristorante Antica Corona Reale ? Cervere (CN) ? Chef Gian Piero Vivalda

All?Antica Corona Reale siamo cos? affezionati che con gli Amici Gourmet ci torniamo almeno due volte all?anno da ormai molto tempo. Non potrebbe essere altrimenti: la storica insegna di Cervere, ?dimora? di Renzo e Gian Piero Vivalda, ? una delle grandi tavole piemontesi e il passaggio di generazione da padre a figlio ha portato un rinnovamento all?interno della carta, che risulta un ammirevole connubio tra piatti pi? elaborati e leggeri, con verdure locali, pesci e crostacei, e i grandi classici come la Finanziera di Renzo e le Lumache di Cherasco. Dei must a cui non si pu? rinunciare sia in estate che in inverno. In sala, un servizio impeccabile guidato da Davide Ostorero fa il resto.

Archivio storico reportage:

->?Reportage del 13 febbraio 2008
->?Reportage del 28 maggio 2007?
->?Meeting del 20 gennaio 2011
->?Meeting del 16 gennaio 2012?
->?Meeting del 14 gennaio 2013?
->?Meeting del 18 gennaio 2014
->?Meeting del 26 gennaio 2015
->?Meeting del 19 gennaio 2016
->?Meeting del 6 febbraio 2017
-> Meeting del 30 Settembre 2017

La squadra

Lo staff in cucina

Chef/Patron: Gian Piero Vivalda
Sous chef: Christian Conidi
Pastry chef: Elisa Fornasiero
Chef de partie: Marko Franja; Angelo Alberto Piazza; Federico Timpanaro; Valentino Zucco
Commis di cucina: Carmelo Alicata, Gennaro Alifuoco; Francesca Defilippi; Jo Ahra; Federico Rolla; Paolo Vassalle
Panificazione AtelieReale: Luca Zucchini; Cinzia Finelli; Gian Maria Peano

Lo staff in sala

Ma?tre di sala: Davide Ostorero
Sommelier: Andrea Ostorero; Giuseppe Palazzo
Chef de rang: Diego Lo Bello; Cristian Steri
Commis di sala: Hu Di

Il ristorante

L’insegna

L’ingresso della cantina

Il tavolo Amici Gourmet nella saletta privata

Il nostro men? personalizzato

Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.

Ci spostiamo all’AtelieReale per l’aperitivo

Nella pasticceria dell’Antica Corona si lavora a pieno ritmo

Aperitivo in cucina

Franciacorta Sat?n Vintage Edition 2010 Magnum ? Ca? del Bosco

VG brinda con il patron Renzo Vivalda

Arrivano gli stuzzichini

Bavarese di Roccaverano alla zucca, aceto balsamico tradizionale e amaretti; tacos di polenta, salsiccia di Bra, guacamole e porri di Cervere

Leg? Snack Classico e mousse di formaggino Inalpi

Cr?me br?l?e di formaggini Inalpi

Salame, bavarese di fave e burro alpino Inalpi

Tempura e caciotta Kremina Inalpi

Latte intero alpino piemontese in polvere Inalpi e liquirizia

Un brindisi tutti insieme

Selezione di formaggi DOP Inalpi

Ci spositiamo in sala per proseguire il nostro? pranzo, cominciando con un nuovo brindisi

Metodo Clasico Perl? Ros? Trento doc 2009 – Ferrari

Sul tavolo di servizio le etichette che degusteremo sono gi? nei decanter

Pane

Tipologie di pane: bianco a lievitazione naturale; di segale alle noci; cornetto sfogliato con farina integrale e curry; grissini stirati a mano AtelieReale all?olio extravergine d?oliva monocultivar taggiasca e alle olive liguri.

Piattooo!

Il ?giardino di primavera?? in anteprima

Piatto?Diva SuMisura?personalizzato per Viaggiatore Gourmet da?Royale.

Langhe Bianco Doc 2012 ? Ca? D?Gal

Il prossimo piatto ? finito al tavolo

Astice in tartare al tartufo nero, bavarese di cavolfiore e bisque all?olio extravergine

Anguilla di fiume laccata all?aceto balsamico, mandorle e rapa violetta

Il vino successivo lo serve VG!

Roero Superiore doc 1998 – Malvir?

Tagliolini al cardo gobbo, crema di nocciola e tartufo nero

Ravioli di Raschera Dop Inalpi al burro tradizionale Inalpi

San Pietro Barolo Docg 2005 ? Tenuta Rocca

Lo chef Gian piero Vivalda ci raggiunge in sala per presentarci il piatto successivo

Ravioli di topinambur con crema alle acciughe del Mar Cantabrico e polvere di alloro

Bottoni di coda alla vaccinara in sfoglia di patate, brunoise di sedano, mela verde e meringa salata al pecorino

Rustici Leg?, rag? di fegatini su crema di cipollotto bianco

Ravioli di gorgonzola della Latteria di Cameri, pere Madernassa e mandorle d?Avola

Monfalletto Barolo docg 1981 – Cordero di Montezemolo

VG brinda con Pierantonio Invernizzi, direzione commerciale di Inalpi

Baccal? al tamarindo, polvere di prezzemolo, emulsione al nero di seppia, zucca dell?orto e songino

Lepre alla royale

Burlenberg La Colline Br?l?e Cru d?Alsace 2015 ? Domaine Marcel Deiss

Il piatto forte della nostra degustazione viene servito in Pentola d’Oro Baldassare Agnelli

Il ma?tre Davide Ostorero alle prese con l’impiattamento

Primo piatto per VG, qui con tutta la brigata di sala

Finanziera di Renzo in doppia cottura in Pentola d?Oro Baldassare Agnelli

Le lumache di Cherasco con i porri di cervere e le mele

Passione Strevi Passito doc 2008 ? Bragagnolo Vini Passiti

Lo stagno incantato: arancia rossa, menta e pistacchi saltati

Una sorpresa per il festeggiato… buon compleano Eugenio!

Biscotto fondente, cioccolato Domori, pera Madernassa e Barolo

Alla colomba dell’AtelieReale non si resiste

Il servizio al tavolo

Colomba e zabaione

Caff? e coccole finali

Caff? Lavazza miscela Kafa

Tipologie di piccola pasticceria: chupa (mousse allo yogurt, inserimento ai mirtilli e cioccolato bianco); baci di dama; madeleine; meringhette; nocciole sabbiate cioccolate fondente Domori; mezzo ovetto allo yuzu e cioccolato fondente; mele marinate al lampone; pere marinate alla curcuma; gelatina al pompelmo e lavanda.

I cadeau Inalpi per gli Amici Gourmet

Un grande GRAZIE a tutti!

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Partner della 760esima edizione Meeting di Altissimo Ceto

Ristorante Antica Corona Reale da Renzo
12040 Cervere (CN)
Via Fossano, 13
Tel. (+39) 0172 474132
Aperto solo la sera e a pranzo su prenotazione
E-mail:?anticacoronareale@bbradio.it
Sito internet:?www.anticacoronareale.com

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[05/08/2018, 08:09] Ristorante Berton al Lago @Hotel Il Sereno ? Torno (CO) ? Patron Fam. Conteras, Chef Raffaele Lenzi

Inaugurato nel 2017 e subito inserito nel prestigioso elenco dei Leading Hotels of the World, a un anno dall?apertura Il Sereno di Torno, il 5 stelle luxury affacciato sul lago di Como, si ? gi? guadagnato riconoscimenti e premi, sia per quanto riguarda il suo ultra contemporaneo e avanguardistico design, firmato da Patricia Urquiola, sia per quanto riguarda l?offerta enogastronomica. Sul ristorante della struttura, Berton al Lago, brilla infatti l?ambita stella Michelin, che conferma l?ottimo lavoro dell?executive chef Raffaele Lenzi e di Andrea Berton, nelle vesti di consulente. Dopo una passeggiata nell?aranceto adiacente l?hotel e una tappa rigenerante alla SPA vista lago, una sosta a Il Sereno Bar & Lounge diventa la giusta coccola da concedersi prima del pasto al ristorante. Eccellente preludio alle portate di Lenzi sono infatti i cocktail pensati dal Bar Manager Marco Ghezzi, creazioni originali e di ottima fattura, la cui genesi ? raccontata con dovizia di particolari dalla carta dei drink e dallo stesso Marco.

Archivio storico reportage:

-> Reportage del 4 Luglio 2017

Il borsino delle guide cartacee 2018
Michelin assegna una stella e tre coperti
Espresso assegna un cappello
Gambero Rosso assegna 80 – cucina 48

La squadra

Lo staff in cucina

Executive chef: Raffaele Lenzi
Sous Chef: Giuseppe Aresta
Pastry chef: Valentina Lanzini

Lo staff in sala e al bar

F&B Manager: Stefano Gaiofatto
Sommelier: Eric Perego
Chef de Rang: Elena Giramonti
Bar Supervisor: Marco Gheza
Bartender: Colambage Vidura

L’hotel

Arrivo all’hotel

L’insegna

Il giardino

La piscina vista lago

La lounge

La Penthouse Suite di VG

La camera da letto

Il salotto

Il benvenuto dell’hotel

Il frigo bar

La cabina armadio

La sala da bagno

Le amenities

L’idromassaggio

La couverture

Colazione in camera vista lago

Un salto alla SPA

Idromassaggio vista lago

La sala massaggi

La linea dei prodotti di Beauty Care dell’hotel

La sala fitness

Ritorniamo sulla terrazza sul lago

Aperitivo a Il Sereno Bar & Lounge

La squadra dei bartender

Il Bar Manager Marco Gheza all’opera

Welcome drink (Rooibos tea estratto a freddo infuso con lavanda e agrumi del nostro giardino, sifonato)

La riproduzione in un cocktail dell?arrivo degli ospiti a Il Sereno Hotel, dove per accedere all?hotel si attraversa un aranceto con piante di lavanda. La schiuma che lentamente si trasforma in liquido e cambia colore simboleggia il viaggio degli ospiti fino all?hotel.

Continuiamo la degustazione dei suoi signature cocktail

Pre drink a base di fiore di ibisco e sciroppo al timo & stuzzichini

Tipologie di stuzzichini: selezione di dry snack con olive di Cerignola, muffin al Parmigiano, mandorle anacardi e nocciole con paprika e sale.

Terzo round con El mesedott de la striia (gin Rivo, crema di pere chartereuse, zafferano, timo e pera Capovilla)

In un luogo remoto, il ?Praa de la Taca?, fin dalla notte dei tempi si narra che le streghe del lago raccogliessero di notte tutte le erbe che servivano per la creazione delle loro pozioni magiche. Oggi Marco Rivolta, creatore di Rivo Gin, insieme alla mamma, raccoglie proprio al Praa de la Taca le 12 botaniche che compongono il suo gin. I mixologist del Sereno hanno reinterpretato questa bevanda creando il Mesedot de la Striia, che nel dialetto del lago significa ?il miscuglio della strega?

?Qui con 5 o? clock (gin infuso al t? sencha, St.Germain, nocino dei padri certosino)

Tea o aperitivo? L?eterno dilemma delle 5 del pomeriggio. Questo cocktail ? la soluzione ideale all?annosa questione: un aperitivo a base di te e London dry gin.

Tipologie di stuzzichini: focaccine con vitello tonnato; arancini pomodoro e origano; spring roll pesto di basilico e pollo.

Il tocco finale al prossimo drink: Benvenuti al Sereno (infuso di stregonia, acqua di cetriolo, sciroppo al cardamomo, pompelmo rosa, menta fresca e spray al cardamomo)

Il drink che ogni ospite de Il Sereno Hotel ha potuto apprezzare. Nato come welcome drink nel 2017, ha ricevuto un tale successo da essere inserito nella carta dei cocktail.

Qui con Non farti infinocchiare (Oleo Saccharum all?arancio, sherbet finocchio e anice, soda al pepe; spray al pepe nero e finocchietto selvatico); in accompagnamento giardiniera di verdure con maionese

Modo di dire nato nelle osterie del Veneto nel 1700 infatti, quando l?oste usava portare al tavolo un po? di finocchio per confondere il gusto del vino inacidito. I clienti venivano cos? imbrogliati riguardo la qualit? del vino, da qui il detto ?essere infinocchiati?

Ci spostiamo al ritorante Berton al Lago

Sala e mise en place

La terrazza

Menu

Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

Il pensiero dello Chef… Omakase ? 145

Vegetali, tuberi e radici ? 125
Royal di legumi e radici
Carciofi e patata affumicata
Corteccia di yucca
Risotto di cavolfiori, ribes e tartufo
Cavolo pak choi e pastinaca
Lattuga, quinoa e liquirizia
Semiferddo ai semi di sesamo e frutto della passione

Menu degustazione ? 125

Carciofi e pollo arrosto
Salmerino in brodo
Risotto di cavolfiori, ribes e tartufo
Raviolo di baccal?
Lavarello alla mugnaia e alghe
Quaglia, mandorle, cime di rapa e molluschi
Crespella di latte, caramello al burro salato, rabarbaro e yogurt

La carta

I classici

Carciofi crudi e cotti, maionese di corallo e alice croccante ? 26
Risotto allo zafferano, rag? alla genovese e polvere di funghi ? 29
Milanese di vitello, spinaci, salsa piccante e lime ? 42
Cremoso al pistacchio, fragoline di bosco e pistacchi salati ? 15

Antipasti

Funghi cardoncelli, radice di loto, cipolline in agrodolce e pesto di menta ? 23
Battuta di Fassona, cavoletti di Bruxelles e caviale d?aringa ? 25
Salmerino in brodo, verza croccante e prugna Umeboshi ? 25
Code di scampi, cetriolo in agrodolce e mela verde ? 31
Culatello di Zibello con focaccia ? 25

Primi

Spaghetti alla carbonara, broccoletti e lime ? 26
Zuppetta tiepida di verdure e quinoa croccante ? 21
Ravioli di riso venere, cavolo nero e cannolicchi ? 32
Tagliatelle di grano saraceno, coniglio e spinaci ? 26
Gnocchi di zucca, mandorle e prezzemolo ? 24

Secondi

Lavarello alla plancha, ristretto di ?cassoeula? e lattuga ? 32
Merluzzo, puntarelle, porri e fave ? 36
Spalla d?agnello, cavolfiore, scarola e olive ? 36
Idea di uno spezzatino ? 39
Galletto intero e verdure arrostite (per due persone) ? 95

Selezione di formaggi

Robiola di Roccaverano, Parmigiano Vacche Rosse, gorgonzola piccante, taleggio ? 20

Dolci ? 15

Tiramis? Berton
Torta di mele e gelato al t? nero
Crespella di latte, caramello al burro salato, rabarbaro e yogurt
Semifreddo alla banana, cioccolato e macis

Abbinamento Vini
Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

Aperitivo

Tipologie di stuzzichini: mais, cr?me fra?che e shiso; roccia di friarielli e aioli; tartelletta al Parmigiano, latte di capra e rapa rossa; tapioca croccante, verdure marinate, miele e peperoncino.

Pane

Tipologie di pane: al lievito naturale con semi di lino; sfogliato; grissini con farina di mais e origano; cracker al finocchietto e semi di sesamo. Servito con olio Il Sereno.

Piattooo!

Royal di legumi e radici

Vernaccia di San Gimignano docg 2016 – La Lastra

Carciofo e pollo arrosto

Carciofo e patata affumicata

Keber Collio doc 2016 ? Edi Keber

Il piatto successivo viene finito al tavolo dall’F&B Manager Stefano Gaiofatto

Salmerino in brodo

Bine Longhe Save Classico doc 2015 – Tessari

Corteccia di yucca ed erbette

Riso di cavolfiore ribes e tartufo

Clelia Coppo Metodo Classico Brut Ros? 2011 ? Coppo

Ravioli di riso venere, cavolo nero e cannolicchi

Vulcaia Fum? Sauvignon del Veneto Igt 2015 ? Inama

Il tocco finale

Lavarello alla mugnaia e alghe

Prestigio 100% Nebbiolo Valtellina Superiore Docg 2013 ? Triacca

Quaglia, cime di rapa e molluschi

Lattuga marinata, quinoa e liquirizia

Birra Mannara – Orticolario

Crespella di latte, caramello al burro salato e rabarbaro

Semifreddo alla banana, cioccolato e macis

Crostata alle mele e gelato al t? nero

Acininobili Bianco Passito Veneto Igt 2011 – Maculan

Caff? e coccole finali

Caff? Illy monoarabica Brasile

Tipologie di piccola pasticceria: ice cream sandwich burro d?arachidi e lampone; cioccolatino con Lapsang Souchong; sfoglia di patate con paprika, curry e gru? di cacao.

Torniamo a Il Sereno Bar & Lounge per il gran finale

Grey Goose vx (lemongrass e Plose tonica corroborante) e Chocolate Espresso Martini

Chiudiamo con un VG in veste di mixologist?

Cucina

Giovane, ma determinato, con la testa ben piantata sulle spalle e abituato a decidere veloce e bene. Raffaele Lenzi non ? tipo da farsi prendere dall?ansia n? da lasciar spazio all?approssimazione. Dietro di lui ci sono gli anni di esperienza e formazione, il grande Andrea Berton, che proprio in Raffaele ha individuato la persona pi? adatta a prendere la guida del ristorante. Particolare attenzione nella carta del ristorante ? riservata al mondo vegetale, con portate originali e riuscite, rigorose nell?impiattamento ed equilibrate nel gusto.

Servizio e accoglienza

Servizio attento, professionale, presente e discreto. A Il Sereno tutto pare funzionare alla perfezione quasi per magia, merito di un servizio ben cooridnato capace di gestire con competenza e prontezza ogni situazione. Apprezzatissima, durante la nostra visita, la selezione dei cocktail de Il Sereno Bar & Lounge, in costante evoluzione grazie alla fantasia del Bar Manager Marco Gheza.

Conclusioni

Davvero complimenti alla famiglia Contreras, proprietaria de Il Sereno, per aver saputo convogliare in un unico progetto un team di talenti negli ambiti pi? disparati: dall’arredamento all’accoglienza sino alla cucina. Una tale commistione di eccellenze che, combinate, rendono Torno una meta da appuntare in agenda per un weekend di relax e raffinate gite fuori porta a pochi chilometri da Milano.

Viaggiatore Gourmet

Ristorante Berton al Lago dell’Hotel Il Sereno
22020 Torno (CO)
Via Torrazza, 10
Tel.(+39) 031 5477800
Sempre aperto
E-mail: info@ilsereno.com
Sito internet: www.ilsereno.com

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[05/06/2018, 08:02] Starting Your New (Dream) Life in Italian Wine
Let?s say you?re 25, finished with formal schooling, looking for a path in life to follow. Let?s say you are in a developed (or developing) country, where the economy is growing, and people are beginning to have time for things beyond the basic necessities of food, shelter and clothing. And let?s say you live in a town or a city where the population is growing, even burgeoning. And you want to stand out in a crowd and carve out a life of meaning. How in the world does Italian wine fit into this scenario, you say?

Speaking from a lifetime of experience in this matter, I?m going to share with you, not so much my singular experience, but a pathway that was not unique to a young man in America in the 1970?s. it could equally apply to a young woman in Shanghai or middle-aged man, starting all over in Copenhagen.


What is it we all want to feel, on this crowded planet of 7+ billion souls? To feel unique. To be wanted. To associate our life with some kind of meaningful livelihood. Not just food, shelter and clothing, but meaningful, connected and joyful interaction in this short time we have on earth. OK, enough of the blue sky, let?s get down to some of the steps.

1) Find a teacher or a course work that will give you the ability to learn, intensely, enough about Italian wine to be able to impart knowledge, information and inspiration to those around you with whom you will interact. If you are going to work in a restaurant, or a wine shop, or with an importer, or in distribution, or in education, you will need to cultivate expertise within the garden of your being. You will need to water it, feed it and give it room to grow. And think of the fruit, or the flowers, of that garden, as the gifts you will share with your community, your clients, and hopefully your friends. Not in a superior way, but in a humble and open-hearted way. And yes, your heart will be broken, many times. Many times, you will be rejected, you will be misunderstood and there will be people who turn you away from their doors. I know this, because it happened to me and not when I was just beginning. Even so recently as 6 months ago. There will be those with darkened hearts who will never open them up to you. But do not be discouraged.

2) Taste, taste, taste. Not just Italian wine and not just wine. But everything, as it will relate to how you impart your knowledge and enthusiasm for the subject. Look at your palate and an empty canvas, or a sketch book, which you constantly scribble or draw new impressions. Take a look at the sketchbooks of Leonardo da Vinci, or Michelangelo or Marie Cassatt. They did not always make masterpieces. First, they had to have an idea, a seed. And then they had to plant it. And your devotion to tasting will give you a notebook with which someway, somewhere, you will be able to draw an eventual masterpiece. But don?t get hung up on the product. Concentrate on the process.

3) Smell, smell, smell. I often go outside with my cat (yes, I said cat) Buttercup. And she sits by the herb garden and looks at the herbs. I pinch the oregano for her so she can smell it. Along the way, she is teaching me to slow down and smell the oregano. Or the basil, or any number of fragrances that grace the garden. Find some way to get your nose into everything you can. Even if it is sometimes downright unpleasant. Smell the oxidized banana peel, the dried grass clippings, the pot of chicken stock simmering on the stove. Smell it all, and commit it to an olfactory library inside your brain. It will serve you well, when you are hunkered down over a glass of Timorasso, trying to figure out how to convey the qualities of that undiscovered and somewhat obscure, but important variety. Rinse. And repeat. Over and over and over again. This will be a lifetime of work, your yoga for the nose. Remember this. You will rule the world.

4) Learn, not just from those who know more than you. Learn from those who you think might know less. They have other life skills, and they will use them to learn what they need to know. what is it about them, in their path that can impart a freshness in your learning process? You think you cannot learn from a beginner? Think again. You will learn more from them than from a master. They are silent and often invisible masters. I?m giving you one of my secrets.

5) Travel. Find a way to go to Calabria or the Marche. Oh, it?s out of your comfort zone? It?s not your native language? The customs are so foreign to you? Yes, all of that might be true. But it is a block of marble. Find the beautiful statue inside, carve it out with your diligence and your desire to overcome your fears (and fear of failing). No one is looking at you when you do this. This is your moment in front of the mirror of life. No one wants you to fail. Push on, forward, even if it is through the fog of the Langhe. Onward. Keep moving, keep digging.

6) What about the lonely times, when you are so tired, you are finding locked doors, and empty streets and you are all alone in this world? At one time we all find ourselves there. You really aren?t alone, as there is this bardo in which we all are invisible to one another. But we are all there together, in those streets, in front of those closed doors. Commit to know that you cannot see or understand what is happening at the time. But commit to not give up. And go get some rest or read a book or change completely what you are doing. Go hang up some clothes to dry in the sun. a revelation is right around the corner.

If all of this sounds na?ve and blas?, then what I am saying is not to you. This message is not for you. And there are some out there who will think I am a fool. And to those, I say, ?Stand in line and take a number.? If I am anybody?s fool I am my own fool. So, this is not news to me. But what I am, also, is still very much a hopeful person and one who knows these things do work out, with hard work, with a little luck and with a lot of desire to succeed. Maybe that is the gift of my grandparents, this ?American Dream? thing. It can also be a ?Chinese dream? or a ?Scandinavian Dream,? It can be your dream. And it can be your dream job and your wonderful life in Italian wine.







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[04/29/2018, 13:52] Prosecco: What it is and what it isn?t
Of the epiphanies I had at Vinitaly this year, one of them was over Prosecco. Watching the Prosecco phenomenon over the last 25 years has been one for the books. As I have written before, somewhere in this blog, one of my first encounters with Prosecco was to find a pallet of the stuff in the corner of a warehouse, wondering what the heck it was. What it was at the time, was more frizzante (although the product was so old, it had been ?stilled?) than what we now know Prosecco to be. But enough of the rear-view mirror stuff, let?s dive in.


What Prosecco isn?t
Prosecco isn?t Champagne. Or Cava. Or Cremant. Or some new world traditional method sparkler. In fact, I believe calling Prosecco a sparkling wine does it a disservice. For immediately, folks want to start categorizing it as an ingredient for Mimosa?s. Yes, yes, I know some of you will be going, ?But, but, the Bellini at Harry?s in Venice!? Yeah, there?s that. And if you?d tried the frizzante version which I did, that day in the warehouse (or some creative type at Harry?s), you?d probably also be trying to find a way to make the stuff palatable. Prosecco wasn?t as pretty as it is today.

That folks would migrate from Champagne to Prosecco has been a thing of wonder for me. The two couldn?t be more different. I think the reason this happened, ten or so years ago, was because of the world-wide economic meltdown, which had folks scurrying to substitute a luxury item for a more affordable alternative. And the Italians (and their worldwide marketing army) are always there to play another song on the hurdy-gurdy. As I?ve written, Italians have something inside their DNA that (generally) compels them to want to please, to want to be of service, to be included, to get inside the room where the warm fire is burning. And the events of ten years ago, set it up for a perfect substitution. But I?m not buying that. There?s probably another reason, in tandem, that caused Prosecco to blossom and blow up in places like England. But I?ll get to that later, when I?m talking about what Prosecco is.

Prosecco isn?t Cava. No way. If it were, why would the Spanish Cava companies be coming out with their own (Italian) version of Prosecco? Possibly because right now (and for some time) Cava has been in the crapper. Which could be a bit of a cautionary tale for the Italians. What happened to Cava to cause it to plummet in popularity, for surely 25 years ago, it had a greater place in the world, was more well known that Prosecco and things were moving along pretty smoothly for the Cava producers.

As an industry watcher, my view on this is that Cava started cutting corners, making the wine more profitable for the producers but the final product started losing some of its initial charm. Remember, 30 or so years ago, people used Cava for Mimosas and as a substitute for Champagne. And the wine goer in those days wasn?t as savvy as they are now. We also didn?t have an army of sommeliers on the floor, educating and influencing diners, like we do now. Cava got dumbed down. And the really good producers (and there some really good ones) got caught in the riptide. Prosecco producers, right now, are luxuriating above them in waves of foam (foamies, my surf buds used to call them). But the tides change. And Prosecco producers are well aware of the dangers that their extreme popularity present them. There is always someone looking to make a quick buck (or Euro) on the latest craze, and Proseccoland has been penetrated by any number of marketer(s), looking to cash in before the tsunami crashes upon the shore.

Prosecco is not from Australia. Come on folks, talk about a pitiful exercise in wannabe-ism. Again, I remember seeing an Australian ?Prosecco?, maybe 10-15 years ago, and thinking ?What the hell are they thinking?? It?s just pitiful and the doctors and scientists just can?t explain it into a rational answer. Prosecco, like Burgundy, like Chablis, like Chianti, like Champagne, has a ?place.? And it ain?t ?down under.? Jesus, forgive me, for even having to bring it up. It?s a global embarrassment. Find a name, folks, make it your own. But Prosecco it ain?t.

What Prosecco is
Look, this could go long. If you want more, there is plenty of that on previous posts I have written over the years. But I?m going to expand upon the epiphany I had last week during Vinitaly.

I was in a smart booth, it was as if I were in the vineyard, with a well-made video above me, and the owners scrambling around the room, doing what they do best: making people feel welcome and acknowledged. Acknowledged? Yes, in that, at Vinitaly, this is the place where hospitalitas, that most Italianita of things, is extended in a warm and open manner. Lovely to experience. And Italians do it so well.

As we went through the wines, it was as if I had never had Prosecco in my life. Maybe that was one thought process, but I really had the mind set of ?OK, let?s look at this thing from the eyes of someone who never has had Prosecco.? And what transpired, transformed me.

Prosecco is the soft cloth that polishes the solver, not the sandpaper that sands down the rough plank.

Prosecco is lanugo- the delicate, featherlike hair that you find on a new born.

Prosecco doesn't drip luxury like Champagne, but one can luxuriate in the glow of the downy dew of Prosecco. Think linen shirt and trousers vs. a white tie tuxedo. It is access, without the aggravation of influence.

Prosecco has a place, and it is in the Veneto. I know there?s a place in Friuli that is called Prosecco, and I know the politics of Italy gives that place the benefit that the Veneto (and really those defined areas, like Valdobbiadene, Conegliano, Asolo, etc.) has by right of its locus. And place is very important, in the case of Prosecco, because it isn?t a product that one can (or should) find anywhere else in the world. The mere accident of its popularity has obscured this very important factor. One can best realize this by being there. Go to Valdobbiadene, stand in the vineyards of Cartizze and be still for ten minutes. And breath. And it will reveal all its secrets to you. It?s the closest thing to magic you will experience. In the world.

Because of that, Prosecco is in a privileged position in the cosmos. But popularity and our consumer driven world doesn?t have time for this stuff. But you must know this. Prosecco?s place has power. The power that Yaqui shamans talk of in their worlds. The power of the place is what has made this phenomenon possible. Yes, the product is on fire. And yes, you can get any number of types of Prosecco, from the fruity and soft and ?Sunday brunchable? to the senza zolfo, col fondo, brut zero, metodo ancestrale, ?gone to Burning Man? types. Good for you. but don?t be distracted by all this yammering. There is Spirit that permeates this wine, beyond the trends and the quirks and the buzzwords and the marketing clich?s. You must go there and experience this for yourself.

All this passed through my being, sitting there in that booth, tasting this family's (Ruggeri) wines. It was transformative. It was revealing. It was liberating. It was what I have come to see Italy as a source of my love for wine (and life). And yes, it was an epiphany.


That?s what Prosecco is to me.










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[04/27/2018, 09:14] Una volta, nei blog
Una volta, nei blog, c'era il blogroll, cio? una lista di altri blog che l'autore leggeva, e consigliava. Questo blog che leggete adesso ne ha ancora uno, a riprova del fatto che ? arcaico. Poi, una volta, ogni tanto, si parlava di un altro blog perch? il blogroll da solo non bastava, e bisognava dire due parole in pi?.

In questo post che leggete adesso succede esattamente quello: Una Birra Al Giorno ? da molto tempo una delle mie letture preferite. ? un blog molto classico, ? tenuto in modo encomiabile, con competenza profonda, attenzione, ed ? una specie di miniera inesauribile di dati se uno vuole sapere qualcosa del birramondo, che ? sterminato e profondissimo. Non so chi sia il gestore, non dice quasi niente di s? e pure questo ? molto proto-bloggish, in fondo un tempo eravamo tutti un po' meno ombelicali. Ci andava solo di raccontare cose.

Avrei potuto segnalarlo molto tempo fa, ma oggi leggendo questo post, che forse ? solo un po' pi? intimo di altri (mi pare, ? una sensazione), ? tornato in me quell'antico spirito di condivisione. Che ? anche un modo di ribadire un concetto: un certo modo di essere blogger never dies.
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[04/20/2018, 08:53] Vinitaly 2018 in immagini e appunti sparsi

Cosa hai trovato alla Fiera? ? la domanda normale, di ritorno da Verona, che i clienti fanno all'enotecaro. Va cos?, ? sempre tutto molto antico e moderno assieme, si va al mercato e si ritorna con cose buone - pi? che altro, da subito, con appunti, foto, tutto mescolato, col bisogno di mettere in ordine. Quindi proviamoci.

Un altro Vinitaly utile, direi. Molti assaggi as usual, molte occasioni di incontro, studio, approfondimento, che quasi un po' mi manca, quella bolgia. No vabb?, diciamo folla, che pare meglio.

Un bel po' di tempo l'ho impiegato nei primi assaggi per la prossima Guida Essenziale, in Liguria. E anche stavolta belle sorprese, come per esempio questa doppia versione di Pigato di Biovio - la prima sul genere macerato, a contatto con le bucce, niente affatto male, ma cos? distante dal pi? preciso Bon in da Bon (stessa annata, 2017). Stesso produttore, stessa vigna, risultati opposti: non ci si annoia proprio mai.


Giovanna Maccario coi suoi Rossese di Dolceacqua non sbaglia mai, mai un colpo. La cosa di gran lunga pi? difficile ? sceglierne uno, tra questi. Che in effetti uno si chiede: ma perch? scegliere, li berrei tutti. Extra bonus, a Dolceacqua il Rossese Bricco Arcagna 2016 di Terre Bianche risulta, nei miei appunti, il punteggio pi? alto mai dato. Direi che non serve dire altro.


Girando tra i produttori della mia regione capita anche di trovare affiancati Lunae e Parma, due produttori che pi? distanti non potrebbero essere, dal punto di vista dello stile - eppure eccoli qua, vicini vicini. Forse una metafora della mia voglia di avere tutte e due i piaceri possibili, dipende da come ti va in quel momento, da cosa ti va di provare. Fiero e serissimo il bianco di Parma, morbidone e tropicaleggiante quello di Lunae. Appunto, ? un mondo vario.


E infine un altro classico inossidabile, il Baccan di Bruna alla prova della vendemmia '16, un Pigato che ormai ? un'istituzione (ma provatelo dopo qualche anno di vetro, e saranno altre meraviglie).


Saltando fuori dal guscio localista, in Puglia gli assaggi di Vinicola Savese sono un altro fatto rilevante, del genere da mettere in lista per i prossimi acquisti: possenti, fruttoni, muscolari (eh s?, a me piace il genere).


Una modalit? tipica, inevitabile direi delle fiere veronesi, ? saltare di palo in frasca. Per cui segnalo gli Champagne di 1492 Coloniale (distributore, gruppo Timossi). Ogni versione di Esterlin, dal Millesimato al Ros?, erano encomiabili. Bel lavoro, ragazzi.


E sempre a proposito di distribuzioni, il gruppo Area 6 tra le molte cose assai buone aveva PutzenHof, un altoatesino che finisce immediatamente nella lista di cui sopra, quella "vini da comprare" cio?. Delizie specifiche: sauvignon e pinot bianco. Fantastici, davvero.


Vinitaly significa anche seminari, assaggi guidati: come questo, curato da Monica Coluccia, sui bianchi irpini.


Ma la trasferta veronese significa anche fiere satelliti, cio? quelle fiere che prima del (e attorno al) Vinitaly sono un vero e proprio tour alternativo. Villa Favorita resta la mia preferita - dove per esempio ho trovato formidabili i vini di Nevio Scala (quello famoso, s?), primo tra tutti questa garganega.


Forse a Villa Favorita uno dei test pi? interessanti ? stata questa degustazione tenuta da Gianpaolo Giacobbo, sui vini a zero solfiti alla prova del tempo, in media con dieci anni di affinamento. La sorpresa ? che s?, reggono eccome. Per me l'assaggio memorabilissimo ? stato il secondo vino, il Prosecco a rifermentazione naturale di Casa Belfi, semplicemente indimenticabile per il profilo complesso e s?, ora lo dico, minerale. Buono oltre ogni dire.


Ma tornando a Vinitaly, altro da segnalare ? il Barricadiero 2015 di Aurora, assaggiato nell'enclave del Vivit (i naturali bioqualcosa), che per me ? nella sua versione migliore da sempre. E siccome questi migliorano di anno in anno, ho gi? voglia di sentire il prossimo.


E insomma, potrei dire che ? quasi tutto qui, ma ovviamente no. Ci sarebbe infinitamente di pi? da dire, ma appunto questo ? un post di servizio, anzi di auto-servizio, ve l'avevo detto che devo fare ordine negli appunti. Gli assaggi e le occasioni di incontro a Verona sono innumerevoli, e anche off topic, come l'ultima foto che vedete qua sotto. Altro indimenticabile.






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[04/19/2018, 11:40] Vinitaly 2018 - Impressions and Epiphanies
For my first time in 34 years, Vinitaly was an exploration of a different kind. While, previously, I have attended as a tradesperson, now I am free to go wherever I want. Thanks to Ian D?Agata and his generous network, I went to in-depth tastings, enjoyed lunch, sitting down, like a civilized human being and had access to the best bathrooms at the fair (not a small thing). But the real epiphany was what I stumbled upon, wondering as I wandered where my feet led.


Sicily - I ran across Ciro and Stef Biondi under the Sicilian big tent and tasted with them. Within minutes the conversation veered into philosophical territory (my doing). The new wines are brilliant, the name change (from Chianta to Pianta, thanks to the Chianti mafia) on one of the cru?s is fine (per Ciro) and what I sense about Etna is that the window is rapidly closing on any kind of naive actuality in regards to Etna being this undiscovered, and heretofore, untouched spot for wine worshipers. Etna has more than been discovered, although in no way has it yet become fully Burgundized. We can still afford Pianta and many of the marquee wines from the Etna zone. But the days of innocence are long gone. The marketers have moved into the neighborhood. There will be blood.

Calabria however, is still feral and wild and wonderful (with no aspersions to those who are making the highest level of quality wines found across the Straits of Messina on Etna). Two producers I tasted with, Francesco De Franco of  'A Vita and Sergio Arcuri of Azienda Agricola Bio Arcuri Sergio. These are Ciro producers, and I tasted their red and ros? wines. A Vita wines are focused, vibrant and full of flavor, while remaining true to the Gaglioppo character, with some lively fruit tannins that make for a mouthwatering (and food begging) wine. Sergio Arcuri wines are a bit more wild, reminiscent of their origins, and welcome to this palate. The wines bring me to a place that I recognize, not just from being there, but also from a time before I remember. De Franco?s passito was a wine from my grandmother?s memory, locked inside some cellular anamnesis within my core. It was wonderful, took me back to life before mine, and that is something a wine can do if you are open. A vinous vision (with thanks to Ole Udsen).

Along the way, I tasted wine from Pessac-Leognan (a comparative tasting with their alto-Borghese Bolgheri cousins. I had the chance to test my hopeful speculation in regards to Italian wine influence outside the borders of Italy. In fact, I asked a high ranking Bolgheri insider if indeed the wines from Bolgheri had influenced their Bordelaise colleagues. His answer? ?The French, in influenced by us? I don?t think so. They appreciate the exchange, though, they are relationship driven.? I wondered if that was a diplomatic response or if the idea of relationship can be independent from influence. I have no evidence that the two are autonomous from one another. So, indeed it was a gracious response in which one can draw their own conclusions. I found no evidence of influence from Bolgheri in the wines of Pessac-Leognan, though. So much for my burgeoning theory.

As with any extended stay in Verona, one will be eventually exposed to Amarone. And as the Tommasi family hosted our writer?s klatch, we were generously exposed on more than one occasion to Amarone and how a traditional style can age, as well as the evolution of winemaking. In the case of ageing, one goes back in time. With evolution, one looks forward to the most recent, to see what has become of the thing being studied.

I?ve felt for some time that aged wines aren?t all they are cracked up to be. I know with older Italian wine that the storage (and winemaking in general in 1958) just wasn?t as good as it is today. The good old days aren?t the days of old ? it is now. And for young wine lovers (and collectors) this is a great time to stow away some of the new wines coming. The 2013 vintage of Amarone is quite lovely, as is Brunello, Barolo and Aglianico del Vulture (just some of the ?13?s I tasted during Vinitaly). This is your golden age.

My new/old discovery ? Freisa. The Consorzio Barbera d?Asti e Vini Del Monferrato asked me to lead a master class they called ?Discovering Freisa, ancient grape of Piedmont, and its versatility.? Having had a little experience with Freisa over the years, I thought the day before to go around the Piedmont pavilion and taste a few. What I found were few producers who had the wines to show. One producer Fabio Alessandria of G.B Burlotto, in the Langhe (not in the Asti Consortium) poured me his and his mother volunterred a little history of the wine (its ups and downs) as she has witnessed it in her life. It?s so funny, how a wine disappears and then someday it pokes its head out and becomes a "discovery." Freisa was consumed in great quantities up to about the 1960?s. and then other things started taking its place, like Barbera, and the globalization phenomenon. All the while, Freisa stayed in the back ground, supplying international varieties with some local context, as it was often blended together. But Freisa is not a wallflower wine. I really must say no more, as this is a blog post on its own. But it was like opening King Tut?s tomb and finding something that had been overlooked all those years. The folks in Asti/Monferrato are making lovely Freisa wines, once again.

The organization of Vinitaly, this year, was probably the best I have seen in my 34 years of going to the show. The lines were, to this introvert, manageable. The crowds were sober, which shows real vigilance in keeping out the riff-raff. And the bathrooms were plentiful and clean (for the men. Cannot speak for the women, but I would hope they were as good). And the wines have never been better.

Italian wine is something to be proud of ? they are inventive, varied and with so much of their real nature. Organic methods are becoming the standard, not the exception. Oak ageing is not out of control like it was in decades? past. Use of alternate energy sources (solar, notably) is on the rise. And the young generation is kicking in. You can feel their youthful exuberance, I really wish, in some ways, I was just about 20 years younger, so that I could actively witness the evolution that we will see in the next 34 years. That said, with a mother who lived to be 102, I quite possibly will. Now that?d be a real kicker!






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[04/15/2018, 07:31] Italy as the Starting Point on the Journey to the Center of the Wine World
For years, the Italian winemaker has sought to please the global wine lover with a spectrum of flavors, from the rustic and feral to the refined and bridled. Much of this comes from our inborn desire to please. Imagine a highly-trained opera singer, like Pavarotti, crooning Neapolitan folk songs. A bit below his station in life, people said, when he did. But boy, did the masses eat it up. Italians live for love and approval, at least from where I perch on the tree of life.

So, what if the Italian winemakers have, with all their energy (male and female) in the last 60 or so years, created a model where they no longer need to mimic to please, but in which the world now spins on their axis? Bear with me, this is a bit of a thought experiment, but also a way to perceive another way in which Italian wine and culture, by extension, could be a Tesla coil of sorts. And how, you ask? In the way in which we go about perceiving, tasting and even evaluating wines from around the globe, doused by the ablution of Italian wine.


What if we approached Bordeaux as if we came first to Tuscany and then our perceptions splayed out from there? Or rather than coming to Barolo and Barbaresco with a Burgundian sensibility, what if we turned the tables and assessed a Vosne-Roman?e from the perspective of one from La Morra?

Or what if we decided to look at that Zinfandel from Mt. Veeder in Napa Valley as if it were an erstwhile immigrant from Puglia who was dropped onto the mountain top many years ago? Left to fend for itself, to survive and then to rise to the challenge, not of being and becoming a California wine, but to shine as if everyone back in Sava needed it to, as a reflection of where (and who) it came from?

Maybe that Shiraz in McLaren Vale really took its cue from some past life as a Grenache grape struggling to keep from being eaten up by a drove of sheep in some godforsaken corner of Sardegna? Just for purposes of meditation, is all I am asking. I?m not suggesting you make an equivalency, or even proscribe magical powers to the Italian connection. Only to alter the wavelength for the purpose of seeing things differently.


I say this, because I am looking at things from an altered perspective. After all these years of trying to get people to love Italian wine (and really, in the sales end of things, to love the salesman) I no longer have that desire, that drive. I?m willing to go out on the limb of the tree of life, maybe only to have my perch fracture, sending me down to earth with a thud full of reality. In the meantime, what if? What just if?

The world of wine is now more open to experimentation and pleasure. Winemakers circle the globe; the colliding of ideas and customs is in full cadence. The genie is out of the bottle. And what is going into it is more exciting than ever. And with that our perceptions and attitudes about those precious liquids can be re-energized, as well. I understand this can be a fruitless exercise to some, an abyss to others. I find it deliriously revitalizing.

Just something to sip on?again without a single tasting note or score. And again, with no apologies. Take a moment and jump with me, before the branch breaks?



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[04/12/2018, 05:30] How to Choose the Right Dentist

Your teeth are very important, taking care of the teeth is beyond brushing and eating the required diet. For complete health teeth caring you need to see a professional dentist for the check up. You need to do this for at least once in every three to six months. The dentist will do a professional cleaning to your teeth to make them last longer in a healthy condition.

However, the problem comes up when you are deciding the dentist you want to visit. Currently, there are many dentists available, choosing the right dentist will require you to spend much time.

Location

Choose a dentist that you can access easily, near your home or place of work. This will help you save time when you want to check your teeth. It is important for the case where you may have dental emergencies; the dentist will access your place easily.

If you are the doctor?s client, it will be easy to visit you and check on your healing process. You should also choose a dentist whose working hours does not match with your working hours. The doctor should not have a tight schedule. You should have to invest precious time with your dentist.

Cost

The doctor you choose should not be too expensive for you to afford. In cases where you need to spend a lot of money on your check up, you need to know if the dentist accepts your insurance. The dentist should also accept multiple methods of payment such as credit cards or personal checks.

The cost varies with the practice of the dentist. Make sure the charges are reasonable. The dentist you choose should not be overcharging you. Agree on the cost of the operation before you allow the doctor to check your teeth.

Personal comfort

This another crucial factor you need to consider when searching for a dentist to check your teeth. You must find a dentist that you can talk to comfortably. When you are explaining your problem, the dentist should be concerned and willing to help.

Ensure that the doctor you choose is humble and concerned with your problem. He or she should help in making you courageous in asking whatever question you have in case you do not understand some terms.

Professional qualifications

The dentist you choose should be willing to give you a history of his or her qualifications when you need them. Do not assume that the dentist is qualified if you have not confirmed. If you feel uncomfortable with the answer the dentist is giving to your questions, you need to find a different dentist. You can also check the information of the dentist at the medical board where you find out the kind of training the dentist has gone through.

Emergency care

Can the dentist you choose attend immediately to any of your emergency? Find out the contact lines of the dentist if they are working all the time. Also, check out for a doctor who can attend to you even out of working hours to attend your emergency.…

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[04/08/2018, 14:48] Reorganization Man at the Dawn of a New Age
We?re only a week into this next chapter, and I?m bushed. And I?m also relieved and excited, like I just crossed over on a tightrope, without a net, to the other side. Now what? Well, the now isn?t so much a ?hurry up? as much as an ?OK, let?s see where this road will take me.?


For one, the whole world of Italian wine has just opened up to me in ways more than I could have imagined. No, strike that, the world of wine, not just Italian. Greek, New Zealand, Argentine, Spanish, Texas, German, you name it. I can go anywhere, do anything, write about any wine from anywhere in the world that I care to. After all, I drink wine from all over the world. Yes, Italy is my first love. Yes, it will always be my first love. But as we all know too well in the 21st century, there is no edict that says it has to be the only love.

That said, I head to Italy in a few days. Vinitaly, to be exact. But this time, not as a crazed tradesman, running around the halls, trying to make sure I see everyone I must see. In fact, I don?t even know what my itinerary is. I just know that I will show up, and see what happens.

And it isn?t anything that causes me anxiety. I have, for years, just wanted to wander the halls of Vinitaly, as if it were the petals of a rose, opening up and displaying its colors, aroma and beauty. Wow, that sounds so pollyannaish, doesn?t it? Sorry, deal with it. I am like a kid in a candy store, and I want to look at, sample and taste everything. Everything.

What, you say? Haven?t you done that all your years in the ?business?? In a way, yes, but that came with some restrictions. I was, after all, representing some of them. Well, over the years, many of them. Now, not so much. I am looking to see what it feels like to an unbridled enthusiast, to discover what I have overlooked, ignored and just couldn?t get to.

Not that I couldn?t get around to most of what I wanted to, in any case. But now I can unleash my instincts, and channel the wine gods to lead me along wine paths I might not have had time for. I may not be the new kid on the block, but I feel like a novitiate in this phase.

And with that, to see the magic, the wonder and the infinite possibilities that Italian wine, or wine, or just life has, in this stage, is wonderfully liberating. Oak, no oak? OK. Sulfur, senza zolfo? I can suffer through it. Natural or manipulated? I can manage. Anything goes, there is no wall, no border, no army holding back my caravan. I am free, for the rest of my life.

I am reorganization man, hear me roar. And laugh. And cry. And wonder as I wander. See you on the wine trail.






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[04/01/2018, 10:05] Parting with the shadow to pursue the substance
Eo Romam iterum crucifigi

How easy it is, these days, to give in to the dark and destructive tendencies which seem to be roiling the bipeds on the spaceship. What is the best way to say goodbye to some (if not all) of the constant haranguing that is filling up our cup these days? Is there a path out of the shadow, towards a more meaningful purlieu? I have spent the greater part of my adult life in service of something, someone, whether it is family or company or the other. Serving something. I am now at a juncture in my life and the sign on the trail clearly says, quo vadis?


I have been thinking like a grape vine, for much of my work life. There is a season, starting with the dead of winter. We prune our habits, cutting out that which we know will not work in the coming year. The advance of the growing season comes with little daily movements. A shoot, a bud, a leaf. And then we pick up momentum, growing, growing, growing, until summer arrives. And then it?s sun, heat, grow some more. Maybe too much. Clean up some of the shoots, growing too far out this way or that. Look out for the fruit, protect it, nurture it, bend it. and then, rush, rush, rush to pick it and preserve it, get it in, crush it and put it in a safe place and wait. And collapse again, only to have it start over and over again.

This has been my life of work. I?ve followed the season of the grape, and been a trafficker of fermented juice. We?ve talked to the prospects about this one or that one. We?ve clashed with our rivals for this place on a list, that space on a shelf. Bigger battles have ensued over a by-the-glass feature, or an endcap display. Shelf talkers became bulwarks to encourage unsuspecting consumers to cross over to our side. In the foxholes, it often got down and dirty and sometimes, very dark. All for some farmer somewhere who must do daily battle with a myriad of aggressors. Mold, hail, frost, wind, fungus, winged creatures, large and small, four legged poachers, deer and wild boar. All so that enthusiasts can take pictures of their precious liquid trophies and do battle over a table of preserved meats or on a bulletin board, aiming arrows at another because their opinion needs to be heard. This is why we were brought here on this earth?

I?m lately more obsessed with what appears to be the end of a cycle. A bottle of wine, stored carefully in my petite armoire, which when opened, smells off. Tastes good, but something in the nose has been altered. All the heartache and passion of getting the crushed grapes to this point, only to have it not make it, having already crossed over to the bardo, and too soon. With a bottle of wine, you can just go into the closet and get another one. With a loved one, not at all. And with oneself, as one looks over the swath of their life?s labors, again it raises the question, quo vadis?

Maybe it is to go to Rome to be crucified, although I believe that is for far greater souls than I. But I do hope, as I pass from the shadow into the sunlight, to, at long last, revel in an entwinement of substance.

?Oh God, here he goes again,? Arlecchino whispers in the shadows. ?He thinks his ?64 Monfortino is going to live forever.? It might seem like that to the new arrival to these posts. But for those who have traveled along the wine trail with me, you know I?m not just talking about myself. Yes, I?m grappling with what to do with all this wine I?ve amassed. And yes, I?m tussling with my mortality as well. Aren?t we all? But more than which wine with which food or what is the best Barolo in the Langhe, I?m stretching to find the core ? the essence. And quite likely I will be doing as long as I?m marooned on this tiny rock hurtling through space at unimaginable speeds.

I am in the process of distilling my work life into a simpler articulation. I no longer have a need for wide swaths, large campaigns. That is for the ascending generation now. I?m looking forward to the next steps. And I hope to dispatch what I find with you, here, on the wine trail in Italy. Thanks for reading.





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[03/25/2018, 22:15] How Influential is an Influencer?
From the Navel-gazing Observatory on the Italian wine trail

Recently, I peered into the petite armoire of a colleague in wine who passed away a few years back. I was looking in on her husband and had time to dig around the wine collection. What I found was a cornucopia of disparate bottles - some deeply iconic wines, and some which just happened to find themselves ensconced in the little closet along with the rest. There were ?unicorn? wines in there by the boatload, and there was a bevy of unadorned wines as well. It sent me down a rabbit hole, wondering ?Why do we long for what we long for??


There was a 1982 Pape-Clement. A 1994 La Chappelle Hermitage. A 1979 Silver Oak Bonny?s Vineyard. And so on. Next to a youngish Napa Syrah, an aged Charbono and a potentially over-the hill Napa Valley Pinot Noir from the ?70?s. But for some reason, every one of those bottles in that collection, as well as in one?s own (mine included) were put in the wine closet for some reason. What influenced that? Or who?


What are the metrics for influence? Is it something as basic as bottles sold? I bring this up, because what I define as success might not be everyone?s definition. In the wine trade, a most definite measure of success is how many bottles (or cases) a wine sells, and an essential progression in which a wine becomes a brand. Now I know branding, these days, is thought to be the purview of sole proprietors (and curators) of one?s Instagram feed. But in the evolution of grapes-to-wine-to people drinking and enjoying said wine, there is a cycle that needs to be completed in order for someone to do it over and over again, successfully. And that is the idea behind the building of a brand.

So, was Filippo di Belardino an influencer? Filippo worked as the brand ambassador for Banfi until he died (I can hear the hipstas among you who are initiating the required eye-roll). I hear you, Banfi is not your cuppa tea. But Filippo influenced many people to follow him and the wines of his choice. And Banfi sold (and still sells) lots of wine. Filippo was (and still is, from his perch in Heaven) an influencer.

How about someone like myself? If you were to poll some of the wine buyers in my city, I?m sure you would get the kind of reaction that would indicate that I am not influential, in any way, to them. In fact, I daresay that some of them do a 180? when they see what I am interested in, in a commercial sense. Not the unicorns I post on Instagram, but the stuff I?ve represented in the trenches for 30+ years (and for not much longer, by the way). Regardless, at the end of the year, when I look at my numbers, and my team, and all the work we do, the four of us, to move 170,000 bottles of fine Italian wine, well, that isn?t chicken scratch. Is that influence? Or sales?

Well, if you think influence exists in a vacuum, and doesn?t touch sales, then the wine business is just a hobby. But for most of the winegrowers in Italy, it is their lifeline, their way of supporting themselves and their family. It ain?t no passatempo.

What about folks like Antonio Galloni or James Suckling? These gents, wildly different and appealing to radically diverse followings, move the commercial needle, especially in the luxury/premium/highly allocated realms. I don?t know how one can apply a solid metric (although I bet both have an idea of just how ?influential? they are). Nonetheless, these guys move their markets and sell wine. So, yes, to me they are influential.

Take someone like Eric Asimov. Eric does write about specific wines, and when he does, those wines move, even in Kankakee. I?ve seen it (in Plano, Texas, not Kankakee), so I know he has ?reach.? But what about when he plunges into the arms of the wine god and ruminates, like he did recently in the article, ?Everyday Wines: The Most Important Bottles You Will Drink.? I cannot recall any specific wine he mentioned (he didn?t). What I can tell you is that he moved someone like me (and not just me) to drift into the lane of tellurian wines, which many of us can afford, but not in an arid attempt to ?settle.? Rather, he wants the reader to embrace the everyday as if it is a pretty special thing. And seeing as that is what we get, every morning when we wake up, is an everyday kind of gift, why shouldn?t we elevate and celebrate wines like that, whatever they may be? Eric is definitely an influencer, in both the concrete and abstract.

What about someone like a Raj Parr? I don?t think anyone would dispute Raj has been a huge influence in fine wine circles. These days Raj is a winegrower, a winemaker and he must sell the wines he makes, n'est-ce pas? And he has a fiduciary responsibility to his investors, his partners, his growers and employees (and his distributors) to make wine that will make goals and sell, over and over again. We?re not talking about posting a rare bottle of 1999 Chevalier-Montrachet from Domaine d?Auvenay or 1955 Barolo Monfortino from Giacomo Conterno. Those are iconic bottles, and we all want to drink them, or at the very least, lust after them as we drool over Raj?s Delectable/Instagram feed. But he is now involved in a commercial drive to succeed. And he has to parlay some of that influence towards his wines and build those brands into his version of a Domaine d?Auvenay or a Giacomo Conterno, while still retaining the aura he has so carefully curated as an influencer. No easy feat, by the way.

Obviously, I am spellbound by all the different ways and places in which wine lovers are influenced, in both objective and subjective processes. And to think this all came from peering inside the petite armoire of a friend?s wine collection. Fascinating, as Spock would say.


What do you think? Who (or what) influences you?





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[03/20/2018, 11:45] Do You Need Massage Therapy?

Going for massage therapy is the best way to relax. If you have been working very hard, then you need to look for a way to relieve the stress and tension. When going for massage therapy, it is important to look for a skilled and experienced therapist.

A Massage therapist in Glasgow will help you in achieving the full benefits of the therapy. When choosing a massage spa, make sure that you look for factors like hygiene and also the massage methods that they use. Here are signs that you need to go to massage therapy:

You are tired

Massage therapy is very important in helping you relieve fatigue. Working six days a week can be very tiring. You need to take one day to work and go for a massage. The therapy will help you in relieving fatigue.

When we work in many ways, our body builds up tension in various parts of the body like the neck, shoulders, back and also limps. It is important to look for a way to get rid of this tension so that you can relieve fatigue. When you relieve fatigue through massage, you will increase productivity at work.

You are in pain

If you are dealing with pain from an injury or ailment, then massage therapy will help you. Going to therapy will help you in healing the affected areas. This is better than taking painkillers that might be detrimental in the long run.

The massage therapy will encourage the flow of blood to different parts of the body. With a proper flow of blood in the body, it will be easy to relieve pain.

You have poor posture

It is possible to improve your posture just by going to the gym. Improving your posture is the best way to live a healthy lifestyle. If you have a desk job, then you might be having problems with your posture.

The good news is that you can improve your posture by going for a massage. The massage therapist will work on your back muscles and help you in restoring your posture.

You need to relax

Living a high-stress life is not good for your health. You need to make sure that you live a stress-free life. The only way to relax is to go for a massage once in a while.

Going for massage will help you to relax and avoid tension that comes with stressful activities. Living a stress-free life means that you will live a healthy life.…

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[03/18/2018, 14:54] Six days in an Italian jail
A story inspired by real-life events...

What would you do if, all of a sudden, you couldn?t drink wine? If the forces of destiny didn?t allow you the freedom you had become accustomed to? To go where you want to go. To see who you want to see and to eat and drink what you want to?

For those of you who have experienced Italy, whether by living there or by visiting, one of the great things about the place is the access to beauty in its many forms. And isn?t beauty a piece of the truth? To sit on a table next to a vineyard, with light spring weather, cool but not cold, and a breeze which is bringing in pollen and butterflies and sand from the Sahara. To tear apart a fresh loaf of crusty bread, to have a platter of salumi and cheese, and a bottle of fresh wine from the nearby vineyard. Things many of us take for granted. To be able to walk out into the field, to be able to sing, to dance, to hug someone you love.


This is the tale of a vineyard worker, Trenna, and the tale of how she arrived into Italy from her war and corruption ravaged country. She had lost her parents and her siblings scattered, each searching for respite from the constant war they grew up in. Trenna was in the flower of young womanhood and she lost all her traditional family moorings. She was adrift in a land of war and uncertainty. And she was beautiful, which only complicated her young life. But she was strong, and determined. And she was going to find a way out.

All her short life she had spent many happy moments in her grandparent?s garden which included a small vineyard. She loved the glistening jewels of the grapes and she loved even more to pick them off and eat them. Her grandfather would kid her not to eat too many of them, or it would shorten his crop for the family wine. Her little box of memories was small, but this was a treasured one.

When she approached her teen years, her land was rife with war and revolt. Laws, morality, justice, were nowhere to be found. As she made her way out of the troubled zone, she had to plan very carefully, for she was a target for rape or even worse, for being sold as a sex slave. Some of her friends had gone that way and Trenna couldn?t see a life going down that road. Who can?

When she finally reached Italy, by walking, swimming, hitching rides, jumping on and off trains, it was in a quiet little corner that reminded her of home. There were rolling hills and temperate climate. The fields were filled with vegetables and the sounds of church bells and sheep clanging across the pastures. And grapes.

?I remember tasting a grape in Italy and thought what a lovely taste of freedom it was. I also was sad for losing my grandparents, my whole family and my country. But there was nothing I could do now. I had to make a life, if I could, here in Italy.? Trenna was undocumented and even though the situation back home had gotten better, there were too many tragic memories. Trenna couldn?t go home. And so, she found herself, and her life, as young woman, strong but wary, in Italy.

How would Italy treat this young woman?

?Early on I was kidnapped by these men. They had lost one of the worker girls, women who have sex for money. And they were going to take me into the country to replace her. But they got drunk, on wine, and I escaped. The grapes saved me that night.? Trenna was somehow connected to the vine and her life was guarded by the grape and wine.

?I spent time in an Italian jail. They somehow thought I was Muslim woman from Albania or Syria, I don?t know who they thought I was. But I spoke Italian and a little English, and they held me. So, I waited in that cell, for six days. At night one of the guards would come in, his breath smelling of wine. He would touch me and try and get me on the small bed in the cell, but he was too drunk, and he fell asleep until the shift changed and the new guard, a good man, came in a pulled him out. The good man, Felice, had a family vineyard. Again, the vine saved me in more ways than one.?

?Felice was a family man and he had two daughters. He asked me what I was doing here in this part of Italy. I told him I was escaping war and destruction, and that my grandfather also has a little vineyard. Felice was kind, simpatico, they like to say in Italy. And he took pity on me. ?I think I have an idea,? he said to me. ?I need someone who can help me in my little vineyard, someone who will be able to talk to the seasonal pickers, someone who I can depend on. Let me see about how I can arrange that and get you out of here.? I couldn?t believe my ears. It was as if the vines, once again, were guiding me and saving me from prison, or worse, deportation.?

The last I heard, Trenna had been released, after six days, and was working for Felice. She is a latest generation of ?migr? who will find in Italy a new life. Like America, Italy is grappling with immigrants. And like America, Italy will find some of the best and brightest from faraway shores. Trenna lost everything and when she was so very young. All she wants is a peaceful life and a place in which she can contribute and integrate into a life. The vine is her lifeline. As it has been for many of us. Trenna only wants to be part of an ancient progression stretching back many thousands of years. And she wants to be part of that solution, so we never have to ask the question, ?What would you do if, all of a sudden, you couldn?t drink wine??



Freedom!


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[03/15/2018, 09:37] Tips For Enhancing Your Sleep

Did you know that not having enough sleep can have a lot of health implications to your body? Well, not many people who seem to realize that. If you have not been getting enough sleep, then you are risking developing several health complications obesity included. Now that you seem to have understood the many benefits associated with enough sleep you should work towards ensuring that you sleep well. The following tips can prove to be of great help before you go for?using CBD for sleep.

Limit your alcohol intake

If you are among those people, who depend on alcohol in almost everything that they do, then you need to understand that you are killing yourself more than you can believe. Some people believe that taking a glass of alcohol can help them get enough sleep. That is a misconception that you need to disregard by all means possible. Limiting the amount of alcohol that you take can help you to eliminate the stress of not having enough sleep. This is because anytime that the level of alcohol drops in your body, the body becomes restless, and this means that you can never sleep peacefully.

Eat lightly

Most people are used to eating heavy meals before they go to bed. That is a bad practice, and it is known to interfere with the quality of sleep. In fact, eating heavy meals just before you go to bed is not only bad for your sleep, but also for your health. It is good therefore to make both your lunch and breakfast heavy but ensure that your dinner is light as possible. This way, you will never have problems with your sleep.

Avoid naps

If you never get enough sleep, there are chances that you will be tempted to get a quick nap during the day. Doing that will be compromising the quality of your sleep during the night. Naps are generally not good if you want quality sleep, However, if you find it impossible to totally avoid them, you should ensure that you make them as short as possible.

Exercises

Regular exercises are something that you cannot avoid if you want to lead a quality life. First, regular exercises will ensure that you are healthy. This is important because some of the things like stress and depression which might interfere with the quality of sleep will be eliminated. Research has shown that people who exercise regularly have good high chances of getting quality sleep. So if you have not been practicing it, then it is high time you give it a try.…

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[03/14/2018, 08:57] A Ovada ? in corso una rivoluzione, alquanto pacifica
Riprendo qui, di nuovo, un passaggio dall'ultima newsletter. Riguarda un'azienda che ? entrata di recente a listino in enoteca. A Ovada in effetti ? in corso una vera e propria rivoluzione, i produttori nuovi, e determinati a riconquistare quote di mercato, usano volentieri l'hashtag #ovadarevolution. Ma ? una rivoluzione molto pacifica, e chi ha, come me, legami un po' personali con quel territorio, ? ben felice di assistere. E di assaggiare le loro cose, anche.

Il terroir ovadese ? da tempo al centro di una rinascenza esaltante. Da quelle parti il dolcetto, un'uva da vini quotidiani, ma pieni di carattere, dopo un periodo un po' opaco sta ricominciando a esprimere cose in grado di sorprendere - grazie ad aziende che sono decise a produrre vini definitivamente convincenti, avendo come vicini-concorrenti aree gi? affermate (pensiamo a Dogliani, o all'albese). In una configurazione del genere, cio? quando produci un vino dove altri hanno gi? dimostrato di essere molto bravi, hai una sola via di uscita: o ti danni l'anima a fare vini rilevanti, o semplicemente sei morto. A Ovada sta succedendo la numero uno che ho detto.

A questo si aggiungono elementi di ordine personale: l'ovadese ? una zona che conosco abbastanza bene, una delle prime dove ho camminato le vigne (la perifrasi l'ho presa a prestito da Veronelli). ? inoltre un'area storica di fornitura di vini rossi a Genova - siamo a 50 minuti d'auto dalle vigne, per dire: Ovada ? ormai periferia di Genova, ? un satellite, una propaggine, ai tempi della repubblica genovese sarebbe stata roba nostra insomma.

Ce n'? abbastanza per avermi fatto sposare un progetto nuovo: distribuisco, come grossista, i vini di Rossi Contini, che dell'ovadese abita le terre bianche della storicissima collina di San Lorenzo. E inoltre quei vini stanno in vendita disponibili per tutti voi, quindi accorrete numerosi, perch? un rosso formidabile come quel dolcetto annata 2016 si aggira sui dieci euro, e dopo direte: mai pi? senza. 
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[03/11/2018, 23:29] My (Oh, So Superior) Wine vs. Your (So-So) Wine
from the archives...

Three weeks on the road, driving across Texas - Dallas to Houston to San Antonio to Austin to Dallas - there has been time to talk in the car with my travel mates. We go into a city and see clients, and then get in the car and head to another city. In and out. Over time patterns emerge. Here is what I have seen in these days.

Whether the person you are going to see is a seasoned veteran or a new-on-the-scene wine buyer, they all have opinions. If they are older, they often have a punch list of preferences by which they evaluate the Italian wines we are setting in front of them. If they are the new crop, they too have their list. How the two different types fill out their list is quite different.


The older ones have tasted, often for years. They have a retinue of wines they have come to prefer from experience.

If the person was born in the 1980?s or 1990?s, time isn?t necessarily the medium in which they access their experiences. Theirs is often a flat-screen gathering of impressions, ideas, influences and desires.

Which raises a challenge to those of us who are trying to make the world safe for Italian wine.

I sense there is this element in both buyers which they seek and by which they access from different reference points. Let?s call it the cool factor. What I mean by that is something about the wine or of the wine stirs the person to want to have more contact with it, whether it means buying it and putting it on the shelf, offering it as by the glass at their wine bar or restaurant or simply to pick up a bottle or a case and store it away for another time.

What I have been trying to find out, my entire career, with the person in front of me when I present a wine to them, is what they think cool is. This is not a one-size-fits-all kind of thing. No plug-and-play here. Everyone is different. Which makes life interesting.

I?m in a trendy pizza place. Great pizza, awesome wine list, the place is buzzing. The table to the left of my orders a Nebbiolo based wine from Northern Italy. I see the wine poured. Like the light color it presents in the glass. Then I see the label. I know the winery. It is enjoying a trendy following among the hipster crowd. The wine, while good, isn?t best of class. While there is nothing wrong with the wine whatsoever, it isn?t the wine that these people think it is. It isn?t the best. But the wineries, the importer, the distributor, a combination of these elements have moved this wine to the head of the class. Meanwhile the iconic wine from the appellation is seen as stodgy, not cool.

I?m looking at sparkling wines in a very good independent wine shop. In the shop one can find esoteric and many wonderful wines with great stories and provenance. Inotherwords, very cool. We are scanning the shelves to see what the buyer has brought in from a particular area where Italy produces sparkling wines. We see a couple of the hallmark wines. However on the shelf is a wine that has a label that we do not seem to recognize. On the back label, we find it is made by a co-operative way outside of the appellation of the wine, many, many miles away. On the front the label appears to be mimicking a more famous wine label from the appellation, one which is an iconic, established, famous label. How did the sneaky little interloper snag a place on the shelf? Somehow it made its way onto the buyer?s cool list.

It?s a Monday night and we're in a new Italian spot. It?s crazy busy. The wine buyer looks to be under 30, running around helping all the tables who are asking about wine. We order a red wine from the Northwest of Italy. The first bottle is brought. It?s corked. Another bottle is brought. It too is lightly corked. We then order another wine from a nearby region from a well-known and iconic producer.

The wine arrives, warm. We taste the wine and feel it needs to breath, blow off the harshness of being opened so young. Maybe the warm temperature brings out a little more of the brettanomyces aspect than is desirable. So we stick it in an ice bucket and wait ten minutes.

The wine is cooler. But the brettanomyces has reared its head like Godzilla and it is showing no sign of abatement. We suffer through it. I make a note to myself that this wine buyer is into very funky wines. I wonder if we just had a strange coincidence or if the wine list follows this pattern. I also wonder how the patrons think about these experiences. Is this what Italian wines represent to them? When they go away from this place (as busy as it is) will they run to their American bistro and order a Russian River Pinot Noir just to get the taste of Italian wine out of their mouth? ?This is what cool tastes like?? will they ask themselves?

With older buyers one can find wines they have settled in with. With younger wine buyers, the idea of a brand, to have something for a year, is not so cool. Both approaches offer perils. To get comfortable with one?s wine program and offer only the tried and true, in our want-it-now culture, that?s not cool enough to be retro, just old and tired. But if clients find they like something and then they come back the next week and it?s not on the menu or the list, is that something that makes it more difficult for a wine shop or a wine bar, restaurant, to create an experience that folks remember and want to come back for? Has it becomes less about the brand and more about the wine buyer and their personal predilections? My preference vs. your expectations? My wine vs. your wine?





...a few thoughts from the front seat of a fast moving car on the road as I head back home on this sunny day somewhere in the middle of America.



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[03/04/2018, 16:32] In Search of the Untamed - Is it Too Late for Italy?
In a lifetime quest to uncover every inch of Italy, what I have been looking for lately has been a return to something I found very early and didn?t know just how important it was. And that is the secret life of the wild, the feral, the untamed. Sure, fifty years ago, it was easy to walk down a street in Pozzuoli and see an Italy that was pretty much characteristic at the time ? chaotic, noisy, bustling with life, kids running after the tall, lanky Americano in patched jeans and a funky t-shirt, back packing across his ancestor?s lands with a camera. It was everywhere. But is it still there, somewhere?


It came to me last year as I was walking around the central piazza of Gravina in Puglia. There were four older men sitting on a bench and I went over to them and started talking to them about everything under the sun. Mind you, my Italian is conversant and rudimentary, although the farther south I go, the better my Italian seems to get. But it was very much like the kinds of conversations I have been having ever since I stepped into Italy. It was all about connection. Is that odd, to have a feral connection? What is this vein running through us that smart phones and internets and all the modern conveniences just cannot delete?

My mission has been to observe and be on the lookout for those signs of wildness. And curiously, there are signs everywhere, even in the big cities.


I am also looking for that in the wines of Italy, although I don?t quite want to get back to the down and dirty wines of the 1970?s. But there are plenty of places in Italy where one can find that sense of wildness in wines without stepping on a, well, you know what I mean.

Some of the places I have found this timelessness are:
  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Colli Euganei
  • Sicily and Mt. Etna
  • Valdobbiadene
  • Valle d?Aoste
  • Valtellina

Abruzzo ? This is so easy. The traditions in this region are strong, and even though everyone has a car and a washing machine and a cell phone, there is an invisible bond to something that is stronger than dirt. They still like their rose wines darker, not all dolled up and whitewashed like some anemic Proven?al wannabee. You can still find rustic whites and reds, too. Food is a major function of this continued link with one?s antecedents. A hearty plate of pasta in a mountainside trattoria just feels good with a rich, fruity, glass of Montepulciano. It fits. And it feels not only right, but timeless.

Basilicata ? This might be, for me, one of the great strongholds of an appurtenance of the feral. Maybe it is the isolation, although one could argue that for Sardegna as easily. But in today?s world, everywhere is easily reachable. It?s not the ?getting to there? that is the barrier. It?s the ?getting it,? the act of making time and putting down the hold of modern day civilization and just looking into the soul of the place. Basilicata, for me is one of those transmitting stations. Get off the well-trod path and the wines loom, over the hill.

Calabria ? I?ve worn you all out with my paeans to Calabria. It?s all there, in the hills. It?s not going anywhere. And again, the wines play into this, in confluence with the food, the music, the culture, and yes, the donkeys.

Colli Euganei ? So close to so much refined civilization, and yet, hidden among the volcanic pyramids are these pockets of imperishable patterns. There is so much latent timelessness in this area, so ready to open up to anyone who will veer off the road from Verona to Venice and spend a moment going through a time tunnel.

Sicily and Mt. Etna ? Maybe it?s the lava? Again, a place formed by the violent outcroppings of Mother Earth. At once a harsh environment, but also a cradle, if you have the will and the patience to let down your guard of civilization (and your technological devices). Look, it?s all around you. and not just on La Mutagna, although that?s a great place to start.

Valdobbiadene ? One might think I?ve lost my mind with this heading. But do you know the way to Valdobbiadene? Sure, success can (and has) spoiled some folks. The BMW hybrids are trying to take over for the donkey-led carts.. This is a place that has a deep undercurrent of resistance to the progress of progress. And I say that with the utmost respect for the land. Ambition and lust for gold and marble, well that?s for the short-timers, the earthlings who ignore history. The land, it remembers. And so do the donkeys. And that?s what I?m betting on, in the long-haul.

Valle d?Aoste ? Who goes there? How many of you have even thought about it? Oh yeah, it?s rife with hipster unicorn wines, but have you stood on the steppes of the vigne de Torrette and looked down over the Valle? It?s wild, it?s unruly. It?s not dirty. But it is funky. And time has tricked some of us into thinking that things there haven?t changed all that much, in terms of the tamelessness.

Valtellina ? Go there in the dead of winter, when the sun sinks low early in the day, and the valley goes dark and savage. Cellphones won?t work, thankfully. And the vines that cling for dear life, hang on, and wait for the sun and the Spring. An endless cycle. Repeated for ages. You think a silly 100 years of industrial and technological evolution is going to wipe away the wild? Think again. Better, yet, take off your thinking cap and book a ticket, and behold for yourself.

And in the future, where will I look further for signs of the timeless past? For one, Sardegna. In all my travels, I have never yet stepped on that island. I plan to do so. Closer to home, or rather, Rome, is the undiscovered (at least for me) land of Castelli Romani Lazio. There?s amazing feral wildness less than an hour from the chaos of Rome. And if you think Piedmont and Tuscany are wrapped up in a Gold Gucci bow, you haven?t been looking deeply enough. I have my wild places there, under deep cover, away from the tourist trails.

Look - that?s all you need to do. And slow it down a bit. Italy is a hot mess, but underneath the magma flow is a current of imperishability that even a Berlusconi cannot obliterate. It?s not too late. If you are fortunate enough to have the time and the inclination, it is all there - waiting for you.




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